Diritto fallimentare II

CAPITOLO 1: L’AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA COMUNE (D.Lgs. 270/1999) 1) Il quadro normativo Nel sistema delle procedure concorsuali, la gestione dell’insolvenza delle imprese di grandi dimensioni avviene con l’amministrazione straordinaria che si differenzia dal fallimento rispetto: 1. procedura  il ruolo centrale è svolto dall’autorità amministrativa mentre nel fallimento è svolto dall’autorità giudiziaria. La gestione della crisi è quindi sottratta all’autorità giudiziaria e ai creditori che non possono più scegliere i mezzi più idonei per risolvere la crisi. 2. obiettivo  è finalizzata alla conservazione dell’impresa e alla ricollocazione sul mercato delle sue parti vitali pertanto la massimizzazione della tutela dei creditori, che è la finalità del fallimento, degrada ad elemento secondario. La conservazione del complesso produttivo cerca di evitare un effetto domino (insolvenza a catena) per effetto del quale l’insolvenza della grande impresa provoca anche l’insolvenza delle piccole imprese ad essa collegate tuttavia interferendo nella legge di mercato, si realizza un turbamento dello stesso. Il primo intervento legislativo che ha affrontato il problema delle grandi imprese in crisi è stata la Legge Prodi (L. 95/1979) che tuttavia è stata molto criticata perché violava il principio della libera concorrenza non essendo ritenuta conforme ai principi comunitari sugli aiuti di stato pertanto ha sottoposto l’Italia a diverse sanzioni da parte dell’UE. L’attuale quadro normativo prevede: 1. amministrazione straordinaria comune (Legge Prodi bis D.Lgs. 270/99)  ha sostituito la Legge Prodi e la differenza più significativa riguarda la ripartizione dei ruoli per aumentare la garanzia giurisdizionale della procedura: a. autorità giudiziaria  decide sull’ammissione alla procedura verificando preliminarmente la sussistenza dei requisiti formali (grandi dimensioni) mentre i requisiti sostanziali (concrete prospettive di recupero) sono verificati al termine della fase intermedia (osservazione e gestione temporanea), che si svolge sotto il suo controllo, per preferire tale procedura al fallimento. Secondo la legge Prodi, l’ammissione alla procedura conseguiva automaticamente alla dichiarazione dello stato d’insolvenza in presenza dei requisiti formali quindi mancava una valutazione sui requisiti sostanziali. b. autorità amministrativa  non decide più sull’ammissione alla procedura ma gestisce il piano di recupero dell’equilibrio economico – finanziario che può avvenire con: – cessione del complesso aziendale  è salvata l’azienda e il suo valore ma varia il soggetto che esercita l’attività. – ristrutturazione economico – finanziaria  è salvata sia l’azienda che l’imprenditore. – cessione dei beni e contratti  società del settore dei servizi pubblici essenziali. 2. amministrazione straordinaria speciale (Decreto Parmalat D.L. 1

347/03)  nei dissesti di maggiori dimensioni e rilevanza sociale, l’esigenza di un intervento rapido è risultata incompatibile con i tempi imposti dalla Legge Prodi bis poiché è necessario attendere la conclusione della fase preliminare giurisdizionale prima di passare alla vera gestione commissariale sotto l’impulso/vigilanza dell’autorità amministrativa. Il dissesto Parmalat ha pertanto spinto il governo ad emanare un nuovo provvedimento (convertito con la Legge Marzano 39/04) con cui è stata prevista una procedura speciale caratterizzata dalla celerità. Tale disciplina, pur mutuando dalla Legge Prodi bis alcune regole e principi, se ne distacca sotto numerosi profili: a. requisiti di ammissione  la procedura è riservata alle imprese di grandissime dimensioni e di rilevanza sociale pertanto sono previsti requisiti dimensionali diversi rispetto a quelli per l’ammissione alla procedura comune che comunque permangono. b. iter della procedura  consente un accesso immediato e diretto alla procedura quindi viene meno la fase preliminare di osservazione e il ruolo dell’autorità giudiziaria ne risulta ridimensionato perché spetta a quella amministrativa decidere l’apertura della procedura. In questo caso, a differenza della procedura comune, non c’è una scissione temporale tra la domanda di ammissione alla procedura e la dichiarazione dello stato d’insolvenza. Quest’ultima sebbene non sia funzionale per l’ammissione alla procedura è comunque importante sia per lo spossessamento che per l’applicazione della disciplina sugli effetti di tale dichiarazione. c. finalità  è sempre il recupero dell’equilibrio economico – finanziario ma attraverso la ristrutturazione economico – finanziaria e solo se tale programma non va a buon fine si ha la cessione del complesso aziendale pertanto viene meno la possibilità di scelta sulla modalità che è concessa nella procedura comune. d. disciplina del concordato e delle azioni revocatorie 3. amministrazione straordinaria specialissima (Decreto Alitalia D.L. 134/08)  la procedura speciale è stata concepita per fronteggiare soprattutto i dissesti finanziari ma si è rilevata inefficiente per le crisi di natura industriale che possono compromettere la continuità nella prestazione dei servizi pubblici essenziali. In occasione del dissesto Alitalia, il governo ha pertanto emanato un ulteriore provvedimento (convertito con L. 166/08), che modifica ed integra il Decreto Parmalat, estendo il campo di applicazione di quest’ultimo anche alle imprese che intendessero avvalersi del programma di cessione del complesso aziendale e stabilendo regole specifiche per l’amministrazione del patrimonio delle imprese di grandissime dimensioni che prestano servizi pubblici essenziali. L’obiettivo è stato di accelerare l’accesso alla procedura e le operazioni di cessione per garantire la prestazione di tali servizi da parte dell’acquirente che è individuato con una trattativa privata a scapito della trasparenza. Tale quadro normativo evidenzia la “schizzofrenia legislativa” poiché i provvedimenti sono stati emanati per risolvere la crisi di un certo gruppo d’imprese violando i principi dell’uguaglianza pertanto si può affermare che sia la disciplina ad adeguarsi ai diversi casi. La disciplina sarebbe dovuta essere oggetto di riordino con la legge fallimentare ma così non è stato e ad oggi presenta diverse criticità infatti in armonia con l’inversione di tendenza che si è 2

verificata nelle procedure comuni (fallimento e soluzioni negoziali), sarebbe stata più opportuna l’individuazione di una soluzione che anche in questo caso affidasse la gestione della crisi ai diretti interlocutori dell’impresa ovvero i creditori (privati) invece è rimasto un impianto pubblicistico che individua una tutela ed una gestione pubblica della crisi. 2) Finalità della procedura e requisiti per l’ammissione L’amministrazione straordinaria comune (art. 1) è riservata alle grandi impresi commerciali insolventi e mira a conservare il patrimonio attraverso la prosecuzione, riattivazione o riconversione delle attività imprenditoriali. L’obiettivo del salvataggio dell’impresa (attività), e non del soggetto, tutelando così interessi generali di tipo pubblico, emerge dalla vasta gamma dei soggetti legittimati a richiedere la procedura (mancato coordinamento con la riforma fallimentare). Si tratta di una procedura concorsuale che presenta i caratteri dell’universalità ed esclusività perché si apre il concorso di tutti i creditori su tutti i beni dell’imprenditore ed ogni pretesa che può incidere sulla consistenza del patrimonio deve essere fatta valere all’interno della procedura pertanto non sono ammesse azioni esecutive (cautelari) individuali. Tuttavia il soddisfacimento dei creditori deve avvenire in modo compatibile con la finalità conservativa pertanto le ragioni dei creditori sono compromesse rispetto al caso in cui l’impresa sia assoggettata al fallimento e tale disparità di trattamento deriva dall’ingerenza pubblica che opera una scelta discrezionale anche se basata su parametri individuati con criteri di ragionevolezza. I possibili esiti della procedura sono: 1. risanamento  attraverso la ristrutturazione economico – finanziaria pertanto l’impresa è riconsegnata all’imprenditore. 2. smantellamento  attraverso la cessione dei complessi aziendali fino all’integrale pagamento dei debiti aziendali quindi può realizzarsi una liquidazione del patrimonio. 3. concordato  può portare al trasferimento del complesso aziendale (beni) all’assuntore pertanto permane l’impresa ma non l’imprenditore. La finalità della conservazione è stata snaturata col decreto Alitalia perché per le società operanti nei servizi pubblici essenziali tale finalità può essere conseguita anche con la cessione del complesso aziendale (beni e contratti) sulla base di un programma di ristrutturazione che prevede la prestazione dei medesimi servizi, per un certo periodo, da parte dell’acquirente pertanto possono essere ceduti solo alcuni beni, senza realizzare lo smantellamento, e tendenzialmente non cessa l’attività o cessa limitatamente ai rami ceduti poiché il risanamento tramite cessione è volto a garantire la prestazione dei servizi pubblici essenziali. La procedura si articola in due fasi: 1. fase giurisdizionale  ha una funzione preliminare ed è una fase necessaria perché è inderogabilmente prevista dalla legge e consegue automaticamente all’accertamento giudiziale dello stato di insolvenza. Al termine di tale periodo d’osservazione e gestione temporanea sotto il controllo giudiziario, l’autorità giudiziaria deve valutare se è possibile passare alla seconda fase altrimenti l’impresa insolvente è dichiarata fallita. 2. fase amministrativa  è una fase eventuale poiché si apre solo se l’autorità giudiziaria, al termine della prima fase, accerta la sussistenza di concrete prospettive di recupero dell’equilibrio economico. In questa fase, la conduzione e la vigilanza delle attività dell’impresa spetta all’autorità 3

amministrativa mentre la continuazione dell’esercizio dell’impresa è affidata ad un commissario straordinario che deve predisporre un programma di risanamento secondo uno degli indirizzi alternativi consentiti dalla legge e deve eseguirlo sotto il controllo del Ministero delle sviluppo economico. In questa fase, l’autorità amministrativa rilascia eventuali autorizzazioni e dove previsto autorizza la presentazione di una proposta di concordato mentre l’autorità giudiziaria è competente solo per l’accertamento del passivo e la ripartizione dell’attivo perché tali funzioni mirano a tutelare gli interessi dei privati, inoltre interviene per l’approvazione del concordato ed ha la possibilità di pronunciarsi sulla cessazione naturale o anticipata della procedura (aspetti formali). I presupposti (art. 2)per l’ammissione alla procedura sono: 1. oggettivi  sono due: a. stato di insolvenza  coincide con quello previsto per il fallimento (art. 5 l.f.) b. concrete prospettive di recupero  nella fase giurisdizionale è accertata la possibilità di recupero dell’equilibrio economico, sulla base di specifici programmi (art. 27): – cessione dei complessi aziendali – ristrutturazione economia e finanziaria dell’impresa 2. soggettivi  sono due: a. qualitativo  imprese assoggettate al fallimento, escluse quelle sottoposte, in via esclusiva, alla liquidazione coatta amministrativa (banche, assicurazioni, società fiduciarie e sim) pertanto sono soggette le imprese commerciali private e sono escluse sia quelle agricole che quelle pubbliche. b. quantitativo  sono assoggettate le imprese di grandi dimensioni che oltre ad avere i requisiti dimensionali previsti per il fallimento, devono avere: – dipendenti  numero non inferiore a 200 da almeno un anno (compresi quelli in cassa integrazione) e vi sono raccomandazioni dell’UE non vincolanti che prevedono un numero superiore a 250 dipendenti. – indebitamento  non inferiore ai 2/3 dell’attivo e dei ricavi dalle vendite/servizi dell’ultimo esercizio. Tale requisito può produrre l’effetto di non consentire l’ammissione alla procedura delle grandi imprese non sufficientemente indebitate. L’amministrazione straordinaria non esclude il fallimento infatti la grande impresa insolvente può essere dichiarata fallita se vengono meno le prospettive di recupero. I gruppi d’imprese sono insiemi d’imprese giuridicamente autonome ma sostanzialmente collegate (A  B  C catena produttiva) che pongono il problema sui requisiti dimensionali infatti la giurisprudenza di merito ritiene che deve essere considerato l’intero gruppo per verificare la sussistenza di tali requisiti mentre parte della dottrina ritiene che deve essere considerata la singola impresa perché la rilevanza di un gruppo di imprese è successiva all’ammissione dell’impresa alla procedura. 3) Apertura del procedimento di accertamento e dichiarazione dello stato di insolvenza (fase giurisdizionale) 4

Il tribunale del luogo in cui ha la sede principale l’impresa dichiara lo stato d’insolvenza su ricorso di uno dei soggetti legittimati (art. 3): 1. imprenditore  l’imprenditore deve inoltre: a. cause dell’insolvenza  devono essere indicate nel ricorso insieme ad ogni elemento utile inerente i presupposti e le modalità di risanamento. b. deposito in cancelleria  documentale contabile, elenco nominativo dei creditori e dei soggetti che vantano diritti reali su cose in suo possesso al fine di ricostruire la situazione patrimoniale e la composizione del passivo (art. 5). 2. creditori 3. pubblico ministero 4. tribunale d’ufficio  tale legittimazione è venuta meno per il fallimento in quanto violava il principio di terzietà pertanto vi è uno scarso coordinamento con la riforma fallimentare tuttavia la dichiarazione d’ufficio riguarda direttamente lo stato d’insolvenza e indirettamente quella del fallimento. Col ricorso si apre la fase istruttoria di tipo prefallimentare (art. 7) in cui il tribunale, per garantire il contraddittorio, convoca l’imprenditore, il ricorrente e il Ministro (può delegare un soggetto a comparire in sua vece o far pervenire un parere scritto) all’udienza che è fissata, salvo particolari ragioni d’urgenza, decorsi almeno 15 giorni liberi dalla comunicazione dell’avviso di convocazione (anche al Ministro dell’industria). Tale periodo consente all’imprenditore di opporsi inoltre l’invio dell’avviso di convocazione al ministero è funzionale alla nomina del commissario giudiziale. La fase istruttoria è disciplinata in maniera lacunosa pertanto si ritiene applicabile per analogia la norma sulla fase prefallimentare (art. 15 l.f.) che consente al tribunale di emettere, su istanza di parte, dei provvedimenti anticipatori con funzione cautelare per evitare atti di disgregazione e dispersione del patrimonio. In merito ai rapporti con le altre procedure concorsuali si distingue: 1. fallimento (art. 2)  l’amministrazione straordinaria prevale sul fallimento pertanto il tribunale a cui è presentata l’istanza per entrambe le procedure, deve valutare per prima quella relativa all’amministrazione straordinaria e solo se non sussistono le condizioni per l’ammissione può dichiarare il fallimento. Se al tribunale è presentata solo l’istanza di fallimento deve comunque dichiarare lo stato d’insolvenza con l’esclusione del fallimento immediato se rileva la sussistenza dei requisiti dimensionali. 2. concordato preventivo (art. 3)  il rapporto dipende dal contenuto del concordato: a. liquidazione  prevale l’amministrazione straordinaria e se questa non va a buon fine, può comunque essere recuperato il concordato. b. conservazione  prevale il concordato perché essendo finalizzato al recupero dell’equilibrio economico – finanziario consente di soddisfare molteplici interessi non sempre coincidenti. Si tratta pertanto di una soluzione elastica che tutela interessi ulteriori rispetto a quelli tutelati dall’amministrazione straordinaria: − conservazione complesso produttivo  interesse è tutelato in entrambe le procedure. − tutela creditori  interesse non sempre tutelato nell’amministrazione straordinaria. 5

11 l. b. 12)  con decreto motivato ed è reclamabile in corte d’appello. se la sentenza riguarda un’impresa individuale. d. soggetto a cui affidare la gestione temporanea dell’impresa  deve scegliere tra l’imprenditore o il commissario giudiziale (art. provvedimenti conservativi  possono essere adottati anche con un successivo decreto ma devono comunque essere nell’interesse della procedura (art. 4): a. c. 19). 2.f. La sentenza è sottoposta alle forme di pubblicità previste per la sentenza dichiarativa di fallimento (art. sono applicate alcune limitazioni previste per il fallimento (art. non è tutelato nell’amministrazione straordinaria.) salvo quanto previsto per l’affissione con mezzi informatici (art. 21) pertanto oltre ai provvedimenti cautelari tipici possono essere adottati provvedimenti innominati purché siano diretti ad evitare dissipazioni/distrazioni di patrimonio (prima della sentenza possono essere disposti per analogia). 8)  apre la procedura (e quindi il concorso dei creditori) con la sentenza dichiarativa dello stato di insolvenza che è immediatamente esecutiva e analogamente a quella di fallimento deve provvedere: a. imprenditore che ha cessato l’esercizio d’impresa o defunto (art. ove ne ricorrano i requisiti.)  può essere dichiarato fallito entro 1 anno dalla cessazione dell’impresa o morte. resta controversa la proponibilità della domanda per accedere al concordato. il tribunale emana la sentenza dichiarativa dello stato d’insolvenza aprendo l’amministrazione straordinaria perché prevale sul fallimento. Inoltre.− tutela imprenditore  il suo interesse di evitare la sentenza dichiarativa dello stato d’insolvenza. 17 l. ministro. ricorrente. respingere il ricorso (art. assegnazione dei termini  per l’accertamento del passivo o dei diritti relativi/personali di terzi su beni in possesso dell’imprenditore. nomina degli organi della procedura  giudice delegato e commissario giudiziale. ufficio del registro dell’imprese inoltre è affisso dal cancelliere nel tribunale e comunicato alla cancelleria del tribunale nella cui giurisdizione il debitore/società è nato/costituita. Tuttavia nonostante la norma disciplina la consecuzione tra il concordato preventivo e l’amministrazione straordinaria.f. liquidazione coatta amministrativa  per le imprese che possono accedere sia al fallimento che alla liquidazione coatta amministrativa. che è equiparata a quella di fallimento ai fini della disciplina sanzionatoria e penale. Solo in caso di mancata omologazione del concordato e in presenza dei requisiti dimensionali. 10. per consentire l’accesso all’amministrazione straordinaria. 3. Al termine dell’istruttoria il tribunale si pronuncia con sentenza in merito alla sussistenza dei requisiti dimensionali e allo stato d’insolvenza mentre si ritiene che non deve valutare le prospettive di risanamento perché sarebbe incompatibile col periodo di osservazione finalizzato al recupero pertanto può: 1. se il tribunale se accerta un vizio nella dichiarazione d’insolvenza può revocare tale sentenza ed emetterne una nuova. accogliere il ricorso (art. se l’insolvenza si è manifestata anteriormente alla 6 . 94) pertanto è notificata al debitore e comunicata per estratto al commissario giudiziale.

f. − mancanza requisiti dimensionali  se ricorre lo stato d’insolvenza. 4) Gli organi preposti alla procedura (fase giurisdizionale) La sentenza dichiarativa dello stato d’insolvenza apre una fase preliminare per verificare la sussistenza di concrete prospettive di recupero dell’equilibrio economico che spetta al commissario giudiziale mentre la vigilanza sulla gestione spetta al tribunale ed al giudice delegato. la sentenza non revoca la dichiarazione dello stato d’insolvenza pertanto quando passa in giudicato. L’opposizione può essere accolta sia per motivi processuali che sostanziali cioè: − mancanza stato d’insolvenza  cessano gli effetti della sentenza dichiarativa dello stato d’insolvenza che viene revocata. il tribunale deve disporre con decreto la conversione in fallimento con conseguente (art.medesima o entro l’anno successivo. L’impugnazione (art. e deve essere proposta davanti allo stesso tribunale. b.f. − mancanza concrete prospettive di recupero  anche in questo caso non è revocata la dichiarazione dello stato d’insolvenza. senza che ne venga sospesa l’esecuzione. b. morte del fallito (art. da parte: a. 13)  come nel fallimento (art. La disciplina sull’opposizione prevista per il fallimento non è richiamata ma si ritiene che non vi sia incompatibilità sistematica per la sua applicazione. accolta  la sentenza va comunicata ed affissa e diventa esecutiva al momento del passaggio in giudicato ma non vengono meno gli effetti degli atti legalmente compiuti dagli organi della procedura. qualunque altro interessato  da notificarsi entro 30 giorni dall’affissione della sentenza. imprenditore  da notificarsi entro 30 giorni dalla comunicazione della sentenza. 11) nomina degli organi. 24 l. Gli organi della procedura pertanto sono: 1. 9) della sentenza dichiarativa dello stato d’insolvenza apre una verifica in contraddittorio della legittimità della sentenza. azioni derivanti dalla dichiarazione dello stato d’insolvenza (art. 12 l. con atto di citazione. anche se hanno accettato con beneficio d’inventario. cessazione delle funzioni sia del commissario che del comitato di sorveglianza e prosecuzione della verifica dello stato passivo (se in corso). tribunale  il tribunale che ha dichiarato lo stato d’insolvenza è competente a decidere sull’ammissione alla procedura inoltre è competente su: a. la procedura prosegue verso gli eredi.) il tribunale ha una competenza funzionale ed inderogabile che riguarda sia le azioni non esperibili in assenza di tale dichiarazione e successiva ammissione alla procedura che i rapporti giuridici influenzati dalla procedura stessa (contratti pendenti) pertanto la vis actrativa non opera per tutte le cause che non derivano dalla procedura o ne sono influenzate solo occasionalmente inoltre vi è un’eccezione alla vis actrativa (non presente nel fallimento) costituita dalle azioni reali immobiliari per le quali valgono le ordinarie 7 . b. respinta  continua la procedura dell’amministrazione straordinaria.)  se l’imprenditore muore dopo la dichiarazione di fallimento. Tale opposizione può essere: a.

commissario giudiziale  è competente alla redazione della relazione nel periodo di osservazione e i suoi poteri variano a seconda che lo spossessamento è: a. 16)  in caso di rinuncia o revoca del commissario.f. provvedimenti conservativi  può adottarli con la sentenza o con successivo decreto. b. verificato  ha una funzione operativa perché deve interloquire col tribunale ed agire sotto la direzione del giudice delegato oltre a farsi autorizzare nei casi previsti. dovrebbe essere nominato dall’autorità giudiziaria per non ledere 8 . le norme sulla revoca.). 15 c3). – pagamento di debiti anteriori alla dichiarazione dello stato d’insolvenza  se corrisponde all’interesse volto alla salvaguardia dell’attività e senza l’autorizzazione tali pagamenti sono inefficaci verso i creditori. 19 c3 rinvia art. Vi sono problemi di conflitto tra le prerogative dell’autorità amministrativa e giudiziaria perché il commissario che deve valutare la sussistenza delle concrete possibilità di recupero.). affidamento della gestione al commissario giudiziale (art. 39) inoltre nell’esercizio delle sue funzioni è un pubblico ufficiale. 18): – atti di straordinaria amministrazione e costitutivi di diritti di prelazione  senza l’autorizzazione. 35 l.norme sulla competenza (competenza del tribunale del luogo in cui si trova l’immobile). in possesso dei requisiti di professionalità ed onorabilità stabiliti con regolamento ministeriale (art. su indicazione del Ministero. non verificato  non ha una funzione operativa. 2. 167 e 168 l. impugnazioni dei provvedimenti del giudice delegato (art. tali atti sono inefficaci verso i creditori anteriori (art. non verificato  impartisce direttive all’imprenditore ed autorizza (art. Infine. 15 c2). responsabilità e compenso del curatore (art. nei termini e con le modalità previste. verificato  decide con decreto motivato sui reclami contro gli atti del commissario giudiziale (art. al commissario giudiziale sono applicate con adeguamento. c. d. giudice delegato  è stato introdotto dalla Legge Prodi bis ed è competente in merito all’accertamento del passivo inoltre si distingue a seconda che lo spossessamento è: a. sostituzione del commissario giudiziale (art. 32. e. Tale organo è nominato dal tribunale (1 o 3 membri nei casi di maggiore rilevanza). 19)  in ogni momento con decreto se non è già stato previsto nella sentenza dichiarativa dello stato d’insolvenza. Tale norma ha recepito una prassi ma accolla un eccessivo potere al giudice delegato e può alterare il principio della par conditio in discriminando. 3. con un soggetto indicato dal Ministro. 17) ed integra i poteri di esso nei casi in cui il giudice delegato deve autorizzare il curatore nel fallimento (art. 14)  con reclamo da parte dell’imprenditore. b. commissario o ogni interessato. Nel caso di organo collegiale i casi di particolare rilevanza possono essere nominati 3 commissari che deliberano a maggioranza e ad almeno 2 di essi è attribuita la rappresentanza (art. b. 34.f. 31.

