P. 1
Сражение при Кустоза (La Battaglia di Custoza - Schlacht bei Custozza), 24.6. 1866.

Сражение при Кустоза (La Battaglia di Custoza - Schlacht bei Custozza), 24.6. 1866.

5.0

|Views: 69|Likes:
Published by Virgilio_Ilari
Атлас сражений XIX века, IX и X, cc. 1-16. (Atlante russo delle Battaglie del XIX secolo). This PDF includes also A. Hilliard Atteridge, “Custozza”, in Archibald Forbes (Ed.) Battles of the Nineteenth Century, Cassell,. 1901, vol. 1, pp. 247-255
Атлас сражений XIX века, IX и X, cc. 1-16. (Atlante russo delle Battaglie del XIX secolo). This PDF includes also A. Hilliard Atteridge, “Custozza”, in Archibald Forbes (Ed.) Battles of the Nineteenth Century, Cassell,. 1901, vol. 1, pp. 247-255

More info:

Published by: Virgilio_Ilari on May 03, 2013
Copyright:Attribution Non-commercial

Availability:

Read on Scribd mobile: iPhone, iPad and Android.
download as PDF, TXT or read online from Scribd
See more
See less

06/22/2013

pdf

text

original

Сражение при

Кустоза
La Battaglia di Custoza Schlacht bei Custozza
(24.6. 1866)

Атлас сражений XIX века, IX и X, cc. 1-16. (Atlante russo delle Battaglie del XIX secolo) __________ A. Hilliard Atteridge, “Custozza”, in Archibald Forbes (Ed.) Battles of the Nineteenth Century, Cassell,. 1901, vol. 1, pp. 247-255

Второе издание «Атласа сражений XIX века» в 20-ти выпусках, представляет собой перевод на русский язык, выпускавшегося в военно-научном комитете Главного штаба на немецком языке с 1830х гг., разрозненного собрания карт и планов военных кампаний армий мира в XIX века. Переводчиком данного издания является Виктор Иванович Чекмарев (1861–1939) — генераллейтенант (1912), видный военный деятель российской императорской армии, историк, участник Первой мировой войны и белого движения на юге России, впоследствии в эмиграции. С 1894 г., занимая должность делопроизводителя, а затем столоначальника канцелярии военно-ученого комитета Главного Штаба, подполковник Генерального Штаба Чекмарев, в результате кропотливой работы собрал воедино «Атлас сражений XIX века», каждый выпуск которого посвящен одной или нескольким военным кампаниям Европы, Азии и Америки, содержит подробное описание расположения войск и хода боевых действий противников, хронологию событий, снабжен картами и планами сражений. Это издание имеет большую историко-культурную ценность, интересно как ученым-историкам, так и любителям военно-исторической литературы.

Pianta della battaglia di Custoza 24 Giugno 1866 Autore A. Tirone Litografia

Quinto Cenni Battaglia di Custoza 1866 (24 giugno). Piano topografico, panorami, ritratti e divise dei due eserciti

Erzherzog Albrecht von Österreich, Herzog von Teschen (1817-1895), Felmarschall, Sohn von Erzherzog Karl von Österreich, des Siegers bei Aspern 1809. Lithographie von Joseph Kriehuber von 1851. Franz Freiherr von John (1815-1876), Generalstabschef der Südarmee in Italien http://www.avalanchepress.com/SecondCustoza.php?mode=print http://www.austro-hungarian-army.co.uk/sudarmy.htm http://www.austro-hungarian-army.co.uk/loc1866.htm http://www.austro-hungarian-army.co.uk/regcomm65.html

Alfonso Lamarmora – Enrico Cialdini

Ludwig Koch (1866-1934), Oberst Maximilian Rodakowski an der Spitze seiner Ulanen in der Schlacht bei Custozza am 24. Juni 1866. Heeresgeschichtliches Museum von Pappenheim

Raffaele Pontremoli, Il Quadrato di Villafranca, affresco di Custoza (1880), Torre Sacrario di San Martino della della battaglia

Episode aus der Schlacht von CustozaUlanen Reiter Kavallerie Holzstich

Juliusz Fortunat Kossak (1824-1899), 13th Regiment of Austrian-Hungarian Uhlans under the col. Rodakowski attacks Italian Bersaglierii during the Battle of Custozza in 1866 (1868)

Fritz Neumann (1881-1919)

