1. Socialismo del XXI secolo?

Il 5 marzo scorso è deceduto, dopo una lunga malattia, il Presidente Hugo Chavez, il leader carismatico che ha incarnato quasi ininterrottamente, dal 1998 al 2013 (tranne che per il periodo del breve golpe del 2002), la continuità di un considerevole vento di cambiamento nella Repubblica venezuelana. Certamente, si è trattato di un lungo quindicennio di radicali riforme che, tra alti e bassi, ha inciso sugli assetti e le strutture gestionali del Paese, contribuendo alla stabilizzazione politica interna e alla ripresa economica, quest’ultima armonizzata con una più equa redistribuzione della ricchezza verso le fasce più basse della popolazione, dopo lustri di darvinismo sociale, di esasperata divaricazione censuale e di prevaricazione “classista” a vantaggio delle élite più abbienti legate agli Stati Uniti. Il Venezuela di Chavez si è, inoltre, presentato sullo scacchiere globale con alcune particolarità ideologiche, divenute presto terreno comune di intese ed alleanze (soprattutto, ma non solo, con i vicini in crisi), le quali avrebbero avuto sicuramente meno appeal senza gli aiuti elargiti con generosità da Caracas, ricorrendo ai lauti guadagni derivanti dallo sfruttamento delle materie prime ed energetiche, progressivamente nazionalizzate. Inoltre, Il Venezuela si è affacciato sullo scenario mondiale come un interlocutore credibile, con cui confrontarsi ed agire sinergicamente, sui temi della sovranità nazionale, dell'autodeterminazione politica, dell'iniziativa commerciale, del multipolarismo geopolitico, con tutte quelle potenze “non allineate” al sistema Occidentale, dell’Asia, dell'Eurasia, del Medio oriente, comprendendo anche il cono sud del continente americano, in cui si fanno sentire pesantemente l'ingerenza e i malumori statunitensi. La principale arma ideologica dello chavismo è stato il cosiddetto socialismo del XXI secolo sul quale cercheremo di concentrarci in questo breve intervento, al fine di comprendere le sue principali caratteristiche, gli effetti prodotti sulla società in questione - in particolare sulle classi subordinate chiamate a identificarsi con esso dopo il periodo di assoluta soggezione al liberismo sfrenato, imposto dai ceti capitalistici autoctoni, eterodiretti dagli Usa e indirizzati dai diktat degli organismi internazionali - i suoi risvolti planetari, nonché i suoi limiti propagandistici e dottrinali. Sebbene i risultati della “rivoluzione” neobolivarista siano stati a tratti esaltanti diciamo subito che tutto ciò non ha nulla a che vedere col socialismo, né con quello

nelle viscere del capitalismo ormai maturo tramite la socializzazione delle forze produttive. esecutiva e direttiva) costituente l’operaio combinato o General Intellect preconizzato da Marx. né. scientificamente e storicamente inteso. finalmente riuniti. cioè con la ricongiunzione progressiva delle potenze mentali e manuali della forza-lavoro salariata nel ciclo lavorativo proprio mentre le vecchie classi proprietarie. ovvero. e non per semplice volontà soggettiva.dell'epoca trascorsa né con quello dell’attuale secolo. portata fino alle sue estreme conseguenze. la proprietà si sarebbe divisa dalle potenze mentali (direzione) e manuali (esecuzione) del ciclo produttivo causando quella differenziazione duale tra il redditiere possessore delle condizioni di produzione attraverso la sua supremazia finanziaria e la forza lavoro complessiva (manuale e intellettuale. in via di restringimento per l'accelerato accentramento della ricchezza in poche mani (fase monopolistica intesa nella sua irreversibilità stadiale). Dall’evoluzione inevitabile di questi fattori sarebbe principiata l’espropriazione degli espropriatori (i capitalisti ormai rentierizzati). per effetto di una intrinseca dinamica capitalistica. Tale collettivizzazione spontanea. con i suoi disegni teorici originari. detto rapporto di riproduzione sociale si sarebbe dovuto affermare nei fatti e negli eventi. ma non dall'amministrazione dei luoghi di lavoro in cui la ricchezza veniva effettivamente generata ed investita (la fabbrica). si sarebbero distanziate dalla produzione reale per dedicarsi agli affari di borsa. infine. posti a tutela della proprietà. al quale sarebbe corrisposto l'altrettanto inevitabile l'allargamento della base esecutiva (con tutto ciò che questo comportava in termini di concentrazione della spinta rivoluzionaria). il quale deteneva le abilità e i saperi. la cui egemonia sulla collettività sarebbe discesa dal puro controllo dei corpi speciali dello Stato. avrebbe reso l’involucro dei precedenti rapporti di produzione obsoleto ed inadeguato a contenere le forze produttive associate e finalmente consapevoli del loro ruolo centrale per il progresso umano. Il socialismo del XXI secolo non è niente di tutto questo e nemmeno prende in considerazione tali elaborazioni marxiane (per quanto volentieri se ne richiami . nelle unità produttive. In queste condizioni di disparità numerica sarebbe stato facile ed indolore abbattere esse ed il loro Stato protettore. divenuti alieni alla produzione ed adusi unicamente ai giochi dell'alta finanza. Dunque. Il socialismo. è un gradino intermedio verso la piena affermazione di un nuovo rapporto sociale (di tipo comunistico) emergente dal seno del capitalismo e dalle sue contraddizioni.

