IL RAPPORTO TRA HEGEL E MARX: UN TENTATIVO DI SINTESI

1) La dialettica di Hegel e la sua somiglianza con quella di Marx
La dialettica è il concetto basilare della filosofia di Hegel e, pur con le dovute differenze tra i due, di quella di Marx. A – La dialettica hegeliana si basa sull'idea che lo Spirito si alieni da se stesso, e crei così la Natura (la realtà materiale) che ne costituisce l'assenza e la negazione. Lo Spirito ritorna allora a se stesso, attraverso un processo graduale di presa di coscienza di sé, della propria libertà (poiché lo Spirito è innanzitutto libertà, in contrasto con il mondo fisico naturale). Questo processo è tuttavia graduale, poiché passa attraverso varie fasi o stadi, e termina nell'autocoscienza assoluta e totale dello Spirito. Ma prima di tale termine, lo Spirito si ritrova in ogni fase del suo percorso in modo solo parziale, incompleto, anche se ogni nuova tappa implica un completamento di questo percorso di autocoscienza. Come procede questo progresso, ovvero questa dialettica? La struttura di esso è basata su: tesi – antitesi – sintesi. L'umanità (poiché è attraverso l'umanità, ovvero attraverso i singoli individui della specie umana, che però comunicano e trasmettono ad altri uomini le proprie conquiste) scopre prima una tesi, una posizione spirituale; in seguito essa scopre l'esistenza di una posizione diversa, opposta, l'antitesi, che vanifica la precedente; in un terzo momento scopre una sintesi, ovvero una conciliazione di queste due posizioni opposte. Questa sintesi è però anche a sua volta una tesi, da cui sorgerà un'antitesi e da esse una sintesi... Il processo di conquista della consapevolezza di sé va avanti fino alla fase o momento finale, rappresentata dalla filosofia di Hegel, che costituisce l'autocoscienza definitiva dello Spirito. (È da notare che la dialettica è un progresso “strano”: la fine contiene l'inizio poiché ne costituisce il pieno dispiegamento logico, così come l'inizio contiene la fine ma in modo solo implicito e inconscio. Quindi il processo è implicitamente già presente tutto sin dall'inizio, ed è predeterminato nelle sue fasi, che infatti sono necessitate in quanto sono fasi logiche, di una logica di tipo dialettico.)--> DETERMINISMO STORICO Essenziale, per capire la differenza tra questa dialettica e quella marxiana, è il fatto che questa dialettica è un processo puramente spirituale, che si realizza nella Materia intesa come mezzo, come luogo in cui tale processo avviene, ma rispetto a cui tale processo, in quanto spirituale, è qualcosa di totalmente differente (la Materia è pesantezza, disordine, necessità in senso fisico; lo Spirito invece è libertà, bellezza, qualcosa di astratto e opposto rispetto alla materia). B – Marx riprende per molti versi in modo pedissequo l'impianto concettuale hegeliano: anche per lui la storia è un processo graduale, uno sviluppo i cui stadi successivi si richiamano a vicenda, poiché il precedente è causa del seguente, e lo determina in modo necessario. Anche per lui questo progresso ha una natura dialettica, nel senso che ogni fase di esso (da lui definita “modo di produzione”) è una tesi che sviluppa in se stessa una propria antitesi o negazione, che ne determina la fine e con essa determina la nascita di un nuovo modo produttivo. Si deve però notare anche, di sfroso, come la dialettica di Marx sia molto meno chiara e univoca nei suoi passaggi rispetto a quella di Hegel, come dimostra il fatto che gli studiosi non siano mai arrivati a una definizione univoca e concorde dei rapporti che legano tra loro gli stadi storici della filofofia marxiana.

quella capitalista e borghese. quella socialista/comunista). quella schiavista antica. quella feudale. quella asiatica. .È però innegabile che Marx riprenda e faccia propria l'idea di Hegel che la storia umana segua un'evoluzione necessitata nelle sue fasi essenziali (che per lui sono: la fase (o modo di produzione) tribale.

