lavoro fenomeni

di Monica Piccini

p

Gli abiti

er alcuni è il ritorno a capacità pratiche perdute, per altri un modo di saltare a piè pari una disoccupazione da record, mai così nera dal 1987 . L’autoproduzione è un’avventura piena di soddisfazioni e d’imprevisti: prevede che tu gestisca in toto l’ideazione di un prodotto, la sua vera e propria realizzazione pratica fino alla distribuzione. Il successo di una simile impresa è tutt’altro che garantito, ma la soddisfazione del “mi faccio tutto da solo” è contagiosa. Il fenomeno è tentacolare: c’è la mamma che si ritaglia un modello di lavoro a misura di famiglia, chi con i soldi della liquidazione progetta una seconda vita professionale, e chi in parallelo al posto fisso sente il bisogno di creare qualcosa in piena libertà.
i nuoVi settori del fai da te

ho realizzato il mio sogno
Camilla Vinciguerra, 24 anni.

«Avevo 7 anni e lo dicevo già che volevo disegnarmi e cucirmi i vestiti. E ce l’ho fatta. Ho studiato Fashion Designer alla Marangoni. Qui impari a fare i modelli, a cucire e un giorno

mentre ero a casa malata mi sono fatta il primo abito. Da allora ho fatto qualche stage
nelle maison di moda, ho lavorato anche come grafica. Ma soprattutto ho cominciato a fare i vestiti per me, per le miei amiche e le loro mamme. Il pas-

saparola insieme al sito www.camilla vinciguerra.com sono stati i miei veicoli promozionali. Io lavoro molto alla scelta dei tessuti e spesso trasformo i miei viaggi in occasioni per realizzare nuove creazioni, come ho fatto

quest’estate in Messico».
l’ha scritto l’economist: il fenomeno dei “maker” è in crescita in tutto il mondo. In Italia, un dato su tutti: se-

io... to e i au m
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condo l’ ssociazione italiana editori A fino a oggi sono stati pubblicati con il self-publishing 40 mila libri cartacei. Il 5 per cento dei titoli in com-

Dalla moda a

l vino, d

ielli a ai film, dai gio ai libri

l latte.

co! odu pr
te C’è un “fai da ” tutto gli it che conquista nuovo
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aliani.

il vino

e lo vendiamo anche!
linda Bonfanti, 25 anni

Alterna gli esami all’università con il lavoro nell’azienda Antico Colle Fiorito di Lamporecchio (Pt). «stiamo ora raccogliendo l’uva bella matura,
per non aggiungere neanche lo zucchero al nostro vino bio. Da qui a 15 giorni per 3 volte al giorno af-

mercio, senza contare gli eBook. E se un libro, un vestito o una bottiglia di olio da sempre si prestano a una sorta di autoproduzione, il movimento fai-da-te sta contagiando prodotti come i film, la musica, le collezioni moda che fino a qualche anno fa non venivano “messi in cantiere” se non a fronte di grossi investimenti.
Qui Ci si autofinanzia

fondo con un bastone le vinacce nel mosto. L’uva fermenta nelle botti senza esser mai spremuta».

Il risultato è un vino succoso che un tempo il contadino regalava al padrone. «il nostro fai-da-te copre anche la distri-

buizione. Noi lo vendiamo nelle fiere, nei mercati,

a contatto diretto con il cliente. È dal loro sguardo che arriva la ricompensa più grande».

«Uno degli aspetti più delicati del do it yourself», racconta Cristiano Mino, designer per grandi marchi convertito all’autoproduzione, «è la ricerca dei finanziamenti. Quasi
tutti all’inizio ricorriamo ai risparmi personali. Poi la buona riuscita di

il design

m’ispirano gli oggetti comuni
Cristiano Mino, 46 anni.

Dopo i progetti per Tecnogym e Starpool (saune), da due anni Cristiano affianca il lavoro “ufficiale” con la self-production. «Avevo

voglia di tornare al saper fare senza intermediazioni. Mi sono ispirato a oggetti, come bastoni per le tende e secchi di plastica». Con

un progetto. ne rifinanzia un altro». Ma il vero grande banco di prova è la distribuzione. «Ancora oggi chi la controlla ha nelle mani il mercato. Vale per ogni prodotto, dai pomodori alla moda», spiega Pietro Raitano direttore del mensile Altraeconomia. Per questo, gestire tutta la filiera della produzione ti può dare un vantaggio, secondo Francesca Ferraris che da tre anni lo fa, vendendo i suoi ortaggi online. «se fai la migliore coltivazione biologica della zona non vai da nessuna parte se non trovi il canale per raggiungere da sola i tuoi potenziali acquirenti. Men che meno

la Micol Lamp (in foto) ha vinto il primo premio del contest Homeless Design dei Fratelli Campana, grandi esponenti del design contemporaneo. Info su www.cristianomino.it

Gli accessori
francesca Macchi, 30 anni

io lavoro il feltro
«Con una laurea in product design e un figlio in arrivo, mi volevo dedicare a un progetto mio. Il primo prodotto è stato la pantofola fai-da-te Flap. Nata come regalo agli amici, è ricavata da un quadrato di feltro. Prodotta in 100 pezzi messi in vendita su www. francescamacchi.it (e quasi tutti venduti), Flap ha vinto il primo premio di un concorso di design della Camera di Commercio di Milano. «un invito a continuare!»

se ti affidi alla grande distribuzione che t’impone il “suo” prezzo di mercato, senza considerare che la qualità ha un costo».
però, se non Ci fosse il weB...