pur se incanalati da gruppi spadroneggianti nel partito-stato. di cui quelli economici sono stati diretta emanazione. anche dalla realtà. In passato abbiamo già assistito ai suddetti progetti d’ingegneria sociale tutti miseramente falliti. di un mito fondativo comunitario su basi psicologiche. di esclusiva competenza . con successivi aggiustamenti di tiro. Tuttavia. in sostanza. i quali. L’unico “esperimento” che ha resistito. La conseguenza fu che in questi contesti la proprietà privata dei mezzi produttivi divenne proprietà di Stato e di Partito e la socializzazione dei medesimi una collettivizzazione violenta e costrittiva. circa il miglioramento del loro benessere quotidiano. a partito unico. Poiché nel frattempo erano però stati repressi e soppressi gli elementi e gli istituti più dinamici del modo di produzione capitalistico. giustamente ed inevitabilmente. come la concorrenza e l'iniziativa imprenditoriale. Et pour cause. benché siano riusciti a determinare risultati storicamente rilevanti in termini di crescita della potenza nazionale. moralistiche e. gli esperimenti discendenti da autentici processi rivoluzionari (il socialismo reale). è stato quello cinese del socialismo di mercato. lo spettro di queste scelte in condivisione con le masse resta di tipo secondario mentre quello strategico cardinale. Ciò non toglie. ma pur sempre capitalismo basato sui capisaldi dell’impresa e dello scambio nella sfera economica (in virtù dei quali hanno evitato la misera sorte dell’economia sovietica). che molti risvolti effettuali del neobolivarrismo. come abbiamo già accennato.commettendo marchiani errori esegetici) mentre per fisionomia concettuale e perorazione idealistica assomiglia fin troppo alle dottrine prescientifiche dei filosofi utopisti del settecento e dell’ottocento. nonostante i valori democratici declamati. Ma sono anche andati a rotoli. Si tratta. Capitalismo dagli occhi a mandorla. purtroppo. siano da accogliere positivamente avendo stimolato la maggior soddisfazione economica di gran parte della cittadinanza ed il coinvolgimento degli strati popolari nelle decisioni che più li hanno riguardati. ossimoro fuorviante atto a celare rapporti capitalistici belli e buoni. è. Nulla di più distante da Marx e. mentre le differenze sostanziali coi nostri sistemi di libero mercato sono tutte nell'articolazione dirigista dei poteri e nella forma costituzionale. sono saltati proprio a causa del raddoppiamento ideologico con il quale avevano formalmente abolito il capitalismo senza riuscire ad attivare diversi e più congruenti rapporti sociali. a segnalarne la specificità. religiose. dove si accendono i conflitti tra i vertici apicali per il controllo degli organi direttivi di quella particolare formazione sociale. Nel prossimo paragrafo lo vedremo in dettaglio. e che adesso vanno autonomizzandosi. ineluttabilmente si giunse alla stagnazione più nera e alla decisiva implosione di tutta l'impalcatura socialistica. seppur più lentamente. persino.

