come da una storia di violenza può nascere l’impegno per sconfiggerla

di Rita Moriconi, consigliera regionale PSI-Gruppo PD

Fiori del male…

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REDAZIONALE

veva 15 anni meno di lui ed entusiasmo da vendere. Si lasciò incantare dai suoi modi, dai racconti che le faceva e desiderò con tutta se stessa di avere una famiglia con lui, nonostante tutti l’avessero messa in guardia vista la sua condotta negli anni precedenti: due mogli, un figlio e molte ex fidanzate... Forse lei peccò di presunzione pensando che poteva essere “quella giusta” e per questo nei primi tempi, davanti alle offese e alle minacce, lo giustificava e si sentiva per giunta in colpa. Poi le minacce e le ingiurie divennero sempre più pesanti, andava bene solo quando era come decideva lui, per cucinare, per accudire la casa, per accompagnare il figlio di lui a scuola, per il resto no! Per il resto era solo e sempre sbagliata. Le mortificazioni erano sempre più insistenti, veniva mortificata su tutto, per il lavoro che faceva, per le amicizie che aveva, per la famiglia da cui proveniva e dopo le mortificazioni cominciarono ad arrivare le spinte, gli insulti, le mani. Ebbero una figlia, piccola alla nascita, che aveva bisogno di attenzioni particolari, ma nemmeno questo lo aiutò ad essere più comprensivo, più amorevole.

A

La prima volta che lei si recò dall’Avvocato la bambina aveva pochi mesi, dopo un episodio davvero forte: per un litigio lui se n’era andato, ricoprendola di insulti e dicendole di non farsi più vedere. Ma le ci vollero ancora un po’ di tempo e tanti tentativi di mediazione per prendere il coraggio di reagire. L’anno dopo dall’Avvocato lei tornò per una separazione giudiziale. Sono da allora passati quattro anni, una Ctu interminabile che stabilisce un disturbo della personalità di lui, quattro percorsi di mediazione, molte denunce, un dente rotto e diversi lividi, ma ce l’ha fatta. È riuscita a tutelare se stessa e la sua bambina, che cresce serena con una madre che le fa anche da padre. Sono stati anni durissimi, di sofferenza, di angoscia, di mortificazione. È stata comunque una donna fortunata, perché ha avuto la vicinanza della sua famiglia, il sostegno della sua Avvocata e della sua Consulente di Parte, la disponibilità economica di intraprendere questo percorso che sembrava davvero non terminare mai. Io vorrei che tutte le donne che subiscono quotidianamente violenze di ogni genere avessero la possibilità di reagire, di sentirsi sicure, non sole e di ritrovare la gioia e l’entusiasmo di vivere. Purtroppo ci sono tante don-

come quello di Modena “Liberiamoci dalla Violenza” (LDV) che aiutano, in una forma importantissima di sostegno e di prevenzione e con brillanti risultati, gli uomini che agiscono violenza. Voglio ringraziare tutte le donne che trovano il coraggio di denunciare quello che hanno subito, perché anche grazie a loro le altre sapranno che si può uscirne e quelle che non si fanno spaventare dai tempi a volte “lunghi” della giustizia, perché credono ancora, come me, che una giustizia ci sia. Il mio impegno sarà sempre orientato ad operare in loro aiuto, perché ci siano più centri di accoglienza, perché non passino anni dopo una denuncia per stalking, perché forse poi sarà troppo tardi; perché i consulenti che operano per chi è meno fortunato siano sempre di più e sempre di più possano combattere ogni forma di violenza di genere; perché nel mio Paese, nella mia regione, una donna abbia la possibilità anche di commettere errori. Ci sono uomini meravigliosi, compagni affidabili, padri esemplari e ringrazio anche loro. Ed anche a loro chiedo di aiutare le donne che non hanno avuto la fortuna di averne di simili accanto... come non l’ho avuta io.

ne, troppe donne, che questa possibilità non ce l’hanno, che sono sole, che subiscono per non subire ancora di più. Dobbiamo ringraziare gli avvocati e i consulenti che queste donne le aiutano, per quanto possibile, ad uscire dall’incubo. Avvocati e consulenti che prestano gratuitamente la loro professionalità ed il loro tempo alle donne come l’Avvocato Giovanna Fava, presidente del forum donne giuriste, o come la dottoressa Barbara Soncini, CTP e mediatrice familiare, che le donne, prima ancora di assisterle, le tutelano. Voglio ringraziare la rete di associazioni, che la nostra Regione sostiene, che svolgono attività contro la violenza, di accoglienza a donne sole, ed anche i Centri,

