IMPIANTI IDRAULICI

CHRISTIAN PESSEY MARCEL GUEDJ
con la collaborazione di Anne Laurence e di Jean-Marie Louis

ULISSEDIZIONI

INDICE
L'acqua in casa - 9
L'erogazione - 10 La distribuzione - 19 Gli scarichi - 22

Le canalizzazioni - 24
Materiali e accessori - 25 Le installazioni in rame - 30 Le installazioni in PVC pressato - 42 Le installazioni con kit - 46 Gli scoli in PVC - 48 Lo scolo delle acque piovane - 54 Le canalizzazioni interrate - 55 Il pozzo nero - 56 La fossa settica - 58

I sanitari - 71
I sanitari - 71 I rubinetti - 77 Gli scarichi - 82

Le riparazioni - 103
La manutenzione dello scalda-acqua a gas - 104 I rubinetti - 106 Le perdite - 110 La stappatura delle canalizzazioni - 114 La protezione contro il gelo - 116

Glossario - 121 Indice analitico - 125

L'acqua in casa

L'ACQUA IN CASA
Così come l'elettricità, l'acqua corrente è parte integrante del comfort in una casa moderna. Ogni interruzione nell'erogazione diventa una vera catastrofe, il più piccolo intasamento mette in crisi: il che dimostra l'importanza dell'acqua in casa.

Non molto tempo fa, si andava a prendere l'acqua al pozzo. Nelle case borghesi del secolo XIX ci si doveva accontentare di un unico punto di acqua per piano. In campagna, l'approvvigionamento idrico generalizzato è, in diverse regioni, molto recente. Però, come vivere oggi senza il rubinetto dell'acqua calda, senza doccia né vasca, senza lavatrice né lavastoviglie? Considerata ieri elemento "di igiene corporea", oggi l'acqua costituisce il comfort minimo. L'età "del piombo" si è compiuta negli anni '50, lasciando il posto a quella del rame, materiale universalmente utilizzato da allora in poi per le condotte di erogazione. Negli anni 70, la ghisa e l'acciaio, ancora utilizzati per le tubazioni di scarico, hanno subito la concorrenza sempre più forte delle materie plastiche: il policloruro di vinile (PVC) e il polietilene si diffondevano
sempre più. Per tanto tempo i tubi di plastica sono stati relegati alla funzione di scarico, ora fanno concorrenza al rame anche nel settore dell'installazione sotto pressione. Questa evoluzione comporta una semplificazione delle installazioni, poiché l'incollatura sostituisce progressivamente

la saldatura, che è temuta (peraltro senza ragione) dal dilettante. Al contempo, gli apparecchi si perfezionano. La rubinetteria, in particolare, si rinnova con l'apparizione dei miscelatori termostatici, gli apparecchi sanitari si abbelliscono, diventando elementi di arredamento nel bagno, ormai "stanza da vivere"; infine, i problemi di depurazione si risolvono, con la comparsa di nuovi dispositivi, come le microstazioni o le fosse biologiche.

Nello s t e s s o t e m p o , l'installazione si arricchisce e si estende nella casa, c o stringendo a un'attenzione particolare e a interventi più frequenti che, per forza di cose, portano il privato a interessarsi da vicino di problemi idraulici. C o n s i d e r a n do l'impianto nel s u o insieme, dall'erogazione fino allo scarico, queste pagine offrono una visione globale dei problemi che p u ò incontrare un idraulico dilettant e , sia nel settore dell'installazione (tecnica e scelta degli apparecchi) sia in quello della riparazione. Sarà così p o s s i bile a n c h e farsi capire più facilmente dal personale specializzato per ottenere ciò che si vuole... al prezzo più giusto.

L'acqua in casa

L'erogazione
L'acqua non è c o m e il gas o l'elettricità, la cui erogazione è assicurata da organis m i statali c h e ne d e t e n g o n o il m o n o p o lio. Nelle case singole, talvolta, l'utente p u ò scegliere tra una rete di erogazione p u b b l i c a , assicurata da una ditta privata, e un'erogazione propria tramite un p o z zo. Se non esiste c o n c o r r e n z a tra diverse c o m p a g n i e idriche, c h e p e r m e t t e r e b be all'utente di fare una scelta tra più fornitori, ci si deve interrogare, q u a n d o si

possiede un p o z z o , sul c o s t o reale d e l l'acqua e non scegliere s i s t e m a t i c a m e n t e l'acqua " d i città". Le o p e r e di urbanizzazione, il rifornim e n t o tramite rete c o m u n a l e o intercomunale

Sotto: manometro disposto dopo un riduttore. Qui a fianco: il pozzo (sotto) costituisce ancora il mezzo di erogazione di numerose installazioni nell'ambiente rurale. È collegato a una pompa (in alto) e ad un pallone di pressione.

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L'acqua in casa

è quasi sempre assicurato fino a casa o nelle vicinanze. Il contatore può essere situato al limite della proprietà, nel qual caso, il trasporto dell'acqua fino a casa compete a voi. Quando comprate una casa isolata in un comune che possiede una rete d'erogazione idrica, informatevi sulle possibilità di collegarvi alla rete: l'amministrazione non è infatti obbligata ad effettuare il collegamento: le spese di allacciamento alle condotte vicine competono a voi e il costo dei lavori può essere altissimo

L'acqua in casa

L'acqua di p o z z o . Appartiene di solito al proprietario del terreno dove il pozzo è scavato. N o n d i m e n o , questi non può i n terrompere o deviare una vena che rifornisce altri abitanti. Il rifornimento di una casa, con l'acqua di un pozzo, è possibile solo se l'acqua è adatta al c o n s u m o . Fatela analizzare prima di usarla. Se non è potabile, potete c o m u n q u e utilizzarla per annaffiare il giardino o lavare la m a c china, quindi una p o m p a è sempre utile.

A fianco: pompa di superficie e dispositivo di spartizione (sotto) per l'annaffiatura del giardino.

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L'acqua in casa

Schema che illustra le diverse soluzioni per rifornire un'istallazione con una pompa.

A c q u a in pressione

Differenti tipi di elettropompa in funzione per diversi casi di aspirazione: 1. Pompa immersa semplice. 2. Pompa monocellulare di immissione. 3 e 4. Pompe multicellulari immerse. 5. Pompa multicellulare sommersa (doc. Leroy-Sommer).

Q u a l u n q u e sia il t i p o di p o m p a utilizzato, la pressione costante necessaria a l l ' i m pianto d o m e s t i c o è garantita dall'installazione di un serbatoio, riempito sotto pressione di 2 o 3 bar. Un contatore fa scattare la p o m p a man m a n o che si usa la riserva.

L'acqua in casa

Le diramazioni del c o n t a t o r e . Nelle case singole o q u a n d o il c o m u n e (o un consorzio comunale) p r o c e d e alla sistemazione di una rete di distribuzione d ' a c q u a potabile, il contatore degli utenti è installato sul confine della proprietà. La contrattazione permette in genere di ottenerne l'installazione il più vicino p o s s i bile all'abitazione, anche se non si tratta assolutamente di un o b b l i g o . Bisogna c o m u n q u e procedere al collegamento tra c o n t a t o r e e abitazione, c o n lavori che sono a vostro totale carico. Tuttavia, p o tete approfittare della presenza d e l l ' i m presa c h e realizza i lavori per il c o m u n e , per evitare di pagare il c o s t o s e m p r e alto dello s p o s t a m e n t o della spalatrice.

- Il contratto. Si effettua tra "una c o m pagnia idrica" privata o consorzio interc o m u n a l e o c o m u n e e utente e precisa le condizioni di rifornimento d ' a c q u a p o tabile. Il prezzo dell'acqua è quasi s e m pre espresso in m . Al canone si aggiunge ovviamente il c o n s u m o , c o n prezzo forfettario fino a un certo v o l u m e , poi fatturato al m . La lettura si effettua sul contatore c h e , di solito, appartiene alla c o m p a g n i a , ma di cui siete responsabili. Siete tenuti, tra l'altro, a proteggerlo contro il gelo, il che non è sempre facile q u a n d o , c o m e spesso capita, è p o s t o a l l'esterno, in un foro nel c e m e n t o armato. Il c o n t a t o r e deve ovviamente essere s e m p r e accessibile agli addetti del3 3

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L'acqua in casa

I 1. Scavo di una trincea con macchina spalatrice. 2. La trincea principale fiancheggia l'edificio dal foro del contatore. 3. Tubo di rifornimento in polietilene. 4. I collegamenti e le diramazioni sono realizzati con raccordi di rame.

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La compagnia (si c o m p r e n d e perciò il vantaggio di situarlo al confine della proprietà).

- Il prezzo dell'acqua. Può variare da luogo a luogo, ma tutti pensano che il prezzo dell'acqua sia, quasi ovunque, alto. Dipende in parte dall'entità degli impianti necessari per assicurare il rifornimento, dalla necessità di effettuare conti controlli-qualità (sarebbe tollerabile che l'acqua non fosse potabile, anche solo per un'ora?) dal costo, sempre più alto dei trattamenti legati all'inquinamento crescente, infine, dalla manutenzione e dall'adeguamento di una rete che risale, in molte regioni, a più di mezzo

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Per ottenere una conduttura completa in ambiente rurale, è meglio chiamare un'impresa specializzata nello scavo delle trincee piuttosto che sprecare tempo a scavarle a mano.

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L'acqua in casa 1. Collegamento della saracinesca generale di partenza che comprende un rubinetto di spurgo generale. 2. Srotolamento del tubo nella trincea. 3 e 4. Collocazione d'un raccordo di prolunga che comprende due dadi filettati esternamente, due bocchettoni con flange, giunti, distanziatori e un manicotto che si avvita. 5. Collocazione di un tubo diramatore a T. 6. Montaggio di una saracinesca all'estremità di un tubo diramatore.

- I lavori. Potete rivolgervi a u n ' i m p r e s a che scaverà le trincee e p o s e r à le t u b a zioni per portare l'acqua fino a casa nei punti desiderati, da dove l'idraulico c o mincerà a lavorare. Potete tuttavia limitarvi a far eseguire le trincee (difficili da scavare da soli) da un'impresa, per poi incaricarvi del resto dei lavori. - La conduttura. Si utilizzano ormai t u b i di polietilene nero che presentano n u m e rosi vantaggi. A differenza delle tubature metalliche, questi sono inalterabili e quindi n o n si c o r r o d o n o . S o n o a b b a stanza flessibili da evitare l'impiego di curve o raccordi. La resistenza m e c c a n i ca è soddisfacente, il che limita c o n s i d e revolmente i rischi di perforazioni casuali. Infine, sono poco costosi, vantaggio non trascurabile.

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8 7. Il diramatore di polietilene si ferma al livello del muro della casa. 8. I raccordi e i diramatori di rame saranno interrati, evitando rischi di corrosione.

- I raccordi. Benché esistano raccordi di plastica, si utilizzano soprattutto raccordi metallici che garantiscono un collegamento meccanico migliore. Si trovano raccordi di acciaio o rame. È preferibile usare i secondi, relativamente cari, ma più resistenti alla corrosione, che è intensa, quando il raccordo è interrato e internamente in continuo contatto con l'acqua. Un raccordo di collegamento comprende due bulloni cavi infilati alle due estremità per unire due bocchettoni con flangia, che si mettono all'estremità dei tubi,

dei giunti e un m a n i c o t t o filettato all'interno c h e assicura, per avvitamento, il c o l l e g a m e n t o tra i due t u b i . Stringendo correttamente i bulloni e il manicotto si assicura un'impermeabilità perfetta. A q u e s t o raccordo di collegamento s e m plice, bisogna aggiungere i raccordi diramatori a T e i raccordi a saracinesca (valvola a saracinesca) che p o s s o n o essere distribuiti nell'impianto.

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2 1. Apertura di un foro di protezione di una saracinesca diramatrice. 2. Copertura della trincea con sabbia, poi con terra.

- L'impianto. C o m i n c i a t e c o n la v a l u tazione, più precisa possibile, della misura del t u b o di cui avete b i s o g n o , e del n u m e r o di raccordi necessario e di quali tipi. All'inizio dell'impianto, cioè i m m e d i a t a m e n t e d o p o il c o n t a t o r e , d o vete, in particolare, mettere una saracinesca principale e un rubinetto di scarico per spurgare le c o n d u t t u r e se è n e cessario. La c o n d o t t a principale dev'essere interrata di almeno 60 cm o a 1 m di p r o f o n dità nelle z o n e in cui p o s s o n o passare a u t o m o b i l i . Mettete uno strato di sabbia sotto la c o n d o t t a , e ricopritela nello stesso m o d o . Mettete un dispositivo segnaletico (rete metallica rossa, c o c c i o di t e gola o mattone) prima di coprire di terra la trincea. Eviterete così c h e la c o n d o t t a v e n g a b u c a t a durante un ulteriore s c a v o . Badate c h e la t u b a z i o n e di arrivo dell'acq u a n o n sia vicino a un c o n d o t t o elettric o , interrato a m e n o di 20 c m . Una c o n d u t t u r a c h e scorre l u n g o un e d i ficio p e r m e t t e la distribuzione s u c c e s s i va d e l l ' a c q u a , in funzione delle diverse stanze della casa. Una saracinesca, situata 18

in un foro nel c e m e n t o armato (che si p u ò facilmente fare da sé) permette un frazionamento dell'impianto, m o l t o pratico per la realizzazione dei lavori o d u r a n te le riparazioni. In q u e s t o m o d o è p o s s i bile isolare alcuni a p p a r e c c h i , senza t o gliere l'acqua. Lo schema dell'installazione. Il percorso da seguire per l'installazione delle c o n d u t t u r e , quasi s e m p r e chiaro, può i n durre a trascurare il p r o g e t t o di installazione. Non conviene: un p r o g e t t o perm e t t e s e m p r e di prevedere meglio le difficoltà naturali che p o t r e b b e r o presentarsi, garantisce il p e r c o r s o logico delle c o n d u t t u r e , m a s o p r a t t u t t o permette, d o p o l'installazione, di ritrovare la loro ubicazione, il c h e faciliterà eventuali riparazioni e permetterà di evitare che si b u c h i una c o n d o t t a d ' a c q u a durante gli scavi (anche se avrete m e s s o un d i s p o sitivo segnaletico). Tale s c h e m a può a n c h e essere realizzato in seguito. Esso deve indicare il p e r c o r s o seguito, le diramazioni, il diametro delle c o n d o t t e , la p r o f o n d i t à alla quale s o n o interrate.

L'acqua in casa

La distribuzione
A partire dal contatore o dalla diramazione principale, l'acqua è incanalata verso i diversi apparecchi sanitari o c o n s u m a tori d ' a c q u a (lavatrice, per esempio), tramite c o n d o t t e di diametri diversi. In passato in p i o m b o , oggi sono quasi sempre in rame e da qualche t e m p o in PVC rigido. Una buona distribuzione dipende da alcuni fattori. La pressione. L'acqua erogata dalla rete p u b b l i c a dispone, al contatore, di una pressione di 3 bar, normalmente sufficiente per rifornire una casa singola di 2 piani. Se questa non basta, potete

chiedere una pressione superiore alla c o m p a g n i a idrica o all'ufficio tecnico del c o m u n e o del consorzio intercomunale. Talvolta, l'utente deve fare fronte a una pressione eccessiva: in tal caso si d o vranno posizionare un riduttore e un m a nometro d o p o la saracinesca generale che segue il contatore (v. p a g . 10). Le installazioni rifornite a u t o n o m a m e n t e per mezzo di una p o m p a , c o n uno stoccaggio intermedio di un serbatoio, sviluppano una pressione da 2 a 8 kg/cm .
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Il riduttore e il manometro sono necessari per regolare la pressione: una pressione t r o p p o bassa non permette il rifornimento dei rubinetti e degli apparecchi ubicati ai piani superiori; una pressione t r o p p o

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forte potrebbe danneggiare gli apparecchi, in particolar m o d o le guarnizioni dei rubinetti. La portata. È la quantità di litri o m che passano in una tubazione in un periodo determinato: secondo, minuto, ora. La portata dipende dal diametro delle t u b a zioni: una condotta di 20 mm di diametro interno, avrà una portata di 0,8 m all'ora, mentre una condotta di 50 mm avrà una portata di 8 m all'ora, dieci volte di più.
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Il diametro delle c o n d o t t e di un'installazione deve quindi tenere c o n t o del bisogno di acqua di ogni apparecchio. Lavandino, lavabo, bidet, lavatrice o lavastoviglie: 10 mm di diametro interno. Bagno con doccia, cucina c o n lavatrice: 12 m m . Bagno con vasca: da 14 a 16 m m . WC: 8 m m . Lo schema dell'impianto. Prima di cominciare i lavori di installazione veri e propri,occorre realizzare uno schema teorico che vi permetterà di prevedere con relativa esattezza il materiale occorrente. Metterete poi il progetto alle condizioni reali d'installazione in rapporto alle caratteristiche dei luoghi. Coglierete l'occasione per misurare l'installazione e avere la lunghezza totale delle tubazioni da comprare, gli eventuali raccordi necessari, quindi il numero di saracinesche indispensabili per suddividere alcune parti. Se la vostra casa possiede più piani, bisognerà realizzare una "colonna verticale", tubatura di grande sezione dalla quale si dirameranno gli altri tubi verso le stanze o gli apparecchi. Questa colonna è ormai quasi sempre realizzata in rame, con sezione 16/18mm, il che garantisce una portata sufficiente ai diversi piani della casa. Le diramazioni saranno realizzate con tubi da 14/16 mm che verranno collegati con tubi di diametri inferiori che alimentano gli apparecchi sanitari. Se prevedete di inserire un dispositivo

Corona di tubo di copertura.

per trattare l'acqua (addolcitore), prevedetene la collocazione all'origine dell'impianto subito d o p o il contatore, in un punto che si possa raggiungere agevolmente per facilitare le operazioni di m a nutenzione. - Il trattamento dell'acqua. Si impone q u a n d o l'acqua è t r o p p o "dura", cioè con un contenuto di bicarbonato di calcio t r o p p o alto. Il calcare, depositandosi, rischia di d a n neggiare rapidamente l'impianto e gli a p parecchi, otturando le tubazioni, le saracinesche e le resistenze (per esempio della lavatrice). La durezza dell'acqua si esprime in "titolo idrometrico" (TH). Da 0 a 10° TH l'acqua è considerata dolce; da 10 a 15° è mediamente dura, da 15 a 25° è dura, sopra i 25° è molto dura. L'addolcitore è necessario oltre i 15°.

L'acqua in casa

1 Gli scarichi

2 1. Preparazione di raccordi e di tubi di rame di grande diametro. 2. Colonna d'acqua tradizionale di cementoamianto. 3. Tubo di grondaia e scarico delle acque piovane verso la fognatura.

