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Claudio Gasparini

CAD Tutor LT 2000
Corso interattivo di
AutoCAD LT 2000

Guida didattica del corso di AutoCAD
su CD-Rom e disponibile anche nel sito:
www.corsiinrete.it

Questo manuale completa ed estende le spiegazioni fornite nel
CD-Rom CAD Tutor LT 2000 nel sito Internet.

Per una maggior efficacia didattica nel CD-Rom e nel sito sono
forniti dei video che illustrano passo-passo tutte le azioni
necessarie per la realizzazione degli esercizi








Corsi in Rete Editore
Via Go·one 56 - 20155 Milano

Sito web: www.corsiinrete.it

2 CAD Tutor LT Claudio Gasparini




















CAD 1utor L1 2000
Corso interattivo di AutoCAD L1 2000

Ouesto guida didattica e allegata al (orso su (D-Rom C.D )vtor í)
2000 di (laudio Gasparini e scaricabile da Internet come parte integrati·a
al (orso. Auto(AD e Auto(AD L1 sono marchi registrati da Autodesk
Inc.
Ouest'opera e stata rilasciata sotto la licenza (reati·e (ommons
Attribution - Non(ommercial - NoDeri·s.
Per leggere una copia della licenza ·isita il sito web
http:´´creati·ecommons.org´licenses´publicdomain´ o spedisci una
lettera a (reati·e (ommons. 559 Nathan Abbott \av. Staníord.
(aliíornia 94305. USA.
© (opvright 2000-2002 bv (laudio Gasparini. Nessuna parte di questo
manuale puo essere riprodotto. copiata e pubblicata senza l`autorizzazione
scritta dell`autore. Ldito il 16 íebbraio 2002
e-mail: claudio.gasparini(corsiinrete.it

Sito dei corsi e di nuo·i aggiornamenti: http:´´www.corsiinrete.it´


Corso CAD Tutor LT

Ouesto corso si ri·olge a chi inizia ad usare Auto(AD. sia nella ·ersione L1 che nella
·ersione completa. lornisce le iníormazioni principali per poter utilizzare il
programma nel disegno tecnico.

Le uniche conoscenze richieste sono quelle relati·e al disegno tecnico tradizionale. Le
lezioni sono strutturate in 12 moduli didattici e íorniscono gli strumenti di
conoscenza íondamentali per poter utilizzare il programma in modo produtti·o.

La guida didattica e integrata da un (D-Rom interatti·o che contiene spiegazioni
teoriche accompagnate sempre da esempi di applicazione nel disegno riprodotti con
sequenze ·ideo resi che illustrano. passo-passo. tutte le operazioni eseguite con il
programma nella realizzazione dei disegni. I 41 ·ideo sono in íormato AVI ed hanno
una durata complessi·a di quasi 3 ore di sequenze operati·e.

Nella cartella Lsercizi` sono contenuti i disegni utilizzati nei ·ideo e nei singoli
moduli. Permettono di realizzare con il proprio computer e con il programma Demo
íunzionante allegato al (D-Rom di essere operati·o nell`esecuzione dei ·ari esercizi e
dimostrazioni presentate nei ·ideo.

Alla íine di ogni modulo ·engono presentati degli esercizi di ·eriíica che permettono
il riscontro del proprio li·ello di apprendimento. Nel sito www.corsiinrete.it sono
disponibili gli esercizi in íormato D\G di Auto(AD che presentano anche la
soluzione e che permettono di ·eriíicare le proprie conoscenze raggiunte.



Prefazione
1 CAD Tutor LT Claudio Gasparini

Indice

J. Dal disegno tradizionale al CAD
1.1 La scala del disegno
1.2 Impostazione dei disegni
1.3 Le iníormazioni del disegno
1.4 Il disegno modello
1.5 La precisione del disegno
1.6 Diííerenze con Auto(AD 2000

2. Interfaccia di AutoCAD
2.1 (ome usare Auto(AD L1
2.2 Uso della tastiera
2.3 I menu a discesa
2.4 Barre degli strumenti
2.5 Menu a cursore
2.6 Uso del mouse

3. Il sistema di coordinate
3.1 (oordinate di un punto
3.2 (oordinate relati·e cartesiane
3.3 (oordinate relati·e polari
3.4 (oordinate Globali e Utente
3.5 (on·enzione della mano destra

4. Come iniziare un disegno
4.1 (reazione di un nuo·o disegno
4.2 Preíerenze e unita di misura
4.3 Limiti
4.4 Impostazioni del disegno
4.5 Gestione dei Laver

5. Strumenti di disegno
5.1 Inserimento degli oggetti
5.2 Proprieta degli oggetti
5.3 Punto
5.4 Linea
5.5 Polilinea
5.6 Arco
5.¯ (erchio.
5.8 Lllisse
5.9 Spline
5.10 Poligono
5.11 1ratteggio

6. Controllo della visualizzazione
6.1 Pan
6.2 Zoom
6.3 Vista aerea
6.4 Uso di íinestre aííiancate


7. Modifica del disegno
¯.1 La selezione degli oggetti
¯.2 Oííset
¯.3 1aglia
¯.4 (opia e Sposta
¯.5 Serie
¯.6 Ruota
¯.¯ Raccordo e (ima
¯.8 Specchio


8. I 1esti
8.1 Lo stile di testo
8.2 Inserimento di un testo
8.3 Modiíica del testo
8.4 Modiíica dello stile di testo

9. Le quote
9.1 (ome inserire le quote
9.2 Gli elementi delle quote
9.3 Lo stile di quota
9.4 Ouote associati·e
9.5 Modiíica delle quote


J0. I blocchi
10.1 (reazione dei blocchi
10.2 Inserimento dei blocchi
10.3 Attributi dei blocchi
10.4 Lstrazione degli attributi

JJ. Il disegno in 3D
11.1 (reazione di oggetti in 3D
11.2 Deíinizione dei punti di ·ista
11.3 (reazione di piu íinestre

J2. Layout e stampa dei disegni
12.1 L`uso del lavout di disegno
12.2 Utilizzo di un modello
12.3 Modiíica di un lavout
12.4 La scala del disegno
12.5 La stampa di un disegno
12.6 Lsempio graíico









Dal disegno tradizionale al CAD
• ].] ía .cata aet ai.egvo
• ].2 ívpo.ta.iove aei ai.egvi
• ].² íe ivtorva.iovi aet ai.egvo
• ].1 ít ai.egvo voaetto
• ].: ía preci.iove aet ai.egvo
• ].ó Ditterev.e cov .vtoC.D 2000

Ove.to cor.o torvi.ce te covo.cev.e covcettvati ea operatire per t`vtiti..o aet progravva
.vtoC.D í) vet ai.egvo tecvico. Ri.petto at ai.egvo traai.iovate it ai.egvo cov vv
.i.teva C.D tCovpvter .iaea De.igv cioe Progetta.iove a..i.tita aat catcotatore)
pre.evta atcvvi ravtaggi e particotarita.

1.1 La scala del disegno
Il disegno con un sistema (AD e quindi anche con Auto(AD a··iene sempre in
scala reale J:J tutti i disegni ·engono inseriti con misure reali corrispondenti ad
unità di disegno. Auto(AD non utilizza un sistema predeíinito di unita di misura
come metri o centimetri. ma solo unità di disegno che possono corrispondere a
mm. cm o m a seconda del settore di utilizzo. In meccanica l`unita di misura e il
millimetro mm,. mentre in edilizia l`unita e il centimetro cm, ed in cartografia si
utilizza il metro m,


Iig.J

Di.egvo veccavico:
t`vvita ai vi.vra e
it vittivetro tvv)











Disegnando in scala 1:1. la scala ·iene deíinita solo quando si de·e stampare il
disegno su carta plottare, permettendo anche di impostare scale distinte su ·iste
diííerenti dello stesso disegno.

I ·antaggi dell`utilizzo di una scala 1:1 si possono riassumere nei seguenti punti:
- le misure di disegno sono reali e tutto il processo di la·oro ·iene íacilitato:
Capitolo 1
ó CAD Tutor LT Claudio Gasparini

- uno stesso disegno puo essere stampato a scale di·erse e su íormato di carta di·ersi.
senza modiíiche al disegno.
1.2 ¡mpostazione dei disegni
Un disegno tecnico prima di essere stampato richiede la deíinizione di un lavout che
puo ·ariare a seconda della scala e del íormato del íoglio di disegno. A ·olte e
necessario stampare uno stesso disegno in dimensioni o scale distinte perché le
esigenze di presentazione di un progetto possono essere di·erse. Per síruttare questa
ílessibilita íornita dal programma si utilizzano due ambienti di la·oro distinti: lo
spazio Modello e lo spazio Carta. I disegni ·engono creati nello .pa.io Moaetto e
mentre la parte di creazione del lavout íinale messa in ta·ola, a··iene nello spa.io
carta.

Lo .pa.io Moaetto contiene tutte le iníormazioni relati·e alla geometria del progetto
mentre nello .pa.io Carta ·engono inserite tutte le iníormazioni alíanumeriche che
sono di completamento alla geometria. come quote. testi e tabelle..

Iig. 2

ít voaetto rieve ai.egvato
vetto .pa.io Moaetto e
ri.vati..ato vetto .pa.io
Carta











L`utilizzo dei due ambienti ·iene pero apprezzato appieno quando si utilizzano le
íunzioni tridimensionali perché si possono rappresentare un progetto in ·iste
diííerenti che possono essere indiííerentemente proiezioni ortogonali. ·iste
assonometriche o prospettiche. Se si apprende l`uso dei due ambienti operati·i` si
possono rica·are note·oli ·antaggi di risparmio di tempo anche nella normale
produzione di disegni bidimensionali

Dal disegno tradizionale al CAD ¯



Iig. 3 -íayovt tivate aet ai.egvo .v carta
1.3 Le informazioni del disegno
Un progetto richiede l`organizzazione delle iníormazioni secondo schemi íunzionali.
strutturali. operati·i e costrutti·i. Nel disegno tradizionale questo a··iene con i lucidi
di disegno che in Auto(AD sono rappresentati dai Laver. La gestione delle
iníormazioni íatte con i Laver permette una íacile gestione dei colori e dei tipi di linee
e garantisce una migliore ·isualizzazione dei disegni e la íacile modiíica delle entita
graíiche. Inoltre l`organizzazione dei disegni secondo Laver distinti permette la
separazione delle iníormazioni da stampare nella comunicazione del progetto: in un
progetto edilizio iníatti i disegni tecnici destinati al cantiere non de·ono riportare le
iníormazioni relati·e agli arredi e ·ice·ersa i disegni degli arredi non de·ono riportare
la posizione dei íerri delle armature.



Iig. 4 - íayer per ai.tivgvere it tipo ai ivtorva.iovi.

(on i Laver quindi e possibile gestire in modo eííiciente tutte le iníormazioni di un
progetto e creare un'uniíormita nelle ta·ole tecniche.


º CAD Tutor LT Claudio Gasparini

















I
Iig. 5 - Di.egvo vetto ´pa.io Carta vetta .va rer.iove aetivitira

1.4 ¡l disegno modello
Rispetto al disegno tradizionale. un sistema (AD íornisce molte íunzioni che
rendono il la·oro piu ·eloce e preciso. Una íunzione molto comoda e la possibilita di
scegliere. quando s'inizia un nuo·o disegno. un disegno modello. Il ai.egvo voaetto.
che corrisponde ad un íoglio di disegno gia squadrato. contiene le impostazioni di
base di un disegno che quindi possono essere utilizzate per tutta la produzione graíica
di un progetto.

Iig. 6 - íive.tra ai .cetta aet voaetto aa vtiti..are vet vvoro ai.egvo.

Il ai.egvo voaetto si distingue per la di·ersa estensione dei íile sal·ati. .DW1. mentre i
normali íile di disegno di Auto(AD hanno come estensione le lettere .DWG.
Dal disegno tradizionale al CAD 9

1.5 La precisione del disegno.
Per rendere il disegno preciso e ·eloce si possono utilizzare alcune íunzioni di
modiíica ed editazione íornite dal programma. quali Copia. per la riproduzione degli
oggetti in modo semplice comando Copia, o secondo una matrice rettangolare o
polare comando Serie,. Gli oggetti graíici possono anche essere deíormati secondo
un parametro di scalatura comando Scala, e secondo dei ·alori di deíormazione
comando Stira,.


Iig. 7

Per arer ta
va..iva
preci.iove ai
ai.egvo .i
vtiti..avo gti
´vap. cioe tittri.
per avcorare te
rarie tivee tra ai
toro.




Per íacilitare l`azione di disegno si puo ricorrere a due íunzioni graíiche molto utili: la
Griglia che íornisce una griglia di riíerimento ·isibile durante il tracciamento delle
linee la íunzione di Snap che costringere il cursore dentro una matrice in·isibile
durante i suoi spostamenti. La Griglia ha solo una íunzione di aiuto ·isi·o mentre lo
Snap limita eííetti·amente il passo del cursore. Lntrambe queste íunzioni possono
essere atti·ate o disatti·ate durante le íasi di la·oro.

¡nterfaccia di AutoCAD
• 2.] Cove v.are .vtoC.D í)
• 2.2 |.o aetta ta.tiera
• 2.² í vevv a ai.ce.a
• 2.1 ßarre aegti .trvvevti
• 2.: Mevv a cvr.ore
• 2.ó |.o aet vov.e

Per vtiti..are vv progravva gratico iv voao etticace e rapiao e vece..ario covo.cere te rarie
voaatita ai aiatogo cov it .i.teva ea iv particotare te ivtertacce graticbe cbe pervetto ta .cetta
aette rarie opera.iovi.

2.1 Come usare AutoCAD
Uno stesso comando puo essere atti·ato in di·ersi modi pur íornendo lo stesso
risultato:
• da tastiera. digitando il comando nella íinestra (omando
• con il mouse utilizzando i menu a tendina
• selezionando le icone nelle Barre degli strumenti
Il disegno ·iene ·isualizzato nella finestra grafica che rappresenta l`area di
la·oro e che puo essere suddi·isa in piu ri.te .vt ai.egvo.
2.2 Uso della tastiera
Il modo piu completo e diretto per inserire i comandi in Auto(AD e mediante la
tastiera digitandoli direttamente nella íinestra Covavao. Non e sicuramente un modo
molto comodo ma rimane. per molti comandi. quello obbligato per la necessita di
scegliere íra le ·arie opzioni disponibili.








Iig. 8 · íive.tra Covavao cov ri.vati..ate te vttive tre rigbe ai aiatogo

La Iinestra Comando rappresenta il modo piu diretto di dialogo con il
sistema perché in quest`area ·engono ·isualizzate le richieste del sistema
durante le operazioni di disegno.

Capitolo 2
Interfaccia di AutoCAD ]]


2.3 ¡ menu a discesa
(on il mouse si possono selezionare le íunzioni ed i comandi utilizzando i
vevv a ai.ce.a come in tutti i programmi di \indows. Per alcuni comandi
inoltre i menu a discesa presentano dei sottomenu e·idenziati dalla presenza di
una íreccia.

Iig. 9

Mevv a tevaiva ai Arco cov
ri.vati..ato avcbe it vevv
.ecovaario cov te op.iovi
ai.povibiti per it covavao .cetto.
ía treccia a tiavco ai ogvi roce
ivaica cbe e ai.povibite vv
.ecovao vevv.














2.4 Barre degli
strumenti
Le Barre degli strumenti contengono le icone dei principali comandi di
Auto(AD. Per conoscere il nome del comando e suííiciente posizionare. senza
cliccare. il cursore sopra un`icona per a·ere l`indicazione del nome del
comando che quell`icona atti·a.

In Auto(AD L1 inizialmente ·engono ·isualizzate quattro barre degli
strumenti:

- Barra degli strumenti Standard
- Barra degli strumenti Proprietà oggetto
- Barra degli strumenti Disegna
- Barra degli strumenti Modifica



íig. ]0 ßarra aegti .trvvevti Standard. Pre.evta te tvv.iovi ba.e ai tvtti i
progravvi ai !ivaor..

]2 CAD Tutor LT Claudio Gasparini



Iig. JJ · ßarra aegti .trvvevti Proprietà oggetto. ´i pvo voaiticare it cotore. it
tipo ai tivea e it íayer.



Iig. J2 · ßarra aegti .trvvevti Disegna. Covtieve tvtte te tvv.iovi ba.e aet ai.egvo.



Iig. J3 · ßarra aegti .trvvevti Modifica. Pre.evta i privcipati covavai ai
eaita.iove e voaitica aegti oggetti.

1utte le barre degli strumenti si possono spostare all`interno della íinestra
graíica ed e possibile inoltre modiíicare i pulsanti aggiungendone altri. La
posizione e il contenuto ·iene mantenuto anche nelle sessioni successi·e.
2.5 Menu a cursore
Un tipo di menu utilizzato spesso durante le íasi di disegno e il menu a cursore che si
atti·a premendo il ta.to ae.tro del mouse. Le íunzioni che presenta permettono di
terminare o annullare la íase di disegno. operare uno spostamento o uno zoom senza
interrompere la sequenza



Iig. J4

Mevv ai snap ad oggetti.
1ieve ri.vati..ato prevevao it ta.to
destro aet vov.e e it ta.to
MAIUSC aetta ta.tiera. Pre.evta
tvtti i filtri di snap piv vtiti per
vv iv.erivevto preci.o aette evtita
graticbe vet ai.egvo.







Interfaccia di AutoCAD ]²


Premendo anche il tasto MAIUS( della tastiera contemporaneamente al destro del
mouse si atti·a un secondo vevv a cvr.ore relati·o ai íiltri di snap ad oggetto per il
disegno di precisione.
2.6 Uso del mouse

In un mouse a due pulsanti. il pulsante sinistro e utilizzato per la selezione in
particolare:
• Speciíicare la posizione nello spazio
• Selezionare gli oggetti da modiíicare
• Scegliere le opzioni dei menu e nelle íinestre di dialogo

Il pulsante destro ·iene utilizzato principalmente per :
• 1erminare un comando in esecuzione come la íunzione In·io
• Visualizzare il menu di snap ad oggetto
• Visualizzare la íinestra del menu a cursore

La íunzione del pulsante destro del mouse puo essere modiíicata nella íinestra
di dialogo Opzioni.
In un mouse a tre tasti. il tasto centrale puo essere personalizzato. Di base
ser·e per aprire il menu a cursore.













