You are on page 1of 24

SABATO 2 LUGLIO 2011

SUPPLEMENTO SETTIMANALE DE IL MANIFESTO

ANNO 14 N. 26

QUARANTANNI FA MORIVA MORRISON, ICONA PREZIOSA DEL ROCKNROLL. LE SUE CANZONI HANNO APERTO PORTE CHE LA MUSICA NON HA PI RICHIUSO. UN RICORDO DELLARTISTA NELLE PAROLE DI JOHN DENSMORE, BATTERISTA DEI DOORS, DI CUI ESCE PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA LAUTOBIOGRAFIA. HAI REALIZZATO LA TUA PROFEZIA, ANCHE SE SEI DOVUTO MORIRE PER DIFFONDERE IL MITO DELLA NOSTRA BAND
... a pagina 11
CLINICHE DELLA GIOVINEZZA ULTRAVISTA:YOUSRAMOURAD BEN CHEIKH ANTI-MOURINHOCHIPS&SALSAULTRASUONI: ROCKSTAR PER CASO VESUVIO AMBIENT TALPALIBRI: CARLO LEVI RITRATTI ROMANI SNELL HOBSBAWM A. SCHMIDT MARKARIS FRASCA SORTINO ROVINE DI MILANO/4

di Beatrice Cassina

n approccio medico innovativo di anti-aging, che sposa nutrizione e termalismo con le discipline mediche davanguardia - biologia molecolare, genetica e medicina predittiva - per dar vita a un programma di ringiovanimento.... una pubblicit, un comunicato qualunque - ma reale - che pubblicizza una vacanza in uno dei tanti paradisi che vendono la vaga illusione che il percorso biologico e naturale dellinvecchiamento possa essere combattuto e addirittura arrestato. questo solo un assaggio della strada che porta al luccicante regno dellAmortality, raccontato dalla giornalista Catherine Mayer attraverso una ricerca molto accurata, nel libro Amortality: The Pleasure and Perils of Living Agelessly, ed. Vermillion (Amortalit: il Piacere e i Pericoli di vivere senza et). Lindagine partita da uno dei regni indiscussi dellapparenza e della bellezza artificiale: Las Vegas. La citt dove si ricreano magicamente, in pochi mesi e in formato mega-hotel, citt o profili di epoche del mondo antico, moderno, futuro o delle favole, sempre e comunque resi in una soluzione da parco giochi. A Las Vegas, camminando sotto lo spesso impietoso sole della Strip, si passa da una Venezia dei Dogi con tanto di canali e gondole, alla Roma quasi imperiale di Cesare, a una Parigi di fine Ottocento con la Tour Eiffel, a una Manhattan costellata di grattacieli, fino alla magia del regno incantato di Excalibur. Catherine Mayer sottolinea da subito un paradosso ironico: tanto larchitettura di Las Vegas fantasiosa e sempre unica nel suo stile e nei suoi riferimenti, quanto le persone che scelgono di vivere qui sono invece molto simili: tutte similmente abbronzate, con nasi similmente rifatti, sopracciglia similmente ridisegnate, labbra similmente rigonfiate. Con una voce simpatica e dal classico accento inglese, Catherine Mayer spiega di aver sentito la necessit di scrivere un libro di questo genere perch descrive molto, molto pi di quello che il desiderio, assolutamente comprensibile, di resistere allinvecchiamento, e molto pi delle molte tecnologie che ci aiutano a ottenere certi risultati. Il problema maggiore credo sia che vivere agelessly stia modificando in modo profondo le nostre vite, il modo in cui ci inseriamo nel mondo del lavoro, del divertimento, nel mondo familiare, nelle relazioni damore, il modo in cui si vive la giovinezza, la vecchiaia e tutte le altre stagioni della vita. Lidea fondamentale spiegare che alcune persone non hanno pi aspettative convenzionali rispetto allet, e non vivono pi seguendo un processo naturale. Non a caso, parlando al telefono soli pochi giorni dopo la vittoria delle sinistre in Italia, e la conseguente sconfitta di Mr. Berlusconi, lautrice sottolinea ci che ha scritto del premier italiano in una piccola parte del libro, in cui racconta uno scambio di battute con Putin in cui Berlusconi, che finanzia la ricerca di tecnologie per lestensione della vita, sostiene di volere e poter vivere fino a 130 e pi anni. Lui una delle persone che pensano di poter vivere molto pi a lungo del previsto. Ma, se si pensa di poter vivere pi a lungo, anche se sembra strano, dobbiamo considerare che

questo avr certamente qualche conseguenza. Per esempio, che le persone che hanno gi molto potere e molti soldi ne avranno sempre di pi. E la cosa mi fa un po paura. Nella circostanza citata nel libro, Mr. Berlusconi stava parlando con Vladimir Putin. E qui davvero non so bene di chi si debba avere pi paura. Per ora comunque, e credo in Italia ne sarete felici, non sono stati realmente trovati modi per fermare let. Intanto a Las Vegas ci stanno provando con ogni mezzo. Proprio qui, infatti, linvecchiamento non solo non consentito, ma addirittura volontariamente ignorato. Al numero 851 di Rampart Boulevard, circondata da prati verdi in mezzo al deserto, sta proprio una delle cliniche specializzate nel restauro strutturale e ormonale del corpo umano degli over fifty: il Cenegenics Medical Institute. Catherine Mayer, in questa clinica di Las Vegas, ci arrivata. La ricetta vincente proposta a tutti, quella di ununica e bilanciata combinazione di alimentazione, esercizio fisico e unottimizzazione di ormoni. La giornalista si quindi sottoposta a visite ed esami; alcuni test costano 3400 dollari, ma si pu scegliere per una consultazione gratuita. Il risultato finale non stato pessimo, ma ha comunque bisogno di qualche aggiustatina. Miss Mayer deve perdere circa 7 chili e sottoporsi a unintensa attivit fisica, anche perch le hanno trovato un grasso viscerale invisibile a occhio nudo. Per concludere, la cura consigliatale comprende lassunzione di due ormoni steroidei in pastiglia e testosterone in crema. Ma si potrebbe anche poi assumere lormone estradiolo, per aumentare la densit delle ossa. La spiegazione a tutti questi ingarbugliamenti di ormoni da assumere, sostituire, aggiungere, sta semplicemente nel fatto che lassunzione di ormoni pu farci tornare al nostro scoppiettante stato giovanile. La popolazione timbrata Cenegenics ottiene risultati sorprendenti a livello fisico ma, ricorda la Mayer, lo stesso motivo per cui gli atleti della Germania dellEst vincevano cos tanti ori alle Olimpiadi. Il testosterone e altri ormoni prescritti ai pazienti Cenegeni-

cs lavorano sulla massa muscolare, ma possono per produrre un alto livello di colesterolo, ritenzione idrica e rovinare molto la pelle. Quindi, oltre a unattenzione maggiore per il proprio corpo, che comprende giustamente movimento e dieta, le cure proposte ed seguite da questa popolazione di fantatrentacinquenni, tutti in tutine da ginnastica semi-attillate (tra cui spicca una ristrutturata Suzanne Somers, la biondina di Tre Cuori in Affitto), sono fondamentalmente basate su ormoni. Tra i medici di questa clinica, dai risvolti quasi simili a un fanatismo religioso, c il settantaduenne dottor Jeffrey Life, che ha intrapreso una grande campagna pubblicitaria ed chiamato da tutti Jeff Six-pack, a causa dei tonicissimi addominali di cui va parecchio fiero e di cui, anche ventenni in forma, potrebbero essere invidiosi (Dottor Life ha anche un sito web, www.drlife.com). Gi, gli amortali vanno fieri del proprio aspetto fisico, che curano spesso a livelli maniacali, sono sempre impegnati in attivit sportive, non vanno mai in pensione ma preferiscono continuare a lavorare, hanno una vita sessuale assolutamente invidiabile, spesso anche grazie a pastiglie colorate, non si chiedono mai se i loro comportamenti sono adeguati alla propria et perch, di fatto, per loro parlare di et tanto fuori luogo e fuori moda. Ho parlato di Las Vegas nel libro - dice la giornalista - ed davvero surreale, essere in un posto dove tutti, sembrano uguali... una sorta di visione utopica del futuro. LOccidente intanto si sta adeguando a questa brutta dipendenza e, anche lItalia, si sta rapidamente mettendo al passo. LItalia, che sempre stato un paese con tradizioni forti, e in cui erano i genitori e la chiesa a dirti come dovevi vivere, oggi un paese che si trovato in una situazione allestremo opposto, dove non c pi controllo, ed quindi diventato un territorio molto favorevole per vivere senza et, o almeno provarci. un paese dove la plastica del viso, per esempio, comincia a prendere sempre pi piede. Nelle piccole cose, e nei piccoli e costanti cambiamenti, si possono trovare i cenni di quello che ci si potr aspettare. Le facce che vedi nelle tante tv di Mr. Berlusconi, o addirittura in parlamento, mandano messaggi, sono influenze importanti. Se le facce delle persone che tu vedi in tv hanno fatto una plastica, le tue aspettative saranno che, prima o poi, vorrai veramente essere cos, e fare la plastica sar la cosa pi normale del mondo. Sono cambiamenti molto lenti, molto profondi e, soprattutto, non facilmente cancellabili. Il cliente tipo che arriva nel centro di Cenegenics di Las Vegas, per esempio, spesso fuori forma ma poi, seguendo una disciplina ferrea fatta di molto esercizio, di unalimentazione controllata, di ormoni studiati ad hoc, arriva velocemente ad avere una salute migliore e un fisico pi tonico. Per le dosi di ormoni restano ancora molti dubbi, ma per ora nessuno ha troppa voglia di prestarci attenzione. Tutto era cominciato negli anni Novanta, a seguito di un breve studio del dottor Rudman; gli ormoni erano stati allora indicati dal New

England Journal of Medicine come ottimi supplementi per aumentare la massa muscolare senza effetti collaterali, nonostante lo stesso studioso avesse invece avanzato qualche perplessit a causa della breve durata della sperimentazione. Nel 2003 la stessa rivista scientifica tornava sullargomento presentando questa volta sospetti che il cosiddetto ormone della crescita (muscolare), potesse anche accelerare la crescita di cellule tumorali. Nonostante questi moniti, lindustria dellormone non si davvero mai fermata. Il fatto che lunico modo davvero documentato per allungare la vita sia comunque di contenere e regolare lassunzione di calorie (da esperimenti fatti non su luomo ma su piccoli organismi) ha quindi fatto accogliere con grande entusiasmo il resveratrolo, una sostanza che si trova nelluva e che pare sia in grado di regolare il metabolismo. Ma, anche questa volta, la pozione magica non ha funzionato, perch il resveratrolo per ora ha creato seri problemi ai reni di alcuni pazienti. No, lelisir di lunga-infinita vita ancora non esiste perch, per ora, ogni supplemento che sembra poter fermare linvecchiamento anche lo stesso che ci pu uccidere. Gli amortali, spiega Catherine Mayer nelle 296 pagine del libro, hanno creato un mondo in cui tante cose sono cambiate o, meglio, sono state totalmente cancellate. Le religioni si sono indebolite, non sono pi seguite come in passato, e

neanche sono di conforto nellaccompagnarci lungo le varie stagioni della vita. Non si pi in grado di accettare il pensiero della morte e della fine come realmente possibile. Un amortale viaggia, fa psicoterapia, cerca e trova nuove ed emozionanti esperienze sessuali, come lo scambio di coppia, la ricerca di avventure di una notte e/o di gruppo, partecipa a seminari sul sesso dove impara nuove pratiche e trova possibili amici/amiche. Gli ammortali cercano poi avventure con partner molto pi giovani di loro e, anche per questo motivo, sono intrappolati nella continua ricerca di un fisico impeccabile, quello forse di trentanni o pi fa. Lamortale, dice la Mayer parafrasando il tu vali della pubblicit di una nota marca di cosmetici, compra, quasi ad occhi chiusi, ogni possibile soluzione magica che promette di fermare linvecchiamento, senza per altro preoccuparsi di capire se ci sono concreti elementi di veridicit. E il soggetto amortale, per finire, decide di vivere in strani luoghi chiamati Sun City, dove si pu andare ad abitare solo ed esclusivamente nel caso si sia pi vecchi che giovani. Si deve essere over 50, 60, perch chiunque sia pi giovane di quellet non potr avere mai diritto di comprare casa o vivere in una delle pi di 50 Sun City presenti negli Stati Uniti. Queste persone, questi amortali, non arrivano a Sun City per vivere in pace gli ultimi anni del-

la propria esistenza, ma con laspettativa di una nuova vita. Forse addirittura di una nuova giovent. Non cercano e non vogliono vivere in una comunit con persone giovani perch, dice Skinner, una vedova sessantenne, se vivi in una comunit mista, dove ci sono coppie sposate, impegnate con i loro bambini, non tinvitano a cena, e non diventeranno mai tuoi amici.... Sun City cancella quindi let perch di et, qui, ne esiste una sola. Lassenza di giovent - spiega quindi lautrice - permette di avere una potente illusione di essere senza et e quindi in un luogo temporale in cui molte delle fasi della vita possono davvero riaccadere. I residenti di Sun City si sentono e quindi diventano meno vecchi. Ma resta che questa censura, questa chiusura di ogni rapporto con il mondo che cresce e si trasforma, paradossalmente proprio una chiusura ermetica nei confronti del mondo che realmente vive. Alcuni amortali poi, credono addirittura che, attraverso la scienza, riusciranno davvero a fermare la morte. Una cosa decisamente strana, ma ad ogni convinzione particolarmente audace o folle, sottost anche una spiegazione.

Sottotitolo del libro The Life Plan: Come ogni uomo pu acquisire una salute duratura, una intensa vita sessuale e un corpo pi forte e pi snello

Arrestare linvecchiamento, ringiovanire, allungare la vita, addirittura sconfiggere la morte... il nuovo sogno su cui prosperano cliniche specializzate nel restauro strutturale e ormonale del corpo umano degli over 50. Lo ha esplorato e descritto in un libro la giornalista Catherine Mayer

AMORTALIT: IL PIACERE E I PERICOLI DI VIVERE SENZA ET

Chi ha paura delle rughe?

2) ALIAS N. 26 - 2 LUGLIO 2011

Ci credono, e sono in tanti. Molto arrivano dal mondo dellinformatica e della tecnologia, e s - dice con tono perplesso e forse un po divertito la giornalista - tanti pensano di poter realmente estendere la vita allinfinito. una specie di religione alternativa, per certe persone. Mentre facevo ricerca per il libro, mi sono ritrovata molte volte a pensare che fosse tutto molto divertente. Ma una cosa che invece mi ha fatto molto arrabbiare, infuriare, stato che, in paesi come Stati Uniti, Italia, Inghilterra, in Occidente insomma, riusciamo a sopportare facilmente che la gente povera viva meno, abbia pi problemi di salute, si nutra male, invecchi male e pi velocemente, e che muoia prima. E questo davvero inaccettabile. Ma per i clienti della fabbrica della giovinezza perenne, che diventano sempre pi numerosi e in cui gli uomini rappresentano una buona percentuale, lapparenza diventata davvero di vitale importanza. A me per esempio, in unaltra clinica che si occupa di plastiche, hanno detto che avrei dovuto fare una plastica al collo, alla fronte, a anche naso. Ma io ho avuto questo naso tutta la vita - dice ridendo - e mi chiedo come potrei mai cambiarlo, avrei una faccia completamente nuova. Ovviamente, Catherine Mayer ha ascoltato, fatto domande e preso appunti, ma il suo naso rimasto lo stesso. Mi piacerebbe che la gente fos-

Struttura chimica della molecola di Resveratrolo

Il Manifesto
DIRETTORE RESPONSABILE

Norma Rangeri
VICEDIRETTORE

Angelo Mastrandrea Alias


A CURA DI

Roberto Silvestri Francesco Adinolfi (Ultrasuoni), Federico De Melis, Roberto Andreotti (Talpalibri) Con Massimo De Feo, Roberto Peciola, Silvana Silvestri
REDAZIONE

se pi consapevole di se stessa, non pi bella secondo certi schemi estetici fissati da non so chi. Il fatto preoccupante per, che queste nuove filosofie di vita saranno sempre pi ascoltate. come per noi, oggi, prestare attenzione a, per esempio, una persona che ha dei denti molto rovinati. Ne siamo colpiti, oggi attira la nostra attenzione. Ecco, probabilmente la plastica prender sempre pi piede, al punto che sar molto normale, accettabile e necessario farla. La cosa che mi sorprende di pi per che oggi, invece di cercare di liberarci ed essere finalmente quello che vogliamo essere, come se ci imponessimo da soli una strana uniformit.

Oggi non puoi dire con certezza se una persona vecchia, giovane, se uomo, donna... Sono tutti uguali. Piccoli nasi, stesse labbra.... Dopo aver passato molti mesi a contatto con questo mondo, la Mayer tuttavia non condanna totalmente questa ricerca di benessere. Let che avanza non deve essere una scusa per lasciarsi andare, perdere ogni interesse e aspettare la morte. Il trend dellamortalit in accelerazione ma, guardando gli abitanti di Las Vegas, ci sono anche motivi di ottimismo. Gli ammortali ci mostrano quello che le persone pi anziane possono ancora fare ed essere. Preferiscono darsi da fare e lavorare, invece che vegetare. Come dice il dottor Robert Butler, psichiatra e gerontologo, invecchiare, o pi accuratamente, il suo contrario, mantenersi giovani, uno stato mentale che resiste alle misurazioni.

via A. Bargoni, 8 00153 - Roma Info:


ULTRAVISTA

fax 0668719573
ULTRASUONI

fax 0668719573
TALPA LIBRI

tel. 0668719549 e 0668719545


EMAIL

redazione@ilmanifesto.it
WEB:

http://www.ilmanifesto.it
IMPAGINAZIONE

ab&c - Roma tel. 0668308613


RICERCA ICONOGRAFICA

il manifesto
CONCESSIONARIA DI PUBBLICIT

Poster Pubblicit s.r.l.


SEDE LEGALE

via A. Bargoni, 8 tel. 0668896911 fax 0658179764 e-mail poster@poster-pr.it sede Milano via Pindemonte 2 20129 Milano tel. 02 76016293 fax 02 76312360
TARIFFE IN EURO DELLE INSERZIONI PUBBLICITARIE

Pagina 21.000,00 (279 x 433) Mezza pagina 11.600,00 (279 x 213) Colonna 8.200,00 (90 x 433) Mezza colonna 4.700,00 (90 x 213) Piede di pagina grande 8.200,00 (279 x 141) Piede di pagina piccolo 5.800,00 (279 x 93) Quarto di pagina 6.300,00 (137 x 213) Quadrotto 2.300,00 (90 x 93)
POSIZIONI SPECIALI

Coppia manchettes prima pagina 3.500,00 (60 x 40) Finestra di sezione 3.200,00 (90 x 93) IV copertina 22.800,00 (279 x 433)
STAMPA

Sigraf s.p.a. via Redipuglia, 77 Treviglio (Bg) tel. 0363300330 Diffusione e contabilit Rivendite e abbonamenti REDS Rete Europea Distribuzione e servizi viale Bastioni Michelangelo 5/a 00192 Roma tel. 0639745482 Fax. 0639762130
ABBONAMENTO AD ALIAS

euro 70,00 annuale versamenti sul c/cn.708016 intestato a Il Manifesto via A. Bargoni, 8 00153 Roma specificando la causale

In copertina Jim Morrison, 1969

ALIAS N. 26 - 2 LUGLIO 2011 (3

In basso lattrice egiziana Yousra

INTERVISTA YOUSRA, ATTRICE EGIZIANA


CULT

INSOSTENIBILE

LETALE

RIVOLTANTE

Cambiare il mondo con il potere dellarte


Di Claudia Catalli
on intende parlare di politica, ci avverte, probabilmente per via di recenti sue dichiarazioni poco felici. Eppure lattrice egiziana Yousra (allanagrafe Civene Nassim) finir per parlarne lo stesso, tra un sorriso e uno sguardo preoccupato, senza mai scomporsi. appena stata al Taormina Film Fest in veste di giurata insieme al cineasta francese Patrice Leconte e alla collega italiana Maya Sansa: Dopo pochi giorni gi mi sembrano gli amici di una vita, non mi sento affatto unestranea tra loro, forse perch tra noi mediterranei c da sempre grande chimica, e quand cos un piacere lavorare insieme. E insieme hanno premiato Sur la planche della marocchina Leila Kilani, gi passato allo scorso Festival di Cannes: un dramma angosciante sullesplosione di ribellione da parte di due ragazze arabe affamate di libert. Per Yousra lo spunto per raccontarci la condizione femminile nel suo Paese, in cui lei stata una delle prime a sdoganare non senza difficolt la figura di una donna forte e decisa ad emanciparsi, pretendendo di vestire come meglio credesse, ad esempio, convinta che non si debba mai imporre alle persone cosa pensare o indossare. Tanto meno alle donne. Quanto ci ha messo a sentirsi davvero libera? Parecchio. Non stato n un processo immediato, n facile: ho inevitabilmente incontrato ostacoli, ma ho avuto anche la fortuna di conoscere grandi menti e potermi affidare a loro. Devo tutto ai grandi artisti che mi hanno accompagnata nella mia vita e nella mia carriera, lasciandomi addosso come uno stampo dei loro insegnamenti. Io sono fatta di questo, vivo delle esperienze condivise con loro. Per questo continuo a ripetere a chiunque che non bisogna mai dimenticare i maestri, n trattarli come roba vecchia. Sta parlando anche di Youssef Chahine, presumo. Certo, mi piacerebbe che fosse qui oggi, sento il suo spirito sempre con me, mi ha insegnato come rispettare larte. Perch chi fa questo mestiere deve farlo per arte, mai per soldi. Da lui ho imparato la responsabilit di fare arte, la necessit di aprire porte anche difficili, la grinta per andare controcorrente e la determinazione nel credere fino in fondo alle mie scelte. Mi ha fatto diventare una donna coraggiosa, in altre parole. questo il compito del cinema? Infondere coraggio, offrire nuove prospettive? S. Il cinema lo specchio della societ, ne riflette usi e costumi e ne racconta gli avvenimenti, dai mutamenti politici fino alla quotidianit. Attraverso il cinema puoi sentire il potere dellavvenire, come uno tsunami: capisci cosa sta accadendo e hai la possibilit di osservarlo secondo prospettive diverse. Da ambasciatrice dellOnu, tocco con mano da anni problematiche preoccupanti in tutto il mondo, dalla tratta degli umani agli stupri, dalla pedofilia alla violenza, fino allaids, e di queste tematiche ne ho parlato spesso nel mio lavoro, in modi diversi. Dopo trentanni di carriera posso dire che in parte, anche con i registi con cui ho collaborato, siamo riusciti nellintento: abbiamo combattuto il terrorismo, il fondamentalismo e continuiamo ancora oggi a cambiare la mente delle persone, per far capire loro cose importanti. Questo il potere dellarte, cinema compreso.

SOPORIFERO

COSI COSI

BELLO

MAGICO

CLASSICO

CEDAR RAPIDS
DI MIGUEL ARTETA, CON ED HELMS, JOHN C. REILLY, ANNE HECHE. USA 2011

Ci fa un esempio concreto? Siamo arrivati a cambiare la legge sulle avances sessuali in Egitto con un telefilm, A public opinion case. Perch persino una serie tv pu influenzare e addirittura cambiare radicalmente lopinione pubblica. Questa serie parlava di donne che avevano subito violenza, la critica si era subito scagliata feroce contro di noi, dicevano, tra le altre cose, che le donne erano colpevoli di vestirsi in modo svergognato, e altre aberrazioni simili. Tutto questo durante il Ramadan, che dura quattro settimane: finito il Ramadan, lopinione pubblica era gi cambiata, la gente la pensava in modo del tutto diverso. Con un po di coraggio abbiamo cambiato il loro modo di guardare le donne, tanto che di l a poco c stata una sentenza penale come non ce ne erano mai state prima: un caso di violenza sessuale in cui il giudice sembrava quasi aver capito il senso del telefilm con il suo verdetto. Unulteriore dimostrazione di come il serial avesse contribuito a far vedere la condizione femminile da unaltra prospettiva. Come valuta la situazione delle donne in Egitto?

Tim Lippe uomo qualunque di Brown Valley, Wisconsin, non ha mai lasciato la sua citt cos come non mai stato in un albergo e quando si reca a Cedar Rapids per partecipare alla convention del settore assicurativo in rappresentanza della sua compagnia incontra tre colleghi. Dean, Joan e Ronald, veterani della manifestazione lo portano fuori dai limiti della sua regolata esistenza. Miguel Arteta regista di innumerevoli serie tv.

Ho parlato con le donne dei villaggi pi piccoli, e scoperto con piacere persone curiose e vivaci, che vogliono imparare, studiare, istruirsi. Sono affamate di sapere, chiedono spesso di Internet, anche nei posti pi isolati e inimmaginabili. Eppure vanno sempre in giro con il velo. Questo per dire che le donne, soprattutto negli ambienti rurali, sono molti forti, i loro voleri e le loro parole sono ascoltati sia dal marito che dai figli, hanno una forza straordinaria. Anche nellEgitto del Nord hanno grande potere, poi certo nelle citt c il problema del fondamentalismo, che paradossalmente attecchisce proprio l dove c gente pi istruita. quello che va combattuto. Io rispetto chi vuole indossare il velo, ma non tollero limposizione: una donna deve avere il diritto di vestire come crede. Anche se di fatto il velo diventato per alcune pi un costume popolare che un fatto religioso. Pu riflettere la povert o la voglia di proteggersi dagli sguardi indiscreti degli uomini, ad esempio. E poi, certo, pu anche essere segno di mancata istruzione. Questo ci che accade nel nostro Paese, ma anche in Occidente non mi pare che le donne siano serene: vi-

vono lossessione per la bellezza, quando limportante essere belle nel cuore e nella mente, perch la bellezza fisica prima o poi sparisce. Invecchiando io stessa ho imparato tante cose: pi maturi, pi non solo aumenta la tua libert, ma ti arricchisci, impari come dare, amare, rispettare, stare al mondo. Lei unicona del cinema egiziano, cosa pensa dei lavori delle nuove generazioni? Mi interessano molto, trovo abbiano un entusiasmo raro: noi siamo pi classici, i giovani mi affascinano per la loro energia, la passione e quellinconfondibile sentirsi forti che fa bene al cinema, che dovrebbe tenere insieme il meglio del passato e del presente. Una sola cosa mi sentirei di consigliare alle nuove generazioni: attenti, perch la fretta pu far male. Correndo a perdifiato puoi scivolare, meglio camminare lenti ma con prudenza. stato questo il segreto della sua carriera? Esatto. Camminare piano e con grande attenzione, sotto la guida degli straordinari artisti con cui ho avuto la fortuna di lavorare. Alcuni di loro magari non lavorano pi, ma io li sento ancora e li vado a trovare ogni volta che posso. La certezza che ha sempre governato la mia vita che se non hai passato, non hai presente e tanto meno futuro. Quindi anche nella carriera ho sempre sentito e subito limportanza dei simboli, di quelle icone che mi hanno fatto amare davvero il cinema. E poi devo ringraziare amici come Omar Sharif: se mi serve un consiglio importante, da anni, vado da lui. un uomo affascinante e molto saggio, ama i poveri e li protegge e sostiene come pochi altri al mondo. Come procede oggi il cinema nel suo Paese, dopo le scosse rivoluzionarie? Non sta funzionando molto, perch tutto sta cambiando in fretta, anche i temi. Io credo che non si debbano mai esprimere giudizi mentre le cose accadono, ma darsi tempo per riflettere e poi magari farne film. Vedi The hidden wars of Desert Storm, girato dieci anni dopo la guerra del Golfo. Certo, in momenti di rivoluzione necessario documentare cosa accade, anche io ho partecipato a film collettivi come 18 days, con zero budget ma tanta voglia, da parte di tutti gli artisti che ci hanno lavorato, di immortalare il momento senza giudicare.

Di C.C.

THIS IS BEAT - SFIDA DI BALLO


DI ROBERT ADETUYI; CON TYRONE BROWN, MISHAEL MORGAN. CANADA 2011

Dance Movie. Ballerini di strada provenienti da diversi Paesi, si contendono il titolo di Campioni del Mondo alla Beat the world competition di Detroit. Si tratta di una strada per tutti lunga, faticosa e piena di difficolt. Colonna sonora hip hop, numeri acrobatici e tra i nomi e i gruppi che si contendono la finale, Chase Armitage, Stefanie Nguyen, Fusion, Flying Steps di Berlino, il brasiliano Revolustion.

on sono un cineasta militante: mi limito a fare il mio dovere. Cos inizia a raccontarsi il regista tunisino Mourad Ben Cheikh, che incontriamo a Taormina, dove venuto a presentare il suo No more fear. Racconto fedele e vibrante di giorni di fuoco, quelli che hanno visto un paese abituato a chinare la testa per decenni sollevarla di colpo, per gridare, insieme, un decisivo no. No al regime, no ai soprusi, no ai morti ammazzati dalla repressione, no alle paure che costringevano un popolo intero al silenzio e allobbedienza. Niente pi paura, recita il titolo dellopera di Mourad, non a caso. Ci racconta la genesi del film? un film che rovescia tutti gli schemi abituali con cui ho lavorato finora, nato dallobbligo di reagire nellimmediato. Ho preso la telecamera e ho iniziato a girare, senza unidea chiara in testa: lidea si formata toccando la materia stessa. Il giorno in cui ho ritrovato la mia dignit di cittadino non avevo altro desiderio che ritrovare quella da cineasta e usare i ferri del mestiere con senso e orgoglio di cittadino, seguendo listinto del cittadino e dellartista. Perch listinto figlio dei propri desideri e della propria natura cinematografica non disordinato, porta a una certa coerenza. E il film ne la prova: un puro gesto cinematografico, con la coerenza del gesto continuo, non di una riflessione. Alla tavola rotonda sul Maghreb ha parlato del pericolo dellautocensura: anche il suo film ha incontrato questo rischio, magari nelleliminazione di scene di violenza? Non ho inserito tutte le scene violente perch non volevo far passare il messaggio che fossimo in perico-

TRANSFORMERS 3 (3D)
DI MICHAEL BAY; CON SHIA LABEOUF, ROSIE HUNTINGTON-WHITELEY, JOHN TURTURRO. USA 2011

Sam Witwicky deve aiutare i suoi amici Autobots a cercare di sconfiggere definitivamente gli acerrimi nemici Decepticons. Questa volta lo scenario sar lo spazio fra Stati Uniti e Russia, per una sfida che vedr coinvolti anche nuovi personaggi. Intanto Shockwave ha conquistato il pianeta dei Transformers dopo il distacco degli Autobots e dei Decepticons, e regna indisturbato mentre la battaglia sulla Terra sempre pi accesa. Terzo episodio della serie dopo Transformers (2007) e Transformers la vendetta del caduto(2009), il titolo originale Transformers: Dark of the Moon. Nel cast anche John Turturro, John Malkovich, Frances McDormand.

Ma la sospensione del giudizio non partecipazione. Lo , in un certo senso: se mi siedo e osservo ci che accade, valutando attentamente i cambiamenti, partecipo, ma a modo mio. E comunque sostengo molte persone, anche se non lo do a vedere. Progetti in arrivo? Un grande progetto sul popolo arabo, si chiama The Arab with Yousra. Nasce dalla constatazione che gli arabi sono presenti in tutti settori, e in quello che fanno eccellono da sempre. Sono rispettati da tutti e hanno una marcia in pi degli altri. Insomma: se gli arabi riuscissero a connettersi gli uni agli altri con tutto il loro talento e il loro successo, esclusivamente per il bene del loro popolo, credo che il mondo arabo potrebbe arrivare davvero a un livello diverso. Abbiamo in programma circa 400 interviste a tutti questi personaggi arabi in giro per il mondo. Io stessa sto sostenendo e promuovendo questo progetto, che sar una sorta di documentario con delle incursioni di dramma. Poi continuo i miei progetti televisivi e per il Ramadan 2012 uscir un film a episodi con me protagonista.