La svolta all’autoproduzione, lo sapete, l’hanno data Internet e i social network. «il web ha ottimizzato
due aspetti decisivi del fai-da-te: ha

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i libri

da scrittore a editore
antonello Mangano, 37 anni

Il suo primo libro self published Gli africani salveranno l’Italia ha
avuto così successo che la rizzoli gliel’ha pubblicato. «Così tre anni

le poesie

le vendo per strada
lorenzo Mullon, 51 anni

Ha cominciato ben 8 anni fa al Parco Sempione di Milano, dove

vendeva le sue poesie a “prezzo poetico”cioè...
offerta libera! Poi si è trasferito a Venezia. «lavoravo in pubblicità
e mi sono licenziato per dedicarmi alla poesia . Finora

fa ho fondato la casa editrice Terrelibere.org. Non avevo alternative: i contenuti di cui mi occupo raramente incontrano l’editoria tradizionale». Parola d’ordine? Diversificare. «Dopo i libri in carta ora punto su eBook e appBook, libri dove il testo è potenziato da filmati e animazioni».

ho già realizzato 12 raccolte,
12 libricini artigianali per 2600 copie: sono tutte fatte a mano,

l’orto

con forbici, colla e cartoncino colorato. Ormai riesco a vivere di questo. i guadagni vanno da 0,

fallo anche tu!
francesca ferraris, 35 anni

nei casi in cui regalo le poesie, a 100 euro. «È capitato!».

Lei ha intercettato la voglia di molti di autoprodursi frutta e verdura. Francesca (e i suoi fratelli) da 3 anni ha creato un servizio online che
permette a chi lo desidera di diventare agricoltore. «Su www.leverdu-

il documentario

redelmioorto.it anche chi abi-

io filmaker indipendente
wilma Massucco, 44 anni

ta in città può scegliere a distanza la grandezza del fazzoletto di terra da 30 a
120 mq, decidere quali ortaggi farci coltivare e poi riceverli a casa pagando una quota che va dai 16 ai 32 euro alla settimana». Il proprietario

Lei è ingegnere ma si licenzia per girare documentari. «Ho fatto il salto dopo aver conosciuto eugad, un progetto finanziato dalla ue che racconta il sud del mondo così com’è». Con loro va in Sierra Leone e realizza la pri-

dell’orto può decidere di seguire le sue coltivazioni più da vicino, recandosi sul posto per la raccolta.

ma opera: La vita non perde valore sul recupero dei bambini soldato. «Basta il pc e la telecamera. Dopo le riprese torno a casa e monto il girato. Per il doppiaggio chiedo agli amici. Per la distribuzione lascio il cd nelle librerie». E mentre il suo docu-film gira per scuole e festival, lei è in India per il secondo documentario (info: bluindaco.org).
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le borse

senza grandi investimenti
Giulia pecchioli, 38 anni

semplificato i sistemi di produzione e assemblaggio riducendo i costi e ha permesso a chi ha un pc di raggiungere in ogni momento milioni di persone», dice Raitano. Il contat-

Per 10 anni giornalista free lance, Giulia da 2 ha sentito il bisogno di usare le mani. «Le prime borse le ho pensate per me, leggere, con la tracolla regolabile e colorate anche per l’inverno. Con
la prima mostra-mercato ho capito che potevo insistere. L’investimento è contenuto: scampoli di tessuto, una macchina da cucire e una stanza di casa come laboratorio. Anche gli an-

to diretto tra produttore e consumatore è quindi già attivo, anche se nel mare magnum della rete è difficile farsi notare.
la riVoluzione È annunCiata

nunci per vendere online (su blomming.com) per ora sono gratis!»

Al netto di frustrazioni e tappe forzate, che ahimé vanno messe in conto – è qui la buona notizia che abbiamo lasciato per ultima – il saper fare porta con sé un vero vantaggio, secondo la regista Wilma Mazzucco: «ci rende indipendenti dalle forme di lavoro dominanti, salva molti di noi dalla paura di sentirsi esclusi e ci regala una forma di consumo alternativo e più consapevole». Se non è rivoluzio-

i gioielli

che voglia di creatività!
sheila Cunha, 50 anni

Nata in Brasile, Sheila vive tra Svezia e Italia dove è art director in una rivista di food. «Quattro anni fa, ha
vinto la voglia di creatività e ho fatto un corso di oreficeria». È nata così la sua linea di gioielli. « ma il segreto è trovare un modello di distribuzione efficace». Ora si affida al

ne culturale questa! E se diventasse anche lo tsunami occupazionale che in tanti sperano?

potrei vivere di questo

E ora

passaparola e al sito www.sheilacunha.it.

gazzo che produce latte d’asino sul Gran Sasso. «Ho comincia-

to per amore degli animali poi mi sono accorto che sarei stato il primo in Italia e ci ho provato davvero». Accetta ordini
solo in Abruzzo e per lo più quelli di

la musica

ritorno alle origini
daniele Comoglio, 43 anni.

il latte d’asina

anziani, mamme e intolleranti al latte vaccino. «Sì perché consegno per-

dalla mungitura alla consegna

sonalmente il latte». La sua giornata inizia alle 6, alle 12 si mette in auto. Un litro di latte d’asino costa 15 euro («è ricco di calcio ed è il più simile a quello materno»), ma per ora Christian Merlo, 36 anni. Il premio Oscar Green della Col- lavorando senza tregua gli introiti diretti se lo è meritato questo ra- sono appena accettabili».

«Insegno al conservatorio e suono in tv. Per tornare alle origini e seguire una canzone dalla A alla Z con i miei risparmi ho autoprodotto il cd Senza Rumore: io curo gli arrangiamenti e suono e Mara Bertuzzi, in arte Kalika, canta».