casa • residenza • politiche sociali • economie informali • diritti • intercultura sociale • cultura • teatro • laboratori • corsi

Anno IX
tiratura 6.000 copie

Giornale di strada di Bologna fondato dai senza fissa dimora

Offerta libera

Pubblicazione periodica mensile Febbraio 2002

I WA N T Y O U
Viviamo in tempi in cui si parla spesso di arruolamento contro qualcuno o qualcosa, il conflitto non ha mai abbandonato la società, ma oggi siamo proprio in guerra. Così è giusto prendere una posizione, anche noi lo abbiamo fatto: ci arruoliamo in massa nella libera legione internazionale di lotta contro l’esclusione sociale, la povertà, l’emarginazione e lo sfruttamento. E’ un battaglione disarmato, ma non innocuo, che combatte per i diritti delle donne e degli uomini che non hanno modo di farsi sentire. Anche tu puoi farne parte. Basta uscire dalla trincea della paura e lottare insieme per un mondo più coerente e sicuro. Non è difficile: per cominciare puoi abbonarti a questo giornale, diventando socio dell’associazione, puoi partecipare ai nostri laboratori di teatro, di giornalismo; incontriamoci alle Officine di Piazza Grande in Via Libia 69: dove ci stiamo trasferendo e dove saranno riunite tutte le attività che abbiamo fatto in questi anni. Abbiamo veramente dei grandi progetti, ma ci serve una mano per realizzarli... VO G L I A M O T E !. . .

ARRUOLATI!!! CONTRO L ESCLUSIONE
Tutti in Via Libia Attenzione! Ci stiamo trasferendo in massa al Capannone delle Officine di Piazza Grande in Via Libia. Vieni a trovarci... pag 2 Lavori dal basso Il materiale che ci arriva direttamente dalla strada aumenta ogni mese. Ancora tanti scritti, poesie, disegni da vecchi amici e nuovi. pag 3, 4 e 8 PUNKABESTIA
Seconda stella a destra, questo e` il cammino - e poi dritto, fino al mattino - poi la strada la trovi da te - porta all’isola che non c’e`. E non e` un’invenzione e neanche un gioco di parole... in via Industria....

Il nome del barbone E’ il titolo di un libro sui senza dimora di Roma, il 7 dicembre c’è stata una serata di presentazione che ci ha visti protagonisti, parlano gli attori. pag 6 e 7

pag 4

PRODURRE QUESTO GIORNALE CI COSTA 0,52 EURO • QUELLO CHE DATE IN PIU’ E’ IL GUADAGNO DEL DIFFUSORE qualsiasi richiesta di soldi al di là dell’ Offerta libera non è autorizzato

febbraio duemiladue

1

se c o n d a

Dal basso verso l’alto
Anche questo mese le pagine dedicate ai contributi che arrivano direttamente dalla strada sono ricche e numerose. Oltre a questa riflessione di Panta sulle luci del Natale, la consueta pagina di AL.MO. alle pagine 6 e 7 pubblichiamo le impressioni di coloro che hanno partecipato, come attori, alla serata di presentazione del libro “Il nome del barbone”. E poi disegni, poesie da tanti amici che speriamo diventino sempre di più, mentre ci prepariamo a iniziare nuove avventure, nuovi laboratori, nuove situazioni di incontro.

Cammino per strada, guardo la gente ed ho l’impressione che vada sempre di fretta. In giro ci s o n o brutte facce: non brutti ceffi, delinquenti o simili. Solamente facce tristi, forse depresse. E’ da tanto che noto una sottile tristezza negli sguardi della gente, percepisco una severità, nei loro movimenti, eccessiva. Sotto i portici le vetrine sono invitanti; non ho una lira. Il pensiero di trovarmi nell’ opulenza dell’ occidente in questa disgraziata condizione di precarietà, mi fa sentire uno sfigato che però regge poco. In realtà a me non é mai stato negato nulla, ma la sensazione é che ognu-

Il cielo è sempre più blu...
di Panta no deve avere la questi giorni che ho capacità di realizzarsi. cominciato a diffondere Piazza La mia mente fa un giro di perlu- Grande, ho avuto la possibilità di strazione mentre gli occhi sono avere contatti diretti con la gente, di puntati sulle vetrine addobbate a parlare con loro, scambiarci così ... festa: quanto mi accontenterei di anche se in maniera frettolosa, qualcosì poco !!! che punto di vista. La gente frettolosa esce dai negozi e L’impressione avuta così in un negozietti vari con sportine piene e primo momento ha fatto posto ad pacchi regalo, dovrebbero essere un’altra idea molto più reale. contenti, o per lo meno con un sor- Alla gente che ha avuto un momenriso in bocca, e invece sono severi. to da dedicarmi e che ringrazio in L’idea comincia a diventare una fis- questa occasione, gli ho esposto le sazione, mi piacerebbe domandare, mie sensazioni facendole notare togliermi questo dubbio che é direttamente per strada. Le risposte diventato un’idea fissa. Tutto questo sono state varie ma comuni per quel comunque non lo vedo in modo senso di solitudine che viviamo, e positivo e d’impegno cerco di capir- che “non sono i soldi a permetterci ne di più. L’occasione non poteva di non viverci certi stati d’animo”. capitare che a proposito; infatti in Forse stiamo vivendo il benessere

fine a se stesso, senza considerare che l’Uomo ha dei sentimenti che vanno coltivati, vanno vissuti; e le relazioni interpersonali cercate per non sentirci pieni di noi stessi senza altruismo. Mi piacerebbe che che, chi vive queste condizioni e vorrebbe parlarne, anche per conoscerci, scambiarsi punti di vista, di chiamare al numero di Piazza Grande. Tutti abbiamo bisogno di un maggior dialogo, tutti abbiamo bisogno di un punto di aggregazione. Se lo desideriamo, questo lo possiamo costruire, basta avere il coraggio di creare le condizioni.

TUTTI INSIEME!... VENGO ANCH’IO!
A T T E N Z I O N E ! ! di Piazza Grande una volta ospitava una rimessa di
Da oggi l’Associazione Amici di Piazza Grande si sposta in Via Libia 69 (051 342328), presso le Officine di Piazza Grande. Inizia così un glorioso momento di rifondazione di Piazza Grande: raccogliendo in uno storico contenitore tutte le esperienze, le anime, i laboratori dell’Associazione. In Via Libia ci sarà il restauro mobili, l’officina delle biciclette, l’esposizione dei mobili, il grande modernariato italiano, il laboratorio teatrale insieme a quello di giornalismo e ovviamente la nostra Redazione. Ma al di là dei trionfalismi e degli scherzi ci sarà molto da lavorare. Se volete assistere alla storica ricostruzione venite a trovarci al Capannone di Via Libia, anche voi potrete dire un giorno: “...io c’ero!”. Il Capannone delle Officine autobus, sotto al ponte di via Libia, ma l’ingresso dal ponte non è più accessibile (porta ai viglili urbani), si può entrare da Via Sabatucci o a piedi da una scala che scende dal ponte di via Libia.

Vi a

via

LI B

I A

LIB IA

2

febbraio duemiladue

t e rza

Persone di strada
L HANDICAP PER STRADA
Franco
“Non vi é più sordo di chi non vuol sentire”. Con questo proverbio voglio iniziare a parlare di un problema che vivo in prima persona. Da poche settimane ho fatto conoscenza con un distinto signore di Bologna (AL.MO.) che mi ha richiesto, con molto garbo, di parlare dell’aspetto peggiore che attraversa un individuo nelle mie condizioni. Da Giugno 2001 per gravi problemi familiari sono stato costretto a lasciare il mio paese d’origine per trasferirmi a Bologna. Avevo conosciuto questa città già in precedenza durante gli anni dal 1989 al 1994, perché frequentavo la facoltà di Scienze Agrarie. Ritornandoci ho colto degli aspetti a me sconosciuti che mi hanno fatto riflettere sulla mia condizione di handicap vissuta per strada e ho dovuto affrontare problematiche sociosanitarie più grandi di me. Attualmente vivo in un dormitorio notturno, una struttura aperta dalle 19,00 alle 08,30 del giorno successivo, dove é presente un’assistente sociale a cui faccio riferimento nei momenti di maggiore difficoltà che riguardano sia l’aspetto umano che l’aspetto burocratico. Chi vive una situazione di “diverso” per strada trova davanti a sé un muro di indifferenza da parte delle così dette “persone normali” le quali non si rendono conto della doppia sconfitta che il “diverso” vive nella società: la prima é di vivere un senso di inferiorità considerando l’handicappato un individuo di “Serie B”; la seconda é il non considerare l’handicappato un individuo sensibile e intelligente. L’handicappato per strada non ha purtroppo le stesse opportunità, sia lavorative che socio-assistenziali di cui può godere un handicappato che vive in un contesto familiare. Per esperienza diretta chi vive per strada deve affrontare (e sperare di risolvere), oltre a problemi essenziali quali mangiare, lavarsi, vestirsi, dormire, anche il in ua problema lavorativo. Molti ragazzi che vivono la mia stessa condizione, si perdono perché non hanno la voglia di continuare a vivere, oppure non sanno quali sono le opportunità che il Comune mette loro a disposizione, per esempio esiste un polo handicap che tramite borse lavoro ci offre la possibilità di iniziare a svolgere un lavoro. Tuttavia la retribuzione prevista per queste é molto bassa e la durata é temporanea, quindi come posso accontentarmi di questo se le mie capacità sono superiori e le mie esigenze diverse? Davanti a questa domanda molte volte non trovo una risposta adeguata e come me altri, perché le istituzioni fanno poco o nulla affinché uno di noi emerga da questa situazione. La società che ci circonda deve capire che l’handicappato dovrebbe avere gli stessi diritti delle “persone normali”. Questa diversità con il passare dei giorni la vivo da “incazzato”, con molta angoscia e solitudine, anche se mi rendo conto di essere circondato da persone che più o meno mi sostengono. Il “diverso” deve lavorare il doppio per essere accettato da una società fatta solo di ipocrisie, egoismo e voglia di arrivare a tutti i costi, che non si accorge dei problemi reali che un handicappato in strada deve affrontare per poter sopravvivere e poter essere accettato come individuo e cittadino con gli stessi diritti e gli stessi doveri delle “persone normali”

Il nostro AL.MO. continua nel suo percorso verso le persone in strada che hanno qualcosa da raccontare. Ci porta la difficile storia di Franco, altri disegni e una riflessione personale sul ruolo degli assistenti sociali e sulla rigidità del sistema.

re

ad
Inutile pensare di risolvere i propri problemi - non cavereste “un ragno dal buco” con la loro collaborazione. Mi chiedo, infatti, quale sia la motivazione che spinge diverse persone ad interessarsi del Sociale senza prima viverne le diverse e vere manifestazioni. Mi chiedo, anche, perché scelgano le facoltà universitarie che diano loro la possibilità di esercitare senza, prima, durante e dopo, effettuare un minimo di tirocinio pratico. Il desiderio di possedere “uno scranno” potrebbe essere giustificato dall’acquisizione generale o settoriale specifica dell’esperienza vissuta e maturata direttamente. Non trovi certo umiltà in queste persone che sono destinate a svuotare moralmente, psichicamente e fisicamente coloro che si presentano alla loro scrivania. Nella gran parte delle volte, trovi superbia e “alter ego”. Dall’alto al basso vieni osservato come uno qualunque, come uno che necessita, solamente, al businnes. E’ da rilevare, poi che la privacy, garantita da una legge, non viene assolutamente considerata. Molte volte, infatti, capita di raccontarti davanti ad altri interlocutori perché, nello stesso ufficio, esistono altre persone addette all’ascolto delle necessità individuali. Può accadere anche che, perché loro siano in rete con altre entità di ascolto, si debba sottostare, con persone diverse alla stessa narrazione della propria storia. Far parte di questo motore e coscienziosamente reputarsi un ingranaggio essenziale é come condividere la politica di creazione di diseredati. Loro stessi, gli assistenti sociali di base, dovrebbero farsi carico e a gran voce esternare le storture, le nefandezze, le usurpazioni di potere commesse, scendendo in piazza, perché in qualche modo diventano l’archivio storico. Non escludo che qualcuno fra di loro ingoi bocconi amari perché la propria sensibilità gli fa riconoscere di essere limitati nel gestire e che più di tanto non é possibile fare. Ma ciò che fa più paura é che quell’ingranaggio non voglia rompersi ma che desideri a ruotare anche in mancanza di lubrifi-

in

co

nt

ra

AL.

