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C. Fabbri*, S. Shams-Eddin**, F. Bondi**, S.

Piccinini*
Sommario – Nel corso del 2009 e 2010, CRPA ha condotto un programma di monitoraggio di un impianto di digestione anaerobica alimentato principalmente con colture dedicate e secondariamente con pollina di ovaiole, residuo stomacale e altri sottoprodotti agroindustriali. Lo scopo del programma è stato quello di verificare l’efficienza e i principali indici di funzionamento. Nel corso del periodo di monitoraggio l’impianto è stato reso accessibile in remoto per il controllo dei principali parametri e visitato con frequenza mensile. Ad ogni visita sono stati prelevati campioni del digestato presente nei diversi reattori e i diversi parametri di registrazione. L’elaborazione dei parametri registrati ha portato ai seguenti indici di funzionamento: il carico organico volumetrico è risultato pari a 2,29 kg SV/m3/giorno, il tempo di ritenzione idraulico pari a 138 giorni (senza considerare il tempo di permanenza negli stoccaggi coperti finali), la produzione volumetrica pari a 1,36 Nm3biogas/m3digestore/ giorno. L’efficienza di conversione biologica delle biomasse in biogas è risultata pari a 638 Nm3/t SV caricati con una percentuale di metano pari al 51,8%. Il metano prodotto è stato convertito in energia elettrica da un cogeneratore da 1 MW di potenza elettrica installata con un rendimento del 41% circa: il coefficiente di conversione complessivo è risultato pari a 1,37 kWhe/kg SV e il cogeneratore ha funzionato per il 94,4% del tempo a pieno carico. La produzione nel corso dell’anno è risultata molto regolare soprattutto grazie alla elevata regolarità della matrici alimentate e alla introduzione di scarti agroindustriali ed effluenti zootecnici. biogas plant indices: the organic loading rate has been 2,29 kgVS/m3/day, hydraulic retention time 138 days (except the time remaining in the final covered storage tanks), biogas yield 1,36 m3biogas/m3reactor, and organic efficiency transformation. The plant monitoring activities found a biological conversion rate of the biomass equivalent to 638 Nm3/tVS loaded with a 51,8% methane content. Methane gas production has been converted in electrical energy by a CHP of 1 MW electric power with a mechanical efficiency of about 41%: the farmer was able to achieve a conversion efficiency of 1,37 kWhe/kgVS and CHP run for 94,4% of total time at full load. The plant energy production was high regular due to the high co-fermentation rate between the energy crops, agro-industrial residues and animal manure.
Parole chiave: biogas, energia rinnovabile, colture energetiche, gestione impianto, sottoprodotti, carico organico volumetrico, resa di conversione. Keywords: biogas, renewable energy, energy crop, plant management, food industry residues, organic load rate, biogas yield.

1. PREMESSA
La produzione di biogas da impianti a colture dedicate ha visto nell’ultimo biennio un notevole sviluppo grazie agli incoraggianti incentivi economici sulla produzione di energia elettrica immessa in rete: CRPA, nell’ultimo censimento effettuato a marzo 2010 ha individuato 273 impianti di biogas da biomasse agrozootecniche esistenti in Italia, di cui 21 alimentati esclusivamente a colture dedicate (principalmente insilati di mais, sorgo, triticale e altri cereali). Il 44% di questi impianti è stato realizzato nel corso del biennio 2008-2009, e il 45% circa degli stessi ha una potenza elettrica installata compresa fra 500 kW e 999 kW, circa 20 impianti hanno una potenza elettrica installata maggiore di 1 MW. Ciò a rimarcare le dinamiche di un mercato che nel momento di forte espansione predilige la realizzazione e, conseguentemente, l’incentivazione anche a livello commerciale degli impianti a più elevato investimento e remuneratività, coinvolgendo soprattutto le aziende di grandi dimensioni. Lo sviluppo non è stato omogeneo ma ha visto protagoniste soprattutto alcune regioni del nord Italia (Lombardia, Piemonte e Veneto). Molto di frequente si tratta di aziende

EFFICIENCY AND MANAGEMENT OF AN ANAEROBIC DIGESTION PLANT FED WITH ENERGY CROP
Summary – Over 2009 and 2010, CRPA conducted a monitoring program of biogas plant fed principally with energy crop and secondarily with poultry manure, stomach residue additionally with others industry residues. The aim of the program was to verify efficiency and measure running parameters. Over the monitoring period the plant allowed remote access to check the main parameters and was visited on a monthly basis. On each visit samples were taken of the biomass loaded and the digestate produced with an assessment of the biogas plant and CHP parameters. All parameters measured were processed to calculate the typical

IA Ingegneria Ambientale vol. XL n. 1 gennaio-febbraio 2011

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* Dott. Claudio Fabbri, dott. Chimico Sergio Piccinini, Centro Ricerche Produzioni Animali (CRPA) – Corso Garibaldi, 42 – 42121, Reggio Emilia – E-mail: c.fabbri@crpa.it, s.piccinini@crpa.it. ** Dott. ing. Sami Shams-Eddin, dott. Filippo Bondi, Azienda agricola Cominello – Via Leopardi, 50 – 46049, Volta Mantovana (MN) – E-mail: sami_eddin@hotmail.com, filbondi@tin.it.

