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Accostiamoci a Dio 2010

Accostiamoci a Dio 2010

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2010

Finalità e diritti d'autore
Finalità Finalità Finalità Finalità
La finalità di questo documento è quella di confronto ed
eventuale integrazione dello studio personale. Non
intende in alcun modo sostituirsi allo studio personale.
(Ebr. 5:14; Atti 17:11)
Non esiste nessuna finalità a scopo di lucro nella
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Citazioni Citazioni Citazioni Citazioni
Le citazioni bibliche, salvo diversa indicazione, sono tratte
dalla Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture
reperibile nel sito: www.jw.org. Tutte le citazioni a corredo,
salvo diversa indicazione, sono tratte da pubblicazioni
edite dalla Watch Tower Bible and Tract Society of
Pennsylvania reperibili, nella versione inglese, nel sito:
http://wol.jw.org/en/wol/h/r1/lp-e.
Nota dell'autore Nota dell'autore Nota dell'autore Nota dell'autore
Alcuni anni fa in un momento particolarmente complesso
della mia vita, ho trovato conforto nel trovare disponibile
su internet un documento simile a questo. Pubblico
questo documento come segno di ringraziamento per
quanti all'epoca, svolgevano questo servizio e nella
speranza di essere ugualmente utile a chi vive situazioni
di particolari necessità. Grazie.
Consapevole di ciò, sicuramente avrà
passato molte ore in solitudine a meditare
sulla sua vita. Cosa dirà nel suo discorso
di commiato?
Giosuè continua: “Nemmeno una
parola di tutte le buone parole che Geova
vostro Dio vi ha proferito è venuta meno.
Vi si sono avverate tutte. Nessuna parola
d’esse è venuta meno”. Queste sono le
parole di un uomo che ha piena fiducia in
Dio. Su cosa si basa la sua fiducia?
Ripensando a tutto quello che ha visto,
Giosuè si è convinto che Geova mantiene
sempre le promesse. È chiaro che Giosuè
vuole indurre gli altri israeliti ad avere una
fede inamovibile nelle promesse di Geova
che non si sono ancora avverate.
Parlando di Giosuè 23:14, un
commentario biblico afferma: “Si può
considerare ogni promessa contenuta
nella Bibbia, si possono consultare gli
annali della storia mondiale o chiedere a
qualsiasi creatura terrena, ma non si
riuscirà a trovare una sola promessa che
Dio abbia infranto o dimenticato”. Se
potessimo veramente fare una cosa del
genere giungeremmo alla stessa
conclusione di Giosuè: le promesse di
Geova si avverano sempre. —  1  Re 8:56;
Isaia 55:10, 11.
La Bibbia riporta numerose promesse
che Dio ha mantenuto, alcune delle quali
si stanno realizzando sotto i nostri occhi.
Contiene anche le meravigliose promesse
di Geova che riguardano il nostro futuro.
Vi incoraggiamo a prenderle in esame. Lo
studio della Bibbia potrà convincervi che
Colui che mantiene le promesse è degno
della vostra fiducia.
Colui che mantiene le promesse
Lettura biblica suggerita:
GIOSUÈ 23:14
T
ROVATE difficile fidarvi del
prossimo? Purtroppo nel mondo in
cui viviamo la fiducia viene
sistematicamente tradita. Se una persona
in cui confidavate vi ha ferito, magari
raccontandovi bugie o non mantenendo
qualche promessa, forse avete smesso di
fidarvi. C’è qualcuno, però, di cui ci
possiamo fidare senza timore di essere
delusi. Proverbi 3:5 esorta: “Confida in
Geova con tutto il tuo cuore”. Perché
Geova è degno di tale fiducia? Per
saperlo, esaminiamo le parole riportate in
Giosuè 23:14 e pronunciate dallo stesso
Giosuè, un uomo che ripose completa
fiducia in Geova.
Vediamo in che circostanza furono
pronunciate. Giosuè, successore di Mosè
e condottiero di Israele, ha quasi 110 anni.
Nella sua lunga vita ha visto Geova
compiere molte opere potenti a favore del
suo popolo, tra cui la miracolosa
liberazione compiuta circa 60  anni prima
quando Israele ha attraversato il Mar
Rosso. Dopo aver meditato su questo,
Giosuè convoca “tutto Israele, i suoi
anziani e i suoi capi e i suoi giudici e i suoi
ufficiali”. (Giosuè 23:2) Ciò che dice non è
frutto della saggezza di un uomo avanti
negli anni, ma della meditazione di un
cuore pieno di fede.
“Io vado oggi nella via di tutta la terra”,
spiega Giosuè. La “via di tutta la terra” è
un’espressione idiomatica per indicare la
morte. In altre parole Giosuè sta dicendo
che non gli rimane molto da vivere.
Nota in calce: Queste sono alcune delle promesse di
cui Giosuè vide l’adempimento: Geova avrebbe dato a
Israele un paese da possedere (confronta Genesi 12:7
con Giosuè 11:23); Geova avrebbe liberato Israele dalla
schiavitù in Egitto (confronta Esodo 3:8 con Esodo
12:29‐32); Geova avrebbe sostenuto il suo popolo.
—  Confronta Esodo 16:4, 13‐15 con Deuteronomio
8:3,  4. Per ulteriori informazioni sulle promesse divine
relative al nostro futuro, vedi i capitoli 3, 7 e 8 del libro
Cosa insegna realmente la Bibbia?
israeliti si pentivano della propria
condotta errata e imploravano Dio di
aiutarli. Le parole “i loro gemiti a causa di
quelli che li opprimevano” potrebbero
indicare che lo supplicavano. (Versetto 18)
Tali suppliche facevano parte della storia
che si ripeteva. (Giudici 3:9, 15; 4:3; 6:6, 7;
10:10) Come reagiva Dio?
Liberazione. Geova udiva i gemiti di
Israele e “provava rammarico”. La parola
ebraica resa “provava rammarico” può
significare “cambiare idea o intenzione”.
Un’opera di consultazione dice: “Geova,
toccato dai loro gemiti, cambiava il suo
proposito e invece di punirli li liberava”.
Nella sua misericordia, Geova ‘suscitava
dei giudici’ che liberavano il popolo dai
nemici. — Versetto 18.
Avete notato cos’è che spingeva Dio a
provare rammarico, cioè a cambiare idea?
Il popolo cambiava atteggiamento.
Riflettete su questo: Un padre amorevole
può disciplinare il figlio che ha sbagliato,
ad esempio non concedendogli qualcosa.
Quando però vede che il figlio è
veramente dispiaciuto, decide che non è
più necessario continuare a punirlo.
Cosa impariamo riguardo a Geova da
questo brano biblico? Che anche se i
peccati volontari suscitano la sua ira, un
cuore pentito lo spinge a mostrare
misericordia. Sapere che con le nostre
azioni possiamo influire sui suoi
sentimenti dovrebbe farci riflettere.
Perché non imparare in che modo
possiamo ‘rallegrare il cuore di Geova’?
(Proverbi 27:11) Se lo faremo non
proveremo mai rammarico.
Dio può provare rammarico?
Lettura biblica suggerita:
GIUDICI 2:11‐18
T
UTTI noi, essendo imperfetti, a volte
proviamo rammarico. Per esempio
capita di essere dispiaciuti quando ci si
rende conto di aver commesso un errore.
Per quanto possa sembrare strano, la
Bibbia dice che Geova può provare
rammarico. ‘Ma Dio è perfetto’, starete
pensando, ‘lui non fa errori!’ In che senso
allora Dio prova rammarico? La risposta a
questa domanda può aiutarci a
comprendere qualcosa di straordinario:
Geova prova dei sentimenti, e le nostre
azioni possono influire su tali sentimenti.
Riflettete sulle parole riportate in Giudici
2:11‐18.
Il libro biblico di Giudici fa il resoconto
di un periodo turbolento della storia di
Israele. La nazione si era ormai stabilita in
Canaan, il paese che Dio aveva promesso
ad Abraamo. Nei secoli successivi, la storia
di Israele si può riassumere in un ciclo
ricorrente di quattro fasi: defezione,
oppressione, supplica e liberazione.
Defezione. Influenzati dai cananei, gli
israeliti ‘abbandonavano Geova’ e
cominciavano a seguire altri dèi; in
particolare si mettevano “a servire Baal e
le immagini di Astoret”. Tale defezione
equivaleva ad apostasia. Non sorprende
che gli israeliti ‘offendessero Geova’,
l’Iddio che li aveva liberati dall’Egitto.
— Versetti 11‐13; Giudici 2:1.
Oppressione. Giustamente adirato,
Geova smetteva di proteggere il popolo
che gli aveva voltato le spalle. Gli israeliti
allora cadevano “in mano ai loro nemici”,
che invadevano il paese e lo
saccheggiavano. — Versetto 14.
Supplica. In preda alla disperazione, gli
Nota in calce: Giudici 2:11‐18 fa parte di un riassunto
introduttivo che dà un’idea del modo di comportarsi di
Israele, spiegato poi nei dettagli nei capitoli successivi.
Baal era la principale divinità cananea. Si riteneva che
la dea Astoret fosse sua moglie.
Geova spiega a Samuele: “Non come
vede l’uomo vede Dio, perché il semplice
uomo vede ciò che appare agli occhi; ma
in quanto a Geova, egli vede il cuore”.
(Versetto 7) Per Geova, dunque, ciò che
conta è il cuore, ovvero la persona
interiore, dove nascono pensieri,
atteggiamenti e sentimenti.
“L’esaminatore dei cuori” rigetta Eliab,
come pure i successivi sei figli di Iesse che
vengono presentati a Samuele.
— Proverbi 17:3.
Ma Iesse ha ancora un figlio, Davide, il
più giovane, che è nei campi a pascolare
le pecore. (Versetto 11) Così lo mandano a
chiamare e lo presentano a Samuele.
Quindi Geova dice al profeta: “Levati,
ungilo, poiché è questo!” (Versetto 12) È
vero che Davide è un ragazzo “con begli
occhi e di bell’aspetto”, ma è il suo cuore
a renderlo veramente gradito a Dio.
— 1 Samuele 13:14.
In un mondo dove si dà tanta
importanza alla bellezza fisica è
confortante sapere che Geova Dio non si
lascia influenzare dall’esteriorità. Per lui
non conta quanto siamo alti o se gli altri
ci considerano belli. Ciò che conta per lui
è quello che siamo interiormente, nel
cuore. Saperlo non ci spinge a coltivare
quelle qualità che ci renderanno belli agli
occhi di Dio?
“Egli vede il cuore”
Lettura biblica suggerita:
1 SAMUELE 16:1‐12
A
VOLTE l’apparenza inganna.
L’aspetto esteriore di una persona
non sempre rivela quello che è
interiormente, nel profondo del cuore. Gli
esseri umani tendono a giudicare da ciò
che appare. Geova Dio invece non si
ferma alle apparenze. Lo si capisce
chiaramente dall’episodio riportato in
1 Samuele 16:1‐12.
Immaginate la scena. Geova sta per
ungere il nuovo re della nazione di
Israele. Dice al profeta Samuele: “Ti
manderò da Iesse il betleemita, perché mi
sono provveduto un re tra i suoi figli”.
(Versetto 1) Geova non rivela il nome di
questo re ma dice solo che verrà scelto tra
i figli di Iesse. Mentre va verso Betleem,
forse Samuele si chiede: ‘Come farò a
sapere quale dei figli di Iesse è stato scelto
da Geova?’
Arrivato a Betleem, Samuele dispone
che Iesse e i suoi figli prendano parte a un
pasto sacrificale. Quando entra Eliab, il
figlio maggiore, Samuele ne rimane
subito colpito. Pensa che la sua statura sia
degna di un re e dice fra sé: “Di sicuro il
suo unto è dinanzi a Geova”.
— Versetto 6.
Geova però vede le cose in modo
diverso. Dice a Samuele: “Non guardare il
suo aspetto e l’altezza della sua statura,
poiché l’ho rigettato”. (Versetto 7) Geova
non è impressionato dalla statura e dalla
prestanza di Eliab. Colui ai cui occhi non
sfugge nulla guarda oltre le apparenze e
vede se in una persona c’è autentica
bellezza.
Davide. Annunciandone la nascita, un
angelo disse: “Geova Dio gli darà il trono
di Davide suo padre, ed egli regnerà sulla
casa di Giacobbe per sempre e del suo
regno non ci sarà fine”. (Luca 1:32,  33)
Perciò il patto con Davide trova il suo
adempimento in Gesù Cristo. Questi
governa quindi non perché eletto dagli
uomini ma in virtù di una solenne
promessa divina che gli conferisce il
diritto di governare in eterno. Non
dimentichiamo che le promesse di Dio si
avverano sempre. — Isaia 55:10, 11.
Dal capitolo  7 di 2  Samuele impariamo
due cose importanti. In primo luogo,
abbiamo la certezza che nulla o nessuno
potrà impedire a Gesù Cristo di
governare. Possiamo pertanto essere
sicuri che conseguirà lo scopo del suo
governo che, come lui stesso dichiarò, è
quello di far compiere completamente la
volontà di Dio sulla terra come in cielo.
— Matteo 6:9, 10.
In secondo luogo, questo passo biblico
ci fa conoscere un aspetto rassicurante
della personalità di Geova. Ricordiamo
che Geova notò e apprezzò il desiderio
che Davide aveva nel cuore. Ci incoraggia
sapere che apprezza la devozione di chi lo
serve. Talvolta circostanze indipendenti
dalla nostra volontà, come salute
cagionevole o il passare degli anni, ci
impediscono di fare tutto ciò che il nostro
cuore vorrebbe per servire Dio. In tal caso
possiamo trarre conforto dal fatto che
Geova vede persino le intenzioni di un
cuore pieno di devozione.
‘Il tuo regno sarà certamente saldo’
Lettura biblica suggerita:
2 SAMUELE 7:1‐16
N
EL corso della storia molti
governanti umani sono stati
destituiti: alcuni a seguito di un’elezione,
altri con la forza. Ma che dire di Gesù
Cristo, il Re del celeste Regno di Dio? C’è
qualcosa che possa impedirgli di
governare quale Re costituito da Dio? La
risposta si trova nelle parole che Geova
disse a Davide, re dell’antico Israele,
riportate nel capitolo 7 di 2 Samuele.
Apprendiamo dai primi versetti che
Davide è turbato perché lui, che è solo un
re umano, dimora in un bel palazzo,
mentre l’arca di Dio si trova in una
semplice tenda. Davide esprime il suo
desiderio di edificare a Geova un tempio,
una casa che sia degna di Lui. (Versetto 2)
Comunque non sarà Davide a costruirlo.
Tramite il profeta Natan, Geova dice a
Davide che a edificarlo sarà uno dei suoi
figli. — Versetti 4, 5, 12, 13.
Geova è colpito dal sincero desiderio di
Davide. A motivo della devozione di
questo re e in armonia con le profezie, fa
un patto con lui: susciterà nella sua
discendenza reale qualcuno che
governerà per sempre. Natan comunica a
Davide la solenne promessa di Dio: “La
tua casa e il tuo regno saranno
certamente saldi a tempo indefinito
