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Il viaggio

INDICE
1. Introduzione 2. Il viaggio come voglia di conoscenza e di evasione 2.1 Divina Commedia: L'Ulisse di Dante, Inferno, canto XXVII 2.2 Letteratura Greca: “Τά Ἀργοναυτικά” di Apollonio Rodio 2.3 English Literature: “Ulysses” by Alfred Tennyson “On the road” by Jack Kerouac

3. Il viaggio come voglia di scoperta e di conquista 3.1 XV secolo: il colonialismo

4. Il viaggio alla ricerca di noi stessi 4.1 Letteratura Latina: “Metamorphoseon libri” di Lucio Apuleio 4.2 Filosofia: la psicanalisi di Sigmund Freud 4.3 Letteratura Italiana: “La coscienza di Zeno” di Italo Svevo

5. Strumenti di viaggio 5.1 Fisica: orientarsi con la terra = la bussola 5.2 Scienze: orientarsi con il cielo = le coordinate astronomiche e terrestri

specialmente. parte un altro. Incessantemente. ne parte un altro ancora. cerca qualcos'altro. nuove civiltà. esso rappresenta con i suoi aspetti indicativi la metafora del cammino umano. in un circolo vizioso che non trova un epilogo. . affermano la propria autonomia in opposizione ad ogni disegno. Questa stessa tesina è una metafora di me stessa. • Nel Seicento la concezione del viaggio coincide ormai con quella moderna: si viaggia con precisi interessi e finalità. Siamo tutti argonauti nelle acque del mondo. Nascono nuove figure di viaggiatori come quella del pellegrino. ma verso dove? Esiste una meta? E qual è? Se ci riflettiamo. così analizzo il viaggio per scoprire. torna questo. interessato al viaggio come penitenza da affrontare per scontare peccati commessi. Cambiano i motivi. senza mai fermarsi.» Jack Kerouac Il termine “viaggio” deriva dal latino viaticum. svilupparsi sulla strada o nel cielo. trova. continuamente. nuovi valori che mettono in crisi i vecchi modelli universalmente riconosciuti come tali. ricomincia a cercare. Non è un caso che ora nasca il colonialismo. i geografi. ritrova. dei miei desideri: come cresco per conoscere. della mia vita. l’interpretazione religiosa del viaggio è quella prevalente. il viaggio diventa occasione di scoprire nuove terre. l’eroe in grado di affrontare spostamenti faticosi e sorprendenti. ma non solo: il viaggio è soprattutto una delle metafore della vita più presenti nell’immaginario collettivo. • Con il Cinquecento. Ma perché si tratta di un tema tanto fortunato? A mio avviso. inteso come percorso di crescita che ognuno vive in maniera diversa. Il motivo del viaggio e del viaggiatore è al centro di gran parte della letteratura moderna e contemporanea. • Ulisse ed Enea nel Mondo Classico rappresentano la figura del viaggiatore antico. umano o divino. le tipiche domande esistenziali che ci poniamo sono “Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo?”: l'uomo è un essere in continuo movimento. nel cielo o solo con la fantasia. che possa ostacolare la libertà e il desiderio di conoscenza. anche se apparentemente sembra seguire delle tappe precise. Alle molteplici fisionomie del viaggiatore corrispondono i molti percorsi che si possono intraprendere: infatti il viaggio può avvenire per terra o per mare. invece. ma dobbiamo andare. Dove andiamo? Non lo so. Viaggiare si. i modi di farlo. i fini. Attraverso il viaggio. ma si viaggia. incontri magici e soprannaturali. Torna uno. che approfondisce in questo modo la conoscenza di sé per il raggiungimento della perfezione morale. La categoria del viandante si è con il tempo arricchita di caratteri sempre più vari.1. • Nel Medioevo. per sapere tutto quello che ancora mi manca. i missionari. Può diventare un volo o un naufragio. che indica ciò che occorre per mettersi in cammino. Protagonisti del Seicento sono i mercanti. Non è un caso che questo periodo sia conosciuto come Rinascimento. che cerca. Introduzione «Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati. con tutto ciò che ne consegue.

L'impresa di Ulisse rappresenta quindi per il poeta medievale la violazione delle leggi divine. Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza. Difficilmente l'uomo moderno trova elementi negativi nell'impresa di Ulisse alla ricerca del sapere. che appartiene fortemente all'epoca in cui è vissuto. invece. vv. ma è dannato nelle Malebolge. la parte del globo terrestre negata ai viventi. Canto XXVI. Il viaggio come voglia di conoscenza ed evasione 2. Un'altra importante considerazione è la seguente: nel Medioevo. è stoltezza. ________________________________________________________________________________ “O frati”.2. di retro al sol.” (If.dissi. Dante. l'aggettivo sapiente non implicava un giudizio morale necessariamente positivo ed era indispensabile distinguere tra vera sapienza e vana sapienza. del mondo sanza gente.“che per cento milia perigli siete giunti a l'occidente a questa tanto picciola vigilia d'i nostri sensi ch'è del rimanente non vogliate negar l'esperienza. La sapienza. quindi Ulisse non si trova tra coloro che seguirono le giuste vie della sapienza. se non è rivolta a Dio. e oltre le Colonne d'Ercole c'è il “mondo sanza gente” . Per Dante l'Oceano non è la possibile via di comunicazione con i mercati orientali. è superbia. la sua visione cosmologica gli impone un'immagine dell'Oceano profondamente diversa da quella che più tardi le scoperte geografiche avrebbero offerto. estrema impresa di Ulisse: il "folle volo" oltre le Colonne d'Ercole. Ciò che emerge con maggior forza nel canto XXVI è il racconto dell'ultima. cioè tra la sapienza che si rivolgeva a Dio e quella invece che aveva come come fine le cose terrene.112-120) . dove l'unica terra emersa è la montagna del Purgatorio. Perchè lo fa? Innanzitutto Dante non è un uomo "copernicano". di colui che instancabilmente cerca nuove strade e sposta in continuazione i traguardi di quel suo inarrestabile viaggio verso ciò che è ancora sconosciuto. è un uomo del medioevo e di conseguenza il suo pensiero è fortemente radicato a quella realtà.1 L'Ulisse di Dante La figura di Ulisse è il simbolo della ricerca del sapere.