SEGUE A PAG 10

4) ALIAS N. 26 - 2 LUGLIO 2011

Una grande attrice egiziana e un regista tunisino raccontano del loro impegno di cineasti a fronte dei grandi mutamenti in corso nei loro Paesi. Non so quale nuovo sistema debba esistere, ma quello attuale non va pi bene da nessuna parte

Un partito religioso forte pu esistere, ma non detto che vada al potere. Se cos fosse, non so cosa accadrebbe: portano avanti un doppio discorso, uno per lo zoccolo duro del partito e del popolo, laltro per tranquillizzare il resto della gente. Ora, portare avanti il discorso estremista non allargherebbe la base elettorale, daltra parte non si pu tenere infinitamente un discorso doppio, per cui dovranno scegliere. Come tutti.
Il regista tunisino Mourad Ben Cheikh e una scena dal suo film No More Fear

INTERVISTA MOURAD BEN CHEIKH, REGISTA TUNISINO

Non abbiamo pi paura


lo a girare, mi interessava pi immettere lo spettatore in unesperienza di vita, per condividere ci che abbiamo vissuto noi. Lautocensura non centra nel mio caso: un film un organismo globale, bisogna raccontare senza ripetersi e dare di ogni cosa limpressione giusta. Raccontare la rivoluzione attraverso sguardi di donna: da dove nata la voglia di seguire le sorti delle due forti protagoniste? stata una scelta naturale, non ho pensato di seguire quelle storie per dotare il film di una presenza femminile, tuttaltro: la donna in Tunisia un anello forte della catena sociale. Anche a livello economico, il tessuto sociale tiene perch le donne lavorano e sono impegnate nel sostegno delle famiglie. Questo d alle donne la libert, non le leggi, che pure devono essere applicate. Nella vita di tutti i giorni la donna ha libert perch lavora. Cosa pensa di reazioni come quella dellattrice egiziana Yousra, che ha dichiarato di preferire stare a guardare la rivoluzione, pi che parteciparvi? Ognuno ha le sue motivazioni, preferisco una reazione chiara, come la sua e quella di chi si tira indietro, piuttosto che vedere chi prima cantava le lodi dei dittatori e oggi cerca di cavalcare la rivoluzione. Per fortuna la rivoluzione ha una memoria: si ricorder di chi ha cambiato vestito. Una rivoluzione che ha dimostrato il potere delle immagini, tra Internet e social network... S, abbiamo dato lidea di un consenso che si forma in modo orizzontale, che attraversa tutto un popolo e con mezzi nuovi fa scoprire a chi si sente isolato che ce ne sono tanti come e con lui. Abbiamo dimostrato che il consenso ha nuovi modi di espressione: i tunisini hanno deciso di reagire quando hanno visto in rete le immagini di Sidi Bouzid e di altrove, e quando su Facebook tutti i nostri profili avevano la bandiera al posto della foto personale, un segnale forte. Il ruolo del cinema in tutto questo? Non fare la rivoluzione, ma ricostituire unimmagine collettiva. Siamo stati privati per decenni di ogni mezzo in cui riconoscerci, oggi sento lobbligo di ridare a me stesso e ai tunisini la chance di avere unimmagine fedele di noi stessi. Abbiamo unidentit da costruire e larte fondamentale in questo. Comera il cinema prima della rivoluzione? In Tunisia cerano forse due-tre registi allineati al potere, gli altri eravamo indipendenti e senza mercato. Laiuto del ministero della cultura fondamentale in Tunisia, ma per fare cinema e teatro di qualit non dovevi per forza essere tra i favoriti del regime: Nouri Bouzid dava molto fastidio al potere, ma lo dovevano finanziare per girare per festival e dimostrare che il cinema tunisino esisteva. Il problema vero era misurarsi con la censura che obbligava ad elaborare soggetti in cui cercare di dire senza essere espliciti. Questi filtri finivano per creare unautocensura, ancora pi grave delle imposizioni del potere. E l nuove generazioni di registi? Da qualche anno c stata lesplosione di una forma di produzione libera, in digitale: centinaia di cortometraggi e documentari, espressioni di una nuova generazione fatta di persone e idee nuove, con ricerche artistiche mai viste prima. Per ora c tanta quantit e la qualit si lascia solo intravedere, ma una bella spinta ad allargare la creativit cinematografica in Tunisia. Le sale sono poche, ma abbiamo un progetto con altri cineasti per ampliarle: stiamo lavorando a nuove leggi per il cinema. Vogliamo creare un centro nazionale di cinematografia, cos da slegare il settore dal ministero della cultura e avere pi libert. La creativit esiste, i mezzi ancora no. Come funzionano ora i mezzi di comunicazione? Tutta la geografia dei poteri in Tunisia si sta ridisegnando, nuove alleanze si vanno tessendo e in questo movimento i media ancora non hanno fatto una vera mutazione. Le tv, poche, erano tutte allineate con il vecchio potere, da cui non si sono ancora liberate del tutto. Non si tratta pi di censura, ma di ritenzione delle informazioni: certi media agiscono come filtri per favorire una linea piuttosto che unaltra, e in assenza di regole chiare e una tradizione di informazione equilibrata questo porta gi a un disastro. Il centrosinistra come si sta muovendo? C stata unesplosione di partiti. Alcuni ideologicamente sono fuori dalla storia, esistono solo perch la dittatura li ha fatti resistere. Devono cambiare, evolvere, ritrovare il loro posto in una geografia nuova. Nel centrosinistra ci sono movimenti che si stanno alleando, hanno capito che non c altra scelta. Le sue opinioni in merito a uneventuale ascesa del partito islamista?

Quale ritiene debba essere il ruolo dellOccidente? Non voglio pi vivere le paure per procura: lOccidente ha paura dellIslam e dellarabo, io non voglio pi che metta nelle mani di paesi arabi e islamici una patente per bloccare questa sua paura. Met dei problemi tra mondo arabo e Occidente finirebbero se smettessero di proiettare gli uni sugli altri le proprie paure. DellOccidente penso anche questo: da noi cera lobbligo di non reagire, voi avete lillusione di poter reagire. Con lillusione il limite per ribellarsi lontano, ma lo state raggiungendo. Lesempio partito dalla Tunisia, la Spagna e lItalia hanno dimostrato che gli stessi mezzi usati da noi possono creare consenso ovunque. La societ civile sta andando a una velocit superiore rispetto agli strumenti della politica classica, per questo va rifondata. Non so quale nuovo sistema debba esistere, ma quello attuale non va pi bene in nessun paese. Ha vissuto molto in Italia, come trova il nostro Paese oggi? Adoro lItalia, ma non ho voglia di tornarci adesso. Quando fu eletto per la prima volta Berlusconi, ero contento solo perch tra i miei amici nessuno lo aveva votato. Oggi non potrei dire lo stesso. Mi deludono tante vostre reazioni fiacche su cose fondamentali. E dire che in Italia ho imparato cosera la politica, se oggi in Tunisia spiego cos una Costituente grazie a voi. Mi ero appassionato alla vostra politica, mi ha deluso vedere che forma abbia preso quel sogno di cambiamento dopo la caduta della prima repubblica. Oggi, grazie al referendum, vedo per la prima volta una speranza di scossa. Spetta a ogni cittadino ritrovare limpegno per difendere le proprie idee e il senso di appartenenza alla propria nazione.

ALIAS N. 26 - 2 LUGLIO 2011 (5

di Luigi Cavallaro

ette giugno 1992. Ultima giornata della Liga, si gioca Tenerife-Real Madrid. Se il Real vince, si laurea campione. Se perde e il Bara vince, sar questultimo a conquistare il titolo. Sul risultato di 1-2, il Real segna un gol regolare, che sarebbe stato praticamente decisivo. Larbitro lo annulla per un fuorigioco inesistente. La partita continua, il Real praticamente segna due gol (o uno e mezzo) nella propria porta, la partita finisce 3-2 e il campionato vola a Barcellona. Oggi avremmo montato uno scandalo. Allora quasi nessuno menzion il gol annullato, n il Madrid se ne lament. Riconobbe di essersi suicidato nel secondo tempo. Fu una partita molto importante per la storia: il signorilit dei blancos, ma perfiBara si tolse molti dei suoi comno il naturale stile di gioco madrileplessi, cominci a sbarazzarsi del no. Se ci annullavano un gol ingiusuo ancestrale atteggiamento vittistamente, era uno scherzo del demistico e diede inizio al suo periostino o un rischio del gioco e ne dodo di massimo splendore, che si vevamo fare un altro, scrive infatti prolunga fino ad oggi. Maras, e lo stesso valeva per un riComincia cos un lungo articolo gore negato o unespulsione ingiupubblicato da Javier Maras su El stificata: il Madrid continuava ad Pas Semanal il 15 maggio scorso. attaccare in dieci o in nove, non si Com noto, lo scrittore spagnolo dava mai per vinto, perch qui in odore di Nobel un habitu del non si cercano scuse, qui non si genere: madridista sfegatato fin protesta, si accetta la sconfitta dalla tenera et (illuminata dal miquando lavversario stato migliotico Real di Puskas, Di Stfano e re e la fortuna non ci ha accompaGento), non ha mai fatto mistero gnato, si cerca sempre la vittoria di considerare il calcio un insopprianche se c il rischio di essere mibile recupero settimanale delsconfitti. Soprattutto, qui nessulinfanzia, al punto da ammettere no si sente sconfitto in anticipo. una volta che poche cose mi hanQuindi, Maras attacca. Perch no dato cos tanta soddisfazione se quello stato il Real Madrid fin negli ultimi anni come il fatto che da quando lui era bambino, promi chiedessero di scrivere di calprio non capisce cosa centri con cio. Ma questo articolo particolaquello stile uno sciamano da sare, e ha suscitato clamore mondiagra come Mourinho: un indivile per un feroce attacco a Jos Mouduo che non sa di calcio e che tratrinho, attuale allenatore del Real ta il Madrid senza attenzione, che Madrid e reo, a suo avviso, di aver non ha remore nel tradire la sua stravolto non solo la tradizionale centenaria tradizione n nello spor-

JAVIER MARAS E IL VARIEGATO MOVIMENTO DEGLI ANTI-MOURINHO

CALCIO
carlo con una macchia che sar difficile cancellare. Incalza Maras: il suo Madrid una squadra con buoni giocatori ai quali chiede di giocare in maniera brutta e cattiva; con attaccanti eccellenti a cui, nelle partite chiave, non permette di attaccare; con giocatori onesti la maggioranza che obbliga a comportarsi in maniera brutale e disonesta. Grazie al suo noto e infinito risentimento e al suo potere quasi assoluto, prosegue lo scrittore, Mourinho schiaccia sotto un regime di terrore i suoi giocatori. un allenatore onnipotente, onnipresente, un piagnucolone che accusa sempre gli altri, un individuo dittatoriale, pasticcione e irritabile, soporifero nelle sue dichiarazioni, per nulla intelligente, cattivo vincitore cos come cattivo perdente e che, come ha detto Di Stfano, fa giocare il Madrid come un topo, mentre il Bara gioca come un leone.
Psicopatologia della critica Un lettore superficiale potrebbe

Il gioco del topo e del leone


rubricare linvettiva di Maras fra le tante periodicamente ammannite dai nostalgici del bel calcio di una volta, quello (secondo loro) fatto di decoubertiniana sportivit, con squadre che badavano a giocare, dare spettacolo, e non solo a vincere. Ma sarebbe sbagliato. Da profondo conoscitore del calcio, e soprattutto dei reali sentimenti di quei suoi speciali fruitori che sono i tifosi, Maras sa bene che, mentre uno scrittore, un pittore o un cantante possono prendersela comoda dopo aver fatto un libro, un quadro o un disco indimenticabile, nel calcio non c posto n per il riposo n per il divertimento: non serve avere un albo doro straordinario e nemmeno aver trionfato lanno prima, perch non c allegria passata che possa compensare un presente angoscioso (o peggio, mediocre). Il calcio un gioco in cui non basta vincere, ma bisogna vincere sempre, in ogni stagione, in ogni torneo, in ogni partita, leggiamo in un suo articolo scritto giusto un mese dopo quel terribile 7 giugno 1992. E pur riconoscendo che si tratta di qualcosa di simile al tormento di Sisifo, non sfugge a Maras che proprio questa peculiarit a rendere il rapporto del tifoso con la propria squadra cos simile a quello con la propria vita: Il calcio il circo dei nostri giorni, ma anche il teatro. Deve essere emozione, paura e tremito, desolazione o euforia, e pu essere compiutamente fruito solo a patto di credere che il disastro il disastro e le gesta sono gesta, e perfino che il mondo finisce a ogni partita, anche se sappiamo che ce ne sar unaltra dopo sette giorni. Ora, chiunque conosca Mourinho sa bene che a contraddistinguerlo rispetto agli altri allenatori proprio una sorta di pulsione accecante per la vittoria. Il suo palmars perfino esagerato: al netto di coppe e supercoppe di lega nazionali, sono sei campionati in tre paesi diversi e due Coppe dei Campioni in circa 9 anni di attivit. Non c nessun allenatore vivente o del passato che possieda numeri appena paragonabili. Ancor meno coloro che possono vantare unanaloga capacit di drammatizzazione: le sue conferenze-stampa sono spesso eventi memorabili, la sua gestualit e la sua mimica a bordo campo possiedono unintensit senza pari. In questo gioco, se non c dramma non c niente. Se perdere o vincere una partita non viene vissuto come un evento cruciale e con una trama e una storia, con una svolta o una catastrofe che riguarda il passato, il presente e il futuro, la dignit e il decoro e naturalmente la faccia con cui uno si alza lindomani, allora lasciamo perdere: sono ancora parole di Maras, e sembrano scritte per Mourinho. Ma se vero che lallenatore portoghese incarna alla lettera ci che per lo scrittore spagnolo lessenza del calcio, evidente che le ragioni di un attacco cos distruttivo devono risiedere altrove. Muovendo dallidea che il calcio un recupero settimanale dellinfanzia, potremmo in effetti congetturare che

Da sinistra Jos Mourinho, Andre Villas Boas e lo scrittore Javier Maria. Foto Reuters

6) ALIAS N. 26 - 2 LUGLIO 2011

le ferite narcisistiche subite dal bambino Maras a causa degli strepitosi successi ottenuti dal Bara negli ultimi 10 anni abbiano reso nevrotico ladulto Maras. Il quale, appunto da buon nevrotico, non pu ricordare che il bambino Maras ha in cuor suo dileggiato il Madrid perch incapace per lunghi anni di vincere perfino la Coppa del Re (senza offesa, un trofeo alla portata del Mallorca o del Getafe) e si spinto al punto di dubitare della propria fidelidad futbolera (sono incerto se scegliere lAthltic Bilbao, la Real Sociedad o anche linimmaginabile: lAtltico Madrid): piuttosto, ne fa carico a Mourinho, che qui subisce il pi classico dei transfert psicoanalitici.
Dalla frustrazione alla vittoria: fenomenologia di Mourinho Ci piace pensare che il silenzio che lallenatore portoghese ha serbato a seguito del violento attacco dello scrittore spagnolo sia frutto di questa consapevolezza. Esattamente come lanalista, che utilizza il transfert come un campo di gioco in cui lasciare esprimere liberamente il paziente per coglierne le pulsioni patogene, Mourinho sa bene che la condizione sine qua non del suo successo al Real la liberazione del carico di frustrazioni rimosse accumulate in questi anni dal club e dai suoi tifosi. Come ha

mostrato Wilfred Bion nel suo celebre Esperienze nei gruppi, in casi del genere si tratta di concepire un programma operativo e di trasmetterne limmagine a tutti coloro che ne sono coinvolti mediante una narrazione il cui senso complessivo sia capace di trascendere i singoli successi e insuccessi che verranno. E bench una parte essenziale del programma sia costituita dallindividuazione di un nemico pericoloso per tutto il gruppo, la cui sconfitta diviene lobiettivo comune, ben pi decisive si rivelano allo scopo le qualit che deve possedere il leader. Questi infatti devessere dotato di esperienza sufficiente per comprendere i propri e gli altrui difetti e deve farsi garante dellincolumit del gruppo senza per cercarne la benevolenza n temerne lostilit; deve saper vivere in stretto rapporto emotivo col gruppo ed essere in grado di esercitare la propria autorit in un contesto in cui il gruppo disposto ad accettare il suo ruolo solo fin quando lui capace di sostenerlo; deve formare degli individui socializzati per una vita di comunit e dunque in grado di assumersi le responsabilit che questa impone; soprattutto, deve essere consapevole che la sua responsabilit riguarda questioni di vita o di morte per il gruppo. Sono qualit che Mourinho ha gi messo ampiamente in mostra al Porto e soprattutto al Chelsea e allInter, dove arrivato con la sua aura di vincente a riplasmare lidentit collettiva di ambienti storicamente perdenti, fino a guarirne tare ataviche. In ognuna di quelle esperienze, lallenatore portoghese riuscito a creare comunit vive e coese, alternando sapientemente lenfasi e liperbole dei toni alla dialettica scherzosa degli sfott. Ma soprattutto ha saputo costruire squadre di elevatissima qualit grazie a innovative metodiche di training che, puntando sullintegrazione tra la preparazione tattica e quella psicofisica dei calciatori, sviluppassero la loro capacit di pensare in modo collettivo. Squadre in cui, come lui stesso ha detto, il tutto sia superiore alla somma delle parti, in maniera tale da ottenere che grandi giocatori pensino e reagiscano insieme simultaneamente di fronte a ogni variante del gioco. Si tratta di una concezione agli antipodi della vecchia idea dellallenatore che escogita situazioni di gioco per poi farle ripetere ossessivamente ai suoi calciatori, sfruttandone le capacit di apprendimento di tipo pavloviano: lobiettivo di Mourinho, al contrario, quello di trasmettere schemi e strategie in modo tale che i calciatori, ferma restando la fedelt ai principi ispiratori del progetto, imparino al contempo a prevederne le possibili deviazioni creative per tener conto delle peculiari contingenze del caso. ci che Antnio Damsio ha brillantemente definito una ginnastica della previsione mentale; e il fatto stesso che un neuroscienziato di fama mondiale come Damsio abbia prefato un libro dedicato ai metodi di allenamento di Mourinho crediamo valga di per s solo a dimostrare la fondatezza di uno dei pi raffinati strali che lallenatore portoghese ha rivolto ai suoi detrattori: chi sa solo di calcio non sa niente di calcio.
Il Bara e il principio di realt Detto questo, non si per detto tutto. La parte essenziale del progetto di Mourinho al Real Madrid (come gi al Chelsea e allInter) consiste infatti nelleducare il gruppo allaccettazione del principio di realt. Non questione di sentirsi sconfitti in anticipo, come insinua Maras, ma saper individuare

Alcune note a margine del feroce attacco portato da Javier Maras - scrittore spagnolo in odore di Nobel - a Jos Mourinho, attuale allenatore del Real Madrid, reo a suo avviso di aver stravolto la tradizionale signorilit dei blancos e il loro naturale stile di gioco

re il Barcellona cos inoffensivo nonostante uno stupefacente 84% di possesso palla non mostrava forse quanto potesse contare lorganizzazione rigorosa quando si allea con la forza mentale? Non era forse lasciando deliberatamente liniziativa ai catalani che i nerazzurri avevano potuto sviluppare un controgioco fatto di resistenza, assorbimento della pressione e incursioni in contropiede? Sbaglierebbe chi evocasse il catenaccio: lInter non difese affatto a uomo, ma rigidamente a zona, pressando a scalare i sostegni in modo che il portatore di palla non trovasse compagni liberi a cui cedere il pallone (Messi, che tre settimane prima aveva segnato quattro gol allArsenal, riusc a tirare in porta una volta sola in 90 minuti). Piuttosto, non si faticher a riconoscere nella scelta tattica di quellInter la stessa strategia che il Real Madrid ha adottato contro i catalani nella vittoriosa finale di Copa del Rey e che ha replicato nella gara dandata della semifinale di Champions prima che lespulsione di Pepe ne compromettesse irrimediabilmente lesito. Del resto, chi altri se non un allenatore formatosi alla scuola del Barcellona (Mourinho, come si ricorder, stato il secondo di Robson e Van Gaal) poteva escogitare lantidoto capace di incepparne il meccanismo?
Il ritorno della prostituzione intellettuale Tralasciamo il polemico affondo di Maras sulle veementi critiche che Mourinho ha rivolto allarbitraggio della semifinale dandata: basti dire che, se perfino il Wall Street Journal ha sentito il bisogno di dedicare ai catalani un articolo sfottente dal titolo The Worlds Greatest Whiners, in cui si raccontano celebri e meno celebri simulazioni di Busquets, Dani Alves, Pedro, Mascherano e soci, chiaro che i veri piagnucoloni stanno altrove e che Maras sta ripetendo l errore di imputare allallenatore della propria squadra comportamenti che non sopporta nei vincenti. (Non ce ne voglia il grande Eduardo Galeano, ma esaltare il Bara per il suo gioco pulito unautentica sciocchezza.) Resta da dire che, siccome la vendetta un piatto che si mangia freddo, i nostri commentatori calcistici hanno colto nellattacco di Maras e nella successiva eliminazione del Real Madrid loccasione per uninsperata rivincita su Mourinho. Una rivincita ancor pi dolce per la dedica a Guardiola con cui lex delfino di Mourinho, Andr Villas-Boas, adesso suo successore nella panchina del Porto, ha consacrato la vittoria riportata nella finale di Europa League. C da capirli: perfettamente ignoranti di tattica calcistica, strutturalmente diffidenti verso tutto ci che sia organizzazione collettiva e proprio per ci adusi a spacciare per verit intrascendibili le pi trite banalit del bar sport (magari nobilitandole con la filosofia negativa del Tiro mancino di Edmondo Berselli), essi non hanno mai potuto tollerare uno che, come Mourinho, li sfidava apertamente sul terreno intellettuale. Proprio per ci, nei giorni scorsi la stampa nostrana si scatenata nellenfatizzare le pi bieche esternazioni anti-Mourinho: dal patetico rivoltogli dallallenatore milanista Massimiliano Allegri (patetico lui mme) fino allaccostamento a Hitler (a Hitler!) di cui lo ha gratificato lex presidente madrileno Ramn Caldern, furibondo per lallontanamento di Jorge Valdano dalla dirigenza madridista. C stato persino chi giunto ad esaltare Villas-Boas e il suo omologo Jrgen Klopp (44enne ct. del Borussia Dortmund trionfatore in Bundesliga) come campioni di una nuova generazione anti-Mourinho. Peccato che Villas-Boas sia in tutto un clone di Mourinho (esilarante un filmato su YouTube che ne mostra la somiglianza perfino nella mimica e nella gestualit) e Klopp sia gi stato definito il Mourinho di Westfalia per metodi dallenamento e sistemi di gioco. Prostituzione intellettuale, disse Mourinho in una celebre conferenzastampa, e aveva ragione.

la strategia migliore per sconfiggere un nemico potente il Bara, manco a dirlo che al momento gode per di pi di un consenso pressoch universale. un punto sul quale ha pi volte richiamato lattenzione Jonathan Wilson, forse il miglior giornalista sportivo in circolazione (e autore, fra laltro, di una magnifica storia della tattica calcistica che spereremmo di veder presto tradotta in italiano). La filosofia calcistica del nostro tempo viene dallAjax dei primi anni 70, e i suoi principi di base sono essenzialmente due: circolazione del pallone e movimento continuo quando la squadra ha il possesso palla, pressione costante per recuperarla in fase di non possesso. una filosofia che Rinus Michels e Johann Cruijff esportarono 40 anni fa dallAjax a Barcellona e che l si sviluppata attraverso il Dream Team costruito da Cruijff nei primi anni 90 (con Pep Guardiola centromediano) fino a pervenire alleccellenza attestata dalle impressionanti statistiche dei blaugrana nellultima Champions League: una media di possesso palla del 73,3%, e cos perfezionato da fare a meno delle classiche soluzioni del cross o del tiro da fuori a beneficio di una fittissima trama di passaggi ravvicinati di precisione chirurgica, che intonti-

scono gli avversari fino a narcotizzarli. Come affrontare un nemico del genere? Il giorno prima della finale di Champions, Arrigo Sacchi suggeriva a Sir Alex Ferguson, mitico allenatore del Manchester United, di non lasciare gioco e iniziativa ai blaugrana, ma di pressarli e aggredirli a centrocampo. ci che Maras vorrebbe veder fare al suo Madrid, che non sopporta di veder giocare come il topo contro il leone. Sfortunatamente, se non si possiedono le qualit tecniche e tattiche che i catalani apprendono fin da bambini, la copertura di tutto il campo con il pressing e i raddoppi pu riuscire per non pi di venti minuti: giusto quelli in cui i Red Devils sono riusciti a opporre un controgioco del genere prima di sfinirsi e subire il gol di Pedro e poi, dopo lepisodico pareggio di Rooney, il definitivo k.o. da Messi e Villa. Eppure, un anno fa, dopo linattesa eliminazione del Bara ad opera dellInter, stato ancora Wilson a chiedersi se la semifinale di ritorno al Camp Nou non sarebbe stata guardata dagli storici del futuro come un tornante significativo per la sfida che implicitamente Mourinho lanciava allidea che mantenere il possesso palla sia il modo migliore di giocare a calcio: rende-

LA VITA SI F DURA E CORTA NEGLI USA Gli americani adorano essere i primi della classe. E in effetti, se si guardano le classifiche mondiali, spesso lo sono. Per la forza della loro economia (anche se adesso ormai la Cina li tallona), per la quantit, e la sofisticazione, dei loro armamenti. Ma loro il primato anche in importanti aree d'eccellenza, nella ricerca scientifica o nell'istruzione post universitaria. Peccato per che, se si passa ad altri indicatori, non certo di minore importanza, le cose cambino, e drasticamente. Come hanno raccontato, a met giugno, i ricercatori dell'Institute for health metrics and evaluation dell'universit di Washington. Perch quando si parla di qualit della vita e soprattutto della sua durata, gli americani hanno ben poco di cui vantarsi. Mentre in tutto il mondo l'aspettativa di vita cresce costantemente, anche se non sempre uniformemente, in America le cose vanno alla rovescia. Nello studio, che analizza le statistiche tra il 1987 e il 2007, si scopre infatti che anno dopo anno, il grande paese sceso nelle classifiche mondiali. Per arrivare, per l'appunto 4 anni fa, addirittura al 37 posto. E se si guarda a cosa succede in alcuni degli Stati pi poveri, le cose vanno ancora peggio. Nella contea di Holmes ad esempio, nel Mississipi, una donna pu sperare di arrivare a 73-74 anni, ovvero a quella che era l'et media nelle societ pi avanzate nel lontano 1957. E la vita degli uomini l ancora pi breve, si ferma in media ai 66 anni. Il Mississippi non una terribile eccezione, visto che secondo lo studio dell'universit di Washington tra il 2000 e il 2007 ben l'80% delle contee americane ha fatto la marcia del gambero. Il pi grande declino nelle aspettative di vita dai tempi della 'spagnola' del 1918 come scrivono allarmati i ricercatori. Paragonando quello che sta accadendo ora nientemeno che all'epidemia che falcidi gli Stati uniti all'inizio del 900. Anche negli Stati uniti ovviamente il panorama non uniforme. N geograficamente n socialmente, n tantomeno etnicamente. Al primo posto di questa classifica negativa ci sono gli Stati del Sud est, del Midwest meridionale e dell'Appalachia. I poveri, e le minoranze, soprattutto i neri, vedono la vita accorciarsi anno dopo anno. Ma la cosa pi singolare che adesso persino le donne, che tradizionalmente nel mondo occidentale sono le pi longeve, perdono terreno. Il trend, dice un altro studio del 2010, cominciato nel 1997, e il risultato che ora la loro aspettativa di vita, quantomeno in Mississippi o in gran parte dell'Oklahoma e del Tennessee, paragonabile a quella di paesi ben pi poveri, come l'Honduras, il Salvador o il Per. Molti ricercatori sono rimasti stupiti dai nuovi dati. Ma quando si passa a chiedersi il perch sono tutti concordi. Se negli Stati uniti si vive male, e poco, il motivo lo si trova nel sistema sanitario: l'America l'unico paese cosiddetto avanzato che non protegge la salute dei suoi cittadini. L'unica speranza che dal 2014, quando entrer in vigore la riforma voluta da Barack Obama, qualcosa cambi.

ALIAS N. 26 - 2 LUGLIO 2011 (7

di Federico Ercole

orza, saggezza e coraggio: sono questi i tre elementi che compongono la Triforza, nella forma di tre triangoli lucenti uniti insieme in un frattale che ricorda quello disegnato dal matematico polacco Waclaw Sierpinski. La Triforza il simbolo delle Leggende di Zelda, la serie di videogiochi davventura inventata da Shigeru Miyamoto gi padre di Super Mario nel 1986 per il Nintendo Entertainment System. Quando usc in Giappone, e lanno dopo negli Usa, fu un successo enorme e chi ci gioc fu immediatamente consapevole che la storia dei videogiochi sarebbe cambiata per sempre. Era nato un genere nuovo e un nuovo modo di raccontare. Era lalba di una nuova onda che avrebbe trasformato lintrattenimento elettronico in epopea. Giocare 25 anni dopo alla prima Leggenda ancora unesperienza emozionante, soprattutto per chi possiede la cassetta originale e un NES funzionante. Si sfila la cartuccia dorata, la prima a consentirci di salvare la nostra posizione di gioco, dalla sua bellissima copertina dello stesso colore e dopo averla inserita nella console si ascolta il tema composto da Koji Kondo, ancora oggi immutato, se non nella ricchezza dellorchestrazione per levoluzione degli hardware. un motivo vagamente beethoveniano che ci introduce nella dimensione fantasy, lirica ed eroica della saga. Leggiamo una scritta scorrere sullo schermo che ci racconta del pericoloso Ganon che vuole impadronirsi della Triforza per dominare il mondo e di Zelda, una principessa che infrange la Triforza della saggezza in 8 frammenti, per salvarli, e li occulta. Poi tocca a noi e per la prima volta indossiamo i panni verdi di Link (si chiama sempre cos, come legame, il link tra la nostra realt e quella virtuale, egli non parla mai perch siamo noi che giochiamo a fornirgli pensieri, parole e emozioni) pronti a salvare il mondo e la principessa Zelda. Tutti gli elementi del videogioco moderno e contemporaneo del genere avventuroso e non solo sono gi presenti in Legend of Zelda, che Miyamoto immagin passeggiando nei boschi attorno a casa sua. Si pu esplorare un mondo vasto e diversificato con un suo ecosistema complesso, si sale di livello aumentando la salute di Link, si possono usare utensili e armi diverse, si risolvono enigmi, si perde tempo in avventure opzionali...

