P. 1
Contro l’uguaglianza, contro il privilegio.Il giovane Guizot e i suoi critici (1820-1821)

Contro l’uguaglianza, contro il privilegio.Il giovane Guizot e i suoi critici (1820-1821)

|Views: 21|Likes:
Published by Michelangelo Rossi

More info:

Published by: Michelangelo Rossi on Jan 16, 2013
Copyright:Attribution Non-commercial

Availability:

Read on Scribd mobile: iPhone, iPad and Android.
download as PDF, TXT or read online from Scribd
See more
See less

05/14/2014

pdf

text

original

Alberto Clerici Contro l’uguaglianza, contro il privilegio.

Il giovane Guizot e i suoi critici (1820-1821)

Callicle. […] Infatti, io credo che in questo consista il giusto secondo natura: che chi è migliore e più assennato comandi ed abbia di più di quelli che sono meno capaci. Platone, Gorgia, 490a

1. Premessa A lungo considerato dalla storiografia come un mero intermezzo tra la Grande Rivoluzione e il Quarantotto,1 il periodo della Restaurazione in Francia rappresenta in realtà una sorprendente fabbrica di idee e proposte politiche, un momento del tutto particolare caratterizzato da un vivace clima culturale favorito dalla Carta octroyée del 1814 e dominato dalla percezione di una rinascita degli spiriti dopo un periodo d’inattività forzata. Lo confessava nel 1818 il giovane Guizot:
Noi abbiamo vissuto un periodo nel quale la minima opinione era espressa in modo celato, e il pensiero, ancora prima di generarsi, perdeva ogni vigore mascherandosi. Ne è scaturita un’abitudine all’indecisione e al tergiversare, che dai libri si è trasferita sullo spirito degli autori e persino dei lettori. Non si esprimevano che pensieri dimezzati, che nessuno osava pronunciare se non dopo averli mutilati.2
1. Cfr. Répenser la Restauration, a cura di J.-Y. Mollier, M. Reid, J.-C. Yon, Nouveau Monde, Paris 2005; M. Price, The Perilous Crown. France between Revolutions 18141848, Macmillan, London 2007. 2. F. Guizot, recensione a De la Monarchie Française depuis la seconde restauration jusqu’à la fin de la session de 1816 […] par M. le comte de Montlosier, in «Archives philosophiques, politiques et littéraires», III (1818), pp. 385-386.

48

Alberto Clerici

Dal punto di vista politico, al di là della riuscita, più o meno solida, del «compromesso» o – per dirla ancora con Guizot – della «transazione»3 rappresentata dalla monarchia costituzionale di Luigi XVIII, restavano aperte molte delle questioni e dei problemi sollevati dall’Ottantanove, quel “grande evento” che neanche Napoleone Bonaparte aveva saputo domare.4 Proprio a Guizot, e più in generale ai dottrinari,5 sarebbe spettato l’arduo compito di delineare una via d’uscita dai dilemmi della Rivoluzione, teorizzando una “terza via” tra l’opzione monarchico-conservatrice à la Chateaubriand e quella propriamente liberale simboleggiata dal pensiero di Benjamin Constant. Lo studio del vivace dibattito sprigionato dalle prime opere filosofico-politiche “mature” di Guizot, in particolare il Du gouvernement de la France depuis la Restauration et du ministère actuel (1820) e il Des moyens de gouvernement et d’opposition dans l’état actuel de la France (1821), cui si affianca la più o meno coeva stesura del manoscritto a lungo inedito Philosophie politique,6 ci restituisce il senso del polarizzato orizzonte politico di quella stagione, evidenziando, a nostro avviso nitidamente, come agli occhi dei suoi oppositori royalistes, nel 1820-21, Guizot potesse apparire come un pericoloso discendente dei giacobini, o comunque un “figlio della Rivoluzione”.7
3. Il termine compare in un manoscritto inedito di Guizot, un commento articolo per articolo alla Charte del 1814, conservato alle Archives Nationales di Parigi (Fonds Guizot, 42 AP/297, qui fol. 25). In una prospettiva simile si situa anche il De la doctrine politique qui peut réunir les partis en France di Constant, che esce nel dicembre 1816 e si conclude con un appello a tutte le classi a ricercare un «accordo leale e durevole» (Delaunay, Paris 1816, p. 10). 4. Valga per tutte la testimonianza rilasciata da uno dei doctrinaires, Charles de Rémusat, in Mémoires de ma vie, a cura di Ch.H. Pouthas, vol. I, Plon, Paris 1958, p. 203: «Ed eccoci là, dopo diciotto anni, ancora allo stesso punto, incapaci di veder chiaro l’avvenire, né di confidare nel presente». 5. Su questo termine cfr. P. Cella Ristaino, Il termine doctrinaire nella pubblicistica dell’Ottocento, in «Il pensiero politico», 2 (1992), pp. 287-297. 6. F. Guizot, Philosophie politique: de la souveraineté, in Id., Histoire de la civilisation en Europe, a cura di P. Rosanvallon, Hachette, Paris 1985, pp. 319-389; trad. it. Della sovranità, a cura di M. Mancini, Editoriale Scientifica, Napoli 1998. Hanno discusso questo manoscritto M. Griffo, Sovranità e governo limitato in François Guizot, in «Il pensiero politico», 1 (2001), pp. 95-104 e R. Pozzi, Guizot e la critica al principio della maggioranza numerica, in La democrazia tra libertà e tirannide della maggioranza nell’Ottocento, a cura di G.M. Bravo, Olschki, Firenze 2004, pp. 259-264. 7. O. Tort, La polémique royaliste suscitée par les écrits de Guizot pendant la Restauration, in François Guizot 1787-1874. Passé-Présent, Harmattan, Paris 2010, pp. 69-82.

Paris 1985. detestato da Michelet». Marx. O. anglomane. ma anzi caratterizzata dallo sforzo costante di unire teoria e prassi. in François Guizot et la culture politique de son temps. ideale e reale. ou le paradoxe du libéralisme français. Jaume. 10. il papa e lo zar. Tutte le potenze della vecchia Europa.Contro l’uguaglianza. Préface. diverso però dall’autoritarismo di matrice controrivoluzionaria. Del resto. L. Furet. V. riflessione “alta” e impegno politico contingente. così nel 1821 egli era il “nuovo che avanzava”. specie a coloro che sono oggi abituati a vedere in lui il “liberale conservatore” nemico del suffragio universale e della sovranità popolare.12 e tuttavia va allora contestualizzato. dal punto di vista di un Marx. p. contro il privilegio 49 Parlare di Guizot come di un sovversivo parrà strano. Per aver raggiunto le più alte vette sia nel pensiero che nell’azione. radicali francesi e poliziotti tedeschi. Pareto. Sanguineti. Paris 2012. F.10 e tale giudizio (non senza una vena polemica) è stato ribadito recentemente da Lucien Jaume11 e Olivia Leboyer. Roma 1998. il «borghese rigido (étroit). Rosanvallon.8 il feroce reazionario messo alla berlina da Marx nel Manifesto del partito comunista. Leboyer. Rosanvallon pone Guizot persino sopra Constant e Tocqueville: cfr. al di là della semplicistica interpretazione di quell’invito ad «arricchirsi» rivolto alla «nuova Francia» emersa dalla Rivoluzione. Éditions du CNRS. Fayard. 11. F. 13. 120-169. Engels. Introduction a F. p. Hachette. la «France nouvelle» che. Manifesto del Partito Comunista. Gallimard-Le Seuil. Paris 1997. Valensise. Ėlite et libéralisme. Guizot. spaventava gli ancor forti difensori del sistema socio-politico pre-rivoluzionario (e l’assassinio del duca di Berry lo avrebbe dimostrato). Paris 1991. si sono alleati in una santa caccia spietata contro questo spettro». si tratta di una questione di “punti di vista”. Introduzione di E. Genève 1978. 8. Essenzialmente. . appariva lecito considerare Guizot un oligarca nemico del “nuovo che avanza”. 26: «Uno spettro si aggira per l’Europa – lo spettro del comunismo. che parla anche di «autoritarismo» dei dottrinari. 9.13 8. a cura di P. la ricerca storica ha oramai restituito un’immagine più complessa e problematica del teorico della civilisation. L’individu effacé. che necessita pertanto di un approccio “contestualista” per essere chiarita. Metternich e Guizot. pp. 12. 16-17.9 Che il liberalismo dottrinario abbia poi un qualcosa di “elitista” lo sappiamo. spiegato il perché la sua proposta politica fosse agli inizi tacciata di radicalismo. P. Les systèmes socialistes. K. a cura di M. p. figura niente affatto rigida e sbiadita. Droz. pp. per l’appunto. Meltemi. 53. Histoire de la civilisation en Europe. Rosanvallon. già Pareto aveva assegnato a Guizot la patente di profeta dell’elitismo. Intendo dire che come nel 1848.

