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UNA TERRIBILE ARMA DI DISTRUZIONE

(K. Bruckner, Il gran sole di Hiroshima, trad. di M. Minellono, Ed. Giunti Marzocco) Il mattino del 6 agosto 1945, l'Aeronautica militare statunitense sganciò la bomba atomica sulla città giapponese di Hiroshima. Il colonello Tibbets, comandante del B-29 "ENOLA GAY" guidò l'appareccho a 8000 metri d'altezza, verso il centro della città di Hiroshima. Mirò il bersaglio. La bomba cadde. L'equipaggio si mise subito, secondo gli ordini ricevuti, neri occhiali protettivi e maschera d'ossigeno. Tendevano l'oreccchio, e credevano di sentire l'urlo della bomba che precipitava, ma era soltanto il pulsare del loro stesso sangue. Le lancette dell'orologio segnarono le otto, quattordici minuti e cinquanta secondi. La bomba si trovava a 600 metri dal suolo. Alle otto e quindici minuti era scesa di altri 100 metri, quando altri apparecchi inventati dagli scienziati fecero scattare l'accensione della bomba. In un milionesimo di secondo un nuovo sole si accese in cielo. In questo secondo 86000 persone arsero vive. In questo secondo 72000 persone subirono gravi ferite. In questo secondo 6820 case furono scagliate in aria e distrutte, 3750 edifici crollarono. Gli uomini dell'equipaggio, poco dopo il lancio della bomba, avevano visto balenare una luce che, nonostante gli occhiali neri gli aveva abbagliati per qualche secondo. Il colonnello Tibbets fissava, con espressione smarrita il terribile fungo di fumo e di fiamme. E lentamente si rendeva conto che quella era la più mostruosa catastrofe che avesse mai colpito una comunità umana. Tibbets cercava di convincersi che la bomba non era così forte, dicendo che era caduta su un edificio pieno di armamenti. Tibbets scoppiò in una risata convulsa. Rise come un uomo che ha commesso un

possa arrivare a questi livelli estremi di disumanità. incolume. Se l'uomo ha la ragione deve usarla a fin di bene per costruire la pace. per dimostrare la sua potenza. Giuseppe Ungaretti .K. Commento Io non capisco come l'uomo definito come un essere intelligente e quindi dotato di ragione e coscienza. lui taceva come una mummia. Risultato buonoSignificava:-La bomba si è dimostrata efficace. L'operazione si concluse con un membro dell'equipaggio che telegrafò: -Operazione O. Abbiamo raso al suolo la città-.assassinio e poi vede la sua vittima rialzarsi. L'uomo a volte perde l'uso della ragione e si comporta peggio di un animale e uccide i suoi simili. L'equipaggio chiese al colonnello se era solo una nuvola di fumo o se li avevano uccisi tutti.

la parola fratelli è un augurio di pace ed esprime la speranza che la guerra finisca. abolendo la punteggiatura e proponendo componimenti poetici molto sintetici e brevi. Nel 1912 si trasferisce a Parigi. Tornato in Italia partecipa come volontario alla prima guerra mondiale spinto da ideali patriottici (intendeva infatti partecipare alla liberazione del Trentino e della Venezia Giulia). ma ben presto i suoi ideali convinti si scontrano con l'orribile realtà della guerra e piomba in una situazione di crisi interiore da cui si salva provando un senso profondo di solidarietà e fratellanza con gli altri soldati. L'ermetismo non è una vera e propria corrente letteraria. Infatti. la caratteristica più nota dell'ermetismo è la forte riduzione del messaggio poetico all’essenziale. Alla fine del conflitto si stabilisce a Roma. il destino dell'uomo porta Ungaretti ad . la morte."Fratelli" Di che reggimento siete fratelli? Parola tremante nella notte Foglia appena nata Nell' aria spasimante involontaria rivolta dell' uomo presente alla sua fragilità Fratelli (Mariano il 15 luglio 1916) Nella poesia Ungaretti. dove completa gli studi. ma è un atteggiamento assunto da un gruppo di poeti. La riflessione sul dolore. esprime la sua sofferenza e amarezza per la sua condizione di soldato. Ungaretti nasce Alessandria d' Egitto nel 1888 e qui trascorre la sua giovinezza.

. Altre raccolte famose: "Il porto sepolto" e "Il Sentimento del tempo". Ungaretti muore a Milano nel 1970.avvicinarsi alla fede cristiana (da tempo abbandonata) caratterizza le sue opere. in particolare la raccolta "il dolore".

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