CAPITOLO II MODELLI DI GESTIONE 2.1 IL MODELLO DI GOVERNANCE TRADIZIONALE……………..………P. 23 2.2 IL SISTEMA DUALISTICO E LA GOVERNANCE BANCARIA…………...P. 30 2.

3 GLI ORGANI SOCIALI: COMPOSIZIONI E FUNZIONI………………….P. 32 2.4 SISTEMA DI CONTROLLI: CONTROLLI INTERNI ED ESTERNI………...P. 35 2.5 BEST PRACTICE E CODICI DI AUTODISCIPLINA……………………..P. 39 2.6 LE REGOLE EMANATE DALLA BANCA D’ITALIA P. 41

CAPITOLO II MODELLI DI GESTIONE

1

2. 1 PREMESSA
A seguito della riforma del diritto societario approvata nel 2003, l’ordinamento italiano, per agevolare l’adozione da parte delle aziende di opportune regole di governo, ha introdotto, a fianco del cosiddetto modello tradizionale, detto anche latino o all’italiana, due nuovi modelli di governance societaria: quello monistico e quello dualistico1. Senza per il momento entrare nel merito delle singole peculiarità che caratterizzano i diversi modelli in analisi, in questa prima fase può certamente rivelarsi utile fornire una descrizione, anche sommaria, del modo in cui gli stessi approcciano al tema del rapporto tra azionisti e management. Parlando di modello tradizionale si fa riferimento ad una forma di governance in cui i poteri di nomina degli organi di gestione e controllo sono posti nelle mani degli azionisti. Il modello prevede infatti la presenza di un organo monocratico o collegiale, l’Amministratore Unico o il Consiglio di Amministrazione, con funzioni amministrative, e di un Collegio Sindacale con funzioni di controllo sull'amministrazione, entrambi nominati dall’Assemblea dei soci. Con riguardo invece ai nuovi modelli introdotti dalla normativa nazionale, la differenza tra i due si gioca essenzialmente sul diverso peso di volta in volta riconosciuto alla funzione di amministrazione e alla funzione di controllo. Mentre infatti, da un lato, il cosiddetto modello monistico o anglosassone (one tier model o sole board system) predilige uno schema in cui la gestione prevale sulle attività di controllo, e ciò in forza di un sistema che vede queste ultime affidate ad un comitato ristretto individuato all’interno del Consiglio di Amministrazione, a sua volta nominato dall’Assemblea degli azionisti, dall’altro, nel modello dualistico (two-tier model o dual board system), detto anche renano in quanto di derivazione franco-tedesca, avviene l’esatto opposto, ovvero si palesa una prevalenza del
1

Cfr. BROGI M., Corporate governance e sistema dualistico per banche e assicurazioni , Bancaria Editrice, Roma, 2008, p. 47.

2

controllo sulla gestione, dal momento in cui viene a configurarsi un sistema di nomina “a cascata” nel quale è l’organismo deputato alle attività di controllo ad essere nominato dall’assemblea degli azionisti e a nominare a sua volta l’organo deputato alla gestione2. Com’è logico attendersi, per comprendere appieno la natura e le specificità di ogni singola forma di governance societaria, si rivela tuttavia necessario andare oltre questa prima distinzione per addentrarsi in una disamina più circostanziata delle specificità che caratterizzano i diversi modelli.

2.2 IL MODELLO DI GOVERNANCE TRADIZIONALE
Con particolare riferimento al modello tradizionale, che viene adottato in assenza di diversa disposizione statutaria, la prassi prevede, come visto, il coinvolgimento di diversi organi sociali, in particolare dell’Assemblea dei soci, degli amministratori (Consiglio di Amministrazione o Amministratore Unico) e del Collegio Sindacale, e l’assegnazione ad ognuno di essi di precise funzioni e responsabilità (Tabella 1). Tabella 1 – Il sistema tradizionale Assemblea dei soci, che nomina sia il Organo della proprietà Organo amministrativo Organo di controllo
Fonte: elaborazione personale

Consiglio di Amministrazione sia il Collegio Sindacale Consiglio di Amministrazione Collegio Sindacale

Nello specifico, all’Assemblea dei soci, cui spettano competenze definite a livello normativo o statutario che non possono ovviamente interferire con le attività di
2

Cfr. STARITA M.G., La corporate governance delle banche quotate in Italia , in Dirigenza Bancaria, n. 141, 2010, p. 31.

3

La corporate governance delle banche quotate in Italia. a vigilare sulle due principali dimensioni dell’attività di impresa. Il collegio sindacale nelle banche: corporate governance. BARAVELLI M. che di fatto sancisce una netta separazione tra l’attività amministrativa e l’attività di controllo. . 4 . ovvero al Consiglio di Amministrazione3. quale è la nomina del management. la nomina e revoca degli amministratori. Come appare di tutta evidenza. Bancaria. invece. STARITA M. 2005. l’organo cui spetta il compito di gestire la società nei limiti dell’oggetto sociale. la nomina e revoca del collegio sindacale. ivi compresa dunque la scelta del modello di governance da adottare. L’assemblea straordinaria dei soci. G. sono assegnati differenti compiti a seconda che la stessa sia convocata in sede ordinaria o straordinaria. nuovo ruolo dei sindaci e controlli interni. espressamente affidate ad un altro organo.VIGANÒ’ A. l’organo formato dai soci o dai loro rappresentanti presidia alcune funzioni particolarmente importanti quali: l’approvazione del bilancio. attraverso il potere di nomina e revoca degli amministratori e del Collegio Sindacale. cit. l’individuazione delle loro responsabilità. 4 Cfr. e dunque ad istituire un rapporto diretto tra la proprietà e gli amministratori. la gestione e il controllo. .gestione. che in un contesto concorrenziale contribuisce in maniera determinante a definire la posizione del socio rispetto alla società partecipata4. Roma. Nella prima ipotesi. ovvero di dare attuazione alle decisioni assunte dall’Assemblea e di compiere tutte le azioni necessarie al perseguimento dell’oggetto sociale. stante il quadro appena delineato. Come visto. e su ogni altra materia che viene attribuita alla sua competenza dalla legge. il modello tradizionale. delibera sulle modificazioni dello statuto. chiama l’Assemblea ordinaria dei soci. è il 3 Cfr. intervenendo su un ambito. . la determinazione del compenso degli organi appena nominati e la delibera sulle altre materie ad essa riservate dalla legge o dallo statuto.

Dal momento in cui agli amministratori non spetta soltanto il compito di gestire la società ed esercitare l’attività di impresa. per statuto l’assunzione della carica può essere subordinata al possesso di speciali requisiti di onorabilità.Consiglio di Amministrazione: in forma monocratica. 6 Cfr. sono previste specifiche cause di ineleggibilità e decadenza (interdizione giudiziale e legale. 5 . Parlamentari. debbano essere autorizzate e/o vedere coinvolti altri organi (es. gli amministratori possono altresì essere revocati da parte dell’Assemblea in ogni 5 Qualora gli amministratori pongano in essere atti estranei all’oggetto sociale. gli stessi sono suscettibili di revoca per giusta causa o assoggettabili ad un’azione di responsabilità o a una denuncia al Collegio Sindacale o al Tribunale. AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO. socio illimitatamente responsabile in società concorrente. composto da consiglieri e guidato da un Presidente. La corporate governance di banche e compagnie di assicurazioni (IC 36) . alla rappresentanza della società nei rapporti con i terzi e di fronte alle autorità. Con specifico riguardo al governo societario. sindaco della stessa società). l’Assemblea dei soci). Su di esso ricadono infatti responsabilità di varia natura che vanno dallo sviluppo della politica direzionale all’approvazione delle strategie organizzative. fallimento) nonché di incompatibilità assoluta (es. Oltre ad essere soggetti a decadenza dall’ufficio nel caso in cui sopravvenga una delle cause di ineleggibilità. risulta chiaro come. ma anche quello di definire gli indirizzi strategici che l’azienda dovrà seguire. nel caso di un amministratore unico. Per i membri del Consiglio. l’azione esercitata da questi ultimi non possa in alcun modo incidere sulla riserva di competenza che. Notai. 7 Come previsto dall’art. che possono anche non essere soci 7. in materia di gestione. 2387 C.. viene per l’appunto attribuita agli amministratori6.C. nel caso in cui sia composto da più amministratori (il cui numero è oggetto di scelta statutaria)5. inabilitazione. per essere implementate. Agenti di Cambio) e relativa (es. o in forma collegiale. alla supervisione sul management. anche qualora le decisioni degli amministratori. professionalità ed indipendenza. si rivela di fondamentale importanza. Indagini conoscitive. il ruolo svolto dall’organo esecutivo. marzo 2009. Avvocati. Ediguida.

salva la possibilità di essere rieletti qualora l’atto costitutivo non preveda altrimenti. sussistono poi precisi obblighi e divieti. In capo agli amministratori. salvo il diritto degli stessi amministratori. come riassunto nella tabella che segue (Tabella 2).momento e senza il limite della ricorrenza di una giusta causa. ove questa non sussista. Tabella 2 – Obblighi e divieti degli amministratori Obblighi Tenere i libri contabili Divieti Esercitare un'attività concorrente per conto proprio 6 . la cui carica può avere la durata massima di tre esercizi. al risarcimento del danno da parte della società.