70-74. Laroche. Oxford 2011. Jennings. Paris 1820. È questa. La sola reazione di parte liberale che si è rinvenuta è B. Rosanvallon. Chez tous les marchands de nouveautés. il rifiuto dell’assolutismo (sia monarchico che democratico). riuscendo pertanto nell’intento di creare un “liberalismo di governo”. P. su alcuni elementi sostanziali: l’anti-contrattualismo. una incomunicabilità di fondo tra le parti contendenti. 2. l’autre à M. Fondamenta Il pensiero politico della corrente dottrinaria. sottolinea come i dottrinari. Il tempo rovesciato. Paris 1985. il governo “delle capacità”.14 2.50 Alberto Clerici Nel presente contributo cercherò di esporre brevemente la posizione juste milieu di Guizot. adressées l’une à tous les journalistes. L’età delle rivoluzioni. Lexington 2003. Oxford University Press.”. e J. Cfr. caratterizzata da un parziale difetto di comprensione nei confronti del vocabolario e delle tesi dei doctrinaires. A History of Political Thought in France since the Eighteenth Century. anche le considerazioni di S. evitando di pensare la sovranità esclusivamente in termini “negativi”.16 In 14. Gallimard. che di A. Revolution and the Republic. il Mulino. P. forse anche più di quelli raggiunti dai liberali “puri”. 169-180. 244-245. Chignola. Le moment Guizot. costruire un governo rappresentativo stabile. pp. soffermandomi poi su alcuni scritti apparsi in risposta ai suoi lavori del biennio menzionato. Le moment Guizot. Guizot. Costa. 15. ma non senza alcuni rilievi pungenti e profetici da parte dei royalistes. la tesi sia di Rosanvallon. come è noto. Liberalism under siege. per evidenziare. intitulé: “Du gouvernement de la France depuis la Restauration. in effetti. in generale. furono capaci di edificare una teoria del governo e dell’ordine accanto ad una teoria della libertà. pp. etc. Guizot e i suoi sodali ottennero in Francia dei risultati assai significativi. sul problema dell’uguaglianza. La Restaurazione e il governo della democrazia. précédées et suivies des considérations sur l’ouvrage de M. Grégoire. Civitas. The Political Thought of the French Doctrinaires. tra critica del privilegio e critica della sovranità popolare. Storia della cittadinanza in Europa. 26. . Gli obiettivi che tale corrente portava avanti sono ben riassunti da Rosanvallon: «terminare la Rivoluzione. a differenza di Constant e dei liberali “puri”. la sovranità della ragione. p. Laterza.15 Per un breve ma significativo lasso di tempo. Questo contributo si concentra sulla ricezione degli scritti di Guizot da parte della destra ultras. creare un regime garante delle libertà fondate sulla Ragione». 16. Craiutu. Lettres de M. pp. poggia. de Richelieu. Roma-Bari 2000. Bologna 2011. Lanham. ancien évêque de Blois. di cui Guizot è unanimemente riconosciuto come l’espressione più significativa.

prima fra tutte la prospettiva anticontrattualista che Guizot condivide con gran parte del liberalismo francese del primo Ottocento17 e che lo porta nella direzione dello storicismo di matrice liberale.Contro l’uguaglianza. . senza riferimento a criteri di moralità e ragione (che Guizot sottrae all’arbitrio umano) significherebbe. Didier.C. I. Inoltre. Le moment Guizot. t. partendo dal riconoscimento di alcune fondamenta essenziali del suo pensiero. O’Connor. Napoli 1983. François Guizot negli anni 18071812.20 o meglio. Rosanvallon. Per la sua insistenza sul sociale.19 Alla base di questa critica sta il rifiuto della cesura giusnaturalistica tra un prima (lo stato di natura) e un dopo (lo Stato civile) nelle relazioni tra gli individui. 11-60. in ultima 17. ma senza regola. la Révolution. 149. Guida. Introduzione a F. François Guizot. Paris 1851. pp.. The Historical Thought of François Guizot. che costituiscono appunto la società. L’individu effacé. 41-69. non vi sono che individui raggruppati e tenuti assieme dalla forza. Cfr. Guizot. Rosanvallon. Pozzi. X (1977). dove si afferma che quasi tutti gli scrittori del primo Ottocento sono «funzionalmente anti-rousseauisti». Le moment Guizot. e la convinzione che la società non possa essere separata dal governo. Jaume parla di «primato del sociologico sul politico» in tutto il movimento dottrinario. L’Histoire à rebrousse-poil. 19. M. è la storia la chiave di lettura più adatta per comprendere il discorso sulle élites nell’intero periodo della Restaurazione. Utet. p. p. mi concentrerò esclusivamente sulla nozione di uguaglianza nel giovane Guizot e nei suoi critici. 45-46 e 77. R. Les élites. 35-43. Storia della Civiltà in Francia. sola fonte legittima della legge sociale. la Restauration. Ead. pp. de Waresquiel. Washington 1955. 38. pp. in «Il pensiero politico». F. 18. come se la società non presupponesse una regola che la faccia esistere. The Catholic University of America Press. A.18 Nell’Histoire des origines du gouvernement représentatif en Europe egli afferma: Rousseau pretende di mostrare gli uomini già riuniti in società. pretendere di fondare la sovranità sulla pura volontà. Torino 1974. 87. Secondo E. Sull’importanza della storia e della cultura storica nella formazione del giovane Guizot cfr. perché la politica nasce e si sviluppa essa stessa già all’interno di una complessa serie di rapporti e di strutture preesistenti. Se non v’è regola non ci può essere società. Su questo aspetto cfr. 20. Fayard. contro il privilegio 51 questa sede. che la politica non possa avere la presunzione di generare da sola i comportamenti sociali. pp. Guizot. Paris 2005. Coco. e intenti a crearsene una. Jaume. La nascita di un “historien”. pp. Questa ipotesi di un contratto primitivo. 9-64. Histoire des origines du gouvernement représentatif en Europe (1822). riposa dunque sull’ipotesi di un fatto necessariamente falso e impossibile. p.

Pertanto. Sulla relazione. della giustizia. p.. una traccia destinata a emergere sempre più col trascorrere degli anni. può mai cadere nelle mani dell’uomo. Non è essa che crea e impone all’uomo quelle leggi obbligatorie di cui egli non potrebbe negare l’esistenza. 129-133. 170-199. pp. del diritto» ha un fondamento che va oltre singole volontà individuali. Alcan. 23. l’individuo non dispone […] di se stesso arbitrariamente e secondo la sua volontà. conforme o contrario alla ragione». nessun potere infallibile e perfetto. p. Chignola. ma tra quel che è vero o falso. di . p. II.23 ma anche di quel principio trascendente che rende possibile la «sovranità della ragione». Il problema è di raccogliere ovunque i frammenti sparsi e incompleti di questo potere. Id. Pouthas. in Histoire de la civilisation en Europe. 26. Sovranità e governo limitato. pp. pp. o scaturire dagli uomini». 27. Egli le riceve più dall’alto. Della sovranità. Philosophie politique. Scrive Guizot: «a Dio solo appartiene […] quella sovranità unica ed inalienabile che non ha che una legge. cfr. sostiene che Guizot fornisce della sovranità «una definizione etico-religiosa di chiara ascendenza calvinista». La prima giovinezza passata a Ginevra e la frequentazione di casa Stapfer lasciarono una traccia indelebile sulla sua personalità. pp. Guizot. e pertanto nessun potere investito della sovranità di diritto. e il governo rappresentativo ha lo scopo di collezionare tali “frammenti” di verità disseminati nel tessuto sociale. la legge che abbraccia tutte le cose e le regola secondo un disegno eterno». 84-94. 25. in cui il dibattito si leva non tra quel che vuole o non vuole l’uomo.25 In altre parole. che è il protestantesimo. 24.. legittimare l’assolutismo e il dispotismo. Cfr. progressivamente sempre più conflittuale (fino alla rottura definitiva). dobbiamo riferirci a un altro tratto essenziale del quadro filosofico-politico di Guizot. la ragione non è mai posseduta perfettamente da un individuo o da un gruppo ristretto. 367 : «Considerato isolatamente e in se stesso. va ricercata l’origine più profonda non solo dell’ «orizzonte difettivo e fallibile» delle cose umane. Guizot. ma è sparsa nella società. la «sovranità della ragione. Questa somma di idee giuste è dispersa negli individui che compongono la società e ripartita in modo diseguale tra loro […]. Id.26 la cui somma (maggioranza) non necessariamente si identifica con la realizzazione dell’interesse generale. La jeunesse de Guizot (1787-1814). Paris 1936. 325: «Essendo l’uomo. Griffo. imperfetto e soggetto agli errori. per sua natura. Ch. tra Guizot e il pastore ed ex ministro elvetico Stapfer.24 sottratta ad ogni tipo di arbitrio in terra.27 21. Liberalism under siege.52 Alberto Clerici analisi. 22. t. giusto o ingiusto. p. Il tempo rovesciato. Histoire des origines du gouvernement représentatif. La sua volontà non è affatto il suo sovrano legittimo. in Guizot.21 Per comprendere appieno tale prospettiva. per i dottrinari non esistono verità garantite. Philosophie politique. da una sfera in cui la libertà non esiste. 149-150: «Esiste in ogni società una certa somma di idee giuste.22 È infatti sul piano teologico che. Craiutu. 98. Esse gli vengono da una sfera superiore a quella della libertà. 39.

