UNITA’ DIDATTICA 1 L’ATTIVITÀ GIURISDIZIONALE. I REQUISITI DEL PROCESSO. I POTERI DEL GIUDICE. LITIPENDENZA, CONTINENZA E CONNESSIONE.

L’attività giurisdizionale E’ l’attività che viene esercitata dai giudici (organi dello Stato). Nel momento in cui un soggetto ritenga che un proprio diritto sia stato leso, per ottenere la tutela di questo diritto ha la possibilità di rivolgersi ad un organo giudiziario che ha il potere di giudicare su quella determinata questione. Di solito l’attività giurisdizionale presuppone la lesione di un diritto. Ma vi sono delle ipotesi in cui è possibile instaurarla anche in assenza di tale lesione: è il caso dell’attività di mero accertamento (quando un soggetto si rivolge ad un giudice al solo fine di far accertare l’esistenza o meno di un determinato diritto), o quella che viene definita come attività giurisdizionale costitutiva necessaria (attività attraverso cui si tende ad ottenere modificazioni, o effetti “costitutivi”, che l’ordinamento prevede come realizzabili esclusivamente ad opera dell’organo giurisdizionale, es. l’interdizione o l’inabilitazione, la separazione personale dei coniugi, il disconoscimento di paternità). Dall’attività giurisdizionale costitutiva necessaria, differisce quella “costituiva non necessaria” nel senso che gli effetti costitutivi attuabili da essa, avrebbero potuto verificarsi indipendentemente dall’opera dell’organo giurisdizionale; di conseguenza tale attività si rende necessaria solo in mancanza di un’attuazione spontanea della prestazione dovuta (es. art. 2932 c.c. esecuzione specifica dell’obbligo di concludere un contratto). Tipi di attività giurisdizionale L’attività giurisdizionale che verrà affrontata dal presente manuale è quella posta a tutela dei diritti soggettivi. Essa si distingue in: 1) Attività di cognizione o contenziosa: è un tipo di attività che implica l’esistenza di un contenzioso tra le parte, quindi di un contraddittorio; a sua volta si distingue in attività di mero accertamento, di condanna e costitutiva a seconda di quello che si chiede al giudice. Mero accertamento: attività con cui si chiede al giudice solo di accertare l’esistenza (mero accertamento “in senso positivo”) o l’inesistenza di un diritto (mero accertamento “in senso negativo”). Condanna: tale attività giurisdizionale implica un qualcosa in più rispetto al normale accertamento, oltre all’accertamento della violazione di una norma giuridica anche la condanna per tale violazione (tre ipotesi di condanna, condanna generica, condanna in futuro e condanna condizionale). Costitutiva: con essa si chiede al giudice l’emanazione di una sentenza che vada a costituire, modificare o estinguere una determinata situazione giuridica sostanziale (es. dichiarare risolto un contratto per inadempimento). 2) Attività esecutiva: è l’attività giurisdizionale mediante la quale si tende ad ottenere coattivamente l’adempimento di un determinato obbligo nel momento in cui il soggetto obbligato non dovesse adempierlo spontaneamente (es. esecuzione coatta dell’obbligo alla restituzione di una somma di denaro disposto con sentenza, in caso di mancato adempimento spontaneo della parte soccombente). Presupposto dell’azione esecutiva è l’esistenza di un titolo esecutivo giudiziale (provvedimento del giudice1) o stragiudiziale (cambiale, assegno bancario, circolare o altro titolo di credito, e atto ricevuto da notaio o da altro pubblico ufficiale). 3) Attività cautelare: è quel tipo di attività giurisdizionale mediante la quale si tende a garantire il regolare svolgimento nonché il proficuo risultato del giudizio di merito. I presupposti per agire cautelativamente sono due: il fumus boni iuris, ossia la probabile esistenza del diritto per cui si agisce, ed il periculum in mora, che tale diritto sia soggetto a un pregiudizio imminente e irreparabile.
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L’unico tipo di sentenza che ha efficacia di titolo esecutivo è quella di condanna.

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Giurisdizione volontaria: non presuppone nessun contraddittorio tra le parti; difatti, può definirsi come una sorta di amministrazione pubblica - ossia da parte dello Stato - di interessi che riguardano i singoli privati. Ipotesi di volontaria giurisdizione sono la separazione consensuale dei coniugi, la dichiarazione di interdizione o di inabilitazione di un soggetto. Il processo e i suo requisiti I presupposti processuali “Presupposto” significa requisito che deve esistere prima di un determinato atto perché da quell’atto discendono determinate conseguenze. Riferendosi al rapporto giuridico processuale, i presupposti processuali sono quei requisiti che debbono esistere prima dell’atto col quale si chiede la tutela giurisdizionale, che è la domanda. Essi si distinguono in: presupposti di esistenza e presupposti di validità o di procedibilità del processo. I presupposti di esistenza del processo: requisiti che debbono sussistere prima della proposizione della domanda perché la domanda stessa possa dar vita ad un processo. È costituito da un unico requisito: la giurisdizione, ossia che quel soggetto al quale la domanda verrà proposta, sia un giudice, e quindi sia dotato del potere di giudicare. I presupposti di validità o procedibilità del processo: requisiti che debbono esistere prima della proposizione della domanda, affinché il giudice sia tenuto a rendere una pronuncia che giunga fino al merito. Essi sono due: la competenza, e quindi che il giudice abbia effettivamente il potere di decidere quella controversia; la legittimazione processuale, ossia il potere di compiere atti nel processo, con riguardo sia al soggetto che chiederà la tutela giurisdizionale sia a quello nei cui confronti la domanda verrà proposta. Esiste un altro ordine di requisiti che non sono presupposti perché la loro esistenza non è richiesta prima della proposizione della domanda, ma della domanda stessa costituiscono requisiti intrinseci con riguardo al suo contenuto: le condizioni dell’azione. Le condizioni dell’azione sono tre: a) Possibilità giuridica (o esistenza del diritto): che consiste nella esistenza di una norma che contempli in astratto il diritto che si vuol far valere. b) Interesse ad agire (art. 100 c.p.c.): l’interesse per cui si agisce o contraddice deve essere concreto (ossia deve sussistere concretamente) ed attuale (ossia deve esistere al momento della pronuncia del giudice). Mancando l’interesse ad agire, il giudice non avrà motivo di portare il suo esame sul merito, ma dovrà arrestarsi al rilievo di tale difetto: difetto di interesse e, quindi, difetto di azione. c) Legittimazione ad agire: consiste nella corrispondenza tra colui che agisce (attore) ed il titolare del diritto fatto valere, e tra colui contro il quale si agisce (convenuto) ed il soggetto che ha violato tale diritto. Si possono far valere soltanto quei diritti che si affermano come diritti propri e la cui titolarità passiva si afferma in capo a colui contro il quale si propone la domanda. Quindi “un soggetto agisce in nome proprio per un proprio diritto”. Tale condizione, si può desumere, indirettamente, dall’art. 81 c.p.c., secondo cui “fuori dei casi espressamente previsti dalla legge, nessuno può far valere nel processo in nome proprio un diritto altrui”. Si parla di legittimazione straordinaria2 o sostituzione processuale. Un esempio di legittimazione straordinaria è l’azione surrogatoria, prevista dall’art. 2900 c.c., a favore del creditore nel caso che il debitore trascuri di far valere i propri diritti. Principio della domanda e poteri del giudice Il processo civile si instaura su domanda di parte: è necessario che sia il titolare del diritto soggettivo a proporre la domanda all’organo giurisdizionale competente (art. 99 c.p.c. “Principio della domanda”). Nel processo entrambe le parti si confrontano attuando ciascuna il proprio diritto di difesa. Il principio del contraddittorio (art. 101 c.p.c.), è una manifestazione del “diritto alla difesa” ex art. 24
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Definita così per distinguerla dalla legittimazione ad agire, detta anche “legittimazione ordinaria”.

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Cost., e risponde all’esigenza di garantire coloro che dovranno subire le conseguenze della sentenza un ruolo attivo che gli consenta di far valere le proprie ragioni. Il giudice non può decidere sulla domanda se non è stata data al convenuto la possibilità di intervenire (ad esempio con la notificazione dell’atto di citazione). I poteri del giudice Principio della corrispondenza tra chiesto e pronunciato (art. 112 c.p.c.): il giudice deve pronunciare ex art. 112 c.p.c. su tutta la domanda e non oltre i limiti di essa e non può pronunciare d’ufficio su eccezioni che possono essere proposte soltanto dalle parti. Pronuncia secondo diritto: nel pronunciare la decisione il giudice deve seguire le norme del diritto, salvo che la legge gli attribuisca il potere di decidere secondo equità (artt. 113, comma secondo, e 114 c.p.c). Il giudice, inoltre, è libero di scegliere la norma da applicare al caso, anche fuori da quelle indicate dalle parti (“iura novit curia”). Principio del dispositivo (art. 115 c.p.c.): al potere di porre la domanda si aggiunge l’onere per l’attore di fornire la prova dei fatti che giustificano le ragioni della domanda, così come il convenuto ha l’onere dell’eccezione. La raccolta del materiale probatorio è, quindi, nella disponibilità delle parti, principio che si sintetizza nell’antica massima latina “iudex secundum alligata e probata iudicat debet”, il giudice deve giudicare secondo le cose allegate e provate (salvo i casi in cui il giudice d’ufficio può disporre l’assunzione di mezzi di prova). Valutazione delle prove (art. 116 c.p.c.): il giudice deve valutare le prove secondo il suo prudente apprezzamento (“prova libera”, es. prova testimoniale), salvo che la legge disponga altrimenti (“prova legale”, es. atto pubblico). Gli elementi individuatori delle azioni Gli elementi individuatori dell’azione si distinguono in: - elementi soggettivi (o personae): soggetto attivo (attore), colui che propone la domanda, e soggetto passivo (convenuto), colui contro il quale la domanda è proposta; - elementi oggettivi: oggetto (o petitum) e titolo (o causa petendi). Il petitum si distingue in “mediato”, il bene della vita che si chiede al convenuto (es. somma di denaro che si chiede a titolo di risarcimento danni), ed “immediato”, il provvedimento che si chiede al giudice di emanare (es. sentenza di condanna al risarcimento dei danni subiti). Causa petendi significa ragione del domandare (o meglio l’esposizione dei fatti e degli elementi di diritto che stanno a fondamento della propria domanda), e, quindi, ragione giuridica o titolo giuridico, su cui la domanda si fonda. Può accadere che tra due o più azioni vi sia comunanza di tutti od alcuni degli elementi identificativi dell’azione (soggettivi ed oggettivi). A seconda di quali elementi abbiano in comune è possibile individuare tre distinte figure processuali: litispendenza, continenza e connessione. Litispendenza La litispendenza (art. 39, comma primo, c.p.c.) è la situazione che si determina quando due o più cause identiche (ossia che abbiano tutti e tre gli elementi identici: stessi soggetti, stesso oggetto e stesso titolo) pendono dinanzi a giudici diversi. Ai sensi del citato comma primo, è competente il giudice adito per primo mentre quello adito successivamente, “in qualunque stato e grado del processo, anche d’ufficio, dichiara con sentenza la litispendenza e dispone con ordinanza la cancellazione della causa dal ruolo”. Per giudice adito per primo, si intende il giudice “preventivamente adito”. Il criterio della prevenzione (art. 39, comma terzo), si determina in base alla notificazione della citazione; pertanto, si considera adito preventivamente, il giudice il cui relativo atto di citazione sia stato notificato per primo. Qualora la stessa causa viene proposta per la seconda volta di fronte allo stesso giudice, questi ne ordina la riunione (art. 273 c.p.c.). Continenza La continenza di cause (art. 39, comma secondo), si verifica in presenza di due cause che hanno in comune i soggetti e la causa petendi, ma il petitum di una è più ampio in modo da “contenere” il petitum dell’altra (ad es.: in un processo si chiedono tutte le rate di un mutuo ed in un altro processo se ne chiede una sola). Se il giudice preventivamente adito è competente anche per la causa 3

proposta successivamente, il secondo giudice con sentenza deve dichiarare la continenza e fissare un termine per la riassunzione della causa davanti al primo giudice (criterio della prevezione). In caso contrario - ossia quando il primo giudice non è competente anche per la causa proposta successivamente - è quest’ultimo ad emanare la sentenza di continenza ed a fissare un termine per la riassunzione davanti al secondo giudice (criterio dell’assorbimento). Sia la sentenza sulla litispendenza, sia quella sulla continenza possono essere impugnate con regolamento necessario di competenza Connessione La terza ed ultima figura è la connessione, che consiste nella coincidenza di taluni, ma non di tutti, gli elementi di identificazione di due o più azioni3. La connessione tra le azioni può dipendere sia dalla comunanza di entrambi gli elementi soggettivi (connessione soggettiva) e sia dalla comunanza di almeno uno degli elementi oggettivi, stesso petitum e/o stessa causa petendi (connessione oggettiva). La connessione soggettiva si verifica quando due o più cause hanno in comune entrambi i soggetti (es. art. 104 c.p.c. “Pluralità di domande contro la stessa parte”). In tal caso le cause possono essere proposte davanti allo stesso giudice competente, purché il cumulo delle domande (c.d. cumulo oggettivo) non ecceda la sua competenza per valore. La connessione oggettiva si distingue, a sua volta, in connessione oggettiva propria e connessione oggettiva impropria: è “propria” quando le cause hanno in comune l’oggetto o il titolo; “impropria” quando la decisione delle cause dipende, totalmente o parzialmente, dalla risoluzione di identiche questioni di diritto (è detta impropria perché le cause connesse non hanno alcun elemento oggettivo in comune). La connessione oggettiva, a sua volta può dar luogo al c.d. cumulo soggettivo ossia pluralità di parti nel processo: pertanto, possibilità per più soggetti di agire, ossia assumere la qualità di attori, insieme, nello stesso processo, o, viceversa, possibilità per l’attore di convenire nello stesso processo più persone. Tale fenomeno della presenza di più parti nello stesso processo si chiama litisconsorzio facoltativo, art. 103 c.p.c. Ai sensi dell’art. 40, comma terzo, c.p.c., la connessione può essere rilevata anche d’ufficio, non oltre la prima udienza (183 c.p.c.) La sentenza con la quale il giudice dichiara la connessione è impugnabile con il regolamento necessario di competenza. SINTESI Requisiti del processo: presupposti processuali, elementi necessari perché un processo nasca; condizioni dell’azione, requisiti di fondatezza del processo. Casi di comunanza di elementi individuatori dell’azione: litispendenza (cause identiche), continenza (quando vi sono due cause che costituiscono frammenti di un procedimento unico) e connessione (quando le cause hanno in comune almeno uno degli elementi di identificazione). Principio della congruità della forma allo scopo (art. 112 c.p.c.): principio della libertà delle forme, importante è che l’atto abbia la forma idonea al raggiungimento dello scopo a cui è destinato.

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Lo scopo della connessione, è quello di riunire più domande in un unico giudizio, affinché possano, appunto, essere decise nello stesso processo.

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UNITA’ DIDATTICA 2 LA GIURISDIZIONE Con riferimento agli argomenti trattati nell’unità didattica precedente si risponda ai seguenti quesiti: a) Legittimazione processuale. b) Differenza tra interesse ad agire e legittimazione ad agire. c) Litispendenza, continenza e connessione. d) Criterio della prevenzione. e) Ipotesi di connessione. La giurisdizione La giurisdizione (potere di decidere una determinata controversia), è la funzione esercitata da organi dello Stato (i giudici) per applicare le norme, generali e astratte, ai singoli casi concreti. È una funzione solo statale (non esiste ad esempio una giurisdizione regionale); ed è esercitata in maniera pubblica ed autonoma (i giudici sono organi indipendenti dal potere politico). Per far valere un nostro diritto, dobbiamo innanzitutto stabilire se adire un giudice ordinario (giudice civile o penale) o un giudice speciale (giudice amministrativo, Corte dei conti, Corte costituzionale, ecc…). Giurisdizione ordinaria e speciale Ai sensi dell’art. 1 c.p.c., la giurisdizione civile (che è posta a tutela dei diritti soggettivi di tutti i cittadini), è esercitata dai giudici ordinari, salvo diverse disposizioni di legge. Con questa norma, che riprende il dettato dell'art. 102, comma primo, Cost. - “la funzione giurisdizionale è esercitata da magistrati ordinari istituiti e regolati dalle norme sull’ordinamento giudiziario” - si dice in sostanza che, nel nostro ordinamento, i giudici sono diversi, e che, quelli della cui attività si occupa il codice di procedura civile, sono soltanto quelli ordinari (Giudice di Pace, Tribunale, Corte d’Appello, Corte di Cassazione). Una prima distinzione è quella tra giurisdizione ordinaria e speciale. La prima ha carattere generale, ossia riguarda le materie che la legge non attribuisce espressamente ai giudici speciali. La giurisdizione speciale è regolata da leggi, appunto, “speciali”, che le attribuiscono la competenza a giudicare su determinati rapporti che in astratto spetterebbero al giudice ordinario. La Costituzione stabilisce il divieto di istituire nuovi giudici speciali al di fuori di quelli attualmente esistenti (art. 102, secondo comma). Tra i giudici speciali si menzionano: Tribunale superiore delle acque pubbliche, Corte dei Conti, Tribunale militare. Dai giudici speciali, bisogna differenziare le “sezioni specializzate” che appartengono alla giurisdizione ordinaria e si occupano soltanto di certe materie e/o soggetti (es. Tribunale dei minori, Sezione specializzate agrarie presso il Tribunale ordinario e le Corti d’Appello). Rientrano nella giurisdizione speciale, anche i giudici amministrativi, posti a tutela degli interessi legittimi del cittadino di fronte alla pubblica amministrazione (i quali, di solito, trovano tutela attraverso un giudizio col quale i loro titolari possono ottenere l’annullamento dell’atto amministrativo che lede tali interessi, con la conseguente possibilità di esercizio dell’azione risarcitoria). Nel rapporto tra giurisdizione ordinaria e giurisdizione amministrativa, si evidenzia come abbia rilevanza, non tanto il fatto che parte in causa sia la pubblica amministrazione (p.a.), quanto la natura della causa stessa. Pertanto, qualora la p.a. con i suoi atti violi diritti soggettivi, essa può essere convenuta davanti al giudice ordinario come qualsiasi altro soggetto giuridico. Attualmente, la regola generale è nel senso che contro la p.a. i diritti soggettivi possono essere fatti valere davanti al giudice ordinario. Mentre gli interessi legittimi possono essere fatti valere davanti a giudici speciali, quali sono i giudici amministrativi: in primo grado il Tribunale amministrativo regionale (T.A.R.), ed in secondo grado il Consiglio di Stato. Giurisdizione civile e penale 5

che ha modificato l’art. . del c. 218).p. 218 (che ha riformato il sistema italiano del diritto internazionale privato). nel nuovo sistema. 3 legge n. venendo pregiudicati da un processo a cui non avevano partecipato.p.c. Oggi. penale e civile. è quella che vede da una parte la giurisdizione civile e dall’altra quella penale.p.). 353. 295 c. 218/1995). si è passati al criterio del domicilio o della residenza del convenuto. La sospensione necessaria del processo civile si ha quando vi è una relazione di pregiudizialità tra i due processi. Anteriormente alla citata legge n. che si ricollegava all’idea di “unicità del fatto”. 77 c. Giurisdizione italiana e straniera Altra distinzione rilevante è tra la giurisdizione italiana e straniera. ossia trattandosi di un unico fatto valutabile sia sotto l’illiceità penale che civile. si svolgono in piena autonomia. (“la giurisdizione italiana sussiste quando il convenuto è domiciliato o residente in Italia o vi ha un rappresentante che sia autorizzato a stare in giudizio a norma dell'art. e si finiva per dare prevalenza a quello penale. Il processo civile si sospende in due casi: 1) l’azione civile di risarcimento dei danni derivanti dal reato è proposta nei confronti dell’imputato dopo la costituzione di parte civile nel processo penale. invece. la litispendenza è rilevante qualora una parte la eccepisca innanzi ad un giudice italiano. 4 c. mentre nel giudizio civile si tutelano i diritti soggettivi. ritenuto lesivo del diritto di difesa dei soggetti nei confronti dei quali si verificavano gli effetti del giudicato penale. È applicato attualmente il principio dell’autonomia della giurisdizione. 3 c. 6 . comma secondo. colui contro cui l’azione è proposta). 3. Quest’ultimo dovrà sospendere il giudizio ove ritenga che il provvedimento possa produrre effetti per l’ordinamento italiano.p. soltanto nel caso in cui il convenuto avesse la “cittadinanza” italiana. 2. era ritenuto sufficiente un unico esame del caso da parte di un solo giudice. sanciva “l’inderogabilità della giurisdizione italiana”. semmai. attualmente la legge n. il giudizio civile veniva sospeso in attesa della sentenza penale irrevocabile che influiva (faceva stato) sul processo civile per la restituzione o il risarcimento. non rileva (es. 7 della legga n. la causa deve vertere su diritti disponibili.c. ai fini della determinazione della giurisdizione aveva rilevanza il luogo di cittadinanza del convenuto (soggetto passivo dell’azione. occorre subito precisare che la giurisdizione penale tutela l’interesse generale all’osservanza e conservazione di un determinato ordinamento. Oggi. L’art. art. dettava la c.c. Lo scopo di tale istituto è di evitare giudicati contrastanti. e degli altri casi in cui è prevista dalla legge”. In proposito. In tale sistema. ossia il potere di giudicare su una determinata controversia spettava al giudice italiano. 218/95.c. disporre dei rimedi civili del risarcimento del danno). Tale rapporto è regolato dalla legge 31 maggio 1995 n. questo principio è stato abbandonato.c. (disciplinante la “sospensione necessaria”): i due processi.c. vigeva il principio di “unicità della giurisdizione”. In seguito all’entrata in vigore di detta legge (che ha abrogato l’art. L’art. situazione che si verifica quando dinanzi al giudice italiano venga instaurata una causa con oggetto e titolo uguali a quella già in corso davanti al giudice straniero. “irrilevanza della litispendenza straniera”.Una delle contrapposizioni più importanti.. ponendo però due condizioni: . riconosce alle parti la possibilità di derogare la giurisdizione italiana in favore della straniera. se c’è. possibile lo svolgimento di due processi uguali con il pericolo di giudicati contrastanti. con cui sono stati abrogati gli artt. (abrogato dall’art. la deroga deve risultare da atto scritto. La qualità di straniero ha perciò. se vengo derubato non posso disporre dell’irrogazione della sanzione penale. apportato dalla legge 26 novembre 1990 n.d. posso. dove il diritto soggettivo. Si rendeva.una di forma. dal criterio della cittadinanza.una di contenuto. In passato. 2) l’azione civile è esperita dopo la sentenza penale di primo grado.p. 2 c.p. Il giudice penale è chiamato ad esercitare una funzione di sanzione di fatti penalmente illeciti. 218. così. invece. un rilievo solo marginale e residuale. 4 e 37.

che non è parte in causa. dalla Convenzione di Bruxelles del 27 settembre 1968. il processo prosegue normalmente e la pronuncia sulla giurisdizione avverrà secondo le regole ordinarie e sarà assoggettata. SINTESI 7 .c. Le questioni di giurisdizione. è stato quello di contrastare i numerosi abusi di detto istituto. mentre rispetto alle altre materie. Regolamento di giurisdizione In relazione ai limiti della giurisdizione. non sia parte in causa. la giurisdizione sussiste in quanto sussiste la competenza per territorio. ed imperniato sulla possibilità. Momento determinante della giurisdizione Criterio di ordine generale è quello enunciato dall’art. la giurisdizione sussiste anche in base a criteri stabiliti per la competenza per territorio. la legge riconosce alle parti uno strumento che consiste nel regolamento di giurisdizione. 41 c. un esplicito richiamo ai criteri stabiliti con riguardo all'ambito comunitario. i mutamenti che dovessero intervenire nel corso del giudizio sia di fatto che di diritto. eventualmente insieme con la pronuncia sul merito. Se essa non viene esercitata. 41 (c. Il “difetto di giurisdizione”. Non avendo.a. l’art. comma primo. È un difetto talmente grave che può essere rilevato “anche d’ufficio” (ossia non solo dalle parti ma anche dal giudice).d. prevedeva l’automatica sospensione del giudizio di merito in caso di esperimento del regolamento di giurisdizione. l’art. che consente alla p. 353/90. e non di impugnazione. ma in realtà doveva essere proposta al giudice amministrativo o al giudice speciale.p. ai normali mezzi di impugnazione.). Tale comma prevede un’ipotesi a parte nel caso in cui la p.d. disciplinato dall’art. Lo scopo di tale modifica. 37. Una forma del tutto particolare di regolamento di giurisdizione è quella prevista dal secondo comma dell’art. le questioni di giurisdizione di cui all’art. perpetuatio jurisdictionis). in ogni stato e grado del giudizio.. 41.c. Per risolvere tale difetto. di sottoporre immediatamente alle Sezioni Unite della Corte Cass. alcuna rilevanza ai fini della determinazione della giurisdizione. concessa a ciascuna delle parti. 37 c. La proposizione dell’istanza di regolamento è soltanto una facoltà per le parti. ossia. al solo reale scopo di provocare la sospensione del giudizio. ad essa si applicherà il primo comma (ossia la stessa potrà proporre il regolamento fino a che non sia pronunciata la sentenza di primo grado). Preventivo in quanto presuppone che il giudizio di merito sia ancora pendente e che non sia stata emanata nessuna sentenza (difatti.c. perché qualora dovesse essere parte del giudizio. 3. il novellato testo del citato articolo.a. prevede la sospensione soltanto qualora il giudice istruttore di merito non ritenga “l’istanza manifestamente inammissibile o la contestazione della giurisdizione manifestamente infondata”. Prima della legge n.c.. quindi. 367 c. conflitto di attribuzione). in ogni stato e grado del processo (art. 5 c.p. quando si tratti di materie comprese nel campo di applicazione della Convenzione (materia civile e commerciale)..p. restando senza conseguenze gli eventuali mutamenti successivi (c. di rivolgersi alla Corte di cassazione a Sezioni Unite. con la conseguente applicazione dei suddetti criteri anche allorché il convenuto non sia domiciliato nel territorio di uno Stato contraente. stabilisce che il regolamento di giurisdizione può essere proposto dalle parti fino a che la causa non sia decisa nel merito in primo grado). in queste “altre materie”. con la proposizione di regolamenti infondati.p. secondo cui la giurisdizione (come anche la competenza) si determinano con riguardo “alla legge vigente e allo stato di fatto esistente al momento della proposizione della domanda”. fino a che la giurisdizione non venga affermata con una sentenza passata in giudicato. affinché venga dichiarato il difetto del giudice ordinario.A questa enunciazione di portata generale segue nello stesso art. consiste nella mancanza del potere di giudicare in capo al giudice ordinario: tale difetto si ha quando la causa venga instaurata davanti al giudice ordinario. Attualmente. Esso consiste in un mezzo “preventivo”. possono sorgere questioni intorno alla sussistenza o meno della giurisdizione rispetto ad una determinata controversia.