davanti a te; il tuo medesimo trono
diverrà fermamente stabilito a tempo
indefinito”. (Versetto 16) Chi è l’Erede
permanente di questo patto, Colui che
governerà per sempre? —  Salmo 89:20,
29, 34‐36.
Gesù di Nazaret era un discendente di
Nota in calce: L’arca del patto era una cassa sacra
costruita su comando di Geova e secondo il progetto
da lui fornito. Simboleggiava la presenza di Geova
nell’antico Israele. — Esodo 25:22.
che un’agnella”. Avendo ricevuto una
visita, il ricco voleva preparare un pasto
per l’ospite. Ma, anziché prendere una
delle sue pecore, prese l’unica agnella del
povero. Pensando evidentemente che si
tratti di una storia vera, Davide si indigna
e sbotta: “L’uomo che ha fatto questo
merita di morire!” Perché? “Perché non
ha avuto compassione”, spiega.
— Versetti 2‐6.
Con questa parabola Natan raggiunge il
suo scopo. Davide, in effetti, si è accusato
da solo. Ora Natan gli dice senza mezzi
termini: “Tu stesso sei l’uomo!” (Versetto
7) Visto che Natan sta parlando per conto
di Dio, dalle sue parole si capisce che
Geova considera quello che Davide ha
fatto come se l’avesse fatto a Lui.
Infrangendo le leggi di Dio, Davide ha
mancato di rispetto a Colui che ha dato
quelle leggi. “Mi hai disprezzato”, dice
Dio. (Versetto 10) Profondamente
addolorato per il severo rimprovero,
Davide confessa: “Ho peccato contro
Geova”. Natan gli assicura che Geova lo
perdona anche se per tutta la vita dovrà
portarsi dietro le conseguenze delle sue
azioni. — Versetti 13, 14.
Una volta che il suo peccato era stato
messo allo scoperto, Davide compose
quello che ora è il Salmo  51. In questo
salmo Davide aprì il suo cuore, rivelando
la profondità del suo pentimento. Con i
suoi peccati il re Davide aveva disprezzato
Geova, ma dopo essersi pentito e aver
beneficiato del perdono divino poté
dirgli: “Un cuore rotto e affranto, o Dio,
tu non disprezzerai”. (Salmo 51:17) Poche
parole potrebbero essere più rassicuranti
per un peccatore che si pente e implora la
misericordia di Geova.
Quando “un cuore rotto e affranto” chiede perdono
Lettura biblica suggerita:
2 SAMUELE 12:1‐14
P
ECCHIAMO tutti molte volte. Anche
se siamo profondamente dispiaciuti,
forse ci chiediamo: ‘Dio ode le preghiere
con cui esprimo il mio sincero
pentimento? Mi perdonerà?’ La Bibbia
insegna una verità da cui possiamo trarre
conforto: anche se non condona mai il
peccato, Geova è disposto a perdonare il
peccatore pentito. Questa verità fu
dimostrata in modo molto chiaro da ciò
che accadde a Davide, re dell’antico
Israele, come narrato in 2  Samuele
capitolo 12.
Riflettiamo su quanto è accaduto.
Davide si è macchiato di gravi peccati. Ha
commesso adulterio con Betsabea e,
siccome non è riuscito a coprire le sue
azioni, ha fatto in modo che il marito di lei
venga ucciso. Poi ha tenuto segreti i suoi
peccati e per alcuni mesi ha finto di essere
innocente. Geova, però, osservava. Ha
visto quei peccati. Ma ha visto pure nel
cuore di Davide la possibilità che si penta.
(Proverbi 17:3) Cosa farà?
Geova manda il profeta Natan da
Davide. (Versetto  1) Guidato dallo spirito
santo, Natan si rivolge al re con tatto: sa
che deve scegliere con cura le parole.
Come può far capire a Davide che sta
ingannando se stesso e aiutarlo a vedere
l’enormità dei suoi peccati?
Per evitare che Davide si metta sulla
difensiva, Natan gli racconta qualcosa che
sicuramente toccherà il cuore di un uomo
che è stato un pastore. È la storia di due
uomini, uno ricco e uno povero. Il ricco
aveva “moltissime pecore e bovini”
mentre il povero “non aveva null’altro
Nota in calce: Preparare un agnello per un visitatore
era un gesto di ospitalità. Ma rubare un agnello era un
reato, la cui pena consisteva nel rendere al proprietario
il quadruplo a titolo di risarcimento. (Esodo 22:1)
Secondo Davide, prendendo l’agnella il ricco aveva
agito in modo spietato. Con quel gesto aveva privato il
povero di un animale che poteva fornire latte e lana
alla sua famiglia e magari dare inizio a un gregge.
Si noti inoltre che la lealtà non
coinvolge solo i sentimenti; è una qualità
attiva, non passiva. Geova agisce con
lealtà, come Davide constatò in prima
persona. Nei periodi più bui della vita di
questo re fedele, Geova agì lealmente in
suo favore concedendogli guida e
protezione. Davide riconobbe con
gratitudine che Geova “l’aveva liberato
dalla palma della mano di tutti i suoi
nemici”. — 2 Samuele 22:1.
Cosa significano per noi le parole di
Davide? Geova non tentenna e non
cambia. (Giacomo 1:17) Continua ad
attenersi alle sue norme ed è sempre
coerente con le sue promesse. In un altro
salmo, Davide scrisse: “Geova .  .  . non
lascerà i suoi leali”. — Salmo 37:28.
Geova apprezza la nostra lealtà.
Considera preziosa la nostra leale
ubbidienza, e ci esorta a imitarlo essendo
leali nei rapporti con gli altri. (Efesini 4:24;
5:1) Se mostriamo questo tipo di lealtà
possiamo star certi che lui non ci
abbandonerà mai. Per quanto gli altri
esseri umani possano deluderci, siamo
sicuri che Geova ci aiuterà lealmente ad
affrontare qualsiasi prova si presenti sul
nostro cammino. Non ci sentiamo spinti
ad avvicinarci ancora di più a Geova,
Colui che è chiamato “il Leale”?
— Rivelazione (Apocalisse) 16:5.
“Agirai con lealtà”
Lettura biblica suggerita:
2 SAMUELE 22:26
P
OCHE cose ci feriscono di più che
essere traditi o abbandonati da
qualcuno di cui ci fidiamo. Nel mondo
sleale in cui viviamo, tali delusioni sono
fin troppo comuni. (2  Timoteo 3:1‐5) C’è
qualcuno su cui possiamo sempre
contare, qualcuno che ci sarà sempre
leale? Per scoprirlo, vediamo cosa
accadde a Davide, re dell’antico Israele.
Nel corso della sua vita, Davide dovette
subire i peggiori atti di slealtà. Fu
ingiustamente dichiarato fuorilegge e
perseguitato dal primo re di Israele, Saul,
che era geloso di lui. Che dire delle
persone a lui vicine? Sua moglie Mical,
invece di rimanergli leale, “in cuor suo
cominciò a disprezzarlo”. (2  Samuele
6:16) Ahitofel, suo fidato consigliere, lo
tradì e partecipò a una cospirazione
contro di lui. A capeggiarla era niente
meno che Absalom, il figlio di Davide!
Vedendo tradita la sua fiducia in tutti
questi modi, Davide perse forse ogni
speranza e concluse che non esistano
persone incrollabilmente leali?
Davide stesso rispose con le parole del
canto poetico riportate in 2  Samuele
22:26. Questo uomo, la cui fede non
poteva essere scossa, disse a Geova Dio:
“Con qualcuno leale agirai con lealtà”.
Per quanto gli altri esseri umani potessero
deluderlo, Davide era sicuro che Geova gli
sarebbe stato leale.
Esaminiamo con attenzione le parole di
Davide. Il termine ebraico tradotto “agirai
con lealtà” può essere reso anche “agirai
con amorevole benignità”. La vera lealtà
ha il suo fondamento nell’amore. Geova
si tiene amorevolmente vicino a quelli che
gli sono leali.
Nota in calce: A 2  Samuele 22:26 fa eco Salmo 18:25,
che è reso così in una versione biblica: “Con il leale ti
mostrerai pieno d’amore”. — The Psalms for Today.
Questo qualcosa di buono, anche se
non ne conosciamo l’esatta natura, era
degno di nota. Prima di tutto era
genuino. Era “in lui”, cioè nel suo cuore.
In secondo luogo era fuori del comune.
Abia diede prova che in lui c’era qualcosa
di buono anche se era cresciuto “nella
casa di Geroboamo”. Uno studioso dice:
“Sono meritevoli di grande lode gli
uomini che continuano a essere buoni
anche se vivono nelle famiglie e nei
luoghi più malfamati”. Un altro afferma
che la bontà di Abia “spiccava . . . come le
stelle che rifulgono di più quando il cielo
è scuro e come i cedri che sono più belli
quando sono circondati da alberi spogli”.
L’aspetto più importante è che le parole
di 1  Re 14:13 ci insegnano un particolare
molto bello riguardo a Geova e a ciò che
egli cerca in noi. Ricordiamo che qualcosa
di buono fu “trovato in” Abia. A quanto
pare Geova esaminò il cuore di Abia
finché non vi trovò una traccia di bontà.
Per dirla con le parole di uno studioso, in
paragone con i suoi familiari, Abia fu
l’unica perla “in un mucchio di sassolini”.
Geova apprezzò molto tale bontà e la
ricompensò accordando una certa
misericordia a un unico componente di
quella famiglia malvagia.
Non è rassicurante sapere che Geova,
nonostante le nostre imperfezioni, cerca il
bene in noi e lo apprezza? (Salmo 130:3)
Questo dovrebbe spingerci ad avvicinarci
maggiormente a lui, l’Iddio che esamina
attentamente il nostro cuore alla ricerca di
ogni traccia di bontà, per quanto piccola
possa essere.
Egli cerca il bene nelle persone
Lettura biblica suggerita:
1 RE 14:13
G
EOVA scruta tutti i cuori, e discerne
ogni inclinazione dei pensieri.
(1  Cronache 28:9) Tali parole ispirate
dovrebbero riempirci di gratitudine per il
profondo interesse che Geova rivela nei
nostri confronti. Egli cerca il bene nel
nostro cuore anche se siamo tutt’altro che
perfetti. Questo emerge chiaramente da
ciò che disse riguardo ad Abia, come
riportato in 1 Re 14:13.
Abia apparteneva a una famiglia
malvagia. Suo padre Geroboamo era il
capostipite di una dinastia apostata.
Geova intendeva spazzare via la casa di
Geroboamo, “proprio come si spazza lo
sterco finché scompaia”. (1  Re 14:10) Su
suo ordine, comunque, un componente
della famiglia di Geroboamo, Abia, il
quale era gravemente malato, avrebbe
ricevuto una sepoltura onorevole. Perché?
Dio spiegò: “Qualcosa di buono verso
Geova l’Iddio d’Israele è stato trovato in
lui nella casa di Geroboamo”. (1  Re 14:1,
12,  13) Cosa ci rivelano queste parole
riguardo ad Abia?
La Bibbia non dice che Abia fosse un
fedele adoratore di Dio. Eppure c’era
qualcosa di buono in lui. Si trattava di
qualcosa di buono “verso Geova”, e forse
aveva a che fare con l’adorazione.
Secondo fonti rabbiniche, Abia avrebbe
fatto un pellegrinaggio al tempio di
Gerusalemme o avrebbe tolto le guardie
che suo padre aveva appostato per
impedire agli israeliti di andarvi.
Nota in calce: Geroboamo aveva introdotto nel regno
settentrionale delle dieci tribù di Israele l’adorazione
idolatrica dei vitelli affinché i suoi sudditi non
andassero ad adorare Geova nel tempio di
Gerusalemme.
Nei tempi biblici, il fatto che venisse negata una
sepoltura dignitosa era considerato un segno di
disapprovazione divina. — Geremia 25:32, 33.
Ccsc |nse-
gnc reclmente lc 8|bb|c?,
mostrò d’essere con lui”. — Versetti 6, 7.
Cosa permise a Ezechia di discostarsi dal
cattivo esempio del padre? È possibile che
sua madre Abia, di cui si sa poco, abbia
esercitato un’influenza positiva su di lui.
Anche il buon esempio di Isaia, che
cominciò la sua attività di profeta prima
della nascita di Ezechia, potrebbe aver
contribuito alla formazione del giovane
principe. La Bibbia non fornisce dettagli in
merito, ma una cosa è certa: Ezechia
scelse di tenere una condotta in netto
contrasto con quella del padre.
L’esempio di Ezechia è incoraggiante
per chi forse ha avuto un’infanzia difficile
per colpa dei genitori. È vero che il
passato non si può cambiare e non si
possono cancellare le brutte esperienze
vissute, ma tali esperienze non ci
condannano al fallimento. Possiamo fare
al presente scelte che ci faranno avere un
futuro felice. Come Ezechia, possiamo
scegliere di amare e adorare il vero Dio
Geova. Se lo faremo, avremo fin d’ora
un’esistenza soddisfacente, oltre alla
possibilità di vivere per sempre nel suo
nuovo mondo. (2  Pietro 3:13; Rivelazione
[Apocalisse] 21:3,  4) Dovremmo essere
davvero grati al nostro amorevole Dio per
aver nobilitato ognuno di noi con il
preziosissimo dono del libero arbitrio!
Ci nobilita concedendoci il libero arbitrio
Lettura biblica suggerita:
2 RE 18:1‐7
D
AI genitori ci si aspetta che diano il
buon esempio ai figli. Tale
influenza positiva può aiutarli a
sviluppare belle qualità e a fare scelte
sagge nella vita. Molti genitori,
purtroppo, non danno un buon esempio.
Significa questo che la vita dei loro figli sia
condannata al fallimento? C’è una verità
molto rassicurante che risponde a tale
domanda: Geova Dio ha nobilitato
ognuno di noi con il dono del libero
arbitrio. Lo dimostra la vicenda di Ezechia,
narrata in 2 Re 18:1‐7.
Ezechia era “figlio di Acaz re di Giuda”.
(Versetto  1) Acaz era un re malvagio il
quale aveva allontanato i suoi sudditi
dalla pura adorazione di Geova e
praticava il culto di Baal, che prevedeva
sacrifici umani. Fece mettere a morte uno
o più fratelli di Ezechia, ordinò di chiudere
le porte del tempio e “si fece altari in ogni
angolo di Gerusalemme”. In tal modo
“offese Geova”. (2 Cronache 28:3, 24, 25)
È evidente che Ezechia non avrebbe
potuto avere un padre peggiore. Ma era
forse destinato a ripeterne gli errori?
Succeduto ad Acaz, Ezechia dimostrò
subito di non essere una vittima inerme,
costretto a ricalcare le orme di un
pessimo padre. Infatti “continuò a fare ciò
che era retto agli occhi di Geova”.
(Versetto  3) Confidò in Dio, tanto che
“non ci fu nessuno simile a lui fra tutti i re
di Giuda”. (Versetto  5) Nel suo primo
anno di regno il giovane re avviò una
riforma religiosa che portò
all’abbattimento degli alti luoghi, dove si
adoravano gli idoli. Il tempio fu riaperto e
la pura adorazione ristabilita. (Versetto  4;
2  Cronache 29:1‐3, 27‐31) Ezechia “si
teneva stretto a Geova. .  .  . E Geova
Nota in calce: Isaia profetizzò grossomodo dal
778  a.E.V. fino a qualche tempo dopo il 732  a.E.V.
Ezechia cominciò a regnare nel 745  a.E.V., quando
aveva 25 anni.

