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Il TESTAMENTO DI MARIA SIMMA

Dedicato a tutte le anime del Purgatorio e a quanti si adoperano per la loro liberazione
PRIMA PARTE

IL PURGATORIO IERI E OGGI Alla riscoperta del Purgatorio stato fatto osservare che il nostro ormai moribondo secolo stata una delle epoche storiche pi fortemente caratterizzate dallo spettacolo della morte. Ci pare vero in parecchi sensi: pensiamo soprattutto alla sua spettacolarizzazione nonch banalizzazione dovute principalmente ai mass media. Al tempo stesso, la nostra epoca caratterizzata da una lacerante contraddizione: ovvero, il frenetico e isterico tentativo di censurare o occultare qualunque contatto con la morte. La morte viene per lo pi presentata come una fine drammatica, per cui l'atteggiamento di fondo dell'uomo occidentale nei confronti del supremo enigma stato, lungo tutta la durata del secolo, caratterizzato da un profondo senso di angoscia. Eppure noi cristiani sappiamo quanto la realt sia diversa, sappiamo che la morte stata vinta dalla Resurrezione. Tutto questo per l'eternit. Tale evento chiave della storia umana irreversibile: l'umanit non pu pi essere la stessa dopo il sacrificio redentore di Cristo. Ora, noi cristiani possiamo forse restare indifferenti di fronte allo smarrimento che tanti uomini del terzo millennio mostrano di fronte a quello che, per dirla con Indro Montanelli, non un problema, bens il problema, di fronte al quale tutti gli altri assilli che tormentano l'umanit non sono altro che questioni secondarie? Qui vorremmo soffermarci un attimo sul fatto che duemila anni di Cristianesimo e di Storia della Chiesa, con le loro molte luci ed ombre, ci offrono la possibilit di una speranza rinnovata, capace di rigenerare e ridare senso a tutta la nostra vita, compresi gli aspetti pi inquietanti ed enigmatici. Si tratta di testimoniare che ci attende una dimensione di felicit piena e perfetta, che nulla e nessuno potranno mai toglierci. Non c' bisogno di spiegare, d'altra parte esperienza quotidiana per chiunque quanto la nostra vita sia lontana dalla sintonia con l'armonia e l'infinito che sono caratteristiche irrinunciabili di Dio. Non dimentichiamo che le Sacre Scritture ci ammoniscono circa la perfezione divina, tanto che l'uomo non pu vedere Dio senza morire. Tra la nostra finitezza e la santit divina vi insomma un abisso. Ciononostante, Dio ci ha creati per amarlo e goderlo, sicch, come afferma Sant'Agostino "il nostro cuore inquieto sinch non riposa in Lui". altrettanto ovvio che, nella stragrande maggioranza dei casi, tale abisso tra noi e Lui persista anche al momento del trapasso.

Ora, la Chiesa cattolica, ma sostanzialmente anche le Chiese ortodosse d'Oriente, a differenza di quelle riformate protestanti, ci insegna l'esistenza di una dimensione transitoria, successiva alla nostra morte, grazie alla quale "l'umano spirito si purga e di salir al Cielo diventa degno", per dirla con Dante. proprio questo lo stato che la tradizione definisce appunto Purgatorio. Ma da dove viene questa consapevolezza, la certezza cio dell'esistenza di questa dimensione? Un brevissimo excursus attraverso i secoli ci permetter, sia pure sommariamente, di chiarirci le idee in merito. La teologia del Purgatorio dotata di radici assai antiche e si appoggia sulle Sacre Scritture, bench, come noto, la sua esistenza non appaia immediatamente a chi si accosti all'Antico e al Nuovo Testamento, a differenza dell'inferno e del Paradiso. Per quanto riguarda l'Antico Testamento occorre peraltro tener presente che il processo di chiarificazione che porter all'elaborazione di una dottrina organica circa la vita dopo la morte estremamente lungo. Sar soltanto il Cristianesimo a giungervi con chiarezza definitiva, grazie all'insegnamento di Ges. Ciononostante, l'ebraismo tardivo dimostra gi di credere alla necessit della preghiera per i defunti. precisamente nel libro dei Maccabei, laddove si narra di una battaglia nel corso della quale periscono diversi soldati ebrei, che troviamo appunto l'invito a pregare per i defunti, il che lascia quindi supporre l'esistenza di una dimensione destinata alla purificazione delle anime, la quale - e questo punto ci pare particolarmente interessante - pu e deve essere aiutata dalla preghiera dei viventi. Come accennavamo poc'anzi, Ges Cristo, indicando chiaramente l'esistenza del Paradiso e dell'inferno, chiarifica questi due punti base cui, in qualche modo, era comunque giunto l'ebraismo degli ultimi secoli. Avremo modo di tornare sull'argomento nel corso del nostro dialogo con Maria Simma, ma osserviamo gi ora che non mancano nel Nuovo Testamento riferimenti e allusioni che, pur richiedendo un minimo di sforzo per arrivare alla comprensione, non permettono, obiettivamente, altra interpretazione al di fuori del rimando appunto all'esistenza di quello che qualche secolo pi tardi verr definito Purgatorio. Consideriamo per esempio il seguente passo di San Paolo. "Che sia basata su oro, argento, pietre preziose, legno o paglia, l'opera di ciascuno sar esaminata e giudicata. Sar il giorno del Giudizio a rivelarne il valore, poich si manifesta attraverso il fuoco e il fuoco prover appunto il valore dell'opera di ciascuno. Colui che avr costruito un'opera solida ricever il salario, colui la cui opera sar consumata ne sar privato; egli stesso sar salvato, ma dovr passare attraverso il fuoco". In questo passaggio dunque, Paolo focalizza tre categorie di Cristiani. I buoni riceveranno una mercede adeguata, i malvagi verranno condannati, ma alle due categorie si aggiunge quella di coloro che, pur avendo edificato un'opera, avranno fatto uso di cattivo materiale. Saranno s salvati, ma soltanto dopo essere passati attraverso il fuoco. Il concetto di una purificazione necessaria e successiva alla morte pare insomma abbastanza chiara. A partire dal Il secolo, constatiamo la presenza costante della preghiera in suffragio dei defunti in seno alla Chiesa primitiva. Ci vale tanto per la liturgia quanto per le opere dei Padri. Le catacombe romane abbondano d'iscrizioni in cui evidente l'intenzione di intercedere a beneficio dei defunti. Tale preghiera attestata gi da Tertulliano nel III secolo, il quale ne parla come di una realt gi consolidata; andando un pochettino pi avanti, baster citare San Gregorio di Nazanzio, Sant'Ambrogio, nonch Sant'Agostino. E ancora, San Cirillo di Gerusalemme, San Giovanni Crisostomo e San Gregorio il Grande. Tutti costoro, ci parlano della preghiera in suffragio dei defunti, invitandoci a praticarla. San Gregorio Magno, in particolare, sottolinea il sollievo che deriva ai defunti dalle nostre preghiere. Origene, teologo del III secolo, ci parla addirittura di una "scuola delle anime" per i defunti, finalizzata alla crescita spirituale e alla purificazione. Con tutto ci le basi

per la teologia del Purgatorio possono considerarsi ormai gettate. Va comunque tenuto ben presente che per il cristiano dei secoli passati, - come d'altra parte dovrebbe essere pure per i cristiani di oggi e di sempre - Ges Cristo il solo salvatore. Infatti la preghiera in suffragio dei defunti va vista nella prospettiva della carit, dell'amore verso i fratelli: la Comunione dei Santi infatti quella misteriosa comunione d'amore che lega noi, ancora viventi su questa terra, a loro che gi hanno varcato la soglia, senza distinzione di spazio e di tempo, categorie d'altra parte esclusivamente terrene. Alcuni si chiederanno come mai, nonostante quanto abbiamo detto finora, la Chiesa aspetter il XIII secolo per proclamare il dogma del Purgatorio. Occorre tener presente che il patrimonio dogmatico della Chiesa si formato nel corso dei secoli e la Chiesa, si sa, abituata a macinare secoli e millenni. Qui vale per la pena di richiamare l'attenzione su un aspetto assai importante sul quale ha fatto luce il grande medievalista Jacques Le Goff, studioso per altro di orientamento rigorosamente laico, ovvero, ai fini della istituzionalizzazione del dogma del Purgatorio, si rivel fondamentale, nel corso dei secoli precedenti appunto al XIII, l'apporto derivato dalle innumerevoli visioni, testimoniate da una sterminata quantit di mistici, carismatici, ma anche gente semplice. Se infatti non sono certo mancati nel corso dei secoli mistici noti e ignoti, in particolare donne, dotati del carisma della comunicazione con le anime del Purgatorio, le visioni di anime che chiedevano messe e preghiere di suffragio poteva no manifestarsi, come spesso accade, a gente di ogni genere. Il Medioevo, infatti, come ormai in larga misura riconosciuto dalla stragrande maggioranza di studiosi, fu una lunghissima fase storica assai pi ricca di luci di quanto storiografia e pubblicistica di stampo illuminista abbiano voluto far credere. Ora, fra le numerose luci del Medioevo e certo non fra le meno importanti, figura senz'altro quel senso vivissimo della Comunione dei Santi, quella consapevolezza della continuit al di l e al di qua di cui uomini e donne del Medioevo non si sognavano di dubitare. Aggiungiamo inoltre che la Chiesa medievale, al pari di quella delle origini, aveva un rapporto oserei dire assai pi rilassato con l'intervento del soprannaturale di quanto succeder in seguito, grosso modo a partire dal Concilio di Trento. D'altra parte, non va nemmeno taciuto che non mancarono purtroppo abusi, fraintendimenti e strumentalizzazione per quanto riguardava il dogma della Comunione dei Santi. Pensiamo soltanto agli scandali delle "vendite delle indulgenze" che tanto pesavano sulla sanguinosissima frattura in seno alla Chiesa, poi sfociata nella rottura dell'unit, con la conseguente riforma protestante. Bench, come abbiamo appena spiegato, il concetto era chiaro sin dalle origini del Cristianesimo, il termine Purgatorio viene definitivamente usato a partire da San Bernardo e verr correntemente utilizzato a far data da tale epoca, ossia dal XIII secolo. Saranno il Concilio di Lione del 1274 e pi ancora quello di Firenze, del 1439, a precisare il carattere dogmatico del Purgatorio: "Le anime di coloro che, realmente pentiti dei loro peccati, muoiono nell'amore di Dio, senza aver avuto tempo e modo di riparare attraverso opportune opere di penitenza al male compiuto, devono espiare, dopo la morte, attraverso il Purgatorio; affinch tali penitenze siano alleviate (nonch abbreviate, si precisa in altra sede), estremamente utile l'intercessione dei fedeli viventi, attraverso preghiere, il sacrificio della Messa, elemosina, nonch qualunque opera di piet offerta allo scopo". Poco pi di un secolo dopo, il Concilio di Trento riprender la dottrina del Purgatorio, affermando: "Il Santo Concilio raccomanda ai Vescovi di apportare ogni cura affinch la Santa Dottrina del Purgatorio, trasmessa dai Santi Padri e dai Santi Concili, riceva la dovuta fiducia da parte dei fedeli, nonch sia tenuta per vera, insegnata e predicata ovunque". In tempi pi vicini a noi sar il Concilio Vaticano Il a riaffermare il dogma del Purgatorio, dichiarando: "Nell'attesa che il Signore venga in tutta la sua gloria e maest,

accompagnato da tutti gli Angeli e che, essendo la morte stata distrutta da Lui per sempre, tutto gli sia sottomesso, gli uni continuino sulla terra il loro pellegrinaggio, gli altri, avendo ormai lasciato la loro dimora terrena, portino avanti il loro cammino di purificazione; altri ancora sono ormai nella gloria. Nel Nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica, troviamo una sintesi del dogma del problema. "Coloro che muoiono in grazia e amicizia di Dio, ma ancora imperfettamente purificati, per quanto gi certi della loro salvezza eterna, soffrono dopo la morte una purificazione finalizzata a ottenere la salvezza necessaria per l'accesso alla gioia del Cielo. La Chiesa chiam Purgatorio tale purificazione finale degli eletti, realt che nulla ha da spartire con il castigo dei dannati... La tradizione della Chiesa, facendo riferimento a certi testi della Scrittura, parla di un fuoco purificatore... sin dai primi tempi, la Chiesa ha onorato la memoria dei defunti e offerto suffragi in loro favore, in particolare il sacrificio eucaristico, affinch, una volta purificati, essi potessero giungere alla visione beatifica di Dio. La Chiesa raccomanda inoltre le elemosine, le indulgenze, le opere di beneficienza in suffragio dei defunti". Josef De Maiste poteva a ben ragione notare che "il Purgatorio il dogma del buon senso", intendendo con ci che, effettivamente, esso rispecchia un'esigenza di autoperfezionamento, di giustizia e di amore per Dio e per gli esseri umani che sono, potremmo dire, scritti nel cuore dell'uomo. I "fratelli separati" protestanti ci fanno notare da secoli, tuttavia, che, se il Purgatorio davvero esiste, non si capisce perch non debba esservi un riferimento chiaro, preciso e inequivocabile nelle Sacre Scritture. In particolare, stato fatto osservare da parte loro che, ad esempio, quale occasione migliore vi sarebbe stata per accennare al problema di quell'offerta dal dialogo tra Ges e il buon ladrone sulla croce? Come noto, Ges promette al buon ladrone: "Oggi (ovvero subito dopo la morte) tu sarai con me in Paradiso". Ora, mentre sul punto specifico dell'importante passo del Vangelo mi pare opportuno rimandare all'autorevole parere di Maria Simma, oltre a ribadire che, in pi di un punto, l'esistenza del Purgatorio effettivamente accennata nelle Sacre Scritture, va tenuto presente che il Vangelo non un manuale di teologia. , fondamentalmente, l'annuncio della salvezza recata all'uomo da Ges Cristo. Direi inoltre che la divergenza fra cattolici e protestanti su questo tema deriva fondamentalmente dalla nota diversit di fondo circa l'interpretazione della verit di fede. Com' noto, per protestanti vale il criterio della "sola scriptura", per cui tutto ci che non esplicitamente indicato nelle Sacre Scritture non pu considerarsi verit di fede. Peraltro, molto dipende dall'apertura di mente e di cuore con la quale, anche a volersi attenere a tale criterio, si interpreteranno le Scritture. tra l'altro, a mio modesto parere, anche il caso del Purgatorio, tema nemmeno troppo velato dalle Sacre Scritture a voler leggere con tale apertura. Per la Chiesa di Roma, come d'altra parte per le Chiese orientali, queste ed altre questioni dal momento che, come abbiamo visto, la pre ghiera per i defunti non certo una novit dell'ultima ora. Il secolo che sta per chiudersi, segnato almeno sino a un decennio fa dal razionalismo pi sfrenato, ha assistito alla perdita di senso della compassione e della misericordia divina, in altri termini allallontanamento dell'uomo da Dio e dunque a una drammatica eclissi della speranza. Di qui il tab della morte e il notevole affievolirsi della credenza del Purgatorio. Tuttavia, una svariata serie di segnali sta ad indicare il ritorno dell'Occidente alla spiritualit, di conseguenza alla speranza - che per i Cristiani autentici certezza della vita eterna -. Quindi constatiamo con gioia, al di l delle deviazioni che ci pu assumumere, la rinascita per linteresse per laldil: alleluja! I nostri tempi offrono a noi cristiani una grande occasione, appunto quella di distribuire ai milioni e milioni di affamati di spiritualit, alla vigilia del Terzo Millennio, il pane della certezza della vita eterna.