Ulisse è qui condannato. chiuso nelle sue certezze sul cosmo e su Dio. ma un'esperienza bestiale. vivere privi di questa aspirazione costituisce non un'esistenza umana. È Virgilio stesso che avvia il dialogo. ma non si pente. Si tratta di un ribaldo senza rimorsi o di un eroe? I commenti più recenti propendono per questa seconda ipotesi: Ulisse rappresenterebbe l'aspirazione all'assoluto. E. in effetti. Interpretazioni contraddittorie si sono succedute nei secoli su questo canto e in special modo sulla figura dell'Ulisse dantesco. L'imbarcazione procede dunque il suo viaggio. La volontà di conoscere è la qualità essenziale dell'uomo. ma la loro gioia dura poco: dalla montagna un turbine di vento investe la nave. egli incita i suoi marinai a superarle.L'ottava bolgia risplende di fiamme. I marinai esultano. insofferente ai dogmi e alle verità rivelate. In qualche modo egli rappresenta un modello umano che si contrappone all'uomo medioevale. coloro cioè. raccoglie un esiguo drappello di vecchi compagni e salpa con una nave. l'eroe greco. sorretto dal libero pensiero. spinto dalla sete di conoscenza. chiedendo loro come trovarono la morte. sino ad avvicinarsi alla montagna del Purgatorio. le loro imprese si assomigliano: anche Dante si è "imbarcato" in un viaggio incerto e temerario. ma la sua guida lo frena. che naufraga miseramente nell'oceano. quindi di uomini superbi. Ulisse è abitato da una energia prometeica. quale principale ispiratore dell'inganno perpetrato ai danni dei Troiani tramite il cavallo di legno. Avvolti da una fiamma bifida stanno Ulisse e Diomede. Ulisse inizia allora il suo racconto. Dante chiede a Virgilio di poter parlare alle due ombre avvolte nella fiamma. Giunti alle colonne d'Ercole. In questo girone infernale sono condannati i Consiglieri Fraudolenti. ricordandogli che si tratta di Greci. oltre i confini del mondo conosciuto. ogni fiamma incorpora un peccatore. riconosce la sconfitta del suo ultimo tentativo di sfidare i limiti imposti dalla divinità. che usarono l'intelligenza per ordire inganni. che ha i connotati del “ folle volo”. . Secondo Benedetto Croce egli riconosce se stesso in Ulisse. Un personaggio moderno. Dante è turbato dall'incontro con l'eroe greco. Congedatosi dalla maga Circe. affamato di conoscenza e di avventure.

in un vuoto a tratti agghiacciante. Neppure l'intervento di Atena. si dichiara pentito di essere partito e tormentato dal timore di esporre continuamente i suoi compagni a pericoli mortali. alla propria ricerca. le grida di Eufemo che incita i compagni a remare più forte. Ora che le Simplegladi sono alle loro spalle l'esito dell'impresa è assicurato. l'attenzione del poeta pare concentrarsi ancora una volta sul tempo e sullo spazio dell'interiorità psicologica dei personaggi. che aiuterà la loro nave a riprendere la rotta in mezzo ai flutti. Come prescritto da Fineo gli Argonauti liberano una colomba e vistala attraversare illesa il terribile passaggio. eppure sembrano animati da una speranza. lo sforzo supremo dei rematori. Dall'Olimpo la dea Atena si porta sul luogo per prestare il suo soccorso. ne riuscirà nel corso del viaggio a conquistarsi il rispetto dei suoi compagni. il loro ritorno è ostacolato dagli dei. si mettono ai remi con grande vigore per superare le Simplegadi. invece. attribuisce alla dea il merito del successo riferendosi alla solidità strutturale di Argo della quale Atena è la principale artefice. 549-606) Dopo aver costruito un altare agli dei. che sembra essere per tutti quella del Vello ma in fondo è invece la ricerca di un senso. L'episodio è reso con grande tensione drammatica: l'abilità del timoniere. Giasone non è il loro capo. pronti ad affrontare il passaggio delle Simplegadi. e questo li sostiene al di qua della disperazione. Giasone tuttavia risponde con un discorso in negativo. Gli Argonauti. sembrano essere approdati per caso senza una meta. riesce a rendere il loro viaggio meno angosciante. dopo l'Odissea: la Argonautiche. se non formalmente. ma anche nei loro incontri con uomini. sembrano non avere mai una direzione. I commenti dei compagni . una messa alla prova del proprio limite. . il riflusso della corrente finisce comunque per immobilizzare la nave nella minacciosissima gola e solo una spinta poderosa della mano invisibile di Atena fa uscire Argo dal passaggio prima che le rupi si richiudano saldandosi definitivamente fra loro. rinfrancati a remare. conclude Tifi ottimisticamente. sembrano delle unità singole che mai formeranno un gruppo.Apollonio Rodio Il tema del viaggio torna come nucleo centrale di un altro poema epico. pur non consapevole dell'intervento di Atena.non riferiti dall'autore .2 “Τά Ἀργοναυτικά” . In questo immenso spazio che attraversano. “L'attraversamento delle Rupi Simplegadi” (Arg II. che raccontano la ricerca del Vello d'Oro e il conseguente viaggio di Giàsone e dei suoi compagni. gli Argonauti si rimettono in viaggio. una speranza che solo Odisseo può suscitare. donne e strane creature. persi ognuno dietro al proprio dolore.servono però a confortare Giasone che finisce per condividere l'ottimismo di Tifi e tutti tornano.2. un viaggio che è quasi fuori dal tempo e dallo spazio. Sono viaggiatori disperati ma non privi di una guida. Odisseo e i suoi compagni sanno che il loro è un viaggio disperato. La tensione dell'episodio si risolve in una scena dialogata: Tifi. più che sulle coordinate spazio-temporali che appaiono deformate. Infatti l'episodio dell'attraversamento delle Rupi Simplegadi (evidentemente collegato all'analogo passaggio odisseiano dello stretto di Scilla e Cariddi).