Iig. J5 · ít vov.e e to .trvvevto ba.e per aiatogare cov it covpvter e avcbe
per ai.egvare.

¡l sistema di coordinate
• ².] Cooraivate ai vv pvvto
• ².2 Cooraivate retatire carte.iave
• ².² Cooraivate retatire potari
• ².1 Cooraivate Ctobati e |tevte
• ².: Covrev.iove aetta vavo ae.tra

Per ivairiavare te cooraivate vetto .pa.io. .vtoC.D vtiti..a it .i.teva iv coordinate
cartesiane cove .i.teva gratico ai riterivevto.
^etto .pa.io vv pvvto rieve ivairiavato aai ratori aetta ai.tav.a aatt`origive aet .i.teva vi.vrata
.vi tre assi X,Y,Z. ´e vorvatvevte .i vtiti..a it vov.e per ai.egvare. a rotte pero e vece..ario.
qvavao .i ricbieae vva preci.iove ai tracciavevto. iv.erire te cooraivate iv torva vvverica aa
ta.tiera.
3.1 Coordinate di un punto
Nel sistema in coordinate cartesiane. ogni punto nello spazio e indi·iduato da tre
·alori numerici. X,Y,Z, corrispondenti alla distanza del punto dall'Origine del
sistema. Gli assi sono ortogonali íra loro e hanno una direzione positi·a.

Nel disegno il punto PJ e indicato con coordinate assolute 2.2. il punto P2 con
coordinate 12.2 e cosi gli altri punti. Utilizzando le coordinate assolute ogni punto
de·e essere indicato con due ·alori assoluti: non íornisce quindi un modo operati·o
molto age·ole e per questo ·iene usato solo in casi particolari.


Iig. J6

)racciavevto ai vv
rettavgoto iv cooraivate
a..otvte. )vtte te
cooraivate .ovo iv.erite
aa ta.tiera a tavvo
riterivevto att`origive
a..otvta aet ai.egvo. Per
qve.to vov .ovo
vtiti..ate percbe vov
.ovo vtiti vet vorvate
ai.egvo.





Capitolo 3
Il sistema di coordinate ]:

3.2 Coordinate relative cartesiane
Per il disegno di precisione si utilizzano le coordinate cartesiane relati·e: si indica
cioe la distanza X..\ di un punto da un`origine retatira rappresentata dall`ultimo
punto inserito.


Iig. J7

Co.trv.iove aet
rettavgoto iv cooraivate
retatire carte.iave.












Per disegnare lo
stesso rettangolo. dopo a·er inserito il primo punto PJ con il mouse. il secondo
punto. P2. ·iene inserito digitando: mJ0,0

Il simbolo m (chiocciola) prima dei ·alori numerici indica che le coordinate che
seguono sono relati·e.

Iníatti le coordinate relative cartesiane íanno riíerimento all'ultimo punto
inserito. considerato origine temporanea relati·a, del sistema.

La sintassi utilizzata in Auto(AD e la seguente:

m delta X, delta Y (, delta Z)

Ad esempio il ·alore della coordinata X sara positivo se nella direzione po.itira
aett`a..e. ·erso destra. mentre sara negativo se nella aire.iove vegatira dell`asse. quindi
·erso sinistra.

Per disegnare il rettangolo la procedura e la seguente:
Comando: LINEA
Dal Punto: 2,2 (coord. Assolute con il mouse)
Al punto: @ 10,0
Al punto: @ 0,5
Al punto: @ -10,0
Al punto: @ 0,-5
Al punto: INVIO (per terminare l’inserimento)

]ó CAD Tutor LT Claudio Gasparini

3.3 Coordinate relative polari
Si possono usare le coordinate relative polari . spesso in alternati·a alle relati·e
cartesiane. Le coordinate polari richiedono la speciíica della distanza relati·a del
punto dall`origine relati·a e l`angolo íormato con l'asse X.

La sintassi delle coordinate relative polari e' la seguente:
m distanza < angolo
Nel disegno del rettangolo. il secondo punto ·iene inserito digitando: mJ0<0.
Il ·alore 10 e la distanza dall`ultimo punto mentre l`angolo con l`asse X e zero.



Iig. J8

ío .te..o rettavgoto
ai.egvato cov te
cooraivate retatire potari
ai v.o piv ivveaiato
ri.petto atte cooraivare
retatire carte.iave









3.4 Coordinate Globali e Utente
Auto(AD L1 utilizza due sistemi di coordinate: un sistema íisso. denominato
´i.teva ai Cooraivate Ctobati WCS,. e un sistema mobile. denominato ´i.teva ai
Cooraivate |tevte UCS,.
Nel sistema mondo WCS. l'asse ` e orizzontale. l'asse Y e ·erticale e l'asse Z e
perpendicolare al piano `Y. L'origine e il punto in cui gli assi ` e Y si intersecano
0.0, in basso a sinistra del disegno. Mentre il \(S e íisso il sistema U(S e mobile e
deíinibile dall`utente.

Si ricorre all`U(S perché il piano di disegno e necessariamente bidimensionale e
questo limite ·iene superato rendendolo libero di muo·ersi nello spazio.






Il sistema di coordinate ]¨


Iig. J9

ía po.i.iove aett`!C´
t´i.teva ai cooraivate
gtobate) at cevtro aegti
a..i. Ovavao .i voaitica
ta po.i.iove a..vve it
vove ai |C´ · ´i.teva
ai cooraivate |tevte










3.5 Convenzione della mano destra
Per stabilire una regola nell`orientamento nello spazio. si ricorre alla covrev.iove aetta
vavo ae.tra che consente di stabilire la posizione íissa dei tre assi íra di loro e allo
stesso tempo anche deíinire la direzione positi·a degli assi. compreso anche l'asse Z.
(on questa con·enzione e possibile determinare la direzione positi·a di una
rotazione attorno a un asse nello spazio 3D. che e po.itira vet .ev.o avtiorario.


Iig. 20

Per ivaicare ta
aire.iove e
t`orievtavevto aegti
a..i .i a..vve ta
covrev.iove aetta
vavo ae.tra. ^otare
ta aire.iove aetta
rota.iove attorvo ai
rari a..i.







Come iniziare un disegno
• 1.] Crea.iove ai vv vvoro ai.egvo
• 1.2 Preterev.e e vvita ai vi.vra
• 1.² íiviti
• 1.1 ívpo.ta.iovi aet ai.egvo
• 1.: Ce.tiove aei íayer

Priva ai ivi.iare vv vvoro ai.egvo e vtite ivpo.tare atcvvi paravetri ai ba.e cbe .ovo tvv.iovati
atta aivev.iove aett`area ai ai.egvo. at tipo ai tayovt aet togtio e atta aivev.iove e .cata aet ai.egvo
.v carta.
4.1 ¡mpostazione del disegno
Un disegno modello corrisponde nel disegno tradizionale al íoglio di lucido gia
squadrato e íornito di cartiglio del disegno tradizionale. La íunzione principale di un
disegno modello e quella di íornire dei disegni gia preivpo.tati íunzionali alle ·arie
esigenze di scala di stampa e di lavout graíico. I ai.egvi voaetto íacilitano il la·oro
perché permettono di utilizzare dei íile di disegno do·e sono gia deíinite molte
·ariabili graíiche che altrimenti do·rebbero essere deíinite in ogni nuo·o disegno.
Inoltre permettono di a·ere un'omogeneita costante in tutti gli elaborati graíici di un
progetto o piu in generale di una struttura di progettazione.
Un disegno modello si distingue da un disegno normale perché il íile ha un`estensione
.DW1 mentre un disegno normale ha l`estensione .DWG.

Ouando s'imposta un nuo·o disegno la íinestra Crea vvoro ai.egvo presenta tre
modalita d`inizio:
- |.a vv voaetto ai ai.egvo:
- |.a vv`avtocovpo.i.iove con due modalita nella scelta dei disegni:
- |.o ai vv aetavtt riducendo le ·arie scelte alla selezione íra sistema metrico o
in pollici.

4.2 Preferenze e unita di misura
L` possibile personalizzare molte impostazioni di Auto(AD L1 nella íinestra di
dialogo ´trvvevti ´ Op.iovi. Le ·arie schede permettono di modiíicare il percorso di
ricerca dei íile di supporto o nella scheda 1i.vati..a.iove cambiare la risoluzione del
modo di tracciare i cerchi o in Preíerenze personalizzare il pulsante destro del mouse.

In íorvato´|vita si deíinisce la precisione nell`indicazione delle unita di disegno
relati·e alla lunghezza lineare e angolare.



Capitolo 4
Come iniziare un disegno ]·

Iig. 2J

´cetta aet tipo ai vvita ai
ai.egvo e aette citre
aecivati vett`ivaica.iove
aette tvvgbe..e.














4.3 Limiti
(on il comando LIMI1I s'impostano le dimensioni dell`area di disegno deíinendo lo
spazio di ·isualizzazione di tutta l`area del progetto. Vengono richieste due
coordinate che corrispondono agli estremi della diagonale di tutta l`area del progetto.
La íunzione dei LIMI1I e principalmente di deíinire l`area di ·isualizzazione della
griglia e la dimensione della íinestra atti·ata con ZOOM 1utto.
Non ha nessun signiíicato deíinire i tiviti ti.ici di disegno perché i ·alori possono
essere modiíicati
durante le íasi di
la·oro.


Iig. 22

ía grigtia e
ri.vati..ata
att`ivtervo aett`area
aetivita aat covavao
ííM)í










20 CAD Tutor LT Claudio Gasparini

4.4 ¡mpostazioni del disegno
Auto(AD íornisce alcuni strumenti di disegno che permettono di essere ·eloci e
precisi nel la·oro.
La íinestra di dialogo ´trvvevti ´ ívpo.ta.iovi ai.egvo permette di atti·are e deíinire
alcune íunzioni utili.
La GRIGLIA ·isualizza una matrice di punti nell`area deíinita dal comando LIMI1I
e ha íunzione di aiutare nell`inserire gli oggetti nel disegno. al pari dei íogli di carta
millimetrata. La distanza e ·ariabile e puo a·ere i ·alori X e \ di·ersi.
La íunzione di SNAP deíinisce una griglia di punti in·isibili che pero limitano il
cursore dentro a inter·alli deíiniti dall`utente. La GRIGLIA e lo SNAP possono
a·ere ·alori di·ersi e non necessariamente uguali. Per atti·are le due íunzioni si puo
utilizzare tasti íunzione l9 per lo Snap e l¯ per la griglia. In alternati·a si puo
selezionare il comando nella barra di stato.



Iig. 23 - ívpo.ta.iovi aet ai.egvo: Detivi.iove aetto ´vap e aetta Crigtia.


Nella scheda ´vap aa oggetto si atti·ano le modalita di esecuzione dei íiltri sui punti
note·oli degli oggetti.
Gli .vap aa oggetto consentono di speciíicare in modo rapido e preciso un punto
geometrico su un oggetto durante il disegno scegliendo anche íra di·ersi snap atti·ati.

I principali íiltri di snap che si possono utilizzare sono:
- Iine: ·iene selezionata la íine dell`oggetto.
- Medio: esegue lo snap sul punto medio dell`oggetto:
- Centro: seleziona il centro del cerchio:
- Quadrante: snap sui punti cardinali di un cerchio o arco.
- Perpendicolare: seleziona la proiezione perpendicolare su una linea:
- 1angente: traccia la linea tangente ad un cerchio o arco a partire un punto
dato
Come iniziare un disegno 2]




Ricoraiavo cbe gti .vap aa oggetto .i troravo avcbe vet vevv aet cvr.ore cbe rieve attirato
prevevao it ta.to M.í|´C - ta.to ae.tro aet vov.e



Per attirare ´ ai.attirare gti .vap aa oggetto .i pvo prevere it ta.to tvv.iove I3.



Iig. 24

íive.tra ai
.cetta aegti
Snap ad
oggetto
per
t`iv.erivevto
aette evtita
graticbe
vtiti..avao i
pvvti
geovetrici
voteroti aegti
oggetti
pre.evti vet
ai.egvo.



4.5 Gestione dei layer
I laver equi·algono ai lucidi dei disegni tradizionali e s·olgono la íunzione di
organizzare e gestire le iníormazioni dei progetti.

Vediamo le caratteristiche íondamentali dei laver:
- Nome: ogni laver e distinto da un nome che puo assol·ere una íunzione nel
progetto per poterlo riconoscere immediatamente.
- Colore: si puo associare a tutte le entita di un laver un colore speciíico.
- 1ipo di linea: si possono assegnare un tipo di linea alle entita di un laver.
- Spessore di linea: tutte le entita contenute in un laver hanno un tipo di
linea unico.

Il disegno a··iene su un tayer correvte che se non e stato deíinito di·ersamente e il tayer
0 . tayer ai aetavtt di base,.
Il laver 0 e l`unico che mantiene lo stesso nome in tutti i disegni e che presenta
caratteristiche proprie rispetto agli altri creati dall`utente.

Le íunzioni del sistema che si possono atti·are su un laver esistente sono:
- Corrente: rende atti·o il laver in modo che tutte le entita siano inserite sul
laver selezionato.
22 CAD Tutor LT Claudio Gasparini

- ON/OII: un laver puo essere reso ·isibile o in·isibile per sempliíicare e
ridurre le iníormazioni presenti nel disegno.
- Congelato: presenta lo stesso risultato di ON´Oll con la diííerenza che gli
oggetti non ·engono calcolati dal sistema durante la rigenerazione. In un
disegno in 3D ad esempio un oggetto Oíí nasconde un altro oggetto anche
se e in·isibile: in·ece se covgetato non ha conseguenze sulla scena.
- Bloccato: il laver scelto non puo essere modiíicato durante le operazioni di
disegno e cancellazione.

Iig. 25 · ´cetta aegti ´vap aa oggetto .vi pvvti voteroti aette evtita

8trumenti di disegno
• :.] ív.erivevto aegti oggetti
• :.2 Proprieta aegti oggetti
• :.² Pvvto
• :.1 íivea
• :.: Potitivea
• :.ó .rco
• :.¨ Cercbio.
• :.º ítti..e
• :.· ´ptive
• :.]0 Potigovo
• :.]] )ratteggio

|v ai.egvo e co.titvito aa etevevti gratici .evptici qvati it pvvto. ta tivea ea it cercbio cbe
.ovo aetiviti ¨privitire graticbe biaivev.iovati¨ percbe co.titvi.covo te covpovevti ba.e aet
ai.egvo. Ogvi privitira ricbieae ta .pecitica aette cooraivate a`iv.erivevto cbe po..ovo e..ere iv.erite
iv airer.i voai: aa ta.tiera. aigitavao airettavevte te cooraivate. cov it vov.e pvvtavao vett´area
gratica oppvre iv.erite .vtte evtita e.i.tevti vet ai.egvo
5.1 ¡nserimento degli oggetti
Le íunzioni di disegno si atti·ano quasi sempre con il mouse sia scegliendo i ·ari
menu a discesa sia puntando direttamente le icone sulle barre degli strumenti. Va
ricordato che con la tastiera. anche se scomoda. e possibile accedere a tutti i comandi
ed alle relati·e opzioni non sempre presenti nei menu e barre



Iig. 26

í cotori e i tipi
ai tivee .errovo a
airer.iticare te
rarie covpovevti
graticbe per
revaere piv
covprev.ibite vv
ai.egvo




Capitolo 5
21 CAD Tutor LT Claudio Gasparini

5.2 Proprieta degli oggetti
Gli oggetti graíici hanno alcune proprieta che sono comuni e costanti per tutti. In
genere le proprieta degli oggetti ·engono deíinite nei laver di appartenenza dai quali
prendono tutte le caratteristiche relati·e ai colori. tipo di linea. spessore ed altro.
Modiíicando quindi le proprieta di un laver si modiíicano anche le proprieta delle
singole entita che appartengono al laver. Ouesto permette una gestione molto
íacilitata ed una modiíica ·eloce.

Se pero si modiíica .ivgotarvevte ad un oggetto una di queste proprieta. ad esempio il
colore. questo rimane costante anche se si cambia il colore del laver. Ouesta regola
·ale per tutte le proprieta deíinibili per i laver ed i singoli oggetti.

Layer: tutti gli oggetti assumono le tutte proprieta del laver in cui sono inseriti
con l`unica eccezione di quelli ai quali e stato assegnato singolarmente un
(olore ed un 1ipo di linea. non importa se uguali al laver.
Colore: anche per il colore gli oggetti prendono quello del laver di
appartenenza ad esclusione dell`oggetto a cui e stato assegnato deliberatamente
un colore: in questo caso il colore ha supremazia sul laver e ·iene mantenuto
anche se il laver ha colore di·erso. I colori hanno la íunzione di rendere subito
riconoscibili gli oggetti nel disegno e permettere una scelta rapida anche in
base al colore.
1ipo di linea: il tipo di linea permette di diííerenziare le linee secondo
íunzioni graíiche s·olte: nascosta o tratteggiata per le linee nascoste. tratto-
punto per indicare gli assi ed altri stili seguendo pero le norme UNI.
Spessore di linea: una nuo·a íunzione di Auto(AD e la possibilita di
assegnare uno spessore di·erso alle entita graíiche permettendo di ·eriíicare
anche a monitor le dimensioni delle
linee. Per ·isualizzare gli spessori
atti·are il pulsante la íunzione SPL
nella barra di stato.

Iig. 27

Cov ta tvv.iove Proprieta
.i po..ovo ri.vati..are
tvtte te proprieta ai vv
oggetto e voaiticarve i
ratori o te caratteri.ticbe.
Cti ettetti .ovo .vbito
ri.ibiti aopo arer prevvto
ívrio





Strumenti di disegno 2:


^ette rer.iovi preceaevti ai .vtoC.D .i potera covtrottare to .pe..ore aette tivee .oto
veaiavte it cotore. a..ociavao ogvi cotore aa vvo .pe..ore aetivito

í` molto consigliato covtrottare cotore. tipo ai tivea e .pe..ore aette evtita
veaiavte i tayer e vov a..egvavao .ivgotarvevte it cotore agti oggetti. Cov i tayer
ivtatti .i pvo voaiticare te caratteri.ticbe ai tvtti gti oggetti cavbiavao te proprieta aet
tayer ai appartevev.a cov vv`vvica raria.iove

5.3 Punto
La íunzione PUN1O inserisce la primiti·a punto ad una coordinata speciíicata. Si
usa raramente nel (AD. In genere ·iene inserito nella di·isione di un segmento in
parti uguali di un segmento con i comandi DIVIDI o MISURA.
Un punto puo a·ere uno stile ed una dimensione che sono deíinibili nella íinestra:
íorvato ´ ´tite pvvto.


