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Sini F Articolo 2005 Diritto

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4 – 2005 – Tradizione Romana

FRANCESCO SINI
Università di Sassari

Diritto e documenti sacerdotali romani: verso una palingensi*

SOMMARIO: 1. Motivazioni e spazi di una ricerca volta alla raccolta dei “frammenti” provenienti dai documenti dei sacerdoti romani: religio, iura e antiquitates del popolo romano. – 2. Ricognizione su consistenza e contenuti dei documenti. A. Il problema della distinzione tra libri e commentarii sacerdotali. – 3. B. Consistenza e contenuti dei commentarii sacerdotali. – 4. C. “Sistema” ordinatorio dei libri augurum. – 5. Evidenze dai documenti sacerdotali. A. Una lingua di imperativi e divieti. – 6. B. “Aperture” cultuali come “procedure operative”: dall’universalismo religioso all’imperium populi Romani. – 7. Critica dei testi e palingenesi dei documenti sacerdotali: la “gerarchia delle fonti”.

1. – Motivazioni e spazi di una ricerca volta alla raccolta dei “frammenti” provenienti dai documenti dei sacerdoti romani: religio, iura e antiquitates del popolo romano Numerose fonti, sia epigrafiche[1] sia letterarie, attestano la pratica usuale dei sacerdoti romani di redigere e conservare tutta una serie di documenti attinenti alle molteplici attività di ciascun collegio[2]. Il contenuto di questi archivi sacerdotali[3] doveva presentarsi, quindi, piuttosto vasto: rituale e istruzioni generali di culto; preghiere e formule solenni (carmina)[4]; trascrizioni di interventi autoritativi o pareri interpretativi dei sacerdoti (decreta e responsa)[5]. Nei documenti sacerdotali si conservano, inoltre, le liste dei membri del collegio (in cui era possibile trovare anche un embrione di storia e di cronologia)[6] e i processi verbali degli atti professionali (acta)[7]. Sebbene in linea di massima vi fosse una certa tipicizzazione nella forma e nel contenuto, i documenti del collegio dei pontefici[8] superavano di gran lunga gli altri per consistenza: questi sacerdoti determinavano il calendario annuale[9], compilavano ed aggiornavano i fasti consolari[10], e registravano negli annales[11] – fin dal periodo più antico – le res gestae del popolo romano; inoltre, la tradizione antica riconduceva all’archivio dei pontefici anche le leges regiae[12], i libri e i commentarii dei re[13] e le primitive regole dello ius civile[14]. Questa vasta opera di compilazione dovette svilupparsi nel costante lavoro di interpretazione e di rielaborazione delle diverse branche dello ius (sacrum, publicum, privatum) da parte dei collegi sacerdotali[15]; è probabile che in epoca più recente, i collegi ed il pontefice massimo[16] abbiano provveduto ad elaborare una sistemazione interna di carattere funzionale. Tuttavia, l’epoca della sistemazione degli archivi non deve in nessun caso essere confusa con l’inizio dell’utilizzazione della scrittura da parte dei collegi sacerdotali romani; l’ausilio della scrittura per fissare le minuziose regole del rituale dovette essere necessità assai risalente, giusta l’osservazione di A. BouchéLeclercq sul culto della religione romana arcaica: «une liturgie si compliquée ne pouvait se transmettre sans le secours de l’écriture»[17]. Vorrei spendere qualche parola sull’attendibilità e sulla rilevanza dei documenti sacerdotali, specialmente per la ricostruzione delle istituzioni giuridiche e politiche. I

documenti sacerdotali (e quindi il lessico e i concetti elaborati dai sacerdoti)[18] rappresentano le evidenze più autentiche e le prime riflessioni sistematiche della giurisprudenza romana[19]. Costituiscono altresì il nucleo più risalente e affidabile della storiografia romana, poiché da essi si ricavano le caratteristiche originarie e la dialettica dello sviluppo delle istituzioni pubbliche e private. Vi è però anche un’altra ragione che rende preziosi questi documenti. A fronte della constatata inadeguatezza delle categorie giuridiche moderne, i documenti sacerdotali sono da considerare strumenti indispensabili per un riesame complessivo del “sistema giuridico-religioso”[20] dei Romani: a cominciare dalla ridefinizione del «diritto pubblico romano» in chiave non “statualista”[21]. Non è certo questo il luogo per svolgere lunghi e articolati discorsi critici intorno alla sistematica sottesa al Römisches Staatsrecht di Theodor Mommsen[22]; critiche variamente formulate dalla dottrina, e con ben altra autorevolezza, nel corso dell’ultimo secolo di studi romanistici[23]. Basterà rilevare – citando Giovanni Lobrano – che nel complesso rapporto «così instaurato tra “materiale” romano e sistematica contemporanea»[24], quel voler ricondurre la concreta realtà dello ius publicum all’astratto sistema dello «Staatsrecht» ha prodotto risultati a dir poco unilaterali, inadeguati e parziali. Appaiono in tutta evidenza i limiti di un metodo che, oltre a prospettare un’interpretazione “statalista” del sistema giuridico-religioso romano, pretendeva di ricondurre le molteplicità di forme e di tempi storici ad astrazioni concettuali generalizzanti, «Grundbegriffe»[25]; fra i quali primeggiava il «Grundbegriff» di Magistratura, concepito come chiave di volta dell’intero sistema[26]. Per quanto il grande Maestro tedesco non ignorasse che per delineare «die allgemeine Lehre von der Magistratur» avesse dovuto sacrificare la concreta storicità delle magistrature[27]. Ma torniamo ai documenti sacerdotali. Nella tradizione documentaria dei collegi, possono individuarsi due linee di tendenza, in qualche misura complementari. Da un lato, vigeva un rigoroso formalismo per gli antichissimi carmina (illa mutari vetat religio et consecratis utendum est), conservati in forma linguistica arcaica anche in età imperiale avanzata, determinando sovente qualche problema di comprensione negli stessi sacerdoti recitanti[28]. D’altra parte, i sacerdoti procedevano al costante aggiornamento linguistico di rituali e forme di culto; al fine di renderli comprensibili ai contemporanei. In tal modo, nel corso delle generazioni, si accumularono materiali documentari – per la maggior parte decreta e responsa – che attraverso revisioni e sistemazioni periodiche pervennero sostanzialmente integri fino all’ultimo secolo della repubblica[29]. Le fonti attestano almeno quattro interventi ordinatori, susseguitisi con sorprendente periodicità: il primo, raffigurato come compilazione originaria, è attribuito a Numa Pompilio[30], del quale la tradizione conosceva gli antichissimi sacra omnia exscripta exsignataque[31] istitutivi del sacerdozio pontificale; il secondo ci è presentato come opera di Anco Marcio[32]; il terzo, datato nei primissimi anni della repubblica, è costituito dalla raccolta di leges regiae del pontefice Papirio[33]; l’ultimo intervento ordinatorio si deve collocare nel periodo immediatamente successivo all’incendio gallico[34]. Infine, intorno al 130 a.C., gli annales pontificum vennero raccolti in forma definitiva dal pontefice massimo P. Mucio Scevola[35], il quale rielaborò quei materiali e compose gli Annales Maximi[36]. I documenti sacerdotali dovevano presentarsi riordinati in maniera organica già alla fine del III secolo a.C., quando cominciarono ad essere oggetto di studio e di sistematizzazione da parte di sacerdoti-giuristi[37] e antiquari, i quali negli ultimi due secoli della repubblica improntarono sui documenti sacerdotali lo studio della religio (id est cultu deorum)[38], degli iura (divinum, publicum, privatum) e delle antiquitates[39] del Populus Romanus Quirites[40]. 2. – Ricognizione su consistenza e contenuti dei documenti. A. Il problema

sacris[58]. Tuttavia. quid teneri ius fuerit»[57]. si legge che i sacerdoti arvali nel compimento delle sacre cerimonie ricorrevano ad appositi libelli[47] per recitare l’antichissima ed ormai quasi incomprensibile invocazione del carmen Arvale[48]. La notizia di fonte sacerdotale. Anche Varrone e Cicerone (nelle cui opere si trovano le più risalenti citazioni testuali di libri e commentarii sacerdotali) [44] utilizzano sovente il termine liber in varie e generiche accezioni.della distinzione tra libri e commentarii sacerdotali La dottrina contraria alla distinzione tra libri e commentarii sacerdotali. Questi libri che altro potevano contenere se non le formule solenni e le procedure relative alla dedicatio-consecratio[55]? Dall’orazione. Ai Romani di età tardo-repubblicana. meritano maggiore attenzione le titolature ufficiali del personale ausiliario dei collegi sacerdotali. affermatasi nella seconda metà dell’Ottocento con gli studi Auguste Bouché-Leclercq [41] e Paul Regell[42]. sine libris. L’area della casa di Cicerone era stata fatta consacrare dal tribuno Clodio [51]. una significativa conferma delle indicazioni offerte dalle fonti epigrafiche. secondo cui il carmen degli arvali si tramandava in libellis (cioè in libri di piccolo formato) presso l’archivio del sodalizio. rilevabili in epigrafi d’epoca imperiale[45]. caerimoniis. invitus. Alcuni passi dell’orazione costituiscono. determinata dal fatto che il pontefice avrebbe operato: «ignarus. Le qualifiche a commentariis (o commentarienses) e a libris. confermano l’esistenza di una qualche distinzione tra libri e commentarii nei documenti sacerdotali. Vi è poi l’orazione ciceroniana de domo sua. si ricava una precisa indicazione sui libri pontificii: essi contenevano sia i solenni verba dedicationis. sine collegis. ma anche – a mio avviso – della denominazione ufficiale di queste raccolte[49]. quid dici. de rebus divinis. Ma l’oratore offre anche altre indicazioni su ciò che i pontefici potevano trovare nei libri del collegio (in vestris libris): de religione. infatti. sia l’insieme del procedimento rituale di esclusiva competenza dei pontefici: «Illa interiora iam vestra sunt. preghiere e regolamenti del rituale. mente ac lingua titubante fecisse dicatur»[54]. sine auctore. attribuite ad alcuni di questi funzionari [46].ormai usuale . Pinario Natta[53]. furtim.di utilizzare i materiali degli archivi nell’espletamento delle funzioni religiose e giuridiche di ciascun sacerdozio[60]. muove dalla convinzione che i due termini nelle citazioni degli autori antichi appaiano reciprocamente fungibili[43]. Per contestare la validità della dedicatio-consecratio. costituisce una prova autorevolissima non solo della conservazione da parte dei collegi sacerdotali di antiche formule solenni. 3. Consistenza e contenuti dei commentarii sacerdotali Le fonti letterarie (che citano con particolare rilievo i commentarii degli auguri e dei pontefici) confermano l’impressione che i commentarii costituissero una sorta di .C. per il corretto esercizio delle funzioni legate al sacerdozio. sine fictore. cognato di Clodio ed unico sacerdote che si prestò a compiere la cerimonia. quid praeiri. Cicerone trascrive dai commentarii dei pontefici due responsa di età precedente in materia di dedicatio/consecratio: responsa pronunciati dal pontefice massimo pro collegio. pronunciata davanti ai pontefici[56]. quid tangi. Cicerone adduce come prova anche l’imperizia rituale del giovane pontefice L. in altro paragrafo della De domo sua[59]. infatti. con l’intenzione di innalzarvi un tempio alla Libertas[52]. fonte attendibilissima e certo ben documentata in tema di ius publicum e di ius pontificium[50]. – B. doveva apparire quasi indispensabile che i sacerdoti ricorressero all’ausilio dei documenti conservati nei loro archivi. Le argomentazioni di Cicerone confermano l’esistenza in seno ai collegi sacerdotali di una consolidata tradizione documentaria e la prassi . Negli acta Arvalium del 218 d. I dati che emergono dall’orazione appaiono altrettanto utili per la distinzione tra libri e commentarii del collegio.

che sovente si concretizzavano in decreta e responsa[61]. Era. che Cicerone. siamo in presenza di una citazione testuale. in quanto. assume particolare valore la testimonianza di Cicerone. Hoc fortasse rei publicae causa constitutum est. quindi differente anche per contenuto. quasi certamente. Voglio però notare. Fra questi passi.3. un decreto in materia di auspicia magistratuali. il quale nelle sue opere. mentre il termine commentarii appare distinto e contrapposto a quel genere di documenti. nel contesto liviano. 2. quod idem omnibus rebus optumum auspicium habemus.)[69]. ma l’insieme di fasti e commentarii: quindi. Con il decreto «Iove tonante. Ai commentarii pontificum.398[70]. sia i commentarii dei pontefici[62]. Su questo punto. con un riferimento sia alle regole relative alla divisione e . al punto da sembrare ad alcuni studiosi generico o addirittura controverso. fulgurante comitia populi habere nefas»[64]. mette conto esaminare uno dei più utilizzati dalla dottrina contraria alla distinzione: Tito Livio 4. In tale contrapposizione è possibile cogliere la vera distinzione concettuale e di contenuto nell’uso dei due termini: per fasti[72] si intende la compilazione dell’arcaico calendario mobile[73] (le cui regole stavano secondo altre fonti nei libri pontificales[74]). come sta ad indicare la frase «Itaque in nostris commentariis scriptum habemus». si è voluto sostenere da una parte della dottrina[71] l’impossibilità di distinguere tra libri e commentarii. hist. Tuttavia. comitiorum enim non habendorum causas esse voluerunt. 18. sia a proposito dell’attività giurisprudenziale del grande giurista Tiberio Coruncanio (Brut. quae omnes peregrini etiam sciunt. sia un passo del commento di Servio Danielino. mentre fanno riferimento ai commentarii degli auguri per la specificazione delle aves augurales sia un tormentato passo di Festo (v. cita un decreto sui tempi di celebrazione dell’augurio canario dai commentarii pontificum[68]. il termine commentarii sarebbe utilizzato per indicare l’insieme dei documenti dei pontefici. p. Aen. De div. Alla individuazione/ricostruzione delle materie attinenti ai commentarii. fulgurante comitia populi habere nefas”. Anche le altre fonti che citano testualmente i commentarii sacerdotali concordano con la testimonianza di Cicerone: Plinio il Vecchio. 1. primo pontefice massimo plebeo. Sanqualis. 420 L. si sinistrum fuit[63].14. Nat. non sono di ostacolo neppure quelle fonti in cui il termine ha un significato meno precisabile. il tribuno Canuleio volesse alludere effettivamente all’esclusione dei plebei dalla conoscenza dell’insieme dei documenti pontificali.[65]. Dai primi trascrive nel De divinatione un noto decreto augurale: Cicerone. aveva estrapolato senza dubbio dai commentarii del collegio. più volte. nell’ambito del controllo di legittimità degli auspicia esercitato dagli auguri[66]. non ad commentarios pontificum admittimur. che l’annalista per designare la totalità dell’archivio non utilizza soltanto il termine commentarii.42-43: Itaque in nostris commentariis scriptum habemus: “Iove tonante. augure dal 53 a. i cui responsa erano conosciuti ancora al tempo di Cicerone ex pontificum commentariis[67]. a mio avviso. si non ad fastos. va meditata con maggiore attenzione la contrapposizione tra fasti e commentarii rilevabile nel testo liviano. quod non in regibus ante fuerit? Sulla base del testo liviano. Non voglio certo negare che.9: Obsecro vos. ne ea quidem scimus.guida per il compimento delle funzioni dei collegi: vi erano cioè trascritti i rendiconti e le memorie di una scienza e di un’attività. mostra di conoscere personalmente sia i commentarii del suo collegio (auguri). Itaque comitiorum solum vitium est fulmen. 55). consules in locum regum successisse nec aut iuris aut maiestatis quicquam habere. l’oratore ricorre invece sia in materia di dedicationes (De domo 136).C.