Apparently. satisfies him in ways that nothing else can. there's a voice inside his head that tells him his life is synonymous with perseverance. What he wants to find is a less primitive place where people are less animalistic than they are on Ithaca. where he does not express just his discontent. those ten years weren't enough because all he talks about is leaving home again.2. The poem is a monologue spoken by him. Either way. and nothing is going to stop him. in fact he doesn't only want to see new places. The poem concludes with his resolution to "strive.Alfred Tennyson "Ulysses " details Ulysses' intense dissatisfaction and boredom on his island home of Ithaca. he's got a “disease”. It's not entirely clear whether Ulysses wants to visit any specific place or if he just wants to travel for its own sake. to find.3 “Ulysses”. Ulysses has done a lot of traveling. to keep moving on. even if it kills him: Ulysses knows he might die." Ulysses cannot imagine himself staying in Ithaca for the rest of his days: this kind of life would mean a life of sufferences for him. the process of exploring. and not to yield. and the only cure is to keep traveling. to seek. He's determined to persevere against the lures of domestic tranquility. He's getting older and doesn't have a lot of time left. The king of Ithaca is an explorer but also a colonizer. . and that he should continue to see as many places as he can before he dies so he can get the most out of life. it took him ten years to get home from Troy. which means he's had an entire decade to visit a whole lot of places. Probably he just likes the smell of the ocean air. It's not that his life in Ithaca isn't good. but the search. so he wants to get busy living rather than busy dying. but he wants to take what he can from them. he wants to get out of Dodge. he means a world that isn't as ancient as his own. but also describes his desire to keep sailing. a man whom principal desire is to seek a "newer world": by this expression. He is an uncontrollable spirit.

something more. and know not me. the vessel puffs her sail: There gloom the dark broad seas. decent not to fail In offices of tenderness. by slow prudence to make mild A rugged people. . Far on the ringing plains of windy Troy. When I am gone. mine own Telemachus. on shore. I mete and dole Unequal laws unto a savage race. and sleep. to make an end. whose margin fades For ever and for ever when I move. discerning to fulfil This labour. both with those That loved me. Myself not least. Beyond the utmost bound of human thought. and opposed Free hearts. and when Through scudding drifts the rainy Hyades Vexed the dim sea: I am become a name. not to shine in use! As though to breathe were life. and vile it were For some three suns to store and hoard myself. I am a part of all that I have met. but honoured of them all – And drunk delight of battle with my peers. governments. councils. Old age hath yet his honour and his toil. centred in the sphere Of common duties. free foreheads – you and I are old. To whom I leave the sceptre and the isle – Well-loved of me. and pay Meet adoration to my household gods. I mine. and wrought. and of one to me Little remains: but every hour is saved From that eternal silence. My mariners. Life piled on life Were all too little. and thought with me – That ever with a frolic welcome took The thunder and the sunshine. A bringer of new things. How dull it is to pause. and through soft degrees Subdue them to the useful and the good. Most blameless is he. By this still hearth. This is my son. Yet all experience is an arch wherethrough Gleams that untravelled world.It little profits that an idle king. There lies the port. I cannot rest from travel: I will drink Life to the lees: all times I have enjoyed Greatly. and feed. climates. among these barren crags. have suffered greatly. and alone. For always roaming with a hungry heart Much have I seen and known – cities of men And manners. To rust unburnished. And this grey spirit yearning in desire To follow knowledge like a sinking star. Match'd with an aged wife. He works his work. Souls that have toil'd. That hoard.

but strong in will To strive. hitting something that makes a sound is here a metaphor for rowing. which means this is also a metaphor. that which we are. people. It may be that the gulfs will wash us down: It may be we shall touch the Happy Isles. we are. Push off." which is another way of saying he intends to sail beyond the known universe. The "untravelled world" is likened to some kind of planet or luminous world. to find. • Lines 12-15: Ulysses tells us that he's visited a lot of different places with different governments. Ulysses probably doesn't have any specific place in mind so "a newer world" is standing in for a host of potential places he might visit. much abides. and the like. and though We are not now that strength which in old days Moved earth and heaven." The "soul" is part of the body. attributing human actions to a non-living thing (the Hyades) is called personification. to seek. this is another example of synecdoche." "Vex" means to upset. and sitting well in order smite The sounding furrows. • Line 46: Ulysses refers to his "mariners" as "souls. using a part (the soul) to stand in for the whole (the mariners) is called synecdoche. • Lines 60-61: Ulysses says he intends to sail "beyond the sunset. Made weak by time and fate." this is a metaphor. • Lines 44-45: Ulysses directs our attention to the "port. The lights begin to twinkle from the rocks: The long day wanes: the slow moon climbs: the deep Moans round with many voices. He portrays himself as some kind of predatory animal. "Beyond the sunset" is a metaphor. the wind is probably doing it. • Lines 19-21: Ulysses compares life to an arch – that's a metaphor again – and explains that the "untravelled world" (death. • Line 6: Ulysses explains that he can't stop traveling because he wants to get the most out of life." Because he doesn't say "I was like a lion" or "I roamed just as a lion might. the phrase "smite / the sounding furrows" compares the act of rowing to hitting or striking something. and the baths Of all the western stars. whom we knew. "roaming with a hungry heart. my friends. trouble. • Lines 58-9: Ulysses exhorts his mariners to set sail. Not unbecoming men that strove with Gods. The ship can't "puff" its own sail. 'Tis not too late to seek a newer world. they still have time to visit places they haven't already seen. Come. and not to yield. One equal temper of heroic hearts. foods. places he hasn't experienced) gleams through it. may yet be done. And see the great Achilles.Death closes all: but something ere the end. • Lines 9-11: Ulysses describes storms at as resulting from the Hyades "vexing the sea. Tho' much is taken. • Lines 56-7: Ulysses tells his companions that even though they're old. . for my purpose holds To sail beyond the sunset. until I die. Attributing human characteristics to non-living objects is personification. Some work of noble note. stir up." where the mariners are preparing the ship.

