P. 1
L'idiozia della guerra

L'idiozia della guerra

|Views: 383|Likes:
Published by Enrico Linaria

Una bibliografia sulla guerra: romanzi e poesie di pacifisti ma anche di convinti assertori della necessità delle guerre. In tutti l'amarezza e la consapevolezza che con la guerra ci perdiamo sempre. A pagina 33 una riflessione su chi, nei boschi e nelle radure, "gioca" alla guerra.

Una bibliografia sulla guerra: romanzi e poesie di pacifisti ma anche di convinti assertori della necessità delle guerre. In tutti l'amarezza e la consapevolezza che con la guerra ci perdiamo sempre. A pagina 33 una riflessione su chi, nei boschi e nelle radure, "gioca" alla guerra.

More info:

Published by: Enrico Linaria on Aug 22, 2012
Copyright:Attribution Non-commercial

Availability:

Read on Scribd mobile: iPhone, iPad and Android.
download as PDF, TXT or read online from Scribd
See more
See less

05/22/2014

pdf

text

original

PEDRO ANTONIO DE ALARCÓN Y ARIZA (Granada 1833 - Madrid 1891).

L’autore del celebre Il
cappello a tre punte (El sombrero de tres picos, 1874) partecipa come soldato semplice alla guerra ispano-
marocchina del 1859: da questa esperienza nasce Diario di un testimone della guerra d’Africa (Diario de un
testigo de la guerra de Africa, 1860). SPAGNA
RICHARD ALDINGTON (Portsmouth 1892 - Bruges 1962). Tra i suoi romanzi, Morte di un eroe (Death
of a hero, 1929) che riporta le sue esperienze di guerra. GRAN BRETAGNA
MARGARITA IOSIFOVNA ALIGER (Odessa 1915). Poetessa di regime, durante la seconda guerra
mondiale canta il valore dei soldati sovietici (Memorie dei coraggiosi, 1943) e vince il premio Stalin con Zoja,
poema sulla fgura di una partigiana trucidata ai nazisti. UCRAINA
ALFRED ANDERSCH (Monaco 1914 - Berzona, Svizzera 1980). Dalla Garzantina della letteratura:
“Durante il nazismo, nel 1933, subisce il carcere a Dachau per la sua appartenenza al partito comunista.
Narra le sue esperienze di guerra sul fronte italiano in Le ciliegie della libertà (Die Kirschen der Freiheit,
1952) dove la sua scelta di disertare è presentata come il recupero della propria autonomia morale. (“L’este-
tica della resistenza non è altro che la resistenza dell’estetica” ha detto A. dell’intera sua opera)”. Nel 1974
Sono infniti i motivi per considerare la guerra un’idiozia. Le opere di questa bi-
bliografa ne evidenziano alcuni. Sono opere di pacifsti antimilitaristi ma anche
agiografche, di regime. La maggior parte sono però senza etichetta. E tutte evi-
denziano gli orrori e lo schifo della guerra basandosi sul vissuto profondo e non
sulla chiacchiera stile Porta a porta. Se per caso vi servisse questa bibliografa,
scaricatela pure citando fonte e autore e se potete, date un contributo a MEDICI
SENZA FRONTIERE, a EMERGENCY o ad altre associazioni che quotidianamen-
te lottano in ogni parte del mondo contro questa follia.
L’IDIOZIA DELLA GUERRA
di Enrico Linaria
scrive, sempre in tema di guerra, Winterspelt, romanzo dove viene esaltato l’im-
maginario tradimento di un uffciale tedesco che nel 1944 risolve con una pace
anticipata l’offensiva tedesca delle Ardenne. GERMANIA
ROBERT ANTELME (Corsica 1917 - Parigi 1990). Per la sua attività di par-
tigiano, nel 1945 viene deportato a Dachau: qui scrive La specie umana (L’es-
pèce humaine, 1947), uno dei capolavori della letteratura concentrazionaria.
FRANCIA
BRUNO APITZ (Lipsia 1900 - Berlino 1979). In Nudo tra i lupi (Nackt unter
Wölfen, 1958, tradotto in quasi trenta lingue) viene descritto il campo di con-
centramento di Buchenwald dove A. fu deportato e dove i detenuti comunisti,
alla vigilia della disfatta del nazismo, organizzarono la resistenza. GERMANIA
LOUIS ARAGON (Parigi 1897 - 1982). Dopo avere aderito, negli anni Venti, al
surrealismo, ha un ruolo attivo nella resistenza durante l’occupazione tedesca
della Francia: da questa esperienza nascono le raccolte poetiche Crepacuore
(Crève-coeur, 1941) e La Diana francese (La Diane française, 1945). FRANCIA
LUDOVICO ARIOSTO (Reggio Emilia 1474 - Ferrara 1533). Il suo Orlando fu-
rioso (1516, 1521 e 1532) procede lungo tre linee essenziali la prima delle quali
(riallacciandosi all’Orlando innamorato del Boiardo) è la guerra tra cristiani e
saraceni in un momento particolare: quello che vede i saraceni, guidati dal re
Agramante, assediare Parigi dopo avere sbaragliato l’esercito di Carlo Magno.
ITALIA
MARIANO AZUELA (Jalisco 1873 - Città del Messico 1952). “Medico militare
– scrive la Garzantina della letteratura – nell’esercito rivoluzionario di Franci-
sco Madero, è l’autore di Quelli di sotto (Los de abajo, 1916), il più importante
romanzo su quell’episodio storico”. MESSICO
ISAAC BABEL’ (Odessa 1894 - fucilato in un lager 1941). Nel 1920 si arruo-
la nella cavalleria di Budënnyi e partecipa alla campagna polacca. Da questa
esperienza nascono i racconti dell’Armata a cavallo (1923-25) narrati nel ger-
go dei cosacchi. Lo spirito demistifcatore di Babel’ irrita il regime bolscevico
tanto da essere arrestato nel 1937 con l’accusa di trotzkismo. Quattro anni più
tardi sarà fucilato. Nell’Armato a cavallo ci sono episodi terrifcanti di fgli che
fucilano i padri controrivoluzionari e di cosacchi che per noia tagliano la testa a
vecchi ebrei. Bella la versione teatrale di Moni Ovadia (stagione di prosa 2003-
2004). UCRAINA
HENRI BARBUSSE (Asnières sur-Sein 1873 - Mosca 1935). Nel suo romanzo
Il fuoco (Le feu, 1916), tradotto in molte lingue, viene descritta la vita in trincea
vissuta dall’autore durante la prima guerra mondiale. FRANCIA
BOZENA BENESOVA (Novy Jicin 1873 - Praga 1936). Nella sua trilogia nar-
rativa composta da Il colpo (1926), Fiammata sotterranea (1929) e Arcobaleno
tragico (1933), vengono narrate le vicende di un gruppo di individui travolti dal-
la guerra. REPUBBLICA CECA
OL’GA FEDOROVNA BERGGOL’C (Pietroburgo 1910 - Leningrado 1975).
Le sue opere più signifcative sono le raccolte di poesie dedicate alla lotta del
popolo sovietico contro l’invasione nazista: Diario di febbraio (1942), Poema
di Leningrado (1942), Quaderno leningradese (1943) e Ricordi dei
difensori (1944). RUSSIA
HORST BIENEK (Gleiwitz 1930 - Monaco 1990). La sua notorie-
tà è legata alla tetralogia di romanzi sulle vicende della Slesia Su-
periore, dallo scoppio della seconda guerra mondiale fno all’espul-
sione dei tedeschi nel 1945: La prima polka (Die erste Polka, 1975),
Luce di settembre (Septemberlicht, 1977), Tempo senza campane
(Zeit ohne Glocken, 1979) e Terra e fuoco (Erde unf Feurer, 1982).
GERMANIA
AMBROSE BIERCE (Ohio 1842 - Messico 1914). Bohémien
stile Oscar Wilde, nel corso di una vita molto avventurosa, combatté
nella guerra civile, fu giornalista in California e scomparve durante
la rivoluzione in Messico. Seguendo le teorie e le tecniche narrative
di Edgar Allan Poe, situò gli orrori nel contesto storico della guerra
civile. Crane ed Hemingway faranno loro la lezione di Bierce e se-
guiranno le guerre col suo stesso stile. USA
EDMUND BLUNDEN (Yalding 1896 - Suffolk 1974). Nella sua
poesia ci sono gli orrori della guerra contrapposti alla dolcezza del-
la campagna inglese. Anche una sua opera in prosa, Mormorii di
guerra (Undertones of war, 1928) è sull’orrore della guerra. GRAN
BRETAGNA
MATTEO MARIA BOIARDO (Scandiano 1440 - Reggio Emilia
1494). Fanno da sfondo alla vicenda dell’Orlando innamorato (1483,
1495) l’assedio di Albracà e quello di Parigi, due momenti salienti
della guerra tra cristiani e saraceni. ITALIA
MARIO BONFANTINI (Novara 1904 - Torino 1978). Più critico
che narratore, è autore del romanzo sulla resistenza Un salto nel
buio (1959). ITALIA
WOLFGANG BORCHERT (Amburgo 1921 - Basilea 1947).
Soldato durante la seconda guerra mondiale, è più volte arrestato
come oppositore al nazismo. Il suo dramma di stampo “espressioni-
sta” Fuori, davanti alla porta (Draussen vor der Tür, 1947) è una del-
le opere più signifcative della letteratura tedesca del Novecento e
documenta la tragica situazione dei giovani che, reduci dalla guerra,
si ritrovano in un mondo di rovine dal futuro incerto. GERMANIA
GIUSEPPE BORGESE (Palermo 1882 - Firenze 1952). Critico
e flosofo, è anche autore di romanzi: Tra questi spicca Rubè (1921),
drammatico ritratto morale di una generazione rovinata dalla guerra
e di un giovane intellettuale privo di ideali. ITALIA
NICOLAS BORN (Duisburg 1937 - Amburgo 1979). Infuenzato
dal neorealismo della scuola di Colonia, è poi esponente di quella
ricerca d’interiorità che ha avuto in Handke il suo principale espo-
nente. In La falsifcazione (Die Fälschung, 1979) traccia in ritratto
di un giornalista che rifette su di sé con, sullo sfondo, la guerra in
Libano. GERMANIA
KAZIMIERZ BRANDYS (Lòdz 1916 - Parigi 1999). La guerra è presente in molti dei suoi romanzi. In
Il cavallo a dondolo (1946) il protagonista è un borghese disorientato dallo sconvolgimento causato dalla
seconda guerra mondiale. In Troia città aperta (1949, che fa parte della tetralogia Tra le due guerre) c’è un
intellettuale che aderisce e si mette al servizio del fascismo. La città indomita (1946) è invece un omaggio
all’eroismo degli abitanti di Varsavia durante l’occupazione nazista. POLONIA
HANS CHRISTIAN BRANNER (Ordrup 1903 - Copenaghen 1966). Nei suoi romanzi – da La storia
di Borge (1942) a Due minuti di silenzio (1944) a Il cavaliere (1949) – sono evidenti la crisi e lo smarrimento
della guerra e del dopoguerra. DANIMARCA
RUPERT BROOKE (Rugby 1887 - Shyros 1915). Muore in Grecia durante la prima guerra mondiale.
In 1914 e altre poesie (1914 and other poems, 1915), la sua principale raccolta di versi, c’è tutto il suo en-
tusiasmo patriottico. GRAN BRETAGNA
GEORGE BÜCHNER (Darmstadt 1813 - Zurigo 1837). Il suo dramma Woyzeck (scritto nel 1936 e
pubblicato nel 1879) rivela, dietro l’apparente vicenda passionale-naturalistica (il soldato Woyzeck uccide
la compagna che lo tradisce con tutti, in particolare col caporale maggiore), un forte antimilitarismo: bersagli