o almeno della maggior parte di essi. Tuttavia. alle quali indirizzavano le precationes augurales citate dai tardi grammatici. la quale. Risale allo stesso periodo la composizione delle liste dei nomina deorum[85]. Alla stessa epoca riconduce la definizione degli agrorum genera in De lingua Latina 5. Divorumque iras providento sisque apparento. cioè del tempo utile per l’osservazione dei signa auguralia. infatti. solo i libri augurum. Il carattere assai risalente è attestato anche per i libri degli auguri: da essi l’augure Cicerone traeva l’antica denominazione del dictator[78] chiamato in quei libri magister populi. Altro dato da tenere in considerazione è la conclamata antichità dei libri. definite nei libri. Erano le divinità per le quali gli auguri celebravano cerimonie e sacrifici[87]. nell’insieme di precetti e procedure. a parte un passo di Varrone in cui si menzionano i libri Saliorum[80]. Mentre. “Sistema” ordinatorio dei libri augurum Fra i libri sacerdotali. Ciò si rende possibile seguendo la descrizione delle funzioni augurali che l’augure Cicerone traccia nella parte del De legibus[92] dedicata a questi sacerdoti: De leg. individuandone i contenuti peculiari rispetto ai commentarii e le implicazioni sistematiche delle materie in essi raccolte. sia ai canoni interpretativi e alle precedenti memorie dell’attività pontificale. per i loro verba ormai desueti[88]. L’antiquitas e la vetustas prisca[77] costituiscono elementi di grande rilevanza per la definizione dei materiali raccolti nei libri pontificum. mentre acquista particolare senso nell’ambito di quella tradizione che identificava la città di Gabii come importante centro culturale del Lazio arcaico[84]. che ne rendeva il linguaggio addirittura di difficile comprensione. il “sistema” ordinatorio. mentre l’antiquario Varrone vi leggeva la parola terra «scripta cum R uno»[79]. quindi. per dimostrare la diversità di contenuto rispetto ai commentarii. si ricava l’impressione che nei libri fossero confluiti in prevalenza materiali riguardanti le regole della disciplina augurale. dei commentarii (pontificum) è stata talvolta evidenziata dagli autori antichi l’obscuritas delle parole[75]. già alla fine dell’età regia o nei primissimi anni della repubblica[82]. sarà sufficiente esaminare o gli uni o gli altri. Dei libri augurum è infine ipotizzabile. continuarono a pronunziare nel compimento delle inaugurationes[89]. così come più antica delle XII Tavole sembra essere stata la regolamentazione del tempus augurii[91]. i cui contenuti originari erano identificati con i sacra omnia exscripta exsignataque di Numa e con le leges regiae. caelique fulgura regionibus ratis temperanto. per usare le parole di Cicerone. il rilievo attribuito all’ager Gabinus sarebbe totalmente immotivato per l’età storica più recente. anche se le vicende . la antiquitatis effigies[76]. Quaeque augur iniusta nefasta vitiosa dira deixerit.33 [83]. publici augures. dei libri rileva invece. le citazioni testuali riguardano i libri degli auguri e dei pontefici[81]. oggetto per l’appunto dei commentarii. che Cicerone conosceva raccolti nei libri del collegio [86]. con buona approssimazione. Quasi inutile sottolineare l’estrema attendibilità del testo. urbemque et agros et templa liberata et efflata habento. 4.numerazione del tempo. inrita infectaque sunto. disciplinam tenento sacerdotesque vineta virgetaque et salutem populi auguranto. capital esto[93]. 2. si presentava strutturata per parte considerevole in un sistema organico. – C. o nel rito di definizione del templum augurale[90]. Dai testi discussi finora. fino alla estinzione della religione romana. quique non paruerit. auspicium praemonento ollique obtemperanto. signis et auspiciis postera vidento. quique agent rem duelli quique popularem.20-21: Interpretes autem Iovis optumi maxumi. Lo stesso discorso vale per le formule solenni che gli auguri. Esaminerò. cioè la sistematica elaborata dai sacerdoti per i materiali ivi contenuti.

risulta tracciata in naturale adesione ad un testo ufficiale del collegio. sive quo alio nomine te appellari volueris][102]. senza significato la collocazione di questa parte alla fine del testo. schematizzabili come segue: 1. Si tratta di un numero limitato di frammenti.351: EXCESSERE quia ante expugnationem evocabantur ab hostibus numina propter vitanda sacrilegia. urbemque et agros et templa liberata et efflata habento»). auspicium praemonento ollique obtemperanto»). quindi. Et iure pontificum cautum est. «quaeque augur iniusta nefasta vitiosa dira deixerit. quest’attività dava luogo all’emanazione di decreta e responsa. ad un testo trascritto da una raccolta ufficiale. destinata probabilmente agli stessi auguri[96]. che stavano alla base della caratteristica connotazione in senso negativo del linguaggio precettivo dei sacerdoti romani. mi permetto di rinviare ad un altro mio scritto[101]. o di singoli sacerdoti[100]. piuttosto. Et pontifices ita precabantur ‘Iuppiter optime maxime. riguarda la pratica esplicazione delle funzioni precedentemente indicate. dalle materie attribuibili ai libri augurum[98]. la partizione delle funzioni augurali. 2. I precetti imperativi dettati dai sacerdoti si concretizzavano prevalentemente in impedimenti e divieti. anche se concettualmente dipendente. Non appare. Definizioni degli spazi celesti e terrestri («caelique fulgura regionibus ratis temperanto. quique non paruerit. qui mi preme proporre una verifica testuale e svolgere brevi note di commento ai frammenti citati. sive mas sive femina’. soprattutto per sottolinearne la sicura provenienza sacerdotale. Nomina deorum e precationes augurales («divorumque iras providento sisque apparento»). atti raccolti. Pur non superando tutte le difficoltà interpretative. ne – possint. Una lingua di imperativi e divieti Dai documenti sacerdotali emerge la straordinaria rilevanza della negazione nel linguaggio precettivo dei sacerdoti romani.1 «Ne suis nominibus dii Romani appellarentur. 5. dal punto di vista linguistico. si ha la netta sensazione di trovarsi di fronte a «dispositions précises puissées certainement à un recueil officiel redigé en terme de profession»[95]. Signa e auspicia in generale («Interpretes autem Iovis optumi maximi. Sulle motivazioni religiose. insomma. piena consapevolezza anche gli autori antichi. per riferire in forma indiretta interventi precettivi dei collegi sacerdotali. inrita infectaque sunto. publici augures. Inde est. nei commentarii. 3. signis et auspicis postera vidento»). A. . Dumézil – «des divisions authentiques»[97] dei libri augurum. 6. 2. Et in Capitolio fuit clipeus consecratus. (B) interventi autoritativi – decreta e responsa – resi da un intero collegio o (C) da singoli sacerdoti. quod Romani celatum esse voluerunt.. ne exaugurari possint» [Servio Dan. connotandosi quindi. Di questa caratteristica avevano.tormentate della tradizione manoscritta rendono il passo citato di non facile lettura[94]. in cuius dei tutela urbs Roma sit. che paiono significativi in ragione della specificità del contenuto: (A) prescrizioni generali di culto e alla disciplina sacerdotale. con maggiore frequenza in senso negativo[99]. cui inscriptum erat ‘genio urbis Romae. capital esto». Inaugurationes («sacerdotesque vineta virgetaque et salutem populi auguranto»). La restante parte del passo. peraltro. 5. nelle cui opere troviamo impiegato con sorprendente frequenza il verbo «negare». giuridiche e ideologiche. 4. quindi. Si trattava – per dirla con le parole di G. Auspicia dei magistrati («quique agent rem duelli quique popularem. A. cioè nettamente separata. Aen. Disciplina augurale («disciplinam tenento»). – Evidenze dai documenti sacerdotali. sottesa al testo ciceroniano.

i magistrati – o gli stessi auguri – erano tenuti a dare disposizione ai calatores di precederli lungo la via da percorrere. De domo 136: Quid? cum Licinia. 2. Flaminino Q. (B. sanctissimo sacerdotio praedita. ut iumenta iubeant diiungere] [103].351.6. opinor.77: Nam ex acuminibus quidem. Pertanto. (A. 4. Marcellus ille quinquiens consul totum omisit. quin eo die feriae praecidaneae essent» [Aulo Gellio. nonne eam rem ex auctoritate senatus ad hoc collegium Sex. Noct. T. Appaiono anche le ragioni che giustificavano questo particolare divieto: la cautela rituale dei pontefici (unici competenti della divulgazione dei nomina deorum) mirava a scongiurare l’eventualità che potesse essere conosciuto da potenziali nemici in cuius dei tutela Roma esset. iam M. 4.1) Il passo di Servio Danielino. La formulazione di un simile divieto si inquadrava perfettamente nelle prerogative del collegio dei pontefici. gli indigitamenta dei libri pontificales[109]. quos de pontificio iure composuit. Att. Iulius praetor rettulit? cum P. si quando rem agere vellet.2 «Ne iuges auspicium obveniat» [Cicerone. Coruncanio pontifici maximo feriae praecidaneae in atrum diem inauguratae sunt. lectica operta facere iter se solere. idem augur optumus. quod ipsi pontifices semper non solum ad suas caerimonias. sed etiam ad populi iussa accommodaverunt. C. virgo Vestalis summo loco nata.1 «Non habendum religioni.A. scripsi: ‘Tib. Aen. De div.1 «Nisi eum populus Romanus nominatim praefecisset atque eius iussu faceret. sacrum non viderier» [Cicerone. 2. dettata al fine di evitare che in circostanze di particolare solennità si verificasse uno iuges auspicium[111]. Metello consulibus aram et aediculam et pulvinar sub Saxo dedicasset. ut revertar ad ius publicum dedicandi. non videri eam posse recte dedicari» [Cicerone. fra le quali vi era l’esclusiva competenza (e la rigorosa propensione) alla determinazione dei nomina deorum[108]. appellari volgo notum est. nisi – dedicari][105]. 2. in cui cita testualmente il decreto dei pontefici che sanciva la validità rituale di certe feriae praecidaneae in atrum diem inauguratae dal pontefice massimo Tiberio .77 riferisce una singolare prescrizione della disciplina augurale (attestata anche da Servio Danielino[110]). B. pro collegio respondisse. habetis in commentariis vestris C. ne – obveniat.6. Propterea verba Atei Capitonis ex quinto librorum. Aemilium pontificem maximum.9-10.1) Indiscutibile mi pare anche la buona qualità del testo di Gellio. Noct. ferias ‘praecidaneas’ dici id.9-10: Sed porcam et hostias quasdam ‘praecidaneas’. Att.2 «Quod in loco publico Licinia Gai filia iniussu populi dedicasset. (A. menziona il divieto pontificale di invocare suis nominibus le divinità tutelari di Roma. sicuti dixi. Huic simile est quod nos augures praecipimus. Scaevola pontifex maximus pro collegio respondit: quod – viderier][106]. Et quidem ille dicebat.2) Il testo ciceroniano De div. De domo 136: Sed. Collegium decrevit non – essent] [104]. ed evitarne così l’evocatio in caso di guerra. idem imperator. C. Cassium censorem de signo Concordiae dedicando ad pontificum collegium rettulisse eique M. a volgo remotum est. ne impediretur auspiciis. quod totum auspicium militare est. divieto che anche altre fonti attestano[107]. ordinando di staccare tutti i buoi che si trovassero aggiogati: ne iuges auspicium obveniat[112].

infatti. Il primo frammento attiene alla distinzione dei genera agrorum elaborata dalla disciplina augurale: Varrone. Per ragioni di brevità. Essi documentano una persistente tradizione interpretativa in materia di vota publica e di dedicationes in loco publico. hosticus dictus ab hostibus. sacerdotes. in merito ai pubblici vota. qui extra Romanum et Gabinum.2) Infine di grande interesse appaiono anche gli ultimi due responsa pontificali citati da Cicerone in De domo 136. di cui il diritto pontificale considerava validi gli effetti anche in presenza di vizi[115]. superando una sistematica e una interpretazione dello ius publicum (sacra. abbia assimilato questa sua azione agli atti di culto compiuti irritualmente dall’insciens o dall’imprudens. la res publica romana – e la sua religione politeista –. Gabinus ab oppido Gabis. ab antiquo. De ling. è sempre stata caratterizzata dalla continua esigenza (e preoccupazione) di integrare l’“alieno”: dèi. incertus. giuridica e politica verso l’esterno[118]. Romanus dictus unde Roma ab Rom<ul>o. Gabinus.33: Ut nostri augures publici dixerunt.Coruncanio[113]. dunque. uomini. Dai documenti sacerdotali emergono numerose “procedure operative” che hanno permesso ai sacerdoti di dare corpo a questa vocazione universalistica. Quocirca Gabinus quoque peregrinus. ab reliquo discretus. poiché è noto che la scienza pontificale. considerava lo iussum populi requisito indispensabile per l’assunzione del vincolo obbligatorio nei confronti degli dèi[117]. qui de his quattuor qui sit ignoratur[120]. La divisione dello spazio terrestre in cinque agrorum genera[121] rappresenta un . risulta fuorviante applicare la “Staatslehre” allo studio dello ius publicum del popolo romano. 6. id est a progrediendo: eo [quod] enim ex agro Romano primum progrediebantur. 1. elementi fondamentali per lo studio del diritto pubblico romano. dedicationes. Nell’intero arco del suo sviluppo storico dalla civitas all’impero. incertus is. hosticus. dictus peregrinus a pergendo. Si tratta. di norma. In altre parole la giurisprudenza sacerdotale. peregrinus ager pacatus. Si potrebbe ipotizzare che l’interpretatio pontificum. (C. mi limiterò a segnalare solo alcuni esempi. 5. La concezione romana di pax deorum elaborata dai sacerdotes postulava. il collegio. È noto che la più antica giurisprudenza pontificale. spazi terrestri. agrorum sunt genera quinque: Romanus. dona. “Aperture” cultuali come “procedure operative”: dall’universalismo religioso all’imperium populi Romani I documenti sacerdotali e le formule solenni sono. come appare evidente. di una esperienza giuridica millenaria per niente assimilabile alla concezione particolaristica ed esclusivistica dello Stato contemporaneo. quod uno modo in his servantur auspicia. magistratus) sostanzialmente mediata dalla concezione statualistica del diritto. cerchi concentrici sempre più larghi. Lat. peregrinus. divinità dei vicini e divinità dei nemici[119]. infatti.1-C. Non risulta facile individuare la ratio di un simile decreto. considerava lo iussum populi requisito indispensabile per la validità di tali atti di culto. sed quod auspicia habet singularia. – B. che potenzialmente abbracciavano l’intero spazio terrestre e tutto il genere umano. al fine di salvaguardare l’operato di Coruncanio. e quindi per la validità del rito. una costante apertura religiosa. in questa sede. Per la stessa ragione. considerava i dies atri «neque proeliares neque puri neque comitiales»[114]. ancora rigorosamente osservata negli ultimi due secoli dell’età repubblicana. aveva sempre negato che perfino il magistrato potesse offrire vota publica[116] senza il preventivo assenso del popolo.

attiene alle realtà teologiche e cultuali dei peregrina sacra.-3.. deorum autem innumerabilis[122]. ex Graecia Cereris.21: DIQUE DEAEQUE OMNES post specialem invocationem transit ad generalitatem.mirabile esempio della semplicità. Epidauro Aesculapi: quae coluntur eorum more. aut quae ob quasdam religiones per pacem sunt petita. a quibus sunt accepta). I frammenti 2 e 3 (Cicerone. Georg. emergono con chiarezza le concrete procedure operative dell’interpretatio Romana: la “teologia” sacerdotale e lo ius divinum potevano integrare nel rituale romano. 268 L.: Peregrina sacra appellantur. deor. Peregrina sacra. fin dai primordia civitatis. ut ex Phrygia Matris Magnae. dell’efficacia interpretativa e delle potenzialità universalistiche della scienza sacerdotale. necesse erat invocari. di rivolgersi sempre ad generalitatem. idem in Hispania. Il quarto frammento. quocumque veneris. «una “apertura” illimitata» verso tutti gli Dèi[124]. 3 (Servio Dan. la classificazione dei genera agrorum mostra una fortissima propensione religiosa e giuridica ad instaurare rapporti – tanto reali quanto potenziali – con la molteplicità degli spazi terrestri.21) si presenta in logica connessione col testo di Cicerone. quae aut evocatis dis in oppugnandis urbibus Romam sunt † conata † [conlata Gothofr. Deinde nominum non magnus numerus ne in pontificiis quidem nostris. deor. 1. una volta pronunciata l’invocazione alle divinità particolari onorate nella cerimonia. 1. Il frammento n. De nat. ogni qualvolta fosse stato ritenuto necessario. non enim ut tu Velleius. deor. 4. Servio Dan. 1... Cicerone attesta la rigorosa propensione dei pontefici romani a determinare. ne quod numen praetereat. Servio Danielino riferisce ad un antico mos pontificum la cautela rituale osservata nelle solenni formule di preghiera: quasi ad esorcizzare l’umana impossibilità di conoscere il numero degli dèi. generaliter omnia numina invocabantur[123]. a quibus sunt accepta[125]. ne quod numen praetereat. con gli innumerevoli Dèi che quegli spazi (e quanti li abitano) presiedono e tutelano. con gli homines che hanno relazioni a vario titolo con questi spazi. idem in Africa. (per) quos ritu veteri in omnibus sacris post speciales deos. quos ad ipsum sacrum. delle quali si conservavano. Georg. divinità di cui tuttavia sfuggiva alla conoscenza umana il dato numerico quantitativo. i nomina deorum. Pur salvaguardando la centralità dell’ager romanus (anche verso gli Dèi). proprio in questo antico mos pontificum delle preghiere è stata ravvisata la potenzialità universalistica della religione politeista romana e la sua propensione ad operare. 2. quod fiebat. quot hominum linguae. sic idem in Italia Volcanus. 1. anche le forme di culto originarie (quae coluntur eorum more. Avvalendosi di queste procedure opererative. 1. nonché alle concrete procedure operative dell’interpretatio Romana.84. sign. De verb. i sacerdoti romani conciliarono la fedeltà agli dèi patrii con l’apertura potenzialmente illimitata verso le divinità straniere . v. Festo. Dalla definizione di peregrina sacra del De verborum significatu di Sesto Pompeo Festo. tot nomina deorum. i pontefici romani prescrivevano al fedele. p. In De nat. con la maggiore certezza possibile. De nat. coacta Augustin. 1. Cicerone.84: At primum.84) (Servio Dan. more pontificum. Georg.21) provengono invece dai documenti del collegio dei pontefici. anch’esso riferibile ai documenti del collegio dei pontefici. tutte le divinità straniere – compresi gli dèi dei nemici –. Non senza ragione... peraltro.].