se-
gue
£ngl|sh 5tcnJcrJ \ers|cn,
Come risponde Geova alle sincere
richieste di aiuto? Salomone lo supplica:
“Voglia tu stesso udire dai cieli, luogo
della tua dimora, e devi perdonare e dare
a ciascuno secondo tutte le sue vie”.
(Versetto  30) Salomone sa che l’“Uditore
di preghiera” si interessa dei suoi
adoratori non solo a livello collettivo, ma
anche individuale. (Salmo 65:2) Geova dà
loro l’aiuto necessario, concedendo
anche il perdono al peccatore che torna a
lui con tutto il cuore. —  2  Cronache 6:36‐
39.
Perché Salomone è sicuro che Geova
risponderà alle richieste di un adoratore
pentito? Più avanti nella sua preghiera
Salomone dice a Geova: “Perché conosci
il suo cuore (poiché solo tu stesso conosci
bene il cuore di tutti i figli del genere
umano)”. Geova è consapevole del
dolore che ogni adoratore fedele può
provare nel suo intimo, e non rimane
indifferente. — Salmo 37:4.
La preghiera di Salomone ci conforta.
Forse chi ci sta intorno non comprende
perfettamente i nostri più intimi
sentimenti, la nostra “propria piaga” e il
nostro “proprio dolore”. (Proverbi 14:10)
Geova invece conosce il nostro cuore, e si
interessa profondamente di noi.
Apriamogli il cuore in preghiera, e il peso
delle nostre pene sarà più leggero.
“Gettate su di lui tutta la vostra ansietà”,
dice la Bibbia, “perché egli ha cura di
voi”. — 1 Pietro 5:7.
Conosce “il cuore dei figli del genere umano”
Lettura biblica suggerita:
2 CRONACHE 6:29, 30
C
HI di noi, una volta o l’altra, non si
è sentito schiacciato dai problemi
della vita? A volte può sembrare che
nessuno capisca fino in fondo le difficoltà
che incontriamo o il dolore che proviamo.
Eppure c’è qualcuno che comprende
perfettamente i nostri sentimenti: Geova
Dio. È questo il senso delle confortanti
parole di Salomone riportate in
2 Cronache 6:29, 30.
Salomone sta pronunciando una
preghiera durante l’inaugurazione del
tempio di Gerusalemme nel 1026 a.E.V. In
questa preghiera, durata forse una decina
di minuti, Salomone esalta Geova perché
è un Dio leale, che mantiene le promesse
e ascolta le preghiere. —  1  Re 8:23‐53;
2 Cronache 6:14‐42.
Salomone implora Dio di ascoltare le
suppliche dei suoi adoratori. (Versetto 29)
Pur menzionando molte calamità
(versetto  28), Salomone osserva che ogni
adoratore conosce “la sua propria piaga”
e prova “il suo proprio dolore”. Le pene
che affliggono una persona possono
essere molto diverse da quelle che
opprimono un’altra.
In ogni caso, le persone che amano Dio
non devono portare da sole le loro pene.
Nella sua preghiera, infatti, Salomone si
riferisce al singolo adoratore che è spinto
a ‘stendere le palme delle mani’ in una
sentita preghiera a Geova. Forse
Salomone ricorda le parole che suo padre
Davide pronunciò in un momento di
grande sofferenza: “Getta su Geova stesso
il tuo peso”. — Salmo 55:4, 22.
Nota in calce: In epoca biblica ‘stendere le palme delle
mani’, ovvero tendere le braccia col palmo della mano
in su, era un gesto di preghiera. — 2 Cronache 6:13.
2010