Il valore e la materia sono dei criteri verticali.): consiste nella mancanza del potere di giudicare in capo ad un giudice ordinario. 37 c. tra giudici italiani e stranieri. infatti in alcuni casi tale potere è attribuito dalla legge ad altri giudici (es. 7 c. ecc.c. questi è competente per le cause relative a beni mobili che abbiano un valore non superiore ad euro 2. 41 c.enunciata dall’art. b) Regolamento di giurisdizione. È un sistema di limiti. le cui funzioni sono passate al Tribunale in composizione monocratica (ossia costituito da un unico membro). Tribunale di Roma e Tribunale di Firenze). Difetto di giurisdizione (art. 51/98.p. in quanto comportano la distribuzione delle cause tra giudici che appartengono a diversi uffici giudiziari (Giudice di pace e Tribunale). . sono di competenza esclusiva del Tribunale).Il processo civile è una sequenza di atti (che si condizionano a vicenda e sono connessi l’uno all’altro) attraverso cui viene esercitata l’azione civile.582.lgs.c. 9 c. disciplinante la competenza del Giudice di pace. ossia la regola . tra giudici ordinari e speciali. Giurisdizione: potere di decidere una determinata controversia.c.territorio: determinato in base al rapporto tra territorio e giudice che ivi esercita la propria giurisdizione. in primo grado. I criteri di distribuzione della competenza I criteri per la determinazione della competenza sono tre: . ed il Tribunale (art.p. Anche con riguardo alla competenza. secondo cui si deve aver riguardo alla legge vigente e allo stato di fatto esistente al momento della proposizione della domanda. La distribuzione delle cause avviene.c. 7. in quanto comporta la distribuzione delle cause tra giudici appartenenti allo stesso ufficio giudiziario ma dislocati lungo il territorio dello Stato (es. tra il Giudice di pace (art. così come indicato nella domanda. cioè la quantità di giurisdizione che egli può esercitare.p. es. speciali. c) Criterio per la determinazione della giurisdizione italiana.p. poiché le questioni riguardanti beni immobili. opera il sopracitato criterio generale della perpetuatio jurisdictionis.p. n. . soppressa dal d.valore: determinato dal valore economico della causa.28 (la legge parla esplicitamente di beni mobili.): è un mezzo “preventivo” per risolvere le controversie sulla giurisdizione. già visto a proposito della giurisdizione. amministrativi. 8 . 5 c. La competenza La competenza può essere definita come la misura della giurisdizione spettante a ciascun organo giudiziario.c.). la giurisdizione è la funzione esercitata da organi dello Stato (giudici) per applicare le norme generali ed astratte ai singoli casi concreti. In precedenza la legge prevedeva anche la figura del Pretore. Regolamento di giurisdizione (art. Pertanto. UNITA’ DIDATTICA 3 LA COMPETENZA Con riferimento agli argomenti trattati nell’unità didattica precedente si risponda ai seguenti quesiti: a) Difetto di giurisdizione..materia: determinato in relazione alla natura della causa o al tipo di diritto. il territorio è un criterio orizzontale. e) Sospensione del processo civile in pendenza di quello penale.). Competenza per materia e per valore Ai sensi del primo comma dell’art. o addirittura ad altri sistemi giudiziari). d) Principio della perpetuatio jurisdictionis.

stato e capacità delle persone. L’unico foro facoltativo espressamente disciplinato dal codice è quello delle cause relative a diritti di obbligazione (art. capitale. rumori o scuotimenti che superino la normale tollerabilità (rapporti di buon vicinato). 9 c. La competenza per territorio La regola generale (c. e cioè: 1) quelle relative ad opposizione di termini ed osservanza delle distanze stabilite dalla legge. Ai sensi dell’art. art. 11 e ss. gli enti privi di personalità giuridica hanno sede dove svolgono la loro attività in modo continuativo (art. dai regolamenti o dagli usi riguardo al piantamento degli alberi e delle siepi. Dagli artt. stabilisce. in fori facoltativi ed esclusivi.71 (oltre i quali la competenza è del Tribunale). 9 .c. comma primo. inoltre. 18 e 19 c. è competente il giudice del luogo dove il convenuto ha la residenza. o dove si trova un organo autorizzato a rappresentarla in giudizio. Per quanto riguarda il Tribunale dobbiamo ricordare che questo di norma svolge le sue funzioni in composizione monocratica.c.c. 9. 18. Agli effetti della competenza.. nei limiti di euro 15. stabilisce che qualora dovessero essere proposte all’interno dello stesso processo più domande nei confronti della stessa persona (cumulo oggettivo).493. 21-27. 3) quelle relative a rapporti tra proprietari o detentori di immobili adibiti a civile abitazione in materia di immissione di fumo o di calore.). riserva al Giudice di pace le cause di risarcimento del danno prodotto dalla circolazione di veicoli o di natanti (ovviamente nei confronti sia dei danneggiati che delle società assicuratrici). inerente la ripartizione della competenza per territorio è quella degli artt.p. diritti onorifici. 10 c. difatti ai sensi del comma primo art. terzo comma. che il valore della causa si determina in base alla domanda dell’attore. ma nei casi previsti dall’art. 19. interessi. 20). foro generale). Senza limiti di valore è invece l’attribuzione della competenza al Giudice di pace delle cause nelle materie elencate nell’art. né domicilio.. 10. ossia quello dei fori generali. 7. una competenza “residuale”. esclusivi. Accanto al criterio generale. Il secondo comma dell’art. né dimora nella Repubblica o non si conosca la sua dimora. Questo criterio base va poi integrato con le regole particolari fissate negli artt. in quanto le norme che le disciplinano li indicano come i soli fori competenti (es. 21. 7. stabilisce. esalazioni. comma secondo).p. per le cause relative a diritti reali su beni immobili è competente il giudice del luogo dove è posto l’immobile. querela di falso. solo nel caso in cui lo stesso non abbia residenza. il Tribunale è competente per tutte le cause che non sono di competenza di altro giudice (attualmente il solo Giudice di pace). invece. la composizione del tribunale sarà necessariamente collegiale. al primo comma. c.. è competente il giudice del luogo dove la stessa ha la sede. I fori speciali si distinguono. La competenza del Tribunale è. il domicilio o la dimora.p. per ogni causa di valore indeterminabile.p. è competente il giudice del luogo in cui ha la residenza l’attore. c. vengono disciplinati i fori speciali esclusivi.p. il valore della causa verrà determinato in base alla somma delle stesse (es. comma secondo.c. per l'esecuzione forzata e. Se parte convenuta è una persona giuridica. a loro volta.p. spese e danni). 50 bis c.d. 2) quelle relative alla misura ed alle modalità d'uso dei servizi di condominio di case.L'art. disciplinanti rispettivamente il “foro generale delle persone fisiche” ed il “foro generale delle persone giuridiche”. in generale.c. Viene effettuata tale distinzione a seconda che parte convenuta in giudizio sia una persona fisica o giuridica. dei casi di competenza esclusiva del Tribunale: in materia di imposte e tasse. secondo cui è “anche” competente il giudice del luogo dove l’obbligazione è sorta o deve essere adempiuta (facoltativo. in quanto viene riconosciuta all’attore la possibilità di scegliere tra il foro generale e quello speciale facoltativo). Il secondo comma dell’art.c. Ulteriore distinzione all’interno del foro territoriale è quella tra foro derogabile ed inderogabile. operano le regole eccezionali della indicazione di fori speciali che sono determinati in applicazione di criteri per lo più oggettivi. Determinazione del valore L’art.

anche i provvedimenti che dichiarano la sospensione necessaria. Difatti. 3) nei procedimenti cautelari e possessori. invece) l’eccezione stessa.).c. nonché le sentenze che abbiano deciso sulla litispendenza. 38. ossia nei casi di intervento obbligatorio del pubblico ministero. ex art. foro in cui parte è la p.facoltativo (art. è “facoltativo” nel senso che. se anche quest’ultimo dovesse dichiararsi a sua volta incompetente si verifica allora quella situazione che la legge chiama “conflitto di competenza” .p. Come disciplina il primo comma dell’art.c.p.c. a pena di decadenza. davanti al 10 . 70.p. Incompetenza e regolamento di competenza L’incompetenza e le modalità per eccepirla. 4) nei procedimenti in camera di consiglio. (c. può essere impugnata attraverso un mezzo riconosciuto alle parti: il regolamento di competenza. purché indichi il giudice che ritiene competente. Si può considerare un mezzo di impugnazione. 2. 2) nei processi di esecuzione forzata e di opposizione alla stessa.La competenza per territorio.p.o regolamento di competenza d’ufficio . ma in tal caso il giudizio sull’impugnazione ordinaria resta sospeso (art. Se è proposto subito il regolamento. al di fuori del caso indicato nell’art. disciplina il c. l’impugnazione ordinaria potrà investire soltanto il merito. Nel momento in cui viene sollevata l’eccezione di competenza. Tale secondo giudice.c. Tale mezzo si propone alla Corte di cassazione a sezioni semplici..a. può essere derogata dalle parti mediante un atto scritto. 28). 295 c. può essere rilevata solo dal convenuto e. per lo più con l’appello). in questo caso. Tale sentenza. Il regolamento di competenza si distingue in: .). . I casi in cui la deroga non è ammissibile. nella comparsa di risposta (primo atto difensivo del convenuto stesso). La deroga può risultare o da un accordo anteriore al processo.d. ed è “necessario” nel senso che esso è l’unico mezzo col quale tali sentenze possono essere impugnate (possono essere impugnate con regolamento necessario. le parti hanno due possibilità: o impugnare tutta la sentenza (ossia sia la parte che ha statuito sul merito che quella che ha statuito sulla competenza) con il mezzo ordinario.p. oppure impugnare la parte che ha statuito sul merito con il mezzo ordinario.d. In base a quanto delineato da detto articolo. per valore. decidendo in entrambi i casi mediante una sentenza. c. conflitto negativo di competenza. 42. l’eccezione si avrà per non proposta e la causa proseguirà dinanzi al giudice adito. 5) e in generale in ogni altro caso in cui l’inderogabilità sia disposta espressamente dalla legge (es. per territorio inderogabile e derogabile. al di fuori dei casi previsti dalla legge. ciò non impedisce alle altre parti di chiedere il regolamento. ed il termine per la proposizione di quest’ultima rimane sospeso. il regolamento non è l’unico mezzo di impugnazione proponibile. 183 c. ma concorre con i “modi ordinari” (in pratica. L’art. se invece viene proposta subito l’impugnazione ordinaria. indicando come competente altro giudice dinanzi al quale le parti riassumono la causa. le prime tre possono essere rilevate anche d’ufficio non oltre la prima udienza di trattazione (art. 3 e 5 dell’art. sono elencati nell’art. regolamento necessario d’ufficio). 45 c. 43): nel caso in cui la sentenza abbia pronunciato non solo sulla competenza ma anche sul merito. art.che rappresenta l’unico caso in cui il regolamento di competenza non ha le caratteristiche del mezzo di impugnazione. 38. 45. sono disciplinate dall’art. 42): quello proposto contro le sentenze che hanno pronunciato soltanto sulla competenza.). altrimenti.c. comma secondo. oppure da un accordo successivo all’inizio del processo. 28: 1) nelle cause previste nei numeri 1.. è possibile distinguere tra diversi tipi di incompetenza: per materia. 25 c. Mentre la competenza per territorio derogabile (ossia al di fuori indicati nell’art. il quale si verifica nel caso in cui il giudice adito dovesse dichiarasi incompetente. e quella sulla competenza con il regolamento facoltativo. il giudice adito potrà risolverla in due modi: accogliere (dichiarando la propria incompetenza) o rigettare (confermandola.necessario (art. continenza e connessione). in quanto presuppone una precedente sentenza sulla competenza.

In questi casi l’art. 31 c. comporta l’automatica sospensione del giudizio di merito (a differenza del regolamento di giurisdizione.c. Art. 34. 31-36 . entro 30 gg. l’accoglimento della domanda di pagamento degli interessi dipende dall’accoglimento della domanda di restituzione di una somma data a mutuo: perciò la prima è accessoria rispetto alla seconda. nei casi di incompetenza per materia e territorio inderogabile. 35 e 36 dispongono lo spostamento della competenza “sopravvenuto”. pur potendo costituire oggetto autonomo di una decisione. o. può richiedere d’ufficio il regolamento di competenza.c.p. ha diritto di essere garantito dal venditore (art.disciplinate dagli artt. il processo si estingue. Con l’espressione “questioni pregiudiziali” si intendono quelle questioni (di merito) che. ossia risarcita delle conseguenze della sua eventuale soccombenza. accessoria) dipende dalla decisione sull’altra (quella c. 31-36 c. Così ad es. non si può fare a meno di affrontare4. Art.).d. Tale norma. in mancanza. davanti al quale le parti dovranno riassumere la causa nel termine stabilito dalla pronuncia o. 18 e 19 c. cause che. 32 vi può essere uno spostamento della competenza territoriale per la causa di garanzia davanti al giudice competente per la principale. 367 c.a causa delle quali si potrebbero verificare degli spostamenti della competenza. soltanto. 43). Anche nei casi rientranti nell’art. “Cause accessorie” L’accessorietà che è il rapporto che intercorre tra due cause connesse oggettivamente (ma anche soggettivamente). La proposizione del ricorso. in cui viene indicato il giudice competente. “Cause di garanzia” La domanda di garanzia è quella rivolta dalla parte che fa valere il suo diritto (sostanziale) di essere “garantita” da un terzo.d. è certamente pregiudiziale la questione relativa alla sussistenza del rapporto di paternità. in quello di 6 mesi dalla comunicazione della sentenza della Corte di Cassazione. Art. Art.c. si veda art. Ad es. Tale procedimento si conclude mediante una sentenza della Corte. 11 . quest’ultimo attrae nella propria competenza anche la causa principale. Gli artt. 32 e 33 dispongono lo spostamento della competenza “originario”. 34. Il regolamento di competenza. principale). ove sia contestato. si inseriscono nell’iter logico-giuridico. rapporto di pregiudizialità-dipendenza: dalla risoluzione della questione pregiudiziale dipende la decisione della causa principale.c. “Accertamenti incidentali” Riguarda le questioni pregiudiziali. e che perciò. la causa accessoria può essere proposta davanti al giudice territorialmente competente per la principale. nel dettare la regola (in tema di competenza) secondo la quale se la questione pregiudiziale appartiene per materia o valore alla competenza di un giudice superiore. dalla notificazione dell’atto introduttivo dell’impugnazione stessa. deve essere proposto dalle parti mediante ricorso alla Corte di Cassazione.p. dalla comunicazione della sentenza (del giudice di merito) che abbia deciso sulla competenza. nel senso che la decisione su una di esse (quella c.) Il codice disciplina delle ipotesi particolari di connessione . In caso contrario. 31.c. rispetto ad una domanda di alimenti da padre a figlio.c prevede che la competenza territoriale possa modificarsi. nel caso in cui venga proposta prima l’impugnazione ordinaria (art.c.p. convenuto in giudizio da un soggetto che si vanta proprietario della cosa. dovrebbero essere proposte davanti a giudici territorialmente diversi. che conduce alla decisione sulla domanda principale. 33 c.c. 31 c. 1483 c. però.p. 32 c. 34 c. “Cumulo soggettivo” Ipotesi in cui una parte abbia intenzione di proporre causa nei confronti di più persone. ai sensi degli artt. coglie l’occasione per disporre che la questione pregiudiziale sia decisa con efficacia di giudicato se ciò è 4 Si tratta del c. È il caso del compratore che. per decidere su quest’ultima.). e che si ritiene a sua volta incompetente. Gli artt.p.quale la causa è stata riassunta.p.p. dà la possibilità alla parte attrice di proporle tutte davanti al giudice del luogo dove uno dei soggetti convenuti ha la residenza o il domicilio. nel caso in cui le diverse cause siano connesse per oggetto o titolo. entro il termine perentorio di 30 gg.c.d. L’art. difatti.p.. Modificazioni della competenza per ragioni di connessione (artt.

anche dal convenuto stesso. ma propone un’autonoma azione. 35 c. c) Conflitto negativo di competenza. La norma dispone che se la domanda principale è fondata su un titolo non controverso o facilmente accertabile.p.c.c. LE PARTI E I DIFENSORI.p. “Eccezione di compensazione” La norma si riferisce all’ipotesi in cui il convenuto eccepisca l’esistenza di un credito in compensazione. SINTESI Competenza: distribuzione del potere di decidere tra giudici appartenenti allo stesso ordine (civile. f) Cosa si intende per competenza “residuale” del Tribunale? g) Differenza tra foro generale e foro speciale. 12 .): si ha quando la causa viene instaurata dinanzi al giudice che non la competenza su quella determinata questione. ossia uno dei requisiti minimi per instaurare un processo. 41 e ss. Detta imparzialità viene garantita attraverso due strumenti: atensione e ricusazione. la questione pregiudiziale può essere decisa incidenter tantum (ossia solo per quel caso specifico).p. Con riferimento a tutte le particolari ipotesi di connessione.c.p. Anche qui. Rappresenta un presupposto processuale. Art. al di fuori di queste ipotesi. ossia quando quest’ultimo non si limita a chiedere il rigetto della domanda dell’attore. e) Come si determina il valore della causa.c.all’ipotesi di domande riconvenzionali che eccedono la competenza per materia o valore del giudice adito. Con riferimento agli argomenti trattati nell’unità didattica precedente si risponda ai seguenti quesiti: a) Differenza tra regolamento necessario e facoltativo di competenza. quando invece non sussistono quelle condizioni. Le garanzie dell'imparzialità del giudice e i limiti della sua responsabilità Una delle caratteristiche del giudice (oltre l’indipendenza da ogni altro potere dello Stato) è la sua imparzialità: nello svolgimento della sua attività deve comportarsi da organo super partes. 36 c.) Consiste in un’iniziativa spontanea del giudice. 51 c.richiesto “per legge o per esplicita richiesta di una delle parti”. Art. UNITA’ DIDATTICA 4 L'IMPARZIALITÀ DEL GIUDICE. tutte saranno trattate e decise con tale procedimento. 38 c. Astensione (art. se tra le cause connesse ve ne è una assoggettata al rito del lavoro. si segue il sistema già veduto per le questioni pregiudiziali: il giudice superiore attrae nella propria competenza l’intera causa.): viene posto in essere in tutti i casi in cui si verifica un “conflitto” tra due o più giudici in ordine alla competenza. Credito che deve essere contestato e che deve eccedere la competenza per materia o valore del giudice adito (altrimenti il problema non sorgerebbe). d) Differenze tra regolamento di giurisdizione e regolamento di competenza. c. Tale norma pone anche i limiti della domanda riconvenzionale: difatti quest’ultima deve dipendere dallo stesso titolo dedotto in giudizio dalla domanda principale o da un’eventuale eccezione sollevata. la legge applica la medesima regola . il giudice può compiere rispetto ad essa una pronuncia con riserva rimettendo la questione sull’eccezione al giudice superiore. L’astensione si distingue in obbligatoria e facoltativa. penale o amministrativo). “Connessione per riconvenzione” Tale norma fa riferimento alla “domanda riconvenzionale” del convenuto. b) Casi di competenza per territorio inderogabile.attrazione dell’intera causa nella competenza del giudice superiore .c. Regolamento di competenza (art. Ed in questo modo dispone anche che.p. Incompetenza (art. GLI AUSILIARI DEL GIUDICE.

c. nei casi e nei modi stabiliti dalla legge. l’azione di rivalsa nei confronti del magistrato. 126 c.. entro un anno dall’avvenuto risarcimento. 117 del 1988. è il principale collaboratore del giudice. con decreto motivato. o qualora vi sia stato diniego di giustizia (che.p.p. 52 e ss. nel caso in cui abbiano motivo di dubitare dell’imparzialità del giudice.c. 51. La competenza spetta al Tribunale del luogo ove ha sede la Corte d’Appello del distretto più vicino a quello in cui è compreso l’ufficio giudiziario al quale apparteneva il magistrato al momento del fatto.). si svolge il relativo giudizio nel quale il magistrato interessato. il custode) chiamati dalla legge “ausiliari del giudice”. comma terzo. Ricusazione (art. nella misura non superiore al terzo di un’annualità dello stipendio. 51. salvo il caso di dolo. delibera in camera di consiglio dichiarando. 53): al presidente del tribunale se sia ricusato il giudice di pace.c. le parti possono richiederne la ricusazione mediante ricorso proposto al giudice competente (art. La proposizione della domanda presuppone una pronuncia di ammissibilità della stessa da parte del Tribunale che. la pubblicazione delle sentenze (l’attestazione dell’avvenuto deposito mediante l’apposizione della data e della firma del 13 .)..p. Il cancelliere (artt.). documenta le dichiarazioni delle persone intervenute. c. lo Stato.p.. 54 c. In tal caso sarà necessaria l’autorizzazione del capo dell'ufficio(art. al di fuori di tali ipotesi tassative. la parte può agire per ottenere il risarcimento dei danni subiti. Il ricorso per ricusazione sospende il processo (art. alle proprie attività ed a quelle degli organi giudiziari e delle parti. può astenersi. 52.p. comma primo: es. Se l’azione è dichiarata ammissibile.) Rappresenta un mezzo riconosciuto alle parti. ecc. In caso di accoglimento della domanda. altri (il consulente tecnico.I motivi di astensione obbligatoria sono tassativamente previsti dalla legge (art. omissione o ritardo del magistrato nel compimento di atti del suo ufficio” e sempre in quanto sia decorso inutilmente un termine di 30 giorni dal deposito in cancelleria di un’istanza della parte per ottenere il provvedimento). qualora il giudice abbia interesse nella causa o in altra vertente su identica questione di diritto. La ricusazione dà luogo ad una sorta di procedimento incidentale che inizia con un ricorso e si conclude con un’ordinanza non impugnabile con la quale viene eventualmente designato il giudice che deve sostituire quello ricusato (art. può esercitare. fino a querela di falso. per la legge. le attività svolte e i fatti verificati nel processo). qualora egli stesso o il coniuge abbiano rapporti di parentela entro il quarto grado o sia convivente di una delle parti o dei loro difensori. Nell’esercizio delle sue attività ha piena autonomia. il giudice ritenga che esistano gravi ragioni di convenienza. l’ufficiale giudiziario e gli ausiliari del giudice Nell’assolvimento della sua funzione. l’inammissibilità dell’azione quando essa è manifestamente infondata. sussiste in caso di “rifiuto. Alcuni di questi organi (il cancelliere e l’ufficiale giudiziario) appartengono in modo permanente all’organizzazione strutturale dei singoli uffici giudiziari.). Nei casi di astensione obbligatoria.sono estranei a tale organizzazione ed assolvono la loro funzione a seguito di un incarico specifico affidato loro occasionalmente di volta in volta. quando il giudice non si sia astenuto. può intervenire in ogni fase e grado del procedimento. il giudice si avvale della collaborazione di taluni uffici complementari impersonati da organi. comma secondo). Il cancelliere. Gli atti tipici del cancelliere sono: il processo verbale (art.c. Responsabilità civile del giudice È disciplinata dalla legge n. sentite le parti. Caratteristica principale dell’attività del cancelliere è la documentazione che consiste nell’attribuire pubblica fede.c.c. Nel caso in cui. al collegio se è ricusato uno dei componenti del tribunale o della corte. L’azione di risarcimento del danno si instaura con un ricorso al Presidente del Consiglio dei Ministri. 57 e 58 c. Nel caso in cui il giudice abbia posto in essere un atto o un provvedimento giudiziario con dolo o colpa grave nell’esercizio delle sue funzioni (“negligenza inescusabile”). dichiarato responsabile e condannato al risarcimento. ai quali la legge attribuisce specifiche funzioni.

e colui nei cui confronti la domanda è proposta (“soggetto passivo”).in cui. ricorrente e resistente in quello in Cassazione).). a funzioni che sono centrali ed essenziali. in cui il potere rappresentativo è conferito dal titolare del diritto (che così diverrà il rappresentato) attraverso un negozio (la procura). anche le persone fisiche incapaci d’agire). le comunicazioni (destinate a portare a conoscenza delle parti i provvedimenti del giudice attraverso i biglietti di cancelleria). L’art. Più precisamente. prevede il ricorso ad altri più generici ausiliari.).).p. e può essere eccepito per la prima volta anche in Cassazione.cancelliere). Infine. la norma stabilisce che le stesse stanno in giudizio per mezzo di chi le rappresenta a norma della legge e dello statuto (art.p. afferma che sono capaci di stare in giudizio le persone che hanno il libero esercizio dei diritti che vi si fanno valere.) assolve. 59 c.d.p.c. Il consulente tecnico (art.c. Esse prendono un diverso nome a seconda dell’azione esercitata (es. comunque. parti nel processo sono rispettivamente colui che propone la domanda (“soggetto attivo”). o quando hanno compiuto un atto nullo con dolo o colpa grave (art. l’art.) ed al quale affida determinate indagini (i c. L’ufficiale giudiziario (art. Vale a dire che sono capaci di stare in giudizio i soggetti che non devono essere rappresentati.p. ponendo in essere atti processualmente validi). comma primo. La parte e la giusta parte La dottrina maggioritaria è unanime nel distinguere la parte dalla giusta parte: per “parte” si deve intendere colei che ha proposto la domanda. le persone che non hanno il libero esercizio dei diritti non possono stare in giudizio se non sono rappresentate. assistite o autorizzate secondo le norme che regolano la capacità. È scelto di volta in volta tra persone iscritte in albi speciali (art. Parte è chi compie gli atti del processo e ne subisce gli effetti.).differisce la rappresentanza volontaria (art. appunto. o per altre cause.. Dalla rappresentanza legale . art. con riguardo alle persone giuridiche. “organo esecutivo”. sulle quali il consulente riferisce di solito con una relazione scritta o anche con chiarimenti verbali in udienza o in camera di consiglio. 75.p. ed è perciò destinatario dei provvedimenti del giudice. 61 e ss. c. Infine. è l’ausiliario del quale il giudice si serve quando la sua attività si svolge in un campo nel quale si richiedono particolari cognizioni tecniche non giuridiche. per “giusta parte” colei che è legittimata ad agire o a contraddire. Tale difetto è. Capacità processuale Innanzitutto dobbiamo distinguere la capacità di essere parte (che appartiene a tutti i soggetti. dalla capacità processuale (vale a dire la capacità di stare in giudizio. 60 c. La rappresentanza (legale) si riferisce all’incapace totale (minore non emancipato. per l’incapacità dei rappresentati. Il “difetto di rappresentanza” è rilevabile in ogni stato e grado del giudizio. 68 c. Altra attività di particolare rilievo è la notificazione degli atti (che consiste nella consegna al destinatario di una copia conforme all’originale dell’atto che. nonché la possibilità di ricorrere all’assistenza della forza pubblica. 14 . minore emancipato. 65 c. Il custode è la persona alla quale viene affidata la conservazione e. 75. in quanto impersona il c.d. rifiutano od omettono di compiere gli atti inerenti all’ufficio. 137 e ss. rispettivamente: attore e convenuto nel processo di cognizione. 61 c. Le parti La legge non definisce il concetto di parte. La sanatoria si realizza sempre con la costituzione nel successivo grado di giudizio del rappresentante legittimato.c. senza giustificato motivo. anche d’ufficio.c. Ai sensi del secondo comma del citato art.p. l’assistenza all’incapace parziale (inabilitato. nel processo esecutivo. Sia il cancelliere che l’ufficiale giudiziario sono civilmente responsabili quando.c. gli deve essere notificata. 75.c. è la legge che conferisce il potere rappresentativo al rappresentante . Ha diritto ad un compenso da liquidarsi con decreto del giudice che lo ha nominato.p. 77 c. sanabile in qualunque stato e grado del giudizio con effetto retroattivo.). talora. appellante e appellato nel processo di appello. l’amministrazione dei beni pignorati o sequestrati (art.c. “quesiti”). interdetto). comma terzo). che stanno in giudizio insieme al curatore).

