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Introduzione

La teoria della Relatività Ristretta nacque come risposta alle apparenti incompatibilità fra la fisica newtoniana e la nuova fisica dei campi elettromagnetici. Estendendo il principio di relatività di Galileo dalla meccanica all’intera fisica e negando l’esistenza di moto e quiete assoluti, Einstein, nel !"# $ %, ottenne la conciliazione di quelle c&e apparivano due esigenze delle quali l’una sembrava escludere l’altra ' la velocità universale della luce nel vuoto e l’equivalenza di tutti i sistemi inerziali di riferimento ' cambiando cos( profondamente le nostre idee su spazio e tempo. La teoria della Relatività Generale sorse invece per altre esigenze. )a un lato essa intendeva rimuovere dall’antica teoria newtoniana alcuni aspetti ritenuti poco soddisfacenti, non dal punto di vista del controllo sperimentale, ma piuttosto da un punto di vista speculativo. )a un altro lato la relatività generale si proponeva di dare una formulazione pi* unitaria a talune leggi fisic&e+ intento giustificato dalla convinzione ogni giorno pi* confermata dall’esperienza, di una interdipendenza fra tutti i fenomeni fisici. ,n tale processo di unificazione si era già iniziato con la relatività ristretta, c&e aveva fuso in un unico ente, lo spazio-tempo, le nozioni, prima separate, di spazio e di tempo, riducendo simultaneamente il numero degli enti assoluti. .aturalmente la relatività generale accetta come acquisita tale fusione spazio-temporale, inserendola in un pi* vasto programma di unificazione. La relatività generale / dunque una teoria fondamentale c&e investe la natura stessa dello spazio, del tempo e della gravitazione, ed &a profondamente segnato l’intera nostra visione scientifica dell’universo. Essa fu elaborata da Einstein nel decennio c&e va dal !"# al ! # culminando nella stesura definitiva del ! 0 $1% ed / considerata, da molti fisici, come la pi* elegante delle teorie fisic&e esistenti. E’ degno di nota il fatto c&e Einstein costru( la sua teoria in modo puramente deduttivo, sulla base di alcuni assiomi, il pi* importante dei quali / il Principio di equivalenza. .ella formulazione cos(ddetta forte il 2rincipio afferma c&e $3%+ In ogni punto dello spazio-tempo in un arbitrario campo gravitazionale è possibile scegliere localmente un sistema inerziale di coordinate cartesiane tale che, in una regione sufficientemente piccola del punto in questione, tutte le leggi della natura prendono la stessa forma che in sistemi cartesiani non accelerati in assenza di gravitazione. Einstein, riconosciuta l’equivalenza fra massa ed energia, nella teoria della relatività ristretta, estese il principio di equivalenza non solo agli oggetti dotati di massa a riposo, ma anc&e a tutte le forme di energia compresa la luce. 4ulla base del principio di equivalenza, del 2rincipio di 5ovarianza generale $3% $6%, e di qualc&e altro principio epistemologico, non esplicitamente enunciato ma tacitamente ammesso$#%, Einstein giunse alla conclusione c&e la gravità non è una forza che si trasmette tra i corpi, bensì una conseguenza del fatto che lo spazio-tempo non è piatto, ma incurvato dalla distribuzione della materia e dell’energia in esso presenti! Le equazioni di campo della relatività generale saranno quindi delle equazioni tensoriali, valide in ogni sistema di coordinate, c&e legano la metrica dello spazio-tempo ' il cui modello / una varietà pseudo-riemanniana 6-dimensionale ' alla distribuzione della materia e dell’energia c&e creano il campo. 7uindi in linea di principio, assegnata una particolare distribuzione di materia-energia, attraverso le componenti del tensore energetico µ ν si determina la metrica corrispondente g µ ν dello spazio-tempo.

Relazione di 4tage di Gianluca 2erniciano, matricola 13! ". In questo 4tage abbiamo+ studiato, in maniera piuttosto dettagliata, i fondamenti concettuali della relatività generale fino alla deduzione delle equazioni gravitazionali di Einstein8 abbiamo ricavato la soluzione esatta pi* significativa di tali equazioni, scoperta da 9arl 4c&warzsc&ild : ! 0;, appena due mesi dopo la pubblicazione del lavoro

fondamentale di Einstein 8 essa descrive il campo gravitazionale nel vuoto generato da una distribuzione di materia a simmetria sferica . E’ sottinteso c&e deve essere a simmetria sferica non soltanto la distribuzione di materia ma anc&e il suo moto, cio/ la velocità di ogni singola particella deve essere radiale. E’ abbiamo studiato nei dettagli l’interessante teorema di <ir=&off illustrandone le sue conseguenze pi* immediate, cio/ c&e qualunque soluzione a simmetria sferica nel vuoto / indipendente dal tempo, cio/ statica . L’importanza della metrica di 4c&warzsc&ild / immediatamente comprensibile se si pensa c&e un primo modello di corpi celesti come stelle e pianeti / rappresentato, con buona approssimazione, da corpi sferici a strati omogenei concentrici, statici o lentamente rotanti. Inoltre tale metrica risulta l’unica ammissibile per un buco nero statico, ossia un buco nero originato da una stella priva di momento angolare quando &a subito il collasso gravitazionale8 abbiamo studiato le tre prove classic&e sperimentali - precessione del perielio di !ercurio, deflessione dei raggi luminosi in un campo gravitazionale, red shift gravitazionale "esperimento di #ound e $eb%a& - ed un esperimento pi* recente consistente nel ritardo dell’eco di un segnale radar8 abbiamo esaminato, nel modo pi* semplice possibile, la singolarità apparente :o pseudosingolarità; della metrica di 4c&warzsc&ild e quella vera c&e conduce al