ho trovato conforto nel trovare disponibile su internet un documento simile a questo. nella versione inglese. L’art. 5:14. per scopi di critica. Tutte le citazioni a corredo. nel sito: http://wol. Citazioni Le citazioni bibliche. qualora tali indicazioni figurino sull’opera riprodotta. (Ebr. la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera. se si tratta di traduzione.jw. salvo diversa indicazione. autore.jw.Finalità e diritti d'autore Finalità La finalità di questo documento è quella di confronto ed eventuale integrazione dello studio personale.org. ad esempio. . editore. Non intende in alcun modo sostituirsi allo studio personale. del traduttore. di libera discussione delle idee e diffusione della cultura. Atti 17:11) Non esiste nessuna finalità a scopo di lucro nella pubblicazione di questo documento. sono tratte dalla Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture reperibile nel sito: www. dell’editore e. 70 della legge sul diritto d’autore stabilisce che il riassunto. (…) Il riassunto. di pubblica informazione. da un’opera letteraria è senz’altro utilizzabile ai fini di una recensione. sono liberi nei limiti giustificati da tali finalità e purché non costituiscano concorrenza alla utilizzazione economica dell’opera. svolgevano questo servizio e nella speranza di essere ugualmente utile a chi vive situazioni di particolari necessità. Pubblico questo documento come segno di ringraziamento per quanti all'epoca. fissando alcuni limiti al contenuto patrimoniale del diritto d’autore per esigenze di studio. salvo diversa indicazione. la citazione o la riproduzione debbono essere sempre accompagnati dalla menzione del titolo dell’opera. Diritti d’autore La legge sul diritto d’autore detta le norme relative alle “utilizzazioni libere”. Nota dell'autore Alcuni anni fa in un momento particolarmente complesso della mia vita. sono tratte da pubblicazioni edite dalla Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania reperibili. naturalmente a condizione che siano presenti le menzioni (titolo.org/en/wol/h/r1/lp-e. Pertanto una citazione tratta. del nome dell’autore. traduttore) prescritte dalla legge. Grazie. di discussione ed anche di insegnamento.