proprio nelle evocationes degli dèi del nemico. Est autem carmen huius modi quo di evocantur cum oppugnatione civitas cingitur: “Si deus. absque his abeatis eique populo civitatique metum formidinem oblivionem iniciatis. fortemente connaturata alla stessa concezione di pax deorum elaborata dalla teologia e dal diritto dei sacerdoti romani. le implicazioni teologiche e giuridiche della formula e del rito delle evocationes degli dèi del nemico[134]. Sat. si dea est.21. quali la città etrusca di Veio [132] e la metropoli africana dell’impero dei Fenici d’Occidente. Porre il problema dell’attendibilità e del valore di queste fonti. precor ut nos victores in nostram tuamque mox futuram urbem sequare.3: Te simul. al fine di ordinare le testimonianze antiche in ragione di intrinseche qualità. emerge la sostanziale attendibilità dei contesti in cui . Mi preme. qui e ora. veniamque a vobis peto ut vos populum civitatemque Carthaginiensem deseratis. Si <haec> ita faceritis ut sciamus intellegamusque. cui populus civitasque Carthaginiensis est in tutela. – Critica dei testi e palingenesi dei documenti sacerdotali: la “gerarchia delle fonti” L’individuazione di frammenti riconducibili a documenti sacerdotali romani (ad es. Come ha rilevato assai acutamente Robert Turcan. 5. ubi te dignum amplitudine tua templum accipiat. invece. mihique populoque Romano militibusque meis propitii sitis. propitiique Romam ad me meosque veniatis. opportunamente individuate sul piano metodologico. fu caratteristica congenita della religione politeista e del sistema giuridico-religioso di Roma antica.[126]. ut ea promittant futura [131]. precor venerorque. insomma. secondo Jean Bayet. quae nunc Veios colis. sviscerando i differenti filoni confluiti in tale tradizione[135]. auctoritatemque videri extorum. loca templa sacra urbemque eorum relinquatis. Si tratta. teque maxime.6-9: Nam repperi in libro quinto rerum reconditarum Sammonici Sereni utrumque carmen. di rispettare una sorta di “gerarchia” delle fonti. e quindi dei rapporti umani. Si tratta delle formule solenni concepite dai sacerdoti romani per le evocationes delle divinità che proteggevano due mortali nemici di Roma. 3. non significa ridiscutere il grado di approssimazione storica della tradizione annalistica. determinando un rapporto inscindibile tra «polythéisme et pluralisme cultuel»[129]. Macrobio. evidenziare ancora una volta.-6. a libri o a commentarii) presuppone l’accertamento del grado di attendibilità delle fonti che li citano. In eadem verba hostias fieri oportet. A fondamento dell’interpretatio[127] stava un senso “cosmico” e “politico” della religione. voveo vobis templa ludosque facturum”. 7. ille qui urbis huius populique tutelam recepisti. nei concetti di pax deorum e religio[128]. Gli ultimi due frammenti proposti riguardano le evocationes degli dèi del nemico [130]: Tito Livio 5. la propensione ad allargare all’infinito la sfera degli dèi. quod ille se in cuiusdam Furii vetustissimo libro repperisse professus est. nostraque vobis loca templa sacra urbs acceptior probatiorque sit. che si traduceva. Iuno regina. Il richiamo ai risultati del fondamentale lavoro sull’evocatio di V. una delle prove più significative della costante apertura religiosa verso l’esterno della religione politeista romana.9. La validità della tradizione annalistica ed il valore storiografico delle fonti letterarie sono ormai generalmente confermati dagli studi degli ultimi decenni[136]. Cartagine[133]. Basanoff consente di non discutere.

sia del rapporto tra sovrastruttura ideologica arcaica e nuova base economica della società romana più recente. Dall’altra stanno le “fonti secondarie”: materiali riferibili ai documenti sacerdotali contenuti in opere. contenute in opere di sacerdoti. di separare il riferimento (diretto o indiretto) a documenti o istituzioni giuridico-religiosi contenuto nel testo. In tal modo. vi sono sia fonti primarie sia fonti secondarie[142]. i giuristi dovranno avvalersi dell’apporto specialistico dei filologi. graduando l’attendibilità delle fonti antiche (a cominciare da quelle che citano libri e commentarii). L’individuazione di un corpus di testi base per la palingenesi dei documenti sacerdotali non deve essere disgiunta dalla ricostruzione storica complessiva della società romana arcaica. scritte tra l’ultimo secolo della repubblica e l’ottavo secolo d. La “gerarchia” delle fonti che citano i documenti sacerdotali favorisce. considerando che sovente diversi livelli possono coesistere nello stesso testo [145].C. Fra le fonti di questo tipo possono essere individuati almeno quattro ulteriori livelli: 1) il primo livello è costituito dalle citazioni testuali di formule solenni o di altri documenti di sicura provenienza sacerdotale.[144]. 1. sed in nostris libris vides eum Laeli magistrum populi appellari[138]. si presentano pressoché omogenee. dunque. Per queste ragioni. .storici ed antiquari fanno riferimenti a formule solenni o ad altri documenti più risalenti[137].63: Nam dictator quidem ab eo appellatur quia dicitur. resta sempre da determinare. il superamento di difficoltà e incertezze anche nella determinazione dei generi documentari[140]. Da una parte abbiamo “fonti primarie”: documenti ufficiali dei collegi sacerdotali o loro frammenti pervenutici direttamente. cioè. Dal passo si ricavano due informazioni di valore diseguale: l’etimologia del termine dictator (quia dicitur) e l’arcaica denominazione ufficiale del dittatore (magister populi). Proprio l’aver mescolato fonti non omogenee per attendibilità. Fra i testi che citano documenti sacerdotali. di vario genere. fatto salvo l’accertamento del carattere autentico. che il diverso valore delle due informazioni sia da ricercare nella differente qualità delle fonti utilizzate da Cicerone: per l’etimologia si sarà avvalso della scienza filologico-antiquaria del suo secolo. 2) al secondo livello sono da ascrivere quelle notizie riferibili ai collegi sacerdotali e alla loro tradizione documentaria. da cui procedere verso una palingenesi dei documenti sacerdotali. potranno essere realizzate raccolte affidabili. mentre ha ricavato la denominazione arcaica del magistrato direttamente dai libri degli auguri[139]. ha determinato il quadro assai confuso dei contenuti di libri e commentarii sacerdotali [141]. il diverso grado di attendibilità delle singole parti: si tratta. le fonti primarie. nell’opera di reperimento e cernita dei materiali. Un caso esemplare è il passo di Cicerone. senza altra mediazione al di fuori del materiale scrittorio che li ha conservati[143]. e quindi. sia del rapporto tra base economica materiale e sovrastruttura ideologica. in queste citazioni degli scrittori antichi. dei lessicografi[146] e degli storici della religione. giuristi e antiquari. Ecco. a mio avviso. Pare del tutto evidente. Per quanto riguarda l’attendibilità. 4) infine. Va da sé che l’utilizzazione di questa “gerarchia” delle fonti non dovrà essere meccanica. individuato un primo livello della “gerarchia” delle fonti. De re publ. comunque pervenute. 3) il terzo livello consiste nelle importanti testimonianze dell’annalistica. dall’interpretazione “colta” che lo scrittore antico propone di tale riferimento. le informazioni ricavabili dalle restanti opere letterarie. insomma. Tuttavia.

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S. 1. eosque a pontificibus maximis a quibus fiebant annales maximos appellarunt. TONDO. Roma 1947. 3 ss. Paris 1895.4. libros pontificales legat. W. Luculli responso ac verbo liberemur? De sacris publicis. Mucium pontificem maximum res omnis singulorum annorum mandabat litteris pontifex maximum efferebatque in album et proponebat tabulam domi. Georg. HABEL.13. 4 ss. 15. Inscriptiones Latinae liberae rei publicae. Breslau 1839. Fontes iuris romani antejustiniani. Bonn 1843.W. [10] C. De harusp. 1.. an. R.. [12] P. I. LE CLERCQ. et suivies de fragments des journaux de l’ancienne Rome. AMBROSCH. I. Tito Livio 1. KLOSE. ROWOLDT. Plinio. Fasti et elogia.. Fest.60. cit.6. I. Sat. Inscriptiones Italiae. 4 ss. ID. 1. [6] Lista di pontefici in Cicerone. Halis Saxonum 1906. resp. perd. WERNER. De Pontificum Romanorum inde ab Augusto usque ad Aurelianum condicione publica. de ludis maximis. 2a ed. satis religiosum esse visum est. 2a ed. 1960. Argentorati 1886. Librorum de disciplina augurali ante Augusti mortem .. id semper populo Romano. 156. J.R. de deorum penatium Vestaeque matris caerimoniis. Acta fratrum arvalium quae supersunt. New York 1975]. Vratislaviae 1848. Pro Mur. Quaestionum pontificalium caput alterum. 2a ed. 6. tuttavia il prestigio dei sacerdoti era tale da far sì che raramente venissero disattesi. 127 ss.12: Quae tanta religio est qua non in nostris dubitationibus atque in maximis superstitionibus unius P. C.2. siquis scire desiderat.... Cicerone. P.270: Sane quae feriae a quo genere hominum vel quibus diebus observentur. A. E. Quaestiones de libris pontificiis.. quod post Romam conditam huius unius casti tutoris religionum scelere violatum est quod tres pontifices statuissent. BOUCHÉ-LECLERCQ. De orat.R. cfr. The Magistrates of the Roman Republic.. Commentationes pontificales. in qua praescriptis consulum nominibus et aliorum magistratuum digna memoratu notare consueverat domi militiaeque terra marique gesta per singulos dies. 3. p. G. Leges regiae e paricidas. in part. Les pontifes de l’ancienne Rome. 19 ss. satis augustum. 26. [13] Cicerone. Berlin 1936. 15 ss. ROHDE. 2 voll. Die Kultsatzungen der römischen Pontifices. non magnitudine. 159 ss. XIII. vel quae festis diebus permissa sint. 28. Breslau 1910. 1 suppl.. ID. 264 ss. [14] Cicerone. 9. On the Antiquarian-Historiographical Activities of the Roman Pontifical College. ep.. R.46. P. PASOLI. S. potestas ut esset populo cognoscendi. Fragmenta librorum pontificiorum. Paris 1871 [rist. PETER. L. Bologna 1950.. 1. semper ipsis dis immortalibus satis sanctum.3.. Berlin 1871. A. D. et hos annales appellant et quidem maximos quasi a pontificibus maximis factos.: Massimi annales appellabantur. resp. Brut. Tilsit 1878. 1. Servili ac M. in n. SCHEID. [9] Servio Dan. Quaestionum pontificalium caput primum. T. cit. Berolini 1859. Rome 1990. Firenze 1973.17: Pontificibus enim permissa est potestas memoriam rerum gestarum in tabulas conferendi. modèle du culte public dans la Rome des Empereurs. Fasti sacerdotum populi Romani publicorum aetatis imperatoriae..52-53: erat enim historia nihil aliud nisi annalium confectio. Die Datierung der kapitolinischen Fasten.. Observationum de sacris Romanorum libris particula prima.. München-Wien 1963. 3. ID. Tito Livio 4. WESTRUP. Historisch-chronologische Untersuchungen über die Anfangszeit der libera res publica. Lipsiae 1904. il senato o il privato che li avevano richiesti. Vratislaviae 1874...F. Die Kultsatzungen der römischen Pontifices. Tübingen 1957.S. [15] Documenti dei pontefici: J. G. Florentiae 1968. 219 ss.2. T.9. Macrobio.2.31. Berolini 1874. recherches précédées d’un mémoire sur les annales des pontifes.4. GIRARD. De harusp. The Magistrates of the Roman Republic.373: Ita autem annales conficiebantur: tabulam dealbatam quotannis pontifex maximus habuit. Acta fratrum arvalium quae post annum MDCCCLXXIV reperta sunt.11. MERCKLIN.8.. Le collège des frères arvales.L. [7] GU.12.-V. Aen. STIEHL. 6. cuius rei memoriaeque publicae retinendae causa ab initio rerum Romanarum usque ad P. Paris 1838. New York 1951-1952. 6.. Der Beginn der römischen Republik. BROUGHTON. Textes de droit romain. ei qui etiam nunc annales maximi nominantur. Macrobio. 2. ID. Vratislaviae 1840. cit. ID. Mitau und Leipzig 1848. Die römischen Sacerdotalfasten..A. Des journaux chez les Romains.. BRAUSE. 113 L. Quaestionum pontificalium specimen. ROHDE.

