Molti dei ricordi di mio padre sono indissolubilmente e immancabilmente legati al cibo.

Un po’ perché era un bravo cuoco – da “poche cose ma buone” – e sempre e comunque uno sperimentatore. Mi mancano ogni giorno le sue sottilissime frittate, il profumo del ragù, sua croce e delizia perché era buono ma non abbastanza, non come quello di sua nonna. E la carne con la senape, che ci ho provato un sacco di volte a farla, ma non mi è mai riuscita. Non così, almeno.

Ma la maggior parte dei ricordi legati al cibo non sono ricordi di cucina, sono ricordi di scoperte di gusto, quelle scoperte che hanno segnato il mio destino.

Ricordo i panini con la carne mangiati da Domenico, nel bar vicino al suo ufficio. Domenico che era brutto e senza denti, ma c’aveva i panini buonissimi. E soprattutto aveva un Juke Box in cui ogni volta, a pranzo, il babbo metteva una monetina per farmi ascoltare Fiore di Maggio. Ricordo la Festa dell’Unità nei giardini di fronte a casa mia. Ricordo lo stand dove il suo compagno di scuola sfornava braciole e ravioli. Ma soprattutto ricordo quei pomeriggi in cui lui mi accompagnava (ancora bambina, non andavo neppure a scuola) nell’ultimo chiosco giù in fondo, dove un signore (di cui non so il nome ma ho bene in mente il viso) preparava dei panini alle acciughe e bagnetto verde da estasi papillare. Ci ho messo 30 anni per riuscire a fare un bagnetto verde così.

E mi ricordo di quelle volte in cui venivano i parenti da fuori e poi noi li riaccompagnavamo alla stazione. E c’era una specie di Fast Food, in via Nizza, uno che adesso non c’è più, che si chiamava Drive In. E ogni volta andavamo lì e il babbo mi comprava un panino wursterl e crauti. E io ne andavo pazza.

E poi c’erano le colazioni della mattina, quelle al bar di Angelo e Renzo, dove prendevo un bicchiere d’acqua frizzante e un panino dolce, di quelli con gli affettati dentro.

E tutto questo mi torna in mente certe mattine, quelle in cui entro in un bar, prendo un bicchiere d’acqua frizzante e un semidolce con il prosciutto.

Le buone abitudini sono dure a svanire. Un po’ come la nostalgia. _____________________

Sign up to vote on this title
UsefulNot useful