sicuramente avrà passato molte ore in solitudine a meditare sulla sua vita. Queste sono le parole di un uomo che ha piena fiducia in Dio. ma non si riuscirà a trovare una sola promessa che Dio abbia infranto o dimenticato”. Proverbi 3:5 esorta: “Confida in Geova con tutto il tuo cuore”.  4. (Giosuè 23:2) Ciò che dice non è frutto della saggezza di un uomo avanti negli anni. Perché Geova è degno di tale fiducia? Per saperlo. Giosuè convoca “tutto Israele. Nella sua lunga vita ha visto Geova compiere molte opere potenti a favore del suo popolo. ha quasi 110 anni. 11. forse avete smesso di fidarvi. un commentario biblico afferma: “Si può considerare ogni promessa contenuta nella Bibbia. 7 e 8 del libro Cosa insegna realmente la Bibbia? T Consapevole di ciò. La Bibbia riporta numerose promesse che Dio ha mantenuto. Lettura biblica suggerita: GIOSUÈ 23:14 . vedi i capitoli 3. Se potessimo veramente fare una cosa del genere giungeremmo alla stessa conclusione di Giosuè: le promesse di Geova si avverano sempre. però. Nessuna parola d’esse è venuta meno”. un uomo che ripose completa fiducia in Geova. Parlando di Giosuè 23:14. Vi incoraggiamo a prenderle in esame. esaminiamo le parole riportate in Giosuè 23:14 e pronunciate dallo stesso Giosuè. magari raccontandovi bugie o non mantenendo qualche promessa. La “via di tutta la terra” è un’espressione idiomatica per indicare la morte. Per ulteriori informazioni sulle promesse divine relative al nostro futuro. Giosuè. 13‐15 con Deuteronomio 8:3. Su cosa si basa la sua fiducia? Ripensando a tutto quello che ha visto. di cui ci possiamo fidare senza timore di essere delusi. Vediamo in che circostanza furono pronunciate. alcune delle quali si stanno realizzando sotto i nostri occhi. Isaia 55:10. Dopo aver meditato su questo. Giosuè si è convinto che Geova mantiene sempre le promesse. Lo studio della Bibbia potrà convincervi che Colui che mantiene le promesse è degno della vostra fiducia. si possono consultare gli annali della storia mondiale o chiedere a qualsiasi creatura terrena. Vi si sono avverate tutte. C’è qualcuno. Cosa dirà nel suo discorso di commiato? Giosuè continua: “Nemmeno una parola di tutte le buone parole che Geova vostro Dio vi ha proferito è venuta meno. “Io vado oggi nella via di tutta la terra”. —  1  Re 8:56. tra cui la miracolosa liberazione compiuta circa 60  anni prima quando Israele ha attraversato il Mar Rosso. Geova avrebbe sostenuto il suo popolo. i suoi anziani e i suoi capi e i suoi giudici e i suoi ufficiali”.Colui che mantiene le promesse ROVATE difficile fidarvi del prossimo? Purtroppo nel mondo in cui viviamo la fiducia viene sistematicamente tradita. In altre parole Giosuè sta dicendo che non gli rimane molto da vivere. spiega Giosuè. Geova avrebbe liberato Israele dalla schiavitù in Egitto (confronta Esodo 3:8 con Esodo 12:29‐32). È chiaro che Giosuè vuole indurre gli altri israeliti ad avere una fede inamovibile nelle promesse di Geova che non si sono ancora avverate. successore di Mosè e condottiero di Israele. ma della meditazione di un cuore pieno di fede. Se una persona in cui confidavate vi ha ferito. Contiene anche le meravigliose promesse di Geova che riguardano il nostro futuro. —  Confronta Esodo 16:4. Nota in calce: Queste sono alcune delle promesse di cui Giosuè vide l’adempimento: Geova avrebbe dato a Israele un paese da possedere (confronta Genesi 12:7 con Giosuè 11:23).

‘lui non fa errori!’ In che senso allora Dio prova rammarico? La risposta a questa domanda può aiutarci a comprendere qualcosa di straordinario: Geova prova dei sentimenti. Cosa impariamo riguardo a Geova da questo brano biblico? Che anche se i peccati volontari suscitano la sua ira. T israeliti si pentivano della propria condotta errata e imploravano Dio di aiutarli. Defezione. Geova smetteva di proteggere il popolo che gli aveva voltato le spalle. Per esempio capita di essere dispiaciuti quando ci si rende conto di aver commesso un errore. In preda alla disperazione. a volte proviamo rammarico.Dio può provare rammarico? UTTI noi. in particolare si mettevano “a servire Baal e le immagini di Astoret”. gli israeliti ‘abbandonavano Geova’ e cominciavano a seguire altri dèi. Baal era la principale divinità cananea. (Versetto 18) Tali suppliche facevano parte della storia che si ripeteva. ad esempio non concedendogli qualcosa. l’Iddio che li aveva liberati dall’Egitto. Geova udiva i gemiti di Israele e “provava rammarico”. che invadevano il paese e lo saccheggiavano. la Bibbia dice che Geova può provare rammarico. starete pensando. 6:6. 4:3. toccato dai loro gemiti. 15. Giustamente adirato. — Versetto 18. Non sorprende che gli israeliti ‘offendessero Geova’. Tale defezione equivaleva ad apostasia. Giudici 2:1. 10:10) Come reagiva Dio? Liberazione. Il libro biblico di Giudici fa il resoconto di un periodo turbolento della storia di Israele. Geova ‘suscitava dei giudici’ che liberavano il popolo dai nemici. Avete notato cos’è che spingeva Dio a provare rammarico. Lettura biblica suggerita: GIUDICI 2:11‐18 . Si riteneva che la dea Astoret fosse sua moglie. Riflettete su questo: Un padre amorevole può disciplinare il figlio che ha sbagliato. e le nostre azioni possono influire su tali sentimenti. Quando però vede che il figlio è veramente dispiaciuto. cambiava il suo proposito e invece di punirli li liberava”. Supplica. Riflettete sulle parole riportate in Giudici 2:11‐18. ‘Ma Dio è perfetto’. la storia di Israele si può riassumere in un ciclo ricorrente di quattro fasi: defezione. spiegato poi nei dettagli nei capitoli successivi. supplica e liberazione. — Versetti 11‐13. La parola ebraica resa “provava rammarico” può significare “cambiare idea o intenzione”. decide che non è più necessario continuare a punirlo. La nazione si era ormai stabilita in Canaan. 7. Gli israeliti allora cadevano “in mano ai loro nemici”. Le parole “i loro gemiti a causa di quelli che li opprimevano” potrebbero indicare che lo supplicavano. Perché non imparare in che modo possiamo ‘rallegrare il cuore di Geova’? (Proverbi 27:11) Se lo faremo non proveremo mai rammarico. cioè a cambiare idea? Il popolo cambiava atteggiamento. Nei secoli successivi. essendo imperfetti. — Versetto 14. Influenzati dai cananei. Un’opera di consultazione dice: “Geova. oppressione. il paese che Dio aveva promesso ad Abraamo. Per quanto possa sembrare strano. Nella sua misericordia. Oppressione. (Giudici 3:9. un cuore pentito lo spinge a mostrare misericordia. Sapere che con le nostre azioni possiamo influire sui suoi sentimenti dovrebbe farci riflettere. gli Nota in calce: Giudici 2:11‐18 fa parte di un riassunto introduttivo che dà un’idea del modo di comportarsi di Israele.