di Büchner il capitano che fa scherzi di pessimo gusto a Woyzeck, il medico militare che fa esperimenti su
di lui, i compagni che gli si accaniscono contro. GERMANIA
ITALO CALVINO (Cuba 1923 - Siena 1985). Il suo esordio letterario, Il sentiero dei nidi di ragno (1947),
s’ispira alla lotta partigiana a cui prende parte. Annoverato tra i nostri migliori romanzi della cosiddetta lette-
ratura resistenziale è, in realtà, piuttosto sopravvalutato. ITALIA
IVAN CANKAR (Vrhnika 1876 - Lubiana 1918). I suoi bozzetti Immagini dai sogni (1915-17) sono ispirati
alla prima guerra mondiale. Artefce di una forte propaganda antiaustriaca, fnì in carcere. SLOVENIA
LOUIS-FERDINAND CÉLINE, pseudonimo di Louis-Ferdinand Destouches (Seine, 1894 - Parigi,
1961). Le avventure ora tragiche e ora buffonesche del protagonista di Viaggio al termine della notte (1932)
sono un’occasione per fustigare la società moderna con le sue guerre, le sue avventure coloniali, le sue
infnite storture e imposture. FRANCIA
BLAISE CENDRARS, pseudonimo di Frédéric Sauser Halle (La Chaux-de-Fonds, Svizzera 1887 - Pa-
rigi 1961). Nel corso di una vita errabonda scrive romanzi e poesie che infrangono la tradizione. Notevole il
suo infusso su Apollinaire. La mano mozza (La main coupée, 1946) è il suo romanzo “contro la guerra” per
eccellenza. SVIZZERA - FRANCIA
CAROLUS CERGOLY, pseudonimo di Carlo Luigi Cergozzi Serini (Trieste 1908-1987). Tra le sue
opere spiccano diverse raccolte di poesie dialettali (Ponterosso del 1976 e Latitudine Nord del 1980) che
rievocano la giovinezza, le tragedie della guerra, le donne amate e gli amici. ITALIA
CAIO GIULIO CESARE (Roma 100 ca - 44 a.C.). Di lui ci è giunto il Corpus caesarianum, ovvero la
raccolta dei cosiddetti Commentarii, alcuni autentici e altri spuri, in cui vengono narrati gli avvenimenti delle
guerre galliche e di quelle civili. La critica da sempre attribuisce a Cesare i primi sette libri della Guerra
gallica (De bello gallico) scritti intorno al 52 con straordinario senso della storia e con grande equilibrio.
Contraddistinta da toni comprensibilmente più “partecipi” è invece La guerra civile (De bello civili, 45 a.C.)
che inizia col passaggio del Rubicone e termina con la morte di Pompeo.
ANDRÉ CHAMSON (Nimes 1900-1983). Abile descrittore dei paesaggi brulli e della gente delle mon-
tagne delle Cévennes, sua regione natale, è autore di precise “cronache” ispirate alla resistenza tra cui Il
pozzo dei miracoli (Le puits des miracles, 1943). FRANCIA
ChANsON De ROLAND (Canzone di Orlando). Dalla Garzantina della letteratura: «Canzone di gesta
francese risalente almeno all’inizio del sec. XII e tramandataci da un codice ora a Oxford, posteriore di oltre
cinquant’anni. In circa quattromila decasillabi epici divisi in las-
se monoassonanzate, si narra come, dopo sette anni di guerra
contro Marsilio re di Spagna, Carlo Magno lascia l’assedio di
Saragozza affdando il comando della retroguardia a Orlando,
il più valoroso dei paladini. Per il tradimento di Gano, Orlando
è assalito al passo di Roncisvalle da un numero enorme di
saraceni. Nonostante l’esortazione del saggio Olivieri, Orlando
rifuta di chiamare soccorso prima di avere combattuto, e solo
quando, dopo strenua resistenza, tutti i suoi compagni sono
morti e lui stesso sta per morire, con un ultimo sovrumano
sforzo dà fato all’olifante». Carlo Magno la farà pagare sia ai
saraceni che a Gano. FRANCIA
RENÉ CHAR (Vaucluse 1907 - Parigi 1988). Partecipa alla
resistenza col nome di battaglia di capitano Alexandre dive-
nendo un personaggio quasi leggendario della lotta contro i
tedeschi. Alla resistenza sono ispirati i Fogli di Hypnos (Feu-
illets d’Hypnos, 1946), la sua più celebre raccolta di poesie.
FRANCIA
GIOVANNI COMISSO (Treviso 1895-1969). La sua parte-
cipazione alla prima guerra mondiale gli ispira Giorni di guerra
(1930, ristampato nel 1952). ITALIA
BRANKO COPIC (Bosnia 1915 - Belgrado 1984). Par-
tecipa come partigiano alla guerra di liberazione nazionale
raccontandola con acutezza psicologica in tre romanzi: Rot-
tura (1952), Sorda polvere da sparo (1957) ed Eroi sul Bihac
(1975). SERBIA
DOBRICA ĆOSIĆ (Velika Drenova 1921). Comandante
partigiano, descrive le vicende della guerra di liberazione na-
zionale in Il sole è lontano (1951), suo primo romanzo di rilievo.
SERBIA
CHARLES-THÉODORE-HENRI DE COSTER (Mona-
co di Baviera 1827 - Bruxelles 1879). Nel suo capolavoro La leg-
genda di Ulenspiegel (La légende et les aventures héroïques,
joyeuses et glorieuses d’Ulenspiegel et de Lamme Goedzak au
pays de Flandres et ailleurs, 1868) c’è l’esaltazione picaresca
della lotta dei famminghi per l’indipendenza. BELGIO
STEPHEN CRANE (New Jersey 1873 - Germania 1900).
Nonostante non avesse partecipato alla guerra civile, seppe
ricreare – in Il segno rosso del coraggio (The red badge of
courage, 1894) – “le reazioni fsiche e psicologiche di un giova-
ne soldato durante una battaglia della guerra civile americana
offrendo una sottile analisi della paura ed evocando l’assurdo
spettacolo del confitto in quadri di grande intensità cromati-
ca”. Dopo il successo di questo romanzo, fu corrispondente di
guerra in Messico, Grecia e a Cuba. USA
GEORGES DARIEN (Parigi 1862-1921). Anarchico e liberta-
rio, è autore del romanzo antimilitarista Biribi (1890). FRANCIA
DENIS VASIL’EVIC DAVYDOV (Mosca 1784 - Ul’janovsk1839). Dal-
la Garzantina della letteratura: «Fece una brillante carriera militare di-
stinguendosi, accanto al generale Bagration, nella prima guerra contro
i francesi (1806) e soprattutto nella grande “guerra patria” contro Na-
poleone, dove guidò trionfalmente un battaglione di partigiani. Allonta-
nato dai burocrati, preoccupati dalla sua popolarità, si dedicò sempre
più attivamente alla poesia. Rappresentante della cosiddetta “poesia
ussara”, cantore combattente pronto a esaltare il coraggio, la forza, l’al-
legria del soldato, fu apprezzato dai contemporanei fra cui Belinskij e
soprattutto Puskin. Fu autore di memorie e di opere teoriche sulla guer-
ra (saggio sulla teoria della guerra partigiana, 1821)». RUSSIA
RAOUL MARIA DE ANGELIS (Terranova di Sibari, Cosenza 1908
- Roma 1990). Pittore, giornalista e narratore, è autore di vari romanzi
tra cui il dittico Panche gialle - sangue nero (1945) sulla persecuzione
razziale degli ebrei nella Germania nazista e sui problemi razziali in Bra-
sile. ITALIA
JOHN WILLIAM DE FOREST (Connecticut 1826-1906). Dopo avere
viaggiato a lungo in Oriente e in Europa, partecipa alla guerra di seces-
sione come capitano dell’esercito nordista (campagne della Louisiana e
della Shenandoah). Da questa esperienza nasce La guerra civile di Miss
Ravenel (Miss Ravenel’s conversion from secession to loyalty, 1867),
considerato il primo romanzo “realista” della letteratura americana. La
guerra vi viene descritta, senza alcuna retorica, attraverso lucide e spie-
tate istantanee dell’attesa, della sorpresa e dell’orrore. USA
LUCIEN DESCAVES (Parigi 1861-1949). Scrittore d’impostazione na-
turalistica e libertaria, scrive tra il 1882 e il 1889 cinque romanzi tra cui
Sottuffciali (Sous-offs, 1889), durissima critica della vita militare. Per
questo romanzo fnisce addirittura in corte d’assise. FRANCIA
ROLAND DORGELÈS, pseudonimo di Roland Lécavelé (Amiens
1886 - Parigi 1973). Frequentatore della bohème di Montmartre, scrive
diversi romanzi tra cui Le croci di legno (Les croix de bois, 1919), acco-
rata testimonianza della vita dei combattenti. FRANCIA
JOHN DOS PASSOS (Chicago 1896 - Baltimora 1970). Recatosi in
Europa per studiare architettura, presta servizio militare nel corpo sa-
nitario statunitense nel 1917 sul fronte francese e poi su quello italiano.
L’esperienza della prima guerra mondiale fa da sfondo ai suoi primi ro-
manzi: Iniziazione (One man’s initiation, 1917) e soprattutto Tre soldati
(Three soldiers, 1921) dove vengono messi a confronto i comportamen-
ti in guerra delle tre tipologie più frequenti di soldato americano. Una
lettura fondamentale per gli antropologi che vogliono approfondire il
recente comportamento in Iraq (per via di torture e annessi) dell’eserci-
to statunitense. USA
GEORGES DUHAMEL (Parigi 1884 - Valmandois 1966). La prima
guerra mondiale, a cui prende parte come medico, gli ispira due dram-
matiche testimonianze: Vita dei martiri (Vie des martyrs, 1917) e Civiltà
(Civilisation, 1918), contraddistinte da forti concezioni umanitarie e pa-
cifste. FRANCIA
ERODOTO (Alicarnasso 484 ca - morto dopo il 430 a.C.). Le sue Storie indagano le cause dei contrasti
e delle lotte tra la Grecia e i barbari prima e durante le guerre persiane (494-479). GRECIA
ESCHILO (Eleusi 525 - Gela 456 a.C.). Prende direttamente parte alla guerre persiane. Da questa espe-
rienza nasce la tragedia storica I persiani dove l’ombra di Dario e Serse, il re sconftto, parlano drammati-
camente della guerra lontana e della vittoria dei greci. GRECIA
BEPPE FENOGLIO (Alba 1922 - Torino 1963). Buona parte della sua narrativa è ispirata al mondo con-
tadino della sua terra natale e alla resistenza a cui partecipa come partigiano. Da I ventitré giorni della città
di Alba (1952) e da La malora (1954) ai postumi Una questione privata (1963), Il partigiano Johnny (1968)
e La paga del sabato (1969). ITALIA
FIRDUSI, traslitterazione italiana di Firdausi (il paradisiaco) con cui è noto il poeta epico neopersiano
Abu’l Qasim (940 ca - 1020 ca). Il suo lunghissimo poema Il libro dei Re (Shahnamah) completato nel 1010
dopo trent’anni di lavoro, narra storie e leggende dell’Iran dalla creazione del mondo alla conquista islami-
ca. IRAN
ANNE FRANK (Francoforte 1929 - Bergen-Belsen 1945). Dopo avere vissuto con i suoi per oltre due
anni in una stanza murata per sfuggire ai nazisti, nel 1944 viene catturata e deportata nel campo di stermi-
nio di Bergen-Belsen. Nel 1946 viene scoperto il suo celeberrimo Diario. GERMANIA