Negli anni successivi e con il succedersi degli hardware Nintendo ogni Leggenda diventata una pietra miliare della storia dei videogiochi, stabilendo nuovi parametri deccellenza, significando qualcosa di speciale per chi ha vissuto quelle lunghe, complesse e sempre coinvolgenti avventure elettroniche. C sempre una principessa, c sempre Link e quasi sempre il perfido Ganon, ma sono le invenzioni e le idee nuove, gioco dopo gioco, a rendere questa serie sublime, e gli attimi depica e poesia, come il confronto con il Link oscuro in Legend of Zelda: Adventure of Link per NES. O come raccogliere la prima tintinnante Rupia verde, la valuta di Hyrule, il mondo della saga, falciando un cespuglio. Il risveglio di Link in Legend of Zelda: Link to the Past, uscito per la pi grande console di tutti i tempi, il Super Nintendo, quando camminiamo sotto una pioggia che diventa il presagio liquido della sciagura imminente. Solcare le acque delle distese marittime di Legend of Zelda: Windwaker per Game Cube, mentre dimprovviso le nuvole si radunano e scoppia una tempesta. Guidare il treno facendolo fischiare in Legend of Zelda: Spirit Tracks per DS. Trasformarsi in un grande lupo nero-grigio in Legend of Zelda: Twilight Princess per Wii. Ci vorrebbe un lungo romanzo per raccontare i grandi momenti delle avventure di Link. Poi c sempre la musica e non solo la notevole colonna sonora, suonare uno strumento diviene parte del gioco: soffiamo dentro ocarine magiche, ululiamo insieme ai lupi in un coro dolente e selvaggio, dirigiamo le sinfonie aeree dei venti con una bacchetta da direttore dor-

chestra magica. C tuttavia, tra questi capolavori che vanno oltre lintrattenimento, e che come Lohengrin per Natalia Ginzburg ci fanno dimenticare per qualche tempo loscuro domani, una Leggenda che molti considerano la pi grande, addirittura ritenuta da tanti critici il migliore videogioco mai realizzato, Legend of Zelda: Ocarina of Time. Usc nel 1998 per Nintendo 64. unavventura lunghissima tanto che quando si pensa che possa essere finita, dopo ore di gioco, scopriamo che appena iniziata. C un mondo vastissimo da esplorare camminando, nuotando e a cavallo e il tempo scorre, offrendoci albe e tramonti che amplificano il realismo fatato del gioco. Link cresce e da bambino diventa adulto. Ci sono atmosfere spaventose oltre che meraviglianti e la rappresentazione del Male assume tinte davvero oscure, cosmiche e tragiche. appena uscito un remake per 3DS di questo capolavoro assoluto e i fan, pur essendone fatalmente attratti, si sono chiesti se valesse la pena rifare un videogioco gi perfetto, un videogame che rimasto nel cuore degli appassionati tanto da influenzare le scelte della loro vita, come ci racconta lattore Robin Williams nello spot del gioco, dicendo di avere chiamato sua figlia Zelda do-

Atteso per la fine dell'anno il nuovo episodio della saga di Zelda, ormai un classico del fantasy che si mantiene entusiasmante nonostante il quarto di secolo che si porta sulle spalle

po avere terminato Ocarina of Time. Il mondo di Hyrule in questa versione ridisegnata in 3D un luogo in cui dolce ed entusiasmante viaggiare ancora. un po come immaginarsi un Peter Pan adulto che torna nell'Isola Che Non C con gli occhi della maturit, cogliendone dettagli che prima non aveva colto. Oppure ascoltare Mozart da bambini e risentirlo dopo avere studiato per anni composizione e armonia. Perch dopo tutti questi anni Ocarina of Time ancora, davvero, il pi grande gioco di tutti i tempi. Le tre dimensioni aggiungono una profondit di campo e uno splendore, anche nei luoghi pi terrificanti, che sfiora gli occhi e la memoria con una bellezza travolgente. Vediamo le scintille tonde ed evanescenti lasciate nellaria dalla fata Navi, che ci accompagna durante lavventura, materializ-

EMOZIONI VIDEOLUDICHE DA MIYAMOTO

Zelda, leggenda(ria) da venticinque anni

8) ALIAS N. 26 - 2 LUGLIO 2011

zarsi oltre lo schermo dandoci lillusione di giocare e scherzare con le nostre ciglia; ammiriamo in lontananza, oltre la valle verdeggiante, il profilo delle torri del castello di Hyrule stagliarsi contro le nubi come se osservassimo un panorama vero da una finestra; vediamo lultimo raggio del sole che tramonta bucare lo schermo e poi dissolversi in una grigia aurora prima che tonda sorga la luna, che levita tra noi e la console. Presente e passato si sovrappongono in una quarta dimensione che quella del sentimento e del ricordo e se gli appassionati di videogiochi, nella marea di nuove uscite, quando finiscono un gioco entrano subito e senza difficolt in un altro, con Ocarina of Time avviene qualcosa di diverso e dopo la sua conclusione pi difficile, per qualche tempo, intraprendere una nuova avventura virtuale, e ci si accorge di trovarsi a fantasticare sulla nuova Leggenda di Zelda, che dovrebbe uscire a fine anno per Wii. Si tratta di Skyward Sword e racconter di un Link adulto, un abitante dei cieli che scende sulla superficie di Hyrule per salvarla ancora una volta. Lo stile grafico del gioco rimanda, secondo le dichiarazioni di Miyamoto e Eijii Aonuma, alla pittura impressionista, soprattuto quella di Cezanne. Legend of Zelda solo un videogioco, quindi un prodotto dellindustria dellintrattenimento che nel nostro paese condivide il nome con le macchinette ruba-soldi che riempiono bar e tabaccai. Ma Legend of Zelda solo un videogioco come Amore e Psiche di Canova solo una scultura, La Madonna del Parto di Piero della Francesca solo un affresco, Vivre sa Vie di Godard solo un film e la quinta sinfonia di Bruckner solo musica. Legend of Zelda arte, un dono elettronico dellingegno allumanit. www.effecinque.org

ALTRI MONDI

di Bruno Di Marino

I capitoli della saga su Hyrule


di F. E.

e leggende di Zelda sono quasi tutte da giocare, se si escludono le due orripilanti uscite per lormai dimenticata console Philips CD-I su licenza Nintendo. Quasi tutte le avventure si svolgono in ambiti spazio-temporali diversi e sono indipendenti le une dalle altre, anche se Majoras Mask si svolge nel mondo di Ocarina of Time e Phantom Hourglass e Spirit Tracks in quello di Windwaker. Il mondo tuttavia, nelle sue variazioni, sempre quello di Hyrule, il protagonista il verde-vestito Link, la principessa Zelda e il cattivo Ganon. Ecco i giochi imprescindibili, e reperibili, della serie, non considerando Ocarina of Time e il suo remake.
LEGEND OF ZELDA (1986, Nes). Sono pochi quelli che possiedono il gioco originale, un vero pezzo da collezione, ma la prima leggenda pu essere scaricata sulla Virtual Console di Wii. Moderno, vasto e rivoluzionario. La prima leggenda non si scorda mai. LEGEND OF ZELDA: LINKS ADVENTURE (1987, Nes): Anche questo si pu scaricare su Virtual Console Wii. Un mago malvagio vuole resuscitare Ganon sfruttando il cadavere di Link. Il gioco cambia visuale quando si entra nei dungeon, trasformandosi da una visuale isometrica dallalto nelle due dimensioni a scorrimento laterale. Vasto e complesso, Link oscuro cattivissimo ma c un trucco per eliminarlo facilmente. THE LEGEND OF ZELDA: A LINK TO THE PAST (1991, Super Nes, Game Boy Advance, Virtual Console Wii). Dopo Ocarina of Time la pi lunga e profonda avventura di Link, nello splendore colorato a 16 bit del Super Nintendo. Due dimensioni da esplorare, enigmi ostici ma appaganti, nemici cattivissimi, Ganon suino diabolico. Nella cassetta originale cera un foglio sigillato da aprire in caso di difficolt con la soluzione di alcune parti del gioco. La pi bella avventura dei primi anni 90. THE LEGEND OF ZELDA: LINKS AWAKENING (1993, Game Boy). Una leggenda inusuale come ambientazione ma splendida, ne appena uscita una versione colorata scaricabile per 3Ds. Link si risveglia dopo un naufragio sullisola di Koholint,

lunico modo per tornare su Hyrule trovare otto strumenti magici e suonarli al cospetto di un uovo gigantesco del Pesce del Vento.
THE LEGEND OF ZELDA: MAJORAS MASK ( 2000, Nintendo 64, Virtual Console Wii). Una specie di seguito, episodio parallelo, variazione straordinaria di Ocarina of Time, in cui Link torna indietro e rivive in continuazione lo stesso lasso temporale per salvare Hyrule da una maledizione. Come dice il titolo le maschere vi hanno un ruolo fondamentale. Ci sono momenti angoscianti, quasi spaventosi. THE LEGEND OF ZELDA: WINDWAKER (2003, Game Cube). Meraviglioso da vedersi e da giocare, con una grafica che ricorda un cartone animato e i cieli e i mari i disegni di Miyazaki. Hyrule sommersa dalle acque e in compagnia di una barca senziente viaggiamo tra mari e isole in unavventura marinaresca-fantasy che ancora adesso stupisce per la bellezza dei luoghi e la caratterizzazione dei personaggi. Il cattivo un Ganon dalla statura shakespeariana, Zelda combatte con noi sparando dardi di luce nel finale, indimenticabile, del gioco. THE LEGEND OF ZELDA: TWILIGHT PRINCESS (2006, Game Cube, Wii). La pi nera, oscura e disperata avventura di Link e della sua Principessa. Link si trasforma in lupo in un mondo che cede alla tenebra, Midna uno dei pi grandi personaggi di tutta la storia dei videogiochi. Ganon orrore puro, Zelda leterno femmineo. THE LEGEND OF ZELDA PHANTOM HOURGLASS e SPIRIT TRACKS (2007 e 2009, Ds). Le due avventure portatili per i due schermi del Ds utilizzano lestetica solo apparentemente naif di Windwaker e ne condividono luniverso. Nel primo utilizziamo una barca, nel secondo un treno magico. Piccoli grandi capolavori che utilizzano alla perfezione il touch screen del Ds. Non c Ganon ma altri mali universali. ]www.effecinque.org

FAR LAMORE
Francia, 2011, 4, musica: Bob Sinclar, regia: Denis Thybaud, fonte: Mtv

Il party milanese in onore di Sinclar e del suo brano che remixa il refrain della Carr Far lamore di quelli travolgenti ed altamente erotici. Thybaud ci mostra una serie di situazioni, saturando i colori e lavorando efficacemente con il montaggio. Ma leffetto comico e narrativo dato dallo stesso Sinclar che, in compagnia di una bella amica italiana, tenta invano di raggiungere in taxi la festa. Il tassinaro per non meneghino, infatti si serve di una mappa della citt per orientarsi. Conseguenza: Bob e la fanciulla arriveranno a party ormai concluso. Divertente come idea, ma diverte ancor di pi sentire parlare in italiano il dj francese dallaria piuttosto stranita, con il finale dove si rivela un impenitente playboy.

UNEMOZIONE INASPETTATA
Italia, 2011, 7, musica: Raf, regia: autore ignoto, fonte: Mtv

Si svolge tutto in una stanza questo clip di Raf, anche se un ambiente dove sembra ci sia assenza di gravit, poich il cantautore comincia a camminare sulle pareti e sul soffitto. Fin qui siamo dalle parti di Dancing on the Ceiling diretto negli anni 80 da Stanely Donen per Lionel Richie. Ma poi ecco il muro contro cui sistemato il letto trasformarsi in superficie prima di terra e poi liquida, sulla quale Raf sguazza e si rotola. I trucchi, a parte gli inevitabili interventi digitali, sono quelli classici, con un set creato appositamente per realizzare questo genere di effetti, invertendo il sopra con il sotto. Il risultato non originalissimo ma accettabile.

CANT STOP ME NOW


Belgio, 2010, 328, musica: Goose, regia: Megaforce, fonte: Youtube.com

I quattro componenti della band di rock elettronico nata nel 2000, scalano una parete ripida in un paesaggio sulfureo e notturno, colpiti da frecce, aggrappandosi a mani e braccia che spuntano dalla roccia. Un gigantesco occhio-bocca come una sorta di minacciosa divinit ripete il titolo-refrain del brano. Megaforce (collettivo di registi francesi) si concentra soprattutto sul paesaggio cupo ma infuocato, barocco e sublime, con echi caravaggeschi e turneriani, componendo un videoclip denso di suggestioni per i Goose. Il brano fa parte dellalbum omonimo.

TOXIC
Usa, 2004, 330, musica: Britney Spears, regia: Joseph Kahn, fonte: Mtv Dance

Nei panni di una sensuale hostess di un aereo, Britney si porta nella toilette un viaggiatore sottraendogli una chiave elettronica. Ora la Spears a Parigi con un look decisamente aggressivo, tuta nera e capelli rosso fuoco. Con il dispositivo accede in un futuristico caveau e, elusi tutti i sistemi di sorveglianza, ruba una misteriosa capsula contenente un liquido verde (toxic appunto) che, nella sequenza successiva, versa nella bocca di un uomo dopo averlo sedotto con il suo bacio. Veleno? Assenzio? Non ha molta importanza, tanto questo video diretto da Kahn pur se rivisto numerose volte rimane piuttosto criptico, come una spy story. Ci che conta il ritmo trascinante e lorgia di effetti speciali con cui trasforma la popstar in una femme fatale tecnologica. Eros, glamour e hi-tech si mescolano con grande sapienza in questo Toxic, fotografato da Brad Rushing e montato da David Blackburn.

ALIAS N. 26 - 2 LUGLIO 2011 (9

SEGUE DA PAG 4

SINTONIE
filippo brunamonti antonello catacchio mariuccia ciotta giulia da. vallan luigi onori roberto silvestri silvana silvestri

LOMAGGIO

VITTORIO RACCONTA GASSMAN, UNA VITA DA MATTATORE


DI GIANCARLO SCARCHILLI; CON VITTORIO GASSMAN, AGOSTINA BELLI. ITALIA 2010

LE VIE DEL CINEMA


PARCO DI NARNI SCALO 5-10 LUGLIO

Ideato da Alessandro Gassman insieme a Giancarlo Scarchilli, ricostruisce il percorso professionale e umano del Mattatore attraverso materiali inediti, di repertorio, filmini di famiglia e la voce di Vittorio Gassman stesso e di suo figlio Alessandro, con la partecipazione straordinaria di colleghi ed amici tra cui Agostina Belli, Sergio Castellitto, Dino De Laurentiis, Giancarlo Giannini, Roberto Herlitzka, Mario Monicelli, Ornella Muti, Jacques Perrin, Anna Proclemer, Gigi Proietti, Francesco Rosi, Ettore Scola, Jean-Louis Trintignant, Carlo Verdone, Paolo Virz.

LIBERA USCITA
DI BOBBY FARRELLY, PETER FARRELLY; CON OWEN WILSON, JASON SUDEIKIS. USA 2011

THE CONSPIRATOR
DI ROBERT REDFORD; CON ROBIN WRIGHT, JAMES MCAVOY. USA 2011

La guerra di Secessione terminata con la sconfitta dei sudisti, ma il conflitto ha lasciato strascichi: il 14 aprile il presidente Lincoln ucciso da John Wilkes Booth. Tra gli arrestati c anche Mary Surratt, poich le riunioni per organizzare gli omicidi venivano fatte nella sua pensione. Labilit di Robert Redford e dello sceneggiatore James Salomon sta nel mostrare quanto sia difficile mantenere i nervi saldamente democratici di fronte a un attacco durissimo. In filigrana si legge quello che avvenuto negli Usa dopo l11 settembre e la lettura del film apre squarci inquietanti sui piani alti del potere. (a.ca.)

Quando allorizzonte era apparso Tutti pazzy per Mary sembrava che due nuovi geni irriverenti si fossero affacciati nellolimpo hollywoodiano. Negli anni successivi, pur firmando film anche curiosi, non riuscirono pi a bissare quel successo cos eccentrico. Ora, tredici anni dopo, la coppia sembra avere subito una mutazione genetica: nel loro mirino entrano infatti un paio di quarantenni in odore di imbecillit. Linvoluzione dei Farrelly non sta tanto nellaver reso macchiette i due protagonisti maschili, quanto nel non aver saputo costruire situazioni che non fossero tutte ancorate alle convenzioni. (a.ca.)

La diciassettesima edizione di Le vie del cinema, rassegna dedicata ai film restaurati diretta da Alberto Crespi e Giuliano Montaldo per iniziativa del Comune di Narni con la collaborazione della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale, propone questanno un omaggio speciale a Mario Monicelli, grande amico della rassegna. Un suo allievo e amico, Giovanni Veronesi presenter la Grande guerra. Il Comune di Narni mostrer in anteprima al pubblico la targa dedicata al regista che verr affissa nel cinema di Narni che, realizzato tre anni fa, non aveva ancora un nome e si chiamer Cinema Mario Monicelli. Ospiti della manifestazione a presentare i loro film preferiti (e restaurati) sono Ferzan Ozpetek (Lonorevole Angelina di Zampa), Gianni Di Gregorio (Vaghe stelle dellorsa di Visconti), Susanna Nicchiarelli (Sogni doro di Moretti), Rocco Papaleo (Grazie zia di Samperi), Alba Rorhwacher (Diario di un maestro di Vittorio de Seta). (s.s.)

di filippo brunamonti
La graphic novel noir-Vittoriana di John Harris Dunning e Nikhil Singh, Salem Brownstone: All Along the Watchtower (ed. Candlewick Press), letteratura disegnata senza compartimenti stagni, dalle visioni molto inquietanti, com' inquietante il mondo. Marchia un punto di rottura tra Edgar Allan Poe e H. P. Lovecraft, rende fragili e deperibili i tratti proliferati di Alan Moore (Watchmen) e Dan Clowes (Ghost World), fino ad abitare lo spazio desertico di Halo Jones e Ice Haven. Ne parlano DazedDigital e il Guardian con appassionato calore. Nella pagina di apertura, l'autore sud africano John Harris Dunning avverte: Chi ama il curioso e l'inconsueto, l'inquietante, il macabro (...) chi cerca gli orrori elettrizzanti nella sua vita apparentemente banale (...) farebbe bene a stare attento a ci che desidera. Leggere Salem Brownstone come leggere la nostra lunga, arguta serie di paure, che teniamo nel cassetto e che ci accompagner per sempre: le illustrazioni di Nikhil Singh arricchiscono il viaggio di Salem Brownstone, traghettandolo da un'esistenza tristemente ordinaria, fatta di Sit & Spin Laundromat, a una realt ereditaria con padre morto a carico e una magione popolata da figure gotiche, come il Dr. Kinoshita e il suo Circus of Unearthly Delights. Cos giovane, da dove scappato per raggiungere la sua realt? Ho vissuto in Sud Africa fino a 24 anni e sono cresciuto durante l'Apartheid, quando si viveva isolati dal resto dell'umanit, senza contare la castrazione dell'informazione, delle tv e dei giornali sotto censura. Una frustrazione per creativi e talenti. Sognavo Londra e New York come fossero Atlantide tanto era conservatore lo stato di creativit in Sud Africa. Finita l'universit (ha studiato cinematografia, ndr.) ho preso il primo volo per Londra e non ho pi guardato indietro. All'Africa devo l'ispirazione e le sono grato per avermi fatto rimanere outsider. Com' convissuto con la storia di Salem Brownstone? All'inizio l'ho pensata come un metafumetto, letteralmente un fumetto-nel-fumetto. Poi assieme al collega Jason Masters mi sono concentrato su tre amici adolescenti che trovavano Salem Brownstone, il fumetto, lo leggevano e - come accade in Creepshow - ne narravano ciascun episodio. Questi brevi estratti sono stato pubblicati in Inghilterra nell'antologico Sturgeon White Moss per poi evolversi. Scrivere fumetti un modo per restare giornalista? Mi occupo di giornalismo ma non basta. Sin dall'infanzia ho pensato a disegnini. Sono cresciuto leggendo William Burroughs, Anais Nin, Paul Auster, Thomas Pynchon e Chester Himes, mi sono appassionato ad Alice nel Paese delle Meraviglie e a Sherlock Holmes, anche se in ritardo rispetto ai miei coetanei. Ho visto e apprezzato molti film dell'orrore come Nightmare: Dal profondo della notte o Halloween, e fantasy come Dune, Altered States... i fumettisti che porto nel cuore sono Grant Morrison e Pat Mills. Che cosa l'affascina artisticamente? I pazzi, gli spiantati, il surrealismo e i rivoluzionari.

IL FESTIVAL
GENOVA FILM FESTIVAL
THE SPACE CINEMA 27 GIUGNO - 3 LUGLIO

MICHEL PETRUCCIANI. BODY AND SOUL


DI MICHAEL RADFORD. DOCUFILM. FRANCIA ITALIA 2011

GIALLO/ARGENTO
DI DARIO ARGENTO; CON ADRIEN BRODY, EMMANUELLE SEIGNER. ITALIA 2011

Dario Argento rimane immenso, elevando le pulsioni della sua estetica horror ad artigianato shock del subconscio, a cardiogramma feroce di cento succedanei. Nonostante le infinite difficolt produttive, una trama sempliciotta e un cast (Adrien Brody, Emmanuelle Seigner, Elsa Pataky) alla sbando, Argento si conferma genio invisibile, un bambino che nella sua vita cinematografica migliora le coscienze interiori di ognuno di noi. Dario Argento anche il motivo per cui psicologi e critici hanno ancora la sensazione di esistere (per tanti motivi, senza riuscirci). Non a caso, i personaggi di Giallo possiedono tutti qualcosa di freudianamente irrisolto nella loro infanzia, e un po come il grande demiurgo raramente tornano nei luoghi in cui sono stati da bambini, se non con la memoria. (f.bru.)

Michael Radford (Il mercante di Venezia, Il postino) intreccia le testimonianze dirette e quelle del padre, delle molte donne della sua vita (dalla hippie Erlinda alla pianista classica Gilda Butt, che lo spos), jazzisti francesi ed americani (da Aldo Romano a Joe Lovano), produttori discografici, il figlio Alexandre ed altri personaggi che furono vicini al pianista. Biografia che appassiona e pu sedurre anche chi non sia un amante del jazz. Emergono con straordinaria forza il carattere di Michel Petrucciani, la sua indomabile voglia di vivere e sperimentare, la capacit di vincere una malattia terribile e invalidante, lo slancio nel condurre con estrema intensit la propria esistenza, creando musica di rara potenza e ispirazione. (l.o.)

Ultime battute della 14a edizione del Genova Film festival: oggi sar presentato nellambito del focus Oltre il confine: sguardi sul Kosovo il film di Giancarlo Bocchi Fuga dal Kosovo (sala 5 ore 17) realizzato tra il 1999 e il 2001, primo di una trilogia, a cui seguir lincontro con il regista. Concorso di corti e documentari alla presenza degli autori (sala 7 ore 14). Alle ore 21 si terr la cerimonia di premiazione del festival e lanteprima del film Lo sbarco di Adonella Marena e Dario Ferrario. Domenica 3 Per il focus sullEcuador (sala 5 ore 15): La tigra di Camilo Luzuriaga (1990), La Polverera di Manuela Borgetti, Maria Rosa Jijon e Sonia Maccari (2005) a cui seguir lincontro con Maria Rosa Jijon e Fuera de juego di Victor Arregui (2002). Alle 21 per il 150 dellUnit dItalia: Ma che storia... di Gianfranco Pannone alla presenza del regista. Il festival si conclude con lincontro con Pupi Avati protagonista questanno della manifestazione. Seguiranno i suoi film Una sconfinata giovinezza (2010) e Il testimone dello sposo (97). (s.s.)

I CORTOMETRAGGI
MAREMETRAGGIO
TRIESTE, CINEMA ESTIVO GIARDINO PUBBLICO, TEATRO MIELA, 1-9 LUGLIO

PAUL
DI GREG MOTTOLA; CON SIMON PEGG, NICK FROST. USA 2011

ISOLA 10
DI MIGUEL LITTIN; CON BENJAMN VICUA, BERTRAND DUARTE. CILE 2009

Un episodio poco conosciuto del golpe cileno. I ministri del governo Allende, il suo segretario personale e altri esponenti della pubblica amministrazione furono portati nel profondo sud del paese, sull'isola Dawson. Tra quei trenta prigionieri c'era anche il ministro delle miniere Sergio Bitar, che ha scritto un libro a cui Littin si ispirato. Nel campo i detenuti perdono la loro identit e i contatti con il resto del paese, i loro nomi sono ridotti a numeri. Il tessuto del film si allarga un po' alla volta in un respiro profondo a comprendere non solo la loro vicenda personale fatta di dignit e forza morale, ma quella dell'intero paese in un momento fissato per sempre nella storia, l'assalto alla Moneda e la morte di Salvador Allende (e Littin non ammette la teoria del suicidio, ora infatti si riaperta linchiesta).(s.s.)

Due amici fanatici di sf, scrittori di avventure galattiche partono da Roswell, New Mexico dove, come si sa, atterr un disco volante e salvano dalle macerie di unauto maldestramente guidata un alien alto un metro di nome Paul che produce incanti come Elio (e le Storie Tese) che infatti lo doppia in italiano. Ne restano cos affascinati che se lo portano, perennemente inseguiti, in giro in camper per gli States prima di consegnarlo allastronave marziana di soccorso. Lex filmaker indie Greg Mottola maneggia un budget serio ma non vacilla e interviene con larma invincibile dellumorismo. (r.s.)

Maremetraggio dodicesima edizione dedicato ai migliori cortometraggi si tiene a Trieste con un gran numero di film, iniziative e ospiti: 79 tra i migliori corti internazionali e 8 opere prime italiane, tra gli ospiti Christiane Filangieri, Francesca Inaudi, Luca Lucini, Elisabetta Rocchetti, Marco Rulli, Gianfelice Imparato, Pietro Ragusa, Andrea Bosca, Angelo Orlando. Anche quest'anno ci sar la sezione Oltre il muro, che porta il cinema all'interno del carcere di Trieste, il Coroneo. I detenuti potranno assistere alle proiezioni di alcuni cortometraggi e formeranno una giuria che, sotto la guida del regista triestino Davide Del Degan, Nastro d'argento per il corto Habibi, attribuir il premio Oltre il muro - Provincia di Trieste al miglior corto della selezione. Una prospettiva dedicata al miglior attore emergente dedicata a Andrea Bosca (foto) che nel cast di Noi credevamo di Mario Martone (in programma). Sabato 9 incontro con attori e registi delle opere prime in concorso. (s.s.)

IL DOCUMENTARIO
DOCUMENTARY IN EUROPE
BARDONECCHIA 4-8 LUGLIO

13 ASSASSINI
DI MIIKE TAKASHI; CON GORO INAGAKI, KOJI JASUKO. GIAPPONE 2010

Remake dal film di Eichi Kudo del 63, il pi grande del genere wu xia, un omaggio non solo al genere samurai e al gioco dazzardo, ma anche al western allitaliana, dedicato a Sergio Corbucci, realizzato dallattore e regista spacialista di neo-horror, riuscita metafora del potere dispotico incarnato in Naritsugu, principe feudale del 1844 e della sua idea di popolo come servitore del sovrano. Miike si diverte a fare un po di accademia ma resta quel giocoliere naturale dellumorismo e della violenza che ha esibito nella sua lunga carriera

Documentary in Europe, manifestazione internazionale dedicata al documentario un appuntamento importante per produttori, registi, responsabili di emittenti, addetti ai lavori. Il workshop, a cui sono giunti per la selezione 164 progetti da 28 paesi del mondo, si articola in due sezioni, il Pitching Forum e il Match Making riservato ai progetti che hanno gi una produzione. Nel corso del workshop si vedranno Cinema Komunisto di Mila Turajlic (che terr una masterclass il 6 luglio) la storia della Avala Film Studios nata nei pressi di Belgrado per volere di Tito, Lost Down memory Lane di Klara Van Es che tratta il tema dellAlzheimer visto con gli occhi delle persone che ne sono affette, La casa verde (una storia politica) di Gianluca Brezza, storia di una casa rimasta imprigionata nel cantiere del nuovo palazzo della Regione Lombardia a Milano. La settimana del documentario aperta al pubblico propone la migliore produzione italiana e a conclusione sar assegnato un premio del pubblico e un premio per il pubblico. (s.s.)

Scienza della storia e della politica Il marxismo e la sociologia sono in crisi, vabbene, ma non questo il problema. Il problema che Antonio Gramsci, nei Quaderni del carcere, ha criticato il marxismo da Bucharin a Marx e la sociologia da Weber a Comte, e avviato una nuova scienza: la scienza della storia e della politica - ma i marxisti e i sociologi non lo sanno. Per Gramsci la conoscenza scientifica dei processi storico-politici non prende lavvio da alcuna concezione generale del mondo e della storia, bens dallesperienza. Il contrario, cio partire da una filosofia, produce necessariamente una subordinazione che impedisce il raggiungimento dellautonomia della nuova scienza. Come abbiamo visto nella critica delle sociologie, la caduta teorica del marxismo il suo deterioramento contenuta nella assunzione del materialismo filosofico come fondamento dellanalisi scientifica dei processi storici e naturali. Ma cosa questa esperienza che fonda il processo conoscitivo? Non si tratta dei dati empirici, poich questi sono gi ordinamenti della realt elaborati sulla base di concezioni teoriche determinate esplicite o implicite. Per esperienza Gramsci intende i processi storici concreti, la storia stessa nella sua infinita variet e molteplicit; esperienza che non pu essere schematizzata proprio per il fatto che non costituita di dati (classificabili), ma di azioni, di processi complessi singolari. In tal modo Gramsci si oppone simultaneamente tanto ad una fondazione di carattere speculativo, quanto a una fondazione di carattere empirista della conoscenza scientifica. (...). Sconfitto politicamente, Gramsci aveva individuato la causa della propria sconfitta (che prevedeva si sarebbe estesa a tutto il movimento comunista) nella mancanza di una cultura scientifica indispensabile per guidare il processo storico-politico di sostituzione del vecchio mondo con uno nuovo (che concepisce come la creazione di una nuova civilt). Aveva realizzato la critica delle teorie esistenti (il marxismo e la sociologia) e identificato il bisogno di una nuova scienza. Come costruirla? Da dove prendere le mosse? Il punto di partenza non si poteva trovare in nessuna filosofia esistente, e ancor meno la nuova scienza poteva trarsi deduttivamente da una concezione i cui fondamenti teorici e metodologici aveva gi criticato. La conclusione a cui giunge chiara: lunico punto di partenza possibile la storia stessa nella sua infinita variet e molteplicit. Ma lesperienza storico-sociale nella sua infinita variet e molteplicit non disponibile n raggiungibile se non in modo frammentario - da alcun individuo o gruppo particolare. Tale esperienza richiede di essere prima elaborata intellettualmente a un certo livello per poter essere trattata scientificamente, perch si costituisca come oggetto di studio dal quale passare al livello scientifico. Brani virgolettati tratti da La Traversata di Pasquale Misuraca e Luis Razeto Migliaro . www.pasqualemisuraca.com

10) ALIAS N. 26 - 2 LUGLIO 2011

PAGINE LA BIOGRAFIA DI JOHN DENSMORE APPENA USCITA DA ARCANA

Porte aperte al rock


Quarantanni fa moriva Jim Morrison. Il ricordo in Riders on the Storm, storico libro del batterista del gruppo, pubblicato per la prima volta negli Usa nel 1990. Almeno tu hai realizzato la tua profezia, anche se sei dovuto morire per diffondere il mito dei Doors
di John Densmore *
n tizio con un paio di classici pantaloni universitari di velluto a coste marrone, una maglietta marrone e i piedi scalzi se nera restato per tutto il tempo in disparte in un angolo del garage. Ray lo introdusse come Jim, il cantante. Si erano incontrati alla scuola di cinema dellUcla. Ray lavorava e allo stesso tempo stava cercando di ottenere una specializzazione in cinema, dopo una laurea in economia, e Jim stava completando una laurea di quattro anni in cinema. Lo stava facendo attraverso un corso accelerato di due anni e mezzo. Un tipo sveglio. In una occasione in cui Ray si era trovato a dover far fronte agli obblighi contrattuali del sindacato dei musicisti che prevedevano una band di sei elementi, avevano suonato insieme e lui aveva convinto Jim a restare ai margini del palco con una chitarra spenta. Avevano fatto da gruppo spalla a Sonny & Cher. Era stato il primo ingaggio a pagamento di Jim e dire che non aveva suonato o cantato una sola nota. Il ventunenne Morrison era timido. Mi disse ciao e torn nellangolo. Immaginai che si sentisse a disagio circondato da musicisti, visto che non suonava nessuno strumento. Mentre Morrison si aggirava per il garage alla ricerca di una birra, Ray sorrise come un fratello maggiore orgoglioso mentre mi consegnava un pezzo di carta stropicciata. Da unocchiata a queste liriche di Jim, mi disse Ray. You know the day destroys the night/Night divides the day/ Tried to run, tried to hide/Break on through to the other side/Made the scene, week to week, day to day, hour to hour/Gate is straight, deep and wide/Break on through to the other side (Sai che il giorno distrugge la notte/La notte separa i giorni/Ho cercato di fuggire, ho cercato di nascondermi/Di aprirmi un varco dallaltra parte/ Ho fatto la mia comparsa, settimana dopo settimana, giorno dopo giorno, ora dopo ora/Lingresso davanti a me, profondo e ampio/ Aprirmi un varco dallaltra parte). Hanno un suono molto percussivo. Ho trovato una linea di basso. Ti va di provare qualcosa?, disse Ray. S, daccordo. Ray attacc e io utilizzai un suono secco di rullante, tenendo le bacchette di traverso. Jim Manczarek si un a noi con la sua armonica stravagante. Finalmente, dopo una lunga attesa, Morrison si mise a cantare il primo verso. Era titubante, non guardava nessuno negli occhi, ma aveva un timbro imbronciato, come se stesse cercando di sembrare surreale. Non riuscivo a smettere di guardarlo. La sua timidezza mi affascinava. La chitarra ritmica di Rick era molto morbida, ma le tastiere di Ray creavano

una grande energia. A quel punto, suonammo un paio di canzoni di Jimmy Reed e fu allora che lenergia di Morrison ebbe unaccelerazione. Accettai di andare da loro per fare altre prove, dato che adoravo suonare. Sapevo che mi volevano e pensai che per un po sarei rimasto a guardare come andavano le cose. Le prove successive andarono pi o meno allo stesso modo, ma i brani originali mi intrigavano sempre pi. Creammo gli arrangiamenti insieme e mi sentii in grande sintonia con loro, soprattutto con Ray. Ecco il ricordo di Ray: Ascoltavamo Jim intonare-cantare le parole pi e pi volte e, a poco a poco, il suono giusto per quelle parole inizi a emergere. Eravamo anime gemelle, gente impasticcata che era alla ricerca di un altro tipo di sballo. Sapevamo che, se avessimo continuato con le droghe, ci saremmo bruciati, per cui lo cercammo nella musica!. Inoltre, Morrison era un tipo misterioso. E la cosa mi intrigava. (...) Se vivessi a Venice, potrei frequentare

