Villa  Palagonia       (Bagheria provincia di Palermo) 

Aperto al pubblico tutti i giorni dalle ore 9,00 alle 13,00 e dalle 15,30 alle 17,30 (dal 1 novembre al 31 marzo) dalle ore 9,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 19,00 (dal 1 aprile al 31 ottobre)

STORIA: Uno dei più conosciuti e visitati monumenti di Sicilia: Villa Palagonia a Bagheria. Superba ed eccentrica villa 
che, già nel Settecento, viene visitata da illustri viaggiatori, che la considerano come il luogo "più originale che esiste al  mondo e famoso in tutta Europa".  La  sua  costruzione  ebbe  inizio  nel  1715  per  volere  di Don  Ferdinando  Gravina e Crujllas,  V  principe  di  Palagonia,  pari  del  regno,  cavaliere  del  Toson  d'oro,  prestigiosa  onorificienza  dei  re  di  Spagna.  Per  la  progettazione  di  questa  residenza  di  villeggiatura  fu  incaricato  il  frate  domenicano Tommaso  Maria  Napoli,  architetto  coadiuvatore  del  Senato  di  Palermo  con  la  qualifica  di  "ingegnere  militare".  Come  collaboratore  nella  direzione  dei  lavori  della  costruenda  villa  viene  fatto  il  nome  di  un  altro grande e stimato architetto siciliano:Agatino Daidone. Nel 1737, con  la  successione  di  Ignazio  Sebastiano  Gravina,  erede  del  padre Francesco  Ferdinando,  iniziano  i  lavori  per  la  realizzazione  dei  corpi  bassi  che    Gruppo di mostri  circondano la villa, Francesco Ferdinando Gravina e Alliata.  A  questi,  VII  principe  di  Palagonia,  si  devono  i  lavori,  intrapresi  nel  1749, di completamento dell'intero complesso monumentale di villa  Palagonia con le decorazioni e gli arredi interni ed esterni che hanno  fatto  conoscere  nel  mondo  la  sua  residenza  di  Bagheria  quale  la  "Villa  dei  Mostri",  dovuta  alla  particolare  decorazione  che  adorna  i  muri  esterni  dei  corpi  bassi,  formata  da  statue  in  "pietra  tufacea  d'Aspra",  raffiguranti  animali  fantastici,  figure  antropomorfe,  statue  di  dame e cavalieri, musicisti e caricature varie. La villa possiede uno    straordinario  disegno  planimetrico  unitario,  con  tutti  gli  elementi  Sala degli specchi  che  si  sviluppano  e  agiscono  coordinatamaente  rispetto  all'asse  baricentrico del viale.    Molto  particolare  è  lo  scalone  a  doppia  rampa,  realizzato  in  pietra  calcarea,  sotto  il  fastoso  principesco  stemma  della  famiglia  Gravina.  Al  piano nobile, si accede da un vestibolo ellittico fatto affrescare con scene  raffiguranti  le  fatiche  di  Ercole,  in  omaggio  al  nuovo  gusto  di  fine  settecento,  da  Salvatore  Gravina,  successore  del  fratellastro  Francesco  Ferdinando  II.  Alla  sua  destra  la  "Galleria  o  Sala  degli  specchi",    con  il  soffitto  interamente  ricoperto  da  specchi,  con  dipinti  raffiguranti  una    balaustra con sovrastante cielo e fantastici uccelli.  F.sco Ferdinando Gravina II  .  Le  pareti  di  questa  grande  sala  sono  adornate  con  finissimi  marmi,  con  vetri  colorati  e  da  altorilievi  marmorei  rappresentanti  il  fondatore  della  villa  e  il  nipote  committente  dei  "mostri"  con  le  rispettive  mogli,  antenati  di  casa  Gravina  e  di  illustri  personalità  delle  case  regnanti  d'Europa.Sul  pavimento  un  accurato  disegno  in  marmo  policromo  del  Settecento  siciliano.  Da  questo  ampio  salone  si  accede  alla  sala  della  cappella  e,  di  fronte  ad  essa,  attraversando la "Sala degli specchi" si giunge nella sala del biliardo. Dalla sala  ovale d'ingresso si giunge anche negli appartamenti privati della villa, oggi non  visitabili  che  sono  costituiti  da  una  serie  di  sale  poste  in  "enfilade".   Nel  1885  la  villa  fu  acquistata  dalla  famiglia  Castronovo  che  ancora  oggi,  grazie  ai  suoi  eredi,  rende  possibile  la  visita  ad  uno  dei  più  straordinari  monumenti  della  civiltà barocca europea, creato nella terra di Sicilia. 

