Lezioni di Nawa Shibari

(Rope Bondage in inglese)

Disclaimer e solite menate legali: questa guida contiene riferimenti espliciti a scene di sesso ed atti che possono essere ritenuti deviati; tale materiale è ovviamente inteso per il solo pubblico maturo. Se ritenete che questo possa offendere la vostra morale, la vostra religione, la vostra mamma... cambiate aria, qui non c'è nulla per voi.

- Chiunque prosegue nella lettura è consapevole e consenziente L'autore, gli amministratori del forum ed il forum stesso declinano ogni responsabilità riguardo gli eventuali danni che potrebbero derivare da un uso improprio di quanto qui contenuto. Il sesso non consenziente, anche all'interno di una coppia od un matrimonio, è ritenuto a tutti gli effetti violenza carnale e conseguentemente perseguito dalla legge.

Premesse
Comincio subito con il sottolineare il fatto che non mi ritengo assolutamente un nawashi (maestro della corda). Mi sono sempre piaciuti, fin da piccolo, cordami e nodi. Curiosità ed un pizzico di sadismo innato, dopo i primi eccitanti giochi di ammanettamento del partner alla testiera del letto e le classiche immagini erotiche di cui internet è tappezzato, mi hanno spinto ad esplorare questo mondo. Per me lo Shibari è un divertente ed eccitante gioco sadico, non propriamente uno stile di vita, men che meno una dipendenza. Non sono mai stato ad una festa Fetish e, purtroppo, non ho mai incontrato nessuno dei grandi maestri ai quali tuttavia ho rubato avidamente tutto quello che sono riuscito a trovare in rete. Allo stesso modo non ho inteso questa guida al bondage giapponese fine a sé stesso bensì ad una più vasta concezione di quello che è il costrizionismo in generale. Infatti non esito ad integrare le pratiche giapponesi ad altre meno nipponiche per arrivare al grado di completezza che più mi aggrada. Il Nawa Shibari (Rope Bondage), nato come forma di imprigionamento, trasporto e

tortura di delinquenti e nemici si è poi evoluto nei secoli fino a diventare una vera e propria arte erotica. Come tutte le altre forme di Bondage si basa innanzitutto sulla duplice figura del padrone e dello schiavo esaltando il potere del primo e l'impotenza del secondo. Per lo schiavo le bardature sono un insormontabile vincolo alla propria volontà, un mezzo che ne evidenzia ed esalta la nudità e la vulnerabilità. Il sottomesso identifica il tocco della corda come il tocco del proprio padrone: sia sotto forma di volontà sia sotto forma di carezza/abbraccio. E' un'arte dal profondo senso estetico: nodi e legature sono concepiti in modo da esaltare la bellezza delle forme. L'impiego del dolore non è affatto necessario, purchè ovviamente sempre possibile. Di per sé legature e bardature non sono fonte di dolore a meno che non si voglia che lo siano. Molte delle configurazioni vedono il sottomesso in pose studiate appositamente per aumentare la vulnerabilità talvolta esponendo, rendendo indifendibili, alcune zone anatomiche; talvolta creando un equilibrio precario. Ne conseguono quindi sedute intense e faticose. La pratica può risultare molto stancante anche dal punto di vista psicologico vista l'intensità delle sensazioni che procura. Potenzialmente tutto il corpo viene trasformato in una zona erogena, la corda al suo passaggio crea uno spropositato numero di punti di contatto, tanto più intensi quanto più il prigioniero cercherà di divincolarsi dalla morsa. Il costrizionismo è un aspetto seducente della sessualità, chi non si è mai divertito provando ad ammanettare, bendare, imbavagliare il proprio partner? Chi non ha mai giocato alla Cheerleader ed al maniaco stupratore? Il Nawa Shibari non è che un esaltazione di tutto ciò, aggiungendo elementi di forte carattere psicologico ed artistico e la cosa più bella è che, contrariamente a quanto si possa pensare osservando una delle varie imbardature, non è assolutamente richiesta nessuna conoscenza od abilità particolare; basta essere in grado di annodarsi i lacci delle scarpe: è davvero alla portata di chiunque. Questa guida è intesa per chi volesse aggiungere un po' di pepe nella propria relazione di coppia, a patto che, ovviamente, il partner sia COMPLETAMENTE consenziente. Non è assolutamente necessario acquisire piena padronanza in tutto quello che scriverò, sono convinto di poter dare qualche spunto divertente anche a chi non intendesse arrivare allo scopo finale: imparare ad insalsicciare a dovere il proprio partner

Sommario
Vediamo ora quelli che saranno i contenuti di questa guida. - CAPITOLO 1 - Una breve infarinatura storica Si parlerà brevemente della storia del Nawa Shibari. Verranno trattati in maniera più dettagliata tutti gli aspetti che, per ovvie ragioni di spazio, qui ho solo abozzato. - CAPITOLO 2 - La sicurezza innanzitutto Essendo una pratica pericolosa mi sembrava giusto iniziare fornendo avvertimenti pratici nonchè norme di sicurezza per non trasformare l'eccitazione di un nuovo svago erotico in vera e propria tragedia.

Non è un tentativo di fare del terrorismo, è voler mettere subito delle basi solide basi ad un sano e felice divertimento. - CAPITOLO 3 - Consigli pratici In questa sezione si parlerà di sadismo e della psicologia in generale, senza fare accenno a nessuna tecnica particolare. Verranno dati alcuni spunti ed idee eccitanti per cominciare a gustare lentamente un piatto che può essere condito a piacere. - CAPITOLO 4 - Materiale Ecco la lista della spesa per vivere a 360° il proprio erotismo. - CAPITOLO 5 - Nodi base In questo capitolo verranno mostrati i nodi base per cominciare. I nodi mostrati sono il comune denominatore della quasi totalità delle tecniche, in altre parole non vi servirà null'altro per mettere in pratica tutto quello che volete. Altri nodi particolari, infatti, hanno più un carattere decorativo/ornamentale che non pratico. - CAPITOLO 6 - Ryo-Tekubi e Kotobu Ryu-Tekubi Shibari Un altro sistema per legare i polsi: semplicemente, oppure in alto, dietro la schiena. - CAPITOLO 7 - Sukuranbo Shibari Ovvero come legarle il bacino in modo da stimolarle i genitali: elemento molto classico del Nawa Shibari. - CAPITOLO 8 - Karada Detta anche Kikkou o guscio di tartaruga: una delle legature più caratteristiche utilizzate per il busto o anche per tutto il corpo. Trae il nome dai caratteristici disegni romboidali formati dalla corda. - Appendice A: preparazione delle corde Viene illustrato nel dettaglio come preparare le corde da bondage, sopprattutto i procedimenti di lavorazione della canapa, materiale principe di tale arte. - Appendice B: i 10 comandamenti delle manette Questo capitolo è dedicato interamente alle manette: attrezzo molto in voca ma anche molto sconosciuto. Ecco quindi a cosa stare attenti, cosa fare e cosa non e sopprattutto cosa comprare per evitare di buttare soldi ma sopprattutto di fare male a qualcuno. - GLOSSARIO: termini giapponesi correlati al rope bondage

Note generali
Durante il corso della guida parlerò sempre dal punto di vista maschile e la "cavia", "modella", "partner", "schiava", "sub" etc etc sarà sempre una donna. Questo ovviamente non vieta alle signorine dominanti di sperimentare qualcosa sul proprio uomo remissivo; tuttavia le bardature che mostrerò saranno tutte studiate per un corpo femminile. Alcune

configurazioni sono in parte o completamente applicabili anche ad un uomo. In particolare non ho idea di come venga trattata e stimolata con le corde la genitalità maschile e non ho assolutamente nessun interesse nel scoprirlo!

Questa guida non è intesa per schiavizzare il proprio partner (non in senso lato almeno! ) che come ho già detto e non mi stancherò mai di ripetere DEVE essere consenziente: il sesso è bello solo se piace ad entrambi, se piace solamente ad uno diventa violenza nei confronti dell'altro. Lo scopo di questa guida è quello di invogliare a provare qualcosa di nuovo e più fantasioso. Suvvia, chi non ha mai provato (o non vorrebbe provare) una benda, un bavaglio o un paio di manette? Alla fine del percorso saprete effettuare alcune "semplici" (si fa per dire, è tutto relativo) legature in pieno stile hentai che avrete sicuramente visto e rivisto molte volte... se non le aveste mai viste ho il sospetto che abbiate sbagliato forum! Fate un salto nella Gallery per farvi un idea. Come minimo saprete legare in modo efficiente, veloce e sicuro mani e piedi, non si sa mai che nella vita non possa tornarvi utile anche in altri ambiti Non si parlerà di sospensioni. Con sospensioni si intendono tutte quelle configurazioni che vedono la compagna appesa in qualsivoglia modo. Certe cose è meglio lasciarle fare a chi le sa fare. Appendere una vittima in qualsiasi posizione prevede esperienza ed una certa cura nell'impiego di nodi e corde in modo tale da distribuire uniformemente il peso in modo da evitare lussazioni e danni ben peggiori al partner. Non che appendere qualcuno a qualcosa sia una pratica aliena o di chissà quale immane difficoltà ma ovviamente comporta un notevole aumento della pericolosità e richiede conoscenze su resistenza delle corde, punti di pressione e carichi sostenibili che per forza di cose il principiante non può avere. Oltre a tutto questo sono ovviamente necessarie anche strutture adatte a sostenere e sollevare in sicurezza carichi ingenti. Ovviamente per queste pratiche vi servirà una cavia, mica potete sperimentarle su di voi! Se non avete una cavia (ricordo che l'incesto è considerato reato soltanto se causa pubblico scandalo ), una sorella consenziente (e maggiorenne) andrà più che bene. Al limite potete ordinare una di queste bamboline (http://www.realdoll.com/) dalle proporzioni e dal dettaglio perfetti permettermene una). (dubito che arriverò mai a guadagnare abbastanza da

Fra parentesi non è affatto necessario che la "modella" sia nuda, anche se consigliabile. La sua temperatura corporea è destinata ad alzarsi velocemente, atrito e pressione possono rovinare gli indumenti che, inoltre, se troppo abbondanti costituiscono anche un intralcio alle corde e rendono più difficile valutare la pressione esercitata ed accorgersi se state bloccando o meno la circolazione sanguigna. Mutandine e reggiseno o un bikini andranno tuttavia benissimo, soprattutto se la vittima si vergogna di farsi vedere nuda o ha la fobia della luce: NON operate MAI al buio. Alla fine della sessione ovviamente le mutandine saranno in condizioni pietose

CAPITOLO 1 - Una breve infarinatura storica

Nota introduttiva: purtroppo la storia, fin dalle elementari, non è mai stata il mio forte.

