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Preparazione Atletica

Siamo al top?
di Sergio Rossi

Esistono importanti margini atletici non ancora utilizzati oppure solo in minima parte
sfruttati? Esistono casi in cui la forza prodotta è smisuratamente maggiore o minore
rispetto a quelli che sono considerati i limiti attuali?
La risposta più ipotizzabile è che questi margini esistono. Il problema è riconoscere
queste nicchie e poterle poi sfruttare a proprio vantaggio. Per quanto riguarda la prima
parte, il riconoscimento, di seguito propongo un mio contributo su un aspetto che è
particolarmente in voga attualmente. Riprendiamo le prime due domande.
Abbiamo documentazioni di come questi casi esistono solo che non riusciamo a
spiegarli scientificamente, il che non è poco; però, proprio per questo, lasciano spazio a
tante possibili interpretazioni ed occorre scoprire quali hanno una loro validità.
Alcuni esempi:

1) testimonianze di persone che spostano pesi enormi rispetto alla loro struttura
morfologica (genitori che spostano veicoli per salvare i propri figli)
2) sotto ipnosi una persona trascina uno stuzzicadenti credendolo una trave.
L'interessante è come tutto il corpo si posizioni e la dinamica del movimento di
trascinamento è finalizzato allo spostamento di un grande peso.
3) si sollevi una bottiglia piena d'acqua. L'approccio è naturale. Se la bottiglia
esternamente sembra piena d'acqua ma in realtà contiene un liquido pesantissimo,
esiste un approccio naturale ma che trova una realtà diversa per cui si ha un risultato
diverso. Analogo ragionamento anche se la bottiglia contiene un gas leggerissimo.

In conseguenza a questi tre punti ed altri che non ho menzionato, perché non
prendere in considerazione l'ipotesi che il cervello dispone di almeno due "meccanismi"
per il controllo e l'esecuzione del movimento le cui modalità di utilizzo potrebbero, per
esempio, essere così ripartite:

A) l'accesso ad un meccanismo è diretto e solidale


B) l'accesso ad uno o più altri meccanismi è limitato solo a particolari condizioni

Se così fosse, i criteri di allenamento attuali non considerano i margini potenziali di cui alla
lettera B.

Presupposti

Prendiamo in considerazione un gesto come per esempio il calciare un pallone.


Visualizziamo il comportamento muscolare attraverso una asse cartesiano. I due
parametri presi in considerazione sono la forza ed il tempo. Nella parte positiva viene
preso in considerazione il comportamento dei muscoli agonisti mentre, nella parte
inferiore, viene preso in considerazione il comportamento dei muscoli antagonisti.
Valutiamo la dinamica del movimento.
Nella prima fase osserviamo che i muscoli agonisti entrano in funzione senza che vi
sia un corrispondente antagonista.
Nella seconda fase ambedue le componenti sono in crescita. Nella terza fase
abbiamo il massimo dell'attivazione muscolare agonista ed antagonista. In questo
momento si dovrebbe calciare il pallone.
ANTAGONISTI
Concetto di Base

Approfondiamo il discorso prendendo un esempio. I valori sono proporzionali alla


figura ma sono espressi in soli termini quantitativi e non riferiti ad unità di misura specifica.
Naturalmente le ricerche originali sono state elaborate secondo criteri oggettivi.

1. Prima fase: gli agonisti esprimono 50 gli antagonisti esprimono 0


2. Seconda fase: gli agonisti esprimono 120 gli antagonisti 70
3. Terza fase: gli agonisti esprimono 150 gli antagonisti esprimono 100
4. Quarta fase: gli agonisti 120 gli antagonisti 70
5. Quinta fase: gli agonisti esprimono 60 gli antagonisti esprimono 0

La fase che, per ora, analizzo è la terza.


Poniamoci una domanda: il pallone colpito in quel preciso istante della terza fase, con che
quantità di forza viene a contatto? Gli agonisti esprimono 150 ma il vero valore risulta la
differenza tra il valore negativo degli antagonisti (100) ed il valore positivo degli agonisti.
Questo valore è quindi 50.
Un'ipotesi (?) Analizziamo la seguente figura chiamata I° proposta.

I° PROPOSTA
Diminuzione globale dell'opposizione con ritardo

Come è possibile vedere non è stato modificato l'apporto di forza da parte degli
agonisti. Gli antagonisti hanno subito due tipi di intervento:

1. ritardo dell'opposizione (gli antagonisti entrano in funzione molto più vicino alla fase due
che in precedenza)
2. diminuzione generale dell'opposizione (i valori degli antagonisti sono più bassi; per
esempio nella terza fase abbiamo un valore attorno a 40).

