.

2.1 .Conversione della potenza 3.1.2 .Accumulatori 3. CdTe Celle a eterogiunzione 3.Dalla cella al modulo fotovoltaico 3.2 .Considerazioni sulla sicurezza elettrica 4.1 .2 .Cella fotovoltaica 1.2 .2 .Collegamento elettrico della cella fotovoltaica 2.1.3 .1.2 .4 .Energia emessa dal sole 2.1.Semiconduttori ed effetto fotovoltaico 2.2.Caratteristiche dei moduli fotovoltaici 3.1 . SIGS.2 .Situazione occupazionale per il mercato fotovoltaico 2.2 .3 .Stringhe e array fotovoltaici 4.1.Inverter per servizio isolato Capitolo 3 .Tecniche di dimensionamento dei sistemi fotovoltaici 4.1 .2.Energia solare disponibile 2.4 .Celle solari di tipo diverso Silicio amorfo CIS.Shock elettrici e sovratensioni 4.Situazione generale del mercato fotovoltaico 1.2.1 .INDICE Presentazione Capitolo 1 .Regolatori di carica Capitolo 4 .Tecnologia e applicazioni della conversione fotovoltaica 2.Storia del fotovoltaico 1.Costruzione dei moduli fotovoltaici 3.2 .1 .1 .3 .Inverter per servizio in parallelo alla rete 3.3 .2.1.Mercato del solare fotovoltaico e opportunità di lavoro III 1 4 7 9 10 10 11 12 20 20 22 26 26 27 28 30 30 34 38 38 42 42 46 48 48 49 53 53 59 Capitolo 2 .1.1 .2.3 .Radiazione solare al suolo 2.1 .1 .Valutazione del sito scelto per l’impianto fotovoltaico V .Collegamento dei moduli fotovoltaici 4.Componenti degli impianti fotovoltaici 3.Effetto dell’atmosfera sulla radiazione solare 2.Parallelo delle stringhe e scatole di parallelo 4.Fotovoltaico in Europa e in Italia 1.

autoproduzione e società elettriche.5.3 .5.Impianti in parallelo alla rete con funzione di soccorso 4.6.2 .6.4.1 .4 .4.Energia producibile e verifiche tecniche 4.Illuminazione stradale 4.6.5 .1 .Alcune definizioni 5.4 .Regolamenti delle società elettriche 5.5 .Attualizzazione di costi e ricavi 5.Esempio di impianto per servizio in parallelo alla rete 4.Valutazioni economiche per gli impianti collegati alla rete elettrica Appendice sezione 5 Appendice 5.3.Applicazioni di piccola taglia 4.3 .3 .6 .2 .Criteri di dimensionamento 4.1 .Da non dimenticare durante il sopralluogo 96 87 88 92 94 6. valutazioni economiche 5.Valutazioni di idoneità di un sito: cosa fare nel sopralluogo 6.Metodi di valutazione degli investimenti 5.Valutazioni di idoneità di un sito e incentivazione del fotovoltaico 6.2 .4.2 .3.2 .4 .1 .Sopralluogo per un impianto collegato alla rete elettrica Rilevazione dei dati di fornitura e sevizio elettrico Rilevazione dei dati di conformità alla normativa esistente Presenza di particolari vincoli paesaggistici/architettonici/ambientali Scelta della falda di installazione Scelta della posizione del generatore fotovoltaico sulla falda individuata Rilevanza del diagramma delle ombre Misura.6.Impianti per servizio isolato 4.4.Esempio di calcolo Capitolo 6 .Protezioni per il collegamento degli impianti in parallelo alla rete 4.1 .Principali criteri di scelta 4.Legislazione.Dimensionamento degli impianti in parallelo alla rete 4.Inseguitori solari 62 62 64 66 67 70 70 75 78 78 79 80 81 82 84 87 Capitolo 5 .Altri impianti 4.Impianti di pompaggio dell’acqua 4.3 .Principali riferimenti legislativi 5.1 .Esempio di impianto per servizio isolato 4.1 .6.2 .1 .1.4. marcatura e disegno della zona di installazione Fissaggio meccanico dei moduli alla copertura Posizione dei componenti di impianto Percorso dei cavi Ricovero materiali di cantiere 98 99 100 100 100 100 101 102 102 105 106 106 107 107 VI .3.

Produzione annua attesa di energia elettrica 7 .Modello di carta Metodo B .1 .3 .2 .Sopralluogo per un impianto isolato dalla rete elettrica Rilevazione dei dati di potenza e valutazione dei consumi dei carichi elettrici Rilevazione dei dati di conformità alla normativa Scelta dell’area di installazione Misura.4 .2.Programma di calcolo Appendice 6.Specifiche tecniche dei componenti principali 4 .1 .6.Planimetria disposizione moduli 4 .Impianti collegati alla rete elettrica 114 116 118 119 120 122 123 123 124 124 124 125 125 126 127 127 133 135 135 137 138 139 139 139 139 140 141 144 145 145 108 109 109 110 111 111 113 113 113 113 107 107 108 VII .4 . leggi.Scheda sopralluogo per impianti collegati alla rete Appendice 6.Consistenza e tipologia dell’impianto 2 .2 .6 .Prove di accettazione e messa in servizio Capitolo 7 .1 .1 .5 .Tecniche di installazione 7.Prove e controlli sui componenti e sulle lavorazioni 5 .Requisiti di rispondenza a norme. marcatura e disegno della zona di installazione Scelta del tipo di struttura di sostegno da utilizzare Posizione dei componenti di impianto Percorso dei cavi Ricovero del materiale di cantiere Accesso all’area Accesso all’area Considerazioni sulla sicurezza 6.3 .Foglio elettronico Metodo C . regolamenti 1.Oggetto e valenza dell’iniziativa 1.1 .Sequenze di installazione 7.3 .2 .Format progetto preliminare dell’impianto fotov.Inverter Metodo A .Computo metrico estimativo 5.Descrizione sistema elettrico generale 3 .5 .2 .2 .Dati di progetto 3.Premessa 1.Collaudo componenti e soggetti collaudatori 5.Glossario e definizioni usate nel testo 1.Quali competenze sono necessarie? 7.Incentivazione per il fotovoltaico Appendice sezione 6 Appendice 6. 1 .Moduli fotovoltaici 3.1 .Scheda sopralluogo per impianti isolati dalla rete Appendice 6.Consistenza della documentazione di progetto 1.Come costruire un diagramma delle ombre Appendice 6.Prove e controlli sui componenti e sulle lavorazioni 6 .4 .Foglio di calcolo diagramma delle ombre Diagramma delle ombre 1.

Impianti isolati dalla rete elettrica Trasporto in sito del materiale Procedure di messa in sicurezza delle aree Preparazione dell’area di posa Fondazioni per struttura di sostegno Montaggio strutture portamoduli Precollaudo moduli fotovoltaici Fissaggio moduli fotovoltaici alle strutture Cablaggio generatore fotovoltaico Collaudo elettrico stringa per stringa Posa quadri e convertitore Posa sistema di accumulo e riempimento Posa canaline e tubazioni di cablaggio Cablaggio elettrico fra componenti Verifica ispettiva finale Collaudo impianto e prove funzionali 179 180 146 148 150 155 157 157 160 161 162 163 164 164 164 167 167 169 170 171 171 171 173 173 173 173 173 173 173 178 178 178 178 182 184 185 185 185 187 187 187 187 188 VIII .Quanto sono affidabili gli impianti fotovoltaici? 8.Stringhe fotovoltaiche Sfilabilità dei cavi di cablaggio Controllo delle grandezze elettriche d’esercizio Appendice sezione 7 Appendice 7.Capitolo 8 .Format verifiche tecnico-funzionali Trasporto in sito del materiale Procedure di messa in sicurezza delle aree di posta Preparazione della copertura Fissaggio delle staffe di aggancio alla soletta Montaggio strutture portamoduli Precollaudo moduli fotovoltaici Fissaggio moduli alle strutture Cablaggio del generatore fotovoltaico Collaudo elettrico stringa per stringa Lavorazione discesa cavi in interno Posa quadri e convertitori Posa canaline e tubazioni di cablaggio Cablaggio elettrico fra componenti Verifica ispettiva finale Primo parallelo alla rete e collaudo prestazione impianto 7.1 .1 .2 .Controlli di manutenzione ordinaria 8.1 .Generatore fotovoltaico Ispezione generale Controllo cassetta di terminazione Controllo cavi di cablaggio 8.Check list collaudo Appendice 7.Esercizio e manutenzione degli impianti 8.2.2 .1 .Avvertenze generali di sicurezza 8.2 .1.2.2 .2.

Doppia alimentazione nei sistemi fotovoltaici 196 196 197 202 202 203 204 204 204 204 205 206 IX .1 .Sollevamento e spostamento pesi 9.4 .Collegamenti elettrici 188 188 Capitolo 9 .3 .3 .Normativa e sicurezza sul lavoro nella realizzazione degli impianti 9.2.Cablaggi elettrici in corrente continua ed alternata in sistemi di categoria 1 (<1 kVca.5 .Certificazione dei moduli fotovoltaici 9.2 .2.Check list di controllo periodico 8.2 .2 .1.1 .3.2 .5.3 .Norme tecniche che regolano il mercato fotovoltaico 9. 1.3 .Check list per controllo periodico 8.1 .2.Funzionamento sistemi collegati alla rete Messa in servizio Messa fuori servizio del sistema 8.Azioni con utensili di montaggio 9.3 .7 .5.Diagnostica guasti Appendice sezione 8 Appendice 8.Struttura di sostegno Saldezza delle connessioni meccaniche Stato superficiale dei materiali (solo per strutture in acciaio e legno) 8.Funzionamento sistemi isolati dalla rete Messa in servizio Messa fuori servizio del sistema 188 188 188 189 189 189 189 189 189 189 190 190 190 191 192 192 192 192 193 193 193 194 195 9.Fotovoltaico: rischio meccanico (lavori in altezza) 9.2.Convertitore statico 8.1 .8.1.2 .2.Sistema di accumulo (impianti isolati dalla rete) Ispezione visiva Controllo densità e tensioni Rabbocco acqua distillata 8.2.Parti a scorta per gli impianti 8.5 kVcc) 9.Normativa per la realizzazione di impianti fotovoltaici 9.Quadri elettrici Ispezione visiva generale Controllo protezioni elettriche Controllo cablaggi elettrici Controllo componenti 8.Normativa per la realizzazione degli impianti 9.Esercizio dell’impianto 8.5 .2.1 .Fotovoltaico: rischio elettrico Indice analitico 9.Montaggi in altezza 8.4 .1 .2.3.1.6 .6 .

quando aveva solo diciannove anni. presentò all'Accademia delle Scienze di Parigi la sua "Memoria sugli effetti elettrici prodotti sotto l'influenza dei raggi solari". il quale.Edmund Bequerel. Czoch1 . un inventore americano. L’effetto fotoelettrico trova conferma sperimentale nei risultati ottenuti dal fisico sperimentale R. 1876 .CAPITOLO 1 MERCATO DEL SOLARE FOTOVOLTAICO E OPPORTUNITÀ DI LAVORO 1. Nel 1918. Millikan nel 1916.W. J. 1839 . Da qui. quando scoprì che l'intensità della corrente aumentava quando si esponeva la cella alla luce del sole. G.1891). Becquerel stava effettuando esperienze con una cella elettrolitica in cui erano immersi due elettrodi di platino. 1905 . Adams e R.L’effetto fotoelettrico trova un robusto inquadramento teorico grazie agli studi di Einstein sull’argomento che gli valgono il premio Nobel nel 1921.1 . Fritts.La scoperta dell'effetto fotovoltaico va fatta risalire a Edmond Becquerel (1820 . Becquerel fu anche il primo a rendersi conto che tale effetto dipende dal colore della luce incidente. nel 1839. descrive la prima cella solare costituita da un wafer di selenio. Day scoprono che Fig. E. la storia della tecnologia fotovoltaica è ricca di passi importanti che sono stati raccolti in forma cronologica in modo da evidenziare la cadenza delle tappe percorse dagli albori fino ai giorni nostri. 1 .Storia del fotovoltaico Nonostante sia piuttosto giovane. il selenio produce corrente elettrica se esposto alla luce. nel 1883 C.

. che di lì a poco sarebbe diventata dell’11%. 1958 . Fuller e G. Pearson. Fig.Il satellite Explorer VI. per poi raggiungere il 10% nel 1959 facendo uso del contatto frontale a griglia.ralski sviluppa un metodo innovativo per la produzione di cristalli di silicio con elevata purezza. 2 . Le prime celle prodotte presentavano un’efficienza del 4%. 1932 . C. Fig. Chapin.Pearson. 4 2 Fig.Crescita di un cristallo di silicio con il metodo Czochralski. Spinte dalle scoperte di quel periodo nel campo della fisica dei semiconduttori. questa tecnica permetterà di lì a pochi decenni di produrre le moderne celle fotovoltaiche. L’anno successivo tale efficienza diventa del 9%. 3 .I ricercatori Audobert e Stora scoprono l’effetto fotovoltaico nel solfuro di cadmio (CdS). 1957 .La Hoffman Electronics raggiunge l’efficienza dell’8% per le celle fotovoltaiche. Questi primi dispositivi fotovoltaici trovano applicazione inizialmente come generatori di corrente elettrica per impieghi spaziali. Fig.La Western Electric commercializza le tecnologie fotovoltaiche. 1955 .Il satellite Vanguard monta un primo generatore fotovoltaico sperimentale per alimentare una radio. 4 . 3 Fig. Chapin e Fuller al lavoro nei Bell Laboratories. nel 1954 le celle fotovoltaiche in silicio fanno la loro prima comparsa nei Bell Laboratories ad opera di D. 2 Fig.

la prima stazione astronomica orbitante monta 1 kW di fotovoltaico.D. fino alla crisi petrolifera del 1973 l’utilizzo del fotovoltaico era rimasto confinato ad un numero di applicazioni limitate anche se di alto pregio. Nello stesso anno. Più in sintesi. 1964 .La NASA lancia nello spazio il satellite Nimbus. equipaggiato con un array fotovoltaico di 470 W. 1959 . 1980 . 5 . Wronski dei laboratori RCA fabbricano le prime celle fotovoltaiche in silicio amorfo. con i moduli fotovoltaici posizionati su un totale di 108 inseguitori a doppio asse.La Hoffman Electronics raggiunge l’efficienza del 14% per le celle fotovoltaiche. tuttavia. 1976 .). Due anni dopo. la prima abitazione alimentata mediante il solare fotovoltaico. la penuria di petrolio verificatasi in quegli anni diede il via alla 3 . 1963 . facendo scendere il prezzo da 100 $/W a 20 $/W.Il satellite Explorer VI è equipaggiato con un array di 9600 celle solari di 2 cm2 ciascuna. 1982 .Il ricercatore E.La Sharp Corporation comincia a produrre con successo i moduli fotovoltaici. piattaforme ecc.Come si può vedere. le prime celle fotovoltaiche avevano una forma rotonda.In California vede la luce il primo impianto con capacità di 1 MW. Carlson e C.L’Università di Delaware costruisce “Solar One”. 1970 . Nello stesso anno. Berman. il Giappone installa moduli fotovoltaici per complessivi 242 W su un faro.La ARCO Solar diventa la prima società al mondo a superare la produzione di 1 MW/anno di moduli fotovoltaici. 1960 . progetta (anche negli anni seguenti) una cella solare di costo nettamente inferiore alle precedenti. i film sottili al solfuro di rame e solfuro di cadmio raggiungono l’efficienza del 10% per opera degli studi condotti dall’Università di Delaware. Il fotovoltaico comincia allora a trovare applicazione nelle strutture off-shore (fari e fanali. 1973 .Fig.

così come l’estrazione dell’acqua di falda in zone non raggiungibili con la rete elettrica. numero di applicazioni e Paesi coinvolti. potenza installata. Per il fotovoltaico si aprivano nuove prospettive che di lì a qualche anno lo avrebbero fatto diventare sempre più un prodotto di massa.consapevolezza che le riserve energetiche del pianeta non sono illimitate. Gli anni ’80 hanno visto la comparsa di impianti di taglia maggiore.crescente attenzione all’ambiente. .2 . . a gran parte dei siti disponibili. Da questo momento si è assistito alla diffusione degli impianti fotovoltaici in un numero sempre crescente di applicazioni. primi prototipi della produzione fotovoltaica su larga scala e destinati ad alimentare la rete pubblica. oggi rappresentate per lo più dalle calcolatrici a cristalli liquidi. per potenza e dimensione. Alcuni motivi di questo atteggiamento sono comuni anche alle altre fonti rinnovabili. tra cui quella solare. il sole. presente praticamente ovunque. altri sono propri del solare fotovoltaico e possono essere così riassunti: . ma che col passare del tempo hanno cominciato ad includere realizzazioni di maggiore potenza come l’alimentazione di abitazioni. con celle rotonde a causa del limitato diametro dei lingotti di silicio per quei tempi. .impianti senza (o quasi) organi in movimento e quindi silenziosi.utilizzo di una risorsa. .costo elevato dei combustibili tradizionali. all’inizio rappresentate principalmente dalla segnalazione marittima e di emergenza. Più tardi cominciano a diffondersi le prime apparecchiature di largo consumo ad energia solare.Situazione generale del mercato fotovoltaico Da diversi anni l’interesse a livello mondiale per il fotovoltaico è in continua crescita. (petrolio e gas naturale). I pannelli fotovoltaici e le applicazioni di piccola scala rappresentavano due mercati tra loro molto differenti dal punto di vista tecnico ma destinati più tardi a trovare un punto di incontro col progredire delle tecnologie di conversione e con la riduzione dei costi delle celle fotovoltaiche. 4 . in particolare per quanto riguarda l’inquinamento dell’aria e l’aumento dei gas-serra nell’atmosfera. Questi impianti hanno affiancato i loro consimili per applicazioni isolate formando insieme un comparto di dimensioni crescenti in termini di tecnologia. Ecco allora negli anni ’70 l’arrivo dei primi pannelli solari fotovoltaici di costo accettabile. 1. piccoli centri medici e scuole. affidabili e che necessitano di pochissima manutenzione.possibilità di realizzare impianti di scala qualsiasi e quindi adattabili.ricerca di nuove fonti energetiche. .

Tuttavia la distribuzione della potenza fotovoltaica installata non è uniforme: il Giappone da solo ha installato più della metà del fotovoltaico mondiale. l’incremento annuo delle realizzazioni per servizio isolato è decisamente inferiore a quello delle realizzazioni per servizio in parallelo alla rete (fig.impatto estetico generalmente gradevole. 6). Viceversa.. il rapido incremento delle applicazioni per servizio in parallelo alla rete (grid-connected). a seguire. 5 . il Giappone e.graduale diminuzione dei costi del fotovoltaico. Queste motivazioni hanno causato. 6 . in primo luogo. negli ultimi tempi. Per questo motivo. 0 Grid-connected Off-grid . segue la Germania che è il Paese europeo con più fotovoltaico. USA in testa.Potenza fotovoltaica complessivamente installata a livello mondiale (Paesi aderenti all’IEA). coprono un quarto della potenza complessiva. soprattutto se i moduli fotovoltaici sono integrati architettonicamente. Anche la produzione di celle e di moduli fotovoltaici vede come protagonisti. la necessità degli impianti per servizio isolato (off-grid) è riconosciuta da molto più tempo ed inoltre le necessità maggiori si presentano nei Paesi che dispongono di limitate risorse da investire. I rimanenti Paesi. I dati riportati nelle figure dalla 6 alla 9 si riferiscono alla situazione 2005. 4000 3500 3000 2500 2000 1500 1000 500 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 Fig. Nel 2006 la potenza complessivamente installata a livello mondiale era di 6627 MW (fonte EPIA) dei quali 2730 nei soli paesi dell’Unione Europea. la Germania.

8) Spagna (70) Australia (35. Messico) 11% Fig. 7 .3) Fig.8) Corea (5. Usa) 26% Solon (Ger. Spa. Usa) 3% Solarwatt (Ger) 3% Others (>50 compagnie) 28% MSK (Giappone) 4% Shell Solar (Usa.6) Giappone (823.Principali produttori mondiali di moduli fotovoltaici. Spa.Principali produttori mondiali di celle fotovoltaiche.5) Norvegia (20. Usa) 6% Isofoton (Spa) 4% Photowatt International (Fra) 2% Others (23 compagnie) 16% Sanyo Electric (Giappone) 8% Mitsubishi Electric (Giappone) 7% Fig.0) Francia (33. 9 . . Usa) 4% BP Solar (Australia. Messico) 8% Kyocera (Giappone. Aut) 4% 6 Mitsubishi Electric (Giappone) 7% Sanyo Electric (Giappone.5) Usa (156.Germania (341. Kyocera (Giappone) 9% Isofoton (Spa) 3% Q-Cells (Ger) 11% Sharp (Giappone) 28% BP Solar (Aus. Inghilterra (1. Gbr.6) Shell Solar (Ger. Ger) 3% Sharp (Giappone.Usa) 5% RWE Schott (Ger. 8 .3) Italia (11.Distribuzione delle installazioni fotovoltaiche nel mondo.

nel 2005. negli anni ’80 e ’90 il fotovoltaico in Italia aveva avuto una forte crescita. ha installato 603 MW su un totale di 645 MW.il libro verde del 2000 che si propone l’obiettivo i raddoppiare il contributo delle rinnovabili dal 6% al 12% entro il 2010. Eppure. nei quali la domanda di fotovoltaico attende ancora di essere soddisfatta adeguatamente. ma se consideriamo i nuovi impianti.Fotovoltaico in Europa e in Italia . Gli stati membri che attualmente contribuiscono maggiormente al programma Europeo di installazione sono la Germania e la Spagna. l’industria tedesca si è dedicata in questi anni alla produzione di moduli fotovoltaici. assestandosi su una domanda piuttosto alta ma comunque stabile. Considerando i produttori italiani di celle fotovoltaiche. È prevedibile che presto o tardi il mercato fotovoltaico tedesco tenderà a saturarsi. A livello europeo.3 . Si può notare come le applicazioni fotovoltaiche per servizio isolato. . che per diversi anni è risultata essere la più grande esistente al mondo. quindi in pratica più del 93% del totale.il libro bianco del 1997. Inoltre. Nel 2005 l’Italia ha installato impianti per una potenza piuttosto modesta (5000 kW). Questa diffusione del fotovoltaico era culminata nella costruzione della centrale da 3. è possi7 1. inverter e accessori con risultati particolarmente brillanti sia in termini di quantità che di qualità dei prodotti.11). . L’industria tedesca si prepara pertanto a espandersi su altri mercati. soprattutto a causa di una politica di incentivazione altalenante e disomogenea.L’Europa è caratterizzata dall’avere un mercato del fotovoltaico in vivace espansione. soprattutto europei. diversi documenti definiscono la politica di settore dell’Unione Europea. che pone l’obiettivo di installare 3000 MW di potenza fotovoltaica entro il 2010. siano poco più del 5% del totale. almeno se paragonato allo sviluppo negli altri Paesi. la percentuale si riduce a poco più dell’1%. Si ha in particolare: . in provincia di Salerno. anche se la situazione è tutt’altro che omogenea. nel 2005.la Direttiva sulla produzione di energia da fonti rinnovabili che ha l’obiettivo di portare il contributo delle rinnovabili per la produzione di energia elettrica dal 14% al 22% entro il 2010.3 MW di Serre Persano (fig. Questo dato straordinario è il risultato di una remunerazione in “conto energia” dell’energia prodotta particolarmente efficace. Questo è avvenuto principalmente per opera dell’ENEL. La Germania da sola. attraverso una serie di programmi di elettrificazione di abitazioni isolate in zone montane e nelle piccole isole.

800 12.000 42.180 8.300 0.207 21.509 2.003 1692.500 15.194 0.317 0.100 0.269 0.060 0.083 0.380 0.005 0.667 23.700 46.000 36.687 0.500 2.500 18.002 92.700 2.017 0.254 3.006 0.053 0.165 0.500 49.765 0.017 0.00 29.867 32.200 57.288 3.Vista dall’alto della centrale fotovoltaica di Serre Persano (SA).090 0.000 0.Esempio di impianto fotovoltaico per un rifugio di montagna.300 23. 10 .504 934.234 0.866 4.290 1.100 0.386 1.210 0.135 0.002 1148.200 19.702 2.000 2.345 0.085 0.300 18. 11 .712 0.518 8 .000 0.100 31.300 0.778 3.544 3.000 0.305 2.100 0.600 2.266 0.E Potenza installata alla fine del 2004 alla fine del 2005 on grid off grid totale on grid off grid totale 26.000 0.015 0.004 0.000 0.584 100.500 8.430 0.035 1.060 0.Fig.934 1793.017 0.922 4.000 23.255 0.003 0.015 0.490 0.800 18.053 1.672 3.150 0.000 0.779 4.700 4.335 0.147 0.625 0.000 0.000 26.000 0.530 0.922 4.266 18.493 7.091 0.231 Germania Spagna Olanda Italia Francia Lussemburgo Austria Inghilterra Grecia Svezia Finlandia Portogallo Danimarca Belgio Cipro R.640 1.085 0.223 3.300 4.700 3.176 1.004 0.000 23.257 0.200 16.800 44.060 0.300 2.216 0.118 0.000 37.000 1055.055 0.005 0.193 0. 908.866 3.444 0.000 13.Potenza complessivamente installata nel ‘04 e nel ‘05 nei Paesi dell’U.E. Paese Fig.006 0.000 1537. Tabella 1 .416 0.900 51.200 23.002 0.094 0.000 0.000 23.017 0.223 3.300 0.060 0.138 0.232 0.263 0.000 13.176 0.254 3.032 5.000 0.412 4.255 0.176 0.098 0.069 0.000 0.200 0.000 13. Ceca Polonia Irlanda Slovenia Ungheria Slovakia Lituania Malta Latvia Estonia Totale U.006 0.778 1508.

La Germania aveva avviato programmi di ricerca sul fotovoltaico a partire dalla seconda metà degli anni ’70. . . destinati prevalentemente all’esportazione.produzione di celle pari a 8 MW/anno. mostrava un’industria nazionale allineata con quella italiana e circa 3000 occupati nel settore. 9 .000. Gli analisti del settore e lo stesso governo tedesco prevedono per i successivi 5 anni una crescita analoga. . caratterizzata da: . Nel 2005. Sono presenti in Italia numerose società. conviene riferirsi alla situazione tedesca.produzione di wafer di silicio pari a 10 MW/anno.produzione di celle pari a 340 MW/anno. . Il maggiore produttore di moduli fotovoltaici nel 2004 era Enitecnologie. Helios Technology aveva una capacità produttiva di 3 MWp e produceva celle fotovoltaiche esclusivamente di silicio monocristallino a partire da wafer acquistati sul mercato internazionale. Il programma di incentivazione “100. . creando laboratori pubblici su attività fortemente innovative.produzione di moduli fotovoltaici di 360 MW/anno. che riguarda sia celle in silicio monocristallino che policristallino. le imprese del settore circa 3500 e il fatturato complessivo pari a 1. .produzione di moduli fotovoltaici di 10 MW/anno. CIS) pari a 11 MW/anno. 1. a conclusione del programma “100. CdTe.circa 100 imprese per l’installazione di impianti fotovoltaici.000 tetti” e all’avvio del nuovo programma di incentivazione in conto energia. Si stima che la produzione di questi moduli.4 . caratterizzata da uno sviluppo più uniforme e da un quadro normativo di riferimento più stabile.8 miliardi di Euro all’anno.bile individuare due aziende di taglia maggiore: Enitecnologie (che dal 1° gennaio 2004 ha incorporato Eurosolare) e Helios Technology. La produzione. con 12 MWp.produzione di moduli a film sottile (a-Si. avviato nel 1999. gli occupati sono diventati 23. in particolare in Germania. ha raggiunto un valore di quasi 8 MW nel 2004. con ritmi sempre molto sostenuti (30÷40%/anno). fosse di circa 15 MW/anno (dato 2004).Situazione occupazionale per il mercato fotovoltaico Per valutare l’impatto sull’occupazione che il fotovoltaico può avere in Italia. specializzate nella realizzazione di moduli ottenuti per incapsulamento di celle mediante appositi laminatoi.produzione di wafer di silicio pari a 360 MW/anno.000 tetti”. Il settore fotovoltaico si è evoluto nel modo seguente: .

la densità è dell’ordine delle centinaia di kg/dm3 e la temperatura raggiunge decine di milioni di gradi. 1 . tra cui la più importante è quella che trasforma l’idrogeno in elio. risulta pari a 1.Immagine del Sole. All’interno del Sole avviene un gran numero di reazioni nucleari di fusione. Quest’ultimo.1 . misurato in corrispondenza della fotosfera. L’energia così prodotta viene poi trasmessa dagli strati più interni a quelli più esterni per conduzione. 1) deriva dai processi di fusione dell’idrogeno contenuto al suo interno.1.1 .Energia emessa dal Sole 10 Fig.39 milioni di km. convezione e irraggiamento.Radiazione solare al suolo L’energia irradiata dal Sole (fig. . Nella porzione più interna. 2. È opinione diffusa che il 90% dell’energia sia generata nella porzione più interna che ha un diametro del 23% rispetto al totale. Essa si propaga per irraggiamento nello spazio fino a raggiungere la fascia esterna dell’atmosfera terrestre.CAPITOLO 2 TECNOLOGIA E APPLICAZIONI DELLA CONVERSIONE FOTOVOLTAICA 2.

5. misurato al livello del mare con 1. Poiché la distanza tra il Sole e la Terra varia periodicamente nel corso dell’anno. Più precisamente. L’irraggiamento complessivo solare a livello della fotosfera è pari a circa 63. Infatti. Se si osserva il grafico della densità di potenza in funzione della lunghezza d’onda della radiazione solare è possibile valutare meglio l’effetto dell’attraversamento dell’atmosfera terrestre. mentre con AM1 all’effetto dell’attraversamento dello spessore unitario di atmosfera (sole perpendicolare) in una giornata limpida.7%) che separano la terra dal sole. L’attraversamento di spessori maggiori dovuti a condizioni non perpendicolari dei raggi solari danno luogo a percorsi maggiori: AM1. 2).Effetto dell’atmosfera sulla radiazione solare . la quale oscilla entro un intervallo del ±3%. con una temperatura equivalente di 5779 K. ma a livello internazionale è stato codificato con la sigla AM seguita da un numero.1.5 milioni di km (±1.2 . al livello del suolo l’energia specifica è minore di quella misurata al di fuori dell’atmosfera terrestre e con una composizione spettrale differente.La fotosfera costituisce lo strato esterno della zona convettiva ed è la sorgente della maggior parte della radiazione solare. alla radiazione solare è associata una potenza complessiva pari a 1367 W/m2. espressa come multiplo del cammino percorso fino ad un punto sul livello del mare con il sole perpendicolare. con valore massimo nel periodo invernale e quello minimo nella stagione estiva. A causa dei fenomeni di assorbimento e diffusione che hanno luogo nell’atmosfera (fig. chiamata costante solare.033 bar di pressione atmosferica. 11 2. Questo valore di potenza specifica decresce geometricamente con la distanza e. questo fenomeno dipende dalle condizioni meteorologiche locali (la nuvolosità in primo luogo). evidenziando le zone un cui l’assorbimento risulta maggiore. Con AM0 ci si riferisce alla radiazione extra atmosferica. la norma CEI EN 60904-3 definisce la massa d’aria AM come la lunghezza del cammino percorso dal raggio solare diretto attraverso l’atmosfera terrestre. AM2 ecc. assume un valore molto più ridotto. Ovviamente. dopo avere percorso i 149. la costante solare rappresenta in realtà il valore medio della potenza specifica. in pratica.000 kW/m2. all’esterno dell’atmosfera terrestre.

Fig 2 - Effetto dell’atmosfera terrestre sulla radiazione solare.

La curva AM0, corrispondente alla radiazione solare misurata al di fuori dell’atmosfera terrestre, risulta invece essere molto simile allo spettro di emissione di un corpo nero portato alla temperatura di 5760 K. Al fine di stabilire delle condizioni di prova standard in laboratorio per i componenti fotovoltaici, la norma CEI EN 60904-3 considera la curva AM1.5 come radiazione solare spettrale di riferimento, riportando anche i valori di energia specifica in funzione della lunghezza d’onda. Nella pratica impiantistica di progettazione, il valore di radiazione massima al suolo viene assunto pari a 1000 W/m2 con radiazione spettrale di riferimento. Questo valore è poi codificato nella norma CEI EN 60904-3, che definisce le condizioni di prova normalizzate o STC (Standard Test Conditions) aggiungendo alla radiazione spettrale di riferimento la temperatura di cella pari a 25 °C ±2 °C. La misura della radiazione solare globale orizzontale si effettua mediante uno strumento detto piranometro o, più comunemente, solarimetro. Si è visto precedentemente che le condizioni di soleggiamento (fig. 3) che si verificano al di fuori dell’atmosfera terrestre, caratterizzate da una potenza luminosa specifica di 1367 W/m2 e da una distribuzione spettrale
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2.1.3 - Energia solare disponibile

Fig. 3 - Soleggiamento medio annuo nelle varie parti del globo per superfici con un angolo di inclinazione ottimale rispetto all’orizzontale (i valori sono espressi in ore equivalenti/giorno di radiazione a 1000 W/m2).

del tipo AM0, sono fortemente attenuate dall’atmosfera, tanto che al livello del suolo, anche in condizioni ottimali, non è possibile neppure avvicinarsi a tali valori. La presenza dell’atmosfera terrestre è invece tenuta in conto dalle condizioni AM1, AM1,5 e seguenti o, più succintamente, dalle Standard Test Condition o STC. Queste però rappresentano le condizioni di prova ottimali, mentre invece, come sappiamo, la presenza di nubi per periodi di tempo più o meno lunghi, così come le precipitazioni di vario tipo che si susseguono nel corso dell’anno abbassano notevolmente il valor medio della radiazione solare al suolo. Inoltre, l’essere vincolati a un punto della superficie terrestre(1) fa sì che la radiazione solare debba sottostare a delle variazioni periodiche con cadenza giornaliera e annuale. Le caratteristiche di queste periodicità variano moltissimo con la latitudine. Per finire, nelle vicinanze del sito prescelto possono essere presenti elementi di vario tipo, il più delle volte costituiti da rilievi, vegetazione o costruzioni, in grado di proiettare ombre per periodi più o meno lunghi. Tenuto conto di queste premesse, uno dei principali criteri che guidano le installazioni fotovoltaiche consiste nel rendere massima l’energia prodotta dal generatore fotovoltaico nel periodo più critico. Quest’ultimo però non è uguale per tutte le applicazioni, anzi varia da caso a caso. Il più semplice è
(1) Il discorso non cambia per i sistemi fotovoltaici installati su imbarcazioni e caravan.

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s

n

Zenith

Surface tilt γ p North

θ Sun height γs

α p Sun azimuth

Surface azimuth

α

s

Fig. 4 - Inclinazione e azimut di un modulo fotovoltaico.

costituito dagli impianti collegati alla rete elettrica: in questo caso il periodo più critico corrisponde a tutto l’anno. Questi impianti devono produrre quanta più energia possibile indipendentemente da quando la producono. Si prenda invece, come caso opposto, un lampione fotovoltaico: durante l’estate potrà produrre di giorno (e quindi immagazzinare per la notte) una gran quantità di energia; il consumo è però limitato dal numero piuttosto basso di ore notturne. Viceversa, in inverno il numero di ore di luce è molto inferiore a quello delle ore di buio. In questo secondo caso il periodo più critico è allora posizionato in inverno, quando maggiore è il divario tra la risorsa solare e il consumo. Tra queste due condizioni estreme vi sono un gran numero di casi intermedi nei quali frequentemente la fonte solare varia stagionalmente, ma i carichi elettrici si mantengono più o meno costanti. Nella posa del generatore fotovoltaico si tiene conto del periodo più critico inclinando in misura maggiore o minore i moduli fotovoltaici o, in qualche caso, ricorrendo a sistemi di inseguimento solare. Alle nostre latitudini si è visto infatti che a basse inclinazioni dei moduli fotovoltaici (nell’intorno dei 30° sull’orizzontale) corrisponde una maggiore produzione nel corso dell’anno, mentre inclinazioni maggiori (circa 60°) tendono a rendere massima la produzione nei mesi più sfavorevoli. Con riferimento alla figura 4, il posizionamento di un modulo fotovoltaico è caratterizzato da un angolo di inclinazione β rispetto all’orizzontale e da un orientamento azimutale γ rispetto all’asse Nord- Sud.
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In genere, gli scostamenti dell’orientamento azimutale γ rispetto alla condizione ideale corrispondente all’orientamento Sud, purché non eccessivi, influiscono meno sulla produzione rispetto alle variazioni dell’inclinazione β rispetto all’orizzontale. La norma UNI 10349 fornisce i dati mensili di radiazione solare diretta e diffusa al suolo sul piano orizzontale e su alcuni piani verticali per tutte le provincie italiane. I dati sono espressi in MJ/(m2 . giorno) e quindi devono essere divisi per 3,6 per passare alla più agevole espressione in kWh/(m2 giorno). La norma UNI 8477 fornisce il metodo di calcolo per le componenti diretta, diffusa e di albedo della radiazione solare a partire dai dati forniti per il piano orizzontale dalla UNI 10349 su una superficie piana comunque orientata. La componente diretta è costituita dalla radiazione proveniente dal disco solare; quella diffusa è costituita dalla radiazione solare emisferica (cioè del cielo visto dall’osservatore) meno quella diretta; l’albedo è costituito dalla radiazione solare riflessa dal suolo (UNI EN ISO 9488). Si può osservare che all’aumentare dell’angolo di inclinazione β del modulo fotovoltaico diminuisce la componente diffusa e aumenta quella di albedo. La somma delle componenti diretta, diffusa e di albedo costituisce la radiazione globale G. Il principale limite applicativo della norma UNI 8477 consiste nella difficoltà di tenere conto degli ombreggiamenti che possono manifestarsi sui moduli fotovoltaici, per cui spesso si ricorre a valutazioni di massima ricorrendo ai dati forniti dall’Atlante Europeo della Radiazione Solare, oppure ci si orienta verso programmi di simulazione. Nel seguito si riportano i dati di radiazione globale (diretta + diffusa), espressi in kWh/(m2 . giorno) per alcune stazioni di rilevamento italiane, relativi a due differenti inclinazioni rispetto all’orizzontale: 30° e 60°. La prima serie di valori risulta particolarmente utile per il dimensionamento degli impianti collegati alla rete, mentre la seconda è più usata negli impianti per applicazioni isolate. In via approssimativa, per località comprese tra 2 o 3 stazioni dell’elenco, è possibile ricorrere a una media dei valori pesata sulle distanze. Nel caso, piuttosto raro, di posizionamento orizzontale dei moduli fotovoltaici, così come nel caso di posizionamento verticale (facciate fotovoltaiche), si consiglia di ricorrere direttamente ai dati forniti dalla norma UNI 10349. Si segnalano inoltre due siti internet nei quali è possibile reperire gratuitamente dati di radiazione solare in forma tabulare e grafica: il primo appartiene all’ENEA (clisun.casaccia.enea.it) e il secondo al Joint Research Centre di Ispra (sunbird.jrc.it). Il sito del Joint Research Centre mette anche a disposizione alcuni tools per il dimensionamento degli impianti solari.
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giorno) = Numero di ore equivalenti a 1000 W/m2 16 . degli equinozi (curva intermedia) e del solstizio invernale (curva più bassa). Si tiene conto dell’effetto degli ombreggiamenti su un impianto fotovoltaico campionando il profilo dell’orizzonte. è necessario tenere conto anche del loro ombreggiamento reciproco. a 1 kW/m2 di radiazione solare. sono riportati su un diagramma circolare anziché cartesiano. ad esempio. La figura 6 riporta un esempio di diagramma. Le informazioni sono comunque le stesse. un impianto fotovoltaico è costituito da 30 moduli di 75 Wp e la radiazione complessiva giornaliera(2) è 4. occorre sempre tenere presente: .18 kWh/(m2 giorno). quest’ultima ha peso maggiore nei mesi invernali. La linea tratto e punto si riferisce invece al profilo delle ombre. Talvolta i percorsi solari. così come le ombre. secondo la definizione di STC. Se. oppure può consistere in una verifica visiva quando il profilo ottenuto non è rilevante (come nell’esempio). mediante bussola e clinometro (fig. Nel procedere in una verifica qualitativa. giorno) deriva dal fatto che la potenza nominale dei moduli fotovoltaici si riferisce.le ombre influiscono poco sulla radiazione diffusa. la somma complessiva della potenza prodotta dal totale dei moduli in quel giorno è pari a 30 x 75 x 4. 5). misurato a distanza di 10° o 15° da quello vicino è individuato dal suo azimut rispetto a sud e dalla sua altezza rispetto al piano orizzontale espressa in gradi sessagesimali.Il motivo per cui è preferibile misurare l’irraggiamento solare giornaliero sul piano dei moduli (fornito come media mensile) in kWh/(m2 . Il profilo delle ombre così determinato viene riportato sul diagramma dei percorsi solari al fine di trovare le intersezioni tra le curve e stabilire quando la radiazione diretta è intercettata dagli ostacoli. Da ciò discende un’identità importantissima per chi opera nel fotovoltaico: Questo permette di calcolare immediatamente la potenza producibile da un impianto fotovoltaico a prescindere dall’area occupata dai moduli o dalle celle e dal loro rendimento di conversione. In questo modo ogni punto del profilo.18 = 9405 Wh. nel quale sono evidenziati i percorsi solari in corrispondenza del solstizio estivo (curva più alta). kWh/(m2 . L’analisi del diagramma dei percorsi solari e delle ombre può essere effettuata da un programma di simulazione. Quando i moduli fotovoltaici sono disposti su cavalletti distanziati tra loro in modo da formare file parallele. (2) Per semplicità non vengono considerati eventuali ombreggiamenti dei moduli fotovoltaici e l’effetto della temperatura. arriva a superare anche il 50% del totale.

6 . . 5 . Fig. nel caso in cui i moduli fotovoltaici abbiano basse inclinazioni sull’orizzontale. 17 .la zona del diagramma caratterizzata da una maggiore produzione corrisponde ad elevazioni sull’orizzonte superiori a 20÷30° perché interessata da mesi con minore nuvolosità. questo fenomeno è accentuato dalla maggiore perpendicolarità dei raggi solari sui moduli stessi.Rilevazione del diagramma delle ombre.Esempio di diagramma dei percorsi solari e delle ombre.Fig.

46° 28' N 11° 20' E 241 m s.37 3.23 Bolzano .33 2.99 2.53 18 3.73 2.59 4.71 Venezia .58 4.45° 26' N 9° 17' E 103 m s.17 5. 1.61 3.22 2.87 4.53 5.15 Ancona .60 2.06 4.44° 25' N 8° 51' E 3 m s.85 3.38 2.58 3.17 4.l.46 2.98 6.77 5.93 3.64 2. 1.08 3.25 5.m.83 6.60 1.00 5.81 4.22 1.59 1.65 1.17 5. 1.70 3.97 3.55 6.86 4.55 2.00 4.m.77 4.09 6.86 4.80 5.45° 30' N 12° 20' E 6 m s.86 5.15 4.57 5.70 5.91 4.42° 36' N 10° 6' E 27 m s.46 30° 60° 1. 2.06 5.75 5.98 5.71 4.99 6.94 30° 60° 1.92 4.l.34 3.04 3.10 4.m.58 2. Gen Feb 30° 60° 1.20 3.l.41 6.50 2.l.40 3.16 1.62 2.00 1.79 Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Media 3.27 Genova .54 Milano .m.93 2.21 4.14 2.73 2.20 6.18 4.95 5.70 2.42 4.53 4.l.04 4.39 5.51 4.57 3.99 3.53 4.99 5.31 4.50 5.06 4.93 2.16 3.13 5.Tabella 1 .24 5.25 5.82 5.38 1.94 3.83 2.92 4.41 2.69 6.39 4.67 4.17 4.82 5.32 5.47 2.56 4.78 3.60 6.34 2.82 2.60 Pianosa .78 2.87 Trieste .40 4.Radiazione globale per alcune località italiane Mar 5.29 6.81 5.32 4.15 1.88 3.18 2.21 3.60 3.02 3.16 1.56 1. 2.23 3.m.70 4.25 2. 1.00 3.71 2.l.81 4.41 3.63 30° 60° 2.24 4.81 3.81 4.65 3.13 5.53 5.77 4.l.88 3.49 4.44 4.36 3.71 4.40 5.76 3.45° 39' N 13° 45' E 20 m s.74 4.m.78 4.79 4.37 2.34 2.54 3.m.30 30° 60° 2.49 4.59 3.55 3.51 30° 60° 1.63 3.59 .57 5.89 4.68 4.59 4.43° 37' N 13° 31' E 104 m s.94 4.18 4.96 2.78 30° 60° 1.52 5.43 5.58 3.97 3.24 4.13 4.20 4.81 4.

00 6.74 4.96 4.73 3.l. 4.06 4.49 5.57 2.44 5.45 Pantelleria .99 5.52 4.18 5.79 3.43 2.26 4.05 Trapani .39 30° 60° 4.08 4.71 4.40 5.95 6.42 2.44 5.70 5.11 Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Media 30° 60° 4.31 2.99 3.93 3.50 3.36° 49' N 11° 58' E 170 m s.67 6.19 6.00 3.48 7.36 6.62 5.64 3.70 6.56 5.11 4.15 6. 4.89 4.42 4.61 4.74 5.93 5.59 Napoli .49 5.38 4.12 6.69 2.77 6.82 5.45 3.67 5.m.22 4.19 2. 4.m.40° 39' N 17° 57' E 10 m s.82 5.17 3.59 4.43 4.03 3.l.37 4.l.74 2.00 6.94 5.94 4.55 .14 5.07 6.40° 38' N 8° 17' E 40 m s.84 6.31 6.58 30° 60° 4.30 6.82 5.65 4.57 30° 60° 4.45 5.51 5.19 4.66 3.36 4.70 5.42 4.92 2.39 3.65 4.28 2.m.77 7.04 6.05 2.38 3.74 6.42 3.33 3.60 6.83 4.78 4.l.70 Brindisi .65 5.84 4. 4.m.78 5.m.41 5.07 6.55 4.19 4.66 5.l.33 5.60 4.52 2.84 3. 4.m.35 5.30 4.93 Messina .28 7.34 6.97 2.40° 51' N 14° 18' E 78 m s.m.04 2.18 5.42 2.37° 55' N 12° 30' E 14 m s.41 3.62 6.06 4.71 3.83 4.10 5.29 30° 60° 4.20 3.43 3.38° 12' N 15° 33' E 50 m s.86 5.40 5.42 6.14 5.93 6.22 3.58 5.88 3.70 3.80 4.71 4.41° 48' N 12° 35' E 131 m s.09 2.07 3.35 4.94 7.52 6.76 4.47 5.55 5.44 3.86 5.71 5.97 5.88 5.30 3.55 6.l. 4.96 4.34 4.70 3.17 4.16 5.13 4.33 3.61 3.84 3.l.21 5.73 3.98 4.74 19 60° 3.69 Alghero .62 4.28 4.09 30° 3.91 4.06 3.84 3.26 3.Roma .78 30° 60° 4.32 4.67 6.87 5.64 5.49 4.70 5. 4.