El primer rasgo es el moral. Non è una incoerenza da poco. i cui capi (Chavez prima e Maduro ora) costituiscono il terminale più avanzato e riconoscibile. anche credere che il sole giri intorno alla terra (socialismo) e. dell’illusione arcadica e reazionaria sulla razionalità scientifica. il socialismo del XXI mette al primo posto. di nessun secolo. C'è poi. Luchar contralos demonios que sembró el capitalismo: individualismo. svolgendo un' utile funzione multipolaristica ed antiegemonica verso il colosso Statunitense. A conferma di quanto andiamo sostenendo dobbiamo addentrarci nel mantra di questa concezione mitico-mistica del XXI secolo. Quando. la proiezione geopolitica del Venezuela che si è messo alla testa di un gruppo di Paesi recalcitranti all'ordine mondiale. odio. 2. semplicemente perché tutte le sue vie sono finite. Purtroppo. dicevamo delle basi moralistiche del bolivarismo. un mal que es propio del capitalismo. la morale prende il sopravvento sul resto. Si può. un presupposto inaccettabile per qualsiasi scienziato sociale o agente politico che non voglia fondare la sua prassi rivoluzionaria sulle nuvole: “ La moral. giungere a deduzioni limitate ma corrette (contrasto della supremazia Usa). Debemos recuperar el sentido ético de la vida. si tralasciano i capisaldi razionali. Es unarma en la lucha contra la corrupción. i quali dopo aver alimentato il culto dell’umanitarismo finiscono col richiedere i più atroci sacrifici personali pur di tenere fede al loro credo. analizzando i singoli passaggi ed evidenziando le contraddizioni più perniciose. El socialismo debe defender la ética. Utopia e realtà. Eppure Chavez si è sempre proclamato marxista-leninista.delle cerchie superiori delle fazioni dominanti e del potere centrale. da cui ricavare le categorie per interpretare i fenomeni storici e i principali nodi conflittuali dell’epoca in cui si opera. E’ il trionfo di Proudhon su Marx. Innanzitutto. . Quest’ultima è la scorciatoia dei puri di spirito che vivono di sogni ed illusioni. Qui sta il suo effettivo ed indubitabile merito. ovviamente. privilegios. egoísmo. la generosidad”. nella scala delle sue prerogative. tuttavia. o per fortuna. Dunque. In attesa di correggere il tiro ci si deve accontentare. questo è il verdetto impietoso pronunciato dagli eventi che può essere messo in discussione soltanto dai nostalgici o dai furfanti. in attesa di trasformarsi in terrore contro i suoi stessi propugnatori. per l'appunto. non c’è nessun socialismo. Non per niente. insomma. presente o futuro. Parole sue e dissenso nostro.

“Cooperativismo. rendendolo facilmente preda dell’aggressività di gruppi capitalistici. tralasciare angoli di visualizzazione o trascurare punti di vista che potranno però essere recuperati in seguito. figurarsi nella trasformazione dei rapporti sociali. Fatalmente gli effetti benefici dello chavismo rallenteranno. l’andamento del flusso degli avvenimenti storici si pagano. Per un certo lasso tempo la cosa può anche funzionare. Ciò implica che la conoscenza sarà sempre parziale perché la stessa potrebbe. banca popular. propiedad colectiva. dove vaste fasce di popolazione partivano da livelli minimi di dignità esistenziale e alle quali il “Presidente” ha schiuso orizzonti meno angusti di sopravvivenza e di coinvolgimento pubblico. Se non saranno introdotti dei correttivi si giungerà alla putrefazione e alle precipitazione di tutti gli indici economici. che ricorrere ad un sovrappiù di idealismo e d’inventiva. com’è appunto successo in Venezuela. predisponendosi all’accettazione e all’esaltazione dell’ideologia di sostegno. Chi invece percorre la strada del moralismo e delle chiacchiere umanistiche di salvezza universale non avrà altra possibilità.Poiché il pensiero già non riproduce la realtà ma la elabora secondo particolari tagli teorici. comunque. Ma alla lunga. interni ed esterni. hanno sempre avuto un impatto marginale nella creazione e nel mantenimento del benessere economico. politici e finanziari. la superficialità dottrinale e l’incapacità di discernere. indebolendo il paese. nell’affrontamento di successive problematiche o nel tentativo di approfondimento di quelle pregressamente trattate. propiedad cooperativa y colectiva” sono cose già sentite e non riuscite. di fronte ai costanti mutamenti del panorama storico e sociale. autogestión. esisterà in ogni caso un gap incolmabile tra il soggetto pensante e l’oggetto pensato. seppur a grandi linee. Queste masse di diseredati hanno accolto entusiasticamente le riforme bolivariste con le quali sono state concretamente migliorate le loro condizioni di vita. Questo è il metodo delle scienze che non ci dà la Verità (di questa si occuperà la filosofia) una volte per tutte ma ci apre costantemente continenti di comprensione via via più articolati e complessi. che non è quello tangibile ma una sua proiezione mentale fondata empiricamente. I tentativi di riformare per decreto in senso collettivista l’economia falliranno perché non hanno mai funzionato da nessuna parte (se non per periodi ridotti) e quei postulati sociali calati dall'etere della fantasia dimostreranno di non poter competere con la più flessibile e performante vivacità capitalistica. nel suo incedere logico. prima finanziariamente e poi politicamente. asociativismo. e a caro prezzo. o che. . cogestión. núcleos de desarrollo endógeno.