The winter after that. with more crazy adventures on the way at Bull Lee's in New Orleans.. to see the hootchy-kootchy joints and hear the bop. man?' 'I don't know but we gotta go. gains in joy and confidence and finds love at the end. Dean comes east to Sal again.Jack Kerouac In the winter of 1947. neons winking--'We're in the big town. Dean and I shaved and showered.'” Sal and Dean are two wandering souls. big wide eyes. Dean. but Dean soon joins him and they go south all the way to Mexico City this time.. just looking down with her big breasts hanging from her nightgown. Perceptive Sal. and San Francisco. newsboys. where they got a room and allowed us to use their facilities for an hour. who at the beginning is weakened and depressed. We were suddenly on Madison Street among hordes of hobos. then followed the college boys up to the Y. Chicago. man. At first Sal is intrigued by Dean because Dean seems to have the active. where we stashed the Cadillac with her snout pointed to the street and ready to go. Sal goes to Denver alone. (. CHAPTER 10 "Great Chicago glowed red before our eyes. to go somewhere else – but we really only see him in four major American cities. The next year. the reckless and joyous Dean Moriarty. Sal goes to his much-dreamed-of west to join Dean and more friends in Denver. and Dean settles in New York for awhile. Especially Sal: he keeps needing to move. and they drive west together. but they turn out to have a lot more in common. Dean fascinates Sal.2. a young writer with an intellectual group of friends. Whee. some of them sprawled out on the street with their feet on the curb. a big womanizer.' said Dean to me as we stood in front of a bar.. each of which . What a weird town--wow. after a spin in the Loop. Sal! Whooee!' First thing to do was park the Cadillac in a good dark spot and wash up and dress for the night. and they blaze across the country together in friendly fashion.. the smell of fried food and beer in the air. I dropped my wallet in the hall. Through all of this constant movement. (. working as a fieldworker in California for awhile. there is an array of colorful characters. that are New York. and their friendship begins three years of restless journeys back and forth across the country. Screeching trolleys.3b “On the road” . Sal goes to Dean. hundreds of others milling in the doorways of saloons and alleys. In the spring. among them the poet Carlo Marx. and personal development. 'dig the street of life. and that woman in that window up there. Dean found it and was about to sneak it in his shirt when he realized it was ours and was right disappointed. shifting landscapes. gals cutting by. comes to New York City and meets Sal Paradise. foiling Sal's stable life once more. we gotta go and never stop going till we get there. And what a night it was. Across the street from the YMCA we found a redbrick alley between buildings. who have a profound need to move. With a combination of bus rides and adventurous hitchhiking escapades. ending in San Francisco this time. and then continues west by himself. the Chinamen that cut by in Chicago.)But we forgot that and headed straight for North Clark Street. Denver. 'Oh.' 'Where we going. dramas. fresh out of a stint in jail and newly married. PART III. will have three wives and four children in the course of these three years. Sal. impulsive passion that Sal lacks.)We let out the hobos on this street and proceeded to downtown Chicago. among other things.

but this Beat Generation. And the other 0. The book is a whirlwind tour through beat American nights of jazz and drinking. . defined by its time and circumstance. defied classic plot and narrative traditions. a group of writers in the 1950s and 60s who began as a counter-culture artistic movement.9% of his time traveling on the road. doesn’t know where or how to channel that energy. There is a need to go. Neal Cassady as the infamous Dean Moriarty. and sex. and William Burroughs as Old Bull Lee. ----------------------------------------------On the Road is Jack Kerouac’s poster-novel for the Beat Generation.describes a particular phase on Sal’s travels-. and we could say it also describes Sal’s ethos and the ethos of the whole Beat Generation that Kerouac represents with this book: their restlessness. On the Road features characters that mirror Kerouac and his friends in the Beat movement – Allen Ginsberg as Carlo Marx. Main character Sal Paradise spends about the 99.1% of the time he’s wishing he could be on the road. dissatisfaction. The temporal setting is a post World War II America. drug use. a time that Sal and his friends find full of intellectual falsity and in fact rather aimless. written in a frenzy of a few weeks. The Beat Generation is known for its artistic freedom. On the surface. alcohol abuse. to be. in a novel that. to do something. among many others. the title describes exactly what is going on. longing for something and somewhere else.

Il viaggio come voglia di scoperta e conquista 3.3.1 Il colonialismo del 1900 .

un mezzo per disciplinare l'indisciplina dello spirito nella ricerca di se stesso. Le peripezie del protagonista rappresentano sia una punizione che un ponte che porta ad una maturità più consapevole: infatti il mondo che Lucio attraversa nelle sue peregrinazioni faticose. così come Cupido. Dall'unione di questi due elementi nasce la Voluttà. in cui le due istanze (spiritualità e fisicità) si armonizzano in un “sè” equilibrato.Apuleio Come Apollonio. Il viaggio alla ricerca di se stessi 4. e che l'uomo può arrivare allo spirito solo con un intervento da parte della divinità e della magia. piccanti e magici. ed è rappresentato in una dimensione ingigantita. deve racchiudere in sé anche gli aspetti concreti dell'esistenza per completarsi. il cui significato può essere interpretato come una sintesi poetica e favolistica del messaggio generale del romanzo. ossia l'anima. Per questo motivo egli. dolore e perversione. conoscerà le esperienze terrene più degradanti. nel suo corpo di animale. il desiderio carnale. La favola esorta inoltre a non frammentare il proprio io. ha bisogno di conoscere i valori spirituali per sollevarsi dalla sua cecità. inserendo nel romanzo la bella favola di Amore e Psiche. appassionato di prodigi ed incantesimi. che lo porteranno a conoscere una realtà di violenza. infatti. La salvazione finale operata da Iside su Lucio-Psiche è il segno che il viaggio è terminato. intesa come “piacere intelligente” e penetrazione della vita e dell'amore.4. Il compito espiatorio di Lucio consiste proprio nella necessità di capire come non sia possibile arrivare al mondo dello spirito se prima non si è fatta un'asperienza completa di quello empirico e quotidiano. è costretto ad imbestialirsi nel corpo e nel destino dell'animale più sciocco e al tempo stesso caparbio: un asino. che per un fatale scambio di filtri magici si tramuta in un asino. Lo stesso Apuleio suggerisce di analizzare questa opera come un percorso di formazione spirituale. dove tutto è dominato dalla crudeltà e dall'inganno. La vera colpa della catabasi di Lucio è il suo desiderio di sapere. grazie all'intervento salvifico della dea egizia Iside. Questa è una storia che cela (sotto un aspetto apparentemente ludico. tipici della Fabula Milesia) il viaggio iniziatico di uno spirito che parte alla ricerca di se stesso. magia che diventa. Apuleio usa dati e motivazioni del racconto popolare per raccontare le fatiche del giovane Lucio.1 “Metamorphoseon Libri XI” . caratterizzato da inserzioni di elementi erotici. Le terribili prove affrontate dalla fanciulla per ritrovare il suo amato. ma ad equilibrarlo in una serena accettazione delle antinomie che lo formano. Lucio. dunque. Psiche. non è altro che la realtà verà dell'esistenza. in una sorta di legge del contrappasso dantesca. . e solo dopo tormentate peripezie riuscirà a recuperare il suo aspetto umano. alludono di nuovo all'obbligo di portare a compimento la propria formazione attraverso le dure prove empiriche della realtà. anche Apuleio riprende il tema del viaggio per costruire l'unico romanzo latino giuntoci per intero: le Metamorfosi. quella curiositas che lo spinge ad agire (anche con ingenuità) e non lo fa arretrare di fronte ad un pericolo.

