VIII Carl Schmitt

1888–1985

TEOLOGIA POLITICA
[Teologia politica. Quattro capitoli sulla dottrina della sovranità (1922), in Id., Le categorie del «politico», trad. it. di P. Schiera, Bologna, Il Mulino, 1972, cap. 3, p. 73; 4, pp. 61–74]

Capitolo III Teologia politica Tutti i concetti più pregnanti della moderna dottrina dello Stato sono concetti teologici secolarizzati. Non solo in base al loro sviluppo storico, poiché essi sono passati alla dottrina dello Stato dalla teologia come ad esempio il Dio onnipotente che è divenuto l’onnipotente legislatore, ma anche nella loro struttura sistematica, la cui conoscenza è necessaria per una considerazione sociologica di questi concetti. Lo stato di eccezione ha per la giurisprudenza un significato analogo al miracolo per la teologia. Solo con la consapevolezza di questa situazione di analogia si può comprendere lo sviluppo subito dalle idee della filosofia dello Stato negli ultimi secoli. Infatti l’idea del moderno Stato di diritto si realizza con il deismo, con una teologia e una metafisica che esclude il miracolo dal mondo e che elimina la violazione delle leggi di natura, contenuta nel concetto di miracolo e produttiva, attraverso un intervento diretto, di una eccezione, allo stesso modo in cui esclude l’intervento diretto del sovrano sull’ordinamento giuridico vigente. Il razionalismo dell’illuminismo ripudiò il caso di eccezione in ogni sua forma. La convinzione ateistica degli autori conservatori della controrivoluzione poté perciò tentare di sostenere ideologicamente la sovranità personale del monarca, mediante il ricorso ad analogie ricavate da una teologia ateistica.

par. In essi si nota a prima vista che si tratta di un’analogia concettualmente chiara. Nova methodus. poiché è straordinaria l’analogia delle due discipline. 4–5. Kelsen. […] [p. Tübingen. Egli rinnega il paragone della giurisprudenza con la matematica e la medicina per sottolineare la parentela sistematica con la teologia: «A buon diritto abbiamo trasferito il modello della nostra ripartizione dalla teologia al diritto. con il suo particolare accento. Nel suo ultimo scritto sul concetto sociologico e giuridico di Stato2 egli riporta una quantità di analogie affermate ma tali da mostrare. Essa deriva da un’impostazione esclusivamente propria delle scienze naturali. 65] storia delle idee. scoprono modelli e simboli variopinti altrettanto naturalmente anche per lo Stato e la società. . H. la «ratio» (e perciò vi è una teologia naturale e una giurisprudenza naturale) e la «scriptura». 1922. della parentela logica di teologia e giurisprudenza. propria della concezione dello Stato di diritto. come per ogni altro settore. Mohr. cioè un libro contenente rivelazioni e comandamenti positivi. sta una metafisica che identifica legge di natura e legge normativa. 64] Kelsen ha il merito di avere trattato già nel 1920. Der soziologische und der juristische Staatsbegriff. fra Stato e ordinamento giuridico. l’eterogeneità interna del suo punto di partenza epistemologico e del suo risultato ideologico. si manifesta apertamente il genere —— 1 2 G.72 […] [p. Francofurti.» Entrambe hanno un «duplex principium». sistematica e non di giochi mistici propri della filosofia della natura o del romanticismo che. Leibniz. W. 1667. […] Nella fondazione che Kelsen dà alla sua concezione della democrazia. riposa sul ripudio di ogni «arbitrio» e cerca di eliminare ogni eccezione dall’ambito dello spirito umano. L’espressione filosofica più chiara su quell’analogia si trova però nella Nova methodus di Leibniz1. 62] La più interessante esposizione politica delle analogie di questo tipo si trova nei filosofi dello Stato cattolici della controrivoluzione: in Bonald. ad un esame approfondito di [p. De Maistre e Donoso Cortés.