Semiconduttori ed effetto fotovoltaico . gli 20 2. La conversione fotovoltaica si ottiene sfruttando la giunzione a semiconduttore (fig. formando una regione. in sintesi distribuisce ad alcuni elettroni l’energia sufficiente per muoversi del tutto liberamente nel reticolo. questi nuovi elettroni si sposterebbero casualmente per poi ricombinarsi dopo qualche tempo con altrettante lacune. 2. nel caso del silicio (il quale è tetravalente. Il contatto diretto dei due cristalli tende a far fluire gli elettroni in più del cristallo N verso il cristallo P. sprigiona liberamente in tutto il cristallo delle coppie elettrone/lacuna. in presenza del campo elettrico creato dalla giunzione. mentre l’altro contiene atomi pentavalenti (ad esempio Fosforo). Immaginiamo a questo punto di esporre alla luce la giunzione P-N così ottenuta (fig. purché di energia sufficiente. è realizzata ponendo a contatto due cristalli.Cella fotovoltaica La cella fotovoltaica è l’elemento base di ogni sistema fotovoltaico. cioè degli elettroni mancanti. Sia le lacune dovute al drogante P che gli elettroni del drogante N sono liberi di muoversi nel reticolo cristallino. 7). mentre quello contenente gli atomi pentavalenti presenta degli elettroni in più. nel secondo di tipo N (drogante N).se si sta dimensionando un impianto per utenze isolate che deve funzionare tutto l’anno è bene che i percorsi solari invernali siano quanto più possibile sgombri da ostacoli. la quale. uno dei quali contiene atomi trivalenti (ad esempio di Boro). nella quale le lacune sono colmate dagli elettroni.1 . Il cristallo contenente gli atomi trivalenti presenta nel reticolo delle lacune. Nel primo caso il cristallo è di tipo P (si dice anche che incorpora il drogante P). Ci si trova quindi di fronte ad una nuova condizione di equilibrio nella quale la giunzione P-N risulta polarizzata. Il processo però ad un certo punto si ferma perché il campo elettrico che si genera a causa dello spostamento di cariche da un cristallo all’altro controbilancia il moto di diffusione.. comunemente chiamata di carica spaziale. creando.2. ossia dispone di 4 elettroni di valenza disponibili per i legami molecolari con altri atomi). In assenza della giunzione. in essa avviene la conversione della radiazione solare in energia elettrica. nel contempo altrettanti posti vuoti (lacune). 8): la radiazione luminosa.2 . Invece.

8 . Fig. quindi. è al di sotto del 50%. cioè con lunghezza d’onda inferiore a 1.Giunzione P-N. Questo fa sì che vi sia un limite teorico alla conversione fotovoltaica per ogni giunzione.Giunzione P-N investita da un flusso luminoso. Questo moto di cariche è all’origine della generazione elettrica fotovoltaica. in quanto solo i fotoni con energia sufficiente.15 µm (nel caso del silicio). elettroni sono attirati verso la zona N (caricata positivamente) e le lacune verso la zona P (caricata negativamente). che nel caso del silicio. spesso i singoli fotoni (nel visibile e ancor più nell’ultravioletto) possiedono un surplus di energia che va perso nella creazione della coppia elettrone/lacuna. quelli con lunghezza superiore non contribuiscono alla generazione fotovoltaica.Fig. diffusione di elettroni e lacune e potenziale elettrico. Poiché l’energia della radiazione aumenta al diminuire della lunghezza d’onda. Non tutta la radiazione dello spettro solare è in grado di generare delle coppie elettrone/lacuna. 21 . 7 . attivano questo fenomeno.

Nella figura 10 è anche visibile l’andamento della potenza ottenibile dalla cella al variare del carico elettrico applicato e quindi della tensione e della corrente corrispondenti.l’elettrodo frontale della cella presenta una certa resistenza in serie per l’esigenza di mediare tra la realizzazione di un buon contatto e il voler oscurare quanto meno possibile la superficie della cella esposta alla luce. sia la tensione a circuito aperto che quella nel pun22 2. Osservando la curva tensione-corrente di una cella fotovoltaica irraggiata (nella figura 10 e 14 è visibile quella di una cella in silicio cristallino). 9 . A valle di questo limite teorico.non tutti i fotoni incidenti sulla cella penetrano all’interno.alcune coppie elettrone/lacuna si ricombinano prima che queste possano essere separate dal campo elettrico interno della giunzione (queste perdite dipendono principalmente dal grado di purezza del silicio utilizzato). .2.corrente di corto circuito ISC.Luce solare Strato antiriflettente Materiale semiconduttore Contatto posteriore Fig. . Nella curva è possibile evidenziare tre parametri di particolare importanza: . corrispondente a I = 0.tensione a circuito aperto VOC.2 . Per il silicio cristallino. . L’andamento della potenza presenta un valore massimo Pmax. all’interno della cella vi sono altre sorgenti di inefficienza che abbassano ulteriormente il rendimento.Rappresentazione di una cella fotovoltaica.tensione e corrente nel punto di massima potenza VPmax e IPmax. corrispondente a V = 0. . si può notare che si ha a che fare con un dispositivo non lineare. alcuni vengono riflessi e altri vengono intercettati dall’elettrodo frontale.Collegamento elettrico della cella fotovoltaica . Le principali sono: .

Questa differenza si traduce in una maggiore efficienza delle celle monocristalline. Da un punto di vista costruttivo. FF = VPmax . 11 e 12) provengono dalla solidificazione della massa fusa di silicio in un crogiolo a forma di parallelepipedo. I parametri VOC e VPmax. la corrente di corto circuito. mentre quelle in silicio policristallino hanno un paio di punti percentuali in meno. così come quella nel punto di massima potenza. come già detto. Nelle celle in silicio amorfo la curva tensione-corrente è più tondeggiante rispetto a quella che si riscontra nelle celle cristalline e pertanto il Fill factor è minore. mantenendosi su valori di poco inferiori a 0. Un altro parametro indicatore frequentemente usato riguardo all’efficienza di conversione è il fattore di riempimento o Fill factor (FF). La curva di efficienza della cella fotovoltaica è tracciata mantenendo costanti l’irraggiamento e la temperatura. 13). Isc La cella fotovoltaica è tanto più efficiente quanto più il Fill factor è prossimo a 1 e di conseguenza la curva tensione-corrente assume un aspetto rettangolare. nel quale si formano più centri di aggregazione degli atomi con orientamenti tra loro differenti e casuali. (3) Per le celle in silicio amorfo la dipendenza dalla temperatura è.6 V il primo e 0. 23 .to di massima potenza variano poco tra cella e cella. Sia VOC che VPmax sono invece maggiormente influenzati dalla temperatura (un aumento della temperatura provoca la loro diminuzione e viceversa) in ragione di circa -2. Al variare dell’irraggiamento la curva trasla verso l’alto o verso il basso variando. che commercialmente arrivano al 16÷18%. IPmax Voc . viceversa subiscono delle variazioni molto più contenute.3 mV/°C per le celle in silicio cristallino (3).5 V il secondo. Viceversa. le celle in silicio monocristallino sono ricavate da un unico cristallo a forma di lingotto cilindrico. mentre la corrente è meno interessata dalle variazioni termiche. minore. tanto che nei dati di targa ci si riferisce normalmente a condizioni STC (fig. in modo pressoché proporzionale ISC e IPmax. in genere. aumentano pressoché linearmente con la superficie della cella e col suo rendimento. definito come il rapporto fra la massima potenza e il prodotto della tensione a circuito aperto per la corrente di corto circuito. mentre quelle in silicio policristallino (figg. tanto che in molti casi sono considerate trascurabili.

Celle fotovoltaiche in silicio pocristallino e di cella in silicio policristallino. 12 . Fig. 10 .Esempio di curva caratteristica di una cella fotovoltaica in silicio cristallino.Esempio di cella in silicio mono. 11 .Fig. licristallino pronte per essere collegate.Fig. 24 .

25 kW/m2 0.64 0.68 0.50 kW/m2 0 corrente.5 0.1.6 0.75 0. quali telloruro di cadmio o disselenuro di indio e rame a costi accettabili (4).25 kW/m2 1. Hanno il vantaggio di impiegare molto meno materiale.25 Variazione della temperatura Fig.1 0. 13 . 25 . Corrente.3 0.50 1.75 kW/m2 0.72 Variazione della radiazione 1.53 0.75 0.4 0. A tensione.00 0.25 0.V (a) 1.50 kW/m2 1. V (b) 0. A 0.25 1.40 0.50 0. Per questo motivo è anche possibile impiegare materiali differenti. celle e moduli vengono detti a film sottile.00 60°C 20°C 40°C -20°C 0°C -40°C 0.Effetto della temperatura e della radiazione solare sulla curva caratteristica di una cella fotovoltaica.2 tensione.60 0.7 Le celle in silicio amorfo sono costruttivamente molto differenti da quelle in silicio cristallino e si ottengono per deposizione sotto vuoto o in atmosfera controllata di vapori di silicio su un opportuno substrato.57 0. in quanto lo spessore della cella può essere ridotto al minimo indispensabile e in genere non supera i pochi micron. (4) Per il ridotto spessore della parte attiva.00 kW/m2 0.

Per contro. nelle varianti a monocristallo e policristallo sono oggigiorno quelle maggiormente diffuse a livello commerciale ed è ragionevole ritenere che lo saranno ancora per diversi anni. sulla superficie di sostegno. impiega cioè quantità molto esigue di silicio (spessori di qualche micron). il rendimento di queste celle rimane generalmente al di sotto del 10% dopo il periodo iniziale di stabilizzazione anche facendo ricorso a tecnologie sofisticate tra cui. Questo non toglie che siano state sviluppate e rese disponibili celle realizzate con materiali differenti o in grado di sfruttare altre tecnologie. I moduli in silicio amorfo dimostrano in genere di una efficienza meno costante delle altre tecnologie rispetto ai valori nominali. Questa tecnologia è del tipo a film sottile.3 . 14 . pur avendo garanzie in linea con il mercato. ovvero strutturalmente disorganizzata.Celle solari di tipo diverso Le celle solari in silicio cristallino.2.Esempio di curva tensionecorrente misurata in un componente fotovoltaico in silicio amorfo. ad esempio. l’utilizzo di giunzioni sovrapposte. . 2. Il dato più interessante dell'amorfo è che ha un indice di ritorno energetico molto alto (energia ricavata rispetto all’e- 26 Fig. Silicio amorfo Con la tecnologia del silicio amorfo. gli atomi silicei vengono deposti chimicamente in forma amorfa.

Dopo tre-sei mesi il rendimento iniziale dell'a-Si cala e si stabilizza su un meno 20%.Esempio di utilizzo di moduli fotovoltaici in silicio amorfo nella nautica. i componenti in silicio amorfo costano circa il 15% in meno del policristallino. CdTe La tecnologia a film sottile per la realizzazione di componenti fotovoltaici è stata sperimentata con successo anche riguardo ad altri materiali: Fig. come si è visto. Il fill-factor è minore e anche l’efficienza. è la possibilità di essere utilizzato in componenti fotovoltaici flessibili. Nei periodi successivi il calo è molto inferiore: all’incirca 1% ogni anno. Un pregio notevole del silicio amorfo. è questa la potenza dichiarata dai costruttori. 27 . A differenza infatti del silicio cristallino. comune anche agli altri film sottili.nergia consumata per produrre il componente). il silicio amorfo è flessibile e quindi rappresenta la tecnologia ideale (fig. In questo modo è possibile raggiungere efficienze di conversione del 7-8 %. il che attesta una maggior economicità di questa tecnologia. La curva tensione-corrente di un componente fotovoltaico in silicio amorfo si presenta più piatta di quella tipica del silicio cristallino. è più bassa. 15 . In genere. CIS. Al fine di aumentare l’efficienza delle celle per unità di superficie esposta. si ricorre spesso alla tecnologia al silicio amorfo con giunzioni multiple sovrapposte.). dal 40 al 100% in più. che si avvale di celle poco flessibili ed estremamente fragili. Si ha però una maggiore superficie necessaria per i pannelli. A parità di potenza prodotta. 15) per tutte le applicazioni mobili (nautica. CIGS. campeggio ecc.

I costi sono ancora più alti rispetto al silicio cristallino.AlGaAs Bottom cell Substrate Fig.. 16) sono costituite da un certo numero di giunzioni sovrapposte di tipo diverso.GaAs p.GaAs p+.GaAs p+. 16 . In questo modo è possibile far si che ogni cella dello strato converta la frazione di luce solare per la quale il suo rendimento è massimo. Shell Solar ha uno stabilimento con una linea di produzione di 3 MW/anno per la produzione e commercializzazione di questo prodotto. però la tecnologia sembra promettente.CdTe (Telloruro di cadmio). 28 . .CIS (Copper-Indium diselenide.Esempio di cella solare a doppia giunzione. gallio e rame). ossia disselenuro di indio e rame). nella quale la cella più esterna (cella top) converte la frazione di luce a lunAntireflection coating n-Alln P2 Au grid n-Galn P2 n-Galn P2 Top cell n+. Una variante di questa tecnologia e il CIGS (CopperIndium-Gallium diselenide.GaAs n. ossia disselenuro di indio. Si tratta di una tecnologia molto promettente: in Italia il gruppo Marcegaglia sta costruendo uno stabilimento per la produzione di componenti fotovoltaici al CdTe da alcune decine di MW/anno. Celle a eterogiunzione Queste celle fotovoltaiche (fig.GaAs Tunnel diode n. Il caso più frequente è rappresentato dalla cella a tripla giunzione.

I collegamenti tra le singole celle sovrapposte sono una delle parti più critiche di tutto il processo. ad esempio violetto e UV. sono presenti solo le celle bottom e top. Al fine di poter rendere più chiara la complessità del processo di fabbricazione di questi componenti. 29 .ghezza d’onda minore. soprattutto in termini di reticolo cristallino. altrimenti non è possibile accoppiarli tra loro. mentre commercialmente si reperiscono celle con efficienza del 30-35 %. È importante che i materiali utilizzati siano tra loro compatibili. sormontata a sua volta da una cella top di arsenuro di gallio. Con questi componenti è possibile raggiungere efficienze molto elevate: in laboratorio anche del 40%. In altri casi invece. Per non realizzare delle giunzioni contropolarizzate. la cella intermedia (cella middle) converte le lunghezze d’onda intermedie (quasi tutta la luce visibile). alla quale è sovrapposta una cella middle di arsenuro di gallio e indio. una cella a tripla giunzione è ottenuta sovrapponendo circa 30 strati differenti. nel quale cioè il passaggio di corrente è realizzato per effetto tunnel. indio e fosforo. mentre l’ultima cella (cella bottom) converte la frazione di luce a lunghezza d’onda maggiore (infraosso). Una classica configurazione è costituita da una cella bottom di germanio. tra una cella e l’altra è interposto un diodo tunnel.

1 . Le modalità di realizzazione e le caratteristiche dei moduli fotovoltaici possono variare moltissimo a seconda che siano formati con celle in silicio cristallino (mono o poli) o in film sottile. opportunamente incapsulato e irrigidito.1 .Costruzione dei moduli fotovoltaici Anche se le celle fotovoltaiche rappresentano esse stesse dei generatori di energia elettrica. non è quasi mai possibile utilizzarle separatamente per via della loro ridotta potenza. La soluzione al problema è stata trovata nell’utilizzo di un vetro anteriore temperato dello spessore di 3÷4 mm. può essere utilizzato più agevolmente. Collegando elettricamente le celle fotovoltaiche tra loro in serie (qualche volta anche in parallelo) è però possibile ottenere un assieme che. la prima preoccupazione è allora quella di fornire un supporto sufficientemente rigido per evitare che sotto l’azione degli sforzi meccanici ai quali può essere sottoposto il modulo fotovoltaico le celle possano spezzarsi. il quale oltretutto costituisce anche un’ottima protezione contro gli agen- 30 . a questo dispositivo è stato dato il nome di modulo fotovoltaico (fig.CAPITOLO 3 COMPONENTI DEGLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI 3. 1). nel secondo con film di silicio dello spessore di qualche micron depositati su un supporto isolante. Si tratta inoltre di elementi fragili che necessitano adeguata protezione dalle aggressioni degli agenti atmosferici e dagli sforzi meccanici. Nel caso del silicio cristallino.3 mm e larghezza variabile solitamente tra 10 e 15 cm.1. Nel primo caso si ha a che fare con celle rigide dello spessore di circa 0.Dalla cella al modulo fotovoltaico 3.

viene interposto un sottile foglio di vinil-acetato di etilene (EVA) contenente addittivi che ne ritardano l’ingiallimento causato dall’esposizione ai raggi ultravioletti durante la vita operativa del modulo (fig. che si presentano all’assemblaggio con i contatti elettrici anteriori e posteriori già predisposti. così come sul retro di queste. tradizionalmente. vengono appoggiate sul vetro a matrice (per esempio. Lo scopo dell’EVA è triplice: evitare un contatto diretto tra celle e vetro. Il numero di celle presenti per ogni singolo modulo fotovoltaico assume generalmente valori standard tra i quali.Moduli fotovoltaici di diversa potenza in silicio policristallino. Tra il vetro e le celle fotovoltaiche. 2). 1 . L’assieme così ottenuto è infine sottoposto al processo di laminazione 31 Fig. eliminare gli interstizi che altrimenti si formerebbero a causa della superficie non perfettamente liscia delle celle ed isolare elettricamente la parte attiva dal resto del laminato. . quest’ultimo però generalmente di spessore inferiore rispetto a quello anteriore. La protezione del retro del modulo è invece ottenuta per mezzo di un foglio di materiale plastico di particolare resistenza (molto usato il Tedlar) o facendo ricorso ad un vetro. i più utilizzati sono 36 e 72. Le terminazioni di questi devono poi essere riportate all’esterno per realizzare il collegamento elettrico.ti atmosferici. La composizione del vetro deve essere a basso contenuto di ferro al fine di aumentarne la trasparenza. Le celle fotovoltaiche. tra cui la grandine. in moduli da 36 celle si possono avere 4 file di 9 celle ciascuna) e collegate elettricamente tra loro in serie utilizzando sottili nastri metallici elettrosaldati.

Disposizione delle celle sul vetro anteriore durante la fabbricazione del modulo fotovoltaico.Fig. Fig. 32 .Struttura di un modulo fotovoltaico in silicio cristallino con cornice. 3 . 2 .

fissata con sigillante siliconico. In essa trova posto la morsettiera di collegamento e. devono essere adeguatamente protette per mezzo di una scatola di giunzione (fig. vedi tabella 1). la quale costituisce anche l’interfaccia elettrica con l’impianto. uno per polo. sull’involucro sono presenti due pressacavi. Questa scelta indubbiamente rende più veloci le operazioni di installazione. dotati di connettori ad innesto rapido. 33 . (fig. In questo caso però fuoriescono due spezzoni di cavo dotati di connettori ad innesto rapido. all’interno trovano posto i morsetti per il collegamento e i diodi di by-pass. così da incollare stabilmente tra loro i vari strati. su un fianco. La maggior parte dei moduli fotovoltaici è poi provvista di cornice di alluminio sul bordo.Esempio di scatola di giunzione di un modulo fotovoltaico. i diodi di by-pass. Le terminazioni dei collegamenti tra le celle fotovoltaiche. 3) in condizioni di temperatura e pressione controllate. 4 . in qualche caso. 5). Al fine di evitare l’entrata di acqua ed assicurare un grado di protezione adeguato (IP55 o IP65. dopo essere state portate all’esterno sul retro del modulo o. la quale irrobustisce l’assieme e ne facilita il montaggio meccanico. Oggigiorno stanno avendo una sempre maggiore diffusione le scatole di giunzione stagne dalle quali fuoriescono due spezzoni di cavo. quando presenti.Fig.

Fig.Caratteristiche dei moduli fotovoltaici La potenza dei moduli fotovoltaici è espressa in watt di picco (CEI EN 61194). Le curve tensione-corrente dei moduli fotovoltaici sono simili a quelle già viste per le celle ma con valori (tipicamente di tensione) ben maggiori. Per i moduli con celle in silicio cristallino. si noti la posizione dei fori di fissaggio. anche per i moduli fotovoltaici sono fornite le caratteristiche elettriche e le prestazioni. Analogamente a quanto avviene per le celle. come riportato nella tabella 2. la potenza si attesta su valori intermedi. dalle dimensioni di queste.2 . Se il numero di celle è compreso tra 36 e 72. Lo 34 . ottenuti con frazioni di celle. che hanno potenze inferiori). mentre nel caso di 72 celle la potenza sale a 120÷190 Wp. policristallino. Nei moduli presenti sul mercato. la quale corrisponde alla potenza misurata ai morsetti in condizioni STC e si indica con la notazione W o Wp. 3.Esempio di disegno costruttivo di modulo fotovoltaico con cornice. la potenza dipende dal numero delle celle. amorfo o altro materiale) e dalla loro qualità.1. 5 . indicativamente ci si può aspettare che ad una configurazione di 36 celle corrisponda una potenza di picco di 60÷90 Wp (vi sono però moduli di dimensioni ridotte. ad esempio per i moduli con 54 o 64 celle. dal tipo (silicio monocristallino.

5 mm 4 = Diametro ≤ 1 mm 5 = Protetto contro la polvere 6 = Totalmente protetto contro la polvere C = Attrezzo D = Filo Tabella 2 . La temperatura nominale di lavoro di cella o NOCT (Nominal Operating Cell Temperature) è la temperatura media di equilibrio di una cella solare all’interno di un modulo posto in condizioni ambientali normalizzate con irraggiamento di 800 W/m2. 1000 V Tensione massima di sistema Vmax (V) stesso dicasi per le famiglie di curve ottenute variando l’irraggiamento e la temperatura di cella. elettricamente a circuito aperto ed installato su un 35 .Corpi solidi 0 = Non protetto 1 = Diametro ≤ 50 mm 2 = Diametro ≤ 12.5 mm Secondo numero . temperatura ambiente di 20 °C e velocità del vento di 1 m/s.Prestazioni dei moduli Descrizione 6 = Getti d’acqua potenti 7 = Immersione temporanea 8 = Immersione continua Acronimo Valori tipici e unità di misura Potenza nominale o di picco Pmax (W) / (Wp) Tolleranza sulla potenza nominale % +3% / +5% / +10% Tensione nel punto di massima potenza VPmax (V) 17÷18 V per 36 celle in serie 34÷36 V per 72 celle in serie Tensione a circuito aperto VOC (V) 20÷22 V per 72 celle in serie 40÷44 V per 72 celle in serie Corrente nel punto di massima potenza IPmax (A) Corrente di cortocircuito ISC (A) Variazione della tensione -80÷-90 mV/°C con la temperatura CT (mV/°C) per 36 celle in serie -160÷-180 mV/°C per 72 celle in serie Temperatura nominale di lavoro di cella NOCT (°C) 40÷50 °C 600 V.Tabella 1 . 800 V.Acqua 0 = Non protetto 1 = Caduta verticale 2 = Caduta con inclinazione ≤ 15° 3 = Pioggia 4 = Spruzzi d’acqua 5 = Getti d’acqua Lettera aggiuntiva A = Dorso di una mano B = Dito di una mano 3 = Diametro ≤ 2.Grado di protezione degli involucri (codice IP) Primo numero .

36 . vento. periodo quest’ultimo che rappresenta la vita minima attesa per questi componenti.telaio in modo tale che al mezzogiorno solare i raggi incidano normalmente sulla sua superficie esposta (CEI EN 60904-3). Fig. In figura 6 è possibile vedere un tipico schema di collegamento interno di un modulo da 36 celle.Tipico schema di collegamento interno di un modulo da 36 celle. I diodi collegati in parallelo a ciascun gruppo da 18 celle sono detti diodi di by-pass e sono solitamente contenuti nella scatola di giunzione. tuttavia nei moduli di dimensioni maggiori. 6 . per evitare che l’oscuramento accidentale di una cella possa provocare la sua polarizzazione inversa da parte delle altre. Si tratta di un servizio gravoso che deve poter continuare per almeno 20 anni. La tensione massima di sistema è la tensione a circuito aperto del sistema a STC (CEI EN 61215). ad esempio quelli da 72 celle. il costruttore spesso divide elettricamente il modulo in più sezioni (2 nel caso di 72 celle) e offre la possibilità di scegliere se collegare tali sezioni tra loro in serie oppure in parallelo. la tensione inversa che le celle fotovoltaiche riescono a sopportare non va generalmente oltre qualche decina di volt e pertanto si rende necessaria la presenza dei diodi di by-pass su ogni modulo. La loro presenza è necessaria nel caso in cui più moduli fotovoltaici vengano collegati in serie. Il collegamento interno delle celle di un modulo fotovoltaico è di tipo serie. Infatti. intemperie. I moduli fotovoltaici sono componenti dai quali ci si aspetta una notevole robustezza e affidabilità: essendo collocati all’aperto. In tutto questo tempo le prestazioni non devono degradare oltre un certo livello. sono continuamente sottoposti all’azione di sole. sbalzi termici.

Prova all’UV . Un’ulteriore caratteristica che possono avere i moduli fotovoltaici.Prova di caricamento meccanico .Prova di corrente di dispersione in ambiente umido Anche se meno utilizzate. Nel seguito sono elencate le prove previste dalle norme.Misura dei coefficienti di temperatura .Misura di NOCT . mentre la CEI EN 61626 fa riferimento ai moduli in silicio amorfo a film sottile. ossia effettuate su alcuni campioni. La norma CEI EN 61626 comprende tutte le prove della CEI EN 61215 e differisce da questa perché ne aggiunge alcune specifiche per i moduli a film sottile. La norma CEI EN 61215 riporta le prove di tipo per i moduli in silicio cristallino. è l’isolamento di classe II (doppio isolamento o isolamento rinforzato) verso l’esterno.Prova di esposizione in esterno .Prova di svergolamento .Prestazioni a basso irraggiamento .Prova di umidità e congelamento .Prova di cicli termici .Prova di caldo umido .Esposizione prolungata alla luce . 37 .Prova di grandine CEI EN 61646 .Prestazioni a NOCT . quest’ultima utilizzata per saggiare la resistenza dei rivestimenti frontali di tipo polimerico per alcuni tipi di moduli fotovoltaici. CEI EN 61215 / CEI EN 61646 .Ispezione visiva .Sono state quindi codificate una serie di prove di tipo.Ricottura . vi sono poi la prova di corrosione da nebbia salina (CEI EN 61701) e la prova alla radiazione ultravioletta (CEI EN 61345). molto importante nell’utilizzo in impianti allacciati alla rete.Prova di robustezza dei terminali . finalizzate a valutare l’effettiva rispondenza dei moduli ai requisiti di robustezza ritenuti necessari affinché da un modulo fotovoltaico ci si possa attendere una durata sufficiente.Prestazioni a STC .Prova di isolamento .Prova di tenuta al surriscaldamento localizzato .

il che comporta l’adattamento a variazioni molto più ampie ed inoltre richiede un circuito inseguitore del punto di massima potenza o Maximum Power Point Tracker (MPPT) sulla curva caratteristica I-V del generatore stesso (fig. del punto di lavoro sulla curva caratteristica I-V. ma quella del generatore fotovoltaico. ma consiste nel trasferire in rete l’energia prodotta dal generatore fotovoltaico nel modo più efficiente possibile. Spesso questa ricerca viene effettuata per tentativi mediante piccoli spostamenti. ora non più necessarie. Lo scopo di questi dispositivi. i circuiti di ingresso non hanno come riferimento la tensione delle batterie.1 . la finestra di tensione di ingresso degli inverter per il funzionamento in parallelo alla rete elettrica deve tenere conto dei seguenti fattori: Potenza del generatore fotovoltaico (W) Po 3.3. Tensione di ingresso (V) 38 . a differenza di quelli per applicazioni isolate. devono essere in grado di farlo lavorare nel miglior modo possibile e devono mettere in atto tutte quelle protezioni che possono garantire un funzionamento sicuro per tutto il sistema.Inverter per servizio in parallelo alla rete Fig.2. Negli inverter per servizio in parallelo alla rete. non è più quello di regolare la tensione e la frequenza di uscita per fornire un servizio elettrico idoneo.Metodo di ricerca del punto di massima potenza dell’array fotovoltaico. Questi infatti devono accoppiarsi perfettamente al campo fotovoltaico. 7). ad intervalli ravvicinati. Più in dettaglio.Conversione della potenza Il fulcro degli impianti per servizio in parallelo alla rete è costituito dall’inverter. o dagli inverter se ve n’è più di uno. 7 .2 .

questi valori sono dipendenti dal tipo e dal numero dei moduli componenti le stringhe. Tuttavia. mentre negli inverter per servizio isolato sono tollerati andamenti anche fortemente discontinui della corrente perché comunque il sistema di accumulo è in grado di compensare ogni variazione del carico.aumento della tensione a vuoto per bassi valori di temperatura dei moduli fotovoltaici (come al punto precedente). anche se la rete è scollegata) ed inoltre è conveniente non avvicinarsi troppo alla tensione massima di isolamento dei moduli fotovoltaici indicata dal costruttore. per cui l’inverter deve sincronizzarsi con quest’ultima e comportarsi come un generatore 39 .. oltre alla tensione è importante che anche la corrente rispetti certe condizioni. si mantengono al di sotto del 10% del valore medio della corrente di ingresso.diminuzione della tensione in corrispondenza del punto di massima potenza per condizioni di irraggiamento solare inferiori a STC. per spingersi in qualche caso a 1 : 3 o verso rapporti ancora maggiori. Le tensioni corrispondenti possono essere estremamente variabili: si parte da valori non superiori 50 ÷ 100 V per gli inverter con sezione cc di tipo SELV. Sempre sul lato ingresso. fino a spingersi in molti casi anche verso tensioni massime di 400 ÷ 600 V per i piccoli inverter e 800 ÷ 900 V per i grandi. Queste fluttuazioni prendono il nome di ripple e. tensioni troppo elevate possono comportare situazioni di pericolo da shock elettrico maggiori (di giorno il generatore fotovoltaico è sempre in tensione. Infatti. normalmente. Le differenze tra gli inverter stand-alone e quelli grid-connected non si esauriscono però nella differente configurazione lato generazione. Tanto maggiore è la tensione di ingresso. La combinazione di questi fattori fa sì che il rapporto tra la tensione minima e quella massima di ingresso per gli inverter commerciali sia dell’ordine di 1 : 2. tanto minore è il numero di stringhe di moduli necessarie ad ottenere la stessa potenza permettendo. gli inverter per il servizio in parallelo alla rete devono ridurre al minimo qualsiasi fluttuazione che li porti ad allontanarsi dal punto di massima potenza dell’array.diminuzione della tensione in corrispondenza del punto di massima potenza per aumento della temperatura dei moduli fotovoltaici. . allo stesso tempo. in quanto per questi ultimi i circuiti di uscita devono assolvere un compito differente: tensione e frequenza sono imposti dalla rete. . di diminuire la sezione e il numero dei cablaggi. la quale spesso è compresa tra 600 e 1000 V.tensione nel punto di massima potenza e tensione a vuoto del generatore fotovoltaico in condizioni STC. .

è possibile scegliere se convertire la potenza con un singolo inverter o con più inverter. l’inverter deve scollegarsi prontamente al fine di evitare di alimentare i carichi con valori di tensione e frequenza non idonei e generare situazioni di pericolo. Qualora la rete dovesse venire a mancare. la quale presenta taglie che partono da circa 10 kW fino ad arrivare a centinaia di kW. Attualmente rappresentano la categoria di inverter che maggiormente incontra i favori del mercato.FIg. 40 . Si tratta di macchine trifasi che spesso si presentano esternamente come armadi di tipo industriale. pressoché ideale di corrente alternata. cioè in parallelo alle singole fasi). Si tratta di inverter monofase. Le potenze commercialmente disponibili per gli inverter per servizio in parallelo alla rete partono da taglie di circa 500 W. Troviamo poi la fascia di prodotti la cui potenza di uscita parte da poco meno di 1 kW e arriva a circa 8 kW. Vi è poi la categoria di inverter con potenze maggiori. Se l’impianto fotovoltaico ha potenza superiore a qualche kW. in genere molto versatili. in quanto risultano particolarmente idonei ad essere utilizzati nel segmento di generazione fotovoltaica distribuita che più di altri oggi si sta diffondendo. anche solo per brevi periodi. 8 .Esempio di conversione cc/ca della potenza realizzata con più inverter monofase. che possono essere usati singolarmente o in configurazioni costituite da più unità la cui uscita è collegata in parallelo in una rete monofase o trifase (nel secondo caso collegandoli a stella.

in caso di guasto del ponte di conversione finale. la soluzione multi-inverter si impone di fatto come scelta obbligata. Un’altra caratteristica di rilievo degli inverter grid-connected riguarda la presenza del trasformatore di isolamento. vi possa essere l’immissione di corrente continua in rete. .gli inverter di taglia ridotta sono in genere più facili da manutenere. tuttavia in molti casi non regge il confronto con la soluzione multi-inverter per diversi motivi.singoli guasti si ripercuotono in genere solo sulla sezione interessata. Anche gli inverter grid-connected utilizzano la tecnica PWM per la costruzione dell’onda sinusoidale di uscita.l’installazione comporta generalmente meno problemi di spazio e spesso può essere fatta all’aperto. con possibili ripercussioni sulla sicurezza elettrica del sistema.quando il generatore fotovoltaico si compone di parti con caratteristiche non omogenee. tra i quali: . In questo modo. Quest’ultimo può essere posizionato all’uscita dell’ultimo stadio di conversione (trasformatore a 50 Hz) oppure tra due stadi di conversione interni (trasformatore a 10÷20 kHz). ad esempio in termini di tipo di moduli. tra le quali in particolare la CEI EN 61000-3-2. In genere questi inverter sono dotati di una protezione differenziale lato cc che risponde alla normativa tedesca DIN/VDE 0124. anche minima. il contenuto di armoniche si mantiene al di sotto dei valori massimi ammessi dalle norme di compatibilità elettromagnetica. L’inverter senza trasformatore è in genere più efficiente. il trasformatore non è neanche presente (inverter transformerless). Per quanto riguarda il rendimento di conversione non si riscontrano sensibili differenze tra gli inverter di grossa taglia con quelli più piccoli. 41 . trasportare e sostituire in caso di guasto. La presenza del trasformatore a 50 Hz esclude la possibilità che una parte. . . o di differente orientamento degli stessi.con più inverter aumenta la flessibilità del sistema e la possibilità di avere un maggior numero di configurazioni serie-parallelo dei moduli.La conversione con un singolo inverter sembrerebbe a prima vista la più ovvia e presenta alcuni vantaggi economici per le potenze maggiori. non realizza nessuna separazione tra la sezione in corrente continua e quella in corrente alternata. di componente continua possa finire in rete. In alcuni inverter poi. oltre ad avere i possibili inconvenienti dell’inverter con trasformatore a frequenza maggiore. per contro il peso di questi dispositivi è spesso considerevole. . Il trasformatore a frequenza maggiore è più piccolo e leggero ma non impedisce che. leggero ed economico degli altri due ma.

gli inverter per applicazioni isolate non sono realizzati solamente per le applicazioni fotovoltaiche. Devono tollerare inoltre transitorie situazioni di sovraccarico dovute.2.nelle applicazioni fotovoltaiche la corrente di scarica non assume quasi mai valori elevati.3 . Per questo motivo le case costruttrici offrono a catalogo inverter alimentati tipicamente a 12. come già visto. principalmente per due motivi: . all’avviamento di motori elettrici e fornire energia reattiva ad eventuali carichi non rifasati.Accumulatori Gli accumulatori per impieghi stazionari. Per questo motivo.). 24 o 48 V. sono spesso diversi da quelli per autotrazione. 3.2 .3. Tipicamente. La trasformazione chimica che governa il comportamento degli accumulatori al piombo-acido è quello di carica-scarica. automatismi ecc. descritta dalla formula seguente: 42 . televisori. pur dovendo alimentare anche reti di estensione molto ridotta ma per altri aspetti simili a quelle gestite dalle società elettriche. tali dispositivi. in quanto la tensione di batteria. a differenza degli impieghi in autotrazione caratterizzati da forti spunti. è tutt’altro che costante. . ma possono essere impiegati in tutti i casi in cui è richiesta la conversione di energia proveniente da un accumulo elettrochimico verso delle utenze in corrente alternata. con potenze che partono da poche centinaia di watt per arrivare a diversi kilowatt. devono possedere i requisiti sufficienti a garantire la necessaria continuità ed affidabilità nell’erogazione dell’energia con gli standard qualitativi richiesti.nelle batterie per autotrazione il fenomeno della stratificazione dell’elettrolito. È evidente che i valori di tensione nominali sono comunque da intendersi come valori di riferimento medi. A questi inverter compete pertanto il mantenimento degli opportuni valori di tensione (230 V monofase o 400 V trifase) e di frequenza (50 Hz) sulle linee. in particolare per il fotovoltaico. è poco rilevante perché il movimento e le vibrazioni a cui sono sottoposte ne provocano il continuo rimescolamento. dovuto all’acido solforico che pesa più dell’acqua.Inverter per servizio isolato Gli inverter per servizio isolato hanno la funzione di erogare ad un certo numero di carichi l’energia elettrica con caratteristiche quanto più possibili vicine a quelle della normale rete di distribuzione di bassa tensione. tipicamente. computer. Inoltre. il contenuto di armoniche deve essere sufficientemente basso per evitare interferenze con le apparecchiature elettroniche alimentate (radio.

anche durante la normale carica. in misura molto inferiore. di derivazione automobilistica hanno però in genere le piastre di minore superficie ma più spesse. in una certa misura. che nelle applicazioni statiche risultano più efficienti. stagno. Sul mercato si trovano batterie commercializzate con appellativi ormai entrati nell’uso comune: . Quando la capacità di accumulo diventa rilevante.Leggendo la reazione da sinistra a destra si ottiene la reazione di scarica. Gli accumulatori VRLA (fig. al di la dei quali si deteriorano senza possibilità di recupero.batterie solar (fig. mentre da destra a sinistra si ottiene la carica. principalmente quando la carica raggiunge il valore massimo o all’approssimarsi di questo. provoca la veloce diminuzione dell’acqua presente negli elementi.batterie low-maintenance. Questa reazione è reversibile. il più delle volte vengono aggiunte piccole quantità di uno o più dei seguenti materiali: antimonio. ci si orienta generalmente su elementi singoli dotati di piastre tubolari. 9). caratteristica questa che ne aumenta la vita utile. Il fenomeno è detto gassificazione dell’elettrolito ed è descritto dalla formula: La gassificazione dell’elettrolito si verifica. la batteria perde la propria capacità di accumulare energia e deve essere sostituita. Gli accumulatori ermetici. le operazioni di manutenzione. nelle quali alle piastre è stata aggiunta una certa quantità di calcio per aumentarne la tensione di inizio gassificazione e diminuire quindi. rispetto a quelli VLA. deve comunque essere tenuto sotto controllo in quanto tende ad autosostenersi con la temperatura e. 10) hanno il vantaggio. Se ciò accade. . il cui livello richiede poi un successivo ripristino. Pur non compromettendo di per sé l’integrità e la durata della batteria. Al fine di incrementare particolari caratteristiche. Gli elettrodi non sono quasi mai realizzati in piombo puro. Vi è poi un’altra trasformazione chimica che si verifica nella batteria. sono invece capaci di ricombinare l’idrogeno e l’ossigeno prodotti ma solo entro certi limiti. così come quelli con elettrolito in gel. negli accumulatori a vaso aperto. calcio. ad esempio a causa di una scarica profonda. ma fino a quando il solfato di piombo che si deposita sugli elettrodi nel processo di scarica non raggiunge un livello tale da non poter essere più riconvertito in acido solforico. di non richiedere operazioni di manutenzione essendo in grado di ricombinare l’idrogeno e l’ossigeno che si formano durante la cari43 Pb + PbO2 + 2 H2SO4 2 PbSO4 + 2 H2O 2 H 2O 2 H2 + O2 .

Fig.la temperatura degli elementi in °C. un accumulatore composto da elementi di 2 V nominali della capacità di 250 Ah misurati con una scarica di 10 ore alla temperatura di 20 °C e una tensione di fine scarica di 1. Tuttavia. ossia in quanto tempo avviene la scarica a corrente costante. misurata in amperora (Ah) poiché gli elementi hanno tensione nominale di 2 V(1). La capacità di una batteria è proporzionale all’energia che è in grado di immagazzinare. di 2.Elementi di accumulo a 2 V del tipo VRLA a piastre tubolari. .85 V/el) = 250 Ah Fig.85 V(2) si indica come(3): C10 (20 °C.3 ÷ 2. i quali provocano l’intervento della valvola di sicurezza con relative dispersioni non più ripristinabili.Esempio di batteria a 6 elementi (12 V) di tipo Solar. . La tensione di massima carica è invece. La capacità dipende però da diversi parametri. Ad esempio. 10 . a seconda dei casi. (1) (2) (3) Da questo discende che l’energia accumulabile per elemento. 44 . misurata in wattora (Wh) è pari a circa 2 volte la sua capacità in Ah.la tensione di fine scarica in volt. e cioè: .4 V. misurata in ore. Rimane sottinteso che si è partiti da un accumulatore carico al 100%. 1. 9 .ca.il regime di scarica. tollerano molto meno i periodi di sovraccarica.

Solitamente. mentre il C100 (o il C120) è normalmente preso come riferimento per le applicazioni fotovoltaiche. Infatti. Dopo il regime di scarica. il numero di cicli completi di carica/scarica è normalmente compreso tra 200 e 600 prima dell’esaurimento. . che invece tiene conto del rapporto tra l’energia 45 . normalmente compreso tra il 70% e il 95%. C20 e C120). . Valori tipici per il DOD sono compresi tra 50% e 80%. il quale tiene conto del fatto che non tutta l’energia fornita viene successivamente restituita. I costruttori forniscono normalmente le capacità a C10 e C100 (altri valori presenti di frequente nei cataloghi sono comunque C1. una batteria è considerata esausta e deve essere sostituita quando la sua carica massima scende al di sotto dell’80% di quella iniziale.la capacità decresce al diminuire della temperatura.Il tempo di scarica influisce grandemente sulla capacità. Il rendimento di carica/scarica non deve però essere confuso con il DOD.l’aumento della temperatura media nel lungo periodo riduce la vita degli accumulatori. Le precauzioni sulla tensione di fine scarica derivano dall’impossibilità di scaricare completamente un accumulo al piombo e prendono origine dalle stime della carica residua. per almeno 3 motivi: .all’aumentare della temperatura diminuisce la tensione di inizio gassificazione. tra cui in primo luogo la sua temperatura media. la temperatura è il parametro che influisce di più sul comportamento dell’accumulo al piombo-acido. maggiore è questo tempo. Benché la durata di una batteria dipenda da molti fattori. perché meglio si accorda con i tempi di autonomia degli impianti nei periodi in cui la radiazione solare scarseggia. tanto maggiore è l’energia che si riesce ad estrarre dall’accumulo a parità degli altri fattori. C5. Questa variazione non è lineare. ossia durante la carica inizia prima il fenomeno della gassificazione dell’elettrolito. ma approssimativamente consiste nella diminuzione del 6% ogni 10 gradi in meno. Il C10 è più adatto per uso automobilistico. I valori più alti sono raggiunti facendo uso di accumulatori VRLA a piastre tubolari. Il rapporto tra l’energia effettivamente estraibile dall’accumulo e quella che sarebbe possibile ricavare scaricandolo al 100% è indicato con DOD (Depth Of Discharge). necessaria come si è visto alla sopravvivenza del componente. Un’altra caratteristica da tenere in considerazione consiste nel rendimento di carica/scarica. con la fascia più alta che rimane prerogativa degli accumulatori a piastre tubolari di taglia maggiore.

4 . 3. Fig.Regolatori di carica Il collegamento tra generatore fotovoltaico. parametro questo di una certa rilevanza. Infine. le batterie sono caratterizzate da una certa autoscarica.Esempio di regolatore di carica. soprattutto negli impianti utilizzati saltuariamente.Schema interno e di collegamento per un regolatore di carica commerciale. 11 .Fig. estraibile e quella complessivamente immagazzinata. compresa tra il 2% e il 5% al mese. batterie di accumulo e carichi elettrici non può essere effettuato con un unico parallelo dei componen46 . 12 .

timer.ti. contribuendo ad allungare la vita dell’accumulo e. la batteria può danneggiarsi anche irreparabilmente. . a meno che non si tratti di circuiti di emergenza o temporanei. 47 . dissipando in tal modo l’energia accumulata durante il giorno. la corrente tende a fluire verso il generatore fotovoltaico. 2 per l’accumulo e 2 di uscita verso i carichi. Vi possono poi essere anche altri collegamenti. Oggigiorno il mercato offre una gamma piuttosto ampia di regolatori di carica (fig. per sensori di temperatura. svolgendo la funzione di monitoraggio di tutto il sistema. si verifica il processo di solfatazione irreversibile degli elettrodi. tipicamente di segnale. Esternamente il regolatore di carica (fig. ma può servire a gestire al meglio l’accoppiamento tra i vari componenti. fino a oltre 100 ampere per quelli di taglia maggiore. Viceversa. .se la batteria raggiunge la carica completa durante il giorno e il generatore fotovoltaico continua a fornirle energia senza alcun controllo.se la batteria si scarica fino al valore massimo consentito tenendo conto del Depth Of Discharge (DOD) e i carichi continuano a richiedere energia. un buon regolatore di carica non soltanto è in grado di far fronte ai problemi ora elencati. monitoraggio remoto ecc. 11) è un dispositivo che presenta 6 morsetti: 2 di ingresso per il generatore fotovoltaico.durante la notte. talvolta. come talvolta capita di vedere. 12) per tensioni nominali di sistema che vanno da 6 a 48 V e in grado di regolare correnti massime che possono variare da pochi ampere per i modelli più piccoli. soprattutto se la batteria è particolarmente carica. Questo principalmente per i seguenti motivi: .

ossia un parallelo di un certo numero di stringhe composte ciascuna da un numero identico di moduli. in genere però è necessario collegare tra loro in serie e parallelo (fig. la curva tensione-corrente delle celle 48 . quindi non solo la marca e il modello ma anche l’orientamento. 2). sempre presenti per via delle tolleranze di fabbricazione dei componenti. . più raramente.Stringhe e array fotovoltaici In un array fotovoltaico è importante che le caratteristiche e le condizioni operative di ogni singolo modulo siano quanto più uniformi possibili (fig. in termini di inclinazione e azimut. 4.il loro numero deve essere tale da realizzare una matrice. si possono avere più stringhe di un modulo ciascuno. che possono essere anche considerevoli. Queste ultime sono comunque. Come casi limite. Da un punto di vista qualitativo. Eventuali sbilanciamenti si traducono in perdite di efficienza. dette string-mismatch. amplificata. 1) più moduli fotovoltaici per ottenere la potenza desiderata (array fotovoltaico). i quali a loro volta rispecchiano. il comportamento elettrico di un array fotovoltaico è simile a quello dei moduli che lo compongono. deve essere identico.l’orientamento dei moduli deve essere lo stesso. .1 . in una certa misura. o.Collegamento dei moduli fotovoltaici Alcune applicazioni fanno uso di un solo modulo fotovoltaico.CAPITOLO 4 TECNICHE DI DIMENSIONAMENTO DEI SISTEMI FOTOVOLTAICI 4.1 . Quando si collegano tra loro un certo numero di moduli fotovoltaici è indispensabile seguire alcune semplici regole: .i moduli devono essere uguali tra loro.1. ci può essere una sola stringa (tutti i moduli in serie tra loro).

quando ciò non avviene. della corrente di cortocircuito ISC-array e della coppia di valori UM e IM in corrispondenza del punto di massima potenza. Tuttavia. Nel caso in cui da ogni scatola di giunzione già fuoriescano i due spezzoni di cavo dotati di connettori ad innesto rapido maschio/femmina è sufficiente inserire i connettori uno nell’altro per realizzare la stringa.Parallelo delle stringhe e scatole di parallelo Il collegamento in parallelo delle stringhe non è però sempre così semplice come il collegamento in serie dei moduli fotovoltaici. Nel caso degli impianti che devono funzionare in parallelo alla rete elettrica. Risulta allora: UOC = VOC x Moduli per stringa UM = VPmax x Moduli per stringa ISC-array = ISC x Numero di stringhe IM = IPmax x Numero di stringhe P0 = Pmax x Numero di stringhe x Moduli per stringa Il collegamento in serie dei moduli fotovoltaici di ciascuna stringa avviene molto semplicemente attraverso degli spezzoni di cavo unipolare con un percorso entra-esci da ciascun modulo.Fig. La potenza di picco dell’array. 1 . Anche in questo caso si è in presenza della tensione a circuito aperto UOC. 4.1. così 49 .2 . è data dalla potenza nominale a STC del singolo modulo moltiplicata per il numero di moduli presenti (CEI EN 61194). contenute.Esempio di collegamento di 3 stringhe da 4 moduli fotovoltaici ciascuna. indicata con P0. oggigiorno molti costruttori di inverter permettono di realizzare il parallelo delle stringhe all’interno del convertitore.