assistenti di chi?
di Al.Mo.
cante. L’essere assistente sociale di base vuol dire trovarsi sul primo gradino di una scala al cui culmine vi é il Ministero alle Politiche Sociali. E’ il gradino più vicino alla strada, da dove, si possono notare le necessità, le inquietudini, le patologie e le diverse manifestazioni di bisogni. E’ un gradino che per molte persone, però, oltre che servire ad una elevazione sociale di se medesimi, diventa la possibilità di erigere un muro contro il quale devono “sbattere” tutti coloro che, necessariamente, hanno da utilizzare i loro servizi. E’ un muro solido e imperforabile che dopo avervi sbattuto contro alcune volte, ti fa capire solo una realtà: solitudine ed emarginazione. Trattano le persone per schemi preconfezionati e quando, poi, si trovano di fronte a casi che non rientrano nella schedatura, annegano in un bicchier d’acqua perché non hanno a disposizione soluzioni immediate. Immediatezza e sollecitudine sono le soluzioni che sono necessarie per risposte convincenti e tranquillizzanti. Invece, no! Ma......forse.......sa’, Lei non ha una patologia che rientra negli schemi che abbiamo imparato a memoria come bravi scolaretti......e abbandonano il malcapitato a se stesso..... Il tempo passa:.......... é caduto in depressione. Dobbiamo affiancarlo ad uno psicanalista: é la risposta........e giù, sempre più giù.......altro non fanno. Dovrebbero trascorrere parte del loro tempo fuori dall’ufficio: a ricercare, ad incontrare e parlare di più con la strada, in strada, con le persone che non hanno casa, affetti, riferimenti e che, in moltissimi casi, hanno eletto un angolo della stessa strada come residenza abituale....per capire veramente!

MO

co

nt

febbraio duemiladue

3

q u a rt a

L’isola che non c’è
Qualche mese fa ci eravamo ripromessi di conoscere più da vicino una nuova realtà di strada: quella dei “punkabestia”. Già quando “Peso” ci ha portato un comunicato stampa, che rivendicava i diritti dei suoi amici a due e quattro zampe, abbiamo capito che questi giovani che vivono in strada costituiscono una realtà che non si può né ignorare, né liquidare con qualche facile categoria. Ci siamo avvicinati per conoscere e capire. Anche a livello sociologico la categoria dei “punkabestia” è una condizione con la quale la nostra società deve fare i conti: perché proprio dalla società del benessere, della competitività e PG: Il “punkabestia” è un fenomeno sociale nuovo, come cominciare a una spiegazione burocratica per risolcomprenderlo? vere delle questioni. Spesso è suffiMarco: È una realtà che deve neces- ciente un colloquio per uscire dall’ignosariamente essere presa di petto, con ranza. continuità. Altrimenti è inutile. PG: Facciamo un passo indietro: il PG: Marco, come sei arrivato qui? “punkabstia” è una figura sociale Qual è il tuo percorso? nuova. Riconoscete un qualche Sono stato ospite in via del Gomito, ho diversi anni di strada sulle spalle. Ho fatto una scelta radicale che mi ha portato alla vita di strada, da oltre 7 anni non ho rapporti con la mia famiglia… Questo posto ha aperto il 10 giugno 2001: qualche mese prima è stato chiesto a me e a Mauro di occuparci di questo progetto, è iniziato tutto un po’ per caso… PG: Come è nata l’idea di questo luogo? C’era il problema dei punkabestia in centro… l’assessore Monduzzi ha pensato di spostare questi soggetti valore a questo termine? In che il più lontano possibile; l’errore di fondo modo un punkabestia è un senza è che alla base di questa idea c’è la dimora diverso, particolare? ghettizzazione: spostare il problema là Mauro: Non ho mai creduto a questa dove non ci sono occhi per vederlo. etichetta. “punkabbestia” è una parola PG: Ancora c’è chi si lamenta: che abbiamo imparato dai giornali. Il “quelli che benpensano” si lamenta- punkabestia è il ragazzo che vive in no del fatto che i punkabestia conti- strada, con il suo cane, vive alla giornuano a frequentare il centro (!), ma nata, vestito a modo suo, con i pierè una pretesa assurda. Nessun cing, ecc. Purtroppo la “sporcizia” è domicilio può costituire una deten- caratterizzante di una vita di strada. zione no? Marco: La storia ci insegna che ogni Questi ragazzi devono pur vivere no? diversità deve essere subito etichettaDevono mangiare: dunque vanno in ta. Ci sono stati i roccabilly, i mods, i centro per fare la loro colletta, poi ven- punk, i fricchettoni, ora i punkabestia. gono qua e riposano. PG: C’è comunNessuno può essere que uno stile di costretto a rimanere chiuriferimento, dei so in casa. segni di riconoPG: Quali altre persone scimento. collaborano a questo Mauro: Io sono progetto? stato in strada: fra Marco: ci sono Luca e di noi non ci si Alessandro della Rupe, chiama certo Ilenia, una giovane psico“punkabestia”… se loga della coop La non per ridere, Strada; sono presenti gli prendendoci in avvocati di strada; il furgiro… Siamo solo gone d’aiuto viene qui persone di strada due volte alla settimana, accompagnate dal fa lo scambio delle sirincane ghe e dà appoggio psicoPG: Puoi parlarmi logico. Inoltre vengono di questo rappordei giovani medici a fare to col cane? Bunny al computer volontariato, sono in Sembra essere gamba e per noi è un aiuto molto una variabile molto importante. importante, hanno risolto casi anche Mauro: In effetti questa è una caratteridifficili. stica: si crea un forte legame fra persoMauro: questi dottori hanno anche na e cane; i ragazzi spendono soldi ed ottenuto dei tesserini sanitari provvisori energie per i loro animali. Poi consideper avere un medico di base, fare degli ra che molti vivono di colletta e sinceesami, ecc. Una cosa positiva per noi è ramente farlo con un cane aiuta molto, che tutte queste situazioni siano state soprattutto se è cucciolo… ben accolte dai ragazzi, significa un Marco: un’altra ragione è la sicurezza rinato senso della cura di sé, e per loro personale: vivere, dormire per strada non è poco. con un cane fa sentire più sicuri; di PG: C’è molto bisogno degli avvoca- notte la strada non è sempre un luogo ti di strada? tranquillo e il cane ti difende da evenMauro: All’inizio c’è stato un vero acca- tuali aggressioni. C’è sempre quello nimento da parte dell’autorità, con i che vuole rubarti le scarpe, gli spiccioli fogli di via, le multe… dunque ce n’è o il sacco a pelo. Se dormi abbracciato stato molto bisogno. Alle volte è prezio- al tuo cane, oltre che più caldo, dormi so anche solo avere un’informazione, anche più tranquillo. del progresso nasce il rifiuto, la sfiducia e l’emarginazione di una vita di strada “giorno per giorno”? L’Isola che non c’è di via dell’Industria, 2 è uno spicchio di terra nell’arido deserto urbano delle Roveri, ai confini della città, nel quale sono stati installati una dozzina di container di lamiera per una trentina di persone e i loro cani. Cerchiamo di raccontare questa esperienza e di dare qualche risposta insieme a Marco e Mauro, responsabili (di fatto) del progetto, dal loro container/casa/ufficio.

di Massimiliano Salvatori
PG: Che tipo di controcultura è quella del punkabestia? Marco: Ciò che differenzia il punkabestia da tutti i gruppi che ci sono stati prima sta nella mancanza totale di ideali, di determinazione. I freaks erano pacifisti militanti, altri erano politicizzati,

ecc. Oggi questo si è perso: questi ragazzi vedono tutto nero, non vedono prospettive. PG: Non c’è dunque nemmeno un’idea di controcultura, di antagonismo nella quale riconoscersi. Mauro: Non essendoci una “cultura” definita non c’è nemmeno una “controcultura”. PG: Il domandone: cosa porta un ragazzo a diventare punkabestia? Marco: Una frattura, un conflitto nella famiglia di provenienza è all’origine di tante storie. Il 90% di queste persone hanno avuto una situazione familiare fallimentare. Mauro: Questi ragazzi hanno una media di 25 anni ed hanno quasi tutti problemi di tossicodipendenza, è vero che la crepa spesso parte dalla famiglia, ma in realtà molti vi sono ancora legati. Noi, la vecchia generazione, ce ne siamo andati via di casa tagliando i ponti. Una scelta radicale che pochissimi di loro oggi fanno: qui accade che arriva una mamma, una telefonata, un vaglia… questo è motivo di vergogna, si sfottono per questo fra loro! La vita in strada è dura. Mantenere un contatto con la famiglia è confortante, aiuta. PG: Cosa sarà, o chi diventerà un punkabestia a 30, 35 anni e oltre? Mauro: O ritornano dai genitori, o muoiono, oppure seguiranno dei percorsi di recupero nei servizi sociali. Ciò che fondamentalmente gli manca è la motivazione: le promesse fatte la mattina sono già dimenticate la sera. Alcuni sarebbero disposti a farsi coinvolgere in laboratori. Ogni tanto qualcuno che vuole cambiare c’è, alcuni hanno iniziato a lavorare. PG: Che sentimenti provano verso una vita “normale”? odio, avversione, inadeguatezza? Marco: Non c’è odio, c’è indifferenza. È un distacco, nella convinzione che sia inutile ogni sforzo e gesto. La realtà poi non fa che confermare tale sentimento: il crollo dei miti, degli eroi, degli ideali non fa che togliere speranze anche a questi ragazzi. I grandi riferimenti si sgretolano come castelli di

sabbia e qui le fondamenta non sono migliori… comunque credo ci siano ancora molte strade da sperimentare, nuovi stimoli… non bisogna assecondarli nell’indifferenza. Mauro: all’inizio qui c’erano dei progetti: laboratori, un giornalino, delle ricerche… bisognerebbe far ripartire nuove cose, ma abbiamo bisogno di una mano. PG: Affrontiamo apertamente i problemi: la tossicodipendenza è al centopercento? Mauro: Una dipendenza al 100% oggi non esiste più perché c’è di mezzo il metadone. Almeno con quello non vivi solo per sbatterti in strada per trovare i 40 sacchi per la busta! Spesso, nella loro vita, la droga diventa solo un riempitivo di vuoti: la mancanza di un progetto, uno scopo fa sì che il tempo o qualche soldo in eccesso siano spesi in quel modo. Per questo bisogna riempire i tempi, riempire la vita di scopi e situazioni, da settembre abbiamo chiesto un container laboratorio ma non s’è visto… PG: Quanta gente vive qui? Marco: ci sono circa 35 persone e una quarantina di cani, poi c’è il container di emergenza. Le regole sono poche. Tutto si basa sul rispetto…del luogo e degli altri. Sarebbe inutile mettere delle regole dall’alto, se considerano queste baracche come casa propria non avremo mai problemi… e non ne abbiamo mai avuti. PG: E la coppia? Come viene vissuta da questi ragazzi? Marco: Non è un elemento caratteristico di un “punkabestia”, ma posso dirti che quando c’è una coppia vera, basata sull’amore ciò porta una certa progettualità e una voglia di crescere insieme, avere una casa, migliorare la propria vita sociale. PG: Il problema della “pulizia”… Marco: Qui ci sono 2 container bagno, uno adibito a cucina, c’è la lavatrice... la pulizia è al meglio delle possibilità. Quando si rompe un bagno o lo aggiustiamo noi come possiamo altrimenti passa anche più di un mese prima che intervengano… PG: Il punkabestia oggi è il tipo ideale del “diverso”…diamo un’immagine obbiettiva della situazione: quali sono i guai in cui questi ragazzi si cacciano? Mauro: L’Isola…c’è ancora anche perché non abbiamo mai avuto nessun problema, i piccoli guai che hanno li subiscono tutti sulla loro pelle. Nulla che abbia a che fare con il vero crimine e le truffe dei colletti bianchi. PG: Quale sarà il futuro di quest’Isola? Mauro: Si devono stabilizzare alcune cose. In 8 mesi abbiamo sentito tante promesse, ma poche soluzioni, è un po’ tutto fermo. Speriamo in un po’ di concretezza da parte dell’Amministrazione e di collaborare con chiunque voglia darci una mano.

