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Dossier civiltà e lingua della Sardegna

Dossier civiltà e lingua della Sardegna

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Published by alessandro demontis
Un documento riassuntivo dei miei studi sugli aspetti genetico, linguistico, archeologico e storico relativi all' origine della civiltà sarda.
Un documento riassuntivo dei miei studi sugli aspetti genetico, linguistico, archeologico e storico relativi all' origine della civiltà sarda.

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Published by: alessandro demontis on Oct 22, 2012
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DOSSIER ORIGINI DELLA CIVILTA' SARDA

Su richiesta di alcuni miei conterranei particolarmente interessati alla teoria di Sitchin ho voluto riunire in questo documento le tre parti contenute nel mio libro “Il fenomeno Nibiru vol.1” che riguardavano la civiltà sarda e più specificatamente il suo legame con Babilonia e il mondo mediorientale in genere. In quella sede infatti avevo espresso la mia convinzione che il popolo sardo sia un mix di (almeno) 4 differenti popoli. La mia esposizione ha suscitato un vespaio, é finita in mano ad alcuni studiosi accademici e non, i quali hanno bollato per 'assurde' le mie analisi, senza però prendersi la briga di dimostrare in cosa questa assurdità consista. Le critiche più feroci però sono venute da personaggi non accademici, direi da autori 'alternativi', anche loro miei conterranei, che evidentemente vedono minato, dalla mia ricostruzione, il loro 'orgoglio sardo'. La richiesta fattami da alcuni miei lettori sardi quindi mi dà occasione di riassumere in un unico documento dedicato tutte le nozioni che avevo pubblicato nel libro, ma anche quella di completare e circostanziare meglio alcune nozioni che, non essendo il mio libro dedicato alla cultura sarda, non avevo ritenuto necessario approfondire. Lo farò dunque in questa sede. Mi é stato esplicitamente chiesto di analizzare il lavoro dei miei critici, ma a me, visto che loro non hanno saputo criticare il mio lavoro con materiale adeguato, non interessa fare le pulci al loro, se non altro perchè preferisco che il lettore legga propria idea. Direi di iniziare questo dossier introducendo il problema: c' è segno di un contatto antichissimo tra la Sardegna e due il loro materiale, il mio, e si faccia la

regioni precise del medioriente: Akkad e l' Anatolia. Più precisamente, linguistiche, Sardegna vi é le testimonianze traccia storiche, di contatto archeologiche, che in con elementi genetiche, notevole epigrafiche, mostrano

provvenienti dalla regione di Babilonia e da quella Anatolica dell' ovest, precisamente la regione che abbraccia la antica Sardis, capitale della Lidia. Per una trattazione della letteratura fondamentale grecolatina su cui / questa dal teoria prof. nonché é basata, Massimo rinomato rimando Pittau, ai lavori i cui relativi linguista svolti illustre

glottologo

etruscologo

links relativi riporto a fine dossier. In questo lavoro riassumerò il materiale derivante da 3 aspetti: –quello genetico –quello storico archeologico –quello linguistico epigrafico

La parte genetica
Gli studi del genetista del National Geographic, il Dr. Spencer Wells, hanno riscritto fuori la mappa genetica di mondiale parentele negli ultimi 15 anni. Graie ai suoi studi con la metodica ADMIXTURES sono saltate una serie genetiche davvero inattese. E’ il caso della parentela dei Sardi con i Lidi, attraverso gli Etruschi. In verità, prima delle conferme definitive da parte di Spencer Wells, lo studio di questa discendenza era stato divulgato sul lato storico da Dominique Briquel nel suo “L'Origine lydienne des Étrusques - Histoire de la doctrine dans l'Antiquité”, e fu completato confermato poi in dal genetista Alberto ciò Piazza che il quale ha maniera scientifica Briquel aveva