Il modo di produzione economico è quindi la base o struttura dell'evoluzione storica.la fase capitalistica borghese (caratterizzata dalla contrapposizione di una classe di proprietari dei mezzi di produzione. e in secondo luogo la sfera sovrastutturale. mentre le forme politiche. La dialettica storica. il tutto nella cornice politica della città-stato) d. Nella sua visione della storia umana. religiosi.la fase asiatica (caratterizzata da organizzazioni statali dispotiche rigidamente accentrate. la dialettica di Marx è materialista ed “economica”. artistiche e filosofiche alla base della vita sociale. ovvero il processo di avvicendamento delle fasi della storia umana. Anche Marx parla di un progresso della storia umana. artistiche e filosofiche sono la conseguenza di tale base e della sua evoluzione: le sovrastrutture di essa. religiose. filosofia: ovvero i modi attraverso cui l'uomo rappresenta a se stesso il proprio universo). cioè la sfera materiale per eccellenza. sia sul piano politico che su quello produttivo) c. religiosi. . contrapposta a una di lavoratori liberi che vendono il proprio lavoro ai primi. Il motore profondo dell'evoluzione della società nei suoi aspetti politici. arte. in tutti i suoi aspetti: politici. Per Hegel infatti l'evoluzione dell'umanità. e ammette che. artistici e filosofici è costituito per lui dall'evoluzione dei diversi modi di produrre che la società progressivamente si dà. religiose. Gli stadi della storia concreta sono riflesso di quelli del processo puramente logico dell'Idea. È l'Idea a muovere la società. e di schiavi al loro servizio. è causata dal progresso dell'Idea nel processo di ritorno a se stessa: la storia quindi è un processo spirituale che avviene nel mondo concreto.2) La dialettica idealista di Hegel e la dialettica materialista di Marx Analizziamo ora gli elementi di differenza tra Hegel e Marx: in particolare quelli riguardanti l'idealismo di Hegel e il materialismo di Marx. intesa come realtà concreta.la fase – a venire – del socialismo/comunismo (caraterizzata dalla scomparsa delle differenze di classe che hanno caraterizzato le fasi statali precedenti (b-c-d-e). il tutto nella cornice del feudo) e. materiali. vi sia un progresso di natura peculiarmente spirituale. all'interno di tale storia. anche le forme politiche. Cambiando i modi di produzione cambiano. ovvero delle sue forme storiche concrete.la fase feudale (caraterizzata da una nobiltà terriera contrapposta alla massa dei servi della gleba. fisico. poiché l'Idea o Spirito è il motore di essa. ovvero dalla scomparsa dello stato stesso). Marx individua alcune fasi fondamentali: a. sia nei suoi aspetti politici (i più importanti per Marx!) che in quelli puramente spirituali (religione. riguarda quindi in primo luogo la sfera produttiva ed economica. Mentre la dialettica di Hegel è idealista. artistici e filosofici. di conseguenza.la fase tribale e prestatale (in cui la società non ha un preciso ordinamento e l'economia è meramente familiare: ogni famiglia alimenta se stessa) b. nel quadro economico di un'economia di mercato e in quello politico degli stati nazionali) f. ma considera questo progresso non come il riflesso di un'Idea assoluta (come pensava Hegel) ma dell'evoluzione di una realtà concreta: la realtà produttiva o economica. i cittadini.la fase schiavile (caratterizzata dalla contrapposizione di indivdui politicamente e economicamente liberi.