è necessario provvedere al collegamento predisponendo un apposito quadro di parallelo stringhe. in contemporanea con qualche altro inconveniente. I dispositivi di protezione delle stringhe sono necessari quando c’è il fondato pericolo che. la corrente impressa potrebbe assumere valori intollerabili per i moduli fotovoltaici della stringa ombreggiata causando la rottura di alcuni di essi.È importante che i moduli fotovoltaici collegati tra loro siano dello stesso tipo e orientati nella medesima direzione anche se non sono complanari. 50 come in tutti gli altri casi (servizio isolato). un interruttore di manovra-sezionatore e gli scaricatori di sovratensioni. 3). Se le stringhe sono tante. 2 . una delle stringhe possa avere ai suoi capi una tensione talmente bassa da ricevere la corrente prodotta dalle rimanenti stringhe.Fig. In caso contrario può essere realizzata con diodi di blocco o con fusibili. Nel caso più generale. Il collegamento dei moduli può essere ottenuto con connettori ad innesto rapido (fig. . come ad esempio il fuori servizio dell’inverter. quest’ultima contiene i dispositivi di protezione delle stringhe. La protezione delle stringhe può non esserci se queste sono in numero limitato. a causa di un ombreggiamento parziale dell’array. La tabella 1 riporta i tre casi possibili elencando vantaggi e svantaggi per ognuno di essi.

anziché di classe III spesso già presenti all’interno dei dispositivi da proteggere.) posti a valle.Nel caso si utilizzino i diodi di blocco. Soprattutto negli impianti di una certa importanza. La corrente diretta massima dei diodi deve essere superiore alla corrente di corto circuito dei singoli moduli e. possono verificarsi delle sovratensioni che facilmente danneggiano i dispositivi elettronici (inverter. per maggiore sicurezza. la norma IEC 60364-7-712 stabilisce che la loro tensione massima inversa sia almeno pari al doppio della tensione di stringa a circuito aperto in condizioni STC. In molti casi. Gli array fotovoltaici. Gli scaricatori di sovratensione o SPD (Surge Protection Devices) devono essere del tipo a varistore all’ossido di zinco e dotati di fusibile con segnalazione ottica. il quadro di parallelo deve contenere anche un interruttore di manovra-sezionatore per dar modo all’operatore di scollegare l’array fotovoltaico in caso di guasto o manutenzione e dovrebbe anche contenere una coppia di dispositivi di protezione contro le sovratensioni. l’utilizzo di SPD di classe II. per via della loro estensione. possono infatti concatenarsi facilmente ai campi elettromagnetici indotti dalle scariche atmosferiche. regolatori di carica ecc.25 x Isc. conferisce al sistema maggiore robu- Fig. possibilmente di classe II (codificati dalla norma CEI EN 61643-11). 51 .Collegamento dei moduli fotovoltaici con i connettori ad innesto rapido. Quando ciò accade. è bene che sia almeno pari a 1. 3 .

Esempio di scatola di parallelo per 8 stringhe con SPD (uno per polo) e interruttore di manovra-sezionatore. 4 .Tabella 1 .Modalità di esecuzione del parallelo stringhe Parallelo semplice Con diodi di blocco Con fusibili Vantaggi Estrema semplicità di realizzazione Proteggono adeguatamente le stringhe Vantaggi Impediscono i ritorni di energia Vantaggi Proteggono adeguatamente le stringhe Nel caso di molte stringhe Presentano una seppur non impediscono minima caduta i danneggiamenti dovuti di tensione a sovracorrenti Svantaggi Non proteggono le stringhe dai ritorni di energia Svantaggi Sono sensibili alle sovratensioni Svantaggi Non impediscono i ritorni di energia Il loro intervento richiede la sostituzione del componente Fig. 52 .

stezza. Molto spesso il problema viene aggirato permettendo di scollegare le singole stringhe anziché l’intero array fotovoltaico. voltaico. Ogni stringa è sezionabile tramite un portafusibile. 4.Interno di una cassetta di paralgresso in corrente continua fanno capo lelo per 4 stringhe in un impianto fotoaltrettanti interruttori-sezionatori. aumentando nel contempo la vita utile di questi componenti. il componente più critico nello schema ora visto è senz’altro l’interruttore di manovra-sezionatore (fig. ma quando si co53 . in quanto in commercio non sempre si riesce a reperire componenti adatti di basso costo e dimensioni contenute. L’arco voltaico prodotto da una stringa sezionata sotto carico è sicuramente meno pericoloso di quello che si produrrebbe a valle del loro parallelo. ad esempio. 6 .2 . 4). Fig. Nel caso in cui un impianto fotovoltaico utilizzi più array tra loro elettricamente separati.Fig. generatore fotovoltaico.Shock elettrici e sovratensioni Se l’impianto fotovoltaico è isolato e funziona a 12 V non c’è presumibilmente da aspettarsi alcun pericolo di shock elettrico.6). a portafusibili estraibili da quadro o ai connettori ad innesto rapido (fig. ad esempio perché a valle la gestione del carico è suddivisa tra un certo numero di regolatori di carica o la conversione della potenza è demandata a differenti inverter. Per fare questo si può ricorrere. 5 . Questi ultimi modi di dire sono comunque frequentemente utilizzati anche nel caso di singolo array.Esempio di 2 inverter al cui in. Si veda ad esempio la figura 5. Quando la tensione supera i 150÷200 V.2.1 . più frequentemente. l’insieme degli array è chiamato campo fotovoltaico (CEI EN 61277) o.Considerazioni sulla sicurezza elettrica 4.

.). La norma IEC 60479-1 individua quattro differenti soglie relative al passaggio di corrente: . 54 La corrente che passa attraverso il corpo umano è tanto maggiore quanto è maggiore la differenza di potenziale tra i due punti interessati e quanto maggiore è la superficie a contatto. può però diventarlo se. quest’ultima differisce da quella atriale perché. il perdurare di questa situazione può far oltrepassare la soglia successiva. Va osservato che la soglia di reazione. la quale comprende oltre alla resistenza della parte di corpo umano attraversata. Il pericolo associato agli shock elettrici dipende principalmente dall’ampiezza. oltre la quale la persona avverte il passaggio di corrente. . in mancanza di aiuto o del verificarsi di altri eventi. oltre la quale si verificano contrazioni muscolari involontarie.soglia di reazione. . detta di fibrillazione ventricolare. il suo percorso (è importante se il cuore è attraversato dal flusso principale o no) e la durata dell’evento. palo ecc. in mancanza di cure adeguate. ai morsetti è già presente la tensione nominale. permane anche dopo che è cessata la causa che l’ha prodotta e. Gli effetti della corrente alternata sono inoltre maggiori di quelli della corrente continua. . anche quella di altri elementi quali indumenti. pavimento ecc. dalla durata e dalla natura (continua o alternata) della corrente che circola attraverso il corpo umano. non essendo di per sé pericolosa come la soglia di rilascio o di fibrillazione ventricolare. È invece inversamente proporzionale alla resistenza elettrica complessiva. porta alla morte del soggetto. calzature.soglia di percezione.mincia a salire con la potenza il sistema fotovoltaico assume sempre più facilmente le caratteristiche di un impianto di bassa tensione e quindi occorre prendere le necessarie precauzioni. anche in presenza di poca luce. come spesso avviene nel fotovoltaico.soglia di rilascio. In più. il soggetto sta lavorando in un luogo che presenta pericolo di caduta (spiovente di tetto. i moduli fotovoltaici sono sempre da considerare in tensione perché. Ai fini della sicurezza elettrica la norma CEI 64-8 considera pericolosi i contatti diretti (la persona tocca direttamente una parte in tensione) e quelli indiretti (la persona tocca una massa che si trova in tensione a causa di un guasto). La pericolosità aumenta con la corrente passante.soglia di fibrillazione ventricolare. mentre un qualsiasi impianto domestico può essere sezionato completamente abbassando la leva dell’interruttore generale. oltre la quale una persona che ha afferrato delle parti in tensione non è più in grado di abbandonarle.

Negli impianti fotovoltaici si utilizza spesso la protezione offerta dai rivestimenti isolanti. 55 . l’isolamento offerto da questi componenti tra le parti attive e l’esterno deve essere di classe II. ossia di tipo doppio o rinforzato. Se si escludono alcuni circuiti particolari (SELV e PELV). La tensione di isolamento deve inoltre essere adeguata alla tensione massima che il sistema è in grado di raggiungere. in un impianto fotovoltaico di piccola o media taglia per servizio in parallelo alla rete sia la sezione in corrente alternata che quella in corrente continua sono in bassa tensione e quindi rientrano nel campo di applicazione della norma CEI 64-8 (impianti elettrici utilizzatori fino a 1000 V in corrente alternata e 1500 V in corrente continua). A questo proposito si rammenta che la cornice metallica dei moduli fotovoltaici con isolamento di classe II non è una massa e quindi non deve essere collegata (almeno intenzionalmente) a terra.Esempio di generatore fotovoltaico con punto centrale a terra. L’accesso alle parti in tensione (parti attive) deve essere protetto per mezzo di isolanti o involucri con adeguato grado di protezione. L’utilizzo di interruttori differenziali rientra invece tra le misure addizionali di protezione. in particolare per ciò che riguarda i moduli fotovoltaici. questi ultimi sono inoltre efficaci nei confronti dei contatti indiretti. 7 . In molti casi è tuttavia consigliabile un collegamento equipotenziale tra i moduli. i cavi e i connettori. Talvolta.Normalmente. nei grossi impianti per raggiungere tensioni di uscita del generatore fotovoltaico maggiori della tensione massima ammissibile verso Fig.

in grado cioè di intervenire a seguito di squilibri di corrente sull’ingresso. Se infatti è presente il trasformatore. Un generatore fotovoltaico non collegato a terra. la sezione in corrente continua non ha punti collegati a terra. Si consiglia però di adottare lo schema con punto centrale a terra soltanto nei grossi impianti se le tensioni richieste sono tali da giustificare tale configurazione. utilizzato in un impianto per servizio in parallelo alla rete. viceversa. il passaggio della corrente nel corpo umano. Fig. 7). dal punto di vista della sicurezza si comporta in modo diverso a seconda che l’inverter sia o meno dotato di trasformatore. Per ottenere un livello di sicurezza paragonabile a quello precedente è necessario l’impiego di una protezione differenziale. in caso di contatto accidentale l’anello di guasto si può richiudere sulla rete di distribuzione. In questo modo la tensione verso terra a cui è sottoposto il sistema è pari a Uoc/2. 8 . Se. Normalmente. è trascurabile per via del trasformatore interposto tra il generatore fotovoltaico e la rete di distribuzione. con riferimento alla figura 8. l’inverter è del tipo senza trasformatore (fig. 9). 56 . in caso di contatto accidentale. determinando una situazione di pericolo.In questo caso.terra dei componenti impiegati (in particolare dei moduli fotovoltaici) si ricorre allo schema con punto centrale a terra (fig. il contatto accidentale del corpo umano con una parte in tensione non innesca il passaggio di corrente nell’anello di guasto (a meno di una debole corrente di fuga).

Fig. richiede l’inserimento di un interruttore differenziale di tipo B (o di altro tipo se l’inverter non è comunque in grado di immettere corrente continua in rete). per via del loro livello di tensione e di pochi accorgimenti aggiuntivi. indipendentemente dal tipo di inverter utilizzato. lo stato del neutro del circuito di distribuzione è del tipo TT. ossia in impianti con punto di consegna in bassa tensione e quindi dotati di cabina propria. Negli esempi riportati nelle figure. Per chi si occupa di fotovoltaico è utile sapere se vi sono dei circuiti che. Le considerazioni fatte non cambiano nel caso di sistema TN. 9 . La norma IEC 364-7-712. Negli impianti fotovoltaici per servizio in parallelo alla rete. La soluzione migliore è forse quella riportata nella norma DIN 0126 (intervento per variazioni rapide superiori a 30 mA). La norma CEI 64-8 a questo proposito indica che la protezione combinata contro i contatti diretti e indiretti può essere assolta dai circuiti SELV (Safety Extra Low Voltage) o PELV (Protection 57 . possono essere considerati più sicuri di altri. la presenza di due sorgenti di alimentazione separate fa sì che nei quadri elettrici e nelle scatole di parallelo stringhe sia consigliabile applicare una targa del tipo mostrato nella figura 10.In questo caso il passaggio della corrente nel corpo umano in caso di contatto accidentale si verifica per la richiusura dell’anello di guasto sulla rete di distribuzione. tipico della connessione in bassa tensione in Italia. L’inserimento di una protezione differenziale sulla sezione in corrente alternata costituisce comunque una prassi raccomandata.

In questi casi le precauzioni da adottare contro gli shock elettrici sono davvero minime e pertanto questi circuiti si prestano particolarmente bene al “fai da te”1 e ad impieghi soprattutto mobili. Normalmente il circuito SELV è più utilizzato del PELV in quanto la mancanza di collegamento a terra lo preserva dal pericolo di raccogliere potenziali pericolosi dall’esterno. Un ulteriore aspetto da considerare in merito alla la sicurezza. purché la tensione a circuito aperto UOC del generatore fotovoltaico non superi i 120 V. Trasformazione di sicurezza (isolamento doppio o rinforzato tra gli avvolgimenti) Batterie Generatori indipendenti da sistemi FELV o a tensione superiore SI (1) Va però ricordato che nei casi in cui si applica la Legge 46/90 con le successive disposizioni e il DPR 447/91. deriva dalla possibilità che si verifichiTabella 2 .10 . In tabella 2 sono riportate le principali caratteristiche di questi due tipi di circuito. o anche a tensione superiore.Caratteristiche dei circuiti SELV e PELV Tipo Tensione di circuito massima SELV 50 Vca o PELV 120 Vcc Sorgente di alimentazione Collegamento a terra NO Barriere e involucri di protezione Se Vca > 25 V o Vcc > 60 V Isolamento semplice o batteria IP2X o IPXXB Isolamento semplice o barriera IP2X o IPXXB (con alcune eccezioni) Fig.Extra Low Voltage) con alcune precauzioni aggiuntive specifiche. questa volta più per l’impianto che per le persone. solo i soggetti abilitati possono progettare e installare gli impianti. 48 V. Sono generalmente di tipo SELV gli impianti fotovoltaici in corrente continua a 12.Esempio di segnale monitore indicante la presenza di una doppia sorgente di alimentazione. 24. 58 .

oppure l’impianto risultasse ubicato in una zona particolarmente colpita dai fulmini. se si concatenano con i circuiti in corrente continua o in corrente alternata. grazie anche allo sviluppo di nuovi componenti dedicati a 59 4. si immagina qualcosa di simile ad una superficie orizzontale e piana.3 . principalmente a causa delle scariche atmosferiche che si possono abbattere nelle vicinanze dell’impianto. e persino alcune facciate di edifici. quando si guastano. mentre la loro inclinazione deve essere ottimizzata in funzione del particolare utilizzo dell’impianto. Si è visto inoltre che. si può anche osservare che un gran numero di superfici facenti parte di costruzioni di vario tipo potrebbero essere ricoperte di moduli fotovoltaici (figg. Ogni SPD va collegato tra il polo e la terra con un collegamento più corto possibile e di sezione adeguata. 11 e 12): le falde dei tetti. soprattutto. permettendo così di risparmiare sui materiali da costruzione. L’orientamento dei moduli fotovoltaici è ovviamente a sud.Valutazione del sito scelto per l’impianto fotovoltaico . segnalano sull’involucro l’intervento del fusibile. Nel costo complessivo dell’opera deve ovviamente essere inclusa l’area occupata. In genere i costruttori inseriscono già questi dispositivi all’interno delle proprie apparecchiature elettroniche destinate al fotovoltaico. i frangisole. Si tratta quasi sempre di aree non altrimenti utilizzabili e quindi in pratica di nessun costo. Queste producono dei campi elettromagnetici impulsivi di forte intensità che. Un appezzamento di terreno non contornato da ostacoli verso sud o la sommità di un edificio risponde in molti casi a questi semplici requisiti. Spesso. in alcuni casi. quando si pensa ad un’area in grado di ospitare un impianto fotovoltaico. Su tali superfici si possono quindi posizionare le strutture di sostegno che devono ospitare le schiere di moduli fotovoltaici lasciando tra queste lo spazio sufficiente per contenere gli ombreggiamenti reciproci. è necessario installare degli SPD esterni in prossimità delle apparecchiature da proteggere. Se così non fosse. Lo schema tipico consiste in un SPD inserito in corrispondenza di ogni polo della linea e in prossimità dell’apparecchiatura da proteggere. le tettoie e le pensiline. Tuttavia. i moduli fotovoltaici potrebbero anche sostituire i rivestimenti esterni. degli SPD (Surge Protection Device) a varistore. In definitiva. possono dare luogo ad altrettanti picchi di tensione di svariate decine di kilovolt. Gli SPD di classe II dotati di fusibile sono particolarmente consigliati perché proteggono bene le linee di potenza e. I circuiti elettronici (regolatori di carica e inverter) sono i più esposti a questi fenomeni e devono essere adeguatamente protetti attraverso degli adeguati cablaggi e.no sovratensioni nei circuiti.

oggi. Il fissaggio dei moduli fotovoltaici ad una struttura dipende dalla struttura stessa. in molti casi. Nei casi più frequenti si tratta di predisporre un telaio. 60 . nel caso si dovesse procedere in seguito a qualche sostituzione. soprattutto se si intende ottenere risultati di elevato pregio architettonico. normalmente composto da profili in alluminio o acciaio zincato. su cui avvitare i moduli fotovoltaici. non tutte le superfici si prestano a ospitare o integrare entro di esse un impianto fotovoltaico: superfici mal orientate o eccessivamente ombreggiate devono essere necessariamente scartate. È importante che sia poi possibile smontare singolarmente i moduli. dal tipo di applicazione e dalle caratteristiche dei moduli. Fig.Il fissaggio di tegole fotovoltaiche in silicio a film sottile. con isolamento plastico è un’operazione semplice se la falda di tetto non presenta particolari asperità. Anche qui è difficile dare delle regole generali. 11 . Anche per questo è bene che i componenti siano di ottima qualità (zincatura a caldo nel caso di profili in acciaio e bulloni in acciaio inox). Il fissaggio può avvenire per mezzo dei fori passanti sulla cornice o facendo uso di ganasce da imbullonare al telaio stesso.queste applicazioni e a nuovi criteri di progetto. Ovviamente. l’impianto fotovoltaico può essere integrato in costruzioni di vario tipo.

12 . si consiglia di vincolare i sostegni a qualche punto perimetrale per evitare che l’impianto possa spostarsi in occasione di condizioni meteo particolarmente avverse. quando è possibile. che include anche i sovraccarichi dovuti a neve e vento. Quando si vuole realizzare un impianto fotovoltaico non sempre è però necessario progettare una struttura dedicata. In seguito dovrà poi essere ripristinato il manto di copertura in modo tale che non vi possano essere infiltrazioni in corrispondenza degli elementi di sostegno. Nel caso di tetto a falda occorre vincolare il generatore fotovoltaico agli elementi portanti (travi principali o soletta in calcestruzzo) in modo tale che tutto il peso. Il fissaggio dei moduli fotovoltaici assiemati su un telaio alle strutture del tetto è differente a seconda che si abbia a che fare con un tetto a falda o con un tetto piano. Nel caso di copertura piana.Fig. in genere ogni punto è in grado di sostenere la propria parte di peso dell’impianto. Tuttavia. vada a gravare solo su elementi in grado di sostenerlo. in quanto diverse case costruttrici forniscono dei kit per l’installazione dei moduli fotovoltaici su tetti di vario tipo e in grado di soddisfare un gran numero di esigenze. Si ricorre quindi spesso a strutture zavorrate. 61 . dimensionate in modo tale da contrastare l’azione del vento.Le tegole fotovoltaiche sono il classico esempio di utilizzo di elementi fotovoltaici per la realizzazione del manto di copertura di un edificio. tuttavia bisogna fare attenzione a non pregiudicare l’impermeabilizzazione del manto di copertura e quindi si cerca di evitare l’uso di tasselli su superfici che non siano verticali.

l’energia consumata annualmente dalle utenze asservite al contratto di fornitura. i limiti di potenza per lo scambio sul posto e per l’esenzione fiscale e i limiti di potenza per eventuali incentivi in conto capitale. . Il capitale disponibile per l’investimento è un limite abbastanza ovvio e in qualche caso può dipendere da particolari forme di finanziamento che le banche sono in grado di mettere in atto a fronte della garanzia rappre62 . Il dimensionamento si concretizza allora nel rispetto di un mix di vincoli di natura tecnica. economica e legislativa.4.4 . la scelta della potenza è inoltre spesso condizionata dalle caratteristiche dei componenti disponibili in commercio. . poiché gli impianti per servizio in parallelo alla rete hanno molte volte un significativo valore estetico e architettonico.massima potenza che la rete è in grado di ricevere. in quanto la connessione alla rete assicura comunque la continuità del servizio elettrico. La massima potenza che la rete è in grado di ricevere costituisce normalmente un vincolo per gli impianti con potenza al di sopra di qualche decina di kW e allacciati in bassa tensione. benché si abbia notizia di casi sporadici in cui le fluttuazioni di tensione sono così ampie da rendere problematico l’allacciamento anche degli impianti più piccoli. Tuttavia. le scelte sono principalmente di natura economica e spesso legate al tipo e al valore del finanziamento che si è in grado di ottenere.Principali criteri di scelta Gli impianti per servizio in rete sono. Il grosso vantaggio degli impianti per servizio in rete rispetto a quelli per servizio isolato consiste nell’utilizzo di tutta la produzione fotovoltaica (a meno delle inevitabili perdite nei circuiti) in ogni periodo dell’anno. nel caso di scambio sul posto dell’energia (Delibere AEEG 28/06 e 40/06) interessa la potenza del contratto di fornitura dell’energia elettrica. almeno entro certi limiti.Dimensionamento degli impianti in parallelo alla rete 4.capitale disponibile per l’investimento. I principali attualmente sono: .area disponibile per l’impianto fotovoltaico e sue caratteristiche. . La rete è vista come un volano energetico in grado di ricevere l’energia prodotta e di fornire all’impianto l’energia necessaria quando occorre.4. Inoltre. alcuni dei quali possono anche variare nel tempo al mutare della politica energetica adottata.limiti di potenza per la vendita in conto energia. All’interno di questi vincoli. Nei piccoli impianti. anche la valorizzazione dell’area a disposizione può giocare un ruolo fondamentale. svincolati dai carichi elettrici dell’utente (quando ce ne sono).1 .

I vincoli dipendono poi dalla particolare modalità di erogazione di energia in rete: scambio sul posto (net-metering). Viceversa.13 . autoconsumo o cessione totale. L’energia può fluire in un senso o nell’altro a seconda che PFV sia maggiore o minore di PCARICHI. Le modalità di incentivazione del fotovoltaico per servizio in rete sono più di una. innanzitutto. queste Fig. Lo schema di figura 13 evidenzia le potenze in transito e il conteggio dei flussi energetici per questo tipo di incentivazione.Schema di principio di un impianto per servizio in parallelo alla rete elettrica che si avvale del conto energia. la presenza di due contatori (o di un contatore bidirezionale) in corrispondenza del punto di prelievo e consegna dell’energia elettrica alla rete. 63 . Si può osservare.sentata dall’ottenimento di contributi pubblici o incentivi che garantiscono flussi di cassa certi. Nel seguito si considererà quella attualmente utilizzata in Italia: il conto energia.

altrimenti si avrebbe diritto ad un credito che però non viene pagato. Pur rimanendo sempre valido il sistema di incentivazione in conto energia.2 . ηBOS [kWh] 1000 La formula si riferisce all’energia media giornaliera calcolata su base annua.Cessione in rete (valido sempre). per impianti di potenza superiore a 20 kW che quindi non possono avvalersi dello scambio sul posto. È però importante che l’energia consumata in un anno dai carichi non sia inferiore a quella prodotta. . anche se dilazionato nel tempo. Po .Autoconsumo (valido sempre). che però è economicamente meno vantaggioso dello scambio sul posto o dell’autoconsumo. Anche in questo caso.Regime di scambio sul posto (valido solo per impianti di potenza non superiore a 20 kW). PRETE fluisce sempre dalla rete verso i carichi perché l’impianto fotovoltaico non produce mai una potenza superiore a quella consumata. mentre K. K . Il vantaggio economico consiste in un risparmio sulla bolletta dell’energia. dei fenomeni di riflessione e dello sporcamento dei moduli. poiché però la produzione fotovoltaica viene in questo modo equiparata all’autoconsumo. minore di 1. Un eventuale riporto è possibile. . è importante che nel periodo di conguaglio (1 anno) l’energia prodotta non sia superiore a quella consumata. tipicamente. PRETE può fluire in un senso o nell’altro e alla fine dell’anno si paga solo la differenza. in cui l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico viene pagata per intero con la tariffa incentivante.4. EFV = 365 . Nella progettazione degli impianti per servizio in parallelo alla rete è necessario che siano rispettati alcuni vincoli sui possibili valori di tensione 64 . L’energia immessa in rete viene pagata ad un prezzo minimo garantito secondo la Delibera AEEG 34/05 fino a 2000 MWh/anno e poi a mezzi di mercato attraverso un contratto con l’Acquirente Unico. PRETE può fluire in un senso o nell’altro ma questa modalità si ha. Il coefficiente η tiene conto invece dei fattori di perdita riportati nella tabella 3. 4. si possono però avere 3 casi diversi: .Energia producibile e verifiche tecniche Una volta scelta la potenza del generatore fotovoltaico è possibile stimare l’energia prodotta nel corso dell’anno attraverso un’espressione simile a quella utilizzata per gli impianti per servizio isolato. il vantaggio economico consiste in un risparmio sulla bolletta dell’energia. tiene conto degli eventuali ombreggiamenti sul generatore fotovoltaico. ma solo per i 3 anni successivi.ultime due possono andare solo in una direzione: PFV è sempre una potenza prodotta e PCARICHI è sempre una potenza assorbita. G .

n .68 ÷ 0.Fattori di perdita Tipo di perdita Mismatch tra i moduli e tra le stringhe Circuiti in corrente continua Inverter Circuiti in corrente alternata ηBOS per impianti in parallelo alla rete Rendimento associato 0.del generatore fotovoltaico. per altre tipologie conviene ricavarlo dalle curve caratteristiche dei moduli. dal sistema. a loro volta. I moduli fotovoltaici.97 0. UOC + CT .98 ÷ 0. n . Osserviamo infatti che i costruttori di inverter garantiscono la funzione MPPT entro l’intervallo di tensione compreso tra due valori: uno minimo VMINMPPT e uno massimo VMAXMPPT.25) < VMaxMPPT UM . La tensione di ingresso non deve inoltre superare un valore massimo VMAXINV accettabile per il dispositivo. (TMIN .25) < VMaxINV UOC + CT .90 ÷ 0. Queste condizioni si traducono nelle seguenti equazioni: dove: kR è un coefficiente di valore minore di 1 che tiene conto della diminuzione del punto di massima potenza del generatore fotovoltaico al diminuire della radiazione solare: per il silicio cristallino è prossimo a 1. dove TMIN è la temperatura minima alla quale si prevede possa portarsi l’array di celle in presenza di irraggiamento solare (al sorgere del sole).99 0. Tabella 3 . Essa dipende dai parametri climatici del sito e dal tipo di montaggio dei moduli fotovoltaici.25) < VMax UM + CT . più in generale.88 ÷ 0.87 65 . non sono in grado di sopportare tensioni di sistema superiori alla propria tensione di isolamento VMAX.95 0. n . CT .99 0.98 ÷ 0. (TMIN . (TMIN . CT è il coefficiente di temperatura del singolo modulo fotovoltaico.25) > VMinMPPT Talvolta i costruttori di inverter mettono a disposizione dei software gratuiti scaricabili da Internet in grado di eseguire queste verifiche in modo automatico. n . in funzione dei valori limite tollerati dall’inverter e. (TMAX . kR . TMAX è la temperatura massima alla quale si prevede possa portarsi l’array di celle nelle condizioni più gravose (alto irraggiamento e alta temperatura esterna).

4. 0. Si intende utilizzare dei moduli fotovoltaici in silicio monocristallino da 150 Wp che presentano le seguenti principali caratteristiche: Tensione nel punto di massima potenza VPmax: 34.3 . L’energia prodotta annualmente risulta allora pari a: EFV = 365 . Dal diagramma delle ombre è possibile stimare un coefficiente K = 0. La potenza di picco richiesta può essere raggiunta utilizzando 18 moduli fotovoltaici. Considerando la temperatura delle celle compresa tra 0 e 70 °C e un KR = 0.97 .95.35 A Tensione a circuito aperto VOC: 43. 4. Si procede allora ad una stima del rendimento medio di tutto il sistema nbos con la tabella 5.97 dovuto ad alcuni lievi ombreggiamenti ed agli inevitabili fenomeni di riflessione e assorbimento del vetro anteriore per elevati angoli di incidenza della radiazione su di esso. entrambe le soluzioni sono accettabili. 0.4. ottenendo 18 x 150 = 2700 Wp. I moduli possono essere collegati tra loro in 2 stringhe da 9 o in 3 stringhe da 6.71 .7 kWp per servizio in parallelo alla rete elettrica nei pressi di Napoli.71 kWh/m2g. nella quale per alcune voci si fa uso di valori medi.75 A Variazione della tensione con la temperatura CT = -160 mV/°C Tensione massima di sistema Vmax: 600 V La conversione della potenza potrebbe essere effettuata con un inverter avente le seguenti caratteristiche principali: Potenza di picco del generatore fotovoltaico: 2500 ÷ 3500 Wp Tensione di ingresso MPPT: 150 ÷ 400 V Tensione massima di ingresso: 500 V Potenza massima di uscita: 2600 W Rendimento medio di conversione: 93% Per Napoli il valore della radiazione globale media annua su 30° di inclinazione è 4. L’utilizzo di 2 stringhe da 9 moduli riduce però le cadute di tensione nella sezione in corrente continua ed è quindi preferibile. la verifica delle condizioni di ingresso porta ai risultati riassunti nella tabella 4. I moduli fotovoltaici sono disposti orientati verso sud con un’inclinazione del 30%.5 V Corrente nel punto di massima potenza IPmax: 4. 2700 . Come si vede dalla tabella.5 V Corrente di corto circuito ISC: 4.Esempio di impianto per servizio in parallelo alla rete Come esempio di impianto per servizio in parallelo alla rete. si consideri un tetto fotovoltaico da 2.78 = 3512 kWh/anno 1000 66 .

5x0. 4. Lo schema dell’impianto è mostrato in figura 14.93 Mismatch tra i moduli e tra le stringhe 0. È possibile allacciare gli impianti fotovoltaici alla rete su linea monofase o trifase. in quest’ultimo caso essi sono distribuiti sulle 3 fasi.Tabella 4 .Protezioni per il collegamento degli impianti in parallelo alla rete I generatori fotovoltaici sono collegati alla rete elettrica mediante uno o più inverter.0.5x6x0. come avviene frequentemente nella pratica.98 Inverter 0.0.0.0.93 Circuiti in corrente alternata 0.16x9x(0-25) < 500 SI 43.16x6x(0-25) < 400 SI 43.95 .16x9x(0-25) < 400 SI 34.Verifiche dei risultati Verifica VMinMPPT VMaxMPPT VMaxINV 2 stringhe da 9 moduli 3 stringhe da 6 moduli 34.5x6 . Per semplicità non sono stati invece disegnati i contatori di energia.5x6 .4. Quando la potenza prodotta diventa rilevante. Per gli impianti trifasi nei casi pratici è specificato un valore limite per l’al67 .16x9x(70-25) > 150 SI 34. nel quale trovano posto anche i dispositivi SPD. Si può anche notare che.Rendimenti medi associati Tipo di perdita Rendimento associato Scostamento della temperatura dei moduli dalle condizioni STC 0.94 Circuiti in corrente continua 0.4 . Nello schema elettrico è evidenziato l’interruttore magnetotermico generale (normalmente già presente nell’impianto elettrico.5x9 . che svolge anche la funzione di dispositivo generale.98 Le protezioni di generatore e di interfaccia sono contenute all’interno dell’inverter. la connessione con la rete pubblica può avvenire in media tensione per mezzo di una cabina di trasformazione e consegna. L’allacciamento di impianti monofasi alla rete BT è possibile fino alla potenza massima lato rete di 6 kVA (CEI 11-20. così come il dispositivo differenziale).0.16x6x(70-25) > 150 SI 34. i quali sono dispositivi che convertono la potenza da corrente continua ad alternata e presentano comunemente un’uscita in bassa tensione a 230 V monofase o 400 V trifase.0.16x6x(0-25) < 500 SI Tabella 5 .5x9 . e gli interruttori di protezione e sezionamento dell’impianto fotovoltaico e delle utenze locali. V1). mentre per la rete MT la connessione monofase non è consentita in alcun caso. la potenza generata può essere suddivisa su più inverter trifasi o monofasi.95 .

. per intervento su guasto del sistema di produzione. Il dispositivo di generatore è un contattore che interviene in caso di guasto dell’inverter.Schema elettrico dell’impianto per servizio in parallelo alla rete da 2.7 kWp. La norma CEI 11-20 prevede tre dispositivi di protezione per gli impianti allacciati alla rete pubblica.Fig. 68 . che in prima approssimazione possono essere così elencati: . anziché utilizzare un unico inverter trifase. Queste situazioni possono essere considerati allacciamenti trifase.dispositivo di generatore. . per intervento su guasto della rete pubblica. mentre il dispositivo generale è spesso costituito dall’interruttore automatico posto immediatamente a valle del punto di consegna. si utilizzano più inverter monofase.dispositivo di interfaccia. purché lo squilibrio massimo tra le fasi non superi i 6 kVA.14 . per intervento su guasto del sistema elettrico del produttore. Per la connessione trifase può nascere qualche problema quando.dispositivo generale. collegati fase-neutro per comporre la terna trifase. lacciamento su rete BT pari a 50 KW ma la potenza deve essere compatibile con i criteri di esercizio della rete stessa (CEI 11-20).

specificando solo che nell’intervento delle protezioni.eventuale altra protezione di perdita rete da concordare con il distributore.2 Vn 0.5 Hz/s Unipolare per impianti monofase e tripolare per impianti trifase Le tarature di default sono 49.7 e 50. perché considerato di maggiore importanza per il servizio elettrico.massima tensione. Per potenze superiori a 200 kVA è richiesto anche l’intervento per massima tensione omopolare. . . 69 . fino ad una certa potenza2: .massima frequenza.2 s Senza ritardo intenzionale Senza ritardo intenzionale Senza ritardo intenzionale La norma non riporta le soglie di intervento per le protezioni.Funzioni delle protezioni di interfaccia e relative tarature Protezione Massima tensione Minima tensione Massima frequenza Minima frequenza Derivata di frequenza(3) Esecuzione Unipolare/tripolare(1) Unipolare/tripolare(1) Unipolare Unipolare Unipolare Valore di taratura 1.minima tensione. La norma CEI 11-20 stabilisce quali protezioni devono intervenire sul dispositivo di interfaccia negli impianti connessi ai sistemi di I categoria (bassa tensione) e di II categoria (media tensione). per la bassa tensione il riferimento più significativo è costituito dal documento DK5940 dell’Enel. non devono esserci ritardi intenzionali.1 s 0. (2) Il dispositivo di interfaccia (tab. né i tempi di intervento. 6) è invece quello su cui maggiormente si concentra l’attenzione delle società di distribuzione dell’energia. . far sì che il generatore fotovoltaico continui ad alimentare il guasto. .7 Hz(2) 0. Qualora le variazioni di frequenza di rete. Questi dati sono contenuti nelle disposizioni delle società elettriche di distribuzione.Tabella 6 . introducendo così situazioni di pericolo per le persone e le apparecchiature.8 Vn 50. ad esclusione di quella di minima tensione. siano tali da provocare interventi intempestivi della protezione di massima/minima frequenza dovranno essere adottate le tarature a 49 Hz e 51 Hz (3) Solo in casi particolari (1) (2) Tempo di intervento 0.3 Hz o 51 Hz(2) 49 o 49. La sua mancata apertura a seguito di un guasto della rete pubblica potrebbe infatti.3 Hz. almeno in teoria. in normali condizioni di esercizio.minima frequenza. Tra queste. Nella tabella 6 sono riportati i valori di taratura delle protezioni di interfaccia contenuti nel documento.

. comporta la scelta dei componenti principali (moduli fotovoltaici.Criteri di dimensionamento Riguardo ai consumi energetici. ad esempio. si può tenere conto del fatto che difficilmente saranno tutte attive nello stesso momento e alla massima potenza. Il terzo punto riguarda la potenza massima richiesta dagli utilizzatori.Impianti per servizio isolato Il dimensionamento degli impianti per il servizio isolato (stand-alone). Se invece le utenze sono tante. l’energia giornaliera consumata sarebbe: Ec = 4 . . L’inclinazione dei moduli fotovoltaici deve essere scelta di conseguenza.5 . 12 + 60 = 108 W.potenza massima richiesta complessivamente dagli utilizzatori. mentre se dovesse funzionare solo d’estate l’inclinazione dipende da quanto lungo si considera il periodo estivo. è possibile applicare quanto riportato nel precedente paragrafo sull’energia solare. batteria. Per far questo occorre partire da alcuni dati di progetto: . 4 = 480 Wh/giorno. ma solo per i periodi (il più delle volte è uno solo) in cui si ritiene che la differenza tra l’energia solare e quella consumata sia più sfavorevole. Se si prevede che vi siano delle differenze nel corso dell’anno il calcolo va ripetuto ma solo per i periodi da considerare come più sfavorevoli. si può fare la somma delle potenze: Pc = 4 . 4.irraggiamento medio giornaliero sul sito nei 12 mesi dell’anno. . supponendo di alimentare 4 lampade fluorescenti da 12 W per una media di 5 ore al giorno e un televisore da 60 W per 4 ore al giorno.1 .numero di giorni di autonomia anche in mancanza di sole. Di questo si tiene conto moltiplicando la somma dei carichi per un fattore di contemporaneità minore di 1. se l’impianto funziona tutto l’anno si adotta l’inclinazione di 60°. per le segnalazioni marittime (fig. Non è necessario calcolare i valori per tutti i 12 mesi. come nel semplice esempio appena visto. 15).energia giornaliera consumata nei periodi più significativi. Tipicamente. .5.L’allacciamento alla rete di media tensione è invece regolato dal documento Enel DK5740. cavi. 5 + 60 . 4. 12 . Il quarto punto si riferisce invece all’autonomia che deve avere l’impian70 Per quanto riguarda il primo punto. Se questi sono pochi. Ad esempio. eventuale inverter) per assemblare un sistema in grado di alimentare le utenze in modo soddisfacente. occorre conoscere o prevedere quali apparecchi saranno alimentati e per quanto tempo.

EFV = G . K . l’energia che l’impianto è in grado di fornire deve essere almeno uguale a quella che consumano i carichi. è maggiore di 0. dei fenomeni di riflessione e assorbimento del vetro anteriore. La prima ipotesi su cui si basa la maggior parte dei criteri di progetto è la seguente: su base media giornaliera. to fotovoltaico in condizioni di tempo particolarmente sfavorevoli (ad esempio piogge prolungate). cioè: L’energia media giornaliera che l’impianto fotovoltaico è in grado di produrre è del resto proporzionale all’irraggiamento solare medio giornaliero sul sito e alla potenza di picco Po del generatore fotovoltaico a meno di alcune perdite: Il coefficiente K.Fig. PO .La segnalazione marittima costituisce una delle applicazioni più sfruttate del fotovoltaico per servizio isolato. oltre che dello sporcamento dei moduli. Per siti non particolarmente penalizzati. ηBOS (Wh) EFV > EC 71 . minore di 1. Normalmente si considerano periodi di autonomia che vanno da 3 a 5 giorni.15 . tiene conto degli eventuali ombreggiamenti sul generatore fotovoltaico.9. A partire da questi dati di progetto è possibile procedere col dimensionamento dell’impianto a cominciare dal generatore fotovoltaico.

per i valori più bassi è però stato posto il mismatch dei moduli e delle stringhe uguale a 1. L’efficienza legata all’accoppiamento tra il generatore fotovoltaico e l’accu72 Il coefficiente ηbos tiene conto invece di tutte le perdite che si verificano nel sistema. L’efficienza legata allo scostamento della temperatura dei moduli dalle condizioni STC assume i valori più bassi per gli impianti realizzati nei climi caldi con moduli in silicio cristallino. il coefficiente ηbos varia notevolmente tra la condizione peggiore e quella migliore. quanti più moduli ci sono per ogni stringa e quanto maggiore è lo scostamento della potenza dei singoli moduli rispetto alla potenza nominale del modulo. Quest’ultimo dato è fornito dal costruttore come valore percentuale. . come si può vedere nella tabella 7 nella quale per ciascuna voce sono riportati gli intervalli tipici di variazione dei rispettivi valori. Nel calcolo dei totali. perché è negli impianti composti da 1 o 2 moduli fotovoltaici che.Esempio di impianto fotovoltaico per abitazione isolata in una piccola isola. Come si vede. Il fenomeno del mismatch fra i moduli fotovoltaici e fra le stringhe è tanto maggiore (e quindi l’efficienza è tanto minore) quanti più moduli ci sono nel generatore fotovoltaico. partendo dai moduli fotovoltaici per arrivare ai carichi. ed è costituito dal prodotto di tanti singoli rendimenti. mentre la situazione è differente se l’impianto serve un rifugio di montagna o fa uso di moduli fotovoltaici a film sottile. si potrebbero manifestare più pesantemente alcune altre inefficienze (accumulo e inverter). tipicamente.Fig. 16 .

il che significa 36 celle in serie per 12 V. moltiplicata per il numero di giorni di autonomia Nga: 73 .70 ÷ 0.Tabella 7 . è invece inferiore in tutti gli altri casi. 72 celle in serie per 24 V e così via. η bos Passando all’accumulo. anche nei casi più sfavorevoli di irraggiamento solare e temperatura delle celle. come sarà spiegato nel paragrafo seguente. In assenza del circuito MPPT.92 ÷ 1.98 ÷ 0. Se il regolatore di carica è in grado di svolgere la funzione MPPT la situazione è differente. è necessario che l’energia Eb che quest’ultimo deve essere in grado di fornire sia almeno uguale a quella che consumano i carichi giornalmente.92 0.Tipi di perdita e rendimenti associati Tipo di perdita Scostamento della temperatura dei moduli dalle condizioni STC Mismatch fra i moduli e fra le stringhe (= 1 per un solo modulo) Accoppiamento tra generatore fotovoltaico e accumulo Circuiti in corrente continua Processo di carica/scarica dell’accumulo Inverter (= 1 per impianti in corrente continua) Circuiti in corrente alternata (= 1 per impianti in corrente continua) ηbos per impianti in corrente continua ηbos per impianti in corrente alternata Rendimento associato 0. le quali dipendono dal suo stato di carica.95 0.80 mulatore è alta se si utilizza un circuito MPPT.96 ÷ 0. per evitare di avere drastiche diminuzioni di potenza in alcune condizioni operative. si ottiene la potenza di picco del generatore fotovoltaico e quindi il suo dimensionamento: Po = EC G . lavori in una zona non eccessivamente penalizzata.88 ÷ 0.99 0. come regola generale è bene che vi siano 6 celle cristalline in serie per elemento di accumulo.00 0.88 0.45 ÷ 0.99 0.54 ÷ 0. occorre comunque tenere in considerazione che il generatore fotovoltaico deve essere sempre in grado di trasferire la propria potenza all’accumulo con una resa accettabile. ma vi sono comunque dei vincoli da rispettare.95 0.98 0.85 ÷ 0. K . Ciò deve avvenire in considerazione delle possibili variazioni di tensione ai morsetti dell’accumulatore. È importante quindi verificare che la curva caratteristica del generatore fotovoltaico. Fatte queste necessarie premesse. ponendo EC = EFV.90 ÷ 0. Se si utilizzano moduli fotovoltaici in silicio amorfo o con le celle di materiale diverso dal silicio.

Nga Qb = V . Nella formula. I. ma sulla caduta di tensione ∆V%. per la quale si raccomandano i seguenti valori massimi: 3% tra il generatore fotovoltaico e il regolatore di carica. V e ∆V e assumono i valori riportati nella tabella 8 a seconda del tipo di collegamento. l. In genere questa operazione non viene fatta sulla portata dei cavi. Nel caso in cui il generatore fotovoltaico sia costituito da più stringhe. Se il costruttore dichiarasse la capacità a completo esaurimento dell’accumulo bisognerebbe moltiplicare il tutto per il Depth Of Discharge DOD. Nga Una volta stabilita la lunghezza l dei collegamenti (per ragioni di uniformità considerati sempre unipolari. 74 . Vb .Ι V . la lunghezza l si riferisce al percorso massimo e la sezione S può essere ripartita fra le stringhe nei tratti compresi tra i moduli fotovoltaici e la scatola di parallelo. quasi sempre sovrabbondante. 3% tra regolatore di carica e carichi (considerando il percorso massimo). cioè l è ottenuto sommando l’andata e il ritorno). la sua potenza massima di uscita deve essere almeno uguale a Ec.L’energia che l’accumulo è in grado di fornire è del resto pari alla sua capacità in Ah Qb. Dalle due equazioni precedenti ne deriva che la capacità dell’accumulo deve essere almeno pari a: EC . la sezione S può essere calcolata con la formula: S > 2. frequente.24 . Nel caso sia presente l’inverter. moltiplicata per la tensione nominale Vb e per il rendimento di carica/scarica ηb. occorre maggiorare opportunamente la capacità rispetto a quanto calcolato. η b b Eb > EC . Se è presente l’inverter. Nel caso invece. 1% tra il regolatore di carica e accumulo. ∆V% Restano infine da dimensionare i collegamenti. in cui il valore LVD impostato per il regolatore di carica è superiore a quello della tensione di fine scarica associato alla specifica capacità dell’accumulo. si può considerare trascurabile la caduta di tensione tra quest’ultimo e il regolatore di carica. ηb Eb > EC .

anche se di poco.93 . L’accumulo può essere costituito da 2 batterie monoblocco da 12 V in serie. è tollerata una diminuzione delle prestazioni.carichi (corrente continua) I IM = IPmax. Il generatore fotovoltaico non subisce ombreggiamenti di rilievo (K = 0. nella quale per alcune voci si fa uso di valori presunti.5. Il caso portato ad esempio riguarda un’abitazione che si vuole alimentare in corrente alternata e che si prevede di utilizzare solo nel periodo compreso tra marzo a ottobre. rappresentato da marzo con 3.m VCm/Vb V Vb Vb Vb ∆V% <3 <1 <3 Infine. Nei rimanenti periodi. 0. La potenza di picco del generatore fotovoltaico risulta allora essere: La capacità dell’accumulo è data da: 977. 0.2 . I carichi elettrici presentano le caratteristiche riportate nella tabella 10.Esempio di impianto per servizio isolato Come si vede. Il rendimento di tutto il sistema ηBOS è stimato con la tabella 11.62 75 .Tabella 8 . I valori di radiazione solare sono riportati nella tabella seguente per i soli mesi utili.93). in una zona non servita dalla rete elettrica. l’energia prodotta nel mese più sfavorevole.80 kWh/m2g.80 .3 Qb = = 144 Ah 24 .accumulo Regolatore di carica . 0. ubicata in Alto Adige (vedi tab.regolatore di carica Regolatore di carica . Nel progetto si considera una tensione di 24 V per la parte in corrente continua. Si consiglia di mettere sempre un fusibile di protezione in serie al circuito batterie. l’inclinazione di 60° del generatore fotovoltaico consente di aumentare.85 Po = 977 = 446 W 3.Valori di I e V per i vari tipi di collegamento Collegamento Generatore fotovoltaico . 4. Il sistema deve poter funzionare in assenza di sole con un’autonomia di almeno tre giorni. 9). non essendo previsto il normale utilizzo. L’inverter ha una potenza di 250 W di uscita con il 92% di rendimento.m IM = IPmax. è necessario che il circuito dei carichi sia protetto contro il corto circuito e il sovraccarico da un fusibile o un dispositivo automatico.