compreso il pauroso arretramento delle recenti e mirabili conquiste sociali. le abitazioni. Ad ogni modo. maggiormente aderenti allo sviluppo della fase politica ed economica in corso. La domanda è: sono solo idioti o anche traditori? In ogni caso non c’è più molta differenza. se il bolivarismo chavista non accoglierà al suo interno delle revisioni sostanziali. Forse non ha generato i maestosi spostamenti annunciati dai suoi profeti (anche nostrani) ma nemmeno è stato così velleitario come proclamato dai suoi detrattori. con l’indebolimento dello Stato e l’ulteriore perdita di sovranità nazionale. Una nuova geopolitica del XXI secolo? In campo geopolitico lo slancio venezuelano è stato molto coraggioso. probabilmente assisteremo al crollo del suo edificio con tutte le conseguenze del caso.In breve. quindi quale risposta alle atrocità commesse dalle locali élite guidate da sapienti teste straniere. Questi sono esempi baluginanti di cretinismo progressista delle cosiddette avanguardie no global e movimentiste. che gradirebbero farci tornare indietro di secoli per renderci ancor più succubi della finanza mondiale e delle logiche atlantiche. Lo scandalo lampante è però che questa forma di socialismo dei barrios . senza spingerlo nel vicolo cieco delle riforme irrealizzabili di stampo sovietico o cubano. alla quale riconosciamo dei meriti inconfutabili nel suo perimetro di riferimento. considerando l’accerchiamento internazionale e l’arretratezza socio-politica e culturale in cui si è dispiegata. 3. per conservare questi trionfi bisogna far marciare l’economia e puntellare la potenza geoeconomica e geostrategica del paese. quelle per la salute. questa sì condizione dirimente in epoca multipolare. la diffusione tecnologica ecc. Perché se in Venezuela il socialismo può ancora infastidire la longa manus statunitense che sta vedendo frenati i suoi programmi di espropriazione dei tesori di Stato e di consolidamento del suo modello speculativo finanziario. venga riproposto tal quale dai fronti di estrema sinistra del nostro “habitat” occidentale. si deve dare un giudizio positivo di alcuni intenti scaturiti e segnali ricevuti dalle sue iniziative. da noi produrrebbe proprio l’effetto contrario. soprattutto in Italia. ecc. Sono stati piantati i pilastri di collaborazioni . Le varie misiones volute da Chavez per risollevare le classi svantaggiate costituiscono un esempio di civiltà in quanto tagliano sensibilmente le detestabili diseguaglianze da cui era affetta la collettività venezuelana. il lavoro. possono e devono continuare ad esistere e perfezionarsi ma senza attribuire ad esse più valore strategico di quello che effettivamente hanno. Le politiche per la sovranità alimentare. fino all’ascesa di Chavez. Tuttavia.