Jim. affascinante: mette tutto in discussione. Dannazione, la casa di Ray costa solo settantacinque dollari al mese, per un bilocale in stile vittoriano con vista sulloceano. Venice, Cristo... non territorio da surfisti. L ci sono vibrazioni da beatnik, con tanto di artisti e musicisti. Figo. Sta a sentire, disse Jim, facendomi entrare. Aveva i capelli ancora bagnati per la doccia che si era appena fatto e vi fece scorrere le mani platealmente mentre mi accoglieva nellappartamento. La criniera and perfettamente a posto. Come fai a sistemarti i capelli in quel modo?, gli chiesi, mentre si affrettava verso lo stereo. Li lavi e non li pettini, rispose, mettendo sul piatto lalbum di John Lee Hooker di Ray. Era gi in procinto di assumere unaria da rockstar. Non lo vedevo da qualche settimana, eppure cera stato un cambiamento in lui. Si stava atteggiando? Il blues riemp la stanza. (...) Crawling King Snake, chiesi. Adoro il groove di Crawling King Snake. Credo che, giunti al nostro se-

condo o al terzo album, dovremmo inciderla. Dopo aver realizzato un bel po di brani originali. Naturalmente, prima dobbiamo ottenere un contratto discografico. Non stavo pi nella pelle per come pregustavo il futuro. Quei tizi - Ray, la sua ragazza, Dorothy, Jim e i loro amici della scuola di cinema - erano studenti indipendenti, creativi, e io volevo stargli intorno. Un paio di settimane prima, eravamo andati tutti a vedere LIndia fantasma di Louis Malle allUcla e Ray e Jim avevano parlato della nuova ondata francese nel cinema. Dovresti vedere I 400 colpi, John, aveva insistito Ray. Sapevo che era un film di un regista francese (Truffaut) e il titolo mi aveva eccitato. Pensavo che si riferisse a quattrocento pompini. Guardandomi intorno nellappartamento di Ray, percepii uneuforia universitaria e unatmosfera orientale. Libri, riviste di cinema, tappeti orientali, coperte indiane, fotografie erotiche. In quella stanza mi si stavano dischiudendo interi universi nuovi. Avevo ventanni e tutto era possibile. Accadr, ribatt Jim con fredda sicurezza. Ascolta le corde vocali di questuomo, Cristo. Aveva un tono di voce quasi riverenziale. Considerato il background sudista di Jim, la cosa aveva senso. Era ossessionato dal suono dei cantanti blues di colore. La sensazione cruda di sofferenza espressa dalle loro voci pareva riverberarsi in lui. Rest in attento ascolto, perso nel suo mondo. Dopo parecchi altri brani, Jim

Un patto non verbale, ovviamente. Unimmagine Oppure sono in preda alle allucinadei Doors. zioni? Ti eri messo in viaggio verso il Da sinistra: baratro e Ray, Robby e io, i tuoi amiJim Morrison, ci, ti abbiamo sostenuto. Fino a un John Densmore, certo punto. Non avevamo idea che Robby Krieger e Ray tu intendessi farlo sul serio. Ora mi Manzarek. In piccolo chiedo se avrei potuto fare qualcosa la copertina del libro per fermarti, persino mentre guardi Desmond do vecchi filmati e vecchie interviste in cui diciamo, be, qualcuno di noi deve pur sporgersi sul precipizio per gli altri. Mi sono compromesso? Lo devo scoprire. Una gelida folata di vento mi dest dalle mie fantasticherie. Girai rapidamente sui tacchi e mi affrettai a raggiungere gli altri. Una volta di fronte al cancello, cinsi una spalla di Danny con un braccio, mentre ci dirigevamo sullacciottolato verso propose di andare a pranzo allOlilautomobile di Herv. (...) Pi tardi, vias. Mi alzai in piedi di scatto. Mi seduto allo scrittoio stile regency venne lacquolina in bocca alla pronella mia camera dalbergo di Parispettiva della cucina genuina del gi, guardai i tetti fuori dalla finestra. sud. Pur e salsa gravy. Ci sto, per Il sole stava cercando (vanamente) non dobbiamo tornarci a cena!, disdi farsi strada in quella mattinata grisi in tono scherzoso, massaggiandogia di foschia. Mangiai il cioccolatimi lo stomaco. Lo so, lo so. Qualno alla menta lasciato sul cuscino la che pasto di fila in quel posto e devi sera prima dalla cameriera e risi correre in bagno. Per, mi fa venire sommessamente della forma a L delin mente la cucina di casa della Flola mia camera. Lennesima eccentririda!. E costa poco!, esclamai. Jim ca camera dalbergo europea. I miei tir fuori quel sorrisino che ti saresti occhi si spostarono dalla finestra, tenuto stretto in eterno. (...) Jim, socon la sua veduta sui tetti grigio-azno davvero fiero di ci che abbiamo zurri di Parigi, al materiale di cancelfatto, sussurrai di fronte alla sepolleria dellalbergo che mi fissava daltura del mio vecchio amico, ma solo scrittoio. Presi la penna dellalberno stanco di essere conosciuto solo go e iniziai a scrivere una lettera. in quanto tuo batterista. Non so chi sono. Ho trentun anni, questo lo so. * stato il batterista dei Doors dal 1965 Ti sono sopravvissuto di quattro anal 1973. Negli anni seguenti si occupato ni, figlio di troia. Ora capisco che al di danza, teatro e produzioni musicali tempo non ero molto consapevole davanguardia. Ha diretto e prodotto diverdella mia strada nel mondo. Per lo si video sui Doors ed stato consulente di meno, tu hai realizzato la tua profeOliver Stone per la sceneggiatura del film zia, anche se sei dovuto morire per biografia The Doors. Vive a Los Angeles diffondere il prezioso mito dei Docon la sua famiglia. I testi riprodotti sono ors. Il nostro patto segreto di morte. (C) John Densmore

ALIAS N. 26 - 2 LUGLIO 2011 (11

PIATTI AL VINILE

Valzer e piadine a go-go. Ecco il pop


di Pi Erre
CREMONA Barbacco Corso Giacomo Matteotti 1 (tel. 0372 801128) Ogni tanto le puntarelle, specie quelle rosse, vengono travolte dal bisogno di liquidare qualche luogo comune. Una sorta di killer instinct. Lultima volta che successo, ci trovavamo a Cremona, e dopo due giorni di Stradivari e Mina, di ristorantoni slow food (leggasi il pure ottimo La Sosta), abbiamo sentito il bisogno di una boccata di pop. E cos siamo finiti ai tavolini allaperto del Due Colonne, noto anche come Barbacco. Viziati dalle splendide Tania e Valentina, nonch dal boss Luca, abbiamo dato fondo alle riserve di champagne, dolcetto e risotto al taleggio. Il tutto al ritmo di quel capolavoro che Mr Saxobeat (Alexandra Stan). Mangiare il culatello della vicina Zibello, ondeggiando con la testa e ancheggiando da seduti, d veramente soddisfazione. Specialmente alluna di notte, ora in cui in una citt come Cremona c poco da ancheggiare. Bonus: la cantina ricercata e il cane Tatone. Malus: Lafa e le zanzare destate, la nebbia dinverno. Voti: cucina 6; ambiente 7; servizio 7,5. SPADAROLO (RIMINI) Delinda Via Marecchiese 345 (tel. 0541 727082) Pi pop di cos si muore. Abbandonate le atmosfere glamour di viale Ceccarini e i ristorantoni sul mare acchiappa famiglie, eccoci nellentroterra del riminese, sulla statale Marecchiese. Sgommiamo involontariamente sulla ghiaietta del cortile, spegnamo i motori ed eccoci tornati indietro di qualche decennio, in una locanda familiare e spartana dove trovi le pi lodate tagliatelle al rag (servite con piselli a parte) della Romagna. A mano, sincere, rosse. Inebrianti come lo straordinario sax di Fiorenzo Tassinari nel valzer Battagliero: e pazienza se la versione emiliana e non quella romagnola (noi siamo con Paolo Nori). Con il quartino di Sangiovese che scende gi fluido, eccoci al galletto alla cacciatora. Non mancano cappellini in brodo, piccione arrosto e piade a volont. Bonus: prezzi bassi, frugalit, seriet. Malus: la statale 258 Marecchia. Voti: cucina 7; ambiente 6; servizio 7,5. ROMA Salotto culinario Via Tuscolana 1199 (tel. 06 72633173) Un elegante bistrot romano alla fine della Tuscolana, altezza Tor Vergata, incastonato nel finto castelletto del mobilificio Peroni. Ci sono tutte le caratteristiche per incuriosirsi o per lasciar perdere e andare a intossicarsi al solito zozzone di Trastevere. Scegliamo la prima. Spariamo nel cd Sono cool questi rom degli Assalti Frontali e affrontiamo con pi serenit la Tuscolana. In prossimit del ristorante, si cambia con Bill Evans, pi adatto allatmosfera del Salotto Culinario. Dove comanda Adriano Baldassare (gi Tordo matto di Zagarolo) che propone, tra laltro, cannoli di burrata e acciuga, cacio fritto con miele e peperoni, spaghettone Giovanni Fabbri allo scoglio e bab agli agrumi. Lestro dello chef, ma anche la tradizione, per chi vuol stare con i piedi per terra. Bonus: unoasi nella Tuscolana. Malus: servizio tra il distratto e linutilmente pomposo. Voti: cucina 7,5; ambiente 7; servizio 5,5 www.puntarellarossa.it

di Simona Frasca

he cosa vuoi fare da grande? Chiese il nonno al piccolo Sting che allepoca si chiamava Gordon Matthew Thomas Sumner mentre passeggiavano in un parco. Voglio suonare in una rocknroll band, rispose zelante Gordy. Il nonno rest di sasso: questo ragazzo sbalorditivo, se avessero fatto a me la stessa domanda non avrei saputo rispondere altro che lastronauta. Nessuno sa se la storia and cos per vero che Sting prima di esordire con i Police insegnava inglese in una scuola di Newcastle, e a un tratto il destino intervenne schiudendogli le porte dorate dello star system. La fortuna intervenuta prepotentemente nella vita di molti insospettabili esponenti della cultura pop e cos nel bel mezzo di una tranquilla carriera senza particolari impennate si sono ritrovati sotto lo sguardo entusiasta del mondo intero. Cosa facevano Nico, Chrissie Hynde o i Beastie Boys prima di diventare quello per cui li conosciamo? E chiss dove sarebbero oggi Tori Amos, i Pantera o i Black Eyed Peas senza lintervento benevolo della dea bendata.

FENOMENI INSEGNANTI, GIORNALISTI, MODELLE

I predestinati della musica


Cosa facevano Nico, Chrissie Hynde o i Beastie Boys prima di diventare quello per cui li conosciamo? Storie di artisti per caso, baciati dalla fortuna e oggi al cuore del pop

12) ALIAS N. 26 - 2 LUGLIO 2011

Dal contesto del giornalismo musicale arriva Chrissie Hynde, una delle musiciste pi interessanti nel panorama rock di sempre, leader dei Pretenders. Nasce ad Akron nellOhio e da adolescente conduce una vita irregolare e schiva, senza troppe feste, fidanzati, appuntamenti e disco music e cos quella che per molti suonerebbe come unesistenza da sfigati per lei fu una vera e propria fortuna. Lunica cosa alla quale era interessata, dichiar poi a distanza di tempo, era andare ai concerti dove si sentiva libera di corteggiare ed essere corteggiata. Chrissie si forma negli anni della contestazione giovanile, della guerra in Vietnam e dellinvasione in Cambogia; il vegetarianismo, la cultura hippie e il misticismo sono alcuni elementi centrali della sua personalit culturale. Sono anche gli anni in cui comincia a suonare la chitarra con alcune band e ad appassionarsi al lavoro di critico musicale. Il trasferimento a Londra sancisce il suo ingresso nel mondo delleditoria grazie alla sua relazione con Nick Kent, famoso critico rock inglese acrimonioso redattore di New Musical Express e The Face. Negli anni Settanta fa il pieno di cultura punk, stringendo rapporti con Malcolm Mc Laren e Vivienne Westwood, Sid Vicious, Mick Jones, Tony James dei Generation X. Sul finire del decennio finalmente forma la sua band, The Pretenders con la quale inaugura la sua decennale carriera di musicista che continua tuttoggi.

Siamo in California. Da una parte c Fergie, la valchiria del rap, ha pubblicato tre album di scarso successo e si incammina per il solitario sentiero della tossicodipendenza, e dallaltra Will.i.am, Apl.de.ap. e il rapper Taboo, il nucleo originario dei Black Eyed Peas, che insieme alla corista Kim Hill hanno al loro attivo due album accolti tiepidamente. I tre sono stati impegnati politicamente nella Native Tongues Posse, un collettivo hip hop nato alla fine degli anni Ottanta che annovera tra i suoi fondatori gruppi come De La Soul, A Tribe Called Quest e che si ispira ai concetti positivi della ngritude sia attraverso i testi che attraverso la musica, con beat recuperati dai repertori afroamericani jazz. Nel 2003 i due estremi si incontrano e i Black Eyed Peas svoltano, Kim Hill viene sostituita da Fergie e il gruppo edita il terzo album Elephunk, un successo planetario grazie anche a uno dei singoli, Lets Get it Started, titolo trasformato dalloriginario Lets Get Retarded che fu utilizzato in contesti cinematografici e sportivi come inno agli Nba Playoffs del 2004.

Sotto la voce metal si rubricano gli inizi di Billy Joel che fu un rocker proto heavy metal. Un pianista come tanti con un buon training come interprete di musica classica, capace di suonare ogni genere di musica e di catturare al volo le richieste del pubblico di un qualsiasi piano bar, questi sembrano essere i trascorsi desordio di Joel se non avesse pubblicato un disco di puro hard rock con il suo duo Attila. Era il 1970 e Joel urlava con un guaito volutamente acuto e stridulo accompagnandosi con un organo Hammond B-3, lo stesso utilizzato da Deep Purple, Pink Floyd e Le Orme. Leffetto wah-wah diffuso e il suono aggressivo e implacabile associati alla copertina nella quale Joel e il batterista Jon Small appaiono vestiti come due guerrieri barbari circondati da carcasse di animali allinterno di quella che sembra una cella frigorifera, suggeriscono un senso di imbarazzo, divertimento e disgusto che non pu rendere giustizia a un disco che contiene, a detta di alcuni critici, riff interessanti anche se il resto dellumanit che ascolta musica, Joel compreso, lo hanno definito il peggior disco mai realizzato nella storia del rocknroll.

Una questione di collaborazioni indovinate, di incontri fortunati e di miscele artistiche azzeccate il segreto del successo anche per i Ministry. Prima di licenziare lepocale The Land of Rape and Honey nel 1988 e prima che Al Jourgensen, frontman della band, cavaliere di una miscela industrial-metal misantropica e molto critica nei confronti della modernit alienante, inaugurasse il nuovo corso della band, quello che ne avrebbe decretato fama e successo planetario, i Ministry nascono come band synth-pop pubblicando due album With Simpathy (1983) e Twitch (1986). Questultimo si avvale della collaborazione di Adrian Sherwood e indica il nuovo sentiero con sonorit pi dure per le quali si incamminer di l a poco Jourgensen insieme al nuovo sodale Paul Barker, al basso e alle tastiere nella band fino al 2003, inaugurando un corso che rappresenta una vera e propria rottura rispetto agli esordi con tanto di abiura nei confronti del primo album.

Il pluripremiato Neil Gaiman, artista della scuderia della DC Comics, tra le pi grandi case editrici di fumetti (Wonder Woman, Superman, Batman tra i suoi supereroi pi accreditati) arriva nel mondo delle storie a strisce dopo la non troppo fortunata carriera come giornalista appassionato indagatore dei fenomeni della cultura pop. Nel 1984 scrive una biografia sui Duran Duran, frutto del lungo flirt con alcuni esponenti della scena synth-pop inglese; il libro sebbene ricco di spunti interessanti oltrepassa lattenzione generale quasi in sordina. Il passaggio alla letteratura di fantascienza e da l alle sceneggiature di fumetti veloce, nel 1989 comincia a scrivere la fortunata serie di Sandman in cui partendo dal protagonista di nome Sogno si mescolano la cultura occultista e le dinamiche narrative della science fiction care al suo autore/inventore, suggestioni horror e reminiscenze mitologiche. Gaiman continua a riscuotere successo con Miracleman, il personaggio che eredita la fortuna editoriale del suo alter ego e predecessore Marvelman e ritorna nel mondo del rock questa volta attraverso la porta del metal stringendo collaborazioni con Alice Cooper. Uno dei suoi personaggi quello della piccola Coraline diventato recentemente il film omonimo animato in stop motion di Henry Selick.

Katy Hudson, nota come Katy Perry grazie al suo tormentone dancefloor I Kissed a Girl, emerge nel mondo del christian pop. Nel 2001 a sedici anni pubblica un album omonimo nel quale sono dichiarate le sue origini cristiane, Katy figlia di due pastori protestanti e la sua formazione musicale avviene nel gospel grazie alla sua permanenza in un coro di chiesa. A un tratto viene fulminata dalla rivelazione dellesistenza di un versante pop secolare e a lei sicuramente pi congeniale visto il seguito della sua biografia artistica. I temi dellambiguit sessuale ingenua e innocente vicini al teen-pop sound contemporaneo (Non era nelle mie intenzioni - canta nella canzone citata - ho perso la mia discrezione, ero curiosa, ho baciato una ragazza e mi piaciuto il gusto del suo burro di cacao al sapore di ciliegia, lho fatto cos per provare e spero che il mio ragazzo non se la prenda) le portano gran fortuna giacch da quando cambia nome e in seguito alla pubblicazione dei suoi due album One of the Boys (2008) e Teenage Dream (2010), insigniti del disco di platino, viene investita dal potente abbraccio della celebrit e della sua precedente identit non resta che un album andato fuori stampa poco dopo la pubblicazione.

Giovanni Pellino in arte Neffa nasce a Scafati vicino Salerno, si trasferisce a Bologna e da l entra nel circuito hardcore punk. La scena in quegli anni, siamo nel decennio del riflusso degli Ottanta, d i suoi frutti migliori al nord della valle padana, Torino uno dei centri propulsori. Neffa inizia a suonare la batteria con alcune band esponenti del genere tra cui i Negazione, gruppo di riferimento per i decenni Ottanta e Novanta. I Negazione si sciolgono nel 92 dopo aver preso parte alledizione dellanno precedente del Monsters of Rock, tra i pi importanti festival di heavy metal in Europa con varie edizioni tra cui quella italiana di Modena che nellanno della partecipazione dei Negazione vede sul palco gli AC/DC e i Metallica. Neffa, che aveva gi lasciato il gruppo, intraprende la sua prima svolta artistica verso il rap, entra a far parte dellIsola Posse All Star e poi Sangue Misto. Segue nel 2001 un nuovo cambio di rotta verso il pop pi blas e pubblica la sua hit La mia signorina che decreta il suo definitivo ingresso nel panorama della canzone italiana dai tratti leggeri e ironici.

Prima di deviare verso lhip hop e lo smooth-funk i Beastie Boys furono una delle tante band hardcore punk americane, si chiamavano The Young Aborigenes e come altre formazioni simili avevano aperto i concerti per nomi grossi come i Dead Kennedys sul palco del CBGBs. Adam Yauch, molto prima di farsi conoscere con lo pseudonimo di MCA si era unito alla band nella quale militavano Michael Diamond, la batterista Kate Schellenbach e il chitarrista John Berry. I futuri componenti dei Beastie Boys si erano conosciuti a un concerto dei Bad Brains e, come raccontano gli annali del rock, proprio in omaggio alla band hardcore di Washington avevano deciso di cambiare il loro nome in modo tale da mantenere le stesse iniziali. Il culmine della loro carriera avrebbe potuto consumarsi al fianco dei Bad Brains quando parteciparono alla compilation New York Thrash del 1982, unantologia delle band hardcore punk della scena newyorkese in cui i Beasti Boys figurano con due brani-frammento di una manciata di secondi Riot Fight e Beastie. Invece avevano accidentalmente realizzato una hit hip hop: Cooky Puss. Il titolo del brano il nome di un gusto di gelato e nasceva da uno scherzo telefonico fatto ai danni della Carvel Ice Cream, un pezzo di pura idiozia in stile sperimental-demenziale e pass con grande entusiasmo nei dance club di tutta New York City. Il successo fu tale che attir lattenzione di Rick Rubin allepoca produttore della storica etichetta Def Jam. Rubin convinse i Beastie Boys a lasciare che lhardcore diventasse una suggestione sedimentata nelle pieghe del loro stile che da quel momento in poi fu dichiaratamente rap. I Beastie Boys passano alla storia come band hip hop con evidenti marcatori desunti dallhardcore-punk con pezzi come Heart Attack Man, la cover di Sly Stone Time For Livin o ancora con lep del 95 Aglio e olio.

Dopo essersi unita a Lou Reed e a John Cale nei Velvet Undergroud nel 1966, Nico divenne unistituzione della frangia pi estrema della controcultura musicale grazie alla sua voce monocorde e glaciale che sembrava neutralizzare deliberatamente la carica sensuale del suo appeal. Aveva cominciato come mannequin e prima di unirsi ai Velvet Underground aveva affondato un bel colpo al cuore del pop nel 65 quando Brian Jones le present lallora impresario dei Rolling Stones Andrew Loog Oldham che assunse Jimmy Page prima che nascessero i Led Zeppelin come produttore del suo primo singolo Im not Sayin/The Last Mile. Gi allora la sua voce possedeva quel formidabile senso di distacco anche se mitigato da una vena sinuosa di folk-pop destinata a scomparire.

Una falsa partenza fu pure quella di Tori Amos. Prima di diventare una delle cantautrici americane pi impegnate del panorama rock femminile degli anni Novanta, con il suo gruppo Y Kant Tori Read pubblica nel 1988 lalbum omonimo per la Atlantic. Si tratta di un disco hard rock e Tori alla voce assomiglia a Kate Bush ma pi sveglia e in linea con i gusti del mercato. La band gira in tour con i Cheap Trick e altre formazioni del genere ma discograficamente si rivela un flop. Tori nonostante il colpo ritorna alla canzone dautore e scrive Little Earthquakes pubblicato con molte riserve dalla Atlantic solo nel 1992 e che entra nella storia del rock dopo aver venduto milioni di copie in tutto il mondo.

Un riferimento alla biografia artistica di uno scrittore americano tra i pi apprezzati per il modo in cui elabora i temi della modernit legati allalienazione e alle distorsioni della societ capitalistica, alla nevrosi e alla cultura pop punk, David Foster Wallace. Morto nel 2008 a 46 anni e prima di dare la stura al suo particolare stile ironico con il romanzo desordio La scopa del sistema e la raccolta di racconti La ragazza con i capelli strani considerato il suo manifesto poetico e stilistico, Wallace ebbe un precedente come saggista e teorico hip hop pubblicando con Mark Costello Il rap spiegato ai bianchi (edizione originale Signifying Rappers: Rap And Race in the Urban Present), una riflessione sulla lingua nellhip hop scritta nel 1990 che oggi suonerebbe pretensiosa come una tesi di dottorato. Si tratt di un abbaglio narrativo presto rimediato.

Dallanno della loro nascita, era il 1981, i Pantera hanno faticato non poco per perfezionare il loro stile iniziale cambiando spesso pelle. Il cambiamento pi significativo stato quello che li ha allontanati dal glam rock degli esordi che risentiva enormemente della lezione dei Kiss, per indirizzarli verso un metal ancora inedito per quegli anni del quale essi stessi furono gli apripista e che mescolava lheavy metal pi classico alla linea speed/trash la Slayer. Il primo album si intitolava Metal Magic, poi arriv Projects in the Jungle, dichiarato debito hair metal. Dimebag Darrell, chitarrista e membro fondatore della band, aliment il favore dei fan grazie alle sue eccezionali doti tecniche, in passato aveva vinto molte competizioni musicali e fu proprio per mano di un fan che Darrell mor sul palco l8 dicembre 2004. Quando nel 1990 passarono di etichetta dalla loro Metal Magic Records nata grazie al sostegno del padre di Darrell, con la quale avevano pubblicato i primi quattro album, alla Atlantic Records licenziano Cowboys from Hell, il loro album di rottura che segna la linea di demarcazione verso suoni feroci accantonando i sedimenti pop ormai obsoleti della generazione precedente. Il disco fu un evento epocale, fuori le band glam ostentate con i capelli cotonati, dentro quelle dal suono pi roccioso, cupo e aggressivo come Metallica e Soundgarden. I Pantera ci avevano impiegato nove anni e quattro album prima di mettere a punto la loro personale ricetta groove-metal copiata da molti.

ALIAS N. 26 - 2 LUGLIO 2011 (13

Gogol Bordello
Da New York, un mix di punk, gypsy music, cabaret.

Caparezza
Il rapper di Molfetta tornato con un nuovo album, Sogno eretico.
SENIGALLIA (AN) SABATO 2 LUGLIO (FORO ANNONARIO) PADOVA MERCOLEDI' 6 LUGLIO (PARCHEGGIO STADIO EUGANEOSHERWOOD FESTIVAL) SESTO SAN GIOVANNI (MI) VENERDI' 8 LUGLIO (CARROPONTE-BLOOMLIVE)

BloomLive
Settima edizione per la rassegna di rock made in Italy che quest'anno si sposta a Sesto San Giovanni. Sul palco Israel Vibration (il 5), Caparezza (l'8) e Club Dogo (il 9).
SESTO SAN GIOVANNI (MI) MARTEDI' 5, VENERDI' 8 E SABATO 9 LUGLIO (CARROPONTE)

Roma incontra il mondo


Il festival ha in programma concerti con Radici nel Cemento, Coro dei Minatori di Santa Fiora e Rossoantico, Cristina Don, Niccol Fabi, Sud Sound System, Maria Gad, Tuxedomoon, Officina Zo.
ROMA DA SABATO 2 A SABATO 9 LUGLIO (LAGHETTO DI VILLA ADA)

l'unica data italiana di Architecture in Helsinki.


