P. 1
Treppiedi Fabio - Gilles Deleuze

Treppiedi Fabio - Gilles Deleuze

|Views: 16|Likes:
Published by mariobianchi182
filosofia
filosofia

More info:

Published by: mariobianchi182 on Jun 16, 2013
Copyright:Attribution Non-commercial

Availability:

Read on Scribd mobile: iPhone, iPad and Android.
download as PDF, TXT or read online from Scribd
See more
See less

12/20/2013

pdf

text

original

Gilles Deleuze ::: Filosofi ::: Giornaledifilosofia.

net

http://www.giornaledifilosofia.net/public/scheda_fil.php?id=24

by google www giornale di filosofia

Gilles Deleuze (1925-1995)
di Fabio Treppiedi

Gilles Louis René Deleuze nasce, il 18 gennaio 1925 a Parigi, da una famiglia di estrazione borghese. Nell’imminenza della guerra, si trasferisce per un anno a Deauville dove incontra un giovane professore, Pierre Halbwachs, che lo introduce alla lettura di Baudelaire, Valery, Gide facendogli anche conoscere una realtà, quella della cultura e dell’impegno politico, a lui estranea fino a quel momento. Sarà lo stesso Deleuze, dopo molti anni, a dichiarare: «È allora che ho smesso di essere un idiota»; prima di quell’incontro, infatti, non era che un ragazzino mediocre a scuola e privo di interessi. Iscrittosi al liceo Carnot di Parigi, Deleuze approccia i primi testi di filosofia (soprattutto Platone) sotto la guida del professor Vial, mentre fra i coetanei si diffonde lo spirito della Resistenza contro l’occupazione tedesca. Durante la prima metà degli anni Quaranta, frequentando le classi preparatorie all’École Normale, Deleuze diviene allievo di Jean Hyppolite. Si tratta di un periodo denso di eventi e interessi filosofici tra i quali la partecipazione al collegio filosofico di Jean Wahl e le sedute di La Fortelle, un castello alle porte di Parigi in cui Mary-Madelaine Davy, specialista di mistica medievale, organizza incontri culturali a favore della Resistenza. Lei stessa presenta Deleuze a De Gandillac, Lacan e Klossowski come «il nuovo Sartre». Frequenta la Sorbona sul finire dell’occupazione tedesca, sotto la guida di Hyppolite e Alquié. Deleuze matura un atteggiamento critico nei confronti di entrambi in quanto espressione, ognuno a suo modo, di una filosofia poco vivace e troppo istituzionalizzata. Fu Sartre, figura non accademica, simbolo di cultura critica e innovativa, a rappresentare la vera novità per il giovane Deleuze. I primissimi scritti deleuziani, infatti, pubblicati su riviste minori tra il 1945 e il 1947, manifestano un forte ascendente sartriano che sfocerà dapprima in una polemica, condivisa col filosofo de L’essere e il nulla, al mito umanista dell’interiorità e, poco dopo, in un’eclatante rottura con lo stesso Sartre a causa della sua inaspettata difesa, nella conferenza L’esistenzialismo è un umanismo, della centralità dell’uomo in filosofia. Con una netta svolta rispetto alla rigida formazione sorboniana (incentrata, soprattutto con Alquié, sui capisaldi della filosofia moderna), Deleuze concretizza nuovi interessi seguendo periodicamente i corsi di Georges Canguilhem a Strasburgo. L’autore de Il normale e il patologico , a partire da quegli anni, sarà il fautore di uno stile filosofico (la cui massima espressione si avrà con Foucault) che accoglie istanze scientifiche, storiche e sociologiche. Le dispute epistemologiche intorno al vitalismo, la lettura di Bergson e la scoperta del Pluralismo e dell’Empirismo anglo-americani (determinante fu qui l’influenza di Jean Wahl) costituiscono un milieu che permette a Deleuze di gravitare in un orizzonte di ricerca originale e alternativo rispetto alle tendenze filosofiche in ascesa negli anni Quaranta come l’hegelismo di Kojève e di Hyppolite e la Fenomenologia husserliana. Da qui anche la scelta di dedicare a Hume la tesi (rielaborata e pubblicata nel 1953 col titolo Empirismo e soggettività) per il Diplôme d’études superiéures, ottenuto nel 1947 sotto la direzione di Hyppolite e Canguilhem. Deleuze sposa Fanny Grandjouan, dalla quale avrà due figli e per quasi un decennio, sin dalla fine degli anni Quaranta, insegnerà nei licei. In questi anni, la sua ricerca si focalizza soprattutto su Bergson al quale dedica un paio di saggi pubblicati nel 1956. Successivamente ottiene un contratto al CNRS e un ruolo di assistente in storia della filosofia alla Sorbona per poi trasferirsi a Lione nel 1964 continuando a dedicarsi ad una densa e scrupolosa riflessione critica sulla storia della filosofia, scandita dalle monografie dedicate a Nietzsche (1962), Kant (1963), Proust (1964) e Bergson (1966), che condurrà all’elaborazione teorica della tesi principale di dottorato, Differenza e ripetizione, discussa e pubblicata nel 1968. Nel frattempo, intervenendo in due tra i più importanti simposi su Nietzsche del Dopoguerra, a Royaumont (convegno da lui organizzato nel 1964) e a Cerisy-la-Salle nel 1972, inizia a rendersi noto come uno dei