L’ALBA (Alternativa Bolivariana para América Latina y el Caribe) fa parte di tale tracciato geopoliticamente caratterizzato. Nicaragua. hanno rappresentato un grande passo in avanti. Saint Vincent e Grenadine e Venezuela. Il Sistema Nazionale di Economia Politica. almeno nei traguardi ufficiali. F. Come diceva l'economista tedesco F. anche perché alcuni Stati sudamericani. Rep. mettendosi di traverso agli allestimenti organizzativi e agli strumenti di controllo finanziario di matrice statunitense (vedi l’ALCA) che deprimono le aspirazioni sovrane di questi governi. più maturi economicamente. orientata ad edificare il consenso necessario a “ripensare gli accordi di integrazione in funzione del raggiungimento dello sviluppo endogeno nazionale e regionale. economica ed anche militare) di tutta l’America Latina e i Caraibi. attraverso la fondazione di una propria industria e la formazione di una potente classe di industriali e commercianti”(cfr. frutto di strategie differenziate dei singoli stati. Ad ora ne fanno parte Antigua e Barbuda. economica e politica. su presupposti d’indipendenza ed originalità (antimperialismo e antiglobalismo). se pur finora hanno raccolto meno del seminato. Dominicana. affamate di fonti energetiche o colpite da crisi . come quello di consolidare una leadership autonoma (politica. L’azione concertativa e persuasiva del Venezuela è stata fluidificata dalla disponibilità di risorse primarie grazie alle quali è stato promosso. Ecuador. edizione Isedi 1972). Cuba. correggere le diseguaglianze sociali e assicurare la crescente qualità della vita dei poveri”. promette significative novità ed opportunità per il futuro. Per questo i propositi di Hugo Chavez di principiare un discorso di unità complessiva dell’area. Ma ha anche obiettivi più ambiziosi. peraltro. List: ““La storia ci propone esempi di intere nazioni che sono state annientate perché non avevano compreso in tempo che dovevano assicurarsi l’indipendenza. con lo scopo di sradicare la povertà. impediscono all’industria nazionale di affermarsi. Costituisce una proposta. attraverso aiuti e sostegni alle economie affini. La Siria e l’Iran sono membri osservatori. costretti a sottostare a regole di mercato che. List. che impediscono di considerarla una zona omogenea di interessi e di mete in grado di competere con entità geopolitiche più vaste e consolidate. si muovono con molta più circospezione negli spazi multipolari. fino a diventare un atout dell’agenda politica di tutto l’emisfero preso in considerazione. Nondimeno permangono incidenti divisioni nella zolla sudamericana. Bolivia. soprattutto nei settori più avanzati e strategici.concorrenziali ed antitetiche a quelle Usa che. a partire dal Brasile e dall’Argentina.

Che non sono mai al sicuro e perennemente acquisiti. il quale passa necessariamente dall’integrazione e dall’irrobustimento del polo latinoamericano. il quale durerà ancora abbastanza per scatenare ulteriori conflitti e scardinare molti equilibri. Mediterraneo. di preservare adeguati livelli di produttività. Eurasia.finanziaria. Possiamo percepire quali saranno. le ostilità multipolari e poi anche quelle policentriche che saranno decisamente asperrime. il socialismo del XXI secolo non ha portato all’isolamento di Caracas che opera realisticamente nel mercato globale. il quale avendo recuperato posizioni di preminenza ha richiamato alla collaborazione le compagnie straniere. Africa) considerati maggiormente strategici ma che presto potrebbe tornare a mettere ordine anche nel “giardino di casa”. in funzione dell’avanzamento del multipolarismo. col versante a guida statunitense. la dirigenza venezuelana. Si nota un elevato realismo politico in queste decisioni che permettono. Quando si materializzerà questa eventualità verificheremo la consistenza e la solidità dei regimi sudamericani e caraibici. efficienti ed efficaci in termini economici. Come si può riscontrare. ma non possiamo anticiparne tutte le mosse e le fibrillazioni che desteranno tante sorprese. in buona compagnia mondiale. tanto che il golpe del 2002 può essere ricondotto a tale disputa. l’impulso verso il multipolarismo. A fortiori se si valutano attentamente i disegni del vicino gigante statunitense. Nonostante rimbalzino. instaurare canali privilegiati di dialogo commerciale e strategico con le potenze emergenti o riemergenti (vedi la Cina. specialmente in chi è convinto dell’esistenza di un . inattendibili notizie sull’esaurimento imminente del petrolio. E’ verosimile che per i prossimi 50 anni questo comparto continuerà a monopolizzare la scena geoeconomica e ad accrescere gli attriti nello spazio geopolitico. scatenando le ire dei petrolieri e dei loro referenti esteri. più di altre. nonché evitare di arrivare ad uno scontro troppo diretto. ha puntato parecchie fiches sulla geopolitica degli idrocarburi. approssimativamente. Il grande gioco sulla scacchiera mondiale non si è ancora ben delineato. ricalcanti i percorsi dei dotti e la geografia dei pozzi. attribuendosi il diritto di perseguire i propri interessi specifici. almeno in questo passaggio intermedio. bisognosa. di approvvigionamenti dato il suo tasso di crescita). senza timore di perdere il controllo dei suoi averi. i principali attori e i loro movimenti sul campo. al contempo. da un lato all’altro del globo. il quale è assorbito su scenari (Pacifico. illuminando con le sue traiettorie. Hugo Chavez ed il suo entourage si sono riappropriati dell’oro nero venezuelano sin dal 2001. comprese quelle a stelle e strisce. L’industria petrolifera fu nazionalizzata e gestita secondo gli interessi dello Stato.