Non sono riuscito a trovare un'unica ed esauriente fonte e mi sono ritrovato a dover tradurre, adattare e amalgamare assieme molte piccole notiziole raccattate quà e là. Mi auguro di non aver scritto troppe boiate

Come citato nel titolo lo scopo di questo documento non è né fare un trattato storico né fornire il materiale per una ricerca ma semplicemente dare un'infarinatura superficiale di quello che fu l'ambiente in cui nacque il nawa shibari (o rope bondage) e di come si è evoluto sino ai tempi nostri. C'è da dire anche che vi è enorme difformità in base alla provvenienza delle fonti: i filoorientali tendono ad evidenziare al massimo l'aspetto artistico e culturale tralasciando gli altri, i filo-occidentali invece tendono ad esagerare quella che è la parte barbarica (le torture, mutilazioni, esecuzioni del periodo relativo al medioevo) a discapito del resto. Spero di riuscire a fare una buona opera di mediazione fra i due schieramentii. Incominciamo quindi...
L'utilizzo della corda ha un ruolo importante dal punto di vista culturale fin dall'antichità, dal periodo Jomon (dal 10.000 a.C. al 300 a.C.), termine che identifica un particolare tipo di vasellame in terracotta decorato mediante l'uso di cordini. Le stesse cerimonie religiose hanno sempre fatto abbondante uso delle corde per simboleggiare le connessioni fra gli uomini ed il divino. In una piccola realtà insulare come quella giapponese l'allevamento era un'attività troppo dispendiosa in termini di risorse e spazio che veniva meglio impiegato in risaie. Questo rese il cuoio un prodotto rarissimo, e quindi costoso, mentre le fibre vegetali per la produzione di cordami erano ovviamente più che abbondanti. Allo stesso modo il ferro, sebbene nel medioevo il Giappone si distinse per la produzione delle spade il metallo non ebbe mai una diffusione tanto vasta da poter produrre catene. Ecco quindi la diffusione della corda come unico ed abbondante mezzo per la legatura, impacco, il trasporto, la detenzione. L'indumento caratteristico: il kimono, non ha la benché minima traccia di bottoni o ganci, viene chiuso avvolgendo attorno al corpo lunghe fasce adattando quindi l'indumento a chi lo indossa. Le stesse armature erano composte da liste di legno accuratamente legate assieme. In una civiltà così rigida la legatura diventa quindi elemento estetico e dunque un elemento distintivo.

Nel periodo più oscuro del Giappone Sengoku/Muromachi (1467-1600) <secondo una fonte, Edo (1600-1868) secondo altre> torture, mutilazioni ed esecuzioni brutali erano all'ordine del giorno. Fu in questo frangente che nacquero tre specifiche arti marziali per la cattura, dentenzione, trasporto, interrogazione e tortura dei prigionieri: Tasuki-dori, Hobaku-jutsu e Hojo-jutsu. Queste pratiche erano segrete ed in quanto tali tramandate prevalentemente per via orale, molte si sono perse nei meandri del tempo. Si ritiene che le prime legature a scopo puramente erotico siano nate in questo periodo. Il Giappone viveva totalmente isolato dal resto del mondo, erano ammessi solamente cinesi e olandesi (presenti nell'est dell'India); gli altri europei che approdavano sulle coste delle quattro isole (Kyushu, Hokkaido, Honshu e Shikoku; ovvero il Giappone) venivano condannati a morte. Torture, mutilazioni ed esecuzioni erano all'ordine del giorno, anche per crimini minori, e quelle riservate ai Cristiani erano particolarmente cruente. Nella storia non è certo una novità quella della brutale persecuzione dei credenti delle altre religioni, e la Chiesa romana non fu certo da meno (vedi periodo dell'inquisizione): ai Cristiani venivano tagliate orecchie dita e naso, punizionie originariamente riservata ai traditori. Un'altro aspetto importante della punizione dei criminali <informazione generalmente tralasciata dalle fonti nipponiche> consisteva nella pubblica umiliazione, specialmente nei confronti delle donne. In molti casi i criminali venivano legati a dei cavalli e trascinati per la città con applicato un cartello riportante il crimine commesso. Ovviamente lo scopo oltre che punitivo era deterrente per gli altri cittadini. Così come era diffusa la tortura lo era anche lo stupro, considerata pratica giustificabile dal fatto che le vittime avevano commesso un crimine. Nei dipinti venivano sempre enfatizzate le dimensioni e le espressioni del violentatore e la vergogna/agonia delle criminali: in altre parole veniva enfatizzato il sadismo del carnefice ed il masochismo della vittima.

Nei periodi successivi il Giappone adottò politiche straordinarie per il mantenimento della pace e la prosperità che ne derivò fece fiorire le attività mercantili facendo così nascere la borghesia. Fu così che l'evoluzione della corda si divise in due rami diversi. Il primo era quello militare in cui le arti marziali si raffinarono creando nuove e sempre più raffinate tecniche alcune altamente codificate. Molte piccole varianti nei colori delle corde e nei metodi di legatura venivano utilizzate per indicare il rango del prigioniero, il tipo di reato ed altre informazioni ancora fra le quali addirittura la stagione dell'anno! A farne uso erano i guerrieri e le classi più basse degli ufficiali: Yoriki e Doshin. A queste ultime due figure era affidata la ricerca e punizione dei criminali. In particolare erano gli ultimi, Doshin, a creare inizialmente e mantenere in seguito, l'arte del legare i prigionieri; legare in modo scorretto avrebbe messo in imbarazzo non solo i criminali ma anche gli ufficiali. Oggigiorno la polizia si avvale di particolari impieghi della corda ed esistono ancora alcune arti marziali derivate direttamente dalle antiche pratiche. Il secondo ramo nacque invece da una borghesia sempre più numerosa ed in cerca di svaghi. Fu così che venne impiegato lo shibari come forma artistica nella sua forma più popolare: il teatro Kabuki che era una forma di spettacolo popolare pieno di immagini indecenti che comprendevano scene di sesso e di tortura (rispettivamente nureba e semega). Con l'avvento della xilografia cominciarono a diffondersi innumerevoli stampe incentrate sul Kabuki: volantini ed illustrazioni degli attori più famosi logicamente ripresi in scene erotiche.

Le tipologie in dettaglio
Il Bondage giapponese, come già detto, si divide in due rami distinti: 1) Il tradizionale approccio sadomasochistico, nato appunto nel periodo buio, che consiste in una pratica rude enfatizzante il dolore, la sofferenza e l'umiliazione: praticamente

tortura fine a sé stessa. Il piacere o la stimolazione erotica è una conseguenza di questo obiettivo. Storicamente i giapponesi sono sempre stati famosi nel masochismo e nella crudeltà delle torture, non credo ci sia la necessità di ricordarlo (chi non ha mai visto programmi televisivi come "Mai dire Banzai" ?! :folle:). Spesso e volentieri questo tipo di bondage viene accompagnato da altre tecniche come la tortura del naso, del seno, dei capelli, cera ed uso di clips e mollette; applicazioni ben conosciute anche nel bondage occidentale, fatta eccezione forse per la tortura del naso. 2) Una seconda e più moderna pratica è finalizzata invece nell'obiettivo di una sensuale stimolazione erotica. In questa forma sensuale la chiave consiste nel pilotare/spingere il submissivo ad usare la propria mente per raggiungere il piacere. Legandola immobilizzandola e stimolando il suo corpo (ed in particolare i punti di pressione shiatsu) per lunghi periodi di tempo la mente viene stimolata in modo incredibile. La corda, estensione fisica del padrone, avvolge ed attanaglia lo schiavo facendogli percepire allo stesso tempo un abbraccio caloroso ed avvolgente ed un ordine preciso di ubbidienza. Le corde inoltre conferiscono un forte senso estetico, accentuando forme e simmetrie in quella che diventa una composizione artistica con elementi comuni all'ikebana e al bonsai (rispettivamente l'arte della composizione floreale e della modellazione di piccoli alberelli nani). Sarà quindi estremamente bello e piacevole vedere il partner legato o farsi vedere legati dal partner.

Ringrazio caldamente Midori e "La seducente arte del bondage giapponese" nella quale ho trovato un ottima nonchè dettagliata fonte storica; seppur, in quanto di origine nipponica, forse un poco di parte, forse no. Fortunatamente neanche internet riuscirà mai a colmare la differenza di concezione fra il popolo del Sol Levante ed il resto del globo.

CAPITOLO 2 - La sicurezza innanzi tutto

Nel Bondage, come in quasi tutto nella vita, c'è il rischio di farsi male, sopprattutto se si fanno cazzate, non credo che ci sia bisogno di ricordare che si sta giocando con un essere umano, l'essere umano a noi più caro! (almeno in teoria). Ecco alcune regole d'oro da tenere sempre presente:
       

NON fatelo quando non siete preparati. NON fatelo se siete stanchi o sotto l'influsso di droghe o alcool. NON sperimentate cose di cui non siete abbastanza sicuri. NON sottoponete MAI la parte anteriore del collo a compressioni di nessun genere* NON lasciate mai da sola una persona sottoposta a bondage. NON non lavorate mai in condizioni di scarsa illuminazione** NON lasciatela mai nella stessa posizione per più di un'ora, al limite spostate la posizione delle braccia e delle gambe. Siate SERI e PROFESSIONALI, non si scherza con l'incolumità di una persona, men che meno di quella amata.

Qualcuno obietterà dicendo che anche il soffocamento può essere una cosa eccitante/sensuale e quindi di conseguenza una pratica erotica. Per quanto mi riguarda io non calcolerò mai niente di così pericoloso una pratica erotica. Ricordo che la mancanza di ossigeno prolungata può arrecare gravi danni permanenti al cervello. Non mi stancherò mai di ripeterlo: l'attenzione per l'incolummità del partner e il rispetto dello stesso vengono prima di ogni altra cosa.
*

Con scarsa illuminazione si intende faticare a distinguere i diversi coloriti della pelle: normale, arrossato, blu.
**

In tutte le pratiche di Bondage è buona norma, prima di cominciare una sessione, decidere un "codice di sicurezza": una parola, un suono o un gesto che viene usato per comunicare, una boiata qualunque che sia facile da ricordare e da pronunciare, meglio se un po' strana, da usare in casi estremi. Se il partner usa quel codice significa che il gioco non è più divertente oppure troppo doloroso (e in termini di legge diventa stupro e/o lesioni personali, c'è poco da scherzare) e voi di conseguenza vi fermerete IMMEDIATAMENTE liberando completamente la vittima se necessario. Qualsiasi altra cosa dica, che vi implori, che vi insulti, che vi dica di smettere, fa tutto parte del divertimento, i giochi si concludono (e sottolineo immediatamente) se viene pronuncia la parola di sicurezza. Vi consiglio di scegliere qualcosa che abbia molte vocali in modo tale che la si possa riconoscere anche se la vittima è imbavagliata; fate dei test prima di cominciare: better worry than sorry come si suol dire. Vi tornerà comodo più avanti quando avrete famigliarità con la procedura, per le prime volte è meglio lasciarle piena facoltà di parola,

continuate a scambiarvi sensazioni ed osservazioni. Voi state imparando a darle piacere legandola, lei a fidarsi di voi facendosi legare; se fate una cazzate rischiate di perdere per sempre la fiducia di quella persona.

Il bondage può essere tanto divertente quanto pericoloso, sotto tutti i punti di vista.
Attenzione, persone particolarmente sensibili potrebbero, in preda ad un'emozione intensa, avere difficoltà ad articolare parole.

Circolazione. Un Bondage fatto male, specialmente ai polsi o alle caviglie, inibisce la circolazione. La vittima proverà una sensazione di intorpidimento o di formicolio locale. Questa sensazione risulterà a volte spiacevole, a volte no. Chi non ha mai provato la sensazione di avere una gamba addormentata? Un'inibizione temporanea della circolazione non é problematica a meno che non causi dolore. Generalmente è sufficiente allentare la legatura. Come già detto poco sopra non tenete mai la vittima legata per più di un'ora, se ne avete la necessità cambiate la posizione delle braccia e delle mani. Buona norma è anche quella di toccare ed accarezzare la pelle nuda del partner, oltre che a darle un maggiore senso della vostra presenza e quindi di sicurezza, vi servirà a "registrare" la sua temperatura corporea. Ovviamente se vedete che la temperatura si abbassa troppo significa che c'è qualcosa che non va. Chiedete sempre alla vittima se dovete modificare o rimuovere la legatura. La sua decisione é legge.