Redigere il bilancio di esercizio e la relazione sulla gestione Convocare l’assemblea nelle ipotesi previste dalla legge Sostituire gli amministratori cessati Comunicare la rinuncia all’ufficio di amministratore Permettere al collegio sindacale di svolgere l’attività di controllo Rispettare gli adempimenti pubblicitari (Registro Esercitare il voto nelle deliberazioni assembleari Imprese e Repertorio Economico Amministrativo riguardanti la propria responsabilità . dopo il verificarsi di una causa di scioglimento Richiedere il fallimento quando la società sia in Utilizzare a vantaggio proprio o di terzi dati.REA) Controllare la stima dei conferimenti in natura Influenzare illecitamente la formazione della maggioranza assembleare Agire contro il socio inadempiente Compiere operazioni per le quali abbia un proprio interesse al di fuori della delibera consiliare Rispettare i termini legali nell’esecuzione di Compiere atti di gestione che non siano riduzioni di capitale e operazioni straordinarie espressamente diretti alla conservazione del patrimonio sociale. notizie stato di insolvenza per non aggravare il dissesto o opportunità di affari appresi nell'esercizio dell'incarico o di terzi o assumere la qualità di soci illimitatamente responsabili in società di persone concorrenti Emettere nuove azioni prima che siano liberate quelle sottoscritte Acquistare azioni della società amministrata in violazione alla legge o sottoscrivere per la società azioni proprie al di fuori dell'esercizio del diritto di opzione Concedere prestiti o fornire garanzie per l'acquisto e la sottoscrizione di azioni della società amministrata Sottoscrivere per la società azioni o quote della società controllante Rappresentare i soci in assemblea 7 .

L52/51). Padova. Sul punto risulta peraltro utile sottolineare come l’assunzione da parte del CdA di una funzione essenzialmente di controllo vada intesa come parte integrante della più ampia funzione di gestione ad esso spettante e dunque non configuri in realtà lo svolgimento di una funzione diversa da quest’ultima8. 8 .se. questo non sia reintegrato o ridotto Compiere atti che. ad esempio. In tale ipotesi. Corporate governance e tutela del risparmio: convergenza internazionale e competizione tra modelli regolamentari. Vi è inoltre da sottolineare che spesso. i comitati che elaborano i documenti in cui si manifesta la strategia aziendale e il comitato di controllo interno10. vengono costituiti dei comitati aventi competenze particolari e circoscritte9. gli amministratori sono tenuti a chiedere agli organi delegati di fornite al Consiglio tutte le informazioni riguardanti la gestione della società. 10 Cfr.Consegnare i beni e i documenti sociali ai liquidatori ed effettuare gli adempimenti di delle al verificarsi di una causa di scioglimento della società Ripartire utili o acconti sui dividendi: . Tra questi si ricordano. sul ruolo degli amministratori senza incarichi esecutivi o dei membri del consiglio di sorveglianza delle società quotate e sui comitati del consiglio di amministrazione o di sorveglianza (in GUCE 25 febbraio 2005. resta ovviamente l’onere di controllare le attività di gestione dagli stessi condotte. in capo al CdA. in base alla legge. . 9 Al riguardo. anche la Raccomandazione della Commissione europea del 15 febbraio 2005. all’interno dei CdA. p. che fissa i limiti e il contenuto dei poteri degli organi delegati pur mantenendo il diritto di impartire loro direttive ed avocarne le funzioni. costituiscono reati societari Fonte: elaborazione personale Lo statuto e l’Assemblea possono autorizzare il Consiglio a delegare parte delle proprie competenze ad un Comitato esecutivo (esclusivamente composto dai membri dello stesso CdA) o ad uno o più dei suoi componenti. cfr. Cedam. 25. La corporate governance di banche e compagnie di assicurazioni (IC 36). dopo una perdita del capitale. . AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO. In forza del dovere di agire in modo informato. TONELLO M..non realmente conseguiti o non risultanti da un bilancio approvato regolarmente. 2006. cit. 8 Cfr.

c. b. coloro che sono legati alla società od alle società da questa controllate od alle società che la controllano od a quelle sottoposte a comune controllo ovvero agli amministratori della società e ai soggetti di cui alla lettera b) da rapporti di lavoro autonomo o subordinato ovvero da altri rapporti di natura patrimoniale o professionale che ne compromettano l’indipendenza». del TUF12 e. 11971. interdetti. recentemente regolamentato dalla CONSOB15. c. 11 Art. gli amministratori. cd. si riferisce agli inabilitati. i parenti e gli affini entro il quarto grado degli amministratori delle società da questa controllate. 147 quinquies del TUF – Requisiti di onorabilità «I soggetti che svolgono funzioni di amministrazione e direzione devono possedere i requisiti di onorabilità stabiliti per i membri degli organi di controllo con il regolamento emanato dal Ministro della giustizia ai sensi dell'articolo 148. 9 . 2. In ultimo è necessario evidenziare come l’assunzione della carica di amministratore sia anche interessata dal cosiddetto limite del cumulo di incarichi previsto per i membri degli organi di controllo14. introdotte nel giugno 2007.Specifici limiti e obblighi sussistono infine anche con riguardo alla composizione del Consiglio. 147 quinquies del TUF11). 148 comma 3 del TUF così dispone: «Non possono essere eletti sindaci e. le modifiche apportate al Regolamento CONSOB n. se lo statuto lo prevede. 148 bis TUF – Limiti al cumulo degli incarichi. Art. il coniuge. i parenti e gli affini entro il quarto grado degli amministratori della società. Per diventare membro del CdA e svolgere la carica di amministratore è infatti richiesto il possesso dei medesimi requisiti di professionalità e onorabilità previsti per i membri degli organi di controllo (art. 148. 14 15 Cfr. 13 Art. 147 ter TUF . falliti e simili). comma 3. 12 L’art. regolamento Emittenti. Almeno una componente del CdA deve inoltre possedere i requisiti di indipendenza di cui all’art. Ai fini di garantire che il CdA svolga la propria funzione di rappresentanza in modo equilibrato. delle società che la controllano e di quelle sottoposte a comune controllo. decadono dall’ufficio: a. possedere anche i requisiti prescritti dai codici di comportamento redatti da società di gestione di mercati regolamentati o da associazioni di categoria. se eletti. il coniuge. coloro che si trovano nelle condizioni previste dall’articolo 2382 del codice civile (NdR l’art. Il difetto dei requisiti determina la decadenza dalla carica». comma 4. è altresì previsto che almeno uno dei suoi componenti debba provenire dalla lista di minoranza che abbia ottenuto il maggior numero di voti e non risulti in alcun modo collegata con i soci che hanno sostenuto la lista più votata13. 2382 c.Elezione e composizione del consiglio di amministrazione.