Se Engels interpreta il dogma calvinista della predestinazione come un riflesso della assurdità e della imprevedibilità della lotta concorrenziale capitalistica. XLIII (1920). 1955. pp.73 costituzionalmente matematico-naturalistico del suo pensiero3: la democrazia è l’espressione di [p. In quest’ambito viene particolarmente alla ribalta l’analogia fra concetti teologici e giuridici di cui s’è detto. Vom Wesen und Wert der Demokratie. 67] La spiegazione spiritualistica dei processi materiali e la spiegazione materialistica dei fenomeni spirituali cercano entrambe di accertare nessi originari. in contrasto con una materialistica. […] [p. in un nulla: un procedimento che. Sarebbe un grave equivoco pensare che essa presenti una filosofia della storia spiritualistica. Bologna. 66] un relativismo politico e di una scientificità liberata da miracoli e dogmi e fondata sulla comprensione umana e sul dubbio critico. Kelsen. Il Mulino. superando la concettualità giuridica orientata ai più immediati interessi pratici della vita giuridica. mediante la riduzione di una delle due sfere all’altra. Esse stabiliscono prima una contrapposizione tra le due sfere e poi la risolvono. it. viene rintracciata la struttura ultima radicalmente sistematica. . La sua peculiarità consiste nel fatto che. […] [p. e questa struttura concettuale viene poi comparata all’elaborazione concettuale della struttura sociale di una determinata epoca. Non interessa qui se l’ideale della concettualità radicale sia il —— 3 H. 68] Qualcosa di completamente diverso è la sociologia dei concetti che qui viene proposta e che nei confronti di un concetto come quello di sovranità mira soltanto ad un risultato scientifico. è necessario soprattutto chiarirsi le idee intorno alla sociologia dei concetti giuridici. finisce per trasformarsi in caricatura. applicato con caratteri di necessità metodologica. in «Archiv für Sozialwissenschaft und Sozialpolitik». in Democrazia e cultura. poiché una sociologia dei concetti giuridici presuppone una ideologia conseguente e radicale. 87 ss. allo stesso modo si può ridurre la moderna teoria della relatività ed il suo successo alle condizioni valutarie dell’attuale mercato mondiale e si sarebbe in tal modo trovato la sua sottostruttura economica. trad. Per la sociologia del concetto di sovranità.

69] «Imiter les décrets immuables de la Divinité»4 era l’ideale della vita giuridica statale che fu assunto senz’altro dal razionalismo del XVIII secolo. Essa prova che. Economie politique. Paris. 70] causa ultima. 1964. la stessa evidenza che avrebbe avuto. p. In Rousseau. in Rousseau. […] [p. 248. —— 4 J. La sociologia del concetto di sovranità consiste proprio nella determinazione di un’identità del genere. I. Non si fa dunque sociologia del concetto di sovranità quando ad esempio la monarchia del XVII secolo viene qualificata come l’elemento reale che «si rifletteva» nel concetto cartesiano di Dio. per la coscienza di ogni epoca. cur. attraverso i presupposti metafisici. Rientra invece nella sociologia del concetto di sovranità di ogni epoca mostrare che la situazione politicostorica [p. nel cui saggio Economie politique si trova questa espressione. In tal modo la monarchia acquistava. anche di comportarsi.vol. Gagnebin e M. Presupposto di questo tipo di sociologia dei concetti giuridici è dunque una concettualità radicale. per un’epoca successiva. […] Che qui venga introdotta in primo luogo sul piano psicologico (ma per un fenomenologo anche sul piano fenomenologico) un’identità perfetta. B. Gallimard. la democrazia. e tuttavia sostanziali. 3.J. la politicizzazione dei concetti teologici è così evidente proprio nel concetto di sovranità da non sfuggire a nessuno dei veri conoscitori dei suoi scritti politici. di fatto la metafisica è l’espressione più intensiva e chiara di un’epoca. Piuttosto vanno indicate due identità spirituali. Il quadro metafisico che una determinata epoca si costruisce del mondo ha la stessa struttura di ciò che si presenta a prima vista come la forma della sua organizzazione politica.74 riflesso di una realtà sociologica oppure se la realtà sociale venga intesa come conseguenza di un modo determinato di pensare e. Œuvre complètes. di conseguenza. cioè una consequenzialità portata avanti fino alla metafisica e alla teologia. Raimond. come ha detto Edward Caird nel suo libro su Auguste Comte. politici e sociologici: identità che postula il sovrano come unità personale e come [p. 69] della monarchia ha sempre corrisposto alla generale coscienza degli uomini dell’Europa occidentale nelle diverse epoche e che la conformazione giuridica della realtà politico-storica ha sempre trovato un concetto la cui struttura coincideva con la struttura dei concetti metafisici. Rousseau. .