Potere ed ordinamento nell’esperienza costituzionale romana. 75. 347 ss. Bologna 1973.. Eine Studie zur römischen Sakralverfassung. . Latium. 41 ss. C.. 42 ss. I. BOUCHÉ-LECLERCQ. Persecuzioni.. Iurisprudentia. cfr. 30 ss.. Per la validità del concetto di «ordinamento giuridico». P. concorda. in La storia del diritto nel quadro delle scienze storiche. Populus Romanus Quirites. 57... G.. cit. VI. in part. Milano 1982. 273 ss. Fragmenta auguralia. CALONGE. NICOLET. 959 ss. 5 ss. Documenti dei feziali: F. Marinone. LINDERSKI. 11 ss. Torino 1974.. 5ª ed. ID. C. Quellenkunde. Paris 1969.5-7. Note su «diritto romano» e «scienze di diritto pubblico» nel XIX secolo. SINI. A. [16] Sui poteri del pontefice massimo. 3ª ed. A. 1957. 3ª ed.. in Studi in onore di Giuseppe Grosso. e soprattutto F.] dei motivi di opposizione nei confronti della «Staatslehre» mommseniana. 673 ss. [21] Critica all’interpretazione “statalista” del sistema giuridico-religioso romano in alcuni studi di P.: II 1 Leipzig 1874. ID. in part. Wien-Graz-Köln 1986. Les structures de l’Italie romaine. 348 ss. Leipzig 1871. J. R. 395 ss. VOIGT. Fra gli studiosi che da ultimo si sono occupati del problema. Altrömische Priesterjurisprudenz. ma già P. 51 ss. Hirschberg 1893. 9 ss. dir. Bologna 1987. BLEICKEN. De fetialibus populi Romani quaestionis specimen. 2241 ss.. in Atti del Convegno sulla lessicografia politica e giuridica nel campo delle scienze dell’antichità (Torino. (con ampia analisi [52 ss. De Fecialibus et iure feciali populi Romani. libertà religiosa. Dall’Editto di Milano alla Dignitatis Humanae. Berlin-New York 1975. Geburtstag.. Berlin-New York 1986. De pontificum collegii pontificisque maximi in re publica potestate. In altro senso. Jurisprudenz und Rechtsliteratur.. WIEACKER. cit. Le prêtre et le magistrat. ID. Gesetze und Recht in der römischen Republik. SCHWEDE. Diritto e persone..16. in parte. Il potere dei tribuni della plebe. ibid. Atti del I Congresso internazionale della Società Italiana di Storia del diritto.. templum. Diritto. The Augural Law... Paris 1984. G. Helmstadii 1734. LOMBARDI. in Rivista trimestrale di Diritto Pubblico 4. Torino 1974.. CONRADI. III 1 (Leipzig 1887).3. Origini di Roma. Nello stesso senso una tradizione antica. ID. ID. CERAMI. BLEICKEN. DUMÉZIL. P.. in Anuario historico del derecho español 38. 3a ed. Lipsiae 1852. Vratislaviae 1878. Torino 1996. 345 ss. ID.VV. CATALANO: Populus Romanus Quirites. 310 ss. 155 ss. 56 s. Per una storia del pensiero giuridico romano. Lex publica. [19] Sul punto. 394 ss. Torino 1980.. C. 61 ss. 964 ss.. Lexicographie politique et histoire romaine: problèmes de méthode et directions de recherches. pur favorevole in linea di principio alla netta separazione tra magistratura e sacerdozio. laicità... II. 91.. Lipsiae 1875. 127 ss. GUARINO. Linee del sistema sovrannazionale romano. Res publica res populi. 237 n. El “pontifex maximus” y el problema de la distinción entre magistraduras y sacerdocios. SCHEID. MAZZARINO. 1977 [ma 1979]. in AA.. 1968. dedicava ampio spazio all’analisi della «pontificale Jurisprudenz». Hirschberg 1882.. I (1ª ed. Diritto pubblico romano e costituzionalismi moderni. ORESTANO. CATALANO. in Aufstieg und Niedergang der römischen Welt. La legge e le limitazioni del potere. M. Mundus. 1. ID.. anche G. L’ordinamento giuridico romano. München 1988... in Commentationes Philologae in honorem Augusti Reifferscheidii. 37 n.1. ID.. [18] F. in Index 7. Torino 1994. Da vedere anche J. ora anche A.. 15 ss. Paris 1977. in Hermes 85.. [22] La pubblicazione dell’opera ha richiesto ben diciotto anni (1871-1888). II 2 Leipzig 1875. Römische Rechtswissenschaft zur Zeit der Republik.. Aspetti spaziali del sistema giuridico-religioso romano. 4 s. Torino 1996. Introduzione allo studio del diritto romano. cit.scriptorum reliquiae. 16 ss. cit. 1985. 135. Le nozioni di ordinamento giuridico e di esperienza giuridica nella scienza del diritto. Rome et la conquête du monde méditerranéen. Idées romaines. Torino 1990. 20 ss. Studi su origine e attualità del sistema romano. Napoli 1990.16. Lana .. probabilmente di origine pontificale. sul passo.C. Documenti sacerdotali e lessico politico-religioso di Roma arcaica. CATALANO. Nello stesso senso. II. a cura di I. 81 ss.20.N. Roma 1973. II.. Leipzig 1887 [ripr. SCHIAVONE. 10 ss. Contributi allo studio del diritto augurale.. II (1ª ed.. Berlin-New York 1978. Incontri e scontri. Linee di storia del pensiero giuridico romano. fu costretto a qualificare «magistratische Befugniss» certe funzioni del pontefice massimo. [20] Sull’espressione «sistema giuridico-religioso». 6 ss. De augurum publicorum libris. Lipsiae 1875. presenti nella cultura giuspubblicistica italiana dell’Ottocento). Auguralia.. II. PERUZZI. C. il quale. nel mentre però i volumi già editi conobbero successive riedizioni: Römisches Staatsrecht. 445 s. 269 s. 59. MOMMSEN. cit. NICOLET. ager. Firenze 1966. vedi J. Nicolet. Diversa l’impostazione di P. Les pontifes de l’ancienne Rome. Rechtsbildung. La divisione del potere in Roma (a proposito di Polibio e di Catone). Festgabe für Max Kaser zum 80. Le lettere.. Réflexions sur les sacerdoces et le droit public à la fin de la République. riferita da Tito Livio 1. Basel-Stuttgart 1963]. Roma 1991.. P. REGELL. LOBRANO. in Aufstieg und Niedergang der römischen Welt. Römisches Staatsrecht. 362 ss. 28-29 aprile 1978). J. Sassari 1990. 3ª ed. Leipzig 1887). ID. Römische Rechtsgeschichte. Leipzig 1887). ID. vedi E.. 66.. 34 s. ID. Commentarii in librorum auguralium fragmenta specimen. [17] A. Italia. TH. Des ordres à Rome. cit. 19 ss. Bologna 1981. Oberpontifex und Pontifikalkollegium. in Iuris professio. Storia e diritto nello studio delle società classiche. NOCERA. ID.. ID.. seguito da S... urbs. JÖRS. si vedano le «Remarques préliminaires sur la dignité et l’antiquité de la pensée romaine» di G..

sie hier Consulat und Dictatur erwogen werden als Modificationen des Grundbegriffs der Magistratur. im Ganzen vielmehr diese Litteratur hervorgeht aus Instructionen. in Materiali per una storia della cultura giuridica 6. cit. sur quelques principes dont se déduit un système clos de concepts hiérarchiquement ordonnés.N. [23] Le critiche arrivarono quasi subito da diversi settori della stessa cultura antichistica tedesca: J.D. 215 ss. so müssen wir. Étude sur le culte. Wie in der Behandlung des Privatrecht der rationelle Fortschritt sich darin darstellt.41: et Saliorum carmina vix sacerdotibus suis satis intellecta. [24] G. 6. dass uns der Prätor theils im Krieg commandierend. XXIII]. Jahrhundert. theils die Organe als solche in ihrer Besonderheit. G. 1875. 38 ss.... so wird aus das Staatsrecht sich erst dann einigermassen ebenbürtig neben das – jetzt allerdings in der Forschung und der Darlegung ihm eben so weit wie in der Ueberlieferung voranstehende –. 36 ss. cit. 166. Mommsen e il diritto romano. PERUZZI. und wenn das letztere durch die materiell geordnete Darlegung geschieht. Aspetti culturali del Lazio primitivo. Note su «diritto romano» e «scienze di diritto pubblico» nel XIX secolo. 54 ss. I. in TH. Die Verfassung und Verwaltung des römischen Staates. um ihn zu begreifen. cit. LANGE. E. I. LOBRANO. cfr.III 2 (Leipzig 1888)... BLEICKEN. proposta da N. cit.. et Mommsen au premier chef. wenn. I. I. Geschichte und System der römischer Staatsverfassung. que naît un Staatsrecht construit lui aussi. 1965]. 1976. I. wird sich hoffentlich im Gebrauch als zweckmässig erweisen.. devient un objet de droit. MOMMSEN. welches in den bisherigen Darstellung sich entweder gar nicht oder zerstückelt findet.. Alle temperie politiche e culturali in cui l’opera fu composta dedica penetranti rapide notazioni Y. que le statut scientifique de cette nouvelle discipline est assuré. J. Beispielsweise führe ich die Lehre von der Cooperation und dem Turnus bei den Amtshandlungen und die von Intercession an. 81 ss. theils bei den Volksfesten spielgebend begegnet. 2 voll. dass eine zusammenfassende Behandlung der Magistraturen nur ausnahmsweise stattfindet. «Vorwort zur zweiten Auflage». ID. en dehors de l’histoire. Sul ruolo del Mommsen nella storia giuridica e politica contemporanea: A. Kiel 1956. qui. theils die aus dem Zusammenwirken mehrer Organe hervorgehenden Functionen verstehen.. I. 66. E. so für diese an die Aemter in der Weise an. in Deutsche Rundschau 2. so ist das erstere die Aufgabe des Staatsrechts. wir müssen das Amt als solches in seiner Einheit anschauen.6. MOMMSEN. orat.. Bref. Gesetze und Recht in der römischen Republik. [27] TH. BERNAYS. HEUSS. 16 s: «C’est vers les années 1860-1880 seulement que l’État. Droit public romain. LOBRANO. FUSTEL DE COULANGES. THOMAS. Theodor Mommsen. Göttingen 1956. cit. 2 s. wenn die einzelnen Notizen bei den verschiedenen Magistraturen untergebracht werden. HERZOG. theils im Civilprozess rechtsprechend. I. sondern dessen Wesen es ist die höheren Behörden an dem ganzen Staatswesen zu betheiligen. I. Sed illa mutari vetat religio et consecratis utendum est. Lex publica..]. XXIII]. wie für jene an die Priesterthümer. Leipzig 1881-1882. das in den oberen Sphären nicht ein einzelnes Organ für eine einzelne Function entwickelt hat. Instit. welche für die einzelnen Magistraturen und ähnlich für die nicht magistratische Verwaltung öffentlicher Geschäfte bestimmt waren» [= ID. L. troviamo ribadita una puntigliosa difesa di questo metodo: TH.. cit. revendiquent pour lui sa place à l’intérieur du savoir juridique. I. Mommsen et l’«isolierung» du droit.Privatrecht stellen dürfen. Droit public romain. 3ª ed. Diritto pubblico romano e costituzionalismi moderni. Behandlung des römischen Staatsrechtes bis auf Theodor Mommsen. Römisches Staatsrecht. [25] Nella premessa alla seconda edizione del I volume (Leipzig 1876). 2 voll. cit..: «Diese knüpfen vielmehr. Suggestiva l’interpretazione del tradizionalismo rituale delle società antiche. Römische Alterthümer.. G. [26] Il «Grundbegriff» di magistratura emerge fin dalle sommarie esemplificazioni di metodo fornite nel «Vorwort» alla prima edizione: TH. le droit. cit. VIII s. le constituent dogmatiquement sur la base même des définitions qui avaient d’abord servi à l’en exclure». fordert diese Behandlung mit zwingender Nothwendigkeit» [= ID.: «Dass der allgemeinen Lehre von der Magistratur eine weit grössere Ausdehnung gegeben worden ist als sie bei Becker und sonst einnimmt und dass hier vieles vorgetragen wird. récusent cette marginalisation du droit public. 65 ss.. Es genügt nicht. um sein Eingreifen in jede einzelne Function zu verstehen.. Paris 1984. MOMMSEN. cit. selon la démarche des pandectistes. par la structure logico-déductive de son discours et par la cohérence interne de ses parties. Cfr. Römisches Staatsrecht. LIBERATI. ce sont les contemporains de Mommsen. WUCHER. les institutions de la Grèce et de Rome . J. MADVIG. La cité antique... Insbesondere die Eigenthümlichkeit des römischen Gemeinwesens. ausgehend von den Grundeintheilung des Gemeinwesens in die Beziehungen zu den Göttern und die Verhältnisse der Menschen. Geschichtsschreibung und Politik. und die übliche Abhandlung der Intercession bei der tribunicischen Gewalt giebt sogar ein durchaus schiefes Bild» [= ID. A. Berlin 1876. wie dort der Begriff der Obligation als primärer steht über Kauf und Miethe. MOMMSEN. 4 s. Droit public romain. en Allemagne. Theodor Mommsen und das 19. dass neben und vor den einzelnen Rechtsverhältnissen die Grundbegriffe systematische Darstellung gefunden haben. eine klare Darstellung der ersteren lässt sich unmöglich geben. vers le moment où se constitue l’état bismarckien.. Le droit public romain. Note su «diritto romano» e «scienze di diritto pubblico» nel XIX secolo. Römisches Staatsrecht. cit. XI: «Wenn der Staat ein organisches Ganze ist. 1. Leipzig 1884-1891 [rist. Firenze 1978. [28] Quintiliano.

appellatur ius civile Papirianum.. aut neglectis religionibus aut prave cultis. Documenti sacerdotali di Roma antica. cit. alcune probabili revisioni o sistemazioni dei materiali degli archivi nel corso della storia di Roma. I. cit. M. [30] J. 35 s.20.. BRETONE. coll. Fides et le serment. 1950.. 155 ss. Études sur la religion romaine.9-10: Hi ex interregno cum extemplo magistratum inissent. Bruxelles 1985. S. E. 194 ss. 3. Commento al passo in R. sed quod leges sine ordine latas in unum composuit. Fides. [33] Pomponio..A. 5. in Gerión 3. cetera egregium.. 128 ss. 160 s.erant autem eae duodecim tabulae et quaedam regiae leges . D. [32] Tito Livio 1. P. 91 ss. 87 ss. 547 ss. [35] F. [31] Tito Livio 1. Oxford 1997. Berlin 1970. 321 ss. Geschichte der römischen Literatur. nec caelestes modo caerimonias. sed iusta quoque funebria placandosque manes ut idem pontifex edoceret. Per la critica al testo liviano rinvio al commento di R. La costituzione romana nella ‘Storia di Roma arcaica’ di Dionigi d’Alicarnasso.. M. Festgabe für Ulrich von Lübtow zum 70. 101. in Mélanges de droit romain et d’histoire ancienne. omnia ea ex commentariis regis pontificem in album relata proponere in publico iubet. in Hommages à A. Vol. Commentary on Livy. Books VI-X. I.1. The Significance of Numa’s Religious Reforms. E. Numa e le streghe.VV. Leges regiae e paricidas. GRUEN. 393 ss.. Cfr. Introduction and Book VI. Is liber. London 1906. Grenier.M. Roma 1984.. serie VIII.die römische . quae comparerent.16. facere. 153 ss. SINI. MAGDELAIN. […] Pontificem deinde Numam Marcium.. anche. familia e le origini della città. MARTÍNEZ PINNA. I parte. 3 ss.P. G.. R. quibus Superbus Demarati Corinthii filius. in Pallas 39.. Rechtsbildung. Cetera quoque omnia publica privataque sacra pontificis scitis subiecit. BOYANCÉ. BEHRENDS. IX. cit.144. Le ius arcaïque. J. M. nulla de re prius quam de religionibus senatum consuluere. Paris 1998. Stuttgart 1933.. in Mélanges de l’École Française de Rome (A) 98. SANTORO. Tiberius Gracchus und die Juristen seiner Zeit . Sacerdoces et magistratures chez les Mucii Scaevolae. Pugliese Carratelli. 90 ss. BREMER. Mucius. 1964. Bruxelles 1962. quaeque prodigia fulminibus aliove quo visu missa susciperentur atque curarentur. non quia Papirius de suo quicquam ibi adiecit. trad. II.2. D. Iurisprudentiae Antehadrianae quae supersunt. Thomas. ID.. cit. 399 ss. P.P. cit.conquiri. longe antiquissimum ratus sacra publica ut ab Numa instituta erant. in Archivio Giuridico “Filippo Serafini” 175. A commentary on Livy. L. quibus diebus. mi limito pertanto a segnalare alcuni contributi: M. Quellenkunde. Perrotta (1924). FASCIONE. 1 ss. Paris 1898. a pontificibus maxime. 1984).2. in Athenaeum 43. in Maia 26. [29] Mi permetto di rinviare a quanto ho già trattato in un mio precedente lavoro (F.. ex principalibus viris. TONDO. Commentary on Livy. F. A. 1985. 1. Religione e città nel mondo antico. ne quid divini iuris neglegendo patrios ritus peregrinosque adsciscendo turbaretur... I..2: Et ita leges quasdam et ipse curiatas ad populum tulit: tulerunt et sequentes reges.S. 126 s. quae autem ad sacra pertinebant. Origini di Roma. G. POUCET. Die römischen Juristen in der politischen Gesellschaft des zweiten vorchristlichen Jahrhunderts.5. iusserunt. Libri e commentarii. SEGUIN. quo consultum plebes veniret. Paolo. ut esset.1-7: Tum sacerdotibus creandis animum adiecit. 1970. vedi E. ex patribus legit eique sacra omnia exscripta exsignataque attribuit. qui fuit illis temporibus. Geburtstag. Tradition et histoire. ad quae templa sacra fierent atque unde in eos sumptus pecunia erogaretur. SCHANZ-C. 204 ss. J. 204 ss. Quae omnes conscriptae exstant in libro Sexti Papirii.). Mucius Scaevola. Books 1-5. and other Essays on the Religion of Ancient Rome. Sat. Terminus.). SINI. Le lettere. O. Jurisprudenz und Rechtsliteratur. OGILVIE. Rome 1972. Hommage à la mémoire de André Magdelain. WIEACKER. I.. di G. 1981 (pubbl. Firenze 1972. in Rendiconti dell’Accademia dei Lincei..11.. dove credo di aver dimostrato la sostanziale continuità della tradizione documentaria sacerdotale. MÜNZER. 1993.1-2: Qui ut regnare coepit et avitae gloriae memor et quia proximum regnum. con nota introduttiva di G. v. Sulla valenza dell’espressione exscripta exsignataque. HOSIUS. DELLA CORTE. cit.]. Sullo ius Papirianum la bibliografia è davvero considerevole (per la dottrina più risalente. 425 ss. 386 ss. in Real-Encyclopädie der classischen Altertumswissenschaft 16. RIBEZZO. Il mondo nuovo. 202]. quamquam ipse plurima sacra obibat. 1968... vol. The Religion of Numa..(1864). 16ª ed. 219 ss. F. 1. in Novissimo Digesto Italiano.. F. 1965.32.. 32. in Revue des Études Anciennes 72. Humbert e Y. OGILVIE. 553 ss. CARTER. ss. [34] Tito Livio 6. in Rendiconti dell’Istituto Lombardo 115. OAKLEY. 1986. Numa Pompilio e la riforma etrusca della religione primitiva di Roma.. In primis foedera ac leges .. Oxford 1965 [reprinted 1998]. it. F. Vedi anche F. Les origines de Rome. HOOKER. 97 ss. 183 ss. Sul ius Papirianum. in AA. 35 ss. The Political Allegience of the P. 1963. individuando. Marci filium. Documenti sacerdotali di Roma antica. Sassari 1983. in Sein und Werden im Recht. Lipsiae 1896. quibus hostiis. [= ID. Römische Rechtsgeschichte. 161 ss.. ut religione obstrictos haberent multitudinis animos suppressa. R. 197 [= ID. 50. Mucio Scevola tra politica e diritto. Torino 1963. Macrobio. 361 ss. Napoli 1988. GROSSO. I. LEVI. Il re Numa e i “penetralia pontificum”.. 329 ss. PERUZZI. La città antica. Ius Papirianum.B. ID. ut diximus.. 163 ss. I.. ea maxime quae nunc ad Dialem flaminem pertinent. in Numen 10. Les institutions religieuses de la Rome primitive d’après Denys d’Halicarnasse. S. rist. Alia ex eis edita etiam in volgus. M. a cura di M. Books 1-5. La reforma de Numa y la formación de Roma.. 320 ss. ab una parte haud satis prosperum fuerat. CAPDEVILLE..