4

febbraio duemiladue

quinta
Parliamo spesso di Intercultura non aver seguito il nostro percorso. Sociale su questo giornale, siamo contenti che se ne cominci a parlare Ecco dunque un brano che può aiutare a ripercorrere le tappe di un peranche fuori da qui, ma a volte dimentichiamo che c’è qualcuno che può corso che ci ha portato fino a qui. Riassunto delle puntate precedenti...
Più o meno così recitava il titolo di un vecchio film di fantascienza anni cinquanta, si raccontava di mondi alieni in lotta con il pianeta terra, come se il nostro mondo fosse uno, unico mentre sappiamo che la realtà è ben diversa: la realtà ci racconta di un mondo e di una città che parla linguaggi diversi e che vive situazioni di esistenza completamente opposte. Scopriremo poi in seguito come questa classificazione sia molto più forzata ed innaturale di quanto sembra. La figura del “senza fissa dimora”, dell’homeless non è sempre esistita storicamente: è una condizione sociale strettamente legata alla modernità e alla condizione metropolitana in modo particolare, è dalle contraddizioni intrinseche alle città industriali che emerge questo gruppo sociale emarginato rispetto ad una condizione definita “normale”, integrata nel mondo del lavoro e dei consumi. Condizione che non comprende soltanto l’emarginazione economica, ma anche rispetto alle relazioni umane. L’esperienza di Piazza Grande in questi anni ci ha permesso di osservare il rapporto fra città e senza fissa dimora e di come è cambiato negli anni. Bologna è una città che viene definita ricca, ma sotto nasconde più povertà di quella che si vede; inoltre è un centro che attrae molte persone dalla regione e non solo, per cui si concentrano molti problemi e realtà non facili da gestire nello stesso territorio. Fra assistenzialismo di sinistra e paternalismo di destra Piazza Grande ha deciso la strada dell’auto-aiuto e della libera iniziativa associativa, costruendo un giornale di strada, progetti, laboratori e una presenza sul territorio che è stata un esempio per molte altre realtà italiane. Da questo punto di vista abbiamo potuto monitorare il mondo dell’emarginazione ed abbiamo potuto constatare come la classificazione fra mondo normale e dell’emarginazione siano sempre più vicini o comunque mescolati: questa rappresentazione deriva da una impostazione di classe della vita e della società che inoltre non tiene in conto dei cambiamenti economici e sociali che possono accadere nel tempo. Prima di tante analisi macro economiche, in anticipo su tanti esperti, abbiamo potuto renderci conto di come si stia sempre più assottigliando la soglia che separa il mondo del lavoro e della normalità e quello dell’emarginazione e del disagio. Inoltre parlare di “disagio” non significa praticamente nulla: purtroppo il dolore, la solitudine to di solidae il disagio non di Massimiliano Salvatori rietà che non sono di proprietà esclusiva dei senza dimora, ma pervade la assomiglia alla carità, ma alla collaborazione, società intera: già un secolo fa Sigmund Freud anche se la strada in questo senso è ancora parlava del “Disagio della civiltà” come condizio- lunga. ne irrinunciabile ed inevitabile della vita in Il gioco delle tre carte portato avanti dalle diversocietà, ma questa è un’altra storia e ci portereb- se amministrazioni della città di Bologna è chiabe molto lontano. Questi due mondi di cui stia- ro davanti ai nostri occhi: da un lato c’è la mo parlando, in realtà, sono lo stesso, e si può Babele dei ripari notturni, dall’altro lato c’è una nuova idea di servizi alla persona che passare dall’uno all’altro con una facilità sempre punta alla qualità ma per meno percrescente (soprattutto verso il basso ovviamensone. Se si potesse tracte). Nel mondo occidentale, industrializzato nte ciare una sorta di (ormai post-industrializzato) gli ammortizzatori Viaggia m a p p a sociali sono sempre meno, le garanzie di cittadei cieli to dinanza un lusso tutto da riconquistare e o sbianca dal volt grave anche la rete sociale di salvataggio compoardo con sgu terra sta da famiglia, affetti e senso di comunità sa alla pen non gode di ottima salute. e a un Av cuore preg La società contemporanea dunque fa orta nel per chi p ta che langue sempre più fatica re na feri sissime di chiusure, ristrutturazioni, aperture, riconversioni di stabili, senza poi pensare ai costi amministrativi e sociali. A tutto ciò occorre dare una risposta, quantomeno è necessario intraprendere un percorso coerente nel quale ci si sente di poter lavorare bene e con qualche risultato. La strada che Piazza Grande ha intrapreso negli ultimi tre o quattro anni è quella dell’ “Intercultura Sociale”. Parliamo di Intercultura Sociale ogni volta che gruppi di persone che vivono realtà diverse si incontrano in situazioni comuni e collaborano per raggiungere gli stessi obbiettivi; l’obbiettivo dunque è quello di far incontrare quei due (o più) mondi che si sono creduti separati per troppo tempo. E’ un incontro trasversale fra soggetti che possono appartenere alla stessa classe o a ceti diversi; é il percorso di vita e l’esperienza personale che sono diverse. Creare u lo tanto do nel sangue una situazione rivoluzionaria per il uto chi, cad iunto oggi significa fare incontrare il di ng per il co rriso giovane punkabestia e il pensenza so efunto sionato operaio, significa far d di quel viso. collaborare insieme studenti e iù un senza p ttà senza dimora, tossicodipenla ci In quel rno denti a un progetto comune. infe è sceso l’ ti È in quest’ottica che abbiamo ela e ci ha g no. organizzato i corsi di teatro e ch do inver e un fred enza giornalismo sociale nell’anno com lg na indu 2000-2001 e ancora di più in Nessu to lso penti questa direzione vogliamo per il fa za en em insistere l’anno prossimo: niente cl lpito. occorre mettere in rete sema co per chi h ano maledetti pre più gruppi sociali ro si E con lo acqua che , distanti allo scopo di accorquell’ loro gola ro ossa seterà la e, scalderà le lo io alla loro vita ciare le distanze fra le dis il sole ch che, darà soff e, la terra che, diverse identità, abbassandinavolt l’aria le, mille à per sempre do così il livello di una mica, con e mil er e. nascond ida carn conflittualità sociale che tanto di bandierine, del putr la loro coinvolge tutti e che pesa balletto fra aperture e chiusure miliO E soprattutto sugli ultimi. di ripari notturni negli ultimi cinque anni Lo scopo non è quello di a Bologna sembrerebbe una sorta di folle gioco annullare le identità e da tavolo dove l’unica legge guida è la famosa creare una sorta di per“emergenza freddo”: in questi anni non si è fatto sona sociale del domani: che aprire e chiudere dormitori in città. Grandi, piccoli, in centro o in periferia, a seconda della è importante che ognuno si riconosca e affondi stagione, delle giunte, ecc. Il segnale è chiaro (si le proprie radici nel mondo nel quale è nato e fa per dire!): non c’è la volontà politica di orga- vive, ma è possibile spostare quanto più possibinizzare una stabile e normale logica di acco- le il centro della propria identità verso l’altro e, glienza nel capoluogo emiliano; con il risultato ancor più difficile, verso il diverso. Guardare la inoltre di far sembrare il problema più grande e sostanza della realtà non è cosa facile e l’inconurgente di quello che è all’opinione pubblica. tro con chi ha perso tutto non è facile, è uno Bologna non è la città più impreparata d’Italia, in specchio distorto che fa male e fa paura, ma termini di accoglienza, questo è giusto dirlo, ma nonostante tutto la forza più grande che possianon è un buon motivo questo per andare al mo avere si trova sempre lì: nell’unione concreta ribasso e soprattutto non c’è motivo di buttare, fra le persone. ogni anno, denaro pubblico in operazioni costo-

La guerra dei mondi

a gestire una contraddizione di fondo, anche perché, al di la delle parole di comodo, la politica e l’economia vanno in direzione completamente opposta: verso il liberismo più sfrenato, l’isolamento relazionale, la solitudine comunicativa e psichica. Dunque l’unico modo che questo sistema di cose può adottare per fare qualcosa per chi ha bisogno è agire nell’ambito spettacolare: facendo vedere da un lato che si fa qualcosa, (convegni, studi, ecc.) e dall’altro mistificando, nascondendo il problema in vari modi. Mantenere e nutrire questa idea dei due (o più) mondi divisi significa educare all’indifferenza, e quando è necessario anche al conflitto sociale: la cosiddetta “guerra fra poveri”. Stratagemma che dovrebbe servire al Sistema per temporeggiare e incolpare del disagio chi sta un gradino più in basso. Ma oggi, come associazione che lavora in quest’ambito, ci rendiamo conto che i nodi vengono al pettine e una parte di società ha cominciato a comprenderlo: sta nascendo un nuovo atteggiamen-

AMERICA 11 SETTEMBRE

SEDE DELLA COOPERATIVA

VIA ANTONIO DI VINCENZO 26/F (BO) TELEFONO E FAX 051 372 223 OPPURE 051 4158 361 SITO INTERNET: www.cooplastrada.it E - MAIL: info@cooplastrada.it

SEDE REDAZIONALE della testata e dell’Associazione Amici di Piazza G rande Via Libia, 69 tel. 051/342328 SIT O INTERNET: www.piazzagrande.it E - MAIL: pg@piazzagrande.it

febbraio duemiladue

5

se st a

II NOME DEL BARBONE
serata del 7 dicembre 2001
Venerdì 13 dicembre Piazza Grande, Libera Università di Contropiani e Fraternal Compagnia, organizzano la presentazione del libro “In nome del barbone” di Federico Buonadonna. Oltre al dibattito la serata ha visto svolgersi una lettura di brani tratti dal libro da parte del ragazzi della Fraternal Compagnia, il gruppo formatosi grazie al progetto Sportello sociale e delle Opportunità e gazie al progetto di Intercultura sociale di Piazza Grande, e la visione di due brani video;uno tratto dalla ricerca sul campo alla base del libro e uno dallo spettacolo dello scorso anno “la Fraternal Compagnia”. E’stata una serata intensa dove brani di grande effetto sono stati riproposti con una grande sincerità attorica da Alfred, Stefano, Alberto, Angelo , Valeria hanno toccato i sentimenti di chi ascoltava,creando una atmosfera di partecipazione notevole. Alla serata ha partecipato anche Michela una suonatrice di organetto che con il suo strumento ha ricreato quella dimensione della strada in cui il libro stesso si è formato. Naturalmente un grazie a questi ragazzi che lavorano sulle proprie motivazioni per ritrovare una speranza, delle relazioni e lo fanno con una sensibilità fuori del nostro tempo. Massimo Macchiavelli