anche se fuori dal mondo. concreta. nel mitologico. La massima metafisica che Dio da sé manifesta solo volontà generali. Così Descartes scrive una volta a Mersenne: «È Dio che ha stabilito questa legge nella natura.75 viene dimostrato in modo straordinariamente istruttivo dalla bella narrazione del Discours de la méthode. esse sono inventate «da uno solo». era rimasto. […] Ma qual è la prima cosa che appare allo spirito improvvisamente concentrato nella riflessione? Che le opere costruite da più uomini non sono così perfette come quelle a cui ha lavorato uno solo. prescindendo dalla natura decisionistica del suo pensiero. Ora la macchina si muove da sé. domina la metafisica da Leibniz a Malebranche. nonostante la sua riduzione dell’individuo all’atomo. nel modello distico del mondo. Tutte le identità che ricorrono nella dottrina politica e di diritto pubblico del XIX secolo riposano su tali concezioni: la [p. La validità generale di una norma giuridica viene identificata con la validità senza eccezioni delle leggi naturali. tutto è dominato. il «monteur» della grande macchina. decisiva e proietta anche il Suo stato. facendolo diventare una persona mostruosa. rimane tuttavia personalista e postula un’istanza ultima. la dottrina organica dello Stato e la sua identità di Stato e sovranità. nonostante nominalismo e scienze naturali. Viene radicalmente negato il sovrano che. questa è una delle ragioni per cui Hobbes. 72] tesi democratica dell’identità del governante con il governato. «Un solo architetto» deve costruire una casa o una città. non particolari. come un re stabilisce le leggi del suo regno. 71] A partire da quest’epoca la consequenzialità del pensiero esclusivo delle scienze naturali si afferma anche nelle concezioni politiche e soppianta il pensiero essenzialmente etico-giuridico che nell’illuminismo dominava ancora.» Il XVII e XVIII secolo erano dominati da questa concezione. […] [p. le migliori costituzioni sono opera di un solo «legislatore» intelligente. e infine: un solo Dio regge il mondo. la dottrina dello Stato di . Nel XIX secolo. […] La trascendenza di Dio nei confronti del mondo è propria del concetto di Dio del XVII e XVIII secolo. allo stesso modo in cui una trascendenza del sovrano nei confronti dello Stato è propria della filosofia dello Stato di quegli stessi secoli. il Leviatano. in modo sempre più esteso da concezioni immanentistiche.

contro la fede in Dio. […] [p. la battaglia ideologica degli avversari radicali di ogni ordinamento esistente si rivolse. lo sviluppo della teoria dello Stato del XIX secolo mostra due momenti caratteristici: l’accantonamento di tutte le concezioni teistiche e trascendenti e la costruzione di un nuovo concetto di legittimità. Dopo che gli autori della Restaurazione ebbero sviluppato per primi una teologia politica. infine la dottrina di Kelsen sull’identità dello stato con l’ordinamento giuridico. come contro l’espressione fondamentale estrema della credenza in un potere ed in un’unità. con consapevolezza crescente. sul «potere costituente» del popolo: cioè al posto dell’idea monarchica di legittimità subentra quella democratica.76 diritto di Krabbe e la sua identità di sovranità e di ordinamento giuridico. oppure fonda ogni potere. . 73] Dal punto di vista di questo tipo di considerazione inerente alla storia delle idee. […] Dal 1848 la dottrina del diritto pubblico diviene positiva nascondendo di solito sotto questa parola il suo imbarazzo. mediante le più diverse ricostruzioni.

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