Lucre Cio

Tito Lucrezio Caro Biografia Della vita di Lucrezio ci è ignoto quasi tutto: egli non compare mai sulla

scena p olitica romana né sembra esistere negli scritti dei contemporanei in cui non viene mai citato, eccezion fatta per la lettera di Cicerone ad Quintum fratrem II, co ntenuta nella sezione Ad familiares, dove il celebre oratore accenna all'edizion e postuma del poema di Lucrezio, che egli starebbe curando. Un'altra fonte che l o cita è San Girolamo nel suo Chronicon, in cui ci dice che circa nel 94 a.C. Titu s Lucretius Carus nascitur, qui postea a poculo amatorio in furorem versus et pe r intervalla insaniae cum aliquot libros conscripsisset, quos postea Cicero emen davit, sua manu se interfecit anno 44 ("nasce il poeta T. Lucrezio, che dopo ess ere impazzito per un filtro d'amore e aver scritto alcuni libri [del poema?] neg li intervalli della follia, che Cicerone pubblicò postumi, si suicidò all'età di quara ntaquattro anni"); tale dato non concorda tuttavia con quanto affermato da Elio Donato (IV d.C.), maestro di San Gerolamo, secondo il quale Lucrezio sarebbe mor to quando Virgilio (nato nel 70 a.C.) indossò a 15 anni la toga virile, nell'anno in cui erano consoli per la seconda volta Crasso e Pompeo. Questo dato ha fatto propendere a credere che Lucrezio nacque nel 98 a.C. per poi morire nel 55 a.C., all'età di quarantaquattro anni. Queste vengono comunemente considerate le uniche notizie biografiche tramandate direttamente dall'antichità. Ignoto risulta anche il luogo di nascita, che tuttavia taluni hanno creduto esse re la Campania e più precisamente Pompei o Ercolano, per la presenza di un Giardin o Epicureo in quest'ultima città, e la condizione sociale, sebbene i tria nomina e il suo anelito pacifista facciano credere che potesse essere di nascita aristoc ratica. Neppure la sua militanza politica sembra essere ricostruibile: il deside rio di pace accennato prima non sembra affatto ricordare il drammatico rancore d ell'aristocratico (per altro stoico) che vede sgretolarsi la Repubblica e la lib ertà, ma il desiderio dell'amico epicureo, che vede nella pace e il benessere di t utti la possibilità di fare accoliti e viver serenamente. Tale era, del resto, il suo desiderio di pace da auspicare alla fine del proemio della sua opera un "placida pace" per i Romani. Questo anelito così forte alla pa ce è peraltro riscontrabile non solo in Lucrezio, ma anche in Catullo, Sallustio, Cicerone, Catone l'Uticense e perfino in Cesare: esso rappresenta il desiderio d i un'intera società dilaniata da un secolo di guerre civili e lotte intestine. Una possibile ricostruzione della vita di Lucrezio [modifica] La scarsità delle fonti sulla sua vita, ha portato molti a interrogarsi persino su lla stessa esistenza del poeta, a volte considerato solo uno pseudonimo sotto il quale si celava un anonimo poeta, per alcuni[6] Tito Pomponio Attico.[7] Second o lo storico Luciano Canfora, è possibile ricostruire una scarna biografia di Lucr ezio.