Costituiscono il c o m p l e m e n t o naturale delle c o n d o t t e di erogazione, poiché hanno il c o m p i t o di smaltire l'acqua erogata. Dato il c o n s u m o reale di acqua, si scarica t a n t a acqua quanta ne è stata ricevuta o attinta. La rete di c o n d o t t e per gli scarichi è quindi molto simile a quella dell'erogazione e della distribuzione. Si distinguono: le a c q u e piovane, che risultano dallo scorrimento delle acque delle precipitazioni sui tetti e c h e v e n g o n o scaricate nelle grondaie e nei tubi di scarico; - le acque di scarico d o m e s t i c o che provengono da lavandini, lavabi, d o c ce, vasche da bagno, bidet, lavatrici; - le a c q u e nere, che e s c o n o dai W C . Le installazioni collegate c o n la f o g n a t u ra hanno un c o n d o t t o di scarico unico in cui p o s s o n o essere convogliate tutte le acque. Le installazioni collegate c o n una fossa biologica devono possedere reti distinte per le acque nere e le a c q u e bianche (v. pag. 58); tale tipo di scarico e depurazione delle acque si trova soltanto in c a m pagna, unicamente nelle case singole. Le a c q u e piovane s o n o generalmente convogliate direttamente nei canali o nei pozzetti di scolo. 22

La ventilazione. Lo scorrimento violento dell'acqua nelle c o n d o t t e di scarico e nella c o n d o t t a verticale crea un effetto stantuffo e quindi un risucchio d'aria, c h e potrebbe disattivare il sifone dei d i versi apparecchi. Per evitare questo f e n o m e n o , si colloca una colonna, detta di ventilazione s e condaria che porta l'aria i m m e d i a t a m e n te d o p o i sifoni. La tubazione c h e costituisce questa c o lonna deve avere un diametro uguale a l la m e t à di quello della tubazione che viene ventilata, c o m u n q u e un minimo di 30 m m . Una tubazione detta di ventilazione primaria svolge un ruolo identico al livello del t u b o verticale principale dell'impianto. In casi di reti separate, acque bianche - acque nere, gli apparecchi delle prime s o n o collegati alla ventilazione verticale; i WC alla ventilazione primaria. Le ventilazioni devono avere tutte lo s b o c c o sul tetto.

L'acqua in casa

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Depurazione con fossa settica e filtro orizzontale: 1. Fossa settica. 2. Ventilazioni. 3. Filtro orizzontale.

4. Controllo di prelevamento.

Le canalizzazioni

LE CANALIZZAZIONI
Qualunque sia l'uso a cui sono destinate, sia per l'alimentazione, che per lo scarico dell'acqua, le canalizzazioni sono la parte essenziale di un'installazione sanitaria. Piombo, acciaio, rame, guaina metallo-plastica, policloruro di vinile (PVC), ghisa, grès, amianto-cemento sono i materiali più utilizzati per la loro fabbricazione.

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Le canalizzazioni

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Materiali e accessori
il p i o m b o . Fu per molto t e m p o il m a t e riale più utilizzato per l'alimentazione e per lo scarico dell'acqua. Insensibile alla corrosione, malleabile a bassa t e m p e r a tura, presentava c o m e unico inconveniente un peso elevato e un c o s t o s u p e riore a quello del t u b o di rame, la cui f a b bricazione industriale ha o r a permesso di abbassare considerevolmente il prezzo. Poiché parecchi impianti s o n o stati realizzati in p i o m b o , potreste trovarvi nella condizione di effettuare delle riparazioni su questo tipo di materiale (v. p a g . 113). Il p i o m b o è v e n d u t o in c o n fezioni di 10 m c o n i seguenti diametri: 13/17 o 19, 2 0 / 2 4 o 2 6 , 2 5 / 3 0 o 32, 3 0 / 35 o 3 7 , a s e c o n d a che si tratti di p i o m bo di t i p o leggero o pesante. Il r a m e . È il materiale attualmente più utilizzato nelle tubazioni per l'alimentazione. Gli scarichi dell'acqua sono raramente in rame, soprattutto dopo l'introduzione del PVC in questo campo. Il rame viene venduto in barre rigide di 3-5 m (rame trafilato) o in confezioni di 10 m (rame ricotto), malleabili e dunque facilmente curvabili.

3 1. Utilizzo di rame ricotto per l'installazione di un pannello solare. 2. Il PVC è il materiale più utilizzato per i canali di scolo. 3. Le canalizzazioni morbide servono per le installazioni complementari.

I diametri più c o m u n i s o n o : 8/10, 10/12, 12/14, 14/16, 16/18, 18/20, 2 0 / 2 2 , 2 2 / 24, i primi tre s o n o i più utilizzati per le installazioni domestiche. Il P V C rigido. Fino a p o c o t e m p o fa d e stinato agli scarichi, ora viene impiegato nel c a m p o dell'alimentazione dell'ac-

Nella pagina a lato: riscaldamento dell'estremità di un tubo per la realizzazione di un allacciamento tramite collare ribattuto.

Le canalizzazioni

La saldatura a u t o g e n a Alcuni metalli (l'acciaio in particolare) p o s s o n o essere saldati senza l'app o r t o di metallo di c o m p l e m e n t o . È necessario c h e la t e m p e r a t u r a sia sufficientemente elevata (3000° c o m e minimo) affinché l'assemblaggio avv e n g a per fusione del metallo delle d u e parti da unire. Ciò si ottiene c o n un cannello di tipo ossi-acetilenico od o x y k y r è n e o c o n una saldatura elettrica. In entrambi i casi la sbarretta di saldatura serve u n i c a m e n t e per favorire la reazione.

I tubi in acciaio galvanizzato sono assemblati tramite intaglio e saldatura ad alta temperatura.

di poliestere, le canalizzazioni m o r b i d e v e n g o n o utilizzate per r a c c o r d a r e i sanitari. I collegamenti si fanno tramite raccordi metallici avvitati a giunti in fibra. Le canalizzazioni in acciaio galvanizz a t o . Generalmente impiegati nelle i n stallazioni di riscaldamento centrale, i t u b i in acciaio, q u a n d o v e n g o n o galvanizzati, p o s s o n o essere utilizzati per l'alimentazione nelle installazioni sanitarie. I diametri più usati s o n o : 12/17, 1 5 / 2 1 , 2 0 / 2 7 , 2 6 / 3 4 , 3 3 / 4 2 . L'assemblaggio avviene tramite raccordi avvitati o per sald a t u r a ad alta t e m p e r a t u r a .

q u a , essenzialmente per i vantaggi nell'incollatura, c h e garantisce ormai una perfetta tenuta dei r a c c o r d i . Il P V C " p r e s s a t o " è di c o l o r e marrone s c u r o , a differenza di quello destinato agli scarichi c h e è blu o grigio. I t u b i in PVC pressato e s i s t o n o negli stessi diametri di quelli in rame. Le canalizzazioni m o r b i d e . Generalm e n t e in c a u c c i ù rivestito di una treccia

D I A M E T R O D E L L E T U B A Z I O N I E PORTATA DEI SANITARI Apparecchi Acquaio Lavandino Bidet WC Doccia, bagno Presa d'acqua Rubinetto est. Diametro 14/16 m m 10/12 m m 10/12 m m 10/12 m m 16/18 m m 14/16 mm 20/27 mm Portata 12 l / m n 6 l/mn 6 l/mn 6 l/mn 15 l/mn 12 l/mn 4 0 l/mn

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Le canalizzazioni

I raccordi. Benché i tubi in rame possano essere assemblati senza alcun elemento di collegamento (v. pag. 30), li si unisce sovente sia tramite raccordi da saldare, sia tramite raccordi a vite (biconici, a giunti o a rondelle). I raccordi da saldare permettono di realizzare un impianto completo tramite semplice brasatura, sovente rifiutata dal dilettante, ma in realtà assai facilmente realizzabile con un minimo d materiale (v. da pag. 38 a 41). Questi raccordi esistono in tutti i diametri più usati e in tutte le forme necessarie: manicotti terminali, gomiti, T, croci, distributori a Y e tappi. I raccordi a vite assicurano questi stessi collegamenti, ma senza alcuna saldatura. Essi incontrano il favore del dilettante che si accorgerà presto del loro prezzo elevato, che incide considerevolmente in un impianto. Alcuni collegamenti impongono un collare ribattuto, altri no (biconici, giunti metallici).

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1. Insieme di manicotti, gomiti e T per raccordare i tubi in rame tramite saldatura. Esistono in tutti i diametri dei tubi e possono servire da riduttori. 2. Raccordo a vite biconica. 3. Raccordo a vite tramite giunti e rondelle. 4. Raccordo a vite tramite collare ribattuto. L'estremità di ogni tubo è appiattita; il collegamento è assicurato tramite un dado e un bullone forato, la tenuta è garantita da un giunto.

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Le canalizzazioni

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Il P V C di scarico. Ormai viene impiegato per tutti i tipi di scarico grazie alla f a c i lità di installazione, alla sua inalterabilità e al b a s s o c o s t o . L'assemblaggio degli elementi avviene t r a m i t e incollatura (v. p a g . 51), evita perciò l'impiego di qualsiasi materiale di installazione specifico e di qualsiasi tipo di fiamma. Anche in q u e s t o materiale si trovano tutti i raccordi nei formati necessari all'installazione. Esistono numerosi kit c o m p r e n d e n t i c a nalizzazioni in PVC e raccordi speciali per lo scarico dell'acqua delle lavatrici e delle lavastoviglie. Il PVC si presta facilmente a essere segato 28

1. Raccordi di collegamento e derivazione in PVC pressato. 2. Collare a "lira" per il fissaggio dei tubi in PVC. 3. I tubi semplicemente graffati sui collari. 4. Accessori di derivazione per tubi di scarico in PVC.

ma anche a essere perforato, il che facilita l'installazione di prese di svuotamento universali per questo tipo di raccordi. Questo genere di kit fornisce la presa propriamente detta, un gomito, una ghiera di raccordo e un tubo morbido in caucciù. Alcuni modelli forniscono una valvola arti-ritorno, altri una presa d'aria che evita la disattivazione dei sifoni.

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I fissaggi. È essenziale c h e le c o n d u t t u re, sia di alimentazione c h e di scarico, vengano correttamente fissate; ciò per assicurare l'immobilità dei differenti raccordi brasati o saldati. È la garanzia della tenuta di questi tratti di allacciamento e di derivazione. Le t u b a t u r e d'alimentazione in rame p o s s o n o essere incastrate e quindi celate nella muratura; l'unica condizione è l'utilizzo di tubi rivestiti da una guaina in materia plastica. In m a n c a n z a di ciò è possibile far passare il t u b o in una guaina elettrica da incastrare, di diametro interno perfettamente coincidente col diametro esterno della tubatura. In molti casi le installazioni a vista s o n o le preferite, poiché questo m e t o d o di posa permette di intervenire r a p i d a m e n te in c a s o di perdita (che è m o l t o più difficile da determinare e da localizzare se la canalizzazione è murata). Si utilizzano collari interamente metallici in genere per le canalizzazioni di alimentazione in rame, in materia plastica su vite metallica per i tubi di scarico in PVC. I tasselli c h e p e r m e t t o n o il fissaggio d e l le viti dei collari devono essere adattati al materiale del muro del tramezzo. Il semplice tassello per muratura piena è sovente insufficiente nei tramezzi vuoti (nei tramezzi alveolati, per esempio), per cui si rivelano indispensabili tasselli s p e cifici a espansione.

1 e 2. I tubi d'alimentazione in rame sono molto spesso fissati con collari a vite. In basso: schema di un collare a vite.

Le canalizzazioni Le installazioni in rame

Il rame, è risaputo, è il materiale più utilizzato per realizzare impianti d'alimentazione dell'acqua sotto pressione. Svariate tecniche permettono d ' a s s e m blare le tubature in rame. L'incastratura. È il m e t o d o in apparenza più semplice, ma anche il più professionale, perché richiede una certa abilità. Essa consiste, c o m e indica il suo nome, nell'incastrare i tubi uno dentro l'altro. A questo s c o p o è necessario allargare c o n precisione, a ogni raccordo, l'estremità di uno dei t u b i , poiché l'estremità dell'altro t u b o vi si deve infilare perfettamente.

Si utilizza un mandrino a percussione (foto a lato) il cui diametro corrisponde esattamente al diametro esterno del t u b o , il che garantisce l'esattezza dell'incastratura. È necessario possedere una serie di mandrini corrispondenti ai differenti diametri delle tubature da installare. L'utilizzazione del mandrino è semplice, a condizione di battere verticalmente per assicurare un allargamento perfetto. Si può utilizzare un'aletta per incastratura che si pone in punta di un trapano. Questo tipo di accessorio viene venduto in scatole che c o n t e n g o n o varie alette per tubi di diverso diametro. D o p o l'incastratura è necessario preparare l'estremità dell'altro t u b o . Se è necessario un taglio si sceglierà in preferenza un taglia-tubo a rotella piuttosto che un seghetto da metalli meno preciso, che c o m p o r t e r e b b e una rifilatura della parte esterna del t u b o c o n una lima. Il taglia-tubo è di uso molto semplice, poiché è sufficiente sistemare il t u b o tra le guide dell'apparecchio e la rotella che

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1. Allargatura di un'estremità del tubo 2. Taglio con un taglia-tubo a rotella. 3. Assemblaggio tramite incastratura.

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1 1. Brasatura dopo incastratura. 2. Protezione di un tubo tramite guaina plastica. 3. Misurazione di un lato prima di una curvatura.

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taglia, poi si avvita il pomello, nel m e d e simo t e m p o in cui si gira il taglia-tubo attorno al t u b o : 4 o 5 giri s o n o in genere sufficienti. È necessario in seguito rifilare l'interno del t u b o con l'alesatore situato sul t a glia-tubo. - La brasatura. Prima di sistemare i pezzi è necessario procedere alla brasatura per assicurare la solidità dei collegamenti e al t e m p o stesso la tenuta; per ottenere ciò bisogna lucidare e sgrassare perfettamente la parte di t u b o destinata a entrare nell'incastratura; sfregate il metallo c o n tela smeriglio o con lana d'acciaio, fino a che il metallo sia c o m pletamente lucido. Lo sgrassaggio del metallo verrà a s s i c u rato c o n una pasta abrasiva di cui si rivestirà leggermente il metallo. Dopo l'incastratura dei t u b i , scaldate le parti assemblate con la f i a m m a di un cannello o di una saldatrice. Q u a n d o il rame prenderà un bel colore rosso ciliegia, allontanate la fiamma e posate sulla giuntura l'estremità di una sbarretta di saldatura (di s t a g n o o d'argento, a s e c o n d a delle sollecitazioni meccaniche c h e l'assemblaggio deve subire).

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La saldatura fonderà istantaneamente e penetrerà tra le parti per capillarità; essa si ripartirà da sola tra i pezzi senza c h e sia necessario scaldare nuovamente (il che renderebbe più fragile l'assemblaggio). La qualità dei raccordi così ottenuti permette, senza problema, di inserire le canalizzazioni nel cemento di una lastra del suolo o in un rivestimento. È allora necessario proteggere il metallo, sia utilizzando un t u b o già protetto da uno strato di plastica, sia p o n e n d o il t u b o all'interno di una guaina del tipo di solito utilizzato per il passaggio dei fili elettrici.

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- La curvatura. È necessaria per realizzare i g o m i t i , inevitabili in t u t t e le installazioni. L'incastratura permette s o l a m e n t e allacciamenti diritti, quindi è necessario ricorrere alla piegatura dei t u b i per dar loro la f o r m a desiderata. Soltanto il rame ricotto può essere curvato direttamente; il rame c r u d o , in barre rigide, deve essere ricotto, cioè scaldato fino al rosso vivo, al fine di ammorbidirlo. Non è necessario curvare il metallo m e n tre è caldo, una volta ricotto il rame rimane malleabile. Vi s o n o numerosi m e t o d i per curvare i tubi di rame, tutti basati sulla necessità di piegare il t u b o senza modificare la sua 32

1. Riscaldamento di un tubo prima della curvatura. 2. Curvatura con la pinza. 3. Curvatura con la sabbia. 4. Curvatura con la molla.

sezione interna, per non variare la pressione e la portata dell'acqua. • La sabbia: è la t e c n i c a più semplice e più rudimentale poiché non richiede alcun altro materiale c h e sabbia asciutta e due tappi in sughero. È a n c h e la m e n o precisa: si riempie il t u b o di sabbia che si pressa alle due estremità prima di t a p parle. La sabbia offrirà resistenza interna sufficiente per evitare la deformazione

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La curvatura con una pinza consente di ottenere curve molto precise. Questo attrezzo permette ri curvare i tubi senza schiacciarli e quindi senza modificarne la sezione.

del t u b o sotto l'effetto della pressione esercitata dalle mani, o dalla pressione prodotta nel punto desiderato, con uno straccio, poiché il t u b o è b l o c c a t o da una parte in una morsa, e tenuto in m a n o -all'altra. • La molla di curvatura: ha la stessa funzione di mantenimento della sabbia, ma consente una curvatura più precisa. La si infila semplicemente sul t u b o e si esercita una pressione, c o m e con la sabbia.

• La curvatrice: è l'utensile che usa il tubista, perché permette di ottenere una curvatura molto precisa dei t u b i , rispett a n d o del tutto il loro diametro interno. Questi vantaggi hanno il loro rovescio: un prezzo elevato dell'attrezzo c h e deve essere adatto al diametro del t u b o da piegare (è necessario possedere diverse curvatrici). La curvatrice si presenta c o m e una pinza c o m p r e n d e n t e due i m pugnature di cui una si articola su un settore semicircolare, situato all'estremità dell'altra impugnatura. Il t u b o si trova imprigionato in una scanalatura perfettamente cilindrica. Un incavo per il ginocchio fornisce un punto di a p p o g g i o per lo sforzo necessario alla curvatura.

I raccordi a vite. Permettono l'assemblaggio dei t u b i tramite semplici elementi a vite senza altra preparazione che un taglio netto e un'eventuale levigatura. Due chiavi s o n o sufficienti per realizzare q u e s t o tipo di assemblaggio c o n raccordi c h e hanno una grande facilità di utilizzazione, ma anche un prezzo elevato, il c h e limita il loro i m p i e g o ai prolungamenti di installazioni. Si distinguono essenzialmente due tipi di raccordi a vite, a cui b i s o g n a aggiungere il r a c c o r d o tramite collare ribattuto (v. p a g . 41).
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- Il raccordo biconico. C o m p r e n d e due dadi forati che v e n g o n o infilati a ogni estremità del t u b o , un d a d o centrale, ugualmente forato, ma filettato esteriormente, che assicura il c o l l e g a m e n t o tra i d u e precedenti. Un anello biconico viene interposto tra i dadi: c o m p r i m e n d o s i d u rante la chiusura questo si incastrerà sul t u b o e ne assicurerà la tenuta, c h e verrà rinforzata con teflon p o s t o sulla filettatura del d a d o centrale. - Il raccordo con le rondelle. Simile nella concezione al r a c c o r d o biconico, presenta una struttura simile, ma in q u e s t o c a s o gli anelli vengono sostituiti da r o n delle metalliche e giunti (o da rondelle r i vestite esternamente di caucciù). La r o n della leggermente c o n c a v a si raddrizzerà sotto l'effetto dell'avvitatura del d a do incastrandosi sul t u b o e il giunto in c a u c c i ù aumenterà la tenuta, c h e è e c cellente, m a potrebbe essere meno d u revole di quella del r a c c o r d o biconico, c h e non è s o t t o p o s t o all'usura naturale del c a u c c i ù . È possibile aumentare ulteriormente la tenuta c o n del t e f l o n : non mettetene t r o p p o sulla filettatura, poiché uno s p e s sore eccessivo i m p e d i s c e l'avvitatura a f o n d o dei r a c c o r d i .

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Collegamento tramite raccordi con rondella: 1. Infilatura dei dado filettato. 2. Avvitatura manuale del raccordo. 3. Bloccaggio del raccordo con due chiavi.

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Meno sicuri delle saldature, questi ultimi non p o s s o n o essere incassati e devono pertanto essere usati per installazioni a vista. Per contro essi offrono il vantaggio della possibilità di s m o n t a g g i o c h e permette di modificare un'installazione se ad esempio si vuole estendere l'impianto di una stanza da b a g n o . I raccordi a vite s o n o naturalmente venduti in tutti i diametri più usati dei tubi di rame. Esistono anche t u t t e le f o r m e necessarie, dal semplice m a n i c o t t o alle d e rivazioni multiple, ai g o m i t i di varie a n g o lazioni.

