giuseppe pellegrino

RILEGATO A FRASE

modificarne l’oggetto materia prima

quanto pesa lo sguardo in una lettura febbrile se a in quella precipitazione intervengono le mani se la lettura agisce nel libro la ricostruzione di un testo da un’ipotetica e oscura la versione originale che ad ogni lettura diventa sempre più vuota

allo stesso modo degli oggetti

che a pensarli diventano sempre più vuoti

se leggere è far sì che un libro si scriva o sia scritto questa volta senza l’intervento dello scrittore un libro fondamentalmente anonimo e comunque unico un libro qualsiasi che sotto la debole pressione degli sguardi si distanzia da tutto e da tutti non svela le proprie frasi al lettore delle pagine ne ritaglia piuttosto ogni parola nello strappo lento

improvviso il ritrovamento

dialogando per luoghi meno esposti in un girare intorno che rende possibile ma come l’invenzione di un reperto per effetto di una svista l’interno viene scambiato per l’esterno di fatto a buchi e a pezzi una similitudine nascosta è resa accessibile segnalata in superficie e per favorirla si coltivano le sviste scambi continui dove la residuale pertinenza con le parole lasci emergere il loro carattere di passato nel discorrere di fogli

seguendo le tracce della mano che segue i segni delle dita sulle tracce della mano tutto ciò che accade può essere un avviso di che libro entra ogni principio di pagina in perpetua frase nel moto costante delle pagine dove si ritornerà da capo alla prima pur cercandone un’altra e lettera per lettera in quelle che seguono sono notate le frasi in perpetuo e riga per riga la pagina nuova il primo quarto la pagina piena l'ultimo quarto in ogni 19 pagine vi si aggiungerà una riga e mezza che in ogni 304 pagine viene ad essere una riga intera e così sempre si farà in perpetuo trovandosi perciò verso una stesura se la scaglia trova miniera e furia regina lima per ferro nell’incontro corsivo

come un libro combusto al punto di ritornare a legno la sua carta da cui fuoriesca un pentagramma di corda per custodire fra le righe un operoso silenzio da rendersi segreto in cannula di rame e per lasciarvi scendere un doppio filo attorno a un bacco a modo di caduceo in quel buco fino alla bocca di un pendaglio naufragato libro lieve libro di cenere la frase non ha peso soffiare il più possibile il pensiero respira libro del bisogno di un passaggio si tratterà pure di un paesaggio anche se presupposta la fuga prima ancora di si rinnova l'azzardo di un passo e se del pensiero avrà lasciato una traccia abitando un libro

intuitiva entrare

se quanto serve per unire due parti a sua volta viene diviso in due ma per la sua concretezza rimane una falsa apertura anche se il taglio è ripetuto non porta oltre un movimento pendolare di nuovo si presenta quello stesso aprire per tornare ad aprire ogni approssimazione non si avvicina di più della precedente pur generando la spinta per quella successiva per reciproche equidistanti interrogazioni in un ruotare dimostrativo e poiché l’identificazione è ciò che si cristallizza in un’identità recto il parassita per cui oscilla fra le parentesi delle mani questa va provvista di due buchi il sintomo

verso

da una fonte incrostante che riproduce le forme degli oggetti che vi sono immersi col suo riflesso inganno destarne il ricordo è un presagio un libro seguirà il verso inoltrato

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