SECONDA PARTE

DIALOGO CON MARIA SIMMA

Profilo "Ogni secondo, ogni ora della sua vita porta il marchio dell'eternit, non solo per se stessa, ma anche e pi ancora per le innumerevoli anime, conosciute o sconosciute che siano, che essa, in tanti modi diversi e con immenso amore, ha aiutato a uscire dal Purgatorio e a godere cos della felicit eterna del Paradiso". Cos stato scritto, di recente, a proposito di Maria Simma, un personaggio particolarissimo, sino a pochi anni fa abituato a vivere nell'assoluto e tranquillo anonimato per acquistare improvvisamente popolarit e fama a livello mondiale, almeno negli ambienti della spiritualit cristiana. Io ho avuto la preziosa opportunit di incontrarla pi volte, dove essa vive, ed appunto dai nostri ripetuti incontri che nato questo libro. Maria abita a Sonntag, un delizioso paesino austriaco situato sui monti nella vallata del Voralberg, a quattro ore di au to da Milano, a pochi chilometri dal confine svizzero e da quello austriaco. Maria una deliziosa vecchina di ottantaquattro anni; piccola di statura, dalla corporatura rotondetta, i grandi occhi azzurri, assai belli e vivaci. Veste semplicemente e raccoglie spesso la capigliatura in un voluminoso foulard. Ha un'espressione molto dolce, carica di amore, suscita sin dal primo impatto grande simpatia. Un po' timida, ma nemmeno troppo, le basta poco per entrare in comunicazione col prossimo. Una volta che ci succede - e si direbbe che ci si verifichi assai pi facilmente quando Maria dalle sue parti: infatti, avendola incontrata un paio d'anni or sono per la prima volta a Milano, ho ricevuto la netta impressione che qui, a casa sua, si senta molto pi a suo agio - evidente che la compagnia non le dispiace affatto, anzi... Una missione estremamente seria e impegnativa come quella che le stata affidata, farebbe forse pensare a una donna dall'aspetto e dai modi severi... nulla di tutto ci. Maria ama invece la vita e lo dimostra. I nostri incontri sono preceduti da pranzetti, Maria sa fare onore alla tavola. Si direbbe che la Nostra rispetti fedelmente le proprie radici, gli Austriaci, si sa, sono un popolo gioioso. Una donna tanto buona quanto semplice, sarebbe facile sentenziare banalmente... in effetti, pi la conosciamo, pi chiaramente Maria ci dimostra la sua semplicit, ma, attenzione, non si tratta della semplicit-ignoranza, bens della semplicit del cuore, quella del Vangelo, tanto per intenderci... L'aspetto che pi colpisce chi incontra Maria a tu per tu, modesto parere di chi scrive, la totale dedizione alla sua missione, l'annullamento dell'ego, potremmo dire. Una scelta radicale, conseguenza e origine ad un tempo della sua missione, che - anche questo si percepisce chiaramente - fonte di grande pace e serenit... Maria ben contenta di comunicare la propria esperienza, di testimoniare ci che vive da quasi sessant'anni a questa parte, con grande umilt e naturalezza, senza alcun imbarazzo. Parla volentieri e malgrado l'et non sembra mai stanca. Il lettore potrebbe a questo punto chiedermi: hai forse incontrato una santa? Non sta certo a me dirlo. Posso comunque affermare con tutta sincerit di aver incontrato una donna in cammino verso la santit, una donna a cui stata affidata una missione tutta particolare, di enorme interesse, per

chiunque abbia a cuore il destino dell'uomo. Mi pare comunque necessaria una precisazione. Se, come pare indiscutibile, i frutti, cio i fatti, dimostrano che l'esperienza di Maria Simma autentica, cionondimeno, pur con tutta la mia ammirazione nei confronti del suo carisma e della sua persona, e, fermo restando che l'essenziale della sua esperienza pare indiscutibile, non parrebbe saggio volere a tutti i costi considerare oro colato tutto quanto essa afferma. Ci perch, al di l della sua indiscutibile buona fede, va da s che qualunque messaggio soprannaturale, proprio per il fatto di passare attraverso un tramite umano, si presta inevitabilmente a interpretazioni e interferenze, per quanto del tutto involontarie... Ci pu accadere anche in personalit assolutamente equilibrate e attendibili come appunto la nostra Maria Simma. Va aggiunto peraltro, per dovere di cronaca, che essa esclude si possa mettere in dubbio alcunch circa i messaggi ricevuti per suo tramite e di provenienza ultraterrena. Aggiungiamo, infine, che la vita di Maria ci pare quanto pi esemplare, se si tiene presente che essa non mai stata gratificata, a differenza di tante altre anime "privilegiate" in quanto dotate di carismi straordinari, di visioni della Madonna, di Ges o anche solo di anime approdate al Cielo. La sua missione infatti tutta concentrata sulle anime del Purgatorio. Spessissimo essa sa che una determinata anima stata liberata, ma non le dato di vederla. Diremo ancora che Maria, proprio perch pienamente consapevole delle grazie da lei ricevute e malgrado abbia contribuito enormemente a liberare, Dio solo sa quante anime dal Purgatorio, non si aspetta nemmeno di approdare direttamente in Cielo senza trascorrere nell'arena di mezzo almeno un pochino di tempo. Noi ci auguriamo proprio, per il bene suo e nostro, che ci vada di filato, sia pure il pi tardi possibile.

La storia di Maria Quella di Maria una famiglia assai numerosa, povera e molto devota. Gente di campagna, legata alla secolare spiritualit di queste montagne. Una fede solida, fatta di certezze. Maria Simma nasce il 5 febbraio 1915 a Sonntag, seconda di otto figli. Religiosissima sin dalla pi tenera infanzia, comunica ben presto ai genitori l'intenzione di farsi suora. La madre non la prende sul serio, convinta che presto raggiunger l'et in cui si incamminer verso il matrimonio, rendendosi conto che in realt quella la sua strada. Ma non andr affatto cos. Maria frequenta la scuola soltanto fino a dodici anni: non c'erano soldi in casa per far studiare tutti i figli. Dopodich si trasferisce insieme ad un fratello in Baviera, presso una fattoria, a lavorare, all'et di quindici anni. Circa un anno dopo bussa alla porta di un convento, per esservi accolta; viene ricevuta come postulante ma, dopo poco tempo, si sente dire che non pu restare poich la sua salute troppo fragile. Maria riprova allora presso due altri conventi della zona, ottenendo lo stesso risultato. L per l la "vocazione mancata" la fa soffrire molto, ma presto sente che la sua missione un'altra, che il Signore le ha affidato un altro compito. Di che cosa si tratta? Maria non tarda a scoprirlo. Ascoltiamo dalle sue stesse parole l'episodio sconcertante che segner il corso della sua vita, facendole capire quale in realt la sua strada. "Era il 1940, mi trovavo nella mia stanza, improvvisamente vidi uno sconosciuto che camminava avanti e indietro. Sbalordita gli chiesi: 'Come ha fatto a entrare? Chi lei? Se ne vada!'. Quello continuava per a camminare impazientemente su e gi per la mia stanza da letto, come se non avesse sentito. Allora chiesi: 'Si pu almeno sapere cosa diavolo sta facendo qui?'. Nessuna risposta, al che io balzai gi dal letto - era notte

inoltrata - e cercai di afferrarlo, ma afferrai solo dell'aria. Sbalordita, senza capirci nulla tornai a letto, ma quello non voleva saperne di andarsene, continuando a camminare avanti e indietro. Finalmente, dopo tanto passeggiare, scomparve. Il giorno seguente, dopo la Messa, io mi recai dal mio padre spirituale e gli raccontai tutto. Egli mi disse che, qualora episodi del genere si fossero ripetuti, la domanda che dovevo rivolgere al mio visitatore sconosciuto non era: 'Chi sei?', bens: 'Che cosa vuoi da me?'. Detto, fatto: l'uomo ritorn la notte seguente, al che io gli chiesi: 'Che cosa vuoi da me?', ed egli rispo se: 'Vorrei che si celebrassero tre messe per me, dopodich io sar liberato'. Compresi allora che si trattava di un'anima del Purgatorio, come conferm il mio padre spirituale, il quale mi consigli pure di non scacciare mai le anime del Purgatorio, bens di accoglierle sempre con generosit qualunque cosa mi chiedessero". A partire da quella notte del 1940, le visite a Maria da parte di anime del Purgatorio non sono mai cessate. 'A ritmi di varia intensit, in media si presentano a lei tre o quattro anime del Purgatorio alla settimana. Essa vede queste anime cos come fossero esseri umani ancora in carne ed ossa. Esse si presentano per lo pi con l'aspetto che avevano nell'ultima fase della loro vita terrena. Maria Simma, come tendenzialmente avviene per le personalit mistiche sino al momento in cui viene loro chiesto di rendere nota la propria esperienza, che viene cos ad acquistare una valenza "profetica", visse per parecchi anni queste comunicazioni nel nascondimento. Dopodich, venne anche per lei il momento di uscire dall'anonimato, per il bene delle anime, s'intende. Il modo in cui ci avvenne fu tale da lasciare ben poco spazio a dubbi ed forse la ragione principale per cui, nel suo paese, nella sua zona, un po' tutti credono al suo carisma. Maria racconta - il che risulta avvalorato da numerose testimonianze - di aver ricevuto a partire da un certo momento, da molte anime, le quali nel corso della loro vita terrena, si erano, in vario modo, appropriate di beni odi denaro, il compito di comunicare ai loro parenti rimasti sulla terra il proprio pentimento in proposito, unitamente alla preghiera di restituire al pi presto a chi di dovere il maltolto, pena l'impossibilit per loro di liberarsi dal Purgatorio. I modi in cui tali appropriazioni indebite si erano verificate potevano essere i pi disparati: frodi ereditarie, raggiri vari ed altro ancora. Maria non se lo fece ripetere pi volte e contatt uno per uno i parenti in questione, che restarono un po' tutti stupefatti: alcuni per il fatto che soltanto loro erano a conoscenza della malefatta ad opera del congiunto! Altri restarono addirittura increduli, in quanto nulla sapevano della vicenda riferita loro da Maria, che poteva anche risalire a parecchi anni addietro. In ogni caso era tutto vero, e fu facile appurarlo, in quanto Maria si rivel sempre in grado di fornire ogni dato ed elemento utile alle identificazioni delle persone e dei beni. Insomma tutto coincideva, era tutto vero! Si noti che, nella stragrande maggioranza dei casi, Maria nulla sapeva delle vicende in questione e per di pi neppure conosceva i protagonisti, i parenti dei quali si affrettarono a fare quanto era in loro potere per ristabilire la giustizia. La fama di Maria si cos diffusa nel giro di poco tempo nei Paesi di lingua tedesca. Su consiglio del padre spirituale la mistica decise, siamo alla fine degli Anni Sessanta, di consegnare l'esperienza sino ad allora maturata, ad un libro, uscito in prima edizione nel 1969 dal titolo "Meine Erlebnisse mit Armen Seelen" (Le mie esperienze con le anime bisognose). E fu subito un grande successo: il libro stato tradotto in tantissime lingue. Maria viaggia spesso, in vari Paesi europei, per rendere testimonianza pubblica della sua esperienza. Molto generosamente e malgrado i suoi ottantaquattro anni, dovunque venga invitata, va, ben contenta di svolgere la sua missione. Cos come stata contenta di partecipare al lavoro che ha richiesto questo libro. Maria conduce una vita tutta dedita alla preghiera e alla sua missione. Non solo, dispostissima a recarsi ovunque le venga chiesto di portare la sua testimonianza, ma

dedica molto tempo alla corrispondenza, rispondendo a chiunque le scriva, ricevendo chiunque desideri incontrarla (per entrambi gli scopi si raccomanda comunque, dal momento che Maria parla solo il tedesco, di farsi aiutare da qualcuno che conosca questa lingua. Per chi non sia ferrato nell'idioma di Goethe). Inoltre, oltre a pregare, come logico, tantissimo, e a partecipare alla Messa quotidiana, si dedica con passione al Catechismo. Nel complesso gode di buona salute anche se non di rado, quando le viene richiesto dalle sue amiche inseparabili, ovvero le anime del Purgatorio, viene presa da dolori di cui essa si fa carico per amor loro. Maria vive in una piccola graziosa casetta, con tanto di orto e di animali da cortile, occupandosi di entrambi, trova inoltre il tempo di sbrigare qualche lavoretto, come impiumare i cuscini... Va da s che ha sempre condotto una vita assai modesta. Dopo aver lavorato presso fattorie, stata collaboratrice domestica dedicandosi per lo pi ad umili lavori. Casomai non fosse chiaro, ha dedicato interamente la sua vita alla sua missione. Con quali risultati lo vedremo fra poco.

Il carisma Il carisma di cui dotata Maria Simma, a definire il quale, a quanto sembra non stato ancora coniato un nome adeguato, si straordinario, nel senso che si tratta sostanzialmente di un'esperienza che di per s va al di l delle leggi naturali, ma al tempo stesso gi noto alla Chiesa, con tutta probabilit sin dalle origini di questa. Nuova casomai l'intensit con cui il carisma sembra manifestarsi, negli ultimi tempi, o per lo meno l'interesse che detto carisma indubbiamente suscita. Per meglio dire, la comunicazione con le anime della "Chiesa Purgante" o della "Chiesa Trionfante", un fenomeno che da sempre appartiene alla cristianit. Sinora, stato tendenzialmente visto nell'insieme delle manifestazioni soprannaturali di origine divina in genere, quali le apparizioni della Madonna, i fenomeni mistici di visioni e locuzioni ed altro ancora. soltanto negli ultimi tempi che il popolo di Dio in genere, ma anche gli studiosi cristiani - qualche segnale lascia inoltre supporre che una certa attenzione sussista anche a livello di gerarchia - sembrano aver preso particolarmente sul serio il singolare fenomeno carismatico. Infatti, come dicevamo, Maria Simma non la prima n, con tutta probabilit, l'unica anima privilegiata della storia della Chiesa che goda di un rapporto sostanzialmente costante col mondo delle anime che ci hanno preceduto nell'avventura terrena. Certamente, il suo uno dei casi pi eclatanti, pi interessanti e significativi. Notiamo subito che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, questo carisma non si manifesta soltanto in grandi mistici; in essi questo si va a mescolare con diversi carismi straordinari, quali visione di Ges, della Madonna e di Santi, preghiera straordinariamente potente tanto da poter ottenere frequentemente guarigioni inspiegabili sul piano scientifico nonch altri miracoli di svariato genere, estasi e altro ancora. Per fare qualche grande nome, pensiamo a Santa Francesca Romana, S. Brigida, S. Caterina da Genova, il Santo Curato d'Ars, S. Margherita Maria, il Beato Padre Pio, Madre Speranza e, per citare un personaggio ancora vivente, Natuzza Evolo. Il caso di Maria Simma si presenta particolare (ma nemmeno in questo senso unico, come vedremo tra breve), in quanto la comunicazione con le anime del Purgatorio costituisce l'unico carisma straordinario di cui essa dotata. Ha finalmente inizio il nostro dialogo con Maria Simma, la quale risponde pazientemente a ogni domanda, ma anche con grande sicurezza: si direbbe che nulla la metta in imbarazzo. Ci siamo incontrati pi volte, sempre nella stessa localit, ovvero

quell'incantevole paesino fra i monti austriaci in cui la Nostra risiede nella vallata del Voralberg. estate, la localit tranquilla, la natura intorno ci sorride e ci avvaliamo della collaborazione di coloro che possiamo considerare i due insostituibili bracci destri di Maria nella sua missione: il reverendo Bernard Marie Weiss, parroco di una vicina localit tedesca (siamo infatti vicinissimi sia al confine tedesco che a quello svizzero), nonch l'assistente di lui, la signora Anneliese Milch. I due conoscono Maria da trent'anni, da pi di dieci il reverendo Weiss inoltre il suo direttore spirituale. E un uomo dal fisico tipicamente tedesco, alto, robusto, il viso rotondo, e grandi occhi chiari, con il temperamento tipicamente gioviale dei bavaresi. Ha quasi settant'anni, ma ne dimostra molti di meno. Anneliese Milch una bella signora sulla sessantina, anche lei con grandi occhi azzurri, anche lei gioviale, e anche lei bavarese. E lei ad organizzare i vari viaggi, incontri di preghiera e testimonianze di Maria in giro per l'Europa. Va da s che, da brava tedesca, di un'efficienza impeccabile. Bench Maria abbia una memoria lucidissima e bench la sua vivacit, sotto tutti i profili, sia indiscutibile - da buona montanara, si direbbe proprio, tra l'altro, che l'appetito non le manchi, in quanto ha dimostrato di gradire assai gli squisiti pranzetti che ci sono stati forniti dalla trattoria del paese -, la presenza del sacerdote e della signora si comunque rivelata preziosa perch ordinare un materiale cos complesso come quello che andiamo ad affrontare richiede per forza un ordinatore. Comunque, Maria si esprime con propriet, anche se qualche volta i due amici intervengono per precisare questo o quel punto. Vorrei aggiungere che, per quanto possibile, ho cercato di trattare con Maria Simma argomenti nuovi, rispetto a quelli da lei gi trattati nei due libri " Le anime del Purgatorio mi hanno detto.. .", di cui essa stessa autrice, nonch "Fateci uscire da qui!!" autore Nicky Eltz. Mi permetto di raccomandare i due interessantissimi libri alla lettura dei quali rimando quanti desiderino farsi un'idea chiara dell'esperienza di Maria Simma nonch del carisma di cui essa dotata. Va da s che, varie volte, torner su tematiche comunque gi affrontate nei due testi appena citati, per chiarire o approfondire. Ma andiamo ad iniziare. Maria, vorremmo iniziare da un punto molto importante: "La pi infelice anima del Purgatorio pi felice dell'anima pi felice che ancora vive sulla terra", lei ha pi volte dichiarato; ci ci fa intuire che, senza nulla togliere all'aspetto della purificazione, le anime del Purgatorio vivono comunque una condizione di felicit. Vi comunque diversit, se non sbaglio, fra i vari strati del Purgatorio, cui lei accenna nei suoi libri precedenti? "Senz'altro. Il Purgatorio composto di innumerevoli livelli di tipo assai diverso. Le anime che si trovano nel Purgatorio pi basso, tanto per dare un'indicazione assai significativa, sono ancora soggette all'attacco del male...". Mentre, normalmente, le anime del Purgatorio sono confermate in grazia come insegna la teologia, sono cio ormai liberate dal male e tutte rivolte a Dio... "Esatto". Volendo comunque in rapida sintesi vedere qual che livello del Purgatorio - giacch sono cos numerosi che sarebbe impossibile considerarli tutti -, che cosa pu dirci in proposito? "Vediamone qualcuno. Il Purgatorio pi profondo e pi penoso quello che potremmo chiamare 'cerchio degli erranti'. Qui si trovano anime ancora assai legate alla terra, tuttavia private di qualunque riferimento con questa. Lanima 'errante' consapevole del proprio passato terreno, tuttavia ignora assolutamente quale sar il suo futuro... La sua condizione insomma quella di un presente penoso e pieno di incognite. L'anima non sa rendersi ragione di ci che le sta accadendo, n per quanto tempo persister tale condizione. Tale condizione gravata da una penosa solitudine, l'anima si trova alla ricerca ma non sa neppure lei di che cosa. Questo tipo di Purgatorio pu essere molto lungo". Possiamo paragonare questo livello del Purgatorio a un inferno temporaneo, sottolineando il temporaneo? "S, grosso modo. Un po' meno