! Se il prigioniero dovesse avvertire malessere o senso di svenimento slegatelo SUBITO.
Terminazioni nervose. Se le legature premono sul decorso di nervi, proverà una sensazione di dolore diffuso o localizzato. Non provocare mai compressioni sul decorso di nervi. Se la vostra compagna ritiene che il Bondage stia comprimendo un nervo, allentate o all'occorrenza rimuovete immediatamente le legature.

Una nota particolare riguardo l'impiego di manette. Benchè non siano assolutamente necessarie, e a mio avviso molto meno eleganti di una legatura fatta bene, nessuno vi vieta di utilizzarle. Tuttavia riponete particolare attenzione nel farlo: le manette vanno sempre bloccate con la chiave. Se non sono bloccate rischiate che vi si aprano, o, peggio ancora, che si stringano troppo sul nervo. Le manette sono ingombranti, fate particolare attenzione quando muovete la vittima, sopprattutto se ha le mani dietro la schiena: potreste rischiare che si possa fare molto male sotto il suo stesso peso. Personalmente se avete intenzione di immobilizzare completamente il partner ne sconsiglio l'uso: con tutta la corda che dovrete usare un metro in più per le mani non farà certo la differenza.
Legare i polsi dietro la schiena mette in tensione i polmoni rendendo più difficoltosa la respirazione sopprattutto in persone sovrappeso. La ridotta ossigenazione può causare mal di testa o svenimenti. Ancora una volta siate molto attenti alle limitazioni imposte dalle caratteristiche fisiche del vostro partner ed in particolar modo alle sue reazioni.

! Tenete SEMPRE a portata di mano un paio di forbici ben affilate ma con le punte

arrotondate (di tipo sanitario) acquistabili in farmacia. Potrebbe capitare, e mi auguro vivamente di no (non tanto per la corda che vale ben poco ma per la situazione di pericolo che si è verificata), di dover tagliare al volo una corda che provoca dolore o rischia di far soffocare (ricordatevi le regole base: La parte anteriore del collo NON deve MAI essere sottoposta a compressioni di nessun genere.). Se le forbici fossero appuntite rischiereste di provocare ulteriori danni, soprattutto nel caso in cui voi o la compagna andiate in panico.

Come già detto non provo piacere nel fare del terrorismo ma è meglio essere pronti ad ogni evenienza, seguite alla lettera questi consigli e, come me, non avrete mai bisogno di un paio di forbici.

Tutti i nodi devono essere ben saldi e fra la pelle della compagna e le legature devono sempre essere aderenti ma mai comprimenti. Questo per il semplice motivo che si debbono conciliare due esigienze: in primis di non impedire la circolazione; tuttavia corde e nodi troppo "molli" diventano troppo mobili e di conseguenza estremamente pericolosi. Una legatura che cambia di posizione finisce sempre con l'accuire la pressione in altri punti con spiacevoli risultati che potete immaginare (ricordate le forbici!). I nodi DEVONO restare dove li mettete. Tenete anche da conto che quasi sicuramente la vittima si metterà a far leva, a spingere, a dimenarsi, soprattutto in prossimità di orgasmo (se non fosse così che gusto ci sarebbe? ^_^): le corde DEVONO rimanere dove le piazzate.

Chiedete sempre alla compagna, nodo per nodo, come si sente, se non è troppo stretto o troppo largo, se si sente bene, non le farà che piacere sentirsi ricoperta di tante attenzioni. E' importante abituarsi a chiedere e monitorare lo stato del partner legato e allo stesso tempo è importante che anche questo si abitui a parlarvi, a comunicarvi come sta e come si sente. Altra nota: un lieve rossore è normale, un arrossamento un po' troppo pronunciato è segno che è troppo stretto, meglio allentare (che spesso può significare dover disfare e rifare una marea di nodi o probabilmente la fine prematura della sessione). Se il colorito passa al blu e la vittima avverte dolore => forbici! SUBITO!!
Nota: per gli amanti delle manette consiglio vivamente di consultare l'Appendice B: i 10 comandamenti delle manette

Immaginate nella vostra compagna un delicato fiore. Un fiore da cogliere in tutta la sua bellezza in tutti i modi concepibili. Una forma di vita tanto fragile nelle vostre mani da richiedere ogni possibile accorgimento per evitare di arrecarle danni.

CAPITOLO 3 - Consigli pratici

E qui cominciamo ad andare sul piccante. Come già detto il nawa shibari è innanzitutto psicologia, se pensate di raccontarle barzellette mentre la legate siamo messi male, se non c'è l'atmosfera giusta potrebbe benissimo non voler neanche farsi legare (il che non è un problema fintantochè non venga usato il codice di sicurezza, a buon intenditore... ). Lo scopo è quello di rendere il gioco di ruolo il più realistico possibile, non sarà certo un intrigato per quanto artistico intreccio di corde e nodi ad eccitare la vittima (ovviamente dipende...), tutte le azioni devono essere studiate in modo da farla sentire totalmente indifesa e alla mercè del vostro vizio e del vostro sadismo. Agite con il buon senso e per piccoli passi! A parte casi estremi non si nasce schiavo o padrone, ci si arriva lentamente, un poco alla volta e questo è particolamente valido per la vittima che deve contemporaneamente imparare a fidarsi di voi e a lasciarsi sottoporre a trattamenti che limitano la sua libertà e ledono la sua dignità; non è una cosa che avviene in due giorni. A perdere la fiducia di una persona basta una cazzata. Recuperarla, ammesso che sia possibile farlo, è invece tutta un'altra storia: a volte ci vogliono anni. Scordatevi di incontrare una tipa in discoteca e di insalsicciarla quella notte stessa. Può anche darsi che incappiate in una ninfomane masochista, ma a parer mio è molto più probabile che il giorno dopo vi risvegliate in un prato con un rene in meno.

! Non è affatto necessario insultarla o farle provare del dolore fisico, qui ricompare la solita
regola d'oro del sesso: fintantochè piace ad entrambi tutto è lecito. Io personalmente deploro l'uso del dolore, carezze, coccole e due parole sussurrate ad un orecchio possono essere tanto crudeli quanto una frustata, tutto dipende da cose le dite e che tono usate.

Uhm mi sono dimenticato di dire che viene richiesta un minimo di forza... avrete un bel da fare se il vostro partner pesa 50 chili più di voi, sopprattutto se vuole giocare ad opporre resistenza. Altra cosa tanto ovvia che mi sento quasi ridicolo a scrivere è che quello che eccita è la fantasia, l'immagine della scena sviluppata nella mente, non necessariamente la pratica. Con le parole potete costruire nella sua mente tutte le scene erotiche che volete e spingerle quanto volete sortendo effetti molto piacevoli. Non è affatto detto che realizzare queste fantasie possa essere altrettanto piacevole. Ad esempio potrebbe eccitarsi se, una volta messole il collare, le diceste che avete intenzione di assicurarla ad un guinzaglio e trascinarla nuda a gattoni lungo il vicolo in pieno giorno. Potrebbe anche impazzire se cominciate a trascinarla in giro per casa

dandole un assaggio pratico. Voglio proprio vedere però cosa potrebbe succedere se provate a farlo davvero. Se ci stà è meglio se la portate da uno specialista seduta stante

Collo, polsi, caviglie sono note zone erogene e proprio per questo sono generalmente le prime parti ad essere immobilizzate. Benchè buona parte delle legature complesse interessino il collo prendete in considerazione l'acquisto di un collare a parte, nella strgrande maggioranza dei casi piace e lo potete usare sempre e con poca fatica. Può essere visto come un articolo di "abbigliamento", proprio per questo motivo parlate con il partner per trovarne uno che gli piaccia esteticamente, è importante che ci si possa identificare. Parlando di collari è uso dividerli in due categorie: collare dello schiavo e collare del padrone. La differenza è semplice, il collare dello schiavo è un collare che la vittima NON può togliersi da sola, neanche volendo; generalmente viene assicurato con un piccolo lucchetto. Per chi lo applica la differenza può anche essere insulsa, ma per la cavia non lo è affatto, psicologicamente c'è una bella differenza! Stuzzicare la cavia dicendole che se voleste potreste lasciarle addosso il collare per una settimana è molto divertente se le fate notare tutte le implicazioni della cosa; che sia una palla o meno non ha importanza, quello che conta è che la vittima se la immagini. Va da sè che al collare vada abbinato un guinzaglio, paragonarla ad un animale aiuterà a farla sentire umiliata e quindi ad eccitarsi. Non è così per tutti qualcuna potrebbe incazzarsi.

Come ho già detto fate le cose con grado e a piccoli passetti. Tanto migliore è il training tanto più ci si potrà divertire dopo ed è proprio in questa fase che non potete concedervi errori. Una volta che i ruoli saranno ben definiti ed accettati potrete farvi più audaci, a questo punto se sbaglierete lei vi farà notare che avete esagerato e non ci saranno altre conseguenze: correggete il tiro e cercate qualche altro spunto. Se fate gravi errori durante il training c'è un rischio elevato che non vi venga concessa una seconda possibilità.

Nota: vi può capitare una compagna che si sente "grezza" con uno spesso collare in cuoio, in questo caso fate un giro in un negozio di animali e comprate uno di quei collari di nylon. Ne troverete di tutti i colori (meglio nero ovviamente!) e di tutti gli spessori, unico neo è che potreste faticare a trovarne uno che possa essere chiuso ermeticamente con un lucchetto. ! Se le comprate un collare per cani NON perdete l'occasione di farglielo notare appena glielo mettete addosso! HIHIHIHI!
Sui polsi non c'è poi molto da dire: mani e braccia sono la prima fonte di difesa. Nelle arti marziali lo spazio vitale, viene appunto calcolato in base all'estensione delle braccia (un invasione dello spazio vitale indica una situazione di pericolo ed un probabile attacco). Negarle l'uso di queste equivarrà a farla sentire indifesa, alla vostra mercè, vulnerabile,

sottomessa. L'effetto è più intenso se le mani vengono legate dietro la schiena. Se avete letto le note sulla sicurezza sapete che implica una maggiore difficoltà di respirazione, tenetene conto. Se non le avete ancora lette fatelo subito! Dopo i polsi vengono le caviglie, se non avrà possibilità di difendersi neanche con le gambe sarà quasi totalmente inerme. Non è affatto detto che debbano essere legate fra loro! Ad esempio per mezzo euro potete comprare, in qualsiasi centro commerciale, un manico di scopa in legno ed utilizzarlo per legarla in modo da tenerle le gambe aperte.

! Molte donne tendono ad identificare i muscoli vaginali con quelli delle cosce. Questo

significa che per allentare la tensione o per procurarsi piacere cercheranno di contrarli stringendo o allargando le gambe. IHIHIHIH! Bloccategliele e state a guardare (e sentire!).

Personalmente preferisco infilare fra le cosce qualcosa di duro ed ingombrante in modo tale da renderle più difficoltoso sia lo stringere che il chiudere. Ad esempio potete usare una bottiglia di plastica o meglio ancora il vostro ginocchio o il tricipite femorale, soprattutto se le lasciate la possibilità di strofinarcisi contro.
Generalmente negarle la possibilità di stare eretta è umiliante e quindi ancora una volta eccitante. Costringetela a stare per terra legandole, ad esempio, il collare alla gamba di un tavolo (sgombro da oggetti che possano caderle addosso e che non abbia la forza di muovere) lasciandole solo pochi centimetri di agio ed in modo che sia costretta a tenere la testa vicino al suolo. Legatele le mani dietro la schiena e le gambe come illustrato nel paragrafo precedente e state a guardare cosa succede Usate la fantasia! Ci sono mille cose che si possono inventare, parlate molto, fatevi dire che cosa la eccita. Non sentiatevi offesi se un gioco avevate programmato nei minimi dettagli non sortisce l'effetto desiderato o è addirittura sgradito, studiatene un altro, le varianti sono infite!