2.f.)  il concorso riguarda tutti i beni dell’imprenditore e la competenza riguarda l’accertamento dei crediti e diritti reali/personali. sopravvenuta opportunità d’affidamento della gestione al commissario  per far riacquisire credibilità all’impresa.f. 45 l. 5. 169 l. per effetto della dichiarazione dello stato d’insolvenza (art. salvo quelli derivanti dal divieto di pagamento dei debiti pregressi senza autorizzazione del giudice delegato (art.f. formalità per rendere opponibili a terzi gli atti  se non sono compiute entro la data della dichiarazione d’insolvenza. disciplina del passivo (art. In questo caso si verificano alcuni effetti del fallimento (art.) 3. fino all’ammissione alla procedura.). 6. 19 c3): 1. 55 – 63 l.Lgs. di conservare la gestione dell’impresa sotto la vigilanza del solo commissario giudiziale venendo meno la direzione del giudice delegato. 167 l. si verifica uno spossessamento attenuato perché l’imprenditore mantiene l’amministrazione e la gestisce ma sotto la vigilanza del commissario giudiziale e la direzione del giudice delegato che deve autorizzare gli atti di straordinaria amministrazione (art. dalla presentazione del ricorso fino al momento in cui diventa definitivo il decreto con cui il tribunale decide l’ammissione alla procedura o la dichiarazione di fallimento (art. diritto di prelazione  è esteso agli interessi (art.). La libertà dell’imprenditore deve considerare la finalità della procedura cioè conservazione dell’impresa al fine di eseguire il piano di risanamento consentendo agli organi di valutare le prospettive di recupero. 18 c2). 4. blocco azioni esecutive individuali  i creditori non possono iniziarle o proseguirle. consente all’imprenditore.f. in caso di (art.f. tali atti sono inopponibili verso i creditori concorsuali (art. Il tribunale può decidere l’affidamento della gestione al commissario giudiziale. Tale questione incide sul significato dei rinvii e la dottrina prevalente ritiene che i rinvii si riferiscono alla disciplina originaria.)  è applicata con effetto dalla presentazione del ricorso (art. nel concordato. gestione lasciata all’imprenditore  come nel concordato.f. spossessamento  sottrazione dell’amministrazione e della disponibilità dei beni esistenti alla data della dichiarazione dello stato d’insolvenza e di 9 . 54 l.l’imparzialità della valutazione in quanto l’autorità amministrativa tutela gli interessi pubblicistici e non quelli privati (imprenditore e creditori). 167 l. 5) Svolgimento della fase giurisdizionale e amministrazione del patrimonio La dichiarazione dello stato d’insolvenza determina l’applicazione di una disciplina del patrimonio dell’impresa insolvente da cui derivano effetti verso i creditori mentre i rapporti pendenti non subiscono sospensioni/interruzioni/effetti. 168 l.f. 18) si ha: 1. In virtù dei rinvii alla legge fallimentare. Il sistema dei rinvii pone il problema di stabilire se il D. 270/99 rinvia alla legge fallimentare prima della riforma o dopo la riforma (avvenuta dopo) infatti l’art.). 18 c1 che rinvia all’art. 19): 1. 52 l. comportamenti scorretti dell’imprenditore insolvente a cui è stata lasciata la gestione 2.) relativamente ai creditori concorsuali. concorso dei creditori e competenza funzionale/inderogabile del tribunale (art.f.

inefficacia di atti compiuti e pagamenti eseguiti/ricevuti dopo la dichiarazione  rispetto ai creditori.f. salvo che il commissario non rinunci al loro acquisto (art. 19 c4). 44 l. soci illimitatamente responsabili (art. Spetta al commissario giudiziale comunicare ai creditori e ai terzi. 53 rinvia art.) inoltre al termine dell’ufficio deve rendere il conto della propria attività (art. 5. anche se l’impresa è successivamente dichiarata fallita (art.). 31 c2). 6. tale termine e le altre disposizioni della sentenza relative all’accertamento del passivo. Inoltre. beni non aggredibili ed alimenti  i beni personali dell’imprenditore non sono oggetto di spossessamento e non sono destinati alla soddisfazione dei creditori inoltre in caso di mancanza dei mezzi di sussistenza può essere prevista l’erogazione degli alimenti all’imprenditore e alla sua famiglia (art. La sentenza dichiarativa dello stato d’insolvenza apre la fase dell’accertamento del passivo che si svolge secondo la disciplina fallimentare e se la procedura sfocia nel fallimento. 46 e 47 l. in quanto compatibili. le norme e i limiti sull’amministrazione del patrimonio dell’impresa e sul compimento delle operazioni relative alla procedura (art. 20).). che vantano diritti reali mobiliari. 4.) pertanto il creditore 10 .). sostituzione processuale  del commissario all’imprenditore nei giudizi (art. l’ora e il luogo dell’udienza per l’esame dello stato passivo davanti al giudice delegato (art.f. Al commissario sono applicate.f. Il creditore (o titolare di diritti reali mobiliari) deve presentare istanza. 2. provvedimenti conservati  (art. 31 – 35 l.). il commissario subentra nell’amministrazione del patrimonio del socio illimitatamente responsabile che resta distinto da quello della società (art. 42 l. Tali norme sono applicate anche se la gestione è lasciata all’imprenditore. 8 c1). 40).f. tale accertamento prosegue in quest’ultimo (art. In caso di successiva ammissione della società all’amministrazione straordinaria. prededucibilità debiti  sorti per la continuazione dell’attività e la gestione del patrimonio del debitore dopo la dichiarazione dello stato d’insolvenza. L’estensione degli effetti della procedura riguarda sia quelli derivanti dalla sentenza che quelli patrimoniali derivanti dall’affidamento della gestione al commissario: 1.f. L’imprenditore perde la legittimazione ma non la capacità d’agire pertanto tali atti sono validi ma inefficaci. 23 c1)  anche se non previsto espressamente (come fa l’art. si ritiene che tali effetti si estendono solo ai soci istituzionalmente illimitatamente responsabili pertanto sono esclusi l’unico socio illimitatamente responsabile di spa/srl e all’accomandante di sas che viola il divieto d’immistione. per partecipare alla verifica dello stato passivo da parte del tribunale. entro il termine stabilito dalla sentenza (tra 90 e 180 giorni) che fissa anche il giorno. 147 l. 3. 43 l.f. 148 l. 21). salvo l’acquisto in favore della procedura delle utilità conseguite per effetto di tali atti e pagamenti (art. sono applicate le norme sugli effetti del fallimento del socio illimitatamente responsabile (art.quelli che pervengono durante la procedura.).f.

24)  se l’esistenza del socio illimitatamente responsabile emerge dopo la sentenza dichiarativa della società o dell’imprenditore individuale. b)  sulla base di un programma di risanamento di durata non superiore ai 2 anni per il recupero della solvibilità e della capacità dell’impresa a fronteggiare tutte le obbligazioni pregresse ed attuali (piano di ristrutturazione). ristrutturazione economica e finanziaria (let. anche in parte. 27 c2): 1. 26) e la dichiarazione dello stato d’insolvenza è equiparata a quella di fallimento per l’applicazione delle norme penali sui reati fallimentari. 2. c2) con provvedimento nella: 1. soci dichiarati falliti  in caso di conversione del fallimento in amministrazione straordinaria. sentenza  è intervenuta entro 1 anno dalla data in cui il recesso/esclusione sono divenuti opponibili ai terzi o dalla morte. previa convocazione del socio (art. a debiti contratti anteriormente al recesso. salvo opportuni adattamenti (art. 23 c2)  come nel fallimento (art. defunto o escluso (art. tali norme non sono applicate ai soci delle società cooperative (art. sentenza successiva (art. Il recupero dell’equilibrio economico – finanziario non significa recupero della capacità dell’impresa si produrre utili per soddisfare tutti i creditori perché l’obiettivo è il mantenimento in vita del complesso produttivo e non il soddisfacimento dei creditori il cui interesse è pertanto subordinato a quello generale conservativo in quanto possono essere soddisfatti anche solo parzialmente. socio receduto. 23 c4). 95 – 97). questa è ceduta ad 11 .) l’estensione si ha solo se: a. o commissario straordinario (dopo l’ammissione all’amministrazione straordinaria). 23 c3) nelle forme previste (art. 147 l. commissario giudiziale. I provvedimenti di apertura dell’amministrazione straordinaria. 2. In tal caso la procedura si può concludere anche senza l’integrale soddisfacimento dei creditori e non si ha la conversione in fallimento (art.f. 2. cessione dei complessi aziendali (let. soci illimitatamente responsabili  a cui sono estesi gli effetti della dichiarazione dello stato d’insolvenza. creditori sociali. 6) L’apertura dell’amministrazione straordinaria (fase amministrativa) L’apertura della fase amministrativa presuppone l’accertamento da parte del commissario delle concrete prospettive di recupero dell’equilibrio economico da realizzarsi alternativamente con le modalità previste (art. PM. a)  sulla base di un programma di prosecuzione dell’esercizio dell’impresa di durata non superiore ad 1 anno (piano di cessione). insolvenza  è riconducibile. socio.ammesso al passivo della società è automaticamente ammesso anche a quello del socio mentre i creditori particolari del socio concorrono solo sul patrimonio di quest’ultimo e ciascuno dei creditori in concorso ha diritto di contestare i crediti dei creditori concorrenti. Per conservare l’azienda. b. Il tribunale provvede d’ufficio o su ricorso della società. esclusione o morte. sentenza dichiarativa dello stato d’insolvenza 2. 25) si estendono ai: 1. Il socio ha comunque diritto d’opposizione entro 30 giorni dalla comunicazione (art. L’estensione è disposta dal tribunale competente a dichiarare lo stato d’insolvenza. b). Infine. 74 c2 let. dichiarazione del fallimento e conversione (art. 7 c1.

Se tale decreto è emesso mentre è in corso il giudizio d’opposizione alla sentenza dichiarativa dello stato d’insolvenza. Infine. L’impresa cedente priva dei fattori produttivi è cancellata< dal registro delle imprese. L’esito dell’accertamento del commissario è illustrato nella relazione che fornisce: 1. Il tribunale. Si tratta di una soluzione mista introdotta col decreto Alitalia. il tribunale adotta/conferma i provvedimenti opportuni per la continuazione dell’attività da parte del commissario giudiziale fino alla nomina di quello straordinario (art. l’avviso dell’avvenuto deposito della relazione è affisso dal cancelliere per consentire all’imprenditore. Nello stesso termine.un altro imprenditore ma alla fine della cessione l’impresa può essere priva dei fattori della produzione e gli eventuali beni residui sono sottoposti ad una procedura di liquidazione (art. sulla base della relazione. concrete prospettive di recupero  valutazione motivata. entro 30 giorni dal deposito e considerando il parere del ministero. fallimento  in mancanza di tali condizioni. b – bis)  per le società operanti nel settore dei servizi pubblici essenziali. il commissario straordinario interviene in giudizio in sostituzione di quello giudiziale ma in mancanza di tale intervento. 29 c2). 28). le osservazioni e gli ulteriori accertamenti eventualmente disposti (possono essere svolti in assenza di contraddittorio). salva la facoltà delle parti di chiamare nel processo quello straordinario (art. 2. il giudizio prosegue vero il commissario giudiziale. dichiara (art. valuta l’ammissione all’amministrazione straordinaria o la dichiarazione di fallimento (art. 34 c1 e 2). Con tale decreto nomina il giudice delegato e il curatore (il commissario deve mettere a disposizione i documenti al curatore) con cessazione delle funzioni degli organi nominati con la sentenza dichiarativa dello stato d’insolvenza. Il deposito della relazione e degli allegati deve avvenire entro 30 giorni (termine non perentorio) dalla dichiarazione dello stato d’insolvenza tuttavia tale adempimento avviene in tempi più lunghi a causa della complessità dell’analisi sulla situazione e della valutazione sulla modalità di risanamento più adatta. 28 c4 e 5. 32). Il tribunale tutela i diritti soggettivi dei creditori perché il giudizio del tribunale sull’ammissione alla procedura deve considerare anche le loro osservazioni infatti i creditori potrebbero essere interessati all’assoggettamento al fallimento piuttosto che all’amministrazione straordinaria. Con tale decreto. art. con decreto motivato. Il tribunale. il commissario deve trasmettere una copia della relazione al ministero che entro 10 giorni deve depositare il parere non vincolante sull’ammissione e in caso di inerzia vi provvede giudizialmente il tribunale. 2. cause dello stato d’insolvenza  descrizione particolareggiata. Il commissario deve quindi stimare sia l’attivo che il passivo (elenco analitico ed estimativo) e redigere l’elenco dei creditori (pronunciandosi sull’an e sul quantum delle loro pretese). apertura dell’amministrazione straordinaria  se ricorrono le concrete prospettive di recupero con le modalità di risanamento indicate nella relazione. Se tale decreto è 12 . 30): 1. creditori ed ogni altro interessato di prenderne visione ed estrarne copia e di presentare osservazioni scritte entro 10 giorni (art. cessione di complessi di beni e contratti (let. presentando la documentazione a sostegno. 3. 73 uc). sulla base di un programma di prosecuzione dell’esercizio dell’impresa di durata non superiore ad 1 anno (piano di cessione dei complessi di beni e contratti).

in seguito al giudizio d’opposizione alla sentenza dichiarativa di fallimento (art. vigila sul commissario straordinario  e ne liquida il compenso (art. il giudizio prosegue verso il commissario (prorogatio limitata delle funzioni). 36). La conversione del fallimento in amministrazione straordinaria si ha solo per l’impresa dichiarata fallita di cui sono accertati i requisiti per l’ammissione all’amministrazione straordinaria. ministro delle attività produttive  nella fase giurisdizionale ha una funzione consultiva mentre in quella amministrativa è un organo di direzione ed indirizzo della procedura: a. ogni interessato può proporre reclamo alla corte d’appello entro 15 giorni la cui decorrenza varia a seconda (art. 37). sentiti il ministro. salva la facoltà delle parti di chiamare nel processo il curatore (art. 35). ministero. nomina del commissario straordinario  1 o 3 membri. 33 c4 e 6). 2. accoglimento  rimette gli atti al tribunale affinché assuma i conseguenti provvedimenti ma sono salvi gli effetti degli atti legalmente compiuti dagli organi della procedura (art. 35 e 18). imprenditore e creditore ricorrente  dalla data di comunicazione del decreto. il tribunale dispone la conversione con decreto motivato oppure dichiara l’insussistenza dei presupposti per la conversione (art. Con l’apertura della procedura sono applicate in quanto compatibili le norme per la liquidazione coatta amministrativa (art. 34 c1 e 2). c. L’accertamento di tali requisiti determina l’apertura di una procedura incidentale per verificare le condizioni d’ammissione pertanto dopo il passaggio in giudicato della sentenza di accoglimento del reclamo e se non è esaurita la liquidazione dell’attivo. Se alla data di tali decreti. nomina del comitato di sorveglianza  3 o 5 membri (tra i quali sceglie il presidente) entro 15 giorni dalla designazione del commissario straordinario (art. se nominato. rigetto  conferma il decreto. La corte d’appello provvede in merito. creditore ricorrente. l’atto d’opposizione deve essere notificato al commissario straordinario. b. Contro tali decreti. il tribunale che aveva dichiarato il fallimento invita il curatore a depositare in cancelleria e a trasmettere al ministro una relazione contenente una valutazione motivata sull’esistenza delle condizioni per l’ammissione alla procedura (art. 38) pertanto influisce in modo determinante sulla gestione dell’insolvenza. 27) ed entro 30 giorni dal deposito. 33 c1): 1. 7) Gli organi della fase amministrativa Gli organi della fase amministrativa sono: 1. commissario giudiziale e straordinario (se nominato) o curatore (in caso di dichiarazione del fallimento): 1. 34 c3). 45). imprenditore. o al curatore (art. altri interessati  dalla data di affissione. 13 .emesso mentre è in corso il giudizio d’opposizione alla sentenza dichiarativa dello stato d’insolvenza. 2. il curatore interviene in giudizio in sostituzione del commissario giudiziale ma in mancanza di tale intervento. non è scaduto il termine per l’opposizione alla sentenza dichiarativa dello stato d’insolvenza. entro 5 giorni dalla comunicazione del decreto d’apertura della procedura (art.

42). 44). il ministro può avvalersi d’esperti esterni o società specializzate e può utilizzare la guardia di finanza per le indagini e i controlli necessari (art. 55). parere sulla conversione della procedura in fallimento (art. f. 54) può essere revocato o sostituito dal ministero. f. 42): − alienare/affittare aziende o rami di esse − alienare/locare immobili. Le altre funzioni del commissario sono: a. Le attribuzioni del commissario sono intrasmissibili salva la facoltà di delegare. bilancio finale col conto della gestione  deve essere presentato al ministro prima della chiusura della procedura (art. commissario straordinario  è incaricato della gestione dell’impresa e dell’amministrazione dei beni sia dell’imprenditore che dei soci illimitatamente responsabili inoltre nell’esercizio delle sue funzioni è un pubblico ufficiale (art. rendere conto della gestione  se cessa dal suo ufficio (art. In genere. 66) pertanto anche in questo caso si ingerisce nella gestione. 43) g. e. e. d’ufficio o su istanza del comitato di sorveglianza. 75). 14 . predisposizione del programma (art. 41). il ministro sceglie come commissario straordinario lo stesso commissario giudiziale. atti di straordinaria amministrazione  con l’autorizzazione del ministro può (art.autorizza il commissario straordinario  per: – serie di atti eccedenti l’ordinaria amministrazione  necessari per la realizzazione degli indirizzi della procedura ma deve essere sentito il comitato di sorveglianza (art. 2. 60) e la proroga della scadenza del programma ma entro certi limiti (art. la modifica o sostituzione (art. comitato di sorveglianza  è composto da 1 o 2 membri scelti tra i d. alienare beni mobili in blocco. autorizzandone l’esecuzione (art. 78) h. 40). le cui funzioni cessano con la nomina del primo e all’accettazione dell’incarico deve dichiarare l’insussistenza delle cause di incompatibilità (art. costituire pegno e transazioni di valore indeterminato o superiore ad una certa soglia. c. – delega delle funzioni estranee alla gestione corrente ed esperti coadiuvanti  per singole operazioni (art. 71 c1) Per svolgere queste funzioni. 41). previa comunicazione al medesimo dei motivi o degli addebiti in caso di colpa. sotto la propria responsabilità. 37). 38 c1bis). attuazione del programma (art. scelta soluzione risanatoria effettivamente percorribile  anche diversamente da quanto prospettata all’apertura della procedura. d. supervisione del bilancio finale e autorizza a presentare domanda di concordato (art. 3. 54) b. revoca del commissario straordinario (art. quelle inerenti la gestione corrente mentre per la delega delle altre è necessaria l’autorizzazione del ministro (art. 61)  compie tutte le attività dirette all’esecuzione del programma autorizzato. vigila sulla redazione del programma  affinché sia conforme agli indirizzi di politica industriale adottati (art. 57). Se il commissario non adempie con diligenza. si rivela inidoneo allo svolgimento dell’incarico o non presenta il programma nel termine (art.