1. H. Pietas. LE CLERCQ. Rome 1979 [2ª ed.. e la propensione per definizioni esaustive. GUARINO. «Fetiales. R. Paris 1996. WAGENVOORT. now it forms the communis opinio»). 18. 207 ss. hostis. Padova 2003. Liber. 41 ss. in Il ruolo della buona fede oggettiva nell’esperienza giuridica storica e contemporanea. 1856 ss. coll. cit. FRIER. Wien 1953. De har. I. in Thesaurus linguae Latinae. sembra riflettere la cautela tutta sacerdotale.16.P. Commentarius. 9 ss. a cura di Luigi Garofalo.. che indica l’insieme dei cittadini romani». BRETONE. cit. 3 ss... MUTH. E.2 (1974). 2ª ed. Ch. 172 ss. c’est l’extension de ce titre. BAUMAN. De nat. I. 316-82 BC. deor. Wesenzüge altrömischer Religion. 2ª ed. nel trattare degli dèi negli ultimi tre libri delle sue antiquitates rerum divinarum. De leg. sous la plume des auteurs. [38] Questo significato di religio è attestato da Cicerone. BOUCHÉ-LECLERCQ. Ebelsbach am Main 1980. 484 ss. Linee di storia del pensiero giuridico romano. whose opinion was emphatically endorsed by Wissowa and Rohde. Roma 1988. la stessa suddivisione dell’argomento in: de dis certis.. SINI. III. 348 ss..Jurisprudenz gegenüber der Staatskrise des Jahres 133 v. Pouvoir. 255 ss. cit. Leiden 1980. cit. [36] Per i frammenti superstiti.-V. sans prétention à l’exactitude. L’originalité du vocabulaire religieux latin. vedi F. Texte établi et traduit par M. in particolare 218 («They demonstrated that there was no difference between the libri and commentarii: the two terms were used interchangeably. Herkunft und soziale Stellung der römischen Juristen. Ė. Weimar 1952. nous avertissent assez qu’il est impossible d’établir sur des renseignements aussi vagues une classification rigoureuse. This new interpretation was endorsed by Wissowa and extensively corroborated by Rohde. F. [39] Alla teologia sacerdotale doveva rifarsi anche il grande antiquario M. [42] P. Lawyers in Roman republican politics: a study of the Roman jurists in their political setting. Recherches sur l’expression du sacré dans la langue latine. cit. Sul significato di religio. München 1983. KUNKEL. de dis incertis. in Das Profil des Juristen in der europäischen Tradition. Selected studies in Roman Religion. [41] A. 6 ss. 2. BENVENISTE. in ID. opinor. LINDERSKI. 34 ss. BANNIER. BREMER.. H. cit. Iurisprudentiae antehadrianae.. P. anche con esplicite critiche alla mia impostazione... 51 ss. Von Wesen römischer religio. Ann Arbor 1998]. The ‘Libri Reconditi’. in Aufstieg und Niedergang der römischen Welt. Paris 1963. Les Commentarii. in ID.. Des journaux chez les Romains. REGELL. 2. [40] Sul valore da attribuire a questa espressione giuridico-religiosa. L. Paris 1979. 290 ss. A. «certo antichissima. pax). Rites. 1. 1974. 473 ss. Terenzio Varrone. Die Quellen des römischen Rechts. religion.. droit. cit. Chr.. cit. ibidem.117). II. The Augural Law. Tome I. L’annalistique romaine. SCHULZ. 34: «Adlatis exemplis satis. Storia della giurisprudenza romana. Fra gli studiosi che sostengono queste tesi.. Giuristi e nobili nella Roma repubblica. VII. R. dieux de Rome. vedi J. de dis praecipuis atque selectis. (ripubblicato col titolo Characteristic Traits of Ancient Roman Religion. nullo certo discrimine usos esse».. FUGIER... CATALANO: Populus Romanus Quirites. v. quod fidei publicae inter populos praeerant»: riflessioni su fides e “diritto internazionale” romano (A proposito di bellum. J.W. [37] Per i frammenti dei giuristi in questione. 127 ss... SCHILLING.. commentariorum nomen non minus late pertinere quam librorum et utroquo promiscue nomine veteres. coll. 25 ss.). SCHIAVONE. Symposion aus Anlass des 70. cfr... 2243 («According to Regell. Le più recenti raccolte di frammenti sono opera di B. 344 ss.. Su “teologia” varroniana e sistematiche sacerdotali. nei confronti delle divinità che erano oggetto di culto.. Le vocabulaire des institutions indo-européennes. Berlin-New York 1978. Les pontifes de l’ancienne Rome. e di M. ID.8 (cfr. vedi ora F. A. M. Libri Annales pontificum Maximorum. Atti del Convegno internazionale di studi in onore di Alberto Burdese. v. there was no difference between the libri and commentarii. PETER. Paris 1969... in Rivista di Filologia e di Istruzione Classica 102. The Origins of the Annalistic Tradition. R.. 423 ss. Berlin-New York 1972. Historicorum Romanorum reliquiae.2.1. W. Geburtstages von Franz Wieacker. MONTANARI. La coerenza di Publio Mucio. 223 ss. Stutgardiae 1914 [editio stereotypa 1967].60. Les annales des pontifes et l’annalistique ancienne (fragments). extension qui permet d’en faire le synonyme d’Archives pontificales et de l’appliquer à la collection entière des documents émanant du collège ou confiés à sa garde. Religio. ID.. in Enciclopedia Virgiliana. the two . dilucide comprobatur. 3 s. aux uns et aux autres». tiennent d’un côté aux rituels. 265 ss. et se substituent perpétuellement. De augurum publicorum libris. Roma-Bari 1987. 21-22: «La multiplicité et le peu de précision de ces termes recueillis çà et là dans des auteurs qui se contentent d’indiquer le genre de sources où ils puisent. [43] Per una rapida ed esauriente verifica si vedano W.. IV. Considerazioni sull’etimologia e sul significato di religio. vedi J. H. WENGER..A.. Napoli 1982. cit. à cause de leur double caractère historique et religieux.. cultes. v. Tecniche e ideologie dei giuristi romani. Napoli 1981. in Aufstieg und Niedergang der römischen Welt. 78 ss. CHASSIGNET. […] Si la comparaison des textes donnés comme extraits des Libri pontificales prouve quelque chose. resp. 30 ss. III (1911). G. LIEBERG. 230 ss. VON KAMPTZ.. 97 ss. de l’autre aux annales.

1402 s. WISSOWA. BERG. Romulus et ses frères. 122 ss.19). VI. cit. trium[pe. [53] Sul personaggio vedi L. v. Commentarii.. IV. Cic. TAYLOR. v. VI. Sull’episodio. [48] C. 2319 b: … lianus Flavianus a comme[nt(ariis) sa]cerdoti VII virum epulonu(m). 2312: Dis Manibus Myrini Domitiani publici a commentaris XV vir(um) s(acris) f(aciundis) Arruntia Doliche fecit coniugi carissimo. [49] Non posso certo condividere. Politik und Religion im spätrepublikanischen Rom.1. La legislación pontifical sobre los alimentos empleados en la práctica cultual romana: un modelo de gestión documental.. Le collège des frères arvales.pdf . Cicero’s Palatine home and Clodius’ shrine of liberty: alternative emblems of the Republic in Cicero’s De domo sua. fu dedicato a questa divinità un tempio nell’Aventino da parte di Ti.31-38: aedes clusa e(st). 496 s.12. [45] C. De leg.] triumpe. E. proprio in quegli anni. cit. Wiesbaden 1980. 2104. RÜPKE. cit.. cit. SINI. F. coll. rinvio al bel lavoro di W. VON KAMPTZ. 109 ss.). C. omnes fora exierunt. Zur Thematik republikanischer “Staatslehre“. Introduction. cit. triumpe.. in part. 41 ss.. BERGEMANN..L. 1942. 25 ss. [52] Il culto della Libertas ebbe ufficialmente inizio nella seconda metà del III secolo a. 101 ss. Diese Frage muss trotz des erneuten Versuchs Francesco Sinis. Acta fratrum Arvalium quae supersunt. 224 s. SCHEID. IV. L’écrit et l’écriture dans la religion romaine: mythe et réalité.. SCHEID. succincti. 155 ss. XX. HENZEN. I. CCIV. ROSSI. Bruxelles 1997.F.1. cit. VII. VI.. Geburtstag. G. cit. 103. in Ciceron. console dell’anno 238 (Tito Livio 24. 256.terms were used interchangeably»). EDER. cit. MARQUARDT. Libertas Dea. Discours. J. su questo punto. 2004. Religion und Kultus der Römer. in Real-Encyclopädie der classischen Altertumswissenschaft. auquel remonte aussi en partie l’intérêt pour les livres des Étrusques»). A.. T. Livius.ius pontificium.. A.6. K. Madrid.I.es/users/historel/artic/delgadolegpont. Libellus in Thesaurus linguae Latinae. carmen descindentes tripodaverunt in verba haec: enos Lases iuvate [. die schwankende Terminologie der Titel inhaltlichen Differenzen zu verbinden. [46] Su questi publici vedi J.. Priesternamen und die annales maximi. a cura di C. Römische Staatsverwaltung. 27.2. 171 («Dieser Vielfalt entspricht die Unverbindlichkeit in der Terminologie der Titel.R. WUILLEUMIER. [47] Isidoro. v. XIII. LATTE. SEGARRA CRESPO (ed. IV.1. in Klio 75. cit.. Religion und Kultus der Römer..ull. als entschieden betrachtet werden. J. SCHEID. tri]umpe! Post tripodationem deinde signo dato publici introier(unt) et libellos receperunt. Claudius Natalis a libris pontifical(ibus). Stuttgart 1992.. 616 ss. niedergeschlagen hat. 396 s. GU. Ibi sacerdotes clusi. in Dizionario Epigrafíco di Antichità Romane. [51] Altre fonti: Cicerone. 102 («Naguère encore un livre de Francesco Sini (Documenti sacerdotali di Roma antica.1. v. Cfr.. in Dizionario Epigrafíco di Antichità Romane. The Magistrates of the .. Deroux. Problematiche religiose e giuridiche nell’orazione ciceroniana: C. anche ID.. in Studies in Latin literature and Roman history.R. Sempronio Gracco.2. col..C. HENZEN. XIII. 2104 b 30: Primus Corne[lianus pub]l(icus) [a c]omm(entariis) fratr(um) Arv (alium). 99 ss. 173 ss. 1983) reprit certains éléments du mirage des livres sacerdotaux. Cesar’s colleagues in the Pontifical college. J. J. MÜNZER. 2. Plutarco. Verschiedene Dissertationen der Breslauer Schule (Ambrosch. 731. VI. III.. modèle du culte public dans la Rome des Empereurs. L’écrit et l’écriture dans la religion romaine: mythe et rèalité. Stuttgart 1926. Untersuchungen zur Entstehung. in Real-Encyclopädie der classischen Altertumswissenschaft.. Entwicklung und Funktion der öffentlichen Sklaverei in Rom. triumpe. die sich nicht in der lagen und noch immer anhaltenden Kontroverse. 134. [44] Cfr. VON PREMERSTEIN. libellis acceptis. cit. KOCH.. A. da ultimo... Cassio Dione 38. la posizione di J. Libri e commentarii.. Libellus. Stuttgart 1900. 903. Les archives de la piété. v. NORDEN.1. Orig. cit. v. GU. DELGADO DELGADO.S. G. Las connotaciones sacrales de la alimentación en el mundo clásico.. BROUGHTON. coll. Réflexions sur les livres sacerdotaux. Libellus.. Pinarius. in D. ob commentarii und libri pontificum dasselbe bezeichnen. Stuttgart 1950. 138 s. Aus altrömischen Priesterbuchern. Wissowa) haben sich dem Problem gewidmet.I. cit. G. VON PREMERSTEIN. Libertas.A. Sassari. Per una recente messa a punto sulla questione. Sulla connessione ius publicum . 71 ss. 6. in The American Journal of Philology 63. Servitus publica. Acta fratrum arvalium quae supersunt. J. cit. in part. WISSOWA.. VI. coll. cit. 2195 b: Ti. 91 ss. HEUSS. cit. F. Römische Religionsgeschichte.17.. Göttingen 1978. cit.42. 1262 ss.. R. di cui ho letto la versione elettronica = http://webpages. in Festschrift für Franz Wieacker zum 70. 801. infatti. Documenti sacerdotali di Roma antica. und schon in der ersten Arbeit konnte Paul Preibisch die Unhaltbarkeit der Differenzierung demonstrieren»). SAMONATI.L. [50] Valore dell’orazione in rapporto allo ius publicum: P. Reifferscheid. cfr. vedi B. in Real-Encyclopädie der classischen Altertumswissenschaft.. VIII. 33. il quale sottovaluta l’importanza dell’utilizzazione dei libelli da parte dei sacerdoti arvali. cit.16. 1993.