Cappella esternar 

 

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con la costante presenza del dio Mercurio. con balaustre in pietra che ne accompagnano l'articolato disegno. costituiti da un serie di l'una dietro l'altra. Il corpo di fabbrica centrale della villa. Al piano nobile si accede dal piano di campagna per mezzo di una scalinata a doppia tenaglia. senza cortili interni. che così descrisse la bizzarria degli interni: «I piedi delle sedie sono segati inegualmente. Schizzo planimetrico di Johann Wolfgang von Goethe (9 aprile 1787) Architettura Recenti studi ipotizzano una precisa matrice alchemica del XVIII secolo . La ripartizione dei cosiddetti Mostri in due settori laterali della villa (musicanti da una parte e creature deformi dall'altra. ha una pianta articolata in due elementi quadrati congiunti da una parte centrale curvilinea. Il piano terra è attraversato al centro da un passo carraio. all'inizio del viale. A conclusione del prospetto. che ripete lo spazio del piano inferiore. Storia Venne costruita a partire dal 1715 per conto di Francesco Ferdinando Gravina Cruyllas. ad opera dell'architetto Tommaso Maria Napoli. che ne sono tuttora in possesso. . principe di Palagonia. riccamente affrescato e con il soffitto coperto da specchi. che raffigurano vari personaggi mescolati con animali fantastici e figure caricaturali. dette Mostri. con schienali a linee spezzate di gusto barocco. Da questo si accede al salone delle feste. che si allarga al centro in uno spazio ovale senza luce diretta. Dal lato opposto si trova una sala da biliardo e sui lati gli appartamenti privati. Alla base è affiancata da due sedili in pietra. tanto alto da nascondere le falde del tetto. mentre gli spigoli della fabbrica hanno il piano terra bastionato. su incarico dei successori del principe. riguardarono nel 1737 le strutture basse che circondano la villa e nel 1749 le decorazioni interne ed esterne. ed è parzialmente aperta al pubblico. Il 9 aprile 1787 la villa fu visitata da Johann Wolfgang von Goethe. al di sopra della trabeazione. Le basse costruzioni che circondano la villa sono riccamente decorate da statue in calcarenite d'Aspra.La Villa Palagonia è una villa settecentesca di Bagheria. del tipo tradizionale a blocco chiuso. fautore della trasmutazione della materia) significherebbe la ricerca dell'armonia partendo dalla musica (Nigredo) sino alla materia (Rubedo). il custode del palazzo invita i visitatori a non fidarsi delle sedie solide perché sotto i cuscini di velluto nascondono delle spine. Il primo piano presenta quattro torrioni agli spigoli e al centro un vestibolo ovale. Oltre questo è presente una sala con la cappella privata.alla base di questo edificio. in Sicilia. con l'aiuto di Agatino Daidone. vi è un attico con elementi decorativi.» Nel 1885 la villa venne acquistata da privati.come per altre ville bagheresi . Altri lavori. A metà del viale d'ingresso si trova il cosiddetto Arco del Padreterno. davanti all'entrata. fu invece demolito alla metà del XX secolo il grande Arco dei Tre Portoni (in dialetto Tri Purtuna). in modo che nessuno può prendere posto e.

A farlo è stato Francesco Ferdinando Gravina e Alliata. Si parla di circa duecento statue in pietra tufacea raffiguranti figure fantastiche. draghi e leoni a banchetto. il principe poteva agevolmente giocare alle spalle dei suoi ospiti. riempiendo saloni e giardini. . amati e visitati monumenti della Sicilia. suonatori di strumenti immaginari e via dicendo. Una citazione speciale merita la “Sala degli specchi” studiata per deformare l’immagine di chi guarda: un modo ironico per dire che infondo nessuno è perfetto. Statue e burle Inoltre. nani che cavalcano delfini dalla testa di imperatori romani. o come poltrone nelle quali erano stati nascosti spilli e spuntoni. in un luogo grottesco come quello di Villa Palagonia. asini seduti come uomini. corridoi e viali di statue e dipinti raffiguranti esseri orripilanti? A giudicare dalla quantità di strane creature che affollano uno dei più conosciuti. pare proprio di sì. la barocca residenza di famiglia. come i piedi di alcune sedie segati in maniera disuguale per renderle zoppe. con ritratti e arredi irriverenti.Villa Palagonia  Si può decidere di vivere in mezzo ai mostri. settimo principe di Palagonia. altre sedute talmente inclinate in avanti da costringere a posizioni innaturali per non scivolare e cadere. I mostri invece. Perché abbia fatto questa scelta strava gante è presto detto: da quello che riportano le cronache. che nel 1749 ha dato inizio ai lavori per il completamento e la decorazione della monumentale Villa di Bagheria. erano disseminati ovunque. il principe soffriva per la sua bruttezza e per una sorta di gobba e riteneva che questa sua difformità dai canoni estetici del tempo sarebbe stata meno evidente in un ambiente animato da figure fuori dal comune.

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