Dice a Samuele: “Non guardare il suo aspetto e l’altezza della sua statura. Lo si capisce chiaramente dall’episodio riportato in 1 Samuele 16:1‐12. atteggiamenti e sentimenti. come pure i successivi sei figli di Iesse che vengono presentati a Samuele. Geova sta per ungere il nuovo re della nazione di Israele. il più giovane. L’aspetto esteriore di una persona non sempre rivela quello che è interiormente. nel cuore. Colui ai cui occhi non sfugge nulla guarda oltre le apparenze e vede se in una persona c’è autentica bellezza. Gli esseri umani tendono a giudicare da ciò che appare. poiché è questo!” (Versetto 12) È vero che Davide è un ragazzo “con begli occhi e di bell’aspetto”. Per lui non conta quanto siamo alti o se gli altri ci considerano belli. Ma Iesse ha ancora un figlio. Mentre va verso Betleem. forse Samuele si chiede: ‘Come farò a sapere quale dei figli di Iesse è stato scelto da Geova?’ Arrivato a Betleem. nel profondo del cuore. — 1 Samuele 13:14. A Geova spiega a Samuele: “Non come vede l’uomo vede Dio. ma è il suo cuore a renderlo veramente gradito a Dio. Samuele ne rimane subito colpito. — Versetto 6. ciò che conta è il cuore. ma in quanto a Geova. perché mi sono provveduto un re tra i suoi figli”. Quando entra Eliab. ovvero la persona interiore. Samuele dispone che Iesse e i suoi figli prendano parte a un pasto sacrificale. egli vede il cuore”. — Proverbi 17:3. Dice al profeta Samuele: “Ti manderò da Iesse il betleemita. che è nei campi a pascolare le pecore. Pensa che la sua statura sia degna di un re e dice fra sé: “Di sicuro il suo unto è dinanzi a Geova”. (Versetto 1) Geova non rivela il nome di questo re ma dice solo che verrà scelto tra i figli di Iesse. Geova però vede le cose in modo diverso. Saperlo non ci spinge a coltivare quelle qualità che ci renderanno belli agli occhi di Dio? Lettura biblica suggerita: 1 SAMUELE 16:1‐12 . dove nascono pensieri. In un mondo dove si dà tanta importanza alla bellezza fisica è confortante sapere che Geova Dio non si lascia influenzare dall’esteriorità. Ciò che conta per lui è quello che siamo interiormente. Davide. Geova Dio invece non si ferma alle apparenze. dunque. Quindi Geova dice al profeta: “Levati. Immaginate la scena. “L’esaminatore dei cuori” rigetta Eliab. perché il semplice uomo vede ciò che appare agli occhi. (Versetto 11) Così lo mandano a chiamare e lo presentano a Samuele. (Versetto 7) Per Geova. poiché l’ho rigettato”. (Versetto 7) Geova non è impressionato dalla statura e dalla prestanza di Eliab. ungilo.“Egli vede il cuore” VOLTE l’apparenza inganna. il figlio maggiore.

Talvolta circostanze indipendenti dalla nostra volontà. (Versetto 2) Comunque non sarà Davide a costruirlo. — Esodo 25:22. 11. Possiamo pertanto essere sicuri che conseguirà lo scopo del suo governo che. ed egli regnerà sulla casa di Giacobbe per sempre e del suo regno non ci sarà fine”. mentre l’arca di Dio si trova in una semplice tenda. un angelo disse: “Geova Dio gli darà il trono di Davide suo padre. Dal capitolo  7 di 2  Samuele impariamo due cose importanti. (Luca 1:32. è quello di far compiere completamente la volontà di Dio sulla terra come in cielo. Geova dice a Davide che a edificarlo sarà uno dei suoi figli. — Isaia 55:10. Non dimentichiamo che le promesse di Dio si avverano sempre. che è solo un re umano. re dell’antico Israele. come lui stesso dichiarò. Apprendiamo dai primi versetti che Davide è turbato perché lui. — Matteo 6:9. — Versetti 4. Ci incoraggia sapere che apprezza la devozione di chi lo serve.‘Il tuo regno sarà certamente saldo’ EL corso della storia molti governanti umani sono stati destituiti: alcuni a seguito di un’elezione. Simboleggiava la presenza di Geova nell’antico Israele. come salute cagionevole o il passare degli anni. Nota in calce: L’arca del patto era una cassa sacra costruita su comando di Geova e secondo il progetto da lui fornito.  33) Perciò il patto con Davide trova il suo adempimento in Gesù Cristo. abbiamo la certezza che nulla o nessuno potrà impedire a Gesù Cristo di governare. A motivo della devozione di questo re e in armonia con le profezie. altri con la forza. Ma che dire di Gesù Cristo. il tuo medesimo trono diverrà fermamente stabilito a tempo indefinito”. Lettura biblica suggerita: 2 SAMUELE 7:1‐16 . 5. questo passo biblico ci fa conoscere un aspetto rassicurante della personalità di Geova. Tramite il profeta Natan. 10. 29. Natan comunica a Davide la solenne promessa di Dio: “La tua casa e il tuo regno saranno certamente saldi a tempo indefinito davanti a te. Ricordiamo che Geova notò e apprezzò il desiderio che Davide aveva nel cuore. una casa che sia degna di Lui. Davide esprime il suo desiderio di edificare a Geova un tempio. In secondo luogo. Annunciandone la nascita. Colui che governerà per sempre? —  Salmo 89:20. dimora in un bel palazzo. il Re del celeste Regno di Dio? C’è qualcosa che possa impedirgli di governare quale Re costituito da Dio? La risposta si trova nelle parole che Geova disse a Davide. 34‐36. In tal caso possiamo trarre conforto dal fatto che Geova vede persino le intenzioni di un cuore pieno di devozione. Geova è colpito dal sincero desiderio di Davide. 13. Gesù di Nazaret era un discendente di N Davide. fa un patto con lui: susciterà nella sua discendenza reale qualcuno che governerà per sempre. riportate nel capitolo 7 di 2 Samuele. ci impediscono di fare tutto ciò che il nostro cuore vorrebbe per servire Dio. In primo luogo. 12. Questi governa quindi non perché eletto dagli uomini ma in virtù di una solenne promessa divina che gli conferisce il diritto di governare in eterno. (Versetto 16) Chi è l’Erede permanente di questo patto.