4.2 La psicoanalisi di Sigmund Freud .

Gli studi delle patologie dell'inconscio e dei traumi che ne derivano.. nel segreto di una stanza un esplosivo capace di riportare la Terra alla nebulosa primordiale”. il padre della psicoanalisi. e la singolare terapia che dovrebbe porsi come rimedio ai continui fallimenti del proposito di “fumare l'ultima sigaretta” si pone in realtà come una ricerca. La trama del romanzo non proocede per episodi. e si configurano come libero scorrere del flusso di coscienza. La lucida riflessione di Zeno sulla guerra e i suoi nefasti effetti. i sentimenti dell'uomo. con il tentativo. Si tratta di un individuo bloccato ad una condizione infantile che gli impedisce di agire. Tale avvenimento è presagito con grande capacità di analisi da Italo Svevo. Inoltre. La psicanalisi diventa la ricerca di un'auspicata soluzione a questa inettitudine.Italo Svevo L'irrazionalità. un distacco. Tali istanze. esse in realtà governano gli agiti. la sua malattia e quella dell'umanità: la nevrosi. Sul piano culturale. dei propri limiti e di quelli dell'uomo. tra chiusura e necessità del mondo esterno. teorie che vedono l'io dell'uomo come un insieme di istanze psichiche. paradossalmente. Tale riferimento non sarebbe casuale: è in questo periodo storico che le teorie psicanalitiche vedono la luce. da parte dell'intelligenza. osserva con amara ironia se stesso. fatto anche lui come gli altri. di comprendere il flusso vitale. egli si crede una potente “macchina geniale in costruzione” e non ha lucidità di vedersi nella sua mediocrità. Il romanzo narra della crisi del concetto tradizionale di “coscienza”. infatti.3 “La coscienza di Zeno” . è svolto in prima persona: l'io narrante è lo sdoppiamento dell'io vissuto. Zeno. determinando la fuga in una realtà compensatoria. provocano dei traumi nell'inconscio già nella primissima infanzia. una ricerca di stabilità tra malattia e salute. tra coscienza e menzogna. che si presenta come la trascrizione immediata di ciò che si agita nella coscienza. iniziale dietro la quale si pensa sia celato Sigmund Freud. Tra la coscienza e la vita esiste. Esso coincide. non segue la successione dei ricordi. maturano. Questo fa si che la ricostruzione del passato avvenga in maniera disordinata: i ricordi che affiorano dalla coscienza evolvono. . nel finale del suo romanzo più famoso. avviene per effetto della guarigione dalla sua malattia. creando qualcosa di diverso rispetto alla realtà veramente vissuta. Il racconto. i pensieri. aprirono una prospettiva del tutto diversa dalla realtà e apportarono nuove cognizioni sulle problematiche riguardanti le relazioni tra gli esseri umani: se è vero che le rimozioni agiscono a livello inconscio. Zeno rivive il suo passato (deformandolo a suo piacimento) e stende le sue memorie seguendo le prescrizioni del suo psicanalista. ciò avviene grazie all'accettazione della malattia stessa. I vari episodi non presentano un nesso temporale ma tematico. il Dottor S.4.porterà alla creazione di un fatale ordigno nucleare: la bomba atomica. “La coscienza di Zeno”. con la rimozione dei desideri ritenuti inadeguati alla morale. viene profetizzato proprio questo evento apocalittico. l'attenzione alla nevrosi fa si che Svevo tracci la figura di un uomo che è risultanza delle rimozioni: l'inetto. alter-ego di Svevo. si crea una maschera da “genio” per rimuovere l'oscura percezione della propria inettitudine e della propria impotenza sociale. compare la tecnica del monologo interiore. la nevrosi. in quanto esiste un forte iato tra la falsità dei valori costituiti e la realtà dell'esistenza. la follia che pervade l'uomo intorno al Novecento. nella civiltà contemporanea. E pensa tra sé e sé: “ci sarà un uomo. portandolo alla nevrosi. nella consapevolezza che un vero e proprio equilibrio non potrà mai essere raggiunto. ma degli altri un po' più ammalato che inventerà. ora.