[8] Secondo Canfora, Lucrezio nacque in Campania nel 94 a.C. circa, a Pompe i (dove aveva una villa la famiglia nobiliare di un possibile parente, Marco Luc rezio Frontone[9]) o nella vicina Ercolano, appartenente quasi sicuramente alla famiglia nobile dei Lucretii. Studiò l'epicureismo proprio ad Ercolano, dove si tr ovava un centro della "filosofia del giardino", diretta dal filosofo greco Filod emo di Gadara, allora ospite nella villa di Lucio Calpurnio Pisone, il ricco suo cero di Cesare (la cosiddetta "villa dei papiri"). Lucrezio avrebbe sofferto di sbalzi d'umore, un moderno disturbo bipolare, ma non sarebbe stato pazzo, ma di questo umore alterno risentì il suo lavoro. In disaccordo con le guerre civili, av rebbe lasciato Roma prima del 54 a.C. e non sarebbe morto suicida, ma avrebbe vi aggiato in Grecia, ad Atene, nei luoghi del maestro Epicuro, e oltre, essendo fo rse il suo nome conosciuto da Diogene di Enoanda (che secondo l'autore non visse nel II secolo d.C. ma nel I secolo), quindi quasi in Asia minore, nelle cui fam ose incisioni sotto il portico della sua casa si ricorda un certo "Caro" (nome p oco diffuso), romano, e sapiente epicureo.[10] Lucrezio, spinto da una delusione d'amore, si sarebbe allontanato lasciando incompiuto il suo poema, affidato for se a Cicerone stesso, ma senza impazzire e morire (suicidandosi o assassinato), e sarebbe stato volutamente confuso da Gerolamo con Lucullo, onde screditare l'e

In oltre: fu Cicerone a pubblicare il De rerum Natura per primo. che. che travia chi lo segue.picureismo. in una lettera al fratello Quinto cicerone scrisse:"Lucretii po emata. hanno dato di lui l'immagine di un ateo psicotico in preda alle forze del male. L'ipotesi della follia e del suicidi o attestata dal Chronicon di San Girolamo si fondava su illazioni di Svetonio. visioni quasi allucinate. caduto in disgrazia. La presunta pazzia [modifica] La natura poetica del De rerum natura fa sì che Lucrezio col suo pessimismo esiste nziale avanzi profezie apocalittiche. ita sunt: multis luminibus ingenii. proponendola come esempio da non imitare. cercò di denigrare Lucrezio che. isolarsi dalla realtà politica nell' hortus epicureo significava so ttrarsi ai negotia politici e uscire di conseguenza anche dalla sfera d'influenz a del potere. avevano permeato la classe dirigente romana in quanto più conformi alla tradizione guerriera dell'Urbe. tornato a Roma. potrebbe così aver permesso lo scambio dei due personaggi.[13] C'è anche da aggiungere che San Girolamo.C. come tu mi scrivi. che morì dopo esse re impazzito a causa di un filtro d'amore. Tale tesi si basa princ ipalmente sul fatto che Cicerone è l'unico contemporaneo a parlare di Lucrezio. Lucullus e Lucretius. così come la presunta morte per suicidio sarebbe s tato l'esito di un modo di pensare perverso. Memmio. elemento quest'ultimo da collegare alla credenza che gli epilettici fossero sacri ad Apollo e da lui ispirati nelle loro creazioni. per il periodo in cui è vissuto. l'avrebbe pubblicata sotto lo pseudonimo di "Lucrezio". i n una specie di rinnegamento dei suoi scritti giovanili. Appoggiandosi alla psicoanalisi qualcuno ha sostenuto che in cer ti bruschi cambiamenti di immagine e di pensiero ci fossero i sintomi di una paz zia delirante o di problemi di ordine psichico. p eraltro di difficile verifica. ut scribis. andò ad A tene nel 52 a. poc o convinto dell'opera. viene avanzata sulla base dell'arcaica credenza che il poeta fosse sempre un invasato. non ciceroniani. anche se. multae tamen artis"(le po esie di Lucrezio. critiche e ambig ue espressioni.. nel 54 a. Le più forti correnti stoiche. In un'epoca di tensioni repubbli cane. II 9)). non cr edeva nell'immortalità dell'anima[senza fonte] Il personaggio