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GLI INCENDI MINACCIANO L’ECOLOGIA BOSNIACA I numerosi incendi che hanno interessato in questi giorni le campagne e le foreste della

Bosnia, e degli altri Paesi dei Balcani occidentali, non hanno provocato danni soltanto ad abitazioni, stabili ed edifici ma hanno anche devastato e distrutto migliaia di alberi e piante colpendo anche specie molto rare. Lo ha denunciato il professore Sulejman Redzic in un’intervista a “Balkan Insight” chiarendo che non si può assolutamente sapere con precisione quanti e quali specie rare sono state bruciate dalle fiamme: “Data la mia conoscenza della flora e della fauna nella zona del fiume Neretva e nelle campagne vicino a Konijc, Mostar e Mt Prenj direi che alcune specie locali potrebbero anche essere state spazzate via per sempre”. Secondo Redzic alcune piante molto rare crescono soltanto nella zona del lago Boracko, sulla collina vicino a Konjic a metà strada tra Sarajevo e Mostar dove in questi giorni i vigili del fuoco, aiutati dagli abitanti locali, stanno combattendo contro un enorme incendio. Tra le piante rare più in pericolo il professore segnala: il pino nero dell’Illiria, l’asclepiade dell’Herzegovina, la salvia dell’Erzegovina, il ravanello Mollendorff e il timo bosniaco. Redzic ha duramente criticato le autorità bosniache per non aver messo in pratica una strategia migliore e più efficiente per controllare gli incendi: “Rimangono molte questioni aperte sui cui si dovrà indagare approfonditamente”. In Bosnia ci sono circa 5000 specie locali di piante e il professore ne ha individuate più di 500 nelle zone vicine ai monti Prenj, Cvrsnica e Cabulja: “Il nostro Paese è l’unico che non cataloga le specie locali e rare di piante”. KARADZIC VUOLE CONVOCARE 600 TESTIMONI Radovan Karadzic, l'ex leader politico dei serbi di Bosnia sotto processo per genocidio, crimini di guerra e contro l'umanità al Tribunale penale internazionale dell'Aja, avrebbe intenzione di convocare 600 testimoni in sua difesa.

Lo riferisce “Dnevni Avaz” spiegando che Karadzic, che si difende da solo, avrebbe presentato ai giudici una lista con i nomi di 600 testimoni per la sua difesa. Parallelamente a quello di Karadzic davanti al Tribunale dell’Aja è in corso anche il processo a carico di Ratko Mladic, l'ex capo militare delle truppe serbo-bosniache responsabili in particolare, durante la guerra di Bosnia (1992-1995, centomila morti e 2 milioni di profughi) dell'assedio di Sarajevo e del massacro di ottomila musulmani a Srebrenica nel luglio 1995. NUOVA LEGGE SULLA CORTE D’APPELLO IN BOSNIA L’ufficio tecnico del ministero della Giustizia della Federazione BiH (una delle due entità autonome in Bosnia) ha messo a punto il testo del nuovo disegno di legge che prevede la formazione di una Corte d’appello della Bosnia-Erzegovina. Ne parla “Dnevni Avaz” precisando che i tecnici del Ministero hanno cominciato a lavorare al progetto basandosi su quanto emerso durante la terza sessione del dialogo strutturale tra Unione Europea e Bosnia-Erzegovina sull’organizzazione della magistratura svoltasi lo scorso luglio a Mostar. Il Consiglio dei ministri dovrà prima discutere il testo preparato dal ministero della Giustizia e poi il disegno di legge passerà all’esame finale del Parlamento. SKOPJE, ANCORA PROTESTE CONTRO GLI AUMENTI Migliaia di cittadini macedoni martedì hanno partecipato nel centro di Skopje all’ennesima protesta contro l’aumento dei prezzi delle bollette davanti alla sede della Commissione di controllo statale dei prezzi; si tratta della terza manifestazione organizzata in tre settimane. Migliaia di persone hanno protestato anche a Bitola di fronte all’edificio che ospita gli uffici di EVN, la società austriaca che gestisce la rete di distribuzione dell’energia. Nella capitale macedone i manifestanti urlavano “Ladri!” di fronte alla sede della Commissione di controllo dove hanno esposto per

GENOVESE SCOMPARSO IN MONTENEGRO Il 72enne Giovanni Battista Ottonello risulta disperso dall’8 agosto scorso in Montenegro. accidentato e difficile da scalare.534 metri. Il prezzo dell’elettricità è cresciuto recentemente del 10% e a Skopje le bollette per il riscaldamento sono aumentate del 8%. queste le parole di uno degli organizzatori delle proteste Zvonko Sarevski riportate da “Dnevnik”. “Proklet” in montenegrino significa infatti “maledetto”. Le ricerche dell’alpinista proseguono sia in Montenegro che in Albania e il monte Prokletije. Fonti dell’ambasciata italiana a Podgorica hanno detto che le ricerche condotte finora senza sosta da polizia e squadre di volontari alpinisti non hanno dato alcun esito. che comunque finora non hanno avuto alcuna notizia sulla sorte di Giovanni Battista Ottonello. è noto in Montenegro per la sua pericolosità implicita nel nome stesso della montagna. La società civile che da settimane sta protestando contro l’aumento delle bollette pretende che i prezzi tornino ai livelli del 2008. “Questi prezzi sono assolutamente folli. dove era impegnato in una scalata sul monte Prokletije.ore un’enorme striscione recante la seguente scritta: “ Chi controlla la Commissione di controllo?”. Il quotidiano di Podgorica “Vijesti” non esclude che Ottonello possa essere stato vittima di un incidente sul versante albanese della montagna. Come possono essere sostenuti da disoccupati o da gente che guadagna meno di 200 euro al mese?”. e chi lo conosce sostiene che è un esperto di montagna. . Ottonello è sposato con una donna originaria del Montenegro. la più alta del Montenegro la cui vetta misura 2. Della vicenda si occupano anche le autorità consolari italiane a Tirana. prima che l’EVN iniziasse a premere sulle autorità per ottenere continui aumenti. nel sud-est del Paese al confine con l’Albania. originario di Genova ma residente in Lombardia.