protezione dell’ambiente

EFFICIENZA E PROBLEMATICHE DI UN IMPIANTO DI DIGESTIONE ANAEROBICA A COLTURE DEDICATE

agricole singole che si dedicavano precedentemente alla produzione di cereali da granella per il mercato agricolo.283 m3 cadauno (φ = 23 m. A differenza però di altre filiere energetiche. Il biogas in questo quadro è una delle voci che permetteranno di conseguire il risultato finale. Di seguito viene illustrata una esperienza di diversificazione produttiva agricola che ha visto nella filiera agro-energetica. La nuova società. per essere immesso in rete e utilizzato in impianti ad alta efficienza energetica ovvero utilizzato come biocombustibile da autotrazione. riempite fino a 5. Il digestato uscente dai IA 30 protezione dell’ambiente IA Ingegneria Ambientale vol. • è una filiera agricola perchè la dimensione impiantistica parte da 20 kW e arrivava fino a 2-3 MW. sottoprodotti agro-industriali umidi e variabili nel tempo. la filiera del biogas ha alcune peculiarità che la rendono particolarmente interessante per il mondo agricolo: • è una filiera molto elastica che permette di sfruttare energeticamente una serie molto vasta di prodotti e sottoprodotti che altre filiere non riescono a sfruttare (effluenti zootecnici. termiche e combustibili per autotrazione) con fonti rinnovabili e di immettere nel sistema dei trasporti almeno il 10% di combustibili da fonte rinnovabile (biocombustibili).1 Descrizione dell’impianto di biogas L’impianto di produzione di biogas (Figura 1) è costituito da 2 digestori primari completamente miscelati e riscaldati del volume utile di circa 2.5 m).2 giorni. Di fatto si stà assistendo ad un progressivo ingresso dell’agricoltura intensiva nel mercato energetico nazionale delle fonti rinnovabili. una importante opportunità economica alternativa. riducendo la competizione per l’approvvigionamento. ma non sono rari i casi di aziende zootecniche che hanno ampliato la propria superficie agricola coltivata per sinergizzare l’attività zootecnica principale con la produzione di energia. altezza 6 m. beneficiando dell’apporto congiunto di circa 180 ha dei diversi soci agricoltori oltre ad ulteriori 150 ha di fornitori non soci.). connessi con due tramogge automatiche su celle di carico che provvedono ad alimentare gli insilati di mais a intervalli di tempo prefissati (Tabella 1). una Tariffa Omnicomprensiva (280 €/MWh) che viene pagata mensilmente e per 15 anni. sono state pubblicate le indicazioni per raggiungere gli obbiettivi presenti nella Direttiva 2009/28/CE. ecc. Tali obiettivi prevedono di coprire almeno il 17% delle risorse energetiche nel loro complesso (elettriche. per gli impianti con potenza elettrica installata minore di 1 MW. XL n. Il volume delle tramogge è di 60 m3 cadauna e consentono un’autonomia massima di carico di circa 1. Con l’approvazione del Piano d’Azione Nazionale per le energie rinnovabili predisposto dal governo italiano a giugno 2010. ovvero biogas purificato dal biossido di carbonio e altre impurità gassose. La coclea inclinata introduce il prodotto al di sotto del livello del digestato in modo da evitare la fuoriuscita di biogas. consente di produrre energia elettrica risparmiando fonti fossili (tecnologia definita dagli anglosassoni “Win-Win”. in particolare del biogas. “muore” corta perchè deve gestire un residuo (digestato) umido che per ragioni economiche deve trovare collocazione nelle immediate vicinanze dell’impianto (10-20 km). • può portare alla produzione di “Biometano”. sottoprodotti animali. ovvero doppiamente vincente). 1. • è una filiera tipicamente corta: “nasce” corta perchè utilizza prodotti che non possono essere trasportati per lunghe percorrenze in quanto molto umidi. • è una filiera certa perchè è disponibile. 1 gennaio-febbraio 2011 . Le tramogge sono attrezzate con un sistema di trasporto automatico del prodotto ad una coclea di sollevamento ciascuna interconnessa ad una seconda coclea inclinata e inserita nel digestore. avviato con il riempimento dei digestori con liquame bovino ed entrato in produzione a regime nell’arco di circa 15 giorni (settembre 2009). • è una filiera ambientalmente molto promettente perchè oltre a ridurre l’impatto ambientale degli allevamenti recuperando parte delle emissioni spontanee di metano dagli stoccaggi di effluenti zootecnici. ha realizzato un impianto di digestione anaerobica alimentato a colture dedicate e sottoprodotti agro-industriali. consentendo a tantissime aziende di attrezzarsi con una valida alternativa/integrazione al reddito agricolo. “Azienda agricola Cominello” con sede a Cereta di Volta Mantovana (MN). L’impianto è stato terminato nell’estate del 2009.

1 gennaio-febbraio 2011 IA 31 protezione dell’ambiente .480 m3 netti). il volume di stoccaggio (6. riempito fino a 5.5 m) e da qui alle vasche di stoccaggio finale coperte (2 vasche da 3. invece.385 m3. viene utilizzato come digestione anaerobica limitatamente al periodo in cui il digestato è presente. Ogni vasca di processo è miscelata con 3 mixer a elica sommersi da 18 kW di potenza elettrica cadauno (162 kW totali installati). Per ottimizzare il contenuto di sostanza secca nelle diverse vasche.760 m3 lordi). Ogni anello è indipendentemente collegato ad un collettore montato all’esterno della vasca e sezionabile rispetto alla mandata principale.Fig. equivalenti a 13. φ = 28 m.940 7.700 m3 lordi (13. Il digestore viene fatto funzionare in regime di mesofilia: la temperatura indicata dai sensori è mediamente pari a IA Ingegneria Ambientale vol. Nei momenti di massima presenza di digestato in impianto.760 38-40 130-140 999 m3 3 °C Giorni kW Potenza elettrica installata CHP (3) CSTR: reattore completamente miscelato e riscaldato. altezza 6 m.5 m3/kWe installato.940 m3 (7. il volume di processo è pari a 14. Le connessioni della pompa con le condutture sono effettuate mediante due valvole a 5 vie elettrocomandate che mettono in comunicazione le diverse vasche (Figura 2). la pompa effettua importanti ricircoli fra i digestori primari e il digestore secondario. e riscaldate per mezzo di numerosi (38) anelli di tubi di polietilene. riempito fino a 5.5 m). considerando il solo carico di biomasse solide (insilati) e escludendo il volume delle vasche di stoccaggio. di conseguenza. Il volume lordo totale dedicato direttamente al processo di dige- stione anaerobica è pari a 7. FM2 e FM3 vasche di digestione anaerobica. reattori primari viene pompato nel reattore secondario (3.278 m3 utili). 1 – Schema di funzionamento dell’impianto (FM1. 1 – Parametri dimensionali dell’impianto Parametro Tipo di reattore (1) Unità di Valore misura CSTR m m 3 Volume totale dei tre digestori Volume utile dei tre digestori Volume di stoccaggio del digestato Temperatura di processo Tempo ritenzione idraulica (1) (2) (2) (3) 7. CHP: cogeneratore. SF1 e SF2 vasche di stoccaggio coperte) Tab. XL n.385 m3. altezza 6 m. Tutte le movimentazioni del digestato sono effettuate con una sola pompa a vite.280 6. φ = 28 m. attrezzata con contatore volumetrico e comandata da un software i cui parametri funzionali possono essere modificati dal gestore.