p. nelle cause il cui valore non ecceda euro 516. 82.quando la parte ha la qualità necessaria per esercitare l’ufficio di difensore (art. Tale articolo afferma che fuori dai casi espressamente previsti dalla legge. 86). Davanti alla Corte di Cassazione le parti devono farsi assistere da avvocati iscritti nell’apposito albo. Per questa eventualità.p. al di fuori di ipotesi tassative. La condanna delle spese Circa le spese processuali vigono due principi fondamentali: il “principio dell’anticipazione delle spese”. dei suoi prossimi congiunti o del p. o il difensore può rinunciarvi. Quando le parti stanno in giudizio con il ministero di un avvocato.di un curatore speciale all’incapace.).): strumento processuale con cui le parti hanno la possibilità di ricusare il giudice nei casi di astensione obbligatoria.) .il giudice di pace. resa più rigorosa. La regola della soccombenza può talora essere.p. prevede la nomina .c. affinché anche le persone meno abbienti possano adire gratuitamente la giustizia o difendersi dalle altrui pretese. 82.d. pertanto. Il nostro ordinamento ammette l’istituto del gratuito patrocinio a spese dello Stato. destinatario dei provvedimenti del giudice. appunto.46 (art. per una ragione qualsiasi. La procura si conferisce mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata. . La procura può essere sempre revocata dalla parte. Ricusazione (art. nell’interesse della parte. può autorizzare la stessa a stare in giudizio di persona (art. in cui possono agire personalmente: . Il codice chiude la regolamentazione della parte con l’art. 96 c. relativo alla sostituzione processuale. esistano ragioni di urgenza.c. con i poteri di rappresentanza o di assistenza in via provvisoria. quando nell’atto non è espressa volontà diversa. .). Il difensore può compiere e ricevere.c. ancorché incapace. ossia l’ipotesi che. fino ad assumere i caratteri propri di un autentico risarcimento dei danni.p. 88 e 89 c. È questa la fattispecie della c. 78. 91 c. 51): procedimento interno di carattere amministrativo. al contrario. della parte soccombente e a favore della parte vittoriosa (art. 79 c. ossia finché subentri colui al quale spetta la rappresentanza o l’assistenza. che riguarda il solo organo giudiziario e non le parti in causa. alla persona giuridica o all’associazione non riconosciuta. SINTESI Astensione (art. in quanto ciascuna parte provvede ad anticipare le spese del giudizio. Parte: chi compie gli atti nel processo e ne subisce gli effetti ed è. la legge ha preso in considerazione un’eventualità contingente. comma primo. Non devono utilizzare frasi sconvenienti od offensive. manchi la persona alla quale spetti la rappresentanza o l’assistenza e. il “principio dell’onere della soccombenza”. secondo cui le spese sono poste a carico. questi deve essere munito di procura generale o speciale. Tale fattispecie si configura quando viene accertato che la parte soccombente abbia agito (in caso di soccombenza dell’attore) o resistito in giudizio (in caso di convenuto) con mala fede o colpa grave (comportamento che si suole qualificare come temerarietà della lite). responsabilità aggravata di cui all'art. tutti gli atti che la legge non riservi espressamente. comma secondo).p. Se violano tali prescrizioni questi possono incorrere al pagamento del risarcimento del danno (artt. 81 c. l’art.m. I difensori Le parti possono stare in giudizio soltanto con l’assistenza di un difensore legalmente esercente.c. 15 . tenuto conto della natura e dell’entità della causa. nessuno può far valere nel processo in nome proprio un diritto altrui. comma primo).davanti al giudice di pace.Infine. Sia le parti che i loro difensori hanno il dovere di comportarsi in giudizio con lealtà e probità (onestà e integrità morale).c. La procura speciale si presume conferita soltanto per un determinato grado del processo. (art.su istanza dell’interessato. su istanza di parte. 52 e ss. d’altra parte.

o di tutti i condomini). Pluralità di parti Si ha litisconsorzio quando nel processo vi è una pluralità di parti.p. Il litisconsorzio facoltativo (art. intervento). se vi è istanza di tutte le parti.): questo si verifica quando per ragioni di convenienza pratica. GLI ATTI PROCESSUALI Con riferimento agli argomenti trattati nell’unità didattica precedente si risponda ai seguenti quesiti: a) Differenza tra astensione obbligatoria e facoltativa. La legittimazione all’intervento si fonda su una connessione oggettiva tra l’azione in corso e quella che il terzo vuole proporre. l’estinzione del processo. comma secondo. Il litisconsorzio necessario (art. nel corso dell’istruzione o nella decisione. e determina spesso un ampliamento dell’oggetto processuale. Il litisconsorzio è ammesso per due ragioni: il principio dell’economia dei giudizi.c. che. potendo in qualche modo risentire delle conseguenze derivanti da un processo di cui non è parte. Nel caso in cui il giudizio viene promosso senza la presenza di tutti i litisconsorti . la domanda di divisione deve proporsi nei confronti di tutti gli eredi. 105 c. ossia non produrrà effetti neanche nei confronti delle parti costituite. o quando la continuazione della loro riunione ritarderebbe o renderebbe più gravoso il processo. Con l’intervento il terzo acquista la qualità di parte.): esso si ha quando la decisione non può essere pronunciata che nei confronti di più parti. Si tenga comunque presente che il terzo 16 . la sentenza pronunciata sarà come inutiliter data.. qualora il giudice dovesse proseguire il giudizio nonostante la mancanza di un litisconsorte necessario. La ragione pratica di tale istituto è data dal fatto che la posizione del terzo potrebbe subire delle conseguenze indirette dalla sentenza altrui.e cioè da alcune parti o soltanto nei confronti di alcune di esse -. il giudice deve ordinare l’integrazione del contraddittorio in un termine perentorio da lui stabilito. il litisconsorzio originario può essere necessario o facoltativo. ha interesse allo svolgimento e all’esito del processo stesso. coatto su istanza di parte e coatto per ordine del giudice. Nel litisconsorzio facoltativo le azioni connesse. c) Capacità processuale d) Responsabilità aggravata. e cioè quando vi sono più attori (litisconsorzio attivo) o più convenuti (litisconsorzio passivo). L’intervento volontario (art. decorso inutilmente il quale si avrà come conseguenza. b) Diniego di giustizia. Rispetto al rapporto che lega le parti tra loro. e può rimettere al giudice inferiore le cause di sua competenza. in tal caso queste devono agire o essere convenute nello stesso processo (es. rimangono distinte e possono essere decise in modo differente: a norma dell’art. due azioni vengono esercitate nello stesso processo. c. 103. sebbene proposte nello stesso processo. ovvero che si vuole esercitare contro di lui. L’intervento (litisconsorzio successivo) L’intervento si verifica quando in un processo già iniziato subentra un soggetto estraneo.c.c.p. Inoltre.UNITA’ DIDATTICA 5 PLURALITA’ DI PARTI. e quello della non contraddittorietà dei giudicati.c. Questo può essere proprio (più persone possono agire o essere convenute nello stesso processo a condizione che fra le cause proposte esista connessione per l’oggetto o per il titolo). Rispetto al momento in cui si verifica la presenza di più parti il litisconsorzio può essere “originario” o “successivo” (c.): è l’intervento dovuto all’iniziativa spontanea del terzo. diverso dalle parti originarie. IL PUBBLICO MINISTERO. 103 c. e può essere improprio (quando la decisione dipende totalmente o parzialmente dalla soluzione di identiche questioni). la separazione delle cause. L’intervento può essere di tre tipi: volontario.p. non si tratta però di una riunione imposta dalla legge.p. il giudice può disporre.d. 102 c. e) Casi in cui la parte può agire personalmente in giudizio.

L’intervento coatto su istanza di parte (art. o “universale”. il processo è proseguito dal successore universale o in suo confronto. 108 c. qualora le altre parti non si oppongano. in caso di soccombenza. ma avendo solo un interesse nella causa (es.. 109 c.c. e presuppone la pluralità di convenuti.): il giudice può disporre l’intervento quando ritiene che il processo si debba svolgere nei confronti di un terzo al quale la causa sia comune. 2) adesivo autonomo o litisconsortile. il giudice può ordinare il deposito della cosa o della somma dovuta. ma non potrebbe agire da solo. il quale si verifica quando una delle parti ritenga la sua causa comune ad una terzo. e può estromettere l’obbligato dal processo. Tale intervento a sua volta può essere: 1) principale. per esercitare nei suoi confronti l’azione di regresso.c. 404 c. L’estromissione può colpire tanto una parte originaria quanto una parte intervenuta o chiamata nel processo già pendente. ma la sentenza di merito spiega i suoi effetti anche contro il garantito estromesso.c. Si tratta di chiamare in causa i terzi che avrebbero potuto spiegare intervento principale o adesivo autonomo. in tal caso il processo prosegue contro il garante. quest’ultimo può chiedere. La successione nel diritto controverso (art. che ricorre quando il convenuto chiama in causa il proprio garante per essere coadiuvato nella difesa e. 106 c.p. che consiste nell’uscita di una parte dal processo per effetto di una pronuncia del giudice. oppure per tener conto dell’interesse del terzo e tutelare le sue ragioni.p. l’interventore non può proporre impugnazione autonoma se la parte adiuvata vi abbia rinunciato. quando nel corso del processo una delle parti viene meno per morte o per altra causa5. Se il trasferimento avviene con per atto inter vivos. Tizio rivendica una cosa nei confronti di Caio.) contro la sentenza. pur facendo valere un diritto autonomo. a seconda che a venir meno sia parte attrice o convenuta. quando l’interveniente.): quando si contende a quale di più parti spetti una prestazione e l’obbligato si dichiara pronto a eseguirla a favore di chi ne ha diritto. mediante citazione. ma alla parte che deve provvedere alla chiamata. ed ha luogo quando si accerti il difetto dei presupposti che condizionano la presenza della parte nel processo.p. non vantando nessun diritto.c. quando l’interveniente afferma un diritto proprio in contrasto sia con l’attore che con il convenuto (es.p. 2) “chiamata in garanzia”. Proprio per tale motivo l’interventore adesivo autonomo può proporre domande nuove o impugnare autonomamente la sentenza. 3) adesivo dipendente (ad adiuvandum). 17 .): tale articolo regola l’ipotesi di chiamata in causa del garante. assume una posizione uguale a quella di una delle parti. o 5 Esempio di altra causa. La successione nel processo (art. l’estromissione. pur coincidendo con quella di una delle parti.p. Estromissione dell’obbligato (art.) Diversa è la conseguenza nel caso in cui il diritto controverso sia trasferito per successione a titolo particolare mentre è pendente il processo. 111 c. il sub-conduttore che interviene nella causa pendente tra il locatore ed il conduttore altro condebitore. Sempronio interviene sostenendo che quel bene è il suo).c. Il codice regola espressamente due casi di estromissione. L’estromissione Fenomeno inverso all’intervento è quello dell’estromissione.c. In entrambi i casi la parte (alienante. 110 c. che assume la veste di sostituto processuale del garantito ex art.potrebbe attendere la fine del processo e proporre l’opposizione di terzo (ex art. se questi compare e accetta di assumere la causa in luogo del garantito.c.).): tale tipo di intervento può essere di due tipi: 1) intervento coatto su istanza di parte “in senso proprio”.) Si ha successione nel processo. per garantire unità e uniformità di decisione sui rapporti connessi.p. L’ordine di intervento non è diretto al terzo. Il giudice può ordinare l’intervento per economia dei giudizi. anche qui il terzo sostiene le ragioni di una delle parti. Se la parte non ottempera la causa viene cancellata dal ruolo. comunque rimane sempre distinta da essa. 107 c. la sua difesa. il processo è proseguito dal successore universale o nei suoi confronti. Estromissione del garantito (art. Per tale situazione di dipendenza processuale. 81 c.p. Siamo davanti ad un’ipotesi di connessione oggettiva per oggetto o titolo. L’intervento coatto per ordine del giudice (art.c. il processo prosegue tra le parti originarie.p. Se il trasferimento avviene mortis causa. è la fusione di società.

70. che sono tassativamente elencate nel testo della norma: nelle cause che egli stesso potrebbe proporre.c. ma il giudice che la dirige può disporre che si svolga a porte chiuse se ricorrono ragioni di sicurezza dello Stato. si distingue un gruppo in cui tale azione tende ad ottenere dal giudice un provvedimento favorevole ad una determinata persona (es.: agente ed interveniente. 70.c.). L’udienza è diretta dal giudice singolo o dal presidente del collegio.M.p. interveniente: ai sensi dell’art.) Qualora si tratti di P.p. l’intervento del P. Infine. di ordine pubblico o di buon costume. può proporre impugnazioni contro le sentenze relative a cause matrimoniali. 18 . ed un gruppo in cui essa si pone come il limite di ordine pubblico alla libera esplicazione della volontà delle parti (es. . opposizione al matrimonio). di ordinare al cancelliere la comunicazione degli atti del processo al P. 70. P.). L'intervento può essere utilmente compiuto fino al momento che precede il giudizio.c.M. Infine. 1. Negli altri casi di intervento.M.M. il P. si ha nel procedimento della “querela di falso”.c. agente (o attore): l’art. possono essere compiuti nella forma più idonea al raggiungimento dello scopo. prevede la “libertà delle forme” degli atti: gli atti del processo per le quali la legge non richiede forme determinate.p. nelle cause matrimoniali comprese quelle di separazione personale dei coniugi.. salvo che per quelle di separazione personale. comma primo) rilevabile anche d’ufficio in una serie di ipotesi. 69c. 70).M.M. Il processo può svolgersi in un’unica udienza o in più udienze. è .M. P.p.c.p. Inoltre. deve intervenire a pena di nullità (“intervento obbligatorio”. deve agire.c. questo è il principio della “congruità della forma allo scopo”. comma secondo).M.c.c. Gli atti processuali Il processo. ult. stesso.M. 70 c. non è più il titolare del diritto che lo stesso difende nel processo: pertanto. dare conclusioni nei limiti delle domande proposte dalle parti. in ogni altra causa in cui ravvisa un pubblico interesse (art. Il Pubblico Ministero Il Pubblico Ministero (P.M. l’art. agente o interveniente nelle cause che avrebbe potuto proporre (n.successore universale). Ha inoltre l’obbligo di intervento in ogni causa davanti alla Corte di Cassazione (art. dispone che il pubblico ministero esercita l’azione civile nei casi stabiliti dalla legge. è un organo dello Stato destinato ad operare accanto agli organi giurisdizionali nell’interesse pubblico rappresentato dall’attuazione della legge. 51 c. il legatario in caso di trasferimento “mortis causa”. 121 c. il P.M. la nomina del curatore dello scomparso). da un punto di vista strutturale è un procedimento cioè una sequenza di atti finalizzati ad uno scopo. I poteri del P. l’art. 71 c. Il nostro ordinamento all’art.M. comma primo. al P. Nel vasto gruppo di situazione in cui il P. Il cancelliere redige processo verbale sotto la direzione del giudice. ha la facoltà di intervenire (“intervento facoltativo”). tranne che nelle cause davanti alla Corte di Cassazione. Il P. L’udienza in cui si discute la causa è pubblica a pena di nullità. ossia il momento nel quale le parti precisano le conclusioni. sia posto in condizione di poter intervenire. 81 c.p.).ex art. Questo sarà sottoscritto dal giudice e dallo stesso cancelliere. ma non quella relativa alla ricusazione (art.M.M. il P. nelle cause riguardanti lo stato e la capacità delle persone. Affinché. 72 c. 73 c.p. vengono riconosciuti gli stessi poteri che competono alle parti e li esercita nelle forme che la legge stabilisce per queste ultime. può essere obbligatorio o facoltativo. (art. contempla l’obbligo del giudice davanti al quale è proposta una delle citate cause.p. art. e negli altri casi previsti dalla legge6.p. dedurre prove. comma).c. Gli atti del giudice 6 Un esempio di intervento obbligatorio previsto dalla legge. La legge distingue tra due diverse figure di P.M. può produrre documenti. stabilisce che al P. Successore a titolo particolare è l’acquirente in caso di trasferimento “inter vivos”.un sostituto processuale del successore a titolo particolare. 52 c. si applica la norma relativa all’astensione del giudice (art. art.

158. Il giudice. A differenza dell’ordinanza. 134 c. 156 c. normalmente sono termini “ordinatori”.p. La nullità delle sentenze soggette agli ordinari mezzi di impugnazione (appello e ricorso per cassazione). In mancanza di tali prescrizioni. nullità relative) a meno che la legge non disponga che possa essere rilevata d’ufficio (c. Può tuttavia essere pronunciata quando l’atto manca dei requisiti formali indispensabili per il raggiungimento dello scopo.c. può o disporre la rinnovazione degli atti laddove possibile. Inesistenza: essa è l’effetto dell’atto che manchi di quel minimo di elementi necessari perché possa riconosciuto come tale. quando viene rilevata la nullità di un atto. rende l’atto inidoneo al raggiungere il suo scopo. ordinanza o decreto. Da questo regime si sottrae l’ipotesi in cui la sentenza sia priva della sottoscrizione del giudice (ossia inesistente).d.p.p. Questi ultimi non possono essere modificati nemmeno con l’accordo delle parti. appunto. la nullità parziale di un atto non si estende alle altre che ne siano indipendenti (“limiti interni” dell’atto invalido) (art. 132. 135 c.c.p.). di norma “insanabili”). Se l’atto viziato raggiunge il suo scopo. non presuppone il contraddittorio. Mentre. Mentre i termini ordinatori possono essere prorogati anche d’ufficio. stabilisce che non può esserci nullità per violazione della forma di un atto. ne può produrre altri ai quali sia invece idoneo (“principio della conservazione degli atti nulli”). salva espressa indicazione della legge. può essere fatta valere solo nei limiti e secondo le regole proprie di detti mezzi.M.d. 162). I termini I termini per il compimento degli atti del processo sono stabiliti dalla legge. Il decreto è pronunciato d’ufficio o su ricorso della parte (art. nullità assolute. Tale articolo pone un principio importantissimo: cioè la nullità può essere eccepita solo su istanza di parte (c. determina la sanatoria della nullità per effetto del passaggio in giudicato. comma primo. il dispositivo e la sottoscrizione del giudice (elemento quest’ultimo richiesto a pena di inesistenza). É pronunciata nel contraddittorio dalle parti. Le nullità La nullità è la conseguenza dell’inosservanza delle prescrizioni stabilite dalla legge per il compimento dell’atto e. sentenza. ai sensi dell’art. salvo che la legge in casi particolari preveda dei termini “perentori”.c. L’art. L’eventuale nullità di un atto si estende solamente agli atti successivi e dipendenti (“limiti esterni” dell’atto invalido).Gli atti del giudice (c. “provvedimenti”) possono avere la forma della sentenza. e deve contenere l’intestazione Repubblica italiana. 161. al fine di consentire la prosecuzione del processo. L’ordinanza (art. La legge prescrive in quali casi il giudice pronuncia. L’ordinanza pronunciata in udienza è inserita nel processo verbale. in udienza o fuori dall’udienza. più esattamente. l’eventuale decadenza dal mezzo di impugnazione. Ai sensi dell’art. i provvedimenti sono dati in qualsiasi forma idonea al raggiungimento dello scopo. L’ordinanza deve essere succintamente motivata. 157 c. regola il modo con cui la nullità può essere rilevata. La sentenza è resa pubblica mediante deposito nella cancelleria. 159).c. La proroga non può avere una durata superiore al termine originario.c. Non è motivato salvo che la legge espressamente lo stabilisca. neanche in questo caso si potrà pronunciare la nullità (la nullità è sanata). di quella pronunciata fuori dall’udienza ne sarà data notizia alle parti mediante comunicazione. pertanto. oppure emettere una sentenza che dichiara la nullità del processo e concludere il giudizio (art.) può essere emanata dal giudice istruttore o dal collegio.p.c. c. 70 c. e la loro decorrenza comporta la decadenza automatica del soggetto dalla facoltà di compiere l’atto. si “assorbe” in vizio oggetto di gravame (art.d.). La nullità della sentenza. Se l’atto è nullo ai fini di un determinato effetto. prevede due ipotesi di nullità insanabile: quella derivante dall’irregolare costituzione del giudice o dal mancato intervento del P. ossia può essere emanato inaudita altera parte. la sentenza è pronunciata in nome del popolo italiano. ordinanza o decreto. L’art. Il successivo art.p. 19 . Tra gli elementi si possono menzionare la motivazione.

in quanto la data della prima udienza è fissata dall’attore nell’atto di citazione.p. 3) fase decisoria.d. Prima di iniziare lo studio del processo di cognizione. a decidere con sentenza definendo la questione controversa tra le parti. 163. FASE INTRODUTTIVA L’atto introduttivo del giudizio di cognizione è l’atto di citazione7. L’atto di citazione è un atto doppiamente recettizio: nei confronti del convenuto mediante la notificazione (c. Pubblico Ministero: organo dello Stato destinato ad operare accanto agli organi giurisdizionali nell’interesse pubblico rappresentato dalla attuazione della legge. d) Esempio di nullità insanabile.d. Nel processo civile può svolgere sia la funzione di agente che di interveniente. UNITA’ DIDATTICA 6 FASE INTRODUTTIVA E FASE ISTRUTTORIA DEL GIUDIZIO DI COGNIZIONE Con riferimento agli argomenti trattati nell’unità didattica precedente si risponda ai seguenti quesiti: a) Litisconsorzio facoltativo e connessione oggettiva. c) Successione a titolo particolare nel diritto controverso. 121 c. edictio actionis). Il Tribunale decide in composizione monocratica assumendo in se le funzioni di giudice istruttore ed organo giudicante (c. vocatio in ius). e) Principio di assorbimento delle nullità nei vizi di gravame. l’atto di citazione deve contenere: 1) l’indicazione del tribunale davanti al quale la domanda è proposta. con particolare riguardo degli artt. che consiste nell’attività svolta per individuare e discutere le domande e le eccezioni.): principio della libertà delle forme. 180. Ai sensi dell’art. caratterizzata dall’emissione della sentenza da parte del giudice. o successiva. nonché una precisa consultazione degli artt. nel caso dell’intervento. e nei confronti del giudice adito (c. Il processo di cognizione può essere definito come quel processo in cui il giudice è chiamato ad accertare la situazione di fatto esistente tra le parti in causa. Per citazione si deve intendere la chiamata in giudizio della parte contro la quale la domanda è proposta. 51/98). tranne nelle ipotesi previste dall’art. 50 bis c. Il codice di procedura civile distingue nettamente tre fasi del processo di cognizione: 1) fase introduttiva. nel caso del litisconsorzio. 51/2006 entrate in vigore il 1° marzo 2006. 20 . e “istruzione probatoria”.SINTESI Il processo civile può essere caratterizzato da una pluralità di parti che può essere originaria. inoltre.p.d. 163 c. Principio della congruità della forma allo scopo (art. giudice unico).c. in cui si realizza la raccolta e la valutazione delle prove). b) Intervento volontario e coatto. è bene effettuare un ripasso approfondito dei principi generali affrontati nelle precedenti unità didattiche. 2) fase istruttoria (che a sua volta si distingue in “fase di trattazione”.c. 163-190 contenuti nel codice di procedura civile. 183 e 184 modificati dalle leggi n. n. n. 263/2005 e n. 2) 7 O meglio. una citazione a comparire a udienza fissa (art. comma primo). importante è che l’atto abbia la forma idonea al raggiungimento dello scopo a cui è destinato. necessaria può facoltativa.c. in cui la decisione spetta al tribunale in composizione collegiale (riforma introdotta dal d.p. ad individuare la norma giuridica che deve essere applicata nella fattispecie.lgs. 80/2005. Tale pluralità può essere.

