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Il proposito da giorni in agguato: varcare i muri portanti della fortezza di periferia. La traversata nel freddo di piste ciclabili, sempre pi tra le case che hanno trappole alla nebbia e alla gente. In mezzo i fiocchi, le luci, la citt d'oro blindata dove cammino rasente alle pareti del cuore, finch a uno slargo di clacson accarezzo pi forte, per proteggerla, questa ragione - oltre il malessere. E' un'isba calda l'incontro col Poeta.

[Dicembre '99]

(Intermittenze dorate le parole) Intermittenze dorate le parole fuori regime di stagione forse sciame di qualche cometa in stampa antica, scoppiano addosso se per qualche miracolo non ti salvi dalla deflagrazione. E tu non hai protezione; neppure ti salva affacciarti alla finestra dello studio sul giardino. Perci ti lascio mesi da me a me: tu respira forte fino alla prossima poesia.

[Marzo 2001]

Che tutto avvenga nel sogno - persistente fino alla noia al riparo dalla fiamma vera, dalle ore che non sanno pi farsi attendere, dalle frasi sgualcite delloro che brilla qui nel cuore. Che fosse sogno, fatto di profumi di calicanto affacciato senza sicuro preavviso allorlo di un risveglio, era lultima delle scommesse rinnovate puntualmente a liberare dai ritorni carichi delle vecchie cose. Un sogno dura silenzi lunghi, sbigottiti di non saper rifare il verso alle parole. Io sto seduta al centro del mio sogno ad aspettarmi in qualche evento - anche solo fra un minuto potrebbe apparireLattesa si riempie di incerti pensieri, parole che corrono come nuvole che non vogliono essere afferrate.

[Aprile 2001]
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(La poesia che non voleva pi parole) La poesia che non voleva pi parole non ha saputo tenere fede a promesse fatte al silenzio. Si affacciata con il sole che ha cancellato lunghe dita di pioggia sui vetri. E giorno gi pieno di ore e le parole- quante si cercano, cercano unuscita per cercarti. Sono la zona franca dentro cui mi muovo per incontrarti in salvo dalle cose messe in fila, - se anche cose damorein salvo dagli addii. Parole per cullare linsonnia, o lagitazione che mi scoprirebbe ai tuoi occhi. E io non voglio carezze

se pure tenere-

a rimettermi in piedi; voglio le tue parole pi di una coperta calda al gelo delle mani, parole di pietra colorata di luna, le tue parole per il mondo.

[Aprile 2001]

Le rose gialle hanno ancora la corolla semiaperta; per certo Si ostinano a non finire, neppure lentamente, latto di vanit

forse damore -

ai risvegli del sonno. Affondate con gli steli, ormai dacqua cielo, danno in prestito glamour ai riti disordinati del primo mattino. Mi vesto in seta

da qualche tempo in qua -

perch si lasci scivolare la loro grazia anche sui pensieri della colazione. Per loro qualche verso che non salva da disastri universali; rugiada nella bruma.

[Aprile 2001]

( A un amico quasi americano ) Le ore sono le stesse ed altre dentro scenografie dacqua opaca di mediterraneo. Loceano risucchia un quarto dello spazio entro cui inseguiamo la mezzanotte aspettando il passaggio iterato della stella sullo stesso meridiano. Finch siamo seduti sul bordo di porti dove attraccano navi che non sanno riconoscerci, ripetiamo i gesti della vita

per forza o per distrazione-

I fusi delle ore raddoppiano eterni nella lentezza del movimento; flussi di sangue rallentati costringono a esistere fino alle Colonne dErcole o a Bab al Mandeb, porta al Mar Rosso, ormai a poche miglia dal cuore, l lacqua azzurra di smeraldo il corpo; in un sogno si guarda, incredulo, in superficie trasparente di fondali.

[Aprile 2001]
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(Soliloquio con lanima) Come ti senti dentro linvolucro di ossa leggere che sanno di tenerezza e amore? Fai un respiro lungo, proteggi le ferite che, vedrai, rimargina la speranza. Oggi il tempo allunga il male e fa sobbalzare la notte

una notte dimenticata in lunghe pause di venti di bonaccia-

Non ti dar ali per scappare; aderente al tronco - questo corpo scavato di verit potr toccare il peso dei minuti [sbriciolati e senza smarrimenti]

[Maggio 2001]

(Sottotetto) Di qui sottotetto, nellinvito damore - prolungatodel colombo, i minuti si adattano, arrendevoli, al volo della gazza ladra o allincertezza della gabbianella sul comignolo. Imparo a disorganizzare la vita nel semi-ordine codificato di leggi di tenerezza che non sanno pi di assoluto - o di indispensabile[una foglia alleggerita del peso di sicuri progetti di felicit di rinuncia] Mi aiuteranno gli aspri profumi del frammento che appare e non ha piloni di acciaio in terreni certi luccicanti di sole. Sar la terra del sottobosco ad avvolgermi nelle fragranze del muschio bianco.