analizzato sotto altri aspetti umanistici. La parentela dei

Sardi

e

degli e

Etruschi specialista

é

stata in

lungamente

analizzata ed

dal

glottologo

linguistica

sarda

etrusca

Massimo Pittau nei suoi vari libri, e negli articoli “I sardi nuragici venivano dall’ Asia Minore” e “Il DNA nella ricerca storica”. Ma nei Sardi esistono tracce anche di DNA mesopotamico tramite analisi il ci ceppo sudovest-asiatico. proposte of del dal E' questa di la scoperta e dello staff del Genographic Project di Spencer Wells, le cui vengono analysis analisi sito antolpologia Questo genetica “Dienekes Anthropology blog” nell' articolo chiamato “ADMIXTURES riporta l' Spencer corredo Wells”. generico articolo del personale

genetista Spencer Wells paragonato con quello di 36 persone di altre popolazioni.

Il grafico presente nell' articolo, riportato qui sopra, mostra che il DNA dei Sardi contiene per oltre il 90% corredo genetico 'sud-europeo', come é naturale aspettarsi, ma anche piccole percentuali di corredo genetico ovest-asiatico, sudovest-asiatico, nordeuropeo (probabilmente celte) e tracce non ben apprezzabili di ovest-africano. Questa relazione Sardegna – Medioriente ci porta a chiederci: ci sono evidenze di contatto tra i popoli delle due zone? A quando potrebbe risalire? Di quale documentazione possiamo usufruire? Addentriamoci in un cammino relativo alla civiltà sarda più in generale, ripercorrendone la storia per come é normalmente divulgata e per le recenti scoperte / proposte di vari studiosi contemporanei.

L' origine della civiltà sarda
I lavori degli studiosi Sergio Frau, Leonardo Melis e di Monsignor Giovanni Dejana, sacerdote di Jerzu ed emerito docente della Pontificia Università Urbaniana di Roma, hanno contribuito nel corso degli ultimi anni a ridare splendore a un popolo, quello dei sardi, che per troppo tempo é stato ignorato nonostante sia sempre stato ricco di peculiarità storiche provenienti da ogni ambito, con particolare rilievo in quello archeologico e linguistico. Sergio Frau per esempio, pur secondo me sbagliando nella sua identificazione della Sardegna con Atlantide, svolge un ottimo lavoro di ricerca ritengo ai sulle non sardi popolazioni tutto autoctone ma quel in che che relazione ai famosi ‘popoli del mare’, lavoro che porta a conclusioni restituisce che del esatte per dignità presentandoli

effettivamente erano: un popolo molto avanzato dalla grande esperienza marittima. Leonardo Melis dal canto suo é stato il primo, assieme a me, a divulgare l’ ipotesi di una origine mesopotamica (lui

sostiene sumera, io accadica) del popolo sardo, o di una sua parte. Lui identifica questa origine negli Shardana, o, come traduce lui, ‘I principi di Dan’ ove Dan / Danu é una delle regioni mediorientali di maggior rilievo nella Mesopotamia del II millennio. Prima di lui, l’ unico autore che da oltre 30 anni sostiene questa origine mediorientale (portando a sostegno una mole di materiale documentale e analitico che ha dell’ impressionante, la più dettagliata e più convincente) é il mio vecchio professore di Glottologia, il linguista Massimo Pittau, secondo il quale i ‘sardi’ come popolo sono nati dall’ unione di due correnti entrambe provenienti, in tempi diversi, dalla Lidia: un primo flusso identificabile nei Thyrrenoi (Tursceni), e un secondo flusso identificabile negli Shardianoi (Shardana). Entrambi questi gruppi lidici erano ‘popoli del mare’, gli Shardana anche guerrieri al servizio di faraoni egiziani nel XIII secolo a.C. Monsignor Dejana, che per anni ha condotto studi emeriti riguardo l’ origine del popolo sardo e i suoi rapporti con l’ Egitto e il medioriente, conclude (erroneamente secondo me) che gli Shardana fossero proprio i ‘sardi nuragici’. Tutti questi studiosi hanno trascurato una considerazione importante: a.C. a.C. La le testimonianze antica datazione 1320 di contatto accettata circa), loro di per e popolazioni Sardis, i la lidiche con la regione Sardegna non vanno oltre il XV secolo più capitale della Lidia, non va oltre la fine del XIV secolo (alcuni sostengono fatti a.C. Thyrrenoi in possono Sardegna essere era risalire, già prima nella da migrazione la