DMITRIJ ANDREEVIC FURMANOV (Sereda 1891 - Mosca 1926). Le sue opere sono ispirate alla
rivoluzione e alla guerra civile a cui partecipa attivamente. Molto popolare il suo romanzo Capaev (1923)
che ha per protagonista Capaev, eroico e ribelle partigiano a cui viene contrapposto il burocratico commis-
sario Klyckov che incarna lo spirito del partito. Celebre anche La rivolta (1925), romanzo che ha per sfondo
la diffcile accettazione della rivoluzione da parte dei contadini. RUSSIA
ROMAIN GARY, pseudonimo di Romain Kacev (Vilna 1914 - 1980). Lituano di nascita, si trasferisce
quattordicenne a Parigi. Il suo primo romanzo, Formiche a Stalingrado (Education europénn, 1945) è ispi-
rato alla resistenza polacca contro i tedeschi. FRANCIA
EINAR OTTO GELSTED (Middelfart 1888 - Copenaghen 1968). Tra le sue numerose liriche antifran-
chiste e antinaziste, la più celebre è Volarono gli uccelli neri (1940), “inno” contro l’occupazione tedesca
della Danimarca. DANIMARCA
FEDOR NIKOLAEVIC GLINKA (Smolensk 1786 - Tver’ 1880). Partecipa alla guerra del 1812 contro
Napoleone e descrive questa esperienza in Lettere di un uffciale russo (1815-16). RUSSIA
HANS JACOB CHRISTOFFEL GRIMMELSHAUSEN (Assia 1621 - Baden 1676). Travolto dagli
eventi della guerra dei trent’anni, conduce una vita piuttosto errabonda. Ed è proprio sullo sfondo di questa
guerra che è ambientato il suo capolavoro L’avventuroso Simplicissimus (Der abentheurliche Simplicius
Simplicissimus, 1669), storia di un giovane che, disgustato dalla brutalità e dalla stupidità della natura uma-
na, diventa eremita. GERMANIA
DAVID GROSSMAN (Gerusalemme 1954). Nel suo primo romanzo, Il sorriso dell’agnello (1983), de-
scrive la diffcile realtà dei territori palestinesi occupati a cui dedica anche il saggio-reportage Vento giallo
(1987). ISRAELE
LOUIS GUILLOUX (Saint-Brieuc 1899 - Parigi 1980). Dopo diversi romanzi ispirati da una profonda
“militanza” socialista, racconta in OK Joe (1976) la sua esperienza nella seconda guerra mondiale a fanco
dei soldati americani. FRANCIA
JAROSLAV HASEK (Praga 1883 - Lipnice 1923). Dalla Garzantina della letteratura: «Personaggio ec-
centrico fno alla leggenda, visse dei più disperati mestieri (garzone di drogheria, impiegato di banca, redat-
tore di giornale), dandosi di tanto in tanto al vagabondaggio e passando gran parte del suo tempo tra bettole
e taverne. Nel 1911 fonda un grottesco “Partito del progresso moderato nell’ambito della legge” ironicamen-
te devoto al regime austro-ungarico. Chiamato alle armi, nel 1916 diserta per passare ai russi e combattere
contro l’Austria nelle legioni cecoslovacche. Nel 1918 entra nelle fle dell’Armata rossa. Nel 1920, tornato
a Praga, inizia la stesura di Le avventure del buon soldato Svejk durante la guerra mondiale. Alla sua mor-
te il romanzo resta incompiuto e il giornalista K. Vanek (1887-1933) ne scrive la quinta e sesta parte con
esiti assai meno felici. La popolarissima opera di Hasek che ha avuto numerose riduzioni teatrali e cine-
matografche (celebre quella di Bertolt Brecht messa
in scena da Erwin Piscator), racconta le tragicomiche
vicende di un anti-eroe a confronto con grandi avveni-
menti storici, in particolare con la guerra sentita come
espressione del soffocante burocratismo dell’apparato
militare austriaco (ma anche di tutta la vita dell’impero)
e come intollerabile peso di una lotta combattuta per
conto e interesse di altri. Hasek tende ad abbassare il
suo messaggio di pacifsmo, attraversato da sottili ve-
nature anarchiche, a un tono di burlesco quotidiano, di
minima parodia in cui si esalta uno dei caratteri tipici
del popolo ceco: l’ironia come strumento di autodifesa
di fronte all’incombere minaccioso di forze esterne e
incontrollabili». REPUBBLICA CECA
ALBRECHT HAUSHOFER (Monaco 1903 - Ber-
lino 1945). In seguito all’attentato a Hitler del 20 luglio
1944, viene condannato a morte dai nazisti. I suoi So-
netti di Moabit (Moabiter Sonette, 1946) sono un im-
portantissimo documento letterario della resistenza
tedesca. GERMANIA
JOHN HAWKES (Connecticut 1925 - Rhode Island
1998). Il suo esordio letterario è con un anomalo e spe-
rimentale romanzo di guerra, Il cannibale (The canni-
bal, 1949), protagonista un motociclista americano che
in una Germania distrutta è l’unico a confrontarsi con
i vinti. USA
JOSEPH HELLER (New York, 1923-1999). Aviere
di cacciabombardiere durante la seconda guerra mon-
diale, ottiene grande successo col suo primo romanzo,
Comma 22 (Catch 22, 1961), che affronta in chiave
grottesco-umoristica il tema del fanatismo militare. Il
militarismo vi viene presentato come degenerazione
folle della burocrazia, come “una forma semplifcata
della feroce indifferenza contemporanea alla sorte del
singolo”. Yossarian, l’antieroe protagonista di Comma
22, e i suoi compagni sono vittime di un comma “il-
leggibile” e sono per questo costretti a lottare per la
sopravvivenza. USA
ERNEST HEMINGWAY (Illinois 1999 - Idaho
1961). Prende parte alla prima guerra mondiale sul
fronte italiano come autista volontario della Croce ros-
sa statunitense e resta ferito: da questa vicenda, piut-
tosto traumatica, nasce Addio alle armi (A farewell to
arms, 1929) che ha per sfondo la ritirata di Caporetto.
La guerra civile spagnola a cui partecipa come inviato
speciale gli ispira invece Per chi suona la campana
(For whom the bell tolls, 1940). Anche nella raccolta
di racconti brevi Nel nostro tempo (In our time, 1925)
la guerra ha una notevole rilevanza. USA
GEORG HEYM (Slesia 1887 - Berlino 1912). In-
fuenzato da Baudelaire, è uno dei poeti più importanti
dell’espressionismo tedesco. Nelle sue poesie, d’impo-
stazione metrica classica, Heym esprime il suo disagio
verso la realtà borghese e anticipa con visioni apocalit-
tiche e violentemente spettrali la catastrofe della guer-
ra e l’alienazione delle città moderne. GERMANIA
ROLH HOCHHUTH (Eschwege 1931). Ottiene
grande successo e suscita molte polemiche col dram-
ma Il vicario (Der Stellvertreter, 1963) dove Pio XII vie-
ne accusato di non avere fatto tutto quello che era in
suo potere per salvare gli ebrei dallo sterminio. Nella
tragedia successiva, Soldati. Necrologio per Ginevra
(Soldaten. Nekrolog aut Genf, 1967), analizza la liceità
o no dei bombardamenti alleati sulle città tedesche du-
rante la seconda guerra mondiale. In Guerrilas (1970)
analizza invece le contraddizioni della lotta armata ver-
so il potere costituito. GERMANIA
VLADIMIR HOLAN (Praga 1905-1980). Per oltre
trent’anni, dalla fne delle seconda guerra mondiale
fno alla morte, vive completamente appartato nella
sua casa nell’isola di Kampa (Praga). Nelle sue poesie
degli anni 30-40 l’eco dell’occupazione nazista e della
tragedia della guerra. REPUBBLICA CECA
RICARDA HUCH (Braunschweig 1864 - Schönberg
1947). Sposata in prime nozze a un italiano, dedica
molti scritti alla storia del risorgimento italiano: Risor-
gimento (1908), La difesa di Roma (Die Verteidigung
Roms 1907) e La lotta per Roma (Der Kampf um Rom,
1908). Tra il 1912 e il 1914, avvalendosi di una ricca
documentazione, scrive La grande guerra in Germania
(Der grosseKrieg in Deutschland), grande rappresen-
tazione delle devastazioni morali e materiali causate
dalla guerra dei trent’anni. GERMANIA
VERA MICHAILOVNA INBER (Odessa 1890 -
Leningrado 1972). All’assedio di Leningrado da parte
dei tedeschi durante la seconda guerra mondiale sono
dedicate le sue raccolte di versi L’anima di Leningrado
(1942) e Il meridiano di Pulkov (1943) e il romanzo-
cronaca Quasi tre anni (1946). UCRAINA
VSEVOLOD VJACESLAVOVIC IVANOV (Se-
mipalatinsk 1895 - Mosca 1963). Temi centrali dei suoi
romanzi giovanili ambientati nella Siberia e nella Rus-
sia asiatica sono la guerra civile e la lotta partigiana. I
più importanti sono Partigiani (1921), Il treno blindato
14-69 (1922) da cui è stato tratto un dramma di suc-
cesso del 1927, e Il ritorno di Budda (1924). Descri-
vendo senza falsi moralismi e con grande realismo le
crudeltà della guerra, Ivanov legge la rivoluzione russa non in chiave ideologica ma come trionfo degli istinti.
RUSSIA
MAX JACOB (Quimper, Bretagna 1876 - Drancy, campo di concentramento, 1944). Poeta e narratore amico
di Picasso, di Apollinaire e dei cubisti, viene internato dai tedeschi per le sue origini ebraiche. FRANCIA
PIERO JAHIER (Genova 1884 - Firenze 1966). Collaboratore della Voce e di Lacerba, partecipa alla pri-
ma guerra mondiale come uffciale degli alpini. Tra i suoi scritti Con me e con gli alpini (1919), commistione
di prose e versi, una delle testimonianze più valide sulla guerra del 1915-18. ITALIA
JÓHANNES JÓNASSON (Goddastadi 1899 - Reykjavik 1972). Di origini contadine, esprime nella sua
poesia convinzioni rivoluzionarie e comuniste a cui subentra, durante la seconda guerra mondiale, un cupo
pessimismo. Tra le sue opere del periodo bellico Nei guai è il mondo (1939) e Il sole comincia a oscurarsi
(1945). ISLANDA
JAMES JONES (Illinois 1921 - New York 1977). Il suo best-seller Da qui all’eternità (From here to
eternity, 1951) di cui è celebre la versione cinematografca di Fred Zinnemann del 1953 è uno dei romanzi
più signifcativi nati dall’esperienza delle seconda guerra mondiale. La vicenda, ambientata alle Hawaii, a
Honolulu alla vigilia dell’attacco giapponese a Pearl Harbor, riassume, nel piccolo, le contraddizioni della
democrazia statunitense. Tra le opere successive, altre hanno per sfondo la guerra: Qualcuno venne cor-
rendo (Some came running, 1957), sorta di “romanzo dei reduci” e La sottile linea rossa (The thin red line,
1962), ambientato nello scenario bellico delle isole del Pacifco. USA
PIERRE-JEAN JOUVE (Arras 1887 - Parigi 1976). Le sue prime opere – Voi siete uomini (Vous êtes
des hommes, 1915) e Danza dei morti (Danse des morts, 1917) – sono d’intonazione pacifsta e condan-