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penoso, ma comunque sempre assai doloroso, un altro livello, che potremmo chiamare 'stadio dell'oscurit'. In tale stato l'anima, come in quello degli erranti, non sa ancora nulla di Dio, n ha alcuna idea di ci che l'attende in futuro. Si ritrova invece costretta a ritornare col pensiero alle colpe commesse in vita, a ogni forma di male commesso. E un ricordo martellante e continuo, che procede parallelo all'idea sempre ricorrente della propria impotenza. Un rimorso accompagnato insomma dalla dura consapevolezza di non poter pi fare nulla per riparare ai guai del passato". Tutto ci suona abbastanza inquietante, tuttavia lei non pu fare a meno di riferirci la sua esperienza... andiamo comunque avanti. Quali altri livelli conosce? "Superiore al livello dell' 'oscurit' ve ne un altro che potremmo definire degli 'adulatori e idoli'. Si tratta della condizione propria di coloro che costantemente hanno violato il primo comandamento, adorando al posto di Dio idoli umani, quali le proprie ambizioni, ad esempio. Adesso queste anime posseggono piena coscienza dell'esistenza di un altro, unico, vero Dio, al quale tendono, colpiti da una profonda e amarissima nostalgia. Anche queste anime hanno ben presente davanti a s il quadro della loro vita terrena e si rendono conto, pieni di pentimento, di aver adorato idoli, di aver inseguito fantasmi. Quanto vorrebbero lodare Dio e pregarlo! Tuttavia essi non lo vedono. Quanto vorrebbero vedere la luce, la cui presenza in qualche modo avvertono, essi cercano, cercano, ma non riescono a trovarla! Ogni ricordo della loro vita terrena, non fa che aggravare la consapevolezza dei loro errori, cos come la loro struggente nostalgia del bello e del vero. Dir inoltre di unaltro livello, che potremmo chiamare 'dei corresponsabili'. Si tratta di coloro che, per varie ragioni, e in vari modi, hanno aiutato altri a operare il male. Sono particolarmente tormentati da rimorsi. Quanto vorrebbero liberarsi dai ricordi dolorosi della loro vita, costantemente segnata da varie forme di complicit col male... il guaio che non vi riescono. Si trovano a percepire ora, in tutta la loro violenza, quei sentimenti di vergogna e di pentimento, che nella loro vita terrena erano loro cos sconosciuti". Non nemmeno il caso di precisare quanto sar necessario pregare per tutti coloro che si trovano in Purgatorio, ma in particolare per quanti si trovano in questi livelli cos profondi del Purgatorio. Risalendo un po', quali altri livelli troviamo, sempre tenendo presente che tale esposizione non vuole n pu essere esaustiva? "Mi viene subito in mente un livello che potremmo definire 'del riconoscimento delle conseguenze'. Anche questo Purgatorio assai doloroso. Per farci un'idea, possiamo immaginare una tendina, attraverso la quale l'anima pu osservare le conseguenze, anche le pi lontane, dei danni da lei causati in vita e dei propri errori. Pu constatare ad esempio, come, ogni allontanamento dalla legge divina, si ripercuote sui propri figli, nipoti e pronipoti. Pu constatare quali frutti reca, nel corso dei tempi, il suo esempio. Ci si rivela particolarmente doloroso per quanti hanno seminato teorie, nonch modelli di pensiero e di comportamento lontani, anzi contrari alla volont di nostro Signore. A questo livello del Purgatorio, l'anima si ritrova cos a soffrire non soltanto per se stessa, ma anche per tutti i peccati, che sono stati in qualche modo causati dal proprio operare. Un po' sopra ancora, troviamo il livello che chiamerei 'della solitudine'. Qui si trovano ad espiare coloro che, in vario modo, hanno concentrato la loro vita su bagordi, sull'edonismo sfrenato, senza trovare mai tempo di dedicarsi allo spirito. Queste anime si trovano qui, appunto, in assoluta solitudine, a rimuginare su quanto stata vuota la loro vita, sugli anni gettati via... Tutta questa atmosfera di rimpianto crea come una coltre, ma la loro condizione si pu anche paragonare a quella di chi si trovi in una casa vuota, priva di porte e di finestre. Vi poi, ancora risalendo, un altro livello del Purgatorio, nel quale si trovano quanti ispirarono la loro vita terrena al pi profondo egoismo, poco o nulla curandosi dei fratelli. Potremmo definire questo livello il cerchio 'della turbolenza'. Co -

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loro, i quali furono sempre centrati su se stessi, al punto da provocare danni al prossimo, senza mai aver provato il minimo scrupolo al riguardo, sono qua tormentati da un perenne disagio, come se fossero sballottati. Immaginate schiere di anime, che bramano pace mentre sono costantemente tormentate da rumori, affanni, movimenti convulsi di ogni genere". Mi permetto a questo punto di assicurare, a nome dei lettori, sincere preghiere a favore di tutti costoro. Vogliamo continuare la nostra piccola rassegna, sempre procedendo verso l'alto? "Risalendo ancora verso l'alto, troviamo un livello che potremo definire 'delle speranze ingannevoli'. destinato a quanti in vita mancarono costantemente di parola, destarono nel prossimo speranze perennemente deluse, al di fuori di qualunque plausibile motivazione e scusante. La loro pena dovuta al fatto che, stavolta, sono loro a ritrovarsi illusi e delusi, in quanto pare a loro, costantemente, di trovarsi a due passi dalla fine del loro Purgatorio, ma immancabilmente sono costretti a constatare che la fine ancora lontana! in sostanza un meccanismo ripetitivo di speranza e delusione, destinato a protrarsi sino al momento in cui ogni macchia della loro colpa cancellata. Proseguendo ancora, troviamo il livello che possiamo definire 'dell'unica vera penitenza'. Per rendere l'idea, possiamo dire che il Purgatorio pi comune, attraverso il quale devono passare, per espiare, tutte le anime che hanno macchie da lavare. Per spiegarci meglio, diremo che, se le anime degli altri livelli del Purgatorio soffrono a causa dei danni da loro compiuti, si tratti di egoismo, di aver gettato via in futi lit anni e anni della propria vita, di gravi scorrettezze nei confronti del prossimo e altri ancora, qua le anime sono tormentate da un solo pensiero: aver offeso il proprio Creatore! Qui l'anima si trova confrontata con la consapevolezza di non aver risposto alla chiamata d'amore del Signore. Essa ripercorre ora, con la massima chiarezza, tutti i momenti della propria vita, in cui avrebbe potuto rimettersi sulla retta via, eppure non l'ha fatto. Riconosce senza ombra di dubbio i vari segnali, che il Signore ha cercato di lanciare, per ricondurla a s. Acquista piena consapevolezza di quanto il proprio agire abbia ferito Dio. L'anima vede scorrere davanti a s le varie sequenze della propria vita, percependo quanto questa avrebbe potuto essere pi bella, pi vera, pi santa e pi giusta... Rimorso e dolore saranno poi tanto pi gravi quanto pi l'anima sa di essere stata dotata da Dio. Anche questo Purgatorio dura sino al momento in cui anche la pi piccola macchia stata lavata. Dopodich passa normalmente all'ultimo livello, che gi alcuni mistici hanno definito 'livello neutrale'. 'Quale illuminazione, quale gioia, quale grazia medita sperimenta l'anima, nel momento in cui finalmente, dopo aver attraversato tutti i livelli corrispondenti alla propria esigenza di purificazione, approda qui!'.. Come possiamo immaginarci questo livello? "Innanzitutto bisogna tener presente che per 1' anima che approda qui costituisce gi una grazia il fatto di non soffrire pi. Pensiamo a un naufrago, il quale dopo tanto navigare approda finalmente a un'isola. Qui, dicevamo, non si soffre pi, bens si attende. Spesso non si sa quanto questa attesa sar lunga, comunque non si soffre pi. Alcune anime si fermano qui esclusivamente il tempo necessario, per cos dire, per recuperare le forze ed approdare al primo cerchio del Paradiso. Altri attendono sino alla completa espiazione della loro penitenza, il che pu coincidere spesso con la riparazione, da parte di qualcuno, di un determinato bene da loro distrutto, danneggiato oppure trascurato sulla terra". Il che d'altra parte coincide con varie apparizioni di cui lei stata testimone, vero? "S, il caso ad esempio di sacerdoti i quali hanno celebrato con scarso fervore la Messa. Attendono cos che qualcuno sulla terra, celebri con vivo fervore una Messa in suffragio delle anime. E ancora, il caso di anime le quali, essendosi ingiustamente impossessate sulla terra di un determinato bene, devono attendere la riparazione del torto, perch possano ricevere il permesso di apparire a un'anima ancora vivente sulla terra, come e

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stato ed spessissimo il mio caso per intercedere presso i parenti perch ci avvenga". Vorrei a questo punto aprire una parentesi per chiederle come, normalmente, reagiscono i parenti sopravvissuti, i quali si sentono rivolgere una richiesta del genere, o comunque si sentono recapitare un messaggio tramite Maria, un messaggio dall'aldil... "Non ho mai ricevuto brutte sorprese. Tutti coloro ai quali mi sono rivolta per recare messaggi delle anime hanno sempre mostrato grande rispetto e attenzione. Devo inoltre aggiungere che, per quanto comprensibilmente sorpresi, non hanno mai dimostrato reazioni di sgomento o comunque negative. Cosa ancora pi importante, hanno sempre immediatamente eseguito la volont del defunto". In ci possiamo forse vedere un ulteriore intervento della Provvidenza, nel senso che il Signore non fa mai le cose a met: concedendo alle anime il permesso di comunicare ai congiunti ci che necessario per la loro liberazione, difficilmente potrebbe permettere che tale appello restasse inascoltato... "S, del tutto probabile". Torniamo comunque al discorso sul "livello neutrale". Vogliamo portare ancora un esempio di anime destinate a restare qui finch... "Pensiamo ancora alle anime di scrittori i quali si sono espressi nelle loro opere contro le leggi divine: es si devono aspettare l, sinch qualcuno, sulla terra, raccolga la loro ispirazione, degna di miglior causa, per farla fruttare ai fini della conversione". comunque sempre possibile che le anime di questo cerchio, in virt di preghiere, messe e sacrifici offerti da viventi, accelerino la liberazione delle anime che si trovano nel "livello neutrale", come d'altra parte possibile per tutte le anime del Purgatorio? "Naturalmente, ma per quanto riguarda le anime di questo livello, vige una particolarit: esse possono beneficiare dei suffragi dei viventi soltanto con preghiere e sacrifici espressamente dedicati a una determinata anima. inoltre da tener presente che anime a cui Dio, grazie all'intercessione di Maria Santissima, del loro patrono, oppure alle preghiere e opere dei viventi si sono viste accorciare penitenze da scontarsi in precedenti livelli del Purgatorio, debbono restare qui pi a lungo. Qui restano insomma sino alla completa maturazione della loro anima, sinch questa si completamente purificata, rendendosi cos degna di ascendere finalmente al Paradiso". Accorciare il Purgatorio, come tanti altri aspetti che a questo si riferiscono, rimandano comunque al concetto di tempo. Si tratta di un problema tutt'altro che facile, immagino, per noi che viviamo ancora nella dimensione terrena, sulla quale tuttavia occorre tentare di fare chiarezza. La dimensione temporale in Purgatorio si vive in maniera diversa rispetto a noi, vero? Pu cercare di spiegare, Maria? "S, il tempo ha un valore diverso in Purgatorio ed difficile renderne l'idea a noi. Comunque, possiamo dire, in linea di massima, che esso trascorre al tempo stesso assai pi velocemente o assai pi lentamente rispetto alla terra. Tenendo presente che stiamo cercando di rendere l'idea giacch la piena comprensione del problema potremo averla soltanto nell'altra vita, possiamo comunque affermare che quando sulla terra sono trascorsi dieci giorni, in Purgatorio trascorso un giorno. Tuttavia, il tempo l trascorre pi lentamente nel senso che le anime, laggi, ardono dal desiderio di ascendere al Cielo e si sa che, quando si attende un evento con grande ansia, il momento sembra non arrivare mai" In linea di massima, al momento di entrare in Purgatorio, un' anima sa quanto vi rester? "No, in linea di massima non lo sa, anche perch tale tempo pu essere accorciato da preghiere e messe dei viventi. La durata del Purgatorio varia comunque enormemente a seconda dei meriti dell'anima e delle penitenze che questa deve scontare. Per alcuni si tratter soltanto di pochi giorni o addirittura di poche ore o pochi minuti, per altri pu addirittura durare qualche secolo. Ricordo il caso estremo di un sacerdote, il quale a causa del suo pesante coinvolgimento in certi fatti di sangue, si trovava in Purgatorio addirittura dal 555 e pot essere finalmente liberato soltanto dopo 1400 anni! Si tratta comunque di un caso limite,

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in quanto la durata media del Purgatorio pu essere considerata sui trenta o quarant'anni della nostra misura Aprendo una piccola parentesi, a lei risulta che, se non erro, sono numerosi i sacerdoti e le suore presenti in Purgatorio... "S. Dal momento che essi hanno ricevuto abbondanza di grazia e quindi la loro responsabilit stata maggiore. Essi in particolare necessitano di suffragi, soprattutto i sacerdoti che hanno trascurato la santa Messa e la Comunione". A proposito di responsabilit, ha suscitato un certo scalpore la vicenda, riportata nel libro di N. Eltz, vissuta da un alto gerarca nazista, uno dei principali collaboratori di Hitler (anche se il nome riportato in questo libro non esatto). Lei riferisce, Maria, di aver saputo della veloce liberazione dal Purgatorio dell'anima in questione. Senza voler assolutamente ficcare il naso in questioni che sono di esclusiva pertinenza della Giustizia divina, lei si pu immaginare quanto una tale notizia abbia suscitato stupore e quanto, senza adeguata spiegazione, rischi di suscitare fraintendimenti e ottimismo a buon mercato... "Capisco ci che lei vuol dire. Bisogna innanzitutto tener presente che nel caso dell'anima in questione, i suoi parenti pregarono moltissimo e a fondo per la sua liberazione dal Purgatorio, inoltre, prima di morire, l'anima si present al Signore profondamente pentita per tutti gli orribili peccati commessi in vita e, come venne confermato da una sintetica indagine relativa alla sua vita, assai spesso l'uomo in questione si era trovato invischiato in giochi pi grandi di lui... Penso quindi che da questa vicenda possiamo tutti ricavare un utile insegnamento, che, per quanto vecchio quanto il Cristianesimo, sembra assai duro da mettersi in pratica. Cio, non bisogna mai giudicare nessuno! Solo il Signore infatti conosce non solo il nostro cuore, ma le varie vicende, di famiglia e di altro genere, insomma tutto il complicato gioco di situazioni che determina le scelte di un essere umano da un lato, nonch il rapporto con le circostanze, di cui egli si ritrova vittima dall'altro Lei ha appena fatto opportunamente notare l'im portanza, in questo caso, come in tutti i casi, delle preghiere e delle messe in suffragio. Ora, mi chiedo, vi sono anime per le quali si prega espressamente, anime delle quali nessuno si ricorda, a parte naturalmente lei, Maria, e, purtroppo pare di capire, non molti altri al mondo... Non contrario alla giustizia il fatto che vi siano anime che, potendo beneficiare di preghiere e messe, possono liberarsi molto pi velocemente dal Purgatorio, mentre altre debbano espiare l molto pi a lungo? Inoltre, con quale criterio i benefici di tutto ci che si fa sulla terra per le anime dei defunti vengono distribuiti a loro vantaggio? "No, non vi nulla di contrario alla giustizia, in quanto, dispensatrice delle grazie per le anime del Purgatorio Maria Santissima, la quale sa chi maggiormente le merita, nonch in generale come vadano distribuite senza mai dimenticare nessuno. Per quanto riguarda preghiere e messe, espressamente offerte per anime determinate, possiamo star certi che queste ne beneficieranno grandemente. Quanto poi ai suffragi dedicati in genere alle anime del Purgatorio, affidiamoci a Maria: Essa sapr bene come distribuirle. E ancora, il Signore non vuole assolutamente che nessuna nostra preghiera vada mai persa, per cui quando si prega o ci si sacrifica per un'anima gi in Paradiso, Egli sapr benissimo come utilizzare ci a beneficio di anime ancora in Purgatorio". Possiamo comunque, in linea generale, affermare che i benefici delle varie forme di suffragio ad opera no stra sono enormi, se non erro. Penso in particolare a una ragazza di Fatima, deceduta pochi mesi prima le apparizioni locali della Madonna. Lucia, come noto, chiese alla Madonna ove la ragazza si trovasse e si sent rispondere: "Dovr restare in Purgatorio fino alla fine del mondo". Qualche mese dopo, Lucia seppe invece dalla stessa fonte, cio da Maria, che la ragazza si trovava gi in Cielo a seguito delle numerose e intense preghiere che nella zona le dedicarono. "S, senz'altro. sempre lo stesso discorso: la misericordia del Signore infinita e solo Lui conosce il nostro cuore con tutti i suoi segreti. Non avrebbe senso