Infine. Inoltre è ribadita la prededuzione dei crediti sorti 15 . Tale apertura produce effetti verso: 1. imprenditore  non sono individuati espressamente tuttavia si desumono indirettamente dai poteri del commissario straordinario (art. non è prevista la sostituzione dei membri poiché tale parere non è vincolante. consultive  deve valutare ed esprimere un parere che è: – obbligatorio ma non vincolante  nei casi previsti dal decreto. Nel caso in cui il comitato non fornisce il parere (entro 15 giorni dalla richiesta salvo urgenza). collaborazione con gli organi) che deve tenere il fallito (art. cambio residenza. In presenza di gravissime irregolarità il comitato procede presso la Procura della Repubblica. 36) alla disciplina della liquidazione coatta amministrativa (art.f. 8) Svolgimento della fase amministrativa La disciplina del patrimonio conseguente all’apertura della fase amministrativa è una prosecuzione di quella instaurata con la dichiarazione dello stato d’insolvenza. 48 l. inoltre il tale divieto si estende alle azioni esecutive speciali e al sequestro conservativo (art. è ritenuta applicabile in via estensiva. 2.creditori chirografari mentre gli altri membri sono scelti tra tecnici particolarmente esperti nella materia concorsuale o nel ramo di attività dell’impresa e quest’ultimi hanno diritto al compenso mentre i primi hanno diritto al rimborso delle spese (art. 214 l.). Le deliberazioni sono prese a maggioranza mentre i poteri d’ispezione possono essere esercitati da ciascun membro e le funzioni del comitato si distinguo in (art.f. 46). ispettive  può ispezionare sia le scritture contabili che i documenti della procedura e chiedere chiarimenti sia all’imprenditore che al commissario straordinario (art. 48). 40) pertanto essendo affidata a quest’ultimo sia la gestione che l’amministrazione si realizza uno spossessamento totale dell’imprenditore. Inoltre si verificano le conseguenze del fallimento in merito alla legittimazione sia sostanziale che processuale e nell’impresa collettiva societaria cessano le funzioni di tutti gli organi tuttavia in forza del rinvio (art.) si ha un’eccezione in cui gli organi societari continuano le loro funzioni in caso di concordato. 46): a. – facoltativo  quando il ministro lo ritiene opportuno. creditori  è confermato il divieto di iniziare/proseguire azioni esecutive individuali sui beni dell’impresa che nel programma di cessione è posto a tutela della par condicio creditorum mentre nel programma di ristrutturazione è diretto a creare le condizioni per favorire il risanamento. L’assenza di tale organo nella fase d’osservazione evidenzia ulteriormente la scarsa tutela dei creditori soprattutto nella fase in cui deve essere decisa l’ammissione alla procedura infatti possono solo presentare osservazioni che il tribunale deve considerare. la norma sui comportamenti (corrispondenza. b. 45). rinvia art. 200 l.f.

66 l.).f. credito condizionato  se i diritti del contraente in bonis. effetti per i creditori (art. 49). 36) alla disciplina della liquidazione coatta (art. b. contratti di lavoro subordinato  continuano a valere le disposizioni vigenti. La revocatoria 16 . b. anche per i contratti ad esecuzione continuata o periodica.) d.) solo se è stato autorizzato un programma di cessione o se un piano di ristrutturazione non ha avuto esisto ed è stato convertito in fallimento inoltre i termini previsti dalla legge fallimentare in merito al periodo sospetto si computano dalla data della dichiarazione dello stato d’insolvenza anche se questa è seguita dalla dichiarazione di fallimento (art. danno e consapevolezza del terzo (art. tuttavia finché non è esercitata tale facoltà. 201). Per i contratti in corso (art. dopo l’autorizzazione del programma. per quanto non disposto. sono riconosciuti alcuni diritti tramite rinvii alla legge fallimentare e due discipline specifiche (art. può intimare per iscritto al commissario straordinario di far conoscere le proprie determinazioni entro 30 giorni dalla ricezione altrimenti il contratto si intende sciolto. effetti sui rapporti giuridici preesistenti (art. 50) che non sono stati interamente eseguiti da entrambe le parti all’apertura della procedura. se non si è ancora verificato.c.)  il commissario può domandare al tribunale che siano dichiarati inefficaci gli atti del debitore pregiudizievoli per i creditori in presenza del dolo. contratto di somministrazione (2c)  in caso di subentro. In forza del rinvio (art. il contraente può chiedere l’ammissione sotto condizione dello scioglimento o del subentro del commissario. La disciplina è diversa rispetto a quella fallimentare perché in questo caso la continuazione dell’attività è funzionale alla realizzazione del programma pertanto lo scioglimento si può verificare se non è funzionale a tale finalità. Al contraente in bonis. è applicata la disciplina fallimentare su: a. ma il commissario ha facoltà di scioglimento (prima e dopo l’autorizzazione del programma).per la gestione del patrimonio e la continuazione dell’esercizio dell’impresa (art. vale il principio di continuazione. il curatore deve pagare anche le rate/premi pregressi ma tale norma non si applica nell’amministrazione straordinaria se il somministrante opera in condizioni di monopolio. contratti di locazione immobili  se il locatore è sottoposto alla procedura è il commissario a subentrare. Il contraente in bonis. 64 – 70 l. devono essere fatti con ammissione al passivo. 51): a. 52). Tuttavia vi sono eccezioni: a. Nella fase di osservazioni tali contratti non possono essere sciolti unilateralmente poiché non è ancora nominato il commissario straordinario tuttavia possono essere sciolti per mutuo consenso tra il terzo e l’imprenditore che è rimasto in possesso dei beni o il commissario giudiziale. L’apertura della procedura.f. 2901 c.f. 51 – 63 l. i contratti continuano ad avere esecuzione. salvo patto contrario. in caso di scioglimento/subentro.f. rende esperibili le azioni revocatorie (art.) c. revocatoria ordinaria (art. 72 – 83bis l.

può essere influenzata dalla possibilità o meno di esercitare azioni revocatorie. 49 D. La Corte costituzionale per verificare la violazione del principio di uguaglianza (impedisce un trattamento diverso tra soggetti in situazioni identiche/affini e un trattamento omogeneo tra soggetti in situazioni diverse) considera necessaria l’individuazione degli interessi sottesi alle norme in comparazione 17 . Tale previsione ha posto diversi dubbi e la Corte costituzionale si è espressa (Sent. le procedure si differenziano solo per le fasi d’ingresso ed i requisiti dimensionali (aspetto quantitativo) mentre sono identiche dal punto di vista sostanziale infatti nei casi in cui è applicabile la procedura speciale. interno (art. la disciplina sulla procedura speciale richiami quella sulla procedura comune. 347/2003) mentre nella procedura comune è consentita solo in presenza di un piano di cessione (art. 270/1999)  i creditori di una società ammessa alla procedura comune sono trattati diversamente a seconda del piano di risanamento scelto da altri. è applicabile anche quella comune e tale scelta non vincolata che spetta all’imprenditore.): 1. Il fatto che. 2. 49 D. garantiscono maggiore velocità nella fase di ammissione ma non alterano i caratteri della procedura (stessa finalità). 270/1999 – art. 6 D. dal piano di ristrutturazione a quello di cessione  le azioni revocatorie sono esperibili anche dopo un notevole intervallo temporale dal compimento dell’atto revocando. evidenzia come la prima sia solo un’opzione ulteriore concessa all’imprenditore pertanto le innovazioni introdotte dal nuovo decreto. 347/2003)  nella procedura speciale è ammessa la revocatoria anche in presenza di un piano di ristrutturazione (art. esterno (art. Il ricorrente ha evidenziato un problema di doppia disparità di trattamento (art. 270/1999). Tale norma è il frutto della modifica dell’originaria Legge Prodi (sulla quale si era pronunciata la cassazione in merito al divieto comunitario sugli aiuti di stato) ed è coerente con la ratio della revocatoria: a. Tale duplice finalità (recuperatoria e redistributiva) rende la revocatoria incompatibile con un piano di ristrutturazione perché mancano sia il patrimonio che le perdite da ripartire tra i creditori altrimenti l’imprenditore potrebbe beneficiare dell’eterofinanziamento insito nell’esercizio della revocatoria. concezione indennitaria  mira a ricostituire il patrimonio dell’imprenditore. Secondo il rimettente. L’esercizio della revocatoria può essere influenzata dagli effetti della conversione di un programma in un altro: 1. 172/2006) sulla questione di legittimità costituzionale sollevata dal tribunale di Parma nel processo Parmalat. concezione antindennitaria  mira a distribuire le perdite su più soggetti.Lgs. 2.pertanto può essere esercitata solo dopo la scelta del piano e in un contesto liquidatorio perché il piano di ristrutturazione si basa sul presupposto dell’integrale soddisfacimento dei creditori e della conservazione dell’impresa nella titolarità dell’imprenditore.Lgs.Lgs. b. 3 Cost.L. 6 D. 49 D. dal piano di cessione a quello di ristrutturazione  le azioni revocatorie iniziate nel programma di cessione devono essere sospese.L.

Le azioni di responsabilità verso gli organi sociali durante la procedura non sono disciplinate espressamente ma esistono norme sostanziali che attribuiscono al commissario straordinario la legittimazione all’azione (art.) e i creditori sociali (art. sebbene ciò sia vietato dalla Legge Prodi bis ma tale previsione è ritenuta legittima perché l’inciso finale della norma prevede che ciò deve tradursi in un vantaggio per i creditori. secondo le norme fallimentari (art. che sono esaminate dal giudice delegato con il commissario pertanto la procedura inizia nella fase giudiziaria e si conclude in quella amministrativa dopo la scelta e l’approvazione del piano. entro il termine fissato. 2409undecis c1. tornando in bonis.). i crediti insinuati nel passivo sociale sono automaticamente ammessi negli stati passivi personali di tali soci inoltre le opposizioni dei creditori esclusi o ammessi con riserva e le 18 . 53). Nell’amministrazione straordinaria di società con soci illimitatamente responsabili. 93 ss l. In teoria. 2407 c3.c. Le due procedure hanno in comune la natura concorsuale e la finalità conservativa ma sono presenti diversità sostanziali infatti la specificità della Legge Marzano si evidenzia dalla previsione del concordato come elemento essenziale del piano di risanamento che se è con assuntore. I creditori devono presentare le domande. piano esterno  la legge Marzano consente all’imprenditore di ristrutturarsi. 2. bisogna considerare il piano: 1.) che riserva al commissario liquidatore solo l’esercizio delle azioni di responsabilità degli amministratori verso la società (art. 2394 c. piano interno  la disparità è giustificata poiché la duplice finalità della revocatoria è compatibile solo con le procedure volte alla liquidazione e il sacrificio che la revocatoria impone ai terzi è giustificato solo dalle esigenze di tutela della par conditio pertanto di essa non può giovarsi l’imprenditore insolvente. risponde all’indirizzo di cessione mentre se è senza assuntore risponde all’indirizzo conservativo. 206 l.f. creano problemi di coordinamento con le norme concorsuali che non sono stati superati nemmeno con la riforma fallimentare. Tali dubbi possono essere superati se si ritiene che tale norma svolge una funzione procedimentale limitandosi a prevedere la legittimazione attiva del commissario (straordinario) e la procedura da seguire previa autorizzazione dell’autorità di vigilanza (ministero). 2394bis. 36 alle norme sulla liquidazione coatta) della norma (art. 2393 c. introdotte con la riforma societaria 2003. fallimento). 2409sexies c1. 2409 noviesdecies c. L’inciso finale deve pertanto essere inteso nel senso che quelle azioni sono ammissibili solo quando la procedura si è evoluta in senso liquidatorio (cessione.che l’ha portata a ritenere infondata la questione d’illegittimità costituzionale: 1.). resta dubbia l’applicabilità nell’amministrazione straordinaria (in virtù del rinvio dell’art. in presenza di un piano di ristrutturazione. ristrutturazione  non ci dovrebbe essere l’accertamento perché non vi è la liquidazione dei beni e quindi non vi è materia da ripartire tuttavia il legislatore lo ha ritenuto comunque opportuno perché si potrebbe verificare la conversione del programma in quello di cessione o la conversione della procedura in fallimento.c. concordato con assunzione. cessione  la ratio dell’accertamento consiste nel soddisfacimento dei creditori.c. Tali norme. 2.f. In merito all’accertamento del passivo (art.) sostituendo al curatore il commissario straordinario. a spese dei terzi assoggettati a revocatoria.

55): 1. specifico  si distingue: a. al commissario straordinario. piano di ristrutturazione  operazioni di ricapitalizzazione o cambiamento degli assetti imprenditoriali. 96 c3 n2 l. tempi/modi di soddisfazione dei creditori (anche dopo la procedura) tramite i diversi accordi (concordato o piani di modifica convenzionale delle scadenze dei debiti senza che sia prevista una forma di consultazione/organizzazione tra i creditori o la formazione di accordi a maggioranza vincolanti per tutti i creditori). in caso di particolare complessità della procedura inoltre la mancata presentazione del programma è causa di revoca del commissario (art. Nella redazione del piano. prorogabile dal ministro. b. contemperamento  tra l’esigenza di conservazione e la tutela dell’interesse dei creditori. i crediti per i quali la mancata produzione del titolo non dipende dal creditore. entro 60 giorni dal decreto d’apertura. è di 19 . 56) comprende: 1. salvo che la produzione avvenga nel termine assegnato dal giudice (art. da cui decorre la durata. 134/2008). per una volta e non più di 60 giorni. il commissario deve considerare diversi obiettivi (art. funzione d’indirizzo  rispondenza del piano agli indirizzi di politica industriale del ministro. offerte pervenute e prospettive di pagamento dei creditori. comune  indicazioni su: a. 2. modalità di copertura del fabbisogno finanziario 2. Il contenuto del programma (art. 9) Definizione ed esecuzione del programma La scelta tra la ristrutturazione o la cessione dei complessi aziendali compete. Il Decreto Alitalia ha introdotto una semplificazione prevedendo che la domanda d’ammissione al passivo può essere presentata dal rappresentante comune degli obbligazioni e da quello dei titolari di strumenti finanziari (art. piano di cessione  modalità della cessione che devono mantenere l’unità produttiva. conservazione 3. Il programma deve specificare se intende far ricorso alla garanzia statale o altre forme di agevolazione pubbliche non rientranti tra le misure autorizzate dalla Commissione europea e in tal caso il programma deve essere conforme ai principi comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio delle imprese in difficoltà. sotto la vigilanza del ministro. in sede di redazione del programma. 54).L.impugnazioni dei crediti ammessi devono essere proposte con ricorso al giudice delegato ma sono decise dal tribunale. Parte della dottrina ritiene la norma applicabile solo al caso Alitalia mentre altri la considerano applicabile anche alla disciplina comune perché si riferisce all’amministrazione straordinaria in generale consentendo l’ammissione diretta e quindi derogando alla norma secondo cui sono ammessi con riserva. Il termine per l’autorizzazione del programma. previsione economiche e finanziarie connesse al piano di prosecuzione d. attività da continuare e da dismettere b.f.). 3 D. piano di liquidazione per i beni non funzionali alla prosecuzione dell’attività c.

per consentirgli di svolgere la funzione di vigilanza ed indirizzo. creditori ed ogni altro interessato (art. Ai fini dell’esecuzione del programma vi sono norme per agevolare una rapida esecuzione delle cessioni previste dal piano: 1. 59). Se il programma prevede il ricorso a finanziamenti o agevolazioni pubbliche soggette ad autorizzazione comunitaria. A conferma della subordinazione dell’interesse creditorio a quello alla continuazione. 2. un anno dall’autorizzazione del programma di ristrutturazione  nel caso di sostituzione del programma di ristrutturazione con quello di cessione. i termini per l’autorizzazione decorrono dalla decisione della Commissione europea e in caso di diniego dell’autorizzazione. 56 c3bis) che nei programmi di cessione ha disapplicato la norma secondo cui. entro 30 giorni (a pena di revoca) un nuovo programma che non preveda il ricorso alle agevolazioni (art. 62 c1).30 giorni dalla sua presentazione al ministero (prorogabili fino a 60) e se il ministro non si pronuncia entro 90 giorni dalla presentazione. cessione di immobili. Il programma autorizzato è trasmesso dal commissario al tribunale indicando le parti la cui divulgazione può comprometterne l’esecuzione e poi si ha il deposito in cancelleria. oltre al prezzo offerto. vendite  realizzate con forme adeguate alla natura dei beni e finalizzate al miglior realizzo (anche a tutela dei creditori) in conformità ai criteri dettati dal ministro (art. per renderlo disponibile all’imprenditore. 63 c4) soprattutto a seguito della modifica (art. la durata del nuovo programma decorre dall’approvazione di quello originario (art. 60). il commissario deve presentare al ministero. per almeno un biennio. anche in relazione alla garanzia di mantenimento dei livelli occupazionali (oggetto di negoziato nelle consultazioni con i sindacati art. b. valutazione  considera la redditività all’epoca della stima e nel biennio successivo (valore che avrebbe sul mercato). 61). scadenza del termine del primo programma autorizzato 2. in caso di trasferimento d’azienda (nozione ampia comprendente ogni operazione che comporta un 20 . acquirente  assume l’impegno contrattuale di proseguire l’attività. 62 c2 e 3). il programma è considerato approvato ma il termine è sospeso se il ministero chiede al commissario chiarimenti. la legge prevede tra i criteri di selezione dell’acquirente. Se durante l’esecuzione. aziende o rami d’azienda > 51. può chiedere al ministero l’autorizzazione per la modifica/sostituzione del piano stesso. con una relazione trimestrale sull’esecuzione e sull’andamento dell’esercizio dell’impresa (art. Il commissario deve compiere le attività necessarie all’esecuzione del programma e deve informare il ministro. mantenendo i livelli occupazionali concordati nella vendita. Tale autorizzazione deve essere data negli stessi termini e modalità previsti per il programma originario ma l’autorizzazione è inefficace se interviene dopo: 1. integrazioni o modifiche (art. il commissario accerta che il piano non è idoneo a raggiungere l’obiettivo. alienazione di aziende in esercizio  è previsto: a.645 €  adeguate forme di pubblicità per garantire la trasparenza del commissario e il valore dei beni deve essere determinato da esperti nominati dal commissario straordinario (art. 57). 3. 58). entro 120 giorni dalla presentazione. affidabilità dell’offerente e piano di prosecuzione dell’attività. omettendo tali parti. Tuttavia.

debiti delle aziende cedute anteriori al trasferimento  per incentivare il trasferimento dei complessi aziendali. Nel programma di ristrutturazione non si realizza una liquidazione dell’attivo perché per la conclusione della procedura è sufficiente la prova della riacquisita capacità dell’impresa di far fronte alle obbligazioni pregresse e future mentre nel programma di cessione si ha una fase di riparto (art. il rapporto di lavoro continua col cessionario. il tribunale può disporre la conversione su richiesta del commissario o d’ufficio.) e la ripartizione finale si ha dopo l’approvazione del conto della gestione e la liquidazione del compenso al commissario straordinario. 65). in deroga alla disciplina generale.f. da valutarsi caso per caso (crediti prededucibili art. che illustra analiticamente gli esiti dell’esecuzione del programma ed indica se gli obiettivi sono stati raggiunti o meno (art. il commissario. 111-115 e 117 c2 e 3 l.f. Nei 10 giorni successivi alla scadenza del programma (prorogabile in casi speciali) il commissario deve presentare una relazione finale. cessionario e cedente. 64). l’acquirente. 5. 66). 4. 111 bis e crediti con prelazione art. il giudice delegato al momento del deposito aveva un potere di modifica del progetto mentre oggi spetta solo al curatore pertanto si ritiene che nell’amministrazione straordinaria spetti solo al commissario straordinario. 68). 6. non risponde di tali debiti. acconti parziali a tutti i creditori o ad alcune categorie di essi. Prima della riforma. 63 c5) tuttavia la legge non specifica il contenuto di tale convenzione e l’estensione/natura dell’accollo creando problemi interpretativi. può erogare. cancellazione disposta dal ministro  delle ipoteche relative a diritti di prelazione e delle trascrizioni dei pignoramenti/sequestri conservativi sui beni trasferiti (art. in ogni momento (art. previa consultazione del comitato di sorveglianza ed autorizzazione del giudice delegato. da sottoporre al comitato di sorveglianza.). corredato dal parere del comitato di sorveglianza. con decreto motivato soggetto a reclamo in corte 21 . il lavoratore conserva tutti i diritti che ne derivano e sono obbligati in solido. 2112 c. Si ritiene che non possa essere violato il principio della par conditio creditorum pertanto il cessionario può accollarsi tutti i crediti oppure può accollarsi solo quelli prededucibili e privilegiati al fine di non alterare l’ordine di soddisfazione. salvo diversa convezione (art. considerando le esigenze connesse all’esercizio dell’impresa. conversione in fallimento  avendo lo stesso presupposto (insolvenza). 67) pertanto il commissario sottopone ogni 4 mesi al giudice delegato un prospetto delle somme disponibili ed un progetto di ripartizione ai creditori. 110 c2 e 3. impugnazioni degli atti relativi alla liquidazione dei beni  tali atti devono ledere i diritti soggettivi dei creditori e dei terzi inoltre spetta al tribunale la decisione in merito che è reclamabile (art. 111 quater l. 10) La cessazione dell’amministrazione straordinaria Le modalità di cessazione dell’amministrazione straordinaria sono 3: 1.). per tutti i creditori che il lavoratore aveva al tempo del trasferimento (art.c.mutamento nella titolarità dell’attività). Alle ripartizioni sono applicate le norme fallimentari (art. In generale tale rinvio è riferito alle norme pre riforma tuttavia alcune delle norme aggiunte sono ritenute applicabili in via analogica. A prescindere dal piano.