nano gli orrori della guerra. Dopo questa fase la sua produzione poetica risentirà della conversione al cat-
tolicesimo. Ispirandosi alla resistenza tornerà a parlare di guerra in La vergine di Parigi (La vierge de Paris,
1947). FRANCIA
ERNST JÜNGER (Heidelberg 1895 - Riedlingen, Svezia 1998). Volontario nel confitto 1915-18, idea-
lizza la guerra come “prova di coraggio e presa di coscienza di ignote dimensioni psichiche” nel diario di
guerra Tempeste d’acciaio (In Stahlgewittern, 1920), nei racconti Fuoco e sangue (Feuer und Blut, 1925) e
Ludi africani (Afrikanische Spiele, 1936), nei saggi La lotta come esperienza interiore (Der Kampf als inne-
res Erlebnis, 1922) e Il cuore avventuroso (Das abenteuerliche Herz, 1929). In polemica col romanticismo
politico nel saggio L’operaio (Der Arbeiter, 1932) eleva il lavoratore-soldato a rappresentante dell’epoca
moderna. Dopo avere aderito al nazismo, prende le distanze dall’ideologia hitleriana in Sulle scogliere di
marmo (Auf den Marmorklippen, 1939) e condanna l’attacco alla Francia nel diario Giardini e strade (Gärten
und Strassen, 1942) che viene messo al bando. Tra i suoi scritti successivi Irradiazioni (Strahlunger, 1949),
diario della seconda guerra mondiale. GERMANIA
FRIEDRICH JÜNGER (Hannover 1898 - Überlingen 1977). Come il fratello Ernst esalta, nelle prime
liriche, la vita eroica e la guerra. Appartengono a questo periodo Poesie (Gedichte, 1934) e Il tauro (Der
taurus, 1937). Poi si dà una calmata e opta per la lirica stile Goethe e Hölderlin. GERMANIA
GEORG KAISER (Magdeburgo 1878 - Ascona 1945). Scrittore e commediografo, è autore del dramma
antimilitarista Il soldato Tanaka (Der Soldat Tanaka, 1940) e di Gas (1918-20) che preannuncia la distruzio-
ne del mondo per colpa di uno sfrenato capitalismo. GERMANIA
AINO KALLAS (Wiburg 1878 - Helsinki 1956). Le tragedie della seconda guerra mondiale e i maltratta-
menti subiti dal popolo estone sono il leitmotiv di alcune sue importanti raccolte di liriche tra cui Il cigno della
morte (1942) e Sul rogo (1945). FINLANDIA
JOSEPH KESSEL (Clara, Argentina 1898 - Parigi 1979). Dalla sua esperienza di pilota nella prima
guerra mondiale nasce il romanzo L’equipaggio del cielo (L’équipage, 1923), “epopea degli aviatori di guer-
ra” che ottiene grande successo. Per la cronaca Kessel è anche autore del romanzo Bella di giorno (Belle
de jour, 1928) portato sul grande schermo da Buñuel nel 1967. FRANCIA
HANS HELMUT KIRST (Osterode 1914 - Werdum 1989). Sono celebri i suoi romanzi umoristici di
argomento militare. Tre, in particolare: La rivolta del caporale Asch (Die aben-
teuerliche Revolte des Gefreiten Asch, 1954), La strana guerra del sottuff-
ciale Asch (Die seltsamen Kriegserlebnisse des Soldaten Asch, 1954) e La
vittoria fnale del tenente Asch (Der gefährliche Endsieg des Soldaten Asch,
1955), raccolti nella trilogia 08/15. GERMANIA
HEINRICH VON KLEIST (Francoforte sull’Oder 1777 - Potsdam 1811). Av-
viato dal padre alla carriera militare, se ne ritira deluso e conduce una vita
errabonda. Muore suicida sulle rive del Wannsee con l’amica Henriette Vogel.
Tra i suoi drammi, trascurati dai contemporanei, Il principe di homburg (Der
Prinz von Homburg, 1810 ma pubblicato nel 1921) che ha per sfondo l’am-
biente militare prussiano e il “confitto tra gli impulsi dell’individuo e l’astratta
ragione di stato”. GERMANIA
THEODOR KÖRNER (Dresda 1791 - Meclemburgo 1813). Dopo avere ot-
tenuto un certo successo con commedie di stampo shilleriano, nel 1813 par-
te volontario per combattere Napoleone e muore in battaglia. Le sue liriche
di guerra, pubblicate postume col titolo Lira e spada (Leyer und Schwerdt,
1814), diventano popolari e vengono musicate da Weber. Manzoni, per la cro-
naca, gli dedica l’ode Marzo 1821. GERMANIA
IVAN GORAN KOVACIC (Lukovdol 1913 - Vrbnica 1943). Nel poema La
fossa (1944) descrive la tragica situazione dei croati durante la seconda guer-
ra mondiale. Muore in combattimento nel corso della guerra di liberazione a
cui prende parte. Esiste un’edizione postuma delle sue opere in sette volumi.
IUGOSLAVIA
GUSTAV KRKLEC (Ubdina 1899 - Zagabria 1977). Nella sua ricca produ-
zione poetica in lingua croata esprime la nascente speranza dopo il primo
confitto mondiale (soprattutto in Lirica del 1919 e in Gita in cielo del 1928) e
l’orrore – in La prigione del tempo del 1944 – della seconda guerra mondiale.
IUGOSLAVIA
MIROSLAV KRLEZA (Zagabria 1893-1981). Nei suoi romanzi e nelle sue
novelle sono molto forti gli umori antiborghesi e antimilitaristi. Tra le sue ope-
re più celebri, Il ritorno di Filip Latinovicz (1932), sull’orlo della ragione (1938),
Banchetto in Blituania (1938), Bandiere (1963) e Le cicale sotto la cascata e
altre novelle (1975). CROAZIA
ALEKSANDR IVANOVIC KUPRIN (Penza 1870 - Leningrado 1938). Ab-
bandonata la carriera militare, aderisce allo Znanie, gruppo di narratori di cui
fa parte anche Gorkij. Protagonista del suo romanzo Il duello (1905), giudicato
dalla critica progressista una sorta di manifesto antimilitarista, è un giovane e
sensibile uffciale continuamente mortifcato dalla brutalità di superiori e col-
leghi. Altre sue opere di argomento militare sono Il tenente-capitano Rybni-
kov (1906) e l’autobiografco Allievo uffciale (1928-1933). RUSSIA
SIDNEY LANIER (Georgia 1842 - North Carolina 1881). Cresciuto nel Sud,
partecipa alla guerra civile. Da questa esperienza nasce il romanzo Gigli ti-
grati (Tiger lilies, 1867). Durante la prigionia si ammala di tubercolosi. Non ne
guarirà più. USA
DAVID H. LAWRENCE (Eastwood 1885 - Provenza 1930).
Dopo un periodo trascorso in Germania, Austria e Italia, nel 1914 tor-
na in Inghilterra dove manifesta la sua avversione alla guerra e dove,
l’anno dopo, conferma la sua indole ribelle col romanzo L’arcobaleno
subito messo al bando per oscenità. GRAN BRETAGNA
THOMAS EDWARD LAWRENCE, alias Lawrence d’Arabia
(Galles 1888 - Dorsetshire 1935). Archeologo, nel corso della pri-
ma guerra mondiale viene inviato al Cairo come uffciale dei servizi
segreti britannici. Sotto la sua guida le tribù arabe si rivoltano contro
i turchi: da qui il leggendario nome di Lawrence d’Arabia. Finita la
guerra, amareggiato per la politica inglese verso il mondo arabo, si
dimette dai servizi segreti e si arruola, sotto falso nome, nella RAF.
Muore in un incidente motociclistico. Le sue imprese in Arabia usci-
ranno postume, in edizione integrale, nel 1936 col titolo I sette pilastri
della saggezza (The seven pillars of wisdom). Le edizioni del 1926
e del 1927 – quest’ultima col titolo Rivolta nel deserto (Revolt in the
desert) – erano uscite in forma ridotta e, su consiglio di G.B. Shaw,
“autocensurata”. Di grande interesse anche L’aviere Ross (The mint,
postumo, 1955) dove Lawrence narra la sua esperienza di aviere.
GRAN BRETAGNA
STANISLAW LEM (Leopoli 1921 - Cracovia 2006). Scrittore pre-
minentemente di fantascienza (è suo il romanzo Solaris del 1961 da
cui Tarkowskij trae l’omonimo flm), è autore anche di un romanzo
autobiografco, Il tempo non perduto (1955), ambientato nel periodo
dell’occupazione nazista. POLONIA
JACOB MICHAIL REINHOLD LENZ (Sesswegen 1751 -
Mosca 1792). La sua tragica esistenza (morì pazzo) è rievocata da
Georg Büchner nel racconto Lenz. Il suo capolavoro I soldati (Die
Soldaten, 1776) denuncia l’arroganza degli uffciali con un linguaggio
straordinariamente moderno. GERMANIA
LEONID MAKSIMOVIC LEONOV (Mosca 1899-1994). Prota-
gonisti del suo romanzo I tassi (1925) sono due fratelli contadini che,
passati a vivere in città, si ritroveranno nemici nel corso della guerra
civile. La foresta russa (1953) e Eugenia Ivanovna (1963) sono inve-
ce ambientate nella seconda guerra mondiale. RUSSIA
ALEXANDER LERNET-HOLENIA (Vienna 1897-1976). Nei
suoi numerosi romanzi e racconti d’ambiente militare rievoca tra
fnzione e realtà personaggi e fatti dell’impero austro-ungarico. Tra
questi Lo stendardo (Die standarte 1934), Il signore di Parigi (Der
Herr von Paris 1935), Il barone Bagge (Der Baron Bagge 1936) e
Marte in Ariete (Mars im Widder, 1976). AUSTRIA
PRIMO LEVI (Torino 1919-1987). Arriva alla letteratura attraverso
la tragica esperienza nei lager che lo segnerà per tutta la vita. Dalle
traversie di Auschwitz nasce Se questo è un uomo (1947).
DETLEV VON LILIENCRON (Kiel 1844 - Amburgo 1909). Nel-
le sue poesie Le cavalcate dell’aiutante (Adjutantenritte, 1883) e Bot-
tino variopinto (Bunte Beute, 1903) e nei racconti Novelle di guerra
(Kriegsnovellen, 1885) e Sotto bandiere al vento (Unter fatternden Fahnen, 1888) emergono ampi sprazzi
di vita militare. GERMANIA
LIU PAI-YÜ (Pechino 1915-2005). Il suo racconto d’esordio Campo di ghiaccio (1936) è incentrato sulle
esperienze dei soldati nella guerra di liberazione. Anche nelle opere successive prevale il tema della vita
militare. Tra queste i racconti Tre combattenti, Nel fuoco della battaglia e Fiamme avanti del 1954 e Sulla
strada maestra polverosa del 1955. CINA
TITO LIVIO (Padova 59 a.C. - 17 d.C.). Nelle Storie. Dalla fondazione di Roma libri 142 (Ab ube condita
libri CXLII) di cui ci sono giunti solo trentacinque libri vi sono descritte in particolare le guerre sannitiche,
quelle puniche e quelle in Macedonia. ITALIA
ROBERT LOWELL (Boston 1917 - New York 1977). Cattolico pacifsta e antirazzista, durante la se-
conda guerra mondiale sconta cinque mesi di prigione come obiettore di coscienza. Nell’opera poetica di
Lowell emerge (con sprazzi anche di follia) il suo drammatico ruolo di testimone della storia contempora-
nea. USA
EMILIO LUSSU (Cagliari 1890 - Roma 1975). Fondatore del Partito sardo d’azione (1920), è autore del
celebre Un anno sull’altipiano (1938) che rievoca con grande umanità la sua esperienza di combattente
nella prima guerra mondiale. ITALIA
PIERRE MAC ORLAN, pseudonimo di Pierre Dumarchais (Péronne 1882 - Saint-Cyr-sur-Morin 1970).
Autore di racconti umoristici, viene ferito sul fronte nel 1916 ed esce traumatizzato dall’esperienza della