I raccordi saldati. P o c o c o s t o s i , facili da assemblare con i t u b i , s o n o l'accessorio ideale per l'installatore di tubature. C o m e i raccordi avvitati essi esistono in tutti i diametri e in tutte le f o r m e desiderate. II solo fatto c h e sia necessario effettuare delle saldature fa sì c h e il dilettante li scarti sovente, che preferisca i raccordi a vite, oppure preferisca abbandonare il rame per il PVC pressato, (v. p a g . 42) i cui assemblaggi si effettuano per s e m plice incollatura. Perfettamente sicura q u a n d o è ben realizzata, la saldatura dei raccordi permette di incassare le tubazioni senza particolari rischi di perdite.

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La qualità delle saldature è favorita dall'assemblaggio estremamente preciso dei raccordi e dei t u b i , un assemblaggio molto migliore di quello c h e si può o t t e nere c o n un'incastratura tradizionale. - La fiamma semplice. È c o n questa che si realizza normalmente la maggior parte delle saldature. Si ottiene c o n una saldatrice a butano o tramite un cannello a gas butano o o s siacetilenico s e c o n d o la t e m p e r a t u r a d e siderata. Il rame si salda a temperatura molto b a s sa (a 800°C con sbarrette d'argento, a 200°C con saldatura a stagno). Il principio di assemblaggio dei tubi è

identico a quello c h e avviene per i collegamenti a incastro (v. p a g . 30): è necessario tagliare prima i t u b i , se possibile con un taglia-tubo, limare i tagli, anche all'interno dei tubi e lucidare le superfici che devono trovarsi a c o n t a t t o , con la tela smeriglio. Lo sgrassaggio di queste superfici si fa in seguito con la pasta sgrassante, indispensabile per permettere c h e la saldatura entri tra le pieghe di giunzione per capillarità. C o m e per l'incastratura, si scalda sia il t u b o che il raccordo d o p o averli a s s e m blati, poi si avvicina la b a c c h e t t a di saldatura alla giuntura e il metallo si infiltrerà tra le parti.

1. Brasatura di un raccordo a T. 2. Incastratura di tubo di derivazione. 3. Applicazione di un disossidante. 4. Fissatura dei tubi con collari. 5. Preparazione di un elemento di impianto con morsa e brasatura senza fiamma. 6. Posizionamento dell'elemento pre-assemblato. 7. Installazione dell'elemento e brasatura senza fiamma.

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- La saldatura senza fiamma. È resa possibile dall'adozione di attrezzi tipo saldatori particolarmente adatti ai lavori di t u b a t u r a . In q u e s t o caso si utilizza la saldatura a s t a g n o la cui t e m p e r a t u r a di fusione si trova tra i 180° e i 230°. Una t e m p e r a t u r a quindi relativamente bassa, più facile da ottenere c o n un saldatore c h e c o n la f i a m m a di una saldatrice o di un cannello. La saldatura senza f i a m m a presenta molti vantaggi per il dilettante, poiché è m e n o pericolosa. Tuttavia b i s o g n a notare c h e una s a l d a t u ra a s t a g n o è m e n o solida di una all'arg e n t o ; una minore resistenza c h e può essere causa di perdite qualora le t u b a ture v e n g a n o s o t t o p o s t e a c o l p i o anche a sforzi meccanici (vibrazioni, improvvise scariche d ' a c q u a d o v u t e a c a m b i a m e n t i di pressione nei t u b i , m o v i m e n t i di un a p p a r e c c h i o sanitario mal fissato). La saldatura senza f i a m m a permette di evitare il p r o b l e m a della protezione dei materiali fragili o infiammabili situati in prossimità dell'installazione da realizzare, se vi s o n o tappezzerie, rivestimenti in legno o in plastica, murali o al suolo (v. foto), c h e rischiano di essere rovinati da una f i a m m a se non si p r e n d o n o precauzioni (interposizione di una lastra a base di a m i a n t o tra la f i a m m a e il rivestimento). Il saldatore evita di dover prendere pre-

cauzioni, poiché la t e m p e r a t u r a è a b b a stanza bassa, e non rovina la maggior parte dei rivestimenti. Per i materiali delicati, un semplice cart o n e robusto costituirà una protezione sufficiente. Ritroviamo qui la t e c n i c a classica della saldatura tramite capillarità, d o p o ripulitura e sgrassatura delle parti di t u b o e dei raccordi da assemblare. Il riscaldamento è o t t e n u t o tramite l'estremità del saldatore, che è a b e c c o d'anatra per meglio rinserrare il t u b o . L'attrezzo è dotato di u n ' i m p u g n a t u r a a pistola che permette di applicare l'estrem i t à esattamente sulla giuntura tra il t u b o e il r a c c o r d o . C o m e per tutti i saldatori è necessario sgrassare l'estremità c o n una pietra a l -

1. Utilizzazione di un taglia-tubo. 2. Rotazione dei tubi tramite una guaina plastica vicino a un muro. 3. Montaggio provvisorio dei gomiti. 4. Applicazione di pasta sgrassante. 5. Brasatura senza fiamma. 6. Posizionatura di manicotti dritti. 7. Presentazione di brasatura a stagno. 8. Raccordo di alimentazione di un lavandino tramite tubo diritto.

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l'ammoniaca. Il saldatore termico è particolarmente pratico per la realizzazione di saldature in punti difficilmente accessibili, per esempio per i collegamenti diritti, per i raccordi a forma di manicotto, per quello dei rubinetti sotto i sanitari. - I percorsi complessi. Essi necessitano di notevoli curvature e di raccordi saldati. Q u a n d o il percorso di canalizzazione è particolarmente c o m p l i c a t o , si eviti di usare molti gomiti a 90° c h e s o n o all'origine di colpi che si p r o d u c o n o quando si apre o si chiude bruscamente un rubinetto. Si limitino i collegamenti a 90° alle diramazioni a T e si privilegino i collegamenti diritti, aumentando il raggio di curvatura c o n piegature progressive. Questi percorsi sinuosi p o s s o n o essere eseguiti q u a n d o le canalizzazioni devono essere incassate o c o p e r t e da una lastra o da uno strato di c e m e n t o (ricordiamoci c h e è allora necessario proteggere le c a nalizzazioni c o n una guaina. In questo caso la saldatura a stagno non è consigliata; la fiamma è necessaria per realizzare le saldature in argento o in rame). I rischi di rovinare i materiali vicini s o n o in q u e s t o caso minimi poiché si tratta m o l t o sovente di lavorare sulla muratura non rifinita. È necessario fare attenzione a non d a n neggiare le eventuali canalizzazioni in PVC che potrebbero trovarsi in prossimità di quelle in rame c h e devono essere saldate. I raccordi tramite collari ribattuti. C o stituiscono una variante dei raccordi a vite, poiché p o s s o n o essere considerati raccordi meccanici, formati da un bullone forato, un d a d o e un giunto in fibra. A differenza dei raccordi biconici o a rondelle

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1. Incassatura di un tubo di alimentazione. 2 e 3. Posizionamento di tubi al suolo dopo curvatura e prima dell'effettuazione del rivestimento.

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essi non richiedono nessun a c c e s sorio di incastonatura, la tenuta è assicurata tramite un giunto c h e si interpone tra due "spallature" praticate all'estremità dei t u b i . - La spallatura (o collare). È ottenuta per allargatura (con una fresatrice speciale o con un mandrino), e successivamente tramite colpi di martello, c o n il t u b o solid a m e n t e fissato in una matrice, sorta di morsa c o m p r e n d e n t e differenti buchi corrispondenti ai diametri dei tubi più usati. Esistono anche mandrini da s p a l latura c h e p e r m e t t o n o la realizzazione del colletto in una sola operazione. Q u a lora il colletto venga realizzato c o n il martello, bisogna fare attenzione che la parte piatta di questo sia sufficientemente larga per non segnare la spallatura, il che riserverebbe di nuocere alla tenuta del giunto, anche se è raro c h e si realizzi un'installazione interamente tramite c o l letti ribattuti (poiché c o s t e r e b b e caro). Questo sistema di assemblaggio è m o l t o praticato per i collegamenti nei punti di difficile a c c e s s o , in particolare sotto i sanitari (lavandini, bidet ecc.), d o v e lo s p a zio è m o l t o ristretto.
4. Collegamento di tubi tramite raccordi saldati. 5 e 6. Realizzazione di un colletto battuto con la matrice e con il mandrino. In basso: schema di una realizzazione di colletto battuto con la matrice.

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Le canalizzazioni Le in installazioni PVC pressato

Per lungo t e m p o usato solo per gli scarichi, il PVC rigido c o m p a r e nel c a m p o dell'alimentazione delle a c q u e ed è probabile che sostituirà progressivamente il rame. M e n o caro, più facile da installare, molto più leggero, presenta più vantaggi rispetto al metallo. Il dilettante apprezzerà particolarmente il fatto che si assembla senza fiamma e senza raccordi a vite, poiché l'incollatura li rende inutili. I tubi in PVC pressato sono stati dapprima

destinati all'alimentazione dell'acqua fredda, nel quadro di installazioni c o m plementari (per esempio l'alimentazione di una lavatrice). Oggigiorno non più, in quanto il PVC può sostituire il rame in qualsiasi caso. La tecnica d'installazione. È simile a quella dei raccordi saldati utilizzati per il rame. In effetti i tubi in PVC non si assemblano né per saldatura a caldo né per incastratura, neanche tramite colletti ribattuti, ma solo c o n raccordi incollati (gomiti, T di derivazione, manicotti dritti ecc.). I lavori di preparazione s o n o classici: tracciatura con la corda, p o s a dei collari a

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vite nel caso di un'installazione a vista; si può utilizzare il taglia-tubo, ma è preferibile il seghetto da metalli, molto più

Installazioni in PVC pressato: 1. Tracciatura del percorso delle tubature con una cordicella. 2. Posa di un collare dopo perforazione e cavigliatura. 3. Taglio di un tubo con una sega da metallo con impugnatura a pistola. 4. Rifilatura del taglio con una lima.

adatto, soprattutto se si utilizza una montatura a pistola. Essendo il PVC molto tenero, non è necessario bloccare il t u b o in una morsa che rischierebbe di spezzarlo se lo si serra t r o p p o forte (si può anche utilizzare una sega da legno con dentatura fine). La levigatura, molto importante in questo caso, può essere facilmente eseguita con una lima o una raspa morbida, e n t r a m b e adatte per questo lavoro. La curvatura a caldo è possibile ma è preferibile usare la curvatrice che è più precisa. Si utilizzano sezioni curve in forma di "cappello di g e n d a r m e " per alcune deviazioni (per esempio il passaggio sotto un'altra canalizzazione).

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- L'incollatura. È l'operazione chiave dell'installazione, perché garantisce nello stesso t e m p o l'assemblaggio e la tenuta dei tubi. La colla che si utilizza è differente da quella usata per l'assemblaggio di canalizzazione di scarico in PVC grigio o blu. Si tratta di una colla a solvente forte, che assicura un'aderenza notevolmente s u periore.

È necessario procedere alla posa dei raccordi e dei tubi provvisoria, per determinare con esattezza la parte di tubi c h e si troverà incastrata nei raccordi: la tracciatura di questo pezzo da incastrare permette di conoscere la parte di t u b o che verrà smerigliata e poi incollata. La smerigliatura, poiché il PVC è tenero, può essere realizzata c o n cartavetro a grana grossa. E necessario uno straccio pulito, evitando di toccare la parte c o n le dita per non ingrassarla. L'applicazione della colla avviene tramite pennello, che generalmente è tutt'uno con il t a p p o del barattolo della colla. Non coprite totalmente la zona di incassatura

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Montaggio provvisorio e tracciatura. Smerigliatura della zona di assemblaggio. Incollatura della zona di assemblaggio. Assemblaggio di una derivazione a T.

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per evitare la fuoriuscita de la colla d u rante l'assemblaggio. L'incastratura viene effettuata con una rotazione del t u b o nel r a c c o r d o per d i stribuire bene la colla. Asciugate i m m e diatamente la fuoriuscita c o n uno stracc i o ed evitate il contatto diretto della c o l la con la pelle. La colla utilizzata non è del tipo a presa rapida e si può quindi modificare la p o s i zione poiché la presa avviene in alcuni minuti; attendete 24 ore prima di far scorrere l'acqua.

1. Incrocio a «cappello di gendarme». 2. Raccordo di estremità a vite.

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Le canalizzazioni Le installazioni con kit

Alcuni fabbricanti p r o p o n g o n o veri e propri kit d'installazione per i bagni o per i gabinetti. Il dilettante c h e vuole evitare di saldare vi troverà tutto l'occorrente. Sarà inoltre sicuro di disporre di t u t t o il materiale necessario al suo progetto (dopo aver determinato la disposizione dei diversi apparecchi). Il materiale. C o m p r e n d e un certo numero di raccordi a vite: insieme per l'alimentazione, collettori, raccordi di allacc i a m e n t o dritti (tra tubi in rame e tubi in plastica senza incollatura), tubazioni di scarico flessibili, ecc. Alcuni kit c o m p r e n d o n o anche tubi m o r b i d i di alimentazione. Vengono anche forniti z o c c o l i con c o perchio mobile che p e r m e t t o n o di dissimulare le tubature assicurando un acc e s s o permanente in c a s o di perdita o di guasto (ad esempio intasamenti). L'installazione di un kit. Lo s c h e m a a lato illustra l'esempio di un impianto c o m p l e t o per stanza da b a g n o costruito per m e z z o di un kit. Il g r u p p o di alimentazione e la divisione di partenza si effett u a n o con due collettori: uno per l'acqua f r e d d a e l'altro per l'acqua calda. Un collettore c o n tre diramazioni è sufficiente per alimentare una v a s c a da b a gno, un lavabo e un bidet. Esistono a n che collettori a una o a d u e diramazioni. Per alimentazione si usa un t u b o in p o lietilene reticolato di 12 mm di diametro. L'allacciamento con i rubinetti necessita di raccordi dritti speciali, destinati ad assicurare il collegamento tra tubi in rame e t u b i in polietilene. Gli scarichi s o n o realizzati con tubi e raccordi in PVC rigido; il kit c o m p r e n d e il dispositivo di s v u o t a m e n t o della vasca, il sifone con presa antidisattivazione del lavabo (ma non il t a p p o né il dispositivo di c o m a n d o ) e il sifone ad anello del b i det. Il collegamento tra questi elementi e le canalizzazioni diritte in PVC è realizzato c o n tubature di scarico flessibili di 40 m m d i diametro. L'installazione non c o m p o r t a problemi e 46

richiede un materiale m o l t o limitato (alc u n e chiavi piatte, un trapano e un c o l tello). L'installazione degli apparecchi deve essere effettuata in m o d o c h e non vi sia più di 1,70 m tra i due apparecchi più lontani, poiché lo scarico principale si d e v e trovare sotto la v a s c a da bagno. I raccordi di collegamento tra rame e p o lietilene s o n o del tipo a u t o m a t i c o : t r a m i te d a d o e giunto in r a m e , tramite dado e m a n i c o t t o metallico rivestito in materia plastica. II t u b o in polietilene si taglia facilmente c o n un coltello. È necessario in seguito smussare il taglio e introdurre all'interno del t u b o il manicotto metallico destinato ad assicurare il c o l l e g a m e n t o con il racc o r d o ; il bloccaggio si effettua serrando il d a d o . Per quanto concerne lo scarico, il racc o r d o tra tubi rigidi e flessibili si realizza tramite ghiere, che si incastrano nella parte rigida e si avvitano direttamente sulla parte flessibile.

A lato: installazione completa di una stanza da bagno con materiale fornito da un kit. Un cassonetto compreso nel kit permette di dissimulare le canalizzazioni. Se il lavandino non è a colonna è prevista una consolle a struttura metallica, con un pannello frontale apribile. In basso: schema illustrante le diverse possibilità di posizionamento dei sanitari. I lati A (70 cm) e B (100 cm) corrispondono ai valori massimi di posizionamento degli apparecchi sanitari, in quanto lo scarico principale deve essere sempre situato sotto la vasca da bagno.

Le canalizzazioni

Le canalizzazioni Gli scarichi in PVC che può sbriciolarsi abbastanza facilmente sotto i blocchi. Gli innumerevoli raccordi disponibili (manicotto, collo di cigno, semplice o doppio, gomito ecc.) facilitano le installazioni che possono essere realizzate in tempo minimo.

Per moltissimo t e m p o il p i o m b o ed il grès furono i materiali più utilizzati per fabbricare canalizzazioni di scarico. Il p i o m b o venne sostituito dal rame e il grès d a l l ' a m i a n t o - c e m e n t o meno caro. Il PVC ha messo d ' a c c o r d o tutti, poiché permette di realizzare scarichi in tutti i diametri, da 32 a 125 m m ; p o c o c o s t o so, il PVC è leggero, facile da assemblare con incollature, inalterabile all'acqua e alla maggior parte degli agenti chimici, al contrario del metallo. La sua resistenza m e c c a n i c a è eccellente, il c h e lo rende p o c o fragile, a differenza del grès e anche dell'amianto - cemento

Tubi a grande sezione destinati allo scarico delle acque usate.

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Le grandi tubazioni. Esse assicurano la raccolta di tutte le tubature di diametro più piccolo in uscita dai differenti sanitari, o di quelle c h e e s c o n o direttamente dal W C . Tutte le a c q u e v e n g o n o incanalate verso la stessa tubazione che le dirige verso la f o g n a ; q u a n d o l'impianto c o m p r e n d e una fossa settica tradizionale, si disting u o n o le a c q u e d o m e s t i c h e provenienti dalla c u c i n a e dalle grondaie e le a c q u e nere provenienti dai W C . Le prime d e v o n o passare in una vasca per la sgrassatura o in un filtro, le s e c o n de v e n g o n o rovesciate direttamente nella fossa settica (v. p a g . 58). Il diametro delle grandi tubazioni in grès o amianto di c e m e n t o supera generalmente i 100 m m . Questo diametro è in rapporto alla q u a n tità d ' a c q u a da scaricare, calcolato c o n un buon margine, ma tiene c o n t o del fatto che non tutti i sanitari verranno s v u o tati nello stesso m o m e n t o . In pratica si s o m m a la sezione dei tubi di scarico che potrebbero funzionare s i multaneamente, e si ottiene la sezione della tubazione principale che viene c o n vertita in diametro. Si considera così c h e un WC a sifone deve beneficiare di una tubatura di 60 m m , ma una tubatura di 80 mm permetterà lo scolo di una vasca da b a g n o , di un lavandino e di un bidet che non sarebbero

serviti da tubazioni di 30 o 40 mm di diametro. Il collegamento tra le tubazioni di diametro differente avviene per mezzo di manicotti riduttori, il cui assemblaggio avviene tramite incollatura. Questi raccordi possono essere effettuati in qualunque punto sulla tubazione principale di discesa. Non è consigliabile attaccarsi immediatamente dopo il sifone di un WC perché

1. Sistemazione di una ghiera di riduzione. 2. Raccordo di uno scolo secondario su una grossa tubazione. 3. Sigillatura dell'insieme di scarico.

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il funzionamento della cassa ha t e n d e n za a disattivare il sifone dei sanitari (lavandino, vasca da b a g n o o bidet). C o m e si lavora il PVC. C o m e la m a g gior parte delle plastiche, il PVC si lavora facilmente; è semplice da segare quindi è facile ottenere le misure che si desiderano, è facilmente levigabile e limabile. Nel quadro di un'impianto si inizia con il prendere un certo n u m e r o di misure, ogni volta che non può essere utilizzato un t u b o intero. Queste misurazioni si acc o m p a g n a n o sovente a verifiche di livello (nelle nostre illustrazioni, è necessario tener c o n t o del livello del suolo finito). Il PVC presenta il vantaggio di poter essere dipinto, ma anche di poter essere segnato con la matita o l'inchiostro, il c h e facilita le operazioni di tracciatura in vista di eventuali tagli. È bene lavorare c o n la morsa e il t u b o b l o c c a t o . Non b i s o g n a stringere t r o p p o per evitare il rischio di rompere il PVC (attenzione alle fessure che non si notano subito e c h e col t e m p o si apriranno e causeranno fuoriuscite). Due ganasce a f o r m a di V piazzate sulla morsa saranno utili perché impediranno al t u b o di girare. A n c h e l'operazione di segatura si effettuerà facilmente con una sega da legno a d e n t a t u ra fine o meglio con un seghetto da m e talli, non a causa della durezza del materiale ma perché la sega da metalli è più precisa. 50

1. Tracciatura per determinare il livello di affioramento. 2. Riporto di misura e tracciatura con un matita grassa su PVC.