Qualunque sia il ruolo che state ricoprendo ed il gioco che state facendo

CAPITOLO 4 - Materiale

Eccoci arrivati alla lista della spesa, se non vi siete mai spinti oltre la posizione del missionario munitevi di carrello che c'è un bel po' da integrare! Cominciamo dal minimo indispensabile: FORBICI! Speravate di cavarvela eh? Invece no, romperò le balle con la sicurezza fino all'ultima riga di questa guida, rassegnatevi. Le forbici devono essere affilate e a punta arrotondata in modo tale da non ferire e da poter usate in fretta senza doversi porre troppi problemi. Sono particolamente adatte le forbici sanitarie, disegnate apposta per tagliare bende e garze, acquistabili in ogni farmacia. CORDE!

Lunghezza Per un guscio di tartaruga (vedi il CAPITOLO 8 - Karada) su una persona di statura e

corporatura medie servono all'incirca 8-10 metri di corda. Eh si, non mi sono sbagliato a scrivere: 10 metri. Probabilmente ne possono bastare anche 7 ma se la corda è molto spessa, o la vittima molto in carne, vi serviranno tutti. Qualche metro in più di corda non farà certo male, tutalpiù se avanza si fa sempre in tempo a fare un paio di giri per "consumarla".

Nota: NON si annodano assieme più corde al fine di ottenerne una più lunga. E' tuttavia possibile, in qualsiasi momento, aggiungere un'altra corda ad una legatura.

Questo espediente rende poco rilevante la lunghezza, i maestri del bondage usano corde fra i 7 e gli 8 metri su donne di corporatura occidentale. Per disegni più complessi (soprattutto sospensioni) si possono impiegare corde per una lunghezza totale superiore ai 50 metri! Inutile dire che lavorare con un unica corda da 50 metri è quasi impossibile. Non sorprendetevi, come vedrete nei prossimi capitoli la corda da bondage si usa doppia, 10 o 20 metri fanno presto ad esaurirsi.

Spessore

Lo spessore è un altro parametro di cui tenere conto, una corda da bondage puo' andare su per giù dai 3 ai 20 millimetri di diametro. Più la corda è fine più fa male, più aumenta il rischio di arrestare la circolazione, meno resiste ai carichi. Al contrario più la corda è grossa e più diventa difficile da gestire ed annodare. In generale le corde medie vanno bene per il busto, quelle grosse vengono utilizzate come funi di sostegno per le sospensioni, le funicelle si utilizzano a scopo decorativo e per i genitali. Non c'è una regola, dipende molto dai gusti, da cosa volete fare e come volete farlo. Dipende anche molto dal partner: più è robusto e più vorrete usare corde grosse.

Tipo

Qualunque corda può essere impiegata per il bondage, non è però affatto detto che sia il caso di farlo. Cordami diversi hanno diverse resistenze, i nodi saranno più o meno resistenti e le funi avranno diverse velocità di abrasione. Una corda ad elevata velocità di abrasione è una corda che deve essere mossa molto rapidamente prima che provochi dolore. Le corde di plastica sono dure (ed è difficile trovarle di diametri superiori ai 6/7mm), usatele per lo stendibiancheria, non per il bondage. Per il bondage prendete in cosiderazione solamente corde intrecciate, molto diffuse sono qulle di fibra sintetica, quelle impiegate per l'alpinismo: poliammide o polipropilene. Di positivo hanno che non richiedono manutenzioni o trattamenti particolari; di negativo che sono dannatamente resistenti e quindi un po' pericolose in caso ci fosse un emergenza e vi vedreste costretti ad utilizzare le forbici, hanno una ridottissima velocità di abrasione, il che significa che basta anche un movimento lento può ustionare il partner. >Non lasciano sulla pelle alcun disegno particolare. ! La vera corda da Nawa Shibari è una corda di fibra naturale: cotone o canapa, molto meglio quest'ultima. Questione di gusti. Il cotone è molto morbido e richiede poca manutenzione. La canapa di solito è la scelta del vero appassionato: richiede parecchie cure che la rendono ancora più morbida e vellutata del cotone. Riconoscete subito una fibra sintetica da una naturale dandole fuoco. La canapa è ruvida (nel suo stato originale) e di color marroncino, il cotone è vellutato e bianco. Persone con gravi allergie potrebbero non tollerare le fibre naturali, soprattutto la canapa. Sono corde con un elevata velocità di abrasione, molto morbide e composte da corde più piccole intrecciate a spirale. >Questo dettaglio lascierà, a fine sessione, dei disegni artistici sul corpo della vostra compagna. Questi segni potrebbero impiegare anche un paio di ore a scomparire

completamente, tenetene conto. Cura

Abbiate cura delle corde, con l'uso tendono ad invecchiare e consumarsi, ma sopprattutto raccattano tutta la sporcizia che trovano in giro (oltre che a umori e fluidi corporei). Infilatela in una sacca da bucato (dopo averne fatto una grossa treccia a maglia larga se volete evitare di passare ore a snodare un groviglio) e infilatela in lavatrice con un lavaggio a ciclo delicato. Ovviamente lavaggi troppo frequenti accorciano molto la vita della corda: usate il buon senso. Le fibre naturali sono quelle che assorbono di più, soprattutto la canapa, e quindi tendono a sporcarsi più velocemente. Allo stesso modo, che culo, sono anche le corde che soffrono di più i lavaggi. Canapa e cotone, ormai sarete stufi di sentirlo, richiedono una preparazione particolare , sopprattutto la prima, che allo stato grezzo è molto ruvida e dura, ma ne vale la pena. Chi non risica non rosica! Per avere note sulla preparazione delle corde saltate all'Appendice A: Preparazione delle corde. Io personalmente preferisco la canapa e consiglio, per iniziare, di acquistare 10 metri di corda da 6/7mm più 5 pezzi di corda da 3 metri ciascuno, utili per legare rapidamente mani e piedi a quattro diversi punti: braccia e gambe divaricate ad esempio. Successivamente, se vi venisse voglia di addentrarvi di più in questo mondo consiglio di comprare altri due pezzi da 10 metri di corda. Uno identico a quello che avete già ed un

altro con diametro maggiore: 8/9mm. Altamente consigliato: Collare: un bell collare di cuio solido e resistente bisognerebbe averlo sempre a portata di mano. Il primo posto dovre trovarli è ovviamente un sexy-shop, anche se vi faranno pagare caro lo scotto. Quando lo comprate prendetelo a strapponi per verificare che sia bello solido. Fate in modo che siano soldi ben spesi e vi durerà per tutta la vita. Come avevo già detto nel capitolo precedente un collare è un articolo di abbigliamento, assicuratevi che piaccia alla vostra compagna prima di acquistarlo.

! Se proprio non dovesse piacerle il cuoio infilatevi nel primo negozio di animali che
incontrate e date un'occhiata ai collari per cani. Ce ne sono di mille modelli e mille colori. Quelli sintetici in particolare faranno al caso vostro, una sottile striscia nera di materiale sintetico può anche risultare elegante. Essendo meno fetish è anche meno impegnativo da vestire per una persona che sta facendo i primi passi verso un nuovo modo di divertirsi e si sente insicura. Ricordate la differenza fra collare dello schiavo e collare del padrone? Il primo è un collare che una volta assicurato con un lucchetto non può più essere rimosso senza la sua chiave. Utile per evitare che una schiava intraprendente se lo tolga, sopprattutto dal punto di vista psicologico per lei sarà una bella differenza. Con un collare in cuoio non sarà un problema, sono generalmente tutti predisposti, se invece avete optato per il negozio di animali potreste faticare un po' a trovarne uno che si possa bloccare in questo modo. Usate un po' di fantasia, nella peggiore delle ipotesi bastano due buchi. Le mettete il collare, prendere le debite misure, togliete il collare e richiudetelo. Ora è sufficiente passare da parte a parte le due strisce (quella che passa intorno al collo e la cima "libera"). Fate un buco abbastanza largo da farci passare un piccolo lucchettino ed il gioco è fatto.

Con il collare ovviamente ci sta bene un guinzaglio. Non cercate nulla di soffisticato, un pezzo di catena da un paio di metri, permanente oppure da attaccare all'occorrenza con un piccolo lucchetto all'anello andrà benissimo.

Io consiglio la seconda soluzione: quando acquisirete maggiore pratica vedrete che catene e lucchetti sono solo un fastidioso impiccio velocemente rimpiazzabili con un buon pezzo di corda. Nota: se decidete di impiegare catene avrete bisogno di avere a portata di mano alcuni piccoli lucchetti. Tenete tutte le chiavi assieme in un mazzo. Tenete un secondo mazzo di riserva in un luogo facilmente e velocemente accessibile e lasciatelo lì; quello sarà il vostro mazzo di emergenza e andrà usato, ovviamente, solamente in caso di emmergenza.

Le chiavette saranno probabilmente tutte molto simili fra loro, punzonatele, numeratele con un pennarello indelebile, sia le chiavi che i lucchetti in modo tale da riconoscerle al volo.
Consigliato:

Bastoni: un paio di manici di scopa acquistati in un comune supermercato sono più che ottimi per tenere gambe e braccia divaricate Dildo: un vibratore di piccole dimensioni da una quindicina di euro da introdurre in vagina e poi bloccare ermeticamente con un giro di corda può essere un opzione molto divertente sia per lei che per voi. Una donna ha così tante potenzialità, non vedo per quale motivo debba essere condizionata dalle nostre limitazioni. Il fatto che voi abbiate una sola escrescenza naturale non significa che non possiate occuparvi simultaneamente di più aperture. A buon intenditore... Ball Gag: è facile improvvisare un bavaglio, con un pezzo di stoffa e/o delle corde. L'effetto del Gag però è più intenso ed è mille volte più comodo allacciare un cinturino dietro alla nuca che non star lì a far nodi. Consiglio la versione con la palla forellata

piuttosto che quella con la palla piena.

Favorirà parecchio la respirazione e la vittima non avvertirà senso di soffocamento. Le prime volte non ostacolate in nessun modo le sue possibilità di comunicare con voi. Ci vorrà probabilmente un po' di tempo affinchè si possa abituare all'intrusione di un corpo estraneo, tempo durante il quale molto probabilmente avvertirà delle spinte involontarie atte ad espellere l'ingombro. Per questo motivo le prime volte lasciate il cinturino abbastanza allentato. Non credo che vogliate che questi moti involontari si trasformino in conati di vomito, non credo lo troverebbe piacevole. Datele la possibilità di spingere fuori la palla con la lingua fino a poter quasi chiudere la bocca. Potrebbe spesso cercare anche di degluttire la saliva in questo modo. Quando prenderà maggiore confidenza potrete stringere di più. Opzionale: Palline cinesi: una variante al vibratore. Assicuratevi che il filo sia resistente e che le palline non possano staccarsi. Bracciali: se avete già fatto spesa di collare più guinzaglio e luchetti potreste essere interessati anche quattro bracciali (con relativa catena) per bloccarla in modo veramente rapido. Possono essere una variante alle corde, possono essere una valida integrazione alle stesse. I più integralisti diranno che un vero professionista non ha bisogno di bracciali e catene. Per quanto mi riguarda io non voglio essere un maestro ma voglio divertirmi e non intendo chiudermi nessuna porta anche se come ho già detto le corde sono altrettanto sicure ma più veloci da utilizzare e sopprattutto non vi costringono ad usare chiavi e lucchetti. Manette: ecco, di queste invece farei volentieri a meno. Purtroppo però sono molto coreografiche. Ponete particolare attenzione in questi gingilli giacchè possono diventare molto pericolosi. Ho trovato in rete alcuni punti carini che utilizzerò in seguito per scrivere un appendice sull'uso di questi giocattoli. Brevemente... fate molta attenzione a comprare solo manette con chiusura doppia. Questo sistema di chiusura serve ad impedire che le manette possano mollarsi o peggio

continuare a stringersi una volta indossate. Il blocco viene attivato inserendo la parte a punta della chiave nel forellino situato sulla cassa della serratura. Per sbloccarle si usa la chiave girando prima in senso antiorario e poi in senso opposto per liberare la parte mobile. Evitate assolutamente le manette con il blocco a leva che viene impiegato nelle versioni economiche. Questo sistema si può allentare facilmente senza volerlo e dopo qualche utilizzo si allenta fino a diventare completamente inaffidabile.