imprigionata nelle pastoie di un fantomatico socialismo di mercato che è un vespaio di incoerenze. assenza di cure mediche ecc. tutte condizioni favorevoli accumulate lungo la passata epoca bipolare (e relativamente disperse in seguito alla dissoluzione dell’URSS ). è quella di impedire a chiunque di avvantaggiarsene. culturale. fino a snaturarsi nei suoi elementi idealistici incongrui. malnutrizione. a balletti di coalizioni o intese temporanee inimmaginabili hic et nunc. escogitando formule di identificazione e partecipazione pubblica meno fantasiose del socialismo del XXI secolo. ecc. prima di entrare nell’epoca policentrica conclamata. diretta dall’alto. il bolivarismo dovrà coniugarsi. . a segnare il passo. Ad ogni modo. conservando ed accrescendo la propria autonomia decisionale. Che sarà costretto dal corso degli eventi. già all’opera in numerosi teatri caotici e ventri molli mondiali. Gli Usa hanno ancora le carte migliori al tavolo e ne sapranno approfittare. geostrategica e geopolitica più avanzata. disoccupazione.in cui i sistemi faticano a trovare la quadra perché non esistono stabili centri di riferimento e di regolazione politico-economica e in cui si accende una strenua concorrenzialità tra i competitors globali . Sicuramente quest’ultimo avrà quale pivot indiscusso ancora la Russia. Per questo assisteremo. Parliamo di un popolo che fino ad alcuni anni fa soffriva di analfabetismo. Conclusioni Le conquiste sociali del chavismo in Venezuela (che sono senz’altro da preservare) reggeranno unicamente se il Paese riuscirà a collocarsi intelligentemente negli spazi in ridefinizione della geopolitica intercontinentale. In era di scoordinamento multipolare .compatto e solidale fronte antioccidentale. Tutti temi messi al centro dell’agenda politica dall’ex Colonnello con le sue missioni volte a forgiare uno stato sociale funzionale ed accessibile. pur se tra mille difficoltà e gravi rivolgimenti dei suoi assetti economici e militari. la quale rischia di mettere a repentaglio la sua transizione capitalistica piena. con l’oggettività di un certo modello di sviluppo.non si respinge la crisi finanziaria senza fortificare le imprese di punta e la sovranità statale. Inoltre. elevata mortalità infantile. quasi certamente. bassi salari. libera dalla gabbia ideologica socialistica che ne aveva anteriormente limitato i movimenti. Contrariamente alla Cina. Mosca è tornata alla ribalta internazionale. essendo essa la formazione nazionale con una proiezione storica. saranno obbligati ad accettare un arretramento parziale ma la loro volontà.

Gli Usa lasciano fare.Un’altra incognita seria per i bolivaristi si apre proprio in questo periodo. Alle ultime elezioni si è affermato di misura sullo sfidante Henrique Capriles Radonski. Staremo a vedere. Non si può dire che geopoliticamente il socialismo del XXI secolo abbia interpretato quel ruolo di aggregazione che era nei proponimenti dei suoi fautori. Nicolas Maduro ha qualità inferiori ed esercita meno seduzione del suo predecessore. essendo attualmente trascinati su palcoscenici regionali e transcontinentali da essi ritenuti più fulcrali nell’attuazione della loro strategia generale. Inácio Lula. Sta di fatto che scopriremo presto se dietro l’ex Presidente Chavez si è formato un gruppo dirigente all’altezza dei suoi compiti o se questa esperienza si concluderà tra spinte centrifughe intestine e provocazioni indotte da agenti forestieri. . convinti di ristabilire l’ordine in un secondo tempo. L’avvenire dello Stato Venezuelano è legato al destino dell’intera area sudamericana e caraibica. Ci sono sintomi di lotte interne e divisioni acerrime che non promettono nulla di buono. con la successione ad Hugo Chavez. che dice di ispirarsi al leader del PT brasiliano. tanto che il più potente vicino nordamericano sembra non esserne così preoccupato. sempre all’opera in tutto il Sud America.

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