Iig. 28
í pvvti po..ovo
arere aivev.iove e
.titi airer.i e iv
gevere .ovo
vtiti..ati cov i
covavai
Mí´|R. ttivea
a .ivi.tra ) e
Dí1íDí





5.4 Linea
Il comando linea inserisce una serie continua di segmenti íino all`interruzione della
sequenza deíinita con Invio o con Control+C. Ogni segmento e un oggetto
separato. Per interrompere la sequenza di linee si de·e dare Invio.

Per tracciare una linea di dimensione esatta si usano le coordinate cartesiane (m50,0,
ma anche una modo piu immediata: mentre si traccia la linea si posiziona il cursore
lungo la direzione desiderata e si digita da tastiera la distanza ·oluta. Il sistema
inserisce la linea di quella lunghezza secondo l`angolo deíinito dal cursore.

2ó CAD Tutor LT Claudio Gasparini


Iig. 28

ív.erivevto ai vva
tivea .ivgota e vva
tivea aoppia
aigitavao ta
ai.tav.a aa
ta.tiera.







In AutoCAD la funzione di Invio viene svolta dal tasto di Invio stesso ma anche dal tasto
Spazio. Inoltre Invio si trova anche premendo il tasto destro del mouse
5.5 Polilinea
(on la íunzione Polilinea si traccia una sequenza unica di segmenti e archi creati
come un unico oggetto. Una polilinea puo a·ere come proprieta la íargbe..a e la
Me..a·targbe..a. la ívvgbe..a. la continuazione in modalita .rco e la possibilita di
Cbivaere l`ultimo segmento sul primo.

Iig. 29

Potitivea cov
.egvevti ai tivea.
arco e cov .pe..ore
aitterevte. ía
.ecovaa e .tata
cbiv.a cov
t`op.iove Cbivai






5.6 Arco
(on il comando ARCO s'inserisce un arco. tracciato in senso antiorario. a partire da
tre punti deíiniti con il mouse.
Oltre a questa modalita di base. Auto(AD presenta anche altri modi per tracciare un
arco e íra questi i principali sono i seguenti:
- per tre punti
Strumenti di disegno 2¨

- Inizio. (entro. Angolo
- Inizio. line. Angolo
- Inizio. (entro. line
- (entro. Inizio. Lunghezza della corda.


Iig. 30
Privcipati
voai ai
tracciare vv
arco..










5.7 Cerchio
(on il comando CLRCHIO e possibile creare un cerchio dati il centro ed uno dei
tre punti della circoníerenza oppure selezionando altri oggetti di tangenza.

Per speciíicare i punti d'inserimento di un cerchio si puo scegliere uno dei seguenti
modi:

- (entro. Raggio
- (entro. Diametro
- 2 punti
- 3 punti
- 1angenza. 1angenza. Raggio
- 1angenza. 1angenza. 1angenza

A ·olte quando si de·e inserire un arco per comodita si utilizza un cerchio che poi
·iene tagliato: le íunzioni di disegno íornite per il cerchio iníatti sono piu ·eloci e
di utilizzo piu diretto rispetto a quelle íornite per l`arco.
2º CAD Tutor LT Claudio Gasparini


Iig. 3J

1ari voai
a´iv.erivevto ai vv
cercbio aati it cevtro.
it raggio. i pvvti o te
gti oggetti ai
tavgev.a..








5.8 Ellisse
Un`ellisse e tracciata se sono noti i seguenti punti:
- Lunghezza dei due assi.
- Dato il centro e i raggi dei due assi

L` anche possibile ruotare l`ellisse secondo un angolo dato e tracciare un arco con
l`impostazione di un`ellisse.


Iig. 32

ít covavao
ítti..e cbieae
ave pvvti
aett`a..e
vaggiore ea vvo
.vtt`a..e vivore.





5.9 8pline
La íunzione Spline crea una cur·a approssimante costruita in base ad una poligonale.
Auto(AD utilizza un tipo particolare di spline. detto cur·a B-spline razionale non
uniíorme NURBS,.

Una cur·a NURBS produce una cur·a regolare tra i punti di controllo. La cur·a puo
essere modiíicata alterando i pe.i dei punti di controllo che regolano la cur·a. Oueste
Strumenti di disegno 2·

cur·e sono particolarmente adatte per molti applicazioni di modellazione di íorme.
come nella progettazione di oggetti di design e per tracciare le linee di contorno in
applicazioni di cartograíia GIS Geographic Iníormation Svstem,.

Iig. 33

Pvvti ai covtrotto aetta ´ptive.
Moaiticavao i pvvti rieve rariata
avcbe ta cvrra iv voao eta.tico.





5.10 Poligono
La íunzione poligono permette di creare un poligono regolare dato il centro del
cerchio. che puo essere ív.critto o Circo.critto al poligono. La costruzione richiede
l`indicazione del numero dei lati. che puo ·ariare da 3 a 1024 lati.

Iig. 34

ít potigovo regotare
pvo e..ere iv.critto
o circo.critto aa vv
cercbio






5.11 Tratteggio {PTRATT}
La íunzione 1ratteggio (P1RA11) riempie un`area delimitata con un modello di
tratteggio associati·o. Il tipo associati·o e ·incolato al contorno che lo ha generato e
se questo ·iene modiíicato anche il tratteggio si aggiorna automaticamente.
Per inserire il tratteggio selezionare il menu Di.egva ´ )ratteggia o l`icona nella barra
degli strumenti di disegno.

Il tratteggio ·iene inserito con due criteri di scelta:

- selezionando un punto all`interno dell`area da riempire.
- selezionando gli oggetti interessati al tratteggio.

²0 CAD Tutor LT Claudio Gasparini


Iig. 35

íe proprieta
tovaavevtati ai vv
tratteggio .ovo: to
.tite tMoaetto). ta
.cata e t`avgoto. ít
tipo ai .cetta pvo
e..ere ´cegti pvvti e
´ete.iova oggetti








La scelta íra la selezione dei punti e degli oggetti dipende dalla caratteristica del
disegno.
Nell`esempio riportato nella íigura seguente la selezione ´cegti pvvti determina un
errore perché l`asse interrompe il sistema nel riconoscimento del contorno. In questo
caso l`unica scelta possibile e ´ete.iova oggetti puntando i due cerchi concentrici.
Il criterio di scelta ·aria a seconda del tipo di tratteggio desiderato e della complessita
di disegno. Per ·eriíicare la correttezza dell`inserimento si atti·a il pulsante .vtepriva
che permette la modiíica dell`area e degli oggetti selezionati.

In entrambi i casi il sistema traccia un contorno dell`area interessata che ·iene
cancellato alla íine dell`inserimento. Nelle scelta a·anzate e possibile ottenere il
contorno come polilinea o regione. che corrisponde ad un'area deíinita.
Strumenti di disegno ²]


Iig. 36

ía .ete.iove cov
pvvto aeterviva vv
errore. ía .cetta
corretta e ta .e.iove
a .ivi.tra cbe e .tata
tatta pvvtavao .oto i
ave cercbi. Cti a..i
co.titvi.covo vv
tivite vetta
aetivi.iove ai
vv`area.


Nella cartella .rav.ate e possibile deíinire lo stile nell`indi·iduazione delle e·entuali
isole indi·iduate all`interno del disegno. Lo stile ^orvate alterna il riempimento di
aree interne íra di loro.

(on )ipo ai oggetto si sceglie di conser·are i contorni creati dal sistema nel íormato di
polilinea o regione. La polilinea o regione creata non modiíica l'oggetto originale.

Iig. 37

´cette arav.ate
vetta aetivi.iove
aegti .titi e aet tipo
ai tratteggi.
ít tipo ^orvate
pervette ai attervare
it tratteggio qvavao
ci .ovo aree ivterve
aa tratteggiare
ti.ote).





La visualizzazione
• ó.] Pav
• ó.2 Zoov
• ó.² 1i.ta aerea
• ó.1 |.o ai tive.tre attiavcate

Dvravte te ta.i ai taroro e .pe..o vece..ario voaiticare te ri.te .vt ai.egvo per poterve covtrottare i
particotari o per ri.vati..are .vtto .cbervo .ove airer.e aet progetto. íaroravao cov vv .i.teva
C.D it tivite cbe rieve .vbito riterato aa vv ai.egvatore e ta aivev.iove riaotta aetto .trvvevto
ai ri.vati..a.iove. rappre.evtato aat vovitor. bev piv ri.tretto aette piv avpie aivev.iovi ri.ire
ea operatire aet traai.iovate tecvigrato. Di cov.egvev.a e vece..ario .rotgere .pe..o opera.iovi ai
.oov e ai .po.tavevto tpav) .vtt`area ai taroro. íe voaiticbe vov bavvo atcvva ivttvev.a .vtte
aivev.iovi reati aet ai.egvo va .oto .vtta .cata ai ri.vati..a.iove.
6.1 Pan
Il comando PAN consente lo spostamento della ·ista sull`area del disegno: da non
coníondere con lo spostamento con l`oggetto nell`area di disegno. Ouando e atti·o
il comando. il cursore assume la íorma di una mano che permette. tenendo
premuto il tasto sinistro del mouse. di traslare liberamente il disegno nell`area di
la·oro..

Iig. 38
1i.te aet ai.egvo
cov .cate airer.e
ri.vati..ate cov iv
ave tive.tre. Cove
.i reae vet ai.egvo
ta .te..a parte aet
ai.egvo. it votore.
pvo e..ere
ri.vati..ata iv ave
tive.tre cov
aitterevte .cata.
Cov P.^ .i
.po.ata ta ri.ta
vetta tive.tra.


6.2 Zoom
(on il comando ZOOM si opera una modiíica della dimensione dell`area
·isualizzata nella íinestra graíica modiíicando il íattore di ingrandimento della
·ista. Al pari dello zoom di un apparecchio íotograíico. il comando ZOOM
Capitolo 6
t La visualizzazione 33

non modiíica le dimensioni assolute degli oggetti nel disegno ma solo il íattore
di ·isualizzazione.

Scegliendo l`icona di ZOOM e tenendo premuto il pulsante sinistro del mouse.
il sistema permette di a·ere uno zoom dinamico in tempo reale.

Il comando presenta alcune opzioni molto utili nel disegno.
Il dialogo con il sistema e il seguente:

Comando: ZOOM
Specificare un angolo della finestra, digitare un
fattore di scala (nX o nXC) o
Tutte / Centro / Dinamico / Estensioni / Precedente
/ Scala / Finestra] <tempo reale>

lra le scelte possibili digitate da tastiera ·ediamo le piu utili:

1: sta per 1utto e ·iene ·isualizzata tutta l`area di disegno corrispondente ai
limiti
L: indice Lstensione e ·isualizza tutta l`area del disegno nella sua estensione
massima
P: Precedente. Atti·a lo zoom della scala precedente
2: lattore di scala assoluto. L` possibile digitare un ·alore che corrisponde ad
una scala unica e costante.
2x: lattore di scala relati·o. Per deíinire un íattore di scala relati·o rispetto la
·ista corrente. si digita un ·alore numerico seguito da X. indice di ·alore
relati·o.


íe tettere vaiv.cote pre.evtate aat .i.teva vetta riga Covavao ivaicavo ta tettera cbe
e .vtticievte aigitare per attirare t`op.iove retatira. .vcbe i covavai bavvo aegti
.tia.. cioe tettere cbe tavvo ta .te..a tvv.iove aet covavao .te..o. .a e.evpio
aigitavao aa ta.tiera ta tettera Z it .i.teva attira it covavao ZOOM.

6.3 Vista aerea
La íinestra 1i.ta aerea íornisce uno strumento di esplorazione dinamico
all`interno di un`area di disegno attra·erso la modiíica di una íinestra mobile
sia nelle dimensioni che nella posizione. Mantenendo aperta la íinestra 1i.ta
aerea e possibile modiíicare rapidamente l`area di zoom o íare una panoramica
senza interrompere le íasi di disegno.

Nella íinestra di ·ista aerea i pulsanti del mouse hanno le seguenti íunzioni:
- Il tasto sinistro controlla la dimensione e la posizione della íinestra
mobile interna
- il destro íissa la dimensione e la posizione.

Nello spazio carta. la íinestra Vista aerea ·isualizza solo gli oggetti dello
spazio carta.
²1 CAD Tutor LT Claudio Gasparini


Iig. 39

Cov ta tive.tra
1i.ta aerea .i ba
vva ri.iove gtobate a
.cata airer.a .v tvtto
it ai.egvo.






6.4 Uso di finestra affiancate
Per íacilitare il la·oro di disegno e re·isione. a ·olte e utile poter suddi·idere
l`area di ·isualizzazione in piu íinestre di ·ista. Per inserire piu íinestre
nell`area di la·oro scegliere nel menu a discesa 1i.vati..a ´ íive.tre e quindi
selezionare il numero di íinestre desiderato. (on 1 tive.tre il monitor ·iene
di·iso in 4 íinestre di uguale dimensione e inizialmente con la stessa ·ista sul
disegno.
A·ere piu íinestre nell`area di la·oro permette di disporre di piu ·iste in
contemporanea sul disegno con scale di ·isualizzazione di·erse: si puo a·ere
un ·ista generale sul progetto e allo stesso tempo controllare l`inserimento di
un particolare in una parte limitata.

Il ·antaggio e ancora maggiore nel disegno tridimensionale per la possibilita di
controllare. nello spazio. ·iste diííerenti per ogni íinestra di ·isualizzazione.


Modifica del disegno
• ¯.1 La selezione degli oggetti
• ¯.2 Oííset
• ¯.3 1aglia
• ¯.4 (opia e Sposta
• ¯.5 Serie
• ¯.6 Ruota
• ¯.¯ Raccordo e (ima
• ¯.8 Specchio

í ravtaggi .igviticatiri ai vv .i.teva C.D ri.petto at ai.egvo traai.iovate .i
ri.covtravo qvavao .i aerovo voaiticare i ai.egvi .oprattvtto .e covptetati. íe
tvv.iovi ai Copia. ´po.ta o ´erie cov.evtovo opera.iovi votto retoci e ai gravae
preci.iove cov cov.egvevte ri.parvio ai tevpo e ai tatica.
7.1 La selezione degli oggetti
Per eseguire una qualunque azione di modiíica su parti di un disegno e necessario
selezionare gli oggetti. Una ·olta selezionati. gli oggetti ·engono e·idenziati con una
graíica a tratteggio. Se ·engono selezionati priva di atti·are un comando. compaiono
sugli oggetti i grip, marcatori dei punti note·oli delle geometrie che permettono di
applicare alcune operazioni particolari. dette Moaiticbe cov i grip.

Le ·arie modalita di selezione in Auto(AD L1 possono essere utilizzate
indiííerentemente anche durante la stessa selezione. Gli oggetti selezionati di·entano
temporaneamente un gruppo di selezione sul quale si eseguono le modiíiche. Il
gruppo rimane atti·o íino ad una nuo·a selezione.


Iig. 40
Oggetti .ete.iovati
priva ai attirare vv
covavao: .ovo
ri.ibiti ivtatti i
grip .vi pvvti ai
covtrotto aette
.ivgote tivee. ív ogvi
tivea covpaiovo tre
grip: ai ave e.trevi
ea at cevtro.



Capitolo 7
²ó CAD Tutor LT Claudio Gasparini

8elezione singola

Ouando si atti·a un comando di editazione il cursore cambia aspetto assumendo la
íorma di un quadratino. La selezione a··iene puntando singolarmente ogni entita.

(ontinuando la selezione singola si ottiene una ´ete.iove vvttipta. Non e necessario
tenere premuto il tasto MAIUS(. come in altri programmi graíici. per aggiungere
oggetti alla selezione. Premendo una ·olta il tasto LSC si elimina la selezione atti·a
sugli oggetti mentre se si preme di nuo·o lo stesso tasto si rimuo·ere la
·isualizzazione dei grip.

Ouando e atti·o un comando di modiíica. se gli oggetti sono troppo ricivi per poterli
scegliere age·olmente si puo alternare e scorrere la selezione dei singoli oggetti
tenendo premuto il tasto C1RL durante la selezione. (on LSC si interrompe la
modalita atti·ata e si torna alla circostanza normale.

Per rimuovere alcuni gli oggetti da un grvppo ai .ete.iove si tiene premuto il tasto
MAIUS e si riseleziona gli stessi oggetti che de·ono essere esclusi dal gruppo.

Iig. 4J
Cti oggetti
eriaev.iati .ovo
.tati .ete.iovati .ia
iv voao .ivgoto .ia
cov tive.tra
ivter.eca. í`
po..ibite rivvorere
atcvvi oggetti
.ete.iovati
prevevao it ta.to
M.|´C.


Visualizzazione dei grip

I grip sono dei marcatori. di íorma quadrata. che compaiono nei punti geometrici di
controllo delle singole entita: i grip si atti·ano solo se si esegue una selezione prima
di atti·are un qualunque comando.

I grip íorniscono una sempliíicazione per alcune modiíiche di base degli oggetti
graíici. dette Moaiticbe aei grip.
Puntando su un grip e possibile iníatti stirare. spostare. ruotare. scalare o fare una
copia speculare degli oggetti. secondo questa esatta sequenza di scelta. (on la barra
.pa.io si scorrono le 5 operazioni disponibili e con il mouse si esegue la modiíica che
e atti·a nella riga (omandi. (on LS( si interrompe il comando.