[Maggio 2001]

(Esiste un nome felice di eternarsi?) In quale altro nome cercare il senso dellesistere per non essere solo una felice aggiunta, leggera o chimerica idea che sta sicura fino a che rimane intatta lultima curiosit di indagarla? - frugarla, trarne piacere col gioco della mente o di carezzeEsiste un nome oltre il segno della penna, della matita che si spunta felice di eternarsi tra terre incolte, cancelli di immanente sogno, che voglia incatramarsi con lasfalto del minuto - tutto[sudare nel sole senza riprendere respiro sotto occhi conosciuti e non sapere pi del proprio nome?]

[Maggio 2001]

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(Ancora il sonno dura) Ancora il sonno dura nellacqua di sole ritagliata in triangoli di acciaio di ponti, dentro viaggi che scivolano senza pi sobbalzi. Un luccichio che dura il riposo dellora gi calda, quella della corsa al lavoro. Il mondo gira nello specchio delle lenti o del fiume, quasi con la levit dellambra trasparente che porto al collo. Il mio compagno di viaggio dorme, il suo volto non pi nero, n pi bianco, sbiadisce la rassegnazione o il rifiuto al giorno tra le increspature dorate dellacqua che durano oltre il ponte e la strada. Fino a che anche i suoni del viaggio si imperlano dei paesaggi del sonno, inaliamo fino in fondo nuove rassicuranti incertezze dacqua inodore di barbagli nuancs.
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E un giorno come un altro, un viaggio dentro un altro; ha perso le nebbie dellinverno, fluttua nel vapore biondo del risveglio.

[Maggio 2001]

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La traversata, breve, porta i segni delle bracciate [lunghe e faticose hanno graffiato di blu indelebile lacqua in scie] Trenta giorni, o poco pi, di giri nello stesso oceano, cosa vuoi che sia? Niente a patto che il niente porti con s le lunghe parole damore sparse tra i fogli - le poesie che ti scrissi le note delle canzoni che volevo rete per catturare lanimaAvrei fermato cocchi doro e cavalli imbizzarriti e i miei dei davanti alle stanze dove hai accesso solo di notte. E avrei chiuso per sempre la porta.

[Maggio 2001]

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(La linea sacra dellincontro) Un nastro teso, (preparato da quale celeste congiuntura di pianeti, o di stelle?) neppure sa sfiorare gli orizzonti del male, n quello del tempo che ci invecchia . Tieni un capo, quello del silenzio nel frastuono perch sia intatta la linea sacra dellincontro, territorio che esclude il gi vissuto e il divenire di te, di me. Luogo dellanima dove stringo il corpo, - sempre pi chiaro il mio si apre a voragini azzurre dacqua che non esauriscono la seteNei segni del tuo volto perdo le distanze del resto, tutto, di un dopo te, senza te. Chiudi la porta allinfinito dietro ogni me che si agita per ogni sguardo. Un rito che chiede di sopravvivere.

Quanto? -

Fino a quando sei capace di essere felice.

[Maggio 2001]
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(LAnima) Non sincontra sul marciapiede, se sei soprappensiero, lanima che si aggira un po opaca ed impolverata da non uso. Si costruita inconsapevolmente tra i pieni e i vuoti di un corpo [azzurri gli occhi

di quel corpo-

azzeravano il bianco della pelle, per uniformit al cielo] Si costruita dentro desideri inconsistenti, inconsistenti incontri, abbracci nella mente. Poi sono stati altri gli incontri che hanno fatto la differenza, limato nostalgie. [Non so in quale percentuale di esistenza si prosciuga il plasma che leviga e d amore] Talismano il caso se mi ha fatto frugare tra i ventanni, o gi di l; distese nella remora delloggi, trovo ricomposte molecole dacqua lontana - i sogni, spettri
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di bellezza consistente, si sono profumati di mela verde-

[Giugno 2001]

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(Dammi le tue mani) Dammi le tue mani perch io esista nel vuoto che si scava dentro e si fa intorno. Davvero la tua mano traghetta verso rare profondit

da corpo a corpo

da spirito a spirito Tutto, come sospeso nellacqua, ha leggerezza: incontri allombra di fresche piante, paravento al mondo, parole che corrono dentro le nostre vite. Credi, il passato, pi oltre, in fondo ai nostri padri, che prolunga il desiderio di essere uno nellaltra. Parlare a bassa voce, sussurrare addentrandoci nei nomi, tutto il raccontabile, lesistenza che, generosa, ci possiamo dare. Narrarla come nei giochi felici di bambino.