17 .Dati relativi a Bolzano Località: Bolzano 30° 3.Potenza ed energia per vari tipi di carichi Descrizione Lampada fluorescente compatta Televisore a colori 20” Frigorifero 200 litri classe A Altre utenze TOTALE N Potenza [W] Ore / giorno 12 x 4 4 4 1 55 3 1 (90) (60) 253 Energia consumata [Wh/g] 192 165 500 120 977 76 .42 4.65 3.41 3.43 5.85 V/el) = 150 Ah collegate in serie.Fig.20 5. Tabella 10 .85 x 12 = 22.80 4. Se il valore LVD (Low Voltage Disconnection) del regolatore di carica fosse maggiore di 1.2 V.81 4.00 4. 1.93 β Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Media Il generatore fotovoltaico potrebbe allora consistere in 4 moduli fotovoltaici da 110 Wp in silicio cristallino da 36 celle. sarebbe necessario incrementare opportunamente la capacità dell’accumulo per tenere conto del differente DOD di riferimento.Generatore fotovoltaico.40 4.60 60° 3.24 4. collegati tra loro in modo da formare 2 stringhe da 2 moduli ciascuna. Tabella 9 .13 4. L’accumulo può consistere in due batterie monoblocco da 12 V e C100 (25°C.88 4.87 5.15 4.

occorre utilizzare un cavo di 6 mm2.98 0. Se. Esso deve essere dimensionato considerando anche i possibili spunti dell’inverter. è bene inserire un fusibile in serie alle batterie.62 Il regolatore di carica.97 0. Il conduttore di protezione (PE) deve avere lo stesso diametro. Per sicurezza. Tra l’inverter e le utenze è sufficiente utilizzare un cavo di 1. 77 . Anche se non è visibile nello schema. Per quanto riguarda le sezioni dei cavi vale quanto segue.85 0. con valore nominale di 2 A. inteso come unifilare. ma che potrebbe essere all’incirca di 13 A. il quale per brevi periodi è in grado di erogare una potenza superiore a quella nominale e che può arrivare a 400 W. l’interruttore magnetotermico può essere 1P+N o 2P. mentre tra la scatola di parallelo e i singoli moduli è sufficiente una sezione di 2. da 24 V. tra il regolatore di carica e le batterie è lungo 5 m. Lo schema elettrico che ne deriva è mostrato nella figura 18. è importante che vi sia un conduttore di protezione (PE) di colore giallo-verde che collega a terra le masse e il polo centrale delle prese a spina.92 0.97 0. il parallelo delle stringhe è effettuato in prossimità dei moduli e la distanza tra il regolatore di carica e la scatola di parallelo è pari a 8 m (16 m equivalenti di cavo unifilare). la quale dipende dai dati di targa dei moduli.Rendimento del sistema Tipo di perdita Scostamento della temperatura dei moduli dalle condizioni STC Mismatch fra i moduli e fra le stringhe Accoppiamento tra generatore fotovoltaico e accumulo Circuiti in corrente continua Processo di carica/scarica dell’accumulo Inverter Circuiti in corrente alternata ηbos Rendimento associato 0. Può essere utilizzato un fusibile da 20 A. L’interruttore differenziale è da 30 mA. di tipo B o C.90 0. se il collegamento.96 0.5 mm2. il cavo deve avere sezione pari a 6 mm2. ad esempio.Tabella 11 . deve essere in grado di sopportare una corrente massima pari a 2 x Isc. L’interruttore-sezionatore posto tra l’array e il regolatore di carica deve essere da 16 A. Per le batterie. A meno di indicazioni particolari del costruttore dell’inverter. All’uscita dell’inverter partono due conduttori indicati con notazione unifilare.5 mm2 a meno che le distanze non siano davvero considerevoli.

in grado di alimentare qualche sorgente luminosa. Inoltre. un minimo di energia elettrica ad abitazioni isolate che altrimenti ne sarebbero sprovviste. di andare oltre l’installazione di sistemi composti da un unico modulo fotovoltaico. con poca spesa. A seconda della taglia. normalmente da 12 V. carichi elettrici compresi. in molti casi. fino ad arrivare a sistemi comprensivi di frigorifero e televisore di piccola potenza.18 .Schema elettrico dell’impianto fotovoltaico per servizio isolato con uscita in corrente alternata. Nel mondo questi sistemi sono molto diffusi per l’elettrificazione rurale.Fig. Questi sistemi trovano applicazione nella nautica. La potenza non supera normalmente i 100÷200 Wp e l’energia è accumulata in una batteria monoblocco.6. si può partire da kit per l’alimentazione di 1 o 2 lampade fluorescenti compatte. Solitamente. 4. 78 .Altri impianti 4. Si consideri che le ridotte disponibilità economiche di molte popolazioni che vivono in Paesi in via di sviluppo non consentono.Applicazioni di piccola taglia Le applicazioni di piccola taglia riguardano tutti i casi in cui uno o due moduli fotovoltaici sono utilizzati per alimentare piccoli carichi.6 . in quanto consentono fornire. si trovano in commercio piccoli sistemi per l’alimentazione di abitazioni isolate.1 . per mezzo di un piccolo regolatore di carica. tali soluzioni sono commercializzate come kit contenenti tutto l’occorrente. nel caravan e nel campeggio.

la tecnologia consente oggi di risolvere parecchi problemi. 21). ma. tra cui le principali sono dovute alla più limitata disponibilità della risorsa solare rispetto a quella offerta dalla rete e al particolare tipo di installazione dei moduli fotovoltaici (in cima ad un palo di alcuni metri): .2 .Fig.la luce prodotta deve avere delle caratteristiche particolari o è possibile utilizzare qualsiasi tipo di lampada? . 79 .quale è il livello di illuminazione minimo richiesto sul piano stradale? . nei mesi invernali il con- Fig.il tipo di batteria utilizzata è compatibile con le condizioni climatiche locali o è necessario ricorrere a tipi di pose particolari (ad esempio posa al livello del suolo o interrata)? .il servizio è richiesto tutto l’anno o solo per un periodo più breve? .4. un solo modulo per un’abitazione isolata.6.Illuminazione stradale L’illuminazione stradale realizzata utilizzando l’energia solare consente di risparmiare i lunghi tratti di cavo interrato che normalmente vengono utilizzati per alimentare le file di lampioni (fig.19 .qual è il carico dovuto al vento sulla struttura comprensiva dei moduli fotovoltaici? . Per contro richiede alcune valutazioni preliminari aggiuntive. i quesiti sollevati dai lampioni fotovoltaici lasciano poco spazio all’improvvisazione. 20 .le caratteristiche estetiche dei lampioni fotovoltaici si accordano con l’ambiente circostante? Come si vede.è necessario che il servizio si protragga per tutta la notte o l’illuminazione è richiesta solo fino ad una certa ora? .Disposizione dei moduli foto.Impianto fotovoltaico formato da voltaici sulla tuga di una barca a vela. fortunatamente. Ad esempio.

come avviene su gran arte delle strade. la protezione di interfaccia deve scollegare prontamente l’impianto fotovoltaico in caso di mancanza rete per evidenti ra- 80 Fig. . Molto utili si stanno dimostrando anche i sensori di prossimità che aumentano la luminosità della lampada all’avvicinarsi di un veicolo o un pedone e mantengono invece una luminosità minima in tutti gli altri casi. i possessori di impianti fotovoltaici per servizio in parallelo alla rete rimangono sconcertati a sentire che il proprio sistema.trollo elettronico della lampada può parzializzarne la luminosità garantendo comunque una buona resa. Infatti.Esempio di lampione fotovoltaico.Impianti in parallelo alla rete con funzione di soccorso Talvolta. magari di dimensioni ragguardevoli e pagato fior di quattrini. caratterizzate dall’avere buona efficienza e costi contenuti. è possibile utilizzare lampade ad alta efficienza.6. non è in grado di tenere accesa neppure una lampadina in caso di black-out. 4. Da segnalare la crescente diffusione delle lampade a matrici di LED. Se poi la luce emessa non deve rispondere a particolari caratteristiche in termini di colore e resa cromatica. ad esempio al sodio a bassa pressione.3 .21 . come si è visto. col risultato di diminuire la superficie fotovoltaica necessaria e alleggerire il sistema.

. Se fosse però possibile cambiarne la configurazione in modo automatico lo stesso dispositivo potrebbe assolvere entrambi i compiti. principalmente perché è configurato per comportarsi da generatore di corrente anziché da generatore di tensione. riescono a svolgere le due funzioni.Impianti di pompaggio dell’acqua .riavvio con la sorgente di alimentazione costituita dall’accumulo in aggiunta al generatore fotovoltaico. Gli impianti di pompaggio dell’acqua (fig. la qualità del servizio elettrico si attesta (ancora) su livelli piuttosto alti. vi possono essere situazioni nelle quali l’affidabilità della rete si rivela piuttosto scarsa e occorre fare qualcosa per fronteggiare le frequenti interruzioni. in mancanza di un accumulo dell’energia sarebbe ben difficile bilanciare perfettamente i consumi con l’energia prodotta e pertanto un sistema siffatto si rivelerebbe comunque inidoneo al servizio isolato. 22) sono gli unici impianti per servizio isolato che di regola non necessitano di un accumulo dell’energia di tipo elettrochimico.monitoraggio delle condizioni di rete per avviare la sequenza inversa non appena si verifica il ripristino dell’erogazione di energia. Tuttavia. Un impianto per il servizio in parallelo alla rete contiene sempre almeno un inverter di una certa potenza.apertura del dispositivo di interfaccia. per cui nella maggior parte dei casi non conviene ricorrere a modifiche che fanno aumentare la complessità e il costo dell’impianto per far fronte a pochi eventi sfavorevoli di modesta durata. Naturalmente. nel nostro Paese. tuttavia inferiore a quanto richiesto negli impianti per servizio isolato. Le prestazioni ottenibili. non appena si verifica una interruzione nell’erogazione dell’energia devono svolgere le seguenti operazioni: . Questa soluzione è stata adottata per alcuni inverter che. sono spesso inferiori a quelle offerte dai normali UPS. Qualora vi fossero dei carichi particolarmente critici (computer. In questi impianti l’accumulo è costituito dal ser81 4.6. questi sistemi necessitano di un accumulo elettrochimico in grado di far fronte alle condizioni di black-out per un certo periodo di tempo. . apparecchi elettromedicali ecc. in termini di tempi di commutazione. Va aggiunto inoltre che. Inoltre. .gioni di sicurezza. Ma se anche così non fosse. ma i costi sono più contenuti.4 . in questo modo. Quest’ultimo però non è generalmente adatto all’utilizzo nel servizio isolato.) conviene invece per questi utilizzare un gruppo di continuità (UPS) della potenza strettamente necessaria. soprattutto nelle zone rurali.riconfigurazione dei propri parametri interni per il funzionamento isolato.

in altri costituisce un’entità separata e può essere contenuto nella centralina di comando. quindi devono essere comandati da un inverter.Inseguitori solari Realizzati prendendo spunto dai girasoli.Schema di principio di un impianto di pompaggio dell’acqua. mentre negli utilizzi agricoli o zootecnici si fa di solito uso di vasche aperte. il serbatoio di raccolta deve essere posizionato qualche metro più in alto rispetto ai punti di prelievo. mentre quelli monoassiali si limitano a seguire l’evoluzione del sole durante il giorno con un certo margine di errore. la quale è prelevata da un pozzo e portata in superficie per poi essere utilizzata quando occorre. 22 . In fase di dimensionamento è importante che la pompa sia in grado di superare la prevalenza necessaria (ossia la differenza di quota tra il serbatoio e il pelo libero dell’acqua del pozzo più le perdite di carico) anche con bassi livelli di radiazione solare. Se l’acqua deve alimentare dei rubinetti attraverso un acquedotto anche piccolo. batoio dell’acqua.5 . di orientarsi perfettamente rispetto al disco solare. In genere la pompa costituisce un corpo unico col motore elettrico che viene racchiuso in un contenitore stagno in quanto tale componente deve essere calato nel pozzo al di sotto del pelo libero dell’acqua. gli inseguitori solari non han82 . gli inseguitori solari (fig.6. Negli impianti di taglia superiore a 100÷200 W si utilizzano quasi sempre motori in corrente alternata. In alcuni casi l’inverter fa parte del componente stagno da calare nel pozzo. almeno in teoria. Questi dispositivi si distinguono in inseguitori su un solo asse (monoassiali) e inseguitori su due assi (biassiali). Livelli più alti di radiazione devono invece tradursi in proporzionali aumenti di portata. 4. Nonostante i vantaggi in termini energetici. Gli impianti di pompaggio fotovoltaici sono tipicamente diffusi nelle zone rurali dei Paesi in via di sviluppo. 23) sono dei meccanismi che modificano l’inclinazione e l’orientamento dei moduli fotovoltaici nel tentativo di far arrivare su di essi la radiazione solare diretta nel modo migliore possibile. Solo gli inseguitori biassiali sono in grado. cioé perpendicolarmente.Fig.

L’utilizzo degli inseguitori solari biassiali si rivela però indispensabile negli impianti fotovoltaici a concentrazione. 83 . Attualmente però. la maggiore produzione ottenibile facendo uso degli inseguitori solari è concentrata soprattutto nel periodo estivo. quando il sole descrive i percorsi più lunghi. risulta minimo no una grande diffusione. Tipicamente quindi. Si tratta comunque di sistemi non ancora pronti per la commercializzazione su vasta scala. gli inseguitori solari non migliorano granché la resa degli impianti per servizio isolato.Fig. almeno nei piccoli impianti. mentre nei mesi invernali i vantaggi sono minimi. per alcuni grossi impianti sono previsti sistemi ad inseguimento monoassiale affidabili e di basso costo.Esempio di inseguitore monoassiale: il puntamento migliore è ottenuto quando il segnale della cella di riferimento bifacciale. Inoltre. principalmente perché spesso la maggiore complessità non compensa l’incremento di resa in termini economici.23 . nei quali la radiazione solare è concentrata per mezzo di sistemi ottici di vario tipo e incide su celle solari ad alto rendimento. montata perpendicolarmente al piano dei moduli.

1 . AUTOPRODUZIONE E SOCIETÀ ELETTRICHE. tra cui quella di piccola rete isolata.CAPITOLO 5 LEGISLAZIONE. e la quota obbligatoria di energia da fonte rinnovabile per i produttori. Decreto legislativo 29 dicembre 2003. n. Costituisce il fondamento per tutti i provvedimenti che si sono susseguiti sulla regolamentazione del mercato. 79 . n. i rapporti tra produttori e le regole di dispacciamento. è possibile redigere l’elenco seguente.Principali riferimenti legislativi Vi sono numerosi riferimenti di legge per quanto riguarda il fotovoltaico e gli strumenti di incentivazione che si sono succeduti nel corso degli anni. che sarebbe diventata in seguito il “conto energia”. VALUTAZIONI ECONOMICHE 5. Dal punto di vista del fotovoltaico sono interessanti le definizioni. 387 . Considerando quelli più attuali.Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità Nel decreto si parla per la prima volta della tariffa incentivante per il solare. Decreto legislativo 16 marzo 1999.Attuazione della direttiva 96/92/CE recante le norme comuni per il mercato interno dell’energia elettrica Si tratta del cosiddetto “Decreto Bersani” sulla liberalizzazione del mercato elettrico. 84 . Il decreto prevede la semplificazione delle procedure autorizzative per gli impianti a fonti rinnovabili e alcune facilitazioni per il loro collegamento alla rete elettrica.

in attuazione dell’articolo 9 del decreto del Ministro delle attività produttive. Delibera dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas n. 85 . 188/05 Definizione del soggetto attuatore e delle modalità per l’erogazione delle tariffe incentivanti degli impianti fotovoltaici. n. 40/06 Modificazione e integrazione alla deliberazione dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas 14 settembre 2005. 188/05. 387 Si tratta della riformulazione dello scambio sul posto. soprattutto al conteggio degli incentivi in conto energia. già previsto dalla delibera 224/00. ed ora ampliato a tutte le energie rinnovabili purché prodotte da impianti di potenza non superiore a 20 kW. La potenza fotovoltaica finanziabile al 2015 è tuttavia piuttosto bassa e pari a 500 MW. n. in materia di modalità per l’erogazione delle tariffe incentivanti degli impianti fotovoltaici La delibera apporta alcune modifiche. In particolare. ed ora identificato con il GRTN (ora GSE). 28/06 Condizioni tecnico-economiche del servizio di scambio sul posto dell’energia elettrica prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili di potenza nominale non superiore a 20 kW. Sono per la prima volta definite le tariffe incentivanti per l’energia prodotta da fotovoltaico e le modalità per ottenerle. Delibera dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas n. nel caso di contratto di scambio sul posto per gli impianti fotovoltaici.Decreto Ministeriale 28 luglio 2005 È l’atteso decreto sul “Conto energia”. introdotto dal decreto legislativo 28 luglio 2005. Delibera dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas n. ai sensi dell’articolo 6 del decreto legislativo 29 dicembre 2003. 28 luglio 2005 Definizione del soggetto attuatore. di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio. porta la potenza finanziabile al 2015 a 1000 MW e consente l‘utilizzo dei moduli fotovoltaici in film sottile (ma solo alle persone giuridiche). Decreto Ministeriale 6 febbraio 2006 Introduce alcune correzioni e adattamenti al decreto 28 luglio 2005.

del decreto legislativo 29 dicembre 2003.Attuazione del decreto del Ministro dello Sviluppo Economico. n. Delibera dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas n. 387.Modalità e condizioni economiche per il ritiro dell'energia elettrica di cui all'articolo 13. e al comma 41 della legge 23 agosto 2004. n. 239 La delibera stabilisce i prezzi minimi garantiti per l’energia prodotta da fonti rinnovabili e ceduta alla rete elettrica. Delibera dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas n. 281/05 Condizioni per l’erogazione del servizio di connessione alle reti elettriche con tensione nominale superiore ad 1 kV i cui gestori hanno obbligo di connessione di terzi La delibera tratta delle modalità di accesso alla rete elettrica MT per i produttori di energia elettrica.Delibera dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas n. 88/07 Disposizioni in materia di misura dell’energia elettrica prodotta da impianti di generazione Sono presi in considerazione gli impianti al di sotto e al di sopra di 20 kW. di concerto con il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare 19 febbraio 2007. Delibera dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas n. 89/07 Condizioni tecnico economiche per la connessione di impianti di produzione di energia elettrica alle reti elettriche con obbligo di connessione di terzi a tensione nominale minore o uguale ad 1 kV In dettaglio gli obblighi del produttore e del gestore di rete per gli allacciamenti alla bassa tensione. Decreto Ministeriale 19 febbraio 2007 Si tratta del nuovo decreto Conto Energia. commi 3 e 4. Delibera dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas n. ai fini dell’incentivazione della produzione di energia elettrica mediante impianti fotovoltaici La delibera contiene la modulistica per la domanda per l’ottenimento della tariffa incentivante. prevedendo condizioni particolari per le fonti rinnovabili. grazie al quale è stata rivisitata l’intera materia delle incentivazioni ed è stato reso più agevole l’accesso alla tariffa incentivante. 90/07 . 34/05 . 86 .

a scapito dell’ENEL. Due principali documenti emessi dall’ENEL: ENEL DK 5940 . del decreto legislativo 29 dicembre 2003.2 . 239/04 Costituisce un aggiornamento della delibera 34/05. L’ENEL rappresenta tuttavia un riferimento tecnico.Delibera dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas n.Criteri di allacciamento di impianti di produzione alla rete bt di ENEL Distribuzione ENEL DK 5740 . il valore del87 .Valutazioni economiche per gli impianti collegati alla rete elettrica La scelta di realizzare un impianto fotovoltaico. e del comma 41 della legge 23 agosto 2004. Benché quindi ogni società abbia emesso dei propri regolamenti per l’allacciamento degli autoproduttori alla rete. 280/07 Modalità e condizioni tecnico-economiche per il ritiro dell’energia elettrica ai sensi dell’articolo 13. un impianto fotovoltaico costituisce pur sempre un investimento.Regolamenti delle società elettriche La liberalizzazione del mercato elettrico introdotta in Italia con il decreto 79/99 ha innescato una graduale espansione delle piccole società di distribuzione dell’energia elettrica. n. per via della sua lunga esperienza e della presenza in Comitati nazionali e internazionali di vario tipo. anche per le società concorrenti. 5. al di là di altre considerazioni.Criteri di allacciamento di impianti di produzione alla rete MT di ENEL Distribuzione 5. Se prendiamo.3 . soprattutto per quanto riguarda le tariffe minime garantite per le fonti rinnovabili. rappresentato dai benefici attesi. Infatti. Non sempre tali benefici possono essere espressi in termini strettamente economici. ad esempio. rappresentate soprattutto dalle aziende municipalizzate. n. deve sempre tenere conto della sua convenienza economica. ossia un impegno di capitale a fronte del quale ci si aspetta un adeguato ritorno. commi 3 e 4. 387/03. molto spesso tali documenti ricalcano in grande misura le disposizioni emesse dall’ENEL. gli impianti per servizio isolato. Per le valutazioni di carattere generale conviene quindi rifarsi a queste ultime.

i flussi di cassa non sono costanti. Di fatto. mentre i costi includono i normali controlli e gli interventi di carattere straordinario. rumore. mentre i costi sono. La produzione annua si considera quindi costante e di conseguenza anche i ricavi. dipende dall’orizzonte temporale che si intende considerare. I costi annui di esercizio e manutenzione sono anch’essi presi come valori medi e. non è sempre facile tradurre in termini economici la disponibilità di energia elettrica. mentre dopo un anno sia possibile iniziare a calcolare ricavi e costi. 1).3. Nei calcoli economici che seguiranno non si tiene però conto delle variazioni che avvengono anno per anno. anche facendo il confronto con altre soluzioni (ad esempio i gruppi elettrogeni). È possibile esprimere su un grafico i flussi di cassa (cash-flow) con cadenza annuale (fig. perché generano inquinamento. tipicamente. Nei casi reali. È quindi importante essere in grado di caratterizzare un impianto fotovoltaico anche dal punto di vista economico oltre che tecnico. dovuti alle spese di esercizio e manutenzione. generalmente. ma solo del loro valore medio. perché un investimento di questo tipo non dovrebbe essere guidato solo da considerazioni di tipo qualitativo. 5. Si immagini che l’investimento iniziale avvenga al tempo t = 0. i quali comunque possono presentare delle controindicazioni. utili al fine di intraprendere qualche semplice calcolo.l’energia elettrica prodotta dal fotovoltaico dipende dalla sua utilità. calcolati come percentuale dell’investimento (circa 1% per gli impianti allacciati alla rete e 3÷5% per gli impianti isolati). ceduta o autoconsumata. indicato con n. ossia da quanto chi la utilizza è disposto a spendere per averla. A questo scopo si cercherà di illustrare alcuni concetti economici di base.Attualizzazione di costi e ricavi 88 . Il numero di anni. associati ad un impianto fotovoltaico. I ricavi sono associati alla valorizzazione dell’energia elettrica prodotta. Per gli impianti fotovoltaici la durata minima non è mai inferiore a 20 anni e ragionevolmente si ritiene che possa spingersi fino a 30÷40 anni. o si rivelano poco affidabili.1 . in larga parte non prevedibili. in quanto i ricavi possono dipendere dalle condizioni di soleggiamento che si sono verificate nel corso dell’anno.

cioè moltiplicata per 1 + i. l’equivalenza si manterrebbe moltiplicandola per (1 + i)k. Invertendo il ragionamento. una stessa somma ha valore differente a seconda che sia resa disponibile subito o tra un certo tempo. In questi casi si usa di solito. Esso corrisponde a quel valore che rende indifferente per chi investe disporre di una certa somma immediatamente o a distanza di un anno aumentata di una percentuale pari a i. anziché dopo un anno. come riferimento. Se. la distribuzione nel tempo di costi e ricavi fa sì che non si possano sommare tra loro quantità percepite o sborsate in tempi diversi senza eseguire un’adeguata conversione. se si dispone della somma S in anni diversi. Gli economisti tengono conto di questo atteggiamento per mezzo del tasso di attualizzazione. per ognuno di noi.Diagramma temporale con i flussi di cassa su base annua. il valore attribuito oggi a S sarebbe pari a S/(1 + i) se S arriva dopo un anno e pari a S/(1 + i)k se S arriva dopo k anni. quella data somma fosse disponibile dopo k anni. È possibile utilizzare come valore di i quello che si avrebbe impiegando la stessa somma in investimenti alternativi a quello considerato ma con lo stesso livello di rischio. il rendimento dei titoli di stato o delle obbligazioni a lungo termine.Fig. 1 . Tuttavia. Infatti. 89 .

Nei calcoli si fa spesso uso del tasso reale di interesse i’. tra i quali il più importante è l’indice aggregato dei prezzi al consumo ISTAT.Se invece la somma necessaria all’investimento è presa a prestito. si può utilizzare il tasso applicato al mutuo. tuttavia sono definiti degli indici aggregati. per semplicità. ossia delle variazioni dei prezzi rispetto al tasso di inflazione. variabili da caso a caso. vi è un altro parametro che incide sul diverso valore nel tempo di una stessa somma. dicendo che una data somma dopo un anno avrà un potere di acquisto pari a S/(1+ƒ) e dopo k anni pari a S/(1+ƒ)k. L’effetto dell’inflazione (considerata costante) sul valore della moneta si può esprimere. il quale rappresenta il tasso che si avrebbe se il potere di acquisto della moneta rimanesse invariato nel tempo. possono essere espressi in 3 modi(1): (1) Nel caso più generale si dovrebbe tenere conto anche delle derive. interni ed esterni. Questi ultimi non variano tutti nel tempo della stessa quantità e nella stessa direzione. Di questo fenomeno si tiene conto con il tasso di inflazione ƒ. In generale quindi. il parametro assume il significato più ampio di tasso di interesse. 90 . Il tasso di inflazione ƒ può anche essere definito come il tasso di aumento generalizzato dei prezzi. in questi casi si utilizza normalmente un valore di i dipendente da molti fattori. Il tasso reale di interesse è quindi il tasso di interesse prima visto depurato dell’effetto dell’inflazione e risulta pari a: i-ƒ i’ = _____ 1+ƒ 1+i e 1 + i’ = _____ 1+ƒ In aggiunta al tasso di interesse. ossia i cash-flow. le derive si considerano nulle. È molto importante comprendere che nei calcoli economici le serie temporali di dati. un dato ammontare subisce quasi sempre nel tempo a un deprezzamento dovuto alla diminuzione del suo potere di acquisto. In questa breve trattazione. Passando dalle mura domestiche alle decisioni aziendali. al pari del tasso di attualizzazione. Infatti.

1 . In questo caso i valori attualizzati risultano uguali a quelli calcolati a moneta costante. . cioè senza tenere conto degli effetti dell’inflazione e del tasso di interesse. Per le imprese la scelta è invece generalmente più complessa in quanto è necessario tenere conto delle possibili fonti di finanziamento e degli effetti della tassazione sugli utili. consentono di valutare meglio l’impatto nel futuro dei singoli esborsi e proventi. Il tasso di interesse è del 5% e l’inflazione è pari al 2%. il cash-flow è calcolato a moneta costante quando si vuole avere una più chiara visione dei costi e dei ricavi depurati dall’effetto inflattivo. è con i valori attualizzati che risulta possibile sommare e sottrarre tra loro costi e ricavi avvenuti in tempi differenti.a moneta corrente. . i valori a moneta corrente. Per contro. Tuttavia.. si consideri di investire 3300 Euro nel 2006. tenendo conto dell’inflazione. frequentemente si utilizza un tasso di interesse pari all’inflazione.Esempio di cash-flow calcolato con diverse modalità Tipo di calcolo ‘06 (k = 0) A moneta costante -3300 A moneta corrente -3300 A valore attualizzato -3300 ‘07 (k = 1) 1200 1224 1166 ‘08 (k = 2) 1200 1248 1132 ‘09 (k = 3) Formulazione utilizzata 1200 1273 (1+ƒ)k 1100 1+ƒ k 1+i ( ) 91 . Per fare un esempio. Nel caso di impianti fotovoltaici realizzati da privati. che in questo caso rappresentano le somme effettivamente percepite. Per questo motivo le serie di dati a moneta corrente sono molto utilizzate. Nei casi pratici. La tabella 1 mostra il cash-flow calcolato con le tre differenti modalità: Di solito. a fronte del quale ci si attende un ritorno di 1200 Euro attualizzato per ognuno dei 3 anni successivi.a valore attualizzato.a moneta costante. Le serie temporali a moneta costante permettono inoltre di effettuare sviluppi analitici indipendenti dal tasso di inflazione. ci si trova spesso a dover valorizzare una serie di Tab. tenendo conto del tasso di interesse e dell’inflazione.

Il Valore Attuale Netto è semplicemente la somma algebrica dei costi e dei ricavi nel corso degli anni. (2) Σ _____ (1 + i) n 1 k=1 k (1+i)n -1 o anche Vs = S . somme (costi o ricavi) uguali fra loro.Tasso Interno di Rendimento (TIR). 2 . I metodi più comunemente adottati sono i seguenti: . attualizzato con un tasso di interesse i (nominale o reale) è pari a: Vs = S .2 . il Valore Attuale Netto è così definito: Non si tiene conto esplicitamente degli effetti della tassazione. né delle variazioni di capitale circolante.Valore Attuale Netto (VAN). La seconda delle due formule risulta essere particolarmente utile perché permette il calcolo semplice e veloce dell’ammontare complessivo indipendentemente dall’estensione del periodo considerato. in quanto si adatta a qualsiasi tipo di cash-flow. come si è visto. (1 + i)n 92 . Nella sua formulazione più semplice(2).Metodi di valutazione degli investimenti Una decisione di investimento. anche a quelli in cui vi sono più investimenti differiti tra loro nel tempo.Periodo di Recupero Scontato (PRS). con cadenza annuale. È stato anche visto come è possibile confrontare tra loro queste quantità attualizzandole rispetto a un dato istante È necessario avere dei criteri per valutare la bontà o meno dell’investimento.3. . Esso costituisce un metodo più sicuro ed affidabile. che interessano anni consecutivi a partire dal primo. Il valore risultante Vs. 5.Fig.Diagramma temporale per una ricavo pari a S ripetuto per n anni. comporta un certo numero di esborsi e di proventi in un dato periodo ma in momenti diversi. . ________ i .

con la differenza che l’incognita è ora il periodo anziché il tasso di interesse e.VAN = -I + dove: I è l’investimento iniziale. nel calcolo del TIR occorre stabilire il periodo entro cui devono essere considerati i flussi di cassa. così come molte aziende vogliono sapere in quanto tempo riusciranno ad avere indietro il capitale impiegato. almeno quello allacciato alla rete. come già visto un valore di 20÷30 anni rappresenta un periodo ragionevole. La formulazione è del tutto analoga a quella relativa al TIR. Come nel caso del VAN. I= Σ n k=1 Rk . inoltre. Nel calcolo del VAN è necessario definire il periodo considerato. Ck è la somma dei costi nell’anno. Il Tasso Interno di Rendimento è definito come quel tasso che rende nullo il valore attualizzato della somma algebrica del flusso dei costi e dei ricavi dovuti al progetto di investimento.Ck k VR n Σ n k=1 Rk . Vr è il valore residuo alla fine del periodo considerato. In questo caso si tratta di determinare il valore di i che soddisfa l’equazione: I= k=1 _____ Σ _______ + (1 + i) (1 + i) n Rk . Spesso però si vuole conoscere in quanto tempo si recupererà il capitale investito e quindi si calcola il Periodo di Recupero Scontato. essendo presente nell’equazione in forma implicita. Rk è la somma dei ricavi nell’anno. Per il fotovoltaico. È questo il parametro più importante perché molti privati. il valore residuo non viene di solito considerato. Un altro metodo comunemente utilizzato per il calcolo della convenienza di un investimento è quello basato sul Tasso Interno di Rendimento.Ck VR _______ + _____ k (1 + i) (1 + i)n Il valore di i si determina per iterazioni successive.Ck _______ (1 + i)k 93 .

445 €/kWh per 20 anni) non viene aggiornato nel corso degli anni.3 . rispettivamente. Il costo dell’impianto. 5. La spesa per la lettura e gestione dei contatori è pari a 50 €/anno.3. Investimento: I = 3 x 7500 = 22500 € Cash-flow annuo a rata costante (moneta corrente): RC1 = 0. quest’ultima considerata pari al 2.5% annuo. IVA compresa. Il tasso di interesse è stato fissato uguale all’inflazione. Il contributo in conto energia (0. È possibile aggiornare i valori esposti ai provvedimenti e agli incentivi in vigore mantenendo il procedimento valido. Nel seguito è mostrato un procedimento di calcolo con valori che sono in relazione al funzionamento in conto energia (DM 08/07/05) con l’impianto che si avvale dello scambio sul posto dell’energia. si considera pari a 7500 €/kWp.445 x (1 – 0.Esempio di calcolo Per fare un esempio di calcolo economico è possibile riprendere l’impianto per servizio in parallelo alla rete dimensionato con una potenza di 3000 Wp e che produce 3700 kWh/anno. Il costo medio dell’energia acquistata.18 x 3700 – 75 x 3 – 50 = 391 €/a 94 . procedendo per tentativi. Il proprietario dell’impianto decide di beneficiare della detrazione fiscale sull’imponibile del 41% distribuita su 10 anni. In questo caso il contributo in conto energia viene però decurtato del 30%. I costi annui di esercizio e manutenzione sono stimati come 75 €/kWp. da utilizzare per il calcolo del costo evitato sulla base dello scambio sul posto dell’energia è di 0.41 x 22500 / 10 = 923 €/a (per 10 anni) Cash-flow annuo soggetto a incremento (moneta costante): RV = 0. il periodo x si determina per interpolazione lineare dei due k successivi per i quali la sommatoria assume.3) . un valore di poco inferiore e di poco superiore a I. mentre per tutte le altre voci si considera un aggiornamento pari all’inflazione.In pratica.18 €/kWh. 3700 = 1153 €/a (per 20 anni) RC2 = 0.

59 + 923 x 8. L’attualizzazione avviene.3 anni In figura 3 è riportato il grafico dei valori cumulati (VAN) in funzione del numero di anni considerati. sono stati trovati 2 valori per i quali la differenza tra l’investimento e il valore cumulato del cash-flow cambia segno: 10 anni: 11 anni: -22500 + 22075 = -425 Euro -22500 + 23342 = 842 Euro Il PRS è allora pari a 10 + 425 / (425+842) = 10. Avendo scelto il tasso di interesse i uguale all’inflazione ƒ. mentre quelli di RC1 e RC2 devono essere attualizzati dividendoli per (1 + ƒ)k. 95 .75 + 391 x 20 = 11371 € Passando al calcolo del PRS. Considerando nullo il valore residuo.Fig. i valori attualizzati di RV sono pari al valore calcolato. il calcolo del VAN a 20 anni è pari a: VAN20 = -22500 + 1173 x 15. in pratica.Andamento del Valore Attuale Netto per l’impianto fotovoltaico preso come esempio. utilizzando la formula vista precedentemente per il calcolo del valore attualizzato Vs. in cui termina il contributo in conto energia.3 anni. e alla fine dei 20 anni. dovuto al parametro RC2. Si noti il cambiamento di pendenza della curva dopo 10. 3 .

salvo impedimenti o vincoli di rete. 3. non rientrando nella categoria dei clienti idonei. Cogenerazione è la produzione combinata di energia elettrica e calore alle condizioni definite dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas. 7.Appendice 5.Alcune definizioni 1. numero 8. distributore o grossista. 6. Dispacciamento è l'attività diretta ad impartire disposizioni per l'utilizzazione e l'esercizio coordinati degli impianti di produzione. sia in Italia che all'estero. è legittimato a stipulare contratti di fornitura esclusivamente con il distributore che esercita il servizio nell'area territoriale dove è localizzata l'utenza. che garantiscano un significativo risparmio di energia rispetto alle produzioni separate. Clienti sono le imprese o società di distribuzione. 8. della società controllante e delle società controllate dalla medesima controllante. trasmissione e distribuzione nei Paesi dell'Unione europea. per effetto del presente decreto. 1643. gli acquirenti grossisti e gli acquirenti finali di energia elettrica. Cliente vincolato è il cliente finale che. n. . Cliente finale è la persona fisica o giuridica che acquista energia elettrica esclusivamente per uso proprio. n. 9. degli appartenenti ai consorzi o società consortili costituiti per la produzione di energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili e per gli usi di fornitura autorizzati nei siti industriali anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto. 4. 10. nonché per uso dei soci delle società cooperative di produzione e distribuzione dell'energia elettrica di cui all'articolo 4. 96 5. di stipulare contratti di fornitura con qualsiasi produttore. Cliente grossista è la persona fisica o giuridica che acquista e vende energia elettrica senza esercitare attività di produzione. 79 "Attuazione della direttiva 96/92/CE recante norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica". 2. Cliente idoneo è la persona fisica o giuridica che ha la capacità. della rete di trasmissione e dei servizi ausiliari. attuata secondo ordini di merito economico.1 . Le Definizioni sono tratte dall’articolo 2 del Decreto Legislativo 16 marzo 1999. Dispacciamento di merito economico è l'attività di cui al comma 10. Contratto bilaterale è il contratto di fornitura di servizi elettrici tra due operatori del mercato. della legge 6 dicembre 1962. Autoproduttore è la persona fisica o giuridica che produce energia elettrica e la utilizza in misura non inferiore al 70% annuo per uso proprio ovvero per uso delle società controllate.

19. 13. il vento. le risorse idriche. Utente della rete è la persona fisica o giuridica che rifornisce o è rifornita da una rete di trasmissione o distribuzione. riserva. ai distributori e ai destinatari dell'energia autoprodotta ai sensi del comma 2. 23. delle reti di trasmissione e di distribuzione nonché dei servizi ausiliari e dei dispositivi di interconnessione e dispacciamento ubicati nel territorio nazionale.12. 15. condizionata unicamente da eventuali impedimenti o vincoli di rete. le risorse geotermiche. il moto ondoso e la trasformazione in energia elettrica dei prodotti vegetali o dei rifiuti organici e inorganici. ove meno del 5 per cento è ottenuto dall'interconnessione con altre reti. Distribuzione è il trasporto e la trasformazione di energia elettrica su reti di distribuzione a media e bassa tensione per le consegne ai clienti finali. 22. regolazione della tensione e riavviamento della rete. esemplificativamente. Trasmissione è l'attività di trasporto e trasformazione dell'energia elettrica sulla rete interconnessa ad alta tensione ai fini della consegna ai clienti. Fonti energetiche rinnovabili sono il sole. 17. 11. Produttore è la persona fisica o giuridica che produce energia elettrica indipendentemente dalla proprietà dell'impianto. 18. comunque prodotta. Servizi ausiliari sono i servizi necessari per la gestione di una rete di trasmissione o distribuzione quali. 24. 16.500 GWh nel 1996. Dispacciamento passante è l'attività di cui al comma 10. Produzione è la generazione di energia elettrica. indipendentemente dal sistema di trasmissione e distribuzione. Piccola rete isolata è ogni rete con un consumo inferiore a 2. 21. le maree. Linea diretta è la linea elettrica di trasporto che collega un centro di produzione ad un centro di consumo. Rete interconnessa è un complesso di reti di trasmissione e distribuzione collegate mediante più dispositivi di interconnessione. i servizi di regolazione di frequenza. 14. Sistema elettrico nazionale: il complesso degli impianti di produzione. Rete di trasmissione nazionale è il complesso delle stazioni di trasformazione e delle linee elettriche di trasmissione ad alta tensione sul territorio nazionale gestite unitariamente. Dispositivo di interconnessione è l'apparecchiatura per collegare le reti elettriche. 20. 97 . potenza reattiva.

Valutazione di idoneità di un sito: cosa fare nel sopralluogo L’installazione di un impianto fotovoltaico non è sempre possibile. nella quasi totalità dei casi. In base al tipo di impianto che si deve progettare (collegato alla rete o isolato). arrabbiature evitabili. anche il cliente o l’utente finale. l’idoneità è legata non solo alla possibilità di trovare aree idonee a posizionare i moduli ma anche a come l’installazione deve essere fatto praticamente. Innanzitutto. fatica e. Se si tratta di una realizzazione in un edificio ancora da costruire è auspica98 . sulle implicazioni economiche: infatti. di conseguenza. Questa prima fase definisce anche la possibilità o meno di procedere nel progetto di realizzazione in quanto le informazioni acquisite durante il sopralluogo hanno impatto sostanziale sulle scelte tecniche e. La prima fase del percorso di valutazione consiste nella raccolta di una serie di informazioni relative alle condizioni ambientali. Occorre procedere a precise valutazioni prima di definire idoneo un sito. si arriverà al sopralluogo senza che sia nota con esattezza la potenza fotovoltaica da installare. la prima buona regola che consigliamo di seguire (spesso incredibilmente disattesa) è che al sopralluogo partecipi. il sopralluogo necessita l’acquisizione di informazioni solo in parte comuni alle due applicazioni. Arrivare al giorno dell’installazione senza le idee chiare sui dettagli è un errore che costa tempo. tecniche e logistiche del sito in cui andrà realizzata l’opera.1 . L’esperienza insegna che ogni sito di installazione è diverso da un altro e presuppone scelte di montaggio differenti.CAPITOLO 6 VALUTAZIONE DI IDONEITÀ DI UN SITO E INCENTIVAZIONE DEL FOTOVOLTAICO 6. perché no. oltre al tecnico incaricato del lavoro di progettazione.