Modifica del disegno ²¨

Iig. 42
Dopo arer
.ete.iovato it
cercbio. pvvtavao .v
vv grip .i pvo
ettettvare vvo
.tiravevto aet .vo
raggio .evpticevevte
.po.tavao it cvr.ore
att`ivtervo aetta
tive.tra gratica




8elezione di più oggetti

Ouando gli oggetti da modiíicare sono numerosi. e utile ricorrere ad una .ete.iove cov
tive.tra indicando sul disegno l`area che contiene gli oggetti .ete.iove cov tive.tra).
La .ete.iove cov tive.tra a··iene puntando il cursore in uno spazio libero e spostando il
mouse in modo da trascinare` anche la íinestra di selezione che si atti·a.

Iinestra normale
Se il mo·imento a··iene ·erso ae.tra si atti·a una tive.tra vorvate che seleziona solo
degli oggetti che hanno tutti gli estremi inclusi nella íinestra.

Iig. 43
´ete.iove cov
tive.tra vorvate
t.ivi.tra·ae.tra): iv
atto .ovo ri.ibiti i
covtorvi aetta
tive.tra e .otto gti
oggetti .ete.iovati iv
tratteggio. cioe solo
qvetti ivctv.i vetta
tive.tra.



Iinestra interseca
Se la direzione e da destra ·erso sinistra. risultano selezionati tutti gli oggetti che sono
ivter.ecati dalla íinestra. oltre chiaramente a quelli totalmente ivctv.i nell`area di
selezione.


²º CAD Tutor LT Claudio Gasparini


Iig. 44
´ete.iove cov
tive.tra ivter.eca:
tae.tra·.ivi.tra) iv
atto e riproaotta ta
.te..a tive.tra. ít
ri.vttato ai .ete.iove
iv ba..o eriaev.ia
cbe .ovo .ete.iovati
tutti gti oggetti
ivter.ecati aatta
tive.tra.


7.2 Offset
Il comando OIISL1 consente di creare una copia parallela di un oggetto esistente.
speciíicando la distanza lineare o indicandola mediante il mouse. La copia OIISL1
·iene creata alla distanza speciíicata e nella direzione indicata con il mouse.
La copia interessa un singolo elemento alla ·olta. Per a·ere proíili complessi questi
de·ono essere tracciati come polilinea.


Iig. 45
Copia OIISL1
ripetvta airer.e rotte
cov vva potitivea. ít
vov.e .ta ivaicavao
ta aire.iove ai copia
rer.o t`e.tervo aetta
potitivea .ete.iovata





Modifica del disegno ²·

7.3 Taglia
Il comando 1AGLIA permette di tagliare gli oggetti sull`intersezione con un altro
oggetto presente nel disegno. L`oggetto selezionato per primo íunge da tivite ai tagtio
coltello, per gli oggetti da tagliare in seguito.


Iig. 46
Covavao
1AGLIA per
etivivare te parti
.porgevti. Priva
ravvo .ete.iovati i
limiti t]) . e poi.
aopo Invio. te parti
aa tagtiare t2






La sequenza del
comando 1AGLIA e la seguente:

Comando: TAGLIA
Impostazioni correnti:
Selezionare limiti di taglio...
Selezionare oggetti: trovato(i) 1 Selezionare gli
oggetti LIMITE
Selezionare oggetto da tagliare o
[Proiez/Spigolo/Annulla]: Selezionare gli oggetti DA
TAGLIARE


ía aitticotta vaggiore cbe .i ivcovtra vett`v.o aet covavao ).Cíí. .i regi.tra vetta
corretta .eqvev.a ai .ete.iove: prima .i aerovo .ete.iovare i limiti ai tagtio. cioe gti oggetti
cbe tagtiavo. poi Invio per ivaicare ta fine aetta ta.e ai .ete.iove. e atta tive .i .ete.iovavo
te parti cbe aerovo e..ere tagtiate .vi tiviti´covtivi ivaicati iv preceaev.a.


Ri.vtta piv retoce .ete.iovare cove limiti di taglio tvtti gti oggetti ivtere..ati att`opera.iove
ai tagtio. ív qve.to voao .i pvo operare it tagtio iv vv`vvica opera.iove ai voaitica. Per
.ete.iovare gti oggetti vtiti..are íive.tra ivter.eca tae.tra·.ivi.tra).


í covavai OIISL1 e 1AGLIA rappre.evtavo ave tvv.iovi tovaavevtati vet ai.egvo.
.pecie avravte t`ivpo.ta.iove ai vv vvoro ai.egvo. Cov.evtovo ivtatti tracciare te tivee ai
co.trv.iove tOíí´í)) iv voao retoce va atto .te..o tevpo preci.o e poi cavcettare
t).Cíí.) te parti ecceaevti. e.attavevte cove vet ai.egvo traai.iovate.

10 CAD Tutor LT Claudio Gasparini

7.4 Copia e 8posta
Il comando COPIA consente di duplicare gli oggetti selezionati: la copia puo essere
singola o multipla dello stesso particolare. Il comando richiede prima la speciíica del
pvvto ai ba.e di copia. cioe il punto di presa dell`oggetto. quindi la deíinizione del
.ecovao pvvto aetto .po.tavevto cioe del punto di inserimento.

(ome .ecovao pvvto si possono usare le coordinate relati·e ad esempio le coordinate
digitate: m30,0 determinano una copia spostata di 30 unita lungo l`asse X, oppure
digitare un ·alore direttamente da tastiera posizionando il cursore lungo la direzione
·ettore, che si desidera copiare l`oggetto.

Il comando SPOS1A e simile. nella sequenza di azione. al comando (OPIA con la
diííerenza che alla íine della modiíica cancella` l`oggetto originale.


Iig. 47
Opera.iove ai
COPIA aet toro a
.ivi.tra aet ai.egvo:
.ete.iove aet toro cov
vva tive.tra vorvate
t.ivi.tra·ae.tra). ít
pvvto tivate ai copia
e at cevtro aet toro.





La copia a··iene
dopo a·er
indicato il primo punto. detto ai pre.a e il secondo punto. detto ai .po.tavevto. Per
a·ere una grande precisione si utilizza sempre i íiltri di Snap.

7.5 8erie
Il comando SLRIL crea piu copie di uno o piu oggetti secondo una matrice
rettangolare o polare. Nel disegno rappresenta una íunzione molto utile soprattutto
se si de·ono ripetere piu ·olte parti o particolari complessi.

Nelle íigure seguenti e riprodotta una sequenza che illustra il procedimento di
creazione in Serie. Si ·uole ottenere il pezzo íorato della íigura 9 e come origine si
hanno i íori in alto a sinistra. Si ·uole copiare i íori nelle altre posizioni con il
comando SLRIL.

Modifica del disegno 1]

Iig. 48
Di.egvo tivate aa
ottevere cov it
covavao SLRIL.
í tori origivati .ovo
qvetti iv atto a
.ivi.tra cbe .aravvo
copiati .ecovao vva
vatrice 2·2 rer.o it
basso e rer.o
destra.



(ominciamo dal íoro di diametro minore. Nella íinestra di dialogo del comando
Serie scegliamo:

Serie rettangolare;
n.2 Righe e n. 2 Colonne;
Distanza fra le righe: - 4J perche la copia è verso il basso
quindi direzione negativa di Y;
Distanza fra le Colonne: 30 perche verso la direzione
positiva dell'asse X.

Iig. 49÷ íive.tra ai aiatogo aet covavao ´erie. ´ovo ri.vati..ate it vvvero ai rigbe e ai
cotovve e te ai.tav.e retatire.

12 CAD Tutor LT Claudio Gasparini


Nella íinestra la Distanza tra le righe e misurata sull`a..e Y mentre la Distanza tra
le colonne e relati·a all`a..e `.


Iig. 50
Ri.vttato tivate
aetta copia aet toro
ai aiavetro vivore
cov it covavao
SLRIL.
´i ripete it
proceaivevto avcbe
per it toro ai
aiavetro vaggiore.



Il risultato sara come in questa íigura. Per gli altri íori ripetere la stessa sequenza
con ·alori appropriati. Bisogna prestare attenzione alla direzione di copia e di
conseguenza ai ·alori positi·i o negati·i delle distanze.
7.6 Ruota

Il comando RUO1A permette di ruotare gli oggetti attorno ad un punto base. Il
sistema chiede la selezione degli oggetti. l`indicazione del centro di rotazione e
l`angolo relati·o.

Iig. 5J
Rotazione ai vva
parte ai vv oggetto
attorvo aa vv pvvto
ba.e. Cov it cvr.ore
e po..ibite aetivire iv
voao ivterattiro
t`avgoto ai voaitica








Nella íigura presentata. dopo a·er selezionato gli oggetti con modalita íive.tra
ivter.eca. e stato scelto come punto base, cioe punto di rotazione. il cevtro aet cercbio e
come angolo di rotazione un ·alore digitato da tastiera.

Modifica del disegno 1²

L` possibile deíinire l`angolo puntando direttamente con il mouse nel disegno ma e
sconsigliato quando si ·uole ottenere un angolo di rotazione preciso.
7.7 Raccordo e Cima
La íunzione RACCORDO permette di arrotondare uno spigolo con raggio deíinito.
Se due linee non si intersecano il comando esegue l`estensione ed il raccordo allo
stesso tempo.
Proprieta del Raccorao e il raggio che de·e essere deíinito prima dell`inserimento. Il
raggio cosi deíinito rimane atti·o íino alla ·ariazione successi·a.

Se si ·uole cambiare il raggio si de·e digitare RA ed introdurre il nuo·o ·alore.
Il comando de·e poi essere ripetuto per inserire il raggio modiíicato.

La íunzione CIMA inserisce uno smusso lineare íra due linee.

Le proprieta del comando CIMA sono:
- Di.tav.a delle due linee dallo spigolo oppure
· .vgoto e Di.tav.a della prima linea selezionata rispetto lo spigolo d`intersezione.



Iig. 52
ív.erivevto a ae.tra
ai Raccordo ai
raggio ó e a .ivi.tra
ai Cima cov
ai.tav.e airer.e ai
20 e ]: vvita ai
ai.egvo






I comandi Raccordo e Cima prolungano le linee íino alla loro intersezione secondo
l`angolo o la distanza deíinita. Si puo utilizzare questa utile íunzione per prolungare e
trimmare con un unico comando due linee che si de·ono intersecare sul loro
prolungamento.

11 CAD Tutor LT Claudio Gasparini

7.8 8pecchio
La íunzione SPLCCHIO crea una copia speculare di uno o piu oggetti attorno ad un
asse predeíinito detto a..e ai ritte..iove. Il sistema richiede l`indicazione dei due punti
dell`asse e presenta anche la íacolta di mantenere o cancellare gli oggetti originali.

Iig. 53
í`a..e ai ritte..iove
e ivairiavato .vi
ave pvvti medi
aei tati ori..ovtati.
ít triavgoto
ri.vati..ato .vt
cvr.ore ivaica
t`attira.iove aet
tittro Pvvto veaio





Nella íigura il íoro selezionato a sinistra e copiato a destra con la íunzione
SPLCCHIO attorno all`asse di simmetria. I punti dell`asse sono stati selezionati
come punto medio dei due lati orizzontali.


¡ testi
• 8.1 Lo stile di testo
• 8.2 Inserimento di un testo
• 8.3 Modiíica del testo
• 8.4 Modiíica dello stile di testo

í te.ti iv vv ai.egvo ivtegravo e covptetavo te ivtorva.iovi graticbe travite t`aggivvta
a´ivaica.iovi. qvote. tabette. .critte ai .piega.iove ea attri aati attavvverici. ít voao ai iv.erire i
te.ti iv .vtoC.D vov aitteri.ce votto ri.petto atta vorvate covpo.i.iove ai vv te.to cov vv
progravva ai .crittvra. )vtti i te.ti .ovo a..ociati aa vvo .tite ai te.to cbe covtieve vva .erie ai
ivpo.ta.iovi ai ba.e cbe tacititavo t`iv.erivevto aei te.ti e revaovo vvitorvi i rari ai.egvi ai vv
progetto. Ovatora vov .ia .tato aetivito vvo .tite .pecitico. vva .trivga a..vve te caratteri.ticbe
aetto .tite ´tavaara cbe e to .tite ba.e.
8.1 Lo stile di testo
Per deíinire uno Stile di testo selezionare Iormato/Stile di testo nel menu a
discesa. L` molto utile. e consigliato. creare piu stili di testo in relazione alle
tipologie delle scritte: ad esempio le scritte hanno uno stile di·erso dalle quote e
dalle altre indicazioni piu tecniche.

Iig. 54 · Per creare vv vvoro .tite ai te.to .ete.iovare ^voro e qvivai aigitare it vove aa
a..egvare
Capitolo 8
1ó CAD Tutor LT Claudio Gasparini

Le proprieta dello stile di testo sono:
Iont: sono i íont disponibili nel sistema e corrispondono a quelli utilizzati dal
programma di scrittura di \indows.
Stile del Iont: speciíica il tipo di íormattazione dei caratteri. quali corsi·o
Altezza: è l'altezza dei caratteri misurata in unità di disegno.
Lffetti: sono le caratteristiche da assegnare al íont selezionato quali:
capo·olto. in·erso. con un angolo di inclinazione e íattore di larghezza dei
caratteri kernel,.

Nell`area .vtepriva e ·isualizzato il risultato della scelta.
Lo stile cosi creato o modiíicato di·iene lo .tite correvte e sara lo stile di
appartenenza dei testi inseriti in seguito. Per cambiare lo stile di testo di
appartenenza di una stringa di testo selezionare Proprieta col menu a cursore.
8.2 ¡nserimento di un testo
In Auto(AD L1 i testi si possono inserire in modi di·ersi scegliendo le íunzioni
dai menu o digitando da tastiera.
TE8TO
L` il modo base per inserire un testo e quello anche piu semplice. Per atti·arlo si
de·e digitare il comando da tastiera.
Le richieste del sistema sono le seguenti:
Specificare punto iniziale del testo o
[Giustificato/Stile]: definire il punto di inserimento
Specificare angolo di rotazione del testo <0>: invio
per confermare
Digitare testo: digitare il testo da inserire

Dopo a·er speciíicato il punto d`inserimento del testo con il mouse e l`angolo di
rotazione. sull`area di disegno compare il cursore con il testo mentre ·iene inserito
nel íormato e nello stile corrente.


Iig. 55
Moaatita
a`iv.erivevto
.evptiticato aet te.to
cov it covavao
)í´)O. ít te.to
rieve ri.vati..ato
airettavevte .vt
ai.egvo.



I testi 1¨

TE8TOD¡N

Selezionare dal menu a discesa Di.egva ´ )e.to ´Riga .ivgota ai te.to per atti·are la
íunzione 1LS1ODIN )e.to Divavico,.

(on 1LS1ODIN e possibile digitare piu righe di testo e modiíicarle con Backspace.
Per completare una riga si preme Invio mentre per interrompere la procedura di
inserimento premere due ·olte Invio. (iascuna riga di testo e un oggetto separato
che puo essere modiíicato o spostato.


TE8TOM Testo Multilinea

Per atti·are la modalita 1LS1OM selezionare l`icona nella Barra dei menu Di.egva o
selezionare dal menu a discesa Di.egva ´ )e.to ´)e.to vvttitivea.

Ouesto e il modo piu completo per inserire i testi in Auto(AD. I paragraíi creati con
1LS1OM sono inseriti in una íinestra di contorno che stabilisce la larghezza e
l`orientazione del testo oltre ad altre proprieta del testo deíinibili. Ogni paragraío e
un oggetto singolo. indipendentemente dal numero di righe che contiene.



Iig. 56

íive.tra ai
aiatogo attirata
aatta tvv.iove
)í´)OM.






8.3 Modifica del testo
Per modiíicare un testo ·ale la regola di modiíica generale in Auto(AD: selezionare
l`icona Proprieta per ·isualizzare le proprieta degli oggetti e a·ere la íacolta di
modiíicarli. Le possibilita di modiíica ·ariano a seconda del tipo di testo selezionato.

TE8TOD¡N
(on un testo inserito con 1LS1ODIN si puo modiíicare direttamente il testo
scegliendo Moaitica te.to nel menu a cursore tasto destro del mouse,.

1º CAD Tutor LT Claudio Gasparini

La íinestra di dialogo presenta la stringa di testo da modiíicare.


Iig. 57

íive.tra ai
aiatogo Moaitica
te.to .e it te.to e
)í´)ODí^.
. aitterev.a aet
)í´)OM e
po..ibite
voaiticare .oto ta
riga ai te.to.





TE8TOM

Se il testo inserito e il tipo 1LS1OM, il menu a cursore presenta un`opzione
particolare. Moaitica te.toM. alle ·oci del menu íigura 5,.

La íinestra di dialogo che si apre con questa scelta e esattamente le stessa íinestra
dell`inserimento 1LS1OM e quindi con tutte le potenzialita riser·ate all`inserimento
di un nuo·o testo.


Iig. 58

^vora roce vet vevv
a cvr.ore cov
aggivvta aett`op.iove
Moaitica te.toM
ri.errata at
)í´)OM






I testi 1·

8.4 Modifica dello stile di testo
Modiíicando uno .tite ai te.to tutti i testi che appartengono al quello stile ·engono
modiíicati.
Se la modiíica non ha un eííetto immediato sulle scritte. allora si de·e selezionare
nuo·amente lo stesso stile in modo da costringere il sistema a ricaricare i ·alori
modiíicati.


Iig. 59

Mevv a cvr.ore cov
t`op.iove Moaitica
te.toM ri.errata at
)í´)OM












Le quote
·.] Cove iv¨.erire te qvote
·.2 Cti etevevti aette qvote
·.² ío .tite ai qvota
·.1 Ovote a..ociatire
·.: Moaitica aette qvote

íe qvote .ovo ivtorva.iovi tovaavevtati iv vv ai.egvo percbe ri.vati..avo te aivev.iovi. te
ai.tav.e e gti avgoti .vt ai.egvo. ív .vtoC.D í) te qvote .ovo ai tre tipi tovaavevtati: tiveari.
raaiati ea avgotari. Ovavao .ovo iv.erite te qvote po..ovo arer a.petti airer.i: tiveari ori..ovtati e
rerticati. attiveate. rvotate. cov tivea ba.e e cov tivea covtivva.
Iig. 60 · í privcipati tipi ai qvote ai.povibiti iv .vtoC.D
9.1 Come inserire le quote
OUOTE
Barra degli strumenti: Ouote
Menu: Disegna Ouote

L`inserimento delle quote puo a··enire selezionando gli estremi delle parti da
quotare oppure selezionando direttamente gli oggetti da quotare. Durante
l`inserimento delle quote e necessario atti·are le modalita di selezione
mediante snap per a·ere la maggior precisione nell`indicazione delle distanze.
inserite in automatico dal sistema.
In caso di selezione dell`oggetto il sistema inserisce una quota sugli estremi
indi·iduati sull`oggetto.
Capitolo 9

. I testi 51


Iig. 6J
´ovo ri.vati..ati i
ave voai per
iv.erire te qvote
tiveari: iv ba..o
ivaicavao i pvvti
e.trevi tíí^í)
aetta tivea vevtre
iv atto pvvtavao
.vtta tivea e
qvivai
.ete.iovavao
t`oggetto ttivea) aa
qvotare.