Guizot aveva precocemente sviluppato un’indelebile avversione verso ogni forma di governo definita secondo valori “assoluti”. Einaudi. Al contrario dei reazionari. però. Tale è l’effetto corruttore del dispotismo che esso distrugge. È una procedura naturale per estrarre dal seno della società la ragione pubblica. e ciò ha una immediata ricaduta sulla concezione della politica. a cura di B. Pozzi. Figlio di un federalista ghigliottinato durante il Terrore. Ibidem. Guerci. II. R. François Guizot. e il bisogno di essere trattati in maniera uguale a coloro che si ritengono nostri superiori. t. l’intervento di un potere che manifesti la regola del governo. financo il sentimento della sua illegittimità. nella Svizzera calvinista. t. L. p. quello rappresentato dal decennio rivoluzionario (con l’appendice napoleonica) che naturalmente egli condivideva con quasi tutti i giovani e meno giovani liberali dell’età della Restaurazione. Guizot. . presto o tardi. 28. la Rivoluzione è terminata. in quanto fondatrice. la legge. inoltre. ed educato. 397. «In quanto distruttiva. Tali riflessioni contribuiscono a chiarire il giudizio di Guizot sulla Rivoluzione francese. o la cui legittimità fosse ritenuta auto-evidente.31 ma ne biasimava – al pari di molti suoi contemporanei – gli eccessi e le perversioni avutesi dopo il fallimento della concentrarli e di costituirli in governo. 30. come detto. è un atteggiamento fortemente realistico riguardo l’uomo e la politica. Non è affatto una macchina aritmetica destinata a raccogliere e a contare le volontà individuali.28 A ben vedere. pp. sotto il profilo antropologico. pp. Chiunque è sovrano da solo non ha che un passo da fare per credersi infallibile». Ciò che si chiama rappresentanza non è altro che il modo di arrivare a questo risultato. recensione a De la monarchie française. non rigettava in toto l’esperienza rivoluzionaria francese. la morale pubblica e di chiamarle al potere. 254-258. Torino 1989.29 In altre parole. dietro alla critica che Guizot muove sia alla monarchia di diritto divino che alla democrazia popolare sta la complessità dell’animo umano. 31. essa inizia ora» (corsivi nell’originale). vale a dire di concentrarli. 101-102: «Tale è tuttavia la condizione delle cose umane che esse esigono. di realizzare la ragione pubblica. in coloro che l’esercitano ed in quelli che lo subiscono. si tratta di scoprire tutti gli elementi di potere legittimo disseminati nella società e di organizzarli in potere di fatto. contro il privilegio 53 La conseguenza. Bongiovanni. I.Contro l’uguaglianza. in ultima analisi. considerata anzi una tappa essenziale del processo di civilizzazione dell’Occidente. Le interpretazioni della Rivoluzione francese. In altri termini. diviso tra due aspirazioni parimenti legittime: il desiderio di distinguerci da coloro che riteniamo inferiori a noi. in L’albero della rivoluzione. 300-306. Ibidem.30 Un “problema”. l’uguaglianza e la disuguaglianza appaiono entrambi attributi connaturati all’uomo. e che la imponga e la faccia rispettare […]. 29. «naturali e indistruttibili». pp. che sola ha il diritto di governare».

e neanche (si può aggiungere) il Leviatano formato dagli individui-atomi di cui parlava Hobbes. né indicando più una gerarchia naturale dei corpi o l’unità invisibile di una comunità incarnata in un Dio immortale. recensione a De la monarchie française. 21.32 In uno dei suoi primi scritti politici. 44. 397. Buonaparte li ha combattuti. Politiques et moralistes du dix-neuvième siècle. condiviso dai dottrinari. Lefort. Per un esempio si veda E. 33. 34.34 Il programma politico liberale. Du gouvernement représentatif et de l’état actuel de la France. Guizot. ma si è messo a combattere anche quelli buoni. adottavano una prospettiva decisamente anti-individualistica. Le moment Guizot. dal non aver riconosciuto l’altra parte. il messaggio di Guizot segna una rottura con l’immagine organicistica dell’antico regime. condannando il Terrore come prodotto dell’artificialismo politico e della pretesa onnipotenza volontaristica del legislatore.36 32. Rosanvallon. e questa è stata la sua forza. Guizot. Secondo C. chiariva: La rivoluzione conteneva in sé principi buoni e cattivi. Tale anti-individualismo ha portato a Guizot anche severi giudizi. recensendo Montlosier. Guizot distingue due tipi di rivoluzione: quella che si fa per la libertà e la giustizia. il Du gouvernement représentatif et de l’état actuel de la France (1816). Paris 1891. e questa è stata la sua debolezza. quelli cattivi hanno prevalso nei suoi governi.54 Alberto Clerici Costituente. Belin. Costa. Paris 1816. 2-3. per poi trasformarsi in lotta «dei poveri contro i ricchi. La Rivoluzione francese. ma ben presto divenne semplice lotta per il potere. parlando di «oggettivo rispecchiarsi . p. Faguet. 35. p. non essendo più a servizio della monarchia. Lecène. di tipo tuttavia assai diverso dalla società cetuale d’antico regime. e nella vittoria. 36. in favore di una visione organicistica della relazioni umane. immobile e fondata sul sangue e i titoli nobiliari. p. della plebaglia contro la borghesia. e quella che si fa per il potere. p. 1ere sèrie. pp. Maradan. F. Paris 2009. I dottrinari però. il suo successo è venuto dall’aver ben compreso una parte delle necessità dei suoi tempi. sintomo della difficoltà di intendere correttamente il rapporto individuo-società dei dottrinari.35 rifiutando l’idea di una contrapposizione netta tra individuo e Stato. come lotta per raggiungere quello stato morale e civile che la civiltà del tempo esigeva. della canaglia contro le persone oneste». o meglio si tradusse nello scontro. Id. cominciò con il piede giusto. del Terzo Stato sulla nobiltà e sul clero. la sua caduta. prevedeva dunque la non facile individuazione di una posizione intermedia tra reazionari e rivoluzionari. a suo dire. 335. Introduction a F. Des moyens de gouvernement et d’opposition dans l’état actuel de la France. a differenza di Constant..33 Due anni più tardi.