Fig.25 m. Tutte le coperture gasometriche sono attrezzate con valvole di sicurezza/rompivuoto a doppia guardia idraulica che intervengono quando la pressione interna supera il valore di 2 mbar o scende sotto il valore di allarme. l’azienda si è dotata di una cabina elettrica in media tensione e di una linea di connessione lunga circa 1. che viene prodotto congiuntamente al metano nel processo biologico. tale da mantenere la concentrazione di ossigeno nei gasometri inferiore a circa 0. sono dotate di copertura gasometrica a doppio telo con sostentamento pneumatico a pressione differenziata in modo che il biogas possa essere convogliato spontaneamente verso un unico gasometro da cui parte la linea per l’alimentazione del cogeneratore. comprese quelle di stoccaggio. da una torcia di combustione.3 km. XL n. La soletta di base è stata isolata. Lo stoccaggio delle colture dedicate (prevalentemente insilato di mais) avviene in 3 trincee di cemento armato costruite in opera.8%. Il volume di stoccaggio del biogas complessivo dipende dal livello di riempimento delle vasche di stoccaggio e mediamente è pari a circa 7. 2 – Schema di principio della movimentazione del digestato fra le diverse vasche di processo (FM1. 1 gennaio-febbraio 2011 . Per una ottimale gestione delle forniture di biomasse l’azienda si è dotata di una pesa da 18 m. Il biogas prodotto e raffinato. Tutte le vasche realizzate. Per la deumidificazione del biogas. apponendo uno strato isolante di circa 8 cm fra il magrone e la soletta stessa.000 m3. 416) o. FM2 e FM3 vasche di digestione anaerobica. larghe 20 m e con pareti di contenimento laterali alte 4. una termobilancia per la determinazione della sostanza secca delle matrici e di una spazzatrice che viene utilizzata dopo ogni fase di carico per ridurre al mi- IA 32 protezione dell’ambiente IA Ingegneria Ambientale vol. viene utilizzato in un cogeneratore a ciclo Otto da 999 kWe (Jenbacher mod.5-0. in caso di emergenza. La miscelazione di queste è garantita da 2 eliche sommerse per vasca da 18 kWe cadauna. in zolfo elementare.000 t di materiale trinciato compresso. sufficiente per circa 15 ore di funzionamento del cogeneratore. la conduttura che porta lo stesso al cogeneratore è interrata per la maggior parte del tragitto ed è attrezzata con diversi punti di scarico delle condense e un gruppo frigorifero che porta la temperatura del biogas stesso a circa 6-8°C prima del compressore. lunghe 100 m. Tutte le superfici di lavoro e stoccaggio sono impermeabilizzate e collegate ad una rete fognaria attrezzata con un sistema di gestione delle acque di prima pioggia. La coibentazione delle pareti laterali è stata realizzata con pannelli di 8 cm di spessore di polistirene a cui è stata sovrapposta una copertura di lamiera grecata. SF1 e SF2 vasche di stoccaggio coperte). L’ossigeno necessario al processo biologico dei solfobatteri è garantito dall’immissione di un volume controllato di aria ambiente. A seconda della coppia di valvole aperta. infine. All’interno dei due fermentatori principali e del postfermentatore è presente una travatura in legno che sostenta una rete in nylon avente la funzione di favorire lo sviluppo della flora batterica solfossidante. il flusso può arrivare da una qualunque delle vasche e venire inviato ad una qualunque delle altre vasche 44-45°C. La capacità totale delle trincee è pari a circa 20. Per la cessione dell’energia elettrica prodotta alla rete del gestore locale. ma il sensore è posizionato nelle immediate vicinanze del dissipatore interno e la temperatura effettiva del digestato all’interno del digestore è mediamente pari a 38-40°C. invece. Lo zolfo prodotto dai batteri desolforanti ricade direttamente nel digestore e viene gestito agronomicamente con il digestato risultante. Tale sistema di desolforazione biologica con aria permette la conversione della maggior parte dell’idrogeno solforato. Le vasche di stoccaggio si differenziano per la mancanza del sistema di riscaldamento e dell’isolamento termico nella parte alta delle pareti.