non essendo finalizzata al soddisfacimento integrale dei 22 . durante la procedura  in ogni momento in cui risulta che non può più essere utilmente proseguita nella prospettiva del recupero dell’equilibrio economico (art. in presenza di tali condizioni. L’automatismo della conversione può essere evitato dal debitore con presentazione della domanda di concordato. 77). entro 5 anni dal decreto di chiusura. 74): a. su istanza dell’imprenditore o creditore. 69). può concedere con decreto motivato. quest’ultima non è avvenuta. Se alla scadenza del programma di cessione. 66). considerando gli interessi pubblicistici volti alla conservazione del complesso. pagamento integrale o altra soddisfazione di tutti i creditori ammessi e pagamento integrale dei compensi degli organi della procedura  nel programma di cessione. termine della procedura  se è trascorso il termine massimo per il programma di ristrutturazione senza che l’imprenditore abbia recuperato la capacità di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni o per il programma di cessione senza che i complessi aziendali siano stati ceduti a terzi (art. ripartizione finale dell’attivo  nel programma di cessione ma non è necessario il completo recupero della solvibilità dell’imprenditore. passaggio in giudicato della sentenza che approva il concordato (art. b. 70). recupero della capacità di adempire le proprie obbligazioni  non è necessario il ripristino della redditività. Se la ripartizione non ha integralmente soddisfatto le pretese dei creditori. su ricorso del commissario straordinario. e. in tutto o in parte. 2. bisognerebbe comunque procedere con l’amministrazione straordinaria. ma le iniziative avviate sono di imminente definizione. b. Si evidenzia una compressione dell’esigenza di tutela dei creditori perché la procedura. mancate domande di ammissione al passivo nei termini  in realtà. 71). 78)  teoricamente il concordato tutela sia gli interessi dei privati (prevede una loro soddisfazione) che quelli pubblici (conservazione). prevede anche la nomina del giudice delegato e del curatore inoltre cessano le funzioni del commissario straordinario e del comitato di sorveglianza (art. c. d. ordina la riapertura della procedura.d’appello da parte di ogni interessato e garantendo il contraddittorio. La conversione può essere disposta: a. con l’autorizzazione del ministero e sentito il comitato di sorveglianza. chiusura della procedura  la chiusura fisiologica deve essere dichiarata con decreto del tribunale (d’ufficio o su ricorso del commissario/imprenditore) in caso di (art. convertendola in fallimento e provvedendo alla nomina del curatore e del giudice delegato (art. Il decreto che dispone la conversione. una proroga del termine non superiore a 3 mesi (art. la procedura può essere riaperta se: – nuove attività nel patrimonio dell’imprenditore che rendono utile la riapertura – l’imprenditore offre la garanzia di pagare almeno il 10% ai creditori (vecchi e nuovi) Il tribunale. il tribunale. In questo caso cessa lo stato d’insolvenza pertanto non è più giustificata la procedura.

f. 214 c2 . I creditori e gli altri interessati possono presentare nella cancelleria le loro opposizioni entro 30 giorni che decorrono dalla comunicazione fatta dal commissario per i creditori e dall’esecuzione delle altre formalità pubblicitarie per ogni altro interessato. si ritiene che il concordato omologato può essere risolto per inadempimento o annullato per vizio da esagerazione del passivo o dissimulazione dell’attivo. pubblicata nella Gazzetta Ufficiale e depositata nell’ufficio del registro delle imprese. società di capitali e cooperative  consenso degli amministratori. Le opposizioni possono riguardare solo le formalità e non il merito perché la valutazione sulla convenienza spetta solo al ministero (l’opposizione andrebbe proposta di fronte al giudice amministrativo e non quello giudiziario) e la tutela dei creditori è subordinata alla conservazione dell’impresa. considerando il valore dei garantiti. accompagnati da una relazione del comitato di sorveglianza. il commissario deve comunicarla a tutti i creditori ammessi al passivo. La proposta deve essere approvata dal ministero (giudizio di merito).5 l. Il presupposto per la domanda di concordato è l’emanazione del decreto d’esecutività dello stato passivo (art. Gli interessati possono contestare. b. che i creditori privilegiati non siano soddisfatti in percentuale inferiore rispetto a quella che otterrebbero con un piano di cessione o col fallimento. con effetto esdebitatorio. per ottenere l’autorizzazione al deposito in tribunale affinché tutti ne prendano visione. il ripristino della solvibilità e il mantenimento in vita dell’impresa.). concordato  è un mezzo per ottenere. 152 l. salvo diversa disposizione nell’atto costitutivo o nello statuto (art. sentito il comitato di sorveglianza (esclusa l’approvazione da parte dei creditori) e considerando: a. convenienza  per i creditori rispetto alla continuazione della procedura pertanto deve verificare. In mancanza di una norma espressa. sia il bilancio che il conto si intendono approvati. b. può essere chiusura anche in assenza di questo. impugnazioni ed esecuzione del concordato sono applicate le norme previste per la liquidazione coatta amministrativa sostituendo il commissario straordinario a quello liquidatore (art. società di persone  consenso dei soci che rappresentano la maggioranza del capitale. 79) sia ai creditori personali che a quelli sociali nel rispetto della formalità previste (art.creditori. su parere del commissario. Il tribunale decide sia sulle opposizioni che sulla proposta di concordato verificando la regolarità formale (giudizio di legittimità) nel giudizio di omologa.f. compatibilità  col fine conservativo della procedura. Prima della chiusura il commissario deve presentare il bilancio finale col conto della gestione. La legittimazione spetta all’imprenditore o ad un terzo assuntore del concordato e nel caso di società. In merito al contenuto della proposta. 78) mentre nel concordato disciplinato nella liquidazione coatta amministrativa è il deposito dell’elenco dei creditori. pertanto decorso tale termine. 23 . 3. La domanda deve essere depositata in tribunale con i pareri richiesti. procedimento. 78). Il socio illimitatamente responsabile può proporre un concordato (art. entro 20 giorni dalla comunicazione o affissione dell’avvenuto deposito.): a.

Il rapporto di controllo (art. anche per soggetti diversi dalla società. contrattuale  società sotto l’influenza dominante di un’altra società in base a vincoli contrattuali (subfornitura). possono chiedere informazioni alla Consob. 80 ss). Tuttavia. di fatto  una società ha voti sufficienti per esercitare un’influenza dominante nell’assemblea ordinaria di un’altra società pure non avendo la maggioranza dei voti esercitabili. a cui è assoggettata un’impresa facente parte di un gruppo. è estesa alle altre imprese del gruppo insolventi.).L. L’ampia nozione fornita dal decreto consente di comprendere non solo le imprese collettive ma anche quelle individuali. ritengono che sia la controllata che la controllante possono essere imprese individuali.c. Il Decreto Alitalia ha introdotto una specifica nel Decreto Parmalat (D. al fine di garantire una migliore gestione dell’insolvenza e della liquidazione del patrimonio (art. 2. 347/2003 art. 24 . 3. per la fornitura di servizi necessari allo svolgimento dell’attività. 82). 81) dell’estensione sono pertanto l’esistenza della procedura madre. Ai fini dell’estensione. Ai fini dell’accertamento di tali rapporti. contratti di subfornitura). I presupposti (art. 3 c3) prevedendo che tra le imprese di gruppo sono comprese anche quelle partecipate che intrattengono. collettivamente  la gestione unitaria dell’insolvenza agevola la conservazione dell’impresa. ministero e tribunale.11) Amministrazione straordinaria e gruppo d’imprese L’amministrazione straordinaria. anche se non presentano i requisiti per l’ammissione. infatti utilizza il termine impresa invece che società. mancando l’organo dell’assemblea ordinaria nell’impresa individuale mentre altri. imprese controllanti la società soggetta alla procedura madre 2. di diritto  una società ha della maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria di un’altra società. 81): 1. Parte della dottrina ritiene tale norma applicabile solo nella procedura speciale tuttavia altra parte della dottrina la ritiene applicabile anche nella procedura comune in quanto fa espresso rinvio alla Legge Prodi bis. può essere: 1. alcuni ritengono che la controllata può essere solo una società. società controllate dall’impresa soggetta alla procedura madre o da quella che la controlla 3. autorità pubbliche e società fiduciarie (art. singolarmente  concrete prospettive di recupero (ristrutturazione o cessione). la procedura madre è quella dell’impresa (capogruppo o controllata) con i requisiti per l’ammissione che sia stata dichiarata insolvente per prima mentre le imprese del gruppo sono quelle (art. considerando la nozione civilistica di controllo. 2. in via sostanzialmente esclusiva. il commissario. dei rapporti di controllo e dello stato d’insolvenza delle imprese del gruppo che tuttavia sono ammesse alla procedura se alternativamente presentano: 1. rapporti contrattuali con l’impresa sottoposta alle procedure previste dal decreto. Tale nozione molto ampia è relativa solo all’amministrazione straordinaria. imprese soggette a direzione comune a quella dell’impresa soggetta alla procedura madre  può risultare dalla composizione degli organi amministrativi o da altri elementi concordanti (patti parasociali. 2359 c1 e 2 c. considerando il controllo contrattuale.

b. con prospettive di recupero  può basarsi sulla cessione o sulla ristrutturazione. denuncia  il commissario (straordinario e giudiziale) e il curatore possono denunciare al tribunale sia gli amministratori che i sindaci delle società del gruppo e se le gravi irregolarità denunciate sono accertate. purché non sia esaurita la liquidazione dell’attivo (art. Gli effetti dell’estensione: 1. redazione del programma  si distingue a seconda che le imprese del gruppo siano (art. organi e spese  quelli amministrativi nominati nella procedura madre sono preposti anche nelle procedure relative alle altre imprese. in proporzione alle loro masse attive (art. è effettuato dal tribunale del luogo dove ha la sede principale e il ricorso per la dichiarazione dello stato d’insolvenza dell’impresa del gruppo spetta anche al commissario straordinario della procedura madre oltre che dall’imprenditore. azione responsabilità nei casi di direzione unitaria  gli amministratori delle società che hanno abusato del potere di direzione delle imprese del gruppo. 4. anche le procedure figlie sono interrotte. le procedure figlie continuano nel loro programma di recupero. 84). 5. 2497 c. In questo caso se cessa la procedura madre. La norma deve essere interpretata alla luce del nuovo diritto societario (art. 85). 89). 87). Ciò contribuisce a chiarire che la responsabilità degli amministratori presuppone sia la responsabilità della 25 . il commissario/curatore denunciante può essere nominato amministratore giudiziario della società del gruppo (art.c. conversione in amministrazione straordinaria del fallimento di un’impresa del gruppo  se dopo la dichiarazione di fallimento. 3. che si svolge come quello previsto per la società madre. per i danni a questa cagionati dalle direttive abusive impartite (art. 6. invitando il curatore e il commissario straordinario a depositare in cancelleria e a presentare al ministro una valutazione motivata sulla sussistenza dei presupposti per la conversione.L’accertamento dei presupposti/condizioni per l’ammissione dell’impresa del gruppo.) che consente ai soci (oltre ai creditori sociali della controllata) di far valere la responsabilità da direzione e coordinamento della controllante e di chi abbia comunque preso parte al fatto lesivo. In questo caso emerge l’autonomia delle procedure infatti se cessa la procedura madre. inclusi evidentemente i suoi amministratori. è aperta una procedura madre e sussistono i presupposti. senza prospettive di recupero  il commissario straordinario redige un programma integrativo di quello approvato nella procedura madre (o in relazione ad altra impresa del gruppo ammessa alla procedura) volto a favorire il buon esito della prima. 86): a. creditore. salvo l’integrazione del comitato di sorveglianza e l’imputazione delle spese della procedura ricade sulle singole imprese. Ciò rende unitaria la gestione delle procedure che però rimangono formalmente distinte e pendenti in tribunali diversi. 2. sono responsabili solidalmente con gli amministratori dell’impresa dichiarata insolvente (coloro che hanno materialmente eseguito le condotte dolose). Il tribunale provvede alla conversione su istanza di chiunque interessato o d’ufficio. conversione in fallimento dell’amministrazione straordinaria di un’impresa del gruppo  se mancano le concrete prospettive di recupero e la procedura madre è convertita in fallimento (art. 90). 82). pubblico ministero e tribunale d’ufficio (art.

7. perché intervengono solo per chiedere il riconoscimento dei loro crediti inoltre possono far valere le loro ragioni solo in sede amministrativa e non in quella giudiziaria tuttavia si registra un progresso poiché è prevista la loro votazione per l’approvazione della proposta di concordato.L. 2. forma autonoma  tale tesi. L’amministrazione straordinaria speciale condivide con la procedura comune la natura concorsuale e la finalità conservativa ma se ne distingue sotto 3 aspetti: 1.). nei limiti del vantaggio conseguito.controllante per abuso della direzione e coordinamento che la reale partecipazione al fatto lesivo dei legittimati passivi pertanto non saranno responsabili tutti gli amministratori ma solo quelli che hanno impartito le direttive e. 347/2003) la gestione della crisi è tornata ad essere governativa.L. forma particolare di amministrazione straordinaria  secondo la Corte costituzionale e parte della dottrina. con la Legge Marzano (D. 67 c2 l. come nella procedura comune. 347/2003) 1) Peculiarità della procedura speciale e requisiti per l’ammissione La procedura comune si è rilevata inadatta per le grandissime imprese dislocate su ampi territori e in occasione del dissesto Parmalat è iniziata la “legislazione d’emergenza” influenza da motivi politici per dare al mercato un segnale forte creando il convincimento in una pronta soluzione. il commissario straordinario o il curatore dell’impresa dichiarata insolente.) e 5 anni per quelli anomali (art. 67 c1 l. è responsabile dell’esecuzione del programma e nomina il commissario straordinario mentre l’autorità giudiziaria valuta solo aspetti oggettivi formali (requisiti) e gestisce le fasi di accertamento del passivo. revocatoria aggravata  per colpire le operazioni di svuotamento patrimoniale compiuti verso alcune imprese del gruppo. hanno un peso assente. anche se quest’ultima non è soggetta ad una procedura concorsuale (art. In merito alla natura della procedura speciale vi sono due opinioni: 1. 91). Sull’azione revocatoria è competente il tribunale che ha posto l’impresa attrice in amministrazione straordinaria. CAPITOLO 2: L’AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA SPECIALE (D. ammissione alla procedura  sono previsti ulteriori requisiti soggettivi 26 . 8) perché ritiene che sia dovuto solo dal carattere urgente della disciplina. a quelli che hanno consapevolmente tratto beneficio dell’attività lesiva.f. L’atteggiamento del legislatore è mutuato nel tempo infatti se con la Legge Prodi bis era stata recuperata la giurisdizionalizzazione del procedimento rispetto alla Legge Prodi. sminuisce il richiamo alla disciplina della procedura comune per quanto non disposto e in quanto compatibile (art. Tale passaggio da un procedimento giurisdizionale – amministrativo ad uno amministrativo implica che l’autorità amministrativa decide in via preliminare sull’ammissione alla procedura (deve essere confermata e resa definitiva con l’approvazione del piano). Si ritiene necessario provare la sussistenza di un rapporto di gruppo tra le società/imprese al momento dell’atto e l’aggravamento consiste nel maggior periodo sospetto cioè 3 anni per gli atti normali (art. possono proporre azioni revocatorie aggravate verso ogni altra società del gruppo. la procedura speciale si articola in sub – procedimenti della procedura comune. I creditori. sostenuta da un’altra parte della dottrina.f.

eliminando quella giurisdizionale d’osservazione (minori poteri dell’autorità giudiziaria). libertà di comunicazione  poste.000. 2.000 € (inclusi quelli derivanti da garanzie rilasciate). i requisiti dimensionali invece sono riferibili al gruppo di cui l’impresa fa parte se tale gruppo esiste da almeno un anno pertanto si ha una contraddizione perché potrebbero essere ammesse alla 27 . 1) sono: 1. igiene. 2. Tali imprese non sono definite pertanto facendo riferimento alla legge sul diritto di sciopero in tali settori.L.dimensionali. concordato  la proposta di concordato deve essere approvata dai creditori inoltre la nuova disciplina consente una celere definizione della procedura. quantitativi  imprese medio grandi che oltre ai requisiti dimensionali previsti per il fallimento devono avere: − dipendenti  non inferiore a 500 da almeno 1 anno (compresi quelli in cassa integrazione).f. telecomunicazioni. 3. b. qualitativi (art. 1 l. I requisiti d’ammissione (art. 3. salute.)  imprese soggette al fallimento (imprese commerciali private). Il commissario straordinario può disporre la proposta e decidere sulla sorte dei crediti. istruzione 4. infatti il decreto del Ministero dispone sia l’immediata ammissione che la nomina del commissario straordinario e solo successivamente il tribunale dichiara lo stato d’insolvenza. diversa legittimazione a presentare l’istanza e le fasi della procedura sono invertite. Ciò evidenzia il carattere pubblicistico della procedura che sacrifica l’interesse dei creditori a favore di quello pubblico ma realizzando un trattamento di favore eccessivo per tali imprese creando disparità di trattamento rispetto alle altre imprese ammesse alla procedura comune pertanto sono state sollevati diversi dubbi sulla loro legittimità costituzionale. La procedura è caratterizzata da un’elevata ingerenza statale nella gestione della crisi (ammissione e concordato) ed è stata modificata dal Decreto Alitalia (D. attuando una divisione dei creditori in classe e un trattamento differenziato. − debiti  non inferiore a 300. soggettivi  si distinguono: a. patrimonio  diritti personali tutelati costituzionalmente. che contempera il diritto di sciopero con la tutela dei diritti fondamentali. si possono individuare i seguenti settori: 1. azioni revocatorie  sono proponibili non solo se è autorizzato un piano di cessione ma anche se è autorizzato un piano di ristrutturazione economica e finanziaria. vita. libertà di circolazione  trasporti. 134/2008) che ne ha rafforzato il carattere amministrativo infatti l’ammissione è decisa dal Presidente del Consiglio dei ministri (organo politico) e la disciplina della procedura speciale è stata estesa alle ristrutturazioni di grandi imprese in crisi di natura non solo finanziaria integrandola con disposizioni dirette a garantire la continuità nella prestazione dei servizi pubblici essenziali. In passato i requisiti dimensionali erano maggiori inoltre sebbene l’insolvenza deve essere riferita alla singola impresa che chiede l’ammissione alla procedura.