BAGNOLI (NA) SABATO 9 LUGLIO (ACCIAIERIA SONORA)

ON THE ROAD
Mogwai
In Italia la indie post rock band scozzese, tra le migliori espressioni della nuova scena europea, per presentare l'album Hardcore Will Never Die, but You Will.
PADOVA GIOVEDI' 7 LUGLIO (PARCHEGGIO STADIO EUGANEO-SHERWOOD FESTIVAL) ROMA VENERDI' 8 LUGLIO (IPPODROMO DELLE CAPANNELLE-ROCK IN ROMA) BAGNOLI (NA) SABATO 9 LUGLIO (ACCIAIERIA SONORA-NEAPOLIS FESTIVAL)

RIMINI MERCOLEDI' 6 LUGLIO (VELVET) SEGRATE (MI) GIOVEDI' 7 LUGLIO (MAGNOLIA) BARI VENERDI' 8 LUGLIO (FIERA DEL LEVANTE) VILLAFRANCA (VR) SABATO 9 LUGLIO (CASTELLO SCALIGERO)

Dancity Festival
La rassegna ha in cartellone, tra i tanti, Ad Bourke, Felix Kubi, Juju & Jordash, Kink & Neville Watson, Popolous, Stian Westerhus.
FOLIGNO (PG) SABATO 2 LUGLIO (AUDITORIUM SAN DOMENICO)

This Will Destroy You


La band americana si muove in ambito post-rock.
LIVORNO MARTEDI' 5 LUGLIO (THE CAGE) ROMA MERCOLEDI' 6 LUGLIO (TRAFFIC) MARINA DI RAVENNA (RA) GIOVEDI' 7 LUGLIO (HANA-BI)

Subsonica
Nuovo album, Eden, e nuovo tour per la band torinese.
TORINO SABATO 2 LUGLIO (PIAZZA CASTELLO) PARMA MARTEDI' 5 LUGLIO (PARCO EX-ERIDANIA) BERGAMO GIOVEDI' 7 LUGLIO (ARENA ESTIVA DELLA FIERA) PADOVA VENERDI' 8 LUGLIO (PARCHEGGIO STADIO EUGANEO- SHERWOOD FESTIVAL) CATTOLICA (RN) SABATO 9 LUGLIO (ARENA DELLA REGINA)

Luglio Suona Bene


Il festival estivo al Parco della Musica. Il programma della settimana prevede: Ricky Martin (oggi), Burt Bacharach (domani), Ringo Starr and His All Starr Band (il 4), i Carmina Burana con Coro e Percussionisti dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia (il 6), il Concerto con dedica di Ennio Morricone (l'8) e il ritorno dei Chicago (il 9).
ROMA DA SABATO 2 A SABATO 9 LUGLIO (AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA)

Raze It Up
Festival dedicato a hip hop e rap. Con Snoop Dogg (unica data), Co'sang, Kaos One, Fatman Scoop, La Fouine, Mala Rodriguez, One Mic, Onyx, Rude Family e Dj Fish.
BOLOGNA SABATO 2 LUGLIO (ARENA PARCO NORD)

Ipm
L'International Promoters Meeting una manifestazione che prevede incontri tra professionisti del settore in cui i protagonisti sono sia gli artisti che i promoter. Dopo l'inaugurazione al Goa prevista per il 7, performance l'8 con Nicolas Matar (Cielo) e il 9 con Karizma, Ricky Birickyno e Spellband (Room26).
ROMA DA GIOVEDI' 7 A SABATO 9 LUGLIO (VARIE SEDI)

Popa Chubby
Il blues elettrico del chitarrista bianco del Bronx.
LIVORNO MERCOLEDI' 6 LUGLIO (VILLA CORRIDI) MONZA (MB) GIOVEDI' 7 LUGLIO (VILLA REALE) SASSARI VENERDI' 8 LUGLIO (PIAZZA SANTA CATERINA)

Kernel Festival
Una rassegna vicina alla musica dance e elettronica. Ultima giornata con Troy Pierce, Moritz Von Oswald, Shed e Tonylight.
DESIO (MB) SABATO 2 LUGLIO (VILLA TITTONI TRAVERSI)

Arcade Fire
Una delle band indie pi quotate del momento, da Montreal.
MILANO MARTEDI' 5 LUGLIO (ARENA CIVICA-MILANO JAZZIN' FESTIVAL) LUCCA SABATO 9 LUGLIO (PIAZZA NAPOLEONE-LUCCA SUMMER FESTIVAL)

Paolo Benvegn
Il cantautore si conferma tra i pi ispirati della scena italica con il nuovo lavoro Hermann.
ROMA LUNEDI' 4 LUGLIO (CASA DEL JAZZ-SOLUZIONI SEMPLICI FESTIVAL) MODENA MERCOLEDI' 6 LUGLIO (GIARDINI DUCALI) REGGIO EMILIA GIOVEDI' 7 LUGLIO (PIAZZA DEL MUNICIPIO) CAMUCIA DI CORTONA (AR) VENERDI' 8 LUGLIO (PARCO PISCINA COMUNALE)

DinamoFest
Un nuovo progetto autofinanziato che regala a Roma oltre settanta eventi culturali per quattro giorni. In ambito musicale si segnalano I live di Clementino e il dj set di Toretta Stile (il 7), il live set electro di Richard Dorfmeister (l'8) e un incontro nazionale di reggae sound (il 9).
ROMA DA GIOVEDI' 7 A SABATO 9 LUGLIO (CITTA' DELL'ALTRA ECONOMIA EX MATTATOIO)

Venice Sunsplash Festival


Il Rototom se ne andato e allora ecco un altro festival dedicato alla musica reggae. Sul palco Fire Band, Jaka, Mad Professor, Mellow Mood, Moa Anbessa, Shaggy, Train in Roots, Rasta Snob Sound System, Dj Gusma-T e Dj Vito War (oggi), John Holt, Israel Vibration, Third World, Andrew Tosh e Ultima Fase (domani).
CHIOGGIA (VE) SABATO 2 E DOMENICA 3 LUGLIO (PARCO ISOLA DELL'UNIONE)

Liri Blues
La rassegna propone alcuni nomi di spicco della scena blues internazionale tra cui la vocalist Bettye Lavette (oggi) e a chiudere i Colosseum (domani).
ISOLA DEL LIRI (FR) SABATO 2 E DOMENICA 3 LUGLIO (PIAZZA DE' BONCOMPAGNI)

Burt Bacharach
In Italia il famosissimo e apprezzatissimo compositore statunitense.
ROMA DOMENICA 3 LUGLIO (AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA-LUGLIO SUONA BENE) LUCCA MARTEDI' 5 LUGLIO (PIAZZA NAPOLEONE-LUCCA SUMMER FESTIVAL) MILANO MERCOLEDI' 6 LUGLIO (ARENA CIVICA-MILANO JAZZIN' FESTIVAL) BARD (AO) VENERDI' 8 LUGLIO (PIAZZA D'ARMI DEL FORTE)

Ringo Starr
In Italia il vecchio superstite dei Fab Four con His All Starr Band.
MILANO DOMENICA 3 LUGLIO (ARENA CIVICA-MILANO JAZZIN' FESTIVAL) ROMA LUNEDI' 4 LUGLIO (AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA-LUGLIO SUONA BENE)

Yo Yo Mundi
La band piemontese presenta dal vivo il nuovo album Munfr.
VERBANIA VENERDI' 8 LUGLIO (AREA FESTE MADONNA DI CAMPAGNA)

Indie Rocket Festival


Il festival pescarese chiude la sua due giorni con Shy Child, We Have Band, Le Rose e Civil Civic.
PESCARA SABATO 2 LUGLIO (PARCO LE NAIADI)

Astimusica
Si apre con il Concerto grosso dei New Trolls con l'Orchestra Sinfonica di Asti il prestigioso festival piemontese. Nella seconda serata tocca a Graziella Lintas e Mau Mau.
ASTI VENERDI' 8 E SABATO 9 LUGLIO (PIAZZA SAN SECONDO)

Dinosaur Jr.
Torna una delle band pi importanti dellalt rock Usa.
FERRARA DOMENICA 3 LUGLIO (PIAZZA CASTELLO-FERRARA SOTTO LE STELLE) SEGRATE (MI) LUNEDI' 4 LUGLIO (MAGNOLIA-GRAZIE A DIO E' LUNEDI')

Villa Arconati Festival


In cartellone, nell'ordine: Stefano Bollani, The Chieftains e Giovanni Lindo Ferretti.
CASTELLAZZO DI BOLLATE (MI) LUNEDI' 4, MARTEDI' 5 E GIOVEDI' 7 LUGLIO (VILLA ARCONATI)

Skunk Anansie
Skin, vocalist e leader, si riunita ai suoi vecchi sodali.
UDINE MERCOLEDI' 6 LUGLIO (CASTELLO) PISTOIA VENERDI' 8 LUGLIO (PIAZZA DEL DUOMO-PISTOIA BLUES) BAGNOLI (NA) SABATO 9 LUGLIO (ACCIAIERIA SONORA-NEAPOLIS FESTIVAL)

Serata Metal
La fiera di Milano ospita una nottata da non perdere per gli appassionati dell'heavy metal con quattro nomi di primissimo piano del genere: Metallica, Megadeth, Anthrax e Slayer.
RHO (MI) MERCOLEDI' 6 LUGLIO (ARENA FIERA DI MILANO)

GruVillage
All'interno della kermesse una rassegna jazz con Raul Midon e Richard Bona, The Dudala Malambo Project (il 4), Mike Stern e Dave Weckl (il 5), Seal (il 6), Joe Sample Trio con Randy Crawford (il 7), Torino Jazz Orchestra con Tullio De Piscopo (l'8) e Mario Biondi (il 9).
TORINO DA LUNEDI' 4 A SABATO 9 LUGLIO (SHOPVILLE LE GRU)

Roger Waters
Il vecchio bassista dei Pink Floyd di nuovo in tour con la sua versione di The Wall.
ASSAGO (MI) DOMENICA 3 E LUNEDI' 4 LUGLIO (MEDIOLANUMFORUM)

Ferrara sotto le stelle


Sedicesima edizione per uno dei festival pi importanti della penisola in ambito rock indipendente. Si parte domani con l'evento Un giorno del tutto differente che vedr Verdena e Dinosaur Jr. insieme nel rifacimento di Bug, terzo album della band statunitense. Prima di loro sul palco Sakee Sed, Spread, Iosonouncane, Aucan e Jennifer Gentle, questi ultimi con ospiti i due Verdena Luca e Alberto Ferrari. Per il 5 sono attesi, per l'unica data italiana, The National e, in apertura, Beirut, a chiudere la prima settimana di concerti il 6 con, data unica, PJ Harvey.
FERRARA DOMENICA 3, MARTEDI' 5 E MERCOLEDI' 6 LUGLIO (PIAZZA CASTELLO)

Soluzioni Semplici
La web tv del Circolo degli Artisti organizza un festival alla Casa del Jazz con A Classic Education, Alessandra Celletti, Cat Claws, Il Pan del Diavolo, The Jacqueries (il 3), Offlaga Disco Pax, Paolo Benvegn (il 4), Joan as Police Woman, Nada (il 5).
ROMA DA DOMENICA 3 A MARTEDI' 5 LUGLIO (CASA DEL JAZZ)

Al Di Meola
Tra i pi apprezzati chitarristi in ambito jazz fusion.
MILANO SABATO 2 LUGLIO (LA MILANESIANA)

Bettye Lavette
In Italia una delle regine del soul.
ISOLA DEL LIRI (FR) SABATO 2 LUGLIO (PIAZZA DE' BONCOMPAGNI-LIRI BLUES) LIVORNO LUNEDI' 4 LUGLIO (VILLA CORRIDI) GENOVA MERCOLEDI' 6 LUGLIO (ARENA DEL MARE-JUST LIKE A WOMAN)

I Suoni delle Dolomiti


Parte l'edizione 2011 di uno dei festival pi attesi d'Italia, tra le splendide montagne del Trentino Alto Adige. Si parte il 3 con Dolomiti d'InCanto, un progetto speciale con i cori del Trentino impegnati in vari rifugi dolomitici. La rassegna prende corpo il 7, l'8 e il 9 con il concerto trekking di Mario Brunello e Nives Meroi in Val di Fassa (rifugi del Catinaccio e del Sassolungo) e (il 9, ore 14), in Pian Frataces.
DOLOMITI TRENTINE DOMENICA 3 E DA GIOVEDI' 7 A SABATO 9 LUGLIO (VARIE SEDI)

Badly Drawn Boy


Torna in Italia lartista britannico.
ROMA GIOVEDI' 7 LUGLIO (CIRCOLO DEGLI ARTISTI) BOLOGNA VENERDI' 8 LUGLIO (VICOLO BOLOGNETTI)

Festival delle Colline


Il festival della provincia toscana ha in programma due appuntamenti, quello con l'Orchestra Regionale Toscana e Bobo Rondelli in Pierino e il lupo e Mirko Guerrini e Massimo Ottoni in L'ombra di Pinocchio.
POGGIO A CAIANO (PO) MERCOLEDI' 6 E VENERDI' 8 LUGLIO (VILLA MEDICEA, CHIESA DI BONISTALLO)

Milano Jazzin' Festival


A dispetto del nome la rassegna meneghina propone un cartellone non propriamente jazz. Sono attesi: Ringo Starr and His All Starr Band (il 3), Arcade Fire, White Lies e Cloud Control (il 5), Burt Bacharach e Mario Biondi (il 6), Lou Reed (l'8).
MILANO DOMENICA 3, MARTEDI' 5, MERCOLEDI' 6 E VENERDI' 8 LUGLIO (ARENA CIVICA)

A Place to Bury Strangers


Da New York, sulla scia di Jesus and Mary Chain.
SEGRATE (MI) VENERDI' 8 LUGLIO (MAGNOLIA)

Asian Dub Foundation


Tra gli esponenti principali del movimento new asian underground.
ROVERETO (TN) DOMENICA 3 LUGLIO (PIAZZALE DE GASPERI)

Otis Taylor
Il blues del musicista afroamericano.
PIAZZOLA SUL BRENTA (PD) GIOVEDI' 7 LUGLIO (ANFITEATRO CAMERINI)

Amenoblues
La cittadina in provincia di Novara ha in programma un festival blues con i live di Angelo Leadbelly Rossi (oggi), East River String Band con Robert Crumb (l8) e 19th Street Red e Janiva Magness (il 9).
COMMELLE-VERNAY (F) SABATO 2 LUGLIO AMENO (NO) VENERDI' 8 E SABATO 9 LUGLIO

Fiera della Musica


La cittadina friulana ospita la dodicesima edizione della rassegna. Due giorni con i Pil (Public Image Limited) di John Lydon, special guest The Horrors (l'8) e Moby con A Certain Ratio (il 9).
AZZANO DECIMO (PN) VENERDI' 8 E SABATO 9 LUGLIO (AREA PALAVERDE)

Wu-Tang Clan
Un mito del rap made in Usa.
BARI GIOVEDI' 7 LUGLIO (FIERA DEL LEVANTE)

Emilia Romagna Festival


Dopo un'anteprima a met giugno si inaugura questa settimana il festival itinerante. I primi due appuntamenti sono con l'Orchestra I Cameristi e il Coro di Voci Bianche del Teatro alla Scala in un concerto con musiche di Piazzolla e Pergolesi (il 7) e l'Ensemble Variabile in un Omaggio a Schumann (l'8).
IMOLA (BO) GIOVEDI' 7 LUGLIO (ROCCA SFORZESCA) BAGNARA DI ROMAGNA (RA) VENERDI' 8 LUGLIO (ROCCA)

Traffic Fre Festival


La rassegna torinese rinnova l'appuntamento estivo con: Offlaga Disco Pax, Tacuma, Young Wood (varie sedi il 6), Cristina Don, Esma, Francesco De Gregori, Le Luci della Centrale Elettrica (il 7), Edoardo Bennato, Il Teatro degli Orrori, Tre Allegri Ragazzi Morti (l'8), Pfm, Verdena, Stearica (il 9).
TORINO DA MERCOLEDI' 6 A SABATO 9 LUGLIO (PIAZZA SAN CARLO E ALTRE SEDI)

Cake
Il ritorno della indie band di Sacramento.
SEGRATE (MI) MERCOLEDI' 6 LUGLIO (MAGNOLIA)

Verdena
Tour estivo per la rock band bergamasca che presenta Wow.
FERRARA DOMENICA 3 LUGLIO (PIAZZA CASTELLO-FERRARA SOTTO LE STELLE) TORINO SABATO 9 LUGLIO (PIAZZA SAN CARLO-TRAFFIC FREE FESTIVAL)

Genova Guitar Festival


L'edizione 2011 del festival, la seconda, dedicata a Gary Moore. Si apre con l'unica data italiana di Lee Ritenour & Dave Grusin (il 3) e Colosseum (il 5).
GENOVA DOMENICA 3 E MARTEDI' 5 LUGLIO (PORTO ANTICO ARENA DEL MARE)

Anathema + Dream Theater


Il metal melodico della band inglese e i virtusismi della formazione Usa.
ROMA LUNEDI' 4 LUGLIO (IPPODROMO DELLE CAPANNELLE-ROCK IN ROMA) VILLAFRANCA (VR) MARTEDI' 5 LUGLIO (CASTELLO SCALIGERO)

Rock in Roma
Il festival rock della capitale prosegue i suoi appuntamenti con i live di Black Label Society (il 3), Anathema, Dream Theater e Gamma Ray (il 4), Afterhours (il 6) e Fabri Fibra (il 9).
ROMA DOMENICA 3, LUNEDI' 4, MERCOLEDI' 6 E SABATO 9 LUGLIO (IPPODROMO DELLE CAPANNELLE)

Punkreas
Una delle band pi seguite dai fan dello ska punk italiano.
ROMA GIOVEDI' 7 LUGLIO (SAN LORENZO IN FESTA) BOSCO ALBERGATI (MO) VENERDI' 8 LUGLIO (MONDIALI ANTIRAZZISTI) CONSELVE (PD) SABATO 9 LUGLIO (EXTEMPORA FESTIVAL)

Lustando
Prime due delle tre serate della rassegna nel Monferrato. In programma Hattori Hanzo, Marta sui Tubi, Casino Royale e Marta the Blonde Pitbull dj set (l'8), Rumatera, Marracash, Tre Allegri Ragazzi Morti, Mista Savona, Sud Sound System e Bia Sound System dj set (il 9).
LU MONFERRATO (AT) VENERDI' 8 E SABATO 9 LUGLIO (CAMPO SPORTIVO E PIAZZA GHERZI)

!50!
La rassegna itinerante di Paolo Fresu che gira la Sardegna prevede Italian Trumpet Summit Il rito e la memoria. Fresu/David Linx/Diederik Wissels, Fresu/Dhafer Youssef/Eivind Aarset, Fresu e Orchestra Jazz della Sardegna Porgy & Bess, Fresu/Erik Marchand/Jacques Pellen, Fresu & Omar Sosa, Sheila Jordan Special Quintet (con Fresu, Roberto Capelli, Attilio Zanchi e Gianni Cazzola).
BOSA (OR), SAN SPERATE (CA), OLIENA (NU), ORANI (NU), CARBONIA (CI), ULASSAI (OG), SETTIMO SAN PIETRO (CA), ORISTANO DA SABATO 2 A SABATO 9 LUGLIO

Just Like a Woman


Riparte la kermesse dedicata all'universo musicale femminile. Il cartellone prevede come prima performance quella della vocalist Bettye Lavette.
GENOVA MERCOLEDI' 6 LUGLIO (PORTO ANTICO ARENA DEL MARE)

Tuxedomoon
La band americana fu tra le pi innovative tra Settanta e Ottanta.
FIRENZE MARTEDI' 5 LUGLIO (ANFITEATRO DELLE CASCINE) ROMA VENERDI' 8 LUGLIO (LAGHETTO DI VILLA ADA-ROMA INCONTRA IL MONDO)

Sherwood Festival
L'edizione 2011 del consolidato festival rock patavino prosegue con il concerto di Jeff Mills e Dj Adam Beyer (oggi), Caparezza (il 6), Subsonica (l'8) e Nouvelle Vague (il 9).
PADOVA SABATO 2, MERCOLEDI' 6, VENERDI' 8 E SABATO 9 LUGLIO (PARCHEGGIO NORD STADIO EUGANEO)

Afterhours
Tour estivo per la formazione di Manuel Agnelli.
NAPOLI SABATO 2 LUGLIO (ACCIAIERIA SONORA) BARI DOMENICA 3 LUGLIO (FESTA DEL LEVANTE) ROMA MERCOLEDI' 6 LUGLIO (IPPODROMO DELLE CAPANNELLE-ROCK IN ROMA) MILANO SABATO 9 LUGLIO (ARENA CIVICA)

Colosseum
Torna la band anni Settanta capitanata da quello che allora era considerato da molti come il miglior batterista rock in circolazione, Jon Hiseman.
ISOLA DEL LIRI (FR) DOMENICA 3 LUGLIO (PIAZZA DE' BONCOMPAGNI-LIRI BLUES) GENOVA MARTEDI' 5 LUGLIO (ARENA DEL MARE-GENOVA GUITAR FEST) SOIANO DEL LAGO (BS) MERCOLEDI' 6 LUGLIO (CASTELLO)

Grazie a dio luned


Un festival non festival. Il luned al Magnolia con Dinosaur Jr. in Bug, Bud Spencer Blues Explosion, Warpaint, Mona, Iori's Eyes e Cosmetic.
SEGRATE (MI) LUNEDI' 4 LUGLIO (MAGNOLIA)

MiOdi
Torna il festival metal milanese, dalle ore 18 si alterneranno sul palco Eyehategod, Boris, Kylesa, Church of Misery, Russian Circles, The Secret, Valerian Swing, Hungry Like Rakovitz, Dogs for Breakfast, Midryasi, Devoggol, Nashwuah, Derma, Saade e Civil Civic.
SEGRATE (MI) MARTEDI' 5 LUGLIO (MAGNOLIA)

10 Giorni suonati
L'ottima rassegna nella cittadina del pavese porta sul palco Brian Setzer e Rock'n'roll Kamikaze (oggi), Black Crowes (il 7) e John Mellencamp (il 9).
VIGEVANO (PV) SABATO 2, GIOVEDI' 7 E SABATO 9 LUGLIO (CASTELLO)

Vivere Jazz
Anteprima fiorentina del festival fiesolano con la band di Mike Stern che comprende il violinista Didier Lookwood.
FIRENZE MERCOLEDI' 6 LUGLIO (ANFITEATRO DELLE CASCINE)

Ardecore
Torna dal vivo la band romanesca.
BOLOGNA MERCOLEDI' 6 LUGLIO (BOTANIQUE)

Neapolis Festival
Prima giornata della rassegna partenopea, in cartellone Mogwai, Skunk Anansie, Marlene Kuntz e

14) ALIAS N. 26 - 2 LUGLIO 2011

Pistoia Blues Festival


Lo storico festival toscano ha in programma Methodica, Vetrozero e Skunk Anansie (l'8), James Burton, Robben Ford, Robbie Krieger & Ray Manzarek, Willie Nile, Dave Peabody, Michele Beneforti & Hot Love Trio, General Stratocuster & The Marshals, Skapestrati (il 9).
PISTOIA VENERDI' 8 E SABATO 9 LUGLIO (PIAZZA DEL DUOMO)

NAPOLI
Nellimmagine grande una processione alla Madonna dellArco. Sopra Max Fuschetto, i Ketonici, gli Ansiria. A sinistra, le copertine dei dischi di Mikele Buonocore, Emanuele Errante e Ansiria

Lucca Summer Festival


La rassegna propone Burt Bacharach e Mario Biondi (il 5), Zucchero (l'8), Arcade Fire e A Classic Education (il 9).
LUCCA MARTEDI' 5, VENERDI' 8 E SABATO 9 LUGLIO (PIAZZA NAPOLEONE)

Spezia Jazz
Cambio formula per la rassegna che abbina iniziative didattiche a recital con All Stars dei docenti, Rick Margitza & Aldo Bassi Quintet, Aaron Goldberg Trio, Lucio Ferrara/ Alberto Marsico/Geg Munari, Peter Bernstein Trio, Beppe Landi/Rosciglione/Munari, Roberto Gatto-Fabio Zeppetella Hammond Trio, Bruce Forman Band, Mark Turner/Larry Grenadier/Jeff Ballard, Karl Potter & Aldo Bassi Funk It Up, Geg Telesforo Quintet.
LA SPEZIA DA SABATO 2 A SABATO 9 LUGLIO (CENTRO ALLENDE)

Casa del Jazz Festival


In cartellone Carolina Brandes, Cinzia Gizzi con Ada Rovatti, Andrea Biondi & Urban Tribe (con Salvatore Bonafede), Sarah Jane Morris.
ROMA DA MERCOLEDI 6 A SABATO 9 LUGLIO (PARCO CASA DEL JAZZ)

Villa Celimontana Festival Circus


Orientata verso teatro e circo, la rassegna offre serate di carattere musicale come Acoustic Basilicata (Rita Marcotulli, Rocco Papaleo, Luciano Biondini), omaggio in jazz a Lucio Battisti, Mina in Black, Cavalieri scolpiti tra le note del jazz.
ROMA DA SABATO 2 A SABATO 9 LUGLIO (VILLA CELIMONTANA)

di Girolamo De Simone

Mediterraneo Jazz
Previsti i concerti di 3iO, un quartetto con i vincitori del contest 2010, Euphonia Ensemble, Snetberger Trio, Nuovo Tango Ensemble, Rachel E & Omar Hakim.
MARCIANA MARINA-ISOLA DELBA (LI) DA MERCOLEDI' 6 A SABATO 9 LUGLIO

Sdtirol Jazz Festival Alto Adige


Ultimi due giorni con Michel Portal Quintet, Francesco Bearzatti Tinissima Quartet, Six Alps & Jazz, Terence Blanchard, Nord Sud Quartet, duo DAgaro/Biason.
BOLZANO SABATO 2 E DOMENICA 3 LUGLIO (MUSEION, S. VIRGILIO DI MAREBBE)

Ancona Jazz Summer


Serie di recital serali con Cyro Baptista, Jeff Hamilton Trio, Gabriele Mirabassi e lOrchestra di fiati di Ancona, Franco DAndrea Quartet, Colours Jazz Orchestra con Bob Mintzer.
ANCONA DA SABATO 2 A VENERDI' 8 LUGLIO (MOLE VANVITELLIANA)

Iseo Jazz
La rassegna, dedicata al jazz italiano, si apre con il trio di Luigi Martinale ospite Alberto Mandarini.
MONTECAMPIONE (BS) SABATO 9 LUGLIO

Umbria Jazz
La manifestazione parte con Renato Sellani e Massimo Moriconi, Henry Butler Trio, Dee Alexanders Evolution (con un programma su Jimi Hendrix), Stefano Mincone Trio, Anat Cohen Quartet, i Funk Off, Giovanni Guidi Quintet, Chihiro Yamanaka Trio, Herbie Hancock/ Wayne Shorter/Marcus Miller tributo a Miles Davis, Tubolibre.
PERUGIA VENERDI' 8 E SABATO 9 LUGLIO (CARIE SEDI)

a cura di Roberto Peciola con Luigi Onori (jazz) (segnalazioni: rpeciola@ilmanifesto.it) Eventuali variazioni di date e luoghi sono indipendenti dalla nostra volont.

otto il Vesuvio c il solito effluvio di splendide emergenze. Non si tratta di quelle legate alla malavita, al riciclo dei rifiuti, ai tristi e finti ricambi di pseudoclassi dirigenti. La scia luminosa delle autentiche emergenze nellorganza delle arti, nella texture di musiche e territori. Esigenze urbane e forze extraterritoriali sono una sorprendente anticipazione effettuale di quanto sta accadendo nel mondo delle comunit, nelle quali appaiono ormai confuse esigenze locali, pretese nazionali, impotenze sovranazionali (fine dei diritti, civilt al tramonto, trattati sospesi... La musica sotto il Vesuvio ci mostra efficacemente questo crogiolo dinfluenze/aspettative, mescolanza di passato e futuro, cronotopia spesso illuminata dal talento di uomini residenti e resistenti, a oltranza, nonostante ogni schiaffo ricevuto. Cominciamo dalladerenza al territorio, dove la mescolanza ha maggiore evidenza perch parte dalla fede popolare. Il pi grande centro di pellegrinaggi e studi (non solo etnomusicali) del meridione forse il santuario di Madonna dellArco, ogni anno meta spirituale dei fujenti, o battenti. La chiesa a SantAnastasia, alle porte di Napoli, nellentroterra vesuviano o, per essere precisi, allombra del Monte Somma, che dalle eruzioni ha protetto questo lato del territorio campano ricchissimo di testimonianze archeologiche, religiose, enogastronomiche, egida di una tradizione in grado di condizionare, ancora, la vita comunitaria con i suoi piennoli di pomodorini, la produzione di catalanesca, le recenti scoperte archeologiche (in futuro certamente si parler della Villa di Cesare Augusto tanto quanto degli Scavi di Pompei...). Qui la tradizione ancora tessuto vivo del quotidiano (organza, texture), ed del tutto naturale pensare e poi realizzare sul serio unopera popolare. Ecco che unintera comunit, coagulandosi attorno a una scuola pubblica e a uno dei suoi pi interessanti cantautori, Mikele Buonocore, produce un disco che anche opera dal basso, perch raccoglie e propone le voci dei bambini, degli anziani, dei professionisti della musica, mescolandole in modo tanto verace da farsi collante dellentusiasmo di tutti. Il disco stato donato alle paranze che si son recate in pellegrinaggio al santuario. Viene poi proposto in un monografico che sar venduto dallassociazione culturale Terra Vesuviana a un prezzo politico (ancora possibile? splendido anacronismo del sud) e soprattutto sar rappresentato in forma scenica allinterno della nuova chiesa di Madonna dellArco. Le persone/crocevia di questa straordinaria operazione, che ha visto anche lapporto del Comitato nazionale per lapprendimento pratico della musica, sono una quarantina

(senza contare i bambini!), e non possibile nominarli tutti. Ci limitiamo a quelli che ne rappresentano la chiave: Mikele Buonocore, grandissimo performer, voce e autore di testi graffianti, unici. E ancora: Teresa Tufano, esplosiva dirigente scolastica capace di sommuovere territori altrimenti silenti; Maurizio De Franchis, Carlo Faiello, Flaviana Mondelli. Le collaborazioni vengono da Joe Amoruso, Sandro Sommella dei Planet Funk, Mario Zaccagnini e tanti altri. A dispetto della forza prevaricatrice e inautentica della politica, queste azioni sembrano essere le uniche forme di resistenza ancora efficaci, perch in grado di inoculare il virus di una condivisione comunitaria. Da Pomigliano dArco, invece, vien fuori unesperienza completamente diversa, anche se il luogo prossimo a SantAnastasia e a Somma. Una diversit data sicuramente dallimportante e sedimentata tradizione operaista, che, paradossalmente, conosce ora un livello due e forse anche un livello tre di emersioni musicali. Ci si riferisce alle composizioni di Emanuele Errante, figura centrale della ambient italiana, autore di prove discografiche capaci di inneschi internazionali. Errante riceve costantemente il plauso della critica, e pare volgersi a un successo e un linguaggio apolidi, forse al di l degli schemi tradizionalmente presenti nei territori vesuviani. Non fosse, naturalmente, per leccezionale parentesi ricamata con delicatezza da Luciano Cilio che rappresent un anelito di congiunzione tra la mediterraneit tipicamente partenopea della canzone di ricerca, le avanguardie mitteleuropee e il progressive, disegnando il perimetro della attuale musica di frontiera. Tre opere recenti di Errante ci raccontano una musica tra mini-

mal e ambient, con la prerogativa riconoscibilissima di una forte centralit acustica. una presenza decisa, soprattutto nello splendido Time Elapsing Handheld (Karaoke Kalk, www.karaokekalk.de), che segue la Dakota Suite, The North Green Down e Out and About. Normalmente, difatti, la musica ambient sembra generare una dimensione di contiguit percettiva, una sorta di sospensione, di continuit interna che pare quasi rallentare il fluire - esterno - del tempo. Si potrebbe dire che lambient raggiunge questo continuum attraverso la dilatazione dei pattern; la minimal, invece, sortisce un affetto di annullamento con la reiterazione delle figure ritmiche: un incedere che si fa processo. Qui le tracce seguono crescendo e decrescendo pi decisi, si fanno protagoniste di una attenzione polifonica. Minimal e ambient sono come i due lati della medaglia, o meglio come due vettori che disegnano un cerchio percorrendone il perimetro nelle due opposte direzioni, e che circoscrivono, pertanto, un medesimo territorio dappartenenza; in tal modo raccolgono la protezione di uno spazio/ritornello, come lo defin Deleuze (si veda il cofanetto a lui dedicato da Pierre-Andr Boutang, Derive/Approdi). Lartista ha bisogno di ci che non ha, e forse questo che lo spinge a tramutarsi in agente desiderante. Una maggiore presenza, meno ambiente, restituiscono centralit al gesto di Errante. Musicisti operai che volgono in prassi quanto ricercato nei desolanti luoghi meridiani: il desiderio stringe la vita... il desiderio ha bisogno non di queste cose che ci lasciano loro, ma di quelle cose di cui non si cessa di spossessarli.... E a proposito di spossessamento, ancora Cilio ci rende possibile estendere questa riflessione al lavoro degli Ansiria. Quello degli Ansiria un

gruppo noto per aver vinto concorsi e prodotto alcuni singoli notevoli. Irvin Vairetti ne leader storico, e proviene da un percorso che lambisce il progressive (per la sua prossimit allepopea storica degli Osanna), ma che ha sempre mostrato empatia per le nuove avanguardie no-border partenopee. Ci gli consente di pervenire ora col cd Il vuoto e la sua vanit (Afrak, Fullheads, Audioglobe) a una sintesi compositiva mirabile e in grado di fondere scienza e coscienza, potenza e dolcezza. Il cd, che abbiamo ascoltato in anteprima e apprezzato anche nelle fasi intermedie, cio nelle tappe di una meditata preparazione alchemica non scevra da una cura certosina di aspetti timbrici e acustici (Alfonso La Verghetta), unopera prima dove sia la formazione stabile degli Ansiria, composta dallo stesso Vairetti, Pasquale Capobianco, Nello DAnna e Marco Caligiuri, sia ospiti deccezione (Lino Vairetti, Max Fuschetto, Raffaele Giglio, Adriano Rubino) cospirano alla creazione di un monolite che non esiteremmo a definire sin dora come un lavoro bellissimo e immerso nella contemporaneit. Nelle file delle molteplici collaborazioni segnaliamo la presenza del polistrumentista e compositore Max Fuschetto, che con il suo Popular Games ha dato eccezionale prova dautore. Fuschetto ha recentemente raccolto successi con Nuragas, dove prende in prestito campanacci da pascolo di tutte le forme e le dimensioni per creare figurazioni ritmiche e ibridazioni a met tra colto e profano, sempre allinsegna di una musica popolare, che si attesta come fonte importante, politica, dinvestimento e scommessa.

SCENE SUONI IN MOVIMENTO, TRA SANTANASTASIA E POMIGLIANO

Emergenza ambient
Nuovi artisti, lontani dalle logiche mainstream del mercato pop, si affacciano allombra del Vesuvio. Dal cantautorato dal basso di Mikele Buonocore alla minimal di Emanuele Errante, dallavanguardia degli Ansiria al polistrumentista Max Fuschetto
ALIAS N. 26 - 2 LUGLIO 2011 (15

ULTRASUONATI
MAURIZIO BAGLINI/FRANZ LISZT
RVES (Decca)

MONDOEXOTICA

THE OLYMPICS
(Hoodoo Records/Egea)

Il pianista Maurizio Baglini rende omaggio al compositore ungherese nel bicentenario della nascita, interpretandone alcune musiche tra le pi note e popolari del musicista. Vengono da lui eseguite la trascrizione dalla Campanella e di altri studi di Paganini, il Sogno damore, la Rapsodia ungherese n. 2 e il Mephisto Valse. musica scritta allinsegna di eccessi dogni tipo, iniziando da quello virtuosistico, con accumulazioni architettoniche dei materiali sovrabbondanti e trascendentali. Quella di Baglini unesposizione lucida, ma che non rinuncia affatto, dove pu, persino ad accentuare la spettacolarit dello spirito anelante delle recite messe in scena (in concerto) dal compositore. Il risultato a volte sorprende perch tradisce la pi consolidata routine. Lo si avverte nitidamente allinizio del Mephisto e nella Rapsodia nella quale linterprete accentua fin quasi a deformare in una sorta dastrazione gli sviluppi lisztiani. (g.ca.)