— Versetti 13. (Versetto  1) Guidato dallo spirito santo. dice Dio. tu non disprezzerai”. Davide ha mancato di rispetto a Colui che ha dato quelle leggi. Pensando evidentemente che si tratti di una storia vera. — Versetti 2‐6. Poi ha tenuto segreti i suoi peccati e per alcuni mesi ha finto di essere innocente. Lettura biblica suggerita: 2 SAMUELE 12:1‐14 . Ha visto quei peccati. “Mi hai disprezzato”. Avendo ricevuto una visita. Anche se siamo profondamente dispiaciuti. (Esodo 22:1) Secondo Davide. prendendo l’agnella il ricco aveva agito in modo spietato. 14. Davide si indigna e sbotta: “L’uomo che ha fatto questo merita di morire!” Perché? “Perché non ha avuto compassione”. (Salmo 51:17) Poche parole potrebbero essere più rassicuranti per un peccatore che si pente e implora la misericordia di Geova. la cui pena consisteva nel rendere al proprietario il quadruplo a titolo di risarcimento. o Dio. Con quel gesto aveva privato il povero di un animale che poteva fornire latte e lana alla sua famiglia e magari dare inizio a un gregge. Natan gli assicura che Geova lo perdona anche se per tutta la vita dovrà portarsi dietro le conseguenze delle sue azioni. Con i suoi peccati il re Davide aveva disprezzato Geova. (Proverbi 17:3) Cosa farà? Geova manda il profeta Natan da Davide. Ma ha visto pure nel cuore di Davide la possibilità che si penta. forse ci chiediamo: ‘Dio ode le preghiere con cui esprimo il mio sincero pentimento? Mi perdonerà?’ La Bibbia insegna una verità da cui possiamo trarre conforto: anche se non condona mai il peccato. Geova è disposto a perdonare il peccatore pentito. anziché prendere una delle sue pecore. Davide. rivelando la profondità del suo pentimento. P che un’agnella”. Natan si rivolge al re con tatto: sa che deve scegliere con cura le parole. Infrangendo le leggi di Dio. In questo salmo Davide aprì il suo cuore. Come può far capire a Davide che sta ingannando se stesso e aiutarlo a vedere l’enormità dei suoi peccati? Per evitare che Davide si metta sulla difensiva. Questa verità fu dimostrata in modo molto chiaro da ciò che accadde a Davide. osservava. Davide si è macchiato di gravi peccati. siccome non è riuscito a coprire le sue azioni. Una volta che il suo peccato era stato messo allo scoperto. Con questa parabola Natan raggiunge il suo scopo. (Versetto 10) Profondamente addolorato per il severo rimprovero. Davide compose quello che ora è il Salmo  51. Davide confessa: “Ho peccato contro Geova”. Geova. Ora Natan gli dice senza mezzi termini: “Tu stesso sei l’uomo!” (Versetto 7) Visto che Natan sta parlando per conto di Dio. È la storia di due uomini. il ricco voleva preparare un pasto per l’ospite. Natan gli racconta qualcosa che sicuramente toccherà il cuore di un uomo che è stato un pastore. Ma. in effetti. Ha commesso adulterio con Betsabea e. Il ricco aveva “moltissime pecore e bovini” mentre il povero “non aveva null’altro Nota in calce: Preparare un agnello per un visitatore era un gesto di ospitalità. re dell’antico Israele. però. si è accusato da solo.Quando “un cuore rotto e affranto” chiede perdono ECCHIAMO tutti molte volte. spiega. ha fatto in modo che il marito di lei venga ucciso. uno ricco e uno povero. Ma rubare un agnello era un reato. prese l’unica agnella del povero. dalle sue parole si capisce che Geova considera quello che Davide ha fatto come se l’avesse fatto a Lui. Riflettiamo su quanto è accaduto. come narrato in 2  Samuele capitolo 12. ma dopo essersi pentito e aver beneficiato del perdono divino poté dirgli: “Un cuore rotto e affranto.

suo fidato consigliere. Per quanto gli altri esseri umani potessero deluderlo. non passiva. il figlio di Davide! Vedendo tradita la sua fiducia in tutti questi modi. Geova si tiene amorevolmente vicino a quelli che gli sono leali. Fu ingiustamente dichiarato fuorilegge e perseguitato dal primo re di Israele. Il termine ebraico tradotto “agirai con lealtà” può essere reso anche “agirai con amorevole benignità”. (Giacomo 1:17) Continua ad attenersi alle sue norme ed è sempre coerente con le sue promesse. (Efesini 4:24. siamo sicuri che Geova ci aiuterà lealmente ad affrontare qualsiasi prova si presenti sul nostro cammino. qualcuno che ci sarà sempre leale? Per scoprirlo. Saul. Nel mondo sleale in cui viviamo. Davide scrisse: “Geova . A capeggiarla era niente meno che Absalom. Per quanto gli altri esseri umani possano deluderci.  . Lettura biblica suggerita: 2 SAMUELE 22:26 . Colui che è chiamato “il Leale”? — Rivelazione (Apocalisse) 16:5.“Agirai con lealtà” OCHE cose ci feriscono di più che essere traditi o abbandonati da qualcuno di cui ci fidiamo. Davide riconobbe con gratitudine che Geova “l’aveva liberato dalla palma della mano di tutti i suoi nemici”. che è reso così in una versione biblica: “Con il leale ti mostrerai pieno d’amore”. Nei periodi più bui della vita di questo re fedele. disse a Geova Dio: “Con qualcuno leale agirai con lealtà”. Nota in calce: A 2  Samuele 22:26 fa eco Salmo 18:25. e ci esorta a imitarlo essendo leali nei rapporti con gli altri. — The Psalms for Today. invece di rimanergli leale. — Salmo 37:28. Che dire delle persone a lui vicine? Sua moglie Mical. Geova agì lealmente in suo favore concedendogli guida e protezione. (2  Timoteo 3:1‐5) C’è qualcuno su cui possiamo sempre contare. non lascerà i suoi leali”. Questo uomo. Davide perse forse ogni speranza e concluse che non esistano persone incrollabilmente leali? Davide stesso rispose con le parole del canto poetico riportate in 2  Samuele 22:26. Considera preziosa la nostra leale ubbidienza. Cosa significano per noi le parole di Davide? Geova non tentenna e non cambia. la cui fede non poteva essere scossa. Non ci sentiamo spinti ad avvicinarci ancora di più a Geova. Davide era sicuro che Geova gli sarebbe stato leale. Geova apprezza la nostra lealtà. come Davide constatò in prima persona. In un altro salmo. (2  Samuele 6:16) Ahitofel.  . tali delusioni sono fin troppo comuni. Nel corso della sua vita. è una qualità attiva. lo tradì e partecipò a una cospirazione contro di lui. vediamo cosa accadde a Davide. Geova agisce con lealtà. — 2 Samuele 22:1. Esaminiamo con attenzione le parole di Davide. P Si noti inoltre che la lealtà non coinvolge solo i sentimenti. La vera lealtà ha il suo fondamento nell’amore. “in cuor suo cominciò a disprezzarlo”. re dell’antico Israele. 5:1) Se mostriamo questo tipo di lealtà possiamo star certi che lui non ci abbandonerà mai. Davide dovette subire i peggiori atti di slealtà. che era geloso di lui.

in paragone con i suoi familiari. il fatto che venisse negata una sepoltura dignitosa era considerato un segno di disapprovazione divina. G Nota in calce: Geroboamo aveva introdotto nel regno settentrionale delle dieci tribù di Israele l’adorazione idolatrica dei vitelli affinché i suoi sudditi non andassero ad adorare Geova nel tempio di Gerusalemme.  13) Cosa ci rivelano queste parole riguardo ad Abia? La Bibbia non dice che Abia fosse un fedele adoratore di Dio. Abia fu l’unica perla “in un mucchio di sassolini”. nonostante le nostre imperfezioni. In secondo luogo era fuori del comune. e discerne ogni inclinazione dei pensieri. Suo padre Geroboamo era il capostipite di una dinastia apostata. (1  Re 14:1. comunque. . 33. Era “in lui”. Questo qualcosa di buono. Lettura biblica suggerita: 1 RE 14:13 . come riportato in 1 Re 14:13. l’Iddio che esamina attentamente il nostro cuore alla ricerca di ogni traccia di bontà. (1  Re 14:10) Su suo ordine. Nei tempi biblici. cioè nel suo cuore. . cerca il bene in noi e lo apprezza? (Salmo 130:3) Questo dovrebbe spingerci ad avvicinarci maggiormente a lui. Si trattava di qualcosa di buono “verso Geova”. anche se non ne conosciamo l’esatta natura.Egli cerca il bene nelle persone EOVA scruta tutti i cuori. il quale era gravemente malato. Eppure c’era qualcosa di buono in lui. Abia. avrebbe ricevuto una sepoltura onorevole. Ricordiamo che qualcosa di buono fu “trovato in” Abia. Questo emerge chiaramente da ciò che disse riguardo ad Abia. L’aspetto più importante è che le parole di 1  Re 14:13 ci insegnano un particolare molto bello riguardo a Geova e a ciò che egli cerca in noi. Geova apprezzò molto tale bontà e la ricompensò accordando una certa misericordia a un unico componente di quella famiglia malvagia. (1  Cronache 28:9) Tali parole ispirate dovrebbero riempirci di gratitudine per il profondo interesse che Geova rivela nei nostri confronti. “proprio come si spazza lo sterco finché scompaia”. come le stelle che rifulgono di più quando il cielo è scuro e come i cedri che sono più belli quando sono circondati da alberi spogli”. Abia apparteneva a una famiglia malvagia. Prima di tutto era genuino. Un altro afferma che la bontà di Abia “spiccava . per quanto piccola possa essere. e forse aveva a che fare con l’adorazione. era degno di nota. Secondo fonti rabbiniche. un componente della famiglia di Geroboamo. Uno studioso dice: “Sono meritevoli di grande lode gli uomini che continuano a essere buoni anche se vivono nelle famiglie e nei luoghi più malfamati”. 12. Abia avrebbe fatto un pellegrinaggio al tempio di Gerusalemme o avrebbe tolto le guardie che suo padre aveva appostato per impedire agli israeliti di andarvi. Perché? Dio spiegò: “Qualcosa di buono verso Geova l’Iddio d’Israele è stato trovato in lui nella casa di Geroboamo”. — Geremia 25:32. Geova intendeva spazzare via la casa di Geroboamo. Non è rassicurante sapere che Geova. Per dirla con le parole di uno studioso. Egli cerca il bene nel nostro cuore anche se siamo tutt’altro che perfetti. Abia diede prova che in lui c’era qualcosa di buono anche se era cresciuto “nella casa di Geroboamo”. A quanto pare Geova esaminò il cuore di Abia finché non vi trovò una traccia di bontà.