. .le eventuali difficoltà logistiche in fase di costruzione. un vicino che non hanno la delega a concordare con voi le soluzioni tecniche che proporrete durante il sopralluogo.i vincoli di tipo ambientale. è stata installata una antenna satellitare proprio nell’area dedicata all’impianto fotovoltaico non è simpatico. Alcune apparentemente banali sono spesso disattese con implicazioni spesso fastidiose. per un impianto isolato.Da non dimenticare durante il sopralluogo Nel seguito riportiamo alcune avvertenze generali che consigliamo caldamente di seguire.l’alloggiamento del convertitore e delle altre apparecchiature elettriche. Come vedremo i risultati di una mancanza di soluzioni concordate possono creare problemi. .macchina fotografica (meglio se digitale). Nel caso di sopralluogo per un impianto collegato alla rete.il percorso cavi di cablaggio. . Il sopralluogo ha così lo scopo principale di valutare: . .accertatevi che la persona che fra le persone che vi ricevono ci sia veramente il proprietario.bile anche la collaborazione del progettista dell’opera. l’area occupata dal generatore fotovoltaico è definibile grossolanamente a priori in base alla disponibilità finanziaria del cliente o dalle dimensioni dell’area disponibile. In aggiunta a queste voci. . Per il sopralluogo al sito sono necessari i seguenti strumenti: .nastro bianco/rosso per segnalazioni aree. Spesso può essere un parente delegato. . . 6.bussola. in genere la potenza da installare e. di conseguenza.clinometro (piccolo strumento semplice e di costo contenuto). 99 .bindella metrica. un amico. . . . devono essere valutati i tipi e periodi di utilizzazione dei carichi che si prevede di installare una volta realizzato l’impianto. .le modalità tecniche di installazione dei moduli fotovoltaici. paesaggistico ecc.1 . relativi all’area considerata.modulo di sopralluogo da compilare e controfirmare dal Cliente (vedi nel seguito).fate sempre sottoscrivere al proprietario quanto concordate: non ha alcun valore legale ma serve come appoggio in caso di contestazioni o variazioni di prezzo totale. che deve soddisfare i bisogni energetici locali.chiedete sempre se sono previsti a breve lavori di ristrutturazione della copertura o installazioni aggiuntive: scoprire all’atto dell’installazione sul tetto che.diagramma solare per il rilievo delle ombre.1. . nel frattempo.

c) Presenza di particolari vincoli paesaggistici/architettonici/ambientali nell’area di installazione . L’esistenza dell’LPS condiziona la posa dell’impianto.6.Prima del sopralluogo è opportuno recarsi presso gli uffici comunali per accertarsi di quali vincoli insistano sulla zona di installazione.Sopralluogo per un impianto collegato alla rete elettrica a) Rilevazione dei dati di fornitura e servizio elettrico . L’installatore dovrebbe quindi essere sicuro che il collegamento equipotenziale all’esistente sistema di terra sia efficiente.esistenza della conformità alla normativa esistente per l’impianto elettrico esistente.potenza contrattuale del servizio elettrico attivato. quelli di fornitura e servizio elettrico sono fondamentali per la fase di progettazione dell’impianto.tensione di fornitura in valore (230 ÷ 380 V) e tipo (mono o trifase).1 al termine di questo capitolo. Si sottolinea che.Fra i dati che devono essere indagati all’atto del sopralluogo. Ma il funzionamento dell’impianto è condizionato da quello esistente: tipicamente l’impianto di terra è comune.È questo un punto molto critico per l’installatore in quanto l’impianto fotovoltaico che si andrà ad installare avrà dei punti elettrici in comune con l’esistente.2 . A fine lavori l’installatore dovrà garantire con atto scritto che l’impianto fotovoltaico realizzato è conforme alla legge (46/90 e seguenti) in materia di sicurezza elettrica e regola d’arte costruttiva. Altrimenti occorre che proceda alla messa a norma del sistema di terra. Scheda sopralluogo per impianti collegati alla rete Vedi Appendice 6. . In genere. . Il contatto con il tecnico comunale ha inoltre lo scopo di informarsi su quali tipi di autorizzazione siano necessari per la realizzazione dell’impianto.esistenza di un eventuale LPS (parafulmine) e sua eventuale certificazione. la mancanza di conoscenza sugli impianti fo100 b) Rilevazione dei dati di conformità alla normativa dell’installazione elettrica esistente . in genere. è un‘informazione che il cliente finale conosce ma è possibile che nel tempo qualcosa sia mutato. . . .consumi elettrici annui (kWh medi degli ultimi 3 anni). Per fare questo deve essere sicuro che il sistema di terra sia stato dichiarato conforme a quanto stabilito dalla normativa. Le verifiche suggerite all’atto del sopralluogo sono: .presenza della rete di terra con relativo certificato (se non incluso nella precedente dichiarazione). Occorre richiedere al Cliente la visione delle ultime bollette elettriche in modo da acquisire: .

da: .). e) Scelta della posizione del generatore fotovoltaico sulla falda individuata . In entrambi i casi. sono accettabili ai fini dell’idoneità all’installazione falde esposte nell’area che va da sud-est a sud-ovest.Una volta individuata la falda idonea occorre valutare la posizione del generatore sulla falda. le perdite di energia captata sono contenute in qualche percento per la maggior parte delle casistiche reali (percentualmente circa il 45%). Come si può notare. se posizionati sulle coperture e complanari alla falda.volumi tecnici presenti (antenne.Perdite di energia rispetto all’esposizione a Sud Riduzione energia captata rispetto al Sud .4% Sud-est / Sud-ovest (20°) Sud-est / Sud-ovest (40°) -12% d) Scelta della falda di installazione . in genere. Esposizioni maggiori verso est o verso ovest portano a riduzioni non accettabili dell’energia captata. Va considerato che l’accertarsi degli eventuali vincoli risulta di grande interesse anche per chi installa l’impianto in quanto l’esistenza di vincoli di tipo speciale (es. . l’area di posa è limitata (fig.Tabella 1 . non modificano la volumetria dell’edificio. Se non la conosciamo occorre valutare quanta area è disponibile realmente sulla falda individuata. tra i 10 ed i 20° e quindi ottime rispetto all’ideale 25-30°). la prima regola da seguire è quella di cercare una falda del tetto esposta verso Sud.Se l’installazione del fotovoltaico dovrà essere realizzata su di una falda dell’edificio. zona parco o beni ambientali) rallentano notevolmente (mesi) l’iter autorizzativo e quindi anche la possibilità di concludere il contratto oltre al dover impegnare un eventuale anticipo per l’acquisto del materiale di installazione. 1). Per dare un’indicazione delle perdite dovute ad un’esposizione della falda diversa rispetto all’ideale Sud. 101 tovoltaici da parte dei tecnici comunali li porta a richiedere la concessione edilizia anche se sarebbe sufficiente un semplice silenzio/assenso in quanto gli impianti fotovoltaici. nella tabella 1 è raccolto un esempio con le perdite di energia captata rispetto all’ideale a Sud relative ad un caso reale. scambiatori di calore ecc. Visto che l’inclinazione non la potremo scegliere perché legata alla costruzione del tetto (in genere. Se conosciamo la potenza dell’impianto fotovoltaico sappiamo anche la sua superficie occupata come se fosse un unico piano. Si noti che la scelta della concessione edilizia risulta comunque accettabile con tempi di 30÷60 giorni.

camino Depressione della neve Moduli fotovoltaici MMMMMMMMMMMMMMM Azione della neve Moduli fotovoltaici Fig. sfiati ecc. qualora la superficie disponibile risulti interrotta da qualcuno degli elementi descritti. Supposto che la falda sia libera come un rettangolo ideale rimane il problema di capire in che posizione del rettangolo ideale posizionare il piano dei moduli fotovoltaici: spostato verso il colmo? Spostato verso la gronda? Al centro? Occorre osservare che la posizione spostata in basso verso la gronda è poco adatta in zone nevose in cui la neve si accumula creando un’azione meccanica sulla struttura di sostegno che in genere.).elementi architettonici o di servizio (lucernari. .In genere.5 h Moduli fotovoltaici Fig.zone di rispetto (camminamenti per poter ispezionare l’impianto). 2). 1 . f) Rilevazione del diagramma delle ombre . . La posizione spostata verso il colmo è invece pericolosa in quanto l’azione del vento quando spira dalla falda opposta crea una depressione sul piano dei moduli con conseguente trazione verso l’alto alla quale le strutture di sostegno usualmente in commercio si contrappongono in modo inadatto. è poco adatta a reagire a questo tipo di sollecitazione (fig.Falda di installazione Area di rispetto per ispezioni camino 1. è possibile comunque dividere meccanicamente il piano del fotovoltaico in parti in modo che si adattino perfettamente alle reale superficie disponibile sulla falda. misurati o sti102 .Azione della neve. per una data località è possibile disporre di dati di irraggiamento solare. 2 . camini. È evidente che.Installazione del modulo. Sarà una complicazione di montaggio ma non un impedimento.

anche parzialmente. vegetazione. Nell’asse delle ordinate (linea verticale) sono riportati gli angoli partendo dall’orizzontale (0°) al verticale (90°). in quanto disegnato per punti utilizzando bussola ed uno strumento chiamato clinometro) che si vede dalla posizione scelto per l’impianto fotovoltaico corrispondente agli ostacoli visti all’orizzonte. 103 Inoltre. Quel che interessa i nostri scopi è rappresentato dalla linea spezzata disegnata sul diagramma: si tratta del profilo (chiamato clinometrico. Si notano alcune curve a parabola che rappresentano le traiettorie del sole relative a giorni particolari: il 21 giugno (solstizio estivo). 21 marzo e 23 settembre (equinozi) e 21 dicembre (solstizio invernale) viste da un osservatore e valide. dal punto di vista qualitativo per le nostre latitudini. alla radiazione solare diretta di raggiungere i moduli fotovoltaici in determinate ore del giorno e/o per periodi più o meno lunghi dell’anno. 10°. 180° equivale a Sud. in maniera anche approssimata che si riferiscono solo ad alcune esposizioni della superficie captante (tipicamente orizzontale. rilievi di terreno. Per tenere conto dell’effetto delle ombre occorre rilevare una mappatura degli ostacoli all’orizzonte visti da un osservatore che si trova esattamente nel punto scelto per l’installazione del generatore fotovoltaico riportandoli su di un diagramma che rappresenti la volta celeste: questo tipo di diagramma si chiama diagramma dei percorsi solari. Nella pratica. 30°. precipitazioni nevose. verticale ma sempre verso il Sud). mentre il punto di intersezione con l’ordinata in corrispondenza dell’elevazione 90° è il punto chiamato di zenit rispetto all’osservatore.mati. . Resta inteso che per ogni latitudine e longitudine esiste uno ed un solo diagramma. un altro passo da compiere è rappresentato dalla valutazione delle influenze dell’ambiente sulla posizione scelta per il generatore fotovoltaico nel sito: deve essere valutato l’eventuale grado di ombreggiamento del generatore dovuto ad edifici. che possono impedire. formazione di strati di ghiaccio o altro. Osserviamo innanzitutto che l’asse orizzontale in corrispondenza dell’elevazione 0° corrisponde con la linea dell’orizzonte. quasi mai questi numeri possono essere usati così come si trovano per valutare l’effetto del differente orientamento dei moduli fotovoltaici rispetto ai valori tabulati. Sono riportati sull’ascissa (linea orizzontale) la sequenza degli angoli detti azimutali da Nord a Nord passando dal sud. fatto questo che come abbiamo visto costituisce un importante parametro ai fini della progettazione e della valutazione del rendimento dell’impianto ma non esaurisce il processo di valutazione del sito. Un esempio di questi semplici diagrammi è mostrato in figura 3.

in prima approssimazione. In figura.l’area sottesa ai due segmenti che tengono conto dell’inclinazione del piano dei moduli rispetto all’orizzontale. come proporzionale alla somma dei percorsi solari non visibili (quelle parti di percorso delle parabole che stanno sotto la linea degli ostacoli) rispetto ai percorsi solari complessivi corrispondenti (le parabole). è stata fatta l’ipotesi che l’inclinazione fosse di circa 30° con orientamento a Sud (= 180°): sono stati disegnati due segmenti che partono dagli angoli azimutali (90° e 270°) con una inclinazione di 30° e che.Esempio di diagramma delle ombre per valutazioni di producibilità di un sito. per ogni mese. . Nella figura 3 è possibile individuare aree non utili ai fini della captazione della radiazione solare diretta: . la quantità di energia solare persa per effetto degli ostacoli all’orizzonte e dell’inclinazione dei moduli può essere percentualmente stimata. 104 .l’area sottesa al profilo delle ombre disegnato. . Infine. 3 . occorre valutare i giorni all’anno di copertura definendo così univocamente la frazione di energia persa. in quanto il sole non si troverà mai al di sopra di tale curva limite.l’area posta al di sopra della curva 21 giugno. permettono di visualizzare le zone d’ombra dovute alla presenza dei moduli. in quanto il sole non potrà mai trovarsi al di sotto di tale curva limite.Fig. A questa quantità di energia persa può essere sommata quella valutabile sulla scorta delle informazioni raccolte in sito in merito alle eventuali precipitazioni nevose: qualora il livello di innevamento fosse sufficiente a coprire il piano dei moduli. .l’area posta al di sotto della curva 21 dicembre.

Una traccia suggerita potrebbe essere: . Nella maggior parte dei casi non sarà possibile accedere alla copertura con facilità. . Infine.viste d’assieme (l’edificio. procedere a scattare una serie di fotografie del luogo di installazione con viste sia generali che di dettaglio.Una volta stabilito il punto di installazione e verificato che dal diagramma delle ombre o dalla semplice osservazione non emergano problemi insormontabili è opportuno procedere alla misurazione dell’area di posa recandosi direttamente in copertura.L’esperienza insegna che le informazioni raccolte in sito risultano veramente preziose perché consentono di puntualizzare il microclima: casi di intense foschie prolungate nel corso delle prime ore della mattina o la presenza costante di formazioni nuvolose nel solo periodo pomeridiano suggeriscono la valutazione di un ulteriore aumento della frazione di energia persa. 105 . si consiglia di usare metodo negli scatti.dettagli dei volumi tecnici eventualmente presenti. Come si procede alla redazione del diagramma delle ombre? Vedi Appendice 6. Si noti che il fatto di dover utilizzare un cestello per arrivare in copertura la dice lunga sulle difficoltà dell’installazione. Alla fine degli scatti e della misurazione la marcatura non ha altra utilità e può essere rimossa. . Si consiglia di usare una macchina digitale con attiva la funzione di data e ora: molte volte dopo del tempo dagli scatti. tutta la falda di installazione).3 g) Misura. Per evitare di perdersi i riferimenti cardinali (da dove le foto sono scattate).viste dell’area di posa (dai quattro punti cardinali). Sia che si utilizzi una scala che sia necessario un cestello. l’ispezione della copertura è assolutamente indispensabile. A questo proposito si consiglia di farsi preparare dal Cliente prima del sopralluogo una planimetria delle coperture cartacea in scala o elettronica. il problema dell’accesso alla copertura deve essere risolto comunque prima del sopralluogo. Una volta arrivati in copertura occorre misurare gli spazi occupati dall’impianto usando una bindella metrica e disegnando lo spazio di posa sulla planimetria del Cliente (se c’è) o su un foglio nuovo. fa comodo associare le ombre immortalate con l’ora dello scatto. Come vedremo ai passi successivi. soprattutto in caso di scarsa esperienza di montaggio di impianti fotovoltaici. marcatura e disegno della zona di installazione . . Poi marcare l’area di posa utilizzando nastro bianco/rosso.vista dell’orizzonte (dalla posizione dei moduli una serie di scatti da est a ovest in sequenza).

i) Posizione dei componenti d’impianto - Abbiamo già visto come i componenti d’impianto siano spesso limitati (oltre al generatore fotovoltaico) al/ai convertitore/i, al quadro di parallelo (se presente) ed al quadro di interfaccia. Occorre seguire alcune regole per un corretto posizionamento dei componenti. I quadri elettrici (sia quello di parallelo che quello di interfaccia) devono essere posizionati seguendo i seguenti consigli: - scegliere una zona vicina al generatore fotovoltaico (per il quadro di parallelo) in modo da ridurre il più possibile le perdite elettriche soprattutto in caso di molte stringhe; - scegliere una zona vicina al quadro elettrico generale di distribuzione (per il quadro di interfaccia) in modo da agevolare le operazioni di controllo dell’impianto; - scegliere sempre installazioni in locali non umidi e facilmente raggiungibili (da evitare i sottotetti di difficile accesso); - installare con fissaggio a parete e, comunque, ad altezza occhi. In molti casi i quadri contengono componenti che devono essere ispezionati per valutarne il funzionamento (per esempio, i dispositivi di protezione da sovratensione nei quadri di parallelo). Per i convertitori valgono i seguenti consigli: - scegliere una zona vicina al generatore e al quadro di parallelo in modo da ridurre il più possibile le perdite elettriche soprattutto in caso di molte stringhe; - evitare zone umide e poco protette; - evitare aree di normale frequentazione (zona notte compresa) a meno che gli ingombri e l’estetica non siano più che accettabili e l’apparato non sia rumoroso; - tenere lontano dalla portata dei bambini; - preferire installazioni in interno con fissaggio a parete e, comunque, ad altezza occhi. Come più volte ricordato il convertitore è l’elemento
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h) Fissaggio meccanico dei moduli alla copertura - Una volta stabilita la posizione del generatore fotovoltaico occorre procedere alla scelta del tipo di aggancio possibile dei moduli fotovoltaici alla copertura. Questa fase è sicuramente quelle più complessa di tutte quelle finora descritte. I dettagli saranno decritti nella sezione dedicata all’installazione degli impianti. Vogliamo qui sottolineare l’importanza dell’ispezione della copertura dalla quale discende un corretto approvvigionamento dei componenti meccanici che costituiscono le parti della struttura di sostegno del generatore fotovoltaico.

k) Ricovero materiale di cantiere - La realizzazioni di un impianto fotovoltaico di taglia contenuta segue una tempistica in genere veloce: da 3-4 giorni per un impianto fino a 10 kW. Comunque sia in quei giorni è importante che il materiale consegnato possa trovare una collocazione riparata soprattutto per i componenti più sensibili (anche i moduli fotovoltaici in quanto stoccati in scatole di cartone). Non va inoltre sottovalutato il pericolo di furti. l) Accesso all’area - Capita spesso di non aver accesso alla copertura tramite passaggi interni all’edificio. In questi casi solo un cestello o un ponteggio può risolvere i problemi di trasporto di materiale in copertura. Ma per usare il cestello occorre poter arrivare vicino alla base della copertura. Occorre quindi accertarsi che i mezzi pesanti siano in grado di arrivarvi (i cancelli possono essere troppo stretti). In alcuni casi è importante verificare che i mezzi pesanti riescano ad arrivare anche in sito: curve strette, strade dissestate ecc. possono creare problemi.

meno affidabile degli impianti e deve trovarsi in posizione facilmente ispezionabile. j) Percorso cavi - L’ultimo passo consiste nella rilevazione del percorso e, con bindella metrica, della lunghezza, del percorso cavi che consente il cablaggio elettrico fra i componenti da installare. È un passo del sopralluogo che si rivela spesso critico. La criticità è legata alla necessità di stendere canaline portacavi con i relativi lavori di muratura ed imbiancatura o procedere alla posa in canaline a vista con gli immancabili problemi di estetica. Infatti, in genere, non è possibile provvedere al riempimento dei cavidotti sottotraccia esistenti che immancabilmente risultano stipati oltre a quanto le normativa prevede come regola d’arte. Nei casi in cui si debba provvedere a nuovi lavori di posa (quasi la totalità) consigliamo di far sottoscrivere ai proprietari quanto deciso durante il sopralluogo per evitare contestazioni all’atto della posa reale. Il percorso cavi deve essere il più lineare possibile; è fuor di dubbio che la parte più complessa rappresenta la discesa dalla copertura per il fascio di cavi unipolari delle stringhe che, se in gran numero in impianti di grande taglia, può essere problematica. Visto che, in genere, il quadro di parallelo è posizionato in interno, il fascio deve passare dalla copertura all’interno. L’ideale è un foro passante nel sottotetto in facciata. Il risultato estetico non è mai clamoroso; inoltre, va ben sigillato con silicone.

m) Considerazioni sulla sicurezza - Il montaggio degli impianti fotovoltaici può essere complicato dalla localizzazione dell’area di installazione. Una copertura non accessibile dall’interno ad altezza maggiore di 3 m (praticamente tutte!) impone di pensare alla sicurezza di montaggio. Le soluzioni per
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poter lavorare in sicurezza sono molteplici e devono essere scelte sulla base del grado di vera sicurezza e non sul risparmio di denaro. Ricordiamo inoltre, che la sicurezza del montaggio non è solo da applicare al personale che opera ma anche ai terzi che devono poter accedere al cantiere (esempio, i proprietari). Vediamone alcune limitandoci alla sicurezza del personale operante (per gli approfondimenti si veda la sezione sulla “Sicurezza”): - Cinturone di sicurezza: è la soluzione di minima sicurezza ma mal si adatta alle usuali coperture in relazione alla difficoltà di trovare dei punti di aggancio sicuri che permettano anche di spostarsi sulla copertura in maniera agevole; - Parapetti: soluzione non sempre praticabile e in alcuni casi un po’ invasiva per le strutture dell’edificio. Consente piena libertà di movimento; - Ponteggio: soluzione ideale ma molto costosa. Consente di trasportare anche parte del materiale in quota senza ulteriori attrezzatura (per es. castello di tiro con argano elettrico);

6.3 - Sopralluogo per un impianto isolato dalla rete elettrica
Scheda sopralluogo per impianti isolati dalla rete Vedi Appendice 6.2 al termine di questo capitolo

L’aspetto fondamentale durante un sopralluogo per un impianto di tipo isolato è la raccolta di precise informazioni sulle necessità energetiche dell’utenza sulle quali il dimensionamento dell’impianto deve essere fatto. È fondamentale individuare in modo puntuale i carichi utilizzati (o presunti in caso di nuova utenza) sia per quanto riguarda la loro potenza che per quanto riguarda il periodo di utilizzo giornaliero e annuale. Considerando che, nel caso di impianti isolati, in genere si dispone di aree di terreno libere che è possibile definire allo scopo, a differenza degli impianti collegati alla rete il posizionamento del generatore fotovoltaico è spesso a terra nelle vicinanze dell’utenza: si potrà cercare di individuare più aree valutando il compromesso tra impatto visivo, captazione di energia e facilità di montaggio. a) Rilevazione dei dati di potenza e valutazione dei consumi dei carichi elettrici: fra i dati che devono essere indagati all’atto del sopralluogo, quelli relativi ai dati di targa dei carichi elettrici presenti o presunti sono fondamentali per la fase di progettazione dell’impianto. Occorre richiedere al Cliente di poter ispezionare i carichi elettrici rilevando dalle targhette identificative le seguenti indicazioni: - potenza installata (W);
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Tabella 2 - Dati dei consumi dei vari carichi Descrizione

Frigorifero ...................... Congelatore ................... Illuminazione ................. Televisore portatile......... Radio–stereo.................. Pompa sommersa ......... ....................................... ....................................... Carichi sporadici in corrente alternata

n° Potenza ore/giorno Fattore Consumo (W) di utilizzazione di contemporaneità (Wh/g) [A] [B] [C] [D=n°*A*B*C]

Totale energia giornaliera assorbita (Wh/giorno)

- tensione di alimentazione (12 Vcc, 24 Vcc, 230 Vca). Inoltre, occorre riportare anche i dati di eventuali carichi che a breve saranno installati e che dovranno essere alimentati dall’impianto fotovoltaico. Insieme ai dati di targa dovranno essere anche stimati i tempi di utilizzo giornaliero o stagionale degli stessi carichi intervistando il Cliente. Il risultato dell’indagine può essere riportato in una tabella (tab. 2). b) Rilevazione dei dati di conformità alla normativa dell’installazione elettrica esistente: vedi punto b) per impianti collegati alla rete

c) Presenza di particolari vincoli paesaggistici/architettonici/ambientali nell’area di installazione: vedi punto c) per impianti collegati alla rete

d) Scelta dell’area di installazione: se l’installazione del fotovoltaico sarà realizzata su di una falda dell’edificio, seguire le indicazioni di cui punto d) per impianti collegati alla rete. Qualora invece (ed è la maggioranza dei casi) l’installazione sia effettuata a terra, occorre trovare una idonea area. La prima regola da seguire è quella di cercare un’area di superficie adeguata alla potenza del generatore fotovoltaico da installare. L’area deve avere le seguenti caratteristiche: - libera da vegetazione impegnativa; - pianeggiante o eventualmente inclinata verso sud; - libera da ostacoli all’orizzonte da est a ovest (vedi diagramma delle ombre - in appendice);
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Si consiglia di usare una macchina digitale con attiva la funzione di data e ora: molte volte dopo del tempo dagli scatti.5 h camino camino Moduli fotovoltaici . A differenza degli impianti installati su falda. Ovviamente l’esposizione sarà verso Sud mentre l’inclinazione potrà essere scelta seguendo le indicazioni contenute nella tabella 3. fa comodo associare le ombre immortalate con l’ora dello scatto.viste d’assieme dell’area di posa (da lontano in modo da avere altri riferimenti che individuino precisamente il sito .). procedere a scattare una serie di fotografie del luogo di installazione con viste sia generali che di dettaglio. si consiglia di usare metodo negli scatti.un albero particolare. 110 1. 4 . Si suggerisce anche di valutare il terreno di posa: terreni rocciosi non consentono fondazioni profonde e quindi costringono a realizzazioni fuori terra poco estetiche. occorre misurare gli spazi occupati dall’impianto usando una bindella metrica e disegnando lo spazio di posa sulla planimetria del cliente (se c’è) o su un foglio nuovo. l’inclinazione e l’esposizione azimutale del piano dei moduli potrà essere scelta opportunamente. Fig. Una traccia suggerita potrebbe essere: . uno steccato.Tabella 3 . l’edificio ecc. Quando l’installazione sarà realizzata a terra.Posizionamento dei moduli e) Misura. Poi marcare l’area di posa utilizzando nastro bianco/rosso aiutandosi con paline infisse nel terreno.defilata rispetto all’edificio da servire per ridurre l’impatto visivo ma non troppo distante (<50 m). marcatura e disegno della zona di installazione: vedi punto e) per impianti collegati alla rete elettrica. Infine.Inclinazione dei moduli rispetto il tipo di servizio Inclinazione del piano dei moduli Servizio elettrico Servizio elettrico Servizio elettrico per tutto l’anno il solo periodo estivo per il solo periodo invernale 25°-35° 15°-25° Falda di installazione 45°-60° Area di rispetto per ispezioni . Per evitare di perdersi i riferimenti cardinali (da dove le foto sono scattate).

. Per il sistema di accumulo valgono i seguenti consigli. Come più volte ricordato il convertitore è l’elemento meno affidabile degli impianti e deve trovarsi in posizione facilmente ispezionabile. . . In molti casi i quadri contengono componenti che devono essere ispezionati per valutarne il funzionamento (per esempio. 3 e fig. . Dato l’ambiente rurale. g) Posizione dei componenti d’impianto: abbiamo già visto come i componenti d’impianto siano oltre al generatore fotovoltaico.evitare aree generalmente frequentate (zona notte compresa). Il quadro di parallelo deve essere posizionato seguendo i seguenti consigli: . al quadro di parallelo con regolatore di carica ed al sistema di accumulo. .vista dell’orizzonte (dalla posizione dei moduli una serie di scatti da est a ovest in sequenza).qualora in esterno. 111 . . Gli elementi di accumulo. comunque.viste dell’area di posa (dai quattro punti cardinali). comunque. è possibile che la struttura possa essere realizzata anche in legno.installare con fissaggio a parete e. In genere. I dettagli saranno decritti nella sezione dedicata all’installazione degli impianti. scegliere sempre installazioni in locali non umidi e facilmente raggiungibili (da evitare sottotetti di difficile accesso). per fornire le migliori prestazioni elettriche richiedono spazi o locali con caratteristiche ben precise.tenere lontano dalla portata dei bambini. . Alla fine degli scatti e della misurazione la marcatura non ha altra utilità e può essere rimossa. fissare alle strutture di sostegno dei moduli fotovoltaici. Va valutata anche l’inclinazione dei moduli (tab.fissaggio a parete e.scegliere una zona vicina al generatore fotovoltaico in modo da ridurre il più possibile le perdite elettriche soprattutto in caso di molte stringhe. Il primo passo è quello di deciderne il materiale. .qualora in interno. al/i convertitore/i qualora l’impianto dia un servizio elettrico incorrente alternata. il materiale utilizzato è acciaio o alluminio. i dispositivi di protezione da sovratensione). 4). Questa fase è sicuramente quelle più complessa di tutte quelle finora descritte. ad altezza occhi. Qualora si abbia spazio f) Scelta del tipo di struttura di sostegno da utilizzare: una volta stabilita la posizione del generatore fotovoltaico occorre procedere alla scelta del tipo di struttura di sostegno da utilizzare per l’installazione. Per il convertitore valgono i seguenti consigli: . Occorre seguire alcune regole per un corretto posizionamento dei componenti.evitare zone umide e poco protette: quindi sempre in interno. ad altezza occhi.

soffitto (hmin> 2 m). • devono essere presenti cartelli monitori • devono essere prese misure per il contenimento delle eventuali perdite di acido dagli elementi (vasca di raccolta in acciaio inox.5 per griglie con antimonio < 3% • è buona regola.1%). qualora siano disposti su più file occorre prevedere un corridoio di almeno 70 cm su pedane isolanti qualora la tensione del pacco sia superiore ai 50 V.attenzione! le lampade portatili devono essere senza interruttore e di tipo protetto) • il locale deve essere aerato in quanto il processo di carica e scarica sviluppa una miscela di ossigeno ed idrogeno che deve essere diluita mediante ventilazione naturale o artificiale al di sotto della soglia di esplosività (4.Caratteristiche del locale accumulatori per una corretta installazione • il locale deve essere esente da umidità. Il minimo ricambio d’aria è espresso dalla seguente relazione (valida fino a T < 40°C): • P = 0. inoltre.Tabella 4 . scarico sul pavimento per gli impianti più impegnativi) • devono essere disponibili scorte di materiali neutralizzanti (soda solvay) e mezzi di protezione individuale per le operazioni di installazione e manutenzione periodica • non devono esserci circuiti elettrici diversi da quello di batteria o. nei piccoli impianti si suggerisce di rinunciare anche all’illuminazione artificiale in modo da evitare complicazioni e costi aggiuntivi . devono ottemperare alla normativa vigente (ATEX) per i locali a rischio di esplosione ed incendio (in genere. larice) trattato o metallici trattati con sostanze antiacide. polvere sospesa e fumi nocivi • la temperatura ambiente deve essere compresa tra i +5 ed i +55 °C • le pareti. se sono presenti. Il lavoro di progettazione consisterà nel realizzare un contenitore di dimensione adeguate al volu112 . pavimenti e parti metalliche devono essere rivestite con materiali antiacido • gli elementi devono essere alloggiati su scaffali realizzati in legno (pitch-pine. non rimane che cercare un posto all’esterno: in questo caso il problema è quello di creare un alloggiamento sufficientemente riparato che soddisfi il più possibile le caratteristiche che abbiamo prima elencato.05 I n k (m3 / h) dove: • P = portata d’aria • I = corrente massima di carica (A) • n = numero di elementi in serie • k = 1 per griglie con antimonio > 3% • 0. la soluzione di alloggiamento in interno è sempre da preferire a patto che le condizioni esposte nella tabella 4 vengano seguite. gli scaffali devono essere dotati di isolatori a pavimento su piedini che è buona norma siano regolabili in caso di installazioni su superfici non piane • la disposizione degli elementi deve consentire un agevole accesso almeno da un lato a tutti gli elementi. Quando ci trova nell’impossibilità di avere disponibile un locale idoneo. redigere cartelli che riportano le azioni da compiere per operare in assoluta sicurezza disponibile.

it. pareti e coperchio in materiale antiacido (vetroresina. 113 . i) Ricovero materiale di cantiere: vedi punto i) per impianti collegati alla rete.Caratteristiche suggerite del contenitore portabatterie per posa in esterno • vasca di raccolta antiacido per evitare dispersioni nell’ambiente (si consiglia acciaio inox AISI 316) • struttura. forex) e resistente agli agenti atmosferici (per esempio. aggancio rapido) me dell’accumulo con le caratteristiche costruttive raccolte nella tabella 5. accumuli di neve ecc. stabile ai raggi ultravioletti) • disegnato in modo da essere da un lato ben aerato dall’altro protetto dall’intrusione di insetti. 6. In molti casi. j) Accesso all’area: Considerando che in genere gli impianti isolati sono collocati in aree remote.Tabella 5 . sagoma non impegnativa) e facile assemblaggio in sito (bullonatura. ancor più.4 .grtn. all’area di installazione è importante.Incentivazione per il fotovoltaico Il procedimento. la modulistica e le avvertenze sono raccolte sul sito del GSE (Gestore del Servizio Elettrico) www. acqua piovana. il trasporto di materiale deve essere fatto in elicottero in quanto la viabilità non esiste o non è praticabile da mezzi pesanti: valutarne i contorni organizzativi (e le implicazioni sui costi di installazione). il problema dell’accesso all’utenza e. • coibentazione adeguata alle condizioni ambientali di installazione per mantenere all’interno una temperatura non eccessivamente rigorosa (possibile l’uso di scaldiglie termostatate) • agevole trasporto (peso contenuto. h) Percorso cavi: vedi punto h) per impianti collegati alla rete.

vig.Schema sopralluogo per impianti collegati alla rete elettrica Nome dell’impianto Scheda sopralluogo per installazione sistemi fotovoltaici collegati alla rete Indirizzo dell’immobile: Località: Comune: Proprietario dell’immobile: Indirizzo: Tel.Appendice 6.: Sopralluogo in data: Persone presenti: Provincia: Fax: Fax: e-mail: e-mail: Caratteristiche generali del sito Altitudine [6]: Latitudine [7]: Uso dell’immobile [1] Abitazione I Uffici I Accessibilità [4] Vincoli autorizzativi: se sì.1 . legisl. quali: Industria I Strade asfaltate I Commercio I Longitudine [8]: Strade sterrate I No I No I Vento: Nebbia: Turismo I Nota: Si I Si I Altro I Ristrutturazioni a breve: se sì. quali: Valutazione meteorologica locale: Grandine: Neve: Caratteristiche impianto elettrico esistente: Gestore rete locale [9]: Distribuzione [10]: V fasi: Potenza contrattuale [11] kW Rete di terra: Protezione scariche atmosferiche: Consumi elettrici annui ultimo anno: kWh Numero Cliente: Conf.: Proponente iniziativa (se diverso dal proprietario): Indirizzo: Tel. Si I No I SI I No I Conforme Si I No I SI I No I Conforme Si I No I Caratteristiche dell’area utilizzabile per il generatore fotovoltaico: Superficie utilizzabile [2]: Esposizione (gradi N): Inclinazione: Descrizione struttura portante [3]: Descrizione tipo di copertura [3] Descrizione aggancio previsto [3] 114 .

QI QI . in esterno: Posizione del quadro di interfaccia [14]: Distanze: FV .inverter Inverter .QG FV = gen. dove: No I.Disegno planimetrico quotato della copertura con posizionamento del generatore fotovoltaico Posizione delle apparecchiature elettriche: Posizione quadro di parallelo [13] : Posizione inverter [12] Interno I Si I se sì. fotovoltaico QP = quadro parallelo QI = quadro interfaccia QG = quadro generale Indicazioni per la realizzazione: Ricovero coperto materiali cantiere [4]: Note: Lavori di installazione in elevazione [5]: Note: Accesso all’area con mezzi pesanti [4]: Disponibile I No I Ponteggio: h = Si I m Non disponibile I Cestello: No I I Osservazioni: Accordi particolari con il cliente: Allegati: • Proiezioni ostacoli all’orizzonte (diagramma delle ombre .stampa del grafico excel) • Documentazione fotografica • Planimetria delle soluzioni di posizionamento ipotizzabili (se in file FWG) Firma Installatore Firma Cliente 115 .QP QP .

legisl.Appendice 6.Schema sopralluogo per impianti isolati dalla rete elettrica Nome dell’impianto Scheda sopralluogo per installazione sistemi fotovoltaici collegati alla rete Indirizzo dell’immobile: Località: Comune: Proprietario dell’immobile: Indirizzo: Tel.2 . Si I No I SI I No I Conforme Si I No I SI I No I Conforme Si I No I 116 .: Proponente iniziativa (se diverso dal proprietario): Indirizzo: Tel. quali: Strade asfaltate I Longitudine: Strade sterrate I No I No I Vento: Nebbia: Nota: Si I Si I Ristrutturazioni a breve: se sì. vig.: Sopralluogo in data: Persone presenti: Provincia: Fax: Fax: e-mail: e-mail: Caratteristiche generali del sito Altitudine: Latitudine: Distanza dalla rete elettrica bt: Accessibilità [4] Vincoli autorizzativi: se sì. quali: Valutazione meteorologica locale: Grandine: Neve: Caratteristiche impianto elettrico esistente: Distribuzione [10]: fasi: Potenza contrattuale [11] Rete di terra: Protezione scariche atmosferiche: Caratteristiche dell’area utilizzabile per il generatore fotovoltaico: Esposizione (gradi N): Inclinazione: Superficie utilizzabile [2]: Descrizione struttura portante [3]: Descrizione tipo di copertura [3] Descrizione aggancio previsto [3] Conf.

..................inverter FV = gen......... Congelatore ........... ............................Disegno planimetrico quotato della copertura con posizionamento del generatore fotovoltaico Posizione delle apparecchiature elettriche: Posizione quadro di parallelo: Posizione inverter Interno I Si I No I..............................................................................QP QP .. VCR......Acc trifase I monofase I Non disponibile I m Cestello: No I I Disponibile I No I Ponteggio: h = Si I Carichi elettrici previsti (o già alimentati) Previsti carichi trifase: si no Previsti microcarichi sempre alimentati (es: radiosveglie.... fotovoltaico QP = quadro parallelo Inv = inverter Acc = accumulatori Eventuale elettrificazione presistente: Gruppo elettrogeno: Potenza Altra fonte di energia: Potenza Indicazioni per la realizzazione: Ricovero coperto materiali cantiere: Note: Lavori di installazione in elevazione: Note: Accesso all’area con mezzi pesanti: Tipo Tipo se sì............................ dove: QP ........... Totale energia giornaliera assorbita (Wh/giorno) 117 . Carichi sporadici in corrente altern... Televisore portatile ..................) tipo: .. ......................................................... lampade basso consumo ................ in esterno: Posizione del quadro di interfaccia [14]: Distanze: FV .... radiotrasmit..... ore/giorno di Fattore di Consumo (W) [A] utilizzazione [B] contemporaneità [C] (Wh/g) [D] Frigorifero .... Radio-stereo .............. Pompa sommersa ............................................................................................... Descrizione n° Potenza tot........ Illuminaz.......

Appendice 6.Metodo C: Programma di calcolo tra i quali si segnala SunSim.Come costruire un diagramma delle ombre Come si procede alla redazione del diagramma delle ombre? Proponiamo tre metodi corrispondenti a tre gradi di difficoltà crescenti nella redazione e con corrispondenti accuratezze nei risultati.Metodo B: Foglio elettronico che presuppone l’uso di un computer e di un foglio excel già predisposto (vedi allegato) con calcoli automatici: vanno sono inseriti dati acquisiti in sito. Usa come strumento di verifica un modello di carta da costruire ed usare. È piuttosto semplice e da risultati qualitativi più accurati rispetto al precedente.Osservazioni: Accordi particolari con il cliente: Allegati: • Proiezioni ostacoli all’orizzonte (diagramma delle ombre . .3 . . da parte di altri utenti vicini. 118 .stampa del grafico excel) • Documentazione fotografica • Planimetria delle soluzioni di posizionamento ipotizzabili (se in file FWG) Firma Installatore Firma Cliente Nota: Potrebbero esserci in corso. Nota: Questo dato può suggerire al progettista il limite di convenienza dell’elettrificazione fotovoltaici rispetto ad un allacciamento tradizionale tramite l’estenzione della rete. .Metodo A: Modello di carta è semplicissimo e fornisce indicazioni qualitative di primo approccio. richieste di allacciamento alla rete o esserci un interesse a condividere le spese di elettrificazione fotovoltaica. che necessitano del programma e di un PC.

Fig. . secondo le seguenti indicazioni (fasce): 38 .avvicinare l’occhio al mirino e puntare il modello verso Sud.Bologna 46 . Ritagliare lungo le linee a tratto continuo e piegare lungo quelle a tratto tratteggiato. . Ritagliare la linea dei percorsi solari in corrispondenza della latitudine del punto di installazione. 119 .Trapani 40 .Napoli 42 .Bolzano Una volta costruito: . 1) consente di avere indicazioni orientative sull’ombreggiamento del punto di installazione procedendo come segue. Incollare le superfici in modo da formare un modello tridimensionale.posizionare la bussola all’interno del modello avendo l’accortezza di tenerla orizzontale.seguendo il bordo del modello (linea del percorso solare corrispondente alla latitudine) si potrà controllare la posizione degli eventuali ostacoli (azimuth) che emergono dalla linea del percorso solare valutando nel complesso la perdita di energia conseguente. Incollare il modello su di un cartoncino di medio spessore.Modello in carta da ritagliare ad uso denometro. 1 .Chieti 44 .Modello di carta Il modello riportato nel seguito (fig.Metodo A .

.Foglio elettronico Strumentazione necessaria: . cominciare partendo da Est verso Ovest (angoli da 90° a 270°) puntando gli ostacoli e registrandone azimuth e relativa elevazione letta nel clinometro in una tabellina come quella qui riportata come esempio in figura 2.bussola. Per una agevole redazione in allegato si trova un semplice foglio excel da utilizzare con le indicazioni di compilazione ed al quale sarà fatto riferimento nel seguito.clinometro (è uno strumento di semplice utilizzo e di basso costo). Azimuth 100° 110° 120° … … Elevazione 20° 25° 15 … … 120 Fig 2 . osservare l’orizzonte da Est a Ovest individuando visivamente quegli ostacoli che potrebbero essere critici. .carta e penna. c) se esistono apprezzabili ostacoli. . Procedura: a) posizionarsi esattamente nel punto scelto per l’installazione del generatore fotovoltaico.Metodo B . b) consultando la bussola.Rilevazione ostacoli all’orizzonte e riporto sulla tabella azimutale.

gli ombreggiamenti non costituiscono un problema (-2%): sono bassi anche se uniformi su tutto l’arco dell’orizzonte. La valutazione può essere agevolata dai semplici esempi riportati nel seguito (figg. Nel primo. gli ostacoli sono concentrati tutti verso Sud: è la situazione migliore (perdita di energia del solo 5%) in quanto è proprio verso Sud che il sole raggiunge la maggior altezza sull’orizzontale (vedi le linee dei percorsi). c) Valutare in maniera approssimata la frazione di energia persa rispetto alla totale valutando le aree coperte rispetto a quelle scoperte ai percorsi solari. 3. gli ostacoli sono concentrati verso sud-est e sud-ovest: la situazione è la peggiore (-30%) perché coprono il sole proprio dove è più basso. 121 .Esempi di ombreggiamento. a) Aprire il foglio Excel e compilare i dati base seguendo le indicazioni contenute nella parte destra del foglio. Nel secondo. Fig 3 . Nell’ultimo esempio. 4 e 5). b) riportare i numeri acquisiti nelle caselle del foglio Excel che automaticamente genera i percorsi solari ed il diagramma delle ombre. Suggeriamo di tenere la bussola in mano puntando corpo e sguardo nella direzione da acquisire e con l’altra mano procedere all’acquisizione del dato di elevazione dell’ostacolo attraverso la lettura della scala riportata nel mirino ottico del clinometro.È evidente che l’intervallo di acquisizione tra un azimuth e l’altro dipende dalla presenza o meno degli ostacoli.

Programmi di calcolo In questi casi occorre fare riferimento alla guida d’uso del programma corrispondente.Fig 4/5 . 122 .Esempi di ombreggiamento. Metodo C . Il programma SunSim è di uso facile e intuitivo e non richiede particolari conoscenze.

. Tabella delle ombre (azimuth-elevazione) Istruzioni......La curva più alta rappresenta il percorso del disco solare in corrispondenza del solstizio estivo..0° Orientamento 180° Inclinazione 25° Roccaraso Impianto ...4 .Appendice 6. 6 .. ........ Prima della stampa del grafico è necessario inserire il nome dell’impianto nel titolo del grafico......La curva più in basso rappresenta il percorso del disco solare in corrispondenza del solstizio d'inverno.... 123 ............. Inserire la latitudine del sito...... ......... Rilevare con bussola e clinometro gli eventuali ostacoli all’orizzonte ogni 10° in modo da riempire la “tabella delle ombre”..... Ogni volta che il percorso solare si trova al di sotto della linea spezzata delle ombre la superficie captante non vede il disco solare e quindi la produzione di energia elettrica è dovuta alla radiazione diffusa e non alla diretta..La linea spezzata rappresenta il profilo degli ostacoli all'orizzonte visti dalla superficie captante.. l’orientamento della falda di installazione e l’inclinazione....... Fig.....Diagramma delle ombre.... 60° 70° 80° 90° 100° 110° 120° 130° 140° 150° 160° 170° 180° 3° 3° 5° 10° 12° 14° 15° 14° 16° 3° 2° 20° 22° 190° 200° 210° 220° 230° 240° 250° 260° 270° 280° 290° 300° 23° 24° 25° 18° 8° 14° 16° 12° 10° 20° 23° 23° Diagramma delle ombre .L'area sottesa alla linea spezzata rappresenta la porzione di cielo non vista dal modulo così esposto.. .... Latitudine 45..........I numeri sulle linee dei percorsi solari indicano le ore della giornata .La curva intermedia rappresenta il percorso del disco solare in corrispondenza dell'equinozio di primavera e d’autunno.....Foglio di calcolo diagramma delle ombre Cliente ..... .

Consistenza e tipologia dell’impianto 1.Appendice 6.Format progetto preliminare dell’impianto fotovoltaico “Logo Proponente” Nome dell’impianto con indirizzo GENERAZIONE LOCALE DI ENERGIA ELETTRICA DA FONTE SOLARE Impianto fotovoltaico da “potenza” kWp Progetto Preliminare redatto secondo guida CEI 0-2 Proponente Oggetto nome proponente Impianto fotovoltaico collegato alla rete elettrica Progetto preliminare Il progettista 1 . rendono le iniziative anche di interessante redditività economica.1 . I recenti dispositivi legislativi a carattere nazionale che premiano iniziative nel settore dell’energia solare e.5 . 124 . dell’energia solare fotovoltaica attraverso un supporto economico in forma di incentivi all’energia elettrica prodotta da fonte solare fotovoltaica. in particolare.Premessa Il “soggetto proponente” si è fatto promotore di un’inziativa che ha come obiettivo l’innovazione tecnologica attraverso un’iniziativa nel settore del miglioramento dell’efficienza energetica e dell’uso delle rinnovabili in contesto urbano.

regolamenti Gli impianti elettrici e quindi anche quelli fotovoltaici devono essere realizzati a regola d’arte. in relazione alla totale assenza di emissioni inquinanti e di rumore contribuendo così alla riduzione delle emissioni di gas climalteranti in accordo con quanto ratificato a livello nazionale all’interno del Protocollo di Kyoto. l’impianto fotovoltaico consente di risparmiare 0. L’impianto fotovoltaico verrà collegato alla rete elettrica di distribuzione locale e l’energia prodotta sarà autoconsumata o. quando ciò non sia possibile. leggi.risparmio energetico per la struttura che lo ospita riducendo l’energia assorbita dalla rete che viene viceversa prodotta localmente facendo ricorso alla fonte energetica solare fotovoltaica. come prescritto dalla Legge n. 1.Oggetto e valenza dell’iniziativa 1. .In quest’ottica. 16 comma 4 della Legge 109/1994 e dall’art. il “soggetto proponente” riconoscendo il carattere strategico della fonte solare fotovoltaica. Il presente documento costituisce progetto preliminare di un impianto fotovoltaico da circa “potenza” kWp connesso alla rete elettrica di bassa tensione. 25 del DPR 554/1999. nonché dei loro componenti. scambiata sul posto con la rete. 46 del 5 marzo 1990.3 . per arrivare a 0. Una volta realizzato l’impianto consentirà di conseguire i seguenti risultati: . L’iniziativa consente di realizzare un impianto di produzione di energia elettrica da fonte solare che è possibile integrare architettonicamente nelle strutture che ospitano la mensa aziendale utilizzando i moduli fotovoltaici in modo adeguato. Sotto il profilo del risparmio di emissioni di gas-serra.78 kg di CO2/kWh prodotto se il confronto viene fatto con un impianto termoelettrico tradizionale a olio combustibile e 0. 186 del 1° marzo 1968 e ribadito dalla Legge n. da realizzare presso “indirizzo” in conformità a quanto indicato dall’art. quanto prescritto dal DPR 547/55 “Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro” e le successive 626 e 494/96 con relativi aggiornamenti e circolari di riferimento.Requisiti di rispondenza a norme.95 kg di CO2/kWh prodotto nel caso di impianti di produzione alimentati a carbone.impatto ambientale locale nullo. Rimane tuttora valido. de125 .2 . Le caratteristiche degli impianti stessi. si è fatto promotore di un’iniziativa di realizzazione di un impianto fotovoltaico presso “indirizzo” del quale questo documento rappresenta la progettazione preliminare.4 kg di CO2 per ogni kWh prodotto se confrontato con un moderno impianto a ciclo combinato funzionante a gas metano. sotto il profilo generale.

. cioè della radiazione solare. per raggiungere la tensione. .Fig 1 .Generatore FV: insieme di stringhe fotovoltaiche collegate in parallelo per raggiungere la potenza desiderata.alle prescrizioni e indicazioni del gestore della rete di energia elettrica locale.Glossario e definizioni usate nel testo .Impianto fotovoltaico: impianto di produzione di energia elettrica mediante conversione diretta della luce.Esempio di impianto solare fotovoltaico collegato alla rete elettrica. la corrente e la potenza desiderata. . in energia elettrica (effetto fotovoltaico). . pertanto. .Stringa fotovoltaica: insieme di moduli fotovoltaici collegati in serie per raggiungere la tensione e la potenza desiderata.alle prescrizioni di autorità locali in materia di opere in edilizia. vono essere in accordo con le norme di legge e di regolamento vigenti ed in particolare essere conformi: .4 .Modulo fotovoltaico: insieme di celle fotovoltaiche assemblate in un idoneo supporto e opportunamente collegate elettricamente.alle norme CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano). esso rientra nella cate126 1. .Cella fotovoltaica: dispositivo che provvede alla trasformazione dell'energia solare direttamente in energia elettrica. .

ENEL). . I dati riportati nel seguito risultano strutturati e suddivisi secondo quanto riportato nella Guida CEI 0-2. temperatura di lavoro della cella fotovoltaica pari a 25 °C. AEM. 2002.Potenza di picco Wp: potenza generata da un dispositivo fotovoltaico (modulo.5. alla rete elettrica locale. STC) che risultano le seguenti: Air Mass = 1. dal gruppo di conversione e dal sistema di interfacciamento alla rete elettrica di distribuzione. 1. quindi.5 .Gestore della rete: è il soggetto che presta il servizio di distribuzione e vendita dell’energia elettrica ai clienti utilizzatori (es. 2a ediz.goria degli impianti alimentati da fonti rinnovabili non programmabili (cioè la cui produzione di energia elettrica risulta aleatoria in funzione del regime meteorologico istantaneo). L’impianto è essenzialmente costituito dal generatore fotovoltaico.Inverter: dispositivo che provvede alla trasformazione dell'energia elettrica da corrente continua a corrente alternata. . .Consistenza della documentazione di progetto 1. 127 .. irraggiamento solare sul piano dei moduli pari a 1 kW/m2.6 . .Dati di progetto La redazione della documentazione di progetto è stata svolta nel rispetto delle indicazioni di compilazione della Guida CEI 0-2. stringa o generatore) in condizioni di prova definite “standard” (abbr.Cliente utilizzatore: è la persona fisica o giuridica titolare di un contratto di fornitura di energia elettrica. .Interfaccia rete: dispositivo che provvede all'interfacciamento dell'impianto fotovoltaico all'impianto elettrico dell'utilizzatore e.

industria ecc. uffici.Dati di progetto di carattere generale Pos 1.1 1.2 Barriere architettoniche anche con mezzi pesanti 2.Modulo 1 .Dati di progetto relativi all’utilizzazione dell’energia Pos Dati Valori stabiliti Note 2.2 1.1 Destinazione d’uso • Inserire l’attività abituale svolta nell’edificio (abitazione.5 Informazioni di carattere generale Valori stabiliti Note “soggetto proponente” “contatto” Realizzazione di un impianto fotovoltaico presso “indirizzo” • Ambiente non soggetto a vincolo architettonico • Interfacciamento alla rete consentito nel rispetto delle norme CEI • Attenzione architettonica ed impatto visivo contenuto • Visibilità dell’iniziativa • Sito raggiungibile con strada asfaltata • Presenza di ampio spazio disponibile non coperto per i materiali di cantiere • Presenza di rete telefonica (possibilità di collegamento via modem per il monitoraggio del funzionamento da remoto) Modulo 2 .) • Accesso all’area di installazione 2.3 Ambienti soggetti • Nessuna parte dell’impianto a normativa è ubicata in zone soggette specifica CEI a normativa specifica CEI 128 .3 1.4 Dati Committente Contatto Scopo del lavoro Vincoli progettuali da rispettare 1.