[Giugno 2001]
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(Luoghi doriente) Portami dentro, nei luoghi doriente dove il tuo spirito si allungacono dombra luminoso che sfrangia piacere- estasi lungamente attesi. Ancora potr essere: accedere al rito damore e iniziarmi ai misteri indecifrabili il mio maestro ha mani delicate, respiri profondi, occhi che spalancano cieli sopra le nuvole. Dove respira col ventre, nel ventre danzo lentamente in sentieri di luce, trovo polle dacqua sorgenti di montagna invisibili a chi non cammina abbandonato al burrone. Dove la pelle apre ferite al tempo libera incantesimi speziati di giovinezza. Insieme sfioriamo, senza toccare mai, lassoluto che rimanda ad altri appuntamenti. Chiss quando, o dove. Chiss per quali ruscelli lunari sapr imprigionare il vento lungo di questa estate,
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intrecciare i suoi capelli ai miei, o in quali pensieri far riposare il cuore. Nel mio riposa ed sposo.

[Giugno 2001]

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(Tutto finisce, tutto ricomincia) Tutto finisce, tutto ricomincia ai bordi della vita che non sapeva di gioie a mezza altezza; il linguaggio era per circoscrivere le cose con un senso che sa di misura, di tranquillit che dispensa dal doloreferitoie di felicit, di quando in quando. Fuori dagli argini cera una caduta libera pari al volo de los angeles da impervi rupi. Puoi stare al di qua, proteggerti dal non durer per sempre, dentro te, fuori di te riappropriarti del codice imparato, - spesso furono cateratte, salti temerari rientrati nella dura disciplinaPuoi accarezzarti il corpo sotto lacqua senza che la mano indugi mentre ripercorri lentamente le abrasioni che non si vedono dentro la pelle che sa di incenerito. E cucire il tempo, fuori dallo stretto della memoria, del durante e del dopo con un grosso nodo. Allangolo c, per, la dannazione,
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unimprovvisa, lenta determinazione; capita in giorni, come per errore, o senza un senso preordinato. Cos, sorgenti inaspettate, - gli eventisono per lasciarti andare, non per promesse di salvezze eterne, solo immersioni in frange luminose di felicit immanente. Finito, divenire in di-venire nellunica materia: baster al sonno, baster al tempo dei risvegliopachi nei contorni, a tinte fortie non sar pi il male, n pi il paradiso a voler dettar legge. Nella circolarit portata nel mio quadrante si annullano, esistono.

[Giugno 2001]

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(Quello che appare verit) Vivere diversamente il tempo che tiene lo sgomento degli occhi svuotati per linsonnia. Si disfa la falce di luna nel canale dietro casa, frammenti di acciaio dorato le cose e le parole quotidiane in trasparenze dacqua docile per ingannevoli contatti. Quello che appare verit era il contrario del misurabile, dormiva in uno specchio dacqua preesistente. Tutto si muove nella rinuncia di eternit codificate in linee contigue. Viaggia sul filo delletere, negli incontri che scivolano lenti e veloci; lenti e veloci i pensieri rifanno il percorso degli occhi, delle parole damore.

[Giugno 2001]

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(Una poesia al giorno) Una poesia al giorno fino al prossimo abbraccio, per dirmi- forse esisto, forse gli odori sulle cose sanno nuovamente raccontare dallordito che appartengo al mondo. Per ora diciotto, le poesie damore al poeta che un tempo insegnava cose inutili al mondo; il prodigio quello dellanno in corso, se il mio maestro - maestro dellideale?ritorna parallelo alle piccole cose stipate dentro armadi e dispense. Lui allenta il male che siderale lontananza di spazi e tempo, anzi, riassume nella carne- oro di grano maturoche sincrespa al sole, i luoghi pi recessi. D verit al cuore che lasciano indagare.

[Giugno 2001]

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(Tra una panchina e le rose) La proda sicura era per lattracco nelle intemperie; ogni centimetro quadrato misurato a piccoli passi di terra battuta per stanze ancora solo di sogno cristallo trasparente. La casa cresciuta negli anni ha seguito il carro dellorsa maggiore negli inverni freddi. Bastava il naso schiacciato sul vetro a cercare la pi luminosa; il nido diventava la stella che liberava dal male, scongiuro a presagi presenti. Ora come quando i muri sobbalzavano, - ed io perdevo le coordinate, impauritanelle sue viscere ogni traliccio impazzito contro se stesso; tutto da rimettere in gioco, amare effimere certezze se fermi tra le mani un volto tra una panchina e le rose.