PEASE. I (cfr. invitus. i due atti si presentano ben distinti dal punto di vista giuridico e religioso. Cicerone. quid teneri ius fuerit. sororis precibus. G. nihil de sacris.23.8. ibidem.2. conservati negli archivi sacerdotali. uti neque mens neque vox neque lingua consisteret? [55] Di solito si ponevano in essere contestualmente una dedicatio e una consecratio ed operavano sia il magistrato sia il sacerdote. Ius pontificium e ius civile nell’esperienza giuridica tardorepubblicana: un problema aperto.44. a cura di F.9. De domo 136. MARQUARDT.8.31. dedica un intenso e suggestivo capitolo alla «consecratio nel ius pontificium». I giuristi e la città. con qualche fraintendimento sulle competenze dei pontefici in materia di dedicatio (29). II. nihil de abscondito pontificum iure dicturum. vedi soprattutto P..37. G.4. in Labeo 23. 27.. [63] F.. D’IPPOLITO. BONA. In Vat. caerimoniis. restitit et constantissima mente Capitolium dedicavit. Fragmenta auguralia. J. Leipzig 1867.. G. [62] Basterà ricordare alcuni fra i numerosi decreta e responsa sacerdotali che Cicerone riporta nelle sue opere: De div. 206. Quid est enim aut tam adrogans quam de religione.4.13. id narrare vobis. II. APPEL. Darmstadt 1968.2.7. mente ac lingua titubante fecisse dicatur.7. 23. [58] Cicerone. Per la lista dei pontefici del 57 a. 38. cit. [60] Sul problema dell’utilizzazione di testi scritti. CATALANO. 121. furtim. FIORI.. WISSOWA. 2170. P. Ad Att.2. quid dici. praesertim cum iste impurus atque impius hostis omnium religionum qui contra fas et inter viros saepe mulier et inter mulieres vir fuisset.. 5. ne valeat id quod imperitus adulescens. A. Peraltro. quid praeiri.. 44 fragm. De domo 39-40. [56] Cfr. Librorum de disciplina augurali. sacris pontificum conlegium docere conari. vedi ora C.9.. huiusmodi alicui dedicationi praefuisset. qui peritissimus pontifex fuisse dicitur. 269 s.16-19. 25 ss. non sunt quaesita ex occulto aliquo genere litterarum. De domo 127. matris minis adductus. Napoli 1996.8. sine fictore. quid me attinet iam illud tertium quod proposueram docere. Horatius ille Pulvillus.10-11. cum eum multi propter invidiam fictis religionibus impedirent. ageret illam rem ita raptim et turbulente. Tulli Ciceronis De divinatione. 275 ss. sia degli auguri: 4. Stuttgart . quae multo est verbosior. sia infine dei feziali: 31. F.11... Più di recente R.31. 32. cit. 41. [61] Esempi soprattutto in Tito Livio. Dinamica politico-costituzionale di una sanzione giuridico-religiosa. de iure rei publicae dicam.8-10.A. ex senatus consulto.21. v. cit. 8. LINDERSKI. aut tam curiosum quam ea scire velle de quibus maiores nostri vos solos et consuli et scire voluerunt? Cfr. dell’edizione 1920-1923]. libri duo [rist. sine auctore. 63. in Contractus e pactum. 129 [= ID.73. novus sacerdos. cit. 96 s. Die Kultsatzungen der römischen Pontifices.1. Commentarii in librorum auguralium fragmenta.18. Napoli 1990. 36. cit. M. J. De Romanorum precationibus. 18. cit. ROHDE. Tuttavia. ID. Cicerone quasi sicuramente potè accedere di persona anche a documenti del collegio dei pontefici: così già F. De leg. De domo 33: Sed hoc compensabo brevitate eius orationis quae pertinet ad ipsam causam cognitionemque vestram. 214. 20. [54] Cicerone. 385. cit. Contributi allo studio del diritto augurale. 17.31.7. [59] Cicerone. 2. 38). ed ora vedi F. Documenti sacerdotali di Roma antica. ius augurium e poteri del magistrato.. in Real-Encyclopädie der classischen Altertumswissenschaft. cit. sia dei pontefici: 5. neque is cui licuit. REGELL. De domo 138: Ac si. 41. New York 1952.. Varroniana in den Schriften der römischen Juristen.4.. Augures. Römische Staatsverwaltung.. 21 fragm.. 31. Illa interiora iam vestra sunt.Roman Republic. [57] Cicerone. The Augural Law. 40.. sine libris. cit. 41]. neque id quod fas fuit dedicavit. pontifices.3. G. BERGEMANN. 2. ex rebus palam per magistratus actis ad conlegiumque delatis. 34.22. non iis institutis ac verbis quibus caerimoniae postulant dedicasse? Dixi a principio nihil me de scientia vestra.. 2243 s. 1977. Politik und Religion im spätrepublikanischen Rom. Napoli 1978 (ma 1979). qui. Atti del convegno di diritto romano e di presentazione della nuova riproduzione della littera Florentina. cit. Cassio Dione 39.. Auguralia. sed sumpta de medio.6. sia dei decemviri sacris faciundis: 22. SINI.45. il quale riporta decreta e responsa. Sul pontificato massimo di Tiberio Coruncanio. Coruncani scientia. per l’espletamento di funzioni cultuali. ex lege. WISSOWA. praetermittam. Quae sunt adhuc a me de iure dedicandi disputata. si quis quid in vestris libris invenerit. cit. tamen in scelere religio non valeret.2-3. de rebus divinis. tuttavia.1. vedi G. ignarus. Ricerche sulla giurisprudenza romana della repubblica. ID. Religion und Kultus der Römer. 64 ss.8. SANIO.. religionis partem. 162. 25 ss. Milazzo. quid tangi.S..45. quae cum sit in ius religionis et in ius rei publicae distributa.. aut tam stultum quam. Tipicità e libertà negoziale nell’esperienza repubblicana. Ancora utile per l’analisi del passo.25. 39.15. 27. Per gli aspetti connessi con inaugurationes. 199.37. acta esse constarent. III. F.C.2. cit. De domo 139: Quae si omnia e Ti. 4.7-12. non mi sento di condividere del tutto le tesi ivi esposte. BRAUSE. ROHDE. Homo sacer. cit. 17 s. Die Kultsatzungen der römischen Pontifices. sine collegis. aut si M. 424 s.D.

XVIII.. 16 fragm.. 40 s. 38). Contributi allo studio del diritto augurale. P.). e da Tito Livio 40. evulgavit fastosque circa forum in albo proposuit. P. dal calendario festivo all’ordine cosmico. hist. NOCERA. Il potere dei comizi e i suoi limiti.42. cit. Documenti sacerdotali di Roma antica. Ricerche sui giuristi del III secolo a. Phil. 2335. G. Studies in Roman Republican Legislation. A quibus iura civibus praescribebantur.. 2243 s. G. cit. Librorum de disciplina augurali ante Augusti mortem scriptorum reliquiae. altre tre volte: cfr. cit. [64] Lo aveva identificato con un decreto augurale già F...R. Cicerone.2. II.. repositum in penetralibus pontificum. cit.. TURCHI. ora. Vaduz 1986]). Senatus Populusque Romanus. cit. Per due volte tale termine è riferito alla divisione del tempo e al calendario giudiziario (1. 44 fragm. per il quale rappresenterebbero quasi una sorta di intercessio degli dèi. VIARENGO. 2. quia aliquando nihil cum populo agi utile futurum erat.. vedi J. in altro senso P. La religione di Roma antica. Fragmenta auguralia. PREIBISCH. . cit. Nat. SINI. Fra gli studi più recenti sull’antico calendario romano (ma. 73 ss..7.VV. 26. 96. D. Commentarii in librorum auguralium fragmenta. Milano 1940. cit. G. SABBATUCCI. [70] F. 101. De nat.64. ID.14: Equidem ipsa etiam verba priscae significationis admiror. VAAHTERA. L.S. [73] Per un rapido elenco dei calendari superstiti.. WISSOWA. 533. DELATTE. A Concordance to Livy. La religione romana arcaica. P. F. II. cit. BRAUSE. I (cfr. 2. vol. [71] Cfr. 9. REGELL. LINDERSKI. CATALANO.A. Milano 1988. Sulla figura del grande giurista plebeo. The Magistrates of the Roman Republic... qui primus profiteri coepit: cuius tamen scriptum nullum exstat. 546. 34. e sui frammenti a lui attribuiti. ancora oggi risulta indispensabile consultare PH. 44. Sull’augurio canario. an.K. [67] In tale senso può intendersi anche il passo di Pomponio. cit. 180 ss. in Harvard Studies in Classical Philology 76... Bologna 1939. si vedano G. De augurum publicorum libris. deor. Roma 1963.. P. 508]. 1937. mette conto ricordare: L. Das alte Römische Jahr und seine Tage. cit. ID. 93 ss.. BROUGHTON. 14 fragm. I giuristi arcaici: Tiberio Coruncanio. cit. cit.E. On the Religious Nature of the Place of Assembly.. sostiene che siamo di fronte a una «frase tecnica testimoniataci da Cicerone a significare una particolare situazione sfavorevole».. a parte il passo citato. in L’Antiquité Classique 6. 1968. Documenti sacerdotali di Roma antica. SINI. cit. CATALANO. si era orientato invece P. ROHDE. [72] Tito Livio utilizza il termine fasti. Religion und Kultus der Römer. Die Kultsatzungen der römischen Pontifices.. 2000. invece. VAN JOHNSON. IV Augurium canarium. 346 ss.. G. SINI. 39 s. frammenti epigrafici in A. cit. cit. T. 1. II. Römische Religionsgeschichte. 320 s. Documenti sacerdotali di Roma antica.. in AA. cit.7: Idem [Numa Pompilio] nefastos dies fastosque fecit. vedi N. D. 36. cit. cit. F. ROHDE. 78-79.. ut dixi. 8.W. seguito. cit. The Augural Law. De augurum publicorum libris.A. Eine chronologisch-rechtsgeschichtliche Untersuchung in zwei Büchern. Per l’analisi dei passi in questione. SINI. De augurum publicorum libris. cit. SINI.. Inscriptiones Italiae. Curio the Younger and Cicero’s Election to the Augurate. Die Kultsatzungen der römischen Pontifices. 1. cit. Il divieto augurale è attestato anche da altri testi ciceroniani: In Vat. Recherches sur quelques fêtes mobiles du calendrier romain. D. BRAUSE. 98. Infine. in American Journal of Philology 83.46. Contributi allo studio del diritto augurale. 13 fragm. cit.. Religion und Kultus der Römer. 18. vedi ora F. 44 fragm. vedi anche F. In altro senso. BRAUSE. 68...38: Post hos fuit Tiberius Coruncanius.2. in Ius Antiquum – Drevnee Pravo 7. La religion romaine archaïque. K. The prehistoric Roman Calendar.C. 33: «Hoc quoque loco commentariorum nomine etiam libros quos vocant comprehendi adparet».. MICHELS.. cit..4. da J. priusquam frumenta vaginis exeant nec antequam in vaginas perveniant»... PACKARD. [68] Plinio. ibidem. 20.10. Documenti sacerdotali di Roma antica. 8 fragm. 1.. 81 ss. 13 fragm. REGELL. vedi F. Helsinki 1993. Librorum de disciplina augurali. REGELL. 1972. sed responsa complura et memorabilia eius fuerunt. DEGRASSI.9. 233. Fragmenta auguralia. (particolarmente 190 ss.. DUMÉZIL. 107. La religione di Roma antica. 1.. 2. ut quando lege agi posset sciretur). Brut. La funzione dei signa coelestia ai fini del corretto svolgimento dei comizi romani è stata ben evidenziata da G. [65] Cfr. più di recente. Tutta la problematica relativa a tale nomina è stata studiata da J. 585 [= ID. 35 fragm. col. 104 e ntt. cit. 21. fra gli altri. HUSCHKE. Fragmenta librorum pontificiorum...A.. The Aedileship of Favonius. Commentarii in librorum auguralium fragmenta. LINDERSKI. LATTE. 2. Breslau 1869 [rist. individuava nel frammento un’ulteriore riprova della diversità di contenuti tra libri e commentarii augurali: «Etiam hoc fragmento discrimen quod intercedit inter libros et commentarios valde confirmatur». REGELL. Librorum de disciplina augurali. Cic. Torino 1995. Plutarco. 28 ss.5: [Gneo Flavio] civile ius. Cambridge Mass. XIII: Fasti et elogia. A. cit. 196. [66] P.1896.. 5. ita enim est in commentariis pontificum: «Augurio canario agendo dies constituantur. 181 ss.. Si orientava. Phil. 1962. cit.. [69] F.

HOLLEMAN. Calendrier de Romulus. [74] Servio Dan.. 5. [79] Varrone. ‘deducere’ purgare est et sordes emittere. VIII). Berlin-New York 1995. Documenti sacerdotali di Roma antica. Fabii Quintiliani. libros pontificales legat.The Calendar of the Roman Republic. cit. 8. H. 6. cit. vel quae festis diebus fieri permissa sint. die im Zusammenhang mit dem Zivilrecht standen. siquis scire desiderat. ita vetus purgari permittitur. BRIND’AMOUR. Die Fragmente. g). 1984. 176. 54 ss.1]. Librorum de disciplina augurali. 1. ut si commentarios quis pontificum et vetustissima foedera et exoletos scrutatus auctores id ipsum petat ex iis. quae praecludant aquam. M.J. in Bulletin de l’Association G. A. Hinc enim aliqui famam eruditionis adfectant. Cfr. 5: carmen saliare fragm. II. 20. Documenti sacerdotali di Roma antica.. 54 (Appendix ad lib. BRAUSE.A. ea die festo sine piaculo dicunt posse fieri.. De augurum publicorum libris. quod non intelleguntur. in L’Antiquité Classique 50. F. Sane quae feriae a quo genere hominum vel quibus diebus observentur. Terentius Varro Antiquitates rerum divinarum. De ling. GUITTARD. [78] Cicerone.-C. 203 ss.. B. ED. 5. 224 L. 1. Documenti sacerdotali di Roma antica.. G. P. MOREL. RÜPKE. [76] Cicerone. Si veda. in Revue des Études Latines 46. Zur Schaltung im vorjulianischen römischen Kalendar. De ling. anche W. infine. P. 1973. ceteris feriis omnes aquas licet deducere. 18: «Hier sind ganz offenbar pontifikale Schriften. BERGMANN. 115. REGELL. A proposito del carattere religioso del dictator (Note metodologiche sui documenti sacerdotali). Inst. Su questo passo. Le calendrier préiulien. [82] F. LIÉNARD. cit. 1981.. [83] Varrone. ROHDE. De orat. 1980-1981. E. De ling. 1..63: Nam dictator quidem ab eo appellatur. et potest hoc ad illud referri quique paludis collectum umorem bibula deducit harena. orat.. 123. Varroniana. F. G. cit. Betrachtungen zur Frühgeschichte des römischen Kalenders. vedi A. I. 10. gemeint». quae supra terram sunt.. Praeceptat e Pilumnoe poploe. REGELL. 37 fragm. in Ancient Society 11-12. cit. Istituti e terminologia giuridica nelle opere di M. C. ut novum fieri non permittitur feriis. . 469 ss.). CARDAUNS. 1981. quod etiam in bello observetur. Jahrbuch für Universalgeschichte 35. REGELL. quod et verborum vetustas prisca cognoscitur et actionum genera quaedam maiorum consuetudinem vitamque declarant. Kommentar. De re publ. Ottawa 1983. ideo quia a pontificibus. SINI. 17. vel quae ad honorem deorum pertinent. BRAUSE. Georg. RADKE. Terentius Varro Antiquitates rerum divinarum. Die Kultsatzungen der römischen Pontifices. Milano 1973. 21. 42 fragm.A. ut quaedam soli scire videantur. cit. cit. Lat. ne novum negotium incipiatur. Fragmenta poetarum Latinorum epicorum et liricorum praeter Ennium et Lucilium.14: In libris Saliorum quorum cognomen Agonensium forsitam hic dies ideo appelletur potius Agonia. Princeton 1967 (su cui vedi la recensione di J... cit.. 42 fragm.A. [77] La tradizione documentaria sacerdotale conosceva e conservava arcaismi linguistici (cfr. sed in nostris libris vides eum Laeli magistrum populi appellari. RICHARD.. 96. cit. 21 fragm. Institutiones oratoriae libri XII [Corpus iuris Romani publici. Fragmenta auguralia. vel quae omissa nocent.. Ein Beitrag zur Soziologie der Zeit. Ergo hic. al riguardo. quae inde contraxerit. in Rheinisches Museum für Philologie 124.. Librorum de disciplina augurali. cit.193: Nam sive quem haec Aeliana studia delectant. Les débuts du calendrier romain. P. 174 ss. 55 ss. plurima est et in omni iure civili et in pontificum libris et in XII tabulis antiquitatis effigies. Lat. cit.270: Sed qui disciplinas pontificum interius agnoverunt. Valutazioni giuridiche del passo in M. F. Münster 1990. Wiesbaden 1976.. Le calendrier romaine des origines au milieu du Ve siècle avant J.. 1 ss. id est emittere. ID. Milano 1976. 16 fragm. II. 91 ss. CARDAUNS. XXVIII.. in F. 6. P. 7. Cfr. Fasti Romani. 1968. PERUZZI..12: At obscuritas fit verbis iam ab usu remotis. Itaque tera in augurum libris scripta cum R uno. quod teritur. cit. CENDERELLI. XXII.33. Fragmenta auguralia. W. [75] Quintiliano. quia dicitur. Librorum de disciplina augurali. B. per fossam vel pratum purgatum deducere. in Saeculum. I. Budé. [81] Enumerazione ed esame analitico di queste fonti. SINI. 41 (Appendix ad lib. in Verg. 29. et quidquid fieri sine institutione novi operis potest: ut rivorum inductionem sic accipiamus. I. 50. Recherches chronologiques.. Die Geschichte der Repräsentation und religiösen Qualifikation von Zeit in Rom. quoniam cautum in libris sacris est feriis denicalibus aquam in pratum ducere nisi legitimam non licet. Kalender und Öffentlichkeit. Le calendrier romain.. [80] Varrone. 164. F. Lat. 241 ss. ut aliquibus videtur. M. Terenzio Varrone. Ergo ‘rivos deducere’ non est novum negotium. Some Osservations on the Early Roman Calendar. Der römische Kalender: zur sozialen Konstruktion der Zeitrechnung.) e non disdegnava l’uso di una lingua arcaizzante nella composizione di nuovi carmina. Festo.B.2. CH.. SINI.21: Terra dicta ab eo. J. ut Aelius scribit. vv. 420. cit. Aspetti culturali del Lazio primitivo. 98. 222. cit. Alii hoc secundum augurale ius dictum tradunt. HAUBEN. BRAUSE. III.