1 di 6

04/06/2013 22:14

Differenza e ripetizione presenta un impianto d’ispirazione strutturalista. come lo erano state per Kant. dopo qualche anno il governo francese non ne sostenne più le attività di Vincennes dichiarandone implicitamente nulla l’esperienza didattica e trasferendo Parigi VIII a Saint Denis. Non più solo possibili . potere del quale la rappresentazione classica non riuscirebbe a restituire il rapporto «interiore» con la ripetizione in quanto essenza inconcettualizzabile della differenza in sé. la logica stoica. Sullo sfondo di questa concezione della differenza vi è anche il rifiuto deleuziano della dottrina ontologica dell’analogia entis a favore della tesi scotista dell’univocità sviluppata. potrà aspirare ad una «genesi reale del pensiero nell’atto stesso di pensare». in cui le «Idee» si fanno esperienza concreta. sotto quest’aspetto. Sul finire degli anni Sessanta Deleuze viene chiamato. ideale senza essere astratto». Nel tentativo deleuziano di rimodulare i rapporti fra trascendentale ed empirico si impone l’urgenza di ripensare la filosofia stessa attribuendo un ruolo non subalterno alle forze dell’inconscio. ad insegnare a Vincennes (Parigi VIII). Nello stesso anno di Differenza e ripetizione verrà pubblicata la tesi complementare. nell’unicità del momento teorico fondativo deleuziano di fine anni Sessanta. assieme a Foucault. per la violenza di ciò che «costringe a pensare» e non per il presupposto di una «natura retta» del pensiero e del pensatore. inizialmente intrapresa sotto la tutela di Hyppolite e dedicata al «concetto di problema». Da qui le digressioni sul tema del metodo in filosofia attraverso le quali Deleuze introduce una «drammatizzazione». sia di un’idea dinamica della soggettività come apertura al «preindividuale». nella sua pars destruens . e a forte curvatura storica. L’incontro con lo psicanalista di scuola lacaniana Félix Guattari. Lyotard e altri. Relativa a ciò è anche la critica al concetto di possibilità in favore dell’idea bergsoniana di «virtuale» magistralmente riassunta nella formula di Proust: «reale senza essere attuale. contrapposta al «falso movimento» della dialettica. il potere illimitatamente «differenziante» della differenza in sé. con stile e capacità critica.net/public/scheda_fil. segna l’inizio di una seconda fase della filosofia deleuziana. Deleuze e Guattari creeranno lo spazio di una nuova immagine del pensiero elaborata nell’arco di tempo compreso tra la pubblicazione di Anti-Edipo (1972) e quella di Millepiani (1980). La stesura della tesi principale. senza assurgere di necessità al rango di «leggi».Gilles Deleuze ::: Filosofi ::: Giornaledifilosofia. Deleuze introduce un «empirismo trascendentale» (secondo un termine coniato agli inizi del Novecento in seno al neokantismo di Rickert) mirato a salvaguardare le essenziali e illimitabili variazioni della realtà proprio attraverso un pensiero delle condizioni reali dell’esperienza. Determinante.giornaledifilosofia. né acquisire un’estensione maggiore rispetto a ciò che si presume venga condizionato o fondato. Nella pars construens dell’opera. però. Complementare a Differenza e ripetizione. l’inconscio lacaniano) integra la dimensione ontologica e storica di Differenza e ripetizione con una metafisica del puro «evento» ed una teoria della «costituzione paradossale del senso». la partecipazione al GIP (gruppo di informazione sulle prigioni ideato da Foucault). è Logica del senso (1969) con cui Deleuze. dalla dottrina nietzscheana dell’eterno ritorno e dalla psicanalisi). i 2 di 6 04/06/2013 22:14 . teso a far emergere. Il «rovesciamento del platonismo» significa allora la possibilità di un pensiero «senza immagine» il quale. tali condizioni si configurano «caso per caso» ritagliando per ogni cosa il suo concetto appropriato. una nuova realtà universitaria aperta ai temi e ai dibattiti introdotti dalla contestazione del 1968. Sono questi gli anni di un forte impegno politico e sociale di Deleuze che lo farà esporre in merito a diversi avvenimenti nazionali e internazionali riuscendo. Al di là dell’entusiasmo suscitato. l’ «alba di una controcultura» -come dirà Deleuze nell’intervento del 1972.immediatamente successiva alla pubblicazione dell’edizione critica di Colli e Montinari. nella scelta «etica» del platonismo in direzione di un’«immagine del pensiero» che a stento ha saputo arginare il dionisiaco della differenza rappresentandola nel «simulacro» ribelle alla logica apollinea del modello e della copia. a partire dagli spunti più diversi (Carrol. sul versante di questa trasformazione implicita del principium individuationis. redatta sotto la guida di Alquié. L’origine della subordinazione della differenza pura al falso movimento del «blocco organico» di identità e contraddizione va rintracciata. Spinoza e il problema dell’espressione. Si possono iniziare così a prefigurare altri dinamismi del pensare che potranno tenere conto sia di altre concezioni del tempo e delle sue sintesi (storicamente suggerite dal «rovesciamento kantiano della subordinazione» del tempo allo spazio. secondo Deleuze. con Spinoza e il Neoplatonismo moderno. risalente anch’esso all’inizio degli anni Settanta. la dottrina husserliana della «donazione di senso». secondo il paradigma dell’espressione. Si possono ricordare. le due parti di un progetto a quattro mani intitolato Capitalismo e schizofrenia. lo Strutturalismo. a non far scadere la sua indole militante e al contempo autonoma nello stereotipo del filosofo con la tessera di partito.net http://www. dove Deleuze insegnò fino alla fine della sua carriera. ebbe un cammino pieno di esitazioni che indussero Deleuze ad optare per un tema differente e per Maurice De Gandillac come relatore. L’individu et sa genèse physico-biologique. è stata per Deleuze la lettura dell’opera di Gilbert Simondon.php?id=24 fautori della Nietzsche renaissance.