Sardegna, al massimo a 200 anni prima. Ma é ovvio che la abitata qualcuno; civiltà prenuragica Abealzu-Filigosa é fatta risalire al IV millennio a.C., e a una data simile se non precedente é attribuita la civiltà di Ozieri. Inoltre é bene ricordare che alcuni dei più antichi nuraghi vengono fatti risalire a un periodo

vicino

al

1750 (nome nome

a.C., che

non

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con

l’

avvento

dei di in

Thyrrenoi derivi dal

significa città

effetti: Tiro), che

costruttori arrivarono

torri, anche se alcuni studiosi 'feniciomani' sostengono che della Sardegna nel XV secolo a.C. I Thyrrenoi devono dunque aver trovato almeno alcune di queste strutture già nell’ isola, al limite possono successivamente averne costruite di simili. Altresì bisogna supporre che né i Thyrrenoi né gli Shardana conoscessero questo tipo di costruzione, e ciò si evince dal fatto che in Lidia, come in tutto il medioriente, non ci sono costruzioni simili. Le uniche torri circolari paragonabili si trovano una a Cuzco (ove in effetti si tratta di una torre semicircolare), complesso sinaitica del dell' una Grand nel Galles, la una cui in Sudafrica (nel é una Zimbabwe, Egitto. datazione ultima, non però é

estremamente controversa) e una, molto importante, nella zona antico Quest' costruzione isolata... tutt' intorno ci sono rovine di altre torri circolari, attribuite da alcuni documenti egiziani a un popolo chiamato Hiru Shaitsu, il 'popolo della sabbia'. Già l' autore Gaston Maspero riportava un disegno di queste rovine oltre un secolo fa in uno dei suoi libri, disegno che riporto qui sotto.

In del

base

a

queste se

considerazioni non a

bisogna dalla ipotesi

ammettere metà del

che II da

nessuno degli studiosi sopra citati ‘copre’ la reale storia popolo sardo partire dell’ non millennio. Particolarmente grosso gap nel caso egli avanzata la Leonardo Melis a riguardo di una discendenza sumera, c’ é un temporale che giustifica: lingua sumera non veniva parlata dai lidi del XIII secolo a.C., che avevano un alfabeto non cuneiforme e una lingua derivata da un miscuglio di accadico tardo e protocanaanita (simile all’ ugaritico). Sostenere quindi, come fa lui, che gli Shardana abbiano portato radici linguistiche sumere in Sardegna é per lo meno azzardato, se non inverosimile. Melis si libera da quest intoppo ma effetuando DALLA i una 'retrodatazione' e facendoli quali del popolo degli Shardana, e supponendone lo spostamento NON VERSO la Sardegna, Sardegna, discendere assiri e direttamente da Ur. Attenzione, popoli mediorientali babilonesi anche nel I millennio utilizzavano sporadicamente termini sumeri, ma NON la lingua sumera. Usavano una lingua accadica religiosa (sotto o forma di dialetto di babilonese metalli, di o assiro a di seconda della zona) CONTENENTE termini sumeri di attinenza scientifica (nomi pianeti, divinità etc). Eppure é evidente che l' influenza sumera o mesopotamica in Sardegna ci sia eccome. In che maniera? Le prime tracce di insediamenti Homo Sapiens in Sardegna risalgono attribuiti Oliena. dal Un a circa salto il 13.000 a.C., in ci periodo grotte porta nelle vengono si a al nei quale sono di ritrovamenti avvenuti pressi

temporale

numerosissime centrali risalire

testimonianze di insediamenti stabili nel neolitico a partire 6.000 a.C. A circa, specialmente periodo regioni fatte pianeggianti. numerose questo