4 Latitudine 3.l.3 Altitudine (s.7 Presenza di liquidi Tipo di liquido • Possibilità di stillicidio • Esposizione alla pioggia • Esposizione agli spruzzi • Possibilità di getti d’acqua 3.6 • Presenza di corpi solidi estranei • Presenza di polvere 3.Dati di progetto relativi alle influenze esterne Pos Dati 3.10 Carico di neve 3. 50 dB (ore 22÷6).2 Formazione di condensa 3.m.12 Livelli massimi di rumore 3. 16/1/96 per la zona I) ----Livelli massimi di rumore: 60 dB diurno (classe IV)(1) No Dati relativi al posizionamento delle apparecchiature elettriche Secondo il DPCM 14/11/97. 129 .8 Condizioni del terreno: Carico specifico ammesso (N/m2) • Livello della falda freatica (m) • Profondità della linea di gelo • Resistività elettrica del terreno (Ω m) • Resistività termica del terreno 3. Eventuali disposizioni di carattere locali possono ridurre ulteriormente tali limiti.13 Condizioni ambientali speciali (1) Valori stabiliti -15°C/+40°C +30°C +25°C +15°C possibile inserire Inserire inserire No Si Acqua No No No No Note Valori ricavati dalla letteratura tecnica riferiti ai luoghi di installazione Usuale protezione quadri da insetti ed utensili Dati relativi al posizionamento delle apparecchiature elettriche Dati non applicabili Si No No 1.M.5 Longitudine 3.9 Ventilazione dei locali • Naturale • Artificiale • Naturale assistita da ventilazione artificiale • Numero di ricambi 3.11 Effetti sismici 3. l’edificio rientra nella Classe IV di destinazione d’uso del territorio e pertanto è soggetto ai seguenti valori assoluti massimi di emissione: 60 dB (ore 6÷22).1 Temperatura: • min/max all’aperto • media del giorno più caldo • media delle massime mensili • media annuale 3.6 kPa (D.) 3.Modulo 3 .

Modulo 4 .1 Tipo di intervento richiesto • Nuovo impianto • Trasformazione • Ampliamento 4.Dati di progetto relativi alla rete di collegamento Pos Dati 4.2 Dati del collegamento elettrico • Gestore rete • Numero Cliente • Descrizione della rete di collegamento • Tensione nominale (Un) 4.4 Consumi elettrici (2006) Valori stabiliti No No Si • inserire • inserire • inserire • inserire Contatori generali installati nel quadro di distribuzione Inserire kWh Note Modulo 5 .1 Caratteristiche area di installazione Valori stabiliti Note • Esempio di descrizione • Shed a pendenza (ca 30°) inclinati verso Sud • Superficie lorda totale 2 disponibile: circa 375 m • Nessun cordolo o parapetto • Suggerito il posizionamento con strutture di sostegno complanare alla falda essendo ottimali per la captazione di energia • Aggancio alla copertura a shed da valutare in sede di progettazione definitiva • Possibile (ma non consigliata) la sistemazione anche in esterno in shelter con codice IP > 54 5.3 Misura dell’energia 4.2 Posizione convertitori statici 130 .Dati di progetto relativi all’impianto fotovoltaico Pos Dati 5.

Lgs 626/94 Attuazione delle direttive CEE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo i lavoro D. Valutazione del rischio CEI EN62305-3 Protezione contro i fulmini.Lgs 494/96 Attuazione della direttiva 92/57/CEE concernente le prescrizioni minime di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei o mobili DPR 554/99 in materia di lavori pubblici CEI 0-2 Guida per la definizione della documentazione di progetto per impianti elettrici CEI 11-20 Impianti di produzione di energia elettrica e gruppi i continuità collegati a reti i I e II categoria CEI 20-19 Cavi isolati con gomma con tensione nominale non superiore a 450/750 V CEI 20-20 Cavi isolati con polivinilcloruro con tensione nominale non superiore a 450/750 V CEI 64-8 Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente alternata e a 1500 V in corrente continua CEI EN 62305-1 Protezione contro i fulmini. Principi generali CEI EN 62305-2 Protezione contro i fulmini.Modulo 6 . 46. Impianti elettrici ed elettronici nelle strutture CEI EN 60099-1-2 Scaricatori CEI EN 60439-1-2-3 Apparecchiature assiemate di protezione e manovra per bassa tensione CEI EN 61215 Moduli fotovoltaici in silicio cristallino per applicazioni terrestri. Danno materiale alle strutture e pericolo per le persone CEI EN 62305-4 Protezione contro i fulmini. Dati climatici 131 . Qualifica del progetto e omologazione del tipo CEI UNEL 35024-1 Cavi elettrici isolati con materiale elastomerico o termoplastico per tensioni nominali non superiori a 1000 V in corrente alternata e a 1500 V in corrente continua Portate di corrente in regime permanente per posa in aria CEI UNEL 35364 Cavi isolati con gomma con tensione nominale non superiore a 450/750 V UNI 10349 Riscaldamento e raffrescamento degli edifici. n.Normativa di riferimento (principali per progettazione e realizzazione DPR 547/55 Legge 46/90 DPR 447/91 Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro Norme per la sicurezza degli impianti Regolamento di attuazione della Legge 5 marzo 1990. in materia di sicurezza degli impianti Legge 109/94 Legge quadro in materia di lavori pubblici D.

57 kWh/m2/giorno.92 3.48 2.06 1.zona 1 (D.67 5.57 1303 kWh/m2 Tamb [°C] 1.75 4.16 1.56 6.Modulo 7 .5 25.44 5. Tabella 1 .22 0. la temperatura media mensile su base giornaliera dell’aria esterna varia nei mesi fra 1.86 3.85 5.Dati relativi al vento Direzione prevalente: Sud-Ovest (UNI 10349) Media annuale: 1.78 1.44 kPa .9 3. In Tab.37 3.82 4.39 3.67 3.M. .33 1. 1).9 22.1 24.Radiazione solare media giornaliera: Secondo la Norma UNI 10349. Secondo tale Norma.1 m/s (UNI 10349) Massima velocità di progetto: 36 m/s (130 km/h) .58 5.86 6.1 20.4 14. la media annua della radiazione solare sul piano orizzontale risulta pari a 3.1 ----- .89 2.2 9.55 5.0 7. 16/1/96) 132 .Caratteristiche climatiche Il sito di installazione appartiene ad un’area che dispone di dati climatici storici riportati nella Norma UNI 10349 (Riscaldamento e raffrescamento degli edifici. H30. Dati climatici).0 17.22 4.17 6.2 14. 1 sono riportati i valori di radiazione solare globale sul piano inclinato ideale di massima captazione pari a 30°.7 del mese di gennaio ai 25. e sul piano orizzontale come confronto (Horizz) e temperatura dell’aria esterna giornaliera media mensile (Tamb) Mese Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre Media annua Totale annuo H30 [kWh/m2/giorno] 1.93 1434 kWh/m2 Horizz [kWh/m2/giorno] 1.Radiazione solare globale sul piano inclinato 30° (ottimale) (H30).1 °C del mese di Luglio (vedi Tab.7 4.42 3. per la località di Milano e su quello di riferimento orizzontale.zona 1 (UNI 10349) Pressione del vento: 0.

L’impianto viene connesso elettricamente alla parte della rete di proprietà dell’utente a valle del punto di consegna fiscale dell’energia in MT. potenzialmente in grado di assorbire tutta l’energia generata da fonte fotovoltaica. Il quadro di interfaccia rete provvede all'interfacciamento dell'impianto fo133 . L’inverter provvede alla trasformazione dell'energia elettrica da corrente continua a corrente alternata. Il generatore fotovoltaico provvede alla trasformazione dell'energia solare direttamente in energia elettrica. la quantità d’energia annua generata dall’impianto è mediamente inferiore a quella assorbita dalla rete. 3 e con le caratteristiche sotto riportate.Diagramma dei percorsi solari e posizione di esposizione (pallino centrale grosso) per il generatore fotovoltaico dell’impianto fotovoltaico. Sulla rete dell’utente esiste un sistema passivo di distribuzione di carichi elettrici. pertanto.Vista da nord a sud Fig 2 . Azimut 2 . L’impianto fotovoltaico è costituito dai componenti elettrici collegati secondo lo schema a blocchi di Fig.Descrizione sistema elettrico generale L’impianto fotovoltaico oggetto del presente documento è destinato a produrre energia elettrica in collegamento alla rete elettrica di distribuzione di bassa tensione interna in corrente alternata. Nel punto di connessione la tensione è di 400 V trifase e la frequenza è di 50 Hz.

... Per la riduzione dell’impatto visivo. Il generatore presenta una potenza nominale pari a “potenza” [.] moduli fotovoltaici in silicio cristallino.. indipendentemente dalla presenza o meno di quelli contigui.] kWp.Fig. I moduli fotovoltaici sono fissati [esempio] sulla copertura del tetto per mezzo di apposite strutture di sostegno in grado di consentire il montaggio e lo smontaggio per ciascun modulo.......5 e temperatura delle celle di 25 °C... le quali prevedono un irraggiamento pari a 1000 W/m2 con distribuzione dello spettro solare di riferimento di AM=1.] (stringhe) e quindi in parallelo in numero di [. Il convertitore è del tipo con trasformatore di isolamento ed è 134 tovoltaico all'impianto elettrico dell'utilizzatore e..... ... le strutture metalliche sono realizzate in modo che il piano dei moduli fotovoltaici risulti complanare alla falda di installazione. secondo norme CEI EN 904/1-2-3. Si hanno quindi [. quindi...Schema a blocchi dell’impianto fotovoltaico collegato in rete bt..] con cavi di apposita sezione e tipologia... alla rete elettrica..... Le [. 3 ..] stringhe che compongono il generatore fotovoltaico vengono collegate a ciascun inverter a gruppi di [... trifase. Il generatore fotovoltaico risulta composto da [....] kW ed eroga corrente alla tensione nominale di 400 Vca. intesa come somma delle potenze di targa o nominali di ciascun modulo misurata in condizioni standard (STC: Standard Test Condition).. I moduli vengono collegati in serie a gruppi di [..] stringhe in ingresso a ciascun inverter.. L'inverter ha una potenza nominale pari a circa [.] in modo da ottenere la tensione e la corrente ottimale all'ingresso di ciascuno dei numero inverter che costituiscono l'impianto... 50 Hz...

energia prodotta cumulata dall’entrata in servizio dell’impianto. (Etilvinile acetato) laminati sotto vuoto e ad alta temperatura. Le celle sono inglobate fra due fogli di E. Le celle utilizzate sono quadrate con dimensioni 125 x 125 mm e sono realizzate con silicio monocristallino.. Per rendere visibile l’iniziativa è prevista l’installazione di un sistema di acquisizione ed archiviazione dei dati di esercizio dell’impianto che sia in grado di mostrare via rete locale RS485 con opportuno software di visualizzazione lo stato dell’impianto ed anche tramite un grande display posizionato in zona molto visibile nell’atrio di ingresso.. e multipolari per quella c.1 . L'uscita di ciascun inverter afferisce ad un quadro elettrico fotovoltaico che assolve la funzione di distribuire sulle tre fasi il contributo dei [.potenza istantanea generata.A.Moduli fotovoltaici Ogni modulo fotovoltaico è coperto da una garanzia di 20 anni che ne assicura una resa pressoché inalterata per un periodo lunghissimo. ad un sistema di acquisizione dati (sia locale che remoto). l’involucro dell'inverter dovrà essere in grado di resistere alla penetrazione di solidi e liquidi con grado di protezione IP65 e così pure le connessioni esterne.] inverter. di sezionamento e di misura dell’energia prodotta. presentando il medesimo grado di protezione. Nel quadro elettrico sono contenute anche le protezioni di interfaccia alla rete. La cornice di supporto è realizzata con un profilo in alluminio estruso ed anodizzato.. mediante un'opportuna scheda elettronica. la protezione posteriore del modulo è costituita da una lamina di TEDLAR.V.CO2 evitata in relazione all’energia prodotta. realizzate con connettori unipolari per la sezione c.. .a. La scatola di giunzione si tro135 .in grado di inseguire il punto di massima potenza (funzione MPPT) delle stringhe collegate in ingresso. L'inverter dovrà essere predisposto al collegamento.Specifiche tecniche dei componenti principali 3. temprato per resistere senza danno ad urti e grandine. Qualora posizionato in esterno. 3 .. La protezione frontale è costituita da un vetro a basso contenuto di sali ferrosi. un polimero totalmente impermeabile e stabile quando esposto ad agenti atmosferici e a radiazioni ultraviolette. . L'inverter prende come tensione di riferimento quella rete elettrica alla quale è collegato: pertanto non è in grado di erogare energia sulla rete qualora in questa non vi sia tensione.c. via linea RS-485.. le principali prestazioni del sistema: .

è realizzata in resina termoplastica e contiene all’interno una morsettiera con 3 diodi di bypass e i collegamenti di uscita.2 V Corrente di corto circuito: 5. Tutte le caratteristiche sono rilevate con radiazione solare di 1000 W/m2 e con temperatura di 25 °C: Potenza di picco nominale: 150 W ± 2% Tensione alla potenza massima: 32.5 kg Numero di celle: 66 Numero di diodi di bypass: 3 Normativa di riferimento: CEI EN 61215 Classe di isolamento: II Tensione massima di sistema: 840 V 136 .6 V Corrente alla potenza massima: 4.1 A Dimensioni (mm): 1466 x 801 Spessore (mm): 35 Peso: 14.va sulla parte posteriore del pannello.6 A Tensione a circuito aperto: 40.

a.: 400 Vca Frequenza lato c. da corrente continua a corrente alternata.: ≤ 10% Consumo in funzionamento: 9 W. l = 600 mm. Gli inverter presentano le caratteristiche di seguito riportate.c.8 ÷ 50.80% PAC: ≥ 90% Protezioni lato c. è costituito in totale per tutto il sistema fotovoltaico da n.3.Inverter L’apparato di conversione dell’energia elettrica.: 49.2 Hz Stringhe parallelabili: 25 Connessione lato c.: corto circuito minima e massima frequenza minima e massima tensione Temperatura di lavoro: -25 ÷ +60 °C.: inversione di polarità perdita d’isolamento sovratensioni atmosferiche Protezioni lato c. DK 5950 137 .a.: connettori tipo Multicontact Cosϕ: ≈ 1 Distorsione corrente di rete: < 5% Max ripple lato c. Tipo di funzionamento: in parallelo alla rete elettrica Tensione d'ingresso: 210-550 V Corrente massima di ingresso: 164 A Potenza massima PAC: 32 kW Potenza nominale: 32 kW Tensione nominale lato c. 0 ÷ 100% UR Grado di protezione: IP21 (DIN EN 60529) Connessioni per acquisizione dati: Porta RS-485 Dimensioni: h = 2367 mm. costruita con tecnica PWM (Pulse Width Modulation).c. p = 600 mm Peso: 245 kg Contenuto di armoniche: secondo EN 61000-3-2 EMC: EN 50081-1. 3 inverter collegati in parallelo sulla linea elettrica trifase di distribuzione.) ogni convertitore dovrà essere fornito del relativo display.c. energia prodotta ecc.c.2 . La sezione di ingresso dell’inverter è in grado di inseguire il punto di massima potenza del generatore fotovoltaico (funzione MPPT). EN 50082-1 Conformità protezioni: secondo CEI 11-20.a. in stand-by: 0.25 W Massimo rendimento: 95% Rendimento 20% . Per poter visualizzare i dati di funzionamento (ore di funzionamento. L’inverter trifase a commutazione forzata e forma d’onda lato a.

Planimetria disposizione moduli Nel seguito è riportata la planimetria preliminare di disposizione del generatore fotovoltaico sull’area di posa.4 . Disegno disposizione planimetrica moduli fotovoltaici Disposizione planimetrica del generatore sulla copertura. 138 .

verifica della condizione: Pcc > 0. costruiti e sottoposti alle prove previste nelle norme ed alle prescrizioni di riferimento.Accertamento della corrispondenza dei componenti con quanto riportato nel progetto. prima del ripiegamento del cantiere. La verifica consisterà nel controllare: . La certificazione dei collaudi sarà consegnata prima dell'installazione alla Direzione Lavori o al Responsabile del Procedimento o suo delegato. . 5.2 . .Collaudo componenti e soggetti collaudatori I quadri elettrici dell’impianto saranno sottoposti a prove e collaudi in officina previsti dai piani di qualità dei Costruttori.5 . ove: Pcc è la potenza (in kW) misurata all’uscita del generatore fotovoltaico.Accertamento della presenza di eventuali rotture o danneggiamenti dovuti al trasporto. mancanza rete ecc. Secondo quanto è previsto nel decreto 19-2-07 denominato “Nuovo Conto Energia”.l’isolamento dei circuiti elettrici dalle masse. con precisione migliore del 3%. I è l’irraggiamento (in W/m2) misurato sul piano dei moduli.il corretto funzionamento dell’impianto fotovoltaico nelle diverse condizioni di potenza generata e nelle varie modalità previste dal gruppo di conversione (accensione. spegnimento. . verrà effettuata la verifica tecnico-funzionale dell’impianto. . il controllo dei componenti sarà del tipo visivo .Prove e controlli sui componenti e sulle lavorazioni 5.meccanico.la continuità elettrica e le connessioni tra moduli.Prove di accettazione e messa in servizio I componenti che costituiscono l'impianto sono progettati.1 . con precisione migliore del 2%. Pnom è la potenza nominale (in kW) del generatore fotovoltaico.). 139 .85 Pnom * I / ISTC. . In particolare. . il controllo riguarderà la verifica dell’integrità dei componenti e della realizzazione dell’impianto a "perfetta regola d'arte". Prima dell'emissione del certificato di regolare esecuzione dell'impianto e. prima dell'inizio dei lavori di montaggio in cantiere. comunque.la messa a terra delle masse. mediante la seguente procedura: . e riguarderà: .il corretto montaggio delle strutture dei moduli.la corretta esecuzione dei cablaggi in congruenza con quanto riportato nel progetto.

Se del caso. L’analisi relativa all'installazione dell'impianto fotovoltaico. lo stesso produrrà nel corso della sua vita circa 3 GWh. L’analisi è stata svolta utilizzando i dati basi contenuti nella norma UNI 10349. considerando un valore caratteristico della produzione termoelettrica italiana pari a circa 700 grammi di CO2 emessa per ogni kWh prodotto. L’installazione dell’impianto fotovoltaico permetterà di ridurre le emissioni di anidride carbonica per la produzione di elettricità.Emissioni di CO2 evitate nella vita utile: [calcolare t].Emissioni di CO2 evitate in un anno: [calcolare t] . La valutazione energetica.Produzione annua attesa di energia elettrica 140 . si può stimare il quantitativo di emissioni evitate: . ove: Pca è la potenza attiva (in kW) misurata all’uscita del gruppo di conversione. effettuata sulla base dei dati climatici e dell’efficienza dei vari componenti è raccolta nel seguito.9 Pcc . con precisione migliore del 2%.verifica della condizione: Pca > 0. è l’irraggiamento in condizioni standard. . conduce alla stima di una produzione di energia elettrica pari a circa produzione annua kWh. effettuata sulla base dei dati climatici e dell’efficienza dei vari componenti. Tenendo conto che la vita utile dell’impianto fotovoltaico è stimata pari a 25 anni.ISTC pari a 1000 W/m2. relativa all'installazione dell'impianto fotovoltaico. La valutazione energetica è stata effettuata considerando un rendimento d’impianto totale pari al 75% come da Specifica Tecnica ENEA. sarà adottata la correzione della potenza per Pcc per temperatura delle celle > 40 °C. 6 .

7 n. sensori meteo (irraggiamento. temperatura) e porte COM2 e COM3 per la connessione tramite RS485 di un PC remoto ed il pilotaggio di un display esterno ed altre caratteristiche di dettaglio come da progetto esecutivo n. predisposti per l’acquisizione di dati di funzionamento con linea RS485 kW 4 5 6 Set di strutture di sostegno dei moduli fotovoltaici per il fissaggio alla copertura composte da sottostruttura e struttura portamoduli in profili commerciali secondo le indicazioni riportate nel progetto esecutivo n.tà kWp Prezzo unitario Importi parziali Importi totali 2 Moduli fotovoltaici in silicio cristallino per un totale di ___ kWp completi di cornice. connettori Multicontact. visualizzatore. 141 . diodi di by-pass.m. Quadro di parallelo per il parallelo e suddivisione fra le 3 fasi del sistema elettrico locale in gruppi di potenza omogenea Quadro di interfaccia alla rete elettrica di distribuzione completo di protezione di interfaccia tarata secondo le DK5950. Quadro misura completo di Data Logger per l’acquisizione dei dati di funzionamento attraverso connessione RS485. 1 Voce u. Q. e caratteristiche tecniche come da progetto esecutivo. certificazione IEC 61215 e classe II emessa da laboratorio accreditato EA 3 Convertitori statici di stringa per l’accoppiamento con il generatore fotovoltaico con potenza lato alternata pari al minimo a ___ kW. certificata da laboratorio accreditato EA ed inserita nella lista delle protezioni ENEL.Computo metrico estimativo Opere impiantistiche Art. Quadro di terra per il sezionamento e protezione da sovratensioni delle stringhe fotovoltaiche n.7 . Distribuzione e dispositivo di interfaccia certificato secondo la DK 5950.

Prezzo unitario Importi parziali Importi totali 9 10 Trasporti e movimentazione materiale Cavi. canaline ed accessori di montaggio secondo tipo e quantità indicate in Tabella Cavi riportata nel progetto esecutivo .Certificazione dei moduli FV secondo IEC 61215 e classe II . corpo Totale forniture 11 Posa in opera componenti elettrici e meccanici. potenza istantanea. . 8 Voce Display di visualizzazione dell’energia elettrica prodotta cumulata..m..Certificazione protezioni e dispositivo di interfaccia Totale attività accessorie Riepilogo oneri diretti per la sicurezza Totale mano d’opera .. Q..Art. CO2 evitata da accoppiare al Data Logger del quadro misura completo di scheda RS485 ed altre caratteristiche di dettaglio come da progetto esecutivo u..Cronoprogramma attività di cantiere -Aggiornamento del progetto versione as built .. di segnale ed equipotenziali . corpo Attività accessorie 15 Redazione della documentazione tecnica 14 Nolo di argano montato su castello di tiro 4 HP h Totale opere impiantistiche comprendente: ... collegamenti elettrici di potenza.Operaio specializzato . corpo 142 .Aiutante 13 Prove di collaudo e messa in servizio impianto fotovoltaico secondo le indicazioni tecniche di collaudo riportate nel progetto esecutivo h h Oneri diretti per la sicurezza 10% .Aiutante Oneri diretti per la sicurezza 10% 12 Assistenza muraria agli impianti h .Manuale d’uso e manutenzione -Dichiarazione di conformità ai sensi della vigente normativa . tubazioni.Operaio specializzato h .tà n.

80 m per tutta la durata dei lavori lamiera di alluminio 5/10. con pellicola rifrangente 500 x 600 mm condo le disposizioni DM 28/7/58 5S Cartelli monitori conformi D. sostenuta da paletti fissati senza penetrazione al terreno.30gg Sommano Arrotondamento Tot. 493/96. indeformabile. h 1.Oneri specifici o speciali per la sicurezza 1S Redazione Piano della Sicurezza cad 2S Presenza preposto impresa incontro per la sicurezza cad m m 3S Barriere laterali guardacorpo 4S Recinzione di sicurezza realizzata con rete in poliestere altà densità peso 240g/mq. colore arancio. Lgs. in cad 6S Cassette di pronto soccorso in ABS com. oneri specifici o speciali per la sicurezza Riepilogo Opere impiantistiche Attività accessorie Totale importo a base d’asta Oneri diretti per la sicurezza Oneri specifici o speciali per la sicurezza Totale oneri per la sicurezza Totale oneri in appalto 143 .cad plete di presidi chirurgici e farmaceutici se.

le competenze di chi provvede al montaggio devono comunque essere multidisciplinari: non è pensabile avere più artigiani o più imprese che lavorino su un tetto fotovoltaico da qualche kilowatt di potenza. Si sottolinea che la realizzazione di un impianto fotovoltaico deve portare ad un risultato estetico di alto livello: la pre144 . in alcuni casi. fori passacavo in parete). la realizzazione degli impianti è legata al settore elettrico più in relazione alla novità legata all’uso dei moduli fotovoltaici più che alla preponderanza dell’attività elettrica nella costruzione o alla sua complessità: anzi. Si osserva che. il cablaggio elettrico di sezioni in corrente continua e corrente alternata e.CAPITOLO 7 TECNICHE DI INSTALLAZIONE 7.1 . si osserva che proprio i cablaggi elettrici sono diventati negli anni sempre più sicuri e facili da realizzare. anche la realizzazione di opere civili (per esempio. la capacità di trovare ottime soluzioni di fissaggio dei moduli è tipica di esperti montatori meccanici più che di bravi elettricisti. Come sempre. Viceversa. almeno per i piccoli impianti. solo l’esperienza di montaggio di qualche impianto garantisce un livello minimo di padronanza del cantiere e soprattutto un risultato finale esemplare. Storicamente. A seconda del tipo di realizzazione (a terra o a tetto) prevale un onere di lavoro maggiore per le opere civili piuttosto che quelle meccaniche mentre i cablaggi elettrici comportano oneri legati esclusivamente alla taglia di potenza del generatore fotovoltaico. scavi di fondazione per impianti a terra) e murarie (per esempio.Quali competenze sono necessarie? La costruzione di un impianto fotovoltaico comporta l’assemblaggio di parti meccaniche (carpenteria metallica).

Le figure professionali e relative competenze che sono interessate alla realizzazione di un impianto fotovoltaico sono riassunte brevemente nella tabella 1..cisione di accostamento dei moduli. In caso di pioggia. Tabella 1 . per esempio.. una varietà di materiali da assemblare e attività che prevedono attrezzature ed utensili completamente diversi nello steso momento. Nella realizzazione di grandi impianti.). il loro allineamento a formare una scacchiera piana e uniforme sono risultati che si conquistano solo con l’esperienza.1 .Impianti collegati alla rete elettrica La tabella 2 riporta la sequenza di installazione tipo per un impianto collegato alla rete da installare in copertura..2 .2. alle condizioni meteorologiche al momento dell’installazione. Le ipotesi sono quelle di poter cominciare ad installare secondo il flusso di generazione di energia (dal generatore fotovoltaico al quadro di interfaccia).. un ruolo fondamentale è rappresentato dalla capacità di organizzazione del cantiere nelle varie fasi del montaggio. alto 30-50% alto 30-50% medio 40-60% medio 40-60% basso 0-5% alto 5-10% Opere civili Opere murarie Montaggi meccanici Cablaggi elettrici Coordinamento 7. Si sottolinea che l’importanza delle competenze non è relativa alla quantità di lavoro che deve essere svolto per la realizzazione dell’impianto bensì legata al valore aggiunto fornito per ottenere la migliore installazione possibile. È una capacità legata solo parzialmente alla specificità costruttiva del fotovoltaico: vale tutte le volte che occorre lavorare in più aziende nello stesso sito. alto 10-20% basso 0-5% . invece. I livelli di difficoltà che la tabella mostra sulla destra sono legati alle possibili problematiche che possono insorgere durante i lavori.Figure professionali e relative competenze Competenze Impianti a tetto Impianti a terra Livello Importanza Livello Importanza . È evidente che questa ipotesi può essere rivista in relazione. per poi passare in un secondo tempo in copertura. L’esperienza 145 .Sequenze di installazione 7. si comincerà dall’interno (posa componenti cablaggi ecc.

. Come abbiamo avuto occasione di ricordare alla Sezione dedicata al sopralluogo in sito..... Quando l’accesso alla copertura avviene dall’esterno si usano mezzi con cestello che. il materiale viene portato in sito con mezzi leggeri (auto.. Difficoltà ... Trasporto in sito del materiale In genere.. furgoni) e le problematiche di trasporto sono ridotte al solo carico e scarico della merce. è opportuno che i moduli fotovoltaici non vengano portati in copertura al momento dell’arri146 ... con l’occasione consentono anche il tiro in altezza dei materiali......... resta inteso che le difficoltà sono legate all’accuratezza del sopralluogo: più informazioni si traggono dalla visita iniziale al sito più facile sarà organizzare materiali e lavori con evidente riduzione dei tempi di installazione e dei relativi costi.Sequenza di installazione Fase Trasporto in sito del materiale Procedure di messa in sicurezza delle aree Preparazione della copertura Fissaggio delle staffe di aggancio alla soletta Montaggio strutture portamoduli Precollaudo moduli fotovoltaici Fissaggio moduli fotovoltaici alle strutture Cablaggio generatore fotovoltaico Collaudo elettrico stringa per stringa Lavorazione discesa cavi in interno Posa quadri e convertitore Posa canaline e tubazioni di cablaggio Cablaggio elettrico fra componenti Verifica ispettiva finale Primo parallelo alla rete e collaudo impianto min ...Tabella 2 . fuoristrada... Va considerato anche che. L’accesso con mezzi pesanti deve essere valutato in sede di sopralluogo per evidenziare eventuali impedimenti. tipicamente il mezzo non riesce ad arrivare in corrispondenza della falda di installazione o il suo parcheggio nell’area migliore crea problemi di accesso all’edificio. max ha dimostrato che la fase più delicata è sempre quella di interfaccia tra la struttura di sostegno del generatore fotovoltaico e la copertura mentre le attività prettamente elettriche sono spesso senza particolari problemi.... come vedremo in seguito.....

oltre. Notare che. Per i moduli fotovoltaici invece il problema è legato alla confezione. nastrati e avvolti in pellicola trasparente che in genere non garantisce l’impermeabilizzazione. In genere. 147 . Solo in caso di grandi impianti (qualche decina di kilowatt) il problema del trasporto deve essere pianificato con attenzione. i moduli sono confezionati in pallet.vo in cantiere per due motivi: il primo discende dalla necessità di procedere al precollaudo prima del montaggio impossibile sulla copertura. visti i volumi e pesi di quadri e convertitori almeno per questi componenti si trova riparo. 1) che dal Cliente non si trovano e devono essere portati. avere uno spazio riparato significa aver trovato anche un posto defilato. carico e scarico necessitano di mezzi di sollevamento idonei (fig. il secondo è legato al fatto che sulla falda inclinata i moduli non possono essere stoccati. alla ovvia protezione.Mezzi per la posa. Spesso la carpenteria di montaggio ha lunghezze impegnative ed i pesi impongono l’uso di un argano per il carico-scarico oltre che per il tiro in altezza. Una volta trasportato in sito il materiale deve trovare opportuna zona di ricovero. Fig. La soluzione ideale è quella di trovare uno spazio riparato. in questi casi. 1 . È difficile trovare anche un ricovero riparato per l’ovvia difficoltà di trasporto al chiuso del pallet: non resta che lasciarlo/i in esterno coperto/i da un telo impermeabile. In impianti di qualche kW di potenza.

Protezioni con parapetto o rete anticaduta. . un trabattello. 2. mentre la seconda è creare un passaggio coperto utilizzando. 2 . Il caso peggiore si realizza quando la falda di installazione è quella che dà direttamente sull’ingresso dell’edificio.Una volta scaricati i materiali. 148 Fig. per evitare di esporre terzi al pericolo della caduta di materiale dalla copertura (tipicamente gli utensili di montaggio). Procedure di messa in sicurezza delle aree di posa Parapetto di protezione da caduta materiale Ponteggio per protezione passaggio Prospetto ovest Parapetto di protezione sul lato ovest e sul lato est Protezione con parapetto. ma occorre anche fare in modo che l’ingresso sia lasciato libero per il passaggio. Si propongono due soluzioni descritte nei disegni di fig. 2. per esempio. La situazione è schematizzata in fig. La prima è quella di proteggere il passaggio con parapetto (eventualmente con rete aggiunta). occorre procedere subito alla delimitazione delle aree di posa ai fini di un’agevole lavorazione e della sicurezza sia del personale che opera che dei terzi (tipicamente chi frequenta l’edificio). In questi casi occorre delimitare le aree. rete anticaduta e trabattello coperto.

Da non dimenticare tutte le indicazioni riguardanti i pericoli come in figura 3. 3 . . una scuola). nei casi più semplici.Esempio di cartelli monitori tipici per installazioni fotovoltaiche in copertura. È importante sia leggere le note del Piano riguardanti il sito che procedere ad incontrare il Coordinatore ben prima dell’inizio dei lavori per concordare le azioni opportune o comunicare i commenti alle azioni contenute nel Piano. al bando di gara è sempre allegato il Piano della Sicurezza (o la scheda di valutazione dei rischi) e il nome del Coordinatore. Si ricorda che ogni volta che si installano impianti per l’Amministrazione Pubblica secondo la legge 109 e successive modificazioni. Quando invece si opera in ambiti dove la presenza di persone è intensa (per esempio. gli accessi regolati da cancelli. i passaggi sempre coperti e i parapetti sempre presenti. 149 La delimitazione delle aree può essere fatta. la sicurezza deve essere valutata attentamente: la delimitazione con nastro deve diventare una rete.Fig. con del nastro bianco/rosso e paline che preferibilmente non devono essere del tipo ad infissione.

4 .struttura di ancoraggio o sottostruttura: formata da elementi meccanici (staffe. 150 La descrizione di questa fase è piuttosto complessa in quanto le coperture si presentano di vari tipi. Le integrazioni architettoniche del fotovoltaico su tetti o facciate sono applicazioni che al momento rappresentano una piccola parte dell’universo delle installazioni.Fig.Esempio di retrofit finito. questo paragrafo è dedicato alle strutture di sostegno sovrapposte alla copertura (retrofit) e che quindi non prevedono interventi di modifica dello stato di fatto del tetto prima dell’intervento (fig. Va subito evidenziato che il problema dell’aggancio delle strutture metalliche alla copertura può essere risolto solo personalizzando la soluzione volta per volta. . Preparazione della copertura Va sottolineato come gli interventi di retrofit non debbano essere considerati come ripieghi a basso costo di soluzioni architettoniche più sofisticate in quanto spesso il risultato estetico risulta ugualmente gradevole. La struttura di sostegno è sempre suddivisa in due parti meccaniche: . Le realizzazioni retrofit su tetti a falda prevedono l’utilizzo di moduli fotovoltaici commerciali (generalmente con cornice) sorretti da una struttura ancorata alla copertura esistente. Fra le possibili soluzioni di posizionamento dei moduli. morsetti. 4). profili) che fanno da interfaccia tra la copertura e la struttura portamoduli.

agganci) ben diverse (romana. doppia romana. La struttura portamoduli è formata da due correnti anch’essi in alluminio (barella) che sostengono gruppi di moduli. profondità. marsigliese.struttura portamoduli: profili metallici in acciaio o alluminio di tipo commerciale sui quali vengono fissati (in genere. i costruttori di strutture di sostegno a catalogo offrono soluzioni base per le staffe: è compito del progettista (ma più spesso dell’installatore) valutare bene la tecnica di costruzione della copertura e stabilire se le staffe a catalogo possono essere utilizzate così 151 Fig. . 5 .Staffa ad uncino tipica per coperture in laterizio. imbullonati) i moduli fotovoltaici spesso a gruppi di tre o quattro qualora si proceda ad un loro preassemblaggio a terra prima della posa in opera sulla copertura. inoltre. coppo. portoghese. si aggiunge una notevole varietà di tegole con sagome (altezze. gli stessi sono fissati ai correnti attraverso morsetti con bulloni a testa di martello. canadese ecc. La struttura di ancoraggio può essere costituita da un telaio leggero a barre in alluminio preforato appoggiate alla copertura (sandwich di lamiera grecata coibentata) e fissate alla stesso attraverso gli stessi tasselli passanti di fissaggio della lamiera grecata alla soletta in modo da non procedere a nuove forature..). alla varietà di tecniche di realizzazione delle solette che hanno quindi impatto sulla conformazione delle staffe. La varietà dei manti di copertura che si registra sul territorio italiano crea una certa difficoltà nella standardizzazione degli elementi di aggancio alla soletta. Con un panorama così vasto.

in questo caso un carico gravante potrebbe provocare una compressione dell’isolante che. cedendo. gomma) per contrastare l’azione di scivolamento indotta dalle medesime sollecitazioni. Le tipologie di tetto piano sono sostanzialmente tre: . In genere. è possibile utilizzare agganci a morsetto che mordono la dentatura della lamiera grecata. . Staffe ad uncino del tipo riportato in figura 5. in questo caso.copertura in guaina bituminosa: valgono i consigli del terrazzo a piastrelle ma occorre prestare molta attenzione al fatto che al di sotto della guaina non sia stato posato direttamente dell’isolante termico (lana di roccia). se devono essere modificate o se occorre disegnarne di adatte da far realizzare appositamente in carpenteria. sono facilmente adattabili a diverse solette di aggancio (usando spessori o prolunghe metalliche) ed anche a quelle tegole che non risultano agganciate le une alle altre nel senso della pendenza (praticamente solo i coppi). 152 Quando la copertura è in lamiera grecata (diffusa soprattutto nelle aree rurali o industriali) e non si voglia procedere a realizzare fori passanti per agganciarsi alla soletta (in modo da evitare eventuali problemi in fase di ripristino della impermeabilizzazione). Infatti. con tegole tipo portoghese per far passare la staffa si è costretti a smussare tutti i bordini di aggancio tra tegola e tegola con perdita di tempo e rischio di rotture. . le soluzioni tecniche riguardano più che altro il tipo di aggancio delle strutture al tetto.copertura in piastrelle di cemento: in questo caso è consigliato l’uso di prefabbricati in cemento armato per evitare il momento di ribaltamento indotto dal seppur minimo affetto vela e da strisce di materiale plastico (per esempio. È evidente che. l’utilizzo di queste strutture è limitato all’applicazione su terrazzi piani dove l’altezza contenuta consente di non renderli visibili dal basso. .come acquistate. si tende ad evitare di agganciare le strutture per evitare di intaccare l’impermeabilità della copertura. Quando poi il tetto si presenta senza falda e quindi piano (a terrazzo). tenderebbe a strappare la guaina col risultato di perdere l’impermeabilità. occorre valutare se strutturalmente l’aggiunta del fotovoltaico garantisca ancora la prestazione meccanica di tenuta della lamiera alla soletta. In genere. una scarsa attenzione su questi particolari può portare a complicanze e perdite di tempo in fase di montaggio. Dovendo appoggiare le strutture diventa così obbligata la scelta di strutture basse (spesso un solo modulo in posizione coricata) che offrono una piccola vela al vento e di accorgimenti per rendere stabili l’insieme fotovoltaico-struttura.copertura in guaina con strato di ghiaia: in questo caso il problema è che le strutture appoggerebbero su di una superficie non piana. Data la numerosità delle staffe in opera.

4 . 2 .Listoni. 2 .Coppi Falda alla “veneta” Falda in fibrocemento 1 . 4 .Terzere.Puntone.cemento. 3 . 7 . 5 .Assito.Puntone. 3 . 5 .Falda in latero-cemento e coppi Falda alla “lombarda” Falda alla “piemontese” 1 . 4 .Puntone. 2 . 4 .Chiodi 153 .Coppi 1 . 3 .Coppi Falda alla “romana” 1 . 5 . 4 . 6 .Dormiente. 3 . 4 .Dormiente.Travicelli.Dormiente.Coppi 1 . 2 .Listelli. 5 .Isolante.Terzere.Tevelle.Strato impermeabile. 2 . 3 .Terzere.Strato isolante. 6 .Dormiente.Lastra fibrocemento.Caldana in cemento. 7 . 6 .Listoni. 2 .Soletta portante in latero .Puntone.Pannelli isolanti.Coppi 1 .Strato isolante.Travicelli.Soletta in laterocemento. 3 .

Listelli.Tegole Per coperture in laterizio si consiglia di procedere nel seguente modo: .Coppi 1 . 5 . 3 .Listello. .Soletta portante in laterocemento. 1 . 2 . 6 . 7 .Dormiente. 7 .Tavolato.Isolante. 3 .qualora si decida di fissare le staffe direttamente alla soletta senza utilizzare i listelli (vedi punto seguente). 9 . Fig. 2 . 3 .Diversi tipi di falde.sollevare in 4-5 punti dell’area di installazione almeno due tegole nella direzione colmo-gronda: questo consentirà di ispezionare la soletta per capire come le tegole sono sostenute (in particolare. 6 .Listelli. 4 . l’aggancio del listello alla copertura) ed anche capire l’uniformità dei listelli reggi tegola nell’area di posa.Struttura portante.Strato isolante.Puntone.Tegole Molti sono anche i tipi di falde.Tavolato. È già stato descritto come all’atto del sopralluogo risulti indispensabile procedere ad un’ispezione della copertura per capire nel dettaglio l’aggancio possibile con le strutture metalliche di sostegno del fotovoltaico.Strato isolante. 5 .Dormiente.Listelli. alcune delle quali mostrate in Fig. occorre misurare la distanza tra 154 .Terzere.Arcarecci.Lamiera grecata Falda a tetto freddo 1 . 6.Tavolato. 2 . 8 . 6 . 4 .Puntone. 4 .Falda a coppi su legno Falda in lamiera grecata semplice Falda portante in laterocemento 1 . 2 .

Se questi passi sono stati eseguiti.fissaggio della staffa al listello reggi tegola: è possibile e consigliato tutte le volte che il listello è fissato attraverso fisher alla soletta e quest’ultima è di fattura abbastanza piana ed uniforme. 7.Posizionamento della copertura. . Questo risulta fondamentale ai fini di una perfetta planarità della superficie dei moduli fotovoltaici ad impianto finito in quanto solo posizionando le staffe alla stessa altezza fra loro si può ottenere una superficie piana finale. Fissaggio delle staffe di aggancio alla soletta Il fissaggio delle staffe alla soletta può essere fatto secondo due tecniche: .decidere in quanti punti e dove posizionare le staffe di aggancio disegnando uno schema su un foglio in relazione a quante righe e colonne di moduli sarà composta l’area di posa. le staffe saranno di misura giusta (eventualmente saranno spessorate in opera) e si potrà procedere alla preparazione dell’area di posa semplicemente spostando il numero di tegole necessario a poter lavorare sulla soletta nei punti individuati (sopralluogo) di posizionamento delle staffe. soletta e listelli nei vari punti ispezionati. Il posizionamento della copertura è mostrato in fig. al momento del montaggio la soluzione di aggancio sarà individuata. Le staffe verranno fis155 .Fig. 7 .

sono regolabili in modo da adattarsi all’altezza delle altre. Nel secondo. in genere.Fig. per dare rigidità. sarà probabile che risulteranno abbastanza complanari ed allineate fra loro: eventuali spessori si aggiungeranno tra staffa e correnti reggi moduli. 8 . Per esempio.fissaggio della staffa alla soletta: è una soluzione di ripiego ma spesso è l’unica possibile. Una volta fissate le staffe occorre verificare ed eventualmente procedere alle azioni opportune affinché tutte le staffe risultino sullo stesso piano (operazione semplice se le staffe sono del tipo estensibile). le staffe saranno fissate alla soletta con fisher adatti (la soletta può essere una gettata di cemento armato o anche con travi e pignatte) sempre ricordando che le solette non saranno mai piane e quindi le staffe non saranno complanari ed allineate. 8) è utile usare staffe del tipo estensibile che. È obbligata tutte le volte che i listelli reggi tegola sono fissati alla copertura in maniera differente da quella descritta precedentemente. senza spessoramenti aggiunti. a destra. sarà necessario sostenere il listello con puntoni fissati alla soletta. il problema è che la distanza tra staffa e soletta è tale (20÷30 cm) che si dovrà provvedere a fissare la staffa la listello ma poi. il fissaggio della staffa al listello reggi tegola. Nel primo caso.Fissaggio della staffa alla soletta e. i listelli possono essere cementati nella soletta o appoggiati su travetti colmo-gronda che li sollevano rispetto alla soletta stessa di 20÷30 cm. È 156 sate con autofilettanti nei listelli e. In questo caso (fig. . .

. Sono profili di costo più contenuto rispetto a quelli in alluminio che devono però essere tagliati a misura in opera con conseguente ripresa della zincatura a freddo (di scarsa tenuta nel tempo. Si noti che l’esperienza suggerisce che questa situazione raramente si verifica ai primi tentativi ma che solo capendo dove si è sbagliato si riesce a correggere l’errore nelle installazioni successive. Questi profili sono gli unici possibili tutte le volte ci si trova ad installare strutture di sostegno su lamiere grecate. . Precollaudo moduli fotovoltaici Obbiettivo delle prove pre-installazione è quello di stabilire il corretto funzionamento dei moduli approvvigionati prima di installarli in opera.canalina laterale di contenimento cavi di cablaggio tra moduli. allineati e complanari fra loro. Se le staffe sono state montate correttamente i profili risulteranno piani. Esempi del montaggio sono mostrati nelle figg. Il fatto che siano di alluminio consente di poterli tagliare a misura in opera (operazione non consigliata in caso di acciaio zincato). Nelle figura seguente è riportato il dettaglio di aggancio tipico e consigliato: si nota il profilo tipo Hilti (ad U) imbullonato nel bullone presistente di fissaggio della lamiera (in modo da non dover provvedere a forature aggiunte) in corrispondenza di una sua asola e il bullone di tenuta del corrente sagomato in alluminio sul quale sono montati i moduli fotovoltaici.guida scanalata per fissaggio alle staffe con bulloni a testa di martello (la testa del bullone si infila e scorre nella scanalatura del profilo). Il risultato della composizione della struttura portamoduli saranno una serie di profili paralleli (barelle) in numero di due per ogni riga del generatore fotovoltaico. 10 e 11. Un’alternativa ai profili scanalati in alluminio è rappresentata da profili in acciaio con predisposizione di forature asolate per l’aggancio dei moduli fotovoltaici. 9.guida scanalata per agevole fissaggio moduli fotovoltaici tramite morsetti a chiusura a brugola. Le 157 .un’operazione non banale in quanto pochi millimetri di differenza fra le staffe saranno visivamente accentuati dall’uniformità (non raggiunta) del piano dei moduli fotovoltaici. I profili in alluminio sono disponibili in genere in un paio di pezzature: 3÷6 m. Montaggio strutture portamoduli La struttura portamoduli nei moderni sistemi di fissaggio è composta da profili in alluminio estruso con sagome che variano da produttore a produttore ma sempre concepite con le seguenti modalità: . da qui la nota precedente).

10 . 158 .Fasi di montaggio del più comune sistema di fissaggio di struttura portamoduli.Dettaglio di aggancio consigliato in caso di installazione su lamiera grecata.Struttura portamoduli. Fig. Fig. 9 . 11 .Fig.

chiusura delle cassette di terminazione posteriori.pinza amperometrica: idem.prove descritte sono di semplice attuazione e non comportano misure dettagliate. L’operazione piuttosto semplice consente anche di togliere dall’imballo il modulo in modo da portarlo in copertura con facilità. b) test in luce naturale su tutti (o un campione.planarità della superficie del modulo. misurando con multimetro ai capi dei connettori MC .presenza dello sticker posteriore. .resistenza di isolamento. La strumentazione da utilizzare dovrà essere composta da: . 159 . .corrente di corto circuito (facoltativa): si misura collegando in corto circuito i terminali dei moduli e leggendo il valore con una pinza amperometrica.integrità del Tedlar posteriore.corretto montaggio della cornice d’alluminio. Le azioni sono le seguenti: a) ispezione visiva: consiste nel controllare tutti i moduli per accertarne l’integrità. fino a 10 A in corrente continua). . Data la natura delicata degli oggetti è opportuno che si concentri l’attenzione curando: . collegando il megger tra polo positivo e cornice metallica ed applicando tensione (max 500 V). sono vivamente consigliate a risparmio del tempo totale di installazione soprattutto in impianti composti da un gran numero di moduli fotovoltaici. . . .tensione a vuoto. . .multimetro (portate V fino 500 V.diodi di by-pass. Non è importante l’inclinazione a patto che sia uguale per tutti durante i test.megger (500 V). aprendo la cassetta di terminazione e misurando con multimetro continuità o non continuità tra anodo e catodo.integrità vetro anteriore. Per questo. Si controlleranno: . Per procedere al test. Alla fine si riporteranno tutti i valori a 1000 W/m2 semplicemente dividendo il valore di corrente misurato per l’irraggiamento all’istante della misura. si posizionino i moduli ad uno ad uno esposti ai raggi solari. . Siccome la corrente di corto è proporzionale all’irraggiamento solare occorre misurare il valore di corrente e contemporaneamente quello di irraggiamento istantaneo. . . dipende dalla taglia) i moduli.solarimetro se si procede alla misura facoltativa di corrente di corto.cablaggio dei cavi e connettori ad innesto rapido (qualora di serie). Non hanno importanza i valori assoluti delle misure ma solo la loro uniformità fra i moduli testati.