L’ente preposto alla tutela degli investitori. Al Collegio spetta dunque la funzione di controllare che la gestione e amministrazione della società sia condotta nel pieno rispetto della legge e dell’atto costitutivo. 16 L’art. al numero e alla dimensione delle imprese incluse nel consolidamento. Sull’attività degli amministratori. eletto dall’Assemblea dei soci. dichiara di attenersi» (art. evitando che uno stesso soggetto svolga degli incarichi onerosi e complessi16. 148bis del TUF prevede che la CONSOB stabilisca tali «limiti avendo riguardo all’onerosità e alla complessità di ciascun tipo di incarico. 10 . all'efficienza. 149 TUF). nonché all’estensione e all’articolazione della sua struttura organizzativa». mediante informativa al pubblico. sulle modalità di concreta attuazione delle regole di governo societario previste da codici di comportamento redatti da società di gestione di mercati regolamentati o da associazioni di categoria. anche in rapporto alla dimensione della società. e sulla società più in generale. sull’adeguatezza della struttura organizzativa della società per gli aspetti di competenza. cui la società. e composto da 3 o 5 membri effettivi più 2 supplenti. ha il compito di vigilare il Collegio Sindacale. alla trasparenza e allo sviluppo del mercato mobiliare italiano ha infatti individuato i limiti ai cumuli di incarichi mediante una logica che assicuri un’efficiente gestione della società. del sistema di controllo interno e del sistema amministrativo contabile nonché sull’affidabilità di quest’ultimo nel rappresentare correttamente i fatti di gestione. nonché di vigilare «sul rispetto dei principi di corretta amministrazione.

richiedere agli amministratori notizie. f. garantendo altresì che i sindaci siano dotati di adeguata professionalità e competenza18. in Banche e banchieri. . sono stabiliti i requisiti di onorabilità e di professionalità dei membri del collegio sindacale. Secondo quanto disposto dall’art. 148 comma 4 del TUF. comma 2. sinergie e conflitti di interesse tra gli stakeholder. da parte di un socio. l’art.Il Collegio Sindacale deve essere composto in modo da assicurare l’indipendenza dei membri rispetto ai soggetti su cui lo stesso deve vigilare 17. deve essere espresso da soci che non siano collegati con i soci che hanno votata la lista che ha raggiunto il numero più alto di voti. 19 RIZZI D. di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Qualora un soggetto collegato ad un socio di riferimento abbia votato per una lista di minoranza l’esistenza di tale rapporto di collegamento assume rilievo soltanto se il voto sia stato determinante per l’elezione del sindaco». rapporti di collegamento ai sensi dell’articolo 2359. essi possono altresì procedere. la Banca d’Italia e l’Isvap. 151 del TUF. fra uno o più soci di riferimento e uno o più soci di minoranza. fascicolo 4. I sindaci. e. anche con soggetti appartenenti al medesimo gruppo. 400. di funzioni gestorie o direttive. 144quinquies del Regolamento CONSOB n. in qualsiasi momento. d. adesione ad un medesimo patto parasociale previsto dall’articolo 122 del Testo unico avente ad oggetto azioni dell’emittente. svolgimento. b. del consiglio di sorveglianza e del comitato per il controllo sulla gestione. hanno l’obbligo di assistere alle assemblee. n. di un controllante di quest’ultimo o di una sua controllata. 11 . della legge 23 agosto 1988. almeno nei seguenti casi: a. inoltre. art. rapporti di parentela. 11971 (regolamento Emittenti) prevede che «Sussistono rapporti di collegamento rilevanti ai sensi dell’articolo 148. alle adunanze del Consiglio di Amministrazione e alle riunioni del Comitato esecutivo 19. ad atti di ispezione e di controllo. rapporti di controllo tra una società e coloro che la controllano congiuntamente. ai sensi del quale «Con regolamento adottato ai sensi dell’articolo 17. 2008. dal canto loro. 18 Cfr. Ai fini del corretto svolgimento della funzione di controllo da parte del Collegio Sindacale. 17 Almeno un membro effettivo del Collegio Sindacale. volume 35. Il difetto dei requisiti determina la decadenza dalla carica». nell’ambito di un gruppo di appartenenza di un altro socio. sentiti la Consob. comma 3. gli amministratori sono tenuti ad informare periodicamente ed adeguatamente tale organo con riguardo alla gestione aziendale. sull’andamento delle operazioni sociali o su determinati affari. dal Ministro della giustizia. appartenenza al medesimo gruppo. anche con riferimento a società controllate. comma 3 del codice civile. con assunzione di responsabilità strategiche. c. Al riguardo. La corporate governance nelle banche: creazione del valore. del Testo unico.

BROGI M. Corporate governance e sistema dualistico per banche e assicurazioni . a fianco del cosiddetto modello tradizionale. 2.. cit. Nelle società non quotate e non soggette all’obbligo del bilancio consolidato. Nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio. due nuovi modelli di amministrazione e controllo: il modello monistico. il controllo contabile deve necessariamente essere affidato ad un revisore (persona fisica) o ad una società di revisione. lo statuto può prevedere che. come la convocazione degli stessi. 21 Sul punto cfr. al Collegio Sindacale sia anche attribuita la funzione di controllo contabile: il Collegio in tal caso deve essere interamente composto da revisori iscritti nel Registro istituito presso il Ministero della Giustizia. a seguito della riforma del diritto societario del 2003. dalla cui adozione possono discendere talune criticità sulla distinzione dei ruoli e delle responsabilità dei diversi organi21. invece. sentito il Collegio Sindacale.3 IL SISTEMA DUALISTICO Come visto. L’incarico è conferito dall’Assemblea. che sarà meglio affrontato in seguito.. oltre alla funzione di controllo sulla gestione. sono stati introdotti. 12 . 12. p. risiede nell’assegnare la funzione amministrativa e la funzione di controllo 20 In taluni casi i membri del collegio sindacale possono procedere ad atti di impulso sull’attività degli altri organi sociali. e il modello dualistico. Il primo elemento distintivo del modello dualistico.nonché avanzare tali richieste di informazione direttamente agli organi di amministrazione e controllo delle società controllate20. con l’evidente intento di offrire al settore finanziario e bancario nazionale più solide opportunità di proiezione sui mercati internazionali e di miglioramento dei livelli di redditività ed efficienza.

La corporate governance nelle banche: creazione del valore. un allentamento dei legami tra proprietà e amministrazione. 23 Cfr. infatti. nel sistema dualistico (e così anche in quello monistico) la funzione di controllo contabile deve essere obbligatoriamente demandato ad un revisore esterno che. al Consiglio di Gestione e al Consiglio di Sorveglianza. sono investiti del potere di nomina e revoca dei componenti del Consiglio di Gestione. che invece spetta al Consiglio di Sorveglianza23. evidentemente. cit. 22 A differenza di quanto previsto nel modello tradizionale. In proposito. 13 . nel caso di società quotata. uno sbilanciamento del modello a favore delle funzioni di controllo e. Tabella 3 – Il sistema dualistico Organo della proprietà Organo di controllo Organo amministrativo Fonte: elaborazione personale Assemblea dei soci. quest’ultimo. al contempo. peraltro. deve necessariamente essere una società di revisione.. p. 288.. che nomina il Consiglio di Gestione Consiglio di Gestione Nel modello dualistico. unico organo. occorre considerare che dalle competenze dell’Assemblea dei soci resta esclusa anche l’approvazione del bilancio. sinergie e conflitti di interesse tra gli stakeholder. a loro volta. Il fatto che all’Assemblea non sia consentita la nomina diretta dei soggetti deputati alla gestione della società comporta. all’Assemblea dei soci spetta unicamente il potere di nominare e revocare i membri del Consiglio di Sorveglianza.rispettivamente. che nomina il Consiglio di Sorveglianza Consiglio di Sorveglianza. RIZZI D. ad essere diretta espressione del voto dei soci/azionisti 22 (Tabella 3). i quali.

la quale. non può essere chiamato chi sia membro del Consiglio di Sorveglianza. ma di potersi costituire soltanto in forma assembleare.). comma 2). possono essere assoggettati ad un'azione sociale di responsabilità (art. al Consiglio di Amministrazione. comporta la revoca e la contestuale sostituzione dell'amministratore contro cui è proposta (art. svolge una funzione del tutto assimilabile a quella che. 14 . tuttavia. come visto. Per quanto riguarda l'organo di controllo.Quanto al Consiglio di Gestione. Ulteriori elementi di differenziazione riguardano poi i poteri di nomina degli amministratori: i primi componenti del Consiglio. oltre che dall'Assemblea e dai soci di minoranza. sono nominati nell'atto costitutivo. nel sistema tradizionale. Una prima differenza sostanziale risiede nel fatto di non poter assumere la forma monocratica (Amministratore Unico). divieto di concorrenza). può anche essere proposta a seguito di deliberazione del Consiglio di Sorveglianza con voto favorevole della maggioranza dei suoi componenti24. mentre durante la vita societaria il potere di nomina spetta al Consiglio di Sorveglianza. 2409decies c. Rispetto al Consiglio di Amministrazione. la cui carica può durare al massimo per tre esercizi (salva la possibilità di rielezione. è attribuita. professionalità e indipendenza. il Consiglio di Gestione presenta alcune specifiche peculiarità. infatti. in pratica.c. I membri dell'organo di gestione. inoltre. cui peraltro competono anche i poteri di revoca e sostituzione dei consiglieri di gestione. esso ha il potere esclusivo di gestire la società e dunque di compiere tutti gli atti necessari all'attuazione e al perseguimento dell'oggetto sociale: il Consiglio di Gestione. dovendo il Consiglio di Gestione essere composto da almeno due membri (anche non soci). se lo statuto non prevede diversamente). così come i componenti del Consiglio di Gestione non possono essere nominati consiglieri di sorveglianza. 2409 decies c.c. se assunta a maggioranza dei due terzi dei consiglieri di sorveglianza (maggioranza qualificata). ed anche la disciplina applicabile è in larga parte coincidente (es. che come detto costituisce l'organo amministrativo. occorre innanzitutto evidenziare come il 24 La deliberazione.. A ricoprire tale carica. requisiti statutari di onorabilità. che come si è detto nel sistema dualistico è costituito dal Consiglio di Sorveglianza.