1 gennaio-febbraio 2011 IA 33 protezione dell’ambiente nimo il rischio di intasamenti delle caditoie. l’impianto ha funzionato con continuità producendo. con lettura sulla strumentazione installata sull’impianto ovvero con analizzatore portatile (Geotechnical Instruments.2% della produzione lorda (86 kWe in media). mod. la produzione elettrica lorda è risultata pari a 8.354 MWhe. Nel grafico illustrato in Figura 3 viene riportato l’andamento della produzione della potenza elettrica totale giornaliera dell’impianto. pari al 94. espressa in mg CaCO3/l. La potenza media prodotta. Tutti i parametri rilevati sono stati processati per calcolare i tipici indici di efficienza degli impianti di biogas: potenza elettrica media a pieno carico (kWe). produzione volumetrica (m3biogas/m3reattore). fosforo. idrogeno solforato (mg/Nm3). 5) potenza elettrica media (kW) lorda prodotta. accessori elettrici per il funzionamento del cogeneratore).270 MWhe (equivalente ad una produzione giornaliera a pieno carico di 22. 4) volume di biogas prodotto (Nm3/h): con lettura del contatore installato a monte del cogeneratore.2. IA Ingegneria Ambientale vol. 3) qualità del biogas prodotto: concentrazione di metano (%vol). I principali parametri misurati sono stati: 1) quantità di biomasse solide e liquide caricate (t/giorno): la quantificazione è stata fatta utilizzando le tramogge di carico presenti attrezzate con celle di carico. carico organico volumetrico (kgSV/m3/giorno). potenza elettrica utilizzata dall’impianto di digestione anaerobica (miscelatori. sistemi di carico e scarico). mediante lettura periodica dei contatori installati nell’impianto e analisi dei dati registrati dai PLC. . messa a punto in Germania dall’istituto di ricerca federale per l’agricoltura (FAL) e denominata FOS/TAC. ed è misurato in mg HAceq/l. calinità.513 MWhe. mentre per gli altri parametri mediamente mensile. TAC sta per «Totales Anorganisches Carbonat» (Capacità di Tamponamento Alcalina).4 per la determinazione dell’acidità totale). Per i parametri pH e rapporto acidità totale su alcalinità totale la frequenza di campionamento è stata di due volte a settimana. Gli autoconsumi (Tabella 2) per il funzionamento dei cogeneratori e dei digestori sono stati pari a 948 MWhe. XL n. biossido di carbonio (%vol). è stata di 944 kWe.6 h). solidi totali e volatili. L’acronimo FOS sta per «Flüchtige Organische Säuren» (Acidi Organici Volatili). L’86. RISULTATI 3. equivalente a 457 giorni di lavoro (10. prevede la titolazione del digestato a due livelli di pH (fino a 5 per la determinazione dell’alcalinità e fino a 4. complessivamente. Tutto l’impianto è recintato e provvisto di sistemi di sicurezza e teleallarmi.4 % della potenza installata del cogeneratore. mentre i giorni di fermo totale sono stati limitati a 4 in tutto l’arco temporale. azoto totale e ammoniacale. L’azienda ha registrato regolarmente la tipologia di biomassa caricata in ognuna delle tramogge. fosforo). 6) caratteristiche del digestato nei diversi reattori: pH. 2) caratteristiche chimiche delle biomasse caricate (pH. calcolata sulle 24 h.7% dello ore di funzionamento è avvenuto ad una potenza elettrica effettiva maggiore del 90% della potenza elettrica installata del cogeneratore (Tabella 3). rilevare i principali parametri di funzionamento dell’impianto e i problemi gestionali. acidità volatile totale e alcalinità totale. soffiante biogas. chiller per raffreddamento biogas. pompe. 10.968 h). tempo di ritenzione idraulica (giorni). MATERIALI E METODI Scopo del programma di monitoraggio è stato di verificare l’efficienza di conversione delle biomasse utilizzate. equivalenti al 9.metano/tSV). potenza elettrica utilizzata dagli ausiliari al cogeneratore (pompa di ricircolo dell’acqua di raffreddamento. azoto totale e ammoniacale. resa in biogas e metano (Nm3biogas. produzione specifica di energia elettrica (kWh/kgSV). solidi totali e volatili. mentre la produzione netta vendibile pari a 7. Rapportando i valori monitorati all’arco temporale annuale.1 Prestazioni produttive Nel corso del periodo intercorso fra l’avviamento dell’impianto (settembre 2009) e la fine del mese di novembre 2010. GA2000 Plus). La metodologia analitica adottata per il rapporto acidità/al- 3.

270 944 94.4% di questo proviene da colture dedicate (Figura 5). 2 – Sintesi dei parametri di produzione energetica dell’impianto nel periodo di monitoraggio (15 mesi) e per anno Parametro Produzione lorda energia elettrica Potenza elettrica media prodotta – percentuale della potenza installata Autoconsumo ausiliari cogeneratore – percentuale della produzione lorda Autoconsumo impianto digestione – percentuale della produzione lorda Produzione di energia elettrica vendibile Unità di misura MWh kW % MWh % MWh % MWh Periodo monitorato (15 mesi) 10. il 97.4 393 3. che sono andati a sostituire parzialmente gli insilati di colture dedicate. contenuto ruminale e pollina di ovaiole parzialmente disidratata su nastro ventilato.40% esprime la quantità di solidi volatili caricati per giorno e per metro cubo di reattore anaerobico. kg SV/m3/giorno).7 t/giorno di solidi volatili con un rapporto SV/ST di 95.8 443 5. equivalenti a 16.4 314 3.50% 2. solidi totali e solidi volatili: mediamente sono stati caricati 50. Nella Tabella 4 sono riportate le quantità di prodotti utilizzati nel periodo considerato.70% 5.4 7.protezione dell’ambiente Tab. che Tab.406 Per anno 8. XL n. Nel periodo compreso fra agosto e novembre 2010 il COV è stato di 2. mentre a partire da agosto 2010 l’impianto ha iniziato a ritirare sottoprodotti agroindustriali di origine vegetale.513 3.8 554 5.70% 3.095 tSV/anno).2 Biomasse utilizzate Le biomasse utilizzate nel corso del 2009 e fino a luglio 2010 sono riconducibili esclusivamente a insilati di colture dedicate (mais). suddivisi per quantità.311 t/anno). 3 – Potenza elettrica prodotta nel periodo monitorato IA Ingegneria Ambientale vol.29 kg SV/m3/giorno (Figura 4).354 944 94.70% 1. 1 gennaio-febbraio 2011 .8% (6. Il carico organico volumetrico (COV.3 t di matrici organiche (18. è risultato mediamente pari a 2.22 kg SV/m3/giorno.Percentuale del temspetto alla potenza nominale po di funzionamento >90% fra 80% e 90% fra 60% e 80% fra 40% e 60% <40% 86. IA 34 Fig.4 9. 3 – Distribuzione delle ore di funzionamento rispetto alla potenza effettiva Range di potenza effettiva ri.