(Giugno 2001)

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(Poesia a quattro mani) Le ore tarde hanno lo stesso verso della quaglia che chioccola, corposa pi del merlo nella gabbia argentata. Hanno lo stesso peso del silenzio che invade gli argini del cuore e dorme, abbacinato dal sole non lasciando che passaggi di luce allabbandono smisurato dei viaggi- vagabondi gli occhi fra terre rivisitate di notte. Sinterrompe, il silenzio, quiete precipitata alle radici, sortilegio di un pensiero che si fa parola in un ti voglio bene- al mondosinterrompe in un sorriso, si tocca a riprova dellesistere. Davvero immobile la carne nel ventre dello spirito. Lo fino alla prossima immagine Luminosa, che sapra tra le parole duna qualche poesia. Avr suoni articolati cittadinanza fra s e la voce che pi ami, ti giunga pure da distanze in bilico nelletere per un tempo che si slabbra dalla propria disciplina. Ma non pi in l, non nel vuoto del dopo, le cui frasi sospese tuttavia dicono ancora che io esisto. [Giugno2001]
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(Turandot, lenigma nella parola) Turandot, lenigma che si svela passo a passo negli incontri e non sai se un gioco, o sopravvivenza, selezionare le domande, scartare le risposte. Lhistoire vive gi pi in l : i rimandi di aneddoti, - quasi insignificanti creano fuochi fatui, spettri, per vivere pi a lungo e, negli accadimenti detti, tutto ricuce il suo significato, tutto riconcilia il lontano delle cose col presente. Tutto diluito, ma a caso, spesso frugato nel sintagma che si fa. Le parole, quelle misurano la scalata dei suoi occhidentro il piacere dellascolto distende il corpo per aprirsi lontano, lontano, quasi ancestrale. [Lenigma nelle parole, preludio allabbandono del corpo; poi parole e corpo spingono, sfidano ai limiti lintoccabile di noi] La notte perpetua il gioco nelle immagini rivisitate spesso ad occhi aperti; quanto basta a togliere linerzia, a ridare, spero, euforia, alle prime luci dellalba. [Luglio 2001]
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( Ci che non sa il mondo) Cosa conosco io del poeta ? Il passo tra la gente si consuma prima che giunga alla mia strada. La voce un diamante, ma per il mondo che se la contende. Cosa posso dire io del poeta? Nulla di quanto abbiano gi detto da un parallelo allaltro. Agli altri lascio le parole, quelle che inorgoglisconolettere smembrate nella memoria delle coseDi lui vorrei affidare alla scrittura il segreto del frammento che regala nelle occasioni che non sa il mondo. Tutto ci che non sa -il mondo nellarcano di marciapiedi lungo canali, di parole appena spente nel chiuso dei suoi luoghi di quarzo rosa. L nulla sfugge ai sensi: la pelle respira odori intensi, quelli del mirto e dellalloro secolari, resina fragrante che mi attacca e non fa andare. La pelle vascello verso altre terrepi lontane di tutti i giri che il mio poeta compie dentro un anno; terre battute da venti e piogge estivi, [sembrano avere visto da poco primavera] terre di granoturco alto sulle nuvole,
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che sibila alla luna innamorato. E mentre lui mi trascina nel suo Chakra, il mio si tocca e trova unione. Le sue parole sono le mani che gli occhi non possono toccare, ma portano oltre la carne, dentro al sacro. Questi i pensieri che sinfilano nella pagina pi velocemente lasciando fuori altro, quello che lo spirito non dice a me, n alluniverso.

[Luglio 2001]

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Andare per mare, ma per mare aperto sopra una zattera, con solo una bottiglia dacqua a fronte di giorni e giorni di navigazione. E affrontare le battute della tua conversazione virando, strambando per non affondare il senso vero delle parole. Navigare di bolina, andare controvento misurare i gradi dangolo del vento sulla vela improvvisata di ora in ora. Dove porter il viaggio? La navigazione procede nella linea dacqua lontana dalla costa, nelle lievi increspature che si fanno onde piene in ore dalta marea. Tu solo, passeggero ammesso a bordo, non sai se fermare la rotta della tua nuova avventura.

[luglio 2001 ]

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( Se sapessero i miei morti ) Se sapessero i miei morti come di colpo si fa plumbeo il cielo e toglie liridescente anche alla geometria delle parole, in fila mi porterebbero al giudizio degli sguardi, mi lascerebbero alla nudit che della rana fuori dallo stagno, con i capelli radi di chi ha per guarnigione da tempo il male. Forse mi spoglierebbero anche del nome: linferno un limbo di identit strappate fino al D.N.A.; e indietro, indietro neppure darebbero la tranquillit dellimmersione nel fiume amniotico del ventre di mia madre. Da poco, per, riapparso il sole, a tratti , ma riapparso a liberare le sottili filiere della mente alle prime ore . Forse i miei morti non hanno attese, giudizi per categorie mentali; forse non hanno memoria da difendere. Tu speri sopra tutto amore, piet antica lungo tutto il guadoamore, piet fedeli oltre lultimo ormeggio.