Un Brano Tratto da

“In nome del Barbone” di
Federico Buonadonna * <<Barbone è Scalfaro, barbone è Berlusconi, barbone e Berlusconi. Io ho vissuto la strada, io ho arato la strada con l’aratro e ho seminato nel cemento armato.Io sono un contadino non un barbone>> *

Alfred Gianoli
Ho partecipato con la compagnia teatrale “LA FRATERNAL COMPAGNIA” diretta da Massimo Macchiavelli, alla rappresentazione del libro “IL NOME DEL BARBONE” scritto da Bonadonna. Come segno del destino ho avuto modo di leggere la parte che descriveva la vita difficile di un Barbone o più comunemente detto ragazzo di strada. Dico come segno del destino perché nella mia vita anch’io ho vissuto questa esperienza e dovendola rappresentare di fronte a persone che conoscevo appena, superficialmente, a sconosciuti che costituivano la maggioranza del pubblico, le parole del Bonadonna mi hanno portato a riflettere: ho rivisto me stesso in quelle tappe fisse che una persona che vive per strada é obbligato a fare per lavarsi, per riuscire a mangiare, per avere un posto caldo dove dormire la notte, attraverso appuntamenti: anche questi, obbligatori, con assistenti sociali, operatori di strutture di accoglienza a bassa soglia. Mi sono addirittura bloccato nel constatare quanto vicino alla realtà della vita di strada si é trovato Bonadonna nel suo libro. Come mia prima esperienza teatrale spero di essere riuscito a trasmettere qualche emozione a chi non ha mai avuto problemi di questo tipo, in modo che la gente si avvicini alle persone “DIVERSE”, emarginate dalla società. Spesso infatti con un po’ di aiuto da parte anche degli sconosciuti che si incontrano per strada, con un po’ di cuore dai passanti che guardano il BARBONE, con un po’ di buona volontà e con il tempo, le persone in difficoltà riescono a migliorare e a risolvere i problemi passo dopo passo e le difficoltà della vita di strada riuscendo a migliorarsi e tutto questo può essere possibile solo quando cadranno le barriere che impediscono la comunicazione tra persone di diversa estrazione sociale. Io ci stò riuscendo!

S. L. ANGELO
Sono le 21,00 circa di Venerdì 7 e ci troviamo nella struttura del “Centro Diurno” di via del Porto dove stà per avere inizio l’evento della serata la presentazione di un libro, titolo: “il nome del barbone” di Federico Bonadonna, organizzato dalla “L.U.C.” di P.G. (Piazza Grande) e F.B. (Fuori Binario). Inutile dire che il libro parla del barbone, della sua vita di strada e dei suoi diritti calpestati. Quello che posso dire é che lo svolgimento della serata é andato abbastanza bene, il mio problema è che si parlava in un modo alieno per me, un cocktail di belle parole che alla fine veniva mescolato con argomenti riguardanti la politica, per me sentire parlare di politica è come sentire delle persone parlare arabo o cinese. In quanto al pezzo forte della serata è questo posso dirlo con certezza, è stata una lettura di alcuni brani tratti dallo stesso libro e interpretati dalla “FraternalCompagnia” di Massimo Macchiavelli e tutti i suoi ragazzi, questo (per me) é stato il pilastro principale di tutta la serata.

CERCHIAMO MATERASSINI E MATERASSI DA PALESTRA: CI SERVONO PER IL TEATRO! tel 051 342328 Via Libia 69

V a l e r i a

( W o l l i )

Venerdì 7 dic. é stata per me una data importante come lo sono state tutte le date nelle quali la Fraternal Compagnia ha preparato qualche spettacolo o rappresentazione. Dico questo perché da circa 6 mesi faccio parte di questa allegra brigata e attraverso i miei amici e le prove riesco a mettermi in gioco e ad impegnarmi in qualcosa che mi fa stare meglio. Mi ha colpito una cosa di questa serata : noi siamo stati esclusi. Abbiamo cercato di dare qualcosa al pubblico che sì, ha applaudito, forse

anche un po’ invogliato da qualcuno, ma nessuno ha sprecato una parola per noi, i veri esclusi. Ho visto ogni fazione (brutto a dirlo) proporre la propria merce e quello che sarebbe dovuto essere donato, almeno a chi non poteva permetterselo, veniva fatto pagare. Io personalmente dal pomeriggio fra prove e rilassamento ho mangiato quando sono rientrata a casa, verso mezzanotte. Si è fatto tutto un discorso sul “barbone” e sull’esclusione, escludendo NOI prima di tutti.

6

febbraio duemiladue

se t t i ma

II NOME DEL BARBONE
serata del 7 dicembre 2001

S t e f a n o
Quando Massimo mi ha chiesto un contributo scritto, ovviamente personale, sulla serata nella quale si è trattato il tema dei barboni, (termine che non a pochi è scocciato sentire) senza pensarci gli ho detto di si, spavaldo e che con due righe avrei raccontato la serata. Non è stato così: man mano che ho cominciato a pensarci, sono emersi aspetti ai quali avevo dato poca importanza nonostante vivo in prima persona questo problema. Secondo me ci sono diversi tipi di Barboni: Quello che lo fa per scelta, quello che si ritrova ad esserlo per i tanti motivi che possono succedere, incluse le disgrazie, e quelli che non riescono ad integrarsi in questo sistema lasciandosi andare a se stessi senza avere la forza di reagire. Ci sono quelli che vivono una dipendenza (droga, alcool, psicofarmaci,ecc.) per cui non sono in grado di autosostenersi che vanno ai margini perché lì non ci sono regole da rispettare, e non devono dar conto a nessuno. Sembra tutto più semplice...... in realtà non è così! Per me la serata si divide in due parti. Quella da protagonista con la Fraternal Compagnia, e come persona presente. Con la Fraternal Compagnia ho ripreso il mio percorso interrotto nel e con il teatro. Avevo lasciato con la mia scarcerazione il contatto con una compagnia; e il ritrovarmi in una compagnia “FUORI” dove si fa anche teatro, libera, è stato un desiderio che si è avverato nonostante il tentennamento prima di frequentarla. Frequentare questo corso di teatro, tra le altre possibilità, mi sta dando quella di uscire da uno schema di vita che stava per ripetersi, che mi avrebbe portato fuori da un vivere dignitoso. La strada. Non voglio con questo dire che il corso di teatro sta risolvendo i miei problemi, quelli rimangono. Per me la compagnia è un punto fermo di aggregazione, molto importante per il tipo di vita che avevo ripreso a vivere, che posso frequentare, che mi porta a sentirmi meno solo e parte di un qualcosa, dove si può condividere e vivere le differenze. Barbone non è solo quello che vediamo sugli scalini accovacciato, non è solo quello che va a chiedere l’obolo in chiesa o per le strade, non è solo quello che vediamo con la barba, sporco. Il barbone è anche colui che vive le diverse forme di esclusione;il barbone è colui che non ha diritti, insultato, stereotipizzato.E facile poi rimanere nel luogo comune che identifica il barbone quando è al limite,sporco, con la barba, ubriaco. Fare di più si può, prevenire è meglio. Tutti dovremmo dare con Amore, disinteressatamente, perché in fondo è bello fare bene e fare sempre meglio, per gli altri e per noi stessi. L’assenza delle varie figure professionali che operano in questo campo non ci ha dato la possibilità di un approfondimento sul tema in quella circostanza. Dopo tutto, risposte adeguate le avrebbero potute dare solo loro, risposte che non avrebbero risolto il problema ma quanto meno avrebbero reso la coscienza dei tanti più vicino alla realtà. Nel sociale abbiamo bisogno di gente di poca teoria e meglio organizzata di praticità. E stata questa in fin dei conti, l’iniziativa,voglio sperare, quella di partire sensibilizzando la gente e di partecipare in prima persona, non solo di pubblicizzare il libro e se stessi, altrimenti poi avrà ragione Tonino Palaia, Presidente di Piazza Grande, nel dire che c’è gente che si fa vedere una volta all’anno, a Natale possibilmente, si fa conoscere, colpisce e via non li si vede più. Gente che specula su ignara gente, che la fanno franca; ma non nel loro animo di certo. Far prendere coscienza del problema che a quanto pare è un po vicino a tutti, perché tanti vivono sopra la soglia di povertà, che vengono subito dopo il povero che si nasconde e che a sua volta viene subito dopo quello che vediamo chiedere l’elemosina. Non è tanto lontana come realtà per molti, quindi interessa un gran numero di gente, diceva il critico seduto vicino a Bonadonna intervenuto per sostenere il libro attraverso una lettura anche politica del problema, “ Non dobbiamo sentirci al sicuro senza preoccuparci del sistema che si va profilando verso la gestione delle risorse in tema sociale.”Il sentirci tutti coinvolti e operare ognuno secondo il proprio contributo per creare una rete che si offra al più debole aiutandolo a ritrovarsi se questo ha bisogno di esserlo, a superare un momento difficile se quel qualcuno ha bisogno di superarlo. Quello che viviamo è il rispecchio di quello che noi abbiamo costruito, o che hanno costruito, se non va bene quello che gli altri hanno costruito, allora possiamo anche cambiarlo.Non è che tutto quello che viviamo è avvenuta per combustione propria diceva Massimo Macchiavelli, tutti dobbiamo sentirci parte di quel che viviamo. Nessuno è escluso, neppure quelli che di prima persona vivono il problema. Qui nasce il paradosso.Addirittura noi ci si arrabbia quando si sente dire che si è degli “esclusi”. Solo noi ? Anche Voi però siete degli esclusi, perché Voi che Vi ritenete esclusi dagli “esclusi”, non fate niente di concreto (basta poco) pur avendo le possibilità di non far sentire esclusi degli esclusi, che magari non sanno neppure di esserlo, mentre noi lo sappiamo. Freddo, accovacciati di speranza camminiamo. Le vetrine colorate di mercanti, ci regalano sogni Che forse non realizzerò mai nell’olimpo dei bisogni tuoi. Nel luccichio di questo tempo ritorno bambina, di giochi.....che ridere, la mia passione Nella spensieratezza nulla oggi rimane, le rime piegate e appesantite; sono stanco.

Alberto Mora
Avvenuta il 07/12/2001, in via del Porto La responsabilità interpretativa di una parte di vita vissuta é notevole ed ancora in più lo é quando sai che, il soggetto diretto di questa vita, non é più fra noi: non hai la possibilità di confrontarti con lui, non hai la possibilità di sentire la sua voce che trasmette le proprie emozioni, non hai la possibilità di studiarne le gestualità. Resti solo con te stesso e con il testo di cui ne devi interpretare la rabbia, la dolcezza, l’ironia e la cattiveria. Manifestazioni interiori che vengono esternate con più facilità quando, tu stesso o sei in sintonia o hai le stesse idee e esperienze. Ma....nonostante tutto ciò, mi tremavano le gambe e non solo, quando davo voce alle parole di Marco. Erano attimi intensi ma espressi con sincerità perché provengono dall’interiore. E poi, l’interpretazione di gruppo é stata l’esaltazione, a più voci, della condizione in cui noi, senza fissa dimora, siamo costretti a subire l’istituzione. Esperienza che ha arricchito il mio io di un’altra casella di quel puzzle infinito della vita di strada.