non può che essere «schizoanalisi». non è all’insegna della sfrenatezza che dobbiamo vivere il desiderio ma. infatti. urge di una pragmatica e di una metodica il cui primo compito dovrà essere quello di smantellare. uno degli autori di riferimento dei movimenti del Settantasette. dato che non si tratta né di un corpo in frammenti né di un annullamento dell’organismo: quest’ultimo. i «divenire») che non sono afferrabili né dalla rappresentazione né tantomeno dalla dialettica. ma una «fabbrica» di meccanismi che producono la realtà stessa. sono come gli ultimi attributi del CsO. come si evince dal titolo. L’oscillare continuo del CsO «tra le superfici che lo stratificano e il piano che lo libera» coinciderà allora col nostro stesso movimento vitale. rimane una condizione fondamentale dell’esistenza. per Deleuze e Guattari. i «flussi molecolari» che si compenetrano nel «corpo senz’organi» (CsO). in difesa di Toni Negri. Già in Anti-Edipo. Deleuze e Guattari parleranno di una «critica della ragion pura dell’inconscio» che muove. l’indagine sul funzionamento delle istituzioni. si può scongiurare il rischio frequente di scambiare il CsO per qualcos’altro. dalla musica progressive rock al cinema. non più come dimensione patologica ma come approccio teorico: constatato quanto il «sociale» contemporaneo viva immancabilmente dei rapporti di produzione del capitalismo. la critica denuncia l’esigenza di un approfondimento sui due versanti del desiderio e dei rapporti di potere. dal punto di vista filosofico. Deleuze giunge in Italia per una conferenza a Milano presso la libreria Sapere gremita. oltre a permeare la soggettività.Gilles Deleuze ::: Filosofi ::: Giornaledifilosofia. Il desiderio è l’immanenza di ciò che. Deleuze e Guattari affiancano la sistematicità aleatoria del «rizoma». tra di loro rapportati secondo una gamma di modalità sintetiche e relazionali (le «sintesi disgiuntive». Millepiani è animato da una descrizione del reale che si confonde con la sua concreta esplorazione. le linee critiche. di un filosofare immanente ai più ai più svariati ambiti d’esperienza: dalla psicanalisi alla politica. invece. a partire dalla «macchina desiderante». Se dal punto di vista storico e sociale tali limiti sono da addebitare alla subordinazione della psicanalisi ai poteri dello Stato e del Mercato. ad esempio. dalla linguistica alla zoologia. «una molteplicità» su cui il pensare non riflette ma di cui sperimenta l’effettiva realtà. per Deleuze.net http://www. Il desiderio così concepito non investe solo il corpo umano e animale come organismo di «segmenti molari» ma. Si chiarisce così perché Deleuze si rapporti alla soggettività non per distruggerla per trasformarla. dalla scienza alle matematiche. viste alla luce dei meccanismi di potere e produzione che queste sviluppano con individui e società. Lungo questa via. della coscienza e della soggettività. Questi motivi sperimentali della teoria sono differenti