Uscirà in settembre in America

Il volto inedito di Salinger L’autore eremita del «Giovane Holden» rivelato da 150 amici
dal nostro corrispondente ALESSANDRA FARKAS
NEW YORK — Ennesimo oltraggio postumo o evento letterario dell’anno? La domanda correva ieri sui siti e blog letterari dopo l’annuncio dell’arrivo in libreria, il prossimo settembre, di una biografia di J.D. Salinger firmata dallo scrittore David Shields e dal regista e sceneggiatore Shane Salerno. «Siamo onorati di essere noi a pubblicare The Private War of J.D. Salinger», afferma Jonathan Karp, presidente della Simon & Schuster, «si tratta di un libro importantissimo di una delle figure più amate e impenetrabili del ventesimo secolo. Molti di noi che hanno letto Il giovane Holden — prosegue Karp — in un certo momento della vita hanno sperato di conoscerne meglio l’autore. Finalmente è arrivato». Affermare che Salinger si stia rigirando nella tomba è understatement. A soli tre anni dalla sua morte nel gennaio 2010, a 91 anni, lo scrittore che ha vissuto più di mezzo secolo autorecluso nella casa di Cornish, nel New Hampshire (il «New York Times» lo ribattezzò «La Garbo della letteratura»), sarà protagonista anche di un documentario che la tv pubblica Pbs manderà in onda nel gennaio del prossimo anno, nell’ambito della serie dedicata agli «American Masters». A dar retta alla Simon & Schuster, sia il libro che il film attingeranno da interviste «con oltre 150 tra amici, studiosi e colleghi che hanno lavorato con lui e lo conoscevano bene o che sono stati influenzati dal suo J.D. Salinger lavoro». «Per molti di loro è stata una catarsi — spiega Salerno — dopo decenni di autoimposto riserbo, per non deluderlo». La casa editrice si è però rifiutata di rispondere all’interrogativo che da anni arrovella il mondo letterario: oltre ai quattro libri usciti quando era in vita, Salinger ha lasciato qualche inedito? Sono ancora tanti i misteri che circondano il leggendario autore ritiratosi a vita privata nel 1953, e che ha sempre difeso la propria privacy con ostinazione quasi patologica, sino a raggiungere un isolamento da eremita. Di certo si sa che collezionò tre mogli: la tedesca Sylvia, da cui divorziò nel 1945 dopo solo otto mesi; la studentessa Claire Douglas, da cui ebbe due figli, Margaret e Matt, e Colleen O’Neil, sposata nell’88. «Da oltre 60 anni il mondo ha creduto nel mito di un Salinger troppo puro per il mondo editoriale e troppo sensibile per essere toccato», incalza Salerno, che ha lavorato con Oliver Stone sul set di «Le Belve»: «rimpiazzeremo il mito con il ritratto complesso e profondamente contraddittorio di un essere umano in carne e ossa». La vera novità del duplice progetto, promettono i curatori, sarà quella di «esplorare il profondo impatto psicologico dell’esperienza bellica sul suo lavoro». Durante la seconda guerra mondiale, Salinger fu assegnato al servizio di controspionaggio, nell’ambito del quale interrogò i prigionieri di guerra, mettendo a frutto la propria conoscenza delle lingue. E fu tra i primi soldati ad entrare in un campo di concentramento liberato dagli alleati. «È impossibile non sentire più l’odore dei corpi bruciati», rivelò in seguito alla figlia, «non importa quanto a lungo tu viva».
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