Un particolare de «La battaglia di Custoza» (1880), opera di Giovanni Fattori, esposta alla Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma (Benvegnù/Guaitoli) Alla più vasta delle sue numerose tele di soggetto militare, dedicata al disastroso insuccesso di Custoza del 24 giugno 1866, Fattori lavorò dal 1876 al 1880 (non andò a documentarsi sul luogo come era avvenuto per la battaglia di Magenta, ma l'accuratezza delle ricerche è testimoniata dai disegni preparatori conservati nel Museo Civico di Livorno), in un vasto ambiente messogli a disposizione nell'Accademia di Belle Arti di Firenze, per interessamento del Ministero della Pubblica Istruzione. Onorato dalla vista di re Umberto I nel 1878, Fattori presentava infine il dipinto all'Esposizione Nazionale di Torino del 1880, senza troppo successo: "è impossibile sognare i nostri bellissimi artiglieri più brutti, più sciatti, meno soldati nella tenuta [...] sono trasparenti, essi e le loro divise; i fanti del quadrato, cavalli, cavalieri, armi ed armati, tutto è scialbo, diafano, scolorito, fragile, inconsistente come le spoglie secche delle cicale" recensiva Chirtani, che trovandovi alcuni brani - quali il paesaggio - meglio riusciti, concludeva: "questi pezzi più consistenti fanno parere ancor più svanite le larve dei combattenti" (Chirtani 1880 a, p. 87). Similmente Filippi si doleva che tutte le "belle cose" militari, uniformi, attrezzi e divise, fossero come "affogate nella più strana falsità di colore, bigio, violaceo, azzurrognolo, da far venire il mal di mare" (Filippi 1880, pp. 112-113). Esposto nuovamente a Roma nel 1883, il dipinto venne in quell'occasione acquistato per la costituenda Galleria d'Arte Moderna grazie all'interessamento del ministro Ferdinando Martini. In un momento storico tanto drammatico per il giovane Regno d'Italia "in considerazione della crescente importanza della pittura di battaglie e del significato tributatele dalla politica culturale dello Stato [...] nella consapevolezza delle particolari difficoltà che il nuovo soggetto presentava" (Hansmann 2005, p. 243), pur non del tutto compresa nelle sue rivoluzionarie novità formali, nella scabra essenzialità della pittura, carica di pathos proprio perché volutamente priva di facili attrattive, l'opera di Fattori otteneva così un riconoscimento pubblico carico di significato. "Proprio in quella dimensione popolare, scarna e quasi

schematica che definiva la grande tela di Custoza, [Fattori] riproponeva una più articolata o per lo meno apparentemente più complessa definizione ‘nazionale' del quadro realista" (Monti 1987, p. 60).

Il Quadrato di Villafranca

Fattori – Il principe Amedeo ferito a Custoza

Lemmo Rossi Scotti (1848-1926) - Il Capitano Roberto Perrone di San Martino alla testa dei serventi difende i suoi pezzi sulla collina del Belvedere (poco a nord di Custoza), meritando la Medaglia d’Oro al Valor Militare. 24 giugno 1866