come si è già detto. il Collegio Sindacale e l'Assemblea dei soci.C. da molti considerato un modello innovativo soprattutto in forza del ruolo assegnato al 15 . nel modello tradizionale. i membri dell’organo deputato al controllo delle attività di gestione sono tenuti ad adempiere ai loro doveri con la (sola) diligenza richiesta dalla natura dell’incarico: tale previsione determina un allentamento del regime di responsabilità cui sottostanno i consiglieri di sorveglianza rispetto a quello applicabile.ruolo ad esso assegnato sia di primaria rilevanza: la funzione spettante a tale organo è infatti composita e articolata. invece. sull'assetto amministrativo e contabile da essa adottato e sul suo concreto funzionamento. sulla base della relazione degli organi delegati. ovvero il Consiglio di Gestione. È da notare che la facoltà di intervenire sulle decisioni di natura prettamente strategica comporta inevitabilmente. se lo statuto lo prevede. l’esercizio di poteri che valicano i confini del mero controllo per entrare in una dimensione più propriamente amministrativa. In particolare. riunendo in sé competenze che nel modello tradizionale sono invece ripartite tra il Consiglio di Amministrazione. A ciò si aggiunga che. in ordine ai piani strategici. il bilancio consolidato. e a valutare. 2409 terdecies C. Non a caso. ad approvare il bilancio di esercizio redatto dal Consiglio di Gestione e. con il conseguente rischio di veder assorbite nelle proprie competenze parte delle funzioni di gestione che dovrebbero essere invece esclusivo appannaggio dell’organo ad esse preposto. in forza dell’art. a deliberare. ove previsto. i componenti del Consiglio di Gestione. sul rispetto dei principi di corretta amministrazione e in particolare sull'adeguatezza della struttura organizzativa della società. a vigilare sull'osservanza della legge e dello statuto. il generale andamento della gestione. a nominare e revocare. industriali e finanziari predisposti dall’organo di gestione (ferma in ogni caso la responsabilità di questo per gli atti compiuti). per l’organismo deputato a vigilare sulla gestione. il Consiglio di Sorveglianza è deputato. tra l'altro.. come accennato in precedenza. ai membri del Collegio Sindacale. l’adozione del sistema dualistico.

. con pesanti ricadute sull’efficienza del processo decisionale. coloro ai quali spetta la funzione di vigilanza 26 (Comitato per il controllo sulla gestione) (Tabella 4). nei fatti.4 IL SISTEMA MONISTICO Con riguardo agli aspetti peculiari che caratterizzano il sistema monistico. 2.Consiglio di Sorveglianza e della capacità di quest’ultimo di svolgere la funzione di filtro tra proprietà e management 25. – VIGANO’ A. ha suscitato non poche posizioni critiche.... cit. p. BARAVELLI M. Cfr. che nomina il Consiglio BROGI M. Diversi osservatori. p. nuovo ruolo dei sindaci e controlli interni. si deve innanzitutto rilevare come in esso si concretizzi un modello di governance sostanzialmente teso a favorire la funzione amministrativa a discapito di quella di controllo e ciò in forza di un sistema di nomine in cui è l'organo deputato alla gestione societaria (Consiglio di Amministrazione) a nominare. ma anzi possa comportare un significativo rischio di generare confusione e duplicazione di competenze e ruoli tra i diversi organi e portare così ad un’inutile moltiplicazione di cariche. sono infatti concordi nel ritenere che. cit. 12. Tabella 4 – Il sistema monistico Organo della proprietà 25 26 Assemblea dei soci. 16 . 64. i responsabili degli organi di vigilanza e il Governatore della Banca d’Italia. l’implementazione di una governance societaria impostata secondo lo schema dualistico non determini significativi elementi di novità rispetto al modello tradizionale. Corporate governance e sistema dualistico per banche e assicurazioni. peraltro al proprio interno. Il collegio sindacale nelle banche: corporate governance. con specifico riguardo al contesto nazionale. tra i quali si segnalano.

la competenza deve obbligatoriamente essere assegnata ad un revisore esterno (necessariamente una società di revisione in caso di ricorso al mercato del capitale di rischio). che. al Consiglio di Amministrazione. che ha la competenza esclusiva sulla gestione. salvo diversa disposizione dello statuto societario. amministrativo e contabile adottato dalla società e sul suo concreto funzionamento. si ravvisa con riguardo all'organo di controllo. sul rispetto dei principi di corretta amministrazione. nasce come diretta espressione dell’organo (CdA) cui sono 17 . si applicano le norme previste per lo stesso organo amministrativo nel modello tradizionale (salvo per il fatto che non è ammessa l'assegnazione dell'incarico ad un Amministratore Unico) ed anche le attività che il Consiglio ha il compito di svolgere sono equivalenti rispetto al sistema latino. nel modello monistico è costituito dal Comitato per il controllo sulla gestione: ai suoi membri (nominati dal CdA al proprio interno) si applicano infatti le disposizioni previste per il Collegio Sindacale ed anche in questo caso le attività di competenza attengono al dovere di vigilare sull'osservanza della legge e dello statuto. del sistema di nomina. tutt'altro che trascurabile.di Amministrazione Consiglio di Amministrazione. l’organismo incaricato di vigilare sulle attività di gestione. come detto. Altrettanta convergenza tra i due modelli. sull'adeguatezza dell'assetto organizzativo. che nomina al Organo amministrativo Organo di controllo Fonte: elaborazione personale suo interno il Comitato per il controllo sulla gestione Comitato per il controllo sulla gestione Per il resto. se non sotto il profilo. anche nel sistema monistico come in quello dualistico. il Comitato per il controllo sulla gestione. Come visto. dunque. nel sistema monistico. Quanto alla funzione di controllo contabile.

Taluni autori 27 sottolineano infatti come in realtà il cosiddetto modello anglosassone si caratterizzi soprattutto per la totale assenza di un organo di controllo distinto e indipendente rispetto all’organo amministrativo e come ciò porti inevitabilmente con sé il rischio che. sinergie e conflitti di interesse tra gli stakeholder. tra i quali vanno certamente annoverati quello di affidare la gestione sociale effettivamente agli amministratori ed anche quello di un’amministrazione più snella e dinamica dell’apparato societario28. 27 Cfr. soggetti che nello stesso momento rivestono due funzioni per loro natura antitetiche .. 287. Sul punto la letteratura non ha evidentemente mancato di esprimersi.affidate quelle stesse funzioni di amministrazione su cui il Comitato è poi chiamato a vigilare. controllato e controllore sono la stessa persona...quella di amministratori e quella di controllori .. 287. RIZZI D. addirittura. 18 . al sistema anglosassone sono comunque riconosciuti alcuni aspetti positivi.. in capo ai membri del Comitato. p. La corporate governance nelle banche: creazione del valore. A dispetto di tali criticità e dell’incapacità di fornire agli azionisti efficaci strumenti di controllo sulle attività di gestione poste in essere dagli amministratori. RIZZI D. ed anzi a quella in cui. La corporate governance nelle banche: creazione del valore. cit. 28 Cfr. p. sinergie e conflitti di interesse tra gli stakeholder. cit. il modello monistico tenderebbe nei fatti a dar forma alla paradossale situazione in cui è il controllato a nominare il suo controllore. In buona sostanza. tra gli altri.possano concretizzarsi dei significativi conflitti di interessi.