guerra. Da questa esperienza nascono Ricordi di un corrispondente al fronte (Souvenirs d’un correspon-
dant aux armées, 1919) e Bob nel battaglione (Bob bataillonnaire, 1920). Per la cronaca dal suo romanzo
Il porto delle nebbie (Le quai des brumes, 1927) Carné trae nel 1939 l’omonimo flm. FRANCIA
MAURIZIO MAGGIANI (Castelnuovo Magra 1951). Tra le sue opere il racconto lungo Felice alla guer-
ra (1992) dove il protagonista vive la propria impotenza di fronte alla guerra del golfo. ITALIA
NORMAN MAILER (New Jersey 1923-2007). Scrittore dissidente ed egocentricamente ribelle, partecipa
alla seconda guerra mondiale nel Pacifco e da questa esperienza nasce il suo celebre romanzo Il nudo e il
morto (The naked and the dead, 1948) dove riprende la tecnica narrativa di Dos Passos. Contrario alla guerra
nel Vietnam, scrive Perché siamo nel Vietnam? (Why are we in Vietnam?, 1967) associando il tema letterario
della caccia (presente in Melville, Hemingway e Faulkner) alla guerra tecnologica. USA
CURZIO MALAPARTE, pseudonimo di Curzio Suckert (Prato 1898 - Roma 1957). Polemista dannun-
ziano con orpelli toscaneggianti, è autore di buoni reportages giornalistici sulla seconda guerra mondiale: Il
Volga nasce in Europa (1943), Kaputt (1944), Il sole è cieco (1947) e La pelle (1949). ITALIA
ANDRÉ MALRAUX (Parigi 1901-1976). Archeologo, è in Cina durante la guerra civile del 1927-28 e
negli anni che la precedono. Da questa esperienza nascono tre suoi celebri libri: il saggio La tentazione
dell’Occidente (La tentation de l’Occident, 1926), il romanzo I conquistatori (Les conquérants, 1928) che
ha per sfondo la lotta antibritannica a Hong Kong e il romanzo La condizione umana (la condition humai-
ne, 1933) ambientato a Shanghai mentre imperversa la lotta tra comunisti e seguaci di Chiang kai-Shek.
Nel 1936 si arruola nelle brigate internazionali che sostengono i repubblicani spagnoli. Dalla guerra civile
spagnola dove rimane ferito nasce il romanzo La speranza (L’espoir). Chiamato alle armi nel 1940, viene
catturato dai tedeschi ma viene liberato ed entra attivamente nella resistenza come “colonnello Berger”. Le
vicende della seconda guerra mondiale gli ispirano il romanzo I noci dell’Altenburg (Les noyers de l’Alten-
burg, 1943). FRANCIA
DAVID MAMET (Flossmore, Illinois 1947). Drammaturgo e sceneggiatore, si afferma col successo, a
Broadway, di American Buffalo, “caustica radiografa – scrive la Garzantina – della crisi dei valori americani
dal punto di vista di un reduce del Vietnam”. USA
SALVATORE MANNUZZU (Pitigliano 1930). Magistrato, usando lo pseudonimo Giuseppe Zuri esor-
disce nel 1962 con Un dodge a fari spenti, romanzo di formazione che ha per sfondo la guerra e il dopo-
guerra. ITALIA
FRANCO MATACOTTA (Fermo 1916 - Genova 1978). Noto anche con lo pseudonimo di Francesco
Monterosso, s’ispira alla guerra e alla resistenza nelle raccolte di poesie Fisarmonica rossa (1945) e Naia-
luna (1948). ITALIA
FRANÇOIS MAURIAC (Bordeaux 1885 - Parigi 1970). Romanziere di profonde convinzioni cattoliche,
scrive, durante l’occupazione tedesca della Francia con lo pseudonimo di Forez, il diario di guerra Il qua-
derno nero (Le cahier noir). FRANCIA
IVAN MAZURANIC (Dalmazia 1814 - Zagabria 1890). Scrittore piuttosto famoso per il romanzo Sguar-
do sulla Bosnia (1842), celebra, nel poemetto La morte di Ismail Aga Cengijic (1845), un episodio della lotta
dei montenegrini contro i turchi. CROAZIA
ROBERT MERLE (Tebessa, Algeria 1908). Nel
suo primo romanzo, Week-end à Zuydcoote (1949),
racconta la battaglia di Dunkerque e l’imbarco delle
truppe britanniche. Nel dramma Pierre Bourgeade
(1975) e in Frammenti per Guevara (Fragments pour
Guevara, 1979) ricostruisce la vicenda del politico e
rivoluzionario sudamericano. Alle guerre di religione
in Francia dedica un ciclo romanzesco inaugurato nel
1977 con Fortune del France. FRANCIA
ARTHUR MILLER (New York 1915-2005). Il suo ce-
lebre dramma Erano tutti miei fgli (All my sons, 1947)
è incentrato sul confitto padre-fglio e ha per sfondo le
vicende aviatorie dei giovani piloti americani impegnati
nella seconda guerra mondiale. USA
LADISLAV MNACKO (Valasske Klobouky 1919
- Bratislava 1994). Nel romanzo La morte si chiama
Engelchen (1959) rievoca la storia, in parte autobio-
grafca, di una spedizione punitiva dei nazisti contro
dei partigiani slovacchi nel corso della seconda guer-
ra mondiale. SLOVACCHIA
PAOLO MONELLI (Fiorano Modenese 1891 -
Roma 1984). Uffciale degli alpini durante la prima
guerra mondiale, è autore del fortunato libro di me-
morie Le scarpe al sole (1921). Al tema della guerra
dedica altre opere narrative tra cui Sessanta donne
(1947) e Morte di un diplomatico (1952). ITALIA
RAIMONDO MONTECUCCOLI (Modena 1609
- Linz 1680). Celebre condottiero, è al servizio dell’im-
pero nella guerra dei trent’anni e in altre campagne tra
cui quella contro i turchi da lui sconftti nella battaglia
di San Gottardo sulla Raab (1664). È autore di vari
trattati di arte militare successivamente curati e fatti
pubblicare da Ugo Foscolo col titolo Opere (1807).
Suoi anche gli Aforismi dell’arte bellica dove cerca di
studiare scientifcamente l’arte della guerra. ITALIA
ELSA MORANTE (Roma 1912-85). In La storia
(1974) descrive l’odissea bellica dell’Italia e del mon-
do nel periodo 1941-46 attraverso le vicende di una
famigliola romana composta da una donna fragile, da
un ragazzotto, da un bimbo e dal cane Blitz. ITALIA
PAVEL PAVLOVIC MURATOV (Bobrov 1881
- Irlanda 1950). Storico dell’arte, dopo varie pubbli-
cazioni sulla pittura, si dedica a saggi di storia milita-
re: Le campagne di Russia del 1941-43 (The russian
campaigns of 1941-43, 1944) e Le campagne di Rus-
sia del 1944-45 (The russian campaigns of 1944-45,
1946). RUSSIA, GRAN BRETAGNA
STRATIS MYRIVILIS (Lesbo 1892 - Atene 1969).
Combatte nella prima guerra mondiale e nella guerra
greco-turca. Da queste esperienze nasce il suo primo
romanzo, La vita nella tomba (1923), amaro e pole-
mico ritratto della vita in trincea in stile Remarque e
Barbusse. GRECIA
JURIJ MARCOVICH NAGHIBIN (Mosca 1920-
1994). Abile descrittore della vita della gente comune
(contadini, operai, impiegati), ha ispirato coi suoi rac-
conti numerosi flm. Il suo esordio letterario è come
corrispondente di guerra con L’uomo del fronte (1943)
e Un grande cuore (1944). RUSSIA
VLADIMIR NÁZOR (Brac 1876 - Zagabria 1949).
Poeta e scrittore di formazione modernista, celebra
con ottimismo la natura e tratta temi patriottici legati
alla seconda guerra mondiale. Tra le sue opere Poe-
sie partigiane (1944) e il romanzo storico Coi partigia-
ni (1945). CROAZIA
VIKTOR PLATONOVIC NEKRAZOV (Kijev
1911 - Parigi 1987). Dalla sua esperienza di uffcia-
le dell’esercito sovietico nella battaglia di Stalingrado
nascono i romanzi Nelle trincee di Stalingrado (1946)
e l’autobiografco Nella città natale (1954) che ha per
protagonista un reduce dal fronte e dai campi di con-
centramento. RUSSIA
KENZABURO ÖE (Shikoku 1935). Premio Nobel
nel 1994, la sua narrativa s’ispira alla tragedia di Hiro-
shima e Nagasaki. Anche nella saggistica è ricorren-
te questo tema: Note su Hiroshima (1965) e L’uomo
dopo la bomba atomica (1971), entrambi con elemen-
ti autobiografci. GIAPPONE
OMERO (IX secolo a.C.). Gli sono attribuite, in due
diverse fasi della sua vita, sia l’Iliade sia l’Odissea.
L’Iliade è un poema in ventiquattro canti, protagonista
Achille che al decimo anno della guerra di Troia si ri-
tira dai combattimenti per ripicca verso Agamennone
che gli ha sottratto la schiava Briseide e ci ritorna, uc-
cidendo Ettore, solo dopo la morte di Patroclo. L’Odis-
sea, sempre in ventiquattro canti, racconta la distru-
zione di Troia e il ritorno di Ulisse ad Itaca. GRECIA
NIKOLAJ ALEKSEEVIC OSTROVSKIJ (Vo-
linia 1904 - Mosca 1936). Divenuto cieco a causa
di una malattia, scrive Come fu temprato l’acciaio
(1935), romanzo autobiografco ambientato ai tempi
della guerra civile a cui aveva partecipato come vo-
lontario. Il romanzo è pieno di slancio e fede nel co-
munismo. RUSSIA
WILFRED OWEN (Shropshire 1893 - Canale della Sambre 1918). Muore durante la prima guerra mon-
diale. Le sue Poesie (Poems, 1920, postume) sono tra le più interessanti poesie di guerra inglesi, contrad-
distinte da una denuncia amara e ironica della guerra e da un linguaggio sperimentale pieno di allitterazioni
e assonanze. GRAN BRETAGNA
PA CHIN, pseudonimo di Li Yao-tang (Cheng-tu 1904-2005). Educato nello spirito confuciano, matura
idee anarchiche e si trasferisce a Parigi adottando uno pseudonimo desunto dalle sillabe rispettivamente
iniziale e fnale dei due pensatori anarchici Bakunin e Kropotkin. Nel 1929 rientra in Cina. Tra le sue nume-
rose opere i romanzi Nebbia (1932), Pioggia (1933) e Lampo (1935) che hanno per protagonisti i giovani ci-
nesi durante i sanguinosi anni Venti che videro contrapporsi nazionalisti e comunisti. Nella Trilogia del fuoco
(1940-1945) viene descritta la resistenza opposta dai giovani di Shanghai all’invasione giapponese. CINA
MARCEL PAGNOL (Marsiglia 1895 - Parigi 1974). Esordisce nel 1925 con la commedia antimilitarista
Mercanti di gloria (Les merchands de la gloire) e diventa famoso nel 1928 con la commedia Topaze dove
prende in giro i politicanti e gli uomini di affari del tempo. Dal 1931 si dedica principalmente al cinema scri-
vendo soggetti e sceneggiature di decine di flm. FRANCIA
VERA FËDOROVNA PANOVA (Rostov sul Don 1935 - Leningrado 1973). Dalle sue esperienze di in-
fermiera al fronte nasce il romanzo Viaggiatori (1946) e il successivo L’offcina sull’Ural (1947) è ambientato
in una grande fabbrica sugli Urali durante la seconda guerra mondiale. RUSSIA
KENNETH PATCHEN (Ohio 1911 - California 1972). Poeta e pittore impegnato politicamente nella
sinistra, è autore di centinaia di poesie contro la guerra, parecchie dai toni mistici e surreali. USA
