Comunicato stampa

Presso lo spazio espositivo di MARATEACONTEMPORANEA si terrà la mostra:

39.984157,15.735798
(georeferenzazione) dedicata al Litomuseum, progetto arte/ambiente 1989/2013 Proiezione & (per una) ricognizione

IN,OCULAZIONE
Mimmo Longobardi A cura di Pasquale Persico Inaugurazione sabato 20 luglio 2013 ore 20,00 fino al 28 luglio Orario dalle 19,00 alle 23,00 “Oculo, as, are, 1tr., dare la vista, aprire gli occhi, tert. Apol, 21: 2 far splendere, tert, pudic, 8 (òcùlus + - ö3 )”
Dalla collina dei Vauzi d’Acqua, suo luogo reale, il progetto litomuseum si proietta come mostra/riflessione concettuale negli spazi espositivi di DNA Marateacontemporanea per uno screening sul suo lungo percorso e si offre come opportunità per una conversazione sul rapporto tra i paesaggi interiori e i luoghi dei paesaggi naturali. In esposizione opere, fotografie, video e documenti. “A Maratea il Litomuseum è stato segnalato, per tempo, bene culturale invisibile- visibile. Esso può essere visto come Bene Comune Esistente, ancora non percepito pienamente dalla popolazione, che si presta a trasmettere emozioni percettive inusitate e di conoscenza. In questo senso si offre , con o senza la mediazione artistica o filosofica , ad un turismo esperienziale di nuova generazione. Questa volta è la Natura a mostrare la sua maestria mentre l’artista svela l’invisibile con un esercizio di ecologia della mente. --- Papà perché le cose hanno i contorni? ---Tu mi chiedi delle cose come le pecore o gli oggetti, o le cose come le conversazioni o i pensieri? --- Non dire sciocchezze, non si può disegnare un pensiero? ---Stavo solo rispondendo alla domanda: perché quando disegniamo le cose abbiamo bisogno dei contorni? Oppure che ci sono delle forme di cui non conosciamo i contorni? (G. Bateson , Verso un’ecologia della mente, Adelphi 85)

Confini e frontiere, conoscenze e ignoranze, colori e non colori, amici e nemici, locale e globale, sono costruzioni culturali che possono assumere significati diversi. Non sappiamo se siamo solo noi con i nostri pensieri, le nostre azioni o i nostri comportamenti che disegniamo il contorno delle cose, oppure se , come nel Litomuseum, le cose ed i pensieri hanno contorni indipendenti da noi. Mimmo Longobardi ci aiuta, con la sua azione percettiva, a riconoscere mappe territoriali dimenticate, fino a stimolare desideri di forme dell’anima ricostruendo città interne e città desiderate. Questo è “ in,oculazione “ , che è anche esperienza di scrittura di nuovi paesaggi . L’ambiguità dei contorni diventa creatività , e prevenire dal pericolo del glaucoma mentale è anche giocare, a Maratea, con il contorno delle cose e delle emozioni.” Pasquale Persico ,giugno 2013