PREMESSA

:
Visto che il “negazionismo” è considerato pseudoscienza e i negazionisti sono ritenuti pericolosi secondo le varie Associazioni come LILA, ANLAIDS, NADIRONLUS, ARCOBALENO AIDS etc., nessun sieropositivo e nessun membro delle suddette associazioni avrà problemi, essendo dalla parte della ragione e dell’evidenza scientifica, a chiedere e ottenere dal proprio infettivologo curante di mettere PER ISCRITTO:

1. Che quello che scrivono le Ditte che producono i test Hiv e i farmaci antiretrovirali nei fogli

illustrativi (approvati dal Ministero) non è vero ed è vero il contrario (QUINDI CHE I TEST SONO STRUMENTI DIAGNOSTICI E I FARMACI CURANO/PREVENGONO L’INFEZIONE DA HIV E L’INSORGENZA DELL’AIDS);

2. Che invece è vero quel che c'è scritto (I TEST NON DIAGNOSTICANO NULLA E I FARMACI NON CURANO/PREVENGONO LE PATOLOGIE AIDS-CORRELATE) e allora di conseguenza SONO OBBLIGATI a motivare il PERCHE’ si prescrive il test o i farmaci.

IL MEDICO NON PUO’ SOTTRARSI A QUESTA RICHIESTA perché è suo dovere, PER LEGGE, dopo una visita rilasciare un referto e soprattutto NON PUO’ NEGARE DI RILASCIARE IL CONSENSO INFORMATO. E cosa chiedere per essere informato spetta al Paziente, non al medico. Cioè il paziente ha tutto il diritto di chiedere le cose più assurde ed IL MEDICO HA IL DOVERE, PER LEGGE, DI RISPONDERE. Altrimenti il consenso è ESTORTO, non è informato, e TRASFORMA L’ATTO MEDICO IN UN CRIMINE. Per riassumere: se il medico si rifiuterà di mettere per iscritto il tutto, COMMETTE REATO E PUO’ ESSERE DENUNCIARLO; se il medico dichiarerà PER ISCRITTO che i test Hiv sono strumenti diagnostici e i farmaci ARV curano, dichiarerà esattamente il contrario di quanto affermato nei fogli illustrativi approvati dal Ministero, quindi COMMETTE REATO E PUO’ ESSERE DENUNCIATO; se il medico dichiarerà LA VERITA’, ovvero che i test NON sono strumenti diagnostici per hiv e i farmaci NON curano/prevengono l’infezione da Hiv e l’Aids, IL MEDICO PUO’ ESSERE DENUNCIATO e infine spetterà allora al giudice capire CHE SENSO ABBIA ALLORA SOTTOPORSI AL TEST E INIZIARE IL TRATTAMENTO.

Legislazione di riferimento:
La Costituzione della Repubblica Italiana. • Art. 2: La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di 1

solidarietà politica, economica e sociale. • Art. 13: la libertà personale è inviolabile. • Art. 32: ... nessuno può essere obbligato un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge... Nuovo Codice di Deontologia Medica. 16 dicembre 2006. Informazione al paziente: articoli da 30 a 34. • Art. 35 il medico non deve intraprendere attività diagnostica e/o terapeutica senza l'acquisizione del consenso esplicito e informato del paziente. La convenzione di Oviedo del 4 aprile 1997 dedica alla definizione del Consenso il Capitolo II (articoli da 5 a 9) in cui stabilisce come regola generale che : • "Un intervento nel campo della salute non può essere effettuato se non dopo che la persona interessata abbia dato consenso libero e informato. Questa persona riceve innanzitutto una informazione adeguata sullo scopo e sulla natura dell’intervento e sulle sue conseguenze e i suoi rischi. La persona interessata può, in qualsiasi momento, liberamente ritirare il proprio consenso." (art. 5) • Cassazione 3° sezione Civile, sentenza 9 febbraio 2010 nr 2847. • L'eventuale pretesa risarcitoria da parte del paziente, per danni consistiti nel peggioramento delle sue condizioni di salute, è accoglibile solo nel caso in cui quest'ultimo dimostri che, se fosse stato informato sui tali rischi, avrebbe verosimilmente rifiutato di sottoporsi all'intervento stesso. • In mancanza di tale prova, è risarcibile solamente il danno ricollegabile alla lesione del diritto di autodeterminazione del paziente, si tratta di un danno non patrimoniale che è l’effetto del mancato rispetto dell’obbligo di informare il paziente. • Viene confermato, quindi, che la mancanza o inadeguatezza dell’informazione data al paziente costituisce di per sé danno non patrimoniale risarcibile, anche se non vi è stato un peggioramento della salute.

In Italia, qualunque trattamento sanitario, medico o infermieristico, necessita del preventivo consenso del paziente; è quindi il suo consenso informato che costituisce il fondamento della liceità dell’attività sanitaria, in assenza del quale l’attività stessa costituisce reato. Il malato può decidere se vuole essere curato per una malattia e ha il diritto/dovere di conoscere tutte le informazioni disponibili sulla propria salute chiedendo al medico ciò che non è chiaro; inoltre deve avere la possibilità di scegliere, in modo informato, se sottoporsi ad una determinata terapia o esame diagnostico.

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