ENRICO PEA (Seravezza 1881 - Forte dei Marmi 1958). Celebre per la trilogia autobiografca Moscardi-
no (1922), Il Volto Santo (1924) e Il servitore del diavolo (1931), descrive con amarezza in La maremmana
(1938) un mondo sconvolto dalla guerra. ITALIA
NIS PETERSEN (Jütland 1897 - Skanderborg 1943). Latte versato (1934), il suo secondo romanzo,
s’ispira alla guerra civile d’Irlanda negli anni che precedono la prima guerra mondiale. Esce invece postu-
ma, nel 1947, la raccolta poetica L’Europa in famme. DANIMARCA
CAMIL PETRESCU (Bucarest 1894-1957). Avverso al naturalismo, scrive romanzi con una sorta di
approccio psicologico ai personaggi. Tra le sue opere narrative Ultima notte d’amore, prima notte di guerra
(1930) e la trilogia storica Un uomo tra gli uomini (1953-1957) dedicata a Balcescu, grande rivoluzionario
rumeno dell’Ottocento. ROMANIA
CEZAR PETRESCU (Cotnari 1892 - Bucarest 1961). Il suo romanzo Scende la tenebra (1927) è con-
siderato in Romania un classico della narrativa sulla prima guerra mondiale. ROMANIA
GUGLIELMO PETRONI (Lucca 1911 - Roma 1993). È del 1948 il suo racconto lungo Il mondo è una
prigione, uno dei più interessanti libri italiani sulla resistenza. Autobiografco (Petroni fu arrestato nel 1944 e
liberato dagli alleati), è un grande documento sui traumi profondi del carcere politico. ITALIA
SOLOMON PLAATJE, detto Sol (Tshekisjo 1877 - 1932). È l’autore di Muhdi, il primo romanzo suda-
fricano in inglese. Scritto nel 1918 e pubblicato nel 1930, Muhdi è una storia d’amore sullo sfondo della
guerra tra i Barolong e i Ndebele. Suo anche il Diario della guerra dei boeri, ritrovato nel 1971 e pubblicato
postumo. SUDAFRICA
THEODOR PLIEVIER (Berlino 1892 - Canton Ticino 1955). Marinaio nella guerra 1914-18, ne dà te-
stimonianza in I “negri” del Kaiser (Des Kaisers Kulis, 1929) che evidenzia il sistema oppressivo in voga
nella marina imperiale. Il successivo Il Kaiser se ne andò, i generali rimasero (Der Kaiser ging, die Generäle
blieben, 1932) è un amaro resoconto del fallimento della repubblica di Weimar. GERMANIA
JEAN PRÉVOST (Saint Pierre lés Nemours 1901 - Vercors 1944). Politicamente impegnato nella si-
nistra, lascia una testimonianza sulla prima guerra mondiale e sulle illusioni di un’intera generazione in
Diciott’anni (Dix-huitième année, 1928). Muore combattendo nella resistenza. FRANCIA
MARIO PUCCINI (Senigallia 1887 - Roma 1957). Dalla sua esperienza di combattente nascono i diari
Dal Carso al Piave (1918), Davanti a Trieste (1918), Come ho visto il Friuli (1919) e il romanzo Cola (1927)
che viene ripubblicato nel 1935 col titolo Il soldato Cola. Thomas Mann considerò questo romanzo “una
delle migliori e più pure espressioni del verismo italiano”, capace di “elevarsi a un livello semplicemente
umano”. Il dramma della guerra viene visto dal punto di vista del fante contadino vittima di un mondo che
assolutamente non gli appartiene. ITALIA
MARIE PUJMANOVA (Praga 1893-1958). Scherzo col fuoco (1948) e Vita contro la morte (1952)
rievocano gli anni che vanno dall’ascesa di Hitler alla liberazione della Cecoslovacchia dai tedeschi. RE-
PUBBLICA CECA
LUIGI PULCI (Firenze 1432 - Padova 1484). Il suo picaresco capolavoro Il Morgante (commissionatogli
da Lucrezia Tornabuoni, pubblicato nel 1478 in ventitré canti e nel 1483 con titolo Morgante maggiore in
ventotto canti) è una stupenda parodia delle canzoni di gesta sia nell’aspetto linguistico che nei contenuti.
Carlo Magno è un vecchio rincoglionito, i paladini, più che eroi, sono dei briganti e le dame ricordano la
Dulcinea di Don Chisciotte quanto Olivia di Braccio di Ferro. Accanto a loro il bonario gigante Morgante che
muore nel ventesimo canto per la puntura di un piccolo granchio e il goloso “mezzo gigante” Margutte che
muore per le risate. Considerato eretico, Pulci fu sepolto in terra sconsacrata. Al Morgante è molto debitore
un altro capolavoro, Gargantua e Pantagruel di Rabelais. ITALIA
LIVIU REBREANU (Transilvania 1885 - Pitesti 1944). Tra i suoi migliori romanzi c’è il Bosco degli im-
piccati (1922): protagonista un uffciale rumeno che nel corso della prima guerra mondiale viene arruolato
nell’esercito austro-ungarico e costretto a combattere contro i suoi connazionali. Il suo capolavoro, La rivol-
ta (1932), è l’epopea della rivolta contadina del 1907 che fu sanguinosamente repressa. ROMANIA
ERIC MARIA REMARQUE, pseudonimo di Erich Paul Remark (Osnabrück 1898 - Locarno 1970).
Dopo avere combattuto nella prima guerra mondiale e lavorato come giornalista a Berlino, nel 1939, con
l’avvento del nazismo, fugge negli USA. Il suo capolavoro, Niente di nuovo sul fronte occidentale (Im We-
sten nichts Neues, 1929) è una radicale condanna della guerra. Anche le sue opere successive inneggiano
al pacifsmo e alla solidarietà umana: da Tre camerati (Drei Kameraden, 1938) a Tempo di vivere, tempo di
morire (Zeit zu leben und Zeit zu sterben, 1954). GERMANIA
LUDWIG RENN, pseudonimo di Arnold Friedrich Vieth von Golssenau (Dresda 1889 - Berlino Est 1979).
Uffciale nella prima guerra mondiale e membro del partito comunista dal 1928, viene arrestato dai nazisti
ma scappa in Spagna e combatte con i repubblicani nella guerra civile. Nel suo romanzo d’esordio, Guerra
(Krieg, 1928), la crudeltà della guerra è vista con gli occhi del soldato semplice. GERMANIA
NUTO (BENVENUTO) REVELLI (Cuneo 1919-2004). Dalla campagna di Russia e dalla guerra par-
tigiana nascono le sue prime opere: Mai tardi. Diario di un alpino in Russia (1946), La guerra dei poveri
(1962), La strada del Davai (1966) e L’ultimo fronte (1971) che raccoglie lettere di soldati scomparsi in
guerra. ITALIA
HANS WERNER RICHTER (isola di Usedam 1908 - Monaco di Baviera 1993). I suoi primi romanzi
sono ispirati dalla seconda guerra mondiale. Tra questi, Gli sconftti (Die Geschlagenen, 1949) che ha per
sfondo la battaglia di Montecassino e Caddero dalla mano di Dio (Sie felen aus Gottes hand, 1951) che
evidenzia gli sconvolgimenti esistenziali dovuti alla guerra. Molto antimilitariste le tematiche di Non ammaz-
zare (Du sollst nicht töten, 1955). GERMANIA
MARIO RIGONI STERN (Asiago 1921- 2008). La partecipazione alla campagna di Russia come alpino
gli ispira il celeberrimo Il sergente nella neve (1953) che segna il suo esordio letterario. Tra i romanzi suc-
cessivi, parecchi hanno la guerra come sfondo: La guerra della naia alpina (1967), Quota Albania (1967),
Ritorno sul Don (1973) e Storia di Tönle (1978).
JOCHIM RINGELNATZ, pseudonimo di Hans Bötticher (Lipsia 1883 - Berlino 1934). Mozzo, commer-
ciante, bibliotecario e cabarettista, è autore anche di storie e racconti di guerra. GERMANIA
JACQUES RIVIèRE (Bordeaux 1886 - Parigi 1925). Scrittore e saggista, in Il tedesco. Ricordi e ri-
fessioni di un prigioniero di guerra (L’allemand. Souvenirs et réfections d’un prisonnier de guerre, 1918)
racconta i suoi quattro anni di prigionia in Germania e in Svizzera e analizza la crisi intellettuale e morale
del popolo tedesco. FRANCIA
AUGUSTO ROA BASTOS (Asunción, 1917-2005). Uno dei suoi
migliori romanzi, Figlio di un uomo (Hijo de hombre, 1960), racconta
sotto forme simboliche cristiane la guerra del Chaco (1932-1935) a
cui lo scrittore partecipa giovanissimo. PARAGUAY
GINO ROCCA (Mantova 1891 - Milano 1941). Commediografo di
successo, esordisce con il romanzo L’uragano (1919) dove riporta le
proprie amare esperienze di guerra. ITALIA
MERCÈ RODOREDA (Barcellona 1909 - 1983). Tra i suoi ro-
manzi La piazza del Diamante (La plaça del Diamant, 1962), storia di
una donna del popolo durante la guerra civile spagnola. SPAGNA
ADOLF RIDNICKI (Varsavia 1912-1990). Molte sue raccolte di
racconti pubblicate dopo la fne della seconda guerra mondiale trat-
tano della tragedia degli ebrei e dell’occupazione nazista. Tra queste
Shakespeare (1948), La fuga da Jasnaja Poljana (1949), Mare vivo
e morto (1953) e La mucca (1960). POLONIA
ANTOINE DE SAINT-EXUPÉRY (Lione 1900 - mare Tirre-
no 1944). La tragica esperienza della disfatta francese gli ispira il
romanzo Pilota di guerra (Pilote de guerre, 1942). Un anno dopo
l’uscita del celeberrimo Il piccolo prìncipe (Le petit prine, 1943) torna
a riscrivere di guerra con Lettera a un ostaggio (Lettre à un otage,
1944), messaggio di un esule all’amico ebreo rimasto nella Francia
occupata. FRANCIA
FRIEDRICH VON SALLET (Nysa 1812 - Slesia 1843). Uffciale
in servizio attivo, viene condannato per una novella che prende in
giro il sistema militare prussiano. GERMANIA
GAIO SALLUSTIO CRISPO (Sabina 86 - Roma 35 a.C.). In
La guerra giugurtina (Bellum Jugurthinum, 40 a.C.) evidenzia l’in-
competenza della classe nobile nella conduzione della guerra. Nella
sua opera più famosa, le Storie (Historiae, 40-35 a.C.), molti episodi
bellici tra cui la guerra di Pompeo contro i pirati e le guerre di Sisen-
na. ITALIA
SIEGFRIED SASSOON (Brenchley 1886 - Heytesbury 1967).
Dopo avere preso parte alla prima guerra mondiale dove rimane gra-
vemente ferito, scrive numerose poesie sugli orrori bellici, raccolte
nel 1961 in Poesie complete 1908-1956 (Collected poems 1908-
1956) . GRAN BRETAGNA
ALFONSO SASTRE (Madrid 1926). Drammaturgo di stampo so-
cialrivoluzionario, è autore di varie pièces dal carattere antimilitarista.
Tra queste, Squadriglia verso la morte (Escuadra hacia la muerte,
1953), Il bavaglio (La mordaza, 1954) e Nella rete (En la red, 1961).
SPAGNA
FRIEDRICH SCHILLER (Stoccarda 1759 - Weimar 1805). Nel
1790 vengono pubblicati i primi volumi della sua Storia della guer-
ra dei trent’anni (Geschichte des Dreissigjährigen Krieges, sua se-
conda opera storica dopo la Storia dell’insurrezione dei Paesi Bassi
(Geschichte des Abfalls der Niederlande, 1788). Tra il 1796 e il 1799
esce la sua celebre trilogia di Wallenstein, poema drammatico ispi-
rato alla guerra dei trent’anni: Il campo di Wallenstein (Wallensteins
Lager), I Piccolomini e La morte di Wallenstein (Wallensteins Tod).