Levy. 95-140. Hachette. Sul rapporto tra Constant e Guizot le posizioni sono divergenti. nel 1858 Guizot scriverà: sono stato allo stesso tempo liberale e antirivoluzionario. 127-201. pp. ma per fecondarla di nuovo.38 Uscire definitivamente dalla Rivoluzione significò per i dottrinari intraprendere una revisione generale e profonda delle tradizionali categorie con le quali veniva pensato il concetto di sovranità. a cura di S. rintracciabili già nel XVIII secolo. F. F.40 espressione del ceto medio e definita da Guizot come «nuova Francia». Guizot. vol. Des moyens de gouvernement et d’opposition dans l’état actuel de la France. sua prima moglie. 41. essi giunsero al recupero e alla rielaborazione della nozione di «sovranità della ragione»39 proprio a partire dalla critica sia dell’assolutismo monarchico che della democrazia fondata sulla «tirannia del numero». Cenni su democrazia. Ladvocat. evidenzia invece un’affinità d’impostazione tra Guizot e Burke (Costa. e animato. pp. p. Paris 1821.37 Guardando indietro alla sua vita. p. Liberalism under siege. in Studi politici in onore di Luigi Firpo. Ancillon (1816). In quest’ultimo libello. I. 247 e nota). la Rivoluzione. F. Prospettive del dibattito su “aristocrazia” e “democrazia” nella restaurazione francese. quella dei cittadini «capaci». Cfr. Franco Angeli. Paris 1884. 137-154. Milano 1990. pp. p. devoto ai principi fondamentali della nuova società francese. Ėlite et libéralisme. Rota Ghibaudi. III. Punto nodale di questo sforzo teorico è il riconoscimento di una nuova aristocrazia politica. Guizot. Sulle origini di questo concetto. 128. in Studi politici in onore di Luigi Firpo. Come è noto. 111-136. che si inserisce della società nell’ordine politico». Le moment Guizot. p. rappresentanza e “partito di governo” nel pensiero giovanile di Guizot: le note alla traduzione di “Über Souveränität und Staatsverfassung” di F. Civitas. non per raccogliere ciò che ancora ne resta». Lettres de M. cfr. 40. ma l’accettazione di questo come necessaria premessa del suo superamento. In una lettera del 1821 a Pauline de Meulan. per la vecchia Francia. 39. 315. 38. contro il privilegio 55 Tale prospettiva non implicava il ricorso alla cesura con il passato. 35. Ferrari. le loro idee. tutto ciò ha fatto il suo corso e ha prodotto il suo risultato. M. Guizot definisce Constant «il più lungimirante (clairvoyant) e il più impotente tra gli uomini».Contro l’uguaglianza. Cella Ristaino. La strategia del juste milieu è ben riconoscibile già negli scritti del 1816: la prefazione e le Notes alla traduzione francese dell’ Über Souveränität di Johann Peter Friedrich Ancillon. 37. III. Craiutu. vol. 357: «Il Settecento. P. Mémoires pour servir à l’histoire de mon temps. da un rispetto affettuoso. Noi dobbiamo riceverne l’eredità. .41 e il già citato Du gouvernement représentatif et de l’état actuel de la France. pp. ma soprattutto Leboyer. vol. la loro prassi. Guizot a sa famille et a ses amis. Paris 1858. Rosanvallon. Barcia. p.

la brochure di Guizot fu definita «ultra-ministérielle».43 Nelle note critiche al lavoro di Ancillon. Guizot. Da questa dottrina si è concluso che il potere elettivo sia l’unico potere legittimo. A questi contributi. Baker. Comte et Dunoyer. p. che i suoi rappresentanti rappresentino necessariamente le sue opinioni e i suoi interessi. Paris 1816. Ad animare la polemica fu soprattutto la pubblicazione de La Monarchie selon la Charte di Chateaubriand (1815) e Du Ministère dans le gouvernement représentatif del barone di Vitrolles (1815). Poco a poco la sovranità del popolo è passata tutta intera nella classe dei mandatari del popolo e la Francia si è trovata sottoposta alla più spaventosa tirannia di cui la storia offra l’esempio». 411-431. sono gli interessi dell’orgoglio che ferisce l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge […] insomma. in La rappresentanza tra due rivoluzioni (1789-1848). 43. Fu per Gui42. durante la durata del mandato. a cura di C. tutti quegli interessi che si riconducono alla memoria dei privilegi». pp. Carini. 376. a cura di K. che a suo dire. Au bureau du Censeur. 3. 3. p. 44. Contro il privilegio. durante la Rivoluzione. pp. Pergamon Press. rivolgeremo ora la nostra attenzione. . t. I. e di conseguenza le sue volontà. F. 175-218. in The French Revolution and the creation of modern political culture.44 È però solo con le opere più “mature” del 1820-1821 che Guizot si consacra definitivamente come teorico e pubblicista di razza. avrebbe generato in Francia «la tirannia più spaventosa di cui la storia offre esempio». P. Ancillon. Oxford 1989. Du gouvernement représentatif. tutte le qualità del mandante. Lenormand. Ferrari. Cfr. Centro Editoriale Toscano. il mandato illimitato. Ci limiteremo a dire che essa è stata durante la nostra rivoluzione la base fondamentale a cui sono state costrette ad adattarsi tutte le idee. il mandatario riunisca nella sua persona tutti i poteri. essai destiné à la rectification de quelques principes politiques. contro l’uguaglianza L’assassinio del duca di Berry nel febbraio 1820 provocò la caduta del governo Decazes e del sogno di una “Restaurazione liberale”. che. pp. M. Les Doctrinaires et la question du gouvernement représentatif. De la souveraineté et des formes de gouvernement. Per la decisa rivendicazione dei poteri del governo sulle Camere. invece. Le Censeur Européen. ecc.56 Alberto Clerici all’interno del dibattito sul governo rappresentativo generato dalla Charte del 1814. in F. prende di mira la «chimera» della sovranità popolare e il suo pernicioso corollario. scagliandosi contro la nozione di privilegio. Guizot. pertanto. 69: «Noi vediamo in Francia una sola categoria di interessi morali che possa volere una rivoluzione.M.42 Guizot difende il principio dell’uguaglianza giuridica (non sociale o economica). vol. tutte le espressioni e tutte le istituzioni politiche. che esso possa conferire un mandato illimitato così come dei mandati speciali. Note I. Firenze 2000. 129-130: «Non è questo il luogo in cui esaminare e combattere la dottrina della sovranità del popolo […]. Paris 1817. Dibattiti sui “partis” e dinamiche della rappresentanza all’epoca della “Chambre Introuvable” (1815-1816). che il popolo investa della sua sovranità i funzionari che elegge. Rosanvallon. par MM.

Contro l’uguaglianza. attestato dalle quattro edizioni avutesi in soli due mesi. nunzio pontificio a Parigi.48 Alla terza tiratura Guizot aggiunse una fondamentale premessa per replicare ad alcuni critici nel frattempo scesi in campo. finirono isolati e vennero allontanati dalle posizioni di governo che ricoprivano. contro il privilegio 57 zot la prima vera sconfitta politica. Il Du gouvernement de la France è un focoso attacco al tentativo della destra conservatrice di reintrodurre in Francia l’ancien régime. e Constant. Fioravanti. pp. Fu in ogni caso un grande successo editoriale. Guizot diede alle stampe alcuni solidi e violenti pamphlets. a giudicare dalle riserve espresse dalla curia romana nei confronti dei corsi di Guizot e Cousin. fasc. Barante. contenente il resoconto di un incontro avvenuto nel 1828 tra re Carlo X e l’arcivescovo di Genova Lambruschini.46 Fu così che Guizot tornò all’insegnamento universitario (iniziato nel 1812 e abbandonato nel 1814) e. che lo gettò per un istante in uno stato di profondo sconforto. e Guizot le mostrò a Royer-Collard. 46. più 2. pos. tuttavia le sue lezioni sulla storia del governo rappresentativo in Europa sono invece la manifestazione di un altro modo di incidere sulla società. L’asse politico si spostò verso la destra ultrarealista. Tutti loro. fors’anche più fertile rispetto alla partecipazione alle cariche governative. cui la propaganda ultras rispose ben presto e con altrettanto vigore. Un giurista romano a Parigi.45 I doctrinaires. Per un totale di 7. a cura di M.47 Ma sopratutto. 249. La polémique royaliste. 47. tra il 1820 e il 1821. in La giustizia dello Stato pontificio in età moderna. de Broglie. testimonia45. M. e certamente altrettanto “sgradito”. 48. attaccati da quest’ultima ma anche da sinistra.000 di Supplément. 357). ed ebbe un immediato riscontro. sebbene egli avesse confessato di non volere più occuparsi di politica attiva e militante. Riguardo allo stile. Di Simone. L’Histoire à rebrousse-poil. pp. AES. 60-63. Guizot era membro del Consiglio di Stato. 223-237. dalle file dell’opposizione. Conviene ricordare che egli era ancora troppo giovane per sedere in parlamento (fu eletto per la prima volta nel collegio normanno del Calvados nel 1830). Bartolomeo Lasagni dalla Roma napoleonica alla Francia della Restaurazione. 75. In quel momento. nonostante il titolo anodino. Cfr. segnala un documento depositato presso l’Archivio Segreto Vaticano (ASV. Il 12 settembre 1820 le trecento pagine manoscritte del Du gouvernement de la France depuis la Restauration et du ministère actuel erano pronte. p. nei Mémoires Guizot ammetterà di essere stato dominato dall’impulso e dalla rabbia dell’oppositore. L’opera apparve in ottobre. . nel quale il prelato avrebbe manifestato al monarca forti preoccupazioni per i contenuti delle lezioni di Cousin e Guizot. Viella. Tort.000 copie. in piena campagna elettorale. Roma 2011.R. Waresquiel. Francia. ne riconobbero la durezza e la profondità.