fissa la materia oggetto del contendere). 2) se il convenuto non si costituisce. 5) l’indicazione dei mezzi di prova. Riguardo alla vocatio in ius. si ha nullità circa l’edictio actionis. su istanza di parte. il giudice concede all’attore un termine perentorio per integrare la domanda in quelle parti mancanti. Costituzione delle parti in giudizio La costituzione in giudizio è l’atto con cui la parte si presenta per mezzo del suo difensore (o personalmente nei casi in cui la legge lo consente). l’attore deve costituirsi entro 10 giorni dalla notificazione della citazione al convenuto (o 5 gg. l’atto di citazione è nullo: se è omesso o risulta assolutamente incerto uno dei requisiti stabiliti nei punti 1) e 2) dell’art.) Si possono distinguere due ipotesi di nullità della citazione a seconda che siano viziati gli elementi della vocatio in ius o della edictio actionicìs. 163. 163 bis) Tra il giorno della notificazione e quello dell’udienza di comparizione devono intercorrere termini liberi non inferiori a 90 giorni (150 se la notifica deve essere fatta all’estero). 8 9 Ad esempio. 167 c.p. l’invito al convenuto a costituirsi nel termine di legge. impedisce la decadenza). quando l’atto di citazione è privo delle indicazioni ai punti 3) e 4) dell’art. 164 c. Anche qui possono verificarsi due ipotesi: 1) se il convenuto si costituisce. fissa il momento in cui devono ricorrere tutti i presupposti processuali. allora si verifica la sanatoria dei vizi con efficacia retroattiva. Nelle cause in cui sussistono particolari ragioni di urgenza. 163 bis.Effetti processuali: sono quelli che la domanda giudiziale produce sul rapporto processuale (esistenza giuridica del rapporto processuale.Effetti sostanziali: in base al principio che il tempo necessario allo svolgimento del processo non deve danneggiare la parte che ha ragione (interrompe la prescrizione. la procura e i documenti che offre in comunicazione..c. Mentre.p. e dispone d’ufficio la rinnovazione dello stesso entro un termine perentorio. 165 c. . la sanatoria ha efficacia “non retroattiva”. di iscrivere la causa nel “ruolo generale degli affari contenziosi civili”. il Presidente del tribunale. Ai sensi dell’art. può abbreviare i termini sino alla metà. nel caso di abbreviazione dei termini). in caso di incapace il rappresentante legale. 2) se il convenuto non si è costituito.l’indicazione delle parti e delle persone che le rappresentano o le assistono8. si verifica la sanatoria dell’atto con efficacia retroattiva. Termine per comparire (art.c. innanzi al giudice davanti al quale pende il processo. se manca l’avvertimento delle decadenze previste al punto 7) dell’art. La notifica della citazione al convenuto. eccezioni processuali e di merito non rilevabili d’ufficio o chiamare in causa in terzo). 21 . ossia restano fermi i diritti quesiti anteriormente alla rinnovazione o alla integrazione. il giudice fissa un termine perentorio per la rinnovazione dell’atto di citazione. Istanza rivolta al cancelliere. 163. 163. 6) le generalità del procuratore e l’indicazione della procura. (preclusione della possibilità di proporre domande riconvenzionali. se la rinnovazione viene eseguita. 4) le ragioni della domanda e le relative conclusioni. 3) l’oggetto della domanda. Nullità della citazione (art. il giudice rileva la nullità dell’atto. pena l’estinzione del processo. se non viene eseguita. 7) l’indicazione del giorno dell’udienza di comparizione. a differenza della vocatio in ius. In dette ipotesi. il giudice ordina la cancellazione della causa dal ruolo ed il processo si estingue. con l’avvertimento che la costituzione oltre tale termine implica le decadenze di cui all’art.c. comporta due diversi tipi di effetti: . Si possono verificare due diverse conseguenze: 1) se il convenuto si costituisce in giudizio. depositando in cancelleria la nota d’iscrizione a ruolo9 e il proprio fascicolo contenente l’originale della citazione notificata (con la relata di notifica). se al convenuto è stato assegnato un termine a comparire inferiore a quello stabilito nell’art.p. se manca la data dell’udienza di comparizione.

o se questi non si è costituito del convenuto. ma 10 Con la riforma de qua. depositando in cancelleria il proprio fascicolo contenente la copia dell’atto di citazione notificatogli.c.I. 80/2005. 167). legge n. Ritardata costituzione delle parti (art. alla fase di trattazione del giudizio di cognizione. e possono essere sempre modificate o revocate dal giudice che le ha pronunciate (art. ma restano ferme per il convenuto le decadenze di cui al citato art. il cancelliere iscrive la causa nel ruolo generale del contenzioso civile. 180.) esercita tutti i poteri necessari per il più sollecito e leale svolgimento del procedimento. salvo che la legge disponga diversamente. Inoltre. 22 . legge n. 180 c.c. alcune facoltà sono precluse se non esercitate prima dell’udienza (non solo le domande riconvenzionali e la richiesta di chiamare in giudizio il terzo. 263/2005.. 177).c. 183.c) Qualora entrambe le parti non si costituiscono entro il termine stabilito il processo si estingue (ex art.p. 167. su presentazione della nota di iscrizione a ruolo. quelle pronunciate fuori dall’udienza sono comunicate a cura del cancelliere entro i tre giorni successivi.). Quello che in precedenza era previsto dagli artt. 180 e 183 c. Contemporaneamente questi forma il fascicolo d’ufficio al fine di trasmetterlo “senza indugio” al Presidente del Tribunale.p. la comparsa di risposta. hanno la forma dell’ordinanza. A pena di decadenza deve proporre le eventuali domande riconvenzionali e deve dichiarare se intende chiamare un terzo in causa. affinché questi possa designare il giudice istruttore (art. 166) a mezzo del procuratore (o personalmente) almeno 20 giorni prima dell’udienza di comparizione fissata nell’atto di citazione (10 giorni nel caso di abbreviazione dei termini).p. comparizione che viene autorizzata dal g.. Le ordinanze pronunciate in udienza si presumono conosciute dalle parti presenti e da quelle che dovevano comparirvi. il convenuto deve proporre tutte le sue difese prendendo posizione sui fatti posti dall’attore a fondamento della propria domanda.) per inattività delle parti. 171 c.legge n. Difatti. egli fissa le udienze successive e i termini entro i quali le parti devono compiere gli atti processuali.c. qualora le parti ne facciano concorde richiesta. La parte che non si costituisce in tale udienza è dichiarata contumace con ordinanza dal giudice istruttore.c.p. FASE ISTRUTTORIA I poteri del giudice istruttore Il giudice istruttore (G. l’altra parte può costituirsi entro l’udienza di prima comparizione (arti. Se invece una delle parti si è costituita nel termine a lei assegnato.. dalle citate leggi . 51/2006 -.I.i.Il convenuto deve costituirsi (ex art. 307 c.c. non si ha più la distinzione tra l’udienza di prima comparizione e la prima udienza di trattazione.p. Iscrizione della causa a ruolo e formazione del fascicolo d’ufficio All’atto della costituzione dell’attore. deve indicare i mezzi di prova di cui intende valersi e deve formulare le conclusioni.p. però.). è la riunione dei doppi termini ex artt. la procura e i documenti che offre in comunicazione. pronunciate dal giudice istruttore che non opera in funzione di giudice unico). ne hanno trasformato profondamente la fisionomia10. Tutti i provvedimenti del G. 180 c. non si ha più l’obbligo della comparizione personale delle parti. art. 183 e 184 c. In primo luogo. ordinanza con cui il giudice decide sull’istanza di ricusazione.p. In essa. stabilendo che “la trattazione della causa è orale e che della stessa si redige processo verbale”. Altra differenza rilevante. si limita a disciplinare la forma della trattazione. il reclamo proposto contro le ordinanze che dichiarano l’estinzione del processo. prevede tre ipotesi di ordinanze immodificabili e irrevocabili: a) ordinanze pronunciate sull’accordo delle parti in materia di cui possono disporre. 168 bis). La comparsa di risposta è il primo scritto difensivo del convenuto (art. il nuovo testo dell’art. b) ordinanze dichiarate espressamente non impugnabili dalla legge (es. è stata soppressa la prima udienza di sola comparizione delle parti disciplinata dal precedente art. La legge. c) ordinanze per le quali la legge predispone uno speciale mezzo di reclamo (es. attualmente è regolato nel solo novellato art. Trattazione della causa Le modifiche apportate. Tali ordinanze (sempre motivate) non possono mai pregiudicare la decisione della causa. 54 c.

nella udienza di prima comparizione (disciplinata dal precedente testo dell’art. 181 c.) emettendo. il giudice fissa una nuova udienza la cui data deve essere comunicata all’attore. in caso di litisconsorzio necessario che siano presenti tutti i litisconsorti.d. le parti avevano l’obbligo di comparire personalmente affinché il G.c. la comparizione personale della parti è prevista solamente nel caso in cui siano le stesse a richiederlo. la legge n. un ulteriore termine di 20 giorni per le sole indicazioni di prova contraria. Tale facoltà però consente alle parti una semplice modifica di ciò che è stato già formulato (emendatio libelli). dovevano essere rilevate dal convenuto entro un termine perentorio che gli veniva concesso dal g.p. Può altresì essere autorizzato a chiamare un terzo in causa. Nel caso in cui il giudice debba emettere tali provvedimenti. Con ordinanza fissa l’udienza di cui all’art. 180 c.p. in caso contrario. qualora le parti non compaiono neanche a questa udienza il giudice con ordinanza non impugnabile dispone la cancellazione della causa dal ruolo e la causa viene a trovarsi in uno stato di quiescenza per un anno. di emettere provvedimenti di condanna in corso di causa. ma se l’attore non compare neppure in questa udienza.c. Il convenuto costituito non compare in udienza: il giudizio prosegue in sua assenza.I. 23 . per l’indicazione dei mezzi di prova e per le produzioni documentali.c. reconventio reconventionis). che anticipano in tutto o in parte gli effetti dell’eventuale sentenza di condanna. per l’assunzione dei mezzi di prova ritenuti ammissibili e rilevanti.) Nessuna delle parti regolarmente costituite compare all’udienza di prima comparizione: il giudice istruttore fissa un’udienza successiva. il G. Prima comparizione della parti e trattazione della causa (art. 183 c. ecc. Inoltre. prima della riforma. 183 c. Il quinto comma dell’art. verrà fissata una nuova udienza di trattazione. ex art. 184 (che in precedenza disciplinava l’udienza per le deduzioni istruttorie). Funzione essenziale di tali provvedimenti è quella di 11 Tali eccezioni. L’attore costituito non compare in udienza: se il convenuto è interessato alla definizione della causa.). il G. la prima udienza è ora disciplinata interamente dall’art. 183. I provvedimenti anticipatori di condanna Al fine di accelerare la tutela dei diritti. (ossia la regolare costituzione delle parti. verifica la regolarità del contraddittorio. la stessa procede in assenza dell’attore.anche le eccezioni processuali e di merito non rilevabili d’ufficio 11 devono essere proposte nella comparsa di risposta tempestivamente depositata in cancelleria).c.I.c. 184 c.i. solo se tale esigenza deriva dalle difese del convenuto. regola l’udienza in cui si procede all’assunzione dei mezzi di prova ammessi dal giudice. il novellato testo dell’art. potesse interrogarle liberamente e tentare la conciliazione). stabilisce che nella stessa udienza l’attore può proporre le domande e le eccezioni che sono conseguenza della domanda riconvenzionale o delle eccezioni proposte dal convenuto (c. 183. la causa viene cancellata dal ruolo e il processo si estingue immediatamente.p. quando occorre. mentre la mancata comparizione determina l’assenza. di altri 30 giorni per replicare alle domande e alle eccezioni nuove o modificate dell’altra parte e per proporre le eccezioni che sono conseguenza delle domande e delle eccezioni medesime.p.I. Mancata comparizione delle parti12 (art. Decorso inutilmente tale anno il processo si estingue (“estinzione mediata”). delle eccezioni e delle conclusioni già proposte. i relativi provvedimenti.) In tale udienza. (in cui nella prima udienza di trattazione. e non anche di mutare completamente le domande o addirittura di proporne delle nuove (mutatio libelli).p. La mancata costituzione determina la contumacia. le eccezioni e le conclusioni già formulate. Nell’udienza di trattazione o in quella ulteriore eventualmente fissata. 13 A differenza di quanto previsto prima della riforma. Entrambe le parti possono precisare e modificare le domande. o qualora si debba procedere al tentativo di conciliazione13. 12 Per comparizione si intende la presenza in udienza della parte regolarmente costituita. 353/90 ha introdotto la possibilità per il G. Su richiesta delle parti il giudice fissa loro un triplice ordine di termini perentori: di 30 giorni per il deposito di memorie contenenti precisazioni o modificazioni delle domande.I. Pertanto. richiede alle parti i chiarimenti necessari e indica le questioni rilevabili d’ufficio delle quali ritiene opportuna la trattazione. entro il quale le parti devono riassumere la causa.

quando rimette la causa al collegio. . ma è sufficiente che la parte intimata non manifesti entro 30 giorni la volontà che sia pronunciata la sentenza. ed un ulteriore termine di 20 gg per il deposito delle memorie di replica. fino al momento della precisazione delle conclusioni. In seguito alla riforma introdotta dal d. dalla notifica. L’ordinanza acquista efficacia di sentenza sia se il giudizio si estingue. 189-190 c. 263/2005).I.I.): esaurita l’istruzione. 16 La legge n.: un primo termine di 60 gg. con l’avvertimento che se non si costituisce entro 20 gg. Il presupposto che è alla base di questa ordinanza è quello della non contestazione “consapevole” della somma da pagare. 186 quater c.c. SINTESI Citazione (art. 190 c. 263/2005).I. e deve basarsi su prova scritta. 187 c. 263/2005 ha modificato le modalità con cui l’ordinanza ex art. fino al momento della precisazione delle conclusioni. 186 bis c. e pertanto non può essere pronunciata nei confronti della parte contumace. 15 Se l’istanza è proposta fuori dall’udienza il giudice dispone con decreto la comparizione della parti.soddisfare esigenze immediate di tutela. Doppia funzione: rivolto sia al convenuto che al giudice. analizza le ipotesi che si possono verificare durante lo svolgimento della causa: se il G. sia se l’intimato rinuncia alla pronuncia della stessa16.): deve avere ad oggetto o una somma liquida di denaro. Può essere emanata anche nei confronti di un contumace. in tutte le altre ipotesi la causa prosegue dinanzi al G. Tale ordinanza è revocabile. eccezione di prescrizione).c.): anche tale ordinanza viene pronunciata su istanza di parte15. 50 bis c.I. il G.p.. 14 Se l’istanza è proposta fuori dall’udienza il giudice dispone con decreto la comparizione della parti. senza l’assunzione dei mezzi di prova. o una questione attinente alla giurisdizione o alla competenza o ad altra pregiudiziale. È provvisoriamente esecutiva quando si basa su titolo di credito o atto ricevuto da pubblico ufficiale (art. qualora il G. Passaggio dalla fase istruttoria alla fase decisoria L’art.p.p. quando deve essere risolta una questione di merito avente carattere preliminare (es.p.Ordinanza per il pagamento delle somme non contestate (art. ammette i mezzi di prova proposti dalle parti. può rimettere la causa parzialmente in decisione. per il deposito delle comparse conclusionali.): atto introduttivo del giudizio di cognizione ordinario. . che ritiene ammissibili e rilevanti. 51/98. il pagamento delle somme non contestate dalle parti costituite. Essa si basa sugli stessi presupposti previsti per il decreto ingiuntivo (procedimento speciale disciplinato dagli artt. ritiene la causa matura per la decisione di merito. assegnando un termine alla parte istante per la notificazione del decreto stesso (periodo aggiunto dalla legge n. ritiene necessario procedere all’istruzione probatoria.c. infine.Ordinanza successiva alla chiusura dell’istruzione (art.c. 186 quater acquista l’efficacia della sentenza impugnabile: non è più richiesta l’attivazione della parte intimata (che dichiari di rinunciare alla pronuncia della sentenza con atto notificato alla controparte). e costituisce titolo esecutivo e conserva la sua efficacia anche in caso di estinzione del processo.p. 24 .c. nei soli casi indicati nell’art. 633 e ss. può disporre. o una determinata cosa mobile o una determinata quantità di cose fungibili. su istanza di parte. può disporre il pagamento di una somma di denaro. ma in tal caso l’ordinanza deve essergli notificata. ed ordina gli altri mezzi che può disporre d’ufficio. 163 c. 642). scoraggiando la prosecuzione di giudizi dettati da finalità dilatorie. che decide in funzione di giudice unico) Rimessione della causa al collegio (art.p. rimette la causa in decisione (rimessione totale). concedendo alle stesse un doppio perentorio ai sensi dell’art. questa diventa esecutiva. assegnando un termine alla parte istante per la notificazione del decreto stesso (periodo aggiunto dalla legge n. n.Istanza di ingiunzione (art.I. invita le parti a precisare davanti a lui le conclusioni che intendono sottoporre a quest’ultimo.c.): su istanza di parte14 il G.p. la causa viene rimessa al collegio. 186 ter c.c.) Il giudice istruttore. . la consegna di un bene mobile o il rilascio di un bene immobile nei limiti in cui ritiene raggiunta la prova..p.lgs.c.

5) Entro che termine l’attore può chiamare in causa un terzo? UNITA’ DIDATTICA 7 ISTRUZIONE PROBATORIA E DECISIONE DEL GIUDIZIO DI COGNIZIONE. b) Termini per comparire.. 2697 c.p. VICENDE ANOMALE DEL PROCESSO Con riferimento agli argomenti trattati nell’unità didattica precedente si risponda ai seguenti quesiti: a) Nullità della citazione. 7.Udienza di assunzione dei mezzi di prova (art. L’assunzione della prova è disposta con ordinanza. d) Ordinanze non modificabili e non revocabili. L’assunzione dei mezzi di prova riguarda le prove costituende (vale a dire quelle che si devono formare nel corso del processo). previo accertamento 25 . e non anche quelle precostituite (che si costituiscono fuori del giudizio. per mezzo del difensore o personalmente nei casi previsti dalla legge. 167 c. ex art.c. in cui è il giudice che può disporre d’ufficio l’assunzione di una prova (es. 163? 3) Da chi viene designato il G. l’eventuale domanda riconvenzionale e la chiamata di un terzo in causa.c.): primo atto difensivo del convenuto. Comparsa di risposta (art. spetta alle parti. È una fase meramente eventuale. e) Prima udienza di trattazione.Costituzione: è l’atto con cui la parte.Prima comparizione e trattazione della causa (art. c) Ritardata costituzione delle parti. L’onere della prova. si presenta innanzi al giudice adito. art. L’istruzione probatoria L’istruzione probatoria è quella parte della fase istruttoria diretta a raccogliere le prove necessarie per la decisione delle questioni individuate e discusse in fase di trattazione. ordinanza d’ispezione). f) Differenze tra il 186 bis ed il 186 ter. 183) . le eccezioni. Ci sono dei casi espressamente previsti dalla legge. che deve contenere. 184) In tale sottofase si procede all’assunzione dei mezzi di prova ammessi dal giudice nella trattazione RIPASSO Per fissare le idee sugli argomenti trattati si cerchi di rispondere ai seguenti quesiti: 1) Cosa si intende per atto doppiamente recettizio? 2) Cosa determina la mancanza dell’avvertimento al convenuto ai sensi del n. es. SCHEMATIZZAZIONE FASI DEL PROCESSO DI COGNIZIONE ISTRUTTORIA PREPARATORIA Trattazione Istruzione probatoria DECISORIA Essa è costituita da due udienze: .I. se la parte non fornisce tale prova soccombe nella causa.? 4) Ordinanze anticipatorie di condanna. prove documentali) che devono essere messe a disposizione del giudice mediante il loro deposito.

riconosciuta in giudizio (ossia la parte contro cui è depositata la riconosce in udienza) o verificata (in seguito ad una istanza di verificazione). 2699 e ss. La confessione può essere giudiziale (quando è resa in giudizio. o si rifiuta di scrivere senza giusto motivo.c. se è affermativa. 228 e ss.c.): la scrittura privata è qualunque documento scritto. La querela deve contenere. 214 e ss. È proposta dalla parte contro cui il documento è stato depositato. 221 e ss. in questo caso forma piena prova contro colui che l’ha fatta) o stragiudiziale (quando è fatta fuori dal giudizio. La rilevanza implica invece un giudizio preliminare di utilità della prova. Esibizione delle prove La parte che intende avvalersi di una prova documentale che. e deve essere proposta personalmente dalla parte o a mezzo di procuratore speciale con atto di citazione (se è proposta in via principale). a pena di nullità. il G. per la parte o il terzo che possiede il documento. 2730 c. l’indicazione degli elementi e delle prove della falsità.p.). Se la parte invitata a comparire personalmente non si presenta. però.dell’ammissibilità e della rilevanza della stessa. L’esibizione non è ammissibile se comporta. Verificazione della scrittura privata (art. I mezzi di prova Prove precostituite (o prove documentali) In relazione all’efficacia il codice civile distingue due tipi fondamentali di prova documentale: l’atto pubblico e la scrittura privata. interpella la parte che ha prodotto il documento chiedendo se intende utilizzarlo in giudizio. la controparte (quella che ha depositato in giudizio il documento disconosciuto) se intende valersene.) La querela di falso è l’istanza diretta ad ottenere l’accertamento della falsità materiale (contraffazione) o ideologica (contenuto) di un atto pubblico o di una scrittura privata riconosciuta. nel processo. É obbligatorio l’intervento del P. c. è nella materiale disponibilità di un terzo o della controparte.p..c. della provenienza del documento dal pubblico ufficiale che l’ha formato e delle dichiarazioni e dei fatti che questi attesta avvenuti in sua presenza o da lui compiuti.M. autenticata o verificata. può proporre istanza di verificazione: chiedere che venga accertata l’autenticità della scrittura disconosciuta o della sua sottoscrizione. può chiedere al giudice di ordinare l’esibizione di quel documento. Querela di falso (art. Se la risposta è negativa il documento non è utilizzabile. Insieme all’istanza devono essere depositati i documenti utili per la comparazione.): l’atto pubblico è il documento redatto con le richieste formalità da un notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato ad attribuirgli pubblica fede nel luogo in cui l’atto è formato. essa se è resa alla parte o a chi la rappresenta ha la stessa efficacia di quella giudiziale 26 . c. c. Scrittura privata (art.c. L’ammissibilità è il requisito di legalità della prova.p. in quanto questa per essere ammessa deve essere consentita dalla legge. Esso fa piena prova fino a querela di falso. Oggetto della confessione possono essere soltanto i fatti della causa. Prove costituende La confessione (art. La parte nell’istanza deve indicare il documento da esibire ed i fatti di causa cui fa riferimento.): è la dichiarazione che una parte fa della verità di fatti ad essa sfavorevoli e favorevoli all’altra parte (art. ma è sottoscritto dalla parte. 2702 e ss. autorizza la presentazione della querela. la scrittura si ritiene riconosciuta. in mancanza di questi il giudice può ordinare alla parte di scrivere sotto dettatura dinanzi ad un perito calligrafico. Sulla verificazione si pronuncia l’organo decidente con sentenza. con dichiarazione da unirsi al verbale di udienza (se è proposta in corso di causa).) Nel caso in cui la parte contro cui è prodotta la scrittura privata la disconosce. c. la violazione di un segreto professionale o d’ufficio. che non proviene da un pubblico ufficiale. In quest’ultimo caso. Essa ha la stessa efficacia dell’atto pubblico. e la decisione spetta al Tribunale in composizione collegiale.c.c. Atto pubblico (art.I. ossia fa piena prova fino a querela di falso. c. nel senso che la prova deve essere efficace e non superflua per la dimostrazione di ciò che si vuole provare. il giudice che ritiene quel documento rilevante. quando è autenticata (sottoscritta dinanzi ad un notaio o ad altro pubblico ufficiale).

non può fare domande su fatti diversi da quelli formulati nei capitoli. Potendo essere deferito solo dal giudice ad una delle parti.giuramento suppletorio. Se la parte non si presenta o non risponde senza giustificato motivo. La prova testimoniale (art.giuramento estimatorio. È un mezzo di prova “integrativo”. è sempre ammissibile: quando vi è un principio di prova scritta. La parte alla quale il giuramento è stato deferito. costituisce prova legale. la causa viene decisa sempre dal tribunale monocratico. quando il contraente ha smarrito senza sua colpa la prova scritta. quando il contraente dimostri di essere stato nell’impossibilità materiale o morale di procurarsi la prova scritta. La testimonianza non è ammissibile quando è diretta a provare: contratti il cui valore ecceda euro 2.): è la dichiarazione con cui una parte asserisce come vero un fatto nel rispetto di precise formalità. 50 bis c.p.p. è quello che è deferito d’ufficio dal giudice ad una delle parti al fine di decidere la causa. La parte che intende far interrogare l’avversario deve proporre le domande formulando articoli separati e specifici. questa non può a sua volta riferirlo alla controparte.c. FASE DECISORIA Si giunge alla fase decisoria.giuramento decisorio.c. finché non abbia dichiarato di essere pronta a giurare. soccombe rispetto alla domanda. quando è contenuta in un qualsiasi atto processuale firmato dalla parte personalmente. valutato ogni altro elemento di prova. da soggetti che non sono parti e che non hanno neanche un interesse che potrebbe legittimare la loro partecipazione al giudizio.c. può riferirlo all’avversario. se è resa ad un terzo o se è contenuta in un testamento può essere liberamente valutata dal giudice). cioè ottenuta mediante l’interrogatorio formale. in funzione di giudice unico.I. o provocata. appunto. La parte che ha deferito o riferito il giuramento non può più revocarlo quando l’avversario dichiara di essere pronto a giurare. Viene deferito dal giudice al fine di stabilire il valore della cosa domandata. formulati in articoli separati.c. è una particolare specie del giuramento suppletorio. Il giuramento è prestato dalla parte ed è ricevuto dal giudice istruttore. Al contrario.58 (ma il giudice può valutare diversamente). Successivamente il G. richiederà le generalità al testimone ed eventualmente se esistono dei rapporti di parentela con alcuna delle parti. . nel momento in cui il G. difatti il giudice ricorre ad esso quando non abbia una piena e totale cognizione della causa. La prova per testimoni deve essere dedotta mediante indicazione specifica delle persone da interrogare e dei fatti. Al di fuori dei casi indicati nell’art. 275 c. Il giuramento (art. Esistono tre tipi di giuramento: . è quello che una parte deferisce all’altra per farne dipenderne la decisione totale o parziale della causa. a provocare la confessione.) 27 . Il fatto su cui è stato fatto giuramento. . patti aggiunti o contrari al contenuto di un documento. 233 e ss. Tale interrogatorio è il mezzo di prova che tende. ritenere come ammessi i fatti dedotti nell’interrogatorio. purché stipulati anteriormente o contemporaneamente al documento stesso. La confessione giudiziale può essere: spontanea. c.. o comparendo rifiuta di prestarlo o non lo riferisce all’avversario. può solo chiedere chiarimenti sulle risposte ricevute (tranne accordo diverso delle parti). se non è possibile accertarlo in altro modo. Il testimone prima di fare la dichiarazione deve prestare il giuramento davanti al giudice.p.I. in cui il tribunale giudica in composizione collegiale. Quando il G. documenti per cui è richiesta la forma scritta ad substantiam.p. ammette l’interrogatorio.I.): è la narrazione dei fatti della causa compiuta davanti al giudice nel corso del processo e con determinate forme. il giudice può ordinare una nuova intimazione o l’accompagnamento coattivo. se non si presenta senza giustificato motivo all’udienza fissata appositamente. c. La parte alla quale il giuramento è deferito. ritiene la causa matura. 244 e ss. il giudice potrà. Tribunale collegiale (art. Se il testimone regolarmente intimato non si presenta.ossia di prova legale -.