Egon Schiele- Autoritratto nudo

febbraio duemiladue

7

ottava
AVVOCATI DI STRADA
E’ consuetudine a fine anno effettuare i bilanci delle proprie attività lavorative. Anche se il nostro è con una chiusura positiva, non desideriamo parlare di quantità ma cercare di mettere in rilievo, invece, le difficoltà dell’utenza. Si sono riscontrate le titubanze, le incertezze e le insicurezze delle persone che si sono avvalse della nostra collaborazione. E’ amaro ammettere che, alle spalle delle persone che vivono la strada o quant’altre si trovino in difficoltà, vi siano delle impotenze istituzionali che creano diffidenze anche verso coloro che VOLONTARIAMENTE operano a loro beneficio. Abbiamo riscontrato, infatti, che spesso all’origine delle incertezze e delle insicurezze risulta esserci la difficoltà di ottenere risposte immediate alle necessità personali, non considerando che sono necessari tempi per poter ottenere informazioni, dati e relative risposte e che, quindi, l’immediatezza deve convivere con tempi per lo svolgimento di attività collaterali ai singoli casi. Una diversa problematica è quella della conoscenza di quello che è necessario dover presentare ad un avvocato al fine di poter ricevere degli utili consigli. Anche questa sembra appartenere alle persistenti difficoltà riscontrate in quanto si ha la sensazione che si rivolgano allo sportello per venire a tastare il terreno e di conseguenza comprendere cosa fare concretamente. In questo anno di attività molti aspetti sono tuttavia mutati nel tempo : il grande slancio ottenuto dai risultati conseguiti ha determinato una maggior considerazione dell’attività svolta settimanalmente e una maggior fiducia nella piccola istituzione creata all’interno dell’Associazione Amici di “Piazza Grande”. La struttura di questo servizio ha avuto, nel Napoli 2002 tempo, un ulteriore sviluppo creando UN PONTE di comunicazione tra gli Avvocati di Strada e le persone che la vivono attraverso contatti personali nei luoghi che essi abitualmente frequentano. Questo ha fatto in modo che si potesse realizzare un primo contatto fra soggetti con relativa analisi dei propri problemi. Per meglio far capire poi cosa intendiamo per “ponte” diremo che abbiamo la possibilità di usufruire anche della collaborazione di una persona che quotidianamente occupa parte del proprio tempo alla frequentazione della strada. Instaura con i senza fissa dimora relazioni amichevoli e di massimo rispetto personale riuscendo anche a far esternare i problemi che vuoi per sfiducia, vuoi per non conoscenza, per indifferenza o per solitudine occupano l’interiorità degli individui conservando gli stessi problemi nella profondità del proprio intimo. Con questo desideriamo dimostrare che cerchiamo, nel limite delle nostre possibilità, di incontrare tutti coloro che avessero necessità di una consulenza legale, cercando nello stesso tempo di far svanire le titubanze, le incertezze e le insicurezze manifestate.

INTERNET E IL NON PROFIT Per una rete solidale di comunicazione locale
Bandiera Gialla, la rete sociale www.bandieragialla.it Via Legnano 2 40132 Bologna email: redazione@bandieragialla.it tel. e fax: 051\400024 Corso di formazione Esiste un'interdipendenza forte e diretta tra comunicazione e sviluppo di comunità e tra comunicazione e integrazione sociale. In questa prospettiva Bandieragialla promuove attività comunicative innovative, integrate e partecipate sul territorio locale. In questo senso, allo scopo di creare le condizioni necessarie all'attivazione e rivitalizzazione di una rete comunicativa locale di settore, Bandiera Gialla ha deciso di organizzare un corso di comunicazione rivolto alle organizzazioni del volontariato bolognese. L'obiettivo che il corso si propone è quello di formare gli operatori sociali alla comunicazione in internet. Bandieragialla intende fornire ai partecipanti una conoscenza di base relativa alle possibilità comunicative offerte dalla rete ai soggetti attivi del volontariato bolognese e alla comunità locale. SCHEDA DI PRESENTAZIONE OGGETTO Corso di formazione "INTERNET E IL NON PROFIT. Per una rete solidale di comunicazione locale": definizioni, criticità, strategie e strumenti, progetti. I CONTENUTI Il corso prevede 6 moduli formativi che affronteranno il tema della comunicazione sociale on line da differenti punti di vista. "LA COMUNICAZIONE SOCIALE E LE NUOVE TECNOLOGIE: caratteristiche, funzionalità, criticità, vantaggi e opportunità della comunicazione sociale on line". TEMPI Marzo\Aprile 2 volte alla settimana Ogni lezione durerà 2h (es. 18-20) SEDE Redazione di Bandiera Gialla Via Legnano 2, 40132 Bologna (Borgo Panigale, di fronte al Centro Borgo) COSTI La partecipazione al corso non prevede nessun costo, rimane vincolata esclusivamente al versamento alla quota associativa di Bandiera Gialla GLI INTERVENTI PRESENTAZIONE "Presentazione dell'iniziativa". Di Michela De Falco Tutor del corso PRIMO MODULO "Una definizione di comunicazione sociale"di Prof.ssa Pina Lalli (da confermare) Sociologia della comunicazione, Scienze della Comunicazione, Università di Bologna SECONDO MODULO "L'importanza della comunicazione nel sociale" di Fausto Viviani CGIL, Direttore di Bandiera Gialla TERZO MODULO "Informazione sociale: strategie e strumenti" di Mauro Sarti Giornalista, Redatto Sociale e Giornalisti Associati QUARTO MODULO "La comunità virtuale: motivazioni e strumenti. Informazione, comunità e web" di Nicola Rabbi Giornalista, caporedattore di Bandiera Gialla QUINTO MODULO "Comunicare sul web: HTML e grafica web. Di Carlo Sacripante Webmaster Bandiera Gialla SESTO MODULO "La comunicazione no global. Un caso di comunicazione sociale efficace" di Marco Trotta Bologna Social Forum CONCLUSIONE "L'avvio della rete locale di comunicazione sociale" di Nicola Rabbi e Michela De Falco ISCRIZIONE Per l'iscrizione basta contattare Bandiera Gialla e inviare il modulo di iscrizione a Michela De Falco. MICHELA DE FALCO tal8322@iperbole.bologna.it 051\4000024 (tel. e fax)

Avvocati di Strada.

U n a l t r o m o n d o è a l l ’ AT TA C C O !
ATTAC ITALIA, piattaforma di associazioni e cittadini uniti da una comune ispirazione anti-liberista e di difesa dei diritti di cittadinanza, è nata ufficialmente proprio qui a Bologna, con il suo congresso fondativo, che si è tenuto il 12 e 13 gennaio scorsi. Alla sua costituzione hanno contribuito i circa 2000 iscritti e i numerosi attivisti che, con un lavoro convinto e costante hanno creduto nel progetto, nel metodo rappresentato da ATTAC, oltre che nelle nostre comuni rivendicazioni politiche e sociali. Già la stessa nascita dell’associazione esprime una precisa concezione della politica, il più possibile lontana da ogni forma di atteggiamenti lideristici, fondata su una partecipazione diretta e su un continuo scambio e verifica della nostra azione di lotta. Per questo, statuto e documento di indirizzo politico non sono stati imposti dai primi fondatori alla massa degli iscritti più recenti (entro il 30 novembre 2001), ma sono state costruite insieme, accogliendo diversi emendamenti in un periodo di tempo di qualche mese, e mediando tra le diverse ipotesi, in modo da arrivare ad un prodotto finale che non può essere ridotto alla mera addizione dei pezzi messi insieme da ciascuno, ma è risultato più ricco di un percorso comune, qualcosa di nuovo e di diverso dalle posizioni particolari, che ne risultano integrate, arricchite, meglio inserite nelle linee comuni che costituiscono l’associazione. Tali linee escono senza dubbio rafforzate e si raccolgono intorno alla volontà di un forte impegno politico e sociale, nella difesa dei fondamenti alla cittadinanza: accesso ai diritti elementari, trasparenza giudiziaria e indipendenza della magistratura, lotta alle privatizzazioni dei servizi primari, come acqua, salute e scuola, lotta al terrorismo e alla guerra, nella faticosa costruzione di una modalità di relazione tra culture che non sia di scontro e sfruttamento ma di conoscenza, rispetto e cooperazione. La cittadinanza, per come la intendiamo noi, non può certo essere limitata dalle barriere sempre più deboli degli stati, ma è ormai sempre più un processo su scala globale, e per questo riteniamo che ogni azione politica debba articolarsi non solo nel particolare contesto locale o nazionale, ma sapere recuperare la connessione tra globale e locale, tra le grandi decisioni prese in organismi come WTO e FMI e le ricadute nella prassi dei governi e sul territorio in cui viviamo. Del resto, la nostra intenzione non è solo difendere alcuni diritti che, presenti solo in aree ristrette del globo e, spesso, in fasce ristrette delle nostre società “sviluppate”, finiscono con l’apparire privilegi, ma estendere le garanzie della dignità, attraverso un forte lavoro politico, di cotruzione e affermazione, oltre che di intransigente difesa. Le conquiste più importanti devono ancora essere affermate, e lo saranno solo se l’azione avverrà a livello internazionale. E i temi di lotta sono molteplici, l’effettiva tutela, in ogni parte del globo, dei diritti dei lavoratori; la preminenza, nell’economia, delle risorse elementari sui beni superflui resi indispensabili dal nostro consumismo; la vittoria sull’analfabetismo e l’affermazione, non solo in termini di principio ma nei fatti, della cultura e dell’istruzione come diritti primari; l’affermazione dei diritti delle donne, troppo spesso negati; una democrazia effettivamente agita dai cittadini, anche attraverso nuove forme di partecipazione capaci di rispondere a bisogni crescenti e di arginare tendenze autoritarie che, al contrario, sembrano profilarsi nel futuro più o meno immediato. Tutto questo non c’è ancora, ma fa parte di quel mondo migliore che, insieme, tentiamo di costruire. E questa faticosa costruzione passa al tempo stesso attraverso forme di azione politica concreta, e una presa di coscienza collettiva: percorso cui ci riferiamo quando parliamo di “autoeducazione popolare volta all’azione”, e che portiamo avanti anche attraverso battaglie quotidiane. La prima è già stata lanciata, e si tratta della campagna nazionale per l’adozione della Tobin Tax, una misura di tassazione delle transazioni finanziarie, proposta originariamente dal Nobel americano per l’economia James Tobin. Il meccanismo ha l’obiettivo di disincentivare la pratica delle speculazioni finanziarie, quegli scambi di moneta che finalizzati a trarre profitti dall’instabilità dei mercati. Può forse apparire un’azione marginale, settoriale, poco attraente rispetto alle impegnative affermazioni di principio, eppure noi la riteniamo fondamentale per varie ragioni. In primo luogo, è quasi inutile ricordare che un mercato instabile non è qualcosa di astrattto, lontano da noi: ha la faccia di migliaia di persone povere, senza lavoro, senza casa, senza cibo. Questo impegno ci darà inoltre l’opportunità di creare sensibilizzazione , soprattutto rappresenterebbe una vittoria politica, in quanto minerebbe la menzogna, continuamente diffusa dai massmedia, che l’economia è qualcosa di oggettivo, cui la politica deve solo adattarsi. è invece ora di rendersi conto che dietro ai tagli di addetti che fanno volare vertiginosamente le quotazioni, dietro ai prezzi del cacao, ci sono scelte precise, operate da persone, e che su altre persone ricadono. La campagna, che va oltre i nostri confini nazionali (ATTAC è infatti una rete di associazioni nazionali, che conta ormai presenze in circa 30 nazioni, anche fuori dall’Europa), si articolerà in Italia attraverso una raccolta di firme per l’adozione di un disegno di legge di iniziativa popolare. Come obiettivo, ci siamo posti di raggiungere la quota di 150.000, tentando così di superare ampiamente il numero minimo; questa azione di tipo istituzionale sarà affiancato anche da una petizione per permettere di firmare anche a cittadini stranieri, non residenti o altro di manifestare comunque la propria adesione, con una semplice firma: un atto che non costa nulla, ma che esprime una presa di posizione civica, prima di tutto, e anche ideale. www.attac.org/italia Valentina Fulginiti