Comitato per il controllo sulla gestione . andamento della gestione. sull'adeguatezza dell'assetto organizzativo. .Tabella 6 – Sistemi di governance: principali differenze SISTEMA TRADIZIONALE SISTEMA DUALISTICO SISTEMA MONISTICO ORGANO AMMINISTRATIVO Consiglio di Amministrazione o Consiglio di Gestione Amministratore Unico Ruolo dell’organo amministrativo Valuta l'adeguatezza . . amministrativo e amministrativo e contabile. il generale organi delegati. industriali e finanziari e valuta. 19 . . Promuove l'azione di Vigila sull'osservanza della legge e dello statuto.Valuta l'adeguatezza dell'assetto dell'assetto organizzativo. sull'adeguatezza dell'assetto organizzativo. .Vigila sull'osservanza della legge e dello statuto.Nomina i componenti del comitato per il controllo sulla gestione.Esamina i piani strategici. industriali e finanziari e valuta. organizzativo. Consiglio di Amministrazione Valuta l'adeguatezza dell'assetto organizzativo.Esamina i piani strategici.Approva il bilancio d'esercizio. sulla base della relazione degli sulla base della relazione degli organi delegati. sul rispetto dei principi di corretta amministrazione e.Nomina e revoca i componenti del Consiglio di gestione. industriali e finanziari e valuta. amministrativo e contabile adottato dalla società e sul suo concreto funzionamento. in particolare. . amministrativo e contabile adottato dalla società e sul suo concreto funzionamento.Vigila sull'osservanza della legge e dello statuto. il generale andamento della gestione. sul rispetto dei principi di corretta amministrazione e.Esamina i piani strategici. . in particolare. amministrativo e contabile adottato dalla società e sul suo concreto funzionamento. sull'adeguatezza dell'assetto organizzativo. in particolare. contabile. Collegio Sindacale ORGANO DI CONTROLLO Consiglio di Sorveglianza Ruolo dell’organo di controllo . amministrativo e contabile. il generale andamento della gestione. sul rispetto dei principi di corretta amministrazione e. sulla base della relazione degli organi delegati.

responsabilità nei confronti dei consiglieri di gestione. contenente i criteri generali e linee di indirizzo in materia di organizzazione e governo societario delle banche. Le disposizioni di vigilanza in materia di organizzazione e governo societario delle banche.Riferisce per iscritto almeno una volta all'anno all'assemblea sull'attività di vigilanza. i meccanismi di remunerazione e incentivazione e i flussi informativi). da parte di alcuni dei principali istituti bancari. come si è visto nelle pagine precedenti. emanando “Le disposizioni di vigilanza in materia di organizzazione e governo societario delle banche”29. i compiti e i poteri degli organi sociali. la Banca d’Italia identifica cinque aree di interesse (i sistemi di amministrazione e controllo e progetto societario. In tale documento. l’adozione di tali modelli alternativi. la composizione degli organi sociali. in qualità di Presidente del CICR. Alla luce di ciò. nel 2008 la Banca d’Italia è intervenuta sul tema. 29 BANCA D’ITALIA – VIGILANZA CREDITIZIA E FINANZIARIA. anche in ambito nazionale. la riforma del diritto societario ha riconosciuto alle società. . in particolar modo di quello dualistico. Fonte: elaborazione personale 2. del 5 agosto 2004. ivi compresi gli intermediari finanziari.Presenta la denuncia al Tribunale. 107 TUB e degli IMEL 20 . Queste disposizioni sono state emanate in attuazione del decreto del Ministro delle Economia. e con l’obiettivo di garantire all’interno del settore del credito il rispetto dei principi di sana e prudente gestione. per ciascuna di esse. fornendo. n. doc.5 LA GOVERNANCE BANCARIA. . SERVIZIO CONCORRENZA E NORMATIVA AFFARI GENERALI. degli intermediari finanziari iscritti nell’elenco speciale di cui all’art. GLI ORGANI SOCIALI E LE DISPOSIZIONI DELLA BANCA D’ITALIA La possibilità che. sia la definizione dei principi generali sia la previsione di apposite linee applicative. 264010 del 4 marzo 2008. di optare per modelli di governance alternativi rispetto a quello tradizionale ha determinato.

in Analisi giuridica dell’economia. a seconda del modello di governance adottato e delle specifiche scelte assunte a livello statutario. Cfr.Richiamandosi ad un modello di suddivisione funzionale applicabile tanto al sistema tradizionale quanto a quello dualistico. la funzione di gestione. 21 . nel modello dualistico. la funzione di supervisione strategica «si riferisce alla determinazione degli indirizzi e degli obbiettivi aziendali strategici e alla verifica della loro attuazione». fascicolo 1. la funzione di gestione «consiste nella conduzione dell’operatività aziendale volta a realizzare dette strategie» e la funzione di controllo «si sostanzia nella verifica della regolarità dell’attività di amministrazione e dell’adeguatezza degli assetti organizzativi e contabili della banca»30.. Le disposizioni di vigilanza in materia di organizzazione e governo societario delle banche . così come. 3. SERVIZIO CONCORRENZA E NORMATIVA AFFARI GENERALI. SERVIZIO CONCORRENZA E NORMATIVA AFFARI GENERALI. possono essere assegnate anche cumulandone più d’una in capo allo stesso organo o viceversa ripartendone qualcuna tra più organi che condividano la stessa funzione: il Consiglio di Amministrazione. cit. Governance delle banche e conflitti di interessi.. Le suddette funzioni. 3. può risultare assegnatario al contempo della funzione di supervisione strategica e della funzione di gestione. «il Consiglio di Sorveglianza e il Consiglio di Gestione possono concorrere nello svolgimento della funzione di supervisione strategica quando lo statuto attribuisca al Consiglio di Sorveglianza il compito di deliberare in ordine alle operazioni strategiche e ai piani industriali e finanziari della società»31. 30 BANCA D’ITALIA – VIGILANZA CREDITIZIA E FINANZIARIA. ANNUNZIATA F. «attenendo unitariamente all’amministrazione dell’impresa». 2004. cit. le disposizioni di vigilanza individuano nel governo societario tre distinte funzioni: la funzione di supervisione strategica.. la funzione di controllo. p. Le disposizioni di vigilanza in materia di organizzazione e governo societario delle banche. 31 BANCA D’ITALIA – VIGILANZA CREDITIZIA E FINANZIARIA. ad esempio. Il difficile equilibrio tra disciplina bancaria e dei servizi di investimento. p. Come chiarito nelle stesse disposizioni.

di definire con altrettanta chiarezza e precisione i poteri del Consiglio di Sorveglianza. Le disposizioni di vigilanza prevedono altresì che i componenti degli organi di controllo non possano assumere cariche in organi diversi da quelli di controllo in 32 Cfr. 182. e che le motivazioni sottostanti tale scelta debbano essere opportunamente e compiutamente illustrate nel progetto di governo societario (approvato dall’organo avente funzione di supervisione strategica con il parere favorevole dell’organo di controllo). p..Ciò premesso. e dopo aver stabilito che la scelta del sistema di governo societario da parte delle aziende bancarie debba essere esercitata «sulla base di un’approfondita autovalutazione. Il difficile equilibrio tra disciplina bancaria e dei servizi di investimento. Tra essi merita certamente attenzione la richiamata necessità di determinare con chiarezza e precisione il contenuto delle deleghe di gestione.. evitando soprattutto che vengano a verificarsi in capo ad alcuni di essi eccessive concentrazioni di potere capaci di compromettere. una corretta dialettica interna alla società. che consenta di individuare il modello in concreto più idoneo ad assicurare l’efficienza della gestione e l’efficacia dei controlli». cit. 22 . quando non addirittura di impedire. ANNUNZIATA F. le disposizioni di vigilanza stabiliscono che la ripartizione dei compiti e dei poteri tra i vari organi sociali debba essere realizzata in modo chiaro ed equilibrato. di limitare la contemporanea presenza di un Comitato esecutivo e di uno o più amministratori delegati ai soli casi di realtà aziendali particolarmente complesse dal punto di vista operativo e dimensionale32. e ciò sia nell’ipotesi in cui la funzione strategica risulti ripartita fra organi diversi (Consiglio di Gestione e Consiglio di Sorveglianza) sia nell’ipotesi in cui la stessa risulti affidata ad un singolo organo. In tale ottica. Governance delle banche e conflitti di interessi. in particolar modo quando lo stesso sia chiamato ad assolvere anche alle funzioni di supervisione strategica. la stessa Banca d’Italia fornisce un quadro compiuto dei vari elementi che concorrono ad assicurare la sopracitata distinzione dei ruoli tra i vari organi coinvolti nel governo societario.

