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Le tane delle nutrie sono profonde e possono causare danni?

No, mediamente le tane delle nutrie non sono mai più lunghe di 2-3 metri e non sempre le nutrie scavano gli argini; molto spesso questi animali sono stati additati come l’unica causa di cedimento del terreno e di conseguente allagamento quando, in realtà, la vera causa degli allagamenti va ricercata nella scarsa manutenzione di fossi e scoline private nelle campagne, nell’edilizia “selvaggia”, nell’abbattimento degli alberi per costruire e cementificare anche dove non dovrebbe essere permesso. Come si puo’ contenere il numero delle nutrie? Esistono vari metodi di contenimento ecologico e non cruento come la dissuasione acustica, meccanica, l’ingegneria ambientale e la sterilizzazione. Se le nutrie vengono uccise in gran numero, si riprodurranno più frequentemente per ristabilire la loro popolazione rispondendo alle semplici leggi della sopravvivenza della specie.

Per approfondire Per qualsiasi altra informazione, chiarimento o approfondimento, potete far riferimento ai siti: http://www.mifaonlus.com Missione Fauna e Ambiente, con approfondimenti sui progetti di salvaguardia delle nutrie. www.aaeweb.net Nell’apposita sezione dedicata alla nutria. http://uvbnews.blogspot.it/2012/12/il-2012-deiconsorzi-di-bonifica-veneti_5812.html Blog dell’Unione Veneta Bonifiche in cui sono elencati i 7 punti per evitare il rischio idraulico. Da notare che in nessuno di questi 7 punti viene, nemmeno lontanamente, accennato alla pericolosità della presenza delle nutrie.

VOLANTINO INFORMATIVO PER SENSIBILIZZARE LA CITTADINANZA SULL’INOFFENSIVA PRESENZA DELLE COLONIE DI NUTRIE NEI NOSTRI TERRITORI

Chiunque maltratta o uccide una nutria, incorre nella violazione dell’articolo 544 del codice penale, che comporta l’arresto fino a 2 anni. Eventuali segnalazioni possono essere inoltrate alla Polizia Provinciale o al Corpo Forestale dello Stato che risponde al numero di tel. 1515

Ma come è giunta la nutria dal Sud America fino all’Europa e quindi in Italia? Negli anni 20 del XX sec. la nutria fu importata nei nostri territori per la produzione di pellicce ma nel corso degli anni la richiesta diminuì fortemente e questo causò il fallimento delle aziende coinvolte in questo commercio e la liberazione di questi animali nei terreni circostanti gli allevamenti; molte nutrie sono sopravvissute a questi eventi e hanno colonizzato i nostri territori là dove l’ambiente naturale ha permesso loro di vivere senza troppe difficoltà. Chi è la nutria? La nutria è originaria del Sud America ed è molto diffusa in Brasile, Argentina, Perù; il suo vero nome è coypu ma è anche comunemente detta castorino. Appartiene alla famiglia dei roditori. Da adulta, negli esemplari di sesso maschile, può raggiungere i 60 cm di lunghezza per 10 kg di peso. Ha una dentatura particolare che la rende facilmente riconoscibile grazie a due grossi incisivi rivestiti di smalto arancione, molto forti. E’ un animale semiacquatico, prevalentemente vegetariano, crepuscolare ma abituato a vivere anche nelle ore diurne per procacciarsi il cibo. Ha udito e olfatto eccellenti ma vista piuttosto debole, per questo è un animale timoroso e diffidente. Ha un’indole docile, per nulla aggressiva, tanto che in Sud America è considerata anche un animale da compagnia. Nel proprio habitat la nutria non crea fastidio a nessun’altra specie; convive pacificamente con gli altri animali. Qual’è il suo status giuridico nel nostro paese? La nutria appartiene alla fauna selvatica italiana in quanto specie naturalizzata e quindi è tutelata dalla legge 157/92 che disciplina anche il suo controllo numerico nel caso in cui le colonie diventassero troppo numerose; i metodi per il controllo devono essere prima di tutto ecologici e non cruenti. La nutria porta malattie trasmissibili all’uomo? No, la nutria non è un pericolo sanitario, come dimostrato da approfondite analisi degli Istituti Zooprofilattici. Gli stessi hanno evidenziato una bassissima positività a forme di Leptospire, del tutto paragonabili a quelli di altri animali selvatici presenti nei nostri territori. La nutria attacca noi uomini? No. Non esistono casi di morsi o attacchi documentati. Se l’uomo infastidisce una nutria, ovviamente quest’ultima può avere reazioni di ribellione come qualsiasi altro animale.

La nutria si riproduce a dismisura? No, le nutrie si riproducono 2 volte all’anno partorendo dai 4 ai 6 cuccioli per volta. La mortalità infantile è alta. In genere le nutrie si autoregolano in base alle risorse ambientali di cui dispongono e tendono all’equilibrio ecologico in base alla capacità portante del territorio in cui vivono, il che significa che se gli spazi sono limitati o le risorse scarse, il numero delle nutrie sarà stabile e ci sarà un normale cambio generazionale fra cuccioli e esemplari anziani. La nutria causa danni all’agricoltura? Non necessariamente perché la sua alimentazione è costituita da piante acquatiche e da vegetazione spontanea. Se si alimenta di colture è solo per scarsità di cibo o per compromissione dell’habitat. In ogni caso tenderà a mangiare solo le piantine più vicine ai corsi d’acqua.

La nutria È un incrocio fra un castoro e un ratto o una pantegana? No, la nutria è un castoro sudamericano e non ha alcuna parentela con i ratti, i topi e le pantegane. Non è frutto di incroci ed esiste da circa 30 milioni di anni.

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