cit. 399.M. E. [91] Varrone. 107 ss. a proposito del rex sacrorum: Tito Livio 27. Librorum de disciplina augurali. Milano 1981. per le inaugurationes dei flamines maiores: Gaio. XXI. cit. Milano 1992.. rinvio all’introduzione di G. 24 s. 42. Die Ordnung der Welt. La religione romana.S. 146: «dans nos livres pontificaux». cit. Lat.. I. II. Paris 1959. Le leggi. 45 ss.5.1. De ling. APPEL. expositae sunt in libris sacerdotum populi Romani et in plerisque antiquis orationibus) e Agostino.8-10. inoltre N. Berlin-New York 1973.36. vedi per tutti P. E. TONDO. Ferrero e N. cit. 49 ss. ROHDE. Librorum de disciplina augurali.84.7. cit. GIRARDET. cit. cit. De civ. Über die Religionsbücher der Römer. 46 ss. 467 ss. 2ª ed. Römische Staatsverwaltung.. The Interpretation of Cicero’s De legibus. Croyances et rites dans la Rome antique.1. SCHWEGLER.51: Itaque duodecim tabulis dicunt: ‘solis occasu diei suprema tempestas esto’. 37 fragm. 13. cit. vedi invece P. VAN DEN BRUWAENE. che si invocavano negli indigitamenta. BRAUSE. Tullio Cicerone. infine. VAN DEN BRUWAENE..11.. cit. De natura deorum.38.. II. Die Kultsatzungen der römischen Pontifices.8. Sulla testimonianza di Varrone e sul formulario varroniano.. 30. Contributi allo studio del diritto augurale. non enim ut tu Velleius quocumque veneris sic idem in Italia Volcanus idem in Africa idem in Hispania. Sat.. 426. A. Studi su Tito Livio e Dionigi di Alicarnasso.. PERUZZI. 18-19.. vedi ora il contributo di J. cfr. De ling. Deinde nominum non magnus numerus ne in pontificiis quidem nostris. 199 ss. J. dedica brevi ma interessanti notazioni agli «dèi degli indigitamenta» R.. BOUCHÉ-LECLERCQ.15..3.. I. A. risulta di qualche utilità il vecchio lavoro di I. ristampa Torino 1978. I. Rom. MARQUARDT. PEASE. cit.. DE PLINVAL a Ciceron. cit. in Opere politiche e filosofiche di M. Inst. CENDERELLI. Lo Stato.6. a cura di L.. I doveri. Contributi allo studio del diritto augurale. G. REGELL. LINDERSKI. quae ritu Romano fiunt. Livre premier. Römische Geschichte. Précision sur la loi religieuse du de leg. [88] F. De nat. Tito Livio 27. 15.. Paris 1971. III. 24 ss. 1. CATALANO. 78 ss.. 3.. cit. 7 ss. Att. deorum autem innumerabilis.10. ZORZETTI.. In senso decisamente favorevole. Origini di Roma. con il quale concorda anche S. per i pontefici e gli auguri: Cicerone.]. [96] Per una convincente dimostrazione. ancora indispensabili. A. 2ª ed. [87] Su cerimonie e sacrifici vedi.1. XLVIII ss. PIGHI. F. con importanti precisazioni sul concetto di precatio. 29. in maniera ancora problematica. II 19-22 de Cicéron. 89.42.. Fragmenta auguralia. Macrobio. cit. cfr.114. J. Aulo Gellio.8. 6. M. 1961. Sul valore religioso e giuridico del templum. G. cit.. Nota critica al De legibus. 1. Per la raccolta completa delle preghiere romane.5.84: At primum quot hominum linguae tot nomina deorum.A. Brut.5. 10 ss. Tulli Ciceronis De natura deorum. 1. con ampia rassegna della dottrina precedente. invece. [= La religione romana arcaica.17. cit. DEL PONTE.26. Roma 1983. CATALANO.73.A. vedi P.1 (Comprecationes deum inmortalium.4. 17 ss.8. 50 ss. 7. LINDERSKI.. fra gli altri. 2148 ss.. REGELL.130. 7.. La religione dei Romani. K. [94] Sulle vicende della tradizione manoscritta. [95] La citazione è tratta dal saggio di M. Les pontifes de l’ancienne Rome. Wiesbaden 1983. 334 ss. cit. BAYET. Noct. 8 ss. [92] Sull’opera ciceroniana vedi... a parte la bibliografia citata nelle note seguenti. Templum. Tendenze nella storiografia romana e greca su Roma arcaica. 16 fragm. in Aufstieg und Niedergang der römischen Welt. Traité des lois. BRAUSE. Aulo Gellio. [85] Per quanto attiene ai nomina deorum. cit. [89] Cfr. CATALANO.13. CIPRIANO.. 1. vedi D.23. 45. Darmstadt 1968 [rist. Aspetti spaziali del sistema giuridico-religioso romano. The Augural Law. 354 ss. MUSTI.36. cit.10. [93] Per la discussione e il commento dell’importante testo ciceroniano. 56 fr. 40.[84] Di questa tradizione si ha notizia in Dionigi d’Alicarnasso. 1955]. J. formula invece l’ipotesi che Cicerone abbia attinto alle Antiquitates rerum divinarum di Varrone.28. [90] Varrone.. anche P. Bruxelles 1970. Profilo di storia costituzionale romana. De Romanorum precationibus. M. AMBROSCH. Tübingen 1867. 335 ss.. cit. G. Varroniana. PASTORINO... La religione romana. 1974.4. RAWSON. e Plutarco.. Dionigi d’Alicarnasso 2. per tutti. Att. Tito Livio 37. Essa è peraltro considerata attendibile in buona misura perfino da un critico come A. Noct. Lat. P. De augurum publicorum libris. I. . La religion romaine archaïque. Milano 1973. 3. 175 ss. A. [86] Cicerone. 2251 ss.8. A. Dei 4. Tito Livio 27. vedi invece G. 18 ss. 239.. DUMÉZIL. Ein Beitrag zur philosophischen und politischen Interpretation von Ciceros Schrift De Legibus. The Augural Law.. deor. 7.. P. 41. Zorzetti.B. in Helikon 1. 12 ss. Per un riesame. Libri Augurum pro tempestate tempestutem dicunt supremum augurii tempus. cit.47. Nello stesso senso. della 1ª ed. Ciceron.

PREIBISCH. BÜRGE. nt. si de caelo tacta aut prodigii aliquid in ea factum esset. ut ait poeta. [100] Alcuni testi. [101] F. incendere vepres / balantumque gregem fluvio mersare salubri». Cfr.. BRAUSE. riportati qui di seguito. 64 A. 8. II.P. 44 fragm. bovis XXX. 1. / insidias avibus moliri. ep. Georg. TONDO. Lipsiae 1898. [106] P. hist.498. [108] Cicerone. Plinio. mais des divisions authentiques dans le statut qu’il donne à ce collège en forme de loi fictive (De legibus. utri deo res divina fieret. Fragmenta librorum pontificiorum. cit.9.206: Suis fetus sacrificio die quinto purus est. II 19-22 de Cicéron. 14 fragm. 3. segetem feriis saepiri debere». cit. «Dedicatio eius a pontificibus impediebatur. cit. Ses doctrines sur le Droit pontifical. quas centurias Romulus scripserat. 43 ss.. De civ.KÜBLER. 1. hist. Iurisprudentiae Antehadrianae quae supersunt. 33. 1999] Galatina 2000. cit. 2.25. 1. Iurisprudentiae Anteiustinianae reliquias.18. [104] P. 97: «Cicéron faisait partie du collège des augures. cit. votum rite solvi non posse.7: «Moram voto publico Licinius pontifex maximus attulit. [107] Plinio. SINI. il quale. 205 s. 8 fr. p. segeti praetendere saepem. Quintus Mucius Scaevola. I. Agostino. in «Il linguaggio dei giuristi romani». Georg. Fribourg Suisse 1993.. quod. Servio. in Mélanges Felix Wubbe. Il était donc renseigné de première main. HUSCHKE-SECKEL-KÜBLER. Tafano. «Quamquam pontifices negent. vetant quoque lanarum causa lavari oves nisi si propter medicinam.. Paris 1926. Iurisprudentiae Antehadrianae quae supersunt. Librorum de disciplina augurali. W. Atei Capitonis fragmenta. Cfr.SECKEL . [103] F.23. Sa vie et son oeuvre juridique. 3.. Documenti sacerdotali di Roma antica.A.9. [97] G. Luceres. quia ea pecunia non posset in bellum usui esse seponique statim deberet nec cum alia pecunia misceri: quod si factum esset.. 33 fragm.21.8. puras negavit». Fragmenta librorum pontificiorum. 42. deor. Quaest. 41. [Università di Lecce – Dipartimento di Scienze dell’Antichità. 5.7-9: Marcellum aliae atque aliae obiectae animo religiones tenebant. tuttavia. . 9 fr. <Si nolet arceram ne sternito> <Ne minore aut si volet maiore vincito>: Positives zu zwei Negationen in den Zwölf Tafeln.. sciri non posset.84.. Idées romaines.2-3: Tarquinius. De augurum publicorum libris. Macrobio. REGELL. Aulo Gellio. cit. 157-184. I. C. quod.. pecoris die VII. Atti del Convegno Internazionale di Studi. Fragmenta librorum pontificiorum. De re rust. VAN DEN BRUWAENE. quae «festis exercere diebus / fas et iura sinunt: rivos deducere nulla / religio vetuit. Att.. quia inaugurato Romulus fecerat.537. (ivi altra bibliografia).. Fragmenta librorum pontificiorum. [105] P. [98] Le potenzialità sistematiche del testo ciceroniano erano già state studiate da P. a proposito del quale. 27.21. 9 fragm.. La certezza del diritto nella giurisprudenza tardo-repubblicana.2: Sunt enim. «Id. 117 ss. PREIBISCH. La negazione nel linguaggio precettivo dei sacerdoti romani. Nat. 90. [99] Del resto. «Coruncanius ruminalis hostias. addere alias constituit suoque insignes relinquere nomine. S. cum bello Gallico ad Clastidium aedem Honori et Virtuti vovisset. Lecce 4-5 dicembre 1994. cit. 28. cit. cit. Titienses. 85 ss. G. 6. si è parlato di «Hypercharakterisierende Negationen in den Zwölf Tafeln»: A. neque mutari neque novum constitui nisi aves addixissent posse». Nat.36. Sat. 1. HUSCHKE . 31. cit.. Fest. sul passo vedi. cit.. difficilis procuratio foret. III. Lipsiae 1967. aveva proposto una partizione sistematica non esente da rilievi critici: cfr. et il est probable qu’il utilise non seulement de vieilles formules. Columella. Dei 4. Aen. 151. quod negabant unam cellam duobus dis recte dedicari» quia. equitem maxime suis deesse viribus ratus ad Ramnes. inclitus ea tempestate augur.1. 172 s. Leges regiae e paricidas. Studi di Filologia e Letteratura 5. 64 fragm. Firenze 1973. non a caso. a cura di O. 272 fragm. in quibus. F. cit. 8 fragm. 8 fragm. Servio Dan. inoltre. I. PREIBISCH. BREMER. Plutarco. 25 nt. Iurisprudentiae Anteiustinianae reliquias. Précision sur la loi religieuse du de leg. STRZELECKI. I.P. ROHDE. neque enim duobus nisi certis deis rite una hostia fieri. [109] Servio Dan. BREMER. 61. G. 61 ss.. II 20)».. [102] P. Paolo. F..2-5. qui negavit ex incerta pecunia voveri debere»..M. 92 L. cit. 13. SINI. si caratterizzava in tal senso anche la lingua dell’antico codice decemvirale. Noct. 10. Die Kultsatzungen der römischen Pontifices. PREIBISCH. F. BONA. 8. DUMÉZIL. F.. negare Attus Navius. cit. donec bidentes fierent.. Bianco e S. costituiscono a mio parere esempi significativi di questo impiego del verbo «negare»: Tito Livio 1. De nat. Rom. LEPOINTE.