87. Pozzi. La nostra storia è la storia di questa lotta». Guizot. per la quale il testo avrebbe contenuto persino «alcune concessioni alla sinistra». la contrapposizione è tra ceto medio e aristocrazia d’antico regime.51 con registro metaforico52 Guizot vuole evidenziare l’esistenza di “due France”. 22: «La questione si pone tra l’uguaglianza e il privilegio. una nouvelle e una ancienne. 51. Guizot. e dunque sul privilegio. Guizot. Introduzione a Guizot. de Broglie. è riuscito a tornare vincitore. p. Dal punto di vista concettuale. e ogni volta che i principi della libertà si realizzano all’interno di leggi regolari. G. dal punto di vista sociale.50 Riprendendo l’antica polemica storiografica settecentesca sull’incontro-scontro tra Franchi e Galli.54 Il linguaggio di questo testo. 54. la controrivoluzione raddoppia la sua inquietudine e i suoi sforzi per impedire che l’ordine nuovo eriga un edificio solido sulle rovine. p.49 Guizot presenta la Rivoluzione. il conflitto di cui parla Guizot si traduce nella inconciliabilità tra uguaglianza e privilegio.55 Nella premessa alla terza edizione del Du gouvernement de la France. delle quali una riposa sul principio della classificazione degli uomini secondo i loro ranghi. appare assai lontano dal conservatorismo degli ultimi anni. 25. invece. p. l’altra su quello dell’uguaglianza tra gli uomini che possiedono una determinata capacità.53 Sullo sfondo. 1: «La rivoluzione è stata una guerra. Da tredici secoli in Francia ve ne sono due. 50. Du gouvernement de la France. . Perrin. 53. 80-81. e di nuovo si sarebbe installato nel cuore del paese. Storia della Civiltà in Francia. sia da uno scritto di Chateaubriand apparso su «Le Conservateur» nel 1819. Ibidem. 52. da vinto dopo l’Ottantanove. pp. La polemica era stata riaperta sia dal De la Monarchie française di Montlosier (1814). e dunque sul diritto». Ibidem. come una lotta fra «due popoli». citato dallo stesso Guizot nell’Avant-propos alla terza edizione del Du gouvernement de la France. unica garanzia di durata. 55. e in generale tutta la storia di Francia dal medioevo in poi. una vera guerra […] tra due popoli stranieri. definite ora il «popolo della Charte» e il «popolo del privilegio».58 Alberto Clerici to anche dalla duchessa de Broglie. Du gouvernement de la France. un popolo vincitore e un popolo vinto. ma rielaborandola fino ad anticipare la “lotta di classe” marxista. p. scritto da un Guizot poco più che trentenne. ad esempio quando con parole chiare e fiducia nel progresso condanna i controrivoluzionari: Tutte le volte che le idee nuove cercano un sostegno nella morale. 171. l’eterna battaglia tra «due teorie dell’organizzazione sociale. Quest’ultimo. p. pur arrivando a definire la Rivoluzione come lotta «terribile ma legittima» 49. la classe media e l’antica aristocrazia». Paris 2002.

Delle due usurpazioni. Du gouvernement de la France depuis la Restauration et du ministère actuel. di un “senso comune” negli eventi. Id.Contro l’uguaglianza. Io credo alla sovranità della ragione. nessuna assemblea di uomini le possiede e non può possederle senza difetti e senza limiti […]. Guizot. ha fondato ugualmente la tirannide. 18: «quella del sistema rappresentativo come centro e come fine . 201. ha fondato la tirannide. Il giudizio è ripetuto in Id. Quando un uomo ha preteso essere l’immagine di Dio sulla terra e ha reclamato a tale titolo l’obbedienza passiva. della giustizia. e ha proclamato l’onnipotenza del numero. Histoire des origines du gouvernement représentatif. 126: «Non c’è dunque nessun governo in cui il sistema rappresentativo non sia stato introdotto dalla forza stessa delle cose. I.58 Nella citata premessa alla terza edizione Guizot sviluppa poi alcune belle considerazioni sulle vicende umane e sulla storia come frutto delle azioni dell’uomo. Guizot. sia nella natura dell’individuo. spesso nascosta sotto l’apparente e talvolta sconfortante complessità del tutto. Supplément. pp.. 60. quasi una vera e propria “filosofia della storia” di matrice romantica. Ladvocat.57 Il punto di partenza lo aveva espresso all’inizio del settimo capitolo.60 56. 26-28.. Sovranità e governo limitato. Ėlite et libéralisme. né alla sovranità popolare […]. F. la verità. quale tappa inevitabile del processo di civilizzazione europeo. del diritto […] poiché la ragione. per lui. Avant propos de la troisième édition. pp. una qualche unità. p. la seconda la più brutale. egli crede di poter trovare. Du gouvernement de la France. e questo sistema esiste e si applica da quando esiste la società». una certa direzione precisa. Guizot. non sono mai complete e infallibili. 145-153. A dire il vero. Quando un popolo si è contato per testa. Note I. intitolato «de la legitimité»: Io non credo né al diritto divino. in effetti. par F. pp. t. contro il privilegio 59 del diritto contro il privilegio. Leboyer. che porta all’affermazione – lenta e difficile – del governo rappresentativo. un significato profondo. 59.59 Citando Montaigne. p. Si può parlare.56 Guizot non si lascia però suggestionare dal fascino della sovranità popolare. la prima è la più insolente. Ogni avvenimento ha dunque. 23-26. a tal proposito. p. 58.. 98-104. Per un’efficace sintesi degli argomenti sia contro l’aristocrazia del privilegio che contro la sovranità del numero cfr. che in ogni evento del passato. Supplément aux deux premières éditions. 57. Id. Griffo. Nessun uomo. che va ricercato attentamente dallo storico. in tutte le opere del 1820-21 la critica alla “tirannia del numero” è ben più sviluppata e condotta con assai più argomenti rispetto a quella della monarchia d’antico regime. la giustizia. Paris 1820. pp.

almeno in questo scritto. ma una scelta naturale ed obbligata». e tutto il potere dell’uomo sull’uomo e dell’uomo sulla natura deriva originariamente da «una superiorità naturale». Esistono alcuni diritti. tutti li possiedono in nome della comune appartenenza al genere umano. nella convinzione che anche le capacità vadano costantemente verificate data la possibilità di migliorarle o di perderle. disinteressandosi al problema dell’acquisizione e del perfezionamento di tali capacità attraverso l’educazione e i contesti culturali. come estensione illegittima di una superiorità originaria legittima. non si diventa. Le moment Guizot. 61.62 La possibilità di contribuire alla vita politica e più in generale «la capacità di influire nella società» non sono diritti di tutti. che cita il «grand discours» del 5 maggio 1837. Nessun uomo di buon senso. sia dello stesso tipo che di tipo diverso. Da qui è nato il privilegio. 62. quelli che riguardano la sfera della coscienza e i diritti civili. Ma ci sono anche dei «diritti disuguali». ma sono inerenti ai meriti e alle «caratteristiche naturali (influences della storia delle istituzioni politiche europee. Ma importanti “correttivi” sono già presenti. pp. Nella parte centrale e finale della premessa.61 Ma questo di tipo di disuguaglianza. che sono uguali per tutti.60 Alberto Clerici Anima di questo nuovo tipo di organizzazione del potere e della società è la borghesia. ha una tendenza che giusta non è. Supplément. . non solo in relazione alle caratteristiche fisiche. pare essere convinto che “cittadini capaci” si nasce. In altri termini egli. non è dunque. Rosanvallon. Guizot. contro quella antica del privilegio. Guizot. una scelta arbitraria. ma anche in ragione dei talenti e delle intelligenze. Signori. 134. nel Des moyens de gouvernement et d’opposition dans l’état actuel de la France. e di opporsi al libero sviluppo delle disuguaglianze originarie. spiega Guizot. che Guizot promuove al rango di “nuova aristocrazia” del merito. la natura non ha distribuito i suoi frutti in maniera uguale. Guizot afferma infatti che sempre. in sé giusta. è accaduto che i possessori di una forza fisica o intellettuale superiore. 32-33. prima o poi abbiano cercato di impedire che altri potessero acquisire una maggiore superiorità naturale su di loro. egli si sofferma sul modo di concepire tale nuova classe politica. nella storia. al fine di impedire la naturale dinamica delle capacità e dei talenti. e anzi è nefasta. 36-37. p. nega il fatto che tra gli individui vi siano differenze fisiche e di capacità intellettuali. Supplément. pp. la sua visione si farà più aperta e dinamica. Qui Guizot sembrerebbe attribuire le disuguaglianze intellettuali esclusivamente alla “natura”. partendo dalla constatazione quasi “aristotelica” dell’esistenza di una gerarchia naturale tra gli uomini. Con gli anni. come vedremo. e quello di partecipare alle elezioni e alle cariche governative è esattamente di questo tipo. Cfr.