3. si passa da valori pari al 95. 4 – Carico organico volumetrico applicato nel corso del periodo monitorato Tab.43 Solidi totali [%] 88. Le caratteristiche chimiche delle biomasse utilizzate sono riportate in Tabella 5.4 7786.7 15.586.4 2.0 0.3 9. il rapporto FOS/TAC (indice IA Ingegneria Ambientale vol.4 10.6 100.3 37.9 0.8% nei due digestori primari (FM1 e FM2) a 8.1% nei digestori primari e nel post-digestore.461.4 15. invece.0 678.2 0.3 Caratteristiche del digestato Il digestato presente all’interno dei diversi reattori è stato caratterizzato in 10 occasioni (Tabella 6). 5 – Ripartizione dei solidi volatili caricati nell’impianto per tipologia di matrici organiche protezione dell’ambiente .576.7 784.1 9. Per quanto concerne. Per il rapporto SV/ST (solidi volatili in rapporto ai solidi totali).5 80.860.0 [t] 6. solidi totali e solidi volatili) nel periodo monitorato Matrice Insilato 2009 Insilato 2010 Contenuto ruminale Marcomela Pollina di ovaiole Totale Quantità [t] 19.4%.4 0. Considerando il rapporto SV/ST come indicatore della degradazione della sostanza organica e l’invarianza del contenuto di ceneri. per finire 78.8 22.6 [%] 88.3 3.926.5 100.8 7.9 [%] 85.5 125.6 50.8% a nella vasca di stoccaggio finale. 1 gennaio-febbraio 2011 IA 35 Fig. 4 – Quantità di prodotti utilizzati (tal quale.2 0.Fig.5 100.4 0.4 706.359.1 144.1 2. invece. tale riduzione corrisponde ad una conversione dei solidi volatili in biogas pari al 78%.8% delle biomasse al carico.3% nella vasca di stoccaggio finale. a valori del 82.3 153.1 1. La concentrazione di solidi totali e volatili diminuisce progressivamente passando dal digestore primario alla vasca di stoccaggio finale: si passa da valori di solidi totali dell’ordine di 8.2 t/giorno.0 equivalenti ad una quantità di solidi volatili utilizzata di 16. e i solidi volatili caricati sono stati caratterizzati da un rapporto SV/ST pari a 95.2% nel post-digestore (FM3) per giungere fino a 7. XL n.0 Solidi volatili [t] 6.

11) 913 (60) 1.05) 681 (2) 1.953 (156) 6.1) FM2 7.644 (584) 0.0 (0.77 (0.07) 88.783 (100) 6.07 (0.025 (709) 0.23 7.903 (175) 5.9% 3.4) 57.3) 4.8 (2.15 24 0.21 nella vasca di stoccaggio finale.993 (927) 13.89 (0.6 770 0.0) 4.1) FM3 7.083 (1.1 1452 5.protezione dell’ambiente Tab.0% 28.8 (2.2) 72. Il monitoraggio di questo parametro ha consentito di individuare per tempo una problematica tipicamente riscontrabile negli impianti di digestione anaerobica alimentati con monosubstrati cerealicoli. una attività metanigena in grado di utilizzare tutti gli acidi organici volatili prodotti dalla fase idrolitica e acidogena.8 299 288 96.3 (3.4 (3.175 (101) 42.067) 12.22 (0.95) 2.22 3.5% 4.81 (0.471 (172) 51.7 (1.53 194 190 97.37 (0.9% 12.0) 68.025 1.1 (1.4 (9.942 (532) 0.31 nel post-digestore (FM3).85 196 184 93.03) 88. fra parentesi.06) 73.196) 11. 6 – Caratteristiche chimiche del digestato nelle diverse sezioni dell’impianto: valori medi e.38 20 0.363 1.214 (1.18) 2. indice che il contenuto di acidità totale stava aumentando. Nel periodo compreso fra febbraio e marzo tale rapporto ha iniziato ad aumentare.0% 4. 5 – Caratteristiche chimiche delle matrici utilizzate Parametro pH ST SV NTK N-NH4+ Ptot Unità di misura g/kgtq g/kgtq %ST mg/kgtq %ST mg/kgtq %NTK mg·kgtq %ST -1 Silomais 2009 Silomais 2010 Pollina 3.142 1.27 (0.7 (4.8 (7. Ciò indica.1) 81.408 (816) 4.57 (0.5) 72.1 nd nd Marcomela 3.18 (5.12) SF 7.6) 3.7 (3.92 (0.8 (0.1 (1.639 (706) 0.8 (0.16) 2.36 nei due digestori primari a circa 0.6) 81. La combinazione fra questo valore e il basso tenore di solidi volatili presenti all’interno dei digestori primari e del post-digestore porta a considerare che il carico organico volumetrico sia ottimale e che la degradazione della biomassa avvenga con buone performances.470 7. L’inserimento per un periodo di circa 15 giorni di un additivo integratore di micronutrienti e l’aumento del ricircolo dal post-fermentatore verso i due digestori primari ha consentito da un lato di riequilibrare l’attività della flora batterica metanigena e dall’altro di riportare il rapporto acidità/alcalinità nel giusto equilibrio.1) 82.3 (7.45 401 301 75.03) dell’equilibrio chimico del processo) i valori medi passano da 0.91 (0.7) 4.5) 4.92 (0.372 6.3) 2.369 (521) 12.3) 4. 1 gennaio-febbraio 2011 .07) 82. di fatto.5) 2. IA 36 IA Ingegneria Ambientale vol.4 nr nd 184 0.8 (5.034 (98) 45.1) 4.070 (119) 40. deviazioni standard Parametro pH ST SV NTK N-NH4+ FOS TAC FOS/TAC Ptot Unità di misura g/kgtq g/kgtq %ST mg/kgtq %ST mg/kgtq %NTK mgHACeq/l mg CaCO3/l mg/kgtq %ST FM1 7.02 (0.1 (1. Tale aumento è stato dovuto ad una carenza di micronutrienti che hanno ridotto l’attività batterica metanigena con conseguente accumulo di acido acetico.0) 78. Il rapporto FOS/TAC è stato monitorato costantemente durante tutto il periodo di rilievo (mediamente 2 campionamenti per digestore per settimana) e il suo andamento è riportato in Figura 6.75 350 336 96.1 Residuo stomacale 6. per finire a circa 0.12) 816 (73) 0.03 (0.34 (0.04) 861 (87) 1.5 687 0. XL n.71 nd nd nd nd Tab.