Lucrezio [modifica] La scomodità di Lucrezio [modifica] Lucrezio. Potrebbe anche esserci stata una confusione dovut a all'abbreviazione Luc. generale e cultore dei piaceri. in ve ste di ecclesiastico. ad Quintum fr. Comunque altri scrittori cristiani come Arnobio e Lattanzio affermarono che egli non fosse pazzo e che non si fosse ucciso. di Cicerone. sono dotate di molti lumi di talento. attribuita al latinista Luca Canali[senza fonte] come fi nzione letteraria. politico. Alcuni teologi cristiani come San Gir olamo ed altri. L'ipotesi dell'epilessia poi. si propone una tesi piuttosto bizzarra (per alcuni da intende re come provocazione) ripresa da un'affermazione di San Girolamo.C..[11] Il destinatario dell'opera. Si ipotizza che Cicerone. In realtà l'ipotizzata pazzia di Lucrezio potrebbe essere un tentativo di mistific azione per screditare il poeta. con una nota intro duttiva che disprezzava l'opera. infatti.(Ep. sare bbe morto intorno o dopo il 50 a. Plutarco scrisse infatti di un c erto Licinio Lucullo. appunto. secondo la qua le l'autore del De rerum natura sarebbe un Cicerone giovane.[12] Ipotesi immaginarie [modifica] In una storia apocrifa. Il prestigio del nome di Ciceron e come autore. causando nuova delusione a Lucrezio. mentre Lucrezio non sarebbe mai esistito. dell'opera. avrebbe così salvato l'opera in quanto r itenuta. ostili all'epicureismo. L'errore di interpretazione dell'abbr eviazione Luc. dove Virgilio avrebbe approfondito la sua conoscenza dell'epicureismo. sostenuto da San Girolamo. impiegata indifferentemente nei codici latini per indi care i nomi di Lucillius. Le intenzioni di Lucrezio [modifica] . che accompagnano il poema. e tut tavia di molta arte. Tale tesi ha il difetto di non tenere nel dovuto conto gl i aspetti stilistici. L'epi curismo era invece presente anche attraverso il citato Filodemo e altri in Campa nia. è stato un personaggio scomodo: gli ideal i epicurei di cui era profondamente intriso corrodevano le basi del potere di un a Roma alla vigilia della congiura di Catilina.C. essendo un atomista.

La religione. non c'è un intelletto semina le in ognuno di noi che è parte integrante del Divino e che farà ritornare tutto att raverso i tempi. che peraltro è infinito. Proprio per questo. c he fondamentalmente sono due: la prima è una ragione etico-filosofica. fraintenden do il significato di piacere catastematico epicureo. egli stesso si sente quasi un poeta rasserenat ore delle tempeste umane e proprio per questo si sente profondamente affine ai p oeti delle origini. ed è l'unica cosa in grado di fermare lo sfacelo che sta portando Roma alla fine: Marte. sole invitto della con oscenza rasserenatrice. Non c'è quindi nessun fine provvidenziale di Roma. Dopo di ciò si riparò in Grecia. ed in ultima istanza Epicuro. si può dire che il destinatario che l'autore si prefigge di conquistare è proprio il giovane aperto e pronto ad ogni esperienza che un giorno prenderà il posto dei politici e attuerà quella rivoluzione propugnata con così tanto fervore da Lucrezio . Bisogna ora i ndividuare le motivazioni che spinsero Lucrezio a scrivere il De rerum natura. cosa in cui Cicerone fallirà. pronto a voler distruggere la casa e il giardino dove proprio Epicuro risiedette. La prima cosa da distrugg ere era la convinzione provvidenzialistica stoica e più propriamente romana[14]: n on c'era un dovere romano di civilizzare "l'orbe terrifero e de le acque". e dove ce lo cita anche Cicerone (nelle Ad Familiares). Non solo. incitandolo a liberarsi dall'angoscia della morte e degli dèi. Ma anche tu forse un giorno. ovvero per immoralità. considerata tra le più vigorose d'ogni età. il progetto letterario che egli volle esprimere è ricostruibile interamente sol o dalla sua opera poetica. considerata come Instrumentum regni. forse cercherai di staccarti da noi. dove scrisse poe sie licenziose. 