Lgs. 2): 1.) b. Il riferimento alla legge fallimentare può creare una contraddizione. oggettivi (insolvenza) e l’esistenza di adeguate prospettive di ristrutturazione ma non è richiesta una relazione da parte di esperti che tuttavia può essere allegata.f. prospettive di recupero dell’equilibrio economico  mediante (art. 5. differenziandosi dalla procedura comune.procedura piccole imprese insolventi che fanno parte di un gruppo. società di persone  soci che rappresentano la maggioranza assoluta del capitale. cooperative)  dagli amministratori. Tale soluzione deve comunque essere respinta perché l’intervento pubblico è giustificato considerando solo l’aspetto sostanziale e cioè i grandi livelli occupazionali pertanto i requisiti dimensionali sono calcolati considerando le imprese insolventi del gruppo in quanto il requisito dimensionale deve essere almeno presente nell’ambito delle imprese insolventi. 270/99): − piano di ristrutturazione − piano di cessione dei complessi aziendali − programma di cessione dei complessi di beni e contratti  sulla base di un programma di prosecuzione dell’impresa di durata non superiore ad 1 anno e solo per le società operanti nel settore dei servizi pubblici essenziali. La legittimazione. istanza d’ammissione alla procedura  deve essere presentata al ministro inoltre deve essere motivata e corredata di documentazione che deve dimostrare il possesso dei requisiti dimensionali. 2. spetta solo all’impresa che deve proporre un programma di risanamento nelle sole modalità consentite. 2. 2. considerando il carattere pubblicistico della procedura e soprattutto il settore dei servizi 28 . 2) Apertura del procedimento e dichiarazione giudiziale dell’insolvenza Ai fini dell’avvio della procedura.) pertanto la decisione di proporre l’istanza deve essere approvata: 1. le imprese con i requisiti devono presentare (art. Infine. stato d’insolvenza (art. oggettivi  comprendono: a. che tuttavia è eliminata considerando che l’irreversibilità della crisi sussiste se le prospettive di risanamento sono valutate alla luce delle sole forze dell’impresa invece il risanamento presuppone l’intervento di fattori esterni alla crisi. Tale differenza sulla legittimazione ha posto dei problemi costituzionali perché crea disparità di trattamento in quanto nella procedura comune sono ammesse sia iniziative esterne che d’ufficio pertanto nella procedura speciale c’è una maggiore discrezionalità. 27 c2 D. 152 l. Inoltre. In merito alle società si ritiene applicabile la legge fallimentare sulla proposta di concordato (art. ricorso per la dichiarazione dello stato d’insolvenza  deve essere presentata al tribunale del luogo in cui l’impresa ha la sede principale. la disparità di trattamento si realizza anche rispetto ai creditori perché l’imprenditore con i requisiti per l’ammissione alla procedura speciale ha una libertà di scelta sulla procedura a cui chiedere l’ammissione che incide sulla tutela dei creditori. società di capitali (e s.f.l. perché l’amministrazione straordinaria mira al risanamento.

pubblici essenziali. Per le imprese operanti nei servizi pubblici essenziali. opinione favorevole  in casi eccezionali di particolare complessità della procedura. 51 l. 44 l. 42 l. divieto di azioni esecutive individuali  per i creditori (art.f. Le funzioni del commissario straordinario riguardano: 1. l’ammissione immediata e nomina il commissario straordinario.f. opinione contraria  è privilegiata l’unità del soggetto perché l’accentramento dei poteri assicura sia una rapidità decisionale che un’efficienza gestionale. inefficacia atti/pagamenti successivi all’apertura della procedura (art. Il ministro valuta i requisiti (art.) 5. 6. legittimazione processuale del commissario straordinario  nelle controversie in corso relative a rapporti di diritto patrimoniale.f. amministrazione (art. non è ammessa la nomina di più commissari tuttavia si è posto un problema sulla possibilità di nomina di un collegio: 1. 45 l. 1 l. spossessamento  attribuzione della gestione e dell’amministrazione al commissario straordinario (art. 4. altre condizioni dell’incarico ed atti necessari al conseguimento delle finalità della procedura (art. 46 e 47 l. Gli effetti (art. 270/99 e art. 3 c1)  fino alla dichiarazione dello stato d’insolvenza.). Si tratta di un giudizio sommario perché ha carattere cautelare ed anticipatorio inoltre la data di emissione del decreto è rilevante al fine del calcolo dei termini e il decreto deve essere comunicato al tribunale. 2. 48 D. beni esclusi dalla procedura e alimenti all’imprenditore/famiglia (art. a differenza della procedura comune. dispone con decreto. In merito al commissario straordinario. tale decreto è emesso dal Presidente del consiglio dei ministri insieme al ministro competente per settore (l’istanza d’ammissione deve essere presentata ad entrambi). 3.).). inefficacia delle formalità successive all’apertura della procedura  formalità necessaria per rendere opponibili gli atti ai terzi (art.) e se condivide che le ragioni che hanno indotto l’imprenditore a chiedere l’apertura della procedura. 29 . Tuttavia si realizza un contemperamento perché il commissario può utilizzare un programma che preveda lo spossessamento totale dell’imprenditore o che abbia carattere espropriatorio attraverso il concordato o la cessione. e determina anche il compenso del commissario.f. Il decreto è un atto amministrativo pertanto il ricorso è esperibile solo al tribunale amministrativo regionale (Tar) del Lazio. svolge le funzioni attribuite a quello giudiziale nella procedura comune e provvede all’amministrazione compiendo ogni atto utile all’accertamento dello stato d’insolvenza.f.) I primi due effetti derivano dalla nomina del commissario mentre gli altri effetti mirano a tutelare l’impresa da iniziative che possono pregiudicare il buon esito del piano di risanamento tuttavia manca una norma che preveda epressamente la prededucibilità dei crediti sorti a fronte della continuazione dell’esercizio dell’attività ma si ritiene comunque applicabile la disciplina della procedura comune. 2 c2). 2. tale scelta del legislatore sulla legittimazione appare sempre meno giustificabile.Lgs. 2 c2bis) del decreto d’ammissione immediata sono analoghi a quelli della sentenza dichiarativa dello stato d’insolvenza nella procedura comune: 1.f.

Il commissario può anche presentare il programma di cessione entro 60 giorni dalla comunicazione della mancata autorizzazione di quello di ristrutturazione nonché la formulazione della proposta di concordato (art. 81 ss D. 4. rientrano tra le imprese di gruppo anche quelle partecipate che intrattengono. 3 c3 e 3bis)  se ricorrono le condizioni per l’amministrazione straordinaria delle imprese del gruppo (art. 3 c1bis)  può essere autorizzato dal giudice delegato. Tuttavia si ha un’eccezione all’obbligo di presentazione del programma.Lgs. programma (art.Lgs. La conversione del fallimento di un’impresa del gruppo in amministrazione straordinaria non è disciplinata ma in virtù del rinvio generale (art. crisi del gruppo (art. con riferimento ai soli beni. prima dell’autorizzazione del programma. La ratio di tale previsione è di attrarre nel suo ambito applicativo anche le imprese strumentali. la procedura è aperta dall’impresa che si trova nella circoscrizione del tribunale più “favorevole”. chirografari che non sarebbero soddisfatti nel concorso) in quanto il pagamento degli altri pregiudica il ripristino salvo l’autorizzazione e la dimostrazione del vantaggio certo dei creditori ovvero del pregiudizio per i creditori e la procedura che si avrebbe in caso contrario. rapporti contrattuali con l’impresa sottoposta alla procedura speciale. presentando ricorso per la dichiarazione d’insolvenza delle stesse al tribunale che ha dichiarato l’insolvenza per primo (vis actrativa) pertanto si ha una procedura unica. 4 30 . Inoltre. se necessario ad evitare un grave pregiudizio alla continuazione dell’attività o alla consistenza patrimoniale. 81 D. in via sostanzialmente esclusiva. può chiedere al ministro di ammettere alla procedura anche altre imprese del gruppo. 54 D. 270/99). 3. Le procedure relative alle imprese del gruppo possono essere svolte unitariamente a quella relativa alla capogruppo o in via autonoma con un programma di ristrutturazione o cessione ma a tali imprese è applicata la disciplina prevista per l’impresa soggetta alla procedura madre. pagamento creditori anteriori (art. per le imprese operanti nel settore dei servizi pubblici essenziali che hanno fatto ricorso alla trattativa privata per la cessione dei complessi o beni aziendali. rami e complessi aziendali oggetto della trattativa. 8) si ritiene applicabile quella prevista per la procedura comune (art. Tale previsione è stata introdotta con la legge di conversione considerando che l’applicazione rigorosa delle norme sulle par condicio creditorum può ostacolare il buon esito della procedura pertanto è ammessa la soddisfazione fuori dal concorso di solo alcuni creditori (es. 4 c2)  deve essere presentato al ministro e redatto secondo l’indirizzo di ristrutturazione o cessione. per agevolare la gestione unitaria della crisi.2. considerando la posizione dei piccoli risparmiatori persone fisiche che hanno investito in obbligazioni emesse/garantite dall’impresa soggetta alla procedura (art. 270/99). Tale eccezione e l’eliminazione col decreto Alitalia di ogni differenza rispetto alla procedura comune sul contenuto del programma (poteva essere solo di ristrutturazione) evidenziano come il recupero non sia più il tratto qualificante rispetto alla procedura comune. 270/99).Lgs. per la fornitura dei servizi necessari allo svolgimento dell’attività di tale impresa. La riduzione delle soglie previste per i limiti dimensionali favorisce il fenomeno del forum shopping infatti se il gruppo comprende più imprese insolventi che hanno sedi dislocate in posti diversi.

8 c1 let. amministrazione straordinaria comune) oltre a quella per l’amministrazione straordinaria speciale. non istanza di ammissione immediata alla procedura  il ricorso fa solo riferimento ai requisiti dimensionali pertanto il tribunale deve capire se la richiesta d’ammissione dell’imprenditore è riferita alla procedura comune o a quella speciale poiché tali requisiti sono validi per entrambe le 31 . 270/99): a. in questa fase preliminare della procedura. descrizione delle cause dell’insolvenza b. dalla comunicazione del decreto ministeriale. salvo gli effetti degli atti legalmente compiuti da questi ultimi tuttavia è ammesso l’appello in cui è valutata la presenza dei requisiti per la dichiarazione dello stato d’insolvenza. 3 c1 bis) inoltre ha una funzione legata alla necessità di procedure all’accertamento dei crediti ma in ogni caso valuta su ambiti privati e non pubblicistici.Lgs.Lgs. a. c. relazione (art. udienza per la verifica dei crediti Tale sentenza produce gli stessi effetti sia nella procedura comune che in quella speciale (art. elenco dei creditori  indicazione dei crediti e delle cause di prelazione. stato analitico/estimativo delle attività c. 1. concordato. Inoltre in presenza di un decreto ministeriale di rigetto. al tribunale fossero presentate anche altre istanze di ammissione (fallimento. 4 c1)  se accerta la sussistenza dei requisiti per l’ammissione (competenza. Un altro organo della procedura è il giudice delegato che autorizza il pagamento dei creditori (art. entro 15 giorni.c4bis). 270/99) ma la sospensione degli interessi sui debiti dell’imprenditore insolvente decorre dalla pubblicazione nella GU del decreto ministeriale d’ammissione. nomina giudice delegato b. assegnazione ai creditori/terzi dei termini  per le domande di ammissione al passivo. 28 D. Nel caso in cui. il tribunale deve valutare in base al contenuto del ricorso presentato al ministro: 1. legittimazione ricorrente. 4 c1bis)  se accerta l’insussistenza dei requisiti per l’ammissione pertanto cessano gli effetti del decreto ministeriale con chiusura della procedura e decadenza degli organi. L’ammissione immediata alla procedura è comunque provvisoria perché è condizionata dalla decisione del tribunale. accoglimento (art. d. 18 e 19 c3 D. sentito il commissario straordinario (se necessario) e il debitore (se domanda di ammissione di altre imprese del gruppo) sull’istanza di dichiarazione dello stato d’insolvenza (deve essere comunicata al ministro): 1. e D. deve essere sottoposta al giudice delegato e contenere (art. rigetto (art. insolvenza. non può pronunciarsi riguardo alle prime ma deve farlo solo rispetto alla seconda. 4 c2)  contestualmente al programma. L’autorità giudiziaria ha poteri circoscritti al settore privato infatti interviene solo per decidere sulla lesione dei diritti soggettivi e perde la funzione di vigilanza – controllo sulla procedura inoltre è assente una funzione diretta a valutare le concrete prospettive di recupero (differenza con l’amministrazione straordinaria comune). 270/99): a. fallimento. 5.Lgs. dimensioni) emette sentenza dichiarativa dello stato d’insolvenza ed adotta ulteriori provvedimenti (art.

aziende e rami  sono autorizzate dopo la dichiarazione dello stato d’insolvenza se sono finalizzate alla ristrutturazione o salvaguardia del valore dell’impresa/gruppo tuttavia possono essere autorizzate anche prima di tale sentenza se ricorrono particolari motivi di urgenza e le controversie sulla legittimità degli atti del commissario sono rimesse alla competenza funzionale del tribunale che ha dichiarato lo stato d’insolvenza (art. autorizzazione  è confermato il provvedimento approvato in via cautelare di ammissione immediata pertanto la procedura prosegue secondo le norme previste per la procedura comune (art. 4 c2bis). alienazione di mobili in blocco. L’evoluzione della procedura dipende dalla valutazione del programma da parte del ministro: 1. 54 ss D. entro 180 giorni dal decreto di nomina (prorogabili dal ministro per altri 90 giorni) un programma di risanamento mediante ristrutturazione (di norma attuato con concordato) o un programma di cessione dei complessi aziendali e deve presentare al giudice delegato una relazione sulle cause dell’insolvenza. 5 c2bis). costituzione di pegno e transazioni  valore indeterminato o superiore ad un certo limite. alienazione/affitto di aziende o rami b. Un estratto del programma e della relazione deve essere pubblicato su almeno 2 quotidiani nazionali o internazionali (o altra idonea modalità) con facoltà per l’imprenditore. 5 c1). creditori ed ogni altro interessato di prenderne visione ed estrarne copia (art. alcuni atti dispositivi  comprendono (art. 4 c4septies). 2. costituzione di diritti reali su immobili. 270/99): a. 3. istanza di ammissione immediata alla procedura  in presenza dei presupposti per la procedura comune può provvedere d’ufficio altrimenti può trasmettere gli atti al pubblico ministero affinché provveda all’istanza di fallimento. 4 c4ter) che è ulteriormente prorogabile per 1 altro anno in ragione della sua particolare complessità (art. non autorizzazione o impossibilità di adozione  se il commissario ha 32 . 42 D.000 € e per quelli di ordinaria amministrazione (art. il programma è eseguito parzialmente. 2. su istanza del commissario straordinario.Lgs. può disporre la proroga del termine di esecuzione per massimo 1 anno (art. Se alla scadenza.Lgs. operazioni di cessione ed utilizzo di beni. Il commissario straordinario deve presentare al ministro. 3) L’amministrazione del patrimonio e le possibili evoluzioni della procedura La gestione dell’impresa e l’amministrazione dei beni dell’imprenditore spetta al commissario straordinario tuttavia è necessaria l’autorizzazione del ministro per: 1. 270/99). il ministro. 5 c2) ma l’autorizzazione non è necessaria per gli atti il cui valore individuale è inferiore a 250.procedure. sentito il comitato di sorveglianza. 2. alienazione/locazione di immobili. in ragione della complessità delle operazioni e delle difficoltà connesse alla definizione dei problemi occupazionali. sono autorizzate se necessarie a conservare la continuità dell’attività aziendale (art. operazioni o categorie di operazioni  fino all’autorizzazione del programma.

cassa integrazione e trasferimento d’azienda  i periodi di consultazione sindacale sono ridotti alla metà. maggiore tutela dei lavoratori  attraverso (art. delle autorizzazioni. licenze.L. un programma di cessione ma la prosecuzione dell’esercizio dell’impresa può avere una durata non superiore a 2 anni derogando la disciplina comune (art. consultazioni per il trasferimento d’azienda o infruttuoso esaurimento delle stesse  il commissario straordinario e il cessionario possono concordare il trasferimento parziale dei complessi aziendali o attività produttive in precedenza unitarie e definire ex novo i contenuti di uno o più ramo d’azienda. a D. 70 D. 270/99). c. dispone la conversione della procedura in fallimento. rapidità d’intervento e rispetto sia dei requisiti previsti dalla legislazione nazionale che da quelli previsti dai trattati internazionali (art.presentato al ministro un programma di ristrutturazione che non è stato autorizzato. Se tale programma alternativo non è autorizzato o non è stato presentato entro i termini (e nei casi in cui entrambi i programma non sono autorizzati/adottabili) il tribunale. La disciplina specifica per le imprese operanti nel settore dei servizi pubblici essenziali (D. 5 c2ter): a. entro 60 giorni dalla comunicazione della mancata autorizzazione. sentito il commissario straordinario. il venir meno dei requisiti per il mantenimento. per individuare i lavoratori che passano alle dipendenze del cessionario.Lgs. 27 c2 let. 134/2008) mira a garantire la continuità nella prestazione dei servizi oltre alla salvaguardia del valore di tali imprese: 1. licenze o altri titoli sono trasferiti all’acquirente (art. modalità di esecuzione delle operazioni di cessioni  per favorire una maggiore rapidità nella scelta dell’acquirente. il commissario può individuare l’acquirente con trattativa privata. per 6 mesi dall’ammissione alla procedura. 3. conservazione complessi aziendali necessari allo svolgimento dell’attività in vista del loro trasferimento  l’ammissione alla procedura speciale e lo stato economico – finanziario delle imprese operanti nei servizi pubblici essenziali non comportano. anche quando non preesistenti. b. 2. con funzione di esperto indipendente. benefici per le assunzioni dei lavoratori in mobilità  sono applicati ai dipendenti delle imprese in amministrazione straordinaria destinatari di ammortizzatori sociali per agevolare la ricollocazione o il passaggio presso il cessionario o altre imprese. concessioni o altri titoli per l’esercizio dell’attività svolte alla data della sottoposizione alla procedura amministrativa inoltre in caso di cessione d’aziende e rami di azienda. in capo alle stesse. 4 33 . 270/99). 4 c4quater). salvo la disciplina prevista per la procedura comune in merito alla conversione della procedura in fallimento al termine della prima (art. può comunque presentare. Il commissario pertanto non è obbligato ad accettare l’offerta più alta e in ragione della funzione di recupero della procedura (rafforzata rispetto alla procedura comune) sono ammesse valutazione soggettive tuttavia il prezzo non può essere inferiore a quello di mercato risultante dalla perizia redatta da una primaria istituzione finanziaria. tra soggetti capaci di garantire la continuità del servizio nel medio periodo.Lgs. individuata con decreto del ministro dello sviluppo economico. derogando la disciplina per la procedura comune ma fermo restando il principio di trasparenza e non discriminazione. le autorizzazioni. procedura di mobilità. certificazioni.

le azioni revocatorie promosse dal commissario fino all’omologazione possono essere trasferite. Le revocatorie sono mezzi di conservazione della garanzia patrimoniale a beneficio dei creditori esercitabili solo nelle procedure liquidatore o satisfattive (piano di cessione) tuttavia nella procedura speciale sono mezzi per il risanamento che consentono anche all’imprenditore di beneficiare dei risultati delle stesse pertanto possono risultare in contrasto con il divieto comunitario sugli aiuti di Stato che alterano la concorrenza. 34 . I creditori ammessi con riserva e quelli esclusi. forma gli elenchi dei creditori ammessi (con e senza riserva) e di quelli esclusi inoltre se sono ammessi strumenti finanziari che non consentono l’individuazione nominativa dei soggetti legittimati.c4sexies). 270/99) anche dopo l’autorizzazione di un programma di ristrutturazione purché tali azioni si traducano in un vantaggio per i creditori (art.f. 2.Lgs. è applicata la disciplina sul concordato (art.Lgs. 53 D. Tale disciplina si applica anche alle imprese comprese in un gruppo in cui un’altra impresa opera nei servizi pubblici essenziali ed è assoggettata ad amministrazione straordinaria. Il commissario straordinario può proporre sia le azioni revocatorie (art. 270/99) che rinvia a quella fallimentare (art.). come patto di concordato. il giudice può adottare gli opportuni provvedimenti ordinando l’accantonamento delle somme o l’intrasferibilità delle azioni spettanti ai titolari di crediti contestati e in sede di decisione sulle opposizioni. i relativi crediti sono ammessi per l’importo complessivo di ogni singola categoria di tali strumenti. il giudice dispone in merito a quanto attribuito al titolare di un credito rivelatosi insussistente e all’attribuzione delle somme accantonate. insieme alla proposta di concordato deve essere pubblicato il decreto del giudice delegato che fissa il termine entro cui l’imprenditore. La Corte costituzionale ha ritenuto infondata la questione di legittimità costituzionale poiché la procedura speciale. creditori ed ogni altro interessato possono presentare: 1. 6). Inoltre. 4 ter) è regolato secondo criteri di massima velocità rinviando alla disciplina per la procedura comune (art.Lgs. ulteriori istanze d’ammissione dei crediti  non risultanti dall’elenco. se è autorizzata la presentazione di una proposta di concordato. con programma di ristrutturazione di cui è parte integrante un concordato con assunzione. 4) Accertamento del passivo e azioni revocatorie L’accertamento del passivo (art. 49 D.f. Entro i successivi 60 giorni. 98 ss l. In corso di causa. 4 bis) secondo cui.). In caso di soddisfazione dei creditori con concordato. 270/99) che quelle aggravate (art. osservazioni sull’elenco dei creditori e delle cause di prelazione  predisposto dal commissario. 93 ss l. 91 D. il giudice delegato col commissario straordinario. possono proporre opposizione e i creditori ammessi possono procedere all’impugnazione delle ammissioni degli altri creditori (rinviando art. che viene espropriato dei suoi beni a favore dell’assuntore. Gli elenchi sono depositati in cancelleria del tribunale e dichiarati esecutivi con decreto del giudice delegato mentre il commissario straordinario deve comunicare il decreto ai creditori secondo le modalità previste. anche in caso di mancata approvazione. è considerata liquidatoria pertanto l’esercizio della revocatoria si traduce in un vantaggio per i creditori e non per l’imprenditore insolvente.