che ne costituisce anche il compimento! La sua filosofia quindi vuole essere non solo un contributo alla conoscenza della storia umana. Cioè il progresso storico trova in tale stato il proprio compimento politico. Egli scrive infatti: “I filosofi hanno finora soltanto interpretato il mondo in diversi modi. Marx invece mira a rovesciare il sistema politico vigente. Marx pensa invece che lo stato borghese (ovvero la fase presente dello stato) sia lo stadio immediatamente precedente alla fase socialista della storia dell'umanità. La sua filosofia quindi. non si propone di cambiare nulla nel mondo. . Marx invece (pur riconoscendone i meriti storici) cerca di rovesciarlo. nello stato prussiano) il compimento e la perfezione del progresso spirituale e politico della storia umana. (cfr. Per questo la sua filosofia è politica e rivoluzionaria.3) La filosofia “teoretica” di Hegel. appunto per giustificarlo. e nella sua filosofia il proprio compimento filosofico (cioè l'autocoscienza assoluta di se stesso). più che speculativa e teoretica. Hegel vede infatti nella realtà politica dei suoi giorni (in particolare. e la sua filosofia è uno strumento per favorire questo processo (atteggiamento pratico). o non fa di questo concetto un aspetto essenziale del suo discorso) e quindi a spiegare (atteggiamento teoretico) il presente. SUNTO DELLE PRINCIPALI DIFFERENZE TRA HEGEL E MARX → Differenze in seno alla dialettica: dialettica idealista di Hegel (il progresso dell'Idea è la scaturigine delle varie fasi storiche concrete della società a livello politico e spirituale) e dialettica materialista di Marx (il progresso dell'organizzazione economica o materiale è la scaturigine delle varie fasi della società politica e delle sue estrinsecazioni spirituali). In sintesi: Hegel approva ed esalta il regime borghese vigente. cioè dei loro tempi (XIX secolo). basato sulla produzione capitalistica. ma solo di chiarire lo svolgimento oramai definitivo della dialettica storica: essa insomma spiega (teoresi). ora si tratta di trasformarlo”. ma non cerca di cambiare la realtà. → Differenze nell'atteggiamento politico: Hegel mira a giustificare filosoficamente lo stato borghese (anche se non parla di borghesia. contrapposta alla filosofia “pratica” di Marx Un altro aspetto di profonda differenza tra Hegel e Marx sta nel loro atteggiamento verso la realtà politica presente. 11° Tesi su Feuerbach). in se stesso necessario dialetticamente. ma anche un contributo pratico alla sua evoluzione e al suo compimento.

Marx riprende quelle che sono le categorie del pensiero storico di Hegel. invasioni. sia la centralità per entrambi del concetto di stato. la nascita di individui più ricchi e potenti che comandano e di altri che ne sono comandati: lo stato insomma. e altre più prettamente spirituali (arte.4) Altri punti di continuità tra Hegel e Marx Un altro aspetto interessante del dircorso sul rapporto tra Hegel e Marx è osservare come Marx utilizzi molte categorie del pensiero di Hegel. lo stato è il “grande nemico” dell'uomo. Secondo Hegel la storia finisce dialetticamente con lo stato dei suoi giorni. In tale tipo di vita lo Spirito non si è ancora manifestato nemmeno nelle sue forme più semplici e primitive. da questo discorso. Secondo Hegel la storia inizia solo con il sorgere dello stato. poiché ciò che è materiale è per sua natura intriso di elementi di contingenza. lo stato è secondo Marx ciò che deve essere superato. e le sue istituzioni). filosofia). poiché la vita senza stato rimane ancora a uno stadio puramente naturale e animale. C – Infine. rispetto a Hegel inverte i termini del problema. vede nella realtà concreta e materiale (economica. Secondo Marx invece. religione. casualità e imprevedibilità. la storia finirà con la scomparsa dello stato e. Quest'ultimo infatti. soprattutto) il motore stesso dell'evoluzione dell'umanità. per Marx la storia umana è storia dello stato nelle sue fasi centrali (asiatica.) di cui la storia materiale inevitabilmente è piena e che possono trasformare anche pesantemente il suo corso. secondo il quale la storia umana ha diverse componenti che corrono in parallelo tra loro: una politica (lo stato appunto. ponendo queste espressioni spirituali e politiche (quindi non economiche) non come il momento centrale della storia umana (espressione dell'Idea assoluta nella sua evoluzione). rivolgimenti. con