Dall’Emilia-Romagna un impegno rinnovato contro la violenza alle donne AGGRESSIONI CON L’ACIDO, FERMIAMO SUBITO QUESTA BARBARIE
di Marco Monari*

fenomeno per l’Italia, che occorre stroncare sul nascere con strumenti legislativi ad hoc. Ritengo che, dopo tre casi nell’arco di pochi giorni, sia opportuno intervenire nel modo più intransigente possibile a livello normativo in particolare contro le aggressioni con acido - ai danni delle donne in primo luogo, visto il preoccupante ripetersi di attacchi del genere. Questo delitto è tanto più odioso perché altro non è che un “omicidio sociale” delle vittime: chi viene colpita, oltre ai gravissimi danni fisici, spesso purtroppo ricava ferite al volto che ne determinano una sorta di ripudio, di esclusione sociale, ovvero grandi difficoltà future ad intessere relazioni con altre persone. Non è tollerabile che una cosa del genere accada nel nostro Paese, servirebbero pene severissime come deterrente in grado di scongiurare il ripetersi di questi episodi. L’acido sfigura, toglie identità, stima e futuro alla vittima. È questo il vero disegno criminale! Come Presidente del Gruppo PD in Regione Emilia-Romagna – dove il lavoro della Commissione Parità presieduta dalla collega Roberta Mori sta dando i suoi frutti culturali – ho presentato una Risoluzione sul punto, chiedendo a tutti i colleghi Presidenti dei Gruppi cosa ne pensassero: il fatto che sia stata sottoscritta unanimemente da destra a sinistra l’ha fatta diventare un testo condiviso da tutta l’Assemblea Legislativa. È il contributo, piccolo, a una battaglia di

civiltà non più rinviabile, al di là del partito o del movimento di militanza, una presa di coscienza trasversale di uomini e donne, ma questa riguarda soprattutto “noi uomini”, che invoca azioni conseguenti. Penso che l’esecutivo guidato da Enrico Letta possa celermente adoperarsi, qualificando così il proprio operato in una direzione auspicata da tutti. La richiesta che viene dalla nostra Regione al Governo è quella di dare immediato avvio alla task force annunciata sui temi della violenza di genere; invitiamo il Parlamento a verificare l’efficacia della Legislazione vigente, intervenendo per il suo aggiornamento ove necessario e monitorandone la corretta applicazione. La Risoluzione invita a proseguire e rafforzare l’opera di sostegno alle vittime di violenza e a supportare fattivamente la rete di case rifugio e centri anti-violenza operanti in Regione EmiliaRomagna, a promuovere la cultura dell’uguaglianza, del rispetto e della valorizzazione della donna attraverso l’educazione scolastica e a sostenere campagne di sensibilizzazione contro gli stereotipi di genere e l’utilizzo distorto del corpo femminile come veicolo di messaggi non rispettosi. Ringrazio questo periodico per la meritoria e storica attività che permette di tenere i riflettori sempre accesi sulle questioni di genere e per non far cadere nell’oblio battaglie fondamentali – troppo spesso ahinoi cavalcate per brevi stagioni e poi dimenticate da gran parte dell’opinione pubblica. Quello delle aggressioni con acido è argomento non facile da comunicare, ma solo attraverso una mobilitazione collettiva e nazionale, impegnandosi ognuno nel proprio ruolo, si può intervenire con prontezza per evitare che questo tipo di aggressione si trasformi in una nuova modalità per colpire e ghettizzare le donne, relegandole non solo ai margini della società ma anche degli affetti, della vita familiare, professionale e affettiva che hanno il diritto di condurre pienamente.
* Presidente Gruppo PD Regione Emilia-Romagna

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La lettura delle pagine di cronaca nazionale nei principali
notiziari ha posto all’attenzione di tutti coloro i quali sono impegnati contro la violenza nei confronti delle donne un nuovo, inquietante

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