salvo la possibilità del tribunale di ritenere privo di effetti il dissenso di una o più classi. copia di tale programma. indicando le condizioni e le garanzie per la sua esecuzione. i termini delle revocatorie decorrono dal decreto di ammissione anche nei casi di conversione della procedura in fallimento. conversione in fallimento 2.Lgs. a seconda delle condizioni patrimoniali di ogni società. 4bis)  è caratterizzato: a. l’interruzione delle operazioni di accertamento del passivo tuttavia anche prima della presentazione. il commissario straordinario deve trasmettere alla cancelleria del tribunale. approvazione dei creditori e suddivisione dei creditori in classi  secondo la posizione giuridica e l’omogeneità degli interessi economici. le cui azioni siano destinate. produce come effetto. La proposta può anche prevedere l’attribuzione ad un assuntore delle attività delle imprese interessate dal concordato pertanto si possono costituire come assuntori i creditori. La proposta può essere unica per più società del gruppo sottoposte alla procedura tuttavia le rispettive masse attive e passive rimangono autonome pertanto sono possibilità trattamenti differenziati all’interno della stessa classe. Se il programma di ristrutturazione che prevede il concordato è approvato dal ministro. L’approvazione del concordato si ha col voto favorevole dei creditori che rappresentano la maggioranza dei crediti ammessi al voto tuttavia in presenza della suddivisione in classe dei creditori è necessario anche il voto favorevole della maggioranza dei creditori che rappresentano la maggioranza dei crediti ammessi al voto in tutte le classi. modalità e termini  con cui i creditori ammessi (con e senza riserva) devono votare. ad essere attribuite ai creditori. Il giudice delegato deve stabilire: a. costituite dal commissario straordinario. il commissario straordinario può chiedere al giudice delegato tale sospensione in presenza di concrete possibilità di avanzare una proposta di concordato. b. società da questi partecipate o società. se ritiene che la soddisfazione assicurata a tali classi non è inferiore a quella 35 . entro 3 giorni. criteri di legittimazione al voto  per i portatori di strumenti finanziari già ammessi al voto per il loro valore complessivo. depositando presso il giudice delegato la proposta di concordato. chiusura della procedura (art. 270/99) 3. modalità di ristrutturazione dei debiti e soddisfazione dei creditori  con qualsiasi soluzione finanziaria o giuridica. 74 D. c. 5) Cessazione della procedura e il concordato La cessazione della procedura si può avere per: 1. per consentire trattamenti diversi tra creditori appartenenti a classi diverse e per ottenere adesioni dei creditori con separato consenso di ciascuna classe. obbligazioni (anche convertibili). Infine. nonché l’attribuzione a tutti i creditori (o alcune categorie) di azioni/quote. strumenti finanziari e titoli di debito. b. per effetto del concordato. legittimazione riservata  può essere proposto solo dal commissario straordinario (non dall’imprenditore o terzi) e all’interno di un programma di ristrutturazione.all’assuntore. La presentazione della proposta. concordato (art.

il commissario può presentare al ministro un programma di cessione che se non è approvato o nel caso in cui non è presentato. determina l’immediato trasferimento all’assuntore dei beni indicati nella proposta e compresi nell’attivo. è provvisoriamente esecutiva e produce effetti verso tutti i creditori anteriori alla procedura inoltre. 36 . In caso di mancata approvazione. Tale sentenza è soggetta all’appello da parte dell’imprenditore. in caso di concordato per assunzione. la procedura speciale di chiude ma il commissario straordinario o l’assuntore devono provvedere all’esecuzione del concordato. sotto la vigilanza del ministro e del comitato di sorveglianza. il tribunale approva il concordato senza sindacare il merito e la sentenza. obbliga il tribunale a disporre la conversione in fallimento.garantita dalle alternative concretamente praticabili. che deve essere pubblicata nelle forme stabilite. commissario straordinario o dei creditori entro 15 giorni e scaduto tale termine o respinto il ricorso. In presenza di tali maggioranze.

194 ss)  disciplina residuale che colma le lacune delle norme speciali ed individua un nucleo di norme comuni. 2. attività speciale (interesse) o rapporto finanziario qualificato con lo Stato assumono un ruolo di primo piano nell’economia nazionale. La liquidazione coatta è quindi un possibile esito di un sistema di controlli pubblici sull’iniziativa economica. 5). Nella procedura. La procedura è instaurata e diretta dall’autorità amministrativa preposta alla cura degli interessi generali coinvolti in presenza di: 1. patrimoniale. finanziario (art. L’accertamento dell’insolvenza pertanto non è essenziale ai fini della procedura ma determina l’applicazione delle norme fallimentari sulla reintegrazione della garanzia patrimoniale e sui reati fallimentari inoltre se anteriore alla procedura. l’autorità amministrativa ha poteri paragonabili a quelli degli organi fallimentari mentre subiscono una compressione. Le fonti della disciplina sono: 1. sia i poteri dei creditori d’influenzare le scelte inerenti la gestione sostitutiva che i poteri d’iniziativa del debitore a tutela della pretesa residuale sul patrimonio in liquidazione. opportunità  l’impresa solvente è gestita in modo regolare ma in base ad una valutazione d’opportunità è decisa la sua soppressione per interessi pubblici. che non mira alla tutela 37 . dimensione. con implicazioni negative per l’intero sistema economico. crisi di legalità  dovute da irregolarità gestionali e/o violazione di norme di legge/statuto che possono turbare l’ordinato andamento di un settore. 3. rispetto al fallimento. stato d’insolvenza  situazioni di squilibrio economico. vincola l’autorità di vigilanza a disporne l’apertura. 2. sia in ragione del presupposto oggettivo che soggettivo perché da un lato la procedura è applicabile solo a certe imprese commerciali e dall’altro sono assoggettabili anche ad enti che non esercitano un’impresa commerciale o non hanno la qualità di imprenditore.CAPITOLO 3: LE LIQUIDAZIONI COATTE AMMINISTRATIVE 1) Natura e funzione delle liquidazioni coatte amministrative La liquidazione coatta amministrativa disciplina la crisi di certe imprese che per la peculiare natura. senza la possibilità di una valutazione discrezionale in merito. legge fallimentare (art. Si tratta di una procedura concorsuale con finalità estintiva (anche in presenza del soddisfacimento paritario dei creditori) che tutela gli interessi generali compromessi dalla sopravvivenza di un ente pervenendo coattivamente (anche contro la volontà dell’imprenditore e creditori) alla sua estinzione con un procedimento amministrativo che definisce i rapporti giuridici pendenti in capo all’ente e rialloca i suoi complessi produttivi ancora vitali. Tali norme rinviano alla disciplina fallimentare pertanto la riforma di quest’ultima ha acuito i problemi interpretativi perché caso per caso deve essere valutato se il rinvio ha natura formale (applicabile la previsione novellata) o materiale (applicabile la norma abrogata). leggi speciali  in base al tipo di attività sono definite le regole e l’iter della procedura. L’autorità di vigilanza è l’organo di direzione della procedura mentre l’autorità giudiziaria è estromessa infatti il tribunale non è un organo della procedura ed interviene solo per tutelare i diritti soggettivi nell’eventuali fasi giurisdizionalizzate. L’ambito di applicazione della procedura è diverso da quello del fallimento.

ente pubblici  quelli che svolgono attività economica commerciale in via esclusiva o principale poiché sono esclusi dal fallimento (art. 834/32). statutarie) c. 57 TUF). 43 Cost. art. b. enti cooperativi e consortili  comprende: a. 209/05). d. La compressione del diritto d’iniziativa economica privata (art. che comportano la revoca dell’autorizzazione. 1966/39 e D. Per le società cooperative e gli altri enti con scopo mutualistico il presupposto oggettivo è: a.) e le limitazioni imposte al diritto di difesa degli interessi coinvolti (art. irregolarità amministrative b. Il presupposto oggettivo riguarda ipotesi di gravità eccezionale. scopo mutualistico non perseguito (non perseguibile) o mancato 38 . imprese bancarie  (TUB D. 233/86). 3.Lgs. ma la Corte costituzionale (sent. società fiduciarie e di revisione  (L. b. rispetto: a.ass. 385/93). imprese cooperative  svolgono attività commerciale e sono assoggettabili sia alla liquidazione coatta amministrativa che al fallimento pertanto la dichiarazione di una procedura esclude l’altra (art. 1235/48 e D. D. perdite patrimoniale prevedibili La richiesta motivata presentata dagli organi sociali (liquidatore o commissario se è in corso la liquidazione ordinaria o l’amministrazione straordinaria) non è un presupposto autonomo pertanto tale motivazione deve essere riconducibile ad una delle situazioni previste e comunque la richiesta non vincola l’autorità governativa all’adozione del provvedimento.). sicav  società d’intermediazione mobiliare. 1 c1). Tale ingerenza statale è giustificata dall’utilità generale (art. imprese operanti nel settore finanziario  comprende: a. sim. 23 e 24 Cost. 2545 terdecies). 2) Ambito e presupposti di applicazione La legge determina le imprese soggette a liquidazione coatta amministrativa. 2.Lgs. imprese assicurative  (cod. 41 Cost. 2. i casi per i quali la procedura può essere disposta e l’autorità competente (art. 2 c1) pertanto sia il presupposto soggettivo che oggettivo sono individuati dalle leggi speciali determinando l’ambito applicativo: 1. società in rapporto finanziario qualificato con lo Stato  società azionarie in cui lo Stato è esposto per somme superiori al quadruplo del capitale sociale o società controllate dalla PA (o organo di vigilanza). consorzi agrari  (D.L. consorzi industriali  consorzi di cooperative ammessi ai pubblici appalti (L. sgr. del ‘75 e ‘79) ha ritenuto che tali limiti alla libertà d’impresa sono giustificati dagli interessi generali e che i rimedi esperibili a tutela delle situazioni giuridiche soggettive sono sufficienti sia in sede di giustizia ordinaria (fasi giurisdizionalizzate) che amministrativa (impugnabilità). società di gestione del risparmio e società d’investimento a capitale variabile (art.dei creditori infatti i loro interessi possono essere subordinati rispetto a quelli generali se ciò è giustificato alla luce delle finalità di carattere generale. 220/02). c.) hanno fatto dubitare sulla legittimità costituzionale. c.Lgs. amministrative. violazione delle norme (legislative.Lgs.

205 c1). 2545 septiesdecies c. Le imprese individuali possono essere ammesse anch’esse alla procedura e questo si desume dalla norma secondo cui l’imprenditore o gli amministratori (società o persona giuridica) devono rendere al commissario liquidatore il conto della gestione relativo al tempo posteriore all’ultimo bilancio (art.ass. Il collegamento con altre imprese che determina l’appartenenza ad un gruppo bancario (art. a cui è soggetta la capogruppo.).) In entrambi i casi la procedura è disciplinata rinviando alla legge fallimentare (art. 2. stato d’insolvenza  l’autorità di vigilanza deve disporre la liquidazione coatta amministrativa (art. 3. 198 ss) sebbene nel primo caso la scelta sia discrezionale e nel secondo caso sia vincolata. 11 c5 D.Lgs. 2 c3) è applicata la norma sul concorso 39 . salvo diversa previsione della legge speciale (art. Analoga estensione si verifica nel gruppo fiduciario/revisione ma con esclusione delle società autonomamente soggette a tale procedura. Il presupposto oggettivo è lo stato d’insolvenza ma non è richiesto l’accertamento giudiziario preventivo. 155/06) esclusi gli enti ecclesiastici o di confessioni religiose con le quali lo Stato abbia raggiunto intese e i fondi pensione (art. In merito ai rapporti tra la liquidazione coatta amministrativa e le altre procedure si distingue: 1. 276 e 278 cod. alle altre società del gruppo dichiarate insolventi o fallite.c.) comporta l’estensione della liquidazione coatta amministrativa. b.deposito del bilancio o atti di gestione per 2 anni consecutivi  lo scioglimento e quindi la nomina del commissario liquidatore può essere disposta per atto dell’autorità di vigilanza. 2 c2). 2545 terdecies c. Non costituiscono ipotesi di liquidazione coatta amministrativa e pertanto è applicata la disciplina prevista per la liquidazione ordinaria delle società: 1. assicurazioni.Lgs. 124/93). se occorre procedere alla liquidazione (art. 75 c3 TUF). 153/99). imprese sociali  organizzazioni che producono o scambiano beni o servizi di utilità sociale per realizzare finalità di interesse generale (D. 99 e 101 TUB) o assicurativo (art. provvedimenti di sostituzione dei liquidatori  sono previsti quando la liquidazione ordinaria non procede regolarmente e speditamente (banche. provvedimenti sostitutivi  adottati dall’autorità per rimediare all’inerzia degli organi sociali e/o nominare i liquidatori di società di gestione di mercati regolamentati alle quali è revocata l’autorizzazione (art. fondazioni bancarie  il presupposto oggettivo richiede la presenza di particolari ragioni di interesse generale tuttavia la liquidazione si svolge ordinariamente secondo la disciplina del codice civile per le associazioni e fondazioni (D. fallimento  si possono verificare due situazioni se l’ente che è assoggettabile alla liquidazione coatta amministrativa (salvo l’ente pubblico che escluso dal fallimento) è in stato d’insolvenza ed è un’impresa commerciale: a. b. imprese soggette ad entrambe le procedure  (società cooperative che esercitano attività commerciale) se la legge speciale ammette entrambe le procedure (art. b.Lgs.c. cooperative). esclusione del concorso  (banche e assicurazioni) la liquidazione coatta amministrativa esclude il fallimento. altri enti  comprende: a.

Se vi è conflitto tra l’autorità amministrativa e quella giudiziaria. 183ter) perché tale accordo per i debiti verso il fisco può essere contenuto nel piano di regolazione della crisi previsto dal concordato. Si evidenzia una disciplina più favorevole per il concordato. il tribunale ha l’onere di revocare la sentenza perché deve essere applicato il criterio della prevenzione inoltre se la PA emette un decreto di ammissione alla liquidazione coatta amministrativa di un’impresa già dichiarata fallita. per il fallimento è il deposito della sentenza mentre per la liquidazione coatta amministrativa secondo un’opinione è il decreto d’ammissione mentre secondo un’altra opinione è la data di pubblicazione sulla GU di tale decreto. Secondo la maggior parte della dottrina. il commissario giudiziale deve chiederne l’accertamento al tribunale (art. Tali imprese possono pertanto beneficiare della transazione fiscale (art. il ricorso per il concordato preclude solo la successiva liquidazione coatta amministrativa disposta dall’autorità amministrativa in caso di crisi di solvibilità pertanto la successiva apertura della liquidazione coatta amministrativa per ragioni diverse (crisi di legalità o opportunità) non è preclusa e determina la cessazione della procedura giurisdizionale altrimenti verrebbe meno la finalità estintiva. 3). Secondo la giurisprudenza. 160).secondo cui. salvo il caso in cui la norma speciale escluda il fallimento. 196). 2. ma il concordato preventivo cessa e sussiste l’insolvenza. se è dichiarato il fallimento di un’impresa già assoggettata alla liquidazione coatta amministrativa. Il momento determinante ai fini della prevenzione. Tale disciplina evidenzia un contrasto che secondo parte della dottrina è insanabile tuttavia si ritiene che prevalga la liquidazione coatta amministrativa. Tuttavia è necessaria che la liquidazione coatta amministrativa non sia aperta perché in caso di conflitto col concordato è applicato il criterio della prevenzione secondo cui prevale la procedura che è stata aperta per prima e il momento determinate a tal fine. La Corte costituzionale nel 1975 ha precisato che il concorso tra le due procedure è dovuto alla tutela dell’interesse generale e di quello particolare. Il presupposto oggettivo del concordato è lo stato di crisi cioè un concetto ampio pertanto le imprese assoggettabili alla liquidazione coatta amministrativa possono beneficiare del concordato solo in presenza di uno stato d’insolvenza o di cause 40 . è onere della PA revocare tale decreto. perché è sufficiente che la legge non lo escluda espressamente mentre nel fallimento è necessario che la legge preveda l’assoggettabilità. concordato preventivo  se la legge non dispone diversamente (imprese finanziarie art. le imprese soggette alla liquidazione coatta amministrativa (in via esclusiva o concorrenziale col fallimento) possono accedere al concordato preventivo se ne ricorrono i presupposti tuttavia se è escluso il fallimento. salvo deroga legislativa perché tale procedura è funzionale alla tutela dell’interesse pubblico che deve prevalere su quello privato dei creditori pertanto bisogna interpretare la norma (art. 80 c6 TUB). per il concordato è la data di deposito del ricorso (art. la decisione è rimessa alla corte costituzionale. 196) nel senso in cui c’è concorso se la legge speciale non esclude la procedura fallimentare e contiene una previsione espressa. si applica il criterio della prevenzione pertanto prevale la procedura che è stata instaurata per prima (art. in considerazione delle sue finalità.

entro 10 giorni. accordi di ristrutturazione  parte della dottrina ritiene applicabile tale istituto alle imprese soggette solo alla liquidazione coatta amministrativa se la legge speciale non preclude il ricorso a procedure alternative (art. Isvap). 3) L’apertura del procedimento e l’accertamento dello stato d’insolvenza L’autorità governativa (ministro dell’economia e delle finanze o delle attività produttive). Per le imprese soggette solo a liquidazione coatta amministrativa (esclusione del fallimento). 70 ss TUB). Consob. 2. finanziario e patrimoniale. 3. l’avvio della procedura può essere determinato anche dall’accertamento preventivo (art. sia i creditori che i debitori sono legittimati a provocarne la dichiarazione. 80 c3 e c4 TUB). 4. debitore 41 . Il momento determinante ai fini del criterio della prevenzione è la data di pubblicazione nel registro delle imprese dell’accordo di ristrutturazione (art. assicurazioni  pubblicazione sul bollettino dell’ISVAP. tale decreto è emanato su proposta di quest’ultima inoltre l’adozione del provvedimento può essere sollecitata. 182bis c2). integrale sulla GU e per estratto sulla GU europea.prodromiche mentre le altre imprese possono beneficiare del concordato anche in presenza di malfunzionamenti nel reperimento delle risorse finanziarie o in caso di mala gestio. anche dagli organi sociali (organo amministrativo. I soggetti legittimati a presentare ricorso al tribunale per la sentenza dichiarativa dello stato d’insolvenza sono: 1. possono essere assoggettate all’amministrazione straordinaria se ne possiedono i requisiti. Tuttavia tale previsione è ampiamente derogata e integrata dalla legislazione speciale: 1. tramite pubblicazione integrale sulla GU e deve essere comunicato al registro delle imprese ai fini dell’iscrizione. che vigila sull’ente emana il decreto d’apertura della liquidazione coatta e solitamente. pertanto sono applicate le norme sulla trasparenza degli atti amministrativi (obbligo di comunicazione ai destinatari) ed è soggetto ad impugnazione dinanzi al giudice amministrativo salvo le lesioni dei diritti soggettivi per cui è competente la giustizia ordinaria ed è soggetto a revoca da parte dell’autorità che lo ha emanato. con istanza motivata. nei settori in cui è preposta un’authority (Banca d’Italia. banche  pubblicazione per estratto nella GU e comunicazione agli interessati da parte dei commissari liquidatori dopo che si sono insediati (art. L’autorità governativa deve provvedere alla pubblicità del decreto. Tale decreto è formalmente e sostanzialmente di natura ministeriale. assemblea straordinaria. liquidatore) o dal commissario se è in corso l’amministrazione straordinaria (art. 195) dello stato d’insolvenza esclusi gli enti pubblici (assoggettabili a liquidazione coatta) al fine di evitare l’ingerenza dell’autorità giudiziaria mentre per le imprese soggette anche al fallimento. amministrazione straordinaria  la maggior parte della dottrina ritiene che in presenza di uno stato d’insolvenza. salvo le ulteriori forme di pubblicità stabilite nel decreto stesso ma non è prevista una comunicazione diretta agli interessati. le imprese assoggettabili sia alla liquidazione coatta che al fallimento. 80 c6 TUB) e se le ragioni della crisi sono di tipo economico.

autorità di vigilanza Alcune leggi speciale estendono la legittimazione al pubblico ministero e al tribunale d’ufficio (art. 82 TUB e art. Il concetto di stato d’insolvenza è desunto dalla nozione fallimentare (art. decide sul ricorso pertanto può: 1. I legittimati a presentare il ricorso al tribunale competente sono il commissario liquidatore e il pubblico ministero. senza limiti temporali. 5) ma ai fini della sentenza non è richiesto il rispetto dei parametri quantitativi (art. dopo aver sentito l’autorità di vigilanza e il debitore (esclusa la possibilità d’intervento del pubblico ministero) con le modalità previste per l’istruttoria prefallimentare (art. divieto di eseguire pagamenti. Contro la sentenza ogni interessato può proporre reclamo (art. accogliere  se ne ricorrono i requisiti pronuncia la sentenza dichiarativa dello stato d’insolvenza e con essa o con un successivo decreto adotta i provvedimenti conservativi ritenuti opportuni a tutela dei creditori. 3. Tali provvedimenti che mirano ad impedire atti lesivi e/o dispersivi del patrimonio. immobili o mobili presso i terzi. b. Per le imprese assoggettabili solo alla liquidazione coatta amministrativa. 202) dello stato d’insolvenza. se l’insolvenza è sorta anteriormente rispetto all’apertura della liquidazione coatta (anche per insufficienza di attivo) e non è stata preventivamente dichiarata.2. La sentenza deve essere depositata in cancelleria e comunicata all’autorità amministrativa competente affinché provveda all’apertura della liquidazione coatta e alla nomina del commissario liquidatore inoltre è notificata. 195 c4).). si può avere anche un accertamento successivo (art. tipici  sequestro conservativo di mobili. 4. creditori  tutela dei creditori. consentendo al debitore di esercitare il diritto di difesa (contraddittorio) e salvo leggi speciali.ass. 18 e 19). In entrambi i casi di accertamento. I provvedimenti conservativi possono essere: a.) rispetto alle imprese assoggettabili al fallimento tuttavia un’altra parte della dottrina propone un’interpretazione correttiva della disposizione pertanto anche per le imprese assoggettabili alla liquidazione coatta amministrativa si devono ritenere operanti le soglie di fallibilità (presupposto oggettivo coincide con quello del fallimento). rigettare  provvede con decreto emanato reclamabile in corte d’appello (art. 1) pertanto secondo alcuni si pone un problema di disparità di trattamento (art. perdono efficacia con l’apertura della liquidazione coatta (e nomina del commissario) o con la revoca dello stato d’insolvenza. la 42 . aticipi  nomina di un custode. Il tribunale nella cui circoscrizione l’impresa ha la sede principale (irrilevanti i trasferimenti avvenuti nell’anno anteriore). 248 cod. 15). vigilanza sulla gestione sia ordinaria che straordinaria. 22). 2. per contro l’annullamento del provvedimento da parte del giudice amministrativo non incide sulla dichiarazione dello stato d’insolvenza. il cui accoglimento determina la caducazione del provvedimento amministrativo di liquidazione coatta salvo il caso in cui sia stata disposta per altra causa. commissario giudiziale  alla cessazione della procedura di concordato preventivo. 3 Cost. affissa e resa pubblica con le modalità e i tempi previsti per la sentenza di fallimento (art. in forza del principio di prevenzione.