Bonghi e vulcani blues. Il mojo del Vandalo ti seguir per sempre


Francesco Adinolfi
Sono passati nove anni da The Bongolian, debutto dell'omonimo progetto, The Bongolian, guidato da Nasser Bouzida, la mente dei Big Boss Man. Adesso ariva Bongos for Beatniks (Blow Up BU 060 CD), il nuovo disco. come se il tempo si fosse arrestato, come se Bouzida continuasse a inseguire in maniera ostinata un sogno, un suono. Che peraltro ha trovato e che ha disvelato a tanti epigoni deep funk. Quando usc, fiancheggiando i pi spiritosi Big Boss Man, The Bongolian era quasi un'applicazione scientifica al concetto di hammond soul, latin groove, boogaloo ecc. Era un vero e proprio studio, un ripasso di Incredible Bongo Band e Jimmy McGriff; in mezzo un mondo che teneva dentro da Money Mark a Mongo Santamaria alle sonorizzazioni di Alan Hawkshaw. dunque tempo di forzare i propri limiti, di ri-rappresentarsi. Tra i pezzi il primo singolo The Riviera Affair fissa subito il tono del cd, e cos il secondo Give It to Me (on the Left Side), una scorrazzata nei beati mondi del bongo e dell'Hammond. Purtroppo anche in questo cd, le canzoni si rivelano un divertente eserciziario con compiti magistralmente eseguiti da Bouzida; una serie di passaggi/ spunti gi sentiti nei suoi dischi e in quelli dei maestri, un tentativo poco riuscito di creare finalmente - ammesso che sia poi questo l'intento del musicista (un polistrumentista che nei dischi tende a fare tutto da solo) - un cd di canzoni. Genere questo, molto speciale, con regole e percorsi ben delineati. Piacer molto ai neofiti dellhammond funk contemporaneo.

DOIN THE HULLY GULLY + DANCE BY THE LIGHT OF THE MOON

I primi due dischi della loro carriera, usciti all'epoca per la Arvee Records sul finale dei Cinquanta. Loro, gli afroamericani The Olympics, provenivano da Los Angeles e hanno fatto ballare davvero folle sterminate. In questa uscita sono presenti un totale di ventidue incisioni, inclusi cinque inediti, che riassumono gli anni migliori di questo quartetto vocale con il suo r'n'b scanzonato e solare. Li immaginate in completo elegante e aria frivola? Esatto. La storia porter poi numerosi rimpiazzi alla formazione originaria, alcuni traumatici (vedi l'assassinio di C. Fizer durante la rivola di Watts nel '65), altri meno. Prima, durante e dopo restano questa manciata di brani. Incantevoli. (g.di.)

RETTORE
CADUTA MASSI (Edel)

BRUNORI SAS
VOL. 2: POVERI CRISTI (Picicca)

Rino Gaetano il cantautore di riferimento di una schiera di musicisti italiani venuti alla ribalta negli anni Zero. Non sempre necessario tirare in ballo un nome cos ingombrante per parlare di un altro artista ma in questo caso pare inevitabile. Brunori Sas, volente o nolente, rimanda a Gaetano in maniera evidente - e il comunicato stampa non lo cita tra le sue influenze probabilmente per evitare leccesso di accostamenti. Timbro vocale rauco, canzoni semplici infarcite di gesti quotidiani e storie ordinarie spesso urlate tra cui riescono a farsi strada anche i grandi sentimenti e, qua e l, un tocco di ironia. Iperrealismo popolare nel segno della tradizione della melodia italiana dautore; in questo senso un cantautore rassicurante. (l.gr.)

7
SI INTITOLA So Clear (Unique UNIQ 183-0), il terzo disco degli spagnoli Sweet Vandals. Rispetto al pecedente Lovelite, segna un ulteriore passo avanti verso il disegno di un soul pop tutto incardinato dentro la voce gospel di Mayka Edjole, un po' Esther Phillips, un po' Janis Joplin, un po' Dusty Springfield; l'irruenza di pezzi passati come Thank You for You, mitigata stavolta da una rotondit di suono in cui si inseriscono l'hammond e la tromba di Santiago Vallejo, e una pletora di coristi madrileni. Tra i brani spicca il groove sensuale di Move It on, la spigolosit di Listen for a while o You Reap what You Sow. Gli Sweet Vandals sono la soul band pi nota in Spagna, al centro di un mondo che include da Gecko Turner a Makala ai Cherry Boppers. Si definiscono dirty club sound e il nuovo disco conferma. La stessa definizione si attaglia anche a Bluebird & Skoko, duo (anche nella vita) che nel disco Trust Your Mojo, Sista decostruisce il rock e lo re-impianta su un corpo blues, a tratti sognante (This Soul Is Mine) a tratti ispido e scomposto (Mama's Blues). Il pezzo che d il titolo al disco danza in equilibrio tra Muddy Waters e l'irruenza dei Cramps decelerati; tra intrecci vocali (sensualissima Elena Skoko, ex Cut) e schitarratemojo. Di padre in figlio e ritorno. Da Roberto Bluebird Ruggeri a Mattia (Ruggeri) che pubblica il cd Sing-along, registrato a Bali. Qui il suono pi tenue e in chiaroscuro; con rimandi a Jack Johnson o Ben Harper e aspersioni di umori hawaiiani. Mattia sar in tourne in Francia, Spagna e Portogallo in agosto e settembre. Entrambi i dischi - distribuzione Audioglobe - escono per la OmOm Music (info: http://www.omomworld.com). www.myspace.com/francescoadinolfi

Dopo l'ascolto dell'eponimo primo brano dove coinvolge anche Platinette - c' da mettersi le mani nei capelli: un pasticcio pop rock come non si sentiva da tempo immemore. Tanto da domandarci: ma dov' finita la peperina pi affascinante del pop italiano a cavallo fra i Settanta e gli Ottanta? Se si sopravvive, come d'incanto, dalla seconda Chi tocca i fili in poi si viene premiati, perch colei che non voleva farsi chiamare Donatella ha ancora frecce al suo arco. Arrangiamenti la page, cantati con piglio e almeno un pezzo che resta in testa al primo ascolto: Se morir, inquietante deprofundis in vita dove si citano Caronte e Dante. (s.cr.)

MATANA ROBERTS
COIN COIN CHAPTER ONE: LES GENS DE COULEUR LIBRES (Constellation Records/Goodfellas)

THE HORROR THE HORROR


WILDERNESS (Tapete Records/Mutante Inc.)

La band svedese (da non confondersi con gli inglesi The Horrors) dopo due album dalle influenze decisamente virate verso gli States e a un rock di ispirazione indie sulla scia di gruppi come gli Strokes, torna con un terzo lavoro in cui a quelle linee guida si aggiungono un amore per il pop britannico, quello pi sofisticato - e se vogliamo meno puramente british - di band anni Ottanta come Prefab Sprout e Style Council. C da dire che la loro scrittura, seppur semplice e senza particolari voli pindarici, piacevole e i dieci brani di Wilderness ci dicono di un gruppo che sa il fatto suo. (r.pe.)

6 7

Un disco complesso e pieno di cose. Date dall'unione del talento multiforme della leader e dalle singole storie dei musicisti (docici) coinvolti in questa avventura. Chiamata in quel di Montreal, la Roberts (in passato gi con B. Sugar) si chiude per due giorni presso l'Hotel2 Tango, di fronte a un piccolo pubblico selezionato. Il risultato originale alla fine sar di novanta minuti, poi racchiusi per ragioni commerciali nei sessanta finali del disco. Un lavoro che fa tremare i polsi per la sua bellezza. Lei, con sax e voce, disegna paesaggi di cultura nero e afroamericana di incomparabile dolcezza. La cornice data dalla tradizone Aacm. Il resto a cura della Roberts e dei suoi sodali. Fantastico.(g.di.)

JHANN JHANSSON
THE MINERS HYMN (130701-Fat Cat/Audioglobe)

SONNY ROLLINS

LEGENDA

LIVE IN MUNICH 1965 (Domino/Egea)

The Miners Hymn un film-documentario del regista newyorkese Bill Morrison sulla vita di alcuni minatori nel nord dellInghilterra. Per dare colori e suoni alle immagini di una vita non facile Morrison ha scelto di affidarsi a un compositore islandese, Jhann Jhansson, che lo ha ripagato con una colonna sonora intensa, dalla bellezza struggente. Pubblicato dalla 130701, costola della Fat Cat dedicata alle sonorit neoclassiche, il disco punta il core compositivo sullutilizzo dei fiati, un brass ensemble in cui fanno bella mostra corni inglesi e francesi e melodie dilatate che inquadrano alla perfezione luoghi e mood presenti nella pellicola, lasciandoceli immaginare anche senza aver visto le immagini. (r.pe.)

BEPPE GAMBETTA
LIVE AT THE TEATRO DELLA CORTE/THE FIRST TEN YEARS (Gadfly Records)

DANILO REA & FLAVIO BOLTRO


AT SCHLOSS ELMAU - OPERA (Act)

LINGALAD
LA LOCANDA DEL VENTO (Lizard Records)

La locanda del vento il quinto album dei Lingalad. In questo nuovo lavoro i brani (quindici) hanno sonorit che sembrano provenire da un universo parallelo e dimenticato, lontano dalla civilizzazione. Oscillano tra il folk-rock, il pop-rock acustico e alcune atmosfere celtiche e popolari. Il tutto condito, oltre che da chitarre, batteria, basso e pianoforte, anche da strumenti etnici e antichi (il bouzouki, la ghironda, il dulcimer, il mandolino, il charango, il sitar, larmonica, la fisarmonica e diversi tipi di flauti). I testi raccontano storie semplici di uomini e del loro rapporto, quasi magico, con la natura e il mondo circostante. Per rilassarsi e sognare a occhi aperti, di un mondo che probabilmente non sappiamo pi cogliere. (g.lu.)

Nel 1988 Beppe Gambetta, signore della sei corde acustica, decise di andare negli States a incontrare i maestri del suono nordamericano. Una chitarra, uno zaino, un antenato dei registratori digitali d'oggi grande come una valigia. Ne scatur un disco mirabile, Dialogs, ma era solo l'annuncio di quanto sarebbe successo poi: ricognizioni storiche sui virtuosi delle corde del Novecento, adattamenti per chitarra dalle opere, curiosit coltivate, e risolte, sulla musica dell'Est europeo e l'immenso repertorio popolare italiano. Con una spruzzata di De Andr a condire il tutto: e non per moda, ma per saggia cocciutaggine nel far conoscere un grande poeta del Mediterraneo anche a chi crede di ascoltare pura country music americana. Perch Beppe suona in stile flatpicking, tutto a plettro, nota per nota: forse il miglior specialista d'Europa. Da oltre dieci anni riesce anche (a proprio rischio) a far confluire il meglio della chitarra acustica mondiale a Genova. Una festa senza primi della classe, un'atmosfera senza eguali nella Penisola. Il meglio lo ha raccolto qui: venti ospiti, anche se un doppio cd ci sarebbe voluto tutto. (g.fe.)

Reduce dal successo dellalbum live sulle canzoni di De Andr (edito dalla label tedesca), il brillantissimo pianista propone un altro repertorio. In realt Rea da anni si occupa di riletture jazzistiche (per solo piano) di pagine operistiche. Qui affiancato dalla tromba eccellente di Flavio Boltro, solista che fu tra i primi negli anni Novanta a conquistarsi notoriet europea come membro della francese ONJ. I due si lanciano - con energia, buon gusto e inventiva - attraverso pagine celebri di Monteverdi, Rossini, Bellini, Giordano, Vivaldi, Puccini e Cilea, da Lasciatemi morire a Io son lumile ancella. Il pianismo prezioso, effusivo, romantico eppure mai sdolcinato di Rea ben si unisce alla tromba declamatoria quanto antiretorica di Boltro, inappuntabile nellesposizione tematica e nellimprovvisazione. I dodici brani sono stati registrati nel dicembre 2010 nel castello Schloss Emau (al centro delle Prealpi Bavaresi), otto in studio e quattro dal vivo davanti al pubblico. Pur concentrandosi sulla melodia il duo riesce a conservare il mood delle arie, si tratti dellesuberanza rossiniana o del languore pucciniano. (l.o.)

Un inedito di Rollins non certo cosa da poco. 29 ottobre 1965 a Monaco in trio con Niels-Henning Orsted Pedersen al contrabbasso e Alan Dawson alla batteria. un Rollins sperimentale. Intanto si tratta di uno dei tanti concerti di una tourne europea compiuta con partner sempre diversi di tappa in tappa. E poi questo un momento della carriera delleccelso saxtenorista in cui sono privilegiati gli itinerari melodici frammentati e anche tormentati, il procedere per ricercari, la sonorit calda ma acre. Darn that Dream, il primo dei quattro brani (ma uno un medley e uno formato da On Green Dolphin Street pi Night and Day, laltro The Song is You), esemplare di queste inclinazioni del linguaggio di Rollins. Entusiasmante il suo dialogo con i partner, del tutto estranei alla pratica della routine. (m.ga.)

SIMONA SEVERINI
LA BELLE VIE (MyfavouriteRecord)

7 7
giampiero cane stefano crippa gianluca diana guido festinese mario gamba luca gricinella gabrielle lucantonio luigi onori roberto peciola

Milanese, classe 1986, l'allieva di Tiziana Ghiglioni sfodera classe e maturit nel suo esordio discografico sotto l'ala protettiva di Antonio Zambrin, che qui arrangia e suona il pianoforte e le cuce addosso un repertorio prevalentemente francese. Prova impegnativa con musiche di Faur o dello stesso Zambrini che in Enfance adatta addirittura una lirica di Rimbaud, su cui la Severini si disimpegna con intelligenza e duttilit. (s.cr.)

TRUE WIDOW
AS HIGH AS THE HIGHEST HEAVENS AND FROM THE CENTER TO THE CIRCUMFERENCE OF THE EARTH (Kemado/Cooperative Music)

ROBERTO MAGRIS QUINTET


MORGAN REWIND: A TRIBUTE TO LEE MORGAN VOL: 1 (Jmood)

RICCARDO TESI & BANDITALIANA


MADREPERLA (Visage/Ma.So.)

Da molti anni il pianista Roberto Magris ha concentrato i propri sforzi negli Stati Uniti, trovando partner eccellenti e una nicchia di visibilit che in Italia gli spesso - a torto - negata. Questo un progetto interamente rivolto allopera di Lee Morgan, fiammeggiante trombettista hard bop scomparso troppo presto, e giustamente molto rimpianto. Magris ha al fianco in sala dincisione il grande Albert Tootie Heath, che mise piatti e pelli al servizio di Lee Morgan agli inizi, a Filadelfia. Il posto di Morgan rilevato dal bravo Brandon Lee, che non cerca certo di emulare Morgan, ma di suggerirne la presenza, sorretto dalla carica ritmica del pianista italiano. In coda unintervista in tema a Heath. (g.fe.)

Il passo del lavoro lo stabiliscono gi i versi iniziali: Era avventura e scommessa una barca sul mare/era imbrogliare alle carte un pugno di sale. Sono tratti da Origami, brano d'apertura del nuovo lavoro della Banditaliana di Riccardo Tesi, e per le orecchie indurite a comando di chi si circonda di Soli delle Alpi si torna a parlare di quando sul fondo fetido delle navi c'eravamo noi, emigranti per forza. Ancora una volta, e accompagnato da una pattuglia d'amici musicisti eccellente e solida, torna Riccardo Tesi con il suo progetto pi rock e cantautorale: diciotto anni d'esistenza, una maturit conquistata colpo su colpo. Anche se come al solito, si tratta d'intendersi sui termini, rock e canzone d'autore: Banditaliana un percorso, un transito, un profumo e un aroma popolare senza le trappole mefitiche della nostalgia, rock senza corazza posticcia. Anche a costo di non cantare sorti magnifiche e progressive al tempo di internet: vedi il brano Ali virtuali. Che poi respiri gaelici e yiddish, arabi e gitani diano ossigeno a questa creatura dato di fatto ascrivibile al passaporto di Tesi, cittadino del mondo. Ai compagni di sempre Claudio Carboni e Maurizio Geri s' aggiunto il percussionista Gigi Biolcati, gi nel Trio Alboran. (g.fe.)

Sono in tre, arrivano da Dallas, nel Texas, il paese di JR e Bobby Ewing, quelli della sagra dei petrolieri in tv negli anni Ottanta. Una terra che richiama l'idea di cappelli a falda larga, di camicie a scacchi, di stivaloni, del country, insomma dell'America pi orgogliosa... Ma a volte anche il Texas regala, musicalmente, delle eccezioni, come questi True Widow, che con il loro slowcore in stile Low o Codeine tutto sembrano tranne che figli di quella terra. La definizione che danno di se stessi stonegazer, in un tentativo di unire le pulsioni shoegaze (e dark, che non mancano) e quelle dello stoner rock la Queens of the Stone Age. Insomma, tempi rallentati e dilatati cos come le melodie, e suoni pieni, saturi al punto giusto, per un disco che, a dispetto del titolo, intriga non poco. (r.pe.)

16) ALIAS N. 26 - 2 LUGLIO 2011

di Clotilde Bertoni

pazio mutevole e immobile, fermo e fugace, labile e eterno, centro fatale di chiesa e corruzione: la Roma stratificata e disorientante, splendida e torva, passaggio cruciale per Goethe come per Stendhal, per Hawthorne come per James, ricompare filtrata non da unesperienza eccezionale ma da una quotidiana intimit, in scritti di Carlo Levi compresi tra il 1951 e il 1963 (per lo pi usciti su giornali e riviste, qualcuno inedito): ora raccolti, secondo un progetto dellautore, con il titolo Roma fuggitiva, in unedizione basata sulle carte originali (Donzelli, pp. XII-211, 17,50), curata da Gigliola De Donato, illustrata da fotografie di Allan Hailstone, e accompagnata da una presentazione e una postfazione di Giulio Ferroni. Come Ferroni rileva, il titolo, ispirato a un sonetto di Quevedo (che Levi attribuisce erroneamente a Gngora), sottende pi sensi. fuggitiva la citt, o meglio sfuggente a una definizione univoca: epicentro della mutazione in agguato, stretta tra lunghi immobilismi e metamorfosi incoerenti; in bilico tra la restaurazione soffocante di cui Levi avverte la minaccia gi nellOrologio, e nuovi fremiti di protesta; disarticolata tra la stasi del centro storico, i disagi delle borgate in espansione e i quartieri moderni nati da un rapace affarismo, sfavillanti e avidi come dentiere. E fuggitiva altres la scrittura, non solo perch vincolata alla misura effimera e agile dellarticolo, ma perch anchessa refrattaria alla classificazione, imbastita (in linea con la tradizione elzeviristica che fa capo ai Pesci rossi di Cecchi) su una trama irregolare di impressioni, divagazioni e note autobiografiche, e fluttuante lungo una gamma di toni eterogenei, che peraltro tocca gradi di profondit ben diversi. Molti pezzi scivolano scorrevoli tra gli aneddoti diletto continuo del Levi uomo di mondo (come ricordano i suoi amici Sartre e Simone de Beauvoir) e i colpi docchio sostenuti dalla sua esperienza di pittore, sfiorando quindi suggestioni e paradossi della capitale con pennellate classicamente accattivanti e provvisorie: le osservazioni di costume sul turismo iperbolico delle comitive, o sulla villeggiatura estiva non pi solo rito snob di goldoniana memoria, ma anche insofferente fuga di massa; gli avvicendamenti di tipi umani (sempre mediati dalla prospettiva un po paternalista gi tipica di Cristo s fermato a Eboli), quali lusciere decorato di guerra senza averne compreso la ragione, la governante ciociara torreggiante e imperturbabile, il contadino lucano rapinato da finti poliziotti; gli scorci di quotidianit, che vanno dalleroicomico combattimento contro cinque gatti di un topo degno del Rubabocconi leopardiano, alla scena hemingwaiana di una turista che esige un Negroni senza gin e una Roma senza italiani, allaggressione improvvisa e miracolosa di una primavera che diventa insiemente sul loro contesto, descrivenme foresta e architettura con lindo la speculazione edilizia che ne fiorata di Piazza di Spagna. ha approfittato per deformare i Ma spesso la scrittura si fa pi piani regolatori, la costruzione delinquieta e pungente, intercetta lHilton scempio definitivo di pi da vicino le ambiguit del temMonte Mario, la dilatazione della po, serra la realt esaminata in tela di privilegio e interessi tessuuna rete palese o sotterranea di ta dai Luigini, i benestanti e cornessi e contrasti. Un articolo divarotti filistei presi di mira gi nelga con sbrigliata libert associaziolOrologio. E la Piazza Navona adonistica sulle Olimpiadi del 1960 rata tappa di ogni effettiva o carta(paragonando latleta Wilma Rucea passeggiata romana, figura da dolph alla Nataa tolstojana, imun lato come fulcro della permamagine antonomastica di gioia di nenza, familiare teatro di rassicuvivere, e accostando pi a sorpreranti consuetudini (il frastuono sa un altro velocista, Livio Berruti, pagano e agreste della festa della a un diversissimo esempio delle Befana, dove il mutamento inizia sterminate potenzialit della giovia insinuarsi solo attraverso i gionezza, Piero Gobetti); ma quello cattoli giapponesi), dallaltro cosuccessivo si ferma invece asprame scenario di strappi laceranti,
Carlo Levi, Gli amanti, 1950-52, Udine, Galleria dArte Moderna, coll. Astaldi

teatro a sorpresa dellefferato delitto di classe commesso dal ristoratore Fernando Ciampini, che l11 marzo 1962 uccide a colpi di pistola il ladruncolo Rossano Moscucci, sorpreso a rubare unautoradio: delitto di cui Levi evoca ellitticamente protagonisti e dinamica (sarebbe stato opportuno qualche ragguaglio in merito nellaltrove accurato apparato di note), per soffermarsi invece sulle sue valenze, e scorgervi, sulla scia di un giudizio di Pasolini, una spia agghiacciante del disprezzo per il sottoproletariato e delle velleit di giustizia privata che serpeggiano nel conformismo borghese. Lo scavo nelle dissonanze della contemporaneit si intensifica nei

passi sulla popolazione della citt e della provincia, vista da un lato come populusque compresso dallintima congiunzione con un potere passato per incarnazioni varie (impero, chiesa, fascismo, governo democristiano), ma sempre incombente e repressivo, dallaltro come agglomerato dai volti differenti: collettivit avvezza al disincanto, sia rassegnazione sempiterna o noia moraviana; massa inerte per cui il voto una nuova articolazione del rito dellobbedienza, che si accalca a sorbire leloquenza manipolatrice di Andreotti (assimilato ai personaggi stendhaliani imbevuti di fredda passione del calcolo politico e disprezzo fondamentale delluo-

mo); ma anche cosa viva, piena di forza nascosta, serbatoio di energie giovani in grado (come dimostrano le pi volte evocate manifestazioni di Porta S. Paolo, parte della protesta contro il governo Tambroni che insanguina lItalia del 1960), di sfondare le muraglie tradizionali dellindifferenza. Levi spinge lesplorazione dei fenomeni dellepoca anche alla sfera a lui pi prossima, con larticolo Calcio e letterati, divertito e divertente racconto di una telefonata a Bassani, in cui il proprio desiderio di dare degna voce al giudizio sullappena comparso Giardino dei Finzi-Contini urta contro la smania dellamico di tornare alla visione televisiva della partita Real Ma-

IN UNEDIZIONE BASATA SULLE CARTE ORIGINALI, ROMA FUGGITIVA DI CARLO LEVI

Levi, contrasti romani


Filtrata da una quotidiana intimit, la Roma anni cinquanta dello scrittore torinese risulta lepicentro della Mutazione in agguato. E questo libro gi da lui stesso progettato, e composto di scritti estemporanei, ne rispecchia il carattere metamorfico, tra una restaurazione soffocante e nuovi fremiti di protesta

drid-Juventus; peraltro, rifiuta di ricavare dallepisodio lunghe considerazioni sugli aspetti della civilt di massa, sui caratteri dellalienazione, per sottolineare invece i risultati quasi incredibili di umilt che questa civilt pu generare: non solo canzonando cos un gergo sociologico gi imperversante e vacuo quanto le mode che studia, ma anche dissacrando lautorevolezza ancora ambita dagli scrittori, smontando le loro pretese di superiorit sul proprio tempo. appunto un implicito piglio autodissacratorio, in fondo, il principio unificante di questi articoli: deponendo i panni dello scrittore per quelli del commentatore occasionale, abbandonando labituale tensione alle rappresentazioni organiche e ai pronunciamenti forti, mescolando volubilmente emozioni poetiche e engagement indignato, fervore delle esortazioni e aporie del dubbio, Levi insegue le contraddizioni di Roma e del periodo con un atteggiamento contraddittorio anchesso, riflette i cambiamenti in una scrittura a sua volta cangiante, pone sulle transizioni in corso domande leggere o corrosive, comunque restie a sciogliersi in conclusioni; scontato poi aggiungere che le risposte loro fornite dalla storia ne rendono oggi per noi il suono forse pi malinconico, sicuramente pi interessante.

ALIAS N. 26 - 2 LUGLIO 2011 (17

Ritratto femminile, cd. Testa Fonseca, inizio II secolo d.C., Roma, Musei Capitolini, foto di Zeno Colantoni

UNANTROPOLOGIA FLUIDA/3

Scuola: Fofi, Dai Pr e il ceto pedagogico


di Daniele Balicco
Nella scorsa puntata abbiamo osservato da vicino un pezzo dItalia per poi seguirne le drammatiche proiezioni nascoste nei confini orientali della nuova Unione Europea allargata a 27. Nella puntata di oggi proveremo invece a inoltrarci nei confini interni, caotici e sovrapposti dellItalia di questi ultimi anni. Partiamo con la scuola. Nella sua ultima raccolta di articoli (Zone grigie. Conformismo e vilt nellItalia di oggi, Donzelli, pp. XIII-224, 16,00), Goffredo Fofi dedica un capitoletto acuto, ma anche controverso, proprio al disastro della scuola pubblica. Lanalisi impietosa, ma non originale. Allorizzonte si intravedono i soliti fari, Ivan Illich e Pasolini. Note le tesi di fondo: la scuola di massa non serve a nulla, anzi dannosa. Basterebbero delle buone scuole elementari per tutti e poi, magari, forme intermedie di specializzazione. Sarebbe bene insegnare poche cose, ma fondamentali. Soprattutto, attraverso lesempio degli adulti e di chi insegna, radicalit e buon senso. E invece, per Fofi, la scuola pubblica andata in tuttaltra direzione, attirando a s un ceto pedagogico composto da persone attratte molto pi dal posto fisso che da unautentica vocazione. Cos di fronte allo strapotere dei nuovi media e a una forma di cultura diffusa che poco centra con la conoscenza e molto, invece, con lasservimento volontario al nonpensiero, una scuola guidata da insegnanti poco formati e senza vocazione si rivelata, come era prevedibile, argine inconsistente. Qualcosa di nuovo potr forse arrivare solo quando la massa di precari della scuola inizier a ribellarsi anzitutto allumiliazione culturale, e non solo economica, che subisce. Lanalisi di Fofi non mi convince su un punto, che per centrale. Non credo che il degrado della scuola pubblica possa essere imputato solo al ceto pedagogico; semmai a quanti hanno voluto che quel ceto fosse poco formato, poco selezionato e poco pagato. Nietzsche sosteneva che se si vogliono schiavi assurdo volerli educare da signori. Che il degrado della scuola pubblica italiana sia anche una risposta politica delle nostre oligarchie alla conflittualit di massa del lungo 68 italiano? un discorso lungo. Ne parleremo unaltra volta. E tuttavia leggendo Quelli che per lo stesso di Silvia Dai Pr (Laterza, pp. 162, 10,00) mi sembrato proprio di riconoscere quella stessa immagine di insegnante precaria su cui Fofi punta ancora, nonostante tutto, qualche carta. Uninsegnante che sa di non contare nulla, che non vuole salvare nessuno, che lotta per conquistarsi a fatica un po di equilibrio e, perch no, un po di saggezza; e che sinnamora inaspettatamente del suo mestiere. Il racconto unautofiction. Descrive la discesa agli inferi di una giovane professoressa precaria in un istituto professionale di Ostia, allestrema periferia romana. Entriamo in una vera e propria zona di frontiera. Da una parte gli studenti: immigrati che non parlano italiano, giovani rasati con il mito di Mussolini, ragazze vestite in modo assurdo, piercing, tatuaggi, creste e ipod ovunque. Dallaltra il ceto pedagogico, fatto di precarie guerriere, idealiste e ferocemente antiberlusconiane, come Marta; di signore di mezza et benestanti, ciniche e frustrate; di giovani padri divorziati, senza soldi perch precari da decenni, come il bellEmiliano dagli occhi azzurri. Il libro spassoso, disincantato, a tratti inquietante, a tratti commuovente. Silvia insieme attratta e inorridita dai suoi allievi. Cerca di capirli, spesso non ci riesce, spesso non sa come comportarsi. Si commuove. Li odia. Per esempio con Thomas, che ama Pascoli e Saba e ha imparato perfino a memoria qualche poesia, non sa proprio che fare. Lui un fascista convinto, crede nella violenza contro i comunisti, partecipa a risse, onora improbabili modelli di virilit guerriera. Un suo amico gi in carcere per omicidio. Lui lo giustifica: ha ucciso una zecca comunista. Silvia inorridita, ma cerca pi volte di capire, di farlo ragionare, ma non riesce. Io non la so continuare, questa conversazione. Non ho lipocrisia necessaria a rispondergli: non si fa e basta; non ho la fede che mi permetterebbe di prospettargli il paradiso e linferno; non lho la preparazione etico-politica di Theodor W. Adorno, n sono una psicanalista non sono neanche un maschio, ha ragione: non capisco. E tuttavia i ragazzi la affascinano, attraverso le loro storie assurde, tragiche, deformi capisce sempre di pi quale sia il potere magnetico della giovinezza. Lo spiega in una delle pagine pi belle del libro. Siamo a giugno. Sono finiti gli scrutini. Silvia in un ristorante di pesce a Ostia, sul mare. Chiacchiera con Emiliano che la tormenta con i suoi problemi da giovane padre divorziato senza soldi. Mentre parlano, Silvia vede Daniel, un suo atletico allievo mezzo rumeno, che a dieci metri da lei si esercita nello sport dellestate: il parkour. Salta a testa in gi da un muretto alto tre metri facendo due salti mortali e altre acrobazie. Che senso ha? Cosa vuole dirle limmagine che blocca in un istante le vite di questi due uomini, lo studente spavaldo e ladulto frustrato? Io mi dico che proprio questo quello che invidiamo ai giovani, quello che ci fa vestire come loro anche a costo di essere ridicoli, quello che inutilmente tentiamo di riesumare spendendo capitali in creme antirughe e in interventi chirurgici quegli enormi spazi vuoti che albergano dentro di loro e lasciano spazio alle scintille: alla voglia di essere qui, nel sole, a buttarti gi da un casotto alto tre metri con una doppia piroetta nonostante tua madre faccia la colf in nero e tuo padre chiss quand lultima volta che si visto. Claudio Giunta ha scritto, in una recensione di qualche settimana fa, che Quello che per lo stesso un libro importante, necessario almeno quanto Gomorra. Sottoscrivo, con una differenza: la Dai Pr sa scrivere meglio di Saviano, ma soprattutto ha una qualit fondamentale che al nostro purtroppo manca: lautoironia.

e concretezza necessari dopo la caduta del vanesio Nerone? A proposito di maschere. proprio da quelle in cera degli antenati, tanto efficacemente descritte da Polibio altrimenti sconosciute per via archeologica, se non in pallidi riflessi , che lesposizione prende avvio, snodandosi poi attraverso altre sezioni tematiche. Possono principi e privati uniformarsi agli di, almeno sul piano figurativo? Come si ricostruiscono le fisionomie di illustri predecessori e celebri personaggi (Omero, Esiodo etc.) senza che se ne conoscano i precisi tratti? Quale il linguaggio dei corpi, delle vesti e degli attributi? Le teste che spesso ci paiono mozzate vanno infatti ricollocate su statue stanti in varie pose, in abiti civili, loricate o nude; ciascuna tipologia comunicava un insieme di messaggi che consentivano allo spettatore antico di interpretare limmagine senza o quasi margine derrore. Ancora: la tendenza a copiare le mode dei v.i.p. (ossia, i membri della famiglia imperiale) si riscontra anche nel mondo romano: ladesione ai modelli tanto entusiasta da non limitarsi, in alcuni casi, a soli prestiti dacconciatura, ma da estendersi persino alle stesse fisionomie. Ecco dunque perch tanti piccoli Traiani di ogni ceto sfilano in mostra, assecondando una tendenza che oggi avrebbe dellinquietante: basti immaginare ogni cartellone pubblicitario con i volti calcati su quello del leader politico di turno Una Vanity Fair infine assicurata dalle matrone romane, algide e belle come dee, pettinate con vistose ed elaborate acconciature che si spingono fino al kitsch estremo (per il nostro gusto): sensuali corpi divini replicati da statue di Afrodite, ad esempio in un curioso patchwork possono infatti abbinarsi a teste persino di anziane. In conclusione, la mostra funziona sul piano estetico/scientifico, e il voluminoso catalogo si pone come un prezioso vademecum non solo per lallestimento, ma anche per lintero stato della questione.

