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La Liberta Di Fluire Con Il Respiro Nel Tantsu

La Liberta Di Fluire Con Il Respiro Nel Tantsu

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05/10/2014

LA LIBERTA’ DI FLUIRE CON IL RESPIRO NEL TANTSU  Di Fabrizio Dalle Piane & Ateeka   Rilassata sul fianco, nel contenimento di una culla del Tantsu, mi apro e il respiro mi penetra come

l’acqua, si diffonde silenziosamente saturando ogni cellula del mio corpo. Dondola in avanti il mio bacino mentre l’addome si riempie della presenza del respiro. Il riempimento fa sentire leggeri, una sensazione che sfida la mia mente razionale. Come posso essere così “piena” e sentirmi così leggera? In questo respiro, sono nutrita.

Il respiro lascia il mio corpo e in quel momento mi sento ripulita dalle tensioni e prendo consapevolezza della presenza del mio partner. Mi tiene delicatamente tra le sue braccia e insieme approdiamo sul primo gradino del respiro condiviso. In questo “infinito” momento indugiamo sul fondo di un calmo oceano…sotto le onde…silenzio…presenza… armonia di sentimenti. Ci soffermiamo senza sforzo qui, in un vuoto che sembra così pieno, un buio lucido, dipinto completamente di nero, fino a che non sorge la prossima inspirazione. La facciamo affiorare, galleggiante nell’intimità del respiro condiviso, presente nello stesso ampio oceano.

Il respiro è ciò che vive con me sempre. Non mi lascia mai. E’ il gesto più intimo. Condividere questa intimità del respiro con qualcun altro diventa un’offerta sacra.

Ateeka

  Nella pratica del Tantsu, il respiro è l’elemento vitale che ci unisce e  ci porta nella condivisione. Il respiro è il “mezzo” attraverso cui  c’incontriamo. Respirare è un’azione che si trasforma nell’esistere,  un’esistenza fluida e fluttuante. Quando condividiamo il nostro  respiro, la danza delle polarità e la loro unione, cambia tra di noi e  dentro di noi.   Il Tantsu ci concede l’opportunità di riconnetterci con le potenzialità  delle vibrazioni originali del nostro respiro. Le influenze culturali e le  esperienze di vita ci hanno indotto ad adottare modalità rigide di  respiro, che possono limitare una profonda e intima connessione con  le forze vitali insite nel respiro. Una sana respirazione inonda il nostro  intero sistema, non solo con l’ossigeno, ma anche con risorse  energetiche vitali, spesso chiamate prana, Ki, chi, o mana. E’ una  fluttuante energia senza limiti. La naturale potenza del respiro è  accresciuta dall’adattabilità e dalla sensibilità dei tessuti della cassa  toracica, del diaframma, della colonna vertebrale e del bacino. Il  respiro è una risorsa di vita ricca e sacra, che non necessita di  manipolazioni e pratiche per svelare la sua presenza vitale. Il Prana è  sempre presente e inesauribile. Noi, in ogni caso, possiamo trovare  modi semplici per sciogliere le tensioni nei tessuti del corpo,  permettendo al respiro di entrare pienamente e liberamente.   Usiamo, spesso, una buona percentuale di Prana o energia vitale per  mantenere vecchie modalità di difesa e credenze basate sulla paura.  Queste si possono manifestare come rigidità dei tessuti, limitando il 

flusso vitale, mentre la vita è un processo fluido. Immagina il grande  ammontare d’energia disponibile se lo investi nella gioia del momento  presente, piuttosto che in convinzioni che ci limitano. Immagina di  sentirti sicuro e fluido nella tua stessa pelle, con tanta energia da  condividere. Immagina di averne sempre abbastanza. La realtà è che  questo livello di salute, vitalità, abbondanza e amore già esiste dentro  di noi. Il contenimento e il respiro condiviso nel Tantsu possono  aiutarci a riconoscere questa naturale presenza.   Il Tantsu è la sorella terrena del Watsu. Entrambi, Tantsu e Watsu,  condividono i principi essenziali di respirare e essere insieme. La  Danza del Respiro in acqua praticata nel Watsu è unica per la sua  abilità di costruire la connessione del cuore tra chi riceve e chi dona.  Nel Watsu, chi dona offre un costante sostegno (neutro) con gli  avambracci sotto occipite e sacro di chi riceve, che permette loro di  percepire l’effetto profondo del respiro che fluisce nei corpi. A causa  della spinta dinamica dell’acqua, quando chi riceve inspira il suo  corpo sale come la marea e quando espira, il corpo esperisce un  dolce ritorno nell’acqua come la marea calante. Questo ritmo naturale  e la galleggiabilità sono reminescenze dell’ambiente acquatico dei  primi nove mesi di vita, nel ventre materno. Essendo il Tantsu  praticato a terra, dobbiamo considerare la forza di gravità. Come  creature viventi con origini acquatiche sulla terra ci siamo abituati a  muoverci nel campo gravitazionale terrestre e a respirare nella sua  delicata atmosfera. In una sessione di Tantsu, quando stiamo  nell’onda del respiro condiviso, ci possiamo liberare dai movimenti e  dai modi di respirare prevedibili, esplorando la nostra posizione nella  gravità e nell’atmosfera in maniera nuova. Possiamo avere la  sensazione di galleggiare, come se fossimo di nuovo in acqua. Le 

varie culle del Tantsu con il  loro sostegno e contenimento ci  consentono di tornare alla sensazione dell’esistenza prenatale.  Semplicemente respirando insieme (non necessariamente in modo  sincronizzato) in questo stato di connessione si favorisce un  movimento più fluido nei tessuti del corpo, che in cambio amplifica il  proprio campo elettro­magnetico. Tutto questo riduce la densità dei  tessuti e aumenta la nostra sensazione di leggerezza. Richiamiamo il  nutriente ambiente da cui siamo nati, ora con la consapevolezza di un  adulto.   Nel Tantsu l’energia di due persone che stanno semplicemente  insieme nel contenimento delle culle e nel respiro ha l’alchemica  potenza di creare quello che i fisici chiamano “un’onda stazionaria”.  Un’onda stazionaria è uno spazio di vuoto vibrante, o quiete  dinamica, ed è uno stato di grande creatività. Si crea quando le  frequenze di due partner si allineano e si bilanciano reciprocamente,  creando un “vuoto” in cui la vita crea se stessa.   Rallentando e stando nell’onda del respiro ci immergiamo in un  oceano ricco di esperienze a cui non sempre possiamo accedere da  soli. Insieme solchiamo l’onda del respiro in una quiete cosmica (e  neutrale). Intrecciando il nostro respiro si crea sicurezza, nuova  intimità, un’intimità dell’essere insieme senza aspettative…del  partecipare insieme al mistero. Il Tantsu non è una terapia, ma i suoi  effetti sono molto curativi. Ogni esperienza di Tantsu e ogni respiro  condiviso diventano una nuova possibilità di apprendimento.  Approfondiamo la nostra comprensione del poter vivere con più  fiducia e del poter espandere l’amore tra noi tutti. Il Tantsu genera 

un’atmosfera di intimità tra amici, familiari, partner e società, come  nuovo modo di essere con gli altri.

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