9-5.6%ST. 6 – Andamento del rapporto FOS/TAC e del pH nel corso del periodo monitorato Nello stesso periodo il valore del pH si è portato dal valore precedente pari a circa 7.521.648 m3/giorno).269 m3 (5. con una percentuale di azoto ammoniacale del 40-45% (2. Tali concentrazioni di azoto aumentano sensibilmente passando prima al post-digestore e poi allo stoccaggio finale.7%.866. 1 gennaio-febbraio 2011 IA 37 protezione dell’ambiente . con una percentuale di metano media di 52. Il contenuto medio di fosforo totale è risultato pari a circa l’1% dei solidi totali presenti. Il contenuto di azoto totale nei due digestori primari è risultato mediamente pari a 4.37 /giorno Giorni Nm /t SV 3 Nm /t tal quale Nm3/t SV Nm /t tal quale 3 % Nm3/m3digestore/giorno kWhe/kgSV IA Ingegneria Ambientale vol.8%.Fig.8 1. di circa 7. XL n. nel periodo monitorato è risultata pari a 4. corrispondente al picco della crisi.07%ST) con una percentuale sotto forma ammoniacale del 42.8% che ha portato ad una produzione di metano pari a 2. equivalente a circa 4. Le differenze maggiori si sono osservate nel digestato finale presente nelle vasche di stoccag- gio dove la concentrazione di azoto totale è risultata pari a 4.517 m3/giorno).030-2.29 138 638 221 331 114 51.36 1.8 al valore minimo.136 m3 (10.070 mg/l). misurata dall’analizzatore volumetrico installato presso il cogeneratore. Rapportando tali produzioni all’arco temporale annuale le produzioni sono risultate pari a: Tab.950 mg/l (6. La produzione di biogas. Nel post-digestore la concentrazione di azoto totale aumenta a circa 4. grazie alla degradazione dei solidi volatili e alla deamminazione dalle molecole aminoacidiche.4004.900 mg/l.783 mg/l (6.6.4 Indici di efficienza In Tabella 7 vengono sintetizzati i diversi parametri di valutazione dell’impianto. 7 – Indici di efficienza produttiva dell’impianto Indice Carico organico volumetrico (COV) Tempo di ritenzione idraulica Resa specifica di conversione in biogas Resa specifica di conversione in metano Percentuale metano Produzione gas per unità di volume di digestione (GPR) Resa specifica di conversione in energia elettrica 3 Unità di misura kgSV/m 3 digestore Valore 2. 3.89%ST) e una percentuale di azoto ammoniacale del 51.

• gestione fornitura di biomasse: le maggiori difficoltà sono state riscontrate nella notevole variabilità della qualità delle biomasse reperite sul mercato. stimata in circa il 15%. determinando una riduzione di portata d’aria. Ciò ha provocato una riduzione sensibile della produzione areica. Ciò ha portato a diversi fermi del motore per manutenzioni straordinarie. La produzione specifica di gas per unità di volume di digestione anaerobica (GPR. 3. Tale inconveniente è stato tamponato con un intervento di zavorramento del tetto del container. Sono stati. una portata di gas similare a quella che viene utilizzata dal cogeneratore tali perdite possono essere stimate nell’1% della produzione utile. Considerando la quantità di solidi volatili complessivamente caricata (7. collettato dalle fognature ed avviato a di- IA 38 protezione dell’ambiente IA Ingegneria Ambientale vol. un inadeguato scarico degli sgocciolatoi ha determinato la formazione di ghiaccio. corrispondente a 331 Nm3/tSV di metano. verso la fine del mese di luglio.631 t) la resa di conversione biologica delle biomasse è stata 638 Nm3/tSV. Come conseguenza diretta si è verificato uno sgonfiamento del telo e un accumulo di acqua. ma anche della variabilità temporale delle colture insilate che hanno comportato l’adozione di un preciso protocollo di monitoraggio e l’acquisizione di una termobilancia ad infrarossi. Gas Production Rate). equivalenti a 2.705 m3 di metano. sotto il profilo della produzione elettrica sono stati prodotti 1. Inoltre nel periodo invernale. in prima approssimazione. • container del gruppo cogenerativo: a seguito di un fenomeno di risonanza indotta dalle vibrazioni del gruppo cogenerativo le emissioni acustiche del container sono risultate superiori ai limiti dichiarati.36 m3 biogas/m3 digestore/giorno. il regolare completamento del ciclo vegetativo della pianta di mais. In termini di produzione di gas rapportata al carico tal quale. inoltre. • deumidificazione del biogas: il sistema di raffreddamento del biogas si è dimostrato per un certo periodo non sufficiente a garantire la condensazione ottimale del vapore acqueo presente nel biogas. L’elevata umidità di raccolta ha comportato un notevole percolamento dalle trincee che è stato. è risultata pari a 1.520 m3 di biogas. però. XL n.37 kWh/kgSV. e le eventuali perdite in atmosfera dalle valvole di sfiato di sicurezza.5 Principali problematiche costruttive/gestionali Le principali problematiche costruttive/gestionali riscontrate sono legate ai seguenti aspetti: • costruzione opere edili: nel corso del collaudo delle opere edili delle vasche dei digestori anaerobici sono state verificate perdite che hanno comportato interventi successivi di sigillatura. ghiaccio e neve che hanno imposto un intervento tempestivo di scarico manuale degli accumuli per evitare la rottura del telo. escludendo quindi la volumetria delle vasche di stoccaggio. La sostituzione del chiller e l’adeguamento dello scambiatore hanno risolto la problematica. Considerando. mentre il tempo di ritenzione idraulica medio pari a 138 giorni.3. sulle bocche di aspirazione delle soffianti di sostentamento pneumatico del gasometro.013. Tali inconvenienti sono stati risolti sostituendo il telo. La condensazione del vapore acqueo è fondamentale per preservare il buon funzionamento delle componenti meccaniche a valle nonché per ridurre al minimo la formazione di condense acide corrosive. 1 gennaio-febbraio 2011 .886. • teli di copertura gasometrica: lacerazioni localizzate delle saldature da tensione eccessiva nei mesi estivi. riscontrati problemi nel dimensionamento dei condotti di aspirazione dell’aria di raffreddamento della sala macchine e del filtro polveri installato. per la quale non è disponibile la portata di gas. Il materiale prodotto nel 2010 (insilato di mais) è stato raccolto con un certo anticipo a causa di una grandinata che ha compromesso. a causa del surriscaldamento del gas contenuto e disassamento per tensioni differenziali fra le diverse esposizioni. modificando la sezione di scarico dell’aria di sostegno pneumatico e modificando i protocolli delle procedure ispettive. e un insilamento di un prodotto con una umidità sensibilmente superiore al valore ottimale (28-29% contro il 32-33% mediamente raccolto nel 2009). Infine. Tali valori non tengono conto del biogas combusto nella torcia di emergenza (74 ore di accensione nel periodo monitorato). la resa di biogas è risultata pari a 212 Nm3/t (109 Nm3 metano/t).