di Caterina Mascolo

RITRATTI ROMANI AI CAPITOLINI

e fotografie possono raggiungere leternit attraverso il momento (H. Cartier-Bresson). Anche il ritratto di qualsiasi individuo, nellantichit greca e romana, si presta a essere interpretato come un manifesto per leternit e come un mezzo per sconfiggere la morte attraverso la salvaguardia della fisionomia. Non va per trascurata la fondamentale funzione delleffigie con il personaggio ancora in recente ai processi di rielaborazione vita; basti pensare allo scopo celebrao semplificazione dei modelli greci. tivo dei ritratti degli imperatori, che, Cos la sezione iniziale della mostra sparsi e riconoscibili in tutto limpeEgitto, Grecia, Roma consente un ro, veicolavano una sorta di biograeccezionale, per quanto complesso fia facciale autorizzata del dinasta, (per archeologi e non), accostamenaspetto affrontato anche dalla moto tra la ritrattistica dellItalia centrastra I ritratti Le tante facce del potele in terracotta, bronzo e marmo e dire, ai Musei Capitolini fino al 25 setverse creazioni greche, come il ritrattembre (a cura di Eugenio La Rocca to del commediografo Menandro: e Claudio Parisi Presicce). Ma cosa ben si comprende allora come le forsi intende per ritratto? Tre le condimule fisionomiche e formali elaborazioni fondamentali stabilite a suo te in Grecia vengano recepite con tempo da B. Schweitzer e in parte prontezza, e affatto passivamente, ancora condivisibili: la raffiguraziosul suolo italico. ne di un personaggio specifico, la riUnaltra erronea tendenza ha ricoconoscibilit dello stesso nella sua nosciuto nel ritratto antico unevoluunicit e la riproduzione non solo fizione rettilinea, con esordi ideali sionomica, ma anche caratteriale culminati nel naturalismo/veridel soggetto (del resto Cicerone consmo dei tratti (termini spesso usati siderava il volto lo specchio dellanicome sinonimi, senza che lo siano). ma). Il ritratto romano si da semEppure, non si pu essere schematipre configurato, nellambito dellanci nel tracciarne la storia e non lo si tichistica, come uno dei temi pi dipu fare con i nostri parametri di giubattuti: gi J. Wickhoff vi riconobbe dizio; che errore, infatti, considerare una delle forme artistiche pi origiun ritratto ideale come non indivinali e autonome dellarte romana; duale (e di converso, pensare che da tale premessa gli studi degeneraqualche ruga basti a rappresentare rono in considerazioni razziali sulla con fedelt un personaggio!); piuttopresunta genuinit, tutta autoctona, sto, i due poli sono tra loro comunidei volti della Roma repubblicana canti, a volte persino sovrapposti. (IV-I secolo a.C.). La consistenza delLossessione di ricercare la verosimile presunte energie indigene stata glianza in questi volti poi tutta moper da tempo sconfessata, mentre derna: daltronde, gi Plinio il Vecmaggiore attenzione si prestata di chio denunciava il crollo di popolari-

Ideale o naturalista purch immortale


t del ritratto somigliante Semmai, le ricerche attuali tendono a cavillare eccessivamente? sullaspetto formale, vivisezionando ogni disposizione di capigliatura mediante una precisa conta dei riccioli per lindividuazione dei tipi degli imperatori come dei privati. Iper-reazione ai tentativi psicologizzanti di un tempo? Se meglio non cadere in facili equazioni (una bocca serrata nel III d.C.? Ovvio, unet dangoscia!), le letture solo analitiche di queste immagini consentono s una precisa datazione al quarto di secolo, ma rischiano di trasformarsi in studi esangui e di trascurare limpatto dei ritratti sugli spettatori antichi. Nel catturare i tratti individuali di qualsiasi personaggio la realt si intreccia alla finzione, larte alla mimesi; i piani si amalgamano a tal punto da non consentire pi una lucida distinzione tra i diversi intenti. La maschera pirandelliana ben si applica specie sui volti dei potenti: la bocca serrata di un Traiano corrisponde a un atteggiamento reale che fu dellOptimus, o piuttosto un piglio energico costruito ad arte, quasi a mo di spot elettorale? O ancora, lespressiva volgarit di Vespasiano ricalca i tratti di un provincialotto asceso alla porpora o mira a marcare quei requisiti di praticit

Fu Wickhoff a riconoscere nel ritratto una delle forme artistiche pi originali dellarte romana. Oggi si presta maggiore attenzione ai processi di rielaborazione dei modelli greci. Questo allestimento, ricco di confronti, anche loccasione per fare il bilancio degli studi

18) ALIAS N. 26 - 2 LUGLIO 2011

di Roberto Andreotti

erch mai oggi dovremmo tornare a leggere Bruno Snell? La sua idea di Classico impregnata di universali ancora operante dopo tanti anni, o invece una moneta fuori corso o, tuttal pi, un inutile oggetto daffezione? Che fondamento scientifico ancora in grado di garantirci la sua ermeneutica dagli effetti deformanti come ha lucidamente dimostrato Bernard Williams , tesa a dimostrare che se i greci di Omero non riconoscono un certo elemento, allora questo per loro non esiste?: cos, ad esempio, non avendo a disposizione corrispondenti termini lessicali, gli eroi omerici risulterebbero privi del concetto unitario di corpo, di anima, di identit personale; sarebbero incapaci di prendere decisioni; avrebbero una esperienza etica primitiva, priva di moralit... Mettiamoci per un attimo nei panni di uno degli studenti che in questi giorni danno la maturit, il quale intenda proseguire nello studio delle lingue classiche per farne il fulcro del proprio sviluppo culturale, umano, professionale: a che altezza egli dovr collocare lideologia archetipica e greco-centrica di Snell, trovandosi viceversa nella prospettiva di un Occidente ibridizzato che ha messo in discussione non solo lunivocit delle proprie radici, ma la stessa legittimit culturale delle radici?; e nel quale il Classico come matrice primigenia ed esemplare della cultura europea ha lasciato il campo a un ripensamento pluralistico dei modelli? A provocare questi e altri interrogativi la pubblicazione inattesa di un libro del celebre filologo tedesco (1896-1986), arrivato sulla scrivania giusto il giorno del Venerd Santo: con un tramonto ad Agrigento di Friedrich su una veste dai toni bassi prettamente universitaria (sembrano xerox-copie anni ottanta rilegate). Dunque un fatto di ordinaria attualit, ma di unattualit quasi senza tempo, stando alla dedica in frontespizio (omnibus qui studia classica amant), per la cui comprensione sar utile accendere perlomeno qual-

UN LIBRO DEL FILOLOGO TEDESCO BRUNO SNELL (1896-1986)

I Greci da Amburgo
Inattesi giungono due saggi anni cinquanta dellautore de La cultura greca e le origini del pensiero europeo. Si sarebbe tentati di farsi ipnotizzare dalla elegante ideologia classicista di questo maestro, gi resistente al nazismo: ma la sua Grecia archetipica non ha pi spazio nella nuova koin multiculturale
che lampadina di storia della cultura. Il volumetto in questione riunisce per il lettore italiano due saggi di Snell mai prima tradotti: Noi e gli antichi Greci, Nove giorni di latino (Ptron editore, a cura di Marilena Amerise, pp. VIII-154, 15,00). Si tratta di due testi di natura diversa, entrambi risalenti agli anni cinquanta. Solo il primo di essi, pubblicato in Germania nel 1962, propriamente un saggio. La sua scansione come correttamente dichiara lautore risale in parte a una serie di contributi precedentemente apparsi in rivista o ciclostilati: Regole e libert nella lingua (ma quanto pesa, qui, la mancanza di Benveniste); Osservazioni sulle teorie dello stile, sul relativismo storico delle esperienze e delle teorie estetiche; Cultura generale e scienze naturali, sulla nozione occidentale di scienza come diretto frutto della filosofia greca; Sviluppo di una lingua scientifica in Grecia, col graduale passaggio dal concreto allastratto, e cos via. A quellepoca, specialmente in Germania, era molto attuale per dirla con il discepolo Erbse la discussione sul valore delleducazione umanistica, con inevitabili ricadute soprattutto nel campo degli studi classici. Snell, che aveva maturato progressivamente un punto di vista anti-hegeliano, e preso le distanze dallinfluente Terzo umanesimo di Jaeger (come ha spiegato molto bene Diego Lanza), vedeva negli antichi Greci larchetipo cui ricondurre parabole di progresso e declino e schemi di stili, linguaggi e soluzioni formali sentiti per come degli stadi evolutivi lungo un ideale vettore di sviluppo della civilt, dove letteratura e arti figurative si rincorrano in un suggestivo ma rischioso testa a testa. Cos, ad esempio, un cavallo fremente del Partenone sembrer a Snell molto pi animato di certe teste umane anticoegiziane, anche se i Greci conclude con apprezzabile cultura pittorica , non avevano ancora imparato a sentimentalizzare gli animali come far, molti secoli dopo, Landseer. Ecco un passo abbastanza sintomatico del suo periodare: Che un albero nella neve getti unombra blu, ciascuno oggi lo vede, ma quando io ero un bambino molti ancora lo contestavano ai pittori impressionisti. E cos come questa parte di natura ha dovuto essere scoperta, tutto ci che noi chiamiamo natura stato acquisito alla consapevolezza umana nel corso della storia () La natura grande, libera, il paesaggio che solleva lo spirito, c soltanto da quando Petrarca per primo sal su un monte, il monte Ventoso in Provenza (). La natura intesa come kosmos ordinato () solo da quando i filosofi greci la postularono (p. 68). Sia tatticamente, sia stilisticamente (Erbse esalta la chiarezza espositiva di queste pagine, tanto pi stranianti se paragonate a certo saggismo fumoso che ci tocca in sorte oggi), siamo insomma allaltezza dello Snell maggiore de La cultura greca e le origini del pensiero europeo, il famoso saggio uscito in prima edizione a Gottinga nel 1948 con un titolo ancora hegeliano: Die Entdeckung des Geistes, la scoperta dello spirito. Einaudi lo tradusse quasi sbito, ma cambiandogli labito. Probabilmente lo spirito in copertina avrebbe creato perplessit e grattacapi, mentre gli inglesi se la cavarono con il meno compromesso Mind. Una risaputa sentenza dello stesso Hegel pu aiutarci a fotografare, con un solo scatto, il background filosofico di quel fortunato libro: Presso i Greci ci sentiamo subito in patria (heimatlich), perch siamo sul terreno dello spirito Lo spirito europeo ha trascorso la sua giovinezza in Grecia: da ci linteresse di ogni persona colta per tutto ci che greco. Solo puntandogli una pistola alla tempia oggi si Atene, il Theseion troverebbe qualcuno disposto a sotfotografato da Pascal toscrivere questimmagine. Sbah verso il 1874. Di tuttaltra natura, come detto, In alto, Bruno Snell il secondo dei testi tradotti in questa occasione, e cio la sbobinatura di una serie di lezioni radiofoniche per il Terzo programma tedesco, tenute da Snell a partire dalla sera del Natale 1954, sullimportanza strategica del latino e su alcuni aspetti rilevanti della cultura letteraria latina, da Catullo alla retorica ciceroniana a Ovidio, fino ai Carmina Burana, con annessa piccola antologia di esempi. Anche qui lattitudine alla limpidezza del dettato ci fa essere indulgenti su qualche inevitabile disaccordo storico-critico, ma le parti pi attraenti per noi restano quelle in cui Snell si concede, sempre con stile, qualche spicchio di vissuto: il liceo Johanneum di Lneburg frequentato da ragazzo, dove sibilava la ghigliottina della traduzione allimpronta (continua tu ora); la cosiddetta battaglia delle forme, cio le gare di latino in classe prima dellestate; i compiti a casa con laiuto del padre, psichiatra, che per sbagliava gli accenti e gli spiriti di greco Non abbiamo ancora detto come nato questo Snell italiano proposto fuori stagione dai classicisti bolognesi: non del tutto irrilevante per intuire che alone deve avere accompagnato il grande filologo tedesco nella sua lunga vita. Qualcosa trapela dalle pagine introduttive e si tratta, in perfetta sintonia con la phila che impregnava le sue ricerche, di una curiosa staffetta umanistica. La spinta a tradurre in italiano questi testi risalirebbe infatti allo stesso Hartmut Erbse (1915-2004), il discepolo di Snell. Erbse conobbe Snell nel 37, rimanendone segnato per la vita, alluniversit di Amburgo, dove il maestro si distingueva anche nella resistenza al nazismo. Ormai vecchissimo Erbse ospit a Bonn una giovane antichista italiana, Marilena Amerise appunto, che insieme a lui, quasi cieco, leggeva proprio queste pagine di Snell per migliorare il proprio tedesco. Nel frattempo scomparso Erbse e infine anche lultima staffettista, prematuramente fotografata da sorella morte sulla soglia di un convegno pontificio come ricorda il cardinal Ravasi nellepicedio che apre il libro da lei cos amorevolmente curato. Nessuno dei protagonisti di questa catena degli affetti si dato cura per di sottoporre a una elementare verifica storico-critica i valori affi-

BERSAGLI
A S S I

SCICCHITANO, DANNUNZIO E LA GRECIA IBRIDA


di Massimo Natale
C uninquieta nostalgia ellenica che si allunga sullEuropa romantica, e pi oltre, verso quella modernit ormai compiuta o quellepoca tarda, diceva Bachofen, cui mancano la freschezza giovanile dellesistenza e la capacit di ricreare simboli e miti propria dellAntico. Su questa stessa onda anche la tradizione italiana cerca una sua irrinunciabile e antica maternit originaria: la cerca in Grecia, a partire da Foscolo e Leopardi, fino al Carducci delle Primavere elleniche, pronto a ribattezzarsi degli Eoli sacri poeti / ultimo figlio. O la cerca a Roma, su scia latina (sotto lauspicio di quel Virgilio che almeno da Dante in poi cooptato a forza tra i genitori del seme italico), soprattutto con Giovanni Pascoli. Novissimo tra i novissimi sar la terza delle nostre corone ottocentesche, Gabriele DAnnunzio: ed a questa sua preziosa genealogia che guarda il libro di Emanuela Scicchitano, Io, ultimo figlio degli Elleni La grecit impura di Gabriele DAnnunzio (ETS, pp. 216, 18,00), nel quale lintenzione antica del pescarese fra i primi a interessarsene cera non a caso, negli anni sessanta, un classicista come Carlo Diano affrontata facendo fruttare la chiave della mescolanza, cio rileggendo larco ampio delle sue scritture come una sorta di ritorno a una Grecia che appunto terra magica di mescolanze vietate e sognate, nella Laus vitae, sul lito dEternit , il luogo di una purezza ossimorica perch perseguita attraverso libridazione di tutte le forme. La Grecia di Dioniso, molto pi che di Apollo, e a cui lo sguardo dannunziano si rivolge, con forte vocazione antistorica, ponendosi sin da Primo vere il problema della sopravvivenza del mito e del sacro nella letteratura moderna. E lo fa, DAnnunzio, dialogando con un coro di esuli, di appassionati lettori degli antichi, a cominciare da Nietzsche certo frainteso o radicalizzato, ma importante nel fargli intravedere il lato pi oscuro e arcaico del Mediterraneo, lontano dal chiarore marmoreo della Grecia winckelmanniana per arrivare al riuso e alla corrosione vitalistica che si d, nella sua lirica, della lezione carducciana (e Carducci infatti si era scelto come nume tutelare, molto pi che Dioniso, la calma grandezza di Saffo e di Alceo). Ma se un ritorno pieno allEllade si rivela irraggiungibile risolvendosi nella retorica neoclassica o nella insanabile follia di un Hlderlin , solo lipotesi di una grecit spuria e contaminata che resta praticabile: una grecit che accolga sul suo tronco linnesto indigeno, come nellEsempio italico del genio vittorioso, in cui lessenzialit della forma ellenica abbraccia il desiderio italiano di ascensione al molteplice e allignoto: cos, ecco affiancarsi ai padri antichi figure-mito nostrane quali Dante, Leonardo, Michelangelo e Giuseppe Verdi: simbolo, questultimo e dedicatario, nel 1901, di unode in mortem di un eroismo intellettuale che, per DAnnunzio, non ha mai rinunciato a sfidare la protagonista segreta di ogni ritorno europeo allAntico, e del tentativo moderno di riappropriarsi della vita: la Natura.

SEGUE A PAGINA 20

ALIAS N. 26 - 2 LUGLIO 2011 (19

HOBSBAWM
SEGUE SNELL DA PAGINA 19
dati tanti anni fa a questi testi: verifica tanto pi necessaria in quanto la loro traduzione destinata (anche) a lettori giovani e comunque lontani dalla temperie in cui essi furono concepiti. La difesa strenua del Classico come umanesimo esemplare; la Grecia crogiolo delluomo europeo, e via dicendo, sono lesito inconfondibile di una determinata ideologia della Storia che non pu certo essere riproposta oggi tout court, senza dare conto almeno delle obiezioni scientifiche mossele da autorevoli antagonisti come Lvi-Strauss o la scuola GernetVernant-Detienne: a cominciare da quel principio lessicale che Williams ha smontato in pagine feroci e memorabili. Alcuni di questi dispositivi di Snell, ormai definitivamente disinnescati, tornano nelle pagine ora svelate al lettore italiano. Per esempio le dimostrazioni lessicali a proposito della conquista dellastratto, o sulle origini della congiunzione causale, in greco; o ancora, quando si pretende di abbozzare una teoria universale delle arti che arrossirebbe se affrontata anche solo alle pagine iniziali di Arte e illusione. Si potrebbe obiettare che qui in fondo lo scopo dei ragionamenti tutto nobilmente proteso a tutelare lappannaggio della tradizione classica nella scuola (allora) moderna, vale a dire a difendere larchitrave delluomo occidentale (commovente la pagina di Snell sullinfluenza esercitata dal Timeo di Platone sulla giovane mente del grande fisico quantistico Werner Heisenberg). Non ci troviamo forse anche noi, oggi, nella condizione persino pi drammatica di dover salvare linsegnamento a scuola del greco, del latino e della storia antica? Molto difficilmente per la classicit smagliante di Snell, cos univoca e archetipica, avrebbe qualche chance di essere recepita e metabolizzata in un quadro di saperi dove la nozione stessa di uomo occidentale o quanto meno quella a cui si riferiva quella generazione andata in frantumi. N i testi letterari e filosofici che Snell con trasporto encomiabile ha studiato e in alcuni casi fissato in valorose edizioni, possono essere considerati dei preziosi gioielli per cos dire astratti dalla storia; la cui bellezza e verit sia arrivata misteriosamente intatta sino a noi dopo avere solcato le onde del tempo (per usare una formula schematica: storicit vs esemplarit). probabile che un pregiudizio anti-marxista sbarrasse al filologo pensante Snell laccesso a tutta una serie di acquisizioni, dallantropologia alla linguistica, che poi di fatto avrebbero modificato sin dalle fondamenta il glorioso edifico ottocentesco delle Scienze dellantichit, e perci anche la definizione di Classico nel panorama epistemologico del dopoguerra. Oggi che si sono raffreddati i furori ideologici, e depurati certi eccessi di autoreferenzialit, possiamo valutarne meglio esiti e guadagni. La lettura anacronistica di questo libro di Snell riporta indietro le lancette, e ci fa sedere per qualche ora, in piena Guerra fredda, in un confortevole salotto borghese tedesco le cui finestre siano rimaste chiuse da allora. In garage ci sar ancora pargheggiato un indistruttibile Maggiolino VW, o pi probabilmente unelegante berlina con la stella a tre punte. Se non ci facciamo stordire dalla macchina del tempo, possiamo portarci a casa linsegna e ricominciare daccapo: I greci e noi ancora un buon programma di lavoro.

COME CAMBIARE IL MONDO DI ERIC HOBSBAWM

Nuova luce sul revival Marx

di Benedetto Vecchi

ric Hobsbawm lo storico che, subito dopo il crollo del Muro di Berlino, mand alle stampe un libro il cui titolo, Il secolo breve, divenuto espressione tipica per indicare il Novecento. In quel saggio venivano individuate tre et per scandire gli anni che vanno dal 1914 al 1991. La prima, quella della catastrofe, indicava la prima guerra mondiale e la lunga stagione del fascismo, del nazismo e della seconda guerra. Alla catastrofe seguiva per un periodo chiamato delloro, durante il quale il capitalismo aveva conosciuto una fase di ininterrotto sviluppo economico, la fine del colonialismo e, in Europa, il welfare state. Da quel momento fino al 1991 il mondo era per entrato nellet della frana, che ha avuto come apice il crollo del socialismo reale e la prima guerra del Golfo. In tutto il saggio, lo storico inglese metteva sempre in rapporto di causa ed effetto la forza politica del movimento operaio con la tendenza del capitalismo a innovare se stesso per arrestare la diffusione del comunismo nel mondo. Nel secolo breve, tuttavia, il marxismo ritenuto da Hobsbawm una delle grandi narrazioni novecentesche, come del resto aveva pi volte affermato nei saggi scritti per la Storia del marxismo, ambiziosa opera da lui coordinata per leditore italiano Einaudi. Tesi smentita dallultimo decennio del Novecento, che ha invece visto il suo declino. Il crollo del Muro di Berlino, oltre a seppellire il socialismo reale, condannava quindi a un triste oblio lopera e la tradizione del marxismo. Il mondo era entrato nel lungo inverno neo-liberista fino a quando, nel 2008, la crisi economica

globale ricord a tutti che il capitalismo non era poi quel migliore dei mondi possibili a cui non era possibile opporre nessuna alternativa. LEconomist, cio il bignami settimanale del neoliberismo, invitava invece a rileggere Marx, cio quellautore messo s allindice, ma tuttavia capace di indicare nella crisi non un incidente di percorso, bens un elemento immanente allo sviluppo capitalistico. Come scrive Hobsbawm nellintroduzione del libro prontamente tradotto da Rizzoli Come cambiare il mondo Perch riscoprire leredit del marxismo (pp. 466, 22,00), il revival attorno a Marx ha una conferma nella Rete, visto che se si digita il nome dellautore del Capitale sul motore di ricerca Google, il numero delle pagine che fanno riferimento al filosofo di Treviri di gran lunga superiore a quelle dove sono citati i guru del modello economico neoliberista (Milton Friedman e Friedrich August von Hayek, ad esempio). Con molta ironia, lo storico inglese annota che linvito a riscoprire Marx non viene da intellettuali radical o vicini a qualche partito di sinistra, bens da giornali e opinionisti da sempre apologeti del libero mercato. Eppure il Marx che viene evocato a ridosso della crisi innestata dai subprime non il critico delleconomia politica, n lo studioso che chino sui libri della British Library prende appunti per mettere a fuoco le dinamiche dellaccumulazione primitiva, della legge del valore-lavoro, del plusvalore assoluto e relativo, della rendita. Il Capitale, i Grundrisse non vengono mai nominati, mentre molta enfasi viene messa su alcune parti, quelle meno politiche, del Manifesto del partito comunista. Marx semplicemente relegato nel ruolo di profeta della crisi del capitalismo e della sua tendenza a globalizzarsi. Hobsbawm non sottovaluta i ri-

schi di una normalizzazione del pensiero marxiano, ma mette tuttavia in evidenza che gli editoriali dellEconomist pongono fine alla demonizzazione del pensiero marxiano e che si pu dunque tornare a studiare il fantasma tedesco senza incorrere nella condanna preventiva dellestablishment culturale che per ventanni lo ha dipinto come una delle fonti di quel male assoluto che stato il totalitarismo. Ma per tornare a Marx, occorre uniniziale contestualizzazione storica della sua opera e della costellazione culturale che lha ispirata. Operazione indispensabile per verificare lattualit della sua opera, ma anche per sottolinearne i limiti nello spiegare le dinamiche attuali del capitalismo. In fondo, Marx pur sempre un autore ottocentesco e affermare lattualit della sua opera significa innovarla. Hobsbawm offre un riuscito esercizio di indagine storiografica che ha il pregio di seguire sentieri magari gi conosciuti, ma che comunque consentono di accedere a una visione panoramica inusuale dellopera marxiana. noto che Marx esplicit la costellazione culturale a cui faceva riferimento la filosofia tedesca, leconomia politica inglese e il pensiero politico francese , e Hobsbawm non le mette certo in discussione, ma attraverso un attento lavoro filologico sugli scritti di Marx rintraccia riferimenti a filosofi, economisti, teorici politici dellOttocento che rendono quella costellazione molto pi affascinante di quanto non risultasse hadallesegesi marxiana fino ad oggi. Ad esempio mette in evidenza come Marx sia stato fortemente condizionato da quel socialismo utopista che pure considerava il limite maggiore del nascente movimento operaio. Il suo rapporto sempre ambivalente: critica fortemente la fragilit teorica degli utopista inglesi, ma riconosce loro la grande capacit di organizzare la classe operaia, dandole cos una prospettiva politica. Allo stesso tempo, trova nella Rivoluzione francese una fonte di ispirazione per tessere la trama del suo pensiero politico, ma oltre a Rousseau, Saint-Just e i giacobini studia con attenzione anche i testi delle correnti socialiste premarxiane, rintracciando in essi una critica alla democrazia rappresentativa che diverr uno degli elementi fondamentali della sua elaborazioKarl Marx in una messinscena di Christian Fregnet da K.M. Le retour di Howard Zinn

Dopo linverno neoliberista si tornati a parlare di Marx, e lo hanno fatto, in particolare, i nemici (lEconomist). Adesso lo storico inglese reinterroga le carte e mette in evidenza nessi storici e vene teoriche nuovi, per un uso del filosofo tedesco pi spregiudicato e adeguato alloggi

ne teorica. Nel saggio sul socialismo premarxiano, Hobsbawm mette i testi di Marx in una relazione dialettica con quelli dei socialisti utopisti, evidenziando cos una costellazione culturale ben pi ricca di quella offerta da molti studiosi marxisti. E quando affronta il rapporto tra il Marx dei Manoscritti del 44 e il Marx della maturit, lo storico inglese non nasconde certo la sua adesione alla tesi, maggioritaria tra gli studiosi, che il punto pi alto della teoria marxiana costituito dal Capitale. Mettendo in evidenza, per, che quello del filosofo tedesco un laboratorio teorico sempre in divenire. Tutti i testi sono tasselli di un work in progress che non pu essere studiato secondo lo schema della continuit o della discontinuit tra unopera e la successiva. Nel capitolo dedicato alla pubblicazione dei Grundrisse in Inghilterra, Hobsbawm mette in evidenza che proprio quei Lineamenti della critica delleconomia politica esprimono al meglio il laboratorio marxiano. Nei Grundrisse, sostiene Hobsbawm, Marx pone le basi del Capitale, definendo teoricamente gran parte dei concetti che svilupper per successivamente, modificandoli, correggendoli. In altri termini, lopera marxiana unopera aperta. Ma proprio questa caratteristica che rende la gestione della sua eredit una scommessa teorica e dunque politica ancora da giocare. Del laboratorio marxiano non c infatti nessuno arcano da svelare. Il movimento teorico indispensabile pu essere riassunto da quella undicesima tesi su Feuerbach che tanto ha condizionato la tradizione marxista. E se Marx scriveva che i filosofi hanno interpretato il mondo, ora bisogna trasformarlo, adesso occorre affermare: gli studiosi hanno interpretato Marx, ora si tratta di trasformarlo.

20) ALIAS N. 26 - 2 LUGLIO 2011

VAGABONDING
L I B R I E V I A G G I

SCHMIDT
PAESAGGIO LACUSTRE CON POCAHONTAS, 1953

Arno Schmidt fotografato dalla moglie Alice sul Lago Dmmer, in Bassa Sassonia

N A R R A T I V A

BERSAGLI

GUIDO FODDIS, LO SBOLLETTATO AL GIRO


di Roberto Duiz
Quando si hanno le tasche vuote e le spalle scoperte c solo un modo per fare cose che si desiderano fortemente ma sono fuori portata: svelare una disperata faccia tosta e metterla al servizio dellarte darrangiarsi tipica degli sbollettati cronici. In questo, Guido Foddis manifesta un talento davvero speciale. Musicista precario per professione, cicloamatore sovrappeso per passione, scroccone impenitente per vocazione, lancia una sfida apparentemente impossibile: compiere un viaggio di oltre 3000 km. al seguito del Giro dItalia senza sforare un budget di 250 euro, vitto, alloggio e spese di macchina compresi. Un pass da giornalista di Radio Vespa gli consentir di accedere alle aree riservate alla stampa affollate dai pennivendoli mantenuti dai quotidiani, per cui nutro sincera e rancorosa invidia dove vari produttori enogastronomici locali mendicano briciole di pubblicit. Ma il colpo di genio quello di inventarsi un ruolo di inviato per linesistente rivista culinaria Mangia Piano, incaricato di recensire piatti tipici in luoghi tipici della provincia dItalia in uno speciale inserto dedicato alla celebre corsa a tappe, onestamente avvertendo che il motto mangiapianista Senza la quantit, la qualit nulla. Ovvio che, visto il carattere itinerante del suo incarico, inevitabilmente scandito dai ritmi del Giro, pu accettare inviti a tavola solo serali e comprensivi di ospitalit per la notte. Dunque, messa a punto la strategia, si pu partire per Il Giro a sbafo (ediciclo ed., pp. 224, 13,00). E poich ogni impresa devessere animata da un intento che va oltre il soddisfacimento di un personale sfizio, eccolo: Sveler a tutti gli stomaci vuoti quanto cibo gratis si cela dietro le transenne della pi importante corsa ciclistica nazionale. Poich, inoltre, lottimismo necessario per affrontare qualunque sfida, nello zaino vengono ripiegati pantaloni che hanno una taglia in pi di quella abitualmente in uso, gi di per s abbondante. Si va per Strade Blu, necessariamente, dove nessuno esige il pagamento di un pedaggio e che percorrono unItalia sfigata, malinconica e letargica Per molte persone unItalia insulsa. Io la trovo struggente!. Da nord a sud e poi di nuovo a nord, zigzagando tra i chiassosi ed effimeri Quartiertappa e sonnolenti e durevoli agriturismo, locande, pensioni, rifugi, fattorie, osterie fuori dal circuito percorso dallinquinante carovana del Giro e dove non c ressa di scrocconi travestiti da Vip. Nessun concorrente, dunque, in quei luoghi defilati. E beatitudini esclusive con abbuffate dogni ben di dio, solido e liquido, professionalmente documentate. anche questo un modo per visitare unItalia diventata invisibile ma sempre resistente, con grande spirito di adattamento e abbondanti dosi di umorismo che non straborda mai in snobistico dileggio. Questo resoconto vale anche come outing. E pazienza se questi appunti di viaggio rappresenteranno il requiem della mia credibilit come musicista.