F. . vigilanza e controlli.COLAVOLPE A. prescrivendo allo scopo la predisposizione di opportuni regolamenti interni tesi a disciplinare la tempistica. considerando le informazioni un elemento essenziale per la piena valorizzazione dei diversi livelli di responsabilità all’interno dell’organizzazione. sollecitando una precisa distinzione delle diverse responsabilità e dei diversi ruoli. Milano. la Banca d’Italia ha imposto che la composizione. La Banca d’Italia ha inoltre imposto che la composizione degli organi sociali garantisca un elevato livello di professionalità. Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano . URL: http://www. la Banca d’Italia richiede che la circolazione delle informazioni rilevanti all’interno di uno stesso organo e tra i diversi organi sociali debba essere quanto più possibile agevolata. le forme e i contenuti di tali flussi informativi34. Le disposizioni di Banca d’Italia in tema di governance .S. Stando a quanto detto finora. CASIRAGHI R. Banche. 34 Sul punto PROSPERETTI M. 23 . sollecitando al contempo la presenza di membri indipendenti nell’organo di supervisione strategica al fine di assicurare che l’attività amministrativa sia svolta nell’interesse della società e in maniera tale da garantire una sana e prudente gestione. . assicurazioni e gestori di risparmio: corporate governance. Milano.altre società del gruppo o presso società di cui la banca detenga una partecipazione strategica. Infine. senza far riferimento ad accordi o a strutture esterne alla società33. è prescritto che il comitato per il controllo interno sia composto da soggetti che abbiano adeguati requisiti di professionalità e indipendenza. . Qualora al Consiglio di Sorveglianza siano assegnate funzioni di supervisione strategica. In tal senso. Scuola di Alta Formazione Luigi Martino. it/Libraries/Materiale_Convegni/casiraghi_5_giugno. mi. A. la nomina e la revoca degli organi sociali trovino chiara e trasparente disciplina nello statuto. Il tutto nella consapevolezza che ciò possa 33 Cfr. si comprende chiaramente come le disposizioni fornite dall’istituto di vigilanza individuino un quadro regolamentare orientato alla sana e prudente gestione delle imprese bancarie. 5 giugno 2012. odcec. pdf. IPSOA. 2009.

in capo all’organo avente funzione di supervisione strategica ricade il potere di deliberare sugli indirizzi di carattere strategico della banca e di verificarne continuamente l’attuazione. 2009. . in forza del quale l’organismo di controllo è tenuto ad informare la Banca d’Italia dei fatti o degli atti di cui viene a conoscenza e che possono configurarsi come una 35 Cfr. in Bancaria. tenendo conto della pluralità delle funzioni e delle strutture aziendali aventi compiti e responsabilità di vigilanza. invece. pp. Sul fronte operativo. Più in dettaglio. 3-19. promuovendo gli interventi correttivi volti a porre rimedio alle carenze e alle irregolarità rilevate. la Banca d’Italia fornisce un chiaro quadro dei compiti spettanti ai diversi organi societari. si sostanzia nel monitoraggio della funzionalità complessiva del sistema dei controlli interni. 52.favorire la diffusione di assetti di governance trasparenti e. il TUB. nell’ambito del quale l’eventuale rilascio di deleghe deve avvenire secondo precise modalità e caratterizzarsi per la chiarezza e precisione del contenuto delle deleghe stesse. MASERA R. fascicolo 1. contribuire ad un più pieno sviluppo delle dinamiche concorrenziali35. nonché prevedere l’indicazione delle modalità di esercizio e dei limiti quantitativi o di valore all’interno dei quali possono essere esercitate. l’organo deve anche accertarsi dell’efficacia delle strutture e delle funzioni che sono coinvolte nel sistema dei controllo. Con specifico riguardo alle singole funzioni. volume 65. che la Banca d’Italia individua come il vertice dei sistemi di vigilanza. La funzione dell’organo di controllo. per questa via. l’onere di gestire l’azienda e dunque la responsabilità di presidiare la funzione amministrativa risulta appannaggio dell’organo di gestione. La crisi finanziaria e i modelli di corporate governance delle banche: implicazioni e prospettive. Data la natura delle competenze affidate all’organo di controllo. 24 . In termini generici e senza pretese di esaustività. all’art. introduce un meccanismo di collegamento funzionale con l’Autorità di Vigilanza. nonché presidiare l’adeguato coordinamento delle medesime.

37 Art. si segnala che. Nell’ambito delle proprie prerogative la Banca d’Italia ha anche richiamato gli organi aziendali ad una attenta applicazione delle Linee Guida dell’EBA (European Banking Authority). dei flussi informativi. Una valutazione deve essere effettuata anche con riguardo all’adeguatezza delle procedure. legge 2 agosto 1988. La crisi finanziaria e i modelli di corporate governance delle banche: implicazioni e prospettive. devono infine essere individuati anche i profili di analisi. 25 . Con specifico riguardo ai requisiti dei componenti degli organi societari. onorabilità e indipendenza individuati in un apposito regolamento emanato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze previo ascolto della stessa Banca d’Italia37. l’esercizio dell’attività bancaria viene autorizzata dalla Banca d’Italia quando i soggetti che svolgono le funzioni di amministrazione. fascicolo 10. volume 91. pp. delle tempistiche delle riunioni e delle prassi operative. 93-108. 2001. . Come espressamente previsto. il quale ha il compito di assicurare che ogni rischio di rilievo assunto dalla banca sia individuato in modo corretto e gestito con efficacia. i requisiti dei membri degli organi devono necessariamente individuare la composizione quali-quantitativa ritenuta ottimale attraverso l’identificazione del profilo teorico e delle caratteristiche di professionalità e di indipendenza dei candidati. gli eventuali soggetti coinvolti. cit. in Rivista di politica economica. comma 3. MASERA R. secondo una logica integrata. 38 SALVATORI C. 17. Nel documento in cui vengono evidenziate le metodologie di autovalutazione.. n. ponendo particolare attenzione al funzionamento dell’organo deputato alla gestione del rischio. le eventuali carenze e i rimedi intrapresi38. in prima istanza.irregolarità nella gestione delle banche o come una violazione delle norme che disciplinano l’attività delle stesse36. direzione e controllo risultino in possesso dei requisiti di professionalità. 36 Cfr. La corporate governance nelle banche: riflessioni e problemi aperti . dei metodi di lavoro. tenendo conto soprattutto della circolazione delle informazioni e della definizione dei compiti assegnati agli eventuali comitati. 400. i risultati.

il buon governo delle imprese e la stabilità del sistema. in Il sistema dei controlli societari: una 26 . una dimensione esterna. Controllo contabile e sistema dei controlli interni nelle società per azioni in Italia: un’indagine empirica. affiancando ad una sempre più articolata dimensione interna. la ripartizione di ruoli e responsabilità e l’individuazione dei requisiti dei membri di tali organi. tanto la dottrina quanto la prassi concordano nel ritenere che. anche in virtù delle dinamiche congiunturali che hanno investito il comparto del credito con l’avvento della crisi economico-finanziaria del 2008. in cui. in ragione di un progressivo ampliamento avvenuto nel corso degli anni. In tale ottica. pur costituendo un nucleo di condizioni necessarie per garantire una sana e prudente gestione delle aziende di credito. a livello aziendale. agiscono gli stakeholder e gli enti regolatori.6 GOVERNANCE BANCARIA E SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI Con riferimento al tema in analisi occorre evidenziare come la corporate governance non si esaurisca nell’insieme dei modelli di governo societario finora analizzati ma abbracci un contesto molto più ampio che. a diverso titolo e con diverse finalità. non possano comunque ritenersi sufficienti ad assicurare.2.. 39 Sul punto si vedano BELLAVITE PELLEGRINI C. si è strutturato su più livelli. l’asse portante di un efficace ed efficiente sistema di corporate governance sia costituito dal cosiddetto Sistema dei Controlli Interni (SCI)39. Focalizzando l’attenzione sul fronte interno è infatti necessario sottolineare come la strutturazione degli organi societari di gestione e controllo. in ambito bancario.