I tagli della sega richiedono la rifilatura delle estremità dei t u b i , operazione indispensabile per l'incastro c o n i manicotti, gli accessori di allacciamento o semplic e m e n t e con la parte f e m m i n a dei tubi stessi. Questa operazione verrà effettuata con una spazzola da legno fine o c o n una lima, se il taglio è stato realizzato con una sega da metalli verrà usata cartavetro a grana grossa. S e m p r e c o n la cartavetro, a grana più fine, verrà smerigliata la parte del t u b o da assemblare; questa operazione ha lo s c o p o di pulire la plastica, ma soprattutto di favorire la distribuzione della colla. Prima di applicarla sulle parti da mettere in contatto, si praticherà una leggera smussatura con la lima, o col coltello universale, sulle estremità dei tubi per favorire l'incastratura nei manicotti. È ugualmente importante levigare i tubi all'interno poiché le asperità potrebbero trattenere residui o capelli e formare dei t a p p i . L'assemblaggio dei t u b i si effettua c o n una. colla speciale per il PVC; serve per le tubazioni, ma anche per l'assemblaggio delle grondaie.

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Questa colla si trova generalmente in t u betti o in scatola, c o n un pennello per stenderla. N o n è necessario stendere uno strato spesso, nel caso fuoriuscisse d o v r e b b e essere immediatamente asciugata. È sufficiente uno strato sottile; non è una colla a presa immediata e quindi p e r m e t te di modificare la posizione d o p o l'incastratura. La presa avviene r a p i d a m e n t e e l'impianto può essere utilizzato d o p o alcune ore. La colla è importante per la tenuta ed è quindi necessario distribuirla bene intorno alla tubatura. Insensibile agli agenti chimici, il PVC può essere immerso nella malta o nel c e m e n t o . È chiaro che il collegamento fra i tubi deve essere assicurato in m o d o perfetto per evitare perdite difficilmente riparabili in seguito.

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3. Taglio di un tubo con la sega da metalli. 4. Smerigliatura dell'interno di un raccordo con cartavetro. 5. Applicazione di colla per PVC. 6. Posizionatura del manicotto di scarico.

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Le canalizzazioni 1. 2. 3. 4. Sigillatura di un manicotto di scolo. Foratura per cavigliatura. Raccordo con gomito tramite incassatura. Fissatura di un collare.

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Il fissaggio dei t u b i . Il collare costituisce l'accessorio di fissaggio più utilizzat o . C o m p r e n d e d u e ganasce che si ass e m b l a n o tramite due viti per chiudere la tubazione, una rosetta che permette di staccare il collare dal muro e una vite a d o p p i a filettatura: una per assicurare l'allacciamento c o n uno dei due lati, l'altra per consentire il fissaggio al muro. Da alcuni anni q u e s t o collare viene s o s t i tuito da quello di tipo a lira, f o r m a t o da un anello aperto in PVC che permette la tenuta della canalizzazione tramite un semplice fermaglio e c o m p r e n d e anche un s u p p o r t o a vite. La p o s a dei collari si effettua t e n e n d o c o n t o che la p e n d e n z a minima per assicurare uno scolo corretto delle acque, deve essere c o m p r e s a tra i 3 e i 5 cm al metro. Tenendo c o n t o di questa necessità, si potranno tracciare i punti di fissaggio ed eventualmente la linea di percorso della tubazione c o n una cordicella a polvere. Tranne c h e si fissi il collare nel legno, è sempre necessario forare e incavigliare; in ogni caso il fissaggio deve essere solido per evitare il rischio di fuoriuscita dei tubi per effetto di una trazione a c c i dentale.

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5. 6. 7. 8.

Muratura, con gesso, del tubo. Montaggio dei giunti del sifone. Avvitatura del dado di collegamento. Raccordo del sifone e del tubo di scarico.

Il c o l l e g a m e n t o con i sanitari. Deve permettere il r a c c o r d o c o n il sifone dei sanitari. Questo collegamento è evidentemente facilitato c o n gli attuali sifoni in materia plastica simile a quella dei t u b i . Il r a c c o r d o con i sifoni metallici (qui a lato, un sifone di lavandino) non presenta problemi, grazie a manicotti speciali destinati a ricevere un g i u n t o di tenuta. Il r a c c o r d o si effettua tramite una flangia bullonata, facilmente smontabile, che assicura un accesso c o m o d o alla t u b a zione e al sifone in caso di t a p p o . Sarebbe bene rimpiazzare i sifoni metallici c o n quelli in PVC (v. p a g . 96), che p o s s o n o essere stappati c o n un m o v i mento della m a n o senza l'uso di altri materiali (non è neanche necessaria una pinza).

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Lo scolo

delle

acque

piovane

La dispersione in natura resta la soluzione più praticata, ma presenta spesso l'inconveniente di rendere umida la base dei muri e di favorire la risalita dell'acqua per capillarità lungo la muratura. È q u e s t o fatto che induce a installare i canaletti c h e p e r m e t t o n o la raccolta d e l le acque per poi dirigerle verso un pozzo perdente, una fossa settica o una f o g n a . Troverete in c o m m e r c i o canaletti di s c o lo e pozzetti in c e m e n t o pre-fabbricati, che si p o s s o n o installare d o p o lo scavo delle trincee necessarie. Siate attenti alla loro posizionatura r i s p e t t a n d o la pendenza di 3-5 cm al m

c h e assicurerà uno scolo soddisfacente delle acque. Sistemate un pozzetto al di sotto di ogni grondaia, il suo f o n d o situato più in basso di quello del canaletto p e r m e t t e alle foglie secche e alle schiume di depositarvisi, evitando che ostruiscano il canaletto o le eventuali canalizzazioni che gli fanno seguito. Sigillati sul p o s t o c o n la malta, sia i c a naletti che i pozzetti saranno chiusi con coperture in c e m e n t o o griglie. Queste ultime s o n o necessarie q u a n d o il canaletto ha il c o m p i t o di recuperare le a c q u e di ruscellamento del suolo (per esempio in un cortile la cui pendenza è diretta verso il canaletto).

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Le tubazioni interrate
Il collegamento tra la discesa principale o le discese delle grondaie e il sistema di scarico o di depurazione si effettua c o n l'aiuto di condotte in cemento o di tubazioni in PVC analoghe a quelle che si utilizzano all'interno delle abitazioni. Si utilizzano quasi sempre i diametri più grandi (superiori a 100 mm di diametro). Benché non esista alcuna regolamentazione particolare è bene rispettare le norme valevoli per le canalizzazioni elettriche: scavo di una trincea di almeno 60 cm di profondità e di 1 m per le zone in cui passano macchine (si preferiranno in

questo caso le c o n d o t t e in cemento), collocamento di uno strato di sabbia sotto la canalizzazione, copertura con sabbia poi con la terra di scavo. Una griglia rossa, tegole o mattoni d i sposti sullo strato superiore di sabbia segnaleranno la presenza della canalizzazione in caso di ulteriori scavi. In caso di incrocio con uno o più canalizzazioni elettriche si cercherà di situare il canale di scolo in m o d o c h e le canalizzazioni non si avvicinino a m e n o di 20 cm una dall'altra. È ovvio che si eviterà questo tipo di incrocio nel punto di raccordo di due tubi (è s e m p r e possibile che si verifichi una perdita).

1. Scolo delle acque piovane all'aperto. 2. Posizionatura di un canaletto. 3. Sigillatura di un pozzetto. 4. Scolo sotterraneo diretto delle acque piovane. 5 e 6. Raccordo di elementi in PVC. 7. Per un soddisfacente scolo è necessaria una pendenza di parecchi cm.

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C o m e per tutte le c o n d o t t e di scolo, si deve praticare una pendenza da 3 a 5 cm almeno per ogni metro.

Il

pozzo nero

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Chiamato anche pozzo filtrante, esso viene considerato un dispositivo di d e purazione sommaria c o m e il sistema di dispersione a filtro. Nel primo caso dovrebbe ricevere solo le a c q u e piovane poiché non assicura un filtraggio sufficiente. Si sa che in c a m p a g n a questo sistema è m o l t o diffuso; è

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Le canalizzazioni Due metodi di realizzazione di un pozzo nero semplificato. Pagina a lato: 1. Scavo del pozzo. 2. Impilatura dei mattoni. 3. Posizionatura di un condotto perforato. 4. Posizionatura di pietre al centro. 5. Copertura con ghiaia.

Qui sotto: 1. Scavo del pozzo. 2. Impilamento dei mattoni. 3. Realizzazione di una lastra con pozzetto centrale. 4. Posa del coperchio del pozzetto.

necessario però essere coscienti dei rischi di inquinamento che c o m p o r t a , particolarmente a livello dei pozzi vicini. Per effettuare questo tipo di installazione ci si deve attenere alle norme municipali o della prefettura. La soluzione classica è costituita dallo s c a v o di un pozzo in cui si pone un g r o s so c o n d o t t o perforato, poi un c o n d o t t o pieno. Il c o n d o t t o pieno viene riempito di scorie di carbone o di c o k e ricoperto da uno strato di sabbia. È nella parte superiore del pozzo che s b o c c a la canalizzazione di arrivo delle a c q u e usate. Il pozzo è normalmente chiuso da una lastra rotonda che possiede un c o p e r c h i o e dei fori di ventilazione.

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Il m e t o d o semplificato di realizzazione di un pozzetto consiste nell'impilare dei mattoni in un pozzo, c o n o senza pietre. Se si sistema una lastra c o n pozzetto si avrà una versione di p o z z o nero; se ci si accontenta di uno strato di ghiaia ricoperta di terra si avrà una versione di piano assorbente.

non p o s s o n o esservi convogliate se non d o p o il passaggio in una fossa settica e in un depuratore e le acque di uso d o mestico d o p o lo sgrassaggio. Il f u n z i o n a m e n t o di una fossa. È un contenitore chiuso e stagno a d u e c o m parti, il cui ruolo è disgregare le particelle in sospensione nelle a c q u e nere e quindi di liquefarle. Questa trasformazione si effettua grazie alla presenza di batteri anaerobici (che vivono senza aria) contenuti nella fossa; questa deve s e m p r e essere piena, di qui la necessità di immettere a c q u a nel m o m e n t o in cui essa entra in funzione.

La fossa

settica

Quando non è possibile allacciarsi ad una fogna, è necessario assicurare il trattamento delle a c q u e residue, prima di immetterle nell'ambiente naturale. Questa è la legge, solo le a c q u e piovane cioè quelle provenienti dai tetti e dalle terrazze, convogliate dalle grondaie, p o s s o n o essere scaricate direttamente nei c a m p i o dentro un semplice pozzo nero. In alcuni c o m u n i si t r o v a n o d u e reti di scarico: una destinata a ricevere le acque nere e le a c q u e usate, che s o n o d i rette da una f o g n a verso una stazione di depurazione; l'altra c h e convoglia le acque piovane che non hanno bisogno di essere trattate. Gli scarichi domestici d e v o n o allora t e ner c o n t o di questo sistema di separazione. Si p u ò trovare anche uno scarico piovano in cui s o n o convogliate direttamente soltanto le a c q u e piovane; le a c q u e nere

1. Fosse in cemento rettangolari di grande capacità. 2. Fossa in materia plastica. Più leggera ma più costosa, la fossa in plastica è completamente insensibile alla corrosione.

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I batteri non devono essere uccisi da d e tergenti non biodegradabili né da p r o dotti chimici; di qui la necessità di sorvegliare che non si getti qualsiasi sostanza nei tubi di scarico dell'impianto. Per ciò che riguarda le a c q u e usate, esse dovranno prima essere sgrassate, poi versate nella fossa o nel sistema di spandimento.

La regola è la seguente: 1000 I: 1-4 persone; 1250 I: 5 persone; 1500 I: 6 persone; 2 0 0 0 I: 7-8 persone; 2500 I: 10 persone; 3000 I: 12 persone.

- Capacità della fossa. Deve essere in rapporto diretto con il numero di abitanti della casa. La sua profondità non può essere inferiore ad 1 m e la sua tenuta inferiore a 1000 I.

Gli elementi c o m p l e m e n t a r i . La fossa settica non è sufficiente per assicurare da sola la depurazione delle acque nere. Dopo la liquefazione le acque vengono dirette verso un piano assorbente o un c a m p o di spandimento sotterraneo, dopo il passaggio in una vasca separatrice e in un depuratore o filtro a batteri.

Depurazione tramite piani assorbenti: 1. Arrivo delle acque nere. 2. Fossa settica. 3. Pozzetti. 4. Piano assorbente. 5. Spandimento.

Depurazione tramite vasca separatrice: 1. Arrivo delle acque nere. 2. Fossa settica. 3. Vasca. 4. Spandimento attraverso tubi di drenaggio.

Le canalizzazioni

Si a g g i u n g o n o a questi elementi un certo n u m e r o di pozzetti: a ogni c a m b i a m e n t o di pendenza o di direzione della t u b a t u ra, a ogni intersezione di t u b i , t u t t ' a l più ogni 15-20 m su canalizzazioni dritte. Esistono anche pozzetti a sifone che i m p e d i s c o n o il ritorno di odori.

L'allacciamento tra questi differenti elementi è assicurato da tubazioni in PVC di diametro m e d i o da 100 a 150 m m . Lo stesso t i p o di canalizzazione è utilizzato per realizzare le ventilazioni verticali. - Il piano assorbente. È c o m p o s t o da un bacino stagno di 0,60 m, 0.80 m di profondità la cui superficie è di 1 m '. Vi si trova, dal basso verso l'alto, uno strato di grossi ciottoli (20 cm), uno di ghiaia (10 cm) e uno strato di terra vegetale (da 35 a 50 cm). Un pozzetto è situato all'entrata e un altro all'uscita del piano. È essenzialmente la vegetazione situata al di sopra del piano che assicura la d e purazione delle scorie.
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Filtro depuratore cilindrico in cemento. Trova posto tra la fossa e il pozzo filtrante; questa soluzione conviene particolarmente quando si dispone di una superficie limitata per l'installazione di un depuratore.

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Le canalizzazioni 1. Condotto in cemento per la realizzazione di un pozzo nero. Questo tipo di condotto è anche utilizzato per la realizzazione di pozzi di alimentazione. 2. Vasca in cemento e canestri per lo smaltimento del grasso.

- La decantazione sotterranea. Integra obbligatoriamente una vasca separatrice a m o n t e del sistema di s p a n d i m e n t o stesso; p o s t o d o p o la fossa, c o m p r e n d e tubi di drenaggio, ormai tutti in plastica, del diametro di 5-10 c m , di 1 m di lunghezza, interrati a 5 cm di profondità. Si calcolano circa 15 m di tubazioni s u d divise su 25 m , e una superficie di terreno utilizzata di 25 m per ogni stanza abitabile c o n un minimo di 1000 m per ogni abitazione. La decantazione sotterranea assicura le funzioni di depurazione e di scolo delle acque. È assolutamente necessario che il suolo sia permeabile; si scavano trincee a v e n taglio (a partire dalla vasca) di circa 80 cm di profondità; le si riempie per circa 30 cm di ghiaia grossa, su cui si sistemano i drenaggi che d e v o n o avere una pendenza da 1 a 3 cm al metro. Si ricopre con terra; lo s p a n d i m e n t o deve essere situato a 35 m, minimo, dal pozzo dell'acqua potabile.
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La vasca separatrice. È una specie di grosso pozzo situato tra la fossa settica e il depuratore o il filtro a batteri: arresta i materiali in sospensione per evitare l'otturazione del filtro, c o m p r e n d e una c h i u sura c h e obbliga l'acqua a passare nella pozzolana o nei detriti di c a r b o n e (materiali c h e devono essere regolarmente s o stituiti).

3. L'impianto di depurazione deve essere conforme alle norme vigenti e alle disposizioni in materia emanate dal Comune o dalla Prefettura. A lato, esempio di placca di identificazione, usata in Francia.

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2 1 e 2. Scavo per la messa in opera degli elementi del sistema di depurazione di una casa individuale. 3. Sistemazione della fossa settica. 4. Regolazione del livello della fossa.

- Il depuratore o filtro a batteri, è una specie di piano a forma di labirinto c o n tenente pozzolana o detriti di carbone. L'acqua proveniente dalla fossa e dalla vasca separatrice ne segue il percorso e si purifica.
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- Il separatore di grasso. Questa vasca di sgrassaggio, ha c o m e unica funzione di sgrassare le acque domestiche. È una specie di grande pozzo alveolato o con all'interno un canestro che bisogna togliere periodicamente per eliminare il grasso a c c u m u l a t o . È situato a m o n t e della fossa q u a n d o le acque d o m e s t i c h e la raggiungono; p a rallelamente a questa q u a n d o le a c q u e raggiungono direttamente il depuratore o filtro a batteri. L'installazione di una fossa settica. È un'operazione relativamente c o m p l e s s a (non bisogna sbagliare l'ordine degli elementi, è necessario determinarne c o n cura la posizione) ma soprattutto richiede lavori di s c a v o di una certa importanza, 62

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1 1. 2. 3. 4. Vasca separatrice riempita di pozzolana. Determinazione della pendenza di scolo. Insieme fossa-vasca separatrice. Copertura della trincea di decantazione.

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è raro infatti c h e la fossa venga sistemata all'interno della casa, ad esempio in cantina. L'installazione esterna necessita dell'opera di un'impresa c a p a c e di realizzare, c o n una scavatrice, un b u c o di almeno 2 m di profondità per la fossa stessa e per le trincee necessarie. Il f o n d o degli scavi verrà ricoperto di sabbia che assicurerà l'assestamento dei differenti elementi dell'impianto. Potete scegliere tra vasche tradizionali in c e m e n t o e quelle più m o d e r n e in materia plastica. Oltre ad una durata molto s o d d i s f a c e n te, le prime hanno il vantaggio del prezz o , ma l'inconveniente del peso (è necessaria una gru per posizionarle); le sec o n d e sono più care, ma s o n o molto leggere, il che ne facilita il trasporto e l'installazione. L'esperienza non permette ancora di affermare se la loro durata è uguale a quella delle vasche in calcestruzzo ma si sa che la plastica offre un'eccellente resistenza m e c c a n i c a e che è praticamente inalterabile.

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L'esempio presentato alle pagine 6 2 , 63, 64 mette in evidenza la s u c c e s s i o n e della fossa settica, della vasca separatrice e di un pozzetto di prelevamento (prima del filtro a batteri). L'esempio alle pagine 65, 66, 67 m o s t r a l'installazione di un piano a batteri situato nello scavo di una fossa, nella cantina di un edificio. - Il filtro a batteri. Si presenta s o t t o forma di uno o più piani circolari in c a l c e struzzo c o n un labirinto di circolazione in cui si pone la pozzolana che assicura il filtraggio. La superficie del filtro a batteri è in f u n zione della quantità di effluente da t r a t t e nere e quindi del numero di p e r s o n e che usano l'installazione. Poiché l'estensione in superficie al suolo non è s e m p r e possibile, si impilano più piani (in questo caso due) che c o m u n i cano tra loro tramite un'apertura calibrata c h e evita un passaggio t r o p p o rapido (il liquido deve impiegare 30 min. in m e dia per passarvi). La p o s a del piano inferiore si attua d o p o scavo e il livellamento del suolo; un s o t t i le strato di sabbia, sotto questo piano, permetterà di effettuarne la regolazione creando una p e n d e n z a di circa cm 1-3 al metro, c h e assicurerà lo scolo del liquido verso l'apertura di uscita. Il collegamento tra la fossa e il filtro, poi lo scarico di questo verso il piano

assorbente o la decantazione sotterranea, sono assicurati da tubi in PVC rigidi di diametro superiore ai 100 m m . L'installazione di queste canalizzazioni non differisce da quella delle c o n d o t t e di scarico dei sanitari (v. p a g g . 49-53). Si utilizza la sega da metalli per tagliare il PVC, e si incollano i diversi elementi d o p o aver smerigliato le zone che d e v o no trovarsi a c o n t a t t o . Si utilizza per questo colla speciale adatta al PVC, che è la stessa i m p i e g a t a per l'incollatura delle grondaie e dei canali di discesa in plastica. Il collegamento tra i diversi elementi i m p o n e una muratura che manterrà rigida la canalizzazione e assicurerà la tenuta; questo fissaggio deve essere effettuato c o n la malta, poiché il gesso, sensibile all'umidità, non è adatto a questo tipo di collegamento. È consigliabile lasciar rapprendere la malta c o m p l e t a m e n t e prima di ricoprire c o n terra vegetale. L'ideale è di attendere la messa in funzione della vasca per assicurarsi della tenuta dei collegamenti.