quella delle diseguaglianze sociali che ad esso sono consustanziali! Appare chiara quindi. poiché da idealistica diviene materialistica. feudale. La dialettica di Marx è dunque molto meno chiara e logica rispetto a quella di Hegel. Per Hegel la storia è storia dello stato. Abbiamo visto che la dialettica di Hegel viene stravolta da Marx. il primo invece struttura. come si è visto. rovesciandole. E soprattutto. B – Un altro concetto che Marx mutua da Hegel è quello di stato. Inoltre si è già accennato a come la dialettica “astratta” di Hegel (astratta appunto perché ideale) sia molto diversa da quella. borghese) ma non in quelle iniziali e soprattutto non in quella finale (Comunismo). Marx tuttavia. poiché solo a partire da esso ha inizio la stratificazione sociale. anche se – nel bilancio storico di Marx – vi sono senza dubbio delle trasformazioni di lungo corso caratterizzate da una logica intrinseca. prima di esso essa non è ancora iniziata. esso non può svilupparsi con altrettanta linearità rispetto a quello hegeliano. A – Abbiamo già parlato della dialettica. di Marx. antica. con esso. ecc. anche se come sempre stravolgendolo. bensì come il prodotto di un'evoluzione più profonda: l'evoluzione economica. questi ultimi vengono definiti sovrastrutture (ovvero strutture secondarie e derivate). Essendo quest'ultimo fattore causa dei precedenti. secondo Marx invece. il grande ostacolo alla libertà e al completamento degli individui. molto meno chiara e lineare. ovvero di un'organizzazione politica e sociale basata sulla divisione e quindi sulla diseguaglianza. di carattere materiale (e ciò in quanto l'economia è il mezzo che l'umanità ha per perpetuare se stessa su un piano meramente fisico e materiale). . non influenzata da quei fattori contingenti e casuali (quali ad esempio carestie. Se questa è la base del suo discorso dialettico. coincide con la nascita delle classi sociali e della diseguaglianza tra gli uomini. sia la differenza di impostazione dei due filosofi.

si deve dire che – stando almeno.la sintesi (se vogliamo chiamarla così. di ostacolare le forze produttive nel loro processo di sviluppo. (A proposito del rapporto di generazione dei modi di produzione. anziché favorirle. in particolare politiche e istituzionali.l'antitesi è invece il momento nel quale la struttura produttiva della società si evolve in modo conflittuale rispetto alle sovrastrutture vigenti: in altri termini.. e di definirla meglio. Abbiamo visto che la dialettica per sua natura si muove sulla base di tre posizioni: tesi –> antitesi – > sintesi.5) La dialettica materialista di Marx Il rapporto tra struttura e sovrastruttura appena definito ci dà modo di tornare sul tema della dialettica marxista. vigenti all'interno della società: è la fase positiva e ascendente del modo di produzione. come una tesi. come nella fase precedente. È chiaro che anche questa sintesi si pone. con le attività della sfera economica. l'organizzazione politica e giuridica della società contrasta. a quanto so io – Marx chiarisce in modo sostanziale solo il passaggio dialettico dal feudalesimo alla società capitalista e borghese. e che quindi questo modo di produzione entrerà in crisi a sua volta. Possiamo definire meglio la natura di esse all'interno del sistema di pensiero marxista: . quindi con il naturale e inevitabile sviluppo delle forze produttive. . di nuovo in armonia con la (nuova) sfera produttiva e quindi capaci di favorire anziché. quella in cui esso inizia a entrare in crisi. cioè svilupperà in se stesso un'antitesi e culminerà in una nuova sintesi. molto meno chiara. È la fase declinante del modo produttivo. è la dinamica del passaggio dalla fase asiatica a quella schivile e da questa a quella feudale! E questo a riprova del fatto che la dialettica marxiana è decisamente meno chiara e univoca di quella hegeliana.) . . e da questa al socialismo. nella sua visione. rispetto ai momenti successivi. nel quale le antiche sovrastrutture sono oramai state scalzate e sostituite da altre.la tesi è il momento storico nel quale esiste una sostanziale armonia tra la struttura produttiva (il modo concreto di produrre) e il sistema delle sovrastrutture.. ovvero in un nuovo modo di produzione. per mantenere il parallelo con Hegel) è costituita dal superamento di tale conflittualità attraverso la nascita di un nuovo modo di produzione.