come afferma Waresquiel. tra l’altro. sulla pubblicità. è sempre ben disposto a rivoltarsi contro il governo. Des moyens de gouvernement et d’opposition dans l’état actuel de la France. sul pluralismo. concordano. dicono e mi fanno dire che la cosa avrà un grande. fondato sulle garanzie costituzionali. L’Histoire à rebrousse-poil.65 Tuttavia. Se quel 63. 65. insomma. che vede la luce a Parigi nell’ottobre del 1821. che la utilizza per parlare di Saint-Simon. ha bisogno di ricevere il segnale dal ceto medio (classe moyenne). Thiers. sull’opinione pubblica. Gerarchie senza privilegi. soggetta ad un continuo ricambio grazie alla tutela e alla promozione dei meccanismi di produzione dell’opinione pubblica. 237-249. 135. pp.Contro l’uguaglianza. 15-16: «Il popolo. Rosanvallon. 64. nella Francia della Restaurazione «il principio della disuguaglianza politica è ammesso dalla maggior parte di coloro che ne discutono pubblicamente». a cura di A. Alimento. C. Olschki.64 così come scontata è una differenza di “capacità politica” tra borghesia e popolo. Guizot. pp. di modo che la sorte di tutti i governi è in questa classe. 69. Ladvocat. Cassina. . Riflessioni intorno alla dottrina sansimoniana. in caso di successo. Ma. A. per osare tanto. p. per il suo ardore naturale. Cfr. Paris 1831. Per un giudizio analogo cfr. Mesnier. vale a dire nell’opinione». grandissimo impatto. Si tratta. anche per i doctrinaires. in Il pensiero gerarchico in Europa (XVIII-XIX secolo). 67. i dottrinari non concepiscono la “nuova aristocrazia” come classe chiusa. dove si evince che nella proposta politica di Guizot la nuova aristocrazia non è statica. Ladvocat e il suo mondo letterario sembrano aver perso la testa. L’espressione è di Cristina Cassina. Le moment Guizot. Waresquiel. pp. 66.63 Ora. ma è invece dinamica. 96-97. Cassina. ma al contrario puntano decisamente alla creazione di un «libero mercato delle capacità». mi sembra. Leboyer. Ėlite et libéralisme. F. non si perpetua per cooptazione come una corporazione medievale. ma che può essere utilmente sfruttata. il desiderio di allontanarsi dalla politica militante per tornare a quegli studi ai quali «da tempo» cercava di occuparsi (un riferimento al manoscritto Philosophie politique e/o alla contemporanea ideazione del corso sulla storia del governo rappresentativo): Ti confesserò che da tre giorni ho una sincera fiducia nel successo del mio lavoro. p. contro il privilegio 61 naturelles)». Firenze 2002.67 In una bella lettera a Pauline de Meulan l’autore ci rende partecipi del suo stato d’animo alla vigilia della messa in stampa del testo manifestando. per una volta. Paris 1821. Su questo anche Guizot e Thiers. C.66 A questi temi Guizot dedica ampio spazio nel Des moyens de gouvernement et d’opposition dans l’état actuel de la France. La Monarchie de 1830. di individuare e dare legittimità alle «gerarchie senza privilegi».

generando un «rispetto scandaloso per il numero». È a questo che mi rivolgo ormai da molto tempo. Guizot ripete che quest’ultima. Lefort. deve essere approvato da tutti». spero. Bonald e Lamennais (chiamati in causa espressamene nel testo). Ėlite et libéralisme. dirò certamente addio a questo genere di politica. Se riesce. idolatrando il principio «ciò che riguarda tutti. Introduction. 24 69. ai miei occhi.71 Tuttavia. de Broglie. 83. Il governo non fece mancare la sua vendetta: nell’ottobre 1822 il Consiglio regio decise la sospensione dei corsi universitari di Guizot e Cousin.000 esemplari in due edizioni. mentre Montlosier riempiva di dense annotazioni critiche l’esemplare nelle proprie mani. e anche Leboyer. p. p. governo fortemente limitato. per ora preme evidenziare come il Des moyens de gouvernement et d’opposition costituisca un vero e proprio «manifesto politico» – l’espressione è di Claude Lefort70 – che fa di Guizot al tempo stesso un leader di partito e un pensatore raffinato. Mi occuperò di un’altra politica. 71. Ci credo. le quali in ogni caso devono chinare il capo 68. . rifiuto di ogni aristocrazia. p. in secondo luogo perché è pericoloso bussare sempre alla stessa porta. e ne sono ben felice. 74. addirittura tre consecutive sul giornale monarchico «Le Drapeau blanc» e cinque sul «Moniteur».62 Alberto Clerici pubblico la pensa così. tende all’appiattimento delle superiorità naturali e. 13. attraverso il mio nome. 357. 70.68 E il successo venne: dell’opera furono tirati 6. Sulla ricezione del pamphlet cfr. Tort. Guizot a sa famille et a ses amis. nega in realtà il ruolo delle minoranze. alla forza della verità. p. non mancavano: nel Des moyens de gouvernement et d’opposition il nemico è infatti. l’antico regime incarnato dagli ultras ora al governo e dagli scrittori reazionari come Montlosier. innanzitutto perché non avrei più niente di rilevante da dire. con autorità. L’onore più bello che posso ottenere.69 Su tali critiche torneremo a breve. quasi sempre ostili. Guizot. e me ne occuperò. seguite da numerose recensioni. Guizot. I motivi. p. Des moyens de gouvernement et d’opposition. non mi preoccupo certo del nostro pubblico. 134. p. nel suo procedere alla piena affermazione della «nouvelle France» contro l’antica nobiltà feudale. che rivelano in forma più o meno nitida la concezione dottrinaria dell’uguaglianza e della sovranità popolare. La polémique royaliste. a ben vedere. riassunto in tre elementi: sovranità del popolo. Lettres de M. Guizot si ritrova a dover “fare i conti” con quello che lui chiama il «credo popolare». Alla polemica contro questi concetti sono dedicate le pagine più profonde dello scritto guizottiano. almeno finché durerà l’attuale situazione. dunque. ancora una volta. sarà quello di contribuire in qualche modo.

164. la giustizia e il bene comune». e non sarà rivolta contro ogni tipo di disuguaglianza. ma solo «in conformità con la ragione. tipica dei momenti rivoluzionari allorquando. Ibidem. Diciamo subito che l’unica uguaglianza accettata ed anzi ritenuta essenziale al governo rappresentativo è. è il vero. troverebbe la sua legittimazione o in una mera imposizione della volontà. e l’unica sovranità legittima è quella che «riconoscerà di non esercitarsi se non secondo la verità. Guizot esplicita la sua posizione: Fintanto che nessuna causa esterna e violenta interviene a deviare il corso spontaneo delle cose. È là l’origine del potere. dunque. p. il potere accompagna e rivela la superiorità. In una serie di passaggi dal significativo sapore naturalistico-aristotelico. e i vantaggi che hanno ottenuto permettono ai loro animi di placarsi. come abbiamo visto. 73. di rendersi superiori le une alle altre. Ma poi. quella dell’uguaglianza “assoluta”. i suoi partigiani capiscono che stanno cercando una chimera. Fra eguali il potere non sarebbe mai nato. 143.75 72. ma solo contro quelle artificiali. 75. però. creando uno scenario desolante e drammatico. La superiorità sentita e accettata è il legame primitivo e legittimo delle società umane. Facendosi riconoscere. è il coraggioso che comanda. occorre rendersi conto che i rapporti umani sono fatalmente rapporti tra persone disuguali.Contro l’uguaglianza. forse ancor più radicale. e a condizione di convincere l’opinione pubblica». deborda come un fiume in piena. Tra gli uomini lasciati a se stessi e alle leggi della loro natura. Ibidem. Passione dunque transitoria. animate dal «bisogno di elevarsi». oppure in una presunta infallibilità.73 Ma dietro alla critica della sovranità popolare risiede quella. Va osservato poi che il desiderio di uguaglianza fa parte in un certo senso delle aspirazioni legittime dell’uomo. l’abile che governa. Ibidem. mentre secondo Guizot. 147.74 Al di là di questo. p. anche «le superiorità più belle e più legittime». non esiste potere giusto in sé e per sé. è allo stesso tempo il fatto e il diritto. essa si fa obbedire. spiega Guizot. e allora l’idea di uguaglianza «si presenterà davanti a loro in una forma più calma e più pura». 74. p. quando serve (come è servito in Francia) a spazzare via i privilegi. per Guizot. alla nozione di uguaglianza. col tempo. contro il privilegio 63 di fronte alla decisione maggioritaria. pp. il solo contratto sociale. Ibidem. non ve n’è altra. quella di fronte alla legge.72 La democrazia. . 156-160. spazzando via tutto ciò che la ostacola.