concetto di buco nero ed abbiamo studiato il collasso gravitazionale. In particolare abbiamo studiato la caduta radiale di una particella, proveniente da distanza infinita, in un buco nero ed abbiamo perci> introdotto il concetto di orizzonte degli eventi e ne abbiamo discusso nei dettagli, il tempo coordinato di tale particella c&e impiega per raggiungere l’orizzonte degli eventi c&e si / scoperto infinito, il tempo proprio per raggiungere la singolarità c&e si / scoperto finito e le coordinate di 9rus=al c&e costituiscono il massimo prolungamento della metrica di 4c&warzsc&ild. ?bbiamo dimostrato l’equazione di @olman-Appeneinmer-Bol=off :@AB;, c&e studia corpi costituiti da materia ultra densa come ad esempio stelle di neuroni tenendo conto degli effetti relativistici. Infine abbiamo concluso lo stage con alcune considerazioni

sull’evidenza sperimentale dei buc&i neri accennando anc&e ad una loro possibile classificazione.

<I<LIAGR?CI? $ % ?lbert Einstein, 'le%trod(namic be)e%ter *+rper, D?nnalen der 2&Esi=F, ser. 6, GII, pp. H! -!1 , traduzione italiana di 2aolo 4traneo+ ,ull’elettrodinamica dei corpi in moto, in DCinquant’anni di RelativitàF, a cura di Iario 2antaleo, Editrice ,niversitaria, Cirenze !##8 nuova edizione, Giunti <arbera, Cirenze !H", pp. 6J!-#"6.. $1% ?lbert Einstein, -ie .rundlagen der /llgemeinen $elativit0tstheorie, in D?nnalen der 2&Esi=F, ser. 6, GLIG, pp. J0!-H11, traduzione italiana di <ologna, !!J. ?ldo I. Cratelli+ I fondamenti della teoria della relatività generale, in 1Cinquant’anni di RelativitàF, a cura di Iario 2antaleo, Editrice ,niversitaria, Cirenze !##, pp. #"!-##! $3% 4teven Keinberg, .ravitation and 2osmolog(, #rinciples and /pplications of the .eneral heor( of $elativit(, Lo&n KileE M 4ons, .ew Nor=, !J1, pp. 0J-J". $6% L. ). Landau M E. Lifsc&itz, 3ezioni di 4isica eorica, vol. 56 eoria dei 2ampi, Editori Riuniti, Roma, !J0. $#% RaE d’Inverno, Introduzione alla relatività di 'instein, 5L,E<, <ologna, 1"" . $0% Oans 4tep&ani, $elativit(, ,pecial and .eneral, 5ambridge ,niversitE 2ress, 1""6. $J% 9arl 4c&warzsc&ild, 7ber das .ravitationsfeld eines !assenpun%tes nach der 'insteinschen heorie, 4itzber. 2reuss. ?=ad. Kiss. <erlin, pp. H!- !0. $H% ?dler, <azin, 4c&iffer, Introduction to .eneral $elativit(, International 4tudent Edition, IcGraw-Oill 9oga=us&a, L@)., !J#. $!% Oans 5. A&anian, and Remo Ruffini, .ravitazione e spazio-tempo, Panic&elli, <ologna, !!J. $ "% 5. I. Kill, '8perimental .ravitation from 9e)ton’s #rincipia to 'instein’s .eneral $elativit(, 4. K. Oaw=ing and K. Israel, hree :undred ;ears of .ravitation, 5ambridge ,niversitE 2ress, 5ambridge, !HJ. $ % I. I. 4&apiro, 4ourth test of .eneral $elativit(6 9e) $adar $esult, 2&Es. Rev. Letters, 10+ 31. $ 1% I.). 9rus=al, !a8imal e8tension of ,ch)arzschild metric, Rev., vol. !, n. #, 4eptember + J63, !0". $ 3% L.5. Graves and ). R. <rill, <scillator( 2haracter of $eissner-9+rdstr+m metric for an ideal charged )ormhole, 2Es., Rev., vol. 1", n. 6, .ovember #, !0". $ 6% Robert I. Kald, eoria del big bang e buchi neri, <oring&ieri, @orino, !H3. $ #% I. L Rees, R. Ruffini, L. ?. K&eeler, =lac% :oles, .ravitational >aves and 2osmolog(, Gordon and <reac&, .ew Nor=, !J6. $ 0% R.K. Culler and L.?. K&eeler,5ausalitE and multiplE connected space-time, 2&Es. Rev., vol. 1H, n.1, pp. ! !-!1!, !01.