Di domenica essa andava a Messa ed io ve l'accompagnai talvolta per vedere come sopportasse l'immagine del dolore e della morte.Capitolo 6 “La moglie e l'amante” Nella mia vita ci furono varii periodi in cui credetti di essere avviato alla salute e alla felicità. Durante il fidanzamento io non avevo neppur intravvista quella salute. il nero. si sarebbe rimasti insieme. vi somigliava molto. Augusta mi diceva: . Augusta batté sicura la via per cui erano passate le sue sorelle su questa terra. La lampada a petrolio in quel salotto non era mai arrivata ad illuminare gli scarsi capelli di Augusta. Vi andava anche in certi giorni festivi ch'essa sapeva a mente. Compresi finalmente che cosa fosse la perfetta salute umana quando indovinai che il presente per lei era una verità tangibile in cui si poteva segregarsi e starci caldi. E vedendomi stupito. ma tutte le altre cose restavano al loro posto. Per lei non c'era. Non che la dicessi tale: si sorprese anzi che una volta io.ciò ch'era la sorpresa . da ogni sua parola. Questo poteva essere e poteva perciò esistere anche la fede nella vita. Dapprima diffidente. Mai però tale fede fu tanto forte come nel tempo in cui durò il mio viaggio di nozze eppoi qualche settimana dopo il nostro ritorno a casa. Per quanto la sapessi mal fondata perché basata su di me. E le ore dei pasti erano tenute rigidamente e anche quelle del sonno. Essa dunque ignorava che quando a questo mondo ci si univa. da ogni suo atto risultava che in fondo essa credeva la vita eterna. luminosa. Esistevano. Ogni mattina ritrovavo in lei lo stesso commosso affetto e in me la stessa riconoscenza che. Macché! Essa sapeva che tutti dovevano morire. Intanto quella austriaca o italiana che provvedeva alla sicurezza sulle vie e nelle case ed io feci sempre del mio meglio per associarmi anche a quel suo rispetto. e quella visita le infondeva serenità per tutta la settimana. Cercai di esservi ammesso e tentai di soggiornarvi risoluto di non deridere me e lei. e si trovavano sempre al loro posto. Di fronte ad essa io dovevo comportarmi almeno con la modestia che usavo quando si trattava di spiritismo. il verde. Se anche la terra girava non occorreva mica avere il mal di mare! Tutt'altro! La terra girava. la grande speranza di poter finire col somigliare ad Augusta ch'era la salute personificata. Però mi sbalordiva. godevo intanto di una giornata e m'aspettavo che la seguente fosse tutt'altra cosa. Anche perciò. perché tutto immerso a studiare me in primo luogo eppoi Ada e Guido. io amavo. ma in mano sua queste cose cambiavano di natura. Ma una seguiva e somigliava all'altra. Poi v'erano i medici. tutte le gemme e i vestiti. avessi sentito il bisogno di ricordargliene la brevità.Ma perché ti sorprendi? Non sapevi che il matrimonio è fatto cosí? Lo sapevo pur io che sono tanto piú ignorante di te! Non so piú se dopo o prima dell'affetto. seppi per qualche tempo movermi come un uomo sano. se non era amore. Niente di piú. quelle sorelle che possono trovare tutto nella legge e nell'ordine o che altrimenti a tutto rinunziano. E queste cose immobili avevano un'importanza enorme: l'anello di matrimonio. Essa sapeva tutte le cose che fanno disperare. io adoravo quella sicurezza. ma un uomo abilissimo.mia. ciò avveniva per un periodo tanto breve. perché questo conato non poteva essere altro che la mia malattia ed io dovevo almeno guardarmi dall'infettare chi a me s'era confidato. cui gli errori ripugnavano prima che non avessi amati i suoi. quelli che avevano fatto tutti gli studii regolari per . nel mio animo si formò una speranza. nello sforzo di proteggere lei. che non s'intendeva come si fosse arrivati a darsi del tu dopo di non essersi conosciuti per un tempo infinito e pronti a non rivedersi mai piú per un altro infinito tempo. né quando io non m'adattavo di mettermi in marsina. ma ciò non toglieva che oramai ch'eravamo sposati. quello da passeggio che andava in armadio quando si arrivava a casa e quello di sera che in nessun caso si avrebbe potuto indossare di giorno. quelle ore. mentre se io fossi stato religioso mi sarei garantita la beatitudine stando in chiesa tutto il giorno. Chi avrebbe potuto prevederlo quando avevo zoppicato da Ada ad Alberta per arrivare ad Augusta? Scoprivo di essere stato non un bestione cieco diretto da altri. insieme. insieme. tutta gentilezza di Augusta ed anche . Cominciò con una scoperta che mi stupí: io amavo Augusta com'essa amava me. breve. C'erano un mondo di autorità anche quaggiú che la rassicuravano. Altro che il suo rossore! Quando questo sparve con la semplicità con cui i colori dell'aurora spariscono alla luce diretta del sole. breve.