stabilisce che la sentenza di primo grado è provvisoriamente esecutiva tra le parti. È definitiva la sentenza che decide tutte le domande proposte dalle parti e le relative eccezioni. Il collegio sotto la direzione del presidente decide gradatamente le questioni pregiudiziali proposte dalle parti o rilevabili d’ufficio e poi il merito.c. Esecutorietà delle sentenze L’art. la sentenza è depositata in cancelleria entro 30 giorni dalla scadenza del termine per il deposito delle memorie di replica di cui all’art..d. “trattazione mista”). 281 bis c. ossia sull’esistenza del diritto. accoglimento dell’eccezione di prescrizione).p.) I provvedimenti pronunciati dal collegio possono avere la forma di: sentenza definitiva. 281 sexies. rigetto dell’eccezione di incompetenza e del difetto di giurisdizione). c. non si costituisce in giudizio. quando ricorrono gravi motivi. definendo il giudizio. la sentenza è depositata in cancelleria entro 60 giorni dalla scadenza del termine per il deposito delle memorie di replica di cui all’art.d. sospende in tutto o in parte l’efficacia esecutiva o l’esecuzione della sentenza “con o senza cauzione” 17 (art. Il collegio nel deliberare sul merito deve decidere tutte le domande proposte e le relative eccezioni definendo il giudizio.d.c. nel precisare le conclusioni. 2) quando definisce il giudizio decidendo questioni preliminari di merito (es. “trattazione orale”). può ordinare la discussione orale. Se però. le disposizioni inerenti la decisione dinnanzi al Tribunale collegiale (art.d. Tale richiesta deve essere riproposta al Presidente del Tribunale alla scadenza del termine per il deposito delle memorie di replica. 190 c. 353/90.c. (c. Ciascuna delle parti.Rimessa la causa al collegio.c. 283 c. secondo comma.p. senza scambio di memorie scritte. 282 c. In quanto tale è immediatamente impugnabile. 3) quando il collegio decide totalmente il merito. Il presidente provvederà con decreto fissando la data in cui si terrà l’udienza di discussione.p. c. 263/2005.c. 290 c. può chiedere che la causa sia discussa oralmente davanti al collegio.p. Nel momento in cui il collegio pronuncia una sentenza non definitiva. 17 I periodi inseriti tra le virgolette. La decisione è deliberata in segreto nella camera di consiglio. Forma dei provvedimenti del collegio (art. condanna generica (art. (art. “trattazione mista”). il giudice ritiene la causa già matura per la decisione. contestualmente emette un’ordinanza con cui dispone la prosecuzione della fase istruttoria. modificato dalla legge n.d. Chiusa la votazione il presidente scrive e sottoscrive il dispositivo. c. La decisione è presa a maggioranza dei voti. sono stati introdotti dalla legge n.p. Ad essa potranno partecipare soltanto i giudici che hanno assistito alla discussione.). Tribunale in composizione monocratica Nel procedimento davanti al tribunale in composizione monocratica si osservano. “trattazione scritta”). inibitoria della sentenza). Rimessa la causa in decisione.d.p. Un esempio di sentenza non definitiva è la c. 190 c. primo comma. 279 c.p.c): se l’attore non si costituisce il convenuto può fare richiesta di prosecuzione del giudizio. e pronuncia la sentenza direttamente in udienza (art. “anche in relazione alla possibilità di insolvenza di una delle parti”. “trattazione scritta”).c. dispone lo scambio delle sole comparse conclusionali e fissa l’udienza di discussione non oltre 30 giorni dalla scadenza del termine per il deposito delle memorie medesime. la sentenza è depositata in cancelleria nei 30 giorni successivi all’udienza (art. ma non anche sul quantum debeatur. c. ed esso prosegue per l’emanazione della sentenza definitiva (es.p. sentenza non definitiva e ordinanza .).. che si ha quando il giudice decide sull’an. quando una delle parti lo richiede. 28 . in quanto applicabili. Il giudice. Il giudice d’appello però su istanza di parte proposta con l’impugnazione principale o con quella incidentale.d. da tenersi entro 60 giorni (c. 281 quinquies. 278 c. 281 quinquies.c. Contumacia dell’attore (art. altrimenti il giudizio si estingue. la motivazione è stesa dal relatore. Il collegio pronuncia sentenza definitiva: 1) quando definisce il giudizio decidendo positivamente su questioni di giurisdizione e competenza. Il procedimento in contumacia La contumacia è la situazione in cui si viene a trovare la parte che dopo aver proposto la domanda o dopo essere stata regolarmente citata. È non definitiva la sentenza che non definisce il giudizio.

Estinzione del processo (artt. vi sono degli atti che devono essere notificati personalmente al contumace (es. o dall’inattività delle parti.i. In quest’ultima ipotesi la sospensione non può essere superiore a 4 mesi. 297 c. L’inosservanza del termine per l’istanza di riassunzione fa estinguere il processo. altrimenti concede all’attore un termine perentorio per rinnovare la citazione. oppure su istanza di tutte le parti (sospensione concordata.p. entro 6 mesi dalla conoscenza della cessazione della causa di sospensione le parti devono chiedere al giudice la fissazione dell’udienza.c): se il convenuto non si costituisce. altrimenti il processo si estingue. 295 e ss. La rinuncia agli atti è l’espressa dichiarazione di volontà dell’attore di porre fine al processo senza giungere alla sentenza definitiva di merito sulla domanda da lui proposta. e il suo difensore. Vicende anomale del processo Le vicende anomale del processo sono quelle che rendono impossibile. il giudice deve verificare la regolarità dell’atto di citazione e della sua notificazione. Nessun atto può essere compiuto. con l’ordinanza con cui dispone la sospensione..): è la cessazione anticipata del processo per una causa che impedisce la sua prosecuzione.p. L’inattività delle parti costituisce un altro modo di 29 .p. 306-310 c. il suo rappresentante.. La parte che intende proseguire il processo deve chiedere al giudice la fissazione dell’udienza. che la causa giunga alla sua conclusione normale Sospensione del processo (art. 292. fallimento). estinzione) o quelli che incidono sul suo modo di partecipazione alla vita giuridica (es. decorso inutilmente il quale il processo si estingue. 294). La parte dichiarata contumace può costituirsi tardivamente fino all’udienza di precisazione delle conclusioni dovendo. 295). L’interruzione del processo produce gli stessi effetti della sospensione: si può dire che l’interruzione è una forma di sospensione. disposto dal giudice quando la decisione della causa dipende dalla risoluzione di un’altra controversia (sospensione necessaria. la quale potrebbe avere interesse a proseguire il processo (art. L’efficacia dell’evento dal punto di vista dell’interruzione è diversa a seconda del tempo in cui esso avviene e della persona che ne è colpita (art.c. qualora il contumace dimostra di non essersi potuto costituire nei termini per cause a lui non imputabili. Il termine dei 10 giorni non è perentorio.. Interruzione del processo (art.): è un istituto volto a regolare la situazione che si determina quando un certo evento colpisce uno dei soggetti del processo medesimo. fissa l’udienza in cui il processo deve proseguire. art. In caso di regolarità il giudice dichiara contumace il convenuto.c. In caso contrario. art.c. 291 c. accettare la causa nello stato in cui si trova. per la persona giuridica sono i fatti che determinano il venir meno del soggetto (es. 299-305 c. L’ipotesi normale è che il g. La riassunzione ha invece luogo per iniziativa dell’altra parte.p. può essere rimesso in termini (art. I soggetti presi in considerazione sono la parte. c. in modo temporaneo o definitivo.). regola la disciplina della riassunzione del processo sospeso. . 299-301). Sia la prosecuzione che la riassunzione devono avvenire nel termine di 6 mesi dalla data in cui le parti abbiano avuto conoscenza dell’interruzione. Gli eventi rilevanti ai fini dell’interruzione sono. La prosecuzione del processo successivamente al fatto interruttivo si ha per costituzione spontanea della parte rispetto alla quale si è verificato il fatto medesimo. per la persona fisica la morte e la perdita della capacità di stare in giudizio (si aggiunga la radiazione o la sospensione dall’albo per il difensore).I.c. le comparse contenenti domande nuove o riconvenzionali. Può essere determinata dalla rinuncia agli atti.): è l’arresto temporaneo del suo svolgimento. se si tratta di sospensione necessaria. Ai sensi dell’art.p. però. la domanda deve essere proposta 10 giorni prima della scadenza del termine dei 4 mesi. L’art. nessun termine può venire a maturazione. Nel caso di sospensione concordata invece. La riassunzione deve avvenire davanti allo stesso tribunale dinanzi al quale era pendente il processo al momento in cui si è determinata l’interruzione. 296). Durante la sospensione rimangono interrotti i termini per il compimento di atti processuali. 306). La forma dell’istanza di riassunzione è quella del ricorso diretto al G. ordinanze che ammettono l’interrogatorio formale o il giuramento.Contumacia del convenuto (art. Tale dichiarazione per produrre effetto deve essere accettata dalla controparte.

2) Cosa succede in caso di mancata prestazione del giuramento decisorio? 3) Chi è legittimato a proporre querela di falso? 4) Differenza tra sentenza definitiva e non definitiva. SCHEMATIZZAZIONE Notifica della citazione Costituzione delle parti ed iscrizione della causa a ruolo Udienza di prima comparizione e trattazione della causa Udienza di assunzione dei mezzi di prova Udienza di precisazione delle conclusioni RIPASSO Per fissare le idee sugli argomenti trattati si cerchi di rispondere ai seguenti quesiti: 1) Differenze tra prove precostituite e costituende. e questa viene comunicata alle parti a cura del cancelliere. 5) Interruzione del processo. Contro di essa è ammesso reclamo al collegio.p. per le sentenza che regolano la competenza. quando ad esempio le parti non compaiono all’udienza successiva alla quale esse non erano intervenute (art. è previsto che la domanda può essere presentata anche oralmente. L’estinzione non si determina immediatamente. rimette la causa in decisione (a se stesso o al collegio ex art. In questo caso l’attore si presenta davanti al giudice di pace in giorni prestabiliti esponendo i fatti: di tale esposizione sarà redatto processo verbale che lo stesso attore dovrà notificare alla controparte con l’invito a comparire ad udienza fissa.c. Infine i termini di comparizione delle parti sono ridotti alla metà rispetto a quelli previsti dall’art. Fare anche degli esempi.c. quella in cui si procede all’assunzione dei mezzi di prova. 311 e ss. alle quali spetta rinnovare la citazione.c. SINTESI L’istruzione probatoria. Inoltre. c.p.). che rappresentano un arresto temporaneo del processo.estinzione del processo che può verificarsi immediatamente o dopo un periodo di quiescenza. L’estinzione è dichiarata con ordinanza dal G. 50 bis)..46 o se si è autorizzati dallo stesso giudice (art. proseguire riassumere o integrare il giudizio.c. ed estinzione. I mezzi di prova sono gli strumenti per realizzare la prova (che è lo strumento di rappresentazione ed accertamento di fatti storici e di ricerca della verità). cessazione anticipata del processo stesso. 82 c. 30 . Innanzitutto.p. il convenuto non si costituisce per nullità della citazione e l’attore non provvede a rinnovarla). 310). 181 c. Processo di cognizione davanti al giudice di pace (art.) Il processo di cognizione davanti al giudice di pace si presenta più semplice e diverso da quello davanti al tribunale soprattutto nella fase introduttiva. e su di esso il collegio provvede in camera di consiglio con sentenza se respinge il reclamo. Vicende anomale del processo: sospensione e interruzione. L’estinzione si determina immediatamente se le parti. Nel momento in cui il giudice ritiene la causa matura per la decisione. non vi provvedono nel termine perentorio stabilito dalla legge o fissato dal giudice (es. in seguito o meno alla fase istruttoria in senso stretto. In tali casi la causa viene cancellata dal ruolo e solo se non viene riassunta davanti allo stesso giudice nel termine perentorio di 1 anno. per le prove raccolte (art. ma sopravviene ad un periodo di quiescenza.I. il processo si estingue (“estinzione mediata”). con ordinanza non impugnabile se l’accoglie. 163 bis c.p.). davanti al giudice di pace ci si può costituire anche senza il difensore nelle cause di valore non superiore ad euro 516. L’estinzione rende inefficaci gli atti compiuti eccezion fatta per le sentenze di merito pronunciate nel corso della causa. è una fase eventuale del processo di cognizione.

3) possibilità giuridica ad impugnare. L’impugnazione è inammissibile se nessuna delle parti provvede all’integrazione entro il termine fissato. acquiescenza). Prima di iniziare lo studio delle impugnazioni. 324 c. S’intende passata in giudicato la sentenza che non è più soggetta ai mezzi di impugnazione ordinari (art. che possono proporsi anche contro un sentenza passata in giudicato (revocazione straordinaria e opposizione di terzo). la revocazione. Mandrioli.p.c. il provvedimento deve essere impugnabile. ecc. il ricorso per Cassazione. 4 e 5 art.c. inerente i mezzi di impugnazione in generale. f) Sospensione necessaria. interessa dato dalla soccombenza (parziale o totale). g) Effetti dell’estinzione del processo. l’opposizione di terzo (art. In tali casi se la sentenza pronunciata tra più parti in cause inscindibili o tra loro dipendenti non è stata impugnata nei confronti di tutte. l’appello.c. la falsità. Le cause inscindibili si hanno nell’ipotesi in cui le apparenti più cause sono in effetti una sola causa (es.).) il termine per impugnare è di 30 gg. litisconsorzio necessario). c) Confessione provocata. si indica il potere conferito ad una parte di rimuovere. e di 60 gg. e straordinarie. e) Inibitoria della sentenza. b) Differenza fra esibizione e comunicazione. 404. d) Limiti della prova testimoniale. riformare. 31 .p. ricorso per Cassazione e revocazione ordinaria). Impugnazioni in generale Con il termine “impugnare”. I mezzi di impugnazione sono: il regolamento di competenza. essere stati parti nel giudizio conclusosi con la sentenza impugnata. Le impugnazioni si possono distinguere in ordinarie.) e per l’opposizione di terzo revocatoria (art. il provvedimento del giudice che essa ritiene ingiusto o illegittimo. comma secondo. Il termine lungo è previsto per i soli mezzi di impugnazione ordinari. 331 c. nonché consultare i relativi articoli del codice di procedura.c). per il ricorso per Cassazione.d.p.p..p. la cui proposizione impedisce il passaggio in giudicato della sentenza (regolamento di competenza. c. 2) interesse ad impugnare. ed è di un anno dalla pubblicazione della sentenza. I termini per l’impugnazione I termini per impugnare possono essere brevi e lunghi. ed è di 30 gg. Per la revocazione straordinaria (art. L’acquiescenza totale o parziale: colui il quale fa decorrere inutilmente il termine per l’impugnazione decade dal diritto di proporla. 395 n.).UNITA’ DIDATTICA 8 LE IMPUGNAZIONI Con riferimento agli argomenti trattati nell’unità didattica precedente si risponda ai seguenti quesiti: a) Querela di falso. 395 c.1-2-3-6 c.p.c. per l’appello e la revocazione ordinaria (n. leggere attentamente la sezione prima del capitolo VIII del secondo libro del Manuale di diritto processuale civile. che decorre dal giorno in cui è stato scoperto il dolo.c.). Il termine breve decorre dalla notificazione della sentenza. il giudice ordina l’integrazione del contraddittorio fissando il termine entro il quale la notifica deve essere fatta. Pluralità di parti nel giudizio di impugnazione Integrazione del contraddittorio in cause inscindibili (art. 323 c. Ma decade altresì da tale diritto colui che accetta espressamente o tacitamente (compiendo atti incompatibili con la volontà di avvalersi delle impugnazioni) la sentenza (c. Condizioni per l’impugnazioni sono: 1) legittimazione ad impugnare. appello.

lgs.c. però. è condizionata alla regolare proposizione dell’impugnazione principale.p. o qualora le sentenze siano state pronunciate secondo equità18. come modificato dal d. l’altra non può più esercitare la riserva. 337 c. L’impugnazione incidentale è quella proposta dalle parti che non hanno impugnato in via principale (è principale l’impugnazione proposta per prima). Le cause scindibili sono quelle riunite per litisconsorzio facoltativo.) Nessuna impugnazione ha un effetto sospensivo automatico. anche l’impugnazione incidentale tardiva perde ogni efficacia.c): tale riserva consente il differimento dell’impugnazione contro le sentenze non definitive. n. È un mezzo di impugnazione a critica libera. “per violazione delle norme sul procedimento. Bisogna specificare però che nel caso dell’appello l’istanza va proposta al giudice di appello quando ricorrono gravi motivi. fa passare in giudicato la sentenza impugnata. 40/2006). insieme alla sentenza definitiva. il processo rimane sospeso fino a che non siano decorsi i termini entro cui le parti escluse possono proporre impugnazione o fino a che non vi sia stata acquiescenza dalle stesse. Ha effetto devolutivo. affinché si abbia sospensione è necessaria l’istanza di parte. l’istanza va proposta al giudice della sentenza impugnata.p. e nel caso l’avesse già esercitata la stessa perde valore. 32 . nel caso del ricorso per Cassazione.Notificazione dell’impugnazione relativa a cause scindibili (art. La riserva di appello (art.). L’appello Innanzitutto l’appello ha natura di gravame. Se la notifica ordinata dal giudice non viene eseguita. Le impugnazioni incidentali e incidentali tardive (artt. 340 c. in tal caso l’impugnazione incidentale. e in ogni caso non oltre la prima udienza successiva alla comunicazione della sentenza stessa. la corte d’appello per le sentenze del tribunale). Esecutività della sentenza impugnata (art.) Le parti alle quali sono state fatte le notificazioni ai sensi dei citati artt. cioè con esso si ha un riesame totale della controversia ed è sempre concesso al soccombente. L’appello incidentale si propone. il giudice ne ordina la notificazione alle altre in confronto delle quali l’impugnazione non è esclusa entro un termine perentorio. 163 bis. Di conseguenza se l’impugnazione principale è dichiarata inammissibile.c. qualora dall’esecuzione possa derivare grave e irreparabile danno. 339 c. In questi casi se l’impugnazione di una sentenza è stata proposta soltanto da alcuna delle parti o nei confronti di alcune di esse.p. nonché le indicazioni prescritte nell’art.c. esclusivamente. 331 e 333.p.p.p. per violazione di norme costituzionali o comunitarie o dei principi regolatori della materia” (art.c. L’estinzione del processo di appello e della revocazione ordinaria (art.c. La forma dell’appello principale e l’appello incidentale L’appello si propone con citazione contenente l’esposizione sommaria dei fatti ed i motivi specifici dell’impugnazione. ossia di riservarsi il diritto di impugnarle in un momento successivo. 395 n. analogamente alla domanda riconvenzionale del convenuto in primo grado.p. L’impugnazione incidentale è “tardiva” se proposta fuori dei termini. e anche qui a pena di decadenza nella comparsa di risposta che l’appellato deve 18 Con la riforma sono divenute appellabili al tribunale le sentenze pronunciate dal giudice di pace secondo equità.c. della revocazione e dell’opposizione di terzo. 332 c. Riserva che deve essere esercitata a pena di decadenza. devono proporre a pena di decadenza le loro impugnazioni in via incidentale nello stesso processo.).): possono essere impugnate con appello: le sentenze pronunciate in primo grado. Se una parte propone immediatamente impugnazione. Appellabilità delle sentenze (art. in quanto devolve al nuovo giudice la cognizione dello stesso rapporto sostanziale conosciuto dal primo giudice. Il termine per comparire è lo stesso previsto nell’art.163 c. purché l’appello non sia escluso dalla legge o dall’accordo delle parti. entro il termine per appellare. 4-5 c. comma secondo. 339. 333 e 334 c. vale a dire che si prescinde da particolari motivi per la proposizione di esso. Per l’appello è competente il giudice del grado immediatamente superiore a quello che ha pronunciato la sentenza impugnata (il tribunale per le sentenze del giudice di pace.

tranne che siano rilevabili anche d’ufficio.p. non compare alla prima udienza né all’udienza successiva fissata dal giudice con ordinanza non impugnabile. della quale il cancelliere dà comunicazione all’appellante (art. L’unico intervento ammesso nel giudizio di appello è quello dei terzi che potrebbero proporre opposizione a norma dell’art. chiedere al giudice che la decisione sulla sospensione dell’efficacia della sentenza. mancata integrazione del contraddittorio ex art. Possono tuttavia essere chiesti gli interessi.c.depositare in cancelleria.): rappresenta il divieto di proporre in appello nuove domande e nuove eccezioni (divieto dello jus novorum).p. Il ricorso per cassazione 33 . 352 c.c. Il giudice deciderà con decreto.): l’intervento di terzi in sede di appello è generalmente inammissibile perché in tal modo si introdurrebbero domande nuove dal terzo o contro il terzo.p.p.p.c. 404 c. Inammissibilità e improcedibilità dell’appello L’appello è “inammissibile” quando i presupposti per appellare vengono a mancare in un momento antecedente o contestuale alla proposizione della domanda: appello proposto oltre i termini stabiliti dalla legge. La parte poi può. ovvero la parte dimostri di non averli potuto proporre nel corso del giudizio di primo grado per causa a lei non imputabile. nonché il risarcimento dei danni sofferti dopo la pronuncia della sentenza stessa. La trattazione (artt. anche d’ufficio.c. quando doveva essere integrato il contraddittorio o non doveva essere estromessa una parte. L’appello dichiarato inammissibile o improcedibile non può essere riproposto. questo tratterà la causa in composizione monocratica. Rimessione al primo giudice (artt. invita le parti alla precisazione delle conclusioni disponendo lo scambio delle comparse conclusionali e delle memorie di replica ex art. anche se il termine non è ancora decorso. non c’è soccombenza). ove non provveda all’assunzione dei mezzi di prova. pena l’estinzione del processo.c. quando viene dichiarata la nullità della notificazione della citazione introduttiva del giudizio di primo grado. all’atto della costituzione in giudizio. 344 c. 353-354 c. Invece.p. la causa sarà trattata dal collegio. i frutti e gli accessori maturati dopo la sentenza. se il giudice di appello è il tribunale.) Il giudice una volta esaurita la trattazione della causa. Il divieto dello “jus novorum” in appello (art.p. non sono ammessi nuovi mezzi di prova. Nella prima udienza di trattazione il giudice verifica la regolarità del contraddittorio. se vi sono motivi d’urgenza.) Vi sono alcune ipotesi in cui il giudice d’appello è tenuto a rinviare la causa al primo giudice: quando il giudice di primo grado ha negato la propria giurisdizione confermata. a meno che le parti richiedono la fissazione dell’udienza di discussione. L’intervento di terzi in appello (art. 350-351 c.c. 331 c. invece. difetto delle condizioni di impugnare (es.c. regolarmente costituitosi.p. salvo che il giudice d’appello li ritenga indispensabili ai fini della decisione della causa.) Se l’appello è stato proposto davanti alla Corte di appello. Inoltre. quando è dichiarata la nullità della sentenza di primo grado. almeno 20 giorni prima dell’udienza di comparizione fissata nell’atto di appello. 348). La decisione (art. La sentenza è depositata entro 60 giorni dalla scadenza del termine per il deposito delle memorie di replica. dal giudice di appello. 345 c. con ricorso. La causa deve essere riassunta dalle parti davanti al primo giudice entro il termine perentorio di 6 mesi dalla notifica della sentenza. 190 c. è dichiarato “improcedibile”. Non possono essere proposte eccezioni nuove. se l’appellante non si costituisce nei termini. quando il giudice d’appello riforma la sentenza che ha dichiarato l’estinzione del processo. oppure se. sia pronunciata prima dell’udienza di comparizione.c.