Se si escludono quindi il primo modo produttivo (prestatale o tribale) e l'ultimo (post-statale o comunista). e infine le classi infime..tesi: armonia tra struttura economica e sovrastrutture: cioè la classe politicamente e ideologicamente dominante è effettivamente la classe dominante anche a livello economico (ad . ovvero al modo di produzione da cui essa è caratterizzata. una natura innanzitutto materiale ed economica! B – La lotta di classe: Se vi fosse una sola classe dominante. porta la vecchia classe dominante a essere superata da una nuova classe. arte e filosofia). Hegel parla sì di una lotta tra diversi soggetti della storia concreta. Tedeschi. il proprio dominio.) e con essa una gerarchia sociale (alcuni ricoprono ruoli di maggiore prestigio. ma di lotta tra soggetti. ogni altro modo produttivo implica l'esistenza di una divisione sociale. in quello borghese è la borghesia capitalista. prestatale o tribale. Essa impone cioè un ordine politico e giuridico determinato attraverso la propria peculiare concezione dello stato. di natura dirigistica.6) La lotta di classe Un'idea totalmente originale all'interno del pensiero di Marx è costituita dalla lotta di classe. È una sorta di comunismo originario. ma alcuni svolgono alcune mansioni specifiche. in quello antico è la classe dei cittadini liberi. i cui membri costituiscono l'ultimo gradino dell'organizzazione sociale. almeno nella fase ascendente. che cambia a seconda del singolo modo di produzione: in quello asiatico è la casta dei funzionari statali. Questo implica che tutti siano eguali. la società umana è basata in tutti i suoi aspetti sull'organizzazione produttiva.. Questa gerarchia sociale implica l'esistenza di classi: ogni indiduo appartiene infatti a un determinato gruppo sociale. che caratterizzano un solo popolo. e un'ideologia dominante attraverso le proprie espressioni spirituali e culturali (religione. attraverso lo Stato e attraverso la cultura. al cui vertice sta il re. Ovviamente il popolo che fino ad allora aveva goduto del predominio mondiale (in quanto espressione della fase precedente) cercherà di non perdere il proprio primato e questo determina appunto la lotta tra i popoli. altri altre.) Vi sono classi alte e classi meno alte. in quello feudale è la nobiltà proprietaria dei feudi. In questo modo le sovrastrutture politiche e ideologiche contribuiscono a consolidare il predominio di tale classe. Romani. in quanto in tale popolo trova espressione la nuova fase dialettica di tale evoluzione. altri invece obbediscono a essi). ovvero un complesso di individui appartenenti a un'unica organizzazione giuridica e politica. il cui dominio ha tuttavia. Esiste chiaramente in ognuno di tali modi di produzione una classe dominante. Questo discorso ci riporta a quello sulla dialettica materialista: . caratterizzato però anche da una grande povertà. i sacerdoti. non vi è alcuna organizzazione sociale del lavoro.. Non si tratta quindi di lotta tra popoli. cioè a un unico stato. Invece la trasformazione delle forze produttive e quindi dell'organizzazione economica della società. A – La divisione in classi della società: Come si è detto. un concetto assolutamente assente nel pensiero di Hegel. Solo nella prima fase. che i membri della comunità godano tutti di pari dignità e ricchezza. ogni fase dello Spirito è caratterizzata dalla prevalenza di un popolo sugli altri (Greci. non vi sarebbe lotta di classe. le classi sociali. se essa rimanesse saldamente al potere per sempre. Nelle fasi successive inizia a formarsi un'organizzazione sociale del lavoro (cioè non tutti fanno tutto. ovvero di una gerarchia di classi. ma essa consiste per lui essenzialmente nella lotta tra i popoli: secondo la sua visione infatti. Ognuna di queste classi dominanti impone alle altre classi. caratterizzato appunto da un certo ruolo economico e sociale (ad esempio: i contadini. gli scribi.. La lotta di classe di cui parla Marx è invece un meccanismo tutto interno alla società. data la natura ancora primitiva delle forze produttive.). ecc.