Il ·alore di quota e misurata in modo automatico dal sistema mentre si de·e
indicare con il mouse la posizione d`inserimento della linea di quota.
Il testo della quota puo essere modiíicato e spostato dopo l`inserimento.

9.2 Gli elementi delle quote
Gli aspetti delle quote. come ad esempio la dimensione e la íorma. sono
controllati da ·ariabili di quotatura che sono modiíicabili nella íinestra dello
stile di quotatura o direttamente da tastiera digitando la ·ariabile da
modiíicare.
I principali aspetti di una quota lineare sono raííigurati nella íigura: te.to. tivea
ai qvota. treccia. e.tev.iove e tivea ai qvota. 1utti i componenti íanno riíerimento
ad uno stile di quota che ne controlla le dimensioni.


Iig. 62
Covpovevti ai
vva qvota
tiveare. )vtte
te rariabiti aei
covpovevti
.ovo
voaiticabiti
vetta tive.tra
´tite ai
qvota




:2 CAD Tutor LT Claudio Gasparini

9.3 Lo stile di quota
Gli .titi ai qvota contengono le proprieta delle quote in modo da controllarne la
íorma e le dimensioni. Gli .titi ai qvota hanno una íunzione simile agli .titi ai
te.to: ser·ono iníatti per deíinire degli standard di disegno comuni a tutto uno
studio di progettazione o struttura produtti·a ed allo stesso tempo anche a
íacilitare il la·oro nell`impostazione di nuo·i progetti.

Uno stile di quota consente di deíinire. íra gli altri. i seguenti aspetti:

- Il íormato e la posizione di linee di quota. linee di estensione. punte di
íreccia e centri
- L'aspetto. la posizione ed il comportamento del testo di quota
- Le regole di posizionamento del testo e delle linee di quota
- La scala generale della quota
- Il íormato e la precisione delle unita primarie e delle quote angolari

Gli .titi ai qvota possono contenere anche .titi .ecovaari. Gli .titi .ecovaari
consentono di creare ·ariazioni dello stile originale e di applicare le ·ariazioni
a tipi speciíici di quote lineare. angolare. ordinata. radiale e diametro,.

Gli stili secondari presentano lo stesso nome dello stile originale seguito dai
due punti :, e dal tipo di quota.
Iig. 63 · íive.tra ai ge.tiove aegti .titi ai qvota. ív vv ai.egvo po..ovo e..ere v.ati airer.i
.titi per arere a ai.po.i.iove. aa e.evpio. .cate ai .tavpa airer.e per torvati ai togti ai
ai.egvo aitterevti.



. I testi 53

9.4 Ouote associative
Le quote associati·e sono collegate direttamente agli oggetti quotati e ne
seguono le modiíiche e ·ariazioni dimensionali.

In una quota associati·a tutte le componenti. come le linee. le punte della
íreccia e il testo. sono tracciate e trattate come oggetto .ivgoto.
Da questo deri·a la possibilita di aggiornare in automatico una quota
modiíicando le dimensioni dell'oggetto al quale e associata.

La ·ariabile DIMASO controlla la quotatura associati·a ed e atti·ata per
deíault. Se DIMASO e disatti·ata. la linea di quota oppure la direttrice. le linee
di estensione. le punte della íreccia e il testo di quota ·engono tracciati come
oggetti distinti. Lo stesso risultato si ottiene quando si e.ptoaovo le quote. cioe
si eliminano le relazioni interne íra le componenti che risultano cosi
scomposte e singole.


Iig. 64
Moaiticavao te
aivev.iovi ai vv
oggetto cov te
qvote. .i
voaiticavo avcbe
te qvote cbe .ovo
tegate ai pvvti
qvotati.






9.5 Modifica delle quote
Una quota puo essere modiíicata in due modi: singolarmente o attra·erso la
modiíica dello stile al quale appartiene.
Per modiíicare una singola quota. ad esempio per ·ariare la posizione del
testo. dopo a·er selezionato la quota. si utilizza la íinestra di dialogo
Proprietà íigura 6, e si operano le singole modiíiche íra le opzioni possibili.
La modiíica singola non ha eííetto sulle altre quote. mentre se si modiíica lo
stile di quota si modiíicano tutte le quote che íanno riíerimento allo .tite
modiíicato.


:1 CAD Tutor LT Claudio Gasparini


Iig. 65
Moaitica aette
caratteri.ticbe ai
vva .ivgota qvota
cov ta tvv.iove
Proprietà.
Ottre agti a.petti
torvati .i po..ovo
voaiticare avcbe i
te.ti ea i ratori ai
qvotatvra.




Modifica con i grip

In Auto(AD L1 e possibile modiíicare le quote anche mediante i grip che
compaiono dopo a·er selezionato la quota o il gruppo di quote. Le modiíiche
possibili sono quelle pre·iste nei grip e riguardano la posizione delle linee di
quota. La modiíica mediante grip e il modo piu rapido e semplice per ·ariare la
posizione e le ·arie lunghezze delle linee di quotatura.

Modifica dello Stile di quota

Per modiíicare in·ece gli a.petti delle quote si de·e modiíicare lo Stile di
quota con il menu Iormato / Stile di quota. Modiíicando uno Stile di quota
tutte le quote che appartengono a quello stile ·engono modiíicate ed
aggiornate.

Cambiamento dello Stile di quota

L` possibile inoltre spostare una quota da uno stile all`altro. modiíicandone di
conseguenza tutte le caratteristiche íormali che saranno proprie del nuo·o
Stile. Per cambiare lo Stile si seleziona la quota e si sceglie Stile quota nel
menu a cursore tasto destro del mouse,.

Codici di controllo per i simboli principali

Nei ·alori delle quote si inseriscono spesso dei simboli che speciíicano il tipo
di ·alore. simboli quali diametro e gradi. Ouesti simboli non sono disponibili
íra i caratteri della tastiera e pertanto de·ono esser inseriti utilizzando dei
caratteri speciali direttamente nel testo di quota prima o dopo il ·alore inserito
dal sistema.
I caratteri da inserire sono due simboli di percentuale °°, seguito da una
lettera.
. I testi 55

I simboli piu usati nel disegno sono i seguenti:

codice esempio nella quota
Diametro °°c °°c J0 J0
Gradi °°d 45 °°d 45
1olleranza °°p °°p 5 5
Percentuale °°° °°° 5 ° 5
Sottolineato °°u °°u 36 36

L` possibile modiíicare il testo della quota digitando un nuo·o ·alore.

Se si desidera aggiungere solo il simbolo prima del ·alore misurato dal sistema
si de·e utilizzare la sintassi seguente: °°C <> . In questo esempio ·iene
inserito il simbolo di diametro , prima del ·alore riportato dal sistema
segnalato con le due írecce··,.

(on i íont .shx ed i relati·i íont 1rue1vpe equi·alenti íorniti con Auto(AD. e
possibile utilizzare il simbolo Luro. Se la tastiera non contiene il simbolo
Luro. tenere premuto C1RL+AL1 e digitare 0J28 sulla tastiera numerica.




¡ blocchi
]0.] Crea.iove aei btoccbi
]0.2 Mevori..a.iove aei btoccbi
]0.² ív.erivevto aei btoccbi
]0.1 .ttribvti aei btoccbi
]0.: í.tra.iove aegti attribvti
]0.ó Catatogbi ai tibrerie: PorerPart.

ít blocco ba ta .te..a tvv.iove aei .ivboti tra.teribiti vet ai.egvo traai.iovate e .erre per tacititare it
taroro vette parti graticbe ripetvte. ^et ai.egvo tecvico ivtatti .ovo votto v.ati i .ivboti gratici. .pe..o
torviti iv voao aigitate aagti .te..i proavttori. Co.titvi.ce qvivai vv voterote ri.parvio ai tatica poter
ai.porre ai vva libreria di simboli cbe .i po..ovo agerotvevte iv.erire vet ai.egvo vavtevevao
avcbe vv´vvitorvita gratica. .i btoccbi .i po..ovo a..ociare ea e.trarre ivtorva.iovi iv torvato .ia
vvverico .ia te.tvate.
10.1 Creazione dei blocchi
BLOCCO
Barra degli strumenti: Blocco
Menu: Disegna Blocco (rea

Un blocco e un insieme di entita graíiche che sono create e memorizzate per
essere in seguito utilizzate come unico elemento graíico. Lqui·ale ai trasíerelli che
si usano nel disegno tradizionale.
I ·antaggi nell`uso dei blocchi si possono cosi riassumere:
íacile gestione di oggetti complessi e omogenei. Una ·ite e un insieme
omogeneo di linee e archi che puo essere inserito come un unico oggetto:
memorizzazione íacilitata dei blocchi in una libreria di simboli che puo
essere sal·ata come unico íile:
ridotta occupazione di memoria quando si de·ono ripetere elementi uguali
di·erse ·olte nel disegno. Ad esempio se si de·e inserire una ·ita molte
·olte in un disegno. creando un blocco della ·ite nel íile di disegno ·iene
memorizzata la ·ite solo una ·olta e ripetuta molte ·olte solo quando ·iene
aperto il disegno:
possibilita di aggiornare i blocchi gia inseriti modiíicando il blocco inserito
nel disegno o inserendo il blocco con riíerimenti esterni x-rií .



í` ivportavte covprevaere cove revgovo vevori..ati e ge.titi i btoccbi iv vv ai.egvo. Ogvi
tite ai ai.egvo ri.erra vv´area ai vevoria aetivita tabetta aei btoccbi. ía tabetta aei
btoccbi covtieve tvtte te aetivi.iovi aei btoccbi. covpre.e te ivtorva.iovi attavvvericbe
a..ociate ai .ivgoti btoccbi. Ovavao vv btocco rieve iv.erito vet ai.egvo. te ivtorva.iovi
revgovo ricarate aa qve.ta tabetta atta qvate tvtti i btoccbi tavvo riterivevto.


Capitolo 10
I blocchi 5¯

Un blocco puo essere creato in di·ersi modi:
Associando oggetti di·ersi sul disegno corrente per creare la deíinizione di
un blocco:
(reare un íile di disegno ed inserirlo in seguito come blocco in un altro
disegno:
(reare un disegno costituito pero solo di blocchi da utilizzare come libreria
di blocchi simboli,.

La creazione dei blocchi a··iene in modo íacile e ·eloce. Per deíinire un blocco
·iene richiesto il vove da attribuire. uno o piu oggetti. il pvvto ba.e che equi·ale al
pvvto ai pre.a di quando ·iene inserito nel disegno ed iníine i dati e·entuali degli
attribvti a..ociati. Un blocco e a tutti gli eííetti un normale íile di disegno. Iníatti si
puo inserire un disegno normale in un altro con la íunzione Blocco: in questo caso
il punto d`inserimento e l`origine 0.0 del disegno da inserire.

Iig. 66
íive.tra ai aiatogo per ta crea.iove
ai vv btocco. Dopo arer iv.erito it
vove aet btocco. .i aerovo ivaicare gti
oggetti aa iv.erire vet btocco e it pvvto
ba.e cioe pvvto ai pre.a aet cvr.ore
.vt btocco vet ai.egvo.
íra te op.iovi ai.povibiti
Mantieni cov.erra gti oggetti
vevtre Converti gti oggetti ivctvae
vet btocco qvetti .ete.iovati.





Nell`area Unità inser¨ si puo scegliere l`unita di misura da adottare per
l`inserimento del blocco nel Design(enter. Un blocco puo essere íormato da
oggetti disegnati su piu laver con di·ersi colori e tipi di linea. Anche se un blocco
·iene inserito sempre sul laver corrente. il riíerimento conser·a le iníormazioni
sulle proprieta del laver. del colore e del tipo di linea d`origine delle singole entita.


Per eritare a`iv.erire a..ieve at btocco avcbe te proprieta aegti oggetti ttayer. cotore. tipo ai
tivea) priva ai creare it btocco .i aerovo .po.tare .vt tayer 0 tvtti gti oggetti. ít tayer 0 ivtatti
.i pvo cov.iaerare tra.parevte e vov tra.vette te proprieta ai ai.egvi. ívtatti vva rotta
iv.eriti i btoccbi creati .vt tayer 0 ereaitavo te proprieta aet tayer iv cvi .ovo iv.eriti
a..vvevao aa e.evpio it cotore e it tipo ai tivea aet tayer a`iv.erivevto

:º CAD Tutor LT Claudio Gasparini

10.2 Memorizzazione dei blocchi nel disco rigido
MBLOCCO
Menu: lile ´Lsporta
Comando: -MBLOCCO. MBLOCCO
La creazione di un blocco e íinalizzata alla creazione di una libreria di simboli che
possono essere inseriti in altri disegni senza do·er riíare il blocco. Per questo e
necessario memorizzare il blocco nel disco rigido con una procedura che e
di·ersa dalla creazione del blocco BLO((O, all`interno del disegno.
Per sal·are un blocco nel disco rigido si sceglie il menu Iile ´Lsporta
selezionando Blocco (*.dwg). La stessa íunzione usando la tastiera corrisponde al
comando -MBLOCCO. Da notare la diííerenza con il comando MBLOCCO
presentato in seguito.
Alla richiesta del sistema. digitando il carattere uguale = , si sceglie di sal·are con
lo stesso nome usato per il blocco interno che e gia stato creato. Se nel disegno
non esiste un blocco col nome speciíicato. Auto(AD L1 ·isualizzera di nuo·o il
messaggio di richiesta Nome del blocco.
Digitando un asterisco *, l'intero disegno. ad eccezione dei simboli senza
riíerimento. ·iene sal·ato nel nuo·o íile sal·ato. Ouando si preme INVIO.
Auto(AD L1 richiede di selezionare gli oggetti da sal·are come íile. Una ·olta
creato il íile. gli oggetti selezionati ·engono cancellati dal disegno. Per ripristinarli.
utilizzare il comando OOPS.
Digitando il comando MBLOCCO si apre una íinestra di·ersa che e molto simile
a quella utilizzata nella deíinizione del blocco íig. 1,. La íinestra che si presenta e
la seguente:
Iig. 67
íive.tra cbe rieve attirata cov it
covavao MßíOCCO aigitato aa
ta.tiera.
^otare cbe e .ivite atta tive.tra
ßíOCCO ai tig. ] cov t`aggivvta
aetta De.tiva.iove aet tite ai
vevori..a.iove.
Cov Po.i.iove .i .cegtie ta
cartetta ai ae.tiva.iove vet ai.co
rigiao.



Consigli utili
Nella procedura di memorizzazione dei blocchi e molto utile seguire alcune
semplici regole che íacilitano il la·oro.
I blocchi 59

• I blocchi mantengono la stessa posizione. rispetto all`U(S. che a·e·ano quando
sono stati creati. L` buona norma posizionare l`U(S nel Globale prima di creare i
blocchi.
• Auto(AD L1 memorizza gli oggetti dello Spazio modello nello Spazio modello
e quelli dello Spazio carta nello Spazio carta.
• La ·ariabile IILLDIA de·e essere sempre settata a 1 altrimenti molte íinestre
di dialogo non ·engono ·isualizzate e il sistema presenta solo la linea di testo.
• Se si crea un blocco senza a·erlo prima pulito` con LLIMINA. questo
mantiene Laver. blocchi e íont di testo che saranno inseriti nel nuo·o disegno
anche se non sono o··iamente richiesti.
10.3 ¡nserimento dei blocchi
INSLR
Barra degli strumenti: Inserisci
Menu: Inserisci Blocco

(on il comando INSLR si inserisce nel disegno un blocco precedentemente
sal·ato speciíicando il punto d`inserimento. il íattore di scala e l`angolo di
rotazione rispetto al blocco originale memorizzato. Il blocco ·iene inserito nel
laver corrente e orientato secondo l`U(S atti·o.
Inserendo ·alori di scale di·ersi si ottiene uno stiramento del blocco. (on ·alori
negati·i si ottiene una trasíormazione speculare del blocco.