ass. 10 TUB) inoltre l’irreversibilità della crisi bancaria emerge anche da indici di deficit patrimoniale (indici di bilancio). evidente e non transitoria insufficienza delle attività necessarie per far fronte agli impegni relativi ai crediti di assicurazione/riassicurazione (art. Il ministero dell’economia e delle finanze. Le leggi speciali possono derogare o integrare la disciplina comune sullo stato d’insolvenza: 1. si verificano gli effetti per lo più analoghi a quelli della sentenza di fallimento: a. su richiesta di uno o più creditori. Tuttavia mentre nel fallimento. le violazioni delle norme (legislative. 248 c3 cod.sentenza ha valore costitutivo tuttavia il rinvio alla disciplina fallimentare riguarda le modalità ed i termini degli adempimenti pubblicitari ma non le norme sulla decorrenza degli effetti che dovrebbero prodursi dal deposito in cancelleria. statutarie) o le perdite previste sono di eccezionale gravità (art. Per le altre imprese. su proposta della Banca d’Italia. impresa (art. 82 TUB. 42)  l’impresa perde l’amministrazione e la disponibilità dei suoi beni esistenti all’apertura della procedura compresi quelli che pervengono durante la procedura inoltre nelle controversie (anche in corso) di natura patrimoniale dell’impresa. 4) Gli effetti La liquidazione coatta amministrativa produce effetti verso: 1. banche  integra la disciplina comune infatti lo stato d’insolvenza deve essere dichiarato anche in presenza di una crisi di liquidità cioè quando è accertato che sono venute meno le condizioni di liquidità e di credito necessarie per lo svolgimento dell’attività bancaria (raccolta di risparmio tra il pubblico ed esercizio del credito art. se le irregolarità nell’amministrazione. la crisi di liquidità non sempre integra una situazione di stato d’insolvenza. sgr. su proposta della Banca d’Italia o della Consob. sentiti la Banca d’Italia e i rappresentanti legali della banca (art.). 200 c1)  dalla data del provvedimento. su istanza del pubblico ministero o d’ufficio. sgr. le violazioni delle norme (legislative. 82 TUB). statutarie) o le perdite previste sono di eccezionale gravità (art. L’accertamento giudiziale dello stato d’insolvenza è disciplinato tramite rinvio all’art. enti che esercitano attività d’intermediazione finanziaria  il ministero dell’economia e delle finanze. spetta al commissario liquidatore stare in giudizio. può essere dichiarato dal tribunale de luogo in cui essa ha la sede legale. 80 TUB). a prescindere dall’accertamento dell’insolvenza. sicav anche quando è in corso sia l’amministrazione straordinaria che la liquidazione ordinaria. 43 . amministrative. 5) è rilevante anche l’insolvenza assicurativa che consiste nella situazione di notevole. amministrative. 3. spossessamento (art. può disporre con decreto la revoca dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività e la liquidazione coatta delle sim. 57 TUF). 2. se le irregolarità nell’amministrazione. L’accertamento giudiziale dello stato d’insolvenza di una banca non sottoposta alla liquidazione coatta amministrativa. assicurazioni  integra la disciplina comune infatti oltre alla nozione fallimentare dello stato d’insolvenza (art. può disporre con decreto la revoca dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività e la liquidazione coatta amministrativa delle sim. sicav anche quando è in corso sia l’amministrazione straordinaria che la liquidazione ordinaria.

201)  dalla data del provvedimento. previa autorizzazione dell’autorità di vigilanza (art. curatore. 2. può rinunciare ad acquisire i beni che pervengono durante la procedura. a meno che non vantano un danno diretto al proprio patrimonio. le funzioni che nel fallimento spettano al comitato dei creditori. nella liquidazione coatta spettano all’autorità di vigilanza se non sono attribuite espressamente al comitato di sorveglianza (art. In realtà non è una vera cessazione delle funzioni ma una sospensione di quelle inerenti l’amministrazione e la disposizione del patrimonio dell’ente. si producono gli effetti del fallimento sui creditori (art. 44) c. inefficacia delle formalità successive (art. 44 . 51) e creditori con pegno o privilegio sui mobili (art. si potrebbe pensare che l’imprenditore non sia tenuto a consegnare la corrispondenza tuttavia secondo parte della dottrina è necessario distinguere in base del luogo in cui è indirizzata la corrispondenza: – sede legale o stabilimenti  deve essere consegnata al commissario liquidatore. Le azioni di responsabilità (sociale e dei creditori) verso gli organi societari possono essere esperite solo all’interno della procedura da parte del commissario liquidatore. 45) d. 206). corrispondenza diretta (art. a prescindere dall’accertamento dell’insolvenza. 53)  secondo parte della dottrina non sono applicabili alla liquidazione coatta perché i poteri che spettano al giudice delegato o al tribunale non possono essere esercitati dall’autorità amministrativa nella liquidazione coatta in quanto non può emettere tali provvedimenti che producono effetti giudiziali verso i terzi. 206 e 146) pertanto le iniziative dei soci e dei terzi sono paralizzate. 46) e. commissario liquidatore.il curatore. 47) f. previa autorizzazione del comitato dei creditori. Tale rinvio crea dei problemi infatti secondo alcuni è formale in quanto è sufficiente sostituire gli organi della liquidazione coatta (autorità amministrativa. alimenti all’imprenditore e alla famiglia (art. 48)  in assenza di un rinvio esplicito come nei casi precedenti. comitato dei creditori) mentre secondo altri è sostanziale in quanto è necessaria un’interpretazione di adattamento che consideri le particolarità normative di riferimento: a. beni esclusi dalla procedura (art. Se l’impresa è una società o una persona giuridica cessano le funzioni degli organi societari assemblee e degli organi di amministrazione e controllo salvo il caso in cui è presentata una proposta di concordato durante la procedura perché tale contenuto è deciso dagli stessi organi. – altro  non deve essere consegnata al commissario liquidatore. comitato di sorveglianza) con quelli del fallimento (organi giudiziari. nella liquidazione coatta spetta all’autorità di vigilanza autorizzare la rinuncia a tali acquisti e ciò si deduce da un principio generale secondo cui. 51 – 63). b. divieto di azioni esecutive/cautelari individuali (art. se i costi da sostenere per il loro acquisto/conservazione sono superiori al presumibile valore di realizzo dei beni. Tuttavia è preferibile la soluzione secondo cui la corrispondenza deve comunque essere consegnata perché rientra tra i beni della massa a prescindere dal rinvio esplicito. creditori (art. inefficacia degli atti successivi (art.

d. Nei contratti pendenti (non eseguiti o non compiutamente eseguiti da entrambe le parti). Prima della riforma fallimentare. si producono gli effetti del fallimento sui rapporti giuridici preesistenti (art. a differenza di quella giudiziaria (curatore).c. 201 c2) il commissario deve essere autorizzato dal comitato di sorveglianza ma ciò è incompatibile con i rapporti tra gli organi che caratterizzano la gestione pubblicistica della procedura pertanto secondo un rinvio sostanziale il commissario non deve essere autorizzato. l’accertamento dello stato d’insolvenza produce effetti ulteriori infatti il commissario liquidatore. c. b. al commissario spetta la scelta tra lo scioglimento o il subentro (art. 72 c2) e se il conduttore è soggetto alla procedura. 3. inefficacia pagamenti anteriori di debiti non scaduti (art. 65)  effettuati dal debitore nel biennio antecedente. 66)  anche senza l’accertamento dell’insolvenza (art. revocatoria fallimentare (art. 203) per individuare idonee garanzie giurisdizionali. rapporti giuridici preesistenti (art. l’assoggettamento alla procedura non è giusta causa di licenziamento ma la cessazione dell’attività economica integra il presupposto di giustificato motivo oggettivo di licenziamento sia individuale che collettivo (art.). Sia l’accertamento preventivo che quello successivo generano una discrasia tra la data del provvedimento amministrativo e quella del deposito della sentenza che pone problemi interpretativi sulla decorrenza dei termini per tali revocatorie: –periodo sospetto  la revocatoria è un istituto connesso al dissesto 45 . il commissario liquidatore non ha diritto di recesso corrispondendo l’indennizzo (art. 67 -71)  atti di disposizione compiuti nel periodo sospetto. Con la riforma invece. 72 – 83bis). inefficacia atti gratuiti (art. 52)  l’accertamento del passivo nella liquidazione coatta è disciplinato in modo autonomo rispetto al fallimento pertanto secondo un’opinione è necessario un adattamento perché il rinvio è limitato all’apertura del concorso e non all’accertamento del passivo. 80 c3) perché l’autorità amministrativa. il curatore deve essere autorizzato dal comitato dei creditori pertanto secondo un rinvio formale (art. può esperire: a. I problemi di compatibilità sorgono anche in relazione dell’avvenuta riforma fallimentare che ha modificato le norme a cui la disciplina rinvia. senza l’autorizzazione dell’autorità di vigilanza. In merito al contratto di lavoro. revocatoria ordinaria (art. 201). 64)  effettuati dal debitore nel biennio antecedente. 72 c1) tuttavia il rinvio alle norme fallimentari pone dei problemi di compatibilità infatti non può essere applicata la messa in mora del commissario liquidatore da parte del terzo in bonis (art. concorso dei creditori (art. 4. non ha il potere di incidere sui diritti soggettivi in modo stabile. 201)  dalla data del provvedimento. 2119 c. a prescindere dall’accertamento dell’insolvenza. il curatore doveva essere autorizzato dal giudice delegato per poter scegliere tra il subentro o lo scioglimento del contratto pertanto si riteneva che nella liquidazione coatta amministrativa tale scelta spettasse al commissario liquidatore che però non era tenuto a richiedere tale autorizzazione all’autorità di vigilanza.b. atti pregiudizievoli (art.

opererebbe in pregiudizio ai creditori. 5) L’amministrazione del patrimonio e gli organi della liquidazione coatta amministrativa Gli organi della liquidazione coatta amministrativa sono: 1. c. reati fallimentari (art. nomina/revoca degli organi  commissario e comitato di sorveglianza (art. In giurisprudenza prevale la soluzione contraria tuttavia secondo un’altra parte della dottrina il periodo sospetto decorre dal deposito della sentenza. Le sue funzioni sono: a. Tuttavia.). 213). prevede la decorrenza del periodo sospetto e della prescrizione dall’apertura del concordato. decorre dal deposito della sentenza perché senza di essa non può essere esercitata la revocatoria che presuppone lo stato d’insolvenza. in caso di accertamento preventivo. decreto d’apertura della procedura  deve essere pubblicato nel registro delle imprese affinché tutti ne prendano conoscenza (art. 2935 c. in caso di accertamento preventivo. in caso di accertamento successivo poiché lo stato d’insolvenza è riferito a tale momento (se il provvedimento è adottato per altri motivi ciò non è sempre vero). in caso di accertamento successivo. 46 .c.pertanto è preferibile che tale periodo decorra dal deposito della sentenza perché senza di essa non può essere fatta valere l’inefficacia degli atti. in caso di accertamento sia preventivo che successivo.c. In merito alla decisione sulle azioni esercitate dal commissario vi sono diversi orientamenti infatti alcuni ritengono che spettano al tribunale del luogo in cui si trova la sede principale dell’impresa (art. mentre in caso di accertamento successivo. 66) mentre altri ritengono che in assenza di un esplicito rinvio alla vis actrativa (art. il lasso temporale necessario per l’adozione di tale provvedimento. A sostegno di tale tesi. b. il commissario non può esercitare l’azione durante la formazione dell’elenco dei creditori perché è privo di potere giurisdizionale. 197). si rileva che se il termine decorre dal provvedimento amministrativo. gli effetti della revocatoria sarebbero retrodatati a provvedimenti amministrativi che possono essere stati emanati per finalità pubbliche. 5. autorità di vigilanza  ha poteri di controllo e direzione sulla procedura pertanto si trova in una posizione di vertice tuttavia i poteri possono non essere accentrati nel ministro competente ma essere ripartiti tra questo e l’authority di settore. che in coerenza col principio della consecuzione e della parità di trattamento (fallimento). 24) sono applicate le ordinarie norme sulla competenza. 198 – 199). e dal provvedimento amministrativo.) poiché tale decreto nomina l’organo che può esercitare l’azione tuttavia secondo un altro orientamento. 237)  l’accertamento dello stato d’insolvenza è equiparato alla dichiarazione di fallimento quindi produce come effetto ulteriore la perseguibilità di tali reati. 2903 c. Se l’insolvenza è accertata dopo l’ammissione al concordato è preferibile la soluzione. decorre dal decreto d’ammissione cioè dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere (art. a differenza del curatore. liquidazione compenso  del commissario (art. –prescrizione/decadenza  il termine di 5 anni (art.

credito. atti di straordinaria amministrazione (art. consumatori. creditori) che pubblico (dipendenti. la procedura comporta la revoca dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività tuttavia l’autorità di vigilanza può concedere l’autorizzazione per favorire il recupero degli organismi produttivi ma deve considerare sia l’interesse privato (debitore. 47 . 206) – continuazione esercizio dell’impresa  anche se per le imprese operanti nei settori sottoposti a vigilanza. La nomina si perfeziona con l’accettazione dell’incarico da parte del commissario liquidatore. organo collegiale  composto da 3 membri che decidono a maggioranza (profilo interno gestione) mentre la rappresentanza (profilo esterno di gestione) spetta congiuntamente a due componenti. b. violazione di legge. nullità). 91 € ma è necessario il parere non vincolante del comitato di sorveglianza (art. affine o soggetto in rapporti con l’imprenditore. nell’esercizio delle sue funzioni è un pubblico ufficiale ma non è un organo dell’autorità giudiziaria e i requisiti per la nomina del curatore (art. per tutti i vizi che inficiano i provvedimenti amministrativi (eccesso di potere. da parte di ogni interessato. transazioni. autorizzazioni  comprendono: – operazioni del commissario  relative alla procedura. 198) e può essere: a. 35) che hanno un valore indeterminato o superiore a 1.032. abuso di potere. – vendita di immobili o mobili in blocco – riparti parziali e deposito sia del bilancio finale che del conto della gestione – presentazione proposta di concordato Tale organo esercita pertanto una funzione d’impulso alla procedura. commissario liquidatore  è nominato dall’autorità di vigilanza col provvedimento che apre la procedura o con un altro successivo (art. – atti che richiedono l’autorizzazione del comitato dei creditori  donazioni. – azioni di responsabilità  esercitate dal commissario contro amministratori e membri degli organi di controllo (art. direttive ed altri strumenti formali (convocazione.d. 199 c2). economia). che è assolta dal commissario liquidatore. direzione delle attività di liquidazione e. 206) e esercitate dal nuovo commissario liquidatore contro il commissario revocato (art. 28) non sono applicabili per analogia (mancato rinvio) perché la nomina del commissario è basata su criteri di interesse pubblico – politico tuttavia in ragione del tipo della procedura certi soggetti possono essere incompatibili per ragioni di carattere sostanziale pertanto si ritiene che non possono essere nominati il coniuge. 2. parente. Il commissario. Gli atti dell’autorità di vigilanza sono provvedimenti amministrativi pertanto possono essere impugnati solo di fronte agli organi di giustizia amministrativa (TAR e Consiglio di Stato). colloqui). pegni. tramite istruzioni. organo uni personale  può esserlo dall’inizio o diventarlo nel corso della procedura.

204) e. il comitato dei creditori. prendere in consegna i beni. documenti e scritture contabili  è semplificato rispetto al fallimento perché il commissario può trattenere presso di se le scritture contabili e l’inventario può essere redatto dopo la presa in consegna (art. 204). esercizio azioni di responsabilità g. Secondo alcuni. 205). b. c. d. Il commissario può essere revocato dall’autorità di vigilanza che inoltre può autorizzare il nuovo commissario ad esercitare l’azione di responsabilità verso il commissario revocato che ha violato la legge o un obbligo generale (diligenza) cagionando un danno altrui (art. 237 e 238). può autorizzare che tali somme siano investite con strumenti diversi dal deposto purché sia garantita l’integrità del capitale (art. 3. f. 204). nomina dei periti per la valutazione dei beni  (art. il mancato rinvio è voluto per non vincolare il commissario al rispetto del termine e all’autorizzazione dell’eterodestinazione. Gli atti in difetto d’autorizzazione compiuti dal commissario liquidatore sono annullabili perché manca il presupposto (violazione di legge) e solo l’autorità di vigilanza è legittimata all’opposizione che però potrebbe far intervenire in seguito l’autorizzazione. 204). sono funzioni caratteristiche del curatore nel fallimento.Le funzioni del commissario sono: a. esercizio delle revocatorie fallimentari h. Tale norma non rinvia a quella fallimentare secondo cui le somme riscosse dal curatore devono essere depositate entro 10 giorni sul conto corrente intestato alla procedura e su proposta del curatore. 37 e 38) e vi è una responsabilità sia civile che penale (art. ratificando l’atto stesso. i. ad eccezione dell’ultima. 32. 34). relazione  è esonerato dalla redazione del bilancio annuale (gli amministratori sono tenuti a rendergli il conto della gestione per il periodo successivo all’ultimo bilancio) ma deve presentare semestralmente una relazione all’autorità di vigilanza sulla situazione patrimoniale dell’impresa e sull’andamento della gestione (art. custodia ed amministratore dei beni  organo operativo che può compiere sia gli atti di ordinaria che straordinaria amministrazione (art. comitato di sorveglianza  è nominato dall’autorità di vigilanza col 48 . inventario  prima della chiusura deve sentire l’imprenditore per garantire il contraddittorio (art. 199 c2 rinvia art. 35) ma per quest’ultimi è necessaria l’autorizzazione dell’autorità di vigilanza mentre per stare in giudizio non è necessaria l’autorizzazione (art. formazione dello stato passivo Tutte queste funzioni. L’incarico è personale ed intrasmissibile inoltre deve essere svolto con la diligenza professionale richiesta dalla natura dell’incarico. 206 c2). operazioni inerenti la liquidazione  secondo le direttive dell’autorità di vigilanza e sotto il controllo del comitato di sorveglianza pertanto è prevista la possibilità di circoscrivere ulteriormente gli atti che può compiere a seconda della procedura (art. attribuendo più velocità ed efficienza alla procedura (compatibile con la maggiore autonomia del commissario rispetto al curatore). con effetto dal compimento dell’atto.

assistenza  deve fornire al commissario il proprio contributo professionale e la propria esperienza (art. consulenza  il commissario può essere tenuto a dare pareri sulla gestione del commissario che sono indirizzati all’autorità di vigilanza inoltre in alcuni casi possono essere obbligatori ma non vincolanti (art. 205 c2). 210 c2. controllo generale  sulle operazioni inerenti la liquidazione compiute dal commissario (art. è un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni che tutelano interessi di carattere pubblico – generale e ciò incide sui reati tipici dei pubblici ufficiali. 212 c2. referenza  il comitato è tenuto ad una funzione d’informativa oltre ad esserne destinatario infatti è destinatario della relazione semestrale del commissario ma deve presentare un rapporto da allegare alla stessa (art.decreto che apre la procedura tuttavia nella liquidazione delle cooperative la nomina del comitato di sorveglianza è facoltativa (art. 206 c2. In assenza del parere. contestazioni contro stato passivo. come a quello dei creditori. d. Inoltre al comitato di sorveglianza. revocatorie. Il comitato può essere composto da 3 o 5 membri (per evitare la parità di voto) esperti nel settore di attività dell’impresa e possibilmente scelti tra i creditori (le leggi speciali possono prevedere un numero diverso di membri).5). Si tratta di un organo collegiale amministrativo che affianca il commissario liquidatore ma non può essere considerato un organo rappresentativo degli interessi dei creditori. Il tribunale non è un organo della procedura infatti interviene solo e limitatamente alle fasi giurisdizionalizzate (accertamento stato d’insolvenza. 214 c2 . è riconosciuto: – diritto di ispezione  può svolgere atti di ispezione delle scritture contabili e dei documenti della procedura. Secondo la dottrina prevalente. almeno secondo la disciplina comune che non richiama la competenza funzionale del tribunale fallimentare (art. 6) L’accertamento del passivo e dei diritti reali mobiliari di terzi L’accertamento del passivo evidenzia il carattere autoritativo della procedura infatti è eseguito dal commissario liquidatore d’ufficio e senza pubblicità pertanto l’azione dei creditori subisce un blocco momentaneo poiché è rinviata alla fase eventuale delle contestazioni mentre nel fallimento i 49 . il procedimento è viziato pertanto l’atto è impugnabile essendo annullabile. b. 24) mentre le discipline speciali (TUB) possono prevedere che le azioni civili derivanti dalla procedura siano di competenza del tribunale del luogo dove la banca ha la sede legale. 204 c1). 198). piano di riparto. – diritto di informazione  può chiedere notizie sugli atti della procedura. Le azioni derivanti dalla procedura non subiscono una deviazione rispetto alle regole di riparto della competenza. Le sue funzioni sono: a. Tale vigilanza si ritiene abbia ad oggetto non solo la legittimità degli atti (criterio formale) ma anche il merito della gestione del commissario (criterio sostanziale) valutando la congruenza/coerenza delle operazioni rispetto alla finalità della procedura. c. 204). omologazione concordato). 35. Il commissario stesso può richiedere pareri al comitato ma sono facoltativi.