ceramiche

intagliate,

suppone

utilizzando

conchiglie diffusa A

affilate. bacino dal e

Questo del 4.500

tipo

di

lavorazione ma gli che anche

era nella

molto zona si

nel

mediterraneo, a.C. circa quella

iberica e nel Libano. partire insediamenti viene moltiplicano prende inizio chiamata

civiltà Bonu-Ighinu, della quale perdiamo le tracce intorno al 3.000 a.C. circa. Nel mentre sono già attive, a partire dal 3.600 a.C. circa, le già citate civiltà di Ozieri e Filigosa, le quali hanno lasciato tutta una serie di reperti lavorati e ‘costruzioni elementari’ di notevole interesse. Erroneamente a questa civiltà viene fatto risalire l’ altare preistorico appartenga di la Monte ‘prima d’Accoddi fase’ nei del pressi di Sassari. abitativo E’ / invece verosimile che, nello stesso sito, a questa cultura complesso religioso, composta da abitazioni basse e dal famoso monolito lavorato tanto caro ai sostenitori del culto fallico pagano. Nel III millennio le civiltà sarde erano già notevolmente sviluppate: conoscevano la tessitura, avevano una forma di culto gli basata sulla e Dea Madre e su divinità associate la selce, ai l’ di fenomeni naturali (o quantomeno così ci vogliono far credere archeologi ed antropologi), esperti lavoravano ed ossidiana, erano intagliatori estrattori

metalli. Non solo, esportavano la loro ossidiana e le loro ceramiche anche nell' Italia peninsulare, come attesta Robert Tykot nel suo “Islands in the stream”. E’ dunque evidente in più che già prima della più fine del III millennio a.C. in Sardegna c’ era un certo numero di abitanti organizzati civiltà (sarebbe appropriato utilizzare il termine 'culture'), ma é a partire dai primi secoli del II millennio che abbiamo un ‘boom’ di cultura e di ‘abilità’ in Sardegna. E alcuni particolari, in questo periodo, riconducono al medioriente. Non però alla Lidia, ma a una regione ben più famosa: Babilonia.

Nei miei studi relative alle civiltà mesopotamiche mi sono imbattuto in un testo babilonese che inizia con le parole ‘Enuma Nabo Shamatu’ ('Quando il segno di Nabu...') che narra la fuga del dio Nabu dopo una sconfitta subita in una non meglio identificata guerra in territorio a ovest di Sumer. Il testo riporta che: "Nabo i sacri recinti abbandonò – nel deserto con gli uomini camminava, fino al mare, alle isole del grande mare a nord trovò rifugio e vi costruì un tempio, una casa per Amar-Ud". Questo testo ricalca poche linee provvenienti dal testo noto come 'Le profezie di Marduk' o 'Gli oracoli di Marduk' nel quale leggiamo che: “Via dall' Ezida […] le sue città […] verso il Mare Superiore, si diresse” e successivamente: “Lui (Nabu) entrò nel Mare Superiore, prese un trono non suo, perchè l' Ezida era preso” Il termine utilizzato per 'Mare Superiore' però non é accadico ma sumero: AB.BA IGI.NIM – Mare Superiore. Amar-Ud é uno dei modi di scrivere il nome del dio babilonese Marduk, di cui Nabu era figlio. Se il territorio di guerra a ovest di Sumer viene identificato con la regione del Mar Morto, le uniche isole in un mare a nord di tale zona possono essere le isole greche, Malta, la Sicilia e la Sardegna. Ma in nessuno di questi luoghi troviamo templi dedicati a Marduk, ad

