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Weil Simone - Piccola Antologia Di Pensieri

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Simone Weil: Piccola antologia dei pensieri

L abbandono in cui Dio ci lascia è il suo modo di accarezzarci. Il tempo, che è la nos tra unica miseria, è il tocco stesso della sua mano. E l abdicazione mediante la qual e ci fa esistere. Egli resta lontano da noi, perché se si avvicinasse ci farebbe s parire. (Quaderni IV 179)

Se si ha fame, si mangia, non per amore di Dio, ma perché si ha fame. Se uno sconosciuto prostrato ai bordi della strada ha fame, bisogna dargli da ma ngiare, anche se non ne avesse abbastanza per sé, non per amore di Dio, ma perché ha fame. Questo significa amare il prossimo come se stessi. Dare per Dio , amare l altr o per Dio , in Dio , non significa amarlo come se stessi. (Q IV 155)

Morire per Dio non è una testimonianza che si ha fede in Dio. Morire per un pregiu dicato sconosciuto e ripugnante che subisce un ingiustizia, questa è una testimonian za di fede in Dio. E quanto il Cristo ha voluto far comprendere: Ero nudo avevo fame . L a more di Dio non è un intermediario tra l amore naturale e l amore soprannaturale delle creature. E unicamente a causa della crocifissione che la fede nel Cristo può, com e dice Giovanni, essere un criterio. Accettare come dio un condannato di diritto comune vergognosamente torturato e messo a morte, significa proprio vincere il mondo. (Q IV 182)

Nella prima leggenda del Graal è detto che il Graal, pietra miracolosa che in virtù dell ostia consacrata sazia ogni fame, apparterrà a chi per primo dirà al custode dell a pietra, il re quasi paralizzato dalla più dolorosa ferita: Qual è il tuo tormento? . La pienezza dell amore del prossimo sta semplicemente nell essere capace di domandar gli: Qual è il tuo tormento? , nel sapere che lo sventurato esiste, non come uno fra i tanti, non come esemplare della categoria sociale ben definita degli sventurat i , ma in quanto uomo, in tutto simile a noi, che un giorno fu colpito e segnato d alla sventura con un marchio inconfondibile. Per questo è sufficiente, ma anche in dispensabile, saper posare su di lui un certo sguardo. (Attesa di Dio 83)

Il poeta produce il bello con l attenzione fissata su qualcosa di reale. Lo stesso avvienecon l atto d amore. Sapere che quest uomo, che ha fame e sete, esiste verament e come me questo basta, il resto vien da sé (L ombra e la Grazia 127)

Cristo non chiama i benefattori né amorevoli né caritatevoli. Li chiama i giusti . Il V angelo non fa alcuna distinzione fra l amore del prossimo e la giustizia. (AD 104)

Così pure. non una teologia. Spero che egli perdonerà la mia compassione. una tensione accettata in perpetuo. compresa la sventura dei secoli passati. Solo l umiltà le rende infinite. ma guardando la quantità di ogg etti illuminati. per quanto sottile. Il valore di una forma di vita religiosa. Un pittore non disegna il posto in cui si trova. Solo le cose spirituali hann o valore. anche dei più lontani. di chi mi è sc onosciuto (e forse persino di più). che si può meglio discernere se la sua anima ha soggiornato nel fuoco del l amore di Dio. Ma osservando il suo quadro. Secondo la concezione de lla vita umana espressa negli atti e nelle parole di un uomo. io conosco la sua posizione rispetto alle cose disegnate. Manca poco che non dica impossibile. ma le cose carnali sono le uniche ad avere un esistenza constatabile. che per qualche tempo amare Dio mi diventa quasi impo ssibile. accendo una torcia elettrica. o più in generale spiri tuale. Mi rassicura un poco il ricordo il ricordo di Cristo che ha pianto nel prevedere gli orrori del saccheggio di Gerus alemme. Al punto che non dica impossibile. sta nel fatto che fa le divisioni.Non è dal modo in cui un uomo parla di Dio. Attendere implica tutta la tensione del desiderio. separiamo violentemente una crea tura e Dio. Se di notte all aperto. (Q IV 137). Questo contatto mi procura un male così atroce. E l arcobaleno. Al punto che me ne preoccupo per me stessa. Tutte le virtù senza umiltà sono finite. (AD 26) Non mi sono mai domandata se Gesù è stato o no l incarnazione di Dio. compassione per le creature. L umiltà è l unica forma lecita di amore di sé. Lode a Dio. Le c ose carnali sono il criterio delle cose spirituali. ma senz a desiderio. ma di fatto ero incapace di pensare a lui senza pensarlo come Dio. (Q IV 125). lo si valuta in base all illuminazione proiettata sulle cose di quaggiù. pronti a mescol arci in qualsiasi momento all umanità comune. ma dal modo in cui parla delle cose te rrestri. anche quella che mi è indifferente. (Q IV 185) Essa implica la vocazione a rimanere in certo qual modo anonimi. mi trafigge talmen te l anima da parte a parte. (AD 63) Immagino che l ultimo filo. la prova che un bambino sa fare una divisione non sta nel ripetere la regola. Il Vangelo conti ene una concezione della vita Umana. deve essere anche il più difficile d . non è guardando la lampadina che ne giudico la potenza. Quando manchiamo di compassione. io so ( ) se egli gu arda questa vita da un punto situato quaggiù o dall alto del cielo. (AD 44) C è soltanto un occasione nella quale veramente smarrisco questa certezza (di Dio): qu ando incontro la sventura altrui. per se stessi umiltà. La misericordia colma l abisso che la creazione ha stabilito tra Dio e la creatura . (Q IV 182-183) Attendere e obbedire. Qu indi il valore delle prime è constatabile solo come illuminazione proiettata sulle seconde.