Iig. 68 - ív.erivevto ai vv btocco vet ai.egvo. Cov Sfoglia .i carica it tite aat percor.o ai
vevori..a.iove. í` po..ibite aetivire it Pvvto ai iv.erivevto. ta ´cata e ta Rota.iove .ia iv
tive.tra .ia .vtto .cbervo. ív ba..o a .ivi.tra .ete.iovavao í.ptoai .i .covpove it btocco vegti
oggetti origivati.
ó0 CAD Tutor LT Claudio Gasparini

10.4 Attributi dei blocchi
Ai blocchi e possibile associare dati alíanumerici. quali numeri di parte. prezzi e
speciíiche dimensionali e questi dati sono memorizzati negli attribvti aei btoccbi.
L`utilita consiste nella possibilita di estrarre i dati degli attributi da un íile di disegno
per creare elenchi di parti. distinte di materiali o altri dati numerici.
Un attributo e un'etichetta o un contrassegno che attacca i dati a un blocco. Alcuni
esempi di dati che possono essere contenuti in un attributo. sono i numeri di parte.
i prezzi. i commenti o i nomi dei proprietari..
Le iníormazioni degli attributi estratte da un disegno possono essere usate in un
íoglio elettronico o in un database per produrre una lista di parti o una distinta dei
materiali. L possibile associare piu attributi ad un blocco. a condizione che ogni
attributo abbia un'etichetta di·ersa.
Iig. 69 · Per creare vv attribvto ai vv btocco rieve ricbie.ta ta aetivi.iove aett`eticbetta. aet
ve..aggio e ai vv ratore. vet ca.o .ia attirata a .ivi.tra t`op.iove Prea..egva.
Ogni ·olta che si inserisce un blocco con un attributo associato. Auto(AD L1
chiede l`immissione dei dati da archi·iare insieme al blocco
Per creare un attributo e necessario creare dapprima la deíinizione di attributo nella
quale siano descritte le caratteristiche dell'attributo. Le caratteristiche includono
l`Ltichetta. cioe il contrassegno dell`attributo. il Messaggio di richiesta che ·iene
·isualizzato nella tabella d`inserimento e le iníormazioni sul ·alore se e atti·ata
l`opzione Preassegna. Iníatti un attributo puo essere: In·isibile. (ostante. Veriíica e
Preassegna.
(on Verifica si richiede un doppio inserimento di testo durante l`inserimento.
mentre con Preassegna ·engono preimpostati dei ·alori che possono pero essere
modiíicati durante l`inserimento.
I blocchi 61

Se il blocco ha soltanto attributi in modalita Costante. gli attributi senza possibilita
di modiíica. Auto(AD L1 non richiede di digitare nessun ·alore al momento
dell`inserimento del blocco.
Gli attributi possono a·ere una modalita Invisibile. Un attributo in·isibile non
·iene ·isualizzato o stampato: tutta·ia. le iníormazioni relati·e agli attributi
·engono memorizzate nel íile di disegno e possono essere esportate in un íile di
estrazione da usare in un programma di database.
Dopo a·er creato la deíinizione dell'attributo. questo de·e essere incluso nella
selezione quando si de·e deíinire il blocco. L` possibile utilizzare una serie di
blocchi e sal·arli in un blocco piu grande blocchi annidati,.


Ricoraar.i i vovi a..egvati atte eticbette percbe rerravvo ricbie.ti vett`e.tra.iove aei aati e
vov covpariravvo iv .egvito iv ve..vva parte aet btocco. í` cov.igtiato v.are vovi
.igviticati e partavti. cove iv gevere .i v.a vei aataba.e. ív gevere .i v.a riportare vet
ve..aggio t`eticbetta v.ata.

Nella creazione del blocco anche gli attributi de·ono essere selezionati come
componenti il blocco.

Iig. 70
´ovo .tati iv.eriti gti attribvti
ricivo at ai.egvo: te .critte iv.erite
corri.povaovo atte eticbette aegti
attribvti. Dopo arer iv.erito tvtti
gti attribvti ricbie.ti. .i aere creare
it btocco cov ta proceavra vorvate.
.ete.iovavao avcbe gti attribvti cbe
.ovo .tati creati.


Ouando si inserisce il blocco. Auto(AD L1 ·isualizza un messaggio di richiesta
con il testo speciíicato per l'attributo. Per ogni nuo·o inserimento di blocchi. e
possibile speciíicare un ·alore di·erso per l'attributo.
L'ordine di selezione degli attributi determina l'ordine in cui ·engono richieste le
iníormazioni sugli attributi quando si inserisce il blocco. Generalmente. l'ordine di
·isualizzazione degli attributi e lo stesso in cui sono stati selezionati gli attributi
quando si e creato il blocco. 1utta·ia. se sono state usate le selezioni con
intersezione o íinestra per selezionare gli attributi. l'ordine di ·isualizzazione e
in·erso rispetto all'ordine in cui sono stati creati gli attributi.

ó2 CAD Tutor LT Claudio Gasparini

Iig. 7J
Ovavao .i iv.eri.ce vv
btocco at qvate .ovo .tati
a..ociati aegti attribvti. .i
apre ta tive.tra ív.eri.ci
attribvti per t`iv.erivevto
aei aati preri.ti vette
eticbette aegti attribvti.
Cti attribvti iv.eriti
po..ovo e..ere voaiticati iv
.egvito .ete.iovavao aat
vevv:
íaita´Oggetto´.ttribvto´
íaita e pvvtavao .vi
.ivgoti attribvti.


10.5 Estrazione degli attributi dei blocchi
Le iníormazioni alíanumeriche memorizzate con un blocco possono essere e.tratte
in un íile di testo che puo essere inserito in seguito in un database o associato ad
un tabella di testo. Si possono cosi creare delle distinte base di tutti componenti
blocchi, presenti in un disegno ed elaborarle per estrarre in automatico il numero
totale dei blocchi. il tipo e tutte quelle iníormazioni che diííicilmente e possibile
íare manualmente senza sbagliare.
Creazione di un file modello
Per estrarre le iníormazioni sugli attributi. si de·e creare prima un tite voaetto
template, per l`estrazione degli attributi: il íile modello e un íile di testo normale
AS(II, che contiene le istruzioni sul tipo degli attributi da estratte.
Le iníormazioni riguardano ad esempio il nome del blocco. dell`etichetta. dei
singoli campi da estrarre e sul tipo di dati come la lunghezza del campo e sul
numero di ciíre decimali delle iníormazioni che si desidera estrarre. L'illustrazione
e la tabella mostrano un esempio del tipo di iníormazioni che probabilmente
l'utente desiderera estrarre. come nome del blocco. produttore. numero del
modello e costo.

Iig. 72
ív atto: it btocco e qvetto
origivario: .ovo riportate te
eticbette aegti attribvti.
´otto: aopo arer creato it btocco
cov gti attribvti. it btocco e .tato
iv.erito .peciticavao i rari ratori
aegti attribvti. cove it tipo. it
proavttore ea it coaice vvverico.


I blocchi 63

L`esempio seguente e un íile modello per l`estrazione degli attributi del blocco
Rvota:
bl:name C 040 000
tipo C 006 000
produttore C 015 000
modello c 006 000
codice n 006 000
Ogni riga riguarda le istruzioni per un tipo di attributo. I signiíicati di ogni riga
sono i seguenti:
bl:name indica l`inserimento del nome del blocco
C il tipo di etichetta dell`attributo: ( sta per (arattere. N per
Numero.
040 indica la lunghezza del campo da riser·are per il testo se si
selezione il íormato SDl.
000 indica il numero di ciíre decimali se il campo e un Numero.

Le altre righe riguardano le etichette degli attributi da estrarre secondo la stessa
logica.

Iig. 73
íive.tra ai aiatogo vtiti..ata
avravte t`e.tra.iove aegti
attribvti. í torvati aei tite
aetivi.covo ta voaatita ai
.crittvra aegti attribvti e.tratti.
^otare cbe evtravbi i íite
voaetto e íite ai ovtpvt
.ovo iv torvato vorvate ai
te.to t·t



Dopo a·er creato un íile modello. e possibile estrarre le iníormazioni sugli attributi
scegliendo uno dei seguenti íormati:
CDI (omma Delimited lile,
SDI Space Delimited lile,
DXI Drawing Interchange lormat,

Il íormato CDI crea un íile che contiene un record per ogni blocco del disegno. I
campi di ciascun record sono separati da una ·irgola ed i campi di caratteri sono
racchiusi tra ·irgolette semplici. Molti programmi di database sono in grado di
leggere direttamente questo íormato.
Anche il íormato SDI crea un íile che contiene un record per ogni blocco del
disegno. I campi di ciascun record hanno la lunghezza íissata nel íile modello
senza separatori di campo o delimitatori delle stringhe di caratteri.
ó1 CAD Tutor LT Claudio Gasparini

DXI produce un íile di interscambio dei disegni contenente solo riíerimenti di
blocco. attributi e oggetti. L'estensione che ·iene usata in .dxx al posto della piu
corretta .dxf ser·e per non coníondere il íile prodotto con i normali íile DXl.
Iile di estrazione degli attributi
Dal precedente íile modello il risultato e il seguente:
'ruota B01','Ruota','Ruote SpA','Base', 3.00
'ruota B01','Ruota','Ruote SpA','Base', 4.00

Il risultato dell`estrazione e composto da due righe perché ogni blocco presente nel
disegno genera una riga di dati.
Il íormato scelto e CDI do·e ogni campo e distinto da una ·irgola e racchiuso da
un apice. L`ultimo dato e un numero senza apici perché nel íile modello e indicato
con la lettera N. cioe dato numerico.
L'ordine dei campi nel íile di estrazione corrisponde a quello dei campi nel íile
modello. Ouesti íile possono essere utilizzati in altre applicazioni. quali íogli di
calcolo. ed e possibile ordinare e modiíicare i dati secondo le proprie necessita. Ad
esempio. e possibile aprire un íile di estrazione degli attributi con Microsoít Lxcel
e speciíicare una colonna separata per ciascun campo.
10.6 PowerPART8
PowerParts e una biblioteca di disegni in íormato ·ettoriale (AD in 2D e 3D con
oltre 28 milioni di elementi scelti íra i maggiori produttori mondiali di componenti.
1utti gli elementi sono gestiti da un motore parametrico che permette di
dimensionare gli oggetti graíici secondo parametri scelti dall`utente. La libreria di
simboli e íornita gratuitamente su (D-Rom e in Internet.
Rappresenta un note·ole aiuto ai progettisti che possono ridurre il loro tempo di
la·oro nell`utilizzo di componenti in commercio gia pronti per essere inseriti nei
disegni. I íormati disponibili comprendo i íormati Auto(AD D\G e DXl. e
quelli standard e maggiorente utilizzati.
La Libreria di componenti e disponibile in Internet al seguente indirizzo:
www.web2cad.it do·e e possibile ordinare anche il (D-Rom con tutti i
componenti aggiornati.



¡l disegno in 3D
• ]].] |.o aette cooraivate vetto .pa.io
• ]].2 Crea.iove ai oggetti iv ²D
• ]].² |.o aei piavi ai ai.egvo iv ²D t|C´)
• ]].1 Crea.iove aette tive.tre ai ri.ta
• ]].: Detivi.iove aei pvvti ai ri.ta

ít ai.egvo iv ²D ricbieae ta covo.cev.a ai atcvvi etevevti tovaavevtati cove te
cooraivate iv ²D. t´v.o aett´|C´ cioe aet piavo ai taroro e ta paarovav.a aetta
aetivi.iove aei pvvti ai ri.ta. |v ai.egvo iv ²D aitticitvevte pvo e..ere aerirato
airettavevte aa vvo iv biaivev.iovate t2D) percbe iv gevere vov e .vtticievte
e.trvaere vv .evptice protito. |v eaiticio. aa e.evpio. vov e it ri.vttato airetto
aett`e.trv.iove aetta .va piavta. avcbe .e qve.ta e it pvvto ai partev.a per te tivee ai
co.trv.iovi.
11.1 Uso delle coordinate in 3D
L`inserimento delle coordinate cartesiane in 3D X.\.Z, e simile alla digitazione
delle coordinate 2D X.\,. Nel Modulo 3 ·iene trattato in modo approíondito il
sistema di coordinate usate in Auto(AD. In questo capitolo riprendiamo alcuni
aspetti riguardanti le coordinate 3D.
Un punto nello spazio ·iene deíinito da tre ·alori: X.\.Z. Il ·alore Z. se non
deíinito. in Auto(AD assume ·alore 0.

Iig. 74
Cooraivate ai vv
pvvto vetto .pa.io.
ít privo ratore
rigvaraa .evpre
t`a..e `. it .ecovao
t`a..e Y ea it ter.o
t`a..e Z. .ecovao
cov ta .ivta..i
`.Y.Z. ít ratore
aett`a..e Z. .e vov
aetivito. ba .evpre
ratore vgvate a 0


Nella íigura 1 il punto P1 di coordinata 3,2,5 indi·idua la posizione con una
distanza di 3 unita lungo l'asse X positi·o. a 2 unita lungo l'asse \ positi·o e 5 unita
lungo l'asse Z positi·o. Per tracciare una linea blu come in íigura 2. a partire
dall`origine del sistema punto con coordinate 0.0.0, íino al punto P1 di
coordinate 3.2.5. la procedura e la seguente:
Capitolo 11
óó CAD Tutor LT Claudio Gasparini

Comando: LINEA
Dal Punto: 0,0 (Coordinate assolute. Il valore della Z è 0 )
Al punto: @ 3,2,5
Al punto: INVIO (con Invio termina l'inserimento)
I punti possono essere inseriti digitando le coordinate da tastiera oppure inseriti su
entita graíiche esistenti nel disegno. In questo caso e suííiciente speciíicare un íiltro
di Snap. come ad esempio IINL. per ancorare la linea all`estremita di un
segmento.

Iig. 75
Per tracciare ta tivea
iv btv .i aigita it
privo e.trevo cov te
cooraivate 0.0.0 e
cove pvvto tivate i
ratori ².2.:. ´e
e.i.te vv`attra tivea
vet ai.egvo. per it
.ecovao pvvto aetta
tivea .i pvo
vtiti..are to .vap
íí^í

I punti possono
essere inseriti
digitando le coordinate da tastiera oppure inseriti direttamente sui punti note·oli
degli oggetti geometrici inseriti nel disegno.


^et ai.egvo iv ²D e votto vtite vtiti..are te tivee ai co.trv.iove cove .i.teva ai riterivevto
per i voaetti cbe .i rogtiovo proavrre. ív qve.to voao .i po..ovo vtiti..are te tivee e.i.tevti
cove pvvti ai avcoraggio aette airer.e tivee o .otiai cbe .i aerovo iv.erire.

Uso dei filtri delle coordinate
I íiltri delle coordinate hanno la íunzione di inserire le coordinate X. Y e Z in íasi
distinte ad esempio per permettere di inserire un punto nello spazio direttamente
col mouse. I íiltri delle coordinate operano allo stesso modo sia in 3D sia 2D. Per
speciíicare un íiltro sulla riga di comando. digitare un punto e una o piu lettere X.
Y e Z precedute da un punto. Auto(AD accetta le seguenti selezioni di íiltri:
.X .Y .Z .XY .XZ .YZ
Dopo a·er speciíicato il ·alore iniziale della coordinata. Auto(AD richiede i ·alori
rimanenti. Se si digita .X al messaggio di richiesta d'indi·iduazione di un punto.
·engono richiesti i ·alori di Y e Z : se si immette .XZ al messaggio di richiesta per
l'indi·iduazione di un punto. ·iene richiesto il ·alore mancante Y .
I íiltri delle coordinate ad esempio ·engono utilizzati per indi·iduare il centro di un
rettangolo e per posizionare la proiezione di un punto 3D sul piano `Y dell'U(S.
Il disegno in 3D ó¨

Lsempio di utilizzo dei filtri delle coordinate
Ouesto esempio mostra come utilizzare i íiltri delle coordinate per inserire una
linea nel baricentro di una íaccia del cubo.

Iig. 76
Per iv.erire vva
tivea vet baricevtro
ai vva taccia aet
cvbo t.catota) .i
vtiti..avo i tittri
aette cooraivate:
priva .i aigita it
tittro .XY e poi
t`ivaica.iove aet
pvvto veaio aet
tato Y e ai .egvito
it pvvto veaio
tvvgo it tato Z.

Disegnando in ·ista assonometrica. non e possibile speciíicare col mouse un punto
nello spazio indicando contemporaneamente 3 coordinate. (on i íiltri .XY si
deíinisce prima la posizione del ·ertice della linea sul piano X\ e poi la posizione.
altezza. lungo l`asse Z. Si utilizza quindi il íiltro di punto MLDIO per il punto
medio di ciascun lato.
Comando: LINEA
Specificare primo punto: .XY
di MED Selezionare il lato lungo l’asse Y(manca Z: MED
di MED Selezionare il lato lungo l’asse Z

11.2 Creazione di oggetti in 3D
In Auto(AD L1 per la generazione di modelli in 3D sono disponibili due di·ersi
metodi: per estrusione modiíicando lo spessore di oggetti 2D e mediante
posizionamento su oggetti 3D esistenti. Rispetto al programma Auto(AD
completo. la ·ersione L1 ha potenzialita di creazione di modelli 3D limitate.

Iig. 77
Per iv.erire te
gavbe ai vv
taroto .i
voaitica
t`atte..a aei
cercbi iv.eriti
vette tivee ai
co.trv.iove atta
ba.e.


óº CAD Tutor LT Claudio Gasparini

Lstrusione
L` possibile estrudere gli oggetti 2D modiíicando lo spessore thickness,
dell`oggetto.
Ouando si disegna in 2D tutte le entita graíiche assumono ·alore lungo l`asse Z
pari a 0. Modiíicando. nella íinestra Proprietà. il ·alore dell`.tte..a del singolo
oggetto. si da spessore alle linee.

Iig. 78
Per creare it piavo
aet taroto .i vtiti..a
it covavao POííC
iv.erevao gti e.trevi
aetta potigovate .vtta
.ecovaa tivea ai
co.trv.iove tracciata
atta ba.e. ío
.pe..ore rieve creato
voaiticavao
t`.tte..a.




í`e.trv.iove arrieve .oto tvvgo t`a..e Z e qvivai vov rievpie gti oggetti creavao aei .otiai.
ívtatti e.trvaevao vv qvaarato qve.to airevta vva .catota rvota e vov vv cvbo pievo. ív
.vtoC.D. t`vvica ecce.iove a qve.ta regota e rappre.evtata aat cercbio cbe qvavao rieve
e.trv.o a..vve ta torva ai vv citivaro pievo

Se si utilizza la íunzione POLIG per tracciare una poligonale. modiíicandone
l`altezza si genera un solido completo. In 2D con POLIG si disegnano triangoli o
quadrilateri pieni con un unico colore con la íunzione di rappresentare gli elementi
che nel disegno tecnico richiedono colore pieno come íori. colonne attrezzate ed
altro. Se utilizzato in 3D puo generare dei solidi. Il comando POLIG richiede una
procedura d`inserimento dei ·ertici della poligonale particolare. incrociando la
sequenza dei punti. come in íigura 6.

Iig. 79
Cov it covavao
POííC t`iv.erivevto
aei pvvti aere e..ere
ivcrociata cove
vetta tigvra iv atto.
ía .eqvev.a pvo
covtivvare geveravao
vva potigovate ai
cotore pievo.