sono stati riscontrati anche problemi gestionali legati alla logistica della raccolta: l’intervallo di tempo durante il quale l’umidità della pianta è ottimale per la resa produttiva e l’insilamento è molto breve (10 giorni circa) e contrasta con l’esigenza della dimensione del cantiere di raccolta che deve poter lavorare con celerità e senza interruzioni una superficie di circa 300 ha. all’allestimento del gruppo di cogenerazione e alla gestione biologica. aumentando così le perdite da respirazione del prodotto già raccolto. una corretta progettazione degli impianti che consideri le peculiarità delle matrici utilizzate è indispensabile per un buon funzionamento. Oltre ai problemi legati alla qualità del prodotto.311 t/anno (6. Nel corso del primo anno di attività il gestore dell’impianto ha messo a punto un programma di apposite ronde ispettive. CONCLUSIONI Nel settore agro-zootecnico la produzione di biogas e la relativa trasformazione in energia elettrica è divenuta una realtà consolidata. 7 – Vista aerea dell’impianto di digestione anaerobica di Volta Mantovana (MN) gestione anaerobica. Le matrici che possono essere utilizzate sono rappresentate sia da effluenti zootecnici tal quali che in miscela con colture energetiche e/o sottoprodotti agroindustriali.8% che porta ad una resa in metano di 331 Nm3/t SV. di manutenzione preventiva e gestione predittiva che ha permesso di ridurre al minimo la variabilità della produzione. la resa in energia elettrica ottenuta è risultata essere pari a 1.013. Il rendimento elettrico monitorato è stato vicino al 41%.095 tSV/anno) la produzione di biogas è risultata pari a 3.66 MWh al giorno. però. Non sono mancati problemi di carattere impiantistico e gestionale: le problematiche maggiori sono state legate alle coperture. 1 gennaio-febbraio 2011 IA 39 protezione dell’ambiente . In entrambi i casi.000 Nm3/anno (2. Nel caso preso in esame le rese di trasformazione della sostanza organica caricata è risultata molto vicina ai valori riscontrabili in letteratura: a fronte di un carico complessivo di 18.Fig. L’aggiunta di sottoprodotti agroindustriali pone il problema della costanza dell’approvvigionamento sia in termini qualitativi che quantitativi. per mezzo della registrazione di tutti i parametri funzionali e di carico nonché delle caratteristiche chimiche del digestato ha consentito di gestire in modo ottimale l’impianto. Considerando la taglia dimensionale dell’impianto di cogenerazione e i relativi rendimenti elettrici. In particolare la registrazione del rapporto fra acidità e alcalinità totale (nel caso specifico condotta con analisi definite dal rapporto FOS/TAC) ha permesso di affrontare con an- IA Ingegneria Ambientale vol.000 Nm3 metano/a). la costanza del prodotto permette di costruire impianti affidabili anche se più complessi e con esigenze di competenze sia ingegneristiche che biologiche importanti. L’affidabilità dell’impiantistica è dimostrata dal fatto che in 15 mesi di monitoraggio il cogeneratore ha funzionato al 94.36 kWhe/kgSV. L’adozione del monitoraggio continuo dell’impianto. L’azienda si è inoltre dotata di un programma di monitoraggio di tutte le biomasse caricate e acquisite che hanno permesso di redigere report periodici di controllo dell’efficienza.4% del carico massimo producendo 22. Nel periodo di raccolta si sono succeduti diversi eventi meteorici piovosi che hanno interrotto il programma di raccolta e allungato il tempo di riempimento dei sili e la relativa copertura. equivalente a circa 8.270 MWh per anno. In termini specifici ciò ha comportato una resa di conversione biologica di 638 Nm3 biogas/t SV con una percentuale di metano del 51. 4.886. il cui effetto può essere attenuato solo se le matrici sono insilabili ovvero se la quota di carico prevalente rimane la coltura energetica. XL n. Nel caso degli impianti alimentati prevalentemente a colture energetiche.