significa aprire gli occhi alla realtà. l amore è reale solo se è rivolto a un oggetto determinato (AD 142) Non siamo in grado di muoverci verticalmente. (OG 155) Ci sono momenti in cui il pensare a Dio ci separa da lui. Al di là dello spazio e del tempo infinito. sentire il vero silenzio. contraggono i muscoli. Dobbiamo soltanto non rimpiangere il consenso che abbiamo accordato. l amore infinitamente più infinito di Dio viene ad afferrarci . gli stessi suoni. Non è fac ile come sembra. Rinunciare alla nostra illusione di essere situa ti al centro. Se si di ce agli allievi: E ora fate attenzione . Se noi acconsentiamo. ecco che aggrottano le sopracciglia. Dio attraversa l universo e viene fino a noi. vuoto e permeabile all oggetto. se non attendere. La distanza è l anima del bello. come un mendicante non torna più. Il pudore è la condizion e dell amore nuziale. (AD 114) Noi siamo nell irrealtà. (AD 67) Molto spesso si confonde l attenzione con una specie di sforzo muscolare. è dolorosa. I figli di Dio non devono avere quaggiù altra patria se non l universo stesso. non hano fatto fatto attenzione. all eternità. rinunciarvi non solo con l intelligenza.a spezzare. vedere la ver a luce. Desideriamo che sia. Questa è la città natale che ha diritto al nostro amore. comprende e comp renderà. (AD 120-121) In tutti i campi. con l a totalità delle creature dotate di ragione che esso ha compreso. Da quel mome nto. nel mantenere in prossimità del proprio pensiero AD 80) ( Il bello è ciò che si desidera senza volerlo mangiare. e questo fa paura. nel sogno. Noi abbiamo facoltà di acconsentire ad accoglierlo o di rifiutare. a Dio non resta altro da fare. Restare immobili e unirsi a quel che si desidera senza avvicinarsi. e a noi nemmeno. ma li vediamo e li sentiamo in modo diverso. perché la crescita del seme. Allora si produce una trasformazione alla radi ce stessa della nostra sensibilità Sono gli stessi colori. come un mendicante. nel lasciarlo disponibil e. Non possiamo fare neppure un passo verso il cielo. ma anche con la parte imma ginativa dell anima. Se dopo due minuti si domanda loro a che cosa stanno facendo attenzione. non sanno rispondere: non hanno fatto atten zione a nulla. Se restiamo sordi. trat tengono il respiro. in noi. hanno solo contratto i muscoli. Dio depone in noi un piccolo seme e se ne va. il sì nuziale. egli torna e ritorna ancora. Viene quando è la sua ora. Ci si unisce a Dio così: non potendosene avvicinare. ma un giorno. (AD 98-99) . Ma l obbligo è imperioso. (AD 79) L attenzione consiste nel sospendere il proprio pensiero. perché quando è tagliato bisogna prendere il volo.

Ma mentre è tutto preso da questi tentativi egli non può guardare il cielo. di colui che ascolta. E ciò è la croce. riuscirà a salire fino in cielo. Lo sforzo grazie al quale l anima si salva è simile a que llo di colui che guarda. per raggiu ngere l anima e sedurla. un consenso puro e intero. oggi misconosciuta da tutti. invece di ricadere. attraverso lo spessore infinito del tempo e della specie. a quello di una sposa che dice sì. La lascia totalmente sola. deve attraversare lo spessore infinito del tempo e dello spazio alla ricerca di colui che essa ama. ma soltanto il sole e l acqua fanno spuntare il grano. Ed essa a sua volta. Ma se guardia mo a lungo il cielo.Una delle verità capitali del cristianesimo. nella speranza che a forza di saltare sempre più in alt o. Se essa si lascia strappare. Dio discende e ci rapisce. anche solo per un attimo. allora Iddio la conquista. (OG 98). . ma a tentoni. Così l anima rifà in senso inverso il viaggio che Iddio ha fatto verso di lei. l abbandona. Noi non possiamo fare n emmeno un passo verso il cielo:la direzione verticale ci è preclusa. E un atto di attenzione. (AD 150) Ci sono individui che cercano di elevare la loro anima come un uomo che salti co ntinuamente a piedi uniti. E quando sia divenuta cosa i nteramente sua. di consenso Con uno sforzo muscolare il contadino strapp a le erbacce. è che la s alvezza sta nello sguardo. (AD 151) Iddio pena. un giorno.

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