Il disegno in 3D ó·

Generazione di una RLGIONL
Barra degli strumenti:
Menu: scegliere Di.egva e Regiove

Un piano nello spazio puo essere generato a partire da una serie di linee
posizionate nello spazio e trasíormate in regione. (on il comando RLGIONL si
trasíormano una serie di linee. polilinee o cur·e. chiuse e delimitanti un`unica area.
in una superíicie 2D deíinita regione`. Non e possibile utilizzare linee intersecanti
o non chiuse per creare una regione.

Iig. 80
´i .ovo iv.erite
atcvve tivee
airettavevte .vi
.otiai e.i.tevti. ít
parattetepipeao e
.tato creato iv
e.trv.iove a
partire aa vv
rettavgoto: .i
vota ivtatti ta
parte .vperiore
aperta.


Nell`esempio della íigura ¯. dopo a·er inserito le linee sui solidi utilizzando i íiltri di
Snap. come IINe e CLNtro. con il comando RLGIONL si trasíormano in un
unico oggetto deíinita Regione. La Regione e una parte di piano deíinita da un
contorno chiuso. L` quindi una entita bidimensionale.
Comando: REGIONE
Selezionare oggetti: Selezionare tutte le linee di
un’unica regione. Selezionare
Per creare due regiovi si de·e ripete il comando due ·olte. Una regione e un oggetto
unico che ha inglobato le linee che l`anno generato.

Iig. 8J
ív qve.to ai.egvo
te potitivee v.ate
per it triavgoto e
it rettavgoto .ovo
.tati tra.torvate
iv RíCíO^í.
ía Regiove e vv
.otiao 2D .ev.a
.pe..ore.


¨0 CAD Tutor LT Claudio Gasparini

Le regiovi inserite costituiscono un piano di spessore zero che pero nasconde alla
·ista i solidi nella scena. Il solido generato dal rettangolo ·iene cosi rappresentato
come un solido` completo. anche se rimane una scatola alla quale e stato
aggiunto un coperchio costituito dalla regione.
Per ·isualizzare una scena senza le linee nascoste si utilizza il comando
NAS(ONDI. Il sistema calcola il modello dal punto di ·ista attuale ed elimina le
linee non sono ·isibili.
Modifica della coordinata Z

Dopo a·er inserito la seduta alla base della sedia. la si de·e spostare all`altezza
corretta. Per íare questo si puo modiíicare l`Lle·azione del solido nella íinestra
Proprieta oppure spostare il solido lungo l`asse Z con il comando SPOS1A.

Iig. 8J
Per .po.tare ta
po.i.iove ai vv
.otiao vetto
.pa.io. .i voaitica
it ratore iv
ítera.iove vetta
tive.tra Proprieta
o .evpticevevte .i
.po.ta t`oggetto
tvvgo t`a..e Z.



11.3 Uso dei piani di disegno in 3D {UC8}
Per disegnare in 3D e necessario ricorre ad un sistema di riíerimento di coordinate
do·e ·iene indi·iduato un piano di disegno in 2D. Modiíicando questo piano.
detto anche piavo ai taroro tror/ptave). e possibile spostarsi nello spazio. al pari di un
tecvigrato che ha la possibilita di modiíicare age·olmente il suo orientamento e la
sua posizione.
Auto(AD dispone di due sistemi di coordinate: un sistema di coordinate íisso
´i.teva ai Cooraivate Ctobati · WCS, e un sistema di coordinate mobile ´i.teva ai
Cooraivate |tevte · UCS,. Il sistema U(S ·iene usato per l`immissione di coordinate.
la deíinizione dei piani di disegno e l`impostazione delle ·iste. Le modiíiche
all`U(S non iníluiscono sul punto di ·ista. ma solo sull'orientamento e
l'inclinazione del sistema di coordinate.
L corrente un solo un UCS alla ·olta e tutte le immissioni e ·isualizzazioni delle
coordinate sono relati·e solo all`U(S corrente. Se sono presenti nel disegno piu
íinestre. esse condi·idono lo stesso U(S perché unico e anche il modello che
·iene ·isualizzato nelle ·arie íinestre.
Ogni posizione dell`U(S puo essere memorizzata in modo da poter a·er a
disposizione U(S con un'origine e un orientamento di·erso. per soddisíare i ·ari
Il disegno in 3D ¨]

requisiti di costruzione. L possibile quindi riposizionare. sal·are e richiamare tutti
gli orientamenti dell'U(S necessari.
Per modiíicare la posizione dell`U(S si puo scegliere l`icona relati·a o digitare da
tastiera il comando UCS.

Sistema in coordinate Utente
UCS
Barra degli strumenti: U(S
Menu: scegliere ´trvvevti ´ |C´

Il sistema in coordinate Utente UCS , permette di modiíicare la posizione nello
spazio del sistema di coordinate. Il comando di atti·azione e UCS oppure si punta
sull`icona relati·a.
Comando: UCS
Digitare un’opzione: Nuova / SPosta / Ortogonale /
Precedente / Ripristina / Memorizza / Cancella / ? /
Globale <Globale>: Specificare un'opzione oppure premere
INVIO
Le principali opzioni disponibili sono le seguenti:
Nuo·a per deíinire una nuo·a posizione dell`U(S.

Le sotto-opzioni disponibili per Nuova sono le seguenti:
Asse-z: ·iene deíinito l`orientamento dell`asse Z
3punti: si deíinisce l`origine e l`orientamento degli assi X e \. L`asse Z
·iene determinato di conseguenza secondo la regola della mano
destra.
OGgetto si posiziona su un oggetto esistente
laccia: allinea l`U(S sulla íaccia selezionata del solido 3D
Vista: l`U(S si posiziona perpendicolarmente al piano di ·ista.
parallelo allo schermo. L`origine dell`U(S non ·iene modiíicata.
X´\´Z ruota l`U(S attorno all`asse speciíicato. Il sistema richiede la
speciíica dell`angolo.


Per scegliere l`opzione e suííiciente digitare la lettera che nel comando ·iene
·isualizzata in maiuscolo e che qui sono stare rese anche in grassetto.
SPosta modiíica la posizione dell`U(S spostando l`origine o
modiíicando la proíondita Z del sistema U(S corrente
mantenendo l`orientamento.
Ortogonale speciíica una delle posizioni memorizzate ortogonali ai piani
X \ e X.
Precedente richiama la posizione precedente dell`U(S
Ripristina permette di richiamare la posizione sal·ata di un U(S.
Memorizza memorizza la posizione di un U(S
(ancella cancella una posizione memorizzata
· permette di ·isualizzare i nomi le posizioni memorizzate
¨2 CAD Tutor LT Claudio Gasparini

Globale imposta l`U(S sul Sistema di (oordinate Globale \(S,. L`
la posizione di base e di partenza e permette di essere
impostata quando si desidera resettare` l`U(S.

Per modiíicare la posizione dell`U(S scegliere il menu: Strumenti / Nuovo
UCS e quindi una delle opzioni disponibili.


Iig. 82
Per iv.erire vv
citivaro vetta
taccia rerticate. e
.tato po.i.iovato
t`|C´ .vtta
taccia tacevaoto
rvotare attorvo
agti a..i ` e Y.
ío .te..o
ri.vttato .i pvo
ottevere cov ta
tvv.iove 3punti


Nella íigura 9 per spostare l`U(S nella posizione illustrata si e usata l`opzione 3
punti e quindi con i íiltri di Snap lINe si sono indi·iduati i ·ertici della íaccia
laterale.
11.4 Creazione delle finestre di vista
Il disegno in 3D richiede un controllo completo e continuo della scena che si sta
creando. L` necessario quindi a·ere sullo schermo piu ·iste sul disegno da punti di
·ista di·ersi.
Per di·idere lo schermo in piu íinestre si sceglie dal menu Visualizza / Iinestre e
quindi il numero di íinestre con le quali si ·uole di·idere lo schermo. Va tenuto
presente che tutta l`area di ·isualizzazione ·iene di·isa in piu íinestre a diííerenza
dello Spazio carta nel quale si ha la possibilita di deíinire íinestre di ·aria íorma e
dimensione.
Dopo a·er deíinito la coníigurazione di íinestre desiderata. puo essere sal·ata
scegliendo Visualizza / Iinestre / Iinestre con nome e quindi indicando il
nome della coníigurazione da memorizzare.
Il disegno in 3D ¨²


Iig. 83

Diri.iove aetto
.cbervo gratico iv 1
tive.tre cbe
riproavcovo to
.te..o pvvto ai ri.ta
aetta tive.tra
origivaria.




Il programma íornisce alcune coníigurazioni di íinestre predeíinite che possono
essere subito utilizzate: quella riportata in basso e` la coníigurazione Ovattro ´ivi.tra.
L`utente puo deíinire nuo·e dimensioni e soprattutto punti di ·ista e memorizzare
la coníigurazione per utilizzi íuturi.

Iig. 84
Covtigvra.iove
aetivita Ovattro
´ivi.tra torvita
vette covtigvra.iovi
ai ba.e aet .i.teva.
Ogvi tive.tra pvo
e..ere .vaairi.a iv
attre .otto·tive.tre
ogvvva cov pvvti
ai ri.ta aitterevti.


11.5 Definizione dei punti di vista
Per deíinire un punto di ·ista il sistema presenta ·ari modi di deíinizione delle
·iste. Nel menu Visualizza / Punti di vista 3D si possono scegliere íra le ·iste
predeíinite di tipo ortogonale o assonometrica.
L` necessario comprendere come il sistema deíinisce le ·iste e. per ottenere questo.
il miglior modo e ·edere in dettaglio la modalita di íunzionamento del comando
PVIS1A che e la íunzione base nella deíinizione delle ·iste.
Comando: PVISTA
Specificare un punto di vista o [Ruota] <visualizzare la
bussola e il sistema a tre assi>: 0,0,1
Sono possibili tre modi per deíinire una ·ista nello spazio utilizzando il comando
PVIS1A.
¨1 CAD Tutor LT Claudio Gasparini

Coordinate assolute. Coordinate assolute. Coordinate assolute. Coordinate assolute.
Il modo piu diretto per deíinire delle ·iste ortogonali e digitando direttamente da
tastiera le coordinate assolute della direzione di ·ista dell`osser·atore.

Iig. 85
ít pvvto ai ri.ta e
riterita atta
aire.iove aatta
qvate t`o..erratore
gvaraa ta .ceva
po.ta at cevtro aet
.i.teva ai
riterivevto
tevporaveo.



Una ·ista in pianta e deíinita dalle coordinate 0, 0, J perché la ·ista e posta lungo
l`asse Z e pertanto perpendicolare al piano X\. Gli altri assi hanno ·alore 0
perché e ortogonale. quindi parallela ad un solo asse.

Iig. 86
Covtigvra.iove aette
1 tive.tre e
aetivi.iove aet
pvvto ai ri.ta cov it
covavao
P1í´). cov
riportate te
cooraivate ai
ri.vati..a.iove ai
ogvi ri.ta.



Nella íigura 14 sono riportati tutti i ·alori da inserire al comando PVIS1A per
a·er le 3 ·iste di proiezione ortogonale ed una in ·ista assonometrica.
I ·alori negati·i denotano la direzione della ·ista: la ·ista írontale iníatti e lungo
l`a..e Y ma lungo il ·erso negati·o dell`asse. quindi i ·alori della ·ista írontale sono:
0. -J. 0. il ·alore e po.itiro se la ·ista e posizionata nella direzione dell`asse. vegatiro se
nella direzione opposta.
Va ricordata la convenzione della mano destra nella deíinizione della posizione
degli assi íra di loro. Si ·eda il modulo 3.
Il disegno in 3D ¨:

Coordinate sferiche
(on l`opzione R si atti·a l`immissione delle coordinate síeriche. secondo la
sequenza: angolo dall'asse X e angolo dal piano XY.

Iig. 87
Detivi.iove aetta
ri.ta iv cooraivate
.tericbe: it privo
avgoto rigvaraa ta
ai.tav.a avgotare
aatt´a..e `. it
.ecovao avgoto
rigvaraa ta
ai.tav.a aat piavo
`Y.


Per deíinire un punto di ·ista utilizzando le coordinate síeriche la sequenza e la
seguente:
Comando: PVISTA
Specificare un punto di vista o [Ruota] <visualizzare la
bussola e il sistema a tre assi>: R (per Ruota)
Digitare l'angolo sul piano XY dall'asse X <corrente>:
220 (angolo dall’asse X)
Digitare l'angolo dal piano XY <corrente>: 40 (angolo
dal piano XY)
La ·ista assonometrica risultante e la ·ista in basso a destra di íigura 13 e rispecchia
il modo piu preciso per deíinire una ·ista assonometrica.
Mediante bussola e sistema a tre assi
Scegliendo dal menu Visualizza / Punti di vista 3D / PVIS1A o con in·io al
comando PVIS1A si atti·a la modalita di scelta mediante bv..ota ed un .i.teva a tre
a..i utilizzati per deíinire la direzione di osser·azione nella íinestra.
La bussola e la rappresentazione 2D di una síera. Il centro corrisponde al Polo
Nord 0, 0, Z,. l'anello interno all'Lquatore X, Y, 0, e tutto l'anello esterno al Polo
Sud 0, 0, -Z,.
Il puntatore a croce della bussola puo essere spostato con il mouse in qualsiasi
parte della síera. In base al mo·imento del puntatore a croce. il sistema a tre assi
ruotera coníormemente alla direzione di ·isualizzazione indicata dalla bussola. Per
selezionare una direzione di osser·azione. spostare il puntatore a croce in un punto
della síera e premere il tasto sinistro del mouse.
¨ó CAD Tutor LT Claudio Gasparini


Iig. 88

Detivi.iove aet
pvvto ai ri.ta
veaiavte ta bv..ota
ea it .i.teva a tre
a..i. ía bv..ota e
ta rappre.evta.iove
ai vva .tera. aore it
cevtro rappre.evta it
Poto ^ora t0.0.]).



L`utilizzo della ·ista con bussola` non e un metodo preciso nella deíinizione del
punto di ·ista ma e sicuramente ·eloce e immediato quando si richiede una di·ersa
·isualizzazione di un modello o di una scena..


Layout e stampa dei disegni
• ]2.] |.o aei tayovt ai ai.egvo
• ]2.2 |titi..o ai vv voaetto ai tayovt
• ]2.² Moaitica ai vv tayovt
• ]2.1 ía .cata aet ai.egvo
• ]2.: ía .tavpa aet ai.egvo
• ]2.ó í.evpio gratico

Dopo arer covptetato vv ai.egvo. t´vttiva ta.e ai taroro cov.i.te vetta .tavpa cov it
ptotter o cov ta .tavpavte aegti etaborati gratici. Priva ai creare te .tavpe e
vece..ario aetivire it tayovt. rate a aire t´ivpagiva.iove aei ai.egvi. cove it torvato
ai carta. ta covtigvra.iove aet ptotter. it vvvero ai tive.tre .vt ai.egvo e ta
aetivi.iove aetta .cata aette .ivgote ri.te.
12.1 Uso dei layout di disegno
I layout di disegno riproducono il íormato íinale del disegno che sara stampato
su carta e per questo sono utilizzati solo nello ´pa.io carta. Ogni lavout e iníatti
uno ´pa.io carta completo che riproduce integralmente un íoglio di disegno nelle
dimensioni e nell`area di stampa e comprende anche il cartiglio e altre iníormazioni
scritte.

.
Iig. 89 · ívpo.ta.iove aet tayovt aet ai.egvo cov vv`vvica tive.tra
Capitolo 12
¨º CAD Tutor LT Claudio Gasparini

In un layout e possibile creare e posizionare oggetti di·ersi nelle ·arie íinestre e
aggiungere scritte. quote e cartiglio. Lo ´pa.io carta e. in sostanza. un "piano di
proiezione" do·e sono deíinite le ·iste di rappresentazione del modello.
All'interno delle íinestre dello spazio carta si possono compiere tutte le operazioni
di ·isualizzazione e di costruzione graíica di ogni singola íinestra dello Spazio
modello.

Iig. 90
|titi..o ai vv
voaetto ai tayovt
iv torvato .1
rerticate. ít
voaetto covtieve
avcbe it cartigtio
cove btocco
eaitabite: per
voaiticare te
.critte .i v.a
íaita btocco



In un íile di disegno e possibile creare lavout multipli. ciascuno con impostazioni di
stampa e dimensioni di íoglio anche di·erse. La scelta dei lavout a··iene puntando
le relati·e schede nella parte in basso dell'area di disegno.
12.2 Utilizzo di un modello di layout
L`utilizzo dei modelli di lavout risponde alla esigenza sempliíicare la íase di
creazione dei nuo·i disegni íornendo impaginazioni graíiche gia predeíinite in
íunzione del íormato di carta. della scala del disegno e della coníigurazione delle
penne e del plotter. In una studio o societa di progettazione articolata l`utilizzo dei
modelli garantisce anche un li·ello ele·ato e costante di standard di disegno.
Per utilizzare un modello. selezionare dal menu a discesa Inserisci / Layout /
Layout dal modello. Auto(AD L1 íornisce molti modelli di lavout con di·erse
dimensioni. íormati graíici ed unita di misura

Iig. ·]· ^etta tive.tra ai .cetta .i pvo arere vv`avtepriva aei tayovt torviti aat .i.teva
Layout e stampa dei disegni ¯9


12.3 Modifica di un layout
(onsiderato che le íinestre sono oggetti graíici. si comportano esattamente come
una qualsiasi entita graíica e piu in particolare ad un rettangolo. Iníatti si puo
deíormare nella dimensione come un unico oggetto e come tale anche spostato o
cancellato.
Ogni íinestra puo essere associata ad un colore. laver o stile di stampa.