Torniamo al gesto tecnico. Colpendo sempre il pallone nella terza fase, ora la
quantità di forza con la quale viene a contatto il pallone è cambiata. Infatti gli agonisti
esprimono sempre 150 ma a questo valore si sottrae non più 100 come in precedenza ma
40. Il saldo è di 110.
Ipoteticamente quel pallone dovrebbe essere veloce più del doppio rispetto a quello
di partenza che disponeva di solo 50 di forza.

II° PROPOSTA

Aumento dell'opposizione e rilascio in un punto determianto

Analizziamo questa figura chiamata II° proposta. Come è possibile vedere non è
stato modificato l'apporto di forza da parte degli agonisti. Gli antagonisti hanno subito due
tipi di intervento rispetto alla figura iniziale chiamata Agonisti:

1. un incremento dell'opposizione nella seconda fase (110 contro 70)


2. una diminuzione drastica nella terza fase (10 contro 100)

Perchè di questa opposizione nella seconda fase per poi arrivare quasi a zero nella
terza fase? Così, nel momento in cui viene colpito il pallone possiamo sfruttare il massimo
disponibile della forza; l'aumento iniziale è giustificato, più o meno, dagli stessi criteri che
regolano l'allenamento con traino per poi essere sganciato dopo aver raggiunto una data
accelerazione. Torniamo al gesto tecnico. Colpendo sempre il pallone nella terza fase, ora
la quantità di forza con la quale viene a contatto il pallone è cambiata. Infatti gli agonisti
esprimono sempre 150 ma a questo valore si sottrae non più 100 come in precedenza ma
10. Il saldo è di 140. Ipoteticamente quel pallone dovrebbe essere veloce quasi tre volte
rispetto la figura di partenza chiamata agonista che disponeva di solo 50 di forza.
III° PROPOSTA

Ritardato intervento degli antagonisti

Analizziamo la figura denominata III° proposta Come è possibile vedere non è stato
modificato l'apporto di forza da parte degli agonisti. Gli antagonisti hanno subito due tipi di
intervento rispetto alla figura iniziale chiamata Agonisti:

1. l'intervento ritardato degli antagonisti (in questa figura intervengono prima della terza
fase ma potrebbero intervenire anche dopo la terza fase)
2. una diminuzione del valore di opposizione (20 contro 50)

Torniamo al gesto tecnico. Colpendo sempre il pallone nella terza fase, ora la
quantità di forza con la quale viene a contatto il pallone è cambiata. Infatti gli agonisti
esprimono sempre 150 ma a questo valore si sottrae non più 100 come in precedenza ma
20. Il saldo è di 130. Ipoteticamente quel pallone dovrebbe essere veloce quasi tre volte
rispetto a quello di partenza che disponeva di solo 50

IV° PROPOSTA

Opposizione piatta
Analizziamo questa figura chiamata IV° proposta. Come è possibile vedere non è
stato modificato l'apporto di forza da parte degli agonisti. Gli antagonisti hanno subito un
tipo di intervento rispetto alla figura iniziale chiamata Agonisti:

1. l'opposizione, arrivata ad un livello (20) dopo la prima fase, si è stabilizzata sino a prima
della quinta fase.
2. Si ha avuto una generalizzata diminuzione dell'opposizione dall'inizio alla fine della
stessa.

Torniamo al gesto tecnico. Colpendo sempre il pallone nella terza fase, ora la
quantità di forza con la quale viene a contatto il pallone è cambiata. Infatti gli agonisti
esprimono sempre 150 ma a questo valore si sottrae non più 100 come in precedenza ma
20. Il saldo è di 130. Ipoteticamente quel pallone dovrebbe essere veloce quasi tre volte
rispetto a quello di partenza che disponeva di solo 50.
Riepilogando

Abbiamo visto come sia possibile trovare nicchie di lavoro che potenzialmente
possono dare risultati strabilianti. Dispongo di altri elementi e ricerche qui non menzionati,
per merito dei quali posso affermare che questa è una strada percorribile. Con ciò non
voglio dire che si debba lavorare solo in questa direzione ma si deve arrivare ad una
integrazione con le metodiche attuali che agiscono in funzione della positività muscolare
(perlomeno quelle da me conosciute).

Conclusioni

Torniamo alla domanda di partenza: siamo sicuri che un meccanismo non controlli
la fase positiva del movimento e solo di riflesso quella negativa mentre non vi sia un altro
meccanismo che possa essere sollecitato e attivato in funzione della gestione
dell'opposizione muscolare? E se ciò è vero a livello muscolare, è il sistema nervoso a
controllarlo?