1. Muratura del collegamento tra la canalizzazione di scolo e la fossa. 2. Raccordo di tubi in PVC dopo l'incollatura.

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Le canalizzazioni Il c o l l e g a m e n t o di canalizzazioni e di differenti elementi in calcestruzzo i m p o n e di praticare degli intagli su questi ultimi. A q u e s t o s c o p o v e n g o n o realizzate a l c u ne preforature, è sufficiente, p e r forarle, lavorare m o l t o d e l i c a t a m e n t e c o n uno

1. Insieme di tubi di allacciamento in PVC e di drenaggi in materia plastica. 2. Perforazione di alloggiamenti perforati in una fossa situata nel sottosuolo. 3. Muratura dell'allacciamento di scolo. 4. Posizionamento e controllo del livello del piano di base di un depuratore o filtro a batteri. Notate lo strato di sabbia che facilita questa regolazione. 5. Perforazione del foro di allacciamento tra due elementi di filtro a batteri.

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scalpello da muratore e una mazzetta. All'inizio è raro che si rischi di spaccare un elemento (siate tuttavia molto p r u denti q u a n d o lavorate su un coperchio di un pozzetto o di una vasca), ma è necessario essere attenti a intagliare m o l to p o c o il c e m e n t o , più vicino possibile al diametro della canalizzazione da c o l legare. È consigliabile procedere quando gli elementi sono posizionati. - La decantazione sotterranea. Serve a eliminare gli ultimi effluenti ritenuti in questo impianto. Si effettua tramite drenaggi, disposti a ventaglio s e c o n d o le regole descritte a p a g . 6 1 . 66

1. Taglio della canalizzazione principale in PVC. 2. Apertura del foro di scolo dell'elemento di base del filtro a batteri. 3. Posizionamento della pozzolana. 4. Muratura dell'allacciamento di scolo.

I drenaggi tradizionali in terra vengono sostituiti da quelli in materia plastica, molto più facili da installare e soprattutto meno cari. Si tratta di tubi morbidi in m a teria plastica gialla non molto spessi. Perforati da numerosi buchi questi t u b i , solitamente destinati al drenaggio dei terreni umidi, garantiscono un'ottima d e cantazione negli strati permeabili. II collegamento tra i tubi è assicurato da

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7 5. Posizionamento del secondo piano del filtro a batteri. 6. Punto d'arrivo della canalizzazione principale. 7. Allacciamento tra due elementi di drenaggio. 8. Punto di partenza dei drenaggi dopo il pozzetto.

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manicotti speciali, provvisti di fenditure, in m o d o da garantire la continuità della decantazione o del drenaggio. La m a t e ria plastica presenta il vantaggio di essere inalterabile e d u n q u e di non deteriorarsi col t e m p o . Le fosse generali. In Francia dal 3 Marzo 1982 la regolamentazione sanitaria

permette di versare tutte le a c q u e di r i fiuto in una fossa unica di tipo classico, senza più preoccuparsi della divisione fra a c q u e nere e a c q u e d o m e s t i c h e . Essendo tutte le a c q u e riversate in una sola vasca di s t o c c a g g i o , essa deve avere un volume maggiore. I costruttori p r o p o n g o n o oggi delle vasche da 1000 a 4 0 0 0 litri di f o r m a cilindrica o rettangolare, in c e m e n t o o in m a teria plastica (polietilene). Questo c a m biamento è stato reso possibile dalla legislazione c h e impone ai fabbricanti di mettere in c o m m e r c i o detersivi a l t a m e n te biodegradabili. Si farà attenzione a non versare in una fossa prodotti tossici c o m e acidi, benzine, nafta, vernici, che

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non essendo trattenuti da un separatore di grasso rischierebbero di distruggere la flora della f o s s a settica.

Le microstazioni di d e p u r a z i o n e . C o stituiscono l'evoluzione m o d e r n a delle fosse generali o delle fosse classiche con d e p u r a t o r e e v a s c a di sgrassaggio. Poiché presentano molteplici prestazioni t e n d o n o di f a t t o a rimpiazzare q u e s t e u l t i m e , r i s p o n d e n d o all'esigenza di p r o t e g gere l'ambiente. La microstazione è costruita c o m e una fossa paragonabile al modello classico, ma c h e beneficia di un sistema m e c c a n i co di m e s c o l a m e n t o e frantumazione. L'affinatura d e l l ' a c q u a e l'ossigenazione del miscuglio favoriscono il lavoro dei batteri anaerobici e accelerano di fatto la decomposizione. Più efficace, la microstazione assicura una depurazione più rapida dell'acqua in arrivo. Le microstazioni s o n o equipaggiate c o n un m o t o r e elettrico c h e agisce su un frantumatore e un miscelatore o una turbina c h e rimescolano c o s t a n t e m e n t e il miscuglio. Q u e s t o in seguito attraversa una s p e c i e di labirinto f a t t o di tramezzi in s u c c e s s i o ne prima di dirigersi verso un c a m p o di decantazione o un pozzo filtrante. Oltre alla s u a efficacia, la microstazione richiede m e n o spazio di una f o s s a c o m pleta, o di una f o s s a generale rettangolare. Per contro richiede un regolare lavoro di m a n u t e n z i o n e del m e c c a n i s m o e una cura periodica della fossa. A l c u n e imprese specializzate stipulano contratti di manutenzione, il rumore, s o v e n t e presentato c o m e il fattore negativo principale delle m i c r o stazioni, non esiste p i ù , poiché i materiali sono perfettamente silenziosi. Ultimo v a n t a g g i o , la microstazione permette di versare le a c q u e depurate nella canalizzazione riservata unicamente alle acque piovane. Essa costituisce quindi un o b b l i g o nel caso in cui la d e c a n t a z i o n e o il rovesciam e n t o in un p o z z o filtrante non sia p o s sibile per m a n c a n z a di spazio. 68

Il collegamento alla fognatura generale. Si p u ò fare o g n i volta in cui è possibile utilizzare una stazione di d e p u r a z i o n e c o m u n a l e , intercomunale o urbana. Questo c o l l e g a m e n t o richiede una d o m a n d a indirizzata al servizio c o m p e t e n t e e c o m p o r t a il p a g a m e n t o di una tassa annuale. Le condizioni reali dell'allacciamento sono in funzione della natura stessa della rete idrica: rete separativa (una canalizzazione per le a c q u e usate, un'altra per le a c q u e piovane), una rete unitaria in cui v e n g o n o versate t u t t e le a c q u e nello stesso collettore o una rete per le a c q u e usate o s o l a m e n t e per le a c q u e piovane. Il c o l l e g a m e n t o tra l'abitazione e la rete è a carico del proprietario; è bene informarsi del c o s t o esatto delle operazioni q u a n d o i lavori v e n g o n o c o n d o t t i da u n ' i m p r e s a designata d a l l ' a m m i n i s t r a zione responsabile. In c a s o di ulteriori lavori informatevi sulle condizioni t e c n i c h e precise di r a c c o r d o e sull'affidabilità dell'impresa a cui d e s i derate affidare i lavori. Qualora si tratti della costruzione di una casa nuova o del restauro di una v e c chia, non d i s p o n e n d o della possibilità di r a c c o r d o a una rete generale, i n f o r m a t e vi in municipio per sapere se un a p p a r a to di q u e s t a natura è già stato p r o g e t t a t o ; se così fosse, potrete fin d ' o r a s t a b i lire le canalizzazioni di un f u t u r o raccord o , t e n e n d o c o n t o del percorso del c o l lettore in prossimità della vostra casa. Le canalizzazioni da prevedere s o n o in c e m e n t o o in PVC, del diametro di 150 m m ; la p e n d e n z a minima da osservare è di 3 cm al m e t r o .

1. Placca della fognatura generale. 2. Sportello e griglia di scolo. 3. Condotta di raccordo alla rete fognaria generale.

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I SANITARI
Una installazione idraulica non è composta solo da canalizzazioni di alimentazione e scarico ma anche da un certo numero di apparecchi sanitari, ovvero vasche da bagno, lavandini, lavelli, valvole a saracinesca, rubinetti, sifoni a cui sono collegati.

Un'installazione sanitaria è costituita da canalizzazioni e apparecchi che costituis c o n o un insieme coerente e logico. Le installazioni devono tener c o n t o di necessità tecniche (pressione, diametro e percorso delle canalizzazioni) e delle necessità legate all'arredamento. La scelta dei sanitari e della rubinetteria è determinante; i criteri s o n o innanzi tutto decorativi, ma bisogna tener c o n t o anche del c o m f o r t nella realizzazione di un b a g n o . Il c o s t o costituisce un elem e n t o importante nella scelta dei sanitari; il loro prezzo può variare da 1 a 10, a s e c o n d a dei materiali utilizzati. Lo stesso vale per la rubinetteria, il cui prezzo è legato sia al sistema di funzionamento dei meccanismi sia al metallo utilizzato e allo stile. Anche la m o d a ha la sua importanza; ne terrete c o n t o al m o m e n t o dell'acquisto, ma non dimenticate che un bagno deve durare m o l t o e non si rinnova al c a m b i a re delle m o d e . La spesa necessaria per la realizzazione di un b a g n o c o m p r e n d e una cifra fissa, per l'installazione delle canalizzazioni, e una variabile per sanitari, accessori e rivestimenti. Bisogna essere particolarmente accorti nella scelta dei sanitari, perché p o s s o no far aumentare notevolmente il preventivo.

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II b a g n o . È una stanza della casa, c o m e la cucina, in cui l'idraulica ha grande i m portanza. La funzionalità del b a g n o è più importante dell'arredamento, quindi siate attenti nella scelta dei sanitari c h e la c o m p o n gono. - La vasca da bagno. È sicuramente l'elemento più grande di un b a g n o e viene valutata dalle dimensioni e dal materiale di cui è costruita. Se si dispone di uno spazio sufficiente è bene prevedere una vasca sufficientemente grande per sentirsi perfettamente a proprio agio. Mentre una vasca a sedile, c h e spesso sostituisce quella della d o c c i a , è lunga 1 m e larga 70 c m , una vasca vera e propria misurerà m 1,70 di lunghezza e 75 cm di larghezza per sentirsi a proprio agio senza avere i gomiti vicini al c o r p o . La tentazione di scegliere una vasca t r o p p o grande è notevole, bisogna c o m u n q u e tener c o n t o dello spazio che o c c u p e r à e del peso che avrà q u a n d o sarà riempita (dovete assicurarvi c h e il pavim e n t o possa reggerne il peso). Un v o l u m e grande implica anche il prob l e m a del riempimento con l'acqua calda; s o n o necessari circa 10 minuti per

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riempire una vasca s t a n d a r d , un lasso di t e m p o c h e fa scendere la temperatura dell'acqua già versata; una vasca di grande v o l u m e (300 litri e più) implica una rubinetteria speciale di grande portata e, soprattutto una f o n t e di alimentazione di a c q u a calda considerevole per evitare c h e l'acqua sia fredda q u a n d o la vasca si sarà riempita. • I materiali: la v a s c a tradizionale in ghisa smaltata è sostituita da vasche in lamiera smaltata, a loro volta s o p p i a n t a te da quelle in materia plastica. La ghisa è ancora impiegata poiché unisce qualità e prezzo; m o l t o robusta, c o n serva il calore ed è p o c o sonora.

Tuttavia è molto pesante. L'acciaio smaltato è m e n o pesante della ghisa e n o n costa m o l t o . Il grès incontra favore per la varietà dei colori. È un b u o n isolante f o n i c o e t e r m i c o , m a , c o m e la ghisa, è m o l t o pesante e m o l t o caro. A n c h e in questo settore la plastica viene impiegata m o l t o frequentemente, il suo principale vantaggio è di presentare forme varie e originali soprattutto per le vas c h e di notevole v o l u m e ; la s u a leggerezza rappresenta infine un ulteriore v a n taggio. • Le f o r m e : la vasca è generalmente di f o r m a rettangolare, ma si trovano modelli

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circolari ad incastro, vasche ad angolo e anche quadrate di grandi dimensioni. La vasca "fisiologica" è una variante della vasca rettangolare, c o m p r e n d e uno schienale a d o p p i a s a g o m a e i m p u g n a ture laterali con braccioli, che assecondano la f o r m a del c o r p o e facilitano il rilassamento. L'incassatura della vasca nel suolo è un'operazione c o m p l e s s a , non alla portata del dilettante, che si limita spesso ad un rivestimento a pannelli o a piastrelle di gesso destinate a sostenere una piastrellatura; è indispensabile uno sportello che permette di accedere al s i fone. In ogni caso si cercherà di disporre la

vasca il più vicino possibile alla canalizzazione di scarico principale. - Il lavandino. Tenuto c o n t o dell'altezza a cui si trova, può essere situato lontano dalla canalizzazione di scarico principale. Può essere fissato su supporti, p o s a to su una colonna, o incastrato sul piano di un mobile. Generalmente i lavandini sono in grès smaltato o in porcellana vetrificata; ma alcuni lavandini incastrabili sono in lamiera smaltata c o m e alcune vasche. Le f o r m e rettangolari v e n g o n o sostituite da quelle arrotondate del t i p o a vasca, s e m plice o d o p p i o per i bagni più grandi. Per i locali più piccoli si potrà installare

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un semplice lavamano che misura praticamente la metà di un lavandino s e m plice. - Il bidet. Il bidet tradizionale, di colore coordinato a quello degli altri a p p a r e c chi, è generalmente p o s t o al suolo a cui è fissato c o n bulloni. Alcuni modelli sono sospesi, cioè posati su mensole. Il bidet, in grès smaltato o in porcellana vetrificata, viene generalmente posto tra il lavabo e la vasca o la d o c c i a . - La doccia. La d o c c i a è la soluzione ideale per sostituire o affiancare la vasca, sia che si d i s p o n g a di p o c o spazio 74

o che si voglia disporre di un b a g n o complementare. Il piatto, in grès, in ghisa, in acciaio smaltato o in materia plastica, o c c u p a p o c o spazio: m 0,70 x m 0,70 (un p o ' di più con la cabina).

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A lato: lavandino a doppia vasca.

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I rubinetti
La distribuzione dell'acqua è assicurata da canalizzazioni e da un certo n u m e r o di rubinetti. I sanitari, lavandini, vasche o bidet, s o n o forniti con o senza rubinetteria. I diversi tipi. S e c o n d o l'utilizzazione e i sanitari da equipaggiare, sono necessari tipi diversi di rubinetti. - Il rubinetto principale. È il sistema più semplice, che generalmente si trova a l l'esterno o in locali di lavoro (lavanderie ecc.), in ottone lucido o c r o m a t o , è azionato da u n ' i m p u g n a t u r a a squadra, la cui rotazione fa salire o scendere una valvola, dotata di un g i u n t o . Questa valvola apre o chiude il p a s s a g gio dell'acqua nel rubinetto. II b e c c u c c i o di fuoriuscita è sovente filettato (v. pag. 81) per facilitare il raccordo di tubi di innaffiatura. In un b a g n o , la presa d ' a c q u a tradizionale si è modificata e presenta una i m pugnatura ruotante di f o r m a arrotondata.

Da q u a n d o la distribuzione dell'acqua calda è generalizzata, i sanitari vengono equipaggiati c o n due rubinetti: uno per l'acqua calda, l'altro per l'acqua fredda. - Il miscelatore. Associa due rubinetti tradizionali ma presenta un unico b e c c u c c i o c h e permette di mescolare a c q u a calda e fredda: una miscelazione p o c o precisa c h e rende necessaria l'adozione di nuovi m e c c a n i s m i . - Il dosatore. Permette un d o s a g g i o più preciso tramite la regolazione della portata d ' a c q u a calda proporzionata a q u e l la dell'acqua fredda. Il c o m a n d o si effettua tramite un m e c c a n i s m o a leva p o s t o su un pulsante rotativo, o tramite d u e pulsanti concentrici. La valvola tradizionale è qui sostituita da un sistema di d i schi o di pistoni. - Il dosatore termostatico. È la versione più elaborata del miscelatore. Si tratta di un rubinetto a d o p p i o c o m a n d o , uno per la portata, l'altro per la temperatura, regolabili alla gradazione desiderata.

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Miscelatore murale di una vasca. Miscelatore tradizionale a collo di cigno. Miscelatore attuale a collo di cigno. Doccia da bagno.

5. Dosatore da lavandino. 6. Dosatore attuale a beccuccio unico da lavandino. 7. Blocco di sicurezza di scalda - acqua. 8. Miscelatore a presa d'acqua laterale.

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3 Qui sopra: schema in sezione di un rubinetto principale. 1. Posa della presa murale. 2. Ghiera di collegamento per tubo morbido. 3. Avvitatura del rubinetto sulla presa; la tenuta è assicurata da un nastro di teflon.

Oltre a questa precisione il rubinetto termostatico assicura una regolazione a u t o m a t i c a della temperatura, qualunque siano le variazioni di portata d ' a c q u a legate all'apertura di altri rubinetti sulla rete di alimentazione. Installazione di rubinetti principali. Avrete occasione di installare questo tipo di rubinetto all'esterno o in alcune stanze da lavoro. 78

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4. Collegamento di un raccordo morbido di alimentazione. 5. Avvitatura di un anello di conversione.

Nella maggior parte dei casi si fisserà al m u r o su una presa integrante l'alimentazione. Questo fissaggio avviene spesso tramite avvitatura nella muratura, d o p o foratura e tassellatura. Talvolta sarà necessario procedere alla muratura. La solidità del fissaggio della presa garantisce l'immobilità dei raccordi e di conseguenza la loro tenuta. Per una semplice presa d ' a c q u a , potete limitarvi

ad alimentare il rubinetto principale con una tubatura morbida (v. foto). L'apertura d'entrata della presa d'acqua sarà allora provvista di un raccordo per tubo d'innaffiatura, tenuto fermo da un collare di bloccaggio. Questo tipo di installazione leggera può essere utilizzato in un giardino per una alimentazione temporanea a partire da una presa d'acqua (tramite alimentazione sotterranea). Una installazione fissa impone un raccordo più sicuro, per esempio tramite collare ribattuto. Le foto a pagg. 78-79 illustrano il raccordo di un rubinetto alimentato a partire da una canalizzazione sotterranea in polipropilene (materia plastica nera semi-rigida).