ma sono ricchi di suoni che frastornano eppoi oltre che di linee e di colori anche di vera luce. conosceva la nostra villa meglio di me e sapeva che in una stanza mancava uno specchio. Lieto come se il mio dolore fosse stato sentito da me quale un solletico. Potevo essere assaltato. Ma vivendole accanto per tanti anni.ci avesse a toccare qualche malattia. all'assicurazione e alle operazioni doganali. per lei vi sarebbe stata la salvezza.avrebbe corretti. Augusta disse: . ma non ci riesco perché m'accorgo che. Chiusi i musei. in un'altra un tappeto e che in una terza v'era il posto per una statuina. ma non ancora bene chi fossi io. specialmente durante il viaggio. insultato e sopra tutto calunniato.Le merci si fanno viaggiare per vendere e guadagnare! Mancando quello scopo si lasciano tranquille e si sta tranquilli! Ma l'intraprendenza era una delle cose che in lei piú amavo. A me pareva che sarebbe stato piú opportuno e meno fastidioso di fare tutti quegli acquisti a Trieste. Essa. Io rifiutai d'abbandonare la prima sala e non vidi altro.salvarci quando . per la scelta dei cibi e delle vesti. a me parve che molti degl'ignoti fra cui ci movevamo. appoggiata solidamente lassú e quaggiú. Ero costretto ad una grande attività che non mi seccava. Credevo di trovarmi in piena convalescenza. mi fossero nemici. invece. quando cioè la vita rise piú forte di me. Meraviglioso! Eppure erano della mia razza! Augusta non divideva la mia meraviglia. ma bisognava passare per tutte quelle innumerevoli sale. Fu da allora che l'atteggiamento mio immutabile fu di lietezza. di quella che scotta e perciò non annoia. Ma già in viaggio non mi fu sempre facile l'imitazione che m'ero proposta. addossandomi la sola fatica di trovare dei pretesti alla mia infingardaggine. cui attribuiva molta scienza e molti errori ch'essa . cominciarono gli acquisti. Quale importanza m'era attribuita in quel suo piccolo mondo! Dovevo dire la mia volontà ad ogni proposito. Le mie lesioni s'erano fatte meno velenose.Meno male che i musei si incontrano in viaggio di nozze eppoi mai piú! Infatti nella vita manca la monotonia dei musei. fu organizzata almeno una spedizione.) . Sapeva che cosa fossero i Yankees. Io sto analizzando la sua salute. Io rimasi apparentemente lieto anche quando la malattia mi riprese intero. ma non sapevo vincerla. spessissimo. La nostra fu e rimase una relazione sorridente perché io sorrisi sempre di lei. mentre lei credeva che anche allora. che fui in procinto di mandare in pezzi la Venere. ad onta della mia nuova salute. delle compagnie e delle letture. Io ne usavo ogni giorno di quell'autorità: lei. che non vi aveva mai abitato. Io volevo la salute per me a costo d'appioppare ai non patriarchi la malattia. e. assunsi talvolta volentieri l'atteggiamento di statua equestre. tu? . che credevo non sapesse e lei di me. Comperò i mobili di un intero salotto e. Era una paura ridicola. E. Qui la sua salute non la vinse ed essa dovette rinunziare ai musei.E rise. Eravamo partiti senza lettere di raccomandazione e. Nel lungo cammino traverso l'Italia. Stavo collaborando alla costruzione di una famiglia patriarcale e diventavo io stesso il patriarca che avevo odiato e che ora m'appariva quale il segnacolo della salute. Ecco che dovevamo pensare alla spedizione. mai ebbi tale dubbio. Augusta voleva veder tutto come se si fosse trovata in un viaggio d'istruzione.cosí si lusingava . Era come un impegno che in quei giorni indimenticabili avessi preso con Augusta e fu l'unica fede che non violai che per brevi istanti. mai. m'imbizzarrii talmente in mezzo a tante opere d'arte.Ma tu non sai che tutte le merci devono viaggiare? Non sei un negoziante. Passano i giorni capaci di cornice. Aveva quasi ragione. È tutt'altra cosa essere il patriarca o dover venerare un altro che s'arroghi tale dignità.. Le raccontai che una volta al Louvre.Dio non voglia . e chi avrebbe potuto proteggermi?(. non andai immune da molte sofferenze. Era deliziosa quell'intraprendenza cosí ingenua! Ingenua perché bisogna ignorare la storia del mondo per poter credere di aver fatto un buon affare col solo acquisto di un oggetto: è alla vendita che si giudica l'accortezza dell'acquisto. Ma perciò io sapevo il mio atroce destino quando la malattia mortale m'avesse raggiunto. . fermandosi almeno per qualche istante dinanzi ad ogni opera d'arte. Non bastava mica essere stati a palazzo Pitti. comincio a dubitare se quella salute non avesse avuto bisogno di cura o d'istruzione per guarire. Passai una mezza giornata dinanzi ai ritratti dei fondatori di casa Medici e scopersi che somigliavano a Carnegie e Vanderbilt. scrivendone. da ogni città in cui soggiornammo.. analizzandola. Rassegnata. Obbiettai: . la converto in malattia. La salute spinge all'attività e ad addossarsi un mondo di seccature.

seppi ch'essa neppur sapeva come fosse fatta la salute. . Una cosa da niente: la paura d'invecchiare e sopra tutto la paura di morire. E mi parve fuori di posto ch'essa si mettesse a piangere per negare la verità di quella storia. subito essa si sarebbe guardata d'intorno per darmi il successore ch'essa avrebbe circondato del medesimo mondo sano e regolato che ora beava me. Non poteva mica morire la sua bella salute perché ero morto io. Io ne ero tanto sicuro che mi pareva di dirle una storia già avvenuta. Essa continuò a singhiozzare e a me quel suo pianto. sarebbe giunta a toccare un organo qualunque. e addio patriarca! Sarebbe stato necessario stamparne un altro. La salute non analizza se stessa e neppur si guarda nello specchio. Finché ero vivo. Avevo una tale fede in quella salute che mi pareva non potesse perire che sfracellata sotto un intero treno in corsa. Io credo abbia avuto origine da una speciale forma di gelosia. nelle quali la circolazione era certamente già povera. (…) Le dissi del tempo che andava via e che presto essa avrebbe rifatto quel viaggio di nozze con un altro. ma mi figuravo che non appena morto e sepolto. certamente Augusta non m'avrebbe tradito. Era forse provocato dalla disperazione per la visione esatta di quella sua salute atroce? Allora tutta l'umanità avrebbe singhiozzato in quel pianto. Poi. Tutt'altro! Per spiegarmi meglio le descrissi un mio eventuale modo di morire: le mie gambe. invece. nella tristezza enorme di quel canale. parve molto importante. Solo noi malati sappiamo qualche cosa di noi stessi. dilatata. Forse m'aveva capito male e credeva io le avessi attribuita l'intenzione di uccidermi. indispensabile per poter tener aperti gli occhi.Ma mi colse allora un'altra piccola malattia da cui non dovevo piú guarire. si sarebbero incancrenite e la cancrena dilatata. dopo di aver provveduto acché la mia tomba fosse tenuta in pieno ordine e mi fossero dette le Messe necessarie. L'invecchiamento mi faceva paura solo perché m'avvicinava alla morte. Allora li avrei chiusi.