35-38. del Comitato Scientifico della Piattaforma Italiana Biofuels e del network europeo sul riciclo in agricoltura dei residui organici (Ramiran). zootecnica ed agro-industriale. reato in Ingegneria Meccanica con indirizzo impianti presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Brescia con tesi sulla “Complessità di prodotto e processo nella filiera dell’elettrodomestico” lavora dal 2002 al 2009 per il gruppo Huntsman presente in diversi settori della chimica a livello globale. Verzellesi F. pp. – Energia da biomasse con il progetto Seq-Cure. Svolge attività di ristrutturazione e recupero di manufatti rurali storici e segue l’azienda agricola di famiglia implementando processi di miglioramento fondiario. 97-99. 2010. 30. XL n. in qualità di ricercatore senior.protezione dell’ambiente ticipo una acidosi da carenza di micronutrienti evitando il blocco biologico dell’impianto. 57-61. pp. 2008. implementa il modulo manutenzione della piattaforma SAP in relazione alla quale con responsabilità tecnico economiche su diversi siti europei si occupa di modellizzazione di processi. 1 gennaio-febbraio 2011 . trattamento e gestione degli effluenti zootecnici e dei reflui agro-industriali. sperimentazione ed assistenza tecnica. Ha svolto la sua attività nell’ambito di numerosi progetti di ricerca. L’esperienza maturata nella conduzione ha fornito. laureato Sergio Piccinini – Laureato con lode in Chimica presso l’Università di Modena nel 1981. dalla Commissione Europea. dall’ENEA. 104. [2] CRPA – Biogas e cogenerazione nell’allevamento suinicolo – Manuale pratico. – Colture dedicate e sottoprodotti per un’efficiente codigestione – L’informatore agrario. luglio-agosto 2007. 64-67. Piccinini S. Soldano M. gli elementi per redigere una programma di controlli ispettivi e di manutenzione preventiva e predittiva dell’impianto. 1996. pratica attività professionale come commercialista a Verona fino al 2004. finanziati dalla Regione Emilia-Romagna. presso il Centro Ricerche Produzioni Animali di Reggio Emilia. dal 1998 ha assunto la direzione del settore stesso. dal 1993 ad oggi opera. È autore o coautore di circa 90 pubblicazioni di carattere scientifico e tecnico divulgativo. della digestione anaerobica e del compostaggio. gas ad effetto serra e composti osmogeni. vol. [6] Soldano M. – Biogas. dal CNR. 2008. sperimentazione ed assistenza tecnica. pp. Nel 2005 si interessa di bioenergie e dal 2009 si occupa di digestione anaerobica. Mantovi P. Agricoltura. [4] Fabbri C. Settore Ambiente. Fabbri C. di analisi energetica nelle aziende zootecniche e nell’agro-industria. della IWQ (International Water Association).. emissioni in atmosfera di gas climalteranti. dall’ANPA. IA 40 IA Ingegneria Ambientale vol. vol. della digestione anaerobica. Edito AIEL.. di gestione magazzini e centri di lavoro e centri di costo. pp. presso il Centro Ricerche Produzioni Animali di Reggio Emilia. È membro dell’Accademia dei Georgofili. [5] Ligabue M. trattamento e gestione dei reflui zootecnici ed agroindustriali. in qualità di ricercatore e responsabile del laboratorio chimico. di risanamento ambientale di aree con elevata attività agricola.. Piccinini S. [3] Fabbri C. Filippo Bondi – Nato a Milano nel 1973 e laureato CURRICULA con 110/110 in Scienze Agrarie presso l’Università degli Studi di Milano nel 1992.. di aspetti di processo della depurazione aerobica. occupandosi principalmente di caratterizzazione. 2010. Mette in atto sempre a livello europeo sistemi di manutenzione preventiva e predditiva basati sulla stessa piattaforma e porta avanti progetti 6 sigma specifici alla manutenzione industriale. in economia e commercio presso la Facoltà di Economia e Commercio dell’Università degli studi di Verona con tesi sul “Regime delle quote latte in Italia”. 208. del Comitato Tecnico del Consorzio Italiano Biogas. dell’ITABIA (Italian Biomass Association). di acquisti. inoltre.).. monitorare un impianto per migliorare le rese produttive – Supplemento a L’informatore agrario. pp. vol. dai Ministeri dell’Ambiente e delle Politiche Agricole e Forestali. Ha svolto la sua attività nell’ambito di numerosi progetti di ricerca. dall’ENEL. Sami Shams-Eddin – Nato a Parma nel 1973 lau- BIBLIOGRAFIA [1] CRPA – Energia dal biogas – Manuale pratico (II Ed. macchine e meccanizzazione agricola. pp. – L’agricoltore crede nel biogas e i numeri lo confermano – L’informatore agrario. È autore o coautore di oltre 120 pubblicazioni di carattere scientifico e tecnico. dal 1983 ad oggi opera. di rispetto della legge Sarbanes Oxley act. di analisi energetica nelle aziende zootecniche e nell’agro-industria e di risanamento ambientale di aree con elevata attività agricola. 38. occupandosi di: tecnologie elettriche a risparmio energetico. caratterizzazione. Beneficia di numerose occasioni formative che spaziano dalla sicurezza ed impatto ambientale acquisiti presso le locali autorità di controllo ASL. Piccinini S.. fino ai concetti di Lean Thinking acquisiti presso il Massachusset Institute of Technology di Boston. Nel 2005 inizia ad interessarsi di bioenergie nel campo agricolo e nel 2009 lascia il gruppo Huntsman per dedicarsi interamente al settore biogas. zootecnica ed agro-industriale. 1. Claudio Fabbri – Nato a Milano nel 1964. Qui si occupa di diversi aspetti tecnico organizzativi nelle funzioni ingegneria e manutenzione: parte dallo sviluppo di nuovi progetti impiantistici nella solfonazione di alcoli naturali ed etossilati. 2007. Edito ENEL spa..