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applicare criteri ragionieristici o comunque calcoli grettamente umani Pare opportuna a questo punto una piccola precisazione, da lei gi accennata: il Purgatorio per le anime condizione non solo di purificazione, ma anche di maturazione, di evoluzione... Esatto. Ci in particolare vero per le anime che sulla terra non hanno dedicato particolare attenzione alla dimensione spirituale. In Purgatorio l'anima si evolve e si purifica, ripetiamo ancora una volta, attraverso la sofferenza, la quale le permette di raggiungere gradualmente la piena beatitudine. Una beatitudine che da tantissimo tempo attende quell'anima. Indipendentemente dai vari livelli del Purgatorio, vi per un giorno dell'anno in cui ogni sofferenza sospesa, vero? "S, si tratta della festa di Tutti i Santi. In tale occasione ovunque, in Purgatorio, regnano una grande gioia e serenit". "Certamente le anime del Purgatorio vivono una dimensione estremamente diversa rispetto a quella terrena. Con la morte, noi ci liberiamo dal corpo e con questo da tutte le limitazioni che sono connaturate a questa dimensione. Lanima, appena liberata dal corpo, gode di una visione di Dio e, quindi, della Verit, visione che sar diversa per intensit a seconda del livello spirituale raggiunto in vita dall'anima in questione. Comunque, ogni anima, escluse quelle che rifiutano Dio, si ritrova faccia a faccia con la bellezza, la Verit, la felicit eterna, la gioia, altrettanto eterna. Ora, quale anima potrebbe mai desiderare di tornare sulla terra, una volta che le chiaro quanto tutto ci che legato alla nostra dimensione corporea non nemmeno lontanamente paragonabile a ci che ci aspetta lass? Ecco perch neppure l'anima che stata, o per meglio dire si sentita, la pi flice su questa terra, vorrebbe mai tornare indietro. Quelle anime godono infatti di un livello di conoscenza che infinitamente superiore al nostro, proprio perch assai pi vicine di noi alla fonte suprema di Amore e di Conoscenza. Quanto lei afferma coincide nella sostanza, tra l'altro, con ci che per lo pi affermano coloro che sono "tornati in vita", esperienze delle quali molto si parla e che, indubbiamente, sono ricche di valore teologico e spirituale. Per dirla con Jean Guitton, "Le anime sante del Purgatorio, al pari di coloro che gi in questa vita sono stati partecipi di esperienze mistiche, conoscono meglio di chiunque altro la misteriosa lieon di dolore e gioia". Lei riconosce la sua esperienza, in sostanza, in queste parole del grande filosofo? "Si, penso che possa rendere l'idea. Le anime si ritrovano al cospetto di una Luce, di Amore e di Conoscenza, assolutamente imparagonabili all'oscurit della vita sulla terra! Il che, si noti, ancora nulla a paragone della Luce piena che 1anima conoscer una volta approdata in Cielo". E lei, Maria, ma i stata partecipe di questa gioia, oltre che, si capisce, delle sofferenze di cui si fatta ca rico per amore delle anime? "In un certo senso, dal momento che mi sono dedicata, come lei sa, anima e corpo, a questa missione per amore di Dio e dei Fratelli, il che senza dubbio mi procura gioia. Comunque, io non ho mai lasciato il mio corpo per cui non posso dire di avere gi vissuto in prima persona quanto normalmente si vive, appunto, quando l'anima si separa dal corpo". A questa gioia, - nostalgia del divino - in qualche modo collegata la visione della Madonna di cui godono periodicamente le anime del Purgatorio? "Effettivamente la Madonna appare loro in varie circostanze, specialmente il giorno di Natale e in occasione di determinate feste mariane. Si pu perci immaginare quanto essa arrechi loro gioia e conforto. In particolare, essa si reca in Purgatorio, oltre al giorno di Natale, il Venerd Santo, il giorno di Ognissanti, nonch nelle ricorrenze dell'Assunzione e dell'Ascensione di Ges". Comunque, a lei non risulta che, oltre alla Madonna, si rechi anche Ges in Purgatrio? "No, non mi risulta. Comunque, l sono presenti gli Angeli, in particolare gli Angeli Custodi - ciascuna anima gode sempre dell'assistenza e della compagnia del proprio Angelo Custode - nonch di San Michele". Gli Angeli, quindi, non ci abbandonano assolutamente dopo la morte, ma qual il loro

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ruolo nel Purgatorio? "Fanno del loro meglio per allviare le sofferenze delle anime, per confortarle. Alle volte gli Angeli sono loro vicinissimi; alle anime non concesso di vedere sempre il loro Angelo Custode, tuttavia ci avviene spesso. Quando poi l'anima abbandona il Purgatorio per approdare in Paradiso, l che, ovviamente, l'Angelo fa ritorno. Approfitto dell'occasione, dal momento che siamo in argomento, per raccomandare vivamente la devozione agli Angeli, in particolare agli Angeli Custodi. Se sapessimo quanto la nostra vita pu essere pi serena e gioiosa, se decidiamo di affidarci all'Angelo Custode! Chiunque pu, attraverso la preghiera, farne esperienza, arrivando a percepire la presenza del proprio Angelo Custode, dialogando con lui... essi sono felicissimi di aiutarci, anzi non chiedono di meglio: vedrete che non si dimenticheranno mai di voi! Inoltre, oltre agli Angeli Custodi e a San Michele, gi accennato, vi sono in particolare gli altri due Arcangeli, San Gabriele e San Raffaele, la cui assistenza e intercessione sono preziosissime". Abbiamo appena accennato alle esperienze dei "resuscitati" (ovvero coloro che sono stati rianimati dopo esperienze di coma o addirittura di morte clinica gi constatata, esperienze delle quali oggi si fa un gran parlare). Notavamo che, effettivamente, buona parte di quanto raccontano questi "sopravvissuti" pare coincidere con le esperienze vissute, secondo Maria, normalmente, dalle anime non appena si staccano dal corpo, in particolare ci par vero per quanto riguarda la visione di Dio e l'incontro con l'Amore Divino: infatti, i "sopravvissuti" parlano di incontro con una Luce che li carica di Amore, Gioia e Conoscenza a livelli impensabili sulla terra... molti parlano ancora di "filmato della propria vita", il che, stando ancora una volta a lei, Maria, pure avviene spesso soprattutto, mi pare interessante rilevare quanto, come gi accennavamo, i "sopravvissuti" non si stancano di ripetere che cio mai e poi mai avrebbero voglia di tornare sulla terra. Va da s che per noi cristiani l'interesse per la vita dopo la vita vada salutato con gioia, tuttavia non avverti anche, Maria, l'impressione che la visione dell'aldil "alla Raymond Moody" (dal nome dello scienzato americano autore di best sellers sull'argomento) sia un po' troppo facilona, quasi non fosse altro che un trionfo di luci, di feste e di gioia? "Sono d'accordo. Effettivamente, dobbiamo rallegrarci di questo ritorno di interesse per la vita oltre la vita, tuttavia le anime stesse mi hanno spiegato che, bench molte esperienze di 'viaggi nell'aldil' di questo genere siano sincere ed autentiche, non vadano comunque prese per oro colato. Queste esperienze hanno invece bisogno di un serio lavoro di discernimento giacch la Verit in questi casi, come d'altra parte spesso succede, tende non di rado a mescolarsi con fantasie, proiezioni veramente strumentalizzate e altro ancora... Non bisogna mai dimenticare che le anime del Purgatorio hanno assolutamente bisogno delle nostre preghiere, che esse si trovano a compiere un cammino in cui vanno aiutate, che di l c' anche espiazione, che l'espiazione comporta anche sofferenza". A proposito di espiazione, quali sono i peccati che pi facilmente ci valgono il Purgatorio? "Quelli contro la carit, contro l'amore del prossimo, ovvero durezza di cuore, ostilit, calunnia e altro ancora, insomma tutto ci che viola il comandamento dell'amore verso il prossimo. Mi viene subito spontaneo ricordare una mia esperienza di tanti anni fa - del resto non stato certo l'unico caso del genere -, in cui l'anima di una donna si trovava a espiare duramente nei bassi livelli del Purgatorio a causa di un suo atteggiamento protrattosi nel tempo: essa, rifiut sdegnosamente di perdonare un parente, finch visse su questa terra. Per liberarla fu necessario pregare parecchio e offrire numerose messe. Ricordo di un altro caso ancora che mi colp molto, anche questo molti anni fa: incontrai una donna disperata poich nessuno le offriva ospitalit, nessuno le offriva un piatto... Al che io la accolsi in casa mia. Poco dopo essa si rivel per ci che era, ossia un'anima del Purgatorio che doveva restare in quella condi-

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zione di mendicante finch non avesse incontrato chi le offriva ci che essa aveva rifiutato a qualcuno in vita. Solo allora pot essere liberata dal Purgatorio. E ancora, pi di quarant'anni fa, fece scalpore quanto mi fu regalato dalle anime circa il destino rispettivamente di un uomo e di una donna abitanti dello stesso villaggio di un paese di queste parti, morti a pochissimi giorni di distanza uno dall'altra, nello stesso ospedale. Luomo era sempre stato la colonna della parrocchia, proponendosi costantemente come modello di devozione, eppure si trovava in Purgatorio, ove dovette restare a lungo. La donna, morta a causa di un aborto che si era procurata, si trovava gi in Paradiso a pochissimo tempo dalla morte. Il motivo? Luomo era sempre stato estremamente critico e giudicante nei confronti del prossimo. In particolare nei confronti della donna, della cui dannazione eterna si era praticamente detto certo! La donna invece era sempre stata estremamente umile e misericordiosa nei confronti del prossimo e aveva offerto tutto il suo dolore e sofferenza al momento del trapasso". comunque del tutto naturale pensare in questo contesto al buon ladrone, chiedendosi come abbia potuto guadagnarsi il Paradiso senza passare dal Purgatorio, in quanto sappiamo che Ges gli promise: "Oggi sarai con me in Paradiso". Secondo lei, qual la ragione? "Dobbiamo tener presente che il buon ladrone accett pienamente le sue sofferenze, considerandole giuste, tanto da incoraggiare l'altro ladro a fare lo stesso. Osserviamo inoltre il suo accostarsi al Signore, carico di sincerit e di umilt. Inoltre, pensiamo alla sofferenza atroce che si trov ad affrontare! Penso che, a questo punto, dovrebbe esserci chiara la ragione per cui and dritto in Cielo". Non possiamo fare a meno di notare, sia detto per inciso, che da questa vecchietta traspare una grande saggezza. Il buon ladrone comp cos quello che la teo logia chiama "atto di contrizione perfetta" se ci arriva al momento della morte, come gi abbiamo accennato... Ancora a proposito di questa splendida pagina del Vangelo, alcuni si chiedono, dal momento che ne aveva l'occasione, perch Ges non accenni nemmeno al Purgatorio. La domanda , insomma, o qui o altrove non avrebbe potuto Ges anche soltanto una volta per lo meno accennare in termini inequivocabili come ha fatto per il Paradiso e l'inferno alla sua esistenza? "Se apriamo veramente il cuore, leggendo il Vangelo, mi pare che inequivocabile quell'idea sia presente. Pensiamo, ad esempio, a quando Ges dichiara la necessit di pagare il proprio debito sino all'ultimo. D'altra parte non ha forse dichiarato che non avrebbe tolto uno iota al patrimonio gi acquisito per gli Ebrei? Ebbene, alla necessit di pregare per l'anima dei defunti, quindi per il Purgatorio, costoro erano gi arrivati. Che poi non fossero necessarie precisazioni di Ges in merito tra l'altro San Paolo da Lui potentemente ispirato vi fa inequivocabilmente cenno - dimostrato dalla prassi costante della preghiera ai defunti che riscontriamo gi nella Chiesa primitiva. Mi pare che il Signore, per tutto il tempo della sua dimora terrena, si sia dato fin troppo da fare, n mi sembra plausibile ravvisare negligenze da parte sua". A proposito di evitare il Purgatorio, vorrei conoscere il suo parere su quanto segue. Una madre, gi addolorata per la dipartita del figlio, palesava ad un sacerdote la sua preoccupazione circa il destino eterno di lui (del figlio, si capisce). Al che il sacerdote rispose: "Se dovesse dipendere da lei, signora, dove si troverebbe suo figlio, ora? In Paradiso, in Purgatorio o all'inferno?". "Naturalmente in Paradiso", esclam la donna senza ombra di esitazione. "E allora", fece il sacerdote, "vuol forse che il Signore sia meno buono di lei? (il ragazzo non forse figlio Suo prima ancora che suo?)". Tanto bast per rincuorare la donna facendo scomparire i suoi scrupoli in proposito. Lei , d'accordo con la visione ottimistica di questo sacerdote? "Tutto sommato s, ma aggiungerei al tempo stesso qualche precisazione. chiaro che nessuno si danna senza volerlo; ora, una madre conosce in genere bene il suo figliolo e conosce in particolare il

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suo cuore. Per cui mi sembra estremamente improbabile, che una madre che ha perso un figlio, e riflette un attimo su questo punto, arrivi alla conclusione che egli possa essere stato cos perverso e autolesionista dal precludersi ogni possibilit di felicit e di salvezza, generosamente offerte dal Signore, per cui, la signora pu senz'altro stare tranquilla: se anche il figlio in Purgatorio, egli mai e poi mai vorrebbe tornare sulla terra, per cui, va da s che il giovane sta tanto bene dov'... Tuttavi, potrebbe benissimo star meglio e allora, perch non pregare per lui? La preghiera, infatti, non solo procurer sollievo a lui, facendolo stare meglio e aiutandolo sempre pi a salire verso l'alto, ma far star meglio senz'altro anche la madre, ci per pi di un motivo. Infatti, la preghiera di per s fonte di conforto e ci aiuta ad accettare e superare la sofferenza, inoltre proprio accettando e offrendo la soffernza, come abbiamo visto, possiamo gi scontare il Purgatorio sulla terra". Inoltre, aggiungerei, la preghiera per i defunti mantiene vivo il legame tra noi e loro, nella consapevolezza che, bench separati su di un piano fisico, essi sono comunque sempre presenti. Quando qualcuno ci lascia, molti sono tentati dal pensare che non vi sia nulla da fare... "Errore madornale! invece proprio allora che bisogna pregare a fondo e senza interruzione, non lo si ripetera mai abbastanza!". D'altra parte, il ruolo della contrizione al momento della morte estremamente importante, vero? "La contrizione in punto di morte importantissima. I peccati vengono perdonati, in ogni caso, sempre, purch noi chiediamo perdono al Signore, tuttavia permangono le loro conseguenze (dei peccati). E comunque possibile ricevere 'l'indulgenza plenaria' al momento della morte, il che significa andare direttamente in Cielo senza passare dal Purgatorio. Occorre per che l'anima sia libera da qualunque attaccamento terreno. Il discorso sul rinnovato interesse per la dimensione eterna nel mondo di oggi comprende anche l'attenzione per i 'messaggi e segnali dall'aldil' di cui tanto si parla". Alcuni pregano Dio o Maria, o addirittura le anime stesse, affinch sia loro concesso il permesso, per poter dare un "segno" della loro presenza o, eventualmente, della loro liberazione dal Purgatorio (ad esempio in sogno, attraverso una visione o in altro modo ancora). Che cosa dobbiamo pensare di ci? lecito? Qual il suo parere al riguardo? "Di per s lecito purch vengano rispettate due condizioni essenziali, che corrispondono poi a due atteggiamenti del cuore. Innanzitutto, occorre che la richiesta parta da una domanda di fede e di preghiera, al di fuori di qualunque forma di curiosit banale. In secondo luogo, si deve veramente trattare di preghiera: ovvero si pu chiedere di ottenere una determinata grazia, in questo caso il segnale o il contatto, senza mai pretendere, poich ci che noi desideriamo non sempre coincide con ci che il Signore sa essere giusto e buono per noi San Giovanni Bosco (1815-1888) aveva stipulato col suo amico e compagno di studi Luigi Comollo il seguente "patto": "Il primo di noi due che lascer questa terra apparir all'altro per informarlo circa il suo destino nell'altra vita". Passarono vari anni, durante i quali il no stro non ebbe pi notizie del suo amico il quale viveva molto lontano da lui finch una notte del 1839 Giovanni Bosco fu svegliato da un grande rumore e con lui i venti seminaristi che abitavano la stessa casa. Apparvero luci e lampi di fuoco, la casa trem. Si manifest quindi una visione, quella appunto di Luigi Comollo, il quale esclam: "Bosco, Bosco, sono salvo!". Tutti i presenti assistettero alla scena e udirono quelle parole e arriv subito la conferma che, effettivamente, il giovane in questione era appena deceduto. N questo l'unico caso di un simile "patto oltre la morte": che cosa ne pensa, Maria? "Direi che vale lo stesso discorso relativo in genere ai segnali dall'altro mondo. Anche qui, purch in spirito di preghiera e sempre affidandosi alla volont del Signore, si pu considerare lecito. Del resto qualora il Signore non voglia che la comunicazione avvenga, questa non avverr". D'altra parte, non poi cos raro che le anime si facciano sentire dando segni