8

febbraio duemiladue

% %

nona

I L I N G U A G G I D E L T E AT R O
ALMA MATER STUDIORUM - UNIVERSITÀ DI BOLOGNA DIPARTIMENTO DI MUSICA E SPETTACOLO LA SOFFITTA Centro di promozione teatrale
nell’ambito della STAGIONE 2002 sico moderno. Il programma si apre con la proiezione del video-spettacolo DUE LAI - Erodiàs, Mater strangosciàs dall’ultimo testo di Giovanni Testori composto nel 1992 nella sua stanza, all’ospedale San Raffaele di Milano. Per la regia di Federico Tiezzi e interpretato da Sandro Lombardi, il video è stato realizzato da Studio Azzurro di Milano e verrà introdotto da una presentazione di Sergio Colomba (13 febbraio ore 16 a Palazzo Marescotti, via Barberia 4, ingresso libero). Primo spettacolo in programma, L’apparenza inganna di Thomas Bernhard, con Sandro Lombardi e Massimo Verdastro (13 e 14 febbraio ore 21 al Teatro San Martino, via Oberdan 24). Federico Tiezzi, che ne cura la regia, desiderava mettere in scena un testo di Bernhard fin dagli ultimi anni Ottanta. Questo spettacolo, che ha debuttato al Festival di Santarcangelo nel luglio del 2000, riporta i Magazzini negli spazi fuori dal teatro, abbandonati già alla fine degli anni Settanta, con l’eccezione del Genet a Tangeri recitato, come si sa, in un macello comunale, sempre a Santarcangelo. L’Apparenza inganna, infatti, è ambientato in appartamenti veri, distinti l’uno dall’altro, fra cui gli spettatori si debbono spostare. E anche se la replica di Bologna verrà adattato agli spazi del Teatro San Martino, è bene tenere presenti queste destinazioni originarie, che, attraversate dalle parole dell’attore, rinascono teatro. Si torna al linguaggio di Testori con l’ultima produzione della Compagnia Lombardi-Tiezzi L’Ambleto, protagonisti Iaia Forte e Sandro Lombardi (1 e 2 marzo, ore 21 all’ Arena del Sole, Sala Grande). Interpretato magistralmente da Franco Parenti negli anni Settanta, questa geniale rilettura del testo skakespeiriano viene messa in scena da Lombardi e Tiezzi puntando ad evidenziare quegli elementi metateatrali legati alle vicende disastrate e ridicolissime degli Scarrozzanti, gruppo di contadini-guitti che vuole allestire l’Amleto. Non è necessario essere lombardi per interpretare questo dramma di Testori, composto in una lingua d’invenzione, inaudita e apparentemente indicibile, estremamente teatrale ed evocativa. Lo spettacolo è presentato dal Centro La Soffitta in collaborazione con Arena del Sole - Nuova Scena - Teatro Stabile di Bologna. Il progetto include anche un incontro con Sandro Lombardi condotto da Gerardo Guccini, per approfondire il particolare e modernissimo linguaggio teatrale di questo gruppo cardine della drammaturgia italiana contemporanea. Nel corso dell’incontro, saranno ascoltati brani dalle registrazioni radiofoniche dei più noti spettacoli de I MAGAZZINI (14 febbraio ore 11 a Palazzo Marescotti, ingresso libero). La stagione teatrale 2002 del Centro la Soffitta include inoltre, sempre nel mese di febbraio, un evento speciale affidato a Koreja e Sud Sound System che insieme presentano ACIDO FENICO ballata per Mimmo Carunchio, camorrista. Si tratta di uno spettacolo unico che segna il debutto di un magistrato, Giancarlo De Cataldo, alla scrittura teatrale (19 febbraio ore 21 all’Arena del Sole Sala Grande). L’evento è presentato dal Centro La Soffitta in collaborazione con Arena Del Sole - Nuova Scena - Teatro Stabile di Bologna. La Soffitta Centro di promozione teatrale Palazzo Marescotti - via Barberia 4 . 40123 Bologna tel. 051.2092021-18 fax 051.2092017 e-mail: soffitta@muspe.unibo.it internet: www.muspe.unibo.it/soffitta Informazioni al pubblico: dal martedì al venerdì, ore 10 -13 Spettacoli: ingresso intero euro 9 (L.17.426) ingresso ridotto euro 5 (L. 9.680) (su presentazione di tesserino o libretto universitario, Cartagiovani, tessera BO 16-25 GO, Età d’Oro, tessere Club la Repubblica, Radio Città del Capo, Associazione Frank Zappa-Radio Città 103) per gli spettacoli L’Ambleto e Acido Fenico: prezzi dell’Arena del Sole; riduzione speciale studenti DAMS ? 5 (riduzioni e inviti permanenti Soffitta sospesi) Biglietteria: nei giorni e nei luoghi di spettacolo, apertura un’ora prima dell’inizio Ufficio Stampa del Dipartimento di Musica e Spettacolo - Alma Mater Studiorum Università d Bologna Via Barberia 4, 40123 Bologna tel. 051.2092016 fax 051.2092017 ufficiostampa@muspe.unibo.it pag.1/2

UNO SGUARDO SULLE SCENE 22 gennaio - giugno 2002
presenta SCRITTURE PER ATTORI Un percorso attraverso la drammaturgia contemporanea dai Magazzini ad oggi dal 13 febbraio al 2 marzo 2002 Prosegue la stagione 2002 di teatro, musica, danza e cinema del Centro La Soffitta di Bologna, quest’anno intitolata Uno sguardo sulle scene. La formula resta quella consueta della progettualità: non presentiamo solo rassegne di spettacoli, ma anche iniziative culturali e laboratori di approfondimento, dedicate a particolari temi ed esperienze artistiche, nella prospettiva di una proficua integrazione fra teoria e pratica delle discipline dello spettacolo. Il secondo progetto in programma, per la sezione teatro, SCRITTURE PER ATTORI presenta la Compagnia Lombardi-Tiezzi, continuatrice di quella particolare drammaturgia del Novecento elaborata dai Magazzini nella sperimentazione di nuovi linguaggi teatrali, percorso che li ha portati ad assimilare e a rivivere le parole di Beckett, Müller, Dante (riletto dai poeti contemporanei: Sanguineti, Luzi, Giudici) e, con significativa continuità, di Testori, del quale proprio le straordinarie interpretazioni di Sandro Lombardi hanno mostrato l’attualità permanente di clas-

Officine di piazza G rande
Mobili vecchi e nuovi, quadri, lampadari, posate,sopramobili, televisori,e indumenti tutto quello che cerchi tutto quello che ti può servire

Sgomberi cantine traslochi - trasporti 051 342 328
USATO RICAMBI E RESTAURO OCCASIONI & RISPARMIO RIPARAZIONI IN GIORNATA
ingresso sotto il Ponte di via Libia di fronte al N° 68 - 70 ingresso fronte Telefono 051 342 328

Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato

Orario di apertura: 9.00 - 13.00 14.00 9.00 - 13.00 14.00 9.00 - 13.00 14.00 9.00 - 13.00 14.00 9.00 - 13.00 14.00 9.00 - 13.00 chiuso

18.00 18.00 18.00 18.00 18.00

febbraio duemiladue

9

d e c i ma

INTERCULTURA 2002- Corso di Giornalismo sociale
Sono passati ormai tre anni da quando alla redazione venne in mente di costruire un corso di giornalismo orientato verso il sociale e verso una contaminazione delle esperienze che aspirava ad unire realtà sociali diverse, nella direzione della ricerca di nuove motivazioni e relazioni. Il corso di giornalismo è diventato così il luogo dove si sviluppano relazioni “alla pari” altrimenti impossibili da ottenere: in questa avventura ci ha sempre accompagnati Daniele Barbieri che per caratteristiche professionali e umane è riuscito a dotarci degli strumenti della comunicazione partendo dal nostro punto di vista. Queste esperienze di contaminazione di diverse realtà culturali ci hanno permesso di non stare al gioco del ghetto e di incamminarci sulla strada del riconoscimento di entità non solo esistenzialista, ma culturale: non solo la possibilità di ricevere ma anche quella di donare; esperienza, sensibilità e coraggio. Sì, sembrerà una bestemmia ma ci vuole coraggio a cadere, ricadere e rialzarsi, ad aspettare che oltre alle motivazioni e alla forza si creino quelle caratteristiche, quei momenti magici che permettono ad un uomo di riappropiarsi di una dignità del sè. Anche Il programma radiofonico Metropolis -dalla città oscura- ideato e condotto da Piazza Grande, ospitato dalle frequenze di Radio Città del Capo è in onda. Abbiamo ripreso le trasmissioni dopo la pausa natalizia il 7 dicembre, come promesso, ed abbiamo cominciato una serie di puntate che hanno lo scopo di fotografare l’impegno sociale oggi a Bologna: nella puntata del 14 gennaio è stato ospite Nicola Rabbi di Bandieragialla; il 21 e il 28 dello stesso mese siamo tor nati sulle nostre attività ed abbiamo par lato con quest’anno il corso di giornalismo partirà, diversi nomi hanno accettato di venire ad aiutarci,solo alcuni. Jacopo Fo, Danile Barbieri, Fulvio Grimaldi, Bandiera Gialla, Redattore Sociale, Perrone de Il Domani, Carlo Gubitosa di Peacelink, gli amici di Radio Città del Capo sono solo alcuni dei nomi che quest’anno animeranno il nostro corso che durerà da marzo a giugno, con le stesse caratteristiche dello scorso anno: - Il corso è aperto a tutti i cittadini che pagheranno una piccola quota associativa per tutto il corso. - Quest’anno il corso è diviso in stage brevi che ci permetterano di parlare di giornalismo, radio, televisione e Internet. -I gruppi saranno “misti”, borse lavoro e persone esterne. -Il corso comincerà a marzo e nel prossimo numero del giornale ci sara il calendario degli incontri.

PIAZZA GRANDE FA CRESCERE!!!

Giornale di strada di Bologna fondato dalle persone senza fissa dimora
Registrato presso il Tribunale di Bologna il 15/09/1995 n°6474 Proprietà: Associazione Amici di Piazza Grande Direttore responsabile: Antonino Palaia Direttore Editoriale: Massimo Macchiavelli Caporedattore: Massimiliano Salvatori Redazione:

ISCRIVETEVI
Chiunque è interessato ad avere informazioni può: telefonare a Piazza Grande (nuovo numero) 051 342328 Via Libia 69 scrivere a pg@piazza grande .it chiedere di Massimiliano, Massimo, Leonardo o Silvia.

via A. di Vincenzo 26/f Tel. e Fax 051 372 223 oppure 051 342 328
Distribuzione: Antonino Palaia

M e t ro p o l i s

dalla città oscura
ogni Lunedì dalle 13,20 alle 13,50

Luigi Cafiero e Luigi Bronzetti del Ser vizio Mobile di Sostegno e con il nostr o Marione della gestione dei bagni pubblici più puliti d’Europa: quelli di via 4 Novembre. Prossimamente vog liamo continuar e in questo senso ed approfittiamo di questo spazio per invitare tutte le associazioni e le realtà che vogliono passare una mezzor a con noi davanti ai microfoni e par larci del lor o lavor o nel mondo dell’emar ginazione o comunque del sociale. Anche per questo contattateci allo 051/342328.