Scarti linguistici di una soggettiva

PETROS MARKARIS, IL CROLLO GRECO VISTO CON BRECHT


di Fabio De Propris
Ateniesi che dimostrano a piazza Sintagma e a piazza Omonia contro i provvedimenti vessatori di un governo messo alle strette dalla troika Fmi-Ue-Bce, che si offre di salvare la Grecia concedendole un prestito mirato pi a rassicurare le banche creditrici che il popolo in difficolt. Poliziotti che a stento arginano la folla, preoccupati anchessi, come tutti, dei tagli ai loro stipendi e alle loro pensioni. La nuova inchiesta del commissario Kostas Charitos ambientata nella cronaca di questi ultimi mesi e aiuta a chiarire come stanno le cose in Grecia oggi quanto Il fuoco di Atene di Michelangelo Cocco o Debtocracy, il documentario di Katerina Kitidi e Aris Hatzistefanou visibile in rete (www. debtocracy.gr/indexen.html). Petros Markaris dal 1995 si fa carico nei suoi gialli ambientati ad Atene di dare un quadro della realt contemporanea tenendo stretti contatti con la tradizione letteraria. In genere il simbolo di questo legame il dizionario greco del Dimitrakos, lunica lettura di Charitos. In Prestiti scaduti (traduzione di Andrea Di Gregorio, Bompiani, pp. 328, 18,90), Markaris chiarisce subito, in esergo, anche il suo debito verso Bertolt Brecht. Qui infatti Charitos deve indagare su alcuni omicidi legati al mondo dei prestiti al consumo che si rivelano alla lunga debiti capestro, degli hedge funds che non si sa bene cosa siano, ma molti considerano un ottimo sistema per guadagnare presto e tanto (finendo invece per perdere il capitale investito), delle societ di rating e dei loro esperti ultraliberisti, dei bonifici che uno sconosciuto un bel giorno ti manda senza apparente motivo sul tuo conto personale dalle isole Cayman. Tutto quel mondo, insomma, che ci fa chiedere ancora: Che cos una rapina in banca paragonata alla fondazione di una banca?. Anche il ruolo fondamentale che hanno in Prestiti scaduti i mendicanti va visto come un omaggio al Brecht dellOpera da tre soldi, bench sia al tempo stesso un tratto di realismo da cronaca. Markaris riesce bene a tenere in equilibrio il resoconto della realt da un lato e il gioco artistico dallaltro. Del resto, raccontando la sua carriera di traduttore dal tedesco nella recente autobiografia letteraria Io e Kostas Charitos, ha scritto che Brecht insegna a guardare le cose da una certa distanza, da lontano; a me ha insegnato latteggiamento dellosservatore che si trova al centro di un conflitto. E questo emerge con chiarezza ancora maggiore nel modo in cui io osservo Atene e gli ateniesi (trad. Di Gregorio, p. 114). Dovremo dunque dare il giusto peso ai particolari del romanzo. Ne scelgo due. Il miglioramento delle relazioni allinterno della famiglia Charitos rispetto ai romanzi precedenti, che rende linchiesta per contrasto ancora pi drammatica, e la rottamazione della vecchia Fiat Mirafiori, sostituita con una Seat Ibiza per solidariet tra poveri con gli spagnoli. Neanche il commissario Charitos compera pi una Fiat: forse bisognerebbe aprire cos un telegiornale della sera.

di Stefano Gallerani

a quelli auto coniati a quelli successivamente tributatigli dai suoi esegeti e pi affezionati lettori, davvero nel caso di Arno Schmidt gli epiteti e le definizioni non si contano, espressione di volont e resa a un tempo di fronte al tentativo di condividere e diffondere un ritratto, il referto di una delle esperienze letterarie pi radicali e decisive del secolo scorso; di contro, o conseguentemente, la cura editoriale dello scrittore tedesco ha rimbalzato ora dal tentativo di canonizzarne lopera sotto i cartigli delle sigle pi prestigiose ora dalla necessit di affidare gli sforzi a nuovi e meno grandi editori i quali, soli, hanno dimostrato di avere la voglia e la pazienza di rendere pubblica e disponibile la sua opera. Oggi, dopo Lavieri (che sotto la direzione di Domenico Pinto a Schmidt ha dedicato addirittura una collana, significativamente battezzata Arno), Zandonai ad aggiungere un tassello prezioso allincompleta bibliografia italiana dellautore (inaugurata da Einaudi negli anni sessanta e poi rimasta a lungo negletta): come si pu ricostruire dalla nota introduttiva di Dario Borso (gi curatore, oltre che di questa libro, di Ateo ? : Altroch!, insieme allo stesso Pinto), Paesaggio lacustre con Pocahontas (Zandonai, pp. 84, 13,00) svolge un teorema cruciale nella geometria artistica schmidtiana: allestito dopo una permanenza di pochi giorni su un lago dellOldemburgo, nellagosto del 53 (lo stesso anno in cui si chiude la trilogia di Nobodaddys Kinder), Seelandschaft mit Pocahontas pubblicato nel 1955 per volont dellamico Alfred Andersch traduce lintenzione di Schmidt di animare una

forma di prosa inedita in grado di restituire il pi fedelmente possibile la qualit sensibile dei ricordi attraverso varie unit foto-testo che non si pongano, rispettivamente, come didascalia luna dellaltra, ma attivino un vero e proprio processo di genesi e mimesi. Pure, Schmidt altrettanto consapevole che una trama convenzionalmente intesa come intreccio, snodo logico di eventi, non necessaria allo svolgimento di un simile corso verbale; ci non toglie che i brevi paragrafi che compongono il Paesaggio corrispondano, a ogni modo, ciascuno a un episodio e che, sullo sfondo lacustre, dei nomi, e dunque dei caratteri, agiscano, dopotutto, come personaggi (che sono, per inciso, un imbianchino che ha fatto fortuna e uno scrittore senza occupazione). Entrambi gli elementi, per, convergono in una chiara catena articolata per facilitare il lettore non allidentificazione con una storia bens con un vissuto che di quegli episodi e di quei personaggi significa non lazione ma la condizione; in altre parole, per facili consonanze con leffrazione linguistica di Joyce (un accostamento, invero, pi generico di quanto non sia proprio), le sponde del Paesaggio sono quelle del lago di Dmmer ma potrebbero benissimo essere quelle della spiaggia di Sandymount dove si svolge la lunga riflessione di Stephen Dedalus nel terzo capitolo dellUlisse; ulteriore punto comune, sebbene sia piuttosto un pretesto per tornare a Schmidt, la presenza, in entrambi i testi, di due donne: le levatrici in Joyce e le stenodattilografe incontrate dai protagonisti del Paesaggio lacustre con Pocahontas durante la loro breve vacanza. Non pretestuoso , invece, laccostamento al tredicesimo episodio dellUlisse detto di Nausicaa nello schema dattiloscritto da Joyce a Herbert Gorman in virt

Protagonista dello sperimentalismo tedesco post-bellico, Arno Schmidt, in Italia, ormai affidato alla buona volont di editori-amatori. In questo breve resoconto di una permanenza nellOldenburgo, c tutta la sua acida idiosincrasia per lepica novecentesca...
di quella pulsione sensuale che il correlativo soggettivo della natura nel lungo racconto di Schmidt. Questultimo aspetto, poi, valse allautore, al momento della pubblicazione dello scritto su Texte und Zeichen, lincriminazione per blasfemia e oscenit mossagli da un giudice di Saarburg (vicino a Kastel, dove Schhmidt e sua moglie abitavano dal 1951) accusa alla quale sfugg trasferendosi a Darmstad e, cos facendo, sottraendosi alla giurisdizione dellallora bigotto tribunale di Treviri. Tutto ci premesso e posto, riguardo allUlisse, che quando scrisse il Paesaggio lacustre con Pocahontas Schmidt probabilmente non conosceva ancora il capolavoro di Joyce , per restituire il senso di questo testo non sembra abbia-

no perso valore le parole con cui, nel 1966, in uno storico numero del Menab dedicato alla letteratura tedesca, Hans Magnus Enzensberger presentava lo scrittore di Amburgo: Proprio quello che ai contemporanei parve spesso manierismo e ghiribizzo, costituiscono la loro rigorosa legittimit. Fin dagli inizi, Schmidt ha rifiutato e rinunciato al panorama storico, alla evidente obiettivit del grande affresco. La sua prosa ignora la totalit. La sua prospettiva estremamente soggettiva, il suo procedimento storiografico microscopico. Ciononostante e magari proprio in forza di queste qualit una volta che si decidesse a lasciarsi risucchiare dal flusso di parole che agita i diciotto paragrafetti del Paesaggio si vivrebbe unesperienza di lettura che innanzitutto una registrazione (nellaccezione meccanica del termine) dei sensi, stimolati dalla molteplicit delle connessioni, dallacribia nella ricostruzione dei movimenti minimi che attraversano la pagina e, infine, dallesattezza del lemma tagliato con mano esperta e sicura di illuminato espressionista: Vento faceva tuffi a capofitto, e i cespugli jazzavano pi distorti agli angoli dei loro muri. Un tozzo sacco di nuvole strusciava attraverso il cielo, si lacerava in continuazione, al punto che la juta grezza si sfilacci e scivolarono fuori le lamiere di ottone: Ma adesso spicciati !; o ancora, a suggello del rapporto tra lio narrante/scrittore e la dattilografa ribattezzata Pocahontas, come una principessa indiana del Seicento: Smisi e la posai di sbieco davanti a me, finch la canoa si ferm. Lorizzonte ci ebbe nel suo astuccio piatto. Davanti a me sporgeva muta una rossa chilometrica, le ossute ginocchia ad altezza del capo, il mento sul petto. Grosse rondini passavano cos vicino, quasi che il nostro posto fosse vuoto, e noi non pi presenti.

ALIAS N. 26 - 2 LUGLIO 2011 (21

CASI CRITICI
O S O R

GABRIELE FRASCA, DAI CANCELLI DACCIAIO


T I N O

Solo il kitsch e lovvio per raccontare lindicibile


di Gilda Policastro
Lo sappiamo dalla Poetica di Aristotele come la costruzione del personaggio tragico passi attraverso limitazione di vicende paurose e pietose occorse a uomini non interamente colpevoli n completamente innocenti: in un caso quelle vicende risulterebbero infatti riprovevoli, nellaltro, poco interessanti. C un genere editorialmente in voga che, caricando il peso dellazione drammatica su un evento pauroso pi che pietoso, pensa di risolvere o almeno di aggirare il problema: si tratta del thriller, in cui il colpevole (ma di una colpa circoscrivibile, meno eschilea o sofoclea), pur essendolo innegabilmente, come da attesa soluzione finale, pu, tra laltro, occasionalmente vestirsi di tenerezza, cos come la sua vittima mostrare, di tanto in tanto, una sua spietata lucidit e freddezza, o, viceversa, compiacersi della propria inevitabile sottomissione per farne via di salvezza o, quanto meno, strumento di ricatto. A rivitalizzare un genere serve una novit, che di solito viene imposta in forza di iperboli: al posto dellomicida singolo, un sadico torturatore seriale; invece dello stupro della giovane donna, magari suggellato dallomicidio di rito, una sequenza di violenze che il sintagma dobbligo vorrebbe inenarrabili. Quando loggetto della narrazione (ostinata, o furba, si direbbe) venga dalla cronaca, il genere del thriller pone qualche problema in pi, di natura eminentemente etica. Si ha il diritto di evocare fatti e persone non solo realmente esistiti, ma tuttora in vita, e proprio con i nomi reali, inventandone (n potrebbe essere altrimenti, a meno che non si tratti di memoriale dei diretti protagonisti) di sana pianta i pensieri, gli umori, i terrori? Il problema, che in parte condividiamo, se l posto Christian Raimo in un recente dibattito apertosi sul romanzo di Paolo Sortino Elisabeth (Einaudi, pp. 216, 19.50), dedicato al caso di cronaca austriaca il cui protagonista la stampa di qualche anno fa marchiava come il mostro di Amstetten, definendolo come il pi efferato criminale, in Europa, dalla seconda guerra mondiale in poi: un padre che tenne segregata per 24 anni la propria figlia in un bunker da lui stesso costruito sotto la propria abitazione, arrivando a stuprarla un numero imprecisato di volte, e avendo con lei sette figli. Trattavasi, dunque, dellagghiacciante delirio psichico di un singolo, non di un evento storico che implicasse universalit: termine che, viceversa, Sortino utilizza, piuttosto impropriamente, nella nota cautelativa di prammatica, in cui spiega come i nomi veri dei protagonisti dellaberrante fatto, siano stati conservati per offrire uno schema utile al lettore. Schema utile: torture reali di cui ci si appropria per farne letteratura. Letteratura, appunto, vediamola cos. Nessun oggetto le precluso: olocausto, terrorismo, camorra, fine del mondo. Il vero problema , per, se come finzione va intesa, trovarle una lingua. A scrivere unopera dinvenzione indispensabile, anzi: lunico strumento che abbiamo, la lingua letteraria, per ricreare mondi, specie quelli che non conosciamo, quelli cui non possiamo avere accesso, quelli inenarrabili. Diversa uninchiesta giudiziaria, che ci dar, attraverso il resoconto puntuale e dettagliato dei fatti, e dunque una lingua che gi esiste, quella del rigore analitico o dellanamnesi scientifica, il profilo di un colpevole. Costruire romanzo, cio narrazione organizzata, sullindicibile, di per s un azzardo. E non si gioca dazzardo senza correre dei rischi. Allora, com la lingua di Sortino? Piatta, non gioca dazzardo: mai. Piuttosto indulge al kitsch e, imperdonabilmente, allovvio. Vediamone alcuni esempi, nel concreto: il padre-mostro sta per tornare dalla prima tranche di galera proprio alla vigilia di una vacanza in cui la figlia adolescente ha riposto le speranze di liberarsi da quella sofferenza che lha indotta a scavarsi una stanzetta dietro il cuore (e gi, poco prima: erano due coetanee costrette a giocare in un giardino di cemento, lei e la sua adolescenza). Siamo allocchietto al lettore, che verr portato per mano, con studiata calma, verso un abisso di cui pu facilmente presagire profondit e sgomento. Ma torniamo al testo: dal cagnolino al guinzaglio alla puledra che attende di correre alla balena allevata nel budello di un abisso privato, le similitudini animali riferite alla protagonista, afferenti tutte alla metaforica della preda in gabbia (non solo Elisabeth, ma il bunker stesso, bestia, a un certo punto) sovrabbondano gi nelle prime pagine, ma proprio nel senso che stuccano. E qualunque sforzo si faccia, poi, per raccontare lo strazio montante della violenza, diventa torturante per chi legge: ma non nel senso dellinsostenibilit del male, bens nel senso della banalit dello stile. Tutto troppo detto, spiegato anche quando si sarebbe narrativamente (o inenarrabilmente) imposta lallusione, loscuro, la deriva psicotica anche linguistica, il mistero: lo scopo sin troppo atteso quello di mostrare il rovesciamento dei ruoli dei protagonisti, la forza ostinata (e la follia crescente) della vittima, resistenza biologica e psicologica che anche per al tempo stesso accanimento sul carnefice, la cui ferocia, viceversa, sempre pi controllabile, a parziale giustificazione dellaltrimenti incomprensibile (ma nella realt dei fatti, lo rimane) resa finale. Niente, peraltro, che non si trovasse gi nella cronaca giudiziaria dellevento: sapevo che sarebbe finito lincubo, nessuno pu togliere ad un uomo la propria libert, pare abbia detto la vera Elisabeth. Rispetto ad altri casi similari, non abbiamo molte altre testimonianze dirette da parte delle vittime che quelle poche dichiarazioni rese al processo, e praticamente nessuna documentazione fotografica. Ma allindomani della liberazione, i bambini allevati nel bunker hanno disegnato, chiss perch, delle mani. Nemmeno se passassero il resto delle loro disgraziatissime vite a raccontarceli nei dettagli, quegli orrori, potrebbero indurci a maggior piet. E se la storia del padre-mostro ci fa ancora paura, la finzione romanzata della psicologia delle vittime ci parsa, viceversa, aristotelicamente poco interessante.

Tradimento di Giuda nella discoteca dark


ransita in questi giorni in libreria Dai cancelli dacciaio di Gabriele Frasca (Luca Sossella, pp. 591, 30,00). Non so quanto ci rester, ma verosimilmente non molto, come quasi ogni libro, e tanto pi questo romanzo abnorme che la summa di tutto quanto il suo autore andato facendo, come poeta, saggista e narratore, in molti anni di lavoro. Pi che una recensione, questo un appello. Non rivolto a chi gi conosce lopera di Frasca, con punte a volte di culto e fanatismo che temo gli nuocciano pi di quanto non gli giovino. Ma a chi non lha mai letto, al lettore qualunque che si suppone (e Frasca stesso, sembrerebbe, suppone) a un testo del genere non si accosterebbe mai, o se ne distoglierebbe subito alle prime righe. E lappello : non sprecate questa possibilit, non fatevi respingere se occorre anche contro il suo autore dal suo esoterismo. Dai cancelli dacciaio ha molti punti di accesso, e qualunque lettore pu trovarvi il suo. Una volta dentro, non importa quanto possa sfuggirgli: ci che gliene verr sar sempre e comunque in sovrappi. Padroneggiarlo tutto impossibile, e forse nemmeno Frasca ci riuscito. E non gi questa una sfida, a differenza di quanto accade nellordinaria amministrazione senza ombre n residui cui con poche eccezioni ci ha abituato una romanzeria nazionale che non arriva nemmeno a lambire la possibilit del fallimento? Quelle in cui si fallisce sono le sole imprese che valeva di tentare. Da un libro del genere il lettore non pu che uscire sconfitto; ma gloriosamente, e tanto pi quanto pi ci si appassiona. Basterebbe questo a raccomandarlo. Proviamo allora a tirare dal romanzo di Frasca, che ne annoda parecchi, un filo con cui orientarci. Molti altri sarebbero possibili, ma questo decisivo: il tema del tradimento, del rimorso e della liberazione. Col tradimento e le sue conseguenze hanno a che fare tutti i suoi personaggi. C in primo luogo il tradimento compiuto dal padre gesuita Saverio Juvarra ai danni del vescovo di Santa Mira, Cristoforo Bruno (di cui segretario), studioso di copto, decifratore di manoscritti neotestamentari, che in un antico codice ha scoperto una versione del vangelo protogiovanneo, anteriore ai sinottici e vicina alla galassia del pensiero gnostico. Troppo pericoloso per la chiesa di Roma, che chiede al gesuita di eliminare il depositario del segreto somministrandogli un farmaco che lo far sprofondare nella demenza. Ma traditore lo stesso vescovo Bruno, che per tutta la vita ha tenuto nascosto per timore non un qualsiasi apocrifo ma un vero e proprio frammento della Rivelazione. E di che cosa parla questo vangelo se non del rapporto di complicit, necessit e coappartenza che lega la figura di Cristo a quello del suo traditore, Didimo Giuda, colui che lo consegna ai carnefici con lassenso del suo maestro (quello che devi fare, fallo presto)? Anche Cristoforo Bruno daltra parte sa benissimo che il suo discepolo lo sta tradendo, eppure
Unillustrazione di cyop&kaf per il libro di Gabriele Frasca

Non fatevi intimidire dallesoterismo filosofico-narrativo di Frasca, e entrate in questo romanzo abnorme imperniato intorno alla triade tradimento-rimorso -liberazione: triade che si esplica nellambiguo rapporto tra un busillis neo-testamentario e un ambiente postmoderno para-Sade

di Daniele Giglioli

psicotici, terroristi e affaristi, adolescenti e adulti equanimemente falliti) che ruotano attorno al Cielo della Luna? Certo non era questo lintento di Regina Mori e del suo staff, che si prefiggono piuttosto di aiutare le persone () a passare dalla cella disolamento della responsabilit individuale alla grande gabbia da circo del godimento collettivo. Disciplinamento attraverso il piacere, infrazione che conferma la legge: conosciamo largomento. Ma cos diversa da quella di tutti gli altri poveri cristi la redenzione gnostica che non rinuncia a consegnargli, a sua Saverio Juvarra e Cristoforo Bruno volta, una verit che non ha avuto vanno scrutando oscuramente nel la forza di testimoniare in proprio. vangelo di cui sono testimoni e tra per espiare questa colpa che ditori? Se il tradimento necessaentrambi, prima il vescovo e poi il rio a che levento si compia; se il suo segretario, decidono di espormale non che lombra del bene; si allesperienza sconvolgente di se Dio linferno con qualcosa di farsi attaccare a una sorta di blasfepi; se buona novella solo quelma parodia della croce che costitula che sospende il tempo cos che isce lattrazione clou della discoteil passato non abbia pi bisogno ca Il Cielo della luna, sorta di podel futuro per espiarsi e il dolore stmoderno oltremondo dantesco, possa mutarsi in gioia senza fine; ideato da quel precipitato di ogni se allinterrogazione paranoica alpossibile dark lady che Regina la Philip Dick (di chi la colpa?) si Mori, in arte Moira, dove gli ospiti addiziona e si sovrappone la polepaganti sono insieme attori e spetmica di Gilles Deleuze (altro faro, tatori di un catalogo di oscenit, insieme a Dick, di tutta lopera di dalla pornografia pi soft agli Frasca) contro il risentimento, il risnuff movies, che ricorda da vicino morso, la ripetizione reattiva che la drammaturgia sadiana delle impedisce di sciogliersi nel flusso Centoventi giornate di Sodoma. E innocente del divenire: in che cocolui che appeso in croce protasa divergono lattitudine consumigonista massimo dellevento, costa dei frequentatori della discotestretto com a contemplare, e a esca e lanelito soteriologico di Brusere visto mentre contempla, quelno e Juvarra? Non a caso ci sono la climax di turpitudini con addosandati anche loro. Se tra le due opso un raffinato congegno di telecazioni ci sia identit o differenza, e mere e sensori attraverso cui i gedi quale natura siano questa idenstori della discoteca registrano tuttit e questa differenza, forse la to quello che lui vede e sente per riposta in gioco pi importante del versarlo poi in un fortunatissimo romanzo di Frasca, che sul punto circuito di Home Video. non fornisce risposte definitive. Espiazione, liberazione, salvezChe tocchi al lettore cercarle un za. la via giusta, per loro e per i fatto indubbio. Che riesca a trovarmolti altri personaggi (psichiatri e le invece molto dubbio: sarebbe insieme la soluzione del mysterium iniquitatis e dellarcano della societ capitalistica. Ma arrivare a comprendere come e perch i due membri dellequazione si illuminino e si rispecchino a vicenda un esito che basta alla gloria del suo autore, e alla sua.

22) ALIAS N. 26 - 2 LUGLIO 2011

Un interno della collezione di Luigi Koelliker nellappartamento di via Fontana a Milano

di Giovanni Agosti

n questa rievocazione milanese, dagli anni Ottanta a oggi, si gi accennato al ruolo che i privati assumono nella vita culturale cittadina, secondo forme fino a quel momento non sperimentate, soprattutto sul fronte dellarte contemporanea. Non il caso infatti di dire che cosa abbia rappresentato persino negli anni di merda la presenza, proprio nel centro della citt, tra le Banche e la Moda, della Fondazione Feltrinelli, fondata fin dal 1949 da Giangiacomo (1926-1972) e volta a studiare le trasformazioni della societ nella speranza di una sua, pi giusta, modificazione; mentre la biblioteca Ambrosiana si trasformava in un servizio a pagamento, si potevano continuare a studiare gratis, in via Romagnosi, i documenti sulle lotte operaie del XIX secolo o i carteggi di Pietro Secchia o i volumi di Tommaso Campanella, tra le bandiere della Comune di Parigi e, ben presto, gli archivi di casa Feltrinelli. Stavolta non in gioco la tradizionale vitalit delle gallerie darte, che Milano aveva conosciuto in pi stagioni, direi, ininterrotte lungo il Novecento: limpresa della Fondazione Prada, avviata nel 1993, dichiarava intenzioni diverse, non direttamente connesse alla compravendita di dipinti, sculture, video o installazioni. Circa due mostre lanno, gratuite, ben presto non rivolte solo al contemporaneo in corso ma anche ad artisti storicizzati, da Castellani a Paolini; orari dapertura protratti; un calmiere qualitativo naturalmente di livello (anche se non mancarono scivoloni); cataloghi curati graficamente e ricchi di informazioni; dpliant dati in omaggio, con i motivi essenziali della mostra, da tenere in biblioteca e non gettare nel primo cestino... Qualche immagine resta nella memoria individuale: nella mia gli scivoli e i funghi capovolti dello svizzero Carsten Hller, che si preoccupava di montare gli incantesimi e, nel contempo, di spiegarli, proprio come piace a me. Persino qualche lascito alla citt: lultimo lavoro, 1996, di Dan Flavin che lilluminazione blu, verde, gialla, rosa ovviamente al neon nella Chiesa Rossa di Gio-

vanni Muzio, in periferia, sui bordi del Naviglio: con i sacerdoti del quartiere che scrivono nel catalogo per un esercito in rotta, occorre un segno improvviso di coraggio e di speranza. Qualcosa di bello, che freni la fuga e che ridoni la voglia di ricominciare a lottare. Sulla linea della Prada, si muoveva anche la Fondazione Trussardi, con manifestazioni di un certo interesse, soprattutto a partire dal 2003, che hanno portato alla riproposizione gratuita di luoghi non canonici o desueti della citt: dal teatrino dellIstituto dei ciechi (con Urs Fischer) ai magazzini della stazione di Porta Genova (con le bestie tutte bianche di Paola Pivi), passando per lopera senza titolo di Maurizio Cattelan: i bambini in vetroresina impiccati, nel 2004, allalbero pi antico di Milano, la quercia centenaria di piazza

XXIV Maggio. Ma anche per il pallone aerostatico del polacco Althamer in volo sopra larena civica della Milano napoleonica. In questi spazi sono state realizzate opere ad hoc e qualcuna ha lasciato anche ricordi piacevoli; per me le imprese degne di personaggi di Folengo o di Rabelais di Peter Fischli e David Weiss nei saloni di Palazzo Litta, ex sede delle Ferrovie dello Stato: Altri fiori e altre domande, orsi e ratti e scrofe e scarponi nei caminetti, filosofie da due soldi ammantate dal senso comune in mezzo agli affreschi rococ riferiti a Giovanni Antonio Cucchi. Anche qui piccole pubblicazioni gratuite; niente servaggio ad agenzie per prodotti precotti n subalternit agli editori darte pi ovvi. Tutto questo per dire che forse pi saggio, in momenti difficili sul fronte economico, che a

QUARTO MOVIMENTO DEL PROMEMORIA PER MILANO: I PRIVATI

Maestri antichi targati Mitsubishi


Negli anni pi bui di questa rievocazione cio dai novanta a oggi , arriva dallimprenditoria una proposta per larte di qualche qualit: Trussardi e Prada. Mentre monta la vicenda balzacchiana del collezionista Koelliker

mente diversa, strumenti scientifici preziosi, una raccolta di teste mozzate del Battista (gi di Testori), sculture romane, orologi notturni, un segmento della collezione Melzi dEril, uccelli impagliati e mosche da pesca, ma anche i resti di un chiostro spagnolo del Medioevo installato nella sala del biliardo, gi in cantina: e ti sembrava allora, in infinitesimo, di essere dentro Citizen Kane. Ma non solo il gusto per laccumulo che caratterizza tanti collezionisti. Nellimpresa di Koelliker cera, c una dimensione onirica a cui difficile sfuggire, non priva di ricaschi per la citt che ha rischiato di trovarsi un museo con persino qualche capolavoro, da Tanzio da Varallo a Fra Galgario, a Ceruti; si fantasticava, infatti, in quegli anni, della trasformazione della raccolta in una fondazione. Ma si andava in via Fontana anche per consultare larchivio di un restauratore mantovano, Enos Malagutti, pieno di fotografie di quadri, che Koelliker aveva acquisito. Si aveva la sensazione di un incremento quotidiano della collezione; antiquari di altre citt si trasferivano a Milano o aprivano succursali per fare fronte alle voglie di quel cliente prodigioso in grado di entusiasmarsi per Paolo Pagani o per Giuseppe Vermiglio. Immaginarsi profittatori e avvoltoi, visto che Koelliker andava alla ricerca, tra nugoli di caravaggeschi, di unopera di Caravaggio in persona: trappole e trappoloni che per non andarono in porto, nonostante la comparsa parallela sulle riviste scientifiche, nelle mostre, persino su rotocalchi e quotidiani di improbabili autografi, quasi sempre copie da originali gi noti. Sono infatti tra coloro che credono che Caravaggio non abbia mai replicato le proprie opere: non ravviso in lui il tormento, promuovere larte contemporane critica dellesistere. E allora pur tutto lombardo (da Manzonea di qualit, quella che si fa non restava che ricorrere alle ni a Gadda, ad Arbasino), della giorno per giorno, siano i privabattute di Argan, dove si agitava riscrittura. ti, tanto pi che non ci sono solo un retrogusto alla Maccari: Le ilA Koelliker si ricorreva meni mercanti. Come dimenticare i lusioni aiutano a vivere, le delutre la stagione delle sponsorizzatanti soldi pubblici spesi, tra lalsioni a morire. zioni stava vivendo il suo creputro, dal Comune nel 2001 per la Mentre si ripercorre, per somscolo e le istituzioni pubbliche lamostra Milano Europa 2000. I semi capi, quanto successo sul titavano per le richieste pi vami del futuro, divisa tra la Trienfronte dellintervento dei privati rie riguardo il campo dellarte, nale e il Padiglione darte connei fatti dellarte nella Milano a anzi della storia dellarte: dalle temporanea. Dichiarava solo lo cavallo tra il Novecento e il Dueborse di studio (per esempio per smarrimento delle istituzioni, almila sarebbe davvero sbagliato, la Fondazione Longhi) ai contritro che il punto sullo stato delnonch ingeneroso, non ricordabuti per i libri da pubblicare. larte in Europa alla fine del XX re la parabola di Luigi Koelliker, Fuori tempo massimo, ma su secolo. Ne resta testimonianza il figlio di Bepi (1916-1981), il patti fissati proprio allora, visti i in poco pi che qualche tronfio grande concessionario di autotempi lunghissimi della messa comunicato stampa, raccattato mobili, con le vetrine in piazza in opera, comparso proprio nella risacca dellinternet. La voSan Babila, dietro le quali sfilavaora con un notevole contribuglia di riacciuffare un treno perno, in un salone scintillante, vetto, per quanto non lunico, di Koso, a furia di rincorse del gi viture di lusso (poi sarebbe arrivaelliker un capolavoro: i quattro sto e di consulenti stranieri (creto un emporio Benetton). Ci vortomi, con centinaia di splendide do adeguatamente compensati), rebbe Balzac per raccontare queillustrazioni, del Leonardo a Mimentre in mezzo al brutto trionsta vicenda dove si agita accanto lano di Sandro Ballarin, finalfo della merce e alle giurie si era al protagonista, con il suo mutamente una messa a punto su un perso e lo scriveva gi la Lea re di umori e di corpi, una folla tema cruciale, tanto mal trattato Vergine il senso di una visiodi personaggi minori, pi o menegli studi recenti. no interessati. Grandi passioni, Allimprovviso tutto questo tanto denaro, illusioni perdute, Mina GregoBengodi svanisce: i gusti di Koelri, splendori e miserie, tanti parassiti, donne liker mutano; alle predilezioni belle, ma anche cambi epocali. Da illuminaper la pittura antica si sostituire a suon di Surefire, le torce nere, che Luigi scono quelle per le armature regalava, con generosit, a chi si recava a trogiapponesi e poi, a rotta di colvarlo. Una vicenda che si svolge fatto salvo lo, il turno dellarte contempoil prologo e le parentesi in Estremo Oriente, ranea. La collezione si disfa, inida dove provengono le automobili Hyundai ziano le vendite magari a opee Mitsubishi che hanno preso il posto delle ra degli stessi fornitori e un paterne Jaguar e Rolls Royce tra i cavalcasegmento del mondo artistico via delle autostrade per i Laghi, lex mondo milanese si trova del tutto imdei Segreti di Milano di Testori, e la casa in preparato di fronte al variare centro, a un passo dal piacentiniano Tribunadellumore di un singolo indivile, dove teneva corte bandita. In duo. Che tema per un Francis un fabbricato medio borghese in Haskell di oggi. Intanto per guarvia Fontana si stipano, in un temdare i quadri nel buio smettiapo brevissimo, oltre millecinquemo di usare le americane Sureficento dipinti, dal Cinque al Settere e passiamo alle Fenix, inevitacento (italiani, di tutte le scuole, bilmente cinesi. e stranieri), di qualit estrema4-continua

ALIAS N. 26 - 2 LUGLIO 2011 (23