Utilizzare sempre la doppia chiusura quando indossate le manette.

Mollette: potete acquistare delle banali mollette da stendibiancheria per pochi spicci ma attenzione che con queste è davvero facile fare male. Non utilizzatele finchè non siete sicuri che la vostra compagna le possa gradire e sopprattutto allentate la molla con una pinza. Provatele prima su di voi per avere una chiara idea di quanto stringano. La cosa migliore di tutte sarebbe andare in un sexy-shop e cercare un paio di clips massiccie, ovviamente con la molla regolabile a vite. Costano un po' di più ma sono la soluzione migliore: altamente regolabili e difficilmente vi daranno sorprese. Nastro adesivo: immobilizzarla e imbavagliarla con del nastro adesivo può essere una variante divertente. Evitate l'uso del nastro da pacchi: o non aderisce bene o aderisce troppo e nel rimuoverlo fate ben altro che ceretta; inoltre è pure poco resistente e per fare le cose bene dovete impiegarne quantità industriali. Ottimo invece il nastro da elettricista, sopprattutto quello largo, sia come aderenza che come elasticità. Va benissimo per immobilizzare, avrete tuttavia dei problemi ad imbavagliarla ammesso che non vogliate impiegarne mezzo rotolo, in tal caso occhio ai

capelli:frapponete fra questi e l'adesivo un pezzo di carta. Le dimostrerete che qualunque cosa fate avete sempre cura per lei, ne guadagnerete in fiducia e lei si lascerà andare più facilmente.

Il migliore di tutti è il nastro cerotto reperibile in farmacia ma anche nei supermercati. Certo, non è proprio il massimo dell'economicità ma è ottimo per cambiare menù una volta ogni tanto. Alla fine il mezzo più economico resta ancora la corda: la comprate una volta, la usate per sempre. Oddio, prima o poi dovrete sostituire anche quelle... trattatele bene e sarà molto raramente.

! Ovviamente dovrete avere la massima cura di tutto quando acquisterete per scopi
sessuali. Tenerla pulita, riporla in un luogo sicuro lontano da sporcizia e quant'altro. Pulire l'attrezzatura dopo averla utilizzata... etc etc Non credo che vi piacerebbe che qualcuno usasse su di voi un gag col quale ci ha giocato il cane o la corda usata per trainare la macchina.
Igiene (e sicurezza ) innanzitutto!!

CAPITOLO 5 - Nodi base

Okkay, cominciamo ad entrare nel dettaglio. Purtroppo questa sezione parte graficamente un po' scarsa per la mancanza di una modella. Nel Nawa Shibari a differenza di quanto si possa credere non vengono impiegati chissà quali nodi e per partire bastano giusto un paio di concetti. Tanto per cominciare, come avevo già accennato nel CAPITOLO 4 - Materiale la corda viene sempre piegata a metà ed utilizzata doppia:

Il nodo più usato in assoluto è il bocca di lupo: lo si utilizza per ancorarsi un po' dappertutto: busto, arti, nodi e legature, bastoni, pali ed altri appigli. E' il vostro migliore amico, quello che utilizzerete per buona parte delle legature e sopprattutto quando avrete finito la corda per aggiungere un nuovo pezzo. Eccolo qui:

Con questo, il nodo semplice:

ed il nodo piano abbiamo tutto quello che serve per iniziare a divertirsi:

! Attenzione nell'esecuzione del nodo piano! Osservate bene i movimenti delle
corde blu e nera per non ricadere nel nodo mostrato nella seconda immagine.

Questo nodo se sottoposto a forte trazione si sfila ed è quindi totalmente inutile per i nostri scopi: non a caso si chiama nodo dell'asino. Fra parentesi il nodo piano lo utilizzate tutti i giorni per allacciarvi le scarpe... a meno che non utilizziate al suo posto il nodo dell'asino! Per aggiungere un tocco di raffinatezza non può mancare un nodo di ancoraggio: il giro singolo più due mezzi colli tanto semplice da effettuare quanto resistente a trazione, sia continua che intermittente, ottimo quindi per bloccare una persona che continua a dimenarsi e a strattonare

Vi consiglio vivamente di memorizzare la banale procedura di creazione dei due mezzi colli. E' un nodo fantastico che può essere replicato in serie quante volte si vuole per aumentarne la sicurezza. L'aspetto più comodo di questo nodo è che all'occorrenza, afferrando il nodo, è possibile spostarlo a piacere in modo da regolare lunghezza/pressione/trazione (relativamente a dove e come lo state impiegando) mentre invece tirare la cima non porta nessun risultato: il nodo resta immobile. Riassumendo: una fune resta ancorata, mentre manualmente si può spostare la posizione del nodo lungo l'altra cima (tirando la quale invece il nodo si sposta serrandosi sempre più attorno al palo); attenzione quindi alla direzione in cui fate i mezzicolli. Il mio consiglio è quello di fare sempre due coppie di mezzicolli. Supponendo di aver legato una cavglia alla gamba del letto, il massimo della lunghezza lo avrete con il nodo adiacente alla gamba del letto; il minimo invece lo avrete spostando il nodo all'altezza della caviglia.

Nodo che non stringe Ecco un esempio pratico di come bloccare polsi e caviglie impiegando quanto appena detto. Questa procedura, con piccole variazioni viene impiegata praticamente ovunque, oltre a polsi e caviglie viene utilizzata anche per busto, braccia, gambe. E' generalmente il punto di partenza di ogni corda. Purtroppo sono immagini cannibalizzate in giro e pure un po' piccole. Appena potrò vedrò di mettere qualcosa di meglio, per ora comunque dovrebbero essere più che sufficienti a spiegare i vari passaggi.

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1) Create un laccio (bocca di lupo) attorno agli arti che volete legare, tenete l'aggancio sul centro. Lasciate anche cinque centimetri fra un arto e l'altro, più avanti ci sarà la possibilità di regolare a piacere la pressione. Ricordo che lo scopo non è stringere ma immobolizzare/rendere impossibile la fuga. Attenzione a non fermare la circolazione!! 2) Fate un altro giro attorno agli arti. Notare come vengono mantenute le doppie corde: devono essere SEMPRE piatte, non devono mai incrociarsi, non è solamente per un discorso puramente estetico ma per evitare che si muovano pizzicando fra loro la pelle della vittima (e potrebbe fare molto male!) e per distribuire equamente il peso/la pressione. 3) Incrociate le due estremità facendole passare nell'asola che si è creata così come mostrato nell'immagine. 4) Con le due estremità passate un giro di corda perpendicolarmente a quelli appena fatti passando fra i due arti. Ora potete regolare a piacere le "manette" stringendo i due avvolgimenti orizzontali. Chiedete al partner se non state stringendo troppo, se riuscite ad infilare (anche un po' a fatica) un dito sotto i bracciali va bene. Concludete il tutto con un paio di nodi semplici o meglio un nodo piano. Et voilà ora per quanto voi o la vittima possiate tirare i bracciali non si stringeranno né allargheranno.

! Un'applicazione divertente per fare un po' di pratica cominciando gradualmente è quella
di legare le mani dietro la schiena e far sdraiare il partner sulla pancia. A questo punto legate le caviglie allo stesso modo, piegatele le ginocchia e legate assieme piedi e mani. Infilatele un cuscino fra le cosce e legate assieme le ginocchia con il solito sistema. Una variante che gradirà parecchio consiste nel sostituirsi al cuscino sdraiandosi sotto di lei e piegando un ginocchio in modo da infilarle una gamba fra le cosce. >Ovviamente dovete calcolare in anticipo quanto stringere le ginocchia in modo da

lasciare lo spazio per la vostra gamba!

In questo modo le impedirete di allargare o stringere le gambe e allo stesso tempo le darete il vostro tricipite femorale sul quale non potrà fare a meno di strofinarci sopra il sesso per allentare la pressione e trarre piacere. Potete anche aggiungere una benda. Se siete una donna che lega un'altra donna ( ) no problem, se invece siete muniti di noccioline fateci attenzione! Capirete presto il perchè! Enjoy!
NOTA: ecco a cosa serve avere 5 comodi pezzi da 3 metri di corda di pronto e facile utilizzo!

CAPITOLO 6 - Ryo-Tekubi e Kotobu Ryu-Tekubi Shibari
(legatura dei polsi e legatura dei polsi dietro alla testa)

Bene, iniziamo un po' alla volta con le configurazioni. Si presuppone che i capitoli precedenti siano già stati letti, in particolare il CAPITOLO 2 La sicurezza innanzitutto. Questa prima figura mostra come legare i polsi che altro non è che una variante del nodo che non stringe mostrato nel capitolo CAPITOLO 5 - Nodi base che come avevo già annunciato è un nodo che viene impiegato praticamente ovunque. Personalmente preferisco quella variante a quella qui mostrata, secondo me risulta esteticamente più pulita, c'è meno rischio che faccia male e fa risparmiare un po' di corda (una miseria, giusto quella impiegata per creare l'asola finale); questa è un pelino più semplice come realizzazione, ma sono banalità, alla fine è solo questione di gusti. C'è tuttavia una differenza molto interessante per il principiante: lasciando una decina di centimetri di corda nella figura 5 avete la possibilità di sciogliere velocemente il nodo. A cosa serve? Semplice, se avete stretto troppo e ve ne siete accorti troppo tardi sarete costretti a disfare tutto il lavoro, al peggio addirittura tagliare la corda e probabilmente per oggi avrete pure finito col bondage visto che avendo i polsi doloranti difficilmente avrà voglia, seduta stante di ricominciare tutto daccapo. Concludendo potete vederlo come una sorta di nodo di sicurezza. Se utilizzerete il cervello ponendo sempre la massima considerazione nei confronti del vostro partner non ne avrete mai bisogno.

1.

2.

1) Fare due giri di corda doppia attorno ai polsi. Non fateli stretti la corda deve solo poggiare, non stringere, ci sarà occasione più avanti di regolare la pressione del nodo.

Ricordo che lo scopo non è stringere ma immobolizzare/rendere impossibile la fuga. Attenzione a non fermare la circolazione!! 2) Tenendo ferma un estremità della corda fate cadere l'altra (quella a forma di U) davanti nello spazio fra le mani.

3.

4.

3) Riprendete l'estremità a forma di U da dietro (fra le braccia) in modo da dare un giro di corda perpendicolare rispetto ai due fatti nel punto 1. 4) Concludete con un nodo semplice o meglio ancora un nodo piano. Consultate il CAPITOLO 5 - Nodi base se non siete sicuri sul nodo piano che altro non è che due nodi semplici uno sopra l'altro.

5. 5) Per concludere il Ryo-Tekubi infilate la corda rimanente nell'asola per un discorso estetico e per evitare che la vittima riesca a sciogliere il nodo con i denti. Cosa comunque alquanto improbabile se non addirittura impossibile finchè la corda rimane in trazione.