101-106) Lucrezio colpiva direttamente la credenza negli dèi latini sostenendo che non c'è pr eghiera che schiuda le fauci di una tempesta. in quanto i l poeta. anzi esso stesso è uno dei possibili mondi tutti esistenti o che esisteranno. che solitamente si fa indicare con Gaio Memmio. giustappunto egl i. desiderava invitare il lettore al la pratica di tale filosofia. egli e logia Atene. vv. ma integrata nel contesto del viver civile come util e ma falsa. la vita stessa intesa come animazione regge l'universo. che rasserena l'a nimo e fa comprendere la vera natura delle cose: infatti l'unico principio divin o che regge il mondo è la Divina Voluptas: il piacere. Egli afferma fin dal 1°libro del De rerum natura[15]: « Tanto male poté suggerire la religione. ma la religione dev e essere inglobata nella scoperta e nello studio della natura. Il destinatario e i destinatari [modifica] Il dedicatario dell'opera è il Claris Memmiadis Propago. suscit ando lo sdegno degli epicurei che fecero istanza a Cicerone di intervenire per i mpedirglielo. ovvero la Guerra. ovvero il rampollo della famiglia dei Memmi. dunqu e. riportandolo all'epic ureismo che aveva declinato in favore dello stoicismo. infatti. ma di una verità affatto umana. Lucrezio era cons cio che la situazione politica a Roma peggiorasse di giorno in giorno: Roma era quadro ormai di continui scontri bellici e conseguenti dissidi. almeno con Memmio. ma un mondo che non è unico nell'universo. deve essere non distrutta. qu ante favole sanno inventare. il cui luogo principe è in Empedocle (secondo infatti per elog i solo a Epicuro) ma con una sola grande differenza: egli non è portatore di una v erità divina fra le umane genti. Ma. voleva incoraggiare il cittadino-lettore romano a non perdere la fiducia verso un successivo miglioramento della situazione. con un evidente positivismo. ed un giorno perirà nel suo tempo. vinto dai ter ribili detti Dei vati. La seconda motivazione invece è di carattere storico. tali da poter sconvolgere le norme della vita e tur bare ogni tuo benessere con vani timori! » (De rerum natura. Davvero.A causa dell'impossibilità di ricostruire i momenti salienti della sua vita. egli fallì: cresciutosi divenne un dissoluto. come dirà Virgilio ad un Enea che parla alla Sibilla Cumana. giacché essa è regolata da leggi fisic he e gli dei. essa è una Grande fra le Grandi. Più in general e. creatrice di quegli intelletti più grandi che hanno illuminato la nat ura e quindi l'uomo stesso. e fu allontanato dal Senato Probi Causa. . affascinato dalla filosofia epicurea. seppur esistenti e anche loro composti da atomi così sottili che ne assicurano l'immortalità. universale e per tu tti. non si curano del mondo né lo reggono. La rivoluzione lucreziana [modifica] Lucrezio si proponeva di rivoluzionare il cammino di Roma. che attecchirà ben presto per la salvezza di Roma.