Fissaggio moduli alle strutture Fig 12 . La difficoltà di questa fase è legata alla squadratura delle righe tra loro. Si tratta di morsetti ideati per correnti in alluminio come quelli prima descritti. per chiudere la fila. E lo stesso deve accadere per tutte le righe che si potrebbero trovare in squadra singolarmente ma disallineate fra loro. per il fissaggio tra moduli e terminali. Il problema è che il primo modulo che si monta deve essere perfettamente in squadra in quanto un piccolo disallineamento (1÷2 millimetri) cresce di modulo in modulo fino ad arrivare a fine riga con scostamenti di qualche centimetro. In tutti i casi.Disposizione di moduli fotovoltaici e dettagli di aggancio con morsetti. Il processo di montaggio prevede che il modulo fotovoltaico venga appoggiato sulla barella partendo da una delle due estremità e fissato con i morsetti intermedi affiancando il successivo e via così fino all’ultimo della fila. Ce ne sono di due tipi: intermedi. il ri- 160 . L’aggancio in se stesso è estremamente agevole e facilitato se si provvede all’adozione di un sistema di fissaggio come quello mostrato in figura 10. È una fase che solo in apparenza sembra banale.

cavo con doppio isolamento per tensioni di esercizio almeno fino a 450/750 V.sballare il modulo ed aprire (in genere. Cablaggio del generatore fotovoltaico 161 . con l’ausilio di un distanziale rigido tra righe (per l’interspazio che deve assomigliare a quello tra modulo e modulo. .preparare due spezzoni di cavo unipolare con sezione adeguata al passacavo presente sulla cassetta di terminazione e con con capocorda idoneo al cablaggio nella morsettiera della cassetta. qualora a questo non abbia già provveduto il progettista.sultato è visivamente inaccettabile e deve essere corretto con notevole perdita di tempo.infilare nel passacavo i cavi e cablare alla morsettiera. Questa operazione risparmia l’equivalente consigliata prima durante i test di precollaudo. Quando i moduli non hanno i connettori precablati. veloce e soprattutto in totale sicurezza elettrica in quanto i connettori hanno un codice di protezione IP65 e. Osserviamo che la formazione delle stringhe deve essere però razionale rispetto alla disposizione dei moduli sulla copertura: è opportuno studiare un percorso dei cavi che minimizzi le lunghezze dei cavi dalla stringa al punto di calata verso l’interno dell’edificio. La procedura è semplice: . poi. il collegamento è molto semplice.procedere al test dei diodi di by-pass verificando la continuità elettrica con un tester. Inoltre. . si procede al montaggio degli altri moduli. Diversi sono i sistemi adottati durante il montaggio per ridurre gli errori: si può usare un filo per tracciare una diagonale fissando i moduli estremi (4 vertici). . circa 2 cm). Praticamente il compito è agevolato ogni qual volta i moduli fotovoltaici sono dotati di connettori e cavi precablati: in questo caso. La disposizione è mostrata in fig. le due polarità si trovano sempre separate. il cavo da utilizzare deve però essere scelto dando preferenza ai seguenti criteri: . 12. Il cablaggio elettrico interno del generatore fotovoltaico (fig. usando cavi unipolari. ricordarsi di schematizzare il cablaggio evidenziando i moduli che fanno capo alle varie stringhe: un guasto in un modulo può essere più agevolmente rintracciato. cioè del collegamento tra moduli in serie secondo il progetto elettrico dell’impianto. Qualora invece i moduli non siano dotati di connettori e cavi precablati occorre procedere al precablaggio prima del montaggio che consigliamo di fare in officina prima del trasporto in sito dei moduli. 13) consiste nella formazione delle stringhe elettriche. svitando) la scatola di terminazione posteriore.

In passato.range di temperatura di esercizio elevato. presentano dei limiti di temperatura più ampi.alta resistenza agli agenti atmosferici ed umidità. . Oggi sono disponibili in commercio dei cavi “Solar” a costo accettabile che. 13 . In tutti i casi di cablaggio la posa dei cavi è libera (senza cavidotti o tubazioni). Quindi sempre coperti dai moduli fotovoltaici. come ricordato. . con i cavi tra moduli inseriti nella sagoma apposita dei profili metallici (se si usa il sistema alluminio sagomato) o fissati con fascette anti-UV ai profili metallici. 162 .Pianta copertura (Moduli con vista dal retro) scala 1:50 Alla cassetta di terra Fig. Inoltre. rispetto al tipo H07RN-F. per questo cablaggio si utilizzava quasi sempre un tipo di cavo armonizzato con la normativa europea. Collaudo elettrico stringa per stringa Una volta cablate tutte le stringhe. è pratica comune utilizzare cavi unipolari con sezione da minimo 4 mm2. Solo quando il fascio di cavi unipolari si raggruppa per fare la discesa può essere inserito in una tubazione per poter anche procedere più facilmente alla discesa cavi in interno (vedi nel seguito).Schematizzazione del cablaggio del generatore fotovoltaico da annotare dopo la posa. prima di proseguire con i montaggi è opportuno verificare che non ci siano stati problemi di errata installazione o. . qualche modulo possa essersi guastato. in doppio isolamento con gomma esterna.resistenza ai raggi UV. . Per fare questo occorre procedere come segue.non propagante l’incendio. nel passaggio da terra all’opera. nero e flessibile tipo H07RN-F.

corrente di corto circuito. un passaggio idoneo è presto individuato e anche il risultato estetico dell’opera non è considerato una priorità. . misurando con una pinza amperometrica la corrente dopo aver messo i terminali di stringa in corto circuito. In genere. nelle coperture industriali.tensione a vuoto. 14 .solarimetro. A questo punto dell’installazione ci si troverà in copertura con un fascio di cavi unipolari in numero uguale al doppio delle stringhe.multimetro (portate fino 500 V e fino a 10 A in corrente continua). Si controlleranno: . Il punto migliore è sempre a lato della falda in corrispondenza del colmo che risulta la zona più defilata. Si noti la scossalina di protezione sopra i convertitori. quando l’edificio è una abitazione. Lavorazione discesa cavi in interno Fig. misurando con multimetro ai capi dei connettori MC terminali di stringa. il fascio di 20÷25 cavi ha un diametro di circa 7÷8 cm che deve essere portato in interno. non hanno importanza i valori assoluti delle misure ma solo la loro uniformità fra stringhe. Come è stato osservato precedentemente. La strumentazione da utilizzare dovrà essere composta da: . In caso di impianti di grande taglia (15÷20 kW). . Viceversa.Esempio di posizionamento di convertitori e quadri in esterno (sinistra) ed interno. la situazione tende a complicarsi. 163 .pinza amperometrica.Si effettua un test in luce naturale su tutte le stringhe. . il fascio può essere contenuto in una tubazione che agevoli la discesa: in questo caso occorre che la tubazione venga fissata saldamente nel percorso sulla copertura e nella discesa. Come già osservato per il precollaudo a terra dei moduli.

bassa emissione di gas tossici. I criteri di scelta dei cavi dovranno essere i seguenti: . Le prestazioni del tubo di protezione da utilizzare dovranno essere adeguate al tipo posa ed è consigliabile utilizzare gli accessori della linea di tubo scelto per il raccordo al quadro. il cablaggio fra componenti oltre il generatore fotovoltaico è realizzato in interno con posa in tubazione (o canalina) in PVC. curve). queste prescrizioni vengono poco rispettate all’atto dell’installazione spesso perché a magazzino l’installatore si trova canaline o tubazioni di dimensioni differenti. si presta ad ampliamenti nel tempo con conseguente stesura di cavi aggiuntivi che è bene trovino posto nelle tubazioni posate nel corso della prima installazione. 14 si notano tubazioni con accessori dedicati (raccordi. Cablaggio elettrico fra componenti In genere.Come già visto. Canaline e tubazioni sono elementi di raccordo che hanno grande influenza sull’aspetto finale dell’impianto. Nella fig. Posa canaline e tubazioni di cablaggio Posa quadri e convertitori Quando il percorso in cavo è sotterraneo e quindi non ispezionablile (è il caso di posizionamenti separati tra quadri e fotovoltaico). . Nell’installazione in interno è bene che i due convertitori siano sopra il livello degli occhi sia per dare spazio ai quadri (più importanti) sottostanti ma anche perché non hanno display da leggere ma solo led la cui accensione ha un significato ben noto al personale specializzato incaricato della manutenzione. per la sua natura modulare. Sia i quadri commerciali che i convertitori hanno agganci con tasselli in posizioni predefinite e quindi non c’è possibilità di sbagliare il posizionamento. i cavi dovranno essere del tipo per posa interrata e preferibilmente protetti con tubo di conduit. È stato sottolineato che quadri e convertitori è preferibile siano montati a parete in modo che siano ad altezza occhi.cavo non propagante l’incendio. Il progettista definisce le dimensioni delle canaline o delle tubazioni sulla base del coefficiente di stipamento dei cavi secondo la norma CEI 64-8: in genere. canaline e disposizioni geometriche dei componenti. Va sottolineata l’importanza di usare le tubazioni prescritte in quanto l’impianto fotovoltaico. 164 . durante il sopralluogo si è provveduto a definire la posizione dei vari componenti la cui installazione si limita alla semplice posa nel punto definito. È opportuno sottolineare il fatto che la posa ordinata dei componenti è un valore aggiunto notevole nella fattura dell’impianto.

È ancora parte della sezione in corrente continua e quindi deve essere cablato con cavo dello stesso tipo di quello usato tra i moduli fotovoltaici (es.tutte le estremità dei cavi (ad esclusione dei cavi già precablati) devono essere munite di segnafili con i contrassegni di riferimento. la posa risulta in tubazione fino al quadro di parallelo. . . . i modelli di connettori usati dai costruttori per i moduli sono solo di due tipi (MultiContact e Tyco). Fortunatamente.qualora i moduli non siano dotati di cavi precablati occorre che.deve essere verificato il serraggio di tutti i bulloni e viti facenti parte integrante dei collegamenti elettrici. . almeno nella maggioranza dei casi. La vita e il regolare funzionamento dell'intero impianto dipendono largamente dalla corretta e scrupolosa esecuzione di tutte le operazioni di montaggio e collegamento elettrico dei moduli fotovoltaici. si richiama l'attenzione sul fatto che i collegamenti elettrici devono essere realizzati con procedure esecutive e di controllo che ne assicurino la perfetta funzionalità nel tempo e devono essere eseguiti da personale qualificato.le curvature dei tubi devono essere inferiori a quelle massime indicate dal Costruttore. resistenze di contatto addizionali. In relazione ai disegni elettrici del progetto esecutivo dell’impianto. devono essere rispettati i seguenti criteri generali: .sono sconsigliate giunzioni sui cavi.Cablaggio dai terminali di stringa al quadro di parallelo. e quindi l’approvvigionamento risulta semplice. i tubi o le canaline devono essere fissati a parete tramite tasselli o altro fissaggio che garantisca durata. al fine di evitare scintillii. Come accennato precedentemente. . Quando i moduli hanno connettori precablati anche i terminali di stringa (spezzoni che vanno dalle stringhe sul tetto a scendere fino al quadro) devono essere provvisti di connettori identici a quelli montati sui cavi precablati.lungo la calata dal tetto e nei tratti interni all’edificio.sono ammesse giunzioni sui tubi solo nel caso in cui le tratte senza interruzione superino in lunghezza le pezzature reperibili in commercio. al fine di garantire la tenuta delle scatole di terminazione sui moduli. . . sia verificata la chiusura di ciascun pressacavo e il serraggio delle viti e la disposizione dei cavi di collegamento dei moduli deve essere tale da evitare (a mezzo collo d'oca) il convogliamento dell'acqua piovana verso i pressacavi. le giunzioni devono comunque essere realizzate con raccordi in modo da garantire un livello di protezione adeguato alla posa. riscaldamenti localizzati e innesco di micropile. H07RN-F). 165 In aggiunta alle indicazioni e prescrizioni fornite nel progetto esecutivo.

sicuro. 166 . Cablaggio convertitori-quadro di interfaccia. È possibile che l’ingresso ai convertitori sia stato progettato con connettori: in questo caso anche sui cavi unipolari provenienti dal quadro dovranno essere montati i connettori. del tipo per posa intubata con isolamento in PVC simili a quelli di cablaggio tra quadro di parallelo e convertitori (tipo FG(0)7 o N1VV-K). Le masse metalliche sono principalmente gli armadi dei quadri (se in materiale conduttore) ed i collegamenti dei componenti interni ai quadri che necessitano di un potenziale di riferimento (es. e quindi le strutture metalliche di sostegno. Cablaggio collegamenti equipotenziali. I collegamenti prescritti dal progettista si effettuano con cavo giallo-verde di tipo FG(0)7 o equivalenti di sezione minima 16 mm2. fase-neutro-terra altrimenti quadripolari). In questa sezione già in corrente alternata i cavi saranno del tipo tripolare (se i convertitori hanno un’uscita monofase. scaricatori da sovratensione). per via dell’isolamento in classe II dei moduli. Verifica ispettiva finale A impianto installato completamente e prima del primo avviamento e del collaudo di prestazione è consigliabile procedere ad una ispezione finale con l’obbiettivo di accertarsi che tutto risulti come prescritto a progetto. Si consigliano i tipi FG(0)7 o N1VV-K con PVC esterno. I collegamenti equipotenziali sono generalmente previsti dai progettisti per portare le masse metalliche dell’impianto ad un potenziale elettrico definito e. ovviamente. Va sottolineato che questa sezione di collegamenti equipotenzali è importantissima per la sicurezza elettrica contro i contatti indiretti e per la protezione delle apparecchiature elettriche da sovratensioni indotte. Inoltre. è raccomandato il collegamento equipotenziale delle parti simultaneamente raggiungibili ma tra loro non connesse.Cablaggio quadro di parallelo-convertitore/i. Benché le cornici dei moduli fotovoltaici. è possibile che il progettista preveda la realizzazione di una sbarra di terra consistente in un collegamento non protetto per tutti i cavi equipotenziali che viene realizzata in esterno. Il cavo usato è ancora un unipolare di sezione opportuna (raccoglie il parallelo delle stringhe e quindi porta una corrente somma dei contributi di tutte le stringhe) ma del tipo da posa intubata. è anche la parte che si interfaccia con l’impianto elettrico esistente e che quindi deve tener conto delle problematiche di sicurezza elettrica di entrambe le realizzazioni. Inoltre. Si accenna qui al fatto che il progetto elettrico potrebbe escludere da questa lista le strutture metalliche di sostegno in quanto la complessa normativa legata alle fulminazioni dirette potrebbe consigliare la mancanza di questo collegamento. non siamo di per sé delle masse.

Comunque.prova a sfilamento dei cablaggi in ingresso ed uscita. il primo avviamento dell’impianto avverrà in una situazione di piena sicurezza impiantistica e solo un guasto di qualche componente potrebbe impedirla. Solo nella grandi realizzazioni questa fase di controllo e supervisione è responsabilità del direttore dei lavori che autorizzerà il rappresentante dell’impresa installatrice con ordine di cantiere. .). sezionatori da armare ecc. Le operazioni da effettuare durante l’ispezione finale sono le seguenti: .disposizione dei componenti come da indicazioni riportate nel progetto esecutivo. le variazioni in accordo con le disposizioni del progettista. ricordiamo. . 167 3) Verifica: verificare la presenza di tensione lato rete con un multimetro. . la durata e la sicurezza prevista dal progettista.integrità della superficie captante dei moduli.Occorre ripercorrere le fasi di installazione svolte con il progetto esecutivo dell’impianto in mano in modo da valutare ed annotare le inevitabili variazioni “as built” (come costruito) che. . . Primo parallelo alla rete e collaudo prestazione impianto Se la sequenza di installazione è stata rispettata. attraverso battitura dei cavi.verifica attraverso megger dell’isolamento rispetto a terra di entrambe le polarità (positiva e negativa) di ogni stringa. 2) Lato corrente alternata: armare tutti gli organi di manovra (sezionatori e interruttori) dal convertitore secondo l’ordine di flusso dell’energia prodotta (dall’uscita del convertitore all’uscita del quadro di interfaccia lasciando disarmato l’interruttore generale verso la rete.integrità dei quadri e corretta indicazione degli strumenti eventualmente presenti. Le manovre per procedere al parallelo dipendono dal tipo di impianto (tipo e numero di interruttori da chiudere. sempre occorrerà procedere al minimo ad azioni secondo la seguente sequenza ordinata: 1) Lato corrente continua: armare tutti gli organi di manovra (sezionatori e interruttori) nel quadro di parallelo in modo che sia presente tensione in ingresso ai convertitori. e non possono essere generalizzate. non devono diminuire l’affidabilità. . della correttezza delle polarità e marcatura secondo gli schemi elettrici di progetto di stringhe e collegamenti nei quadri.serraggio delle connessioni bullonate e integrità della geometria del generatore fotovoltaico.verifica. .

con precisione migliore del 2%. è l’irraggiamento in condizioni standard. I/ISTC PTPV = (Icel . . 2 wattmetri in inserzione Aron (trifase).ISTC pari a 1000 W/m2. Se la temperatura misurata nella faccia posteriore dei moduli fotovoltaici è > 40 °C è possibile introdurre un fattore di conversione che tenga conto della minore efficienza di conversione. .solarimetro.serie di connettori per poter fare le inserzione degli strumenti senza scablare il sistema. la stessa ha generalmente un ritardo nel comando del contattore di chiusura e quindi il parallelo potrebbe essere ritardato anche di qualche minuto.Pcc è la potenza (in kW) misurata all’uscita del generatore fotovoltai co. . .pinza amperometrica (fino a 20÷30 A). .Pnom è la potenza nominale (in kW) del generatore fotovoltaico. qualora presente la protezione di interfaccia alla rete. il convertitore comincia al sua fase di soft start e comincia l’inseguimento del punto di massima potenza del generatore fotovoltaico che viene raggiunto nel giro di 1-2 minuti. La formula diviene allora PCC > (1 . Si noti che. 168 .analizzatore di rete in corrente alternata o wattmetro (monofase).multimetro (portate V fino 500 V. Una volta in esercizio si procederà al collaudo di prestazione. . La strumentazione necessaria al collaudo di prestazione è la seguente: .0.25) / γ/100 dove e γ è il coefficiente di temperatura del modulo fotovoltaico [%/°C]. fino a 10 A in corrente continua). . . Il collaudo seguirà le seguenti fasi: 2 G verifica della condizione: Pcc > 0.leggere contemporaneamente il solarimetro posto complanare al piano dei moduli. Questa operazione può essere svolta come segue: . con I > 600 W/m dove: .08) Pnom .con un multimetro ed una pinza ampermetrica misurare la tensione e corrente di funzionamento in ingresso al convertitore.I è l’irraggiamento (in W/m2) misurato sul piano dei moduli.5) Osservazione: subito dopo la chiusura del contattore della protezione di interfaccia.PTPV . se esiste sufficiente irraggiamento.85 Pnom * I / ISTC . 4) Parallelo: armare l’interruttore di parallelo alla rete. con pre cisione migliore del 3%.

2 ..... . max 169 ....9 Pcc .Impianti isolati dalla rete elettrica Nel seguito verrà approfondita la descrizione delle sole parti aggiuntive o differenti rispetto a quelle già descritte per gli impianti collegati alla rete Tabella 3 .con un analizzatore di rete o con un wattmetro (se l’impianto è monofase o 2 wattmetri in inserzione Aron per sistema trifase) misurare la potenza generata.. . 7......Le varie fasi dal trasporto al collaudo Fase Trasporto in sito del materiale Procedure di messa in sicurezza delle aree Preparazione dell’area di posa Fondazioni per struttura di sostegno Montaggio strutture portamoduli Precollaudo moduli fotovoltaici Fissaggio moduli fotovoltaici alle strutture Cablaggio generatore fotovoltaico Collaudo elettrico stringa per stringa Posa quadri e convertitore Posa sistema di accumulo e riempimento Posa canaline e tubazioni di cablaggio Cablaggio elettrico fra componenti Verifica ispettiva finale Collaudo impianto e prove funzionali min .contestualmente leggere tensione e corrente di funzionamento in ingresso al convertitore..calcolare la Pcc moltiplicando tensione per corrente letta.... Maggiore è la temperatura ambiente e più critica diventerà la verifica. G verifica della condizione: Pca > 0. Si osserva che la verifica proposta è indicativa di una generale bontà dei moduli fotovoltaici installati ma è condizionata dalla temperatura a cui la misura viene fatta.. Questa operazione può essere svolta come segue: .. G verifica della condizione: Pca > 0.... .. ove: Pca è la potenza attiva (in kW) misurata all’uscita del gruppo di conversione..calcolare secondo la formula precedente e verificare.2....verificare la formula precedente.75 Pnom * I / ISTC Sottolineamo che queste verifiche non sono definitive ma danno un’indicazione del fatto che l’impianto darà le prestazioni attese.. Difficoltà . con precisione migliore del 2%....

Fig. 15 - Trasporto materiale in quota.

ai quali si rimanda per i doverosi approfondimenti. Per non generalizzare e rendere poco concrete la descrizione delle fasi, nel seguito si farà riferimento a sequenze di installazione per un impianto isolato per l’alimentazione di utenze di tipo domestico (area remota non raggiunta dalla rete) con impianto fotovoltaico di almeno 1 kW di potenza installata a terra in area dedicata. Trasporto in sito del materiale Come già sottolineato per gli impianti fotovoltaici collegati alla rete, anche nel caso degli impianti isolati dalla rete e quindi in aree remote, spesso si riesce a portare il materiale in sito con mezzi leggeri (auto, fuoristrada, furgoni) e le problematiche di trasporto sono ridotte al solo carico e scarico della merce. Nel caso degli impianti isolati la situazione è notevolmente più complessa a causa della presenza del sistema di accumulo ingombrante e molto pesante (centinaia di kilogrammi) oltre ai fusti di acido di riempimento degli elementi di accumulo dal contenuto ovviamente pericoloso e da trattare con cura. Mentre per un normale trasporto su strada le precauzioni e l’imballaggio del sistema di accumulo non risulta170

no problematici ed è sufficiente aver cura del prodotto per trasportarlo integro al montaggio, nel caso non sia possibile arrivare in sito con mezzo idoneo non resta che la soluzione via elicottero. Il trasporto con elicottero del materiale di costruzione è un’operazione molto delicata sia per quanto riguarda la preparazione dell’imballaggio del materiale che per la pianificazione delle rotazioni (viaggi andata-ritorno) dell’elicottero. Consigliamo di pianificare con il pilota il tipo di imballaggio di ogni singolo collo, la pianificazione di ogni singola rete-rotazione e di provvedere ad assicurare la merce che, in genere, non è coperta dall’assicurazione della compagnia aerea. Va considerato anche il fatto che il materiale (compresi gli accumulatori) sarà scaricato spesso non esattamente nelle immediate vicinanze dell’area di posa e quindi rimarrà anche il problema di portare i singoli colli in opera. Per quanto riguarda la zona di ricovero valgono le osservazioni fatte per gli impianti collegati alla rete. Procedure di messa in sicurezza delle aree

Si osserva che, a differenza degli impianti collegati alla rete, spesso la realizzazione di impianti isolati crea pochi problemi in relazione alla sicurezza di terzi in cantiere. Rimane comunque evidente che le disposizioni ricordate per gli impianti collegati alla rete rimangono valide. Preparazione dell’area di posa Quando l’installazione non è in copertura ma su di un’area di terreno limitrofa all’utenza da servire, la preparazione dell’area di posa dipende moltissimo dalle caratteristiche del terreno. Terreni in leggera pendenza impongono un livellamento o, se l’inclinazione è verso Sud, almeno un’ omogeneizzazione dello strato superficiale. La preparazione deve consentire un facile scavo per le opere civili di formazione delle fondazioni che, in genere, sono la soluzione adottata da tutti i progettisti. Occorre pulire la superficie di posa dalla vegetazione, rimuovere sassi, radici o altri impedimenti. Inoltre, può essere necessario provvedere a sfrondare rami che costituiscono ombreggiamento sul generatore una volta installato. In genere, in questa fase si provvede anche allo scavo del cavidotto che collega il generatore fotovoltaico con l’edificio a servizio. Fondazioni per struttura di sostegno Le fondazioni per reggere la struttura di sostegno del generatore fotovoltaico sono di forma e taglia differente a seconda della soluzione percorsa dal progettista.

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Strutture a cavalletto. Gli impianti fotovoltaici realizzati facendo uso di cavalletti o strutture portanti analoghe rappresentano la soluzione più diffusa quando il generatore è posizionato a terra. L’utilizzo di questo tipo di sostegni consente al progettista di disporre al meglio i moduli fotovoltaici nei confronti dell’irraggiamento solare, scegliendo l’inclinazione e l’orientamento più opportuni per ogni specifica applicazione. Inoltre, per impianti con potenza installata fino alla decina di kilowatt, i costi dei materiali e del montaggio sono piuttosto contenuti in quanto i profili commerciali risultano facilmente trasportabili e i montaggi non necessitano di mezzi di sollevamento o di lavori su strutture in elevazione. La figura 16 mostra l’assieme costruttivo del più semplice supporto a cavalletto dotato di cordoli di fondazione per l’ancoraggio al terreno. Per i cavalletti, in genere, sono previsti piedi di fondazione poco profondi e poco impegnativi d punto di vista della quantità di materiale utilizzato. Il piede di fondazione è profondo circa 50 cm imponendo uno scavo contenuto anche su terreno roccioso (anche se va ricordato che in aree remote non si possono utilizzare ragni o escavatori!). Strutture a palo. Un’alternativa alla disposizione dei moduli fotovoltaici sui cavalletti è costituita dall’utilizzo, come castello, di un palo costituito da uno (o più tubi, come nel caso di pali alti) a sezione circolare sul quale viene fissato il telaio portamoduli.
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Fig. 16 - Esempio di assieme costruttivo di un cavalletto per moduli fotovoltaici. Esempio di assieme costruttivo di un palo con fondazione.

In genere il progettista ricorre alla soluzione a palo (fig. 17) o quando risulta necessario aumentare l’altezza del piano dei moduli fotovoltaici per sfuggire a zone d’ombra o quando è vincolante un minor spazio occupato a terra (l’ingombro a terra è solo l’area della sezione del palo) rispetto alla soluzione a cavalletto in cui l’area occupata coincide con la proiezione a terra del campo fovoltaico. Il ricorso a questa soluzione di supporto comporta dei costi aggiuntivi sia per la parte metallica (a pari potenza fotovoltaica sorretta, il peso aumenta del 30÷40% in più rispetto alla soluzione a cavalletto) che per quella civile. Per i pali l’impegno di fondazione è più che proporzionale alla superficie della vela del generatore fotovoltaico; questo significa che spesso che sorreggere circa 8÷10 m2 di vela (1 kW) significa una fondazione di circa 2 m3 di calcestruzzo che va realizzato in area remota dove spesso, oltre all’escavatore, manca anche l’acqua sufficiente a preparare il calcestruzzo e a volte la temperatura non aiuta. In tutti i casi la realizzazione della fondazione rappresenta spesso la fase più complessa e lunga di tutta la sequenza di montaggi. Montaggio strutture portamoduli Le strutture metalliche per posa a terra sono più impegnative nell’installazione rispetto a quelle per montaggi in copertura. La ragione discende dall’osservazione che le strutture a terra devono rispondere a sollecitazioni meccaniche dovute all’azione del vento che strutture complanari alla falda non sopportano. Il montaggio è invece molto semplice ed il progettista indica le procedure di assemblaggio in sito nella Relazione Tecnica generale che accompagna il progetto esecutivo. Precollaudo moduli fotovoltaici Vedi analoga parte negli impianti collegati alla rete. Fissaggio moduli fotovoltaici alle strutture Cablaggio generatore fotovoltaico Vedi analoga parte negli impianti collegati alla rete. Vedi analoga parte negli impianti collegati alla rete. Collaudo elettrico stringa per stringa Posa quadri e convertitore Vedi analoga parte negli impianti collegati alla rete. Vedi analoga parte negli impianti collegati alla rete.
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per averli disponibili immediatamente all’uso. Basta avere l’accortezza di tenerli immagazzinati verticali in locali freschi ed asciutti. In genere. gli installatori richiedono l’accumulo al fornitore in carica secca cioè con le piastre precaricate in fabbrica ma senza acido solforico aggiunto. per poter fornire le migliori prestazioni elettriche richiedono sempre spazi o locali con caratteristiche ben precise. larice) trattato o metallici trattati con sostanze anitacide. • gli elementi devono essere alloggiati su scaffali realizzati in legno (pitch-pine. polvere sospesa e fumi nocivi. Qualora si abbia spazio disponibile. soffitto (hmin> 2 m). oltre a richiedere comunque l’immagazzinamento in locali freschi ed asciutti. • la temperatura ambiente deve essere compresa tra i +5 e i +55 °C. devono essere ricaricate almeno 1-2 volte all’anno in funzione dei temperatura ed umidità di stoccaggio. • devono essere presenti cartelli monitori. pavimenti e parti metalliche devono essere rivestite con materiali antiacido. con i tappi ben chiusi per evitare il deterioramento delle piastre a contatto con l’aria e lasciati nelle confezioni originali che contengono agenti disseccanti. • la disposizione degli elementi deve consentire un agevole accesso almeno da un lato a tutti gli elementi. • le pareti. Caratteristiche del locale accumulatori per una corretta installazione • il locale deve essere esente da umidità. viceversa. in queste condizioni gli elementi hanno un tempo di immagazzinamento che risulta influenzato delle condizioni ambientali (per esempio. Gli elementi di accumulo. Immagazzinamento.Posa sistema di accumulo e riempimento Alloggiamento. la soluzione di alloggiamento in interno è sempre preferita dai progettisti a patto che le condizioni esposte nella seguente tabella vengano rispettate. Quando. le batterie escono dalla fabbrica già con l’elettrolita nei vasi. • devono essere prese misure per il contenimento delle eventuali perdite di aci- L’installazione degli accumulatori è una fra le operazioni più delicate di tutte la realizzazione di un’impianto fotovoltaico isolato dalla rete sia perché tratta un componente pregiato (la batteria rappresenta circa un terzo del costo totale) sia perché le prestazioni elettriche durante la vita dipendono in una certa misura anche dalla prima installazione. gli scaffali devono essere dotati di isolatori a pavimento su piedini che è buona norma siano regolabili in caso di installazioni su superfici non piane. qualora siano disposti su più file occorre prevedere un corridoio di almeno 70 cm su pedane isolanti qualora la tensione del pacco sia superiore ai 50 V. 3 anni a 25±10 °C ed umidità <40% contro 1 anno a >35 °C ed umidità >70%). 174 .

do dagli elementi (vasca di raccolta in acciaio inox. stabile ai raggi ultravioletti). devono ottemperare alla normativa vigente (ATEX) per i locali a rischio di esplosione ed incendio (in genere. se sono presenti. 0.Quando ci trova nell’impossibilità di avere disponibile un locale idoneo. • struttura. forex) e resistente agli agenti atmosferici (per esempio. Qualora si disponga di un idoneo locale occorre procedere secondo l’ordine riportato qui di seguito.1%). acqua piovana. al progettista non rimane che cercare un posto all’esterno: in questo caso il problema è quello di creare un alloggiamento sufficientemente riparato che soddisfi il più possibile le caratteristiche che abbiamo prima elencato. 175 .05 I n k (m3 / h) dove: • P = portata d’aria. I = corrente massima di carica (A).. Il lavoro di progettazione consisterà così nel realizzare un contenitore di dimensione adeguate al volume dell’accumulo con le caratteristiche costruttive come descritto qui di seguito. sagoma non impegnativa) e facile assemblaggio in sito (bullonatura. • agevole trasporto (peso contenuto. aggancio rapido). accumuli di neve ecc. scarico sul pavimento per gli impianti più impegnativi). redigere cartelli che riportano le azioni da compiere per operare in assoluta sicurezza. • coibentazione adeguata alle condizioni ambientali di installazione per mantenere all’interno una temperatura non eccessivamente rigorosa (possibile l’uso di scaldiglie termostatate). Installazione. pareti e coperchio in materiale antiacido (vetroresina. nei piccoli impianti si suggerisce di rinunciare anche all’illuminazione artificiale in modo da evitare complicazioni e costi aggiuntivi .attenzione! le lampade portatili devono essere senza interruttore e di tipo protetto). Il minimo ricambio d’aria è espresso dalla seguente relazione (valida fino a T < 40 °C): P = 0. Caratteristiche suggerite del contenitore portabatterie per posa in esterno • vasca di raccolta antiacido per evitare dispersioni nell’ambiente (consigliamo acciaio inox AISI 316). inoltre. • disegnato in modo da essere da un lato ben aerato dall’altro protetto dall’intrusione di insetti. • non devono esserci circuiti elettrici diversi da quello di batteria o. • il locale deve essere aerato in quanto il processo di carica e scarica sviluppa una miscela di ossigeno ed idrogeno che deve essere diluita mediante ventilazione naturale o artificiale al di sotto della soglia di esplosività (4. n = numero di elementi in serie.5 per griglie con antimonio < 3% • è buona regola. • devono essere disponibili scorte di materiali neutralizzanti (soda solvay) e mezzi di protezione individuale per le operazioni di installazione e manutenzione periodica. k = 1 per griglie con antimonio > 3%.

.istruzioni di messa in servizio e di manutenzione. sono fissate le caratteristiche di composizione chimica con i limiti di impurità ammessi dell’acido solforico e dell’acqua demineralizzata da usare per gli accumulatori al piombo.pedane isolanti in numero e dimensioni da indicare. . • disporre gli elementi sugli scaffali rispettando le distanze fra elementi indicate dal costruttore. Riempimento.brocca. . soprattutto.cartello monitore secondo normativa.0007 alla lettura per ogni °C oltre i 25 °C e viceversa qualora sotto i 25 °C. • procedere al cablaggio elettrico fra elementi (con le sbarre fornite dal costruttore o con cavi di adeguata sezione e capicorda) avendo l’accortezza di non esercitare alcuna coppia di serraggio che si scarichi sui poli. . se non si ha a disposizione acido nella giusta densità bisognerà miscelarlo con acqua (attenzione! aggiungere acido all’acqua e non viceversa.Fasi di installazione da seguire per alloggiamento in un locale riparato • disporre gli scaffali portabatterie (su richiesta accompagnano la fornitura) in modo allineato ed in piano.densimetro. • applicare un leggero strato di grasso antiacido sui bulloni e sul punto di contatto dopo il collegamento. avendo cura di rispettare le polarità (affiancare positivo con negativo) e. la reazione è fortemente esotermica).25 kg/dm3 a 25 °C per climi temperati).termometro.chiave isolata per serraggio bulloneria. . . L’acqua per la diluizione dell’acido e per i rabbocchi periodici durante l’esercizio deve essere distillata. • applicare la protezione dei collegamenti (copripoli forniti come accessori dal costruttore). .pistola con pompa a mano per il rabbocco. Si ricorda che la densità dell’acido dipende dalla temperatura e pertanto per avere un valore confrontabile con altre misure deve essere riportata sempre a 25 °C aggiungendo 0. • collegare i terminali positivo e negativo. Nella normativa sugli accumulatori per impianti fissi. L’elettrolito da usare nelle batterie di accumulatori al piombo deve avere una ben precisa concentrazione ideale (1. . evitando di sollevare i vasi tenendoli per i poli terminali. È bene che gli elementi siano riempiti fino al livello massimo segnato sul 176 Per la successiva fase di riempimento ricordiamo all’installatore che è opportuno munirsi delle seguenti attrezzature spesso già a corredo della fornitura: .

i costruttori sono prodighi di consigli su come effettuare la prima carica.corrente decrescente (caratteristica W): con carica 0. . Nei casi riguardanti l’installazione di accumulatori in impianti industriali. Un’accortezza che il progettista potrebbe prevedere è quella di utilizzare regolatori di carica elettronici che abbiano implementato l’algoritmo di prima carica.5 V/el e la densità dell’acido arriva a 1. purtroppo questi metodi di carica sono difficilmente attuabili in impianti fotovoltaici isolati che dispongono di una fonte solare del tutto aleatoria e nient’altro. .7 I10 e poi via via decrescente fino a 0.5 I10 per almeno 12 ore e comunque fino a che le tensioni finali di carica non aumentano più e sono maggiori di 2. Se poi durante i lavori di costruzione dell’impianto si è fatto uso di un gruppo elettrogeno è possibile con un caricabatteria portatile di adeguata potenza procedere ad una prima carica a corrente costante. lo stato di carica ottenuto: il metodo migliore di controllo è quello della misura della tensione e della densità di ogni elemento. portare significative disuniformità tale da richiedere una complessa operazione di equalizzazione.35÷2.4 V/elemento per almeno 48 ore e corrente iniziale di due volte I10 e poi tensione di conservazione di 2. i tre metodi in genere suggeriti sono: . Controllo finale. è buona regola controllare.35 I10. Si può organizzare la prima carica scollegando il carico. Nei casi in cui non si sia riusciti ad eseguire una carica secondo le prescrizioni del costruttore.24 kg/dm3.vaso (che poi tende a scendere per assorbimento delle piastre fino a 10÷20 mm) eventualmente da rabboccare in un secondo tempo una volta fatta la prima carica.corrente costante (caratteristica I): con carica 0. La complessità delle operazioni di prima carica suggerisce quanto l’accumulo sia piuttosto delicato e non ami particolari strapazzi elettrici.tensione costante (caratteristica I/U): con carica alla tensione di 2. Più che il valore assoluto sarà utile annotare l’uniformità di tensione e densità nel parco batterie installato: differenze non trascurabili potrebbero.23 V/el. dopo circa 10÷12 ore di carica solare tramite il generatore fotovoltaico. 177 . per poi valutare da un lato il tempo di ricarica (dividendo la capacità per una corrente media ipotizzata in funzione della taglia del campo e delle condizioni meteorologiche) e dall’altro contabilizzando con un’amperorametro gli ampere-ora forniti. Messa in servizio. che ha l’unico svantaggio di non consentire l’utilizzo dell’impianto per almeno 15 giorni. con il passare del tempo.

la durata e la sicurezza prevista dal progettista. non devono diminuire l’affidabilità.presa di carico. misurando la tensione ai morsetti. Il collaudo può così limitarsi ad eseguire prove funzionali.Posa canaline e tubazioni di cablaggio Cablaggio elettrico fra componenti Vedi analoga parte negli impianti collegati alla rete. sensibilità al bassissimo carico). Occorre ripercorrere le fasi di installazione svolte con il progetto esecutivo dell’impianto in mano in modo da valutare ed annotare le inevitabili variazioni “as built” (come costruito) che. . si procede a: . Le operazioni da effettuare durante l’ispezione finale sono identiche a quelle per gli impianti collegati alla rete con le seguenti aggiunte: .verifica della tensione di carica degli accumulatori.ripresa con zincatura a freddo di eventuali rimozioni di zincatura dai profili metallici della struttura di sostegno (che almeno nelle componenti principali sono genralmente in acciaio zincato a differenza dell’alluminio usato per gli impianti in copertura). Collaudo impianto e prove funzionali Il collaudo degli impianti isolati è complicato dal fatto che non si riesce a fare un collaudo di prestazione in quanto il funzionamento dell’impianto dipende dal carico elettrico alimentato. Vedi analoga parte negli impianti collegati alla rete. spazzolini elettrici ecc. 178 .verifica sensore di carico: il sensore di carico è un dispositivo del quale sono equipaggiati molti convertitori commerciali per impianti isolati dalla rete e ha la funzione di escludere l’elettronica al di sotto di una soglia per la quale gli autoconsumi superano l’energia ceduta ai carichi. Per la parte del generatore fotovoltaico si possono seguire le indicazione date per gli impianti collegati alla rete (misura dell’uniformità di tensioni e correnti nelle stringhe).). inserendo carichi elettrici dai più piccoli ai più impegnativi verificando che l’elettronica risponda proteggendo situazioni anomale (extracarico. In genere. . Verifica ispettiva finale Come per gli impianti collegati alla rete. ricordiamo.controllo di eventuali perdite di elettrolita dalle batterie di accumulo. ad impianto installato completamente e prima del primo avviamento e del collaudo di prestazione è consigliabile procedere ad una ispezione finale con l’obbiettivo di accertarsi che tutto risulti come prescritto a progetto. Occorre verificare che la taratura di questo importante dispositivo contro la scarica inutile delle batterie funzioni adeguatamente provando l’inserzione di piccoli carichi (radiosveglie. .

Appendice 7. indicare le varianti da riportare sul progetto in versione “come costruito” –––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––– Strutture di sostegno Generatore I Serraggio delle connessioni bullonate e integrità della geometria I Stato della zincatura sui profili in acciaio (se eistenti) Note: ––––––––––––––––––––––––––––––––––––––– –––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––– fotovoltaico I Integrità della superficie captante dei moduli I Uniformità di tensioni.Check list collaudo Check list di controllo per collaudi Componente Controllo I Disposizione componenti come da indicazioni riportate nel progetto esecutivo I Se difformi. correnti e resistenza di isolamento delle stringhe fotovoltaiche Quadro/i elettrici Stringa 1 _____________________________________ Stringa 2 _____________________________________ Stringa 3 _____________________________________ Condizioni della misura: Tamb = __°C Meteo: ____________ Note: ––––––––––––––––––––––––––––––––––––––– I Integrità degli armadi e corretta indicazione degli strumenti eventualmente presenti I Efficienza degli scaricatori di sovratensione Tensione a vuoto [V] / Corrente di corto [A] / Resistenza di isolamento [ ] I Integrità meccanica dei vasi di contenimento Batteria di accumulatori e deterioramento delle piastre I Livello dell’elettrolito I Prova a sfilamento dei cablaggi in ingresso ed uscita Note: ––––––––––––––––––––––––––––––––––––––– I Uniformità delle misure di densità dell’elettrolito e delle tensioni su di un significativo campione di elementi Densità elettrolito [kg/dm3] / Tensione e vuoto [V] Elemento 1 _____________________________________ Elemento 2 _____________________________________ Elemento 3 _____________________________________ Tamb =__ °C Condizioni della misura: Note: ––––––––––––––––––––––––––––––––––––––– 179 .1 .

...... La sottoscritta Impresa. . mancanza rete ecc..........Rete di terra Convertitore statico riferirsi al “Manuale d’uso e manutenzione” della macchina I Continuità dell’impianto di terra.... qualora installata constestualmente al sistema fotovoltaico secondo la normativa CEI vigente Collegamenti I Verifica...... ... .........la messa a terra di masse e scaricatori.. la correttezza elettrici delle polarità e marcatura secondo gli schemi elettrici di progetto Prove funzionali Impianti isolati con distribuzione in alternata: I Presa di carico utilizzando carichi resistivi ed induttivi I Verifica della taratura del sensore di carico (se presente) Impianti collegati alla rete I Congruenza della misura (o lettura sul display del convertitore) della corrente iniettata in rete rispetto a quella misurata in ingresso al convertitore in corrente continua Appendice 7...... via. attraverso battitura dei cavi......... con esito positivo: ..... di aver effettuato le prove previste dalla specifica tecnica di fornitura in data.. . inoltre..l’isolamento dei circuiti elettrici dalle masse.........).il corretto funzionamento dell’impianto fotovoltaico nelle diverse condizioni di potenza generata e nelle varie modalità previste dal gruppo di conversione (accensione... srl.. in condizioni di irraggiamento sul piano dei moduli superiore a 700 W/m2 e alla temperatura ambiente di 25 °C....Format verifiche tecnico-funzionali Dichiarazione attestante l’esito della verifica tecnico-funzionale Riferimento: impianto fotovoltaico installato presso: Scuola elementare. Dichiara....... spegnimento...03 kW.............. in qualità di installatore dell'impianto in riferimento.... quale somma delle potenze nominali dei moduli costituenti il generatore fotovoltaico.... qualora già presente e conforme alle norme CEI I Verifica della rete di terra.. A tal riguardo. 180 ............la continuità elettrica e le connessioni tra moduli.2 .. dichiara di aver verificato. dichiara che la potenza nominale dell’impianto in questione risulta pari a 9.

.. Dichiara infine che tutto quanto sopra riportato è corrispondente a verità. . con precisione migliore del 3%.... con precisione migliore del 2%..Pcc è la potenza (in kW) misurata all’uscita del generatore fotovoltaico. con precisione migliore del 2%. 6.. pari 1000 W/m2....98 kW -I= 800 W/m2 e che è stata impiegata la seguente strumentazione di misura: 1.9 x Pcc. .. Data: 28/05/2008 ____________________________ Timbro e firma 181 .la condizione: Pca > 0... 2...I è l’irraggiamento (in W/m2) misurato sul piano dei moduli.85 x Pnom x I / ISTC....Pca = 5.. .55 kW . Inoltre dichiara che le suddette misure hanno fornito i seguenti valori: ...la condizione: Pcc > 0..ISTC..Pcc = 6. N° 1 Analizzatore di rete marca. ES1586 N° 1 Sensore temperatura PT 100 N° 1 Megger isolamento BM10 N° 3 Multimetri marca.. N° 1 Solarimetro marca.75 x Pnom x I / ISTC. 5. 3. ove Pca è la potenza attiva (in kW) misurata all’uscita del gruppo di conversione. ..la condizione: Pca > 0. . N° 3 Pinze amperometriche marca. ove: . è l’irraggiamento in condizioni standard.Pnom è la potenza nominale (in kW) del generatore fotovoltaico. matr. 4.

il generatore fotovoltaico è l’elemento più affidabile del sistema e gli eventuali malfunzionamenti o guasti si presentano già all’atto del collaudo prima della chiusura dei lavori. nel secondo.CAPITOLO 8 ESERCIZIO E MANUTENZIONE DEGLI IMPIANTI 8. Non essendoci componenti in movimento e la prestazione elettrica facilmente investigabile. Capita sovente che vengano installati nella morsettiera in fabbrica al contrario o siano guasti in origine. Per il fotovoltaico la scelta di componenti affidabili non è per nulla facile. a seconda di come sono guasti. E lo è ancor di più per gli impianti isolati dalla rete che vedono la presenza di due componenti che i collegati alla rete non hanno: il sistema di accumulo e quello di regolazione della carica. l’apertura a campione delle cassette di terminazione per verificare i diodi è pratica consigliata. Nessun problema di affidabilità manifestano i componenti elettromeccanici nei quadri elettrici (parallelo e interfaccia) agevolati dal fatto di 182 La realizzazione di un impianto fotovoltaico comporta la consapevolezza che i componenti che lo realizzano abbiano. un ciclo di vita caratterizzato da probabilità di guasto o di semplice malfunzionamento. nel primo caso cortocircuitano i modulo che quindi non presenta alcuna prestazione elettrica. gli inconvenienti di funzionamento principali che l’esperienza riporta sono legati alle condizioni dei diodi di by-pass nella cassetta di terminazione. In genere. come in ogni realizzazione tecnica.Quanto sono affidabili i sistemi fotovoltaici? In precedenza si è avuto modo di sottolineare che in fase di precolluado dei moduli prima della installazione.1 . . possono cortocircuitare il modulo o essere completamente inutili.

gli unici malfunzionamenti derivano dalle conseguenze di una sovratensione indotta di origine atmosferica particolarmente distruttiva o dal guasto di un diodo di blocco che fa perdere il contributo di una stringa. peraltro. 183 . non senza aver prima preso visione del “Manuale d’uso e manutenzione” redatto dal progettista che dovrebbe essere consegnato al Cliente insieme al progetto esecutivo. La cadenza delle ispezioni è legata alla tipologia di impianto ma un controllo annuale è comunque altamente consigliato sempre. le attività manutentive consigliate sugli impianti fotovoltaici attengono più a: . Nel seguito raccogliamo la descrizione delle azioni consigliate sui vari componenti all’atto del sopralluogo ispettivo cadenzato. facendo in modo di rispettarne nel limite del possibile la metodologia di carica. in genere. in primis.prevenzione dei guasti. che i costruttori di punta del mercato offrono contratti di manutenzione straordinaria (guasti) annuali a costi contenuti che garantiscono la sostituzione del componente in pochi giorni (si preferisce la sostituzione alla riparazione). comunque. . Si osserva. che a livello manutentivo seguendo i consigli che seguono. Con questo scenario di affidabilità. La batteria di accumulatori è un elemento particolarmente delicato del quale occorre prendersi cura sia a livello progettuale.essere componenti ben testati essendo prodotti di grande serie. vero cuore dell’impianto fotovoltaico. È il componente meno longevo tanto che nelle considerazioni economiche deve essere valutata almeno una sua sostituzione nel corso della vita utile del sistema. Tutta l’affidabilità è invece affidata ai componenti elettronici e. in quanto i malfunzionamenti non sono facilmente individuabili dalla prestazioni attese. Negli impianti dove non ne è prevista l’installazione (impianti fotovoltaici per utenze isolate con distribuzione in corrente continua) si raggiunge un’affidabilità di sistema elevatissima e. La scelta di un componente affidabile è fondamentale. La maggior parte delle verifiche possono essere effettuate anche da personale non esperto in tecnologia fotovoltaica purchè addestrato ad operare su circuiti elettrici applicando le norme di sicurezza e.diagnostica di malfunzionamenti. ai convertitori. Si osserva anche che le attività di manutenzione preventiva nel caso di impianti per servizio isolato comprendono una serie di ispezioni e controlli piuttosto lunghe.

