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Enki, il Signore dell’Abzu, loda in verità se stesso, la sua maestà: « Mio padre, il Signore del cielo e della terra

, mi ha fatto apparire splendente in cielo ed in terra; il mio fratello maggiore, il Signore di tutti i Paesi, ha riunito insieme tutti i me, ha posto tutti i me in mia mano, dall’Ekur, la casa di Enlil, portai le “arti”, al mio Abzu, ad Eridu. Io sono il buon seme, generato dal Toro selvaggio, io sono il primogenito di An, io sono la grande luce, che sorge nel grande sotto, io sono il grande Signore di Sumer, io sono il primo fra i dominatori, il padre di tutti i Paesi, io sono il grande fratello degli dèi, sono colui che è pieno di prosperità, io sono il ragioniere del cielo e della terra, io sono la saggezza e l’intelligenza di tutti i Paesi, io sono colui che esercita la giustizia assieme al re An sul trono di An, con Enlil, sono colui che decreta i fati dopo aver scrutato la terra, egli ha posto tra le mie mani i decreti dei fati nel luogo dove sorge il sole, io sono colui del quale Nintu si prende cura, sono colui al quale Ninkhursag ha dato un buon nome, sono il capo degli Anunna, sono colui che è nato come primogenito del santo An.
Tratto da “I Sumeri”, di Giovani Pettinato, edizioni Tascabili Bompiani