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della loro presenza, vero? "No, non affatto raro. Ogni qualvolta si verificano fenomeni strani, nella casa in cui hanno vissuto, ad esempio rumori, voci, colpi, ed altri colpi inspiegabili, probabile che il defunto in questione chieda messe e preghiere". Tanto per restare in tema pare che il carisma che stato donato a lei, ovvero la comunicazione con le anime, per altro sempre esistito nella Chiesa, sotto varie forme, e neppure cos raro come tendenzialmente si pensa (come abbiamo spiegato nella prima parte del libro), sembra manifestarsi in termini sempre pi massicci, negli ultimi tempi. Pensiamo soltanto ai numerosi casi di madri che sembrano in contatto coi figli defunti, le quali ricevono non di rado messaggi dal profondo contenuto spirituale nonch in sintonia con la dottrina cristiana... Lei come vede il fenomeno in generale, Maria? "Non ho mai avuto la pretesa di essere l'unica al mondo cui stato donato questo carisma. Come noto lo Spirito soffia dove vuole. Ancora una volta, di fronte al fenomeno di cui parla, come in tutti i casi in cui si manifesta il soprannaturale vale un criterio di fondo per stabilire se effettivamente ci troviamo di fronte a un carisma dello Spirito Santo: quello che ci ha insegnato Ges nel Vangelo. Ovvero, 'dall'albero riconoscerete i frutti'. Se quindi da queste esperienze, da questi messaggi, scaturiscono conversioni e frutti spirituali, non vi motivo di dubitare che tutto ci venga dal Signore. Diversamente chiaro che all'origine non pu che es servi un altro... quindi fondamentale operare anche qui un sano discernimento e avvicinarsi al fenomeno con grande prudenza: indispensabile mi pare il ricorso a un sacerdote che faccia da guida spirituale. Infatti, il rapporto tra la dimensione terrena e il mondo di coloro che ci hanno preceduti un campo estremamente delicato ed esposto per forza di cose a insidie e pericoli di infiltrazioni negative, cio demoniache. appena il ca so di aggiungere che occorre un robusto cammino di preghiera. Particolare attenzione bisogner inoltre usare per evitare di cadere vittime di dottrine esoteriche, in parti colare mi riferisco alla credenza della reincarnazione, oggi purtroppo pi che mai diffusa, persino tra molti cristiani". Effettivamente, la dottrina della reincarnazione inconciliabile con la fede cristiana, a voler essere obiettivi. La reincarnazione infatti finisce con lo svalutare grandemente il sacrificio e la seguente redenzione del genere umano operata da Ges Cristo. Infatti, se per salvarsi fosse necessario passare attraverso una serie di vite, o comunque dover tornare anche soltanto ancora una volta sulla terra, a tal punto, non si comprenderebbe pi che cosa Ges Cristo sarebbe mai venuto a fare... Comunque, "reincarnazionisti", per lo meno quelli di ispirazione cristiana, obiettano che la redenzione di Ges conserverebbe la sua validit, in quanto il dover tornare sulla terra costituirebbe tuttalpi una sorta di Purgatorio. Lei quale risposta si sente di dare a questo argomentare, francamente un po' faragginoso? ''Tornare sulla terra a 'purificarsi non e assolutamente necessario appunto perch Ges Cristo ci ha salvati tutti una volta per tutte. Infatti, a nessuno chiesto di tornare. Pensare o ipotizzare invece che ci sia necessario e positivo significa inoltre svalutare l'amore di Dio Padre per noi. Infatti, Egli non chiede a nessuno di ritornare sulla terra: chi ha visto la luce non pu pi desiderare di tornare alle tenebre, esattamente come avviene per le anime destinate al Purgatorio, come dicevamo, per non parlare di quelle che direttamente ascendono al Paradiso. Occorre inoltre tener presente che tutti gli esseri umani sono dotati di una qualche forma di fede, a livello interiore, ovvero tutti credono comunque in una realt superiore, fosse pure soltanto a livello di morale. Ci vero anche per coloro che non conoscono o non riconoscono Dio: non forse vero che tutti fanno riferimento a una qualche forma di coscienza? Avete mai incontrato qualcuno che non creda assolutamente in nulla? Infatti, chiunque in grado di distinguere il bene dal male e tale consapevolezza, che appunto chiamiamo 'coscienza', un inconfondibile dono di Dio, proprio con questa coscienza che Dio opera in vario

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modo e a vari livelli, in ciascuno di noi". Credere nella reincarnazione significa, invece, lei vuol dire, se ho ben capito, escludere tutto questo quasi che l'uomo, specialmente quello poco evoluto spiritualmente, dovesse necessariamente partire da zero, sottovalutando cos le risorse di cui invece il Signore ha dotato la natura. "S, cos Tornando alla sua risposta in merito alle comunicazioni con l'aldil, di cui oggi tanto si parla, essa particolarmente illuminante, non solo per 1'autorevolezza della fonte da cui proviene, ma anche perch questo problema oggi dibattuto con particolare vivacit all'interno della stessa Chiesa. Quanto Maria Simma afferma al riguardo, pare del resto assolutamente ineccepibile sul piano dell'ortodossia. Nonch ispirato ai due fondamentali principi dell'equilibrio cristiano in fatto di carismi: da un lato, l'esigenza di accogliere e valorizzare i doni dello Spirito, dall'altro l'invito alla prudenza. Dal momento che la chiarezza non mai troppa, vale la pena di precisare ancora una volta perch il carisma della comunicazione delle anime non ha nulla a che vedere con lo spiritismo... "Ogni qual volta si evocano i defunti, ovvero quando si cerca di entrare in contatto con loro, a ogni costo, piaccia o non piaccia al Signore, si pratica appunto lo spiritismo, il quale rappresenta una violazione dell'ordine naturale stabilito dal Signore. Secondo tale ordine, Chiesa militante, ovvero noi cristiani che viviamo ancora su questa terra, siamo in una dimensione e su di un piano diversi rispetto alla Chiesa trionfante, costituita dalle anime che gi vivono in Paradiso, nonch alla Chiesa purgante, costituita dalle anime del Purgatorio. Non che il rapporto tra le due dimensioni sia impossibile o proibito: dove andrebbe a finire la Comunione dei Santi? comunque un rapporto che non pu non passare attraverso la preghiera e, quando vi sia comunicazione diretta tra le anime e noi, devono essere loro a manifestarsi a noi. Ora, quando esse si manifestano, si realizza una grazia particolare, che nulla ha a che vedere con lo spiritismo. Tra noi che viviamo qui e loro che ci hanno preceduti esiste appunto una misteriosa comunione di amore, appunto la Comunione dei Santi e, perch i due mondi entrino in contatto, occorre che la comunicazione sia sempre ispirata alla preghiera, quindi al bene nostro e loro e che tale comunicazione avvenga soltanto quando Dio lo permette e, ovviamente, lo permette quando sa che positivo. Per quanto riguarda la mia esperienza, tengo a precisare che la mia comunicazione con le anime avviene sempre per intercessione di Maria Santissima, la quale d quindi il suo consenso e sappiamo che la volont di Maria non pu mai essere in contrasto con quella di suo Figlio". Quindi - questo mi pare un punto fondamentale - la sua comunicazione con le anime del Purgatorio avviene in virt di Maria. Veniamo alle informazioni circa il destino dell'anima dei propri congiunti che molti le chiedono ottenendo per lo pi risposta. Non mancano coloro nei quali il fatto ha destato perplessit, obiettando che tale conoscenza circa il destino eterno di qualunque anima comporterebbe davvero un potere straordinario. "Anche qui fondamentale l'intercessione della Madonna, ma spieghiamo bene come stanno le cose sgombrando il campo da ogni equivoco. Innanzitutto, non si tratta affatto di un 'potere', ma un aspetto del carisma. Io non faccio altro che chiedere, beninteso attraverso la preghiera, alle anime con le quali sono in contatto, se esse sono in grado di dirmi se una data anima (della quale i congiunti forniscono nome e cognome, date di nascita e di morte a Maria Simma - N.d.R.) ha ancora necessit di preghiere oppure se gi liberata. Io non faccio altro, cio, che girare alle anime la domanda, che per lo pi mi viene rivolta dai parenti di un defunto. Per meglio dire io prima ancora che alle anime e pi ancora che a loro mi rivolgo a Maria per sapere se possibile ottenere risposta alle domande in questione. Ora, le anime non sempre sono in grado di rispondere alle mie domande, poich non sempre permesso loro di svelarci il destino ultimo di questo o di quello. Si tratta cio di una grazia, la quale,

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proprio in quanto tale, non viene concessa ogni qualvolta viene richiesta. N ha senso chiedersi perch a volte venga concessa e a volte no. Ripetiamolo ancora una volta: solo Maria Santissima a conoscenza del perch in tanti casi sia lecito e giusto sapere, mentre in altri no". "State contente, umani genti al quia / ch se potuto aveste veder tutto, mestier non era parturir Maria" per dirla con Dante: siamo nella sfera dei misteri divini, insomma... "Esatto. Aggiungo inoltre che le anime non sono mai autorizzate a rispondere quando la domanda sia dettata da pura curiosit, invece che da spirito di preghiera, di desiderio di aiutare veramente le anime, il caso, ad esempio, di domande che talvolta mi vengono rivolte circa il destino eterno di personaggi famosi". Ciononostante, stata lei stessa a riferire che, in pi di un'occasione, le anime le hanno comunicato noti zie positive circa il destino di personaggi famosissimi. il caso di Marylin Monroe, la quale, stando a lei, Maria, sarebbe rimasta pochissimo tempo in Purgatorio, indipendentemente dalle circostanze oscure della sua morte (suicidio?) in virt sia della fede che ebbe sempre nel corso della sua breve vita, sia della sofferenza da lei comunque provata sulla terra. E il caso ancora di John Kennedy e di John Lennon, pure liberati dopo poco tempo... "Preciso comunque che, in qualche caso, come in quello appunto di Marylin Monroe, la notizia mi stata comunicata spontaneamente da alcune anime, senza che io avessi chiesto nulla al riguardo, tanto pi che quando seppi della liberazione di Marylin Monroe, l per l io non sapevo neppure di chi le anime parlassero giacch esse mi dissero: 'Norma Jean salva'. Poco dopo seppi in effetti di chi si trattava. Comunque, anche per un personaggio famoso la domanda pu nascere da motivazioni sincere, bench ci non significa che ci sia garantita una risposta. Va inoltre chiarito, a scanso di equivoci che, qualora non ci sia dato conoscere il destino di una data anima, ci non significa affatto che questa si trovi all'inferno, significa semplicemente che non ci dato rispondere a questa domanda". A lei, insomma, non mai capitato ci che si verific una volta con Padre Pio, il quale pure era spesso a conoscenza del destino eterno delle anime e altrettanto spesso si sentiva rivolgere domande al riguardo. Padre Pio rispondeva sempre che l'anima di cui si voleva avere notizie si trovava in Paradiso o in Purgatorio, soltanto in due casi il frate disse di sapere che le anime si trovavano all'inferno a causa dell'irriducibile odio verso Dio e l'u manit; si trattava di Hitler e Stalin. Comunque, circa l'inferno, lei ha ricevuto una rivelazione significativa... "S, una rivelazione che ancora una volta palesa l'amore infinito del Signore nei nostri confronti". A proposito, mi perdoni l'interruzione, ma poco fa parlavamo di "anime condannate all'inferno", in realt, bene precisare, si tratta di una autocondanna? Appunto? "Certamente, e quanto sto per dire lo conferma in pieno. Le anime mi hanno infatti rivelato che, quando un'anima si separa dal corpo in uno stato di inimicizia con il Signore, Egli le concede modo e tempo di redimersi non soltanto negli ultimi istanti della sua vita terrena, ma addirittura quando questa gi terminata. Per ben tre giorni, l'anima ha tempo di pentirsi, rivedendo tutta la propria vita. Per questo fondamentale pregare il pi possibile e con maggior fervore possibile nei primi tre giorni successivi alla morte. Mi stato inoltre rivelato che alle anime che non ne vogliono sapere di riconciliarsi con Dio, Ges si mostra crocifisso, dimostrando il pi concretamente possibile quanto Egli ha fatto e sofferto per tutti noi esseri umani, compresi coloro che lo rinnegano. Se poi un'anima, a tal punto, nonostante tutto, persiste nel suo rifiuto, soltanto lei a rifiutare la salvezza, scegliendo liberamente e consapevolmente l'inferno. In altre parole, si autocondanna all'inferno, insomma". Con ci si farebbe chiarezza sulla "vexata quaestio" la quale dura da secoli sulla presunta inconciliabilit tra esistenza dell'inferno e misercordia divina dall'altro. In un'altra rivelazione privata, pare inoltre che la Madonna abbia confidato a una veggente che essa non smette di supplicare

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coloro che vogliono a tutti i costi finire all'inferno affinch si redimano, accompagnandoli con le sue preghiere fino a quella maledetta porta. "Il che assolutamente plausibile". Certo, riesce ben difficile immaginare come si possa dire di "no" all'amore e alla salvezza di Dio, e per giunta per sempre. "Un giorno, incontrai un uomo che mi dichiar che mai e poi mai egli avrebbe voluto andare in Paradiso, poich secondo lui Dio aveva creato l'ingiustizia e un 'Dio' cos egli non aveva alcuna voglia di conoscerlo. E proprio questo l'atteggiamento che allontana l'anima da Dio, ovvero il rifiutare la vita, il rifiutare anche la sua fonte. Effettivamente, vi gente abbattuta, ferita e amareggiata, per la quale ovviamente noi dobbiamo pregare pi che mai". Una volta appurato che finire all'inferno una libera scelta, resta comunque il problema che da secoli tormenta fior di teologi e filosofi, ovvero: perch Dio, malgrado il suo infinito amore nei confronti dell'umanit crea anime di cui, nella sua onniscienza, non pu ignorare la fine cui andranno incontro, sia pure per libera scelta? Ripetiamolo ancora una volta."Tenendo presente che non sempre, in questa vita, i piani di Dio ci sono accessibili, possiamo comunque ipotizzare la necessit dell'esistenza anche di anime perverse, poich, per dirla con un grande filosofo, Dio scrive dritto fra le nostre righe storte. Tutto ha cio un senso, nel creato". Ad ogni modo, non mi ha ancora risposto alla domanda se sia per caso capitato mai a lei di sapere se una data anima sia dannata... "Ah, vero, mi scusi. No, non mi mai capitato, di nessuno, nemmeno da me conosciuto in vita, posso dire di sapere che sia finito all'inferno. Posso soltanto confermare a proposito di Hitler, poich mi stato riferito che si sarebbe identificato in alcuni posseduti". Lei sa, Maria, che il Papa ha recentemente dedicato spazio e tempo ai "novissimi" (inferno, Purgatorio, Paradiso), centrando sul tema varie sue catechesi. In particolare, parlando dell'inferno, qualcuno ha ipotizzato (mettendo in bocca al Papa parole non sue), che potrebbe essere vuoto, come sostengono da tempo vari teologi, il che sarebbe naturalmente particolarmente auspicabile. Lei che ne dice? "Dico che, purtroppo, non mi risulta che sia vuoto. D'altra parte, noi sappiamo che quelle che vengono chiamate 'rivelazioni private', sono messaggi che ci giungono dalla Madonna, dal Signore o dai Santi, interventi dettati dal loro amore nei nostri confronti. Ebbene, non risulta che a loro (pensiamo ad esempio a Caterina Emmerich) sia stato rivelato che l'inferno vuoto, anzi, a loro stato comunicato che purtroppo vi sono delle anime laggi. Tuttalpi, potremmo considerarlo vuoto nel senso di svuotato dai demoni che sono venuti in terra per seminare il male". Tornando al Papa, lei ha mai avuto l'opportunit di incontrarlo personalmente? "No, o per lo meno non ancora. Le anime mi hanno comunque parlato spesso di lui, sottolineandone le qualit straordinarie e invitando a pregare per lui, viste le grandi difficolt che si trova ad affrontare, a causa della apostasia, nonch della disobbedienza e infedelt di non pochi sacerdoti e vescovi, per non parlare delle infiltrazioni massoniche in seno alla Chiesa. Giovanni Paolo Il un papa sinceramente mariano: il suo totus tuus estremamente sincero". Giovanni Paolo Il comunque informato della sua missione? "S, lo ". Capisco, meglio intuisco che non il caso di chiedere altro sul tema. Viene da pensare alle difficolt che - Ges ha spiegato - i ricchi incontrano andando in Paradiso. Lei pu dirci qualcosa di pi in merito? "Effettivamente i ricchi incontrano maggiori difficolt, specialmente per quanto riguarda la possibilit di approdare in Cielo senza passare dal Purgatorio, nonch quella di un Purgatorio breve. I ricchi sono gravati di responsabilit e di pesi maggiori, specialmente a livello di amore nei riguardi del prossimo. Inoltre, risaputo che i ricchi tendono ad attaccarsi a ci che possiedono e questo tende non di rado ad allontanarli da Lui. Essi possono comunque acquistarsi i meriti proprio operando in questo senso, ovvero adoperandosi a opere di carit guadagnandosi il Paradiso al pari dei poveri. D'altra parte,

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Ges stesso, subito dopo avere espresso la difficolt dei ricchi attraverso l'esempio del cammello, afferma che quanto impossibile all'uomo possibile a Dio... "Appunto". Sempre a proposito di Paradiso, qual la strada pi sicura per arrivarvi? "Senz'altro quella di vivere in concreto e a fondo il comandamento dell'amore verso il prossimo. Ci mi stato testimoniato pi volte in maniera inequivocabile. Riporter ad esempio la storia di un giovane di circa vent'anni, il cui villaggio, una quarantina di anni or sono, era stato colpito da una serie di valanghe spaventose. Una notte, un giovanotto che si trovava nella casa dei genitori, avverti il rumore di una valanga proprio a due passi da l... Avverti grida e suppliche di aiuto: 'Siamo intrappolati dalla valanga! Per carit, venite a salvarci! '. Il ragazzo balz fuori dal letto e si lanci al soccorso di quella gente. La madre, che aveva sentito tutto, cerc di fermarlo. Si piazz dalla porta, supplicando: 'No! Lascia che se ne occupino gli altri, sei ancora troppo giovane!', ma il ragazzo, profondamente commosso dalle richieste d'aiuto, non volle sentire ragione e disse alla madre: 'Nemmeno per sogno! Non posso lasciarli morire cos!'. Si prest cos generosamente all'opera di soccorso, ma ben presto venne colpito da una valanga che lo uccise. Erano appena passati tre giorni dalla sua morte, quando il ragazzo venne a trovarmi, per dirmi: 'Ti prego, fa' celebrare tre Messe per me. Tanto baster a liberarmi dal Purgatorio!'. Naturalmente, non me lo feci ripetere due volte e informai subito i suoi famigliari e amici dell'accaduto. Erano tutti molto sorpresi e in particolare i suoi amici mi dissero: 'Ah, come non avremmo voluto essere nei suoi panni al momento della morte! Se sapesse i peccati sulla coscienza... Fu l'anima stessa del giovane a chiarire l'enigma, vero? "Precisamente. Mi disse testualmente: 'Vedi, grazie al mio sacrificio di amore, grazie cio al fatto di aver rischiato e perso la mia vita terrena per quella gente, il Signore mi ha spalancato le braccia accogliendomi in Paradiso. Non sai che la carit copre una grande moltitudine di peccati?"'. Ci troviamo cos ancora una volta, bench non sarebbe nemmeno il caso di precisarlo, in piena sintonia col Vangelo, laddove Ges il giorno del Giudizio chiama a s quanti avevano assistito gli infermi, visitato i carcerati. Resta ancora in tema di espiazione, possibile, bench oggi non siamo certamente in molti a nutrire questo desiderio, chiedere al Signore di scontare il Purgatorio sulla terra? "S, possibile. Sono lieta di poter riportare un caso di cui sono stata testimone. Un giorno, mi recai a far visite in ospedale a una giovane donna e a un sacerdote, entrambi malati di tubercolosi. Come la donna incontr il sacerdote, gli propose: 'Padre, offriamo al Signore tutte le sofferenze che dovremo ancora patire sulla terra, affinch ci sia risparmiato il Purgatorio'. Il sacerdote le rispose che, pur apprezzando molto la fede della signora, non si sentiva di aderire all'invito: per lui sarebbe stato troppo. Qualche tempo dopo, la giovane mor, se guita a circa un anno di distanza dal sacerdote. Egli in seguito mi apparve: era in Purgatorio e si pentiva di non aver seguito l'esempio di quella anima benedetta, la quale, infatti, si trovava gi in Paradiso. Quando sentiamo che la nostra ora si avvicina, abbiamo una sola strada da seguire: abbandonarci completamente al Signore, offrirgli tutte le nostre sofferenze. Ci accorgeremmo allora che, grazie alla nostra offerta, il Signore ci render addirittura felici, prima ancora di lasciare questa terra. Dir di pi: molti, a causa delle gravi sofferenze di una malattia, pregano di essere liberati al pi presto, invocando la morte. Molto pi salutare ed utile, invece, bench non sia pi di moda, offrire la propria sofferenza al Signore, in particolare per la salvezza delle anime". Ovvero, per la conversione delle anime dei peccatori viventi sulla terra, nonch per la liberazione delle anime dal Purgatorio. "Esatto. Da queste offerte scaturiscono una fede e un coraggio grandemente rinnovati. Vorrei precisare che, oltre ad aiutare grandemente la conversione dei peccatori, nonch la liberazione delle anime, chiunque faccia questa offerta si procura

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un elevatissimo livello di beatitudine in Cielo. In Cielo vi sono infatti svariati e numerosi livelli di felicit bench quello pi basso, se cos si pu dire, procuri una gioia mille e mille volte pi elevata della maggiore felicit che sia dato di provare sulla terra". Quale atteggiamento e quale approccio consiglia invece nei confronti dei morenti?"Innanzitutto la preghiera, con tutto il cuore, senza smettere mai! Occorre inoltre preparare il morente all'incontro con il Signore, parlandogli con amore e con sincerit".La verit vi far liberi, insomma, come insegna il Vangelo. D'altra parte, le ricerche degli ultimi anni relative ai morenti, dimostrano che per lo pi essi raggiungono una fase in cui ormai accettano la fine della loro avventura terrena e si dimostrano spiritualmente sempre pi aperti. Tornando comunque alla liberazione, vuol spiegare il valore della Messa in suffragio dei defunti? "Volentieri. Attraverso la Messa, Cristo offre se stesso, in virt del suo amore per noi, rinnovando quel sacrificio supremo mediante il quale soffrendo e morendo sulla croce, ci ha salvati e redenti. Nella Messa, Ges Cristo si offre al Padre e a noi. Bench sia il sacerdote a rappresentarlo, sempre Ges Cristo a rinnovare il suo supremo sacrificio d'amore. Ora, la sua offerta va in particolare a beneficio delle anime del Purgatorio, tanto pi che esse non possono pi fare nulla per se stesse, ma molto possono invece per noi. Aggiungo che quanto pi un'anima ha vissuto la Messa ed stata consapevole del suo valore finch viveva su questa terra, tanto pi essa trarr beneficio dalle Messe di suffragio quando si trover in Purgatorio". Con ci abbiamo toccato un punto chiave, insegnato dai teologi e dal Magistero da secoli: le anime non possono pi acquistare meriti per s. Vogliamo rinfrescare la memoria dei nostri lettori ricordando perch? "Il fatto che, con la morte fisica, cessa il tempo che ci donato per operare bene, collaborando con la creazione divina, di conseguenza, con la morte fisica, ha pure fine la nostra possibilit di rimediare al male compiuto. Le anime del Purgatorio ci invidiano entrambe queste possibilit. Dir di pi: persino gli Angeli ci invidiano la possibilit che ci data di crescere sinch ci troviamo su questa terra. Ci permetta a questo punto una incursione nella sua sfera privata, Maria. Pare di capire che lei - il che risulta del resto perfettamente comprensibile - non nutre nessun timore nei confronti della morte. (Il sorriso di Maria si fa a questo punto particolarmente tenero, N.d.R.) "Ci mancherebbe altro che avessi paura della morte, non se ne parla neanche! chiaro che la paura legata all'ignoto, ma se si vive a costante contatto con una realt, questa perde quell'alone spaventoso che appunto le deriva dal fatto di non conoscere. No, io non ho mai avuto paura dal giorno in cui la mia missione iniziata". Ma se le fosse dato di scegliere, lei lascerebbe subito questo mondo? "Non ho nessuna difficolt ad ammettere che, se dipendesse soltanto da me, avrei gi da tempo lasciato questa terra. Non perch non mi piaccia questa vita: tutt'altro, io ringrazio sempre il Signore che ogni giorno ancora mi regala su questa terra. Il fatto che so bene quanto l'altra, cio quella eterna, sia migliore. So altrettanto bene che non sta a me decidere, bens a Colui che il Signore della vita e della morte. chiaro che, sinch Egli mi lascia su questa terra, la mia missione non puo dirsi ancora compiuta". Comunque, lei contenta del suo carisma e della sua missione, insomma, della sua vita cos particolare? Non ci sono mai stati momenti in cui - penso soprattutto alla sofferenza che non di rado lei ha sopportato - la sua missione le parsa troppo pesante? "S, io sono contentissima della mia missione. Sentirsi in sintonia col Signore, con la Madonna, operare per amore delle anime, vivere l'apostolato... Tutto ci mi ha sempre dato profonda gioia. La sofferenza costituisce l'altra faccia della medaglia, assolutamente indispensabile ed essa pure, se accettata e offerta, costituisce fonte di gioia.

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So che il mondo d'oggi va in tutt'altra direzione, tende a rifiutare la sofferenza in nome di un benessere, di un godimento alla portata di mano, ma un madornale errore di prospettiva. Credetemi, proprio cos. Del resto, come non gioire per il bene che un piccolo strumento come me pu recare alle anime? Io sono insomma una donna gioiosa, che non cessa mai di ringraziare il Signore per i doni che le ha elargito". (Nuovo sorriso). Sempre in tema di contentezza, contenta che il Nuovo Catechismo dedica poco spazio al Purgatorio? "S, non necessario dire di pi. Il Purgatorio d'altra parte una dimensione assai difficile da spiegare a parole. una realt da portare nei nostri cuori. Ci di cui non sono affatto soddisfatta invece lo scarso interesse e attenzione che i credenti dedicano alle preghiere e alle Messe per i nostri defunti". Venendo quindi ai frutti della sua missione, lei, come perfettamente comprensibile, felice di constatare che, nel corso degli anni, parecchi si sono convertiti grazie alla sua esperienza. Pu ricordarci un caso che l'ha colpita particolarmente? "Volentieri. Fra le tante, mi rimasta particolarmente nel cuore la storia seguente. Pi di trent'anni or sono, mi recai a offrire la mia pubblica testimonianza in una citt della Germania meridionale. Come un industriale locale lesse un manifesto che conteneva l'invito, pens: 'Anime del Purgatorio! Come possibile che ci sia ancora oggi gente disposta a credere e a farsi raccontare simili scemenze?'. Luomo fu talmente colpito dall' 'assurdit' che decise di assistere alla mia testimonianza, poich quel giorno non aveva di meglio da fare, allo scopo insomma di farsi quattro risate... Ora, come mi raccont quello stesso giorno, non appena io cominciai a parlare pronunziai una frase che lo colpi al cuore, ovvero: 'Sinch viviamo su questa terra non mai troppo tardi, c' sempre tempo per rimediare, il Signore ci lascia sempre la porta aperta!'. Dall'altro lato l'uomo prov un grande rimorso, poich la sua coscienza fu colpita come da un lampo: improvvisamente gli fu chiaro quanto tempo fino ad allora avesse sprecato... D'altro lato, si sent felice come mai prim di allora: prov cio la gioia del figliuol prodigo, riaccolto nella casa del Padre. Percep insomma l'amore di Dio, scoppi a piangere ed era un pianto di gioia. Al termine della mia conferenza, mi venne incontro, mi abbracci e mi raccont quanto gli era successo. Volle addirittura coinvolgersi nella mia missione, infatti mi ha organizzato vari giri di conferenze. Non credo che esista su questa terra una gioia paragonabile a quella che mi capita di provare quando appunto constato la conversione di un fratello colpito dall'amore di Dio! Ci mi successo tante e tante volte, nel corso di questi lunghi decenni. Ora, che cosa sono le sofferenze alle quali da sessant'anni mi sono offerta di buon grado in confronto a questa gioia!". Direi che tutto questo si vede. Direi anzi che la sua evidente disponibilit a raccogliere la sofferenza costituisce al giorno d'oggi una testimonianza particolarmente esemplare proprio perch viviamo un'epoca in cui ci sentiamo si attratti dalla spiritualit e dal divino, ma d'altro lato, noi uomini del 2000, ci sentiamo ben poco disposti a passare da quella strada che in fondo l'unica per crescere nello spirito e avvicinarci al Signore, ovvero l'accettazione cristiana e la conseguente offerta della sofferenza. Sta comunque di fatto che, spesso, anche molti cristiani sinceri, al di l delle loro migliori intenzioni, faticano ben poco ad accettare serenamente il dolore, ogni qual volta questo visita la loro vita... Spesso sembra invece prevalere la tendenza alla ribellione... Maria, si sente di regalarci un consiglio al riguardo? "Effettivamente, la sofferenza la maggior prova d'amore di Dio e, se offerta a Lui, costituisce una formidabile possibilit nei confronti delle anime sia di qua che di l. Non lo si ripeter mai abbastanza. Quindi un suggerimento questo: rivolgiamoci sempre a Maria Santissima, la quale pu procurarci la forza necessaria per valorizzare la sofferenza come un grande dono del Signore. 'Bussate e vi sar aperto, chiedete e otterrete"' Nelle anime del Purgatorio, invece, non vi mai traccia di ribellione alla

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sofferenza? "No, esse sono prese da un tale amore per Dio che non possono non ardere dal desiderio di purificarsi. Bisogna sempre tenere presente la dimensione, infinitamente pi elevata rispetto alla nostra, nella quale esse vivono, come gi abbiamo osservato prima. Per dirla tutta, nei livelli pi profondi del Purgatorio vi possono essere anime che risentono ancora delle tentazioni del male, anche per questo hanno un immenso bisogno delle nostre preghiere". Lei fa molto bene, Maria, a ricordarci costantemente questa diversit di livelli, fra noi e loro, della quale peraltro noi facciamo fatica a farci un'idea chiara proprio perch abituati a misurare un po' tutto secondo parametri terreni... Tuttavia, in che misura tale diversit di livelli tra noi e loro si ripercuote sulla loro conoscen za del nostro mondo? In altre parole, sino a che punto le anime purganti sono consapevoli degli eventi terreni? "E impossibile fornire una risposta precisa alla sua domanda, poich la risposta varia enormemente a seconda dei casi. Possiamo comunque dire che, in linea generale, esse sanno molto di ci che accade qui, ma non tutto. Esse sono in generale assai informate per quanto riguarda la vita dei loro famigliari, ad esempio". La loro conoscenza si estende anche al futuro? "In larga misura queste anime conoscono anche il futuro, ma possono e vogliono rivelare a noi esclusivamente ci che sanno utile per la nostra conversione. Possono tutt'al pi avvertirci che qualcosa ci attende senza per svelarci di che cosa si tratti. Le anime del Purgatorio aderiscono completamente alla volont divina, desiderano il nostro bene e ci amano moltissimo, amano Dio e amano noi. Vivono insomma in armonia con lo Spirito e con la Luce di Dio". Si capisce: la loro volont non pu essere quella di ribellarsi alle leggi naturali stabilite da "quel grande Im perator che lass regna", per dirla con Dante. Veniamo ora a un punto chiave della spiritualit cristiana tutta (non solo cattolica, giacch si tratta di un tema non meno ricorrente tra i nostri "fratelli separati"), in particolare tra quelli di orientamento carismatico. Ovvero, la "nuova Pentecoste", cio quella grande rinascita della Chiesa, della quale peraltro si direbbe non manchi qualche significativo segnale gi da tempo: pensiamo soltanto alla fioritura di carismi in corso, ovvero quel trionfo del Cuore di Maria su cui da decenni insiste un potente coro di messaggi carismatici e che tanto ci fa sperare... Lei che cos vicina alle anime di coloro che sono gi molto pi vicini di noi alla Luce Divina, ha ricevuto da loro qualche rivelazione al riguardo? "Mi stato confermato che la Nuova Pentecoste ci sar. Mi stato rivelato che, prima di ci, occorrer passare attraverso una purificazione tutt'altro che indolore. Il che significa che, come avvertono molti messaggi carismatici e profezie, dobbiamo aspettarci il peggio, prima di vedere e vivere il meglio? "In un certo senso s, in quanto mi stato comunicato che il mondo intero andr incontro a sconvolgimenti notevoli. Ad esempio, i Paesi ricchi, tendenzialmente propensi a sfruttare quelli poveri del terzo mondo, andranno incontro a un notevole impoverimento... Tali sconvolgimenti non sono comunque da vedersi come 'castigo divino', ma piuttosto come conseguenza dell'agire umano (pensiamo ancora una volta all'apostasia, ai livelli cui ridotta la famiglia oggi). Per tutto ci dobbiamo pregare molto". Abbiamo comunque la certezza che dopo arriver il meglio, quindi che il Cuore Immacolato di Maria trionfer, per dirla con la profezia di Fatima? "S, possiamo e dobbiamo stame certi. Sappiamo anche, questo pure mi stato comunicato, che la Chiesa torner a essere unita come un tempo: un solo gregge sotto un solo pastore, ortodossi e protestanti ritorneranno alla Chiesa di Roma. Comunque, sia per quanto riguarda la purificazione che per quanto riguarda la Pentecoste, a quanto sembra, non ci dato di sapere nulla di pi su come gli eventi si modificheranno e su come il mondo cambier. Possiamo anche star certi che la Nuova Pentecoste arriver e cambier profondamente la Chiesa e il mondo". Maria, al di l del suo grande carisma e della sua missione alla quale

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lei ha consacrato la sua vita, non ha nessun timore che il suo messaggio possa sembrare, al giorno d'oggi, un po' troppo "tradizionalista"? "Tradizionalista? (Sorriso ingenuo di Maria). un'etichetta umana che agli occhi del Signore e delle anime non ha alcun senso! Io vivo la mia esperienza, la testimonio come ne sono capace, con la massima sincerit...". Certo, nessuno lo mette in dubbio..."Sono le anime, beninteso sempre attraverso l'intercessione di Maria Santissima, a comunicarmi quanto io trasmetto sulla Chiesa e il mondo. Esse non conoscono le etichette di 'tradizionalista' e 'progressista' e basta". Prima di chiederle di riassumerci, in conclusione, il suo "testamento spirituale", le chiederei, Maria, quale messaggio si sente di trasmettere a coloro che non credono alla vita eterna. "Prego tutti costoro di non aspettare l'ultimo istante della loro vita per rendersi conto della Verit. Facciano uno sforzo, soltanto per un istante, dimenticando la loro mancanza di fede. Chiedano a Maria Santissima e vedranno che il dono della Fede arriver. Non possono nemmeno immaginare quanto tutto acquister un senso, quanto la loro vita triste e coperta di tenebre verr illuminata". Ha pure un messaggio per i cristiani che non credono alla Comunione dei Santi o non se ne occupano affatto? "Anche qui, un piccolo sforzo. Dimentichino per un attimo il loro 'non credere', chiedano alla Madonna, chiedano alle anime del Purgatorio di aprire il loro cuore. Il resto lo scopriranno da s". "Bench ai giorni nostri si faccia un gran parlare di 'amore', pochi vivono veramente l'Amore con la A maiuscola, che poi quello cristiano. Lamore fraterno che non pu che nascere dall'amore per Dio. Amare il prossimo per amore di Dio. Da qui nascono i frutti migliori. Da questa apertura di cuore deriva pure la forza di sacrificarsi, poich solo nel sacrificio, cio nella capacit di offrire la sofferenza e nella capacit di condividerla che si manifesta l'amore vero. Le anime mi hanno in particolare esortato a tenere sempre presente questa massima: LAmore senza Croce vuoto, la Croce senza Amore troppo pesante!'. Non possiamo pretendere di testimoniare nulla finch non dimostriamo noi, in prima persona, sinch non lo viviamo nella nostra carne in prima persona, soltanto l'esempio, chiaro e netto, pu esserne la prova. Tmamo sempre presenti altres i dieci comandamenti, che sono immutabili, indipendemente dalle mode, checch cerchino di insegnarvi! Sgombrate il cuore da ogni sentimento negativo, da ogni traccia di durezza, rabbia, giudizio, critica, antipatia, ingiustizia, discordia e rancore. Infatti l, che facendo leva anche su un solo briciolo di tale sua semenza che Satana si aggrappa, spargendo il suo fiele. Non smettiamo mai di implorare il Signore, affinch ci faccia conoscere il suo amore, in tutta la sua potenza. E l e soltanto l la fonte della vera gioia, non smettiamo mai di ricorrere a Maria, collochiamola sempre al centro della nostra giornta. Lei che ci permette di ricondurre l'uomo smarrito a Dio. Ad Jesum per Maria (a Ges attraverso Maria): seguendo questa strada, non potremo mai sbagliarci. Quanti problemi si risolvono mettendosi in ginocchio; umilmente, quanti problemi il Signore risolve se ci affidiamo a Lui con tutto il cuore, in particolare con la Santa Messa e grazie alla Comunione! Niente Comunione sulla mano: anche se di moda, il Signore non vuole assolutamente, il sacramento ne esce svilito'. "Impariamo a distogliere il nostro cuore e la nostra mente dalle realt finite. L'autentica realizzazione dell'uomo si ha nell'eternit. Ricordiamoci sempre della volont di Dio, il quale sa molto meglio di noi qual il nostro vero bene. Non scoraggiamoci, se cadiamo: aiutiamoci piuttosto a vicenda, a rialzarci. Evitiamo ogni giudizio nei confronti del prossimo! Anzi, se ci accorgiamo di soffrire di questa tendenza, segno che abbiamo bisogno allora di lavorare serissimamente su noi stessi. Ricordiamo che una buona parola pu guarire, mentre una cattiva pu uccidere. Non lasciamo passare un solo giorno senza una buona parola o un bel gesto! Impariamo a portare i pesi gli uni degli altri. l'unico modo per vivere veramente l'Amore di Ges. Chiediamo a Maria,

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maestra impareggiabile, di insegnarci a seminare pace dove c' discordia, Amore dove c' odio, perdono dove c vendetta. Sforziamoci sempre di aiutare i fratelli, senza ferirli mai. Se tutti si incamminassero su questa strada, il Purgatorio si troverebbe svuotato per met e l'inferno del tutto vuoto. Operiamo il bene finch siamo su questa terra. Seminare amore, cos scopriremo, una splendida possibilit che Dio ci ha donato per portare avanti la sua opera creatrice. Verr un giorno in cui potremo soltanto raccogliere, il tempo della semina terminer soltanto nel momento in cui chiuderemo gli occhi per presentarci al Signore. Impariamo la meravigliosa arte del cammino della santit: si tratta di lavorare incessantemente su se stessi, pregando altrettanto incessantemente il Signore. La Chiesa e il mondo hanno bisogno di veri Santi, non di Santi a met! Liberate il cuore da ogni paura, poich la paura una potente arma di Satana, il vero Cristiano non puo aver paura di nulla poich sa che Ges ha gi vinto tutto. Impariamo a valorizzare le grazie santificanti. Esse ci donano l'amicizia di Dio, permettendoci di crescere incessantemente nel suo amore. Ci rendono partecipi della dignit di Cristo in quanto figli, ci rendono partecipi della natura divina, della sua stessa santit. La grazia santificante la fonte di acqua viva che zampilla da Lui e scorre come un fiume, attraverso di te, scorrendo nel prossimo come nel mare. Vogliamo finalmente far penetrare nel nostro cuore la realt che facciamo parte integrante della natura divina, della sua natura immersa nel mistero? Impariamo a guardare il mondo con gli occhi di Dio: sar la nostra fede. La mano di Dio che noi porgeremo sar la nostra speranza e il cuore di Dio con cui vivremo la nostra carit; questi tre frutti dello spirito contengono porzioni del divino, della Provvidenza di Dio, del suo immenso amore. Sono pure virt divine, la grazia santificante che ha portato tanta grandezza agli altri, verr concessa anche a noi, purch noi ci affidiamo "Ancora sulla paura: i cristiani abbandonino ogni paura di essere veramente tali. La Chiesa sia se stessa, autentica, povera, vera, Madre, misericordiosa e divina. Lo strumento con il quale possiamo vincere ogni paura la Croce di Cristo, insostituibile forza di amore, di fedelt. Dal sacrificio di Ges sulla Croce nata la Messa, un tesoro grandissimo di cui pochi cristiani hanno veramente consapevolezza. Se conoscessimo il valore immenso di una singola Messa, le anime mi hanno detto pi di una volta, offriremo tutto pur di ricevere questa grazia. Ogni nuovo passo della vita di grazia un miracolo d'amore divino che comporta un'ulteriore trasformazione della nostra anima! Ad ogni consacrazione ci offerta la possibilit di vivere a un livello superiore di grazia. Consegniamo ogni nostra sofferenza, impegno, preoccupazione, lavoro e preghiera, al Sacrificio della Santa Messa. Teniamo presente che, alla nostra morte, ogni Santa Messa sinceramente vissuta durante la nostra avventura terrena, sar la nostra avvocata pi potente accanto alla Vergine Santissima. Teniamo anche presente che il sacrificio della Messa pure ispirato alla Misericordia di Dio". "Ancora sulla sofferenza: con la Croce della sofferenza partecipiamo a un'altra meravigliosa opera di Nostro Signore, la salvezza delle anime. Se davvero conoscessimo il valore di una singola Messa daremmo tutto per salvare anche una sola anima. per la tua anima, per la mia, per quella dei lettori di questo libro, per tutte le anime insomma, che il Figlio di Dio si fatto uomo morendo sulla Croce e fondando cos la Chiesa o, se i nostri occhi riuscissero a liberarsi dalle tenebre materiali che li avvolgono, sarebbero allora in grado di vedere la bellezza di un'anima rivestita di grazia, a quel punto sarebbe molto pi facile essere pronti a morire per la salvezza di una sola anima. San Francesco cos pregava: 'Signore, prendi tutto ci che ho, purch io possa aiutarti a salvare anime'. Santa Gemma Galgani faceva eco: 'Chiesi a Ges di mandarmi tante Croci affinch, attraverso la sofferenza, io potessi guadagnare anime!'. Contempliamo la vita dei Santi. Grazie alle loro testimonianze possiamo riceve in dono la sapienza

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necessaria per comprendere il valore di una singola anima. I Santi sono sempre presenti nel popolo di Dio. Se vogliamo seguire la loro strada non possiamo fare a meno della devozione alla loro Regina, la Beata Madre di Dio. Tante chiese sono oggi vuote e fredde proprio perch manca la presenza di Maria, eppure l'eredit pi preziosa che Ges ci abbia lasciato!". "Sia il Sacro Cuore di Ges il centro della nostra vita, in quanto fonte viva da cui sgorgano incessanti Verit e Grazie. Il Sacro Cuore ci vivifica e rinvigorisce nel cammino verso la Vita Eterna. Di fronte a qualunque evento che mette alla prova la nostra pazienza, sforziamoci di non lamentarci, ma piuttosto rallegriamoci di soffrire insieme al Cuore di Ges. E ancora, coltiviamo a fondo l'Amore Eucaristico, oggi cos trascurato. Ripaghiamo l'Amore di Ges Eucarestia, riamando con lo stesso suo Amore Eucaristico". "Dio ha affidato a ciascuno di noi una missione particolare, finch ci lascia su questa terra. Ciascuno di noi responsabile di come influenza inevitabilmente la vita del prossimo, giacch nessun uomo un'isola, dopodich preghiamo incessantemente lo Spirito Santo per poter essere di stimolo all'Amore. Non permettere a nulla di scoraggiarti o turbarti, con l'aiuto del Signore e di Maria vincerai ogni difficolt. Non immagini nem meno la gioia che ti deriver dall'operare per la salvezza delle anime. LAmore di Dio penetri in ogni nostro pensiero, in ogni angolo della nostra anima, in ogni nostra scelta, in ogni moto di gioia, in ogni moto del cuore. Bandisci dal tuo cuore malizia e rimpianti: offri al Signore, offri a Maria e nulla andr perduto. Ci aspettano il centuplo quaggi e la gioia eterna!". Chiariamo un'altra questione piuttosto controversa e complessa: lei afferma, Maria, che il Purgatorio non soltanto uno "stato", come spesso si tende a pensare, ma anche "un luogo". Che cosa intende dire? "Il Purgatorio sicuramente uno 'stato', ovvero una condizione nella quale si trova a vivere l'anima. Tuttavia anche un 'luogo', nel senso che l'anima si trova spesso ad espiare proprio nei luoghi in cui ha peccato. Il che non significa, naturalmente, che le anime si trovino l col corpo. Esse vivono in una dimensione diversa dalla nostra, per cui si ritrovano legate a un luogo anche senza possedere pi un corpo. Questo non l'unico punto sul quale lei propone la soluzione per cos dire tradizionale, piuttosto che quella affermatasi nella teologia moderna. E anche il caso del Limbo, destinazione dei bimbi morti senza Battesimo, recentemente cancellata dal Magistero della Chiesa, tant' vero che nel Nuovo Catechismo non si parla neppure pi di "Limbo"... "Lo so, tuttavia il Limbo esiste. Precisamente, la condizione dei bimbi deceduti senza aver ricevuto il Battesimo, nonch degli apstati, ovvero di coloro che hanno abiurato alla fede e che hanno vissuto coerentemente con la loro morale o con la religione a cui hanno aderito, senza per rientrare nella Chiesa. Tutti costoro vivono in una condizione di 'felicit' naturale. Non vedono per Dio e, per quanto riguarda i bambini, ignorano che, se lo vedessero, sarebbero pi felici". Comunque, le anime del Limbo non sono condannate a rimanere perennemente in quello stato, come erroneamente una volta si insegnava. Esse possono salire, vero? "Possono salire e di fatto arrivano in Paradiso, ma hanno bisogno delle nostre preghiere". Le anime, quindi, appaiono spesso in sogno. Ma come possiamo essere sicuri che si tratta proprio di loro e non di nostre proiezioni, fantasie o altro ancora? "Possiamo star certi che si tratta di loro. In particolare quando ci chiedono espressamente preghiere o, comunque, quando ci paiono turbati o preoccupati. chiaro che occorre pregare per loro e far celebrare Messe. Dobbiamo uscire dalle strettoie del razionalismo. Il Signore ci vuole semplici. Ora, rispetto a un'anima che appare, qual la spiegazione pi semplice, pi vicina al nostro cuore? tanto semplice: quell'anima ha bisogno del nostro aiuto!Tanto pi che, per molte anime, l'apparire in sogno costituisce l'unica possibilit di chiedere aiuto. Non di rado, la gente spesso attribuisce scarsa importanza alle apparizioni dei defunti in sogno. E ancora:

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spesso la gente ha paura di questi sogni e a pregare per le anime che hanno visto non pensano nemmeno, meno che mai a far celebrare Messe o a sacrificarsi per loro. Comunque, per quanto riguarda in generale il manifestarsi delle anime a noi, come mai ci si verifica relativamente di rado (sebbene non cos di rado come molti pensano)? Per manifestarsi, un'anima ha bisogno di un permesso particolare?"Non si tratta di permesso, ma di Grazia. Come tale, qualunque segnale dell'aldil va accolto da noi. Non dimentichi che le anime del Purgatorio non possono fare pi nulla per s". Ha ragione: proprio vero, nella nostra epoca tendiamo troppo a complicare le cose... Si tratta, dicevamo, di Grazia e la Grazia mistero. Tuttavia, non pensa che, se tali manifestazioni fossero pi numerose, se insomma il suo carisma fosse pi diffuso, sarebbero molti di pi coloro che pregherebbero per le anime, sarebbero forse molti di pi coloro che si convertirebbero a Ges, alla vita eterna? "Abbiamo appena finito di osservare che la Grazia del Signore anche mistero, per cui non possiamo pretendere, almeno qui sulla terra, di vedere soddisfatte tutte le nostre domande. Il che non significa affatto, peraltro, che sia un male porsele. Teniamo comunque sempre presente che, se noi preghiamo, il Signore converte le anime. proprio questo, cio pregare, che ci chiede il Signore, che ci chiede Maria SS.ma, dovunque e comunque si manifesti, che ci chiedono le anime. Inoltre, pregando, ci apriamo ai carismi. Per cui, ovviamente senza nulla pretendere, se la gente pregasse di pi, vi sarebbero molti pi carismi, compreso quello della comunicazione con le anime. Moltissimo, insomma, dipende da noi, il Signore ci vuole felici, siamo noi a frapporre ostacoli tra noi e Lui". Si riferisce a quanto afferma il Vangelo, cio al fatto che, purtroppo, non mancano coloro che non sarebbero disposti a credere, nemmeno se vedessero risuscitare un morto? "Anche a questo, ma c' anche dell'altro, non meno importante". Cio? " chiaro che pregare per le anime fondamentale. Tuttavia, perch il Signore possa donarci il carisma della comunicazione con le anime, occorre anche la disponibilit a soffrire per loro. Disponibilit che oggi assai carente, bench il Signore nella sua misericordia, nonmanchi di donarci grazie e carismi, quali, appunto, la comunicazione con le anime, la quale, come lei osservava, non poi cos straordinariamente rara, n lo mai stata". Comunque, se vi fosse maggiore disponibilit a offrire e soffrire per anime del Purgatorio, sarebbe per loro pi facile manifestarsi a noi?"Penso proprio di s". Maria, lei ha compiuto lo scorso mese di febbraio ottantaquattro anni. Se dovesse riassumere il suo "testamento spirituale", per cos dire, ovvero il messagio che si sente di trasmettere alla Chiesa (intendendo il termine nel suo significato pi vasto) del Terzo Millennio, che cosa si sentirebbe di dire?"Il desiderio delle anime purganti cos grande, che esse non mancheranno di dimostrarci la loro immensa gratitudine, specialmente una volta liberate dal Purgatorio. Pensate: appena approderanno in Paradiso, la loro prima preoccupazione sar quella di raccomandare agli Angeli i loro benefattori. Sappiate che le anime liberate hanno la possibilit di ottenere un'infinit di grazie spirituali, ma anche materiali, se voi le avrete aiutate a lasciare il Purgatorio. Perci pregate, pregate, pregate (per dirlo tre volte, con la Madonna di Medjugorje), in particolare per le anime del Purgatorio. Offrite sacrifici e fate celebrare Messe per loro. In particolare il giorno a loro dedicato, il 2 novembre. Ogni sacrificio a loro offerto, di qualunque natura, fisica, materiale o reale, procura loro benefici che noi neppure possiamo lontanamente immaginare. Ci vale in particolare per la loro festa, appunto. Qualora poi non l'aveste ancora fatto, perdonate immediatamente, non solo - e ci mancherebbe altro - i vivi, ma anche coloro che gi hanno lasciato questa terra! Nulla angoscia un'anima del Purgatorio pi dei sentimenti negativi, per non parlare dell'odio, di un vivente nei suoi confronti. Sappiate che chiunque coltiva sentimenti di odio,

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i1idipendentemente dai torti effettivamente subiti, prima di poter vedere Dio, dovr necessariamente passare per lo stesso tormento da lui inflitto alla
vittima del suo risentimento. Voi non vi potete neanche immaginare, al contrario, quale enorme sollievo rechiamo a un'anima, quando le doniamo il nostro perdono, per amore suo e di Dio. Allo stesso modo, attiriamo su di noi la Grazia di Dio".

Teresa Neumann e le anime del Purgatorio "

I rapporti (di Teresa) con la Chiesa purgante non si limitavano alle visioni del giudizio particolare; Teresa vedeva anche apparire anime che chiedevano aiuto. Cos le apparve un giorno il parroco della sua infanzia, Ebel, che le disse: 'Prega anche per me: ti ho battezzata, ti ho impartito la prima Comunione. Se ti ho punita credendo-ti distratta, non e' colpa mia; io non sapevo ancora che il tuo contegno era dovuto a una visione straordinaria'.Teresa preg molto per il sacerdote e ben presto ebbe la gioia di vederlo trasfigurato. In relazione a questa apparizione, essa raccont, per la prima volta, a padre Naber che durante la prima Comunione aveva visto il Salvatore venire verso di lei. Questo avvenimento la sconvolse tanto, che si comport in modo strano, si da meritare i rimproveri di padre Ebel, che la pun davanti agli altri bambini (...). Si potrebbero enumerare molti altri casi in cui le anime purganti le chiesero di intercedere per la loro beatitudine e in seguito le apparvero ringraziandola. Si trattava spesso di persone defunte gi da molto tempo, che Teresa non aveva mai conosciuto... Teresa era solita chiamare le anime dei defunti 'i micini questuanti' (...). 2 novembre 1928. Oggi Teresa completamente sfinita; si sente abbandonata e misera. Due volte al giorno, mattina e sera. Due volte al giorno, mattina e sera, le concesso di visitare il Purgatorio e guarda le anime l riunite con infinita tristezza. Esse si presentano luminose, ma non sono ancora pure.

Il significato del carisma di Maria

In effetti, come recentemente osservava, nel corso di una conversazione di chi scrive, S. E. il cardinale Gia como Biffi, arcivescovo di Bologna nonch teologo, la Chiesa ha troppo insistito, per secoli e secoli, sull'aspetto purificatore del Purgatorio, a dispetto della sua natura gioiosa. Con tutta probabilit, l'immaginario collettivo, ma, forse, persino la pastorale, stato influenzato dal Purgatorio dantesco, indubbiamente un capolavoro assoluto sul piano letterario, ma, osiamo dire, piuttosto fuorviante sul piano della visione dell'aldil, per lo me no sotto certi profili. Almeno se preso troppo sul serio a livello di reportage dall'aldil, il che, , appunto, puntualmente accaduto, specialmente per quanto riguarda il Purgatorio. N ci pare il caso di tacere che molti si sono indirizzati a teorie e dottrine di orientamento esoterico proprio perch insoddisfatti non solo dalla latitanza della pastorale su un tema di importanza capitale quale il destino dell'uomo dopo la morte, ma anche per la visione, obiettivamente troppo cupa e pessimistica, della vita dopo la morte, offerta dalla pastorale della Chiesa, quasi la misericordia divina e l'amore infinito di Dio per l'umanit non fossero che optionals. Non sono purtrop po mancati coloro che hanno abbandonato tout court la Chiesa a causa di tale durezza. Pensiamo all'insistenza sull'inferno, obiettivamente eccessiva. Pensiamo, pi ancora, ai toni foschi coi quali stato per secoli dipinto il Purgatorio. Ora, la testimonianza di Maria Simma, pur non essendo l'unica al riguardo, n oggi n ieri, particolarmente significativa, tra l'altro, proprio perch ci dimostra come, per avere un immagine rassicurante della vita dopo la vita, non affatto necessario aderire a teorie stravaganti. Direi che, come il Santo Padre sembra aver recepito perfettamente, dimostrando il suo interesse in materia, la tematica del Purgatorio e, in particolare, la devozione alle anime che vi si trovano va assolutamente ripresa dalla Chiesa tutta del Terzo Millennio. Naturalmente, il rinnovato clima spirituale che, pur tra mille contraddizioni, si respira un po' ovunque, costituisce un' occasione preziosa. Luomo del 2000 insomma, avverte pi prepotente che mai, dicevamo prima, le brucianti domande sul dopo. Ora, devozione alle anime del Purgatorio e Comunione dei Santi sono un tutt'uno; a me pare che siano fondamentalmente due le ragioni che rendono indispensabile il "ritorno" al Purgatorio. Ra gioni che, entrambe, rimandano a due insostituibili pregi della Comunione dei Santi. Innanzitutto, - e ci pare venire incontro pi che mai alle esigenze dell'uomo contemporaneo che si sente inevitabilmente cos sballottato da assilli economici, scontri etnici, conseguenze disastrose del crollo di ideologie che permettevano il Paradiso sulla terra per poi vedere benissimo tutti sino a che punto, contrasti politici, scompensi ambientali... - la Comunione dei Santi ci rende consapevoli, a livello di cuore, prima ancora che di ragione, della continuit di contatto con tutti coloro che ci hanno preceduti nell'avventura terrena. un legame invisibile, di sentimenti, di emozioni, di attese, di speranze, di dolori, di gioie... il tutto proteso verso Dio. A rifletterci bene, una grande fonte di speranza, in cui il fascino del passato si mescola alle attese per il presente. La Chiesa in fondo, nei suoi 2000 anni di storia, malgra do tradimenti di ogni genere, ma grazie soprattutto a coloro che Santi hanno dimostrato di esserlo, ambasciatrice di questo messaggio di salvezza. Salvezza eterna: "Vi lascio la mia pace, non come la d il mondo", ci promette Ges Cristo. Il credere, anzi il sapere - giacch un cammino di fede matura non pu che portare a questo che quanti ci hanno preceduto ci vedono, ci amano, essendo molto pi vicini di noi a Dio, grazie anche all'insostituibile mediazione di Maria, il sapere che possono essere luce inaspettata per il nostro faticoso cammino su questa terra, purch noi lo vogliamo, non pu non riempirci di speranza e aiutarci

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enormemente nella nostra evoluzione spirituale. Sapere al tempo stesso, che noi possiamo, anzi dobbiamo, a nostra volta, operare per lo ro, ci carica di responsabilit, di una responsabilit che non pu che farci crescere. Come chiarir il dialogo con la deliziosa vecchietta che ha ispirato questo libro, con la morte nulla perduto... anzi, pensiamo soltanto a quanti sensi di colpa, sentimenti negativi in generale pu spazzare via tale consapevolezza! forse il caso di ricordare che, perch tutto ci si metta in moto, occorre mettersi in gioco. In altre parole, occorre chiedere, cio pregare. "Bussate e vi sar aperto", insegna Ges, "chiedete e vi sar dato". Luomo spirituale sa bene che, per poter mettere in moto il meccanismo, sta a lui fare la prima mossa... Il secondo immenso pregio della Comunione dei Santi consiste nella possibilit di dare un senso sicuro e di valorizzare la sofferenza, altro supremo enigma del l'uomo, accanto alla morte. La sofferenza come "palestra della nostra vita", per dirla con Manzoni, per crucem ad lucem, dal calvario alla resurrezione. La sofferenza come unica strada per giungere alla maturazione, alla pienezza di vita, alla pace autentica, alla gioia, in somma a Dio. Di tutto questo la meravigliosa vecchietta, come tanti altri uomini e donne prima di lei nel corso dei secoli, noti e ignoti, ci offre una testimonianza impagabile.

PICCOLA ANTOLOGIA DEL PURGATORIO

Da Santa Caterina da Genova: Il trattato del Purgatono.

CAPITOLO Il

La gioia delle anime del Purgatorio.

La Santa spiega la loro visione crescente di Dio. Difficolt di parlare nel loro stato. Nessuna pace paragonabile a quella delle anime del Purgatorio, eccettuata quella dei Santi in Cielo. E questa pace cresce incessantemente in virt dell'avvicinamento progressivo di Dio a queste anime, nella misura in cui spariscono gli impedimenti. La macchia del peccato costituisce l'ostacolo, che il fuoco divora senza tregua, di modo che l'anima, in ta le stato, si apra continuamente per ricevere la comunicazione divina. Allo stesso modo in cui uno specchio coperto non potr mai riflettere il sole, non gi a causa di difetti pertinenti alla stella pi grande, bens semplicemente a causa della resistenza creata dall'ostacolo, in modo che, se la coperta viene gradualmente spostata, la superficie dello specchio si render a poco a poco accessibile ai raggi del sole, la stessa cosa succede alla ruggine che ri copre l'anima. Il Purgatorio, le fiamme, la consumano costantemente e, una volta che tale ruggine sar sparita, l'anima rifletter in maniera sempre pi perfetta il vero sole che Dio. La sua felicit aumenta nella misura in cui la ruggine in questione diminuisce e l'anima, trovandosi cos esposta ai raggi divini, ne rischiarata nella misura in cui si ritrova purificata e tale processo di purificazione stato completato. Dal momento che la volont di queste anime si ritrova completamente unita a quella di Dio per carit perfetta e giacch tali anime si ritrovano cos felici per il fatto di essere collocate sotto la sua Divina Provvidenza, non si pu pi dire che la loro pena sia una sofferenza. D'altra parte, non ber vero che esse sono sottoposte a tormenti...

CAPITOLO V

Sulla pace e la gioia che si vive in Purgatorio.

Le anime del Purgatorio vivono in piena conformit alla volont di Dio. Esse corrispondono pienamente alla sua bont, sono contente di tutto ci che Egli comanda e sono ormai completamente purificate dalla colpa del peccato... Ormai liberate dalle loro colpe e unite alla volont di Dio, esse vedono chiaramente secondo la luce che loro concessa e comprendono quanto grande la gioia di questo Dio, dal quale tutte le anime sono state create; inoltre,

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esse hanno raggiunto una rigorosa conformit tra la loro volont e quella di Dio e si sentono cos potentemente attirate verso di Lui, in ra gione dell'attrazione naturale tra Dio e l'anima, che nessun paragone sarebbe mai in grado di far compren dere tale potenza, secondo il modo nel quale il mio spirito percepisce questa realt a livello interiore. Non di meno, io mi servir dei paragoni che mi vengono in mente.

CAPITOLO VI

Paragone per esprimere con quale violenza d'amore le anime desiderano godere Dio.

Supponiamo che, nel mondo intero, non vi sia che un solo pane per soddisfare la fame di ogni creatura e che basti la vista di questo a soddisfarla. L'uomo in salute dotato, per natura, dell'istinto di nutrizione; ora, noi possiamo ritenerlo capace di astenersi dalla nutrizione senza per questo morire, senza perdere forza e salute... certo che comunque, la sua fame non smetterebbe di crescere incessantemente. Ora, se l'uomo sapesse che soltanto quel pane in grado di soddisfarlo il che, finch la fame non sar spenta, essa non cesser di tormentarlo, egli soffrirebbe pene intollerabili, destinate ad aumentare nella misura in cui si trovasse maggiormente lontana da questo pane. Se poi fosse certo di non vederlo mai, il suo inferno sarebbe completo al pari di quello dei dannati, affamati di Dio, che non hanno mai alcuna speranza di godere del pane della vita. Tuttavia, le anime del Purgatorio godono della speranza-certezza di vederlo e di esserne completamente saziate. per questo che esse sopportano la fame e soffrono tutte le pene (necessarie) fino al momento in cui esse raggiungeranno l'eterno possesso di questo Eterno Pane della vita che poi nostro Signore Ges Cristo.

CAPITOLO XVI

Per dimostrare che le sofferenze delle anime del Purgatorio non impediscono loro n pace n gioia.

Io vedo, nelle anime del Purgatorio, un doppio effetto: il primo quello della misericordia di Dio, poich, mentre soffrono volentieri le loro pene, esse constatano che Dio stato assai buono nei loro confronti, considerando ci che hanno meritato e quanto gravi sono state le loro offese agli occhi del Signore. Infatti, se non ci fosse sempre la sua bont a temperare la giustizia attra verso la misericordia (soddisfacendola grazie al preziosissimo sangue di Ges), basterebbe un solo peccato, per meritare un miliardo di inferni. Esse soffrono le loropene cos volentieri (d'altra parte) da non volerle alleg gerire per nulla al mondo, poich sono pienamente consapevoli di quanto giustamente le abbiano meritate. Esse non resistono pi alla volont di Dio: in questo senso, come se gi fossero in possesso del Cielo. Il secondo effetto consiste nella soddisfazione che esse provano, contemplando quanto siano state amabili e misericordiose le decisioni divine relative alla loro sorte. In un solo istante Dio imprime queste due realt nel loro spirito e, dal momento che esse sono in sua Grazia, lo comprendono, ciascuna secondo la propria capacit. Esse pr6vano perci una grande soddisfazione, che non solo non viene mai meno, ma anzi, cresce sempre di pi, nella misura in cui esse si avvicinano a Dio. Esse vedono tutto, non in se stesse, n per merito proprio, ma in virt del fatto che esse sono in Dio, su cui ess poggiano con maggiore intensit, piutttosto che sulle proprie sofferenze, dal momento che la minima visione che esse possono avere di Lui infinitamente superiore a tutte le gioie che si possono immaginare.

Padre Pio

Verso l'autunno del 1917 si trovava in quel tempo a San Giovanni Rotondo Assunta Di Tommaso (1894-1953), sorella di padre Paolino, superiore del convento dei Cappuccini, giunta a visitare il fratello. La ragazza dormiva nella foresteria. Una sera, dopo cena, padre Paolino, insieme a Padre Pio, 'and a salutare la sorella, che si tratteneva vicino al focolare. Come si trovarono l, padre Paolino disse: 'Padre Pio, tu puoi restare qua vicino al fuoco, mentre noi andiamo un po' in Chiesa a pregare". Padre Pio, che era stanco, si mise a sedere sul lettino, con la solita corona in mano, quando venne preso da una

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sonnolenza che subito gli pass, apr gli occhi e vide un vecchio avvolto in un piccolo cappotto, seduto vicino al fuoco; Padre Pio, vedendo quest'ultimo, chiese:"Oh, chi sei tu? Che fai l?". Il vecchio rispose: "Io sono Tal dei Tali, sono morto bruciato in questo convento, e mi trovo qua per scontare una certa mia colpa...". Padre Pio promise che il giorno successivo avrebbe applicato la Messa per lui e poi l'accompagn fino al l'albero (l'olmo che fu poi abbattuto) e l lo licenzi. Al ritorno trov chiuso il portone e dovette bussare per rientrare, dicendo che era uscito per un bisogno qualsiasi. Cos raccont la prima volta; mentre le altre volte, interrogato, diceva che la porta era aperta, caso che not lo stesso Padre Provinciale; ma forse lo faceva per non far sapere che era uscito con il morto a porta chiusa. Padre Paolino lo vide un po' timoroso per pi di un giorno e gli domand cosa gli fosse accaduto quella se ra; egli disse che si era sentito poco bene. Finalmente un giorno confess tutto. Allora padre Paolino and al Comune (anagrafe) ed effettivamente trov nei registri che era morto bruciato nell'anno X un vecchio di nome... Tutto come aveva raccontato Padre Pio, da allora il mor to non comparve pi. Dai registri risultava che il vecchio era Di Mauro Pietro (1831-1908).Padre Alessandro da Ripabottoni, Padre Pio da Pietrelcina, Foggia, 1974.

Filo diretto dal Purgatori

"Se voi sapeste il beneficio che ci arreca anche soltanto una piccola preghiera! Immaginate il refrigerio che voi provate quando, arsi dalla sete, vi viene offerto un bicchiere d'acqua... Quando il buon Dio lo permette, noi possiamo comunicare direttamente con gli Arcangeli... Il giorno della sua festa, San Michele Arcangelo venuto in Purgatorio ed tornato in Cielo portando con s parecchie anime, soprattutto quelle che gli erano state devote in vita... Ogni giorno giungono in Purgatorio migliaia di anime e dovete sapere che il buon Dio concede spesso un numero maggiore di grazie in virt dell'intercessione delle anime purganti rispetto a quante ne conceda per intercessione dei Santi addirittura... Quando un'anima gi beata riceve preghiere in suo suffragio ella pu scegliere a chi possano applicarsi tali preghiere... Nella ricorrenza dei defunti, parecchie anime lasciano il luogo di espiazione per ascendere finalmente al Cielo e, in virt di una grande grazia del buon Dio, tale giorno tutte le anime purganti, senza eccezione, prendono parte alle preghiere pubbli che... In linea generale il sollievo di ciascuna anima proporzionata al suo merito. Comunque, il giorno nel quale in assoluto il maggior numero di anime sale al Cielo Natale. Voi che vivete ancora sulla terra, ignorate l'infinita bont e misericordia divina! Invece noi, le conosciamo molto pi di voi per cui ci facile amarlo molto di pi. proprio questa consapevolezza a causare la nostra soffe renza... Se voi sapeste quanto sia noi che voi siamo amati da Maria Santissima! Non scoraggiatevi mai, qualunque cosa succeda. Se Ges volesse potrebbe farvi balzare alla perfezione in un batter d'occhio. Se ci non succede segno che ci non sarebbe per il vostro bene. Egli ama invece vedere i vostri sforzi e desidera che voi vediate e conosciate da soli quanto sia duro e perci meraviglioso il cammino della perfezione... Nel Purgatorio, le anime non restano unicamente occupate dal pensiero della loro sofferenza. Esse pregano anzi intensamente, in particolare per tutti coloro che, a loro volta, cercano di alleviare le loro sofferenze. Esse lodano e ringraziano nostro Signore per la sua infinita misericordia nei loro confronti. Ci tanto caro in particolare a quelle anime che sono state cos vicine ai confini dell'inferno...".

Rapporto dal Purgatorio, ed. San Paolo, Cinisello Balsamo, Mi, 1996.