espressioni di quell’«empirismo trascendentale» che si imponeva 3 di 6 04/06/2013 22:14 . Pertanto. da una netta presa di distanza dalla psicanalisi.php?id=24 proclami in favore dei gruppi omosessuali. come le aule dei suoi corsi universitari. La complessità di una tale produzione. lo «straniero nella propria lingua» come Kafka il quale. più in profondità. dalle pagine di Repubblica. deterritorializzando cioè la lingua ufficiale. lo schema limitativo soggetto-oggetto proiettandosi preferibilmente su una «prospettiva privilegiata» come la schizofrenia. attraverso cui giungere alla fusione sperimentale di teoria e pratica del desiderio che prenderà il nome di «ontoetica» o «ontoetologia». Organi e CsO sono «una sola e identica cosa». Nel maggio del 1973. i «concatenamenti». cui saranno immanenti sia i il CsO che il corpo organico. inventa una «lingua minore» facendo «balbettare» il tedesco. al contrario. della soggettività e della significazione linguistica senza che con ciò si radicalizzi questo stesso operare che condurrebbe all’irrazionalismo e alla morte. L’inconscio non è il teatro delle vicende di Edipo. in breve tempo. viceversa. per essere sondata e vissuta. Millepiani ruoterà proprio attorno a questa nozione mutuata da Antonin Artaud.giornaledifilosofia. dal teatro di Carmelo Bene alla pittura di Francis Bacon. Il secondo volume di Capitalismo e schizofrenia innesta sullo sfondo destrutturante e antipsicanalitico di Anti-Edipo . della causa palestinese e. A proposito di Anti-Edipo . Il pensiero di Deleuze va assumendo i connotati di un criticismo sperimentale. intrascendibile per il vivere. di studenti desiderosi di ascoltare il filosofo francese divenuto. accusata di circoscrivere il desiderio alla vicenda familiare e di negare così le reali potenzialità produttive dell’inconscio. Un «nomadismo» che fa dello scrittore. col «viaggio immobile» tipico dei veri «nomadi» che si spostano pur rimanendo saldamente legati alla terra da cui muovono e alla quale ritornano. sull’onda dello straripante successo che Anti-Edipo riscuoteva tra i giovani intellettuali. nel segno della «prudenza»: non avremo mai vere «deterritoralizzazioni» in direzione del CsO se non nell’implicita capacità di «riterritorializzare» un organismo che «bisogna conservare quanto basta perché si riformi a ogni alba».net/public/scheda_fil. forme in continua ridefinizione che veicolano il desiderio sui limiti tra l’organico e l’inorganico. con le pratiche che lo disfano e lo ricreano continuamente: bisogna «farsi un CsO» operando la «deterritorializzazione» delle stratificazioni rigide dell’organismo. ebreo ceco di che scrive in lingua tedesca. Alle morfologie «arborescenti» dei dinamismi che non si spingono oltre il dominio dell’organicità. non si distingue dal suo oggetto e non rinvia ad altro che a se stesso proliferando nelle «macchine desideranti». il CsO presentava tutti i caratteri della sostanza immanente di Spinoza: gli organi.