Infuenzata da Goethe e da Shakespeare, la trilogia ha per protago-
nista un eroe, il duca di Wallenstein. Novità di questo poema, l’eroe
protagonista è descritto con molto realismo e non è per nulla idealiz-
zato. GERMANIA
ARNO SCHMITT (Amburgo 1914 - Celle 1979). Scrittore d’avan-
guardia, nel racconto Leviathan (1949), abbina la condanna del nazi-
smo a sperimentazioni linguistiche e stilistiche. GERMANIA
OLIVE SCHREINER (Wittebergen 1855 - Città del Capo 1920).
Fu, nella vita e nella scrittura, sostenitrice dei diritti della donna e
grande oppositrice della guerra. Tra le sue opere la “parabola narra-
tiva” Il soldato Peter Halket di Mashonaland (Trooper Peter Halket of
Mashonaland, 1896). SUDAFRICA
ANDRÉ SCHWARZ-BART (Metz 1928 - Guadalupa 2006). La
sua opera più celebre è il romanzo L’ultimo dei giusti (Le dernier des
justes, 1959) che ha per sfondo le persecuzioni naziste contro gli
ebrei. Le vicende sono quasi tutte autobiografche: la sua famiglia
fu sterminata dai nazisti e lui, giovanissimo, si unì alla Resistenza.
FRANCIA
JAROSLAV SEIFERT (Praga 1901-1986). Molte poesie della
raccolta L’elmo d’argilla (1946) sono ispirate dall’occupazione nazi-
sta di Praga. REPUBBLICA CECA
RAMÓN JOSÉ SENDER (Aragona 1902 - California 1982).
Dopo avere partecipato alla guerra del Marocco, prende parte alla
guerra civile spagnola come uffciale dell’esercito repubblicano. Tra i
suoi libri di guerra Contrattacco (Contraataque, 1938) e I cinque libri
di Arianna (Los cinco libros de Ariadna, 1957). SPAGNA
SENOFONTE (Atene 430 - 355 a.C.). Tra le sue opere l’Anabasi
(cronaca della ritirata di diecimila mercenari fno al Mar Nero dopo la
morte di Ciro il Giovane) e le Elleniche che spaziano dalla guerra del
Peloponneso alla battaglia di Mantinea. GRECIA
ALEKSANDR SERAFIMOVIč (Roslov 1863 - Mosca 1949.
La rivoluzione del 1905 a cui aderisce gli ispira i romanzi Nella notte
e Marcia funebre, pubblicati entrambi nel 1906. RUSSIA
SERGEJ NIKOLAEVIč SERGEEV-CENSKIJ (Tyup 1875 -
Yalta 1958). Tra le sue numerose opere il racconto Il giardino (pieno
di riferimenti alla rivoluzione del 1905), il romanzo Masse, macchine,
materie prime (1936) che ha sullo sfondo la prima guerra mondiale
e due romanzi che esaltano le imprese dell’Armata Rossa nella se-
conda guerra mondiale: La breccia di Brusilovsk (1943) e I cannoni
hanno preso la parola (1944). RUSSIA
CARLO SGORLON (Cassacco 1930 - Udine 2009). Nel 1985 vin-
ce il premio Strega con L’armata dei fumi perduti. Il libro s’ispira
alla presenza dei cosacchi in Italia al seguto dei nazisti durante la
seconda guerra mondiale. Tra gli altri suoi libri di guerra La foiba
grande (1992) e La malga di sir (1997) che ricostruisce la vicenda
dei partigiani della brigata Osoppo (tra loro Guido Alberto Pasoli-
ni, fratello di Pier Paolo) uccisi da partigiani comunisti. ITALIA
IRWIN SHAW (New York 1913-1984). Nelle sue opere una de-
cisa condanna della guerra e della società borghese americana.
In particolare nella commedia seppellire i morti (Bury the dead,
1936) e nel romanzo I giovani leoni (The young lions, 1948). USA
ROBERT EMMET SHERWOOD (New York 1896 - 1955). Dopo
avere preso parte alla prima guerra mondiale scrive la comme-
dia antimilitarista Annibale alle porte (The road to Rome, 1927).
Con il ripresentarsi della minaccia bellica riprende le posizioni
antimilitariste con Delizia d’idiota (Idiot’s delight, 1936). Nel 1940
condanna l’aggressione sovietica alla Finlandia con Non vi sarà
notte (There shall be no night). USA
FRANS EEMIL SILLAMPÄÄ (Hämeenkyrö 1888 - Helsinki
1964). Raggiunge il successo con santa miseria, romanzo che ha
sullo sfondo la guerra civile in Finlandia. Nel 1939 gli viene asse-
gnato il premio Nobel. FINLANDIA
CLAUDE SIMON (Madagascar 1913 - Parigi 2005). Tra le sue
opere più celebri La strada delle Fiandre (La route des Fiandres,
1960) sulla disfatta francese del 1940. Premio Nobel per la lettera-
tura nel 1985. FRANCIA
KONSTANTIN MICHAILOVIč SIMONOV (Pietrogrado 1915
- Mosca 1979). Corrispondente di guerra durante l’ultimo confit-
to mondiale, ha riportato le sue esperienze belliche nel romanzo
Giorni e notti (1944) e nella raccolta di poesie Con te e senza di te
(1944). Scrittore dichiaratamente di regime, è autore anche della
Guarnigione immortale (1956) e di soldati non si nasce (1964).
RUSSIA
JOSEF ŠKVORECKÝ (Náchod 1924 - Toronto 2012). Nel suo
primo romanzo, I codardi (1958), rievoca con toni antieroici le ul-
time fasi della guerra e dell’occupazione nazista. Con Battaglione
di carristi (1971) prende in giro la vita militare degli anni 50’. RE-
PUBBLICA CECA
IVAN SERGEEVIč SMELEV (Mosca 1873 - Parigi 1950). Tutti i
suoi romanzi giovanili – La disgregazione (1907), Il cittadino Uklej-
kin (1908) e Memorie di un cameriere (1911) – hanno per sfondo
la rivoluzione del 1905. Entrato nell’Armata bianca nel 1917, ne
descrive lo sfacelo nel romanzo Il sole dei morti (1923). Altre le
opere successive risentono delle terribili esperienze della guerra
civile. Tra queste, su una vecchietta del 1927. RUSSIA
MICHAIL ALEKSANDROVIč ŠOLOKOV (Rostov 1905
- 1984). Dopo avere partecipato alla guerra civile combattendo in
una banda cosacca bolscevica, racconta le gesta dei cosacchi nei
Racconti del Don (1925), e nel monumentale romanzo Il placido
Don (1928-1940) suddiviso in quattro parti: Il placido Don, La guerra
continua, I rossi e i bianchi e Il colore della pace. Nel 1965 gli viene
conferito il premio Nobel per la letteratura. RUSSIA
OSVALDO SORIANO (Mar de la Plata 1944 - Buenos Aires 1997).
Tra le sue opere, La resa del leone (A sus plantas rendido un león,
1988) che ha sullo sfondo la guerra delle Malvinas. ARGENTINA
CARL ERIK MARTIN SOYA (Copenaghen 1896-1977). Nei
suoi drammi Frammenti di un campionario (1940), A trent’anni di
distanza (1944) e Libera scelta (1945) tutta la delusione e lo scetti-
scimo degli anni della seconda guerra mondiale. DANIMARCA
MARIO SPINELLA (Varese 1918 - Mlano 1994). Studioso del
marxismo e della psicanalisi, annovera tra le sue opere Memorie
della resistenza (1974). ITALIA
FRáňA ŠRáMEK (Sobotka 1877 - Praga 1952). La sua produ-
zione poetica risente dell’esperienza traumatica della prima guerra
mondiale. Tra le sue raccolte, La cateratta (1923), Risuona ancora
(1933) e Ferite, rose (1945). REPUBBLICA CECA
STENDHAL, pseudonimo di Henri Beyle (Grenoble 1783 - Parigi
1842). Nel romanzo La certosa di Parma (1839) il giovane protago-
nista si esalta per gli ideali di Napoleone, segue l’armata imperiale e
assiste alla disfatta di Waterloo. FRANCIA
GIANI STUPARICH (Trieste 1891 - Roma 1961). Tra i suoi libri
Colloquio con mio fratello (1925) dove ricostruisce la morte del fra-
tello Carlo che, volontario nella prima guerra mondiale, si suicidò per
non essere fatto prigioniero dagli austrici. Altra interessante testimo-
nianza Guerra del 15. Dal taccuino di un volontario (1931). ITALIA
WILLIAM STYRON (Virginia 1925 - Massachusettes 2006). Il
suo romanzo breve La lunga marcia (The long march, 1956) è def-
nito dalla Garzantina un’aspra rappresentazione dell’ “universo con-
centrazionario” dell’esercito. USA
BERTHA KINKÝ baronessa VON SUTTNER (Praga 1843
- Vienna 1914). Un’intera vita dedicata alla causa pacifsta. Celebri
il suo romanzo Giù le armi! (Die Waffen nieder!, 1889) e la rivista
omonima pubblicata dal 1894 al 1900. Nel 1905 le viene conferito il
premio Nobel per la pace. AUSTRIA
IGINO TARCHETTI (Alessandria 1839 - Milano 1869). Abban-
donata la carriera militare, si stabilisce a Milano e si dedica alle let-
tere. Tra le sue opere il romanzo violentemente antimilitarista Una
nobile follia del 1867. ITALIA
TORQUATO TASSO (Sorrento 1544 - Roma 1595). Tema centrale del suo poema epico Gerusalemme
liberata (1565-1575) è la prima crociata e la vittoria dei cristiani che sconfggono i saraceni e liberano il
Santo Sepolcro. ITALIA
ALESSANDRO TASSONI (Modena 1565 - 1635). Nel suo poema comico La secchia rapita (1624)
una guerra tra Bologna e Modena scoppiata per futili motivi nel XIII secolo. ITALIA
DELIO TESSA (Milano 1886-1939). Tra le sue raccolte poetiche uscite quasi tutte postume spicca Ca-
poretto 1917. ITALIA
JORGOS THEOTOKAS (Istanbul 1906 - Atene 1966). Nel suo romanzo più celebre, Leonis (1940),
rievoca la fanciullezza a Costantinopoli durante la prima guerra mondiale. GRECIA
MARIO TOBINO (Viareggio 1910 - Agrigento 1991). Noto soprattutto per i libri connessi alla professio-
ne di psichiatra, è autore anche di due libri di argomento bellico: Il deserto della Libia (1951), suo diario di
guerra, e Il clandestino (1962), romanzo sulla resistenza in Versilia. ITALIA
ERNST TOLLER (Potznań 1893 - New York 1939). Partito volontario per la guerra, opta ben presto
per il pacifsmo ed entra nel movimento spartachista dove assume importanti incarichi. Nei suoi drammi il
fallimento irrimediabile del genere umano. Il pastore Hall (Pastor Hall, 1939) in particolare ha sullo sfondo
le persecuzioni naziste. GERMANIA
LEV NIKOLAEVIč TOLSTOJ (Jasnaja Poliana 1828 - Astapovo 1910). Fresco di laurea partecipa,
dal 1851 al 1853, alla guerra contro il Caucaso, prima come volontario, poi come uffciale di artiglieria.
Questa esperienza gli ispira diversi racconti, in particolare L’incursione (1853) dove viene descritto nei
dettagli l’assalto da parte di un battaglione russo a un villaggio caucasico. Partecipa in seguito alla guerra
di Crimea. Il disastro a cuoi va incontro l’esercito russo gli ispira altri racconti di guerra: ll taglio del bosco
(1855), La tempesta di neve (1856), I due ussari (1856) e soprattutto i Racconti di Sebastopoli (1856) che
suscitano molte polemiche per la cruda descrizione della guerra e per come vi vengono ridicolizzati gli uff-
ciali per il loro comportamento tutt’altro che eroico. Ritiratosi nella sua tenuta inizia a scrive Guerra e pace
(1863-1869) che ha per sfondo la rivolta dei decabristi, la prima campagna contro Napoleone culminata