antitesi: conflitto tra struttura economica e sovrastrutture: cioè la classe politicamente e ideologicamente dominante non corrisponde più a quella effettivamente dominante a livello economico. Questo perché la struttura economica della società si è evoluta in modo autonomo e contrastante rispetto alla conformazione che aveva avuto in passato. la nobiltà terriera nella fase ascendente del modo di produzione feudale) . rendendo obsolete e superate le antiche sovrastrutture politiche e culturali (un esempio di questa situazione è la nobiltà terriera nella fase calante del modo di produzione feudale. fu ottenuto attraverso una rivoluzione violenta). C – Il comunismo e la fine dello stato e della lotta di classe: Lo stato è la struttura politica che sanziona e giustifica le differenze di classe esistenti e il predominio di una singola classe sulle altre. Né ciò deve stupire: infatti. La lotta di classe quindi. in altri stati invece (ad esempio in Francia. la trasformazione dell'economia in senso comunista ed egualitario (con la scomparsa delle classi) comporta inevitabilmente anche la scomparsa dello stato stesso. Tuttavia. dove vi fu la Rivoluzione francese) un tale risultato. su sempre nuovi modi di sfruttamento dell'uomo sull'uomo. l'ultima fase dell'evoluzione dialettica dell'umanità (comunismo) sarà costituita dalla scomparsa sia di esso che delle classi sociali. ovvero di una nuova armonia tra forze produttive e sfera politico-ideologica della società: il che significa che la nuova classe dominante ha conquistato (attraverso una rivoluzione violenta o un processo graduale e pacifico) il primato non solo economico ma anche politico e ideologico e si è avuta quindi l'affermazione completa di un nuovo tipo società. si comprende solo nel quadro della dialettica materialista. così la classe politicamente e ideologicamente dominante deve coincidere con quella materialmente ed economicamente dominante. Il processo di allineamento tra economia e società civile si esprime quindi. sul piano sociale. vi sarà inevitabilmente anche la fine dello stato.sintesi: creazione di un nuovo ordine sociale. fase in cui si afferma l'economia borghese e in cui la borghesia gradualmente scalza il predominio nobiliare→ LOTTA DI CLASSE!) . o quasi. In altri termini. Con il comunismo ha fine la storia umana intesa come lotta tra le classi e come avvicendarsi di modi di produzione basati su sempre nuove forme di disparità sociale. la cui ragione di esistenza è costituita appunto dall'esigenza di giustificare e mantenere tale divisione. caratterizzata da un diverso modo di produzione e da diverse sovrastrutture (la borghesia in certi stati europei (soprattutto Inghilterra) arrivò a tale risultato in modo graduale e non violento. cioè a livello di lotta politica e ideologica tra classi. Come le forme di organizzazione economica devono essere riflesse in quelle di organizzazione politica (e nella cultura). La dialettica materialista ha difatti una componente economica e una sovrastrutturale. pur preparandosi nel corso di lunghi anni. con la fine della società di classe (cioè della divisione della società in classi) connessa con l'instaurazione del comunismo. se lo stato come organizzazione politica (e militare coercitiva) esiste in funzione del mantenimento dell'organizzazione economica basata sulle classi. . nella lotta di classe.esempio. di cui è l'espressione o la manifestazione sociale.