eccezione forse di uno: Monte d’ Accoddi. E’ un fatto innegabile che questo sito, una volta ricostruito a modellino, abbia lasciato sgomenti gli studiosi di storia e archeologia sarda: si sono trovati davanti una versione ridotta di una ziggurat mesopotamica. Quella che viene definita dagli studiosi una ‘curiosa coincidenza’ é in realtà la chiave per capire come, a partire da circa il 1900 a.C., in Sardegna entrano prepotentemente radici ‘UNA’ e segni di cultura accadica e sumera. con Ma una casa la in di ricostruzione di Monte d’Accoddi non rivela somiglianze con qualsiasi l’ ziggurat Esagila mesopotamica, di Babilonia, bensì la particolare: Marduk. La mia ipotesi é che la guerra che si menziona nel testo sopra citato sia la stessa di cui si parla nel poema Epica di Erra, una guerra che fu causa della distruzione di Sumer a cavallo del A in 2000 a.C., di e ciò, vi si mossa da come si Ishum ed legge Erra ai 'Enuma grado danni, Nabo di appunto, di Marduk e suo figlio Nabu con i loro seguaci. seguito nell’ Shamatu', Nabu si ‘esiliò’ (evidentemente con i suoi seguaci) Sardegna stanziò portando quel civilizzazione che la Mesopotamia aveva ormai da più di 1000 anni. Questi migranti arrivati in Sardegna si stanziarono in varie zone dell’ isola, e interagirono con le culture locali non sottomettendole ma mischiandovisi. E’ un dato di fatto che in Sardegna l’ età del bronzo antico si sviluppa proprio a cavallo del XIX secolo a.C., appena 100 anni dopo il periodo a cui attribuisco l’ esilio di Nabu in Sardegna, ed é in questo periodo che si hanno le prime testimonianze di uso del bronzo (civiltà di Bonnannaro), mentre in Mesopotamia l’ età del bronzo inizia all’ incirca nel 2800 a.C. e giunge in Babilonia a cavallo del 2500 a.C. sacra

Non é corretto invece asserire, come fanno molti, che in Sardegna l’ età del bronzo arrivò dalla cultura italica / appenninica, cavallo del inquanto 1800 diede anche ed li é il bronzo antico inizia e a a.C. alla quindi dell’ contemporaneo, isola c’ é non

precedente, a quello sardo. Tra i contributi che questo ceppo mesopotamico cultura proprio Monte d’ Accoddi, il cui nome secondo me deriva da ‘Akkad’. Infatti la struttura a tronco di cono con rampa é sicuramente successiva al 2000 a.C. In un prossimo capitolo parleremo di un' altra importante testimonianza di questo contatto, una testimonianza Giungiamo popolazione una come archeologica dunque autoctona di un di al ha XVI e linguistica, periodo le ma nel di per quale ora la rimaniamo nel campo storico. secolo, integrato colonie dalla ma origine quel

babilonese accadica, e un secolo dopo si trova ad affrontare invasione detto, navigatori popolo metalli di provenenti navigatori, che Lidia, popolo che i greci chiamavano Tyrsenói o Tyrrhenói. Erano, anche le esperti lavoratori dato tutte popolazioni

anatoliche lo erano (particolarmente quelle di discendenza ittita e proto-kenita). Questo gruppo lidico si stabilisce in Sardegna intorno al 1500 /1450 a.C. e trova nell’ isola una popolazione mista, pacifica, notevole dedita arte prevalentemente e all’ agricoltura I Thyrrenoi e molto vi si ferrata nelle costruzioni, con un vivo culto dei morti e una edilizia funeraria. integrano dando inizio a una tradizione costiera e marittima, ma non limitandosi solo alle zone costiere, anzi spingendosi anche all’ interno. La loro influenza linguistica però non é marcata nelle zone interne, dove vive ancora una spiccata componente accadica e sumera portata dai primi ‘coloni’. Circa due secoli e mezzo dopo, e un altro gruppo di navigatori, stavolta guerrieri sempre provenienti dalla

Lidia (precisamente da Sardis), si spinge fino alla Sardegna. Sono un popolo che ha nominato prestato anche negli annali faraonici nella egiziani, servizio per faraoni

battaglia di Qadesh; un popolo chiamato Sardianói dai Greci, e Shrd dagli egiziani (che evidentemente li chiamavano con un nome si derivante dall’ appellativo e fu greco). Questi a furono dare l’ ultimo gruppo di navigatori provenienti dal medioriente che stanziò nell’ isola, questo popolo alla regione il nome di "Sardò". Ma abbiamo menzionato Monte d' Accoddi, e ipotizzato che esso sia una sorta di 'riproduzione' in scala dell' Esagila di Marduk. Diamogli uno sguardo da vicino.