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  .  . (Versetto  4. purtroppo. (Versetto  1) Acaz era un re malvagio il quale aveva allontanato i suoi sudditi dalla pura adorazione di Geova e praticava il culto di Baal. di cui si sa poco. ma tali esperienze non ci condannano al fallimento. .E. Tale influenza positiva può aiutarli a sviluppare belle qualità e a fare scelte sagge nella vita. Rivelazione [Apocalisse] 21:3. che cominciò la sua attività di profeta prima della nascita di Ezechia. Ezechia cominciò a regnare nel 745  a.V. fino a qualche tempo dopo il 732  a. Ezechia era “figlio di Acaz re di Giuda”. Lo dimostra la vicenda di Ezechia.E. È vero che il passato non si può cambiare e non si possono cancellare le brutte esperienze vissute. Ma era forse destinato a ripeterne gli errori? Succeduto ad Acaz. ma una cosa è certa: Ezechia scelse di tenere una condotta in netto contrasto con quella del padre. tanto che “non ci fu nessuno simile a lui fra tutti i re di Giuda”. (2  Pietro 3:13.V. possiamo scegliere di amare e adorare il vero Dio Geova. quando aveva 25 anni. Possiamo fare al presente scelte che ci faranno avere un futuro felice. Ezechia dimostrò subito di non essere una vittima inerme. 7. D mostrò d’essere con lui”. E Geova Nota in calce: Isaia profetizzò grossomodo dal 778  a. 2  Cronache 29:1‐3. Come Ezechia. potrebbe aver contribuito alla formazione del giovane principe. avremo fin d’ora un’esistenza soddisfacente. Anche il buon esempio di Isaia.Ci nobilita concedendoci il libero arbitrio AI genitori ci si aspetta che diano il buon esempio ai figli. 25) È evidente che Ezechia non avrebbe potuto avere un padre peggiore. Molti genitori. Significa questo che la vita dei loro figli sia condannata al fallimento? C’è una verità molto rassicurante che risponde a tale domanda: Geova Dio ha nobilitato ognuno di noi con il dono del libero arbitrio. Infatti “continuò a fare ciò che era retto agli occhi di Geova”. (Versetto  5) Nel suo primo anno di regno il giovane re avviò una riforma religiosa che portò all’abbattimento degli alti luoghi. 24. Cosa permise a Ezechia di discostarsi dal cattivo esempio del padre? È possibile che sua madre Abia. Il tempio fu riaperto e la pura adorazione ristabilita. La Bibbia non fornisce dettagli in merito. L’esempio di Ezechia è incoraggiante per chi forse ha avuto un’infanzia difficile per colpa dei genitori. narrata in 2 Re 18:1‐7. che prevedeva sacrifici umani. — Versetti 6. (2 Cronache 28:3.. ordinò di chiudere le porte del tempio e “si fece altari in ogni angolo di Gerusalemme”. 27‐31) Ezechia “si teneva stretto a Geova.E. dove si adoravano gli idoli. non danno un buon esempio. Fece mettere a morte uno o più fratelli di Ezechia. In tal modo “offese Geova”.V. costretto a ricalcare le orme di un pessimo padre.  4) Dovremmo essere davvero grati al nostro amorevole Dio per aver nobilitato ognuno di noi con il preziosissimo dono del libero arbitrio! Lettura biblica suggerita: 2 RE 18:1‐7 . (Versetto  3) Confidò in Dio. abbia esercitato un’influenza positiva su di lui. Se lo faremo. oltre alla possibilità di vivere per sempre nel suo nuovo mondo.

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Forse Salomone ricorda le parole che suo padre Davide pronunciò in un momento di grande sofferenza: “Getta su Geova stesso il tuo peso”. “Gettate su di lui tutta la vostra ansietà”. concedendo anche il perdono al peccatore che torna a lui con tutto il cuore. la nostra “propria piaga” e il nostro “proprio dolore”. ma anche individuale.Conosce “il cuore dei figli del genere umano” HI di noi. che mantiene le promesse e ascolta le preghiere. (Proverbi 14:10) Geova invece conosce il nostro cuore. Nota in calce: In epoca biblica ‘stendere le palme delle mani’. 30. 2 Cronache 6:14‐42. 30 . e il peso delle nostre pene sarà più leggero. Salomone implora Dio di ascoltare le suppliche dei suoi adoratori. — Salmo 55:4. Salomone sta pronunciando una preghiera durante l’inaugurazione del tempio di Gerusalemme nel 1026 a. infatti. La preghiera di Salomone ci conforta. ovvero tendere le braccia col palmo della mano in su. Apriamogli il cuore in preghiera. era un gesto di preghiera. Le pene che affliggono una persona possono essere molto diverse da quelle che opprimono un’altra. —  1  Re 8:23‐53. C Come risponde Geova alle sincere richieste di aiuto? Salomone lo supplica: “Voglia tu stesso udire dai cieli. le persone che amano Dio non devono portare da sole le loro pene. Lettura biblica suggerita: 2 CRONACHE 6:29. (Versetto 29) Pur menzionando molte calamità (versetto  28). È questo il senso delle confortanti parole di Salomone riportate in 2 Cronache 6:29. — 2 Cronache 6:36‐ 39. una volta o l’altra. Nella sua preghiera. Salomone si riferisce al singolo adoratore che è spinto a ‘stendere le palme delle mani’ in una sentita preghiera a Geova. — 2 Cronache 6:13. durata forse una decina di minuti. Salomone osserva che ogni adoratore conosce “la sua propria piaga” e prova “il suo proprio dolore”. Salomone esalta Geova perché è un Dio leale. (Salmo 65:2) Geova dà loro l’aiuto necessario. Geova è consapevole del dolore che ogni adoratore fedele può provare nel suo intimo. e si interessa profondamente di noi. 22.E. In ogni caso. dice la Bibbia. Eppure c’è qualcuno che comprende perfettamente i nostri sentimenti: Geova Dio. Perché Salomone è sicuro che Geova risponderà alle richieste di un adoratore pentito? Più avanti nella sua preghiera Salomone dice a Geova: “Perché conosci il suo cuore (poiché solo tu stesso conosci bene il cuore di tutti i figli del genere umano)”. — Salmo 37:4. non si è sentito schiacciato dai problemi della vita? A volte può sembrare che nessuno capisca fino in fondo le difficoltà che incontriamo o il dolore che proviamo. — 1 Pietro 5:7. e non rimane indifferente. In questa preghiera. Forse chi ci sta intorno non comprende perfettamente i nostri più intimi sentimenti. e devi perdonare e dare a ciascuno secondo tutte le sue vie”.V. (Versetto  30) Salomone sa che l’“Uditore di preghiera” si interessa dei suoi adoratori non solo a livello collettivo. “perché egli ha cura di voi”. luogo della tua dimora.

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2010 .

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