40 BANCA D’ITALIA (a cura di). Idoneità dei modelli organizzativi e sistema di controllo interno . l’economicità delle attività operative nonché. Tale precisazione consente dunque di comprendere come. la direzione. volume 67. . sez. fascicolo 11. 11. la gestione dei rischi include le funzioni di individuazione. 6. ha inoltre specificato che «i controlli coinvolgono. 68. il tema dei controlli sulla gestione esercitato dall’interno dei confini aziendali costituisca di riforma incompiuta?. in ambito bancario.. Titolo IV. il Sistema dei Controlli Interni. II. Titolo IV. come chiarito dalla stessa Banca d’Italia. in Bancaria. le politiche. Il Sole 24 Ore. «rientrano le strategie. Istruzioni di vigilanza per le banche . il collegio sindacale.Secondo la definizione fornita dalla Banca d’Italia. tutto il personale. 2009. gli organi amministrativi. SFAMENI P. con diversi ruoli. in Analisi giuridica dell’economia. Banche e corporate governance: un passaggio critico verso Basilea 3 . n. MAINO R. 18. sorveglianza e attenuazione dei rischi»40. cap. Con il preciso intento di individuare i soggetti chiamati a dar forma e sostanza al suddetto sistema. 69. 27 . 265. Essi costituiscono parte dell’attività quotidiana della banca»41. tema fondamentale per il settore finanziario e del credito. affidabilità e integrità delle informazioni contabili e gestionali. richiamandosi ai principi dettati dagli Accordi di Basilea. 2008. la normativa di vigilanza e di sorveglianza sul sistema dei pagamenti e le disposizioni interne dell’istituto».. conformità delle operazioni con la legge. p. cap. In questo contesto. si identifica nell’«insieme delle regole. la Banca d’Italia. 21 marzo 2007.ZAINI F. i processi e i meccanismi riguardanti la gestione dei rischi a cui l’istituto è o potrebbe essere esposto e per determinare e controllare il livello di rischio tollerato. delle procedure e delle strutture organizzative volte ad assicurare il rispetto delle strategie aziendali e il conseguimento delle seguenti finalità: efficacia ed efficienza dei processi aziendali. la corretta individuazione e gestione dei fattori di rischio. processi. principi e norme comportamentali tesi ad assicurare il buon andamento dell’impresa in un contesto ambientale dinamico e mutevole. 41 Ivi. il Sistema in analisi può essere visto come quell’insieme di direttive. p. In esso. Milano. 2011. 2. p. salvaguardia del valore delle attività e protezione dalle perdite. p. misurazione. In buona sostanza. assunzione.

ovvero l’efficacia operativa e la qualità. deve anche permearne. I controlli di secondo livello. nell’ambito della revisione interna o internal audit «rientra la valutazione periodica 42 Cfr. Detti anche ”permanenti”. che rispondono al top management. cit. i controlli di primo livello o di linea sono affidati a soggetti o unità organizzative differenti da quelle che svolgono le funzioni operative poste sotto controllo. compliance. BANCA D’ITALIA (a cura di).. - un secondo livello. un terzo livello. 69. il corretto funzionamento.).. e ne rispondono ai responsabili delle aree di business coinvolte. .fatto una responsabilità diffusa che.. quality management ecc. attraverso valutazioni indipendenti. MAINO R. normalmente periodici. oltre ad investire tutti i livelli aziendali e dunque a coinvolgere l’intero organigramma. Titolo IV. p. con l’obiettivo di «concorrere alla definizione delle metodologie di misurazione del rischio. quotidianamente. che si sostanzia in controlli di carattere operativo finalizzati a monitorare e ridurre i rischi connessi alle singole attività aziendali in relazione alle specifiche caratteristiche delle attività stesse e dei processi che le compongono. riportando ai vertici aziendali e all’organismo di controllo. cap. sono affidati a servizi indipendenti e autonomi specificamente preposti a tal fine (risk management.ZAINI F. 70. cit. p. Istruzioni di vigilanza per le banche . La struttura di controllo che discende da tale inquadramento si articola dunque su più livelli: un primo livello. che rivolge la propria attenzione ai rischi settoriali o connessi a più aree di business. 43 Cfr. normalmente affidato alla funzione di internal audit. Come precisato dalla Banca d’Italia. 11. l’operato. volto a garantire. 28 . dell’intero sistema di controllo interno43. Banche e corporate governance: un passaggio critico verso Basilea 3 . di verificare il rispetto dei limiti assegnati alle varie funzioni operative e di controllare la coerenza dell’operatività delle singole aree produttive con gli obiettivi di rischio-rendimento assegnati» 42. delle relative normative ecc.

11. nessun sistema. verifica la presenza di eventuali carenze del sistema di controllo e decide. nel più ampio quadro dei compiti di indirizzo strategico e organizzativo che gli competono. con cadenza prefissata in relazione alla natura e all’intensità dei rischi»44. Titolo IV. sulla scorta delle informazioni raccolte. in BIANCHINI M. in linea con le prescrizioni delle best practice internazionali45. p. o altro organo di alta direzione (es. 2010. assume in capo a sé la responsabilità di garantire il funzionamento e l’efficacia del sistema di controllo ed il suo costante allineamento con gli obiettivi dell’impresa46.coso. 51. si occupa del monitoraggio del sistema dei controlli interni e del sistema di gestione dei 44 Cfr. cap.. FERRARINI G. In particolare. stabilisce la ripartizione dei compiti e il sistema di deleghe. che. ulr: Cfr. 70.org/documents/coso_erm_executivesummary. – DI NOIA C. l’Organo Amministrativo valuta l’adeguatezza della struttura organizzativa. Enterprise risk management integrated http://www.. nonché la presenza di canali di collegamento verticale tra i diversi livelli gerarchici. COMMITTEE OF SPONSORING ORGANIZATIONS OF COMMISSION. che svolge una funzione centrale e. il funzionamento del sistema di controlli presuppone una chiara e precisa separazione delle funzioni e delle competenze tra i vari soggetti coinvolti. inclusi quelli sul sistema informativo. (a cura di). 46 THE TREADWAY framework . p. Da un punto di vista strutturale. 45 Cfr. Egea. il sistema in analisi prevede la ripartizione delle funzioni previste in ogni livello tra diversi organi. Funzione del consiglio di amministrazione. le competenze di controllo di primo livello sono affidate: al CdA o altro Organo Amministrativo.pdf. 29 . In particolare. I controlli societari – Molte regole. in linea con le direttive fornite dall’Organo Amministrativo. all’Amministratore Delegato. le azioni correttive da apportare. definisce le strategie e le direttive in materia di sistema di controllo interni e di gestione dei rischi. Milano. BANCA D’ITALIA (a cura di). ruolo degli indipendenti e doveri fiduciari.della completezza. Istruzioni di vigilanza per le banche . cit. In tale configurazione. della funzionalità e dell’adeguatezza del sistema dei controlli interni. Direttore Generale).

rischi. nonché di monitorare l’operato di tutte le unità interne ed esterne (revisori e società di revisione) preposte alle attività di controllo. 12. al Collegio Sindacale o altro Organo di Controllo. 55. l’Unità Antifrode ed altre funzioni di audit previste dagli standard e dalle normative internazionali (Iso ecc. costituito da amministratori senza funzioni esecutive ed incaricato di valutare l’adeguatezza dei principi contabili adottati e di vigilare sull’attività degli organi di controllo interno e delle società di revisione47. cui spetta il compito di monitorare e valutare l’efficacia e l’efficienza del sistema dei controlli interni e di individuare le necessità di adeguamento. ponendo in essere tutte le azioni migliorative ritenute necessarie e riportando all’Organo Amministrativo. all'Organismo di Vigilanza ai sensi D. Il comitato per il controllo interno nella Corporate Governance . 2007. cui spetta il compito di vigilare sul buon funzionamento della struttura aziendale. 30 . in Le Società. n. La Rivista dell’Associazione Italiana Internal Auditors. I controlli di secondo livello sono invece affidati a funzioni specifiche fortemente focalizzate quali il Risk Management. Sulla natura e i compiti di detta funzione risulta utile richiamare la definizione fornita dall’AIIA (Associazione Italiana Internal Auditors). Infine. in Internal Audit . 23.Corporate Governance. 1454.. il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili (ex art. ed in particolare di definire nel dettaglio la struttura organizzativa e il quadro dei compiti e delle responsabilità delle unità organizzative coinvolte. p. Il comitato per il controllo interno e la gestione dei rischi aziendali. p. il Servizio Qualità. il Controllo di Gestione. sull’adeguatezza del sistema di controllo interno e del sistema amministrativo-contabile. con particolare riferimento alla loro capacità di rappresentare in modo veritiero e corretto i fatti di gestione. che la inquadra quale «attività 47 Cfr. anche attraverso attività di supporto e consulenza alle altre funzioni aziendali. di implementare le strategie e le direttive riguardanti il sistema di controllo e la gestione dei rischi.. MILANI F.Lgs 231/01 e al Comitato per il Controllo Interno delle società quotate. i controlli di terzo livello si concretizzano nella funzione di Internal Auditing. n. 152 bis TUF). Maggio/Agosto 2006. Risk Management e Controllo Interno. RACUGNO G.).