Inoltre si ricorda che: . Tecnico specializzato: nel presente documento “tecnico specializzato” indica tecnici in grado di procedere ad interventi specialistici specifici essendo esperti del settore.tutti le protezioni meccaniche (porte.1. .la non ottemperanza alle misure di sicurezza personale può provocare gravi lesioni. .) delle apparecchiature che compongono i sistemi fotovoltaici (inverter e quadri elettrici) devono essere tenute chiuse e fissate con gli agganci di serie durante il funzionamento dell’impianto. può provocare gravi lesioni personali.Avvertenze generali di sicurezza Nel testo sono riportate alcune avvertenze alle quali si ritiene fondamentale riferirsi per quanto riguarda gli aspetti legati alla sicurezza di esercizio degli impianti che per la loro manutenzione. Nota: in questo documento viene usata la dizione “Nota” per indicare un’informazione giudicata importante relativa alla parte che si sta descrivendo e alla quale occorre prestare particolare attenzione. Pericolo: in questo documento “Pericolo” indica che l’azione descritta. coperchi ecc.solo il personale qualificato con una specifica conoscenza della documentazione tecnica relativa al sistema fotovoltaico in manutenzione è in grado di operare sui sistemi elettrici in sicurezza. . Personale qualificato: ai fini del presente documento “personale qualificato” indica tecnici che hanno acquisito una formazione ed operano nel settore elettrico svolgendo attività di installazione e manutenzione di apparecchiature elettriche senza necessariamente aver acquisito esperienza di base con le tecniche fotovoltaiche. Tipicamente si individua la figura del tecnico specializzato negli incaricati dell’assistenza direttamente o indirettamente alle dipendenze del Costruttore dell’apparecchiatura e di personale che lavora quotidianamente nel settore fotovoltaico. . qualora non svolta.1 . Attenzione: in questo documento “Attenzione” indica che l’azione descritta. qualora non svolta. può provocare lesioni personali o pregiudica il corretto funzionamento del sistema.i sistemi fotovoltaici contengono dispositivi elettrici sottoposti a tensioni elettriche elevate.bisogna assicurarsi che l’alimentazione elettrica dell’impianto (sia lato 184 .8.

corrente continua che lato corrente alternata) sia disconnessa prima di cominciare qualsiasi operazione di manutenzione. Si ricorda che anche ad impianto sezionato lato corrente continua sono presenti, a causa del collegamento serie dei moduli fotovoltaici, tensioni elevate; - quando si rendano necessarie misurazioni elettriche con impianto in esercizio, bisogna prestare attenzione a non toccare connessioni elettriche ed utilizzare apparecchi di misura in buono stato di sicurezza.

8.2 - Controlli di manutenzione ordinaria
8.2.1 - Generatore fotovoltaico La manutenzione preventiva sui singoli moduli non richiede la messa fuori servizio di parte o di tutto l’impianto e consigliamo contenga al minimo le seguenti operazioni: - Ispezione generale ÷ L’ispezione (figg. 1÷5) deve essere mirata all’identificazione di danneggiamenti ai vetri anteriori dei moduli, deterioramento del materiale usato per l’isolamento tra vetro e celle fotovoltaiche, la presenza di annerimenti superficiali interni sintomo di microscariche per perdita di isolamento ed eccessiva sporcizia del vetro (o supporto plastico). Tra i difetti rilevabili visivamente, il più tipico è l’ingiallimento dell’EVA dopo anni di vita operativa che, pur non determinando di per sé scadimenti di prestazione molto sensibili, comporta esteticamente un danno. L’EVA si degrada otticamente in maniera precoce diminuendo il valore di trasmittanza e virando colore verso un giallo-bruno caratteristico che diventa il colore dominante. Più grave risulta l’associata produzione di acido acetico rilasciato dalla decomposizione dell’EVA all’interno del sandwich, che può causare la corrosione dei contatti metallici. La causa principale dell’ingiallimento è il basso grado di polimerizzazione (<70%) ed un cattivo stoccaggio dell’EVA prima della laminazione durante il processo di fabbricazione). L’esperienza suggerisce anche di controllare la planarità della superficie del modulo che può modificarsi nel tempo a causa della deformazione del vetro anteriore senza apparente causa di sollecitazione. In realtà, la sollecitazione che provoca le deformazioni è legata ad errati montaggi; un esempio è la mancanza di adeguati spazi per le inevitabili dilatazioni termiche a cui è sottoposto il modulo durante l’esercizio.

Attenzione: il generatore fotovoltaico è un sistema elettrico a tensione elevata non sezionabile. L’unico modo per togliere tensione è coprirlo completamente.
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bolle 1 2

4

3

5

Fig. 1 - Formazione di bolle da umidità (in esercizio) o da disuniformità di laminazione (in processo), Fig. 2 - Effetto visivo di bruciatura dovuta a sovratensioni indotte da fulminazione, Fig. 3 - Effetto visivo di riscaldamento localizzato (hot spot), Fig. 4 - Effetto visivo causato da trattamento inadeguato dell’EVA trasparente durante la costruzione, Fig. 5 - Bruciatura della cassetta di terminazione a seguito di falsi contatti sulla morsettiera.

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È importante sottolineare che non viene mai prevista la pulizia dei moduli fotovoltaici in quanto se gli stessi hanno un’inclinazione di almeno 10° rispetto all’orizzontale, il dilavamento naturale consente una pulizia della superficie adeguata senza perdite di energia captata apprezzabili rispetto all’onere connesso con la pulizia delle superfici vetrate. - Controllo cassetta di terminazione L’ispezione alla scatola di terminazione si presenta poco agevole in quanto il modulo in opera è fissato alle strutture di sostegno. Osservando che, in genere, i danni alla cassetta di terminazione se ci sono sono generalizzati a molte cassette, consigliamo di smontare solo un paio di moduli campione. Come ispezione occorre identificare eventuali deformazioni della cassetta di terminazione (lunghi riscaldamenti a seguito di calore sprigionato dall’interno), la formazione di umidità, lo stato dei contatti elettrici delle polarità positive e negative, lo stato dei diodi di by-pass, il corretto serraggio dei morsetti di intestazione dei cavi di collegamento (pressione dei contatti per le morsettiere con fissaggio cavi a pressione) e l’integrità della siliconatura dei passacavi qualora la cassetta sia stata cablata in opera. - Controllo cavi di cablaggio Come per quella della cassetta di terminazione, l’ispezione dei cavi di cablaggio si presenta complicata quando il generatore fotovoltaico è in opera ma è caldamente consigliata soprattutto nei sistemi isolati dalla rete che, per la loro localizzazione in area remota e la diagnostica di guasto più complessa, risentono maggiormente di eventuali difetti. L’ispezione sui cavi di cablaggio del generatore è mirata a controllare che: - i cavi risultino ancora fissati come all’atto dell’installazione (un cavo non fissato prima o poi crea guai); - i connettori (se presenti) non presentino bruciature superficiali. I controlli ispettivi sulle stringhe, vengono effettuati dal quadro elettrico a cui le stringhe afferiscono o, qualora le stringhe fossero collegate direttamente al convertitore, dall’ingresso in continua dello stesso e non richiedono la messa fuori servizio di parte o tutto l’impianto. - Sfilabilità dei cavi di cablaggio Occorre controllare che il contatto tra cavi e morsetti nei quadri o tra connettori maschio e femmina sia solidale strattonando il cavo e aprendo-chiudendo i connettori precablati.
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8.2.2 - Stringhe fotovoltaiche

Nota: Valori di isolamento inferiori a 0,5 M sono possibili con condizioni meteorologiche che favoriscono il basso isolamento delle parti in tensione (elevata umidità, presenza di acqua sul piano dei moduli). Concentrare l’attenzione sull’uniformità delle misure e, all’occorrenza, ripetere la prova in condizioni meteo più significative.

- Controllo delle grandezze elettriche d’esercizio Con l’ausilio di un normale multimetro ed una pinza amperometrica (fino a 10 A) controllare: - resistenza di isolamento con megger tra polarità e terra; - uniformità delle tensioni a vuoto; - uniformità delle correnti di funzionamento per ciascuna delle stringhe che fanno parte dell’impianto; se tutte le stringhe sono nelle stesse condizioni di esposizione, scostamenti fra le grandezze rilevate fino al 10% non sono da considerare malfunzionamenti.

8.2.3 - Struttura di sostegno

La varietà delle possibili conformazioni delle strutture di sostegno degli impianti fotovoltaici non consente di generalizzare facilmente le operazione da effettuare. In genere, è sufficiente assicurarsi:

- Saldezza delle connessioni meccaniche Accertarsi che le connessioni bullonate più sollecitate risultino ben serrate (strattonando i profili metallici senza però indurre sollecitazioni anomale sui moduli fissati!), e che l’azione del vento non abbia piegato o modificato anche leggermente la geometria dei profili (così da indurre sollecitazioni anomale sui moduli fotovoltaici).

- Stato superficiale dei materiali (solo per strutture in acciaio o legno) Occorre controllare che lo strato di zincatura dei profili utilizzati sia ancora uniforme e senza evidenti macchie di ruggine. Qualora si trovino sbavature di ruggine è consigliabile provvedere a rimuovere lo strato ossidato ripristinando la zincatura con un processo a freddo che, senza garantire un risultato nel lungo periodo, ha il vantaggio di indicare dove si è presentata la ruggine per le ispezioni future. 8.2.4 - Quadri elettrici La manutenzione preventiva sui quadri elettrici non comporta operazioni di fuori servizio di parte o di tutto l’impianto.

- Ispezione visiva generale L’osservazione ha lo scopo di identificazione eventuali danneggiamenti dell’armadio contenitore e dei componenti contenuti (riscaldamenti localizzati, danni dovuti ai roditori ecc.) e alla corretta indicazione degli strumenti di misura eventualmente presenti sul fronte quadro.
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acqua distillata o demineralizzata fino al raggiungimento del livello “max” riportato sul vaso degli elementi. 8. all’interno del quadro di parallelo è. . con prova di sfilamento. l’uniformità delle misure di densità dell’elettrolito e con multimetro l’uniformità delle tensioni. intorpidimento dell’acido. Alla successiva manutenzione.Controllo componenti Negli impianti isolati dalla rete. la finestrella di controllo deve presentarsi verde).. i cablaggi interni dell’armadio.Controllo densità e tensioni Utilizzando un apposito densimetro in genere fornito con la batteria si identificano un significativo campione di elementi verificando per ognuno. Operare con estrema cautela. se necessario. .Controllo cablaggi elettrici Verificare.La caduta accidentale di utensili metallici sulle polarità di un elemento di accumulo può provocare cortocircuiti con correnti elevatissime.Controllo protezioni elettriche È questo un controllo fondamentale negli impianti isolati dalla rete dove nei quadri di parallelo sono contenuti i diodi di blocco che impediscono ritorni di corrente dalla batteria al generatore. Con l’ausilio del manuale è sufficiente che non dia indicazioni di errore. È un dispositivo di dimensioni contenute che fornisce le indicazioni di funzionamento direttamente da un display.5 .Rabbocco acqua distillata Controllare i livelli di elettrolita in ogni elemento ed aggiungere. 189 .2.Ispezione visiva L’ispezione ha come scopo principale l’identificazione di eventuali danneggiamenti meccanici dei vasi di contenimento. riscaldamenti localizzati per resistenze di contatto elevate sulle sbarre conduttrici tra elementi e controllo del livello dell’elettrolito.Sistema di accumulo (impianti isolati dalla rete) La manutenzione preventiva non richiede la messa fuori servizio. in genere. . PERICOLO: . installato anche il regolatore di carica per il sistema di accumulo. Occorre verificare l’efficienza ed integrità dei diodi di blocco con un semplice multimetro e l’efficienza degli scaricatori di sovratensione (se presente. ricontrollare questi elementi già annotati aggiungendo un nuovo campione. Sono operazioni agevoli che potrebbero essere complicate solo da un posizionamento critico degli elementi da ispezionare. . deterioramento delle piastre. .

Non toccare e prestare attenzione a catenine. in genere. variazioni di colorazione del materiale usato per l’isolamento e fissaggio saldo nei punti di ancoraggio (per esempio. braccialetti ecc. La consultazione dell’eventuale display a bordo macchina fornisce tutte le indicazioni possibili sul funzionamento senza ulteriori indagini strumentali. bruciature. Usare sempre occhiali per proteggersi da schizzi e vapori.. le operazioni di manutenzione preventiva sono limitate ad una ispezione visiva mirata ad identificare danneggiamenti meccanici dell’armadio di contenimento. 8. eventuale deterioramento dei componenti contenuti e controllo della corretta indicazione degli strumenti di misura eventualmente presenti.2. Per proteggere adeguatamente gli organi interni serrare sempre bene le brugole di fissaggio dell’armadio.6 . 8. deterioramento isolante. consigliamo di attenersi alle indicazioni contenute nel “Manuale d’uso e manutenzione” che accompagna la macchina. NOTA: La carpenteria del convertitore è realizzata con materiali sottoposti a verniciatura poliuretanica per prevenire precoci invecchiamenti.7 . protezioni ai vestiti. ATTENZIONE: A coperchio aperto le parti in vista sono potenzialmente elettricamente pericolose (condensatori carichi). in una ispezione visiva tesa all’identificazione di danneggiamenti.Check list di controllo periodico 190 Nella tabella 1 sono state riassunte le operazioni di verifica che consigliamo di effettuare sull’impianto in forma di check list da spuntare ad .Collegamenti elettrici La manutenzione preventiva sui cavi elettrici di cablaggio non necessita di fuori servizio e consiste. 8. Le diverse tipologie di convertitori utilizzabili nei sistemi fotovoltaici hanno diversi schemi elettrici e risulta indispensabile una personalizzazione per qualsiasi intervento anche solo ispettivo: per questo.Qualsiasi operazione in prossimità dell’elettrolita (acido solforico) delle batterie è molto pericolosa. scarpe e guanti alle mani.Convertitore statico PERICOLO: L’inverter per impianti collegati alla rete è un sistema elettrico a tensione elevata.2. Come accennato. Qualsiasi guasto è riparabile solo dal personale specializzato del costruttore. infiltrazioni di acqua. abrasioni.3 . Si consiglia quindi di far accendere ai Clienti un contratto di manutenzione a seguito di guasti direttamente con il costruttore. Tutte le operazioni è bene vengano eseguite con impianto fuori servizio. la struttura di sostegno dei moduli). formazione di condensa. per i soli cavi a vista.

Parti a scorta per gli impianti Per quanto suggerito per la manutenzione degli impianti.ogni intervento con cadenza minima annuale e seguendo le indicazioni di ispezione prima descritte.4 . non siano danneggiati • Controllo di infiltrazioni di umidità Annuale Annuale All’occorrenza Annuale Annuale All’occorrenza 191 . i diodi di blocco o gli scaricatori di sovratensione che possono essere sostituiti da personale specializzato (più per i rischi a lavorare nel quadro che per la complessità della sostituzione).Controlli sullo stato generale del sistema Componente Generatore fotovoltaico Controllo • Controllo visivo dello stato di pulizia dei moduli fotovoltaici Nota: sono necessari interventi con getto d’acqua senza stazionamento coi piedi sul piano dei moduli solo se la superficie si presenta estremamente sporca con detriti che non si ritiene possono essere lavati direttamente dall’azione dell’acqua piovana • Controllo della integrità della superficie captante dei moduli • Controllo di alcune cassette di terminazione a campione • Controllo cavi di cablaggio • Controllo della uniformità di tensioni. si nota che per i piccoli impianti. in genere le parti a scorta sono relative ai soli componenti dei quadri elettrici che possono guastarsi a seguito di malfunzionamenti transitori come i fusibili. durante l’esercizio. non compaiano indicazioni di allarme dal display • Controllo a vista che i componenti interni. Per quanto riguarda i convertitori. correnti e resistenza di isolamento delle stringhe fotovoltaiche • Ispezione generale • Controllo della sfilabilità dei cavi sulla morsettiera • Controllo protezioni elettriche • Controllo efficienza regolatore di carica (impianti isolati) • Controllo di infiltrazioni di umidità • Ispezione visiva • Controllo densità elettrolita e tensioni • Rabbocco acqua distillata • Saldezza delle connessioni meccaniche • Stato superficiale dei materiali (solo strutture in acciaio) Cadenza All’occorrenza Annuale Annuale Annuale Annuale 2 anni 2 anni Strutture di sostegno Quadri elettrici Sistema di accumulo Convertitore statico • Controllo che. 8. il diffondersi della conversione di stringa (macchine piccole e leggere) ha consentito ai costruttori di proporre formule di garanzia a canoni annui decisamente contenuti che sono caratterizzate da rapiTabella 1 . pur funzionanti.

Messa fuori servizio del sistema 192 La messa fuori servizio del sistema può essere effettuata aprendo l’interruttore generale d’uscita verso la rete. consente di identificare abbastanza facilmente. il sistema si esclude automaticamente dalla rete quando il suo autoconsumo è maggiore della produzione netta. 8. 8.armare nel quadro di interfaccia tutti gli interruttori in uscita ad ognuno dei convertitori. Per macchine di grossa taglia. . in regolare esercizio.de sostituzioni dell’intera macchina. Qualora occorresse una perturbazione sulla rete potenzialmente dannosa per il convertitore. .5. l’impianto entra in pochi secondi. prevede un set di schede di ricambio di facile sostituzione che attraverso l’autodiagnostica stessa della macchina. Per il sistema di accumulo si consiglia di lasciare in sito una sufficiente scorta di acqua demineralizzata (in genere. per armarsi il contattore di comando necessita di qualche secondo di attesa.armare tutti gli organi di manovra nel quadro di parallelo. il sistema inizia automaticamente ad inseguire il punto di massima potenza del campo fotovoltaico.Esercizio dell’impianto Per tutti gli impianti fotovoltaici l’esercizio è regolato dal convertitore statico mentre nei sistemi isolati dalla rete il funzionamento dipende anche dal regolatore di carica del sistema di aucumulo.accertarsi che vi sia tensione in arrivo dal quadro di distribuzione generale (rete) ed armare l’interruttore generale d’uscita verso la rete. Messa in servizio . Qualora l’irraggiamento solare al generatore fotovoltaico sia sufficiente. lo stesso si esclude dal parallelo reinserendosi automaticamente una volta ritornati i parametri elettrici entro intervalli di lavoro prefissati. Altrimenti l’impianto rimane in attesa di condizioni di irraggiamento più favorevoli.1 . completata dal manuale d’uso.Funzionamento sistemi collegati alla rete Il sistema ha un funzionamento completamente automatico e non richiede ausilio per il regolare esercizio. il 10% del totale volume di elettrolito) per i necessari rabbocchi durante le operazioni manutentive. . Al calar della sera.5 . quando è raggiunta una soglia minima di irraggiamento sul piano dei moduli. in genere. Durante le prime ore del giorno. sotto una soglia prefissata di irraggiamento. modificando la tensione (corrente) lato continua per estrarre la massima potenza dal generatore fotovoltaico. il costruttore. Qualora presente nel quadro di interfaccia la relativa protezione.

8. Il funzionamento non è dipendente dal livello di irraggiamento solare al momento dell’alimentazione del carico. il regolatore elettronico stacca il carico quando la batteria scende al di sotto di una prefissata soglia: in questo caso il campo fotovoltaico provvederà alla carica dell'accumulo. Il regolatore di carica provvede a fornire alla batteria sempre una tensione-corrente ideale nel corso del processo. 193 . Solo il raggiungimento di una soglia di reinserzione provoca la richiusura dell’impianto sui carichi e la ripresa del normale servizio. l'energia elettrica prodotta dal campo fluisce sempre al carico e.5. alla batteria di accumulatori.collegare il carico. l'accumulo provvede ad alimentare autonomamente il carico per evitare indisponibilità di servizio. Quando l’irraggiamento è insufficiente. che ne pregiudicherebbero durata e prestazioni.Fig.armare tutti gli organi di manovra nel quadro di parallelo.2 .Regolatore di carica con display.Funzionamento sistemi isolati dalla rete A sezionatori di campo chiusi e con irraggiamento ai moduli.accertarsi dal display del regolatore di carica che le batterie siano ad un livello di carica sufficiente ad alimentare il carico. . Messa fuori servizio del sistema La messa fuori servizio del sistema può essere effettuata aprendo l’interruttore generale d’uscita verso i carichi. 6 . . se in esubero. Messa in servizio . Al fine di evitare scariche troppo profonde dell'accumulo.

2) che possono verificarsi sui sistemi fotovoltaici sono costantemente monitorate dal sistema di controllo interno del convertitore per gli impianti collegati alla rete ed anche dal regolatore di carica nei sistemi isolati dalla rete.Guasti. Nel seguito sono riportate alcune delle cause e rimedi più frequenti di arresto del sistema senza ripresa automatica del servizio durante l’esercizio che possono essere diagnosticate da personale qualificato.condizioni di basso irraggiamento solare.Controllo display sul convertitore Se la verifica dà esito del campo fotovoltaico .Attendere il riarmo della qualificato protezione di interfaccia Basso isolamento . Solo condizioni persistenti di anomalia o guasto portano il sistema in condizioni di arresto permanente: sui convertitori la condizione è segnalata dal display a seconda dell’anomalia (vedi manuale del convertitore). .8.mancanza della rete pubblica. Possibili Verifiche cause Intervento protezione .Verificare che il contattore della protezione sia efficiente Qualora il contattore sia efficiente e non esistano altre indicazioni richiudere l’interruttore generale 194 . aperti) .Verificare che non esistano indicazioni di guasti (protez. .Chiudere interruttori aperti Personale . sul display convertitore Se la verifica dà esito negativo è necessario un intervento specialistico Tecnico specializzato Tecnico specializzato Apertura interruttore generale del quadro di interfaccia .Misura della resistenza negativo è necessario un di isolamento intervento specialistico Guasto del convert. di interfaccia. Cause e rimedi più frequenti di arresto del sistema Tabella 2 .intervento occasionale dei dispositivi di protezione elettrica.Controllo indicazione per cortocircuito inter. verifiche e soggetti Senza ripresa automatica del servizio in sistemi collegati alla rete. altri interrut.6 . questi vengono automaticamente resettati dal sistema che procede alle operazioni di riavvio automatico.Controllo segnalazioni sul di interfaccia pannello di protezione .Diagnostica guasti La maggior parte delle condizioni di possibile guasto (tab.Controllo dello stato degli interruttori . Se l’arresto automatico del sistema è dovuto a: . .Presenza tensione morsetti d’uscita Azioni Soggetto .

1 . deterioramento delle piastre. ____________________________________ Condizioni della misura: Tamb =___ °C Note _______________________________________ I Verifica della continuità dell’impianto di terra Riferirsi al “Manuale d’uso e manutenzione” della macchina I Sui cavi a vista.Check list per controllo periodico Componente Generatore fotovoltaico Controllo I Stato di pulizia dei moduli fotovoltaici I Integrità della superficie captante dei moduli I Deterioramento visivo dell’incapsulante o microscariche per perdita isolamento I Controllo di un campione di cassette di terminazione (deformazioni umidità. variazioni di colorazione del materiale usato per l’isolamento e fissaggio saldo nei punti di ancoraggio 195 . bruciature. abrasioni deterioramento isolante. identificare danneggiamenti. sezionatori. intorpidimento dell’acido. correnti e resistenza di isolamento delle stringhe fotovoltaiche Tensione a vuoto [V] / Corrente di corto [A] / Resistenza di isolamento [Ω] Strutture di sostegno Quadro/i elettrici Batteria di accumulatori Rete di terra Convertitore statico Collegamenti elettrici Stringa 1 ____________________________________ Stringa 2 ____________________________________ Stringa 3 ____________________________________ Condizioni della misura: Tamb =___°C Meteo:_______ Note _______________________________________ I Serraggio delle connessioni bullonate e integrità della geometria I Stato della zincatura sui profili in acciaio Note _______________________________________ I Integrità dell’armadio e corretta indicazione degli strumenti eventualmente presenti I Efficacia diodi di blocco (impianti isolati) e dell’efficienza degli scaricatori di tensione I Efficienza degli organi di manovra (interruttori. morsetti sezionabili) I Prova a sfilamento dei cablaggi in ingresso ed uscita I Efficienza delle protezioni di interfaccia (impianti collegati alla rete) Note _______________________________________ I Integrità dei vasi di contenimento. riscaldamenti localizzati per resistenze di contatto elevate sulle sbarre/conduttori tra elementi I Livello dell’elettrolito I Verifica uniformità delle misure di densità dell’elettrolito e delle tensioni su di un significativo campione di elementi Densità elettrolito [kg/dm3] / Tensione e vuoto [V] Elemento 1 ____________________________________ Elemento 2 ____________________________________ Elemento .Appendice 8. diodi di bypass.. siliconatura passacavi. sfilabilità cavi) I Uniformità di tensioni.. contatti elettrici. serraggio.

prescrive misure per la tutela della salute e per la sicurezza dei lavoratori nei cantieri temporanei o mobili. Senza entrare nel dettaglio dei provvedimenti normativi si vuole sottolineare che l’installazione di un sistema fotovoltaico si presenta come un’attività multidisciplinare (parte elettrica.1 . edile) che impone di seguire una serie di normative ad ampio spettro.Legge 494/96 e successive integrazioni e modificazioni. civile.1 .Normativa per la realizzazione di impianti fotovoltaici . sottolineare in tema di responsabilità sulla sicurezza che la legislazione vigente impone due azioni preventive importanti per ri196 9.CAPITOLO 9 NORMATIVA E SICUREZZA SUL LAVORO NELLA REALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI 9. . È importante. meccanica.DPR 457/55.1. in tutti i settori di attività privati o pubblici. inoltre. oramai non attuale ha avuto il merito di inquadrare la sicurezza dei lavoratori nella globalità delle attività e rappresenta il provvedimento cardine sul quale è stata costruita tutta la moderna normativa di sicurezza. .Legge 626 e successive integrazioni e modificazioni prescrive misure per la tutela della salute e per la sicurezza dei lavoratori durante il lavoro. .Normativa per la realizzazione degli impianti Le leggi che regolano le attività lavorative che inducono rischi per i lavoratori fanno riferimento ad alcuni provvedimenti cardine in termini di igiene del lavoro che fanno parte del processo di maturità legislativa che risulta sempre in progresso soprattutto quando nuovi campi di interesse e nuove lavorazioni impongono una regolamentazione delle attività. elettronica.

uniforme ma che soprattutto siano individuate con nomi. In pratica.durre il rischio ed aumentare la sicurezza e l’igiene sul lavoro: . europeo. per quanto possibile. fra le altre cose.azione di informazione e formazione. (Attualmente la 46/90 e le relative disposizioni sono state oggetto di revisione).Norme tecniche che regolano il mercato fotovoltaico I prodotti di uso fotovoltaico (moduli. batterie ecc.2 . Senza entrare nel dettaglio dell’organizzazione dei vari organismi si sottolinea solo il fatto che ognuna concentra gruppi di esperti (Comitati Tecnici) su varie tematiche i quali prestano la loro opera gratutitamente rappresentando enti.legge 46/90 con attuazione 447/91 che. Resta inteso che il progettista ed anche l’installatore possono derogare dalla normativa CEI a patto che se ne assumano le responsabilità. società che possono avere un diretto interesse strategico nel partecipare ai lavori. convertitori.) hanno singolarmente una normativa di prodotto da rispettare per potersi fregiare di una certificazione o almeno di una conformità allo stato dell’arte. Nel campo della promozione e diffusione di pubblicazioni inerenti l’aspetto normativo del settore elettrotecnico ed elettronico. internazionale. la stesura di progetti tecnici è caratterizzata da frequenti richiami alla normativa vigente ed alle disposizioni di legge adottate come linea guida. I lavori consistono nel contribuire alla discussione delle tematiche e pro197 . Inoltre. diversi organismi sono attivi a vari livelli: nazionali. se la progettazione e realizzazione di opere elettriche segue la normativa CEI applicabile diventa giuridicamente inattaccabile. .la legge 186/68 che ha introdotto il concetto di rispetto di una normativa di prodotto e di lineeguida per la realizzazione di opere in ambito elettrico appoggiando la definizione dei “regola d’arte” alla normativa elettrica emanata dal CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano). imprese. cognomi e timbri societari le eventuali responsabilità in caso di report mendaci.concetto di responsabilità del datore di lavoro. fissa una procedure di conformità alle prescrizioni tecniche CEI in modo che ogni realizzazione abbia documentazione tecnica definita e. . 9. L’esperienza insegna che raramente la cultura maturata dal progettista è già “a regola d’arte” e che la fase progettuale viene condotta consultando le norme solo in quei casi in cui sorge il dubbio o l’incertezza. Nel settore elettrico negli anni passati si è registrata una veloce evoluzione normativa che ha avuto come passaggi chiave: .1.

generalmente. L’attività del CEI è quella di redigere «specifiche tecniche. 198 . i processi e i loro programmi.blematiche del settore di interesse nel tentativo di arrivare alla definizione di standard di qualità e sicurezza adeguati al progresso tecnologico e sempre più armonizzati fra i vari paesi membri. EN e IEC quando non ancora recepite a livello nazionale. per esempio. Il Comitato Tecnico che si occupa specificatamente di fotovoltaico è il numero 82 (CT 82). e che hanno lo scopo di stabilire i requisiti che devono avere gli impianti. Il Cenelec è l’organismo con sede a Bruxelles che ha lo scopo di creare un corpo unico di norme nel settore elettrico ed elettronico per l’Unione Europea ai fini della libera circolazione dei prodotti. la cui rilevanza giuridica è riconosciuta dalla legge n° 186 del 1/3/1968. dei beni e dell’ambiente. il CEI assomma quasi 100 Comitati Tecnici che si riuniscono mediamente un paio di volte all’anno. i macchinari. i circuiti. costruzione e collaudo CEI. gli apparecchi. nel rispetto della sicurezza delle persone. L’IEC è l’organismo normatore su scala mondiale nel campo elettrico ed elettronico. documenti di armonizzazione siglati HD e norme europee sperimentali siglate ENV. Nel seguito (tab. affinché possano considerarsi rispondenti alla “regola d’arte”». le pubblicazioni IEC anticipano le norme CEI che. prepara norme tecniche in inglese/francese che vengono adottate dopo essere passate al vaglio del comitati nazionali. 1) sono state raccolte le principali normative tecniche e le disposizioni legislative inerenti la realizzazione di un sistema fotovoltaico nelle fasi di progettazione. in genere. Si noti che la “regola d’arte” ha assunto negli ultimi anni una connotazione che va al di là della connotazione tecnica: regola d’arte è anche una progettazione ed installazione sicura nei confronti dell’ambiente e soprattutto dell’uomo. L’omologo a livello internazionale fa parte dell’International Electrotechnical Committee IEC. In Italia. Le norme EN devono essere obbligatoriamente adottate a livello di ogni singola nazione che deve provvedere a ritirare tutte le normative nazionali eventualmente in contrasto. In più. Il Cenelec emette norme europee siglate EN. ne sono la traduzione in italiano con alcune modifiche. È in grado di operare anche su incarico della Commissione Europea. ogni Comitato delega un rappresentante nazionale alle riunioni del rispettivo comitato internazionale. prendono come base le corrispondenti pubblicazioni IEC. che. Inutile sottolineare la complessità dello sforzo che giustifica la relativa lentezza del processo di normazione e armonizzazione: a livello nazionale. i materiali.

fot.Tabella 1 .Part 5: Determination of the equivalent cell temperature (ECT) of photovoltaic (PV) devices by open-circuit voltage method 82-3 5 60904-5 60904-5 82-10 6 60904-6 60904-6 Amd 1 60904-7 60904-6 60904-6 Amd 1 60904-7 Photovoltaic devices .Part 2: Requirements for reference solar cells (*) 82-1 3 60904-2 60904-2 Amd 1 60904-3 60904-2 60904-2 Amd 1 60904-3 82-2 4 Photovoltaic devices .Part 6: Requirements for reference solar modules 82-6 Disp.Part 7: Computation of spectral mismatch error introduced in the testing of a photovoltaic device 82-13 Dispositivi fotovoltaici Parte 7: Calcolo dell'errore di disadattamento spettrale nelle prove dei dispositivi fotovoltaici 199 .Procedure di riporto dei valori misurati in funzione di temperatura e irraggiamento Dispositivi fotovoltaici Parte 1: Misura delle caratteristiche fotovoltaiche corrente-tensione Dispositivi fotovoltaici Parte 2: Prescrizioni per le celle solari di riferimento Titolo italiano 2 60891 Amd.Part 1: Measurement of photovoltaic current-voltage characteristics Photovoltaic devices . dal CENELEC TC 82 e dal CEI CT82 1 60891 IEC CENELEC 60891 Procedures for temperature and irradiance corrections to measured I-V characteristics of crystalline silicon photovoltaic devices Titolo inglese 82-5 CEI Caratteristiche I-V di dispositivi fotovoltaici in silicio cristallino . .Parte 5: Determinazione della temperatura equivalente di cella (ECT) dei dispositivi solari fotovoltaici (PV) attraverso il metodo della tensione a circuito aperto (**) Dispositivi fotovoltaici Parte 3: Principi di misura per sistemi solari fotovoltaici (PV) per uso terrestre e irraggiamento spettrale di riferimento Dispositivi fotovoltaici Parte 6: Requisiti dei moduli solari di riferimento 7 Photovoltaic devices .Part 3: Measurement principles for terrestrial photovoltaic (PV) solar devices with reference spectral irradiance data Photovoltaic devices .1 60904-1 (*) 60904-1 Photovoltaic devices .Normativa tecnica pubblicata dal IEC TC 82.

Qualifica del progetto e omologazione del tipo 17 18 19 61683 61701 61702 61683 61701 61702 Thin film terrestrial photovoltaic (PV) modules .Condizionatori di potenza Procedura per misurare l'efficienza Prova di corrosione da nebbia salina dei moduli fotovoltaici (FV) Moduli fotovoltaici in silicio cristallino per applicazioni terrestri.Part 9: Solar simulator performance requirements Dispositivi fotovoltaici Parte 8: Misura della risposta spettrale di un dispositivo fotovoltaico Overvoltage protection for photovoltaic (PV) power generating systems .Design qualification and type approval Prova all'UV dei moduli fotovoltaici (FV) Photovoltaic systems .Power conditioners .Part 10: Methods of linearity measurement 61173 Photovoltaic devices .8 60904-8 60904-8 9 10 11 60904-9 60904-10 61173 Photovoltaic devices .Part 8: Measurement of spectral response of a photovoltaic (PV) device 82/19 60904-10 Photovoltaic devices .Procedure for measuring efficiency 82-20 82-18 82-21 Salt mist corrosion testing of photovoltaic (PV) modules Rating of direct coupled photovoltaic (PV) pumping systems Valutazione dei sistemi di pompaggio fotovoltaici (FV) ad accoppiamento diretto 200 .Guide Characteristic parameters of stand-alone photovoltaic (PV) systems 82-4 12 61194 61194 61215 82-7 82-8 Protezione contro le sovratensioni dei sistemi fotovoltaici (FV) per la produzione di energia .) 61277 Crystalline silicon terrestrial photovoltaic (PV) modules Design qualification and type approval Terrestrial photovoltaic (PV) power generating systems General and guide UV test for photovoltaic (PV) modules 14 61277 82-17 15 16 61345 61646 61345 61646 82-14 82-12 Sistemi fotovoltaici (FV) di uso terrestre per la generazione di energia elettrica Generalità e guida Moduli fotovoltaici (FV) a film sottili per usi terrestri Qualificazione del progetto e approvazione di tipo Sistemi fotovoltaici .Guida Parametri caratteristici dei sistemi fotovoltaici (FV) autonomi 13 61215:200 5-12 (2° ediz.

Verifica di progetto EN 62093 Balance-of-system components for photovoltaic systems .moduli esclusi (BOS) .Qualifica di progetto in condizioni ambientali naturali 201 .On site measurement of I-V characteristics Schiere di moduli fotovoltaici (FV) in silicio cristallino Misura sul campo delle caratteristiche I-V Sistemi fotovoltaici (FV) Caratteristiche dell’interfaccia di raccordo alla rete Espressione analitica dell'andamento giornaliero dell'irraggiamento solare 82-22 82-23 82-24 Fogli informativi e dati di targa per moduli fotovoltaici (Inglese) Sistemi fotovoltaici isolati dalla rete . 82-25 2006 Guida alla realizzazione di sistemi di generazione fotovoltaica collegati alle reti elettriche di Media e Bassa tensione (Inglese) Componenti di sistemi fotovoltaici . data exchange and analysis Analytical expression for daily solar profiles Photovoltaic (PV) systems Characteristics of the utility interface 82-15 22 23 24 61725 61727 61829 61725 61727 61829 82-11 82-9 82-16 Rilievo delle prestazioni dei sistemi fotovoltaici. (**) Pubblicata dal CEI nella sola lingua inglese. Linee guida per la misura.) EN 62124 PV stand alone systems Design verification EN 50380 Data sheet and nameplate information for photovoltaic modules Specifications for the use of renewable energies in rural decentralised electrification Crystalline silicon photovoltaic (PV) array .Guidelines for measurement. lo scambio e l'analisi dei dati 25 62111 PAS 26 27 28 62124 2005-07 62093 2005-05 (1° ediz.20 61721 21 61724 61724 Susceptibility of a photovoltaic (PV) module to accidental impact damage (resistance to impact test) Photovoltaic system performance monitoring .Design qualification natural environments 29 (*) Le Norme CENELEC e CEI includono l’Amendment 1.

ben che vada.Certificazione dei moduli fotovoltaici La qualità dei moduli fotovoltaici è legata alle caratteristiche dei materiali che compongono il modulo.Fotovoltaico: rischio meccanico (lavori in altezza) Nella sezione dedicata all’installazione degli impianti abbiamo sottolineato come i montaggi siano caratterizzati spesso da un’installazione sulla copertura di un edificio che.5 m/s. una volta superate.7 m/s e 39. 202 . Per comprendere lo standard qualitativo ricordiamo che fra le prove a cui vengono sottoposti i moduli per valutarne la tenuta nel tempo (vita utile prevista superiore ai 25 anni).3 . Da tempo si sta cercando di dare al prodotto fotovoltaico una valida normativa di riferimento che copra tutte le questioni tecnologiche: vari Comitati a livello IEC hanno contribuito alla emissione di norme tra le quali. sono riportate nelle norme CEI 82-8 (EN 61215) per i moduli in silicio cristallino e CEI 82-12 (EN 61646) per quelli in silicio amorfo a film sottile. rispondesse a standard qualitativi idonei alla commercializzazione e.2 .VA). all’accuratezza del processo produttivo ed al rispetto della normativa esistente anche nella fase di rilevazione delle prestazioni che caratterizzeranno il modulo e che vengono riportate con uno sticker adesivo appiccicato sul retro del modulo.In aggiunta. riguardava le prove a cui sottoporre un modulo fotovoltaico in silicio cristallino affinché. Fra le prove meccaniche invece quella di carico prevede che venga applicata sulla superficie del modulo un carico di circa 2400 Pa mentre in quella di resistenza alla grandine il modulo fotovoltaico viene bersagliato in punti specificati con sfere di ghiaccio di diametro compreso tra 45 mm e 75 mm e con velocità comprese tra 30. è stato inserito anche qualche riferimento extraeuropeo quando ritenuto particolarmente interessante (ANSI. è comunque sempre ad una altezza che impone misure di sicurezza per il personale che vi opera.Joint Research Center . 9. in ordine di tempo. da verificare attraverso una particolare sequenza di prove di tipo. le prove termiche prevedono anche una serie di cicli termici (200) con congelamenti (-40 °C) seguiti da surriscaldamenti (+80 °C). Le caratteristiche elettriche e meccaniche alle quali devono rispondere i moduli fotovoltaici. la prima. ottenerne una certificazione di qualità in laboratori accreditati all’emissione (per esempio il laboratorio ESTI del JRC .1.di Ispra . con un ulteriore passo. American National Standard) e una tabella finale che indica le normative tipicamente fotovoltaiche attualmente in fase di inchiesta pubblica e che sono state proposte a livelli CENELEC. 9.

.Esempio di potenziale situazione di pericolo per gli operai montatori. può subire movimenti non previsti dovuti ad un fissaggio non idoneo che squilibra il carico o all’azione esterna e non controllabile del vento che può provocare danni all’edificio oltre che al materiale in movimento. .1 . In entrambi i casi occorre che si stabilisca il posto giusto di posizionamento e si faccia una ispezione per vedere gli spazi occupati.Sollevamento e spostamento pesi Nel dettaglio possiamo riconoscere i seguenti rischi potenziali: . 9.2.uso di utensili di montaggio. Fig. 2 .Alcuni tipici dispositivi di protezione personale da usare per il riempimento di elettrolita nelle batterie. La figura 1 mostra una situazione di potenziale pericolo per gli operai che 1 2 Fig. 1 .sollevamento dei pesi.Solo gli impianti montati con il generatore a terra non comportano queste problematiche a meno di installazioni di grandi impianti in cui il piano dei moduli risulta su più grandi falde inclinate la cui altezza arriva fino ai 4÷5 metri.accidentale spostamento: il peso. 203 .eccesso di peso: è legato ad una errata valutazione dei pesi che si tirano in copertura in associazione ad una difficile manovrabilità dello stesso una volta appeso. una volta appeso.peso maneggiato senza idonea visibilità: il tiro in copertura può essere effettuato con minigru o cestello. . I rischi connessi con i lavori in altezza nel fotovoltaico sono legati al: .

2 Azioni con utensili di montaggio Il rischio principale è quello delle lesioni personali o a terzi in caso di caduta dell’utensile. 3) il rischio di caduta personale o di caduta oggetti verso terzi è la principale causa di infortuni sul lavoro. guanti.Fig.Dispositivi di protezione individuale e mezzi di sollevamento in altezza. occorre procedere al primo riempimento delle batterie o al rabbocco di acqua distillata durante l’esercizio. 204 . In genere. 9.2. una presa salda dell’utensile ed un riparo quando per esempio. In questi casi.2. Per il fotovoltaico.Montaggi in altezza Nel caso di montaggi in altezza (fig. 3 . 9. quindi. non dispongono neppure di un casco che li protegga minimamente in caso di accidentale caduta della barella di moduli fotovoltaici trasportati. La soluzione ideale sarebbe sempre quella di avere un ponteggio fino alla falda di installazione e poi poter lavorare con parapetti sulle altre parti del perimetro.Fotovoltaico: rischio elettrico La sezione elettrica degli impianti fotovoltaici è sempre stata la parte che storicamente ha caratterizzato la tipologia di impresa che provvede ai montaggi dei sistemi.3 . 9. la pericolosità è accentuata dal fatto che spesso la posa del generatore è su falda inclinata e per giunta formata da tegole che non hanno superficie liscia e non sono fissate ma solo appoggiate. la sicurezza deve essere ridondante e non ci si può affidare ad un solo sistema. Scarponcini antinfortunistici. occhiali consentono di avere rispettivamente una presa sicura sull’insidioso piano di copertura. L’uso scrupoloso di dispositivi di protezione personale garantisce le lesioni personali. Oppure poter disporre di un adeguato punto di fissaggio per l’imbragatura. gli operai elettrici ben conoscono le problematiche di sicurezza che coinvolge l’utilizzo della corrente continua o di tensioni che in genere hai valori pericolosi (centinaia di volt).3 .

Questa situazione deve essere sempre tenuta presente in quanto l’abitudine dei tecnici nel sezionare un quadro li porta ad essere inconsciamente convinti di non avere alimentazione che può essere veramente pericolosa.5 kVcc) In genere. . ha presenza di tensione dal lato rete e dal lato convertitori (uscita-ingresso).i moduli fotovoltaici generano una tensione continua di circa 20 V al solo illuminamento. gli impianti lavorano tra i 300 e i 400 V in corrente continua. per esempio. Non è necessario che ci sia luce piena. Inoltre. Ai terminali elettrici della stringa è presente quindi una tensione continua pericolosa.9. così tutta la sezione in corrente continua risulta essere nelle migliori condizioni di sicurezza.questa tensione non può essere sezionata se non coprendo completamente con un telo la superficie dei moduli.2 . 205 .Cablaggi elettrici in corrente continua e alternata in sistemi di categoria I (< 1 kVca. Il progettista accorto fa sempre in modo di scegliere soluzioni tecniche che consentano all’installatore facilità e rapidità di posa riflettendo così un contenimento dei costi totali.3. Per ridurre i rischi connessi. il progettista può imporre il cablaggio della sezione in corrente continua con spezzoni di cavo in doppio isolamento (con guaina) che hanno i connettori già preintestati in modo che l’installatore non abbia nessun rischio di accedere a parti esposte in tensione.i moduli fotovoltaici vengono collegati in serie (stringa) per raggiungere la tensione idonea alla conversione in alternata: maggiore sarà la tensione minori saranno le correnti circolanti e quindi minori saranno le perdite elettriche. Per tutte le installazioni fotovoltaiche si osserva che: . In genere. i sistemi fotovoltaici appartengono alla categoria I che comporta una serie di problemi di sicurezza che vengono affrontati sempre già dalla fase progettuale. si osserva che anche i moduli fotovoltaici sono elementi in doppio isolamento. 1. .1 . Il quadro di interfaccia alla rete.3. 9.Doppia alimentazione nei sistemi fotovoltaici Si osserva inoltre che un’altra particolarità degli impianti fotovoltaici collegati alla rete risiede nel fatto che molti componenti sono dotati di doppia alimentazione.

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