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C o m e nel c a s o precedente, il rubinetto è fissato su una presa, ma l'alimentazione della canalizzazione interrata avviene tramite un t r a t t o di t u b o in rame trafilato; è necessario scaldare a calore rosso la parte prima di lavorarla; si utilizza la f i a m m a di una saldatrice o quella di un cannello. Il r a c c o r d o è costituito da un collare ribattuto (nel nostro e s e m p i o realizzato con u n a fresatrice, piccolo attrezzo molto pratico per allargare l'estremità di un t u b o p r i m a della martellatura). D o p o aver infilato il d a d o sul t u b o e s c a l dato la sua estremità, la si b l o c c a (dopo c h e si sia raffreddata) in una morsa m o bile dai fori calibrati. La fresatrice si fissa sulla morsa ed è sufficiente avvitarne l'asse per farla scendere ed allargare così l'estremità del t u b o che ormai può essere ribattuto col martello.

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1. Infilatura dei dadi forati per i raccordi tramite collare ribattuto. 2. Riscaldatura dell'estremità del tubo. 3. Allargatura con la fresa. 4. Appiattimento del collare col martello. 5. Applicazione del nastro di teflon per assicurare la tenuta tra rubinetto e presa. 6. Tracciatura. verticale del percorso del tubo. 7. Chiusura dei raccordi a vite.

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I sanitari Gli scarichi

A livello dei sanitari lo scarico delle acq u e usate avviene nel punto più basso tramite un'apertura, provvista di una v a l vola di chiusura raccordata alla canalizzazione di scarico tramite un sifone. La chiusura. C o m p r e n d e il dispositivo di chiusura stesso, il suo supporto ed eventualmente il c o m a n d o . La chiusura del lavandino più c o m u n e è un semplice t a p p o trattenuto da una c a tenella; nella maggior parte dei sanitari m o d e r n i , il t a p p o è c o m a n d a t o da una sbarretta o da una leva. È c o m p r e s o nel sistema un " t r o p p o - p i e n o " , per evitare il t r a b o c c a m e n t o dell'acq u a q u a n d o si lascia un rubinetto leggermente aperto. Nella vasca il sistema di c o m a n d o di chiusura è più c o m p l e s s o ; in questo caso si parla di dispositivo di s v u o t a mento e non più di chiusura. La chiusura della d o c c i a è molto più semplice, poiché non c o m p r e n d e un t a p p o in quanto il piatto non è destinato ad essere riempito c o m e una vasca da bagno, il lavandino o il bidet.

Quando c o m p r a t e un apparecchio sanitario, non dimenticate di chiedere se nel prezzo è c o m p r e s a o no la chiusura: e v i terete una spiacevole sorpresa. Esigete che vi venga venduta c o n l'apparecchio, perché potreste avere difficoltà a trovare quella adatta, soprattutto se si tratta di un sanitario d'importazione, non corris p o n d e n t e alle norme usuali in Italia.

Qui sotto: schema di funzionamento di un sifone.

1. Realizzazione di un sifone con elementi in PVC. 2. Montaggio di un sifone in PVC.

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Il sifone. Ha la funzione di permettere lo scarico delle acque usate e di impedire il ritorno di cattivi odori che p o s s o n o provenire dalle fogne o da una fossa settica. La sua f o r m a è studiata in m o d o che una certa quantità d ' a c q u a si fermi e formi una barriera ai cattivi odori. Il sifone tradizionale è a f o r m a di S; può essere in acciaio, ottone o materia plastica. Semplice ed efficace, deve essere interamente s m o n t a t o q u a n d o si ottura (è quasi sempre necessaria una chiave inglese). I sifoni moderni, di f o r m a cilindrica sono formati da due tubi concentrici, c o m u n i canti dal basso. L'acqua arriva dal t u b o centrale ed esce di lato; la parte inferiore di questo tipo di sifone, generalmente in PVC, è facilmente smontabile, spesso senza l'aiuto di nessun attrezzo perché l'anello di chiusura p u ò essere svitato f a cilmente a m a n o . I sifoni ad anello p o s s o n o avere una o due prese laterali per il collegamento delle lavatrici e delle lavastoviglie. Queste prese sono poste, naturalmente, sopra il sifone. II sifone delle vasche è generalmente i n tegrato al dispositivo di s v u o t a m e n t o del sanitario che c o m p r e n d e il sistema di c o m a n d o di chiusura. Q u a n d o rivestite la vasca c o n piastrelle di gesso o di mattoni o p p u r e c o n un pannello destinato a sostenere la p i a strellatura non dimenticate di prevedere

Qui sopra: schema di un sifone tradizionale di metallo o di plastica. In caso di otturazione bisogna smontarlo, svitando entrambi i dadi.

una botola che permetta di accedere f a cilmente al sifone q u a n d o sia necessario stapparlo o q u a n d o il m e c c a n i s m o di svuotamento funzioni male. Un sifone deve sempre essere pieno, in caso contrario gli odori possono risalire e inondare la stanza. La disattivazione di un sifone può avere d u e cause: l'evaporazione (quando l'apparecchio rimane inutilizzato per lungo tempo) e l'aspirazione dell'acqua. Il s e c o n d o caso è ovviamente più difficile da impedire soprattutto in una installazione vecchia. L'aspirazione risulta dall'effetto " p i s t o n e " p r o d o t t o dallo svuotamento rapido di un sanitario, in particolare della v a schetta del WC collegata sullo stesso scarico principale. Se il collegamento ad una ventilazione generale è la vera soluzione al problema, esistono però sifoni provvisti di ventilazione individuale.

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La posa e il c o l l e g a m e n t o dei sanitari. La c o n c e z i o n e o la ristrutturazione di una stanza da b a g n o i m p o n g o n o una riflessione approfondita che tenga conto di precise norme di installazione. Questa riflessione vi permetterà di guadagnare t e m p o nei lavori e assicurerà il comfort per lungo t e m p o . La scelta delle posizioni. Essa risponde ad obblighi di t i p o t e c n i c o e a criteri pratici; la ripartizione dei sanitari in rapporto allo scarico principale è direttamente legata all'altezza dei sifoni. Per questo motivo la vasca da b a g n o e quella della doccia devono essere situate il più vicino possibile allo scarico, il bidet un po' più lontano e il lavandino più lontano ancora. I WC di t i p o classico d e v o n o essere collegati direttamente allo scarico principale o al loro scarico individuale nel c a s o di una fossa settica. Per avere una visione di insieme dell'installazione da realizzare è bene eseguire un progetto; la c o s a più semplice è disegnare i contorni della stanza su un foglio di carta e ritagliare dei pezzi di cartone che raffigurino i sanitari. Scegliete una scala del t i p o di 1 c m / m . Disegnate la posizione delle diverse canalizzazioni di alimentazione e di scarico delle acque; potete allora disporre i pezzi di cartone tenendo c o n t o delle regole di scarico succitate. Il s e c o n d o criterio riguarda l'ingombro dei sanitari e il posto di cui si deve d i sporre attorno ad essi per circolare normalmente. Esistono, a q u e s t o riguardo, delle regole minime che bisogna obbligatoriamente rispettare se si vuole garantire il comfort della stanza; è necessario disporre di almeno 90 cm di fronte alla v a s c a della doccia o del bagno; 40 cm davanti ad un bidet, e 45 cm davanti a un lavandino. Non d e v o n o esserci m e n o di 50 cm tra il lato corto di una vasca e un muro. Se il bidet e il lavandino sono situati uno a fianco dell'altro, 10 cm li d e v o n o separare. È meglio eliminare un sanitario o sacrificare la vasca da b a g n o per una doccia piuttosto che sovraccaricare una stanza da b a g n o . 84

Il materiale. Attuata la scelta del p o s i zionamento, incollate i cartoni rappresentanti i sanitari o riportateli a matita sulla cartina, potrete così valutare con precisione il materiale di cui avrete bisogno. Per completare il progetto potete tracciare una s e c o n d a cartina raffigurante la stanza in sezione verticale. Questo disegno vi permetterà di valutare il tracciato delle differenti canalizzazioni e di prevedere c o n esattezza il materiale necessario. Muniti dei vostri disegni, potete determinare la lista del materiale necessario c o n un metro d o p p i o e un b l o c c o di carta. La lista deve essere m o l t o precisa per non lasciare niente al caso. Non vi è nulla di più irritante che dover andare senza p o s a a ricercare materiale mentre si lavora; non è sufficiente c o n o scere la metratura di tubi in rame e in PVC di cui avrete bisogno, prevedete il n u m e r o e il t i p o di collegamenti necessari, non dimenticate i fissaggi e le forniture connesse: saldature, colla, nastro in teflon ecc. Prima di iniziare i lavori assicuratevi che il vostro fornitore d i s p o n g a di tutto il m a teriale per non essere bloccati in attesa di un pezzo ordinato... ma che non arriva.

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Sistemazione e collegamento dei sanitari

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La posa del lavandino. Sono rari i lavandini venduti c o n la rubinetteria già montata; al m o m e n t o dell'acquisto è n e cessario badare di ottenere la fornitura necessaria sia della rubinetteria che d e l lo scarico (chiusura e dispositivo di c o mando). Questa regola vale soprattutto per i sanitari di importazione per i quali è difficile trovare il materiale, essendo le norme straniere diverse. Non aspettate di aver fissato il lavandino per montare gli accessori; lo spazio dietro di esso è sempre molto scarso, il che renderebbe molto difficile il m o n t a g gio della rubinetteria e del sistema di scarico. - Preparazione del lavandino. Iniziate con l'installare il miscelatore senza d i menticare di sistemare gli eventuali g i u n ti tra rubinetto e lavandino. Se lavorate appoggiandovi a terra, p o n e te sotto un cartone per non sbrecciarne lo smalto. A questo punto del lavoro dovrete r e g o lare la sbarretta di c o m a n d o d'apertura e di chiusura del t a p p o , se il vostro lavandino ne è dotato. In genere esso è posto molto indietro sotto il lavandino, ed è difficilmente a c cessibile in seguito. Le tubature di alimentazione e di scarico saranno incassate o p p u r e no a s e c o n d a del tipo di lavandino; non è necessaria l'incassatura se il lavandino è a colonna o incastrato in un mobile; lo è invece c o n un sanitario a consolle del tipo presentato nelle nostre foto. L'incassatura viene effettuata in una scanalatura praticata nella muratura; ric o r d i a m o che i tubi in rame d e v o n o e s sere protetti da una guaina.

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1. Il lavandino, i suoi accessori e gli utensili necessari al montaggio. 2. Preparazione del lavandino. 3. Regolazione della sbarretta di comando del tappo di chiusura. 4. Posizionamento delle aste di sostegno del lavandino sospeso.

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Sopra: posizionamento di un lavandino sulle aste di sostegno. Una tracciatura esatta, sul muro, permette un fissaggio con livellamento perfetto. Il fissaggio di un lavandino sospeso deve essere molto resistente.

L'altezza di fissaggio del lavandino d i pende dall'altezza di chi lo utilizza: 83 cm dal suolo rifinito (attenzione se d o v e te ancora predisporre una piastrellatura) se la vostra altezza è compresa tra m 1,60 e m 1,80, e tra 85 e 90 cm se superate i m 1,80 di altezza. Se volete installare un lavandino per i bambini (fino ai 12 anni) esso sarà situato a 60-65 cm dal pavimento.

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La solidità del fissaggio dipende dal tipo di lavandino: leggero per un lavandino a c o l o n n a o incastrato in un mobile, deve invece essere m o l t o resistente per un lavandino sospeso soprattutto se non è posto su squadre metalliche. È necessario, in q u e s t o caso, praticare una tassellatura piuttosto p r o f o n d a nella muratura; i lavandini sospesi richiedono un fissaggio particolare e generalmente v e n g o n o venduti c o n tasselli e aste filettate c h e garantiscono questa solidità. Prima di acquistare un sanitario di q u e sto t i p o , assicuratevi che il m u r o su cui volete situare il lavandino ne s o p p o r t i il fissaggio; valutate anche la natura dei supporti e le reali possibilità di foratura profonda, sovente limitata nei tramezzi. Se è presente un rivestimento di lastre di gesso non è possibile sospendere un lavandino m o l t o pesante, in ogni c a s o saranno indispensabili tasselli speciali. - Gli allacciamenti. Riguardano lo scarico e l'alimentazione; potrete realizzarli solo d o p o l'installazione delle varie c a nalizzazioni e la p o s a del lavandino. Il sifone è generalmente venduto c o n il sistema di chiusura, c h e ne costituisce il naturale c o m p l e m e n t o . Un sanitario di qualità è spesso d o t a t o di un sifone cilindrico in metallo. Il PVC è a n c h ' e s s o valido e presenta il vantaggio di non corrodersi. Evitate di scegliere un sifone tradizionale

a S (in metallo o in plastica). Il risparmio sarà poco importante tenendo conto delle difficoltà che incontrerete per stappare il sifone. Se dovete installare una lavatrice nel bagno (il che è necessario quando lo spazio in cucina è limitato) prevedete un sifone a presa laterale che permetterà di collegare direttamente il tubo di svuotamento nello scarico del lavandino. La posa del sifone è semplice, soprattutto se si tratta di un modello ad anello avvitabile a mano; se si tratta di un sifone tradizionale avrete bisogno di una chiave per stringere i dadi di raccordo. In ogni caso non dimenticate di predisporre i giunti di tenuta necessari. Il raccordo delle canalizzazioni di alimentazione in rame avviene tramite collare ribattuto; è un'operazione semplice ma resa delicata dalla scarsità di spazio di cui si dispone dietro al lavandino.

1. Raccordo del sifone e della canalizzazione di scarico. 2. Posizionatura del giunto tra il tappo e il sifone, avvitatura dell'anello a vite di assemblaggio tra i due elementi.

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In alcuni casi è più semplice procedere a un raccordo saldato tramite manicotti dritti. Dopo avere effettuato i collegamenti, sistemerete la colonna, il mobile da incastro o la consolle di sostegno se si tratta di un lavandino come quello presentato nelle nostre foto. Ha la funzione di rinforzare il fissaggio del sanitario e di nascondere il punto di partenza delle canalizzazioni che non possono essere direttamente incastrate. L'incassatura destinata a nascondere le canalizzazioni, sarà stata ricoperta in precedenza.

1 e 2. Raccordo di alimentazione (acqua fredda e acqua calda) del lavandino tramite collare ribattuto. 3. Insieme di rete di alimentazione del lavandino prima della stuccatura del canaletto e raccordo alla rete generale. 4. Posizionatura della consolle di sostegno decorativa (dopo foratura e cavigliatura).

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La posa della vasca da bagno. È la v a sca da b a g n o che dà il n o m e alla stanza ed è intorno ad essa c h e si organizza lo spazio. - Preparazione delia vasca. Precede, c o m e per il lavandino, l'installazione d e l l'apparecchio stesso; la rubinetteria ed il dispositivo di s v u o t a m e n t o v e n g o n o forniti raramente c o n la v a s c a e ancor più raramente montati su di essa. La rubinetteria è m o n t a t a sia su una s c a nalatura (situata su uno dei lati più corti della vasca) sia sul m u r o c o n o senza i n castratura. Vi p o s s o n o essere d u e rubinetti individuali, un miscelatore o un dosatore m e c c a n i c o o termostatico; la rubinetteria c o m p r e n d e quasi s e m p r e una parte flessibile alimentata da un p o m e l l o da d o c cia mobile e un inversore che permette di orientare l'acqua verso il rubinetto o verso il pomello della d o c c i a . In molti casi, la vasca viene fornita senza alcun foro per la rubinetteria perché sono previsti solo quelli di scolo e di s i curezza; è necessario forare c o n molta precauzione per non rovinare lo smalto: d o p o la puntatura si utilizza una punta da t r a p a n o , avendo cura di lubrificarla c o n olio da taglio. Il foro di scarico verrà ingrandito c o n una lima se la v a s c a è in grès o in acciaio. Una p o s a di prova, prima di montare il dispositivo di s v u o t a m e n t o , permette di calcolare lo spazio che questo richiede e il livello a cui verrà posto il tappo per

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1. Avvitatura dei piedi della vasca. 2. Foratura per la posizionatura della rubinetteria e del dispositivo di scarico. 3. Posizionatura e regolazione del livello della vasca; è necessaria una livella a bolla d'aria.

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assicurare uno scarico soddisfacente. Ricordiamo che per avere le migliori c o n d i zioni di scolo, il sistema di svuotamento deve essere il più vicino possibile allo scarico generale. Il montaggio del dispositivo di s v u o t a mento incomincia dal t a p p o propriamente detto: è necessario applicare un p o ' di mastice per assicurare una perfetta t e nuta; il t a p p o ha c o m e elemento c o m plementare un sifone (cilindrico o t r a d i zionale ad S) e un s u p p o r t o di valvola che si situa all'interno della vasca e che viene avvitato sul supporto del sifone assicurando così il fissaggio dell'insieme. Inoltre il s u p p o r t o del sifone integra lo scarico principale, l'allacciamento di s i curezza ed il m e c c a n i s m o di alzata e di scarico della valvola, che, generalmente, ha f o r m a di stelo e talvolta di un cavo azionato da un'impugnatura ruotante. L'allacciamento tra orifizio di sicurezza e t a p p o si effettua tramite un t u b o in PVC d o t a t o di dispositivo di svuotamento. - La posa. Si effettua senza fissaggio, poiché la vasca è abbastanza stabile grazie al suo peso, il che è vero per le vasche in ghisa o in grès, ma non s e m pre per le v a s c h e in lamiera smaltata, e mai per quelle in plastica che d e v o n o essere fissate al suolo. S e c o n d o la posizione della vasca nella stanza (in rapporto allo scarico) p o t r e b be essere necessario rialzarla (alcune

vasche hanno i piedi regolabili). Ricordate che il bordo non deve trovarsi a più di 60 cm dal suolo poiché sarebbe difficile scavalcarlo. L'innalzamento è possibile a condizione di costruire una pedana accessibile tramite alcuni scalini e c o m prendente uno spazio, davanti alla vasca, di almeno 90 c m . - Il collegamento. Si effettua, c o m e per il lavandino, tramite t u b i di rame, collari ribattuti o saldatura. Scegliete un t u b o del diametro di 14/16 mm per assicurare una portata e una pressione sufficienti; per lo scarico utilizzate un t u b o in PVC di 40 m m .

1. Distribuzione del mastice di tenuta sui bordi del supporto del tappo prima di posizionarlo sul fondo della vasca. 2. Sistemazione della valvola.

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1. Avvitatura del raccordo di sicurezza. 2. Avvitatura del supporto per sifone. 3. Preparazione del raccordo superiore del comando di svuotamento. 4. Calcolo della lunghezza necessaria dell'asta di comando. 5. Regolazione dell'asta di comando prima del raccordo.

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I sanitari 6. Determinazione della lunghezza necessaria del tubo dello scarico di sicurezza. 7. Allacciamento del tubo di sicurezza al supporto per sifone. 8. Allacciamento del sifone. 9 e 10. Allacciamento del sifone allo scarico generale dopo la sistemazione definitiva della vasca.