-V. obbligandole a non gestirlo se non pubblicamente e mediante percorsi accessibili a tutti.78 4. Ibidem. 165-166. né aiuto che lo fermi in una situazione di superiorità. 77. non è tanto la loro qualità. fondato sulla responsabilità individuale. pp. di mettere in luce le superiorità di ogni genere che essa contiene.77 che sia pubblica e trasparente e possa far emergere la migliore classe politica portandola al potere. Guizot. né la celebrità dei loro autori. 110. . le elezioni.-E. In effetti. la giuria popolare). Si giunge così a teorizzare un «libero mercato delle capacità». pp. il movimento di ascensione o di decadenza degli individui. Des moyens de gouvernement et d’opposition. con le sue sole capacità. le elezioni. Guizot sur ses moyens de gouvernement. ascendente e discendente. de Tabarié]. se non la sa mantenere». è proprio questa la critica principale che Guizot muove alle aristocrazie d’antico regime. alle loro proprie forze. ed eventualmente revocare tale potere se essa non ne è più degna: le Camere. quanto piuttosto la presa d’atto di una sorta di “incomunicabilità” tra 76. la giuria popolare […] hanno per obiettivo e come risultato quello di scavare senza sosta nella società. di portarle al potere e. a pena di perderlo. e non incontrare nelle istituzioni né ostacolo che gli impedisca di elevarsi.-M. la libertà di stampa. [M. delle risposte polemiche ai due libelli guizottiani del 1820-21. Paris 1822. nell’ordine sociale. un continuo movimento sociale. précédé d’une discussion sur l’égalité et sur la souveraineté du peuple. di obbligarle a meritarlo. diventare tutto ciò che può. p. le discussioni pubbliche. e qui risiede anche. se ne è capace. 156-157: «Nessun artificio deve disturbare. dopo avercele condotte.64 Alberto Clerici Riconoscere l’esistenza ab origine dei rapporti di comando e obbedienza non significa tuttavia cristallizzarli e sottrarli ad una loro vita evolutiva. le preminenze sociali non devono ricevere dalla legge alcun appoggio fittizio. allo scopo di stimolare una circolazione senza sosta tra società e governo (un denigratore lo definirà «areopago permanente»). il contributo più originale alla revisione dottrinaria della categoria di sovranità popolare. occorre che ciascuno possa.76 non indirizzato ma garantito dallo Stato attraverso gli strumenti del governo rappresentativo (le Camere. la libertà di stampa. Le critiche Ciò che più interessa. et réponse a M. L’Anti-doctrinaire. Trouvé. Le superiorità naturali. 78. le discussioni pubbliche. a mio avviso. I cittadini devono essere lasciati ai loro propri meriti.

81. in ogni società. e certo non di grande novità. al fine. lievemente modificato. Jay et Guizot. per il quale lo scontro atavico sarebbe tra chi ha e chi non ha. 24-25. Paris 1821. IV. Saggi di storia della storiografia. che non ha impedito tuttavia.80 Il giudizio è ripetuto.81 Più ironico il commento del Drapeau blanc: «di Galli e di Franchi ne restano talmente pochi che […] nessun Gallo ha risposto al suo appello. in «Le Défenseur». ou MM B. 150-154. ma per sottolinearne le differenze a seconda dei momenti storici. rileva come l’idea dell’esistenza. de F. et du ministère actuel”. 79. indicazione non solo simbolica di un “passaggio di consegne” tra un discorso politico “antico” e uno “nuovo”. Il tratto che accomuna queste critiche. nel Du système des doctrinaires (1821) di Jean Cohen. Tra storia e politica. 9 (17 mars 1821). di dare forza storica e morale all’ascesa del Terzo Stato e della borghesia. Guizot intitulé “Du gouvernement de la France depuis la Restauration. 82. ou Observations sur un écrit de M. di uno scontro perenne tra vincitori e vinti sia un’osservazione a dir poco banale. nominato censore alle pubblicazioni straniere nel 1811. . e i Franchi son rimasti tranquillamente nei loro castelli». ovviamente. Cfr. Ciò non solo per un’eventuale lettura semplicistica e affrettata dei testi. è il non aver capito il significato metaforico di Guizot82 il quale. La scure dei royalistes sembra essersi abbattuta su alcuni punti ben precisi. p. Pozzi. Morano. mettendo sotto lo stesso berretto (frigio) Constant e Guizot. Ponthieu. né per la presunta oscurità di linguaggio di Guizot. par M**. Guizot. Trois têtes dans un bonnet. non la continuità assoluta. [Anonimo]. L’autore di Trois têtes dans un bonnet. [J. il Franco e il Gallo. di percepire alcuni “punti deboli” e qualche contraddizione all’interno dell’edificio teorico eretto da Guizot. parlava sì di lotta tra classi. Paris 1820. certamente. nel 1824. pp. bibliotecario alla Sainte-Geneviève. ma nei termini voluti da Guizot si tratterebbe solamente di «un fantasma partorito dal suo cervello». che ha spinto un recensore su «Le Défenseur» a coniare l’aggettivo Guizotique.79 Qualcosa di più profondo sembra essersi prodotto. pp. Napoli 1996. R. Constant. Des conspirations et de la justice politique. contro il privilegio 65 i contendenti derivata da un’apparente incapacità della letteratura ultras di comprendere fino in fondo la concezione dottrinaria dell’uguaglianza. posizione che mantenne sotto la Restaurazione fino a divenire. a cominciare dalla famigerata lotta tra i “due popoli”. Tort. Egron. p. 80. La polémique royaliste. 76. Jean Cohen (1781-1848) era un ebreo olandese emigrato a Parigi sotto l’Impero.Contro l’uguaglianza. Cohen]. Du système des doctrinaires. ai critici. 381.

13. mal interpretando. almeno apparente. è la filiazione diretta di Guizot dalle frange più radicali della Rivoluzione francese. pp. de la terreur. a cura di P. Journal de l’anarchie. e con forza. 36.B.L. Paris 1821. vi era un’identificazione quasi inevitabile tra borghesia e giacobinismo. Ad esempio il conte di Montlosier. Delaunay. Paris 1821. o quando Tabarié scrive che «la parola uguaglianza (égalité) andrebbe bandita dal codice della società così come è di fatto bandita dal codice della natura». 3. 19. Doctrine des doctrinaires. Lenormant. p. sono solo dei «sofisti pedanti» che «hanno preteso di trovare il segreto del diciannovesimo secolo» terminando la loro parabola in maniera ridicola. p. perfezionata in aristocrazia borghese dal signor de Barante. 1483-1484.66 Alberto Clerici Altra opinione inesatta. 86.87 stanno condividendo la medesima 83. amanti «della più disgustosa delle democrazie».. 85. Montlosier. Gide. De la restauration. si sfogava in questi termini: ecco qua la democrazia borghese del signor Royer-Collard. aggiunge l’autore di Les fausses positions (1821). [Anonimo]. Abbiamo visto come tale ipotesi venisse più volte rigettata da Guizot. 84. . Grandin. sembrerebbe riguardare la nozione di uguaglianza tra esseri umani. illustrata attraverso il governo borghese dal signor Guizot. pp. 37. lettre à un homme d’Ėtat.84 mentre il Journal de l’anarchie di Lespinasse etichetta i dottrinari come «livellatori». infatti. de Lespinasse de Langeac].83 Ancor più chiaramente. che pure sprovveduto non era. molti detrattori non esitano ad attribuirgli ideali egalitaristici. F. [E. i suoi attacchi alla nobiltà d’antico regime. Eppure.-D. Agli occhi di costoro. ma condivisa dalla letteratura ultras. Mi sembra d’essere tornato d’un colpo al 1792 e 1793. du despotisme. Guizot intitulé: “Du gouvernement de la France et du ministère actuel”. Quando Jean Cohen afferma che «nessuno Stato può esistere senza disuguaglianze nelle ricchezze e nelle posizioni sociali (rangs)». Il loro errore? Quello di voler governare facendo a meno dei royalistes. XXI. [Anonimo]. F. p. considérée comme le terme et non le triomphe de la révolution.85 Costoro.86 Un ulteriore fraintendimento. a prima vista. en réponse à l’ouvrage de M. e «chi non vuole i royalistes. De la Monarchie française au 1er mars 1822. è del partito della rivoluzione». L’Anti-doctrinaire. Les fausses positions. considerée comme le terme et non le triomphe de la révolution (1820) giudica Guizot un «imprudente innovatore» dalle «passioni sovversive». Paris 1820. 87. et de l’abus des doctrines politiques. Paris 1822. l’anonimo artefice del De la restauration.