nella sconftta di Austerlitz del 1805, e la riscossa, nel 1812, del popolo russo a difesa della propria terra.
Dopo il grande successo di Guerra e pace e di Anna Karenina (1873-1877) continua la sua attività letteraria
(Resurrezione uscirà nel 1899) facendosi paladino degli oppressi e maturando teorie sulla nonviolenza che
piacciono al giovane Gandhi. RUSSIA
CLARLES TOMLINSON (Londra 1873-1953). Tra i suoi romanzi Tutti i nostri ieri (All our yesterdays,
1930), una riuscita testimonianza sulla prima guerra mondiale. GRAN BRETAGNA
GEORG TRAKI (Salisburgo 1887 - Cracovia 1914). Fin da giovane fa uso di droghe. Laureato in farma-
cia, partecipa alla prima guerra mondiale come uffciale dei reparti di sanità e assiste da solo un centinaio di
feriti gravissimi durante la feroce battaglia di Grodek. Sconvolto, tenta il suicidio. Viene salvato in extremis e
ricoverato nell’ospedale psichiatrico di Cracovia. Una settimana dopo riesce a uccidersi con una overdose
di cocaina. Postuma, esce nel 1915 la sua seconda raccolta di poesie, Il sogno di Sebastiano (Sebastian in
Traum). La prima, Poesie (Gedichte), era uscita nel 1913. AUSTRIA
TUCIDITE (Atene 460 - 400 a.C.). Precursore della “storia politica” nel 431 inizia la stesura della Guerra
del Peloponneso, opera colossale che raccontaun ventennio (dal 431 al 411) della guerra che contrappose
Atene e Sparta per trent’anni. GRECIA
ALEKSANDR TRIFONOVIč TVARDOVSKIJ (Smolensk 1910 - Mosca 1971). Due sue raccolte
di poesie hanno per tema la guerra. In Vasilij Tërkin (1941-1945) un uomo qualunque è alle prese con gli
aspetti terribili della guerra. Nella Casa sulla strada (1946) ne sono
vittime un soldato e la sua coraggiosa moglie. RUSSIA
MIGUEL DE UNAMUNO (Bilbao 1864 - Salamanca1936).
Tra le sue numerose opere l’autobiografca Pace nella guerra (Paz
en la guerra, 1897) sulla guerra civile carlista. SPAGNA
FRITZ VON UNRUH (Coblenza 1885 - Diez 1970). Cresciuto
in una famiglia aristocratica prussiana di tradizioni militariste, ade-
risce al pacifsmo dopo l’esperienza della prima guerra mondiale
a cui partecipa e di cui lascia due grandi testimonianze: il poema
drammatico Prima della decisione (Vor der Entscheidung, 1919)
sulla battaglia della Marna e il racconto Marcia al sacrifcio (Op-
fergang, 1919) sugli orrori della battaglia di Verdun. Prima della
conversione al pacifsmo aveva scritto Uffciali (Offziere, 1912),
tentativo, per quanto critico, di difendere la mentalità prussiana.
GERMANIA
ROGER VAILLAND (Parigi 1907 - Ain 1965). Militante comu-
nista dal 1952 al 1956, il suo romanzo d’esordio, Uno strano gioco
(Drôle de jeu, 1945) ha per tema la resistenza a cui prende parte
dopo essere stato corrispondente di guerra per Paris-midi e Paris-
soir. FRANCIA
VLADISLAV VANčURA (Opava 1891 - Praga 1942). Tra le
sue numerose opere il romanzo antimilitarista Campi narrativi e di
battaglia del 1925. REPUBBLICA CECA
MARCELLO VENTURI (Seravezza, 1925 - Alessandria 2008).
Parecchi suoi libri s’ispirano alla guerra. I più noti sono Dalla Sirte
a casa mia (1952), Bandiera bianca a Cefalonia (1963) e la raccol-
ta di racconti Gli anni e gli inganni (1965). ITALIA
VERCORS, pseudonimo di JEAN BRULLET (Parigi 1902-
1991). Si afferma nel 1942 con il racconto Il silenzio del mare (Le
silence de la mer) che viene pubblicato clandestinamente. Ne è
protagonista un uffciale tedesco la cui indole fa presagire una
possibile fratellanza ideale e culturale tra Francia e Germania.
Contro questo racconto si scagliarono parecchi intellettuali impe-
gnati nella resistenza, primo fra tutti Jean-Paul Sartre. Nei romanzi
successivi Il cammino verso le stelle (La marche à l’étoile, 1943)
e Le armi della notte (Les armes de la nuit, 1946) è messa in evi-
denza la degradazione umana causata dagli orrori della guerra.
FRANCIA
VIKENTIJ VIKENT’EVIč VERESAEV, pseudonimo di V.
V. SMIDOVIč (Tula 1867 - Mosca 1945). Celebri i Racconti di
guerra (1906) e Alla guerra (1908) dove racconta la sua espe-
rienza di medico militare durante la guerra russo-giapponese del
1904-1905. RUSSIA
ĚMILE VERHAEREN (Anversa 1855 - Rouen 1916). Allo scop-
pio della prima guerra mondiale, canta le lotte del proprio paese
invaso dai tedeschi in tre raccolte di poesie: Il Belgio sanguinante
(La Belgique sanglante, 1915), Le ali rosse della guerra (Les ailes
rouges de la guerre, 1916) e Le famme alte (Les fammes hautes,
1917, postumo). BELGIO
RENATA VIGANÒ (Bologna 1900-1976). Il suo romanzo ne-
orealistico L’Agnese va a morire (1949) è fra i più intensi della
letteratura italiana ispirata alla resistenza. ITALIA
ALFRED DE VIGNY (Turenna 1797 - Parigi 1863). Nell’auto-
biografco Servitù e grandezza militari (Servitude et grandeur mi-
litaires, 1835) rievoca la propria esperienza di uffciale ed eviden-
zia il declino di questa professione una volta considerata “eroica”
FRANCIA
PUBLIO VIRGILIO MARONE (Mantova 70 - Brindisi 19 a.C.).
Su suggerimento di Augusto, Virgilio scrive l’Eneide per celebrare
la gens Iulia discendente di Enea. Ispirandosi all’Odissea vi nar-
ra i viaggi per mare di Enea e la sua storia d’amore con Didone.
Ispirandosi all’Iliade vi narra le cruente battaglie che Enea deve
affrontare una volta sbarcato in Italia. ITALIA
VSEVOLOD VITAL’EVIč VISNEVSKI (Pietroburgo 1900 -
Mosca 1951). La sua fama è legata a varie opere drammaturgiche
ispirate alla guerra civile: La prima armata a cavallo (1929), L’ul-
timo decisivo (1931), Battaglia in occidente (1933) e La tragedia
ottimistica (1933). RUSSIA
HUGH WALPOLE (Nuova Zelanda 1884 - Cumberland 1941).
La sua opera migliore, La tetra selva (The dark forest, 1916), narra
vicende di guerra per lo più autobiografche. GRAN BRETAGNA
EVELYN ARTHUR WAUGH (Londra 1903 - Somerset 1966).
Marinaio della Royal Navy in Medio Oriente durante la seconda
guerra mondiale, è autore di una fortunata trilogia antimilitarista:
Uomini alle armi (Men at arms, 1952), Uffciali e gentiluomini (Off-
cers and gentlemen, 1955) e Resa incondizionata (Unconditional
surrender, 1961). GRAN BRETAGNA
ERNST WEISS (Brno 1884 - Parigi 1940). Assertore di un pato-
logico comportamento del genere umano, riporta la sua esperien-
za bellica come chirurgo nella Lotta (Der Kampf, 1916) e analizza
la fgura di Hitler nel romanzo Il testimone oculare (Der Augenzeu-
ge) uscito postumo nel 1963. Si suicida all’ingresso dei nazisti a
Parigi. AUSTRIA
FRANZ WERFEL (Praga 1890 - California 1945). Tra le sue
opere I quaranta giorni del Mussa Dagh (Die vierzig Tage des Musa
Dagh, 1933), resoconto della persecuzione degli armeni cristiani
da parte dei turchi durante la prima guerra mondiale. AUSTRIA
JOHN WHITING (Wiltshire 1917 - Sussex 1963). Parecchie
sue opere teatrali hanno per argomento la guerra. Due in partico-
lare: Un penny per una canzone (A penny for a song, 1951) che ha
sullo sfondo le guerre napoleoniche e Canzone militare (Marching son, 1954) che ha per protagonista un
generale tedesco indeciso se suicidarsi o affrontare il processo. GRAN BRETAGNA
WALT WHITMAN (New York 1818) - New Jersey 1892). La sua megaraccolta poetica Foglie d’erba
(Leaves of grass) a cui lavorò tutta la vita contiene parecchi riferimenti ai tre anni in cui si prodigò come
infermiere negli ospedali da campo durante la guerra civile americana. Nel 1882 escono i suoi ricordi di
guerra Giorni scelti (Specimen days). USA
ERNST WIECHERT (Kleinort 1887 - Zurigo 1950). Dopo l’esperienza della prima guerra mondiale,
esprime la sua disperazione nel Giorno dei morti (Der Totenwolf, 1924). Per le sue proteste contro il tota-
litarismo e il razzismo del regime nazista viene imprigionato per due mesi nel campo di Buchenwald. Da
questa triste esperienza nasce La selva dei morti (Der Totenwald, 1945). GERMANIA
OLE WIVEL (Copenaghen 1921-2004). Tra le sue raccolte di poesie, Nel segno del pesce (1948) che
risente dell’esperienza del nazismo e della resistenza. DANIMARCA
EVGENIJ IVANOVIč ZAMJATIN (Lipeck 1884 - Parigi 1937). Tra le sue opere il romanzo breve In
capo al mondo (1914) per il quale subisce un processo per “antimilitarismo e idee sovversive”. RUSSIA
CARL ZUCKMAYER (Nackenheim am Rhein 1896 - Svizzera 1977). Numerose sue opere teatrali han-
no per sfondo la guerra. Il capitano Köpenick (Der Hauptmann von Köpenick, 1931) è una satira dell’ottuso
militarismo del periodo guglielmino. Il generale del diavolo (Des Teufels General, 1946) ha per protagonista
un generale nazista che, in crisi di coscienza, si suicida. Il canto nella fornace (Der Gesang im Feuerhofen,
1950) è ispirato alla resistenza francese. La luce fredda (Das kalte Licht, 1955) ha invece sullo sfondo la
bomba atomica. GERMANIA
ARNOLD ZWEIG (Slesia 1887 - Berlino 1968). L’esperienza traumatica della battaglia di Verdun duran-
te la prima guerra mondiale lo porta a un impegno socio-politico. Tra i suoi romanzi La grande guerra dei
visi pallidi (Der grosse Krieg der weissen Männer), La questione del sergente Grischa (Der Streit um den
Sergeanten Grischa, 1927) incentrato sull’inutile fucilazione di un prigioniero russo ed Educazione davanti
a Verdun (Erziehung vor Verdun, 1935). GERMANIA
Una lapide simbolo
dell’idiozia della guerra:
quella sulla chiesa
di Scorcetoli (Massa)...
con le sue due parole chiave:
COMPIANTO e INFAMIA
questa bibliografa deve molto alla
arzantina
g
Letteratura
della
Troppo grande il contrasto
tra la bestialità della guerra
e la pace paradisiaca dei cimiteri
di guerra: il tentativo di accantonare
la bestialità con cui li abbiamo fatti morire
e di restituire loro dignità umana.
Nei boschi e nelle radure dove tanti uomini di oggi “giocano” alla guerra mettiamo,
quando hanno fnito di “giocare”, croci e lapidi per almeno simulare una doverosa
restituzione di dignità umana.

You're Reading a Free Preview

Download
scribd
/*********** DO NOT ALTER ANYTHING BELOW THIS LINE ! ************/ var s_code=s.t();if(s_code)document.write(s_code)//-->