”(cfr. B – Le successive fasi statali sono caratterizzate dalla divisione del lavoro e. Ma tutti gli uomini “storici”. I). Anche Marx riprende questo concetto. inteso come specie umana o come la somma degli individui che partecipano allo svolgimento della storia (passata. se non si smarrisse negandosi nella materia e nella Natura. o critico. il pomeriggio pescare. il concetto di alienazione non si applica allo Spirito assoluto (che infatti per lui non esiste) e nemmeno alle forma di organizzazione produttiva o alle sovrastrutture politiche e ideologiche. concreto. come nel suo pensiero Marx sposti l’attenzione del discorso hegeliano in direzione della concretezza e della materialità. dall’implementazione costante della produzione economica e del benessere. una volta di più. per il fatto stesso di dovere ricoprire un ruolo sociale predeterminato. L’operaio moderno. il che significa che ogni uomo è pari agli altri. L’uomo storico è quindi per forza di cose un uomo alienato. permetterà agli individui di riappropriarsi di se stessi. senza diventare né cacciatore. attraverso l’eguaglianza. C – Solo con il superamento della fase statale basata sulle classi. è l’esempio più eclatante ed estremo di alienzaione. tale divisione implica anche l’esistenza di gerarchie e di ruoli sociali prefissati. presente e futura). costretto a lavorare alle dirette dipendenze di un padrone (dal momento che non è più proprietario nemmeno dei mezzi attraverso cui produce). La fine della storia coincide quindi per Marx con la fine dell’alienazione dell’uomo storico. questa completezza spirituale ha un prezzo. domani quell’altra. attraverso il lungo e tortuoso cammino della dialettica storica. con essa. Tuttavia. la sera allevare il bestiame. o pastore. né pescatore. L’ideologia tedesca. pescatore. l’uomo riguadagnerà la sua originaria libertà: solo il comunismo infatti. Piuttosto esso si applica all’idea di uomo. Scrive Marx a tale proposito: “…appena il lavoro comincia ad essere diviso ciascuno ha una sfera di attività determinata ed esclusiva che gli viene imposta e dalla quale non può sfuggire: è cacciatore. cosí come mi vien voglia. la società regola la produzione generale e appunto in tal modo mi rende possibile di fare oggi questa cosa. data la natura ancora primitiva delle conoscenze umane. né critico. e tale deve restare se non vuol perdere i mezzi per vivere. ovvero l’endemicaprecarietà della condizione materiale degli uomini. sono alienati. Nella sua visione. Egli è cioè padrone di sé. quindi la limitazione della libertà individuale e l’alienazione dell’uomo da se stesso. ma come sempre capovolgendolo in senso materialistico. . entità astratta e metafisica per eccellenza! È evidente dunque. operando così un rovesciamento materialistico delle categorie concettuali del suo predecessore e maestro. A – Nella fase primitiva e prestatale della storia umana. che limita la loro natura nella sua totalità. scisso al suo interno. Infatti. se l’Idea o lo Spirito non si alienasse da se stesso. laddove nella società comunista. che non è costretto all’interno di rapporti sociali predeterminati (che si esplicano nell’esistenza delle classi sociali).7) Il concetto di alienazione in Hegel e in Marx La dialettica hegeliana si basa sul concetto di alienazione. né pastore. non potrebbe poi ritrovare se stesso.anche peraltro gli esponenti delle classi socialmente dominanti. del proprio essere profondo. emancipandosi da ogni dipendenza da modelli estrinseci. non deve sacrificare parte di se stesso per adeguarsi al ruolo che la società gli impone – non deve quindi alienarsi. la mattina andare a caccia. dopo pranzo criticare. prendere le distanze da parte della propria umanità! Certo. in modo simile ma anche opposto a come per Hegel tale fine si compie nell’autocoscienza assoluta (ovvero nel ritorno a se stesso) dello Spirito. in cui ciascuno non ha una sfera di attività esclusiva ma può perfezionarsi in qualsiasi ramo a piacere. l’uomo non conosce il fenomeno dell’alienazione da se stesso. In essa infatti la società è ancora priva di gerarchie sociali.

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