[luglio 2001]

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( Ti stai scavando un posto fra le arterie ) Ti stai scavando un luogo fra le arterie, e vivi, creatura ancora implume, sasso felice dilavato. Ti sento, battito dellesistenza lungo il collo, sopraffatta; lungo i tessuti inariditi, linfa vitale, solchi le mie dolci vie con il tuo ambrato sangue. Forse sei un male che a dismisura cresce e solo pensa ad essere in me altra vita per altri sentieri, rariquelli che non pratichi nei forzati rettilinei. E credi di essere mollusco nella conchiglia; o ti preservi dalla consunzione che d la terra o il vento, facendo del mio corpo unurna inaccessibile anche al nulla.

[luglio 2001]

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Aiutatemi voi dei dellolimpo, voi che siete pi a portata di mano - credo impastati del fango iniziale il mio dio troppo lontano, forse non sente il mio silenzio, forse non vede la gabbia in cui mi sono rinchiusa. Non ho aguzzini che mi abbiano prigioniera n carnefici visibili che mi sbeffeggino. Nessuno plagia questa coscienza, libera e insonne, tranquilla e investigatrice. Nessuno ha legato queste mani, che portano solchi di corde intorno ai polsi. Ho salito volontariamente le scale per porgere il collo a me stessa a cui non so sottrarmi, se pure arbitro assoluto della competizione. Posso contare solo sulle mie palpebre pesanti, tregua pietosa in arrivo ad ore fisse, ma non su angeli che facciano corto circuito ai pensieri. Loro tessono tele a pi fili distesi, spinte ai luoghi lontani del sangue fino al cuore.

[luglio 2001]

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( La via del granoturco ) Dovresti vederla la via del granoturco alto sulle nuvole, solo i tuoi occhi potrebbero percorrerla palmo a palmo. Immensi come sono, potrebbero inalarne lessenza della pioggia nelle ore, gi piene, dei soliloqui, spingere i cancelli dellaurora e incontrare - dove lo stelo si allunga in seduzione liridescenza che ha un pezzo di quel cielo sopra la testa. Perfino dove lorizzonte sotto la linea dello sguardo potresti decifrare segreti che sono oltre la cortina verde, avresti la serenit di chi cammina e libera il sentiero dalla strettoia che pi in l, la tua esistenza al crocevia col mondo. Se poi tinoltri nel silenzio, a un passo da quelle rarit di luna rossa e appesa come alle tue mani, puoi respirare il battito felice del tuo corpo levigato, fatto leggero, quasi sogno.

[luglio 2001]

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( Le cose che scrivi ) Un luogo, un nome, piet da offrire ad ombre vaganti.; datemi pure un pensiero, unemozione, un sentimento che sappia felicemente arrossire sulle gote: io creer fantasmi dal nulla. Il nulla di diritto sar tra le righe, composto in lettere distese; potrebbe comparire anche in ideogrammi o da sinistra a destra, ed essere dal balenio dellidea gi lucescente nel movimento della via, o nel risveglio della piazza, nella fontana che rinfresca le ore precipitose di caldo sui mattoni delle case. Conscience imageante- regione di questo nullao conscience perceptive? [dovunque la mente rivolter figure indefinite, dolore e felicit che cos bene sanno saziarsi del sangue ] Le cose che scrivi sono, non sono? Diventano, illusioni immanenti nelle parole, coriandoli, dentro bolle trasparenti, ai tuoi risvegli.

[luglio 2001]

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(Cimitero ebreo) Dunque nel borgo vecchio che si respira vita? Al di l delle mura la seduzione della pietra nuova, dove lacqua scivola e non lascia traccia. Nel borgo i salici lungo il canale pigri si bagnano noncuranti delle ruspe pi in l, le rose si specchiano vanitose, allo spasimo, testarde, ritardano la volont di abbandonare la panchina. Io vengo dai palazzi della citt nuova, dal verde artificiale dei parchi; comode vie la percorrono e piste ciclabili, orgoglio del quartiere, si insinuano quasi parallele. Non sapevo di palazzi antichi, n di stradine che proteggono da sguardi insoliti; di accordi musicali che convincono a pregare prima di scoprire com la via che pi si addentra tra vicoli tortuosi. Non sapevo di scale ripide, di muri spessi, umidi di muffa. N che pensieri sanno progettarti lapidi solitarie nei giorni della nostalgia. Un misto di pace e di tormento ti convince a rivisitarlo, il borgo vecchio, ad abitarlo col soffio discreto della carne che si aggrappa alle crepe
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del muro e di un altro corpo. A ridirsi parole che sanno il sussurro delle pietre che si chiamano nel campo.