Abbonamenti: Silvia Martini e Leonardo Tancredi D.T.P.: Massimo Macchiavelli, Massimiliano Salvatori e Angelo Di Lella
Idea Grafica: Ass. Amici di Piazza Grande

Immagini: Le Fotografie alle pagine 1, 2, e 4 sono di Massimiliano Salvatori; la foto a pag. 5 è di Gian Butturini “1973 gli operai di Porto Marghera” e quella a pag. 8 è di Lidia. I disegni alle pag. 2, 3 e 7 sono di Panta, Thomas e Daniele. In Redazione: Massimo Macchiavelli, Valeria, Angelo S., Stefano, Massimiliano Salvatori, Tonino, Al.Mo. Hanno collaborato a questo numero: Leonardo Tancredi, Panta, Franco, Marco e Mauro di via Industria, Emilio, Luigi Bronzetti, Angelo S.L., Alfred, Valeria, Stefano, Michela De Falco, Valentina Fulginiti Chiuso in redazione il: 31-02-2002 Stampa: Nuova Cesat Firenze

10

febbraio duemiladue

u n d i c e si ma

Dalla rete alla strada... riceviamo e pubblichiamo Tutti in piazza! ..ma con i pannelli solari
Diffusione dei collettori solari per la produzione di acqua calda in Italia: iniziative concrete. La collaborazione fra l’associazione PAEA e il progetto Alcatraz sta dando dei risultati veramente eccezionali. Dopo alcuni incontri e valutata la sintonia di vedute, si è subito impostato un lavoro che ha come primo obiettivo la reale diffusione del solare termico in Italia. Il lavoro da fare è molto ma l’impostazione ci sembra quella giusta, per far decollare le energie rinnovabili in Italia servono prodotti affidabili, reti di distribuzione e formazione serie ed efficaci, competenza e capacità da parte di chi installa i sistemi. Il tentativo che si sta facendo è in questa direzione e si vogliono coinvolgere tutti coloro che sono stanchi di chiacchiere, promesse o dati che ormai da anni ci dicono che non si può più andare avanti. Non vogliamo aspettare misere percentuali di riduzione delle emissioni conto della centralità dei servizi prima e dopo la vendita sia per i pannelli solari che per altre tecnologie innovative. Ci siamo anche resi conto che è necessario creare una vera e propria rete di installatori e promotori, per promuovere veramente questa cultura del risparmio e del rispetto dell’ambiente, politico e ecologico. Quindi il nostro

MIRACOLO A... MILANO
Come tutti gli anni è giunto l’allarme freddo! Come tutti gli anni il comune non è riuscito ad agire per tempo riguardo una situazione di preannunciata, anzi ciclica emergenza. In una metropoli in cui da 15 anni non si investe nell’edilizia popolare e che perde i residenti, espellendoli verso l’interland a causa del caro affitti, non ci si può stupire dei 15.000 mila senza tetto che si contano tra città e provincia! Anche per questo inverno i senza diritti, clochard, migranti, non potranno contare sulla benché minima assistenza da parte delle istituzioni, se non per i già saturi duecento posti di viale Ortles, Via Calvino e Via Brambilla, di cui vantava la disponibilità l’assessore Maiolo in una conferenza stampa giovedì 29 novembre. Dovranno piuttosto accontentarsi della speranza di trovare accoglienza presso associazioni umanitarie, privati o ai centri sociali come il Leoncavallo, dove a partire da Lunedì 3 dicembre arriveranno all’interno della palestra, allestita a centro di prima accoglienza, una ventina di nomadi sgomberati da via Barzaghi durante le operazioni di polizia estivo/autunnali gestite dal vice sindaco De Corato, e a cui non sono ancora state proposte soluzioni alternative, tra di loro 5 donne di cui una incinta di 8 mesi, 7 lavoratori regolari e un bambino di 15 giorni. Diritti per tutti Senza casa non esiste cittadinanza! Centro sociale Leoncavallo

primo passo è quello di formare persone in grado di garantire che questi impianti di nuovo tipo siano scelti correttamente e montati in situazioni appropriate. Garantiremo consulenza e assistenza, oltre a qualità eccelsa. Solo le persone entusiaste del proprio impianto solare possono convincerne tante altre a godersi il caldo del sole per tutto l’anno, come sarebbe possibile e auspicabile. Abbiamo costruito un grande progetto con i nostri amici della Solvis e del-

inquinanti e intanto fornire il nostro guardaroba di maschere antigas. Riteniamo quindi che la miglior difesa è l’attacco…di un bel pannello solare sul nostro tetto, tanto per iniziare e poi risparmio energetico, uso razionale dell’energia, e altro ancora. Ne vedrete delle belle………

Campagna “pannelli solari contro la guerra”.
6-10 febbraio 2002 - dalle parole ai fatti: Primo corso teorico e pratico sull’uso dell’energia solare per la produzione di acqua calda e nei sistemi multifunzionali. La guerra nasce

essenzialmente dagli interessi petroliferi. Lavorare per la pace per noi oggi è prima di tutto lavorare per ridurre il consumo di petrolio e gas.
E d’altra parte questa è anche la prima campagna da condurre per difendere l’ambiente dall’aumento selvaggio di anidride carbonica, la minaccia ecologica più immediata anche per la specie umana. Ma, nonostante i bei discorsi abbondino, non si sta realizzando quasi niente per diminuire concretamente i consumi petroliferi. L’uso dell’olio di colza (biodiesel) è bloccato anzi per il crollo del prezzo del petrolio e ancora l’Enel non si è decisa a comprare (pagando) l’energia autoprodotta dai cittadini in modo ecologico. L’Italia ha molti meno pannelli solari della Germania e molto più sole. Il gruppo di Alcatraz si è impegnato in questi mesi per avviare una grande campagna per il risparmio energetico incentrata su pannelli solari e caldaie ad alto rendimento. Abbiamo fatto un’inchiesta, un convegno di tecnici, architetti, ingegneri, abbiamo confrontato prodotti e sistemi di organizzazione e abbiamo deciso che era necessario importare la tecnologia tedesca della Solvis, un’azienda pluripremiata, all’avanguardia come qualità, garanzie, prezzi e anche dal punto dell’eticità del processo produttivo. Solvis è un’azienda che basa il suo funzionamento su meccanismi paritari di retribuzione. Ma ha anche brevettato nuovi sistemi di accumulo del calore e di utilizzo anche dei più fiochi raggi di sole in inverno. Analizzando il sistema di distribuzione e di assistenza Solvis in Germania (un gioiello) ci siamo resi

l’associazione PAEA, una rete di contatti, un’idea di struttura, e ora siamo pronti a partire. Cerchiamo architetti, ingegneri, geometri, termotecnici, installatori, grossisti di materiale edile e termosanitario. Cerchiamo persone e associazioni che vogliano collaborare ad una possente rete di informazione, distribuzione, installazione e assistenza, che garantisca l’efficienza degli impianti solari e la soddisfazione di chi fa questa scelta. Cerchiamo anche persone che siano interessate non solo a installare un sistema solare nella propria abitazione ma anche a diventare un punto di informazione e dimostrazione sull’efficienza energetica delle tecnologie dolci. Il primo corso teorico e pratico sui sistemi multifunzionali ad energia solare si terrà ad Alcatraz e comprenderà anche una parte di informazione sul progetto globale e sulla possibilità di collaborare in vari modi allo sviluppo del progetto stesso, che vuole coinvolgere non solo singoli e aziende ma anche cooperative sociali e associazioni in un rapporto di partnership e di collaborazione anche commerciale. Durante il corso verrà anche realizzata un’installazione dimostrativa di un sistema solare multifunzionale Solvis. Il costo del corso, vitto (biologico), alloggio in bungalow a 2 letti e lezioni è di 500 Euro.

...E se Domani..
Da alcuni mesi, ogni sabato, all’ interno del quotidiano “IL DOMANI DI BOLOGNA” ha trovato spazio una pagina dedicata al Terzo Settore. L’ obiettivo della pagina e di valorizzare le mille esperienze ed attività realizzate dalle persone-organizzazioni che in esse operano; ogni settimana inoltre nell’ ambito della pagina uno spazio gestito da Bandieragialla (www.bandieragialla.it) aggiorna sui principali appuntamenti ed iniziative che riguardano il Terzo Settore e dintorni. La proposta, ben accolta dal DOMANI e stata promossa dal Forum del Terzo Settore di Bologna e Provincia e da Bandiergialla ed è fortemente aperta e rivolta a tutte le organizzazioni e persone che operano nel Terzo Settore. Ogni contributo e quindi ben accettato e qualora siate interessati a presentare attività, iniziative o semplicemente un’ organizzazione siete invitati ad inviare uno scritto agli indirizzi sotto indicati. Alcune questioni tecniche: - la lunghezza dei pezzi deve essere all’ incirca di 3600 caratteri spazi inclusi, carattere Arial 10 - i pezzi vanno inviati tramite e-mail, possibilmente con allegato il logo e le foto - i pezzi vanno inviati al referente del Forum del terzo Settore Alberto Alberani all’ indirizzo e a Michela De Falco referente per Bandieragialla (Michela è disponibile anche a collaborare alla stesura dei pezzi ed è contattabile allo 333-3000610). Credo che per un mondo che viene spesso riconosciuto solo in occasione di scandali o baruffe, l’opportunità di disporre di uno spazio settimanale sia una buona opportunità. Il DOMANI ha dimostrato molto interesse e molta attenzione e visto che e sempre più acquistato e ri-conosciuto, penso che sia una buona occasione. Alberto Alberani

Per informazioni 075 - 922 99 11 Dal 6 al 10 febbraio 2002 ad Alcatraz Corso di formazione teorico-pratico su: “Uso dell’energia solare per la produzione di acqua calda e nei sistemi multifunzionali”
Nella parte pratica verrà installato in una abitazione privata un impianto solare multifunzionale per la produzione di acqua calda e il riscaldamento di ambienti.
E’ stato attivato recentemente il sito ! Associazione PAEA Via Monchio 14 42030 Montalto (RE) Tel/Fax:0039/(0)522-60 52 51 E-Mail: paea@libero.it Sito: www.paea.it

febbraio duemiladue

11

u l t i ma

NUMERI E INDIRIZZI UTILI
ASCOLTO
Servizio Sociale Adulti Via Sabatucci, 2 ricevimento Assistenti Sociali ed Educatori Professionali. Lunedì, Mercoledì, Venerdì, Sabato dalle 9:00 alle 13:00 Martedì e Giovedì dalle 14: alle 17:00 Bus 20 – 37 tel. 051/245156 Punto d’ascolto e indirizzo 1° binario stazione centrale dal Lunedì al Sabato 9:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 18:30 tel. 051/244044 Centro ascolto italiani Via S. Caterina, 8 Lunedì, Martedì, Giovedì, Venerdì dalle 9:00 alle 11:30 Giovedì 14:00/16:00 Bus 20-32-3337 tel. 051/6448186 Primo Aiuto Dimissioni Carcere Centro G. Venezian Via Solforino, 7 Venerdì mattina tel. 051/582443 L.I.L.A. in caso di esito positivo Via Agucchi, 290/a Lunedì dalle 16:30 alle 20:00 Martedì al Venerdì dalle 10:30 alle 14:00 Bus 13-18-92 tel. 051/6347644 Casa Delle Donne per non subire violenza Vicolo Borchetta, 10 (traversa di Strada Maggiore) dal Lunedì al Venerdì dalle 9:00 alle 18:00 Bus 14-19-25-2 Per Donne Centro di Aiuto per la Libertà dalla Violenza Via dei Poeti, 4 Lunedì al Venerdì dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00 tel. 051/2960721 Reperibilità notturna e festivi 333-4721541 Per Donne. Centro d’ascolto immigrati Via Rialto, 7/2 Lunedì Giovedì Venerdì dalle 9:00 alle 11:00 Martedì dalle 15:00 alle 17:00 Navetta 50 tel. 051/235358 Stranieri Sportello Sociale e delle Opportunità Via del Porto, 15/b dal Lunedì al Sabato dalle 9:30 alle 16:30 Telefono Viola (abusi in campo Psichiatrico) tutti i giorni feriali dalle 19:00 alle 21:00 tel. 051/342000 Servizio Immigrati, profughi e nomadi Solo extracomunitari con permesso di soggiorno Via Drapperie, 6 Lunedì dalle 9:00 alle 13:00 Martedì e Giovedì dalle 15:00 alle 18:00 Sabato dalle 9:00 alle 13:00 tel. 051/6564611 Associazione amici di piazza grande Via Antonio di Vincenzo, 26/f tel. 051/372223 Avvocati di Strada, un gruppo appartamento, inserimento lavorativo (Coop La Strada, Lab. Via Libia) lavoro di sostegno (distribuzione giornale)