25 giugno. Si inaugura il restaurato Ossario di Custoza

25 giugno. Si inaugura il restaurato Ossario di Custoza

Il 24 giugno del 1879 il Duca d'Aosta inaugurava il grande monumento - ossario voluto per accogliere i resti dei caduti del Risorgimento. Ad appoggiare la sua realizzazione furono re Vittorio Emanuele II e l'imperatore Francesco Giuseppe. Il 25 giugno 2011 l'Ossario di Custoza sarà nuovamente inaugurato a conclusione degli interventi di restauro finanziati nell'ambito delle celebrazioni per i 150 dell'Unità d'Italia. Il 25 giugno sarà inaugurato l'Ossario di Custoza, a conclusione dell'intervento di restauro finanziato nell'ambito del progetto "I luoghi della memoria" ideato dal Consigliere Paolo Peluffo, Consulente del Presidente del Consiglio dei Ministri per il 150° dell'Unità d'Italia. La cerimonia avviene all'indomani della ricorrenza della prima inaugurazione del grande monumento, il 24 giugno del 1879, giusto vent'anni dopo la battaglia di San Martino e Solferino. L'intervento di restauro condotto dall'Unità Tecnica di Missione diretta dal Dott. Giancarlo Bravi in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Verona, Rovigo e Vicenza nella persona dell'Arch. Gianna Gaudini, era assolutamente urgente. Il grande monumento, realizzato nelle due pietre locali (calcare veronese o Pietra di Prun e in pietra calcarea o Pietra di Custoza) mostrava problemi circa la conservazione dei calcari utilizzati per la costruzione. Le superfici dei due diversi tipi di pietra stavano squamandosi e impoverendosi, attaccate dagli agenti atmosferici ma soprattutto da estesissime colonie di microvegetazione infestante e da organismi "litofagi", ovvero che "si nutrono" delle pietre su cui si insediano. La presenza di queste colonie era così estesa da non consentire, o quasi, di ammirare il contrasto di colori dei materiali, ricoprendo il tutto sotto una patina verdastra. Il responsabile del procedimento, architetto Beatrice Cuccioletta dell'Unità tecnica di Missione ed il direttore dei lavori Arch. Pietro David, per la Soprintendenza, hanno diretto l'intervento che ha riguardato l'intero edificio. La rimozione della microflora, condotta in modo da non intaccare le pietre, è stata seguita dalla pulitura ad impacco e dalla applicazione di una sostanza biocida che dovrebbe allontanare nel tempo nuovi insediamenti. La pulitura e il consolidamento di tutte parti dell'Ossario si sono accompagnate ad alcuni interventi di "aggiornamento" tecnologico di ciò che era stato fatto negli anni '70 per proteggere la cripta (dove sono conservati i resti dei Caduti) dalle infiltrazioni d'acqua. L'Ossario di Custoza venne innalzato per volontà del parroco don Gaetano Pivatelli che volle raccogliere le spoglie dei soldati caduti nelle battaglie del 1848 e del 1866 in un unico grande mausoleo sacrario. Per questa sua impresa il sacerdote si rivolse anche al re Vittorio Emanuele II e all'imperatore d'Austria-Ungheria Francesco Giuseppe, ottenendo il loro appoggio, dato che il monumento era destinato ad raccogliere le ossa dei soldati di tutti gli schieramenti. Infine interessò i giornali: il quotidiano locale "L'Arena" iniziò una sottoscrizione. L'8 agosto 1875 venne costituito un comitato promotore presieduto da Giulio Camuzzoni e composto da Aleardo Aleardi, Angelo Messedaglia e Giuseppe Salvatore Pianell. La zona destinata all'edificazione fu la sommità del monte del Belvedere di Custoza, un'area di 300 mq. Tra il 1877 e il 1878 fu indetto ed espletato un concorso di idee per la scelta del progetto da realizzarsi, a cui parteciparono numerosi progettisti da tutta Italia. La scelta finale premiò l'inventiva di Giacomo Franco che aveva elaborato un progetto nel quale, come scrive il Boito, ".lo stile lombardo del medioevo è trattato senza pedanterie archeologiche, con nobiltà di masse, con parsimonia di particolari, con raro senso di armonia e con quella aperta schiettezza lontana da ogni

affettazione, la quale era in virtù della sua arte.". Il monumento venne solennemente inaugurato il 24 giugno 1879 alla presenza del Duca d'Aosta, esattamente venti anni dopo la battaglia di Solferino e San Martino. L'Ossario presenta quattro facciate uguali fra loro realizzate ed è di fatto scomponibile in due parti: la base è un tempio a pianta ottagonale, al cui interno passa la scala che porta ad un corpo pure ottagonale, ma di minori dimensioni, circondato da una balconata con balaustra di marmo, da cui è possibile osservare il paesaggio circostante, individuando - con l'aiuto dei segni direzionali incisi sul corrimano - le località attorno a Custoza; il tutto è sormontato da un enorme obelisco a pianta quadrata. L'intera struttura poggia su un basamento ottagonale; quattro gradinate in marmo sui lati maggiori danno accesso ai protiri, ognuno dei quali è formato da due colonne in calcare veronese, archivolto e frontone con cornice. I capitelli in marmo, lavorati a motivi vegetali stilizzati sono opera di Salesio Pegrassi. Sugli altri quattro lati corti del basamento si aprono, al livello del terreno, finestre a bifora che servono per illuminare la cripta sottostante, in cui sono conservate le ossa dei caduti. Sopra i pronao si imposta il corpo quadrato della struttura interrotto a mezza altezza dalla balaustra e da una cornice "marcapiano" sorrette da mensole con volute e gole. Le quattro pareti sulla balconata sono sormontate da un timpano modanato. Da questo livello parte il vero e proprio "obelisco", alto 17 metri, che si restringe fino al culmine sormontato da una copertura a piramide. inaugurazione del restauro del Sacrario di Custoza sabato 25 giugno 2011 - ore 20.30 Sommacampagna, Custoza (Vr) Ufficio Stampa: Unita' Tecnica di Missione per il 150^ anniversario dell'Unità d'Italia Direttore per la Comunicazione e le Relazioni esterne: Dott.ssa Maria Emanuela Bruni e.bruni@governo.it Tel. 06 6779 5055 - Fax. 06 6779 5129 http://www.zainoo.com/en/italy/veneto/verona/custoza http://emmebonfi.blogspot.it/2010/09/ossario-di-custoza.html