13. contro il privilegio 67 opinione di Guizot. essi non vogliono. 90. sulla Carta del 1814. pp. come il semplice risultato dei rapporti di forza all’interno della società. 21. Paris 1821.92 In altre pagine egli riesce a far vacillare la convinzione di Guizot che la Rivoluzione francese fosse stata guidata dalla morale e dal progresso. 104-113. p. per il quale la Carta mirerebbe alla salvaguardia di quei privilegi «che non sono contrari ai diritti dei cittadini. chiedendosi se essa non andasse invece considerata. F.90 mentre altrove si legge che la lotta costante e inevitabile tra «le superiorità e le inferiorità» è «la sola cosa vera in tutta la politica dei dottrinari». con la differenza che essi sembrano incapaci di afferrare le oramai evidenti trasformazioni del costituzionalismo. qualche elemento critico sembra penetrare più a fondo. 34. 89.93 Proliferano.91 Questi ultimi. 91. i gusti son gusti […] In ogni caso. le accuse di cinismo e di opportunismo. andando a colpire sia l’intelaiatura teorica che la traduzione diremmo “pratica” della prospettiva di Guizot e compagni. 93.-D. 20. come invece i giacobini. emerge a volte una reale comprensione delle loro posizioni: l’Anti-doctrinarie riconosce che «occorre rendere giustizia al signor Guizot: egli non crede al Vangelo rivoluzionario». Non considerando (o fingendo di non considerare) tutti i primi articoli del documento. non crediate che egli si faccia illusioni sui suoi risultati e 88. .Contro l’uguaglianza. 92. Montlosier. De la Monarchie française au 1er janvier 1821. e nemmeno l’uguaglianza». p. Du système des doctrinaires. p. Guizot ama la Rivoluzione. sono «dei rivoluzionari attaccati al principio di legittimità. Ascoltiamo «La Foudre»: «M. al pari di tutte le altre rivoluzioni. Anzitutto. per Montlosier. al di là dei percepibili limiti di tali testi. largamente diffuso tra gli ultras. tra la facile ironia e il commento sprezzante. 36. 47. inoltre. se non una raccolta di privilegi?». Ibidem. Gide. né i diritti dell’uomo né la sovranità popolare. dal medioevo all’età post-rivoluzionaria. De la restauration. ma anzi il loro giusto ritorno. 27. Cohen conclude: «che cosa è una Charte.89 A ben vedere. Più volte infatti essi ripetono che questa non sancirebbe affatto la scomparsa dei privilegi. pp. p. obiettivo costante quanto illusorio (chimérique) della rivoluzione». L’Anti-doctrinaire. Emblematico in tal senso il giudizio. De la restauration. ma al sistema dell’uguaglianza assoluta.88 Meno netto l’ autore del De la restauration.

il signor Guizot condivideva in Belgio il momentaneo esilio degli sconfitti: se i rivoluzionari del 20 marzo sono i Galli del signor Guizot. Il signor Guizot non si rendeva conto che un tale sistema. Guizot Des moyens de gouvernement et d’opposition dans l’état actuel de la France. Vale la pena menzionare almeno la critica all’idea di “nuova aristocrazia delle capacità” fondata sulla “sovranità della ragione” (pp. 97. mentre Parigi acclamava il ritorno di Bonaparte (1815). Relegare. perché appare impossibile determinare chi possa decidere delle capacità altrui. la visione dottrinaria presupporrebbe l’esistenza di qualcuno in grado di discernere in maniera giusta ed equa i talenti e i meriti di ciascuno. 43 (10 dicembre 1821). p. 95. è rappresentato dalle già menzionate Lettres de M. a detta di Laroche. ma a sua volta quel qualcuno dovrebbe spiegare da chi o da cosa ha ricevuto la facoltà di giudicare gli altri. p. come fa Guizot.95 Ancor più perfido il recensore della «Gazette de France» incaricato di commentare il Du gouvernement de la France depuis la Restauration. pp. Grégoire (1820) del liberale Benjamin Laroche (1797-1852).97 che racchiude al tempo stesso una critica indovinata e una profezia del futuro politico di Guizot.94 Inevitabile. la “sovranità della ragione” ad un piano trascendente. in «La Foudre». 94. 319 (14 novembre 1820). . De la restauration. mentre la rivoluzione trionfava al Campo di Maggio e nella Camera dei rappresentanti. dato che «ci son ben poche persone al mondo che non credano di essere uomini ragionevoli. Un caso a parte. 47. 131-147. poiché il mondo intero può credersi ragionevole» (pp. diviene quindi l’interpretazione del messaggio dei dottrinari come teoria volta alla mera sostituzione di un’ aristocrazia con un’altra: la loro. 16-24). Littérature. 22-23). 1276. «La Gazette de France». perché unico e al di fuori della struttura del presente lavoro (che prende in esame esclusivamente le reazioni della destra ultras). non l’attribuisce in realtà a nessuno. o meglio l’attribuisce a tutti. che attribuisce la sovranità ad un essere ideale. L’Anti-doctrinaire. che egli chiama ragione. ne è ben consapevole». e perché sia legittimato a farlo. Riferendosi sia alla questione dei “due popoli” che alla presenza di Guizot tra i membri della corte di Luigi XVIII in esilio a Gand. 96. e di possedere loro soli la ragione […]. hanno finito con l’opprimere i popoli […]. non risolve tale problema. e questo è impossibile senza ricorrere alla forza o alla frode. e con lui l’autore del De la restauration. p. scrive: questo scrittore [Guizot] ci dice ad ogni pagina: NOI abbiamo vinto e NOI vinceremo sempre i nemici della rivoluzione. che ci faceva lui tra i Franchi?96 Ma forse le considerazioni più interessanti sui limiti della riflessione dei dottrinari emergono dallo scritto di Tabarié. che contengono alcune penetranti osservazioni sul Du gouvernement de la France depuis la Restauration. Questa. È quanto sostiene Tabarié.68 Alberto Clerici sulla condizione in cui essa ha lasciato la Francia. Ora. non c’è mai stata penuria di tali persone ragionevoli che. In altri termini. risulta di fatto irrealizzabile. e forse anche facile. M. 318. dicendo che loro hanno ragione e i popoli hanno torto.

allorquando l’autore dell’Anti-doctrinaire sottolinea come non sempre la ricchezza sia sinonimo di merito. 104-105 (corsivi nell’originale). un giorno egli verserà lacrime di sangue sul successo delle sue lezioni. pp. soli elementi durevoli di prosperità sociale. la forza bruta delle masse confrontarsi quotidianamente con le nuove superiorità.98 Il testo contiene poi una riflessione quasi profetica sul destino di Guizot e sugli avvenimenti del 1848. pp. prima di morire. vedrà. e di tradursi in effettive modalità di espressione elettorale. ma che suscita indignazione allorquando la pace ha riportato l’ordine e la giustizia. con la quale vorrei chiudere questo mio contributo: Non ho il coraggio di seguire il signor Guizot nella sua difesa degli interessi nuovi. Amo credere che un giorno egli abbandonerà questo linguaggio da corsaro che può forse essere tollerato in uno stato di guerra. e cedere il passo a interessi più nuovi. L’Anti-doctrinaire. gli interessi nuovi diventati ben presto antichi. e porterà infine al loro tramonto politico Ma già nel 1822 sembra essere percepito. 51-54. proprio come i privilegi d’antico regime. l’ordine sociale venti volte messo in discussione. 99.99 98. i trionfatori d’oggi essere le vittime di domani. . Se le lezioni del signor Guizot potevano un tempo mettere radici nel cuore della gioventù. Ibidem. con il conseguente ripiegamento verso il criterio economico (cittadino capace è il proprietario). Questo nodo problematico dei dottrinari sarà particolarmente evidente durante la Monarchia di Luglio.Contro l’uguaglianza. essendo spesso non guadagnata ma ricevuta in eredità. contro il privilegio 69 La critica riguarda le serie difficoltà della “nuova aristocrazia delle capacità” di darsi una coerente definizione giuridica.

You're Reading a Free Preview

Download
scribd
/*********** DO NOT ALTER ANYTHING BELOW THIS LINE ! ************/ var s_code=s.t();if(s_code)document.write(s_code)//-->