Continuando...

6.

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6) Alzatele le braccia e piegatle i gomiti in modo da portarle i gomiti dietro alla testa lasciando pendere la corda lungo la schiena. Fate un giro passando sotto al seno. 7) Agganciatevi attorno alla corda proveniente dalla mano ed effettuate un giro in senso contrario a quello appena fatto. Ovviamente come spiegato precedentemente le due corde vanno sempre tenute in piatto, parallele, in modo che non si intreccino in nessun modo, mai.

8. 8) Con l'estremità che vi rimane infilate l'asola, girate sotto alla corda ed annodate* e così facendo avete ultimato il Kotobu Ryo-Tekubi. Dall'immagine non si capisce un tubo su come annodare il tutto, io personalmente utilizzo questo di cui segue il dettaglio:
*

Per semplicità ho disegnato una sola corda, ovviamente noi lavoreremo con una coppia di corde. Se non ve ne siete accorti altro non era che un mezzocollo

! Ricordo che i nodi non si devono né spostare né allentare, cercate sempre di tirarli (il
termine tecnico è asucare, vale a dire appunto stringere un nodo completandone

l'esecuzione) il più possibile (i nodi NON le legature! Devono sempre passare un paio di dita fra le corde e la pelle). Bene, ora la vostra compagna ha le braccia totalmente immobilizzate e con i polsi dietro la nuca il che rende torace, fianchi ma soprattutto i seni particolarmente vulnerabili Più avanti mostrerò altre varianti interessanti che coinvolgono maggiormente il seno. Una cosa per volta. Come avete visto il nodo più complicato che avete usato è probabilmente quello che impiegate tutti i giorni per allacciarvi le scarpe... o forse il mezzo collo? Ad ogni modo nodi di una banalità estrema. Alla faccia di chi sostiene che il Nawa Shibari (almeno quello base) sia una pratica elitaria alla portata di pochi.

CAPITOLO 7 - Sukuranbo Shibari
(detto anche Crotch Rope, legatura del bacino in modo da apportare pressione ai genitali)

Ecco qualcosa di particolarmente divertente, di immediata realizzazione e di successo praticamente assicurato. Lo scopo di questa legatura è quello di portare intenso piacere trammite la stimolazione diretta dei genitali. Ottimo per quando volete/dovete occuparvi del partner ma non avete voglia di spenderci tempo ed energie.

! Ottimo per quando volete essere lasciati in pace mentre guardate la partita o giocate al

computer! Con un po' di pratica in cinque minuti con questa figura ed aggiungendo tre nodi che non stringono su polsi, caviglie e ginocchia la vedrete ondeggiare sul tappeto come un vermiciattolo mentre voi sarete liberi di dedicarvi a tutt'altro! Ricordatevi sempre le regole di sicurezza! MAI lasciare sola una persona sottoposta a bondage!

Ah, già che ci siete se volete stare tranquilli imbavagliatela ma solo quando avete acquisito una certa esperienza e conoscete le esigenze e tempi del vostro partner, questa legatura, sopprattutto se molto stretta, dopo il primo orgasmo potrebbe risultare parecchio fastidiosa... a meno che la vostra compagna non riesca a raggiungere orgasmi multipli Perchè non bendarla per evitare che veda quello che facciamo ?

Bando alle ciance, ecco il procedimento:

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1, 2) Applicate il solito nodo bocca di lupo apena sopra l'osso del bacino (ormai dovreste saperlo fare ad occhi chiusi, consultate il CAPITOLO 5 - Nodi base se avete ancora dei dubbi), fate un giro in senso contrario ed infilate l'asola. Questo è uno dei pochi casi in cui non c'è un serio pericolo di bloccare la circolazione, questo non significa che si debba stringere come strangolatori, è sufficiente che la corda non riesca a passare sopra le ossa del bacino: il solito discorso per il quale una corda deve rimanere dove viene posizionata. 3, 4) infilate due dita della mano sinistra sotto alla corda, piegate mignolo ed anulare per creare un asola mentre con l'altra mano fate passare tutta la corda rimanente sotto al laccio*. Infilate l'asola appena creata. Ecco un caso in cui è palloso lavorare con corde lunghe, ergo è una cosa che vi capiterà spessissimo, ossia quella di dover far passare metri e metri di corda sotto una legatura: ATTENZIONE! se fate strisciare la corda sulla pelle del partner le causerete sicuramente dolore, mettete sempre un paio di dita fra la corda che scorre e la pelle del partner, oltre ad evitarle ustioni vi permette anche di creare dello spazio per facilitare lo scorrimento della corda. Vi ricordate i discorsi sulla velocità di abrasione di una corda? Ecco un momento in cui avere delle corde di canapa adeguatamente trattata vi fa risparmiare parecchio tempo.
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8. 5) Stringete bene il nodo e fate attenzione, come al solito, che le doppie corde siano rimaste piane e non si intreccino in nessun punto. 6, 7) Ora la parte divertente, ossia la corda che passerà sui genitali. Dipende molto da cosa si vuole fare, le opzioni sono grosso modo tre: corda libera - ossia si lascia la corda così com'è. Si utilizza quando la corda è di spessore elevato (tipo 8/10mm) e non è quindi necessario aumentare la superficie di contatto con il sesso oppure quando si intende solamente infilare qualcosa in vagina (palline cinesi, un

piccolo dildo etc) in modo tale che non fuoriesca, o più semplicemente quando non si ha tempo/voglia/possibilità di aggiungere altro ; nodi tattici - un paio di nodi da posizionare in modo che, a lavoro concluso, si ritrovino esattamente su clitoride e ano (le prime volte saranno necessari alcuni tentativi prima di raggiungere esattamente i punti voluti); treccia - una catena di nodi il cui scopo ovviamente è quello di aumentare la superficie di pressione/contatto sulla vagina, molto indicata se è stata utilizzata una corda di diametro ridotto tipo 5mm. Nelle figure viene mostrato come effettuare la treccia che farete sufficientemente lunga da investire in pieno tutto il giro da prima del clitoride a dopo l'ano. ATTENZIONE! Più la corda è sottile e più c'è il rischio che diventi dolorosa, allo stesso modo più la corda è grossa più potete stringere aumentando la pressione sui genitali. Ascoltate sempre i consigli che vi da la vostra compagna, se vi dice che è troppo stretto allentate. 8) Passatele la corda fra le gambe, riprendetela da dietro facendola passare sotto alla legatura. Stringete quanto ritenete opportuno* e assicurate il tutto con il nodo mostrato in figura. E' mille volte più facile da farsi che non da spiegarsi, la figura dovrebbe essere sufficientemente chiara. Faccio notare che si tratta del solito stupidissimo nodo semplice! Se avete optato per i nodi tattici assicuratevi che ora, dopo aver tirato la corda scegliendo la pressione che più aggrada il partner e voi, i nodi si trovino nelle posizioni volute. Le prime volte difficilmente riuscirete ad azzeccare il punto al primo tentativo e vi toccherà spostare i nodi; la treccia vi toglie il problema della misura.
*

Bene, ora sapete fare anche il Sakuranbo che unito al Ryo-Tekubi/Kotobu RyuTekubi e al nodo che non stringe vi permette in poco tempo di immobilizzare completamente il vostro partner, il tutto eseguito con due o tre banalissimi nodi. Direi che qui arriviamo alla conclusione del mild bondage, ossia quanto finora spiegato può benissimo piacere anche a persone non particolamente incline al sadismo. Le figure che saranno oggetto delle successive lezioni diventeranno più spinte, scomode e di tempi di sviluppo più impegnativi che con tutta probabilità non verranno apprezzate troppo da persone che non traggono piacere dal sadismo/masochismo, ma non si può mai dire, l'unico modo per saperlo con certezza è provare! :B. Ovviamente man mano che aumenterà la pratica diminuiranno quelli che sono i tempi di esecuzione e aumenterà l'ottimizzazione di nodi e pressioni. Nulla toglie che un poco alla volta anche un partner poco o per nulla incline al bondage inizi ad apprezzarlo sempre di più , dipende tutto da come ve la giocate voi. Prima di cimentarvi in altro vi consiglio di giocare molto con le cose finora viste, non tanto per imparare quei quattro ridicoli nodi che dopo il terzo tentativo dovreste riuscire a fare anche ad occhi chiusi, tanto per abituare un po' alla volta la compagna a quello che seguira!

! Per aggiungere al Sakuranbo un raffinato tocco di sadismo consiglio di:

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metterla sdraiata sulla pancia; legarle i polsi dietro la schiena; legarle le caviglie e piegarle le gambe indietro fino ad avvicinare i piedi al sedere; legarle i piedi alle mani lasciandole la possibilità di muovere entrambe di una decina di centimetri; legare quest'ultime al nodo posteriore del Sukaranbo; iniflarle un piccolo cuscino fra le cosce; legarle le gambe all'altezza delle ginocchia in modo che non possa allargarle;

Ok, ora vedo di spiegare un po' l'effetto di questo casino. Ovviamente la corda sui genitali provocherà contrazioni muscolari generalizzate (soprattutto durante l'orgasmo!). Il cuscino e la corda sulle ginocchia serve per il vecchio e già trattato discorso relativo al fatto che la donna tende ad azionare i muscoli delle gambe in concomitanza di quelli genitali; impedendole il movimento aumenta quindi la pressione che lei eserciterà sui muscoli vaginali. Il casino gambe-braccia invece, chicca di sadismo, serve sia per torturarla che per darle un ulteriore controllo sull'intensità delle sensazioni che vuole provare. Semplicemente non riuscendo a stare ferma cercherà di muovere le braccia e, molto più probabilmente, di allungare le gambe (che noi le abbiamo piegato portandole quasi a toccare il sedere, attenzione a non stringere troppo, se la posizione è tropop scomoda rischia di diventare dolorosa). Questi movimenti provocheranno trazione sul nodo posteriore del Sukaranbo generando di conseguenza un aumento di pressione sulla corda che passa sulla vagina. In pratica viene giustamente punita ogni volta che tenta di disubbidire al padrone muovendosi . Altro aspetto utile è che può sincronizzare questi movimenti con le contrazioni vaginali (soprattutto in fase orgasmica), ovviamente il tutto per intensificare il piacere

Ah! Ovviamente questo è solamente l'aspetto tecnico, oltre a questo va aggiunto anche quello psicologico di impotenza, costrizionismo, vulnerabilità. NOTA: Nessuno vi vieta di personalizzare i nodi alle vostre esigenze, esistono mille metodi più o meno facili, estetici, comodi, per effettuare le legature. Ad ogni modo consiglio prima di imparare bene il funzionamento e quelli che sono i nodi base, dopodichè... viva la fantasia! NOTA 2: Se la vostra compagna si riscopre particolarmente incline a questi giochetti potrebbe facilmente capitare che raggiunga l'orgasmo ancora prima che finiate di legarla :folle: (soprattutto se state facendo alcune delle figure più complesse che vedremo più avanti). Se è multiorgasmica (fortunati voi!) chissenefrega, se non lo è, non aver esagerato nel tirare le legature farà la differenza tra il dover disfare tutto e terminare così la sessione oppure continuare il percorso verso il secondo orgasmo. Se dopo l'orgasmo si sentisse troppo stanca o svogliata per continuare ovviamente non potete fare altro che slegarla e riprovarci un'altra volta.

CAPITOLO 8 - Karada

Iniziamo ora con le figure un po' più impegnative, impegnative dal punto di vista temporale. Se avete seguito le lezioni precedenti dovreste ormai esservi accorti del fatto che, a differenza di quanto possa sembrare guardando immagini di rope bondage preconfezionate, sono davvero procedimenti semplicissimi, per non dire banali. Ovvio che non sapendo da dove iniziare e vedendo corde e nodi dappertutto sembra di trovarsi davanti a chissà quale intricato labirinto.