da circa 20000 nT a 70000 nT. la declinazione magnetica.L’astronomo E. L'unità di misura del campo per convenzione internazionale è solitamente espressa in termini del vettore d'induzione B. siamo in grado di determinare gli effetti della gravità. è dovuto al contributo delle anomalie magnetiche. Z. Si ottengono in questo modo le carte isomagnetiche cioè mappe in cui punti di uguale intensità sono uniti attraverso delle linee chiuse. perfezionata ad Amalfi nella prima metà del XIII secolo. Sulla superficie terrestre. detto campo residuo. Grazie alla bussola furono possibili le grandi scoperte geografiche del 1400 – 1500. Gilbert (1540-1603) nel “De Magnete”. Sin dalla formulazione della legge di gravitazione data da Newton. La sua unità nel Sistema Internazionale (SI) è il tesla (T). ma nella pratica viene usato un suo sottomultiplo. di carte isodinamiche qualora sia graficata una qualunque componente intensiva (X. Halley (1656-1742). Y. come ogni altro corpo dotato di massa. Gli elementi che definiscono il campo magnetico terrestre per ogni punto della superficie terrestre. Sin dal tempo dei Greci oltre 2500 anni fa erano note le proprietà di un particolare minerale di ferro chiamato magnetite. asserì che “l’intera Terra è un grande magnete” il cui campo agisce sull’ago della bussola orientandolo in direzione nord – sud. F. Occorre però attendere fino al 1832 per avere una esatta configurazione del campo magnetico terrestre ad opera di K. F) del campo ed infine di isogone nel caso della declinazione. in specie dal sole. introdotti da Gauss. Il nome di queste carte varia ovviamente a seconda dell'elemento magnetico graficato: si parla di carte isocline nel caso in cui vengano riportati i valori dell'inclinazione. L’analisi dei valori degli elementi magnetici condotta con opportuni metodi matematici. è circondata da un campo gravitazionale che attrae altri corpi.1 Orientarsi sulla terra: la Bussola e il Campo Magnetico Terrestre La terra. H. In meno di cinquant’anni grazie a questo strumento l’orizzonte delle conoscenze geografiche si allargò fino a comprendere tutte le terre emerse con l’eccezione dell’Antartide e dell’Australia. Il restante valore. Strumenti di viaggio 5. sono il vettore intensità del campo. il nT (10^-9 T). e degli sciami di particelle cariche provenienti dallo spazio. ma possiamo solo speculare sulle cause prime che lo generano. si accorse del mutamento di certe caratteristiche del campo magnetico terrestre che ne indicavano uno spostamento verso Ovest. quali ad esempio l'intensità totale o la declinazione del campo.matematico. di scambi elettrici tra atmosfera e superficie terrestre. il valore del campo varia in intensità. Nel 1600 il fisico inglese W. Successivamente in estremo oriente venne inventata il primo prototipo di bussola. l’inclinazione magnetica e le componenti del vettore campo nei piani orizzontale e verticale. dall'equatore ai poli. Gauss (1777-1855) che per primo ne tracciò le linee di forza e ne iniziò lo studio dal punto di vista fisico .5. i differenti elementi magnetici. Un modo comune di descrivere il campo magnetico terrestre è quello di graficare. . Allo stesso modo misuriamo che la Terra produce un campo magnetico. in corrispondenza della superficie terrestre. ha consentito di stabilire che l’origine del campo magnetico terrestre è per la quasi totalità interna.

la latitudine.2 Orientarsi con il cielo: le coordinate astronomiche e terrestri Le popolazioni nomadi dei secoli scorsi avevano una conoscenza del cielo e dei riferimenti in esso riconoscibili. L’azimut è la distanza angolare tra il piano del circolo verticale passante per l’astro e il piano passante per il meridiano locale. la declinazione è la distanza angolare fra la posizione occupata dall'osservatore P e l'equatore celeste. La posizione di un astro è determinata dall’altezza e dall’azimut. secondi. L'ordinata sferica è la declinazione. misurata in senso orario. l'angolo orario (H) di un corpo celeste è la distanza angolare. è la distanza angolare tra P e l'equatore. Fissato un generico punto P sulla superficie terrestre. minuti. -Coordinate equatoriali celesti: prendono come riferimento l’equatore celeste e l’asse del mondo. La posizione di un astro è determinata dalla declinazione e dall’ascensione retta. L’ascensione retta è l’angolo compreso tra il meridiano celeste passante per l’astro e il meridiano fonda-mentale. -Coordinate equatoriali orarie: prendono come riferimento il meridiano locale per l'ascissa e l'equatore celeste per l'ordinata. L’altezza varia da 0° a 90°. negativa in quello australe. le sue coordinate sono individuate da due angoli aventi il vertice nel centro della Terra. L'ordinata di P. L’altezza (h) corrisponde alla distanza angolare dell’astro dal piano dell’orizzonte astronomico dell’osservatore. secondi (s). minuti (m). e l'equatore celeste per l'ordinata. e può essere compresa tra 0 e 90° N se P si trova nell'emisfero nord. La declinazione è positiva nell’emisfero boreale. fra il meridiano del luogo e il semicircolo orario passante per il corpo. sul polo nord 90°. Tale angolo si misura in senso antiorario. che ci consentono di stabilire la posizione di un corpo celeste. Tutti i corpi celesti dell'emisfero boreale hanno una declinazione positiva (tra 0 e 90°) mentre quelli situati nell'emisfero australe hanno declinazione negativa (tra 0 e -90°) -Coordinate geografiche terrestri: prendono di riferimento il Meridiano di Greenwich per l'ascissa. Declinazione = latitudine terrestre. possiamo orientarci su di essa attraverso l'uso delle coordinate astronomiche. e si misura in ore (h). L'ascissa sferica è l'angolo orario. Si misura sull’orizzonte astronomico dell’osservatore. sul polo sud -90°. È l’angolo compreso tra il segmento che unisce il centro del piano all’astro e il piano dell’orizzonte. I punti posti sull’equatore celeste hanno declinazione 0°. I punti che restano sotto il piano dell’orizzonte hanno altezza tra 0° e -90°. partendo dal punto cardinale sud e procedendo in senso orario. La declinazione è la distanza angolare di un corpo celeste dall’equatore celeste. Esistono più tipi di coordinate: -Coordinate altazimutali: prendono come riferimento l’orizzonte e la verticale del luogo. Ciò che ci sovrasta ogni giorno e ogni notte è la volta celeste. partendo dal meridiano fondamentale e si esprime in ore. inoltre l'incontrollata urbanizzazione e il conseguente inquinamento luminoso ci impediscono di osservare le fioche luci che arrivano dalla profondità del cielo. . conoscenza che difficilmente noi potremo recuperare: lo stile di vita e i mezzi tecnici a disposizione rendono superflua la conoscenza della volta celeste. tra 0 e 90° S se P si trova nell'emisfero sud.5.

La longitudine è compresa tra 0 e 180° E se P si trova ad Est del meridiano di riferimento. tra 0 e 180° W se P si trova a ovest del meridiano. è la distanza angolare tra il meridiano di P e il meridiano di riferimento. la longitudine.L'ascissa di P. .