[luglio 2001]

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Uno studiato passo di danza, senzaltro sar questo a non sciogliere per sempre il piede dalla dorata torre che si edifica ad ogni occasione di parola, sia pure parola limata in puro suono come uneco si propaga alla soglia del piacere: quello che d la leggerezza di vetri soffiati in cattedrali gotiche. Eppure anche la vertigine delle sottili, larghissime pareti sfuma nella policromia dei finestroni. Leco delle parole illanguidisce nella distanza dei giorni e tu sai ora cosa ti manca. Lettere che si compongono non a casodiventano respiro, solo percettibile al tuo silenzio, schiumano in uno sciabordio lo spirito. Perch proprio dentro quelle lettere e non in altre diventi felice butterfly sul fiore, pensi forse sia nel suono di una voce o nella sequenza, o nel ritmo della frase. O nel mistero di come solo quelle parole scavano luoghi nascosti anche alla mente, di come sanno trovare le alghe e le perle nel tuo mare.

[luglio 2001]
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(Sposa senza segno )

Neppure un cerchio sottile che stringa lanulare, che finga una benedizione. Sposa senza corona tra la gente; per via i corpi vanno paralleli, prendono distanze anche le mani e le parole perdono la profondit che hanno nelle tue torri avorio. Divina solo tra le tue braccia, tra le tue stanze che fai colore ardesia per proteggere la mia felicit. L potrebbe essere il fascio sbiaditoquello lunarea consacrare il rito dellincontro, di ci che dici, parole socchiuse tra le labbra, sospese negli occhi che si fanno immensi, che stanchi cadono, stelle sulla mia terra odorosa di nuova semina. Un fascio di luna innaturale come anello intorno a promesse bastevoli fino allaurora, sar questo il segno della nuzialit che si consuma dentro gocce fresche di rugiada.

[Agosto 2001]

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La felicit ? Mai ugualeneppure a se stessa; nuvola che scappa, disegna impossibili figure per chi si apre disposto ad inventare. A me oggi basta anche il canto che di lei rimane, unindefinitezza che smarrisce ed inebria; non so se pace o malinconia dopo che leuforia guizzata impaziente dallo stretto vaso dacqua. Da poco provo, per, a toccarlala felicita sentirne addosso anche il fastidio, una sabbia attaccata al corpo di acqua e sale; a vederla veloce precipitarsi dispettosa nellaltra bocca di vetro alla clessidra e mai vuole infrangere le proprie leggi. E lodore? Ogni stagione gliene ha regalato uno. Ora quello che inseguo, porta il segno di pochi pleniluni, ma come pi ligi a rotondit, pi sbigottiti del rosso o dellargento. Intanto giro intorno a profumi che sanno di acre limone, di zenzero, di aria rinfrescata da piogge estive.

[Agosto 2001]
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(Gi passato il minuto)

Gi passato il minuto che preludeva ad altro e ad altro ancora. Finch, per, sono sicura, ancora dentro minuti non pi stranieri, sono al riparo dallultimo secondo, quello che precipita dentro un silenzio al dopo. Non la quiete della pace, non il respiro che non senti: un pendolo antico che ho visto, ma senza bilanciere, senza lancette segnatempo. Questo quello che resta del dopo, dopo il giorno, quello fuori dal mondo delle tue mani felici di bambino che giocano ad innamorarsi, con le parole leggere che inchiodano per le ore che verranno.

[Agosto 2001]

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Ero morta. Sono tornata a vivere falena lunare che si aggira intorno al tuo vago stelo. Un chiarore di nuvola a mezzanotte lo immerge : pu investire il volto o la tua voce, materializzarsi nel canto misurato delle tue liriche. E il gioco della memoria quando non sei presente, flebile radiazione che ancora richiama per dire: " Eccomi, io esisto, Cercami negli anfratti del corpo, nei vortici dello spirito". Uneco di sussurri che rimane imbrigliato ai sensi
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per stordirmi, a riprova che appartengono - i fantasmial regno dei viventi.