Monte d' Accoddi e l' Esagila
Il cosiddetto 'altare preistorico' di Monte d' Accoddi é un complesso archeologico in provincia di Sassari (la mia città natale), e viene generalmente datato a circa il V millennio asserendo che verso la fine del IV millennio esso venne abbandonato. Il sito mostra alcune pietre grossolane, una stranissima palla di pietra, un monolito, e quella che già dalla prima occhiata si rivela essere una ziggurat che rimanda la mente inesperta alle ziggurat mesopotamiche. Ma a ben d' studiarne Accoddi non di da il modello, alla almeno tipica per quanto é stato all' la la ricostruito e proposto dagli archeologi Lilliu e Tiné, Monte somiglia ziggurat, qui di bensì Esagila babilonese. Per verificare procediamo a una analisi comparata prodotto alcune ziggurat. Riporto per seguito con ricostruzione di Monte d’Accoddi come compare in uno sketch archeologi sardi, compararla ricostruzione dell’ Esagila.

Già

a

una

prima

vista

la

somiglianza

spicca

da

due

elementi: - la presenza, in cima, di un ‘tempio’ che risalta sulla struttura; −La rampa frontale che arriva a circa metà della struttura Andando poi nel dettaglio, vediamo che sia l’ Esagila sia Monte d’Accoddi sono costituiti da 7 livelli; il santa sactorum in entrambi i casi si trova al centro del livello più alto (qui numerato 1), ed aveva un ingresso ai cui lati erano situate 2 colonne.

I 7 livelli dell’ Esagila

I 7 livelli di Monte d’Accoddi

Nel caso dell’ Esagila, tale santa sanctorum era chiamato E.KUA e conteneva le statue di Marduk e sua moglie Sarpanit. Sia Monte d’Accoddi che l’ Esagila inoltre sono ‘ziggurat chiuse’, mentre generalmente le altre ziggurat mesopotamiche avevano una struttura diversa e più aperta, con un cortile e vari templi minori nei dintorni (per esempio l’ Eninnu di Lagash). Le altre ziggurat mesopotamiche avevano in genere massimo 4 livelli. L’ Esagila (che mi risulti) é l’ unica a 7 livelli. Alcune di queste ziggurat, come quella di Sialk, avevano due rampe parallele, non una. Altre, come l’ Eanna di Ur, avevano tre rampe che si incrociavano al secondo livello, e la rampa frontale era sovrastata da un arco.

Il sistema di rampe dell’ Eanna

Le rampe parallele della ziggurat di Sialk Ritengo che la documentazione e reputo un fotografica peccato che sia gli

particolarmente

esplicativa,

archeologi sardi, anche i maggiori esperti sull’ argomento Monte d’Accoddi, non si fermino ad esaminare quanto questo monumento ha in comune con l’ Esagila. Per dovere di cronaca, devo segnalare che non tutti gli archeologi sono d' accordo sul numero di terrazze di Monte d' Accoddi, sporadicamente ho letto articoli in cui si parla di 8 livelli, nonostante tutti gli sketch che son riuscito a trovare ed analizzare ne contino 7. Monte d' Accoddi attualmente é molto rovinata, forse non sarà mai possibile stabilire come appariva in origine, ma in attesa di altre analisi o scoperte penso di poter reputare validi i disegni visti che riproducono una ziggurat a 7 livelli.