Critiche all'opera [modifica] Molti critici hanno affermato che il De Rerum Natura sia un'opera incompiuta. che hanno tutte un inizio solare ed una fine tragica. Si tratta di un poema didascalico. vedi Storia della letteratura latina (78 . Discende ndo più in profondità nelle anguste gole del poema. parla per squarci imaginifici.31 a. egli non ne il lustrò mai esplicitamente le caratteristiche. un'etica implicita che non consisteva certo nel confezionare valori predefiniti . però. invece. Molto importante è anche il fatto che Lucrezio non si limitò a trasme ttere il messaggio di Epicuro con un arido scritto filosofico. vedi De Rerum Natura. assonanze e omoteleuti. vedi Epicuro e epicureismo. che ancora non aveva termini confacenti. che vedeva in Livio Andronico.lo vede costretto a dover arrangiare le lacune terminologiche e tecnic istiche con l'arcaismo.Lo stile [modifica] In un simile progetto Lucrezio scelse di doversi rifare ad un modello di stile a rcaico. Ed è proprio grazie all'arcaismo che Luc rezio riesce a rendere possibile tutto questo: infatti era proprio dello stile a rcaico il neologismo munificenza ed anche un certo uso (convulso a detta di anti chi e moderni) delle figure di suono quali allitterazioni. come tradurre parole di pregnanza filoso fica in latino. sia uno dei fondatori del lessico astratto e filosofico latino. si notano anche altri problemi c ui dovette far fronte: primo fra tutti. ma nel fornire. gli strumenti culturali per decidere liberamente in co sa credere.[senza fonte] Filosofia di Lucrezio [modifica] Per approfondire. c he aveva preso il modello esiodeo come massimo strumento per l'insegnamento dell a filosofia. Se infatti lo scopo di Lucrezio era quello di trasmettere un'etica. e a colmare e ancor meg lio comprendere l'oscurità del filosofo con la mielosa luce della poesia. in esametri suddiviso in sei libri (raccolti in diadi) che illustrano fenomeni di dimension i progressivamente più ampie: dagli atomi (I-II) si passa al mondo umano (III-IV) per arrivare ai fenomeni cosmici (V-VI). consonanze. attraverso l'analisi del cosmo. principale opera di Lucrezio. Il De rerum natura [modifica] Per approfondire. Essendo un poema didascalico. a differenza del rigoroso linguaggio razionale della filosofi a. Secondo i filologi vi sono corrispondenze e simmetrie interne che corrispondereb bero ad un gusto alessandrino. ma lo fece attrav erso un poema che.). L'opera infatti è suddivisa in tre diadi. Opera letteraria [modifica] Per approfondire. egli evitò la se mplice translitterazione (ad es. che usavano il poema didascalico come sfoggio di erudizione lette raria. Questa critica mette in luce. Riproduce il modello prosastico e filosofico epicureo e la struttura del poema ? e?? f?se?? di Parmenide (anche un'opera di Epicuro aveva il medesimo titolo). L'intera opera è dedicata a Gaio Memmio. per motivi fra loro quanto meno vari: l'egestas linguae (povertà dell a lingua). ancora che proprio Lucrezio. ma soprattutto in Ennio e in Pacuvio i mo delli emuli. Ontologia [modifica] Sul piano teorico l'opera di Lucrezio si caratterizza come una puntualizzazione di quella epicurea con alcune esplicazioni che nel suo referente greco non erano . di natura scientifica-filosofica. Altri modelli potrebbero essere i poeti ellenistici Arato e Nicandr o di Colofone. Ogni diade comincia con un inno ad Epicuro e l'ultimo libro termina con un altro inno ad Epicuro.C. ha come modello Esiodo e quindi anche Empedocle. Il frontespizio del De rerum natura. Finché poté. "Atomus" per ?t?µ??) e preferì invece usare altri t ermini presenti già nella sua lingua magari dandogli altra accezione oppure (come mostrato anche sopra) creando neologismi. mentre il secondo libro inizia con un inno alla scienza e il terzo libro con l'esposizione dell'e stetica di Lucrezio. insieme a Cicerone. un a delle più grandi abilità di Lucrezio: trasmettere.