40/2006. ovvero è solo giudice del diritto19.p.. 366 c. 371 c. Insieme al ricorso debbono essere depositati la copia autentica della sentenza. l’esposizione dei fatti della causa.Il ricorso per Cassazione è un mezzo di impugnazione che non dà luogo ad una nuova valutazione del merito della causa: la Corte di Cassazione è giudice della sola legittimità. 5) per omessa insufficiente o contraddittoria motivazione circa un “fatto controverso e decisivo per il giudizio”20. qualora le parti non hanno proposto ricorso nei termini di legge o vi hanno rinunciato.) L’istituto della riserva facoltativa del ricorso per Cassazione contro le sentenze non definitive è regolato in maniera analoga a quello previsto nel caso di appello.p.).c. se intende contraddire deve farlo mediante controricorso (art.c. e deve essere depositato in cancelleria con i documenti e con la procura entro 20 giorni dalla notificazione. Sentenze impugnabili e motivi del ricorso per Cassazione Il ricorso per Cassazione è un mezzo di impugnazione a critica vincolata nel senso che può essere esperito solo per i motivi specificati dalla legge.c. 20 Le parti poste tra le virgolette sono state inserite o modificate dal d. 34 .A. 360 c.c. 2) per violazione delle norme sulla competenza. 360: 1) per motivi attinenti alla giurisdizione. è quella del ricorso proposto dal procuratore generale presso la Corte di Cassazione nell’interesse della legge. può proporre ricorso incidentale con il medesimo atto contenente il controricorso (art.p. 363 c.).). Un particolare tipo di ricorso incidentale è quello condizionato all’accoglimento del ricorso principale. la sentenza o la decisione impugnata.p.p. I motivi di ricorso sono tassativamente indicati dal citato art. e i giudici ordinari (art. 361 c. Riserva facoltativa del ricorso contro le sentenze non definitive (art. a pena di improcedibilità. ricorso per saltum). possono essere oggetto di impugnazione le sentenze pronunciate in grado di appello o in unico grado (s’intendono quelle per cui non è previsto l’appello). e i conflitti negativi di attribuzione tra la P. la procura speciale e gli atti e documenti relativi al ricorso.). Altra ipotesi. Per resistere al ricorso incidentale il ricorrente principale può a sua volta notificare un controricorso. Esso è rivolto alla Corte e deve essere sottoscritto da un avvocato iscritto nell’apposito albo e munito di procura speciale a pena di inammissibilità (art.p.c. nel termine di giorni 20 dall’ultima notificazione alle parti contro le quali è stato proposto. Tale ricorso è proposto dalla parte vittoriosa che abbia interesse a sottoporre alla Corte 19 La Corte di Cassazione svolge funzioni di nomofilachia. o tra questi e i giudici ordinari.d. 3) per violazione o falsa applicazione di norme di diritto e “dei contratti e accordi collettivi nazionali di lavoro”. Deve inoltre indicare. n. Il controricorso deve essere notificato al ricorrente entro 20 giorni dalla scadenza del termine stabilito per il deposito del ricorso.lgs. e le sentenze su cui le parti si sono accordate per omettere l’appello (c. La parte contro la quale è diretto il ricorso (resistente). In tal caso le parti non possono giovarsi della cassazione della sentenza (art. Il contenuto del ricorso ed il ricorso incidentale La forma che assume la domanda diretta ad ottenere la cassazione della sentenza è quella del ricorso. quando non è prescritto il regolamento necessario di competenza. 4) per nullità della sentenza o del procedimento. La parte che non presenta il controricorso.). Con tale ricorso inoltre possono essere denunciati in ogni tempo i conflitti positivi o negativi di giurisdizione tra giudici speciali. 362 c. Il ricorso deve essere depositato nella cancelleria della Corte. gli atti processuali. vale a dire la funzione con la quale è assicurata (o comunque si cerca di assicurare) l’uniforme interpretazione della legge e l’unità del diritto nazionale. può soltanto partecipare alla discussione orale. Se la parte che propone il controricorso vuole a sua volta impugnare la sentenza per motivi diversi da quelli indicati dal ricorrente. Secondo l’art. 370 c.c.). i documenti ed i contratti o accordi collettivi su cui si fonda il ricorso (art.c.p.p. sempre a pena di inammissibilità: il nome delle parti.c. 365 c. i motivi per i quali si chiede la cassazione con l’indicazione delle norme di diritto su cui si fondano.

questioni pregiudiziali o preliminari sfavorevolmente risolte nelle fasi di merito. pronuncia sulle istanze di regolamento di competenza e di giurisdizione. non sospende automaticamente l’esecuzione della sentenza impugnata. 384 c. qualora la Corte riscontra una nullità del giudizio di primo grado per la quale il giudice di appello avrebbe dovuto rimettere le parti al primo giudice.c. 373 c. e riconosce che non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto. Procedimento e provvedimenti La Corte di Cassazione pronuncia in camera di consiglio a sezioni semplici. Poiché tale ricorso è proposto dal non soccombente21. si ha la cassazione della sentenza che può essere con rinvio (art. Cassazione senza rinvio o con rinvio Il carattere tradizionale del giudizio della Corte di Cassazione è quello di essere rescindente. 362 c.). perché doveva essere dichiarata l’estinzione). La Corte pronuncia in camera di consiglio senza previa pubblica udienza. (dichiarazione d’inammissibilità del ricorso principale o di quello incidentale eventualmente proposto. lo stesso giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata. nei casi indicati nell’art. può disporre la sospensione dell’esecuzione quando da questa possa derivare grave e irreparabile danno. ma decide nel merito (comma primo). rinvia la causa ad altro giudice di grado pari a quello che ha pronunciato la sentenza cassata.. su istanza di parte..) 21 In tal caso la giurisprudenza parla di soccombenza “teorica”.p. in modo da rendere possibile un nuovo esame della controversia (giudizio rescissorio) da parte di un altro giudice di merito (c. Almeno 20 giorni prima dell’adunanza in camera di consiglio o della udienza di discussione. la sentenza del giudice di merito. la Corte enuncia specificatamente il principio di diritto al quale il giudice di rinvio deve uniformarsi (art. 392 e ss.p. questo sarà esaminato solo nel caso di accoglimento del ricorso principale.p. come avevamo già visto per l’appello. Cassazione sostitutiva (art. si ha quando la sentenza è erroneamente motivata in diritto. il cancelliere deve comunicare alle parti le conclusioni del P.c. 379 c. “rinvio improprio”). affinché le stesse possono presentare memorie scritte non oltre 5 giorni prima dell’adunanza o dell’udienza.c.).). ecc. annullandola. Sospensione dell’esecuzione della sentenza impugnata (art.c. non dispone il rinvio.p.p.).p. 384. 383 c.p.c. c.c. Il giudizio di rinvio (art.): anche il ricorso per Cassazione.p. La Corte cassa senza rinvio: se riconosce che il giudice del quale si impugna il provvedimento e ogni altro giudice difettano di giurisdizione. la causa sarà rinviata al giudice che si sarebbe dovuto pronunciare sull’appello. quando accoglie il ricorso per motivi diversi da quelli appena citati. La cassazione sostitutiva con correzione della motivazione (sentenza di rettificazione). In caso di cassazione con rinvio per violazione o falsa applicazione delle norme di diritto. per mancanza di legittimazione ad agire) o il processo non può proseguire (es.c.. rinvia la causa al giudice di primo grado (c. È però prevista la possibilità che. Invece.c.) o senza rinvio (art.p.c. c..p. 35 . 375 c. o per decidere su questioni di diritto di particolare importanza e su quelle decise in senso difforme da più sezioni semplici (art. Pronuncia a sezioni unite solo per motivi attinenti alla giurisdizione o per i casi previsti dall’art.d.) Se la Corte accoglie il ricorso per violazione o falsa applicazione delle norme di diritto. e in ogni altro caso in cui ritiene che la causa non poteva essere proposta (es.). 374 c.d. ma il dispositivo è conforme al diritto (comma secondo). vale a dire di mirare a togliere di mezzo. 382 c. Nel caso di saltum di appello. comma primo. In caso di accoglimento del ricorso.M. “cassazione con rinvio”).c. negli altri pronuncia previa udienza di discussione (art.

Il termine per la proposizione della domanda di revocazione è di 30 gg.) La sospensione dell’esecuzione della sentenza impugnata può essere pronunciata dal giudice della revocazione.c. Revocazione proponibile dal P. Sentenze impugnabili e motivi della revocazione Sono impugnabili per revocazione le sentenze pronunciate in grado di appello ed in unico grado. 399 c. ma la sentenza della Corte di Cassazione conserva il suo effetto vincolante anche nel nuovo processo che sia instaurato con la riproposizione di una nuova domanda.p.p.c.p. anche se mantiene caratteristiche proprie che lo rendono autonomo rispetto ai precedenti giudizi.. è stato recuperato il documento. una volta scaduto il termine per l’appello (ma solo per i motivi di revocazione straordinaria).M. accertato con sentenza passata in giudicato. dal giorno in cui è stato scoperto il dolo. Costituzione delle parti (art. 4-5 c. . a pena di improcedibilità entro 20 giorni dalla notifica. avrebbero portato ad un giudizio diverso. e le sentenze pronunciate in prima istanza. La revocazione La revocazione costituisce un mezzo di impugnazione limitato a singole ipotesi tassativamente indicate dall’art. (art.p. 1-2-3-6 c.c. Essa si distingue in revocazione ordinaria (art.p. .c. deve indicare il motivo di revocazione. o è passata in giudicato la sentenza che accerta il dolo del giudice in caso di revocazione straordinaria.c.M. Davanti al giudice adito si osservano le disposizioni stabilite per il procedimento davanti a lui.: 1) se la sentenza è l’effetto del dolo di una delle parti in danno dell’altra. 395 c. I motivi specifici per cui è possibile proporre la revocazione sono indicati nell’art. (impugnazione a critica vincolata). 395 c. 6) se la sentenza è l’effetto del dolo del giudice. 36 .c. le prove dei fatti allegati e del giorno in cui si è verificata la loro scoperta. l’atto di citazione e la comparsa contenente le proprie conclusioni. Essa è fondata sull’esistenza di particolari circostanze che se fossero state conosciute dal giudice. le sentenze possono essere impugnate per revocazione dal pubblico ministero stesso quando sono state pronunciate senza che egli sia stato sentito. 397 c. Se la riassunzione non avviene entro il termine sopra indicato. o si avvera una causa di estinzione del giudizio di rinvio. Questa a pena di inammissibilità rilevabile d’ufficio. 4) se la sentenza è l’effetto di un errore di fatto risultante dagli atti e documenti della causa.) Nelle cause in cui è obbligatorio l’intervento del P. La revocazione si propone allo stesso giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata.) Le parti (attore e convenuto) si costituiscono rispettivamente depositando nella cancelleria del giudice adito.p. La riassunzione si fa con citazione. La competenza e la forma della domanda La domanda si propone con citazione allo stesso giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata. 2) se si è giudicato in base a prove riconosciute o comunque dichiarate false dopo la sentenza oppure che la parte soccombente ignorava essere state dichiarate tali prima della sentenza.quando impedisce il passaggio in giudicato della sentenza). la collusione.c. la falsità. e quando la sentenza è l’effetto della collusione posta in opera dalle parti per frodare la legge. 395 n. su istanza di parte inserita nell’atto di citazione.p. l’intero processo si estingue.quando è proponibile anche dopo il passaggio in giudicato della sentenza). La riassunzione della causa davanti al giudice di rinvio può essere fatta da ciascuna delle parti.Con il giudizio di rinvio si tende a sostituire alla sentenza cassata una nuova sentenza: per questo viene considerato come una prosecuzione del giudizio nel quale la sentenza fu cassata. Sospensione dell’esecuzione della sentenza impugnata (art. prima che decorra 1 anno dalla comunicazione della sentenza della Corte. e revocazione straordinaria (art. 395 n. 3) se dopo la sentenza sono stati trovati uno o più documenti decisivi che la parte non aveva potuto produrre in giudizio per causa di forza maggiore o per fatto dell’avversario. 401 c. che decorrono dalla notificazione della sentenza in caso di revocazione ordinaria. 5) se la sentenza è contraria ad altra precedente avente tra le parti autorità di cosa giudicata.

comma primo. quando non è più soggetta alle impugnazioni ordinarie.c. pronunciata tra altre persone. Tale esercizio è limitato nel tempo (termine per impugnare). Provvedimenti opponibili (art.Regolamento di competenza .Appello .) La sentenza della revocazione non può essere a sua volta impugnata mediante revocazione. in caso di opposizione revocatoria.Revocazione straordinaria .c. Qualora il giudice dichiara inammissibile o improcedibile l’opposizione. a sua volta. ma soltanto con i mezzi ai quali era originariamente soggetta la sentenza impugnata per revocazione. occorre indicare il giorno in cui il terzo è venuto a conoscenza del dolo o della collusione. La domanda è proposta con citazione secondo le forme prescritte per il giudice davanti al quale è proposta. 404. Va proposta entro 30 gg. SINTESI L’impugnazione è lo strumento posto a disposizione di una parte interessata a chiedere la rimozione di un atto ad essa pregiudizievole.) La sentenza per essere opponibile dal terzo deve essere passata in giudicato o deve essere comunque esecutiva. e quindi anche con opposizione da parte di altri terzi.revocatoria (art.Ricorso per cassazione RIPASSO. 404 c. Nell’atto di citazione.Revocazione ordinaria Impugnazioni straordinarie . SCHEMATIZZAZIONE Impugnazioni ordinarie .c. L’opposizione si distingue in: . Il procedimento di opposizione L’opposizione di terzo va proposta davanti allo stesso giudice che ha pronunciato la sentenza a cui ci si oppone. 408 c.p. Essa non è soggetta a termini.). 403 c.p. . La sentenza passa in giudicato.c. Si possono distinguere tra: ordinarie e straordinarie. affidando all’esame di un giudice diverso la pronuncia impugnata.p. essere impugnata per revocazione? 37 .): è quella concessa ai terzi . c. può avere sui suoi diritti.p. dal giorno in cui è stato scoperto il dolo o la collusione. c. o la rigetta per infondatezza dei motivi condanna l’opponente al pagamento di una pena pecuniaria (art. La sentenza pronunciata sull’opposizione è impugnabile con tutti i mezzi ai quali era soggetta la sentenza impugnata.Divieto di “revocatio revocationis” (art. 4) Chi è legittimato a proporre impugnazione incidentale? 5) La sentenza che definisce il giudizio di revocazione può. 404. L’opposizione di terzo L’opposizione di terzo è un mezzo di impugnazione concesso a chi non sia stato parte in causa al fine di rimuovere gli effetti pregiudizievoli che una sentenza. 3) Differenza tra impugnazioni ordinarie e straordinarie.quando la sentenza è effetto di dolo o collusione a loro danno.): è quella concessa ai terzi che siano titolari di un diritto autonomo assolutamente incompatibile con quello dichiarato con la sentenza a cui ci si oppone.Opposizione di terzo Per fissare le idee sugli argomenti trattati si cerchi di rispondere ai seguenti quesiti: 1) Quali sono le condizioni per impugnare? 2) Differenza tra termine breve e termine lungo.c.ordinaria (art.p. comma secondo.creditori o aventi causa di una delle parti . e le relative prove.

la cambiale). “spedizione in forma esecutiva” (art. 38 . ordinanza di convalida di licenza o sfratto. Il codice di procedura prevede due forme di esecuzione: esecuzione forzata in forma generica (o espropriazione forzata) ed esecuzione in forma specifica (o esecuzione diretta). sono le cambiali nonché gli altri titoli di credito e gli atti ai quali la legge attribuisce la stessa efficacia. Notificazione del titolo esecutivo e del precetto Se la legge non dispone altrimenti. presenti e futuri (art. e) Ricorso per saltum. dalla sua notificazione non è iniziata l’esecuzione. Il precetto può essere redatto di seguito al titolo esecutivo ed essere notificato insieme con questo. quelli che si sono formati attraverso l’intermediazione di un giudice. h) Terzi legittimati a proporre opposizione ex art.p. Atti “propedeutici” alla procedura esecutiva: titolo esecutivo e atto di precetto Sono due atti comuni ad entrambe le forme di esecuzione. Il debitore risponde dell’adempimento delle obbligazioni assunte con tutti i suoi beni. la data di notificazione del titolo esecutivo (se è stata fatta separatamente). Il processo esecutivo è diretto ad ottenere coattivamente l’adempimento di un diritto di credito. decreto ingiuntivo. e gli atti ricevuti da notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato dalla legge a riceverli relativamente alle obbligazioni di somme di denaro in essi contenute. la dichiarazione di residenza o l’elezione del domicilio della parte istante nel comune dove ha sede il giudice dell’esecuzione. 480 e ss. 404. la sottoscrizione della parte. qualora il soggetto obbligato (debitore) non vi adempia spontaneamente. se è richiesta dalla legge (es. Precetto (art.). 2740 c. I titoli esecutivi possono essere “giudiziali” e “stragiudiziali” I titoli giudiziali. ordinanze ex artt.c. Il precetto diventa inefficace se nel termine di 90 gg. A pena di nullità deve contenere: l’indicazione delle parti. L’esecuzione forzata non può aver luogo che in virtù di un titolo esecutivo per un credito certo (non vi siano dubbi sulla sua esistenza). ter e quater). né a termine). g) Termini per la proposizione della revocazione. la trascrizione integrale del titolo. entro un termine non minore di 10 gg. che hanno natura negoziale. f) Cassazione sostitutiva.UNITA’ DIDATTICA 9 IL PROCESSO DI ESECUZIONE Con riferimento agli argomenti trattati nell’unità didattica precedente si risponda ai seguenti quesiti: a) Aquiescenza. Al di fuori dei titoli di credito. c. Titolo esecutivo (art. sono le sentenze e i provvedimenti ai quali la legge attribuisce espressamente efficacia esecutiva (es.p. b) Divieto di jus novorum. purché la notificazione sia fatta alla parte personalmente.d. con l’avvertimento che in mancanza si procederà all’esecuzione forzata. 186 bis. I titoli stragiudiziali. 475). per rendere esecutivo il titolo è necessaria la c. 474 e ss.) Il precetto consiste nell’intimazione ad adempiere l’obbligo risultante dal titolo esecutivo.c. l’esecuzione forzata deve essere preceduta dalla notificazione del titolo in forma esecutiva e del precetto. c. liquido (determinato nel suo ammontare) ed esigibile (non sottoposto né a condizione.c. c) Quando l’appello viene dichiarato improcedibile? d) Motivi di ricorso in cassazione.) Presupposto fondamentale del processo esecutivo è l’esistenza di un titolo esecutivo. e necessari all’inizio della procedura.

vale a dire di sottrarli alla libera disponibilità del debitore. se si tratta di beni immobili. entro trenta giorni dal deposito dell’istanza di conversione. L’esecuzione forzata si distingue in quattro fasi. 517 c. la sostituzione dell’oggetto del pignoramento. 494 comma primo). una somma di denaro eguale all’importo del credito o dei crediti per cui si procede e delle spese. che può definirsi diretta. invece. È possibile il “versamento rateale” quando si tratti beni immobili.I. deve preparare la causa per la decisione. vendita o assegnazione e distribuzione della somma ricavata. 494 c.c. Nell’espropriazione immobiliare il pignoramento è costituito da due momenti: notifica e trascrizione dell’atto di pignoramento nei registri immobiliari (art. Il creditore può valersi di diversi mezzi espropriativi contemporaneamente. di astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre beni alla garanzia del creditore (art. 2) quando. 495 c. il debitore evita il pignoramento di cose depositando nelle mani dell’ufficiale giudiziario. intervento dei creditori (fase eventuale). ma se la tutela eccede l’effettivo credito. comma primo. 555. Assume invece la posizione precisa dell’istruttore nei giudizi sulle opposizioni. in qualsiasi momento anteriore alla vendita.p. 492 c.c.p. per termine massimo di 18 mesi. previa esibizione del titolo esecutivo e dell’atto di precetto ritualmente notificati. come oggetto di pignoramento.c. una forma di esecuzione indiretta. 491 c. in luogo di esse. A pena di inammissibilità. (art.I.c.p. il debitore può domandare al giudice dell’esecuzione che il procedimento sia limitato ad uno soltanto dei mezzi (art.c. La somma da sostituire al bene pignorato è determinata con ordinanza dal giudice dell’esecuzione. che ha funzioni del tutto analoghe a quelle del G. quindi. in quanto.).c. 555.p. È. Le differenze tra l’uno e l’altro sono date dal diverso fine che si persegue nell’espropriazione: mentre nel processo di cognizione il G. le opposizioni danno luogo ad un vero e proprio giudizio di cognizione. comma secondo). La scelta delle cose da pignorare spetta all’ufficiale giudiziario se si tratta di beni mobili. il giudice dell’esecuzione è del tutto autonomo. come vedremo.p. con l’incarico di consegnarli al creditore (art. di cui una eventuale: pignoramento.) Sono due le ipotesi attraverso le quali il debitore può evitare il pignoramento: 1) nel caso in cui il debitore evita il pignoramento versando nelle mani dell’ufficiale giudiziario la somma per cui si procede e l’importo delle spese.). 483 c. 39 . ma in caso di beni indicati dal debitore il pignoramento deve essere eseguito preferibilmente su quest’ultimi (art. Pagamento nelle mani dell'ufficiale giudiziario (art. 502 c. Conversione del pignoramento (art. degli interessi e delle spese.p.).p. e autonomi sono gli atti che questo emana. La funzione del pignoramento è quella di vincolare i beni da assoggettare all’esecuzione. L’espropriazione forzata a seconda dell’oggetto. si distingue in espropriazione mobiliare ed espropriazione immobiliare. ma se essa ha od oggetto cose date in pegno e mobili soggetti ad ipoteca si può procedere direttamente alla fase dell’assegnazione o vendita (art. con cui soddisfare il creditore procedente. in quanto ha ad oggetto proprio il bene dovuto.p.L’espropriazione forzata L’espropriazione forzata è quel tipo di processo esecutivo costituito da un complesso di atti diretti a sottrarre coattivamente al debitore determinati beni facenti parti del suo patrimonio ed a convertirli in denaro.). 494 comma terzo).). 1) Pignoramento L’espropriazione forzata inizia con il pignoramento (art. Il pignoramento consiste in un’ingiunzione dell’ufficiale giudiziario al debitore.) Il debitore può chiedere. nel processo di cognizione. unitamente all’istanza deve essere presentata in cancelleria una somma non inferiore ad un quinto (1/5) dell’importo dei crediti (sia del pignorante che degli intervenuti). i beni devono essere indicati esattamente dal creditore (art. c.). con una somma di denaro pari all’importo dovuto al creditore pignorante e ai creditori intervenuti comprensivo del capitale. Giudice dell’esecuzione è il Tribunale.c.c. a differenza dell’esecuzione in forma specifica. aumentato di due decimi (2/10).

586 c.estintivo: si cancellano le trascrizioni dei pignoramenti e le iscrizioni di ipoteca sul bene per ordine del giudice dell’esecuzione. il giudice non può provvedere sull’istanza di assegnazione o di vendita. art. L’intervento tardivo obbliga i “ritardatari” a soddisfarsi sui beni del debitore solo dopo il pignorante e gli intervenuti tempestivamente (salvi i diritti di prelazione). ma entro 90 gg. 40 .c. però. Sull’eccedenza rispetto a questo valore si apre il normale concorso dei creditori. 529. L’assegnazione può essere richiesta solo dopo il fallimento dei tentativi di vendita.p. ma se oggetto di pignoramento sono beni il cui valore risulta da listini di borsa o di mercato.c.p. la data dell’udienza è importante perché segna il momento preclusivo per l’intervento tempestivo dei creditori. è possibile chiedere direttamente l’assegnazione degli stessi (art. pegno).c. Effetti della vendita e dell’assegnazione Gli effetti sono due: .p. 497 c.p.).). c. del credito per il quale si procede.. ipoteca.traslativo: il passaggio di proprietà del bene a chi è stato assegnato o aggiudicato il bene. 2) Intervento dei creditori Il concorso dei creditori .). compreso l’assegnatario. Esso si propone mediante ricorso che deve essere presentato anteriormente alla prima udienza di autorizzazione alla vendita o alla assegnazione (intervento tempestivo). e deve avvenire su accordo di tutti i creditori (art. 532-533 c. sia senza con un vendita tramite commissionario (per i beni mobili. nell’espropriazione immobiliare è quello del “decreto di trasferimento” (art. 2741 c. è prevista una sorta di tutela a favore dei creditori che vantano sui beni pignorati un diritto di prelazione risultante da pubblici registri (es. l’intervento può essere presentato anche successivamente a tale udienza (intervento tardivo).c. Non prima di 10 gg. invece. entro cinque giorni dal pignoramento.c.c.c. o deposito di offerte d’acquisto presso la cancelleria del giudice (per i beni immobili. Il giudice dell’esecuzione dopo l’istanza fissa l’udienza per la vendita o l’assegnazione. un avviso contenente l’indicazione del creditore pignorante. 3) Vendita e Assegnazione Subito dopo il pignoramento il creditore ha l’obbligo di inoltrare istanza al giudice dell’esecuzione per chiedere la vendita o l’assegnazione dei beni pignorati.c. art. La vendita forzata è l’atto con il quale si compie l’espropriazione del bene soggetto a pignoramento. 506 c. a pena di inefficacia dello stesso (art. L’assegnazione consiste.p. L’intervento dà diritto a partecipare alla distribuzione della somma ricavata. Possono intervenire anche i creditori non privilegiati. muniti o non di titolo esecutivo. quelli non muniti di titolo esecutivo non possono.). cioè l’esigenza che tutti i creditori partecipino alla distribuzione del ricavato. in un trasferimento del bene direttamente nel patrimonio del creditore per la soddisfazione di un suo credito. 498 c.Riduzione e cessazione dell’efficacia del pignoramento Il debitore può chiedere la riduzione del pignoramento quando il valore dei beni pignorati è superiore all’importo delle spese e dei crediti. provocare nessun atto esecutivo.p. Il creditore pignorante è tenuto a notificare ad essi.p. 496 c. Nell’espropriazione mobiliare il momento in cui si realizza l’effetto traslativo è quello del pagamento del prezzo. del titolo e delle cose pignorate.c. In mancanza della prova di tale notificazione. 571 e ss. La riduzione è disposta dal giudice (art.p.).p.c. 4) Distribuzione della somma ricavata È l’ultima fase dell’espropriazione forzata.). Ai sensi dell’art. comma secondo. . dal pignoramento deve essere presentata istanza di assegnazione o vendita. Essa trasforma i beni in denaro è può effettuarsi sia all’asta.).). Detti termini possono essere modificati se si tratta di cose deteriorabili. Il valore minimo dell’assegnazione non può essere inferiore alle spese di esecuzione e ai crediti privilegiati aventi data anteriore a quello dell’offerente (art. c.: i creditori hanno uguale diritto di essere soddisfatti sui beni del debitore (par condicio creditorum). e consiste nella ripartizione tra i creditori della somma ricavata dalla vendita forzata o dall’assegnazione dei beni del debitore. 505 c. nasce dal principio consacrato dall’art.fase eventuale del procedimento esecutivo -.