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Installazione di una doccia. Essa sostituisce la vasca q u a n d o non vi è spazio sufficiente per una vera e propria stanza da bagno o la c o m p l e t a q u a n d o è solo possibile installare un gabinetto di toilette in cui si porrà un piccolo lavandino o un semplice lavamano. È necessaria una superficie di 90 x 90 cm per il piatto e più o m e n o altrettanto per muoversi liberamente. La doccia può essere installata in un a n golo, protetta da una tenda, tra un muro e un tramezzo, in un angolo o in piena parete c o n una cabina c h e impedisca gli schizzi. Si trovano dei piatti di misura standard che devono essere posti su uno z o c c o l o

in muratura, altri sono da incastrare su una pedana, altri ancora sono sopraelevati (necessari q u a n d o la d o c c i a non può essere installata vicino alla canalizzazione principale di scarico). Oltre alla vasca e alla sua protezione, la d o c c i a c o m p r e n d e un miscelatore o un dosatore e una d o c c i a collegata ad un t u b o flessibile. - Posa del piatto. Essa differisce sensibilmente a s e c o n d a del tipo di piatto (standard, ad incastro o sollevato) ma richiede c o m u n q u e un minimo di lavori di muratura che necessitano di un impasto di malta, sia per la realizzazione di un sottile strato, sia per la muratura di pietra

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di legatura che di mattoni (doccia s o praelevata). Il piatto deve essere situato il più vicino possibile alla canalizzazione, in m o d o da permettere uno scarico rapido dell'acq u a che non deve mai riempire il piatto. Il t a p p o svolge il ruolo di sifone e il piatto non è d o t a t o di dispositivo di chiusura. D o p o l'installazione del piatto le pareti murali verticali d e v o n o essere piastrellate o, perlomeno, ricoperte di un rivestim e n t o plastico a tenuta stagna. La tenuta tra il piatto e le pareti murali o della cabina è assicurata da mastice al silicone. - La rubinetteria. Alimentata da tubi di 10/12 mm per garantire una pressione e una portata sufficiente, è generalmente incastrata. Il dosatore, possibilmente t e r m o s t a t i c o , in questo caso si rivela m o l t o pratico, poiché evita le variazioni di temperatura dell'acqua q u a n d o si è sotto la d o c c i a e qualcuno usa dell'acqua calda o fredda da un'altra parte della rete di alimentazione. Il dosatore deve essere situato a circa 1 mt dal f o n d o del piatto della d o c c i a ; la d o c c i a verrà situata a m 1,90 dal f o n d o della vasca se è fissa, o su uno stelo verticale su cui deve poter scorrere da 1,30 a 1,90 m. La s e c o n d a soluzione verrà scelta q u a n do la doccia dovrà essere utilizzata a n c h e da bambini. La d o c c i a può essere semplice o a getti variabili; la s e c o n d a soluzione permette un dosaggio della portata d ' a c q u a e c o n s e n t e il " m a s s a g g i o " che favorisce il rilassamento.
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1. Realizzazione di uno strato di malta per sostenere il piatto della doccia. 2. Realizzazione di un canaletto di incastro delle canalizzazioni e raccordo delle canalizzazioni d'alimentazione della rubinetteria. 3. Sistemazione di un rubinetto dosatore.

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La posa del bidet. Il bidet è spesso p o sto direttamente sul pavimento; esistono tuttavia modelli sospesi (v. foto) c o n c e piti per armonizzarsi con un lavandino dello stesso tipo. Quando si dispone di p o c o spazio si può installare un bidet rotante che si cela tramite rotazione sotto il lavandino, dove viene dissimulato da un mobile. C o m e i lavandini, i bidet sono in porcellana o in grès con colori armonizzati o coordinati a quelli degli altri sanitari della stanza da b a g n o . La rubinetteria si presenta talvolta sotto f o r m a di un rubinetto paragonabile a quello della vasca, ma più sovente, si tratta di uno o d u e rubinetti che inviano l'acqua in un circuito periferico interno alla vaschetta. In alcuni paesi stranieri, si trovano dei bidet a getto rotante verso l'alto. - Preparazione del bidet. Si inizia c o n la posa della rubinetteria se l'apparecchio non ne è provvisto all'acquisto. Nell'esempio presentato nelle nostre foto, l'apparecchio, in grès, deve essere forato per montarvi la rubinetteria.

3 e 4. Applicazione del mastice a base di silicone sulla base della rubinetteria, poi in seguito ai bordi del supporto del tappo. 5. Regolazione del dispositivo di svuotamento del bidet. AVVERTENZA - Le guarnizioni originali sono preferibili al silicone.

1. Foratura del grès con una punta al carburo di tungsteno per la posizionatura della rubinetteria. 2. Alesatura del foro realizzata con una lima.

Dopo avere tracciato il punto di piazzamento, il gres viene forato c o n una p u n ta, possibilmente al carburo di tungsteno. Bisogna lavorare c o n precauzione per non spaccare il grès; d o p o la f o r a t u ra il b u c o può essere ingrandito c o n la lima. C o m e per il lavandino, è necessario p r o cedere al montaggio del t a p p o e del suo dispositivo di c o m a n d o prima di posizionare il bidet, poiché lo spazio è t r o p p o ristretto per poterlo fare in seguito. Il livello del t a p p o e del sifone p e r m e t t o no di situare il bidet tra il lavandino e la vasca o la d o c c i a . È necessario prevedere da 15 a 25 cm da una parte e dall'altra del sanitario e uno spazio frontale di 40 cm circa. Un bidet classico, p o s t o sul pavimento, deve essere staccato 5 cm dal muro per la pulizia. Per quanto riguarda un bidet sospeso, sarà necessaria una cura particolare nel fissaggio che deve essere ancora più solido di quello del lavandino.

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1. Tracciatura dello scarico. 2. Insieme comprendente la vaschetta, il serbatoio e il suo meccanismo e la canalizzazione di discesa. 3. Foratura del pavimento sul tracciato per permettere il passaggio della lama di una sega alternativa. 4. Foratura del pavimento. 5. Avvitatura della vaschetta al suolo. 6. Posizionatura della ciambella e del coperchio.

W C . In alloggi di una o d u e stanze, il WC p u ò essere situato in una stanza da b a gno, senza separazione, in c o m u n i c a z i o ne diretta c o n la camera. In appartamenti c o n più di d u e stanze è anche possibile situare un WC nella stanza da bagno, ma deve essere in c o m p l e m e n t o di un WC indipendente. Per installare una tazza WC in un locale c o n lavandino, bisogna disporre di uno spazio a terra di 60 cm su una superficie di 1 m. Per installare un WC in un locale indipendente i suoi lati d e v o n o essere portati a 80 cm e 1 ,25 m se la p o r t a si apre verso l'esterno e 1,50 m se si apre verso l'interno. Si distinguono i WC classici a cassa e i WC a dispositivo di frantumazione (che hanno praticamente sostituito quelli di t i p o chimico). La p o s a di una tazza WC direttamente sul pavimento avviene tramite avvitatura, Nel c e m e n t o , bisogna forare e filettare prima di avvitare la vaschetta al suolo. Il collegamento con la canalizzazione principale (o quella che c o n d u c e le acq u e nere direttamente alla fossa settica) si effettua nella parte posteriore d e l la tazza, verticalmente o orizzontalmente

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7. Presentazione del galleggiante e del rubinetto. 8. WC a serbatoio basso dopo l'installazione. 9. WC a serbatoio cilindrico sotto pressione (raro in Italia).

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o direttamente sotto la tazza. Quasi tutte le tazze sono ormai a sifone, il che previene la risalita di odori. Esistono a n c h e tazze sospese, dello stesso stile degli altri sanitari c h e v e n g o no fissate in m o d o simile. Il modello presentato qui è detto a m o n o - b l o c c o perché la tazza e la vaschetta dell'acqua f o r m a n o un t u t t ' u n o , essendo l'una il prolungamento dell'altra. Si utilizza un frantumatore q u a n d o il d i a metro della canalizzazione di scarico è insufficiente. È a n c h e possibile installare un WC lontano dalla canalizzazione principale di scarico. È possibile associare un frantumatore

indipendente a qualsiasi tazza classica, ma esistono anche tazze speciali integrate a un frantumatore e ad un sistema d'aspirazione per gli odori. Qualunque sia il tipo, il frantumatore funziona con l'aiuto di un motore elettrico, che si disinnesca automaticamente quando si aziona la vaschetta. È dunque necessario installare una presa di corrente in prossimità della vaschetta per permettere l'alimentazione elettrica del motore del frantumatore.

1. Montaggio della vaschetta di un WC a monoblocco. 2. Raccordo di scarico. 3. Raccordo di alimentazione. 4. WC sospeso dopo l'installazione.

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4 1. Avvitatura di un WC a turbina. 2. Raccordo dello scarico su una canalizzazione morbida di 30 mm di sezione. 3. Raccordo di alimentazione per canalizzazione morbida. 4 e 5. Allacciamento elettrico e prova.

Una semplice presa di 10/16 A è sufficiente; essa deve essere protetta, come tutto il circuito, da un fusibile di amperaggio corrispondente. Il WC a turbina si svuota sotto pressione in una canalizzazione di piccolo diametro (da 30 a 40 mm): un sistema che permette di sistemare dei WC più bassi del canale di scarico, poiché essi utilizzano un dispositivo di pompa aspirante e comprimente.
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LE RIPARAZIONI
Come le installazioni elettriche, le installazioni sanitarie sono soggette a guasti più o meno gravi. Ma se nel primo caso essi si traducono in una semplice sospensione della corrente, nel secondo si possono avere allagamenti: da qui l'importanza di intervenire rapidamente.

Fluida per eccellenza, l'acqua ha la tendenza a sfuggire dalle tubature in cui la si vuole costringere. Da ciò la necessità di essere attenti alla tenuta dei collegamenti e al perfetto stato delle canalizzazioni. La difficoltà a ottenere un intervento rapido di un tubista è nota. Da ciò l'importanza di una manutenzione regolare delle installazioni. Si tratta di verificare periodicamente i raccordi e i rubinetti: il minimo gocciolio deve indurre a un intervento, soprattutto sui raccordi saldati; si intuisce la presenza di un guasto dalle tracce di ruggine indice di una corrosione in superficie. La manutenzione concerne anche un certo numero di apparecchi come lo scalda-acqua, soggetto a incrostazione a causa del calcare se l'acqua è dura o molto dura. Normalmente, sono i rubinetti che richiedono il maggior numero di riparazioni a causa dell'usura dei giunti; ciò non impedisce al rubinetto di funzionare, ma è causa di gocciolii assai fastidiosi e dispendiosi, poiché sono proprio le piccole gocce che formano le grandi perdite. E sono le. perdite che bisogna essere in grado di riparare, ma soprattutto di prevenire proteggendo le canalizzazioni. Se la consumazione dei giunti e dei raccordi è responsabile delle perdite lievi, il gelo può

causare la spaccatura della canalizzazione e la fuoriuscita massiccia ed improvvisa dell'acqua quando la temperatura risale al di sopra degli 0°. Un minimo di protezione permette di evitare i danni dovuti al gelo, cominciando con lo svuotare all'inizio dell'inverno le installazioni più vulnerabili. Per le canalizzazioni la cui alimentazione non può essere sospesa, è indispensabile la protezione, cominciando da quella del contatore, soprattutto se si trova all'esterno in un luogo poco protetto. Qualsiasi precauzione si prenda, non si è mai al sicuro da una fuoriuscita accidentale i cui effetti sono spesso disastrosi soprattutto se si abita in un appartamento. È necessario sottoscrivere una polizza di assicurazione per i danni provocati dalle acque: sarete così coperti per i danni causati a terzi dall'acqua proveniente dalla vostra installazione in seguito ad una fuoriuscita, ma non sarete rimborsati per quelli causati al vostro appartamento. Un valido sistema per limitare i rischi e facilitare gli interventi su una parte dell'installazione consiste nel situare diverse valvole di chiusura al livello della derivazione verso le diverse parti dell'abitazione, per sospendere rapidamente l'alimentazione delle canalizzazioni.

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3 La manutenzione scalda-acqua a gas

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La f i a m m a di sicurezza. Il suo ruolo è essenziale, perché è da essa c h e d i p e n de l'accensione del bruciatore principale q u a n d o si apre il rubinetto dell'acqua calda. Se non è accesa, tentate di regolare la f i a m m a agendo sulla vite frontale o inferiore prevista per questo s c o p o ; in molti casi sarà però necessario smontare l'ugello della f i a m m a per pulire il foro, intasato dai depositi di calamina. Se la f i a m m a è normale ma il bruciatore non si a c c e n d e , quando la portata d'ac-

q u a è corretta e si apre il rubinetto dell'acqua calda, la causa del guasto è il d i spositivo di accensione ed è prudente cambiarlo. Questo tipo di guasto può provenire da un difetto della valvola che impedisce l'alimentazione del bruciatore q u a n d o si apre il rubinetto dell'acqua calda. A n c h e in questo caso si impone la s o s t i tuzione del pezzo poiché esso non è riparabile. L'eliminazione del calcare. D o p o avere interrotto l'erogazione dell'acqua dal r u binetto di arresto situato i m m e d i a t a m e n te prima dello scalda-acqua, interrompete il flusso del gas a livello dell'apparecchio

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7 1. Smontaggio del coperchio. 2 e 3. Smontaggio del dado di sostegno dell'iniettore del beccuccio. 4. Smontaggio del beccuccio. 5. Pulizia del filtro e delle parti del beccuccio. 6. Smontaggio dello scalda-acqua. 7. Raschiamento delle alette. 8. Pulizia della serpentina con l'acido.

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ma anche dal contatore. Lasciate raffreddare la serpentina poi s m o n t a t e il coperchio dell'apparecchio. La serpentina presenta una entrata e una uscita d'acqua, in basso a sinistra e a destra. Gli allacciamenti c o n l'apparecchio sono di tipo a raccordo avvitato; sono sufficienti due chiavi per aprire questi raccordi

e farne uscire la serpentina. Spazzolate le alette situate in alto sulla serpentina; quando queste sono ostruite, l'aria calda del bruciatore non può passare correttamente tra le S della serpentina, il che limita considerevolmente il riscaldamento, e può provocare l'arresto dell'apparecchio dovuto al funzionamento del sistema di sicurezza, legato a una cattiva erogazione del gas. Se, aprendo il rubinetto d'acqua calda, ne fuoriesce un sottile filo d'acqua, significa che la serpentina è ricoperta di calcare. Versate con precauzione una soluzione di acido cloridrico al 20% nella tubatura e fate scorrere abbondante acqua dopo la reazione.

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I rubinetti
I giunti dei rubinetti. Sia la prolungata inattività che un uso eccessivo p r o v o cano la consumazione del giunto delle valvole. È necessario perciò procedere periodic a m e n t e alla sua sostituzione. L'accesso al giunto avviene s m o n t a n d o il c o r p o di un rubinetto sia che si tratti di un rubinetto normale che di un m i s c e latore. Nel primo c a s o lo s m o n t a g g i o avviene direttamente sul corpo del rubinetto, nel s e c o n d o è necessaria la rimozione d e l l'impugnatura di c o m a n d o . Fate saltare c o n la lama di un cacciavite 106

il p i c c o l o t a p p o di colore rosso o blu; i n t r o d u c e t e la lama di un cacciavite nel foro liberatosi e svitate la vite c h e fissa l'impugnatura. D o p o averla tolta potete accedere al c o r p o del rubinetto e svitarlo c o n una chiave regolabile (naturalmente d o p o avere interrotto l'erogazione dell'acqua). Potete allora esaminare lo stato del g i u n to: se è allentato o c o n s u m a t o , è n e c e s sario rimpiazzarlo. Esistono d u e tipi di giunti di valvola: f o rato al centro per essere infilato su uno stelo filettato all'estremità della valvola, o pieno e situato in una specie di c o p pella. Non potete utilizzare uno al p o s t o dell'altro;

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2 1. Rimozione del tappo di identificazione del rubinetto. 2. Svitatura della vite dell'impugnatura. 3. Rimozione dell'impugnatura. 4. Svitatura e rimozione del corpo del rubinetto con una chiave inglese. 5. Sostituzione di un giunto di valvola situato in una coppella. Pagina 106: sostituzione di un giunto a foratura centrale.

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approfittate di questo smontaggio per sostituire il giunto a rondella che assicura la tenuta del corpo del rubinetto. Se nonostante la sostituzione dei giunti il rubinetto continua a gocciolare, significa

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che la sede alla quale è collegato il g i u n to è incrostata di calcare o fortemente corrosa. La si può trattare c o n la mola, che le restituirà la levigatezza originaria. Il collo di cigno. Generalmente fisso sul lavandino e sugli altri sanitari, il collo di cigno è ruotante se p o s t o sugli acquai per permettere di dirigere l'acqua s u l l ' u na o l'altra vasca. Può presentare d u e difetti, una perdita alla base e un'incrostazione del frangigetto.

1. Svitatura del dado del collo di cigno. 2. Rimozione del collo di cigno. 3. Controllo del giunto di basamento. 4 e 5. Rimozione e controllo del frangigetto (in questo caso incrostato dal calcare).

- Perdita alla base. Dipende dall'usura del giunto ad anello che assicura la tenute tra il 108

corpo del rubinetto e il collo di cigno stesso. Nella maggior parte dei modelli si trovano infatti d u e giunti: uno metallico, p o c o s o g g e t t o ad usura, che assicura il m o v i mento del collo di cigno in una ghiera e l'altro in c a u c c i ù che si c o n s u m a per sfregamento. La rimozione del collo di cigno avviene tramite s m o n t a g g i o del d a d o che lo raccorda al rubinetto. Può trattarsi di un d a -

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do smussato o, come nelle nostre foto, di un semplice anello a vite che può essere svitato a mano. Ponete poi il collo di cigno in posizione verticale per non staccare il giunto, poi esaminatelo. In alcuni casi la perdita non è causata dall'usura del giunto ma da un deposito di calcare nella fessura; è necessario allora eliminare e sostituire il giunto. - Il frangigetto. Ha la funzione un tempo svolta dal rompigetto. Si tratta di un piccolo setaccio situato all'estremità del collo di cigno e tenuto fermo da un anello avvitato. Se l'acqua è calcarea il frangigetto si tappa regolarmente.

Il getto dell'acqua diventa irregolare soprattutto se non è ben orientato. Se il frangigetto si tappa regolarmente è segno che l'acqua è molto calcarea e ostruisce canalizzazione e apparecchi. Dovete prevedere l'installazione di un addolcitore d'acqua. Generalmente è sufficiente risciacquare il rompigetto per liberarlo dai depositi trattenuti. Se è troppo incrostato, riscaldate un po' di aceto in una casseruola e ponetevi il frangigetto; nell'arco di alcuni minuti l'aceto molto caldo avrà disciolto il calcare accumulato nelle maglie del setaccio metallico.

Le riparazioni

Le

perdite

Se stringere s e m p l i c e m e n t e dadi di allacciamento (foto sopra), o raccordi a vite, n o n crea problemi (basta riottenere la tenuta stagna sostituendo la s t o p p a con teflon), le perdite in piena tubatura sono più difficili da riparare.

La c o l m a t u r a . Consiste nel colmare una perdita c o n mastice speciale simile alla saldatura a freddo. Si tratta infatti di una resina che indurisce (si dice che polimerizza) a una cèrta temperatura, q u a n d o è mescolata ad un indurente. 110

Questo p r o d o t t o è adatto soprattutto per canalizzazioni in acciaio e in rame, ma è p o c o utile su quelle in p i o m b o su cui la resina non fa presa. Q u a n d o si presenta una perdita in piena canalizzazione è necessario interrompere l'emissione dell'acqua. Si a p r e in seguito un rubinetto per scaricare la canalizzazione; bisogna a s c i u garla perfettamente poiché la saldatura a f r e d d o non può essere effettuata su una superficie umida. Occorre in seguito levigare perfettamente il metallo nel punto in cui verrà effettuata la riparazione c o n tela smeriglio c h e permetterà di eliminare totalmente lo strato di ossidazione c h e si f o r m a sulla

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2 1. Mastice poliestere per riparazioni a freddo. 2. Mettete il mastice sul coperchio. 3. Aggiungete e mescolate una noce di indurente. 4. Applicate il mastice sul punto della perdita. Pagina accanto: serraggio del pressastoppa di un rubinetto generale di alimentazione.