1) Si inizia come al solito partendo da una corda piegata a metà, indicativamente la lunghezza varia dai 7 ai 10 metri in base alle dimensioni del partner. Create un asola e appoggiate la corda dietro al collo della modella. 2) Posizionate quattro nodi lungo la corda, distanza, posizione e numero variano in base ai gusti. Ovviamente visto che questi verranno 'aperti' creando un disegno a rombi; la posizione che gli darete ora (mi sto riferendo ai nodi) si vedrà poi modificata. Con la pratica imparete a calcolare ad occhio quello che sarà lo spostamento. Per iniziare consiglio quattro nodi. Dal punto di vista estetico l'ideale sarebbe che i tre tratti di corda delimitati dai quattro nodi siano della stessa lunghezza ma c'è anche parecchia flessibilità visto che più avanti sarà possibile regolare ulteriormente tali spazi. Le posizioni sono grosso modo le seguenti: subito sotto al collo sopra l'attaccatura del seno (attenzione a quello che fate! NESSUNA corda deve MAI esercitare pressione sulla parte anteriore del collo); un po' più sopra della base del seno; un poco sopra l'ombelico; un poco sopra il pube.

Le volte successive (come prima volta consiglio di non apportare modifiche), se la vostra compagna è un poco sovrappeso potreste volere evitare il quarto nodo. 3) Passate la corda fra le gambe, ovviamente in modo da centrare labbra e clitoride (mi sembra abbastanza scontato) ed infilate l'asola che avete creato al punto 1. ! NON tirate la corda che deve semplicemente poggiare sul sesso senza applicare alcuna pressione; la pressione verrà regolata in seguito.

4) Separate le due corde e, passando sotto le ascelle infilate l'asola creata dai primi due nodi. Girate in senso contrario ripassando sotto le ascelle annodando le corde dietro alla schiena. Mi rendo conto che scritto così non dica molto, il procedimento è banale e guardando l'immagine dovrebbe risultare sufficientemente chiaro. In pratica stiamo "aprendo" i tratti di corda delimitati dai nodi posizionati in precedenza creando il disegno a rombi e allo stesso tempo andando ad aumentare la pressione esercitata sulla vagina. Alcuni (fra i quali anche il disegnatore della versione originale di queste immagini) preferiscono non annodare le corde dietro la schiena. Se la corda è particolarmente grossa ed il partner fosse sdraiato sulla schiena effettivamente i nodi potrebbero effettivamente risultare un poco scomodi. Sinceramente la vittima ha tutt'altro a cui pensare e in ogni caso la scomodità/forzatura di posizioni innaturali è praticamente la base del rope bondage.

Ricordo sempre la regola d'oro per la quale una corda non debba mai avere la possibilità di spostarsi da quella che è la posizione originale che abbiamo deciso.

Un eccezione va fatta nel caso del self-bondage*, ossia di una signorina intraprendente che volesse provarci da sola senza l'ausilio di un compagno o di una compagna. Farsi da soli i nodi dietro la schiena è difficile e potrebbe rivelarsi pericoloso, sopprattutto sarebbe poi un problema scioglierli.

5) Ripetete il procedimento per creare gli alti due rombi, legate le cime dietro la schiena et voilà. Se siete stati bravi ora dovreste avere una buona pressione sulla vagina e l'ombelico posizionato nel rombo più basso; se non ci siete riusciti non importa, le prossime volte vi andrà molto meglio, giusto il tempo di abituarsi a misurare ad occhio il vostro partner. L'autore della versione originale di questi disegni aveva aggiunto una nota divertente che non vedo perchè non riportare: è possibile indossare qualche vestito largo ed una sciarpa sopra le legature ed andare in giro come se nulla fosse. Ovviamente dipende da quanto le legature sono strette e da come il partner risponde alla stimolazione diretta dei genitali. Non fatevi arrestare per atti osceni in luogo pubblico

*Nota

sul SELF-BONDAGE

Come dal titolo si tratta dell'arte del fai da te. Premetto fin da subito che secondo me una delle parti principali del rope bondage è il rapporto padrone-schiavo che si instaura: il piacere del sadico nel torturare e disporre a piacere del masochista che invece gode nel sentirsi inerme, indifeso, umiliato, alla mercè del sadico; proprio per questo motivo non riesco a carpirne un divertimento nel fare tutto da soli... Ovvio... in mancanza di meglio c'è gente che si accontenta della simulazione ^_^ Ricordate il CAPITOLO 2 - La sicurezza innanzitutto? Non lasciare mai sola una persona sottoposta a bondage, tenere sempre a portata di mano un paio di forbici eccetera... Ora, che cosa ve ne fate di un paio di forbici se avete le mani legate dietro la schiena e nessun altro che possa utilizzarle per voi? Spero di aver reso bene la pericolosità della cosa: non c'è nessuno a salvarvi il culo se fate una cazzata.

Le pratiche di self-bondage seguono degli schemi particolari, dei procedimenti precisi, dei nodi speciali nonchè sistemi di sicurezza, appunto, per evitare di fare una brutta fine. A titolo di esempio, ora che sapete quanto è facile usare il nodo che non stringe per immobilizzare i polsi dietro alla schiena, pensate invece a: 1) come otterenere lo stesso risultato da soli; 2) come slegarvi da soli una volta finito. Facilissimo eh? Il self-bondge è un mondo a parte e niente di quanto visto finora è possibile eseguirlo da soli su se stessi quindi EVITATE di farlo. L'unica cosa che una donna può farsi da sola è il Sukuranbo (Crotch rope) visto la puntata precedente; nemmeno la Karada così come l'ho proposta io si presta bene al fai da te. Se siete interessati a tali pratiche prima di iniziare anche solo a pensare di provarci cercatevi delle fonti serie e studiatevele bene.

Appendice A: preparazione delle corde

Qualunque tipo di corda decidiate di utilizzare, io consiglio la canapa dovrete prima prepararla. La corda andrà andrà rifinita in modo tale che le due estremità non si sfilaccino. Con le corde di plastica o nylon basta prendere un accendino e darle una bruciacchiata. Finita la preparazione. Quando invece si parla di ben più eleganti corde in fibre naturali (canapa e cotone) la cosa non è proprio così immediata: l'accendino non serve a nulla. Rifinire le estremità di canapa e cotone in modo da impedirne lo sfilacciamento (Impalmatura comune) Procuratevi un rotolino di spago dello stessa tipologia della corda che volete rifinire: né troppo sottile né troppo grosso, uno spessore di un millimetro è più che sufficiente. E' importante che corda e spago siano dello stesso materiale in modo tale che il lavoro che andremo ad effettuare sia stabile ed aderisca bene alla fune. Ho beccato per culo questa gif animata che mostra tutti i passaggi che ora vi spiegherò passo a passo (più avanti vedrò di separare il tutto in più immagini e di mettere le note in italiano).

1) immagine con la scritta "bight" Fate un occhiello* di un paio di centimetri e disponetelo lungo la corda come mostrato nella figura 2) Avvolgete la cima corrente intorno alla corda, bloccando le estremità dell'occhiello. I giro devono essere realizzati nella direzione opposta rispetto all'estenzione della corda. Guardate bene il dettaglio della seconda immagine: cominciate ad avvolgere in modo da

passare sopra all'altra cima dello spago.

IMPORTANTE: tirare il più possibile e mantenere in tensione lo spago mentre lo si avvolge; fare anche attenzione affinchè l'occhiello resti piano e non si intrecci man mano che gli passate sopra.
3) seconda immagine con la scritta "pull tight" Dopo aver effettuato un numero sufficiente di avvolgimenti, infilate la parte rimanente dell'occhiello. Di norma l'impalamtura deve avere una larghezza pari ad una o due volte il diametro della corda; farla più larga non apporta alcun giovamento, vi consuma solo un po' di corda. 4) immagine con la scritta "pull to center" Tirate la cima corrente per imprigionare l'occhiello; poi tirare con forza in modo che la cima corrente (e con essa l'occhiello) finisca sotto gli avvolgimenti (o viluppi). Tirate finchè l'aggancio fra cima corrente ed occhiello non si trova al centro dell'impalmatura, se avete fatto un buon lavoro prima (stringendo con forza mentre facevate gli avvolgimenti) ora dovreste fare fatica. 5) immagine con la scritta "cut off ends" Tagliate le estremità. con occhiello si intente una porzione di corda piegata in modo da ottenere una U

*

Ci sono diversi tipi di impalmatura: perfetta, west country, sailmaker. Per un discorso di rapporto fra facilità di realizzazione e resistenza ho proposto la comune, che pur essendo la meno resistente delle quattro è più che sufficiente per i nostri scopi. Ottimo lavoro! Se avete scelto il cotone come materiale per il vostro bondage avete finito qui. Finito si fa per dire! Tre corde da 10 metri e cinque da 3, sono la bellezza di 16 estremità da assicurare: BUON LAVORO!

Preparare la canapa Nel Capitolo 4 vi avevo avvertito che la canapa avrebbe richiesto un po' di lavoro in più, uhm, forse anche più di un po', ma secondo me ne vale la pena! La canapa può apparire più grezza, dà l'impressione di essere dura e pungente, se non verrà trattata a dovere vi accorgerete presto che è ben più di una sola impressione. Dopo aver tagliato la corda della lunghezza voluta ed averne impalmato le estremità come spiegato nel paragrafo precedente la corda è pronta per il passaggio successivo. Vi sono sostanzialmente due metodologie differenti: una è molto più rapida e sbarazzina, nonchè un po' traumatica per la corda stessa; l'altra invece è più lunga ma meno traumatica e sopprattutto il risultato è migliore. A voi la scelta: se sapete già che la cosa vi piacerà e che utilizzerete quella corda ben più

di un paio di volte oppure se semplicemente siete una di quelle persone che non accettano compromessi e vogliono avere sempre il massimo dei risultati allora la canapa fa per voi; se invece non ne siete convinti e partite con l'idea di fare solamente un paio di esperimenti per non lasciare nulla di intentato allora il cotone fa per voi. Se proprio non ne volete sapere di perdere cinque minuti prendete una corda di polipropilene in un negozio di articoli sportivi/da arrampicata e avete finito. OCCHIO alla velocità di abrasione! Bene, ora che dovreste avere le idee ormai chiare su cosa volete e cosa no, ecco i due procedimenti nel dettaglio: Procedimento veloce: 1) procuratevi un panno di stoffa grezza tipo canapa, lino o cose del genere (che sia duro e ruvido), prendetene un pezzettino da una decina di centimetri quadrati nel vostro palmo ed afferrate la fune stringendo con forza. Scorretelo per tutta la sua lunghezza stringendo con vigore: prima in una direzione, poi nell'altra. Ripetere più e più volte. Usate un guanto se cominciate a sentire puzza di bruciato ^_^ 2) poggiate la metà della corda contro un perno (una leva, un pomello, una maniglia, una gamba di un tavolo: insomma qualcosa di solido a cui agganciare la corda) e fate una catena di nodi semplici per tutta la sua lunghezza (lo so, due palle!). Fateli stretti i nodi. 3) ora con un'estremità ancorata al perno ruotate l'altra in senso orario con più forza possibile mantenedo la corda in trazione. Arrivati al punto in cui non riuscite più ad avvitare la corda tiratela un po', datele qualche strattone ma senza esagerare. 4) ripetete in senso antiorario e sciogliete i nodi. Non abbiate paura di provocare del dolore fisico alla corda: lo scopo di tutto questo procedimento è proprio quello di stressarla per bene in modo da ammorbidirla e far uscire in superficie tutti i pezzi di canapa grezzi e/o rotti. 5) ripetere il punto 2 6) fate passare la fune dietro al perno e fate un nodo semplice, tirate l'altra estremità con vigore. Mumble, questo punto non credo sia molto chiaro, al momento non ho immagini, quanto prima provvederò a mettercele. Ad ogni modo lo scopo è quello di fare in modo che la corda gratti su se stessa, qualunque sistema impieghiate è indifferente, la corda deve strofinare con forza su sé stessa più volte in entrambe le direzioni. 7) a questo punto la vostra corda dovrebbe assomigliare ad un batuffolo di cotone con mille peli e filacci. 8) bruciate tutto il pellame con una fiamma a gas o alcool, NON usate una candela o una fiamma a cherosene; attenzione a muovere la corda con una certa velocità in modo da