scrivendo: « Così è difficile rescindere da tutto il corpo le nature dell'animo e dell'anima. Egli opera un completamento di essa in senso naturali stico ed esistenzialistico. come è facile c onstatare. Ma chi può scorgere che essi non compiono affatto alcuna deviazione dal la linea retta del loro percorso? » (Lucrezio. non potrebbero aver senso: ma con moti reciprocamente comuni spira dall una e d all altra quel senso acceso in noi attraverso gli organi. Il celebre passaggio del II libro del De rerum dice: « Perciò è sempre più necessario che i corpi deviino un poco. a portata della nostra vista. codesta volontà indipendente dai fati. Lucrezio afferma che sono evidenti le nefaste conseguenze della religione e addu ce come esempio il caso di Ifigenia. La religione è perciò la causa principale de ll'ignoranza e dell'infelicità degli uomini. tutte le specie viventi (anim ali e vegetali) sono state "partorite" dalla Terra grazie al calore e all'umidità originari. si producono insieme fornite d una vita di eguale destino: ed è chiaro c he ognuna di per sé. Rizzoli 2000. introducendo un elemento di pessimismo.abbastanza chiare. Ma egli avanza anche un nuovo criterio evoluzionistico: le specie così prodotte sono infatti mutate nel corso del tempo. Infatti è evidente. Biagio Conte. donde ha origine sulla terra per i viventi questo libero arbitrio. senza l energia dell altra. » (Ibi. vv. la reli gione è la causa dei mali dell'uomo e della sua ignoranza. Indica l'insieme di credenze e dunque di comportamenti umani "superstiziosi" nei confronti degli dei e della loro pot enza. se ogni moto è legato sempre ad altri e quello nuovo sorge dal moto preced ente in ordine certo. perché quelle malformate si sono estinte. probabilmente da attribuirsi a uno stato di depressione di cui era affet to. La natura delle cose. Evemerismo). che i corpi gravi in se s tessi non possono spostarsi di sghembo quando precipitano dall alto.175) Lucrezio precisa poi ulteriormente le modalità del clinamen aggiungendo: « Infine. che sono: l'aggrega zione atomistica e la "parenklisis" (che egli ribattezza clinamen.175-176) Per quanto riguarda la sfera del vivente Lucrezio la collega direttamente agli a tomi nel loro processo creativo[18]. a c. Nella Lettera ad Erodoto Epicuro poneva infatti l a parenklisis al § 43[16]. sopra ttutto. dicendo poi che il mito è una rappresentazion e falsata della realtà (cfr. Il concetto di parenklisis che Lucrezio tradurrà con clinamen mancava di definizione chiara. ma non più del minimo. quindi la dottrina epicurea. Con particelle elementari così intrecciate tra loro fin dall origine. mentre quelle dotate degli organi necessari alla conservazione della v . p. La ratio è vista da Lucrezio come quella chiarità folgorante della verità «che squarcia le tenebre dell'oscurità». ma poi al § 61 parlava piuttosto di una deviazione per ur to[17]. la spiegazione dei fenomeni naturali in termini meram ente fisici e biologici''. assente in E picuro. è il discorso razi onale sulla natura del mondo e dell'uomo. se i germi primordiali con l inclinarsi non determinano un q ualche inizio di movimento che infranga le leggi del fato così che da tempo infini to causa non sussegua a causa. affin ché non ci sembri di poter immaginare movimenti obliqui che la manifesta realtà smen tisce. Poiché la religio non si basa sulla ratio essa è falsa e pericolosa. pp. io dico. di poter accedere alla felicità. che riprende in maniera radicale la tesi già di Epicuro. che lo stesso Lucrezio den omina spesso con il termine "superstitio".329-336) Gnoseologia [modifica] Secondo Lucrezio. secondo Lucrezio. donde proviene. in virtù della quale procediamo dove il piacere ci guida. Lucrezio riprende i temi principali della dottrina epicurea. Il poema ha tre argomenti principali: la lacerante antinomia fra ratio e religio. le facoltà del corpo e dell anima separat e. la liberazion e dalla paura della morte. ma quando lo d ecide la mente? Infatti senza alcun dubbio a ciascuno un proprio volere suggeris ce l inizio di questi moti che da esso si irradiano nelle membra. e deviamo il nostro perc orso non in un momento esatto.) Da un punto di vista ontologico. mentre la religio è ottundimento gnoseologico e cieca ignoranza. sen za che tutto si dissolva. né in un punto preciso dello spazio. » (De rerum. Egli ritiene che la rel igione offuschi la ragione impedendo all'uomo di realizzarsi degnamente e.