formazione e deposito dello stato passivo (art. 207 e 208)  entro un mese dalla nomina (termine non perentorio) il commissario liquidatore comunica a ciascun creditore le somme risultanti a suo credito secondo le scritture contabili e i documenti dell’impresa inoltre analoga comunicazione è fatta a coloro che possono far valere domande di restituzione. Nei 15 giorni successivi al ricevimento della comunicazione. 209)  entro 90 giorni (termine non perentorio) dal provvedimento di liquidazione il commissario liquidatore forma l’elenco dei creditori e dei titolari dei diritti reali mobiliari. Tale comunicazione è semplificata rispetto a quella nel fallimento (art. 181/1987). La corte costituzionale (sent. le cui domande sono state ammesse o respinte. Lo stato passivo diventa esecutivo e definitivo col deposito pertanto non può essere modificato/revocato dal commissario liquidatore salvo il caso in cui vi siano meri errori formali/materiali (sbagliata trascrizione credito). comunicazione ai creditori (art. Il mancato rispetto del principio del contradditorio integra un vizio procedimentale che consente di esperire l’azione di 50 . a differenza di quella d’insinuazione al passivo nel fallimento. ha dichiarato illegittima la norma nella parte in cui non prevede l’obbligo per il commissario di sentire l’imprenditore (o gli amministratori) in merito alla formazione dello stato passivo in ordine alle singole pretese dei creditori (c1). La domanda può essere posta anche dopo i 60 giorni ma comunque entro il termine ultimo della data di deposito dell’elenco dei creditori da parte del commissario. sia i creditori che i titolari di diritti reali mobiliari possono far pervenire al commissario osservazioni/istanze con raccomandata mentre coloro che non hanno ricevuto la comunicazione. e lo deposita nella cancelleria del tribunale in cui ha la sede principale l’impresa dandone notizia con raccomandata a coloro la cui pretesa non sia stata in tutto o in parte ammessa (il curatore deve invece comunicare a tutti i creditori in che misura sono stati ammessi art. Tale domanda essendo rivolta ad un organo amministrativo è extragiudiziale. fase amministrativa  è una fase necessaria che prevede: a. possono chiedere. in merito all’originaria disciplina dell’amministrazione straordinaria (che può essere estesa anche alla liquidazione coatta amministrativa). pertanto non produce gli effetti della domanda giudiziale (art. Il procedimento si svolge in due fasi: 1. 94) tuttavia anche se non consente di evitare la prescrizione può comunque interromperla perché può essere considerata un’intimazione extragiudiziale del creditore al debitore. b. separazione e rivendicazione su beni mobili in possesso dell’impresa. 97). 92) perché non ha valore di riconoscimento (ricognizione) dell’esistenza e dell’ammontare del diritto del terzo ma ha solo la funzione d’impulso per instaurare un contraddittorio tra imprenditore e terzi.creditori possono far valere le loro ragioni con le domande d’insinuazione al passivo che vengono esaminate dal giudice nell’adunanza di verifica alla quale possono partecipare. La non tempestività dei creditori non determina sanzioni ma è a rischio e pericolo dei creditori poiché nel frattempo il commissario potrebbe aver terminato le operazioni di liquidazione. entro 60 giorni dalla pubblicazione nella GU del provvedimento di liquidazione. il riconoscimento dei crediti o la restituzione dei beni.

2. I gravami previsto contro lo stato passivo sono (art. 209 c2)  è una fase eventuale (si instaura a seguito dello sperimento dei mezzi di gravame da parte degli aventi diritto e si conclude in tribunale).1 e 2): − crediti sottoposti a condizione  vengono ad esistenza solo al verificarsi di un certo evento futuro. nella liquidazione coatta. fase giurisdizionale (art. In dottrina è emerso un problema sul trattamento dei crediti ammessi con riserva (art. 96 c2 n. destinata ai giudizi di opposizione ed impugnazione. −revocazione (gravame straordinario)  è esercitata dal creditore (o titolare di diritti reali) quando sono scaduti i termini per l’opposizione/impugnazione e vi sono fatti sopravvenuti che mettono in discussione l’ammontare e la causa di ammissione (si scopre che c’è stato dolo o colpa nel fornire certi documenti) pertanto se è esercitata per contestare un provvedimento di accoglimento. opposizione. impugnazione. regolati dalla legge fallimentare. Secondo la dottrina. in quanto compatibili e sostituendo al giudice delegato il giudice istruttore e al curatore il commissario liquidatore: a. 98): −opposizione (gravame ordinario)  è esercitata dal creditore (o titolare di diritti reali) contro il commissario liquidatore per contestare sia l’ammissione in tutto o in parte (ammissione senza privilegio) del proprio credito che l’assenza della comunicazione da parte del commissario in merito alle somme risultati a credito dalle scritture contabili e dai documenti dell’impresa (art. 201/1993) che aveva dichiarato costituzionalmente illegittima la norma nella parte in cui faceva decorrere i termini (15 giorni) per l’impugnazione dal deposito dello stato passivo anziché dalla data di comunicazione da parte del commissario. è rivolta contro i soggetti i cui diritti sono stati riconosciuti mentre se è esercitata per contestare un provvedimento di rigetto. 99) secondo cui il termine (30 giorni) decorre dalla comunicazione del deposito tutelando la conoscenza concreta e non la conoscibilità astratta. Tale contrasto è stato risolto nel 2007 con la previsione del rinvio alla disciplina del fallimento (art. è competente il giudice amministrativo sulla richiesta di annullamento in conseguenza di inadempimenti da parte dell’organo amministrativo. −impugnazione (gravame ordinario)  è esercitata dal creditore (o titolare di diritti reali) contro un altro creditore (o titolare di diritti reali) la cui domanda è stata in tutto o in parte accolta. 98 e 99)  in passato vi era un contrasto tra la disciplina e la sentenza della corte costituzionale (sent. tali crediti non possono essere ammessi al passivo mentre la giurisprudenza li ritiene ammissibili tuttavia in quest’ultimo caso si deve ritenere che spetti al commissario lo scioglimento della riserva.annullamento dello stato passivo e secondo la cassazione. revocazione (art. − crediti che non è stato possibile produrre i documenti giustificati  titoli protestati ancora in possesso della banca. è rivolta contro il commissario liquidatore. 207). diversamente disciplinata dalle varie nome speciali. Tali azioni sono esercitate col ricorso pertanto l’atto è depositato e successivamente è notificato alla controparte (con la citazione si ha 51 .

ammissione di un credito senza privilegio. lo strumento di tutela a disposizione del creditore non è l’opposizione ma la domanda tardiva (assenza di un credito nello stato passivo. 22 TUF) secondo cui il patrimonio della 52 . Tale trattamento speciale è giustificato dal principio generale della separazione patrimoniale (art. b. 101)  per i soli crediti non esaminati dal commissario nella formazione dell’elenco. tale soluzione non è condivisibile perché risulterebbe priva di significato la norma nella parte in cui sostituisce il giudice istruttore al giudice delegato. cioè quelle non presentate entro 30 giorni antecedenti l’udienza fissata per la formazione dello stato passivo. In merito all’accertamento del passivo vi sono regole speciali per le banche e gli enti finanziari infatti oltre allo stato passivo è prevista la formazione di elenchi separati per i titolari di diritti reali su strumenti finanziari inoltre i titolari dei diritti di restituzione su beni in possesso del debitore assoggettato alla procedura devono essere evidenziati in un apposita voce dello stato passivo generale. che sull’applicabilità del termine ultimo entro cui presentare le domande tardive cioè un anno dal deposito dello stato passivo.prima la notifica e poi il deposito). La dottrina ha però evidenziato un ulteriore problema. domande di rivendica e restituzione (art. domande tardive (art. Secondo la giurisprudenza. Infine. Nella prassi si pone il problema di distinguere la situazione che legittima l’opposizione o l’impugnazione da quella che legittima la presentazione della domanda tardiva tuttavia è necessario considerare che in assenza di un provvedimento formale di esclusione. 103) Tale norma deve essere adatta alla liquidazione coatta sostituendo il giudice istruttore al giudice delegato (è competente il giudice ordinario perché riguarda profili privati e non pubblici) e il commissario liquidatore al curatore. c. in merito alla disparità di trattamento perché coloro che presentano la domanda tardivamente possono beneficiare di un trattamento più favorevole rispetto a coloro che la presentano tempestivamente in quando le domande tardive sono esaminate dal giudice ordinario mentre quelle tempestive sono esaminate dal commissario liquidatore. che esisteva prima della riforma fallimentare e permane. il rinvio alla disciplina fallimentare pone dei problemi sia per le pretese da far valere in sede di formazione del passivo (il fallimento ora comprende anche i diritti personali su beni mobili e i diritti immobiliari) sia per la disciplina del rito (difficile adattare le norme sulle domande tardive alle modalità di accertamento del passivo nella liquidazione coatta). secondo un’altra parte della dottrina. una soluzione al problema consiste nel prevedere che anche le domande tardive siano esaminate dal commissario liquidatore (il giudice ordinario interviene solo nei casi d’impugnazione) tuttavia. L’attuale norma ha risolto i precedenti dubbi sia sull’ammissibilità delle domande tardive. Secondo parte della dottrina. il potere attribuito al giudice ordinario di annullare/modificare lo stato passivo è una deroga ai principi di carattere generale (diritto comune) perché è consentito all’autorità giudiziaria di incidere su un provvedimento dell’autorità amministrativa (commissario liquidatore) tuttavia tale deroga è giustificata dal fatto che il provvedimento coinvolge diritti privati. riconoscimento maggior credito derivante dallo stesso rapporto giuridico).

può distribuire acconti parziali sia a tutti i creditori che ad alcune categorie di essi. Il commissario liquidatore. Il difetto di coordinamento con la riforma. anche gli articoli successivi (art. per i quali non sia intervenuta la liberazione dall’obbligo solidale dei versamenti dovuti. 111ter e 111quater) non espressamente richiamati (non possono estendersi alla liquidazione coatta le previsioni che si basano sulla struttura del procedimento di formazione dello stato passivo. è necessaria solo per le vendite d’immobili e mobili in blocco pertanto si deduce a contrario che tutte le altre operazioni possono essere compiute autonomamente dal commissario (salvo che l’autorità di vigilanza non abbia diversamente disposto). 3. La distribuzione degli acconti parziali può avvenire senza rispettare l’ordine di distribuzione tuttavia secondo la giurisprudenza. In aggiunta alle disponibilità acquisite con la conversione in denaro dell’attivo. 212) deve rispettare il “classico” ordine dei pagamenti (art. fa sorgere il dubbio se siano o meno applicabili. Il commissario liquidatore pertanto non deve rispettare né le forme e gli obblighi di pubblicità previsti per l’alienazione dei beni appartenenti alla pubblica amministrazione né le procedure previste nel fallimento per l’alienazione d’immobili o beni superiori ad un certo valore (art. sentito il comitato di sorveglianza. o che valorizzano il ruolo del comitato dei creditori). anche se non è scaduto il termine per adempiere. che segna il termine delle operazioni di liquidazione. prima di procedere al riparto finale. 111): 1. il commissario può chiedere al presidente del tribunale un’ingiunzione di pagamento a carico dei soci e dei precedenti titolari. Il commissario liquidatore (art. tale deroga non è rimessa alla 53 . anche prima che siano realizzate tutte le attività ed accertate tutte le passività. 107) salvo che ciò non sia imposto dall’autorità amministrativa o dai principi di corretta gestione amministrativa. nei limiti di compatibilità. 210) ha tutti i poteri necessari per la liquidazione pertanto decide autonomamente i tempi e le modalità che ritiene più congruenti alla singola impresa e agli obiettivi della procedura. crediti prededucibili 2. I creditori dell’intermediario non possono esercitare azioni sul patrimonio gestito in nome e per conto dei clienti. 111bis. crediti con prelazione  sui beni venduti secondo l’ordine assegnato dalla legge.società deve essere separato da quello gestito in nome e per conto dei clienti (separazione esterna) e all’interno di quest’ultimo devono essere separati i valori che appartengono a ciascun cliente (separazione interna). Il commissario liquidatore ha un’ampia autonomia anche sulle operazioni di riparto pertanto non ha l’obbligo di deposito delle disponibilità liquide previsto per il curatore e può procedere al pagamento dei crediti di massa non contestati. La ripartizione dell’attivo (art. può procedere a riparti parziali osservando le norme sul fallimento (art. 7) La liquidazione e la ripartizione dell’attivo La liquidazione consiste nella monetizzazione dei beni acquisiti alla massa attiva. L’autorizzazione dell’autorità di vigilanza. senza necessità di alcun provvedimento. crediti chirografari  in proporzione all’ammontare. 113) inoltre previo parere del comitato di sorveglianza e con l’autorizzazione dell’autorità di vigilanza. salvo le limitazioni imposte dall’autorità amministrativa che può impartire direttive ed istruzioni sulle modalità di liquidazione.

Il creditore ha diritto al soddisfacimento proporzionale sulle somme non distribuite. Il creditore ammesso tardivamente tuttavia sconta il rischio che gli acconti parziali non risultino ripetibili. comunicazione ai creditori ammessi e ai titolari dei crediti prededucibili  mediante raccomandata con ricevuta di ritorno. con ricorso al tribunale. b. 213)  prima di procedere al riparto finale. a cura del commissario: a. telefax o posta elettronica con garanzia dell’avvenuta ricezione. il commissario deve depositare in cancelleria. 2. in cui al creditore spettano anche le quote alle quali avrebbe avuto diritto nelle precedenti ripartizioni. nei limiti delle somme a disposizione. l’autorità di vigilanza non deve approvare il bilancio. L’autorità di vigilanza effettua un controllo formale del bilancio finale tuttavia secondo un orientamento tale controllo è anche sostanziale perché in presenza di irregolarità nell’attività del commissario o attività non liquidate. primo orientamento  secondo l’opinion prevalente.valutazione discrezionale degli organi ma deve essere sorretta da finalità di interesse pubblico/sociale inoltre il commissario deve assicurare che il residuo sia sufficiente a pagare gli altri creditori (principio generale). In dottrina si è aperto un dibattito sul rapporto tra gli acconti e i riparti parziali: 1. mancata assegnazione di una quota di riparto o la gestione del commissario liquidatore. terzo orientamento  la distinzione tra le due fattispecie è inerente alla modalità di pagamento poiché solo per i riparti parziali è necessario rispettare le norme sul procedimento di ripartizione (art. accolta dalla giurisprudenza. non vi è una distinzione tra le due fattispecie. si ha: 1. il bilancio finale col conto della gestione ed il piano di riparto (in cui devono essere riepilogate le distribuzioni effettuate) accompagnati dalla relazione del comitato di sorveglianza. 8) La chiusura del procedimento La chiusura della liquidazione coatta amministrativa. Il deposito deve essere autorizzato dall’autorità di vigilanza che procede anche alla liquidazione del compenso del commissario. 110). salvi i casi di credito con prelazione o di ritardo della domanda non imputabile. compresi gli acconti parziali soggetti a ripetizione. entro 20 giorni dalla comunicazione o dalla pubblicazione sulla GU per gli altri interessati. Le domande tardive sia per i crediti che per i diritti reali (nell’ipotesi in cui la pretesa deve essere soddisfatta in denaro. La contestazione può riguardare la graduazione dei crediti (ordine di pagamento). Le contestazioni sono comunicate dal cancellerie agli organi della procedura che entro 20 giorni possono presentare le loro osservazioni in cancelleria. 3. Il tribunale provvede con decreto e si applicano in quanto compatibili le norme sui reclami contro i 54 . salvo legge speciale. secondo orientamento  la distinzione tra le due fattispecie è inerente allo stato passivo poiché solo gli acconti possono essere distribuiti prima del deposito dello stesso. non essendo più possibile la restituzione) non pregiudicano le ripartizioni già avvenute e possono essere fatte valere sulle somme non ancora distribuite. L’avvenuto deposito è oggetto di una duplice forma di pubblicità. ripartizione finale dell’attivo (art. inserzione nella GU e nei giornali designati dall’autorità di vigilanza I creditori possono proporre contestazioni.

uno o più creditori c. sono: a. 130 e 131) sono applicate in quanto compatibili tuttavia non essendo prevista una votazione o un esame preliminare della proposta da parte del tribunale.c. che decide con decreto sulle opposizioni e sulla proposta. 117) e le norme sulla cancellazione della società e il deposito dei libri sociali nel registro delle imprese (art. senza limiti di tempo. I soggetti legittimati a presentare la proposta di concordato. Le norme fallimentari sul giudizio di omologazione. Infine. risoluzione  in caso di mancata esecuzione. In assenza di contestazioni o quando è definito il relativo giudizio. il rinvio è limitato agli aspetti processuali e all’acquisizione di efficacia del relativo decreto. La proposta unitamente ai relativi pareri. Il decreto deve essere pubblicato e notificato alle parte inoltre è impugnabile con ricorso in Cassazione entro 30 giorni dalla notifica. 214 e 215)  si ha una disciplina diversa rispetto a quella del fallimento. Tali rimedi hanno gli stessi presupposti previsti nel fallimento tuttavia si ha una differenza nella fase successiva alla sentenza. 2. Il contenuto della proposta è disciplinato rinviando al concordato fallimentare (art. la disciplina del fallimento (art. efficacia del decreto e reclamo (art. su parere (obbligatorio ma non vincolante) del commissario liquidatore e del comitato di sorveglianza. b. 135) e sulla sua esecuzione vigila sia il commissario liquidatore che il comitato di sorveglianza. debitore b. concordato (art. in base ad una valutazione discrezionale sull’opportunità.). infatti nella liquidazione coatta amministrativa spetta all’autorità di vigilanza la riapertura della 55 . annullamento  in caso di occultamento dell’attivo o esagerazione del passivo (comportamento doloso). terzo La presentazione della proposta richiede l’autorizzazione dell’autorità di vigilanza. valutare l’opportunità e la convenienza (in relazione alla tutela dei creditori e degli interessi generali) del concordato. su ricorso del commissario o uno o più creditori. Gli effetti del concordato sono regolati dalla norma fallimentare (art. in quanto compatibile. Tale forma di pubblicità caratterizza il concordato nella liquidazione coatta ed è dovuta al fatto che l’impresa ha rilievo pubblicistico. 129. su ricorso del commissario o uno o più creditori (entro un anno dall’ultimo adempimento). I creditori e gli altri interessati possono presentare opposizioni entro 30 giorni (termine perentorio) che decorrono dalla comunicazione per i primi e dall’esecuzione delle formalità pubblicitaria per i secondi. sono esperibili i rimedi previsti per il concordato fallimentare: a. Non è prevista l’approvazione dei creditori. pertanto spetta al tribunale (sentito il parere dell’autorità). Il tribunale decide in merito e contro la sentenza è ammesso reclamo. 124) pertanto è garantita la stessa flessibilità. il commissario procede al riparto finale a cui è applicata.provvedimenti del giudice delegato o del tribunale. 2495 e 2496 c. è depositata in cancelleria e il commissario liquidatore provvede sia alla comunicazione ai creditori ammessi al passivo che alla pubblicazione nella GU e al deposito nel registro delle imprese.

soddisfazione integrale dei crediti ammessi al passivo e delle spese prima del riparto finale 3. Il legislatore della riforma non ha risolto l’inconveniente dovuto alla mancata previsione di un provvedimento formale di chiusura inoltre non essendo previsti ulteriori casi di chiusura sorgono problemi interpretativa sull’applicabilità delle cause di chiusura patologiche previste nel fallimento (art. 56 . impossibilità di soddisfare. anche in parte. 118): 1. assenza domande di insinuazione al passivo 2.procedura adottando i provvedimenti necessari (insediamento degli organi della procedura) mentre nell’altro caso si ha automaticamente il fallimento o la riapertura della procedura. le spese e i crediti prededucibili/concorsuali Il problema rimane aperto tuttavia secondo l’opinione prevalente tali casi patologici sono applicabili anche nella liquidazione coatta amministrativa.