che ha ad oggetto beni mobili del debitore ma che sono in possesso di un terzo.c.p. prima della stessa. nel momento stesso in cui viene iniziato il processo esecutivo nei confronti del terzo. “autonomo”. 513-542 c.L’art. quindi. dà la possibilità ai creditori di un creditore avente diritto alla distribuzione. 543-554 c. in tal caso oggetto di pignoramento è la “quota ideale” di appartenenza del debitore. altrimenti rimette le parti davanti al giudice competente a norma dell’art.599-601 c. o terzo che ha acquistato dal debitore un bene la cui alienazione è stata revocata per frode). se è competente anche per valore.). ma terzo sul piano sostanziale. Si distinguono due tipi di opposizioni: a) le opposizioni proponibili dall’esecutato (debitore o terzo assoggettato all’esecuzione) che a loro volta comprendono. Dopo la notificazione della sentenza. Esecuzione in forma specifica L’esecuzione in forma specifica si differenzia dall’espropriazione forzata in quanto mira a dare concreta attuazione ad una pronuncia di fare o non fare. SATTA. 511 c. costruire un muro). oppure di consegna o rilascio di un bene. dà luogo ad un ordinario processo di cognizione. 512 c.). Una volta proposta. pertanto. di poter chiedere di essere a lui sostituiti.p. Titolo esecutivo è. Il giudice se non sospende totalmente il procedimento.p.). Decorso il termine per la consegna o il rilascio indicato nel precetto. in sede di distribuzione del ricavato sorgono delle controversie circa il progetto di riparto. In caso di rilascio di bene immobile.c.c. demolire un fabbricato). oggetto della consegna o del rilascio. che si inserisce nell’ambito del processo di esecuzione in via incidentale.c.c.p.) Consiste nel procedimento esecutivo diretto a far riottenere il possesso di una determinata cosa mobile o immobile. Esecuzione forzata di obblighi di fare o non fare (artt. è parte nel processo esecutivo. si instaura un giudizio di cognizione incidentalmente a quello esecutivo.c. Il giudice dell’esecuzione provvede con ordinanza designando l’ufficiale giudiziario che procederà materialmente all’esecuzione. 605-611 c.c. Il giudice dell’esecuzione provvede all’istruzione della causa. questi sul piano processuale diventerà l’effettivo soggetto passivo dell’espropriazione. 612-614 c. e) espropriazione contro il terzo proprietario (artt.) Consiste nel procedimento esecutivo diretto a far conseguire all’istante la medesima specifica prestazione (es. L’espropriazione forzata si distingue in: a) espropriazione mobiliare presso il debitore (artt. che ha per oggetto beni immobili con le loro pertinenze. che ha ad oggetto beni mobili o somme di denaro del debitore che si trovano nella sua casa o negli altri luoghi a lui appartenenti.. Qualora.p. l’ufficiale giudiziario munito di esecutivo e precetto. o crediti che lo stesso vanta nei confronti di un terzo (es. contro la volontà di chi la detiene in violazione del diritto accertato nel titolo.c.p. 41 . c) espropriazione immobiliare (artt. in tal caso oggetto di pignoramento sono beni che appartengono ad un terzo22 (terzo datore di pegno o di ipotesa. Esecuzione per consegna o rilascio (artt. nonché i diritti reali di godimento su beni immobili.). almeno 10 gg. Le opposizioni L’opposizione è il rimedio esperibile dal debitore o dal terzo nel caso in cui si dolgano di aver subito una lesione di un loro diritto in conseguenza di un atto di esecuzione che ritengono ingiusto. provvede alla distribuzione della parte della somma ricavata non controversa (art. l’opposizione all’esecuzione e 22 Secondo parte autorevole della giurisprudenza. o l’eliminazione di quanto fatto (es. b) espropriazione presso terzi (artt. chi vuole ottenere l’esecuzione in forma specifica deve proporre ricorso al giudice chiedendo che siano determinate le modalità dell’esecuzione. si reca nel luogo in cui si trovano le cose e le ricerca per consegnarle alla parte istante. pignoramento dello stipendio del debitore presso il suo datore di lavoro). quando il debitore è proprietario insieme ad altri di un bene. rispettivamente in violazione di un obbligo di fare o di non fare. l’ufficiale giudiziario deve dare comunicazione all’obbligato dell’esecuzione.). d) espropriazione di beni indivisi (artt. Il terzo proprietario.c. 17 c.p. 555-598 c. una sentenza di condanna per la violazione di un obbligo di fare o di non fare.c.).p.p. e dunque sarà parte. 602-604 c.p.

c.): con cui si contesta il diritto della parte istante a procedere all’esecuzione forzata. difatti è detta anche “opposizione formale”.c. 5) Termine entro cui possono intervenire i creditori. ed è proposta con atto di citazione al giudice competente per materia.d. che decorrono o dalla notifica del titolo e/o del precetto. Nel caso di opposizione tardiva il terzo. Opposizioni di terzi (art.): sono quelle opposizioni che possono essere proposte dal terzo che “pretende” avere la proprietà o altro diritto reale sui beni pignorati. valore e territorio. Si può contestare: 1) la legittimazione attiva e passiva all’esecuzione. Opposizioni agli atti esecutivi (art. SINTESI Il processo esecutivo è diretto a soddisfare la pretesa del creditore. può soddisfarsi solo sulla somma ricavata. ossia alla realizzazione coattiva di un risultato pratico equivalente a quello che avrebbe dovuto produrre un altro soggetto. ossia quello dell’esecuzione. o dal momento in cui è stato compiuto l’atto contro cui essa si dirige. ma che vantano diritti sui beni pignorati. se è proposta dopo l’inizio dell’esecuzione.p. si propone con citazione davanti al giudice competente. il giudice del luogo ove il precetto è stato notificato. Si distingue in esecuzione in forma generica (quella caratterizzata dal pignoramento) ed in forma specifica (diretta ad ottenere l’adempimento di quella determinata prestazione dovuta). b) la regolarità formale dei singoli atti di esecuzione. Se l’opposizione è proposta prima dell’inizio dell’esecuzione. L’opposizione deve essere proposta entro il termine perentorio di 20 gg. Se proposta in pendenza del processo esecutivo. 2) l’inesistenza o l’invalidità del titolo esecutivo. estranei all’esecuzione. deve aver la forma del ricorso al giudice dell’esecuzione. SCHEMATIZZAZIONE ESPROPRIAZIONE FORZATA Pignoramento Intervento creditori Vendita o Assegnazione Distribuzione somma ricavata RIPASSO Per fissare le idee sugli argomenti trattati si cerchi di rispondere ai seguenti quesiti: 1) Quali sono gli atti preparatori del processo esecutivo? 2) Differenze tra espropriazione forzata ed esecuzione diretta. È diretta a contestare: a) la regolarità formale del titolo esecutivo e del precetto.p.p. Competente è il giudice che ha emanato l’atto.l’opposizione agli atti esecutivi.): con cui si contesta la regolarità formale dei singoli atti esecutivi. in adempimento di un obbligo giuridico. che abbia avuto ragione. L’opposizione deve essere proposta con ricorso al giudice dell’esecuzione prima che sia disposta la vendita o l’assegnazione dei beni. Presuppone la notifica del titolo esecutivo e dell’atto di precetto. Opposizioni all’esecuzione (art. 3) Quando il pignoramento diviene inefficace? 4) Termine per la proposizione dell’opposizione agli atti esecutivi. 6) È previsto l’istituto dell’interruzione nel processo esecutivo? 42 . b) le opposizioni di terzi. 4) l’impignorabilità dei beni sottoposti ad esecuzione. Nei primi tre casi se la contestazione avviene prima dell’inizio dell’esecuzione prende il nome di “opposizione a precetto”. 617 c. Qualora si contesta il precetto o la regolarità formale del titolo esecutivo. 3) l’inesistenza o l’invalidità del diritto contenuto nel titolo che di per sé è valido (c. l’opposizione si instaura con ricorso al giudice dell’esecuzione stessa.c. “opposizione di merito”). è competente il giudice della residenza dichiarata o del domicilio eletto nel precetto. 619 c. 615 c. in mancanza.

al debitore di pagare (entro un termine stabilito) una somma o di versare una determinata quantità di cose fungibili. con decreto. Procedimento di ingiunzione (artt. In realtà. La durata intollerabile dei processi di cognizione ordinaria è alla base di questi istituti.p.il giudice. 633-656 c. alcuni sono regolati da leggi speciali o dal codice civile. 43 . Lo schema della procedura è dunque lineare: . e solo in mancanza di essa il decreto acquista il valore di una sentenza passata in giudicato. ossia il decreto ingiuntivo. ne garantiscono il risultato o addirittura si sostituiscono al procedimento ordinario se quest’ultimo non viene invocato dagli interessati. Il provvedimento che ne deriva nasce provvisorio.il debitore può proporre opposizione. come lo è per le tutele in corso di causa ex artt. . ma può divenire definitivo se il soggetto passivo non promuove il processo di cognizione ordinaria. Tra i procedimenti sommari non cautelari: .procedimento per convalida di sfratto. dunque. mirano all’emanazione di un provvedimento con cui si perviene immediatamente alla fissazione della normativa del caso concreto in modo semplificato. Tra i procedimenti speciali assumono particolare rilievo i c. con prevalente funzione esecutiva in quanto finalizzato ad ottenere il rapido formarsi di un titolo esecutivo. poiché il soggetto che è in possesso di una prova scritta dal suo diritto può scegliere se attivare il procedimento sommario o quello ordinario. Tra i procedimenti sommari si distinguono due categorie: A) procedimenti non cautelari. disciplina una serie di procedimenti che hanno in comune esclusivamente la loro “specialità” ossia la divergenza rispetto al procedimento di cognizione ordinario. ordina. I procedimenti speciali anticipano la tutela del diritto. “eventuale”. “procedimenti sommari”: sommari per l’incompletezza della cognizione (decisi allo stato degli atti) o per la superficialità della cognizione in quanto basati sulla probabilità del diritto.c. il processo del lavoro. 186 bis. Il collegamento con il processo ordinario è. è disciplinato nel libro II del codice di procedura civile. in tale libro non sono disciplinati tutti i procedimenti speciali. Procedimenti sommari non cautelari I provvedimenti sommari non cautelari. però.d.) Il procedimento di ingiunzione è accertamento a cognizione sommaria (in quanto superficiale).UNITA’ DIDATTICA 10 I PROCEDIMENTI SPECIALI Con riferimento agli argomenti trattati nell’unità didattica precedente si risponda ai seguenti quesiti: a) Titolo esecutivo b) Efficacia dell’atto di precetto c) Domanda di sostituzione d) Espropriazione mobiliare presso terzi e) Vendita con incanto nell’espropriazione immobiliare f) Opposizioni nell’esecuzione g) Opposizione di terzo nel processo esecutivo Il libro IV del codice di procedura civile.procedimento di ingiunzione. non necessaria. ter e quater. . su ricorso del creditore. infatti. Inoltre un importante procedimento speciale. o una cosa mobile determinata. B) procedimenti cautelari.

può essere data in sede di opposizione (art.c. Opposizione: l’opposizione è il mezzo con cui l’ingiunto. il giudice lo rigetta con decreto motivato. Se non è stata fatta opposizione nel termine stabilito o se l’opponente non si è costituito. comunque. Di contro. assegno bancario o circolare.a seguito dell’opposizione. o aumentato a 60 gg. 641 c.. deve essere notificato all’ingiunto entro 60 gg. Il rigetto. si propone con atto di citazione davanti al giudice che ha emesso il decreto ingiuntivo. su istanza del ricorrente. L’opposizione.). se il giudice ritiene non sufficientemente giustificata la domanda. dalla pronuncia. se l’intimato prova di non aver avuto tempestiva conoscenza del medesimo per irregolarità della notificazione o per caso fortuito o forza maggiore (art. L’opposizione può essere proposta anche tardivamente. dal primo atto di esecuzione.). invece. se vi è pericolo di grave pregiudizio nel ritardo. L’atto di opposizione sarà formulato come un comune atto di citazione.c. nonché onorari. dalla notificazione dal ricorso.p. 648) se l’opposizione non è fondata su prova scritta. Se il ricorrente non vi provvede o. Forma della domanda (art.c. Giudice competente (art. Procedimento Al riguardo si possono verificare due ipotesi: 1) rigetto della domanda (art. inoltre. dalla notificazione del ricorso e del decreto. che acquista autorità di giudicato sostanziale (art. il giudice può concedere la provvisoria esecutività imponendo al ricorrente una cauzione (art. anche tardiva. su certificato di borsa o su atto ricevuto da notaio o da altro pubblico ufficiale. che ritenga ingiusta la condanna.c. e cioè anche dopo scaduto il termine fissato nel decreto.p. 24 Secondo il SATTA l’opposizione al decreto ingiuntivo va considerata un vero e proprio mezzo di impugnazione. se la domanda non è accoglibile. ma i termini per la comparizione sono ridotti alla metà. 640 c.p. 638): la domanda di ingiunzione si propone con ricorso. Può riguardare anche onorari per prestazioni giudiziali o stragiudiziali o rimborso di spese fatte da avvocati. Le condizioni di ammissibilità (artt. Il ricorso è depositato in cancelleria insieme con i documenti che si allegano. cancellieri. 2) accoglimento della domanda (art. 637): per l’ingiunzione è competente il giudice di pace oil tribunale. 650 c. 642). invitando a provvedere alla prova. a pena di inefficacia del decreto stesso. il giudice. c. quando concorrono giusti motivi (art. se esistono le condizioni previste. e deve basarsi su prova scritta. Il giudice pronuncia decreto motivato con il quale ingiunge all’altra parte di pagare la somma o di consegnare la cosa o la quantità di cose richieste. oppure ad altri esercenti una libera professione o arte. 633-634): l’istanza deve avere ad oggetto una somma liquida di denaro o una determinata quantità di cose fungibili o una cosa mobile determinata. Il decreto ingiuntivo è munito di efficacia esecutiva provvisoria su istanza del ricorrente. diritti o rimborsi spettanti ai notai a norma della loro legge professionale.p. non è più ammessa decorsi 10 gg. in mancanza di questa. se l’istanza è fondata su cambiale. per la quale esiste una tariffa legalmente approvata. procuratori. per questo si parla di procedimento a contraddittorio eventuale.). 641. si apre un normale procedimento di cognizione. 23 Termine che può essere ridotto a 10 gg. Il decreto. ufficiali giudiziari o da chiunque altro ha prestato la sua opera in occasione del processo. nel termine di 40 gg 23. dichiara esecutivo il decreto. L’esecutività provvisoria non concessa al momento della pronuncia. se l’esecutorietà provvisoria è stata concessa già in sede di emissione del decreto ingiuntivo. il giudizio si svolge nelle forme ordinarie. dispone che il cancelliere ne dia notizia al ricorrente. che deve essere notificato al ricorrente entro nel termine di 40 gg. comma secondo. insieme con il ricorso. in composizione monocratica. impugna il decreto24. non pregiudica un’eventuale proposizione della stessa domanda. o di pronta soluzione. che sarebbe competente per la domanda proposta in via ordinaria. si procederà ad esecuzione forzata. con l’avvertimento espresso che nello stesso termine può essere fatta opposizione e che. Il giudice emette la decisione sulla base delle prove documentali fornite.). 647). 44 . il ricorso è accoglibile.

Inoltre.p. per impedire la rinnovazione tacita di esso. il locatore.). 45 . comma primo). concedere la sospensione di essa (art. in tal caso si ha revoca del decreto ingiuntivo. Il giudizio di opposizione si conclude con una sentenza che può essere di: . All’udienza possono verificarsi due ipotesi: a) se l’intimato non compare o comparendo non si oppone. Provvisori perché sono sempre legati ad un processo di cognizione ordinario. La legge prevede tre ipotesi in cui applicare tale procedimento: . potendo l’intimante scegliere tra la tutela in esame e quella ordinaria. non hanno possibilità di divenire definitivi. Soggetto passivo della procedura sarà nel primo caso il conduttore. colonia parziale. essendo la materia locatizia disciplinata con il rito del lavoro (art. in questo caso il giudice emette decreto ingiuntivo in calce ad una copia dell’atto di intimazione (art.rigetto. con lo stesso atto.accoglimento parziale. ha carattere non necessario. b) se l’intimato compare e propone opposizione all’intimazione. 664 c.) Tale procedimento è diretto ad ottenere dal giudice l’emanazione di un provvedimento (ordinanza). in caso di mancata comparizione dell’intimato.p. dalla sua emanazione (art. con conseguente conferma del decreto ingiuntivo opposto (art. il giudice dispone il mutamento del rito ex art. . su istanza dell’opponente. comma terzo. Procedimenti sommari cautelari I procedimenti cautelari hanno una funzione di garanzia (garantire il regolare svolgimento ed il proficuo risultato del giudizio di merito). c. .p.c. di lasciar libero l’immobile. che convalidi la licenza ovvero lo sfratto per scadenza del termine o per mancato pagamento del canone pattuito. La citazione per la convalida deve contenere l’avvertimento al conduttore-intimato che in caso di mancata comparizione o di mancata opposizione il giudice convalida la licenza o lo sfratto (art. che si intima prima della scadenza del contratto. rivolta dal locatore (o concedente). 663 c. 667.c.p. 660).accoglimento integrale. devono intercorrere non meno di 20 gg. 2) affitto a coltivatore diretto. . produce effetti dopo 30 gg. 662). con conseguente modifica del decreto opposto. e gli atti esecutivi eventualmente compiuti sono caducati immediatamente. si concludono con un provvedimento avente la funzione di salvaguardare il diritto in attesa che si giunga ad una pronuncia di merito al termine del processo di cognizione. 653. può chiedere anche l’ingiunzione di pagamento dei canoni scaduti e di quelli che scadranno fino al rilascio.il giudice può. 447 bis). Gli effetti dell’intimazione cessano se il locatore non compare all’udienza fissata nell’atto di citazione (art. il giudice convalida la licenza o lo sfratto con ordinanza. mezzadria. Procedimento per convalida di sfratto (artt. nel secondo l’affittuario coltivatore diretto. e quando ricorrono gravi motivi. 649).c.c. Tali procedimenti hanno il carattere della provvisorietà e strumentalità rispetto alla cognizione ordinaria.licenza per finita locazione. Presupposti: possono valersi della procedura di convalida di sfratto soltanto il locatore o il concedente in caso di: 1) locazione. strumentali in quanto sono collegati alla tutela di merito in quanto devono assicurarne gli effetti. 663. che si intima dopo la scadenza del contratto. Il procedimento per convalida di sfratto. che si intima per mancato pagamento dei canoni alle scadenze stabilito. La competenza “inderogabilmente” il tribunale in composizione monocratica del luogo in cui si trova la cosa locata (art. Lo sfratto per morosità subordina la convalida all’attestazione. 661 c. che.). resa in giudizio dal locatore. . Inoltre tra il giorno della notificazione dell’intimazione e il giorno dell’udienza. dichiarando altresì la risoluzione del contratto.sfratto per morosità.sfratto per finita locazione. come quello di ingiunzione. il mezzadro o il colono. che la morosità persiste (art.c. 657-669 c.p. Procedimento: in tutti e tre i casi il procedimento inizia con una intimazione.).). con contestuale citazione del conduttore per convalida.

p. forme e contenuti diversi. 669 quaterdecies. la competenza spetta al giudice della stessa (art. Procedimento: il procedimento di regola si svolge in contraddittorio. 669 terdieces): il reclamo contro i provvedimenti del giudice singolo del tribunale si propone al collegio. del quale non può far parte il giudice che ha emanato il provvedimento reclamato. in mancanza.). quando il provvedimento è stato emesso dalla Corte di appello. Non sospende l’esecuzione del provvedimento. se anteriore. Procedimenti di denuncia di nuova opera e di danno temuto (artt. e prove. dalla comunicazione o dalla notificazione del provvedimento cautelare.d. Inefficacia del provvedimento (art. ossia un procedimento valido per tutte le forme cautelari. 669 octies). diretto ad assicurare la conservazione della cosa intorno alla quale si contende mediante la sua custodia o eventualmente la sua gestione temporanea. 675). ha per oggetto beni mobili o immobili del debitore o somme o cose a lui dovute. se si verificano mutamenti nelle circostanze. 353/90). Reclamo contro i provvedimenti cautelari (art. il sequestro conservativo con le forme proprie del pignoramento. mentre.c. su istanza di parte. alla Corte di appello più vicina. ovvero se successivamente al suo inizio si estingue. 3) procedimenti di istruzione preventiva. Revoca e modifica del provvedimento (art. 688-691) Le azioni di denuncia di nuova opera e denuncia di danno temuto (“azioni di nunciazione”).c. 686). in precedenza ogni misura aveva propri termini. Il sequestro conservativo. comma quinto). 669 quater). Sequestro (artt. 669 bis-669 quaterdecies (introdotti dalla legge n. modificare o revocare con ordinanza il provvedimento cautelare anche se emesso anteriormente alla causa.. se è dichiarato inesistente il diritto a cautela del quale è stato concesso. “rito cautelare uniforme”. 669 novies c. si propone con ricorso (art. in corso di causa. si converte in pignoramento nel momento in cui il creditore sequestrante ottiene sentenza di condanna esecutiva (art. Forma della domanda e giudice competente: la domanda volta ad ottenere un provvedimento cautelare. e può avere ad oggetto beni di cui è controversa la proprietà o il possesso. dalla pronuncia (art. 669 ter). Competente a pronunciare sulla domanda è ante causam (ossia prima dell’instaurazione del giudizio di merito) il giudice che sarebbe competente a conoscere del merito (art. Il giudice di pace non può emanare provvedimenti cautelari: le sue competenze passano al tribunale. Il codice prevede due tipi di sequestro: il sequestro giudiziario. 669 sexies). il sequestro conservativo. in caso di rigetto dell’istanza. Il provvedimento che autorizza il sequestro perde efficacia nel caso in cui non venga eseguito entro 30 gg. 4) provvedimenti d’urgenza. Il sequestro giudiziario si esegue con le forme dell’esecuzione per consegna o rilascio.p. se non è stata versata la cauzione che il giudice ha imposto alla parte istante. Tra i procedimenti sommari cautelari: 1) sequestri. dalla sua pronuncia.): il provvedimento cautelare perde la sua efficacia: se il procedimento di merito non viene iniziato entro 60 gg. ravvisino un possibile grave danno per motivi sopravvenuti (art. il provvedimento negativo non preclude la riproposizione dell’istanza quando si verifichino mutamenti delle circostanze o vengano dedotte nuove ragioni di fatto o di diritto (art.Presupposti: presupposti indispensabili per l’accoglimento della misura cautelare sono il fumus boni iuris (parvenza dell’esistenza del diritto a cautela del quale si agisce) ed il periculum in mora (pericolo di danno derivato dalla durata del processo ordinario). richiesto dal creditore quando ha il fondato timore di perdere la garanzia del proprio credito. tranne quando il presidente del tribunale o della Corte investiti del reclamo. il reclamo si propone ad altra sezione della stessa Corte o. 669 bis c. sono tipici strumenti di tutela anticipata del diritto. 669 decies): nel corso dell’istruzione il giudice istruttore della causa di merito può. Il reclamo si propone entro 15 gg. tendenti a prevenire o arrestare in itinere un danno che se giungesse a determinarsi. Gli artt. 670-687) Il sequestro costituisce il provvedimento cautelare più caratteristico e di più largo impiego nella prassi giudiziaria. In caso di accoglimento il giudice autorizzerà l’adozione della misura cautelare (art. 2) denuncia di nuova opera e danno temuto. e solo in casi particolari inaudita altera parte (art. La denuncia di nuova opera è l’azione concessa a chi abbia ragione di temere che da una nuova opera da altri intrapresa sulla proprietà 46 . disciplinano il c. 669 septies). sarebbe antigiuridico.

nel caso concreto. cioè la sussistenza del diritto posto a fondamento della tutela cautelare. Infatti non tutela un diritto leso o sottoposto a pericolo. albero o altre cose già esistenti nel fondo vicino. 2) l’azione di manutenzione. 1170.d. per la mancanza dei relativi presupposti. 2) un pregiudizio imminente ed irreparabile.): è diretta a tutelare i possessori contro quella particolare forma di lesione che è costituita dalla molestia di fatto o di diritto. e che non l’ha acquistato con violenza o clandestinità. e la sussidiarietà. idoneo. Procedimenti di istruzione preventiva (artt. 1168 c. Procedimenti possessori Le azioni possessorie hanno funzione di tutela del possesso. essa è altresì concessa contro lo spoglio non violento o non clandestino. l'acquisto del possesso da parte dello stesso spogliante o di altra persona).vicina stia per derivare un danno alla cosa che forma oggetto del suo diritto o del suo possesso. Tale azione non può essere proposta se l’opera è terminata e. cui può accompagnarsi. e mira ad ottenere dal giudice un provvedimento che sospenda l’esecuzione dell’opera. le misure cautelari sopra viste. Azione di manutenzione (art. la testimonianza di un moribondo. ma l’assunzione di prove fuori dal processo di cognizione. il giudice dovrà preliminarmente accertare il fumus boni iuris. Presupposto dellazione di reintegra è uno spoglio violento o clandestino. Questa assunzione anticipata è fondata sul pericolo che il ritardo possa far perdere per sempre determinate prove (es. oppure l’imminente modificazione di determinati luoghi od oggetti (accertamento tecnico preventivo). in quanto mira esclusivamente a reintegrare nel possesso del bene chi ha subito lo spoglio. 700) La procedura del provvedimento d'urgenza è azionabile in tutti i casi in cui non sono utilizzabili. che minacci il diritto. Elementi essenziali per l’esistenza dello spoglio sono: a) l’animus spoliandi (la consapevolezza dello spogliante di operare contro la volontà espressa o presunta del possessore). Con questa azione è tutelabile soltanto il possesso avente ad oggetto un bene immobile o un’universalità di beni mobili. L’azione si propone con ricorso al giudice del luogo in cui p avvenuto il fatto denunciato (art. non deve essere trascorso un anno dal suo inizio. Sia l’azione di reintegrazione che di manutenzione si propongono con ricorso al giudice del luogo in cui è avvenuto il fatto denunciato. 688). nel senso che hanno come finalità immediata la tutela del possesso contro qualsiasi turbativa. Tale termine decorre dalla data dello spoglio se si tratta di spoglio palese. Il termine per proporre l'azione è quello di un anno dalla sofferta lesione. durante il tempo occorrente per farlo valere in via ordinaria. entro l’anno dal sofferto spoglio. La decisione consiste nell’emanazione dei provvedimenti più idonei ad assicurare provvisoriamente gli effetti della decisione sul merito. Il termine per esperire tale azione è quello di un anno dalla molestia o dallo spoglio. 692-699) L’istruzione preventiva è un istituto che si differenzia in molti punti dalle altre misure cautelari. La denuncia di danno temuto è diretta contro il pericolo di un danno grave e prossimo derivante da un edificio. chiede di essere reintegrato nel possesso di cui è stato spogliato. La funzione dell’azione di reintegrazione è dunque essenzialmente recuperatoria. ad assicurare provvisoriamente gli effetti della decisione sul merito. Azione di reintegrazione (art. Essendo il provvedimento d’urgenza comunque una misura cautelare. I presupposti per l’emanazione di tali provvedimenti sono: 1) un fondato motivo di temere l'insoddisfazione del proprio diritto. I procedimenti possessori sono: 1) l’azione di reintegrazione (o di spoglio). Caratteristiche principali di questa misura sono perciò l’atipicità. È legittimato a proporre l’azione colui che ha il possesso in modo continuo ed ininterrotto da oltre un anno.c.): è l'azione con cui il possessore. dal giorno della sua scoperta se si tratta di spoglio clandestino. c. 3) l’inesistenza di un altro provvedimento cautelare tipico. b) la privazione del possesso (che consiste nella perdita del potere di fatto esercitato dal possessore sulla cosa per il fatto dello spogliante. a futura memoria). per ottenere dal giudice un provvedimento che consente di ovviare al pericolo. comunque.c. dal compimento del primo atto in caso di più atti continuativi di spoglio. Provvedimenti d'urgenza (art. 47 . o meno.