A S S O C I A R S I
Associarsi a piazza Grande è una c o n d i z i o n e d i i n c o n t r o tra la società, le sue culture e le sue necessità. Con sole £ 10.000 potete aderire all’Associazione e diventare soci. Basta telefonare allo 051 372 223, e lasciare i propri dati o fare un versamento sul c/c postale n. 25736406, o sul c/c bancario 791783 della Banca Popolare dell’Emilia Romagna, intestati all’Associazione Amici di piazza Grande, specificando: “Adesione associazione”

MANGIARE
Opera dei poveri delle Suore di S. Elisabetta, Via Nosadella 32 lun. - sab. dalle 8:30 alle 9:00 (colazione). Chiesa dei poveri, via Zamboni (colazione), solo dom. ore 9:00 Antoniano, Via Guinizzelli, 3 ore 11:30 pranzo, bus 33, tel. 051/346756 Aperto a tutti Parrocchia Cuore Immacolato, Via Mameli 5, dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 18:00 (sportina cibo) tutti i giorni. Bus 13, tel. 051/400201 Mensa della Fraternità Via S. Caterina 8 Tutti i giorni alle 18:00 tel. 051/6448015 (si accede attraverso il centro d’ascolto italiani e il centro d’ascolto stranieri con permesso di soggiorno) Parrocchia S.S. Angeli Custodi Via Lombardia 37 Martedì Giovedì dalle 9:00 alle 12:00 Mercoledì Venerdì dalle 15:00 alle 18:00 Sportina cibo, Bus 25-27 tel. 051/356798 Parrocchia San Girolamo dell’Arcoveggio Via Fioravanti 137 tutti i giorni sportina cibo Bus 11/c tel. 051/356477 Parrocchia San Giuseppe Cottolengo Via Marzabotto, 12 Giovedì dalle 16:00 alle 18:00 Bus 19-35-38 tel. 051/435119 (sportina cibo) Parrocchia Santa Maria della Misericordia Piazza Porta di Castiglione, 4 Sabato alle 8:00 distribuzione numero per sportina genere alimentari dalle 9:30 alle 11:00, Bus 30-32-33 tel. 051/332755 Parrocchia Santa Maria Maddalena Via Zamboni, 47 Tutti i giorni dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00 alimenti da cucinare tel. 051/244060 Parrocchia Sacro Cuore Via Matteotti, 25 da Lunedì a Venerdì dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 17:30 sportina Bus 10-11-25-27-35 tel. 051/364801 Parrocchia San Giuseppe lavoratore Via Marziale, 7 Giovedì dalle 14:30 alle 17:30 sportina cibo Bus 27 a b c 95-97-98 tel. 051/322288 Centro Diurno Via del Porto, 15/c Tutti i giorni dell’anno dalle 12:30 alle 18:00 (si accede attraverso il Servizio Sociale Adulti). Emergenza Freddo dalle 18:30 alle 19:15 Link, dalle 19:30 alle 20:15 Montagnola.

CURARSI
Poliambulatorio Biavati Strada Maggiore, 13 (ingresso da vicolo Alemagna 21) Tutti i giorni dalle 17:30 alle 19:00 Bus 14-27 tel. 051/226310, assistenza medica gratuita 051/226310 per i Senza Fissa Dimora. Pronto Soccorso Sociale Quadrifoglio Via Cabaletta, 5 aperta 24h/24h Struttura domiciliare a bassa soglia d’accesso per tossicodipendenti. Si accede tramite l’unità mobile. Pronto Soccorso Sociale Pettirosso Via de Matuiani, 1 aperta 24h/24h Struttura domiciliare a bassa soglia d’accesso per tossicodipendenti. Si accede tramite l’unità mobile. Sokos presso poliambulatorio Montebello Via Montebello, 6 tel. 051/2869294 1° piano scala A Mercoledì dalle 17:00 alle 19:00 Sabato dalle 9:00 alle 11:00 (assistenza medica gratuita per SFD e tossicodipendenti) Alcolisti Anonimi tel. 0335/820228 Gruppi auto-aiuto Narcotici Anonimi tel. 051/6344342 Gruppi auto-aiuto Croce Rossa Italiana Via del Cane, 9 tel. 051/581858 dal Lunedì al Venerdì dalle 9:00 alle 11:00 Servizio Infermieristico su presentazione di ricetta medica.

A B B O N A R S I
Per abbonarvi fate un versamento sul c/c postale n. 25736406, o sul c/c bancario 791783 della Banca Popolare dell'Emilia Romagna, intestati all'Associazione Amici di piazza Grande, specificando: "Abbonamento giornale". Potete anche telefonare allo 051 342328 dalle 9.00 alle 12.00 alla Redazione del giornale. Per i privati la quota di abbonamento è di 31€ (60.000£) annue. Per enti, biblioteche e associazioni 51€ (100.000£) Per l'estero 103€ (200.000£)

VESTIRSI
Parrocchia S. Egidio Via S. Donato, 38 da lun. a sab. dalle 9:00 alle 10:00 e dalle 16:00 alle 17:00 (è richiesto un piccolo contributo economico per i vestiti) Bus 18-20-37-93 tel. 051/244090 Opera San Domenico Piazza San Domenico 5/2 Lunedì e Giovedì dalle 8:30 alle 11:00 Bus 13-11-86 tel. 051/226170 Parrocchia San Giuseppe lavoratore Via Marziale, 7 Giovedì dalle 14:30 alle 17:30 Bus 27 a b c 95-97-98 tel. 051/322288 Parrocchia Santa Maria Assunta Via Emilio Lepido, 58 Martedì dalle 14:30 alle 17:30 Bus 13-86 tel. 051/405741 Parrocchia Cuore Immacolato di Maria Via Mameli, 5 Mercoledì dalle 9:00 alle 11:00 (è richiesto un piccolo contributo economico) Bus 13 tel. 051/400201 Parrocchia San Giuseppe Cottolengo Via Marzabotto, 12 tel. 051/435119 Giovedì dalle 16:00 alle 18:00 Bus 19-35-38 Chiesa San Girolamo dell’Arcoveggio Via Fioravanti, 137 Sabato dalle 16:00 alle 17:00 Bus 11/c tel. 051/356477 Parrocchia S. S. Angeli Custodi Via Lombardia, 37 Giovedì dalle 9:00 alle 10:00 (è richiesto un piccolo contributo economico) Bus 25-27 tel. 051/356798 Antoniano Via Guinizelli, 3 Escluso il Martedì dalle 9:00 alle 17:00 (è richiesto un piccolo contributo economico) Bus 33 tel. 051/346756 Parrocchia San Bartolomeo Via Beverara, 88 Mercoledì dalle 14:00 alle 18:00 Bus 11 tel. 051/6345431

LAVARSI
Centro San Petronio Via Santa Caterina, 8 Max 25 persone. UOMINI STRANIERI Mercoledì dalle 15:00 alle 16:00 Martedì mattina prenotazione UOMINI ITALIANI Venerdì dalle 15:00 alle 16:00 Venerdì mattina prenotazione DONNE Martedì dalle 15:00 alle 16:00 Venerdì mattina prenotazione. tel 051/6448015 (distribuzione cambio intimo nuovo) Antoniano Via Guinizzelli, 3 dal Lunedì al Sabato alle 12:30 Autobus 33 tel. 051/346756

DORMIRE
Casa del riposo notturno Madre Teresa di Calcutta Viale Lenin, 20 aperto dalle 19:00 alle 24:00 Bus 14-34-37 tel. 051/531742 Si accede dai servizi e dalla strada 19:00 – 20:00 Casa del riposo notturno Via Lombardia, 36 aperto dalle 19:00 alle 24:00 Bus 27-36 tel. 051/493923 Si accede dalla strada 19:00 – 20:00 Centro Beltrame (Servizio Sociale Adulti) Via Sabatucci, 2 aperto 24h/24h Bus 20-37 tel. 051/245156 Si accede dai servizi Casa del riposo notturno Via Carracci 69/2 aperto dalle 20:00 alle 24:00 Si accede tramite lo Sportello sociale e delle opportunità. Opera Padre Marella Via del Lavoro, 13 dalle 9:00 alle 12:00 tel. 051/234345 L’isola che non c’è Via Dell’industria aperta 24h/24h Bus 14 Si accede dalla strada pankabestia e senza fissa dimora. Rifugio Notturno della Solidarietà Via del Gomito, 22/2 aperto dal Lunedì al Venerdì dalle 15:00 alle 23:00 Sabato dalle 17:00 alle 23:00 Domenica dalle 19:00 alle 23:00 Bus 25 (capolinea) tel. 051/324285 Si accede dalla strad

Le testate che aderiscono alla Federazione Giornali di Strada:

Fuori Binario:
via Giano della Bella 22 - Firenze Telefono e Fax: 055 220 903

Noi sulla Strada:
via Cremonio 38 - Padova Telefono e Fax: 049 687 068

LAVANDERIA
Rifugio notturno della Solidarietà Via del Gomito, 22/2 lun. – ven. 15:00 – 18:30 tel. 051/324285 Bus 25 (capolinea) Lavanderie a gettoni Via S. Donato 4b/c; Via Saragozza 34°/b; Viale Oriani, 12; Via Petroni, 38; Via Corticella, 90; Via Saragozza, 41

Strada Viva:
via Chisari 12 - Catania Telefono e Fax: 095 437 429

ASSISTENZA LEGALE
Associazione amici di piazza grande Via Antonio di Vincenzo 26/f Mercoledì e Venerdì dalle 15:00 alle 17:00 Bus 25 tel. 051/372223 Rifugio Notturno della Solidarietà Via del Gomito, 22/2 1° e 3° Lunedì del mese dalle 18:00 alle 19:30 tel. 051/324285

Piazza Grande
via Antonio di Vincenzo 26/f Bologna Telefono e Fax: 051 372 223

UNITA’ D’AIUTO
Distribuzione caffè, succhi, biscotti, scambio siringhe, preservativi, relazione e aggancio dalle 16:00 alle 17:45zona universitaria dalle 18:00 alle 19:00 zona stazione (inps) dalle 19:15 alle 20:15 Carracci.

12

febbraio duemiladue

casa • residenza • politiche sociali • economie informali • diritti • intercultura sociale • cultura • teatro • laboratori • corsi

Anno IX
tiratura 6.000 copie

Giornale di strada di Bologna fondato dai senza fissa dimora

Offerta libera

Pubblicazione periodica mensile Febbraio 2002

SP CE ECI DI NT AL U R RO E NO

ARRUOLATI!!! CONTRO L ESCLUSIONE
CERCHIAMO DIFFUSORI
Piazza Grande cerca persone che distribuiscano il giornale in strada. Buone possibilità di guadagno, lavoro autogestito. Per informazioni telefonate in redazione allo 051 / 342328 Oppure incontriamoci in redazione al capannone di Via Libia, 69 (vicino al Sabatucci). Le prime 10 copie sono gratuite
PRODURRE QUESTO GIORNALE CI COSTA 0,52 EURO • QUELLO CHE DATE IN PIU’ E’ IL GUADAGNO DEL DIFFUSORE qualsiasi richiesta di soldi al di là dell’ Offerta libera non è autorizzato

Sign up to vote on this title
UsefulNot useful