negli articolati commenti a Bergson presenti nei due volumi sul cinema scritti negli anni Ottanta. di esperienza in esperienza. modi d’esistenza e di pensiero. Polidori. un invito al pensare come a quella sempre nuova e mai meramente ripetitiva esperienza di apertura all’«immanenza assoluta». raccorda dinamicamente le diverse fasi della filosofia di Deleuze e ne restituisce l’unità. infatti. pertanto. Quest’ultimo. lasciando incompiuto il suo ultimo libro dedicato a Marx. it. Deleuze arriverà a mostrare. coinciderà con un progressivo ritorno alla storia della filosofia come si nota. Paris 1964 [trad. Dopo il pensionamento avvenuto nel 1988 e la pubblicazione dell’ultima opera scritta con Guattari. è già descrizione dell’esperienza reale. L’«empirismo trascendentale». di «messa in movimento dei concetti». OPERE Empirisme et subjectivité.php?id=24 già tra gli elementi più originali di Differenza e ripetizione e la cui gestazione affondava le radici nel peculiare confronto deleuziano con la storia della filosofia iniziato col libro su Hume e proseguito fino a Logica del senso. Paris. dalla critica della soggettività cartesiana all’idea di un «empirismo trascendentale» connesso ad un’ontologia «immanente». All’inizio degli anni Novanta. Negli ultimi anni. di C. Cavazza. Questa inerenza della filosofia e dei filosofi storici all’attualità e. il rapporto con gli studenti dei suoi corsi universitari e un denso lavorio privato di ricerca. scrisse la celebre frase: «ma un giorno. 4 di 6 04/06/2013 22:14 . Moscati. it. lo spessore dichiaratamente classico e sistematico della propria idea di filosofia. Torino 2002] La philosophie critique de Kant. 1963 [trad. it. i molteplici piani di quell’immanenza assoluta che non deriva dalla trascendenza ma. ne motiva il sorgere ponendosi come «principio plastico» e differenziale i cui gradi designano piani irriducibili. L’immanenza: una vita… con cui. di M. Puf. Grazie a questo ritorno alla storia della filosofia. Lusignoli e D. Puf. glissando dal discorso trascendentale a quello ontologico: l’ontologia del virtuale. L’esplorazione deleuziana dei diversi campi d’esperienza. gettandosi dalla finestra del suo appartamento parigino. Deleuze concilierà così le linee di tensione che hanno animato tutta la sua ricerca fino a quel momento. ma di mostrarne la piena attualità sviluppandone i concetti fino a un punto in cui nemmeno essi stessi si erano spinti. è adesso animato da un nuovo intento rispetto alle monografie degli anni Sessanta. il secolo sarà [chiamato] deleuziano». di M. Puf. fino a quando era stato possibile. consegna ai lettori un vero e proprio testamento filosofico. dai dibattiti filosofici e dai convegni. Cronopio. Sul finire degli anni Ottanta concesse alla sua allieva Claire Parnet una lunga videointervista in forma di abbecedario che scelse di realizzare alla sola condizione che questa venisse resa pubblica solo dopo la sua morte. forse. nella notte tra il 4 e il 5 novembre del 1995. Pone fine alla sua vita. Deleuze avvertirà nella malattia polmonare. Nietzsche e la filosofia. all’avvenire stesso è messa in luce da Deleuze nel testo del 1988 dedicato a Leibniz così come già in quello su Foucault del 1986. La filosofia critica di Kant. l’immanenza oltrepassa definitivamente i limiti del soggetto e dell’oggetto. che lo tormenta da decenni. possibilità di vita. facendo del filosofare stesso una questione di «stile». Paris 1962 [trad. Solo qualche settimana prima della sua morte era stato pubblicato il suo ultimo brevissimo scritto. Saggio sulla natura umana secondo Hume. De Agostini. Essai sur la nature humaine selon Hume . capacità di inventare «tagli nel caos» attraverso cui il pensiero traccia a velocità infinita. Che cos’è la filosofia? (1991). Napoli 2000] Nietzsche et la philosophie. soprattutto. Alla luce di tutto ciò che ha contraddistinto la riflessione successiva a Differenza e ripetizione. era stato quasi totalmente assente dalle scene pubbliche. essendo pienamente convinto che tutto il suo pensiero fosse definitivamente contenuto nei testi che aveva pubblicato. Cronopio.net http://www. Cavazza e A. ad esempio. sotto questo aspetto. Paris 1953 [trad. per Deleuze non si tratta più soltanto di restituire ai filosofi del passato la loro autenticità. però. che in verità non amò mai preferendo piuttosto. a dispetto dei giudizi della critica su Anti-Edipo e Millepiani. Napoli 2009] Marcel Proust et les signes. recensendo Differenza e ripetizione e Logica del senso. un impedimento sempre più incisivo per le sue attività. Il modo in cui Deleuze rimette in gioco i filosofi del passato. Einaudi. Non sussistendo più un ego originario atto a segnare la frontiera tra esperienza ed essere. ripercorrendo i concetti più importanti della sua filosofia. Puf. al contrario. it. Dichiarò in quell’occasione di essere stato un pensatore «senza saperi di riserva». soprattutto di quella artistica. Anche per questo motivo vietò la diffusione dei corsi universitari.Gilles Deleuze ::: Filosofi ::: Giornaledifilosofia. Deleuze definirà la filosofia «creazione di concetti».giornaledifilosofia. nacque da un contributo che Deleuze pronunciò in occasione della morte del filosofo de Le parole e le cose che all’inizio degli anni Settanta. «potenza impersonale» che è vita. Empirismo e soggettività.net/public/scheda_fil. degli interventi non ufficiali e degli scritti anteriori al 1953. di F.