L' aspetto linguistico: le influenze accadiche nella lingua sarda
E' trovati minoica, scrittura della ufficialmente reperti accettato che in 5 Sardegna tipi di sono stati contenenti fenicia, Dal punto deriva almeno scrittura e ha

precedente a quella latina: geroglifici egiziani, scrittura scrittura etrusca. scrittura di vista dall’ protocanaanita, dei lessemi, etrusco, come molto

lingua

sarda

abbondantemente dimostrato il glottologo Massimo Pittau, ma vi si trovano anche come innumerevoli evidenziato radici da accadiche Melis e e addirittura sumere, Leonardo

Salvatore Dedola. Radici di evidente origine sumera sono DAM, DUMU, IT/ITU, IKU, SER/SAR, -MU. Radici di origine accadica babilonese sono ETU, SUM/SAM, MERE/MARA, ATU. Ma a parte le radici di parole sarde riconducibili ad altrettante omofonia di origine un sumera e accadica, esistono però intere con il parole, nella lingua sarda, che hanno mantenuto oltre a una anche significato similare. Non sumero, come sostiene Melis, ma appunto con l' accadico e più precisamente con la sua variante babilonese, compatibilmente con la cronologia di eventi descritta nella sezione riguardante l' origine della civiltà sarda. E' il caso di termini come il sardo ABBA (acqua) e l' accadico ABUBU (diluvio, pioggia copiosa), il sardo ACCALAMAU (che ha perso e l' vigore, accadico e esaurito, ABU l' appassito) avo), QALLU e il l' accadico AKALU (consumare, irritare, far consumare), il sardo BABBU (padre) CALLONI (padre, accadico cagliaritano sia (testicoli) (genitali

maschili che femminili), il sardo MACCU (matto, stupido) e l' accadico MAKU/MEKU (negligente, stupido, non attento). C' é poi il babilonese KI, dal significato 'come' che in sardo ha il doppio valore KE = 'come' e KI = 'che' congiuntivo. E che dire di ZIZZE (il seno) generalmente ritenuto un colloquiale e spiegato generalmente come originato dal germanico ZITZE di cui si riconosce una origine indoeuropea (erroneamente però dal gallese)? A mio avviso può essere fatto risalire all' accadico ZIZU che si traduce in 'capezzolo'. Prendiamo in origine i cognomi sardi CUCCU e CUCCURU, spiegati come derivanti dal CUCCU sardo che descrive un riievo montuoso.

Potrebbero essere l' equivalente del KUR.KUR sumero (gruppo di montagne) o dell' accadico KAQQARU (terreno - territorio)? Chissà che anche il sardo BONU (buono) non derivi dall' accadico BANU (buono) invece che dal latino, o che il termine latino stesso non sia un prestito dall' accadico? C' é un altro particolare però, che, se quanto detto

finora non bastasse, lega ancora di più la Sardegna alle regioni mesopotamiche. Si tratta di un coccio rinvenuto nei pressi di Mogoro e conservato per anni al museo di Assemini, coccio sparito dalla circolazione da qualche anno ma del quale numerosi autori sardi hanno scritto. Ne riporto una foto qui sotto, foto che mostra,

inequivocabilmente,

caratteri cuneiformi. Come questi vadano

letti, se siani di provvenienza anatolica o babilonese, non è dato sapere purtroppo.

RIFERIMENTI:
– Massimo Pittau: Il DNA nella ricerca storica

http://www.pittau.it/comune/genetica.html
– Massimo Pittau: Lingua e civiltà di sardegna

(presentazione libro) http://www.pittau.it/Sardo/lcs2.html
– Massimo Pittau: La lingua sardiana o dei proto-sardi

(presentazione libro) http://www.pittau.it/Sardo/sardiana.html
– Massimo

Pittau: blog:

I

sardi

tra

i

popoli of

del

mare Wells

http://www.pittau.it/Sardo/egitto.html
– Dienekes

Admixtures

analysis

Spencer

http://dienekes.blogspot.it/2010/11/admixture-analysis-ofspencer-wells.html
– Robert H. Tykot: Island in the stream – Gaston Maspero: Dawn of Civilization – Gianfranco

Pintore:

La

storia

del

coccio

di

Mogoro

http://gianfrancopintore.blogspot.it/2011/01/la-storia-delcoccio-di-mogoro-secondo.html

Ottobre 2012 Alessandro Demontis

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