[Agosto 2001]

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(Tempesta in quiete, silenzio in adagio) Intorno alle tue stanze hai preparato un nido, una trappola ben costruita al sogno. La casa - vero piccola, ma misurata , senza fretta, dagli arpeggi del cuore. Ogni corda sa adattarsi al richiamo delle intenzioni. Lo studio per il piacere di "leggerci", oltre le righe, le esistenze che si fan lirica. La sala per sederci attorno a un tavolo a spezzare lo stesso pane come due vecchi amici. La camera un albero per limmaginazione che costruisce,
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mentre si scava lungamente dentro di noi in divenire: tempesta in quiete, silenzio in adagio per quel che resta.

[Agosto 2001]

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E un torto preferire il sole allombra? Se questo prende forma di suono in lettere che si concedono per il silenzio del durevole dopo? Un linguaggio in codice che gi prepara nuovi avvicinamenti nel Giardino delle Esperidi dove sollevi veli alle mie reticenze e ti addentri in ogni mio altrove. Chiusi i cancelli al giardino, vera, sola esiste lattesa; riveste la pazienza che hanno nel loro cantico notturno i grilli. Dunque, lora felice sar quella di un segnale fattosi dolce nellimpasto caldo
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di una parola che toglier per poco dalla solitudineseppure parola che non si articola nel linguaggio degli occhi, della pelle. Ma a me basta per trasformare lignoto, conca dellimmaginazione, in poesia.

[Agosto 2001]

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MI sono scavalcata, ammonticchiata, fatta noce. Noce-viso stretta tra le tue dita, noce-occhi, irradiato liquor, noce-ventre, accolta nella tua casa dissolta in pace.

[Agosto 2001]

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Un canto di foglie nel pioppo bianco, nel pino marittimo, nel melograno. Deborda un dolore di vento nel cuore- pozzo di battiti, cuore-ombra non pi in solitudine.

[Agosto 2001]

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(A salvarti, un ibisco) Non pi tardi del fiore che schiude poi chiude le labbra per occhi incantati, la strada era un rettilineo di pietre dure; sbucavano anche alle curve. Sempre la stessa, la strada battuta dal sole, dal vento, un solco daratro profondo grigio-terra venato di blues allingi dei pensieri. Non sempre, ma, a volte, era anche nei sassi un migrarsi di screziati coralli rosso- rosa. - eccellenza del sogno-cisterna
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per cose che han mutazione. A salvarti, ecco, per esempio, un ibisco addossato ad un portico; felice, rosso-seta lo riconosci, ti riconosci nellabito a pelle, di pelle. Fortuito il passaggio, nel litorale del sogno, della tua voce . Viene volando, quasi lunare alle spalle. Voce spada di sole discesa al rosso cupo del cuore, di neve simbratta alla mia neve. Da quanti silenzi di giorni sei sceso nei miei silenzi? [ a farmi alpestre dimora compagna di casa alle stelle ? ] Agosto 2001]
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Forse meglio: lasciare lanima nelle tue allegre stanze, cos che il corpo senta inadeguata la sua nudit ai luoghi, di me, estranei, estremi; mentre ai non luoghi misuro il ritorno. Cos che io torni disarcionata, dissanguata, disanimata a cercarmi tra i brandelli dei tuoi gesti, dove a brandelli mi recupero vera.

[Agosto2001]

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A questo amore non chiedo nulla, solo il rispetto del sacro contatto nelle sacre ore stemporate. L non siamo propriet sicura della terra; l siamo nella non terra, non essendo per nessuno, giallo arancione di voce e di attesa, azzurro-oro di pause, del nostro non altro di noi, slontanati.

[Agosto 2001]

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(Dove annera il giorno)

Dove non annera il giorno esiste un acqua inesauribile di deserto che ghiaccia e chiede profumo al cielo a cui par chieda di esistere. Per i prossimi giorni del mio esistere sapr chi idrata il mio ora cuore-ghiacciaio.

[Agosto 2001]

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Una linea gotica fortificata a zig-zag fra le macerie delle giornate a giornate. Tu, io salvi, fante che scappa nella traccia disordinata, ribelle a giuste misure. Condizione unica per camminare avanti a me, conservare integra i capelli, neri di un tempo e iniziarmi al segreto innocente delle non nostalgie. - cos ho salvi i ventanniAvrei dovuto pensare che ibernavi germi di pietra muschiata dalga marina per la bellezza elegante
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del mio incedere verso di te e degli occhi volati tra il guanciale e altezze di muri solo per il blu delle tue notti boreali.

[Agosto 2001]

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Quello spazio che cresce dopo ogni te e rastrella le ultime cose dette i pensieri pi sublimi i propositi pi saggi. Tu dimmi, quello spazio come rimpaster il mondo, fino alle soglie dello spirito, al soffio di dio al fango, alla nudit felice di ogni cuore, allincanto delleden ? Basterai tu, - io, a riprogettare in pochi metri quadri di terra di nessuno la vita oltre il salto nellombra che siamo dopo lo stridore del portone che si chiude ?