non bruciare la parte buona (o quello che è rimasto di buono dopo le vostre premurose cure!). Consiglio di aprire le finestre perchè state per fare un bel po' di tanfo. Se avete un balcone od un terrazzo... per dare un esempio l'odore che andrete a sviluppare è il classico tanfo atroce da pelo bruciato. Altro consiglio: tenete a portata di mano un secchio d'acqua, non si sa mai. 9) passate su tutta la fune una pezza morbida per pulirla dai rimasugli eventuali. Avete finito: lasciatela riposare morbidamente per una notte (non annodatela, non avvolgetela in modo stretto). Procedimento migliore: Attenzione: seguendo questo metodo potreste preferire provvedere all'impalmatura della corda in un secondo momento, per ora è sufficiente uno stretto nodo semplice per evitare che le estremità si sfilaccino. 1) Procuratevi un bel pentolone e riempitelo di acqua che porterete all'ebolizione. A questo punto preparatevi a cuocere gli spaghetti! Infilateci la corda e cuocetela per un'ora girandola spesso con un mestolo di legno (come se fossero spaghetti appunto). Se il livello dell'acqua dovesse abbassarsi troppo rattoppate (aggiungendone di nuova s'intende). 2) Tirate fuori la corda ed appendetela allo sendibiancheria in morbide e larghe spire, potrebbe impiegare anche due giorni ad asciugare completamente. 3) Come nell'altro procedimento munitevi di fimmella a gas o alcool, di pazienza certosina e via a impuzzolentire la casa bruciando il pellame in eccesso; prendetevi tutto il tempo di cui avete bisogno. 4) Ed infine è ora di ungere la corda prendendo nel vostro palmo piccole quantità di olio e spalmandolo sulla corda. L'idelae è l'olio di cervo o di visone, assicuratevi che sia puro e non contenga additivi petrolchimici o sintetici. Per l'amor di dio NON usate olii vegetali! L'olio di oliva usatelo per l'insalata. Attenzione a non saturare la corda! Ne basta poco. Frizionare fino al completo assorbimento. Lasciate riposare la corda per due-tre-quattro giorni, al solito appesa in spire lagrhe e lente. 5) Impalmate le estremità delle corde che avete preparato.

NOTA: Nessuno vi vieta di usare l'olio anche nel primo procedimento ma a questo punto, essendo l'olio quello che porta via la maggiorparte del tempo, tantovale che invece di star lì a smaronarvi a fare e tirare nodi applichiate direttamente il secondo procedimento. NOTA: Se volete preparare in una sola volta più corde ed avete un pentolone in stile

"campo scout" il secondo metodo è certamente quello più rapido. Certo, se avete estremo bisogno di una corda l'indomani... divertitevi col primo metodo! ^_^ NOTA: in alcuni casi, persone altamente allergiche a pellame vario (cani, gatti etc) o fieni, potrebbero avere dei problemi con la canapa.

Appendice B: i 10 comandamenti delle manette

Navigando ho trovato un documento che parlava delle manette che ho modificato ai nostri scopi ed ora ripropongo qui, molte di queste cose sono già state dette in precedenza ma ripeterle non farà certo male inoltre, si spiega bene cosa comprare in modo da buttar via soldi inutilmente. Sono infatti convinto che la maggiorparte di voi penserà che un paio di manette sono sempre un paio di manette, invece non è proprio così. 1) Non acquistate manette a basso costo. La maggioranza delle manette a disposizione nei Sexy-shop sono di qualità più che scadente, facili da rompere e da aprire anche senza chiavi. Il problema è che quelle serie, quelle di qualità, le potete raccattare solo nelle armerie e da agenti di pubblica sicurezza. Ogni tanto si riesce a trovare qualcosa di buono nei Sexy-shop più aggiornati. Sfortunatamente in Italia la scelta è molto limitata. E' molto più semplice cercarle ed acquistate su internet oppure durante un viaggio all'estero (se vi capita di doverlo fare per altri motivi, ovviamente!). 2) Non fatevi imbrogliare. Se vi chiedono più di 25 Euro per un modello standard vi stanno fregando. I modelli della Smith e Wesson o quelli senza catena ovviamente costano di più ma sono difficili da trovare in Italia. 3) Non acquistate manette prive della doppia chiusura. La doppia chiusura serve ad impedire che le manette possano continuare a stringersi dopo che sono state indossate. Normalmente, il blocco dello scorrimento si attiva inserendo la parte a punta della chiave nel piccolo buco situato sulla cassa della serratura delle manette. Per aprirlo, si utilizza la serratura stessa delle manette, girando la chiave prima in senso contrario per togliere il blocco e poi nel senso opposto per liberare la parte mobile della manetta. 4) Non comprate le manette con il blocco a leva, sistema utilizzato sulle manette economiche. Questo sistema si può sbloccare anche per caso e generalmente dopo qualche utilizzo diventa completamente inaffidabile. Utilizzare sempre il meccanismo della doppia chiusura quando indossate le manette. Le manette che non sono state chiuse utilizzando la doppia chiusura possono continuare a stringere ed oltre al dolore, possono danneggiare in maniera grave i nervi del polso e della mano.

E' inutile aver acquistato manette di qualità se non avete l'abitudine di utilizzare la sicurezza della doppia chiusura.

5) Non stringete troppo le manette. Non c'è bisogno di stringere, se non si possono far scivolare oltre le mani sono già strette a sufficienza. In pratica, dovrebbe sempre essere possibile muovere le manette sui polsi

mentre le indossate, e la doppia serratura deve essere inserita. Ovviamente i bordi interni delle manette non dovrebbero esercitare nessuna pressione sul pelle, poggiarsi ovviamente sì ma nessuna pressione. 6) Mai usare le manette per scene di sospensioni o sdraiarsi sui polsi mentre sono ammanettati. Come ho già detto, questo può causare gravi danni ai nervi, in qualche caso anche permanenti. Usare le manette per bloccare le braccia al di sopra della testa, anche se i piedi o il corpo toccano il terreno, puo' causare danni se la pressione è troppo forte o se la posizione viene mantenuta per troppo tempo e si sta parlando di minuti non di ore! 7) Non indossate le manette colpendovi il polso. Probabilmente avete visto in qualche film il poliziotto di turno ammanettare il cattivone di turno facendo un ampio gesto con il braccio e sbattendo le manette sul polso. NON FATELO! Potreste farvi molto male, e si parla anche di possibile frattura del polso!

Lasciamo perdere le stronzate cinematografiche e ricordiamoci sempre che stiamo giocando con la salute di una persona e molto probabilmente anche amata.

8) Indossate le manette con i palmi delle mani uno verso l'altro. Sicuramente avete intenzione di mettervi le manette con le mani dietro alla schiena. la posizione corretta è con i palmi delle mani che si toccano. Se indossate le manette con i palmi verso l'esterno non riuscirete mai ad inserire la chiave e la posizione delle braccia diventerà presto dolorosa. 9) Indossate le manette con la serratura verso l'esterno. Con il tipo normale di manetta (unita da catena) è già abbastanza difficile inserire la chiave mentre siete ammanettati. Se la serratura è verso l'interno (verso il gomito e non verso la mano) potrebbe essere molto difficile se non propio impossibile. Manette con catena corta o incernierate non si possono aprire da soli se la serratura è dalla parte sbagliata. 10) Avere sempre piu' di una copia delle chiavi disponibile per ogni evenieza. Ecco le immagini delle manette da NON comprare con il dettaglio sul bloccaggio a leva:

Ecco qui invece un paio di manette serie:

Notare la punta sulla parte superiore della chiave: quella viene utilizzata per innescare il blocco della seconda chiusura.

GLOSSARIO: termini giapponesi correlati al rope bondage

Ecco un breve glossario dei termini giapponesi più riccorrenti, ovviamente relativi al rope bondage. Talvolta fra parentesi quadre viene riportata anche la forma inglese. asa: canapa [hemp] asanawa: corda di canapa, ovvero la corda tradizionale utilizzata per il bondage giapponese. asa = canapa, nawa = corda [hemp rope] chikubi: capezzolo [nipple] chitsu: vagina dorei: schiavo. Deriva da un termine greco che denota l'antico schiavismo est-europeo tuttavia il termine schiavo è un po' troppo forte. dorei no jotai: condizione di schiavitù gei: arte, abilità artistica o tecnica geisha: artista abile nell'arte dell'intrattenimento e del piacere hai: sì jo-osama: Mistress giapponese vestita dei classici materiali fetish europei quali latex, pelle e PVC. Vengono apostrofate come fantastiche divinità del sesso e sono ben pagate per dominare uomini e donne nei "Japanese Mistress Bar" (sarei proprio curioso di vedere uno di questi locali :drible:) jujun: submissivo kana: scrittura giapponese kanji: caratteri cinesi karada: corpo. Si riferisce alla legatura base dell'intero dorso, viene chiamato anche rope dress (vestito di corda appunto). kinbaku: l'arte della corda giapponese komon: ano

kotori: "volare come un piccolo uccello", si riferisce ad una tecnica base di legatura del corpo necessaria per una sospensione. kotsu: torturare, inteso come infliggere grande dolore m-jo: donna immobilizzata mediante l'uso di corde; alcune si definiscono/vengono chiamate semplicemente "modelle" m-o: uomo immobilizzato mediante l'uso di corde; alcuni si definiscono/vengono chiamati semplicemente "modelli" meijin: maestro, inteso come persona molto abile in qualcosa momo: pesca, si riferisce generalmente alla legatura delle natiche [peach] musubime: nodo [knot] musubu: annodare [to bind] nai: no nawa: corda [rope] nawashi: praticante di bondage giapponese/rope bondage/nawa shibari nawagei: corda come arte [rope art] nawa Sensei: istruttore dell'arte della corda nawa shibari: bondage giapponese, [rope bondage] nawa-kesho: applicazione di corde come arte cosmetica. Nawa=corda, kesho=trucco (makeup) nawa-tsuri: sospendere/appendere utilizzando una corda nawajunjun: persona dedita al nawa shibari vissuto come submissivo; in altre parole la persona che subisce le legature [rope submissive] oruganzumi: orgasmo sakuranbo/sukuranbu: ciliegia. Usato nel nostro settore per descrivere una particolare forma di legatura dell'area vaginale. E' una legatura base. shihai-teki: dominatore [dominannt] shibari/shibaru: legare o slegare qualcuno shibaritai: artista della corda esprimente l'amore nel legare

shinju: perle [Pearls]. Si riferisce ad un'altra legatura base che interessa il seno/i capezzoli ai quali ci si riferisce, appunto, con il termine "perle" shibaraaretai: submissivo della corda che esprime l'amore dell'essere legato tsurusu: sospendere, appendere

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