Ossario di Custoza
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L'Ossario di Custoza si presenta come una torre di quasi 40 metri. Fu inaugurato da Umberto I il 24 giugno del 1879 per raccogliere le ossa dei soldati italiani e austriaci morti durante le Guerre d'indipendenza del 1848, e del 1866. Fortemente voluto dal suo promotore don Gaetano Pivatelli (1832-1900) parroco del paese che aveva voluto un luogo degno di accogliere i resti mortali dei caduti delle due battaglie. Al fine di approntarne il progetto nel 1878 fu indetto un Concorso Nazionale, cui parteciparono 82 concorrenti. Il lavoro venne infine commissionato a Giacomo Franco, architetto di Verona, e l'opera fu inaugurata esattamente venti anni dopo la battaglia di Solferino e San Martino. Nella cripta sottostante l'altare del tempio al suo interno furono poste innumerevoli ossa dei caduti delle due guerre. In particolare i crani dei soldati, disposti su balaustre lignee senza alcuna protezione sia sui muri perimetrali che attorno alla struttura centrale dell'ossario lasciano vedere con mesta chiarezza le modalità con cui vennero uccisi. Le ferite alla testa parlano chiaro: fori di entrata e di uscita, colpi penetranti di baionetta, palle di cannone che hanno sventrato la scatola cranica e residui di ossa facciali dovuti ad impatti diretti con palle di cannone di grosso diametro. La vista di questi orrori incute rispetto e silenzio nella contemplazione e nel pensiero che ognuno di quei crani apparteneva a soldati, perlopiù giovani, periti per difendere un ideale antico degli stati che allora erano belligeranti. Quello che emerge dal terreno è di fatto scomponibile in due parti: la base è un piccolo tempio a base ottagonale, sopra vi è un enorme obelisco al cui interno passa la scala che percorre i 38 metri fino alla cima. La torre ospita una loggia protetta da una balaustra di marmo. Meta di frequenti gite scolastiche. La struttura non è accessibile alle persone disabili.

Ossario di Custoza, lapide posta sul fianco (foto di Massimo Tatò 22 gennaio 2011 per Wikipedia commons)

Un particolare de «Il campo italiano alla battaglia di Magenta» (1860-61), di Giovanni Fattori

Чувство / Senso

Страна: Италия Жанр: драма, мелодрама, военный, история Год выпуска: 1954 Продолжительность: 02:03:28 Перевод: Профессиональный (многоголосый закадровый) Cубтитры: русские, английские Оригинальная аудиодорожка: итальянский

Режиссер: Лукино Висконти / Luchino Visconti В ролях: Алида Валли, Фарли Грейнджер, Хайнц Муг, Рина Морелли, Кристиан Маркан, Серджо Фантони, Тино Бьянчи, Марчелла Мариани Описание: Экранизация одноименного романа Камилло Боито (Camillo Boito). Первая лента Висконти, снятая в цвете. Замужняя венецианская аристократка графиня Лидия (Алида Валли) влюбляется в молодого австрийского офицера Франца Малера (Фэрли Грэйнджер) во времена австрийской оккупации Италии в 1860 году. Роман развивается на фоне историкополитических событий того времени: анти-австрийское движение, битва при Кустоза и т. д. Графиня все сильнее и сильнее влюбляется в своего офицера, тогда как его интерес к ней носит скорее

финансовый характер. Доп. информация: IMDb // КиноПоиск

Тип релиза: BDRip 720p [BDRemux (thx Diablo)] Контейнер: MKV Видео: H.264/AVC, 988x720 at 23.976 fps, ~7956 kbps Аудио#1: Russian: 48 kHz, AC3, 2/0 (L,R) ch, ~192.00 kbps avg |Многоголосый закадровый| Аудио#2: Italian: 48 kHz, DTS, 1/0 ch, 512.00 kbps Формат субтитров: softsub (SRT) Сэмпл
x264

http://blogs.privet.ru/community/legendi_kino/107927642

You're Reading a Free Preview

Download
scribd
/*********** DO NOT ALTER ANYTHING BELOW THIS LINE ! ************/ var s_code=s.t();if(s_code)document.write(s_code)//-->