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LA RADIOLOGIA SCHELETRICA
a cura del Dott. Gian Luigi Natali Dipartimento Immagini – Radiologia Roma

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Cosa è la radiologia scheletrica?

La radiologia è la metodica di imaging più vecchia e frequentemente utilizzata. Per oltre un secolo le immagini diagnostiche sono state create utilizzando un fascio di raggi x a bassa dose e ben collimati che, attraversando il corpo umano, proiettavano ombre più o meno chiare su pellicola. Le immagini radiologiche sono la via più rapida e facile per diagnosticare fratture ossee in tutti i distretti del corpo umano dal cranio, alle ossa lunghe, alla colonna vertebrale. Due radiografie del segmento scheletrico (a volte tre) sono sufficienti ed per lo studio delle articolazioni. La radiologia svolge un ruolo primario nella chirurgia ortopedica e nel trattamento di traumi sportivi. È utile nelle neoplasie ossee solo nelle forme avanzate, in quelle precoci risultano più utili altre metodiche.

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Quali le indicazioni alla metodica?

L’utilizzo più frequente della radiologia scheletrica è quella dedicata alla diagnosi e trattamento delle fratture ossee. Le immagini ottenute dopo il trauma possono evidenziare fratture anche minime e quelle ottenute dopo il trattamento valutano se la frattura è allineata e consolidata. L'indagine inoltre viene utilizzata nella chirurgia ortopedica sia nei trattamenti vertebrali che articolari o nella riduzione delle fratture. La metodica è utile nella diagnosi e monitoraggio di patologie degenerative come l'artrite.

Quali i preparativi per eseguire la radiografia?

Non sono necessarie preparazioni particolari per la maggior parte delle radiografie scheletriche. Viene richiesto di togliere indumenti e materiale metallico che possano mascherare il segmento osseo da studiare. Le donne devono avvisare il medico radiologo o il tecnico di radiologia se esistono possibilità di gravidanza in atto.

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In cosa consistono le apparecchiature?

Le più comuni apparecchiature radiografiche consistono in una cassetta contenente la pellicola radiografica e nel tubo radiogeno che emette il fascio di raggi x. La radiografia utilizza l'esposizione del corpo a basse dosi di radiazioni x per produrre immagini su pellicola degli organi interni. Quando le radiazioni penetrano nel corpo vengono assorbite in maniera diversa a seconda delle diverse parti anatomiche. Le coste e la colonna vertebrale, ad esempio, assorbono la maggior parte delle radiazioni e risultano bianche o tenuemente grigie sulla pellicola. I polmoni ed il fegato assorbono una bassa dose di radiazioni ed appaiono neri. Fratture ossee o lesioni neoplastiche possono essere facilmente diagnosticate con una radiografia.

Come funziona l'indagine?

Come si esegue una radiografia?

Il tecnico di radiologia posiziona il paziente sul tavolo radiologico dove inserirà la cassetta radiografica. Sacchetti di sabbia o cuscini aiutano il piccolo paziente a mantenere la posizione in maniera più comoda. Il tecnico si sposta in una sala adiacente da cui aziona l'apparecchio inviando un fascio di radiazioni x che colpiscono il corpo del paziente e poi impressionano la pellicola radiografica.

Quali sensazioni durante l'esame?

È una indagine indolore. Il fastidio principale è dato dalla sensazione di freddo data dal contatto con la cassetta radiografica. I pazienti con artrite o traumi al torace, spalle o braccia possono avere problemi a mantenere la posizione necessaria per l'esecuzione dell'indagine. In questi casi il tecnico si adopera per far trovare una posizione comoda che non infici però la qualità diagnostica della radiografia.

Chi interpreterà le immagini e come otterremo informazioni sull'esito dell'indagine?

Il medico radiologo, specializzato nel supervisionare ed interpretare le immagini, le visualizza e scriverà un referto con la sua interpretazione diagnostica da recapitare al medico inviante.

Quali i benefici e quali i rischi?

Benefici: § è molto utile nel riconoscere patologie ossee come fratture, infezioni, artriti e neoplasie; risulta particolarmente importante ed utilizzata § nell'emergenza poichè è una metodica rapida e semplice; § è relativamente economica e largamente diffusa e risulta pertanto conveniente al paziente ed al medico. Rischi: § i raggi X sono radiazioni ionizzanti invisibili e che non creano alcuna sensazione quando attraversano il corpo. La radiografia del torace è una delle indagini diagnostiche che espone alla minor dose di raggi x.

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particolare attenzione viene posta per la radioprotezione del piccolo paziente coprendo addome e pelvi con schermi piombati ad eccezione degli esami in cui dette regioni devono essere esplorate; le donne in gravidanza o nel sospetto di gravidanza devono avvisare il medico radiologo o il tecnico prima dell'esecuzione dell'esame. con l'uso di fasci radiogeni collimati e filtrati la dose assorbita per una radiografia è pari a circa 20 milliroentgen; si consideri che ogni anno tutti noi siamo esposti a circa 100 milliroentgen di radiazioni derivanti dai raggi solari e dall'uranio sotterraneo.

Quali i limiti della radiografia scheletrica?

Mentre la metodica è estremamente chiara e dettagliata nello studio delle ossa non lo è altrettanto per lo studio dei tessuti molli. Nel caso di ginocchio e spalla, ad esempio, la Risonanza magnetica risulta più utile per valutare legamenti, versamenti articolari o altre strutture anatomiche. La Risonanza magnetica può visualizzare alterazioni ossee dette contusioni nei traumi ossei non così gravi da determinare una frattura. Le metodiche come Risonanza magnetica, Tomografia Computerizzata ed Ecografia sono inoltre molto utili nella valutazione di lesioni neoplastiche e traumi vertebrali.

Unità Operativa di riferimento

Ø

Unità Operativa Radiologia

Ultimo aggiornamento: 4 febbraio 2004

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