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poiché la resina e l'indurente non sono dello stesso colore è facile preparare questa miscela nelle giuste proporzioni. Tappate immediatamente i tubetti e badate di non invertire i tappi: mettendo quello dell'indurente sul tubo di resina lo saldereste irreversibilmente. L'utilizzazione della saldatura a freddo non può farsi che a partire da una temperatura di 15°, in mancanza della quale la reazione di polimerizzazione avviene male. Potete lavorare fino a 10° a condizione di aumentare la proporzione di indurente. La saldatura a freddo permette sia la riparazione di una perdita in piena canalizzazione

superficie del metallo la cui presenza nuocerebbe alla tenuta della resina. La preparazione della saldatura a freddo si fa sul coperchio della scatola dal lato esterno; la proporzione dell'indurente in rapporto al prodotto varia da una marca all'altra. In generale una proporzione da 1 a 10 è sufficiente (a differenza delle colle a due componenti dove la proporzione è di 1 a 1);

Le riparazioni

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sia il t r a s u d a m e n t o su un raccordo c h e non può più essere stretto perché corroso. L'applicazione della resina permette g e neralmente di riparare la perdita, ma b i s o g n a essere coscienti del fatto che in seguito sarà impossibile svitare n o r m a l mente la presa d ' a c q u a . Un altro m e t o d o di riparazione consiste nell'utilizzare nastro autovulcanizzante; c o n c e p i t o in origine per la riparazione delle perdite dei motori termici, il nastro autovulcanizzante fa ormai parte degli elementi necessari per la riparazione dei t u b i , poiché i costruttori sono riusciti ad abbassare la t e m p e r a t u r a di vulcanizzazione del p r o d o t t o . D o p o raschiatura e sgrassatura del m e tallo, è sufficiente fasciare il t u b o c h i u d e n d o fortemente il nastro ad ogni giro. Ad una t e m p e r a t u r a dell'ordine di 15° il nastro si salda f o r m a n d o una specie di impiastro sulla tubatura. Riparare il p i o m b o . Se questo materiale non è più utilizzato nelle installazioni nuove o recenti, lo si trova ancora in n u merose case le cui installazioni sanitarie

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1. Nastro autovulcanizzante. 2. Smerigliatura del metallo nel punto della perdita. 3 e 4. Applicazione del nastro in giri serrati.

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Le riparazioni

sono anteriori alla S e c o n d a Guerra M o n diale. Per riparare il p i o m b o è sufficiente una l a m p a d a da saldatura la cui f i a m m a deve essere regolata a temperatura m i nima. Dopo aver ripulito la zona da riparare, si scalda il p i o m b o , poi si applica una sbarretta da saldatura (al p i o m b o o stagno). Per riparare eventuali perdite si stende la saldatura con uno straccio.

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Sgrassatura del piombo con una lima. Sfregamento con un pane di sego. Scaldatura del metallo. Uso della sbarretta di saldatura. Applicazione della saldatura con uno straccio.

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Le riparazioni

Lo

sgorgamento canalizzazioni

delle

Le canalizzazioni di scarico trascinano insieme all'acqua un certo numero di d e triti solidi c h e a c c u m u l a n d o s i p o s s o n o formare un t a p p o , soprattutto a livello del sifone dei differenti a p p a r e c c h i , in particolare in quello del lavandino della cucina d o v u t o ai detriti della lavatura dei piatti e del lavaggio. Lo s g o r g a m e n t o dei sifoni. Si deve i n tervenire nel m o m e n t o in cui l'acqua c o mincia a scaricarsi lentamente e non q u a n d o il t a p p o è c o m p l e t a m e n t e formato.

- La ventosa. Permette di staccare il t a p p o per aspirazione violenta. L'aspirazione della ventosa non è veramente efficace se non q u a n d o il lavandino è parzialmente riempito e soprattutto q u a n d o gli orifizi di sicurezza s o n o tappati. - Gli sgorgatori chimici. Hanno una azione rapida sui grassi e sui piccoli frammenti solidi. La s o d a , su cui si versa dell'acqua bollente, è il più tradizionale. Esistono anche sgorgatori chimici solidi o sotto f o r m a di microbiglie. Tutti hanno in c o m u n e un'alta tossicità per cui bisogna usarli c o n precauzione e conservarli lontano dalla portata dei b a m b i n i . - Lo sgorgamento meccanico. Può avvenire tramite lo smontaggio dei sifoni o tramite uno stelo metallico dotato di uno scovolino. Solamente i sifoni cilindrici ad anello si s m o n t a n o con facilità, spesso senza l'uso di nessun attrezzo. S o n o predisposti d'altronde per interventi periodici di m a nutenzione.

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1. Sgorgamento del lavandino con una ventosa. 2 e 3. Sgorgamento con la soda: versate la soda e poi acqua bollente. Attenzione agli schizzi e ai vapori nocivi. 4 e 6. Smontaggio di un sifone in materia plastica (PVC bianco). 5. Sgorgamento con uno scovolino.

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Le riparazioni

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Le riparazioni

La protezione contro il

gelo

O g n u n o di noi sa c h e il ghiaccio, a parità di quantità, o c c u p a un volume superiore a quello dell'acqua; questa è la causa della spaccatura delle tubazioni q u a n d o gelano. Lo spurgo delle tubazioni. Deve essere effettuato per tutte le installazioni esterne che non possono essere protette in m o d o speciale e sulle installazioni interne situate in un locale non riscaldato. Lo s p u r g o è possibile se la valvola generale
A lato: valvola generale d'alimentazione seguita da rubinetto di spurgo.

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Le riparazioni

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2 1 a 3. 5. Protezione tramite manicotti in schiuma. 4. Protezione di canalizzazione di riscaldamento tramite una treccia.

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situata nella parte più bassa dell'impianto, è dotata di un rubinetto di spurgo. L'isolamento termico. Consiste nel proteggere in diversi modi le canalizzazioni per evitare che gelino. I prodotti da utilizzare sono gli stessi di cui ci si serve per proteggere le tubature del riscaldamento centrale: manicotti in schiuma, treccia, materiali in fiocco di lana di vetro con o senza para-vapore.
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Le riparazioni

L'isolamento delle tubature di riscaldam e n t o centrale presenta un d o p p i o v a n taggio: quello di limitare le dispersioni di calore e quello di limitare i rischi di gelo in inverno q u a n d o l'installazione è ferma. Se questo arresto è prolungato conviene spurgarle.
1. Tracciatura delle linee da effettuare su uno strato di protezione. 2. Taglio obliquo su un rivestimento con un seghetto. 3. Realizzazione di un angolo. 4. Continuazione dell'isolamento con nastro argentato. 5. Fissatura del semi-coperchio con filo di ferro. NOTA - In Italia si usano comunemente tubi in ferro zincato per i collegamenti domestici. 3

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Le riparazioni

Per tutta la canalizzazione esterna interrata si impone la protezione tramite una guaina c o m e per la protezione di un tubo. Sgelatura di una tubazione. S o n o p o s sibili molte soluzioni ma in ogni c a s o b i sogna aprire il rubinetto per permettere al vapore di uscire. Il m e t o d o più semplice è scaldare la t u batura c o n la f i a m m a di una saldatrice; potete anche ricoprirla di stracci ed i n naffiarla c o n a c q u a bollente o utilizzare una l a m p a d a t e r m i c a .
1. Apertura di un rubinetto. 2. Scaldatura per sgelare la canalizzazione.

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Glossario

GLOSSARIO

Acque domestiche: insieme delle acque provenienti dalla cucina e dai sanitari della stanza da bagno (WC escluso). Acque nere: acque usate provenienti dal WC. Addolcitore: apparecchio che assicura il filtraggio dell'acqua attraverso una resina "avida di calcare". Quando la resina è satura, la si pulisce con una soluzione salata. Esistono modelli a rigenerazione manuale, programmati e semi-automatici. L'addolcimento s'impone quando il grado idrometrico è superiore a 15° TH. Alimentazione principale: condotta di acqua potabile sotto pressione che giunge fino alle abitazioni. I lavori di alimentazione sono generalmente condotti dal comune o dal municipio. La gestione dell'acqua è in seguito assicurata da compagnie private. Apparecchio: come nel campo elettrico, la parola apparecchio designa sia gli apparecchi di distribuzione (valvole, rubinetti) che quelli di utilizzazione (acquaio, lavandino, vasca da bagno ecc.). Biconico: raccordo di allacciamento tra due canalizzazioni in rame comprendente un raccordo centrale, due anelli biconici e due dadi forati. L'avvitatura dei dadi sul raccordo centrale incastona gli anelli precedentemente

infilati sull'estremità di ciascun tubo. La tenuta è garantita dal teflon. Brasatura: metodo di assemblaggio dei metalli tramite fusione di un metallo aggiunto. Canalizzazione o tubazione: tubo rigido o morbido che permette l'alimentazione e lo scarico dell'acqua. Cappello da gendarme: sezione di tubo che permette l'incrocio di una canalizzazione con un'altra. Collare ribattuto: tecnica di assemblaggio meccanico dei tubi di rame comprendente un raccordo filettato e un dado forato. L'estremità di ciascun tubo è appiattita con il martello, un mandrino e una morsa. La tenuta è assicurata da un giunto. Collo di cigno: becco ricurvo associato ad un rubinetto miscelatore generalmente rotante per permettere l'alimentazione delle due vasche di un lavandino. Curvatura: tecnica di piegatura dei tubi. Per i tubi in rame si utilizza sia una molla di curvatura sia una curvatrice metallica. Questi accessori permettono di curvare i tubi senza modificarne la sezione.

Glossario

Decantazione: eliminazione delle acque usate depurate per mezzo di drenaggi sotterranei. Depuratore: elemento filtrante di una i n stallazione di depurazione situata a valle della fossa settica. Il filtraggio è assicurato dalla pozzolana. Drenaggio: canalizzazione in terracotta o materia plastica, forata da numerosi o r i fizi per permettere l'assestamento di un terreno u m i d o o lo spargimento sotterraneo degli efflussi. In q u e s t ' u l t i m o caso i drenaggi sono associati a un dispositivo di depurazione delle a c q u e usate. Filtro a batteri: vedere depuratore. Fognatura generale: rete dì scarico delle a c q u e usate. Il raccordo a questa rete è s o g g e t t o a regole fissate dalla m u n i c i p a lità. Si distinguono le reti unitarie (in cui sono convogliate tutte le a c q u e tramite la stessa canalizzazione), le reti separate (una per le a c q u e usate, un'altra per le a c q u e piovane), poiché le reti non ricevono che le acque usate o le acque piovane.

Incastratura: m e t o d o di assemblaggio consistente nello svasare l'estremità di un t u b o per farvi penetrare l'estremità di un altro. A questo s c o p o si utilizza un mandrino o un'aletta per allargatura; l'assemblaggio avviene per saldatura. Insieme di chiusura: dispositivo di s v u o t a m e n t o degli apparecchi c o m p r e n d e n t e il sifone e la valvola di c o m a n d o . Isolamento termico: protezione delle t u bature c o n materiali vari (schiuma, lana di vetro, ecc.) che ne garantiscono l'isolamento termico. Mandrino: utensile che permette di m o dificare la sezione dell'estremità di un t u b o in rame. Si distingue il mandrino a percussione, utilizzato per la realizzazione di un collare ribattuto, e il mandrino di svasatura per realizzare delle allargature. Manometro: apparecchio di misurazione e controllo della pressione d'alimentazione di una installazione. La pressione p u ò essere letta grazie ad un quadrante c o n un ago ed è espressa in bar. Matrice: accessorio che permette il bloccaggio dei tubi di rame da assemblare c o n collare battuto. La matrice c o m p r e n de due ganasce articolate su un perno a un'estremità e con un dispositivo di bloccaggio all'altra estremità. C o m p r e n de una serie di buchi corrispondenti ai diametri standard dei t u b i di rame utilizzati per l'alimentazione. Microstazione di depurazione: dispositivo di depurazione delle acque usate in cui il processo di degradazione e liquefazione degli efflussi è accelerato da una frantumazione continua. Piano di assorbimento: elemento di un dispositivo di assorbimento delle acque in cui la depurazione è assicurata dai vegetali presenti. C o m p r e n d e una vasca stagna e un susseguirsi di strati di ghiaia grossa, di ghiaietta e di terra vegetale.

Fossa settica: serbatoio chiuso e a t e n u ta stagna in cui vengono convogliate le a c q u e nere. I materiali v e n g o n o liquefatti da batteri anaerobici che si trovano nella fossa. Frangigetto: situato all'estremità del c o l lo di cigno c o m p r e n d e un setaccio m e tallico che permette la frantumazione del getto proveniente dal rubinetto. Frantumatore: tipo di WC c h e integra un dispositivo di frantumazione che permette lo scarico in una canalizzazione di piccola sezione. Fresatrice: utensile associato ad una m o r s a che permette di svasare l'estremità di un t u b o in preparazione dell'appiattimento per realizzare un collare ribattuto.

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Glossario

Piombo: metallo in cui un tempo venivano costruite le canalizzazioni. Polietilene: materiale plastico di sintesi, di colore nero, semirigido, utilizzato in particolare per installazione sotterranea di canalizzazioni d'alimentazione. Pompa: sistema di presa dell'acqua utilizzato quando non esiste un impianto di alimentazione comunale. La pompa, di superficie o immersa, è associata ad una riserva di pressione. Portata: volume d'acqua trasportato da una tubatura in un certo periodo di tempo. In idraulica si esprime generalmente in litri al secondo (l/s) o al minuto (I/min.). Pozzolana: roccia di silice di origine eruttiva a struttura alveolare utilizzata nei depuratori e nelle vasche separatrici delle installazioni di depurazione. Pozzo nero: elemento tradizionale di filtraggio delle acque. Può essere utilizzato solo per lo spandimento dell'acqua piovana o delle acque usate, ma depurate. Pressione: forza esercitata dall'acqua in una canalizzazione. La pressione di alimentazione varia secondo le condizioni d'alimentazione dell'installazione. Se è troppo elevata può essere ridotta per mezzo di un riduttore di pressione. PVC: abbreviazione di "policloruro di vinile", materia plastica ormai largamente impiegata nelle tubature. Il PVC serve per la fabbricazione di canalizzazioni di scarico, ma è anche utilizzato per canalizzazioni destinate all'alimentazione sotto pressione. Facile da lavorare, il PVC è inalterabile alla corrosione. Raccordi: elementi di forme diverse destinati ad assemblare le canalizzazioni. Nelle installazioni in rame, si distinguono i raccordi meccanici a vite e i raccordi saldati che prendono la forma di manicotti. I tubi in PVC sono assemblati da raccordi incollati.

Riduttore: dispositivo che permette di ridurre la pressione di alimentazione di un impianto. Saldatura: metodo di assemblaggio dei metalli con o senza fusione di un metallo aggiunto. Separatore di grasso: elemento di un dispositivo di depurazione destinato a sgrassare le acque domestiche, in particolare quelle provenienti dalla cucina. Sifone: dispositivo di scarico degli apparecchi sanitari che permette di conservare un "tappo" liquido che impedisce la risalita degli odori. Il sifone tradizionale è a forma di S. Spurgo: azione consistente nello svuotare una o più canalizzazioni nel loro punto più basso per evitare che le tubature gelino. Svasatura: vedere Incastratura. Taglia-tubo: utensile corredato di una rotella al carburo di tungsteno e di una mola di progressione che permette alla rotella di intagliare il rame di un tubo. L'apparecchio comprende anche una lama per la rifilatura del metallo. Teflon: materiale plastico presentato in nastro estremamente fine, che sostituisce la canapa per assicurare la tenuta al livello della filettatura dei raccordi, delle valvole e dei rubinetti. Titolo idrometrico: unità di misura della durezza dell'acqua. Simbolo TH. Trattamento dell'acqua: metodo che permette di addolcire l'acqua fornita per alimentazione o tramite un pozzo. Turbina: apparecchio che permette l'espulsione e la frantumazione dei materiali di un WC e il loro rigetto verso una canalizzazione di piccola sezione.

Glossario

Vasca separatrice: elemento di un d i s p o sitivo di depurazione delle a c q u e usate associato ad una fossa settica e ad uno s p a n d i m e n t o sotterraneo tramite drenaggio. Ventilazione: rete di canalizzazioni che permette la ventilazione di una rete di scarico di un'installazione sanitaria. La ventilazione alta è particolarmente i m -

portante per lo scarico in discesa dei WC. Viabilità: caratteristica di una casa o di un terreno che può essere servito da una rete di alimentazione ed eventualmente di scarico collettivo dell'acqua. La viabilità è generalmente stabilita dalla m u n i c i palità in a c c o r d o con i servizi urbani regionali.

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Indice analitico

INDICE ANALITICO
A
A c q u a di pozzo 12 A c q u e d o m e s t i c h e e usate 22 A d d o l c i t o r e 21 Alimentazione (Erogazione) 10 Alimentazione 14 Amianto cemento 48 A p p a r e c c h i (Sanitari) 71 Doccia 74 Doccia (posa) 94 Doccia (rubinetteria) 95 Drenaggi 66-67

F
Filtro a batteri 6 2 - 6 4 Fissaggi 29 Fissaggi (del PVC) 52 Fissaggi (del rame) 29 Fognatura generale 68 Fossa settica 58 Fossa settica (generale) 67 Fossa settica (installazione) 62 Frangigetto 109 Frantumatore 100-101 Fresatrice 80

B
Biconico (raccordo) 34 Bidet 74 Bidet (posa) 96 Brasatura 31

C
Canaletto di scolo 54 Canalizzazioni 24 Canalizzazioni (morbide) 25 Canalizzazioni (spurgo) 116 Canalizzazioni (diametro-portata) 26 Canalizzazioni (interrate) 55 Canalizzazioni (sgorgamento) 114 Cappello da gendarme 45 Cassa d ' a c q u a 9 9 Collari ribattuti 40 Collo di cigno 108 Contatore 14 Contratto d'allacciamento 14 Curvatura 32 Curvatura (con la curvatrice) 33 Curvatura (con la molla) 33 Curvatura (con la sabbia) 32

G
Gelo (protezione contro) 116 Giunti di rubinetto 106

I
Incastratura 30 Installazioni in PVC pressato 42 Installazioni c o n kit 46 Installazioni in rame 30 Isolamento t e r m i c o 117

L
Lavandino 74 Lavandino (allacciamento) 88 Lavandino (posa) 86

D
Depuratore 62 Disegno 85 Disincrostatura (del boiler) 1 0 4 Distribuzione 19

M
Mandrino 41 M a n o m e t r o 10 Matrice 41 Microstazione di depurazione 68

Indice analitico

o
Opere di urbanizzazione 10

s
Saldatrice 37 Saldatura 31 Saldatura senza f i a m m a 38 Sanitari 71 Scaldabagno (manutenzione) 104 Scarichi 22-82 Scarichi (delle acque piovane) 54 Scarichi (in PVC) 48 Separatore di grasso 62 Sifone 83 Sifone (sgorgamento di) 114 S p a n d i m e n t o sotterraneo 61-66 Spurgo delle canalizzazioni 116 S g o r g a m e n t o di canalizzazioni 114

P

Perdite 110 PVC di scarico 28 PVC pressato 42 PVC rigido 25 PVC (lavoro del) 50 Piano 85 Piano assorbente 60 Piazzamento degli apparecchi 74 P i o m b o (riparare il) 112 Polietilene (tubo) 15 P o m p a 11/13 Portata 21 -26 Posa e raccordo degli apparecchi 84 Pozzi 11-12 Pozzolana 66-67 Pozzo nero 56 Pressione 19 Prezzo dell'acqua 15 Pulizia delle canalizzazioni 116

T

Taglia-tubo 30-38 T a p p o 82 Teflon 36-81 Titolo idrometrico 21 Trattamento dell'acqua 21 Turbina (WC) 101 Tubazioni (vedere canalizzazioni)

R

Raccordi 17-27 Raccordi a vite 34 Raccordi saldati 36 Rame 30 Rame (crudo) 25 Rame (ricotto) 21-25 Riduttore di pressione 10 Riparazioni 103 Rondelle (raccordi con) 34 Rubinetti 77 Rubinetti di alimentazione 77 Rubinetti (miscelatore) 77 Rubinetti (sostituzione dei giunti) 106

V

Valvola a saracinesca 10 Vasca separatrice 61 Vasca da b a g n o 71 Vasca da bagno (allacciamento) 91 Vasca da bagno (posa) 90 Ventilazione 22

W

WC (posa del) 99

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