Borsa Italiana e Confindustria49. – CICCAGLIONI P. pone particolare attenzione proprio sulla razionalizzazione del “Sistema di controllo interno e di gestione dei rischi” (art. URL: www. affidandole il compito di assistere «l'organizzazione nel perseguimento dei propri obiettivi tramite un approccio professionale sistematico. 2.pdf. Sulla scorta delle recenti evoluzioni del contesto ambientale e regolamentare. l’ultima versione del Codice. finalizzata al miglioramento dell'efficacia e dell'efficienza dell'organizzazione». Standard internazionali e guide interpretative per la pratica professionale dell’Internal Auditing. Assogestioni (Associazione italiana delle Società di Gestione del Risparmio).ASSOCIAZIONE ITALIANA INTERNAL AUDITORS. 2. che genera valore aggiunto in quanto finalizzato a valutare e migliorare i processi di controllo. con particolare riguardo al settore bancario. risalente al dicembre 2011. in Quaderni Giuridici Consob. URL: www.it/documenti/Pubblicazioni/Quaderni_giuridici/qg2. 7).7 BEST PRACTICE E CODICE DI AUTODISCIPLINA L’intento di favorire una maggiore trasparenza nella gestione delle imprese e di incrementare l’efficacia del sistema e delle attività di controllo trova concreto supporto nei processi di autoregolamentazione e. 48 AIIA .it/node/1848. e nell’ottica di allineare le proprie raccomandazioni alle più recenti best practice nazionali e internazionali. febbraio 2013. ALVARO S. nel Codice di Autodisciplina delle società quotate approvato dal Comitato per la Corporate Governance promosso da ABI (Associazione bancaria italiana).aiiaweb. 49 Cfr. Un’analisi dell’esperienza italiana .SICILIANO G. di gestione dei rischi e di Corporate Governance»48.. Ania (Associazione italiana imprese assicuratrici). L’autodisciplina in materia di corporate governance. . Assonime (Associazione fra le società per azioni). n.indipendente ed obiettiva di assurance e consulenza.consob. 31 .

Pur senza fornire indicazioni di dettaglio sulla struttura organizzativa dei controlli. alla funzione di internal audit o revisione interna.1). da un lato. il Codice di Autodisciplina detta alcune importanti raccomandazioni relative al governo del sistema dei controlli ed al ruolo cui sono chiamati i diversi attori coinvolti nella costruzione e gestione di tale sistema. capace di connettere. cui sia demandato il compito di «supportare le valutazioni e decisioni del CdA sul SCI e sulla gestione dei rischi». rimanda ad una concezione di controllo più moderna. in quanto organo di supervisione strategica. al Collegio Sindacale. essendo questa inevitabilmente connessa ad una serie di variabili specificamente riferibili al singolo istituto. ovvero di essere. spetta il compito di verificare il corretto funzionamento del sistema di controllo. un primo elemento degno di nota riguarda appunto la scelta di rinominare il sistema rispetto alla precedente versione (in cui era semplicemente denominato come “Sistema di controllo interno”): una scelta che. tutte le sue componenti e. garantendo la sua piena rispondenza alle necessità specifiche ed agli standard internazionali. valutazione e gestione. incentrata sul concetto di rischi aziendali e sulla loro opportuna individuazione. amministrativo e contabile dell’impresa. sottolineando come l’efficacia del sistema dipenda dal suo essere “integrato” sotto un duplice profilo. investita dell’attività di controllo di terzo livello. è affidato l’incarico di vigilare sulla costante operatività ed efficacia del 32 . in maniera coordinata e interdipendente. In particolare: al CdA.In proposito.P. che rappresenta il vertice del sistema di controllo di un istituto. di essere parte integrante del più ampio contesto organizzativo. come esplicitato nello stesso Codice (Principio 7. è assegnato «un ruolo di indirizzo e di valutazione dell’adeguatezza del sistema» nonché il compito di nominare uno o più amministratori «incaricati dell’istituzione e del mantenimento di un efficace sistema di controllo interno e di gestione dei rischi» ed un comitato controllo e rischi. misurazione. dall’altro.

3. p. 2002. 2. 50 Cfr.08 Istruzioni al Regolamento dei Mercati organizzati e gestiti da Borsa Italiana) e. prevedendo. finanziario.sistema. che si fonda su un’adesione volontaria. MAUGERI M.. nella domanda di ammissione alla quotazione. è poi attribuito il compito di monitorare e gestire i vari rischi connessi all’attività d’impresa (rischio operativo.. I. disclosure: sez. in Le Società. La vigilanza sul rispetto dei codici di corporate governance . vol. 33 . Risk Committee). COLOMBINO A.1. Compliance Officer. che ogni anno le società quotate informino i soci e il mercato sul modello di corporate governance implementato e sulla loro adesione al Codice. p. pp. 95-96. 2007. il Comitato ha infatti sollecitato Borsa Italiana a fornire un contributo in tal senso. Il Codice. In ossequio al principio di trasparenza. 1217. che. Regole autodisciplinari e governo societario .1.. 128.2. IA. da un lato. BRUTTI N. nel corso del tempo ha assunto una valenza via via crescente. di non conformità ecc. nt. Detto contributo si è concretizzato nell’espressa richiesta. da parte della società che presidia l'organizzazione. in stretto coordinamento con il responsabile dell’internal audit e con il comitato controllo e rischi. preposte al controllo di secondo livello.6 Istruzioni) 50. la gestione e il funzionamento del mercato finanziario italiano. IA. ovvero ritenendo importante che le società informino il mercato sul modello di governance adottato. L’adozione di alcune specifiche prescrizioni del Codice costituisce infine un adempimento imprescindibile per l’ammissione alla quotazione in alcuni specifici segmenti del mercato borsistico (STAR e Nuovo Mercato o MTAX)51. 2007. di mercato. per le società che non hanno dato seguito alle raccomandazioni ivi contenute o che le hanno applicate solo parzialmente. le imprese alleghino una relazione contenente indicazioni sul sistema di governo societario adottato e sulle eventuali differenze rispetto alle raccomandazioni del Codice di Autodisciplina (sez. di motivare tale scelta (cd.) attuando un processo strutturato di analisi dei rischi sotto la supervisione dell’internal audit. Rilevanza giuridica dell’autoregolamentazione: osservazioni sui «codici di comportamento» delle società quotate. ad altre funzioni o apposite strutture aziendali (es. dall’altro. in Rivista di Diritto Societario. 51 Cfr. in Giurisprudenza Commerciale. Risk Officer.

4). non esecutivi e indipendenti (artt. dirette a garantire un efficiente ed efficace svolgimento del loro ruolo (art. 34 . l'avvio di iniziative finalizzate a garantire questi ultimi sotto il profilo della conoscenza delle informazioni societarie. 9). trasparenza informativa e tutela degli investitori e del mercato perseguiti dal Codice stesso (art. specificandone il ruolo e in particolare identificando gli ambiti valutativi/decisionali che dovrebbero restare di competenza dell'organo collegiale e dunque non essere delegati a singoli consiglieri o a comitati interni (art. sono volte tra l'altro a: riaffermare la centralità del CdA nel sistema di governo societario. 1). sollecitare le società che adottano il sistema di governance monistico o dualistico ad applicare le previsioni del Codice adattandole al particolare sistema prescelto e ad utilizzare i margini di discrezionalità e autonomia statutaria loro garantiti. 10). si inseriscono anche le altre raccomandazioni in esso enucleate. delineare la corretta composizione del CdA e definire il ruolo degli fornire indicazioni di carattere generale in ordine all’istituzione e al estendere le garanzie di indipendenza dei sindaci e prevedere alcune misure migliorare i rapporti tra l'organo gestionale e gli azionisti.Nella medesima prospettiva di una sempre più ampia adesione ai principi e alle buone pratiche previste dal Codice. secondo una ripartizione tra "principi" di carattere generale e “criteri applicativi” contenenti indicazioni attuative di dettaglio sui comportamenti raccomandati. 8). 2 e 3). funzionamento dei comitati interni ai CdA (art. per improntare il proprio sistema di governo societario agli obiettivi di buona gestione. della partecipazione alle assemblee e dell’esercizio dei diritti sociali (art. promuovendo amministratori esecutivi. le quali.

35 .

Sign up to vote on this title
UsefulNot useful