700 c. come un giudizio privato effettuato da soggetti che.p. IL PROCESSO DEL LAVORO Con riferimento agli argomenti trattati nell’unità didattica precedente si risponda ai seguenti quesiti: a) Procedimento d’ingiunzione b) Chi è il giudice competente per il procedimento per la convalida di sfratto? c) Presupposti per i procedimenti cautelari d) Inefficacia del provvedimento cautelare e) Conversione del sequestro conservativo in pignoramento f) Art. 806). Gli arbitri: gli arbitri devono essere determinati in numero dispari. l’ulteriore arbitro se le parti non hanno diversamente convenuto è nominato dal presidente del tribunale del luogo in cui ha sede 48 . 806 e ss.).c.RIPASSO Per fissare le idee sugli argomenti trattati si cerchi di rispondere ai seguenti quesiti: 1) Quali sono i presupposti per il procedimento di ingiunzione? 2) Quando viene emesso un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo? 3) Che forma ha l’atto introduttivo del procedimento per la convalida di sfratto? 4) Qual’è il giudice competente per il rito cautelare? 5) Differenza tra riesame e reclamo dei provvedimenti cautelari 6) Come si attua il provvedimento che autorizza il sequestro? UNITA’ DIDATTICA 11 L’ARBITRATO.c. configurandosi. Il compromesso o la clausola compromissoria deve contenere la nomina degli arbitri oppure stabilire il numero di essi e le modalità di nomina.). nonché quelle concernenti questioni di stato e di separazione personale tra coniugi e le altre che non possono formare oggetto di transazione (art. quindi future. ma è circoscritta alle sole controversie riguardanti diritti disponibili. Arbitrato rituale (art. L’arbitrato irrituale o libero è una forma di risoluzione convenzionale delle controversie. essendo espressamente sottratte alla disponibilità delle parti le controversie individuali di lavoro e quelle in materia di previdenza e assistenza obbligatorie.) Il compromesso (art. La forma del compromesso e della clausola compromissoria deve essere scritta a pena di nullità. in virtù dei poteri conferitigli contrattualmente. operano come giudici pur essendo privi dei poteri autoritativi di questi.c. più precisamente. Arbitrato È potere delle parti “compromettere” la controversia. ossia affidare la decisione a giudici privati scelti da loro o scelti in un modo da esse stabilito. 808). Arbitrato rituale ed arbitrato irrituale: l’arbitrato rituale presenta i caratteri strutturali e funzionali propri del giudizio. è l’accordo tra due o più persone di far decidere da un terzo (arbitro) la controversia insorta.p. Si deve infine specificare che l’arbitrato rituale e l’arbitrato irrituale sono diversi dall’arbitraggio: questo si configura quando le parti. 806 c. In caso di indicazione di un numero pari di arbitri. La possibilità di ricorrere a tale strumento non è assoluta. è l’accordo che le parti stipulano nel contratto 8° in un atto separato) con il quale stabiliscono chi dovrà dirimere le loro controversie nascenti dal suddetto negozio. 1349 c. in sede di conclusione di un contratto abbiano deferito ad un terzo la determinazione della prestazione in esso dedotta (art. nel senso che le parti conferiscono agli arbitri il compito di comporre una lite mediante atto negoziale. La clausola compromissoria (art. impegnandosi a considerare come espressione della propria volontà quanto deciso dagli arbitri.

Gli arbitri decidono secondo le norme di diritto. Se nel corso del procedimento sorge una questione incidentale che per legge non può costituire oggetto di giudizio arbitrale. gli arbitri hanno al facoltà di regolare lo svolgimento del giudizio nel modo che ritengono più opportuno. L’accettazione degli arbitri deve essere data per iscritto e può risultare dalla sottoscrizione del compromesso. Gli arbitri hanno diritto al rimborso delle spese e all’onorario per l’opera prestata. Il giudizio resta sospeso fino al giorno in cui una delle parti notifichi agli arbitri la sentenza passata in giudicato che ha deciso la causa incidentale. L’impugnazione per nullità del lodo si propone nel termine di 90 gg. gli interdetti. Gli arbitri redigono il lodo in tanti originali quante sono le parti. È interrotto quando occorre procedere alla sostituzione degli arbitri. l’indicazione della sede dell’arbitrato e del modo in cui è stato deliberato. 809 c. si provvede alla loro sostituzione.c. Qualora manchi l'indicazione del numero degli arbitri e le parti non si accordino al riguardo. mese e anno in cui è stata apposta. Non possono essere arbitri i minori. e per esporre le loro repliche. dalla notificazione del lodo.p. dall’accettazione della nomina. salvo che le parti li abbiano autorizzati con qualsiasi espressione a pronunciare secondo equità. con l’indicazione del giorno. Se le parti non hanno disposto altrimenti. fino alla pronuncia su di essa. Esso deve contenere: l’indicazione delle parti.p.. dandone comunicazione a ciascuna di esse. finché non sia iniziato il giudizio arbitrale. gli inabilitati. I mezzi di impugnazione possono essere proposti indipendentemente dal deposito del lodo.c. Il termine decorre dall’ultima accettazione. il dispositivo. I mezzi di impugnazione: il lodo è soggetto soltanto all’impugnazione per nullità. accertata la regolarità formale del lodo. In mancanza di tale indicazione.c. l’esposizione sommaria dei motivi. I casi di nullità sono elencati dall’art. che pronuncia in camera di consiglio con ordinanza. qualora ritengano che il giudizio ad essi affidati dipenda dalla definizione di tale questione. mediante ricorso alla Corte d’Appello. davanti alla Corte di Appello nella cui circoscrizione è la sede dell'arbitrato. dalla notificazione della nomina o dalla sopravvenuta conoscenza della causa di ricusazione. Il lodo ha efficacia vincolante tra le parti dalla data della sua ultima sottoscrizione. Il tribunale. se il compromesso è nullo.). Gli arbitri possono essere sia cittadini italiani che stranieri. Quando per qualsiasi motivo vengono a mancare tutti o alcuni degli arbitri nominati. se il lodo ha pronunciato fuori dai limiti del compromesso. La parte che intende far eseguire il lodo è tenuta a depositarlo in originale o in copia conforme. Lodo arbitrale: il lodo è deliberato a maggioranza di voti dagli arbitri ed è redatto per iscritto. l’indicazione dell’atto di compromesso o della clausola compromissoria e dei quesiti relativi. nella cancelleria del tribunale nella cui circoscrizione è la sede dell’arbitrato. insieme con il compromesso o la clausola compromissoria.) 49 . Gli arbitri devono in ogni caso assegnare alle parti i termini per presentare documenti e memorie. Il presidente del tribunale deciderà con ordinanza non impugnabile. la sottoscrizione di tutti gli arbitri. dalla comunicazione. se il lodo è stato pronunciato da chi non poteva essere nominato arbitro.l’arbitrato. salvo che vi abbiano rinunciato al momento dell’accettazione o con atto scritto successivo. Contro il decreto che nega l’esecutorietà del lodo è ammesso reclamo.p. per revocazione straordinaria o per opposizione di terzo. le norme che gli arbitri dovranno applicare nel procedimento. entro 30 gg. Procedimento Le parti possono stabilire. 51 c. Questo è sospeso quando è proposta istanza di ricusazione. 829 c. . i falliti e coloro che sono sottoposti a interdizione dai pubblici uffici. gli arbitri saranno tre (art. La ricusazione è proposta mediante ricorso al presidente del tribunale entro il termine perentorio di 10 gg. gli arbitri. lo dichiara esecutivo con decreto. gli arbitri devono pronunciare il lodo (la decisione) nel termine di 240 gg. (es. La parte può ricusare l’arbitro che essa non ha nominato per i motivi previsti dall’art. sospendono il procedimento..

). rapporti agrari. 418). alla data della sottoscrizione della clausola compromissoria o del compromesso. Se la conciliazione riesce. o che all’estero debba essere eseguita parte rilevante delle prestazioni nascenti dal rapporto cui si riferisce la controversia (criterio oggettivo).c. Il presidente. l’oggetto della domanda. 414). entro il quale le parti devono promuoverlo (art. prima dell’udienza. rapporti di collaborazione.. 415).. dalla data della pronuncia del decreto. dal deposito fissa con decreto l’udienza di discussione alla quale le parti sono tenute a comparire personalmente. dalla comunicazione (nel caso di decreto che nega l’efficacia).c.c.Arbitrato internazionale e i lodi stranieri L’ambito di applicazione della nuova disciplina. l’indicazione specifica dei mezzi di prova di cui il ricorrente intende avvalersi (art. devono essere notificati all’attore a cura dell’ufficio (art. Il processo vero e proprio deve essere preceduto da un tentativo di conciliazione “obbligatorio” davanti ad apposita commissione (istituita presso l’ufficio provinciale del lavoro) oppure in sede sindacale (art. Se il convenuto propone domanda riconvenzionale. 412 bis). si forma processo verbale con le indicazioni delle ragioni del mancato accordo. almeno una delle parti risieda o abbia la propria sede effettiva all’estero (criterio soggettivo). sospende il giudizio e fissa il termine perentorio di 60 gg. Il decreto che fissa la nuova udienza insieme alla memoria difensiva contente la domanda riconvenzionale. Il giudice entro 5 gg. 839 c.p. L’espletamento del tentativo di conciliazione costituisce condizione di procedibilità della domanda. 409-432 c. deve ricorrere al presidente della Corte di Appello nella cui circoscrizione risiede l’altra parte. il giudice nella cui circoscrizione è sorto il rapporto ovvero si trova l’azienda o una sua dipendenza alla quale è addetto il lavoratore o presso la quale egli prestava la sua opera nel momento in cui il rapporto è finito. Tra il giorno del deposito del ricorso e l’udienza di discussione non devono decorrere più di 60 gg.p. la concentrazione delle udienze e l’immediatezza della decisione. La domanda si propone con ricorso che deve contenere: l’indicazione del giudice competente. tali disposizioni si applicano: rapporti di lavoro subordinato privato. Tra la data di notificazione e quella dell’udienza di discussione deve intercorrere un termine non minore di 30 gg. accertata la regolarità formale del provvedimento. Il giudice ove rilevi che non è stato promosso il tentativo di conciliazione. salvo che la controversia non potesse formare oggetto di compromesso secondo la legge italiana o il provvedimento stesso contenga disposizioni contrarie all'ordine pubblico (art. l’esposizione dei fatti e degli elementi di diritto sui quali si fonda la domanda con le relative conclusioni. viene redatto apposito verbale e depositato presso la cancelleria del tribunale territorialmente competente che con decreto lo dichiara esecutivo. Processo del lavoro I caratteri di questo rito sono: l’oralità.p. ovvero dalla notificazione (nel caso di decreto che accorda l’efficacia) (art. Il ricorso con il decreto del giudice dovrà essere notificato al convenuto.: la condizione che tale norma richiede è che. 410). Chi voglia far valere nel territorio dello Stato il lodo straniero. L’improcedibilità deve essere eccepita dal convenuto nella memoria difensiva e può essere rilevata dal giudice non oltre l’udienza di discussione di cui all’art.p. 420 c. territorialmente. 840 c. è definito dall’art.). Esso è disciplinato dagli artt. Il ricorso deve essere depositato in cancelleria insieme ai documenti in esso indicati. relativamente all’arbitrato internazionale. deve chiedere al giudice che venga fissata con decreto una nuova udienza. 413. Il convenuto deve costituirsi almeno 10 gg. 50 . rapporti di lavoro dei dipendenti pubblici impiegati in enti economici e rapporti di lavoro dei dipendenti pubblici impiegati in enti non economici (art. Contro il decreto che accorda o nega l’efficacia del lodo straniero è ammessa opposizione da proporsi con citazione davanti alla Corte di Appello entro 30 gg.p. 409). Se la conciliazione non riesce. in primo grado è competente (per materia) il tribunale in funzione di giudice del lavoro. a cura dell’attore entro 10 gg. mediante il deposito in cancelleria di una memoria difensiva.c. 832 c. (art.c. le generalità delle parti in causa. Procedimento: ai sensi dell’art. ne dichiara con decreto l’efficacia nella Repubblica.

il giudice ha due alternative: 1) se il giudice ritiene che la causa sia matura per la decisione senza necessità di istruttoria.p. fissando un termine perentorio non superiore ai 30 giorni per la riassunzione con rito speciale.): quando.): quando una causa relativa a rapporti di lavoro sia proposta davanti ad un giudice incompetente. il giudice pronuncia la sentenza. Nel caso della 51 . In tale udienza.p. Il cancelliere né da immediata comunicazione alle parti.c. Ordinanze per il pagamento di somme: indipendentemente e prima della sentenza.c. Decisione: raccolte le prove.c. 427 c. rinviando la causa all’udienza successiva. disporre con ordinanza il pagamento di una somma a titolo provvisorio quando ritenga il diritto accertato e nei limiti della quantità per cui ritiene raggiunta la prova. Nella stessa udienza.c. al termine della quale ciascuna precisa le proprie conclusioni. il giudice rileva che una causa promossa nelle forme del rito speciale riguarda un rapporto diverso da quelli previsti dall’art. l’incompetenza può essere eccepita dal convenuto soltanto nella comparsa di risposta. può disporre d’ufficio in qualsiasi momento l’ammissione di ogni mezzo di prova. deve rimettere la causa al giudice competente fissando un termine perentorio non superiore a 30 giorni per la riassunzione della stessa. 428 c. L’udienza di discussione della causa è regolata dall’art. a norma dell’art. Ugualmente il giudice. Solo la seconda ordinanza suindicata può essere revocata dalla sentenza che decide la causa.c. il giudice istruttore dispone di poteri d’ufficio molto più ampi di quelli normali. Se il giudice lo ritiene necessario e le parti ne fanno richiesta. a favore del lavoratore o del datore di lavoro sono provvisoriamente esecutive. lo stesso deve disporre il cambiamento del rito con ordinanza con la quale vengono fissati l’udienza di discussione della causa (come causa del lavoro) ed il termine perentorio entro il quale le parti devono provvedere all’eventuale integrazione degli atti introduttivi mediante deposito di memorie e documenti in cancelleria. 423 c. per crediti derivanti dai rapporti di cui all’art. ovvero rilevata dal giudice d’ufficio non oltre l’udienza di discussione della causa. 409 c.): quando il giudice rileva che una causa promossa nelle forme ordinarie riguarda uno dei rapporti indicati dall’art.c. il giudice interroga liberamente le parti presenti e tenta la conciliazione della lite. su istanza del lavoratore.p. I poteri istruttori del giudice: nel rito del lavoro. il giudice invita le parti alla discussione orale. Le sentenze che pronunciano condanna. anche fuori dai limiti stabiliti dal codice civile. ad eccezione del giuramento decisorio (art. 426 c. difatti. Se la conciliazione riesce. 429). per il deposito delle note difensive. occorre distinguere due ipotesi: 1) se la causa rientra nella sua competenza. invece.c. La sentenza deve essere depositata entro 15 gg. Passaggio dal rito speciale al rito ordinario (art. 2) se invece ritiene che sia necessaria l’istruttoria. dispone con ordinanza il pagamento delle somme non contestate. in ogni stato e grado del giudizio. dando lettura del dispositivo (art.L’intervento volontario del terzo. non può avere luogo oltre il termine previsto per la costituzione del convenuto (almeno 10 giorni prima dell’udienza di discussione). 409 c. dispone la regolarizzazione formale degli atti con l’avvertimento che le prove acquisite avranno l’efficacia consentita dalle norme ordinarie. Passaggio dal rito ordinario al rito speciale (art.. può concedere un termine non superiore a 10 gg.p.p.c.p.. invita le parti alla discussione e pronuncia la sentenza dando lettura del dispositivo. 421). o ammette e assume le prove nella stessa udienza e poi decide. 2) se la causa non rientra nella sua competenza. o fissa un’altra udienza per l’assunzione delle prove e la conseguente discussione.. il giudice su istanza di parte. 409 c. 420 c.. Quando l’incompetenza sia stata in tal modo eccepita o rilevata. Incompetenza del giudice (art. può.p. Se la conciliazione non riesce. e la controversia si chiude. dalla pronuncia.p. Tali ordinanze hanno efficacia di titolo esecutivo. La mancata comparizione delle parti senza giustificato motivo costituisce comportamento valutabile dal giudice ai fini della decisione. viene redatto processo verbale dell’avvenuta conciliazione. il giudice rimette la causa al tribunale in funzione di giudice del lavoro. in ogni stato e grado del giudizio.

con alcune particolarità. l’esecuzione di questa sarà sospesa con ordinanza non impugnabile del giudice di appello. Poi il giudice competente per tali controversie è soltanto il tribunale nella cui circoscrizione risiede l’attore. e deve contenere altresì i requisiti richiesti per il ricorso che apre il giudizio di primo grado. successivi al deposito del decreto provvede alla notifica del ricorso e del decreto stesso all’appellato.c.sentenza che condanna il lavoratore. L’appellante nei 10 gg. 431 c.c. siano decorsi 180 gg. c.c.. prima dell’udienza.c.p. Nel caso della sentenza che condanna il datore di lavoro. L’appello incidentale deve essere proposto a pena di decadenza nella memoria di costituzione.p. Se è proposto appello incidentale. da notificarsi a cura dell’appellato.). Il collegio sentiti i difensori delle parti. 3) controversie relative all’inosservanza degli obblighi di assistenza e di previdenza derivanti da contratti e da accordi collettivi. se da questa derivi un gravissimo danno per la controparte. Il cancelliere ne dà immediata comunicazione alle parti.p. c. Il presidente della Corte di appello fissa. 426-427 c. La costituzione dell’appellato si effettua mediante deposito in cancelleria del fascicolo e di una memoria difensiva. Le controversie in materia di previdenza e assistenza obbligatorie Il rito speciale dettato dagli artt. Nell’udienza il giudice incaricato fa relazione orale della causa. dalla pronuncia.c. Per quanto riguarda l’esecuzione delle sentenze. Questo va poi depositato nella cancelleria della Corte di appello entro 30 giorni dalla notificazione della sentenza. Prima di tutto la domanda non è procedibile se non siano esauriti i procedimenti prescritti da leggi speciali per la composizione in sede amministrativa o siano decorsi i termini ivi fissati per il compimento dei procedimenti stessi o. le malattie professionali e gli assegni familiari. si deve far riferimento all’art. si deve ricordare che queste sono provvisoriamente esecutive con la possibilità di far sospenderne l’esecuzione se ricorrono i requisiti di cui all’art. Per quanto riguarda il procedimento valgono le stesse norme già esaminate per le controversie di lavoro. comma primo.82 (art. l’appello può essere proposto con riserva dei motivi che dovranno essere presentati nel termine di 30 giorni che decorrono dalla notifica della sentenza. prima dell’udienza. Sono “inappellabili” le sentenze che hanno deciso una controversia di valore non superiore ad euro 25.p. dalla data in cui è stato proposto il ricorso amministrativo. Per quanto riguarda l’esecuzione delle sentenze in grado di appello. l’appellato deve esporre nella stessa memoria i motivi specifici su cui si fonda l’impugnazione. deve essere proposto con ricorso davanti alla Corte di appello territorialmente competente.p.c. gli infortuni sul lavoro. La Corte di appello se ritiene che il procedimento in primo grado non si sia svolto secondo il rito prescritto procederà a norma degli artt. Appello: l’appello contro le sentenze pronunciate nei processi relative alle controversie in materia di lavoro. nella quale deve essere contenuta dettagliata esposizione di tutte le sue difese. se ricorrono gravi motivi. 437.). 442 c. 409 e ss. L’appellato deve costituirsi almeno 10 gg. si applica altresì in tutti i procedimenti aventi ad oggetto controversie in materia di previdenza e assistenza obbligatorie (art. dalla data della notificazione della sentenza. Il ricorso deve contenere l’esposizione sommaria dei fatti e i motivi specifici dell’impugnazione. pronuncia sentenza dando lettura del dispositivo nella stessa udienza (art. Quando l’esecuzione della sentenza sia iniziata prima della notificazione della stessa. l’esecuzione sarà sospesa con ordinanza del giudice di appello. La sentenza deve essere depositata in cancelleria entro 15 gg. 2) controversie derivanti dall’applicazione delle norme che riguardano ogni altra forma di previdenza e assistenza obbligatoria. 52 . 440). l’udienza di discussione davanti al collegio. all’appellante almeno 10 gg. non oltre 60 gg. 431 c.p. Tali controversie sono di tre tipi: 1) controversie derivanti dall’applicazione delle norme riguardanti le assicurazioni sociali.

50 bis cpc). Tra le novità più rilevanti si segnala l'introduzione del procedimento sommario di cognizione.SCHEMATIZZAZIONE PROCESSO DEL LAVORO Tentativo obbligatorio di conciliazione Se ha esito positivo.69/2009.69/2009 . Si riporta di seguito un estratto della normativa: «Capo III-bis 53 . che può essere utilizzato per tutte le cause di competenza del giudice monocratico (con esclusione quindi delle cause nelle quali il Tribunale giudica in composizione collegiale art. Sentenza Ricorso e decreto notificati a convenuto RIPASSO Per fissare le idee sugli argomenti trattati si cerchi di rispondere ai seguenti quesiti: 1) Come vengono nominati gli arbitri? 2) Che cos’è il lodo arbitrale? 3) Differenza tra compromesso e clausola compromissoria 4) Differenza tra arbitrato ed arbitraggio 5) Domanda riconvenzionale nel rito del lavoro 6) Udienza di discussione 7) Differenza tra appello con riserva dei motivi e riserva facoltativa d’appello. Tale procedimento consente nei casi previsti di ottenere in tempi molto contenuti un ordinanza del giudice monocratico che se non appellata in 30 giorni acquista efficacia di giudicato sostanziale e quindi definisce il giudizio. ud. Legge n. norma che riforma in molte parti l'attuale codice di procedura civile e che ha come finalità principale quella di rendere più snello il procedimento ordinario di cognizione ed in generale di accelerare la conclusione delle controversie anche mediante l'introduzione di nuovi strumenti di risoluzione alternativa delle controversie (ADR) “conciliazione e mediazione”.La recente riforma del processo civile Il 4 Luglio 2009 è entrata in vigore la Legge n. redatto processo verbale Se ha esito Ricorso negativo depositato in cancelleria Udienza di Eventuale discussione udienza per l’assunzione delle prove Decreto fissaz.

Nello stesso modo provvede sulla domanda riconvenzionale. farne dichiarazione nella comparsa di costituzione e chiedere al giudice designato lo spostamento dell'udienza. il giudice ne dispone la separazione. se ritiene di essere incompetente. Quando la causa relativa alla domanda riconvenzionale richiede un'istruzione non sommaria.(Procedimento). sottoscritto a norma dell'articolo 125. . 702-bis. indicare i mezzi di prova di cui intende avvalersi e i documenti che offre in comunicazione. A pena di decadenza deve proporre le eventuali domande riconvenzionali e le eccezioni processuali e di merito che non sono rilevabili d'ufficio. La costituzione del terzo in giudizio avviene a norma del quarto comma. Se ritiene che le difese svolte dalle parti richiedono un'istruzione non sommaria.Il giudice. Il giudice. Il giudice designato fissa con decreto l'udienza di comparizione delle parti. che deve avvenire non oltre dieci giorni prima dell'udienza. la domanda può essere proposta con ricorso al tribunale competente. 702-ter. 4). 54 . A seguito della presentazione del ricorso il cancelliere forma il fascicolo d'ufficio e lo presenta senza ritardo al presidente del tribunale. Se non provvede ai sensi dei commi precedenti. procede nel modo che ritiene più opportuno agli atti di istruzione rilevanti in relazione all'oggetto del provvedimento richiesto e provvede con ordinanza all'accoglimento o al rigetto delle domande. unitamente al decreto di fissazione dell'udienza. il quale designa il magistrato cui è affidata la trattazione del procedimento. Il convenuto deve costituirsi mediante deposito in cancelleria della comparsa di risposta. assegnando il termine per la costituzione del convenuto. 3). Il ricorso. deve contenere le indicazioni di cui ai numeri 1).(Forma della domanda. In tal caso si applicano le disposizioni del libro II. omessa ogni formalità non essenziale al contraddittorio. con decreto comunicato dal cancelliere alle parti costituite. Art. Costituzione delle parti). . L'ordinanza è provvisoriamente esecutiva e costituisce titolo per l'iscrizione di ipoteca giudiziale e per la trascrizione. con ordinanza non impugnabile. alla prima udienza il giudice. Se il convenuto intende chiamare un terzo in garanzia deve. sentite le parti. provvede a fissare la data della nuova udienza assegnando un termine perentorio per la citazione del terzo.DEL PROCEDIMENTO SOMMARIO DI COGNIZIONE Art. fissa l'udienza di cui all'articolo 183. . nonché formulare le conclusioni. a pena di decadenza. lo dichiara con ordinanza. il giudice. 5) e 6) e l'avvertimento di cui al numero 7) del terzo comma dell'articolo 163. Il giudice provvede in ogni caso sulle spese del procedimento ai sensi degli articoli 91 e seguenti. il ricorso. la dichiara inammissibile. 2). nella quale deve proporre le sue difese e prendere posizione sui fatti posti dal ricorrente a fondamento della domanda. Se rileva che la domanda non rientra tra quelle indicate nell'articolo 702-bis. deve essere notificato al convenuto almeno trenta giorni prima della data fissata per la sua costituzione. . con ordinanza non impugnabile. il giudice.Nelle cause in cui il tribunale giudica in composizione monocratica.

Art. . 702-quater. Sono ammessi nuovi mezzi di prova e nuovi documenti quando il collegio li ritiene rilevanti ai fini della decisione. Il presidente del collegio può delegare l'assunzione dei mezzi istruttori ad uno dei componenti del collegio». .(Appello). 55 .L'ordinanza emessa ai sensi del sesto comma dell'articolo 702-ter produce gli effetti di cui all'articolo 2909 del codice civile se non è appellata entro trenta giorni dalla sua comunicazione o notificazione. ovvero la parte dimostra di non aver potuto proporli nel corso del procedimento sommario per causa ad essa non imputabile.

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