Iig. 92
Per tracciare ta
tivea iv btv .i aigita
it privo e.trevo cov
te cooraivate 0.0.0 e
cove pvvto tivate i
ratori ².2.:. ´e
e.i.te vv`attra tivea
vet ai.egvo. per it
.ecovao pvvto aetta
tivea .i pvo
vtiti..are to .vap
íí^í

Per non ·isualizzare le cornici delle íinestre create nello spazio carta. si
posizionano in un laver speciíico che poi ·iene congelato prima di stampare il
disegno. In questo modo non ·engono stampate le linee di di·isione delle íinestre
che sarebbero di disturbo e graíicamente non corrette.
12.4 La scala del disegno
Le íinestre dello spazio carta corrispondono a ·iste di proiezione o prospettiche
del modello completamente indipendenti íra di loro. Ogni ·ista puo a·ere
dimensioni e scale di rappresentazione e quindi scale di stampa su carta di·erse.
Per deíinire la scala di una ·ista ·a tenuto presente che si sta la·orando nello
spazio carta do·e il rapporto di scala 1:1 e relati·o al íoglio di disegno e non piu al
modello. Mentre nel modello si possono utilizzare unita di misura di·erse. quali
millimetri o centimetri. nello spazio carta l`unita di riíerimento. di disegno e di
misura. e il millimetro e la dimensione e sempre quella deíinita dalle norme di
disegno UNI.
Per determinare e deíinire la scala di ogni ·ista. si atti·a la modalita spazio modello
di ogni singola íinestra e si utilizza il comando ZOOM con l`opzione di Scala
digitando il íattore di scala seguita da XP.




º0 CAD Tutor LT Claudio Gasparini

Ad esempio nella íinestra a sinistra del disegno la scala 1:1 e stata deíinita
digitando: JXP come risposta al comando ZOOM. Le ·iste a destra ed in basso
corrispondono ad una scala di 3:1 ed il loro íattore di scala digitato e: 3XP.


Iig. 93
ívpagiva.iove aetto
.te..o pe..o cov
tive.tre ai aivev.iovi
e .cate airer.e. ía
ri.vati..a.iove iv
ogvi tive.tra rieve
aetivita cov it
covavao Zoov:
t`a.petto aet ai.egvo
.ara qvetto cbe
ri.vttera .tavpato .v
carta.

Ad esempio nella íinestra a sinistra del disegno la scala 1:1 e stata deíinita
digitando: JXP come risposta al comando ZOOM. Le ·iste a destra ed in basso
corrispondono ad una scala di 3:1 ed il loro íattore di scala digitato e: 3XP.
Una scala deíinita JXP corrisponde allo stesso rapporto di scala 1:1 del íoglio da
disegno: ] vv .v carta ~ ] vv aet voaetto.
Se si e utilizzato il cm come unita di misura del progetto. allora il ·alore da digitare.
sempre per ottenere una scala 1:1. sarebbe: J0XP perché 1 cm. unita di disegno.
de·e corrisponde a 10 mm su carta.
12.5 La stampa del disegno
Dopo a·er creato un disegno e possibile stamparlo su carta S1AMPA, o
esportarlo su íile SALVA(OML, in íormati di·ersi sia di ·ersioni precedenti
di Auto(AD R14, oppure in íormato neutro d`interscambio DXl, con altri
programmi (AD.
Un disegno stampato puo contenere un'unica ·ista oppure una disposizione
piu complessa di ·iste. Si possono anche memorizzare su un unico íile di·erse
ta·ole tecniche gia predeíinite e pronte per essere stampate con una semplice
modiíica delle ·ista.

Per stampare un disegno si de·e scegliere l`icona di stampa relati·a oppure dal
menu Iile la íunzione Stampa. Viene ·isualizzatala íinestra di dialogo
Stampa.
Gli aspetti íondamentali da controllare per la stampa di un disegno sono:
- configurazione del plotter.
- impostazioni di stampa della pagina
- stili di stampa

Layout e stampa dei disegni 81



Iig. 94 · íive.tra ai ´tavpa cov ri.vati..ata ta cartetta Di.po.itiro ai .tavpa

Configurazione del Plotter Configurazione del Plotter Configurazione del Plotter Configurazione del Plotter
Se si utilizza il sistema per la prima ·olta e necessario coníigurare il plotter o il
dispositi·o di stampa. Per utilizzare la stampante di sistema utilizzata in \indows
non e necessario modiíicare Nome del plotter. (on Proprieta si possono
modiíicare. íra l`altro. le impostazioni di stampa come il tipo di carta. i íormati
graíici. la coníigurazione delle penne íisiche. ed altre proprieta personalizzate.
In questo Lditor di coníigurazione e possibile inoltre scegliere la dimensione del
íoglio di disegno e sal·are la coníigurazione deíinita.
L'impostazioni di stampa L'impostazioni di stampa L'impostazioni di stampa L'impostazioni di stampa
Nella cartella Impostazione della pagina si deíiniscono gli aspetti che de·ono
a·ere i disegni su carta. come l`orientamento. la scala e la posizione nell`area
graíica. 1utte le impostazioni deíinite della pagina possono essere sal·ate per
essere utilizzate con altri lavout.
Le principali impostazioni sono le seguenti:
- orientamento del disegno: il disegno puo essere ruotato nella íase di stampa
per seguire l`orientamento del íoglio di disegno.
- unità di misura: consente di speciíicare i pollici o i millimetri come unita di
misura della stampa.
º2 CAD Tutor LT Claudio Gasparini

- area di stampa: speciíica la parte del disegno da stampare. La scelta Layout
permette la stampa degli oggetti compresi nei margini del íoglio speciíicato. (on
Lstensione si stampa l`intero disegno con tutte le entita graíiche contenute. (on
Schermo ·iene in·iata in stampa l`area di ·isualizzazione della íinestra corrente.


Iig. 95

^etta cartetta
ívpo.ta.iovi
ai .tavpa .i
po..ovo
.cegtiere i
torvati e te
aivev.iovi
tovaavevtati
ai vv ai.egvo





(on Scala di stampa si controllano le dimensioni attra·erso la deíinizione del
rapporto unità di stampa = unità di disegno. Nello Spazio Carta il rapporto da
speciíicare e sempre 1:1 perché il lavout del disegno e riíerito alla dimensione del
íoglio di carta espressa in millimetri e la scala e stata deíinita nel lavout del disegno.
Se in·ece si stampa dallo Spazio Modello e necessario deíinire il rapporto di scala
da utilizzare nella stampa. Va tenuto presente che l`unita di stampa ía sempre
riíerimento al millimetro. come unita di misura. mentre l`unita di disegno e relati·a
all`unita di misura adottata nel disegno.
Prima di in·iare in stampa il disegno e possibile ottenere una ·isualizzazione
in anteprima del risultato su stampa attra·erso i pulsanti:

- Parziale: ·isualizza una rappresentazione dell`area di stampa eííetti·a
rispetto alle dimensioni del íoglio e all'area di stampa. L'anteprima parziale
segnala inoltre gli e·entuali messaggi di a··ertimento o di errore per il íormato
scelto.

- 1utto: ·isualizza un`anteprima completa del disegno come sara stampato sul
íoglio di disegno scelto. compresi gli spessori di linee ed i modelli di riempimento.
Per uscire dall'anteprima di stampa. íare clic con il pulsante destro del mouse e
scegliere Lsci.



Layout e stampa dei disegni 83


Come definire la scala del disegno Come definire la scala del disegno Come definire la scala del disegno Come definire la scala del disegno
La tabella riporta i ·alori da inserire nella íinestra di stampa ·ariando sia a scala di
stampa da adottare sia l`unita di disegno usata nel disegno.


scala di stampa

unità di disegno
Valori da
inserire

J:J

mm

J = J

J:J

cm

J0 = J

J:J

m

J00 = J

J:J0

mm

J = J0

J:J0

cm

J = J

Per a·ere una scala 1:1 si scelgono i ·alori J=J se l`unita di disegno adottata e il
vittivetro. mentre si deíiniscono i ·alori J0=J se l`unita e il cevtivetro. Iníatti.
considerato che l`unità di stampa e sempre in millimetri. se nel disegno si e
usato il centimetro 10 mm,. si de·e deíinire nella íinestra di stampa che 10 mm
su carta`. rima colonna. corrispondono a 1 unita di disegno`. seconda colonna.

12.6 Esempi grafici
Ouesta esercitazione intende accompagnare passo-passo nella realizzazione
del primo disegno al (AD. dall`inizio della sessione di la·oro con Auto(AD
L1 íino alla stampa del disegno completo.

Ouando si inizia un nuo·o disegno il sistema presenta la íinestra di dialogo
Crea nuovo disegno con selezionata l`opzione Usa un'autocomposizione.
La due scelte permettono di iniziare un nuo·o disegno utilizzando alcune
impostazioni íacilitate.
Le due scelte disponibili sono:
Impostazione avanzata. Imposta le unita di misura. la precisione delle unita
·isualizzate e i limiti di griglia. Inoltre. deíinisce le impostazioni degli angoli.
quali precisione. direzione. orientamento e stile delle unita di misura.
Impostazione rapida. Imposta le unita di misura. la precisione delle unita
·isualizzate e i limiti di griglia.

Per disatti·are la ·isualizzazione di questa íinestra all`a··io del sistema
disatti·are Mostra la íinestra di dialogo A··io` in basso a sinistra.

º1 CAD Tutor LT Claudio Gasparini


Iig. 96
íive.tra ai
aiatogo Crea
nuovo
disegno cov
.ete.iovata
t`op.iove Usa
un'autocompo
sizione e
Impostazione
rapida.



Nella íinestra di impostazione Area deíiniamo la dimensione dell`area di disegno in
scala 1:1 utilizzando le unita di misura utilizzate nel disegno. Digitiamo come
Larghezza il ·alore 210 e come Lunghezza il ·alore 29¯. che sono le
dimensioni in mm del íoglio in íormato A4. Per completare l`impostazione
coníermiamo Iine.

Iig. 97

ívpo.ta.iove aetta
aivev.iove aett`area
ai ai.egvo e.pre..a
iv vittivetri. percbe
e t`vvita ai vi.vra
aaottata per ta
.tavpa.




¡mpostazioni generali
Layer
Prima di iniziare a disegnare. e consigliato creare dei laver sui quali inserire gli
oggetti graíici che ·ogliamo creare. In questo esercizio creiamo dei nuo·i
laver: Squadratura e 1esti

Selezioniamo íorvato ´ íayer e nella íinestra di dialogo Gestione proprietà
layer con il pulsante Nuo·o creiamo i nuo·i laver Squadratura e 1esti.
Assegniamo ai singoli laver i colori Blu e Magenta e lo spessore di linea 0.35 al
laver Squadratura.



Layout e stampa dei disegni 85


Snap
Atti·iamo ora un íiltro di ´vap aa oggetto. cioe di collegamento ai punti
note·oli. scegliendo Intersezione dal menu ´trvvevti ´ ívpo.ta.iovi ai.egvo.

Disegno della squadratura e del cart Disegno della squadratura e del cart Disegno della squadratura e del cart Disegno della squadratura e del cartiglio iglio iglio iglio

Rendiamo corrente il laver Squadratura selezionando dalla barra degli
strumenti Proprietà oggetto il pulsante Controllo layer. Il laver corrente
·iene ·isualizzato nel pulsante con il colore e il tipo di linea deíiniti.


Iig. 98

.ttira.iove aet
tayer
Squadratura
aatta barra aegti
.trvvevti
Proprietà
oggetto








Selezioniamo il comando RL11ANGOLO e inseriamo le coordinate
del primo punto: 0,0 e quindi le coordinate relati·e del secondo punto della
diagonale: m J96, 284.
Il rettangolo relati·o corrisponde alla squadratura di un íoglio A4 con ¯ mm di
margine. Il rettangolo disegnato e un unico oggetto mentre per le operazioni
successi·e ci ser·ono solo sono necessarie singole linee. Pertanto si de·e
esplodere il rettangolo inserito. cioe scomporlo nelle linee semplici che lo
costituiscono con la íunzione LSPLODI .

Per inserire il cartiglio utilizziamo la íunzione OIISL1 duplicando la
linea di base 4 ·olte con distanza 10 unita.

Comando: OFFSET
Specificare distanza dello sfalsamento o [Punto]
>Punto>: 10
Selezionare oggetto da sfalsare o <Esci>: Selezionare
la linea di fondo
Specificare punto sul alto da sfalsare: Puntare con il
mouse sopra la linea per indicare la direzione di copia
ºó CAD Tutor LT Claudio Gasparini

Otteniamo una linea parallela alla linea di íondo. inserita ad una distanza di 10
unita mm,. Ripetiamo la stessa operazione per tre ·olte per ottenere le altre
linee parallele.
Inserimento delle linee di mezzeria
Inseriamo ora una linea di mezzeria sul cartiglio utilizzando il íiltro di Snap ad
oggetto Medio.
Per atti·are il íiltro scegliere l`icona Punto Medio nella ßarra ai ´vap aa
Oggetto oppure premere C1RL + tasto destro del mouse per scegliere il íiltro
Medio.


Iig. 99

ív.erivevto aetta
tivea ai ve..eria
vet cartigtio aopo
arer attirato it tittro
ai ´vap aa oggetto
pvvto Meaio








1aglio delle linee eccedenti

Sempre con il comando OIISL1 duplicando la linea di mezzeria in
modo da suddi·idere il due parti uguali il cartiglio nella parte destra.
Deíiniamo una distanza di 49 unita la distanza da copiare la linea di mezzeria.

(on il comando 1AGLIA eliminiamo le parti eccedenti delle linee
inserite. Selezioniamo come spigoli di taglio le linee ·erticali e come oggetti da
tagliare le parti delle linee interessate.

Iig. J00

ítiviva.iove aette
parti ai tivee cov it
covavao
).Cíí.. Priva
aerovo e..ere
.ete.iovate te tivee
rerticati e iv
.egvito te ave tivee
ori..ovtati aa
tagtiare

Layout e stampa dei disegni 8¯


Salvataggio intermedio

A questo punto sal·iamo il disegno ipotizzando di do·er sospendere il la·oro.
Visto che il nostro disegno non ha ancora un nome. scegliamo dal menu Iile
/ Salva con nome per assegnare il nome la prima ·olta. In seguito per sal·are
il disegno e suííiciente atti·are il comando SALVA per sal·are il disegno
con lo stesso nome di apertura.

Apertura del disegno

Per aprire un disegno in una nuo·a sessione di la·oro. scegliere lile ´ Apri e
nella íinestra di dialogo selezioniamo il íile di disegno che e stato sal·ato in
precedenza. La modalita di selezione e tipica di \indows utilizzata in tutti i
programmi.
Se si punta con il mouse un íile. nella parte destra della íinestra ·iene
·isualizzata un`anteprima del disegno. In 1ipo di íile si possono aprire íile
graíici in íormati di·ersi. come DXl e D\1.

Inserimento dei testi

Ora inseriamo i testi nel cartiglio che abbiamo disegnato. Selezioniamo dal
menu Disegna /1esto /1esto Multilinea oppure direttamente l`icona
1esto multilinea.

Nella íinestra Modifica testoM e che e la stessa sia per l`inserimento del
testo sia per la modiíica scegliamo:
- carattere: Arial
- Altezza: 3
- Grassetto

L nella cartella Proprietà scegliamo la Civ.titica.iove Mezzo Sinistra MS.

Iig. J0J · íive.tra ai iv.erivevto aet te.to vvttitivea. ^etta cartetta Caratteri tiv atto) .i .cegtie
it tovt .riat. cov atte..a ² e tipo ß · Cra..etto. vevtre vetta cartetta Proprieta ta Civ.titica.iove
e aet tipo Me..o ´ivi.tra M´.
Completamento dei testi

Inseriamo tutti i testi nel cartiglio nella posizione indicata nel disegno.
ripetendo la stessa procedura.

I titoli sono i seguenti : Scuola. 1itolo. (lasse. data. Sala. 1a·ola N.. Voto.
ºº CAD Tutor LT Claudio Gasparini


Iig. J02

Cartigtio
covptetato aopo
t`iv.erivevto
aei te.ti cov it
covavao
1esti
Multilinea








Disegno del simbolo di proiezione

Per disegnare il simbolo di proiezione europea. utilizziamo le linee di
costruzione per indi·iduare il centro del primo cerchio. Dopo a·er tracciato le
diagonale. utilizzando i íiltri di Snap Iine. si inserisce la linea orizzontale a
partire dall`intersezione delle diagonali e atti·ando la modalita OR1O l8,.
cioe traccia solo linee ortogonali.
Inserire quindi due cerchi di raggio 3 e 6 come centro sul punto Medio della
linea. Il secondo cerchio puo essere inserito con OllSL1 dal primo con
distanza 3.



Iig. J03

íivee ai
co.trv.iove per
t`iv.erivevto aei
cercbi aet
.ivboto ai
proie.iove
evropea. )vtte
te tivee v.avo i
tittri ai ´vap.






Dopo a·er cancellato tutte le linee di costruzione. inseriamo le linee
orizzontali atti·ando lo snap ad oggetto quadrante sul cerchio ed estendendo
le linee ·erso sinistra con OR1O atti·ato l8,.
Layout e stampa dei disegni 89


Ouindi tracciamo la prima linee ·erticale a con lo snap 1icivo e Perpevaicotare
all`altro estremo.
La seconda linea sara tracciata con OIISL1 di 12 unita.

Le linee inclinate sono inserite con snap Intersezione su quelle esistenti

(on 1AGLIA e CANCLLLA eliminiamo le linee di costruzione non
necessarie al disegno.


Iig. J04

ív.erivevto aette
tivee ori..ovtati
cov it tittro ai
´vap Ovaaravte
ivairiavato .vt
cercbio. íe attre
tivee .ovo tracciate
cov ta tvv.iove
OR)íO iv.erita.





Stampa del disegno

Dopo a·er sal·ato il disegno con SALVA stampiamo ora il disegno con il
comando S1AMPA .

(ome Impostazioni di stampa scegliamo la ´cata ai .tavpa J:J perché e la
Divev.iove aet togtio A4 e come .rea ai .tavpa i Limiti. Orievtavevto aet ai.egvo
Verticale.
Per ·isualizzare un`anteprima premere il pulsante 1utto.

Salvataggio del disegno modello

Dopo a·er controllato che il disegno sia completato. sal·iamo il disegno come
Modello in modo da poter essere utilizzato come base per i disegni successi·i
di dimensione A4.

·0 CAD Tutor LT Claudio Gasparini


Iig. J05 · Di.egvo .atrato cove modello ai ai.egvo per e..ere vtiti..ato iv .egvito cove per
attri ai.egvi

Ouindi scegliamo lile ´ Sal·a con nome e nella íinestra di dialogo
selezioniamo come 1ipo íile il tipo: lile modello di disegno .dwt, che sara
posizionato dal sistema nella cartella 1emplate di Auto(AD L