Riz zoli 2000 . l'altra ossessionata dalla fragilità intrinseca degli esseri viventi e dal loro destino di dolore e morte.Canali-I. che dell'opera di Lucrezio era u n profondo conoscitore. Per Lucrezio. che abbando na i nostri arti morenti. l animo.Dionigi. anche se in realtà non è noto il lasso di tempo in cui Leopa rdi lesse Lucrezio. Parrebbe allora che l animus sia insieme e co noscenza e emozione. Egli scrive: « Vi sono dunque calore e aria vitale nella sostanza stessa del corpo. per così dire. qui intorno le gioie provocano d olcezza. ma solo finché libera l'uomo dall'oppressione. III. ciò che i greci chiamavano psyché. centro dell emozione e del sentimento. o che essi hanno forse tratto d'altove e trasferito a un a cosa che prima non aveva un suo nome. lo condanna duramente . di provvidenza e di beatitudine originari a e afferma che l'uomo si è affrancato dalla condizione di bisogno tramite la prod uzione di tecniche. antiprovvidenz ialista e storica della natura sarà ereditata e rielaborata da molti pensatori mat erialisti dell'età moderna. però. Dunque animu s e mens paiono essere o la stessa cosa o due elementi coniugati dell unità mentale. L indicazione della zona centrale del petto come sede fa pensare al concetto di cuor e .[22] Opere [modifica] Lucrezio.[19] Tale concezione materialista. Perciò. l'una dominata dalla razionalità e fiduciosa nel riscatto dell'uomo. L'angoscia esistenziale [modifica] Il De rerum natura è ricchissimo di elementi tipici dell'esistenzialismo moderno.quasi una parte dell'uomo -. Se è invece fonte di degradazione morale. quando nessuna cosa stimola l anima e il co rpo. qui è dunque la mente. traducibile in latino con mens. circa il concetto di animus in rapporto a quello di anima[20]. Altri studiosi. Ma è il capo.B. L "animus" invec e è identificabile col "noùs" ellenico. che sono trasposizioni della natura. Ora affermo ch e l'anima e l'animo sono tenuti Avvinti tra loro. per fare emergere più fortemente la funzione salvifica della ratio epicurea. vv. e formano tra sé una stessa natu ra. 130-146) Lucrezio riprende il concetto ellenico di anima come "soffio vitale che vivifica ed anima il corpo. però ritengono che l 'insistenza di Lucrezio sugli aspetti dolorosi della condizione umana non sia al tro che una strategia di propaganda. a cura G. obbedisce e si muove al volere e all impulso della mente. recato ai musicis ti già dall'alto Elicona.Conte-L. in altre parole. e da sé gioisce.[21] Questi elementi di angoscia hanno indotto alcuni studios i a sottolineare il pessimismo di fondo che si opporrebbe alla volontà di rinnovar e il mondo a partire dalla filosofia epicurea. diffusa per tut to il corpo. rigetta il nome di armonia. è il pensiero a dominare tutto il corpo: quello che n oi denominiamo animo e mente e che ha stabile sede nella zona centrale del petto . Qui palpitano infatti l'angoscia e il timore. Milano. Questa da sé sola prende conoscenza. La natura delle cose. trovata quale sia la natura dell'animo e dell'an ima . mentre l'anima è soffio vitale. Tu ascolta le mie parole. ricorrente ancora oggi nel linguaggio comune per indicare la sensibilità umana. in Lucrezio ci s arebbero due spinte contrapposte.ita sono riuscite a riprodursi. Questo soffio pervade tutto i l corpo in ogni sua parte e lo abbandona solo con l ultimo respiro". Anima e Animus [modifica] Lucrezio introduce nel III libro del De rerum una chiarificazione che nel mondo latino era stata trascurata generando non poche confusioni. riscontrabile specialmente in Giacomo Leopardi. L'uomo e il progresso [modifica] Il De rerum natura tradotto da Mario Rapisardi Lucrezio nega ogni sorta di creazione. in particolare Diderot e La Mettrie. La restante parte dell anima. il progresso non è positivo a priori. » (De rerum natura.

Sign up to vote on this title
UsefulNot useful