Essai sur les origines de la sponsio. ne prodituro magistratui disiunctis bobus plaustrum obviam veniat. cit. [115] Cfr. 57 s. nelle fonti il verbo obligare appare di frequente utilizzato in riferimento al votum: cfr. in Derecho de obligaciones. da ultimo. 49 ss. Paris 1919. Fragmenta auguralia.. vedi fra gli altri: A. in Dictionnaire des Antiquités Grecques et Romaines. Cicerone.. Fest. DAZA. I. A quibus iura civibus praescribebantur. Roman prayer language: Livy and the Aeneid of Virgil. Religione e diritto pubblico in Roma antica. cit. III. 57 ss. De Romanorum vocabulis pontificalibus. K. 64. W.. 92 ss. De leg. SINI. [118] Cfr. Quaderni di Scienze Giuridiche e Tradizione Romana 2 (Marzo 2003) = . F.2. XIV. [112] Al caso dello iuges auspicium. 964 ss. infine J. sulla base del citato passo di Cicerone. da ultimo. G. Del resto. REGELL. cit. Stuttgart 1966. 36 fragm. piaculari hostia facta piatur. Ricerche sui giuristi del III secolo a C. Suppl. cum iunctum iumentum stercus fecit. P. J. Servio. cit. Paricio. Catalano. La religion romaine archaïque. a suo avviso) volto alla prevenzione dello iuges auspicium. cit. cit. Votum. 1148: «Die Wirkung des Votums ist eine obligatio. 114 ss.16.537: Sane figurate ‘equos omen’.. Murga Gener. Stuttgart 1993. G. Impero Romano e religioni straniere: riflessioni su universalismo e tolleranza nella religione politeista romana. 505 ss. 93 s. La religione romana arcaica. Quintus Mucius a [b]i[g]ebat eum expiari ut impius non posse. LATTE. Documenti sacerdotali di Roma antica. interpretato come esempio significativo del conservatorismo religioso romano. Dai peregrina sacra alle pravae et externae religiones dei baccanali: alcune riflessioni su ‘alieni’ e sistema giuridico-religioso romano. anche F.V...80. Nonas. Römische Religionsgeschichte. LINDERSKI.. v. in Dictionnaire des Antiquités Grecques et Romaines. Sed multi de libris augurum tractum tradunt: iugetis [nei codici iuge eis.. 3. Lat. NOAILLES. SINI. cit.. Ricerche sui giuristi del III secolo a. Paris 1943. J. DILIBERTO. Praetor qui tum fatus est. Religion und Kultus der Römer. cit. in Sitzungsberichte der Akademie der Wissenschaften zu Berlin 51. Torino 2001. la solenne formula del ver sacrum in Tito Livio 22. WISSOWA.6. cit. 14 fragm. cit.. 264 ss.. Roma. la correzione risale allo Scaligero] enim dicitur augurium quod ex iunctis iumentis fiat. Die Kultsatzungen der römischen Pontifices.. coll.. 92 L.. 1996. ID.. 3. 1998-1999 [ma 2001]. ID. Voveo.. Religion und Kultus der Römer. probe factum esto. [= ID. libro primo disputationum).. v. 88 ss. in Index 2. DUMÉZIL. 297 ss. pontificesque statuisse postridie omnes Kalendas. Sat. 1885.2 (Ulpiano. P. cit.. Römische Staatsverwaltung. 969 ss. Brevemente. Du droit sacré au droit civil. coordinación y presentación J.12. 50. 42 ss. vedi brevi considerazioni in G.30: Quod si tum imprudens id verbum emisit ac quem manumisit.. PERNICE. III. Buc. cit. 69 ss. Macrobio. SINI. in Diritto @ Storia. eine sacralrechtliche Verbindlichkeit. ut magistratus vitio creatus nihilo setius magistratus. [ripubblicato ora in La condition des “autres” dans les systèmes juridiques de la Méditerranée. F. KRETZER. 107 s. EISENHUT. [116] Su votum e vota publica vedi A. F. diversa enim significatione idem dixit. ROHDE. LATTE. cit. ma anche Varrone. Aen... 352 s.[110] Servio Dan. BRAUSE. Idus atros dies habendos.. 2004). Les Pontifes de l’ancienne Rome. 313 ss. El votum.. The Augural Law... 165 ss. 1994 = Studi in memoria di Gabrio Lombardi. K. [111] Paolo.. interpreta l’arcaica iscrizione del lapis Niger come una norma di carattere sacrale contenente proprio quel precetto augurale (antichissimo.A. MAGDELAIN. Paris 2001 (pubbl. ille nihilo minus est liber. in Sandalion 21-22. 438 s. XIX. Milano 1983. v. Sat. e in F... TOUTAIN.. VISKY.. 1 ss. Römische Religionsgeschichte... 127. SINI. 629 ss.. HICKSON. cit. CATALANO. si imprudens fecit.. [114] Cfr. V. 91 ss. ep. in Studia et Documenta Historiae et Iuris 60.: Iuges auspicium est. in Studi in onore di Arnaldo Biscardi.]. BOUCHÉ-LECLERCQ. ID. l’illustre studioso... 135... Paris 1898. 2222. Il votum in diritto romano privato. MARQUARDT. 1971.. cit. 99 ss. 302 ss. 332 s. Homenaje al profesor J. F. Les Pontifes de l’ancienne Rome.. [113] Per l’analisi del frammento in relazione alla natura delle feriae praecidaneae. si prudens dixit. Cours de droit romain approfondi 1941-1942. 46.. ID.. BOUCHÉ-LECLERCQ. 5. Contributi allo studio del diritto augurale. Votum. ID. Zum römischen Sacralrechte (I). Inauguratio. cit. J. 128 s. 59-92]. Castro et P. Roma 1990. v. [117] Il carattere obbligatorio del voto era stato assai bene evidenziato da A. p. in Enciclopedia Virgiliana. sous la direction de F. 381 ss. De ling. cit. vedi anche F... eine religiöse und Gewissenspflicht».6: si atro die faxit inscens.C.41. D. WISSOWA. Sul punto. 1. La struttura del votum alla luce di alcune fonti letterarie. Observatur enim.. ora. A quibus iura civibus praescribebantur.. cfr. Sua cuique civitati religio. A. I giuristi e la città. Paris 1949. in Real-Encyclopädie der classischen Altertumswissenschaft.. sed vitio.10. cit. 6. M. 2. ut hi dies neque proeliares neque puri neque comitialis essent. cit. Ricerche sulla giurisprudenza romana della repubblica. Macrobio. ha dedicato alcune belle pagine del suo manuale sulla religione romana G. K. Madrid 1994. IV. 102. Dai documenti dei sacerdoti romani: dinamiche dell’universalismo nella religione e del diritto pubblico di Roma. 440. P.24: Tunc patres iussisse ut ad collegium pontificum de his religionibus referretur.. D’IPPOLITO.. IV. 4. più di recente O. Librorum de disciplina augurali.

ne qui hostium simili modo agerent. formula invece l’ipotesi che Cicerone abbia attinto alle Antiquitates rerum divinarum di Varrone. cit. CATALANO. ordinato negativamente. Aspetti spaziali del sistema giuridico-religioso romano.. TURCAN. Servio Dan. [124] M. XXVII. 16 nt. 355 ss. nello stesso senso ID. 28. e attraverso un rinvio dall’ambito degli dèi conosciuti e nominabili all’ambito dei molti di cui non si sa il nome e che non possono quindi avere un culto determinato. Su questo passo di Servio.-L. [122] Cfr. P. ad esempio. [119] Sul complesso fenomeno dei rapporti con gli dèi dei vicini e con gli dèi dei nemici. Interpretatio Romana.]. BLOCH. Agostino. VAN DEN BRUWAENE. expositae sunt in libris sacerdotum populi Romani et in plerisque antiquis orationibus. 59 s. [126] J. [121] In merito a questa divisione elaborata dal collegio degli auguri e. Livre premier. cit. poiché quella illimitatezza rivela nonostante tutto dei limiti». Lois romaines. hist. 1 ss. F.. Antiquitates rerum divinarum. La religione romana arcaica. in Aufstieg und Niedergang der römischen Welt. [129] R. 23 ss. c’est ce que prouvent deux expressions spécifiquement latines: pax deorum. Lipsiae 1875. e quindi ammissione dell’adventicium.. Tolleranza e intolleranza religiosa nella Roma antica. cit. SINI. vedi G. 516: «Volgersi a tutti gli dèi come nel mos pontificum delle invocazioni si verifica. BAYET. Gellio. in cuius dei tutela Roma esset. GIRARD. In questa prospettiva. interpretato in termini di “estensioni” e “mutamenti” della religione tradizionale.. promittique illi eundem aut ampliorem apud Romanos cultum. La religion romaine. Noct. LATTE. perché è confessione della generalità rispetto al particolare di partenza. BONA.]. 426.8..y compris (ceci est important) ceux de l’adversaire ou ceux dont le camp est douteux»: queste parole si leggono in un breve ma denso paragrafo. s’opposant à leur vouloir. Terentius Varro. La religion romaine archaïque. Documenti sacerdotali di Roma antica. F.1: Comprecationes deum immortalium. cit. 369 ss. Aen. vedi F. cit. BRAUSE. la réaction hostile des dieux . Les Romains désirent.htm . Ticini 1982.S. Recherches sur les religions de l’Italie antique. cit. risultano chiaramente invecchiate alcune esposizioni manualistiche della materia: cfr. Questions historiques et problèmes de méthode. 42 fragm. Römische Religionsgeschichte.. Nat. Dei 4. Dai peregrina sacra alle pravae et externae religiones dei baccanali: alcune riflessioni su ‘alieni’ e sistema giuridico-religioso romano. Tulli Ciceronis De natura deorum..18: Verrius Flaccus auctores ponit. [128] «Qu’il ne s’agisse point là d’un phénomène second. [125] Quanto alla fonte del testo verriano. in ID. e insieme un modo altrettanto costante. 1980.. 1958. in Diritto e religione da Roma a Costantinopoli a Mosca. Die Kultsatzungen der römischen Pontifices. sono da vedere anche Plinio. II. E’ da questo angolo visuale che si legittima un atteggiamento che potremmo dire positivo in quanto ravvisabile in una “apertura” illimitata. cit. è linea implicita alla tolleranza religiosa. I. cit.23.. 21 ss. Milano 1964. Baccari. cit. mais d’un primat psychologique. Ciceron. De civ. [= ID.. [127] R. [120] A.. 13. Att.. 11. K. cioè. più in generale.. ma dei quali si pensa l’esistenza e cui si vuole rendere perciò un ossequio almeno indiretto attraverso il riconoscimento di un limite che è il limite proprio. cit.. Contributo allo studio della composizione del «de verborum significatu» di Verrio Flacco. religio. cfr. intitolato significativamente «Il cosmico e il politico: pax deorum e religio». 18-19. 264 s.http://www. . PEASE. I... 409 ss. quae ritu Romano fiunt. 492 ss. G. De natura deorum. Et durat in pontificum disciplina id sacrum. 58 [= ID. c’est-à-dire l’assurance qu’au delà de leur nature et de leur activité humaines ils ne rencontrent pas. sul valore giuridico dell’ager. cit. DUMÉZIL. 64 fragm. constatque ideo occultatum. Roma 1994. A. Opusculum Festinum. in Verg.it/tradizione2/Sini-Dai-Documenti. 15. à chaque instant de leur vie publique la “paix des dieux”. Interpretatio. 87. [130] Sulle implicazioni teologiche e giuridiche delle evocationes degli dèi del nemico. a cura di M.. in Revue d’Histoire et Philosophie Religieuses 60... La religione romana. per il quale il fenomeno è da intendersi nel senso di «Hellenisierung der Götter». cit. 146. SINI. dieux étrangers et «religion d’Etat». anche l’edizione curata da M. Librorum de disciplina augurali. ipotizza che possa essere una “glossa catoniana”: una delle glosse. cuius in tutela id oppidum esset.P. Genève 1976.. CARDAUNS: M. ROHDE. di J. 425 ss. 94 e 96.. in Studi Romani 6. quibus credat in obpugnationibus ante omnia solitum a Romanis sacerdotibus evocari deum. «il cui lemma è costituito da espressioni verbali o nominali tratte dal lessico di Catone (nella quasi totalità dalle orazioni)» (15).1.16.: «Le polythéisme est foncièrement étranger à l’esprit d’une “religion d’Etat”. 61 s. puisqu’il implique la possibilité d’un élargissement du panthéon à l’infini» (31). [123] Seguo la lezione del testo serviano offerta da B. M. ADRIANI. cfr.dirittoestoria.

. Documenti sacerdotali di Roma antica. P. A proposito del carattere religioso del dictator (note metodologiche sui documenti sacerdotali). in Alle origini di Roma. quod aut aliter urbem capi posse non crederent. it. it. fra gli altri. cit. Hassocks 1976. 21 ss. cit. Romolo (la fondazione di Roma tra storia e leggenda). 42 fragm. BASANOFF. RÜPKE. cit.]. idem ipsi quoque hostili evocatione paterentur. Macrobio.E. alii autem. GAGÉ.. Interpretatio. Sat. BASANOFF. 17 s. Coli.. BAYET. Paris 1947. 104 ss..2-5: Constat enim omnes urbes in alicuius dei esse tutela. Roma 1990. ID. cit. Milano 1980. moremque Romanorum arcanum et multis ignotum fuisse ut. quorum fides mihi videtur firmior. da V. a cura di E. Librorum de disciplina augurali. ID... 29-30 maggio 1979). Roma arcaica. cit. sunt qui Angeronam. 1990. Dèi. DUMÉZIL. 93 ss. Roman Religion and Roman Empire. BLOCH. Alcune riflessioni sulla formazione della tradizione storiografíca su Roma arcaica. Sed dei quidem nomen non nullis antiquorum... J. Domi militiae. cit. 99 ss. G. F. in Aevum 64. Berlin 1906. MOMIGLIANO. 1976. Die religiöse Konstruktion des Kriges in Rom. 9 ss. alii Lunam. Histoire romain. Torino 1997. R. 125. La religion romaine archaïque. 15 ss. [136] R. in ID.. 21 fragm. Campanile. Opem Consiviam esse dixerunt.. 61 ss. BREMER. 1985.. in Studi Etruschi 24. . La fórmula de la evocatio y su presencia en contextos desacralizadores. Bologna 1986. cit. BLOCH..A. 42 ss.. Caio Gracco e l’evocatio di Giunone da Cartagine. R. Firenze 1989. Philadelphia 1974. 369 s. 96. CARANDINI.. XXXVIII s. PREIBISCH.]. quod Romani celatum esse voluerunt. 52. DUMÉZIL.351: EXCESSERE quia ante expugnationem evocabantur ab hostibus numina propter vitanda sacrilegia. La religion romaine archaïque.2. S. Early Rome and the Etruscans.. C. Römische Religionsgeschichte.. REGELL. BLOCH. PALMER. Le origini di Roma. si tutelae suae nomen divulgaretur. 425 s. religione e diritto sulle origini della repubblica romana. ne exaugurari possint. La religion romaine archaïque. 426 s. Le origini di Roma. G.]. Nam propterea ipsi Romani et deum in cuius tutela urbs Roma est et ipsius urbis Latinum nomen ignotum esse voluerunt. licet inter se dissidentium. Rome et Véies. 3 ss. livre I.. cum obsiderent urbem hostium eamque iam capi posse confiderent.2. N. T. J. caventibus Romanis ne quod saepe adversus urbes hostium fecisse se noverant. cit. eroi e uomini all’alba di una civiltà. G. VII. La nascita di Roma. [138] F. 3. Atti del Colloquio tenuto a Pisa il 18 e 19 settembre 1987. Tendenze nella storiografía romana e greca su Roma arcaica. [= Le origini di Roma. La tradizione storica sullo sviluppo di Roma fino all’età dei Tarquini. [= ID. A.. rinvio all’ampio studio di V.. 52 ss. 17. 85 ss. Introduction. Fragmenta auguralia. [131] Sul frammento e sul giurista sono da vedere P. quae digito ad os admoto silentium denuntiat. cit. Matériaux pour l’étude de la formule sive deus. R.. Scipione Emiliano. A. [137] J. 370 s.. catalogo della mostra a cura di Mauro Cristofani. RÜPKE (a cura di). The Origins of Rome. 19 ss.A.]. 1955. Lari.. A. Cambridge 1989. BASANOFF. 143 ss. aut etiam si posset.. libris insitum et ideo vetusta persequentibus quicquid de hoc putatur innotuit. Italische sakrale Poesie und Prosa. nefas aestimarent deos habere captivos. HUSCHKESECKEL-KÜBLER. Ricerche di storia. Étude d’un rituel militaire romain.P. Die evocatio und der Transfer fremder Götter von der Peripherie nach Rom.. Este 1993. Milano 1961 [4ª ed. Römische Reichsreligion und Provinzialreligion. 13 ss. [135] D. cit. in Archivo Español de Arqueología 57.. Alii enim Iovem crediderunt. [Quaderni Urbinati di cultura classica. Paris 1958. Fragmenta librorum pontificiorum. J. 3 ss. A. Iurisprudentiae antehadrianae quae supersunt.. Trento 1988... Pisa 1988. 11 fragm. I. cit. certo carmine evocarent tutelares deos. DUMÉZIL. 1977]. cit. 7 ss. 15 fr.. 154 ss. XXVIII.. 1. Studi su Tito Livio e Dionigi d’Alicarnasso. in Roma arcaica e le recenti scoperte archeologiche (Giornate di studio in onore di U. cit. Evocatio. Eine metrische Untersuchung.9. Evocatio. J.. in The Cambridge Ancient History. 59 ss. sive dea. 236 ss. 15 ss. LATTE.. HUBAUX. I.. FERRI. La Iuno Regina di Veii. [trad.. Étude d’un rituel militaire romain.. [133] Per il contesto storico di questa evocatio... in La grande Roma dei Tarquini. [139] Cfr. 1. ID. Étude d’un rituel militaire romain. MUSTI. Iurisprudentiae anteiustinianae reliquias. CORNELL. ne suis nominibus dii Romani appellarentur. 29 fragm. Firenze. vedi V. trad. La religione romana arcaica.. [134] Vedi anche K. in cuius dei tutela urbs Roma sit. cit.]... MASTROCINQUE. MUSTI. BERTI. C. cit. Recherches sur la chronologie légendaire du moyen âge romain. OGILVIE. 1984. [= ID. 162 ss. THULIN. Paris 1965. SINI. Interpretatio. in Tite-Live. La religione romana arcaica. [132] L’evocatio di Giunone Regina è stata studiata.. LETTA. La tradizione storiografica sull’età regia: origine e valore. Evocatio. Et iure pontificum cautum est. ALVAR. BRAUSE.. 37 ss. [= La religione romana arcaica. in H. cit. Stuttgart 1990. Five Essays. 419. cit. Per un esame completo della documentazione antica e della dottrina moderna sulla formula e sul rito. BLOMART.. in Studia et Documenta Historiae et Iuris 42. 89 ss. Lucio Giunio Bruto. Inde est. Ipsius vero urbis nomen etiam doctissimis ignoratum est. CANCIK-J. Paris 