[Agosto 2001]

56

(Uno spazio che si riempie e si svuota) Erano le robinie, qualche giorno fa a tracciare la circonferenza del giardino, uno spazio che si riempie e si svuota, a dire che quel che rimane landare delle stagioni, la mente, unica testimone della tua verit dentro quel verde sfolgorante. Ora un pezzo di pane sulla tavola, spezzato dalle mani nel blu e nellarancio della cucina che dice la volont di occupare un posto fino allo spegnersi della lampada. Cos nelle stanze che lasci calpestare, se anche varcano la strada, sono un frammento di me, che va e perde un profumo, un piatto, la buccia del frutto o la carta, ma per poco. Intera, credo, solo nei luoghi dove trascino scelte compiute appena, lombra che si costruisce, sempre a tarda sera. Pedalo e muovo pensieri controvento, dentro al sicuro azzurro della via.

[Agosto 2001]

57

( Sopravvissuti ) A me sembra che i nostri corpi si aggrappino a muri sgretolati e facciano per questo pi lunga la salita, eterna la lunghezza del gracile piolo, nei toni bisbigliati che siamo in controluce. Come per fare prova di resistenza per quello che ci aspetta dopo, quello che la vita torna a dare che sai dentro ai giorni corti del freddo, della nebbia, dellisolamento. Un fastidio che si muove anche nel sonno quasi a suggerirti la liberazione finale al prossimo abbraccio; una bugia che sai vera al regno della tua specie. Una bugia che, rara, ripercorriamo, che ha il bianco immobile di un cielo anche nel chiarore del sorriso nel tempo che ci fingiamo nuova effigie: un miracolo, gli ultimi dei sopravvissuti

[Agosto 2001]

58

( Settembre ) Gi settembre, in ognuno porta leco di una festa; sogni, lampi che squarciano lasciano un lento torpore a ricominciare. Forse grigie passeggiate , viottole che hanno il sapore di un caldo impasto, quello del sangue impaurito dentro navigli solitari. Ma questo giorno di questanno settembre si spoglia dei sospiri, si fatto nuovo senza annunciarsi, quasi un dono. Si portato risa di sole tra nuvole troppo sicure e unaria frizzante di sorpresa lasciata e trattenuta nelle parole di un sentiero surreale di citt. Foglie di platano e di robinie a farmi cielo, a dirmi di cimiteri inglesi, ad ascoltare il battito del cuore, a misurarmi in miglia la felice pazienza di unevaporazione: paure dissolte, oltre il vento. Un toccarmi leggero verde di foglia, arancio di sole, bianco e azzurro duomo seduto a liberarmi dai miei spettri, a bussare e ad aprirmi porte.

[Settembre 2001]

59

Risaliamo da passeggiate sottoportico e a mala pena riconosciamo lo scheletro che regge la nostra sagoma in piedi, prosciugata fra il cielo e lasfalto. Forme scomposte riemergono da antiche visioni ad ogni urto distratto di occhi e non sappiamo se vero che entrano - che entriamo adesso nella nostra memoria. Tu quando? Perch con te stato uno scontro di sguardi rivisitato negli anni , un passo incrociato tra un prima ed un poi; un peregrinare tra la mia e la tua porta, una sfida. Non passi scivolati da passi, offerti in sacrificio alla sorte, semmai unantica, riapparsa realt: lettere sbiadite, ripetute in libri e quaderni, ostinate a non voler morire per i giorni difficili, i giorni del male, i giorni che non hanno sogno.

[Settembre 2001]

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(Come Ulisse) Sar lultimo tuo viaggio, dici, in me le ultime stelle oltre le Colonne dErcoleprima di giungere alla terra che non sa pi dacque. Sei Ulisse che ancora muove lavventura dentro specchi di errore o verit con remi scardinati, la vela logora che sempre cerca approdo e sempre il mare. Un veliero, il tuo, che si agita con tranquilla solitudine a largo del qualunque indifferente, da cui scappi quando sbadato ormeggi su pigri navigli di saggezza. Per ogni attracco cerchi souvenirs : tramonti che lasci scivolare dentro la memoria; dove riunisci alla rinfusa le folgorazioni che ti lascia il giorno. Come per sospingerti ancora a cercare, a volere un segno, un caso, un ritorno da prolungare, mentre ancora frughi orme disole, il dolce loto, un divieto da toccare, innocente scanni vitelli, squarci otri che sai avere vento contrario. Un leggero beccheggio sarai sul mio grembo, ad ogni ritorno, un sussurro inaspettato di mondi antichi attesi da millenni tra pause di tela ricucita. [Settembre 2001]
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