Verstraeten. Paris 2008. Puf. Carocci. Capitalismo e schizophrenia. Minuit. Rampello. Sauvagnargues. Paris 1998. Vrin. Paris 1966 [trad. Guattari) Minuit. Pourparler. Paris 1986 [trad. La Différence. (con F. Milano 1978 Mille plateaux. di G. G. L’immagine di quel pensiero. Deleuze. it. Torino 2001] Nietzsche. F. tome I.Gilles Deleuze ::: Filosofi ::: Giornaledifilosofia. Logica della sensazione. Feltrinelli. di D. di A. it. Rovatti e F. Einaudi. Raffaello Cortina. Textes et entretiens 1953-1974 (a cura di D. Mimesis. La piega. Mimesis. Badiou. Torino 2004. Vrin. Godani. di A. Alliez (a cura di). De Col. Minuit. Agostini. Moscati. Guattari). Leibniz et le Baroque. Torino 2001. Panaro.net/public/scheda_fil. Paris. É. di A. Torino 2002] Kafka. Capitalisme et schizofrénie. Deleuze. Immanence et vie. L’image-mouvement. A. Critica e clinica. Biographie croisée . Minuit. Sauvagnargues. di G. Minuit. Einaudi. di G. it. Gilles Deleuze. SE. Milano 2001] Foucault. Gilles Deleuze et Félix Guattari. Macerata 2000] Qu’est-ce que la philosophie?. Une vie philosophique. L’image-temps. Stefan Leclercq (a cura di). it. Evento e immanenza.Verona 2006] Sovrapposizioni. Quodlibet. Sinthélabo. Paris 1968 [trad. Milano 1997] Le bergsonisme. F. it. Filosofia pratica. Milano 2007. it. Paris 2005. Minuit. Logique de la sensation. Paris 2003 BIBLIOGRAFIA SECONDARIA In lingua italiana: F. Paris 1970 (seconda edizione riveduta. Flammarion. Marrati. I. Milano 1991] Anti-Œdipe. Paris 1975 [trad. 1972 [trad. Vaccaro (a cura di).giornaledifilosofia. La Découverte. L’immagine-tempo. Minuit. di P. Einaudi. Quodlibet. De Lorenzis. Logica del senso. Ubulibri. Paris 1998. Deleuze. Macerata 2000] Dialogues (con C. F. A. De Beistegui. di M. Senaldi. Torino 2007] Deux régimes de fous. (con F. it. di G. F. Beaupatie (a cura di). Y. Che cos’è la filosofia. Rovatti. Fontana. Milano 1984] Cinéma 2. Macerata 1999] Logique du sens . P. Einaudi. Les Belles Lettres. Cronopio. it. Firenze 2008. Conversazioni. Ansaldi. Napoli 1996] Pourparlers 1972-1990 . Bene).Quodlibet. it. De Stefanis. Verona 1998. Feltrinelli. Iofrida. di A. Pour une littérature mineure. Paris 1977 [trad. P. Puf. Paris 1993 [trad. Francis Bacon. Paris 2000. SE. Roma 2009. (con F. P. Ombre Corte. Milano 2003. Paris 1983 [trad. di S. Torino 1996] Critique et clinique. Paris 1988 [trad. Einaudi. di S. di A. Castelvecchi. Minuit. Differenza e ripetizione. a cura di P. Milano 1997] Spinoza et le probléme de l’expression. Minuit. Textes et entretiens 1975-1995 (a cura di d. Deleuze. Spreafico (a cura di). it. Minuit. Nietzsche. Testi e interviste 1953-1974. F. Mimesis. S. Macerata 2008] Cinéma 1. di F. P. L’isola deserta e altri scritti. Minuit. Foucault. L’immagine-movimento. it. Sossi. M. Quodlibet. Millepiani. Gilles Deleuze . AA VV. Rella. Stengers (a cura di). Cerrato. Mille sources. «Il clamore dell’essere». Paris 1969 [trad. Spinoza. di J. di L. La philosophie de François Châtelet. Verdicchio. 5 di 6 04/06/2013 22:14 . Spinoza. Minuit. it. Paris 2007. Raffaello Cortina. Einaudi. Deleuze filosofo dell’immanenza. it. L’empirisme transcendental. Capitalisme et schizofrénie. A. Einaudi. In lingua francese: A. Paris 2002 [trad. Paris 1965 [trad. Il secolo deleuziano. Paris 1967 [trad. Verso un pensiero nomade . (con C. Pericle e Verdi. Puf. Puf. Riccio.php?id=24 Marcel Proust e i segni . Kafka. Paris 1998. Verdicchio. Capitalismo e schizofrenia. Per una letteratura minore . Serra. Philosophie pratique. Comolli. 1981) [trad. Ubulibri. Ombre Corte. Paris 2010. Deleuze. Torino 2004] Periclès et Verdi. Lapoujade). Tarizzo. Guattari). La storia della filosofia come divenire del pensiero . dal testo della seconda edizione di M. Paris 1990 [trad. Dosse. Anti-Edipo. Il freddo e il crudele . Borca. Paris 1981 [trad. Franco Angeli. Milano 1997] L’île déserte et autres textes. Lapoujade). Paris 1991 [trad. Cronopio. Minuit. (con F. it. Deleuze . Puf. di D. Spinoza e il problema dell’espressione. di S. Clinamen. M. Milano 1997. Zourabichvili. Puf. Guattari). Paris 1980 [trad. Canone Deleuze. Guglielmi. Minuit. Puf. A. Parnet). La philosophie de Deleuze. it. Gualandi. Passerone. Paris 1968 [trad. it. Paris 1998. il volume comprende i due saggi del 1956] Présentation de Sacher-Masoch. A. Napoli 2002] Le pli. Una filosofia dell’evento. A. Milano 2007] Différence et répétition. it. it. Minuit. Milano 2006] Spinoza.net http://www. Minuit. tome II. Montebello. Tombeau de Gilles Deleuze . Deleuze. Paris 1988 [trad. Roma 2006] Francis Bacon. La passion de la pensée. Leibniz e il Barocco. Guerini e Associati. Paris 1985 [trad. it. P. Zourabichvili. Il bergsonismo e altri saggi. Milano 1997. Deleuze. it. it. Manganaro.

A critical reader. Paris-Bruxelles 2005.Gilles Deleuze ::: Filosofi ::: Giornaledifilosofia. Orlowski (a cura di).giornaledifilosofia. Allen & Unwin. Boundas. Understanding Deleuze. In lingua inglese: M.php?id=24 Aux sources de la pensée de Gilles Deleuze . T. New York-London. Oxford 1996. Gilles Deleuze. 1994. D.net/public/scheda_fil. Gilles Deleuze. Gilles Deleuze and the theater of philosophy. Hardt. C. Cambridge University Press 2005. An apprenticeship in philosophy . C. Deleuze. P. Patton (a cura di). An introduction. Routledge. May.net http://www. Sils Maria. PUBBLICATO IL : 05-04-2010 @ SCRIVI A Fabio Treppiedi TORNA AD INIZIO PAGINA 6 di 6 04/06/2013 22:14 . Crows 2002. Minnesota University Press 1993. Colebrook. Blackwell.

You're Reading a Free Preview

Download
scribd
/*********** DO NOT ALTER ANYTHING BELOW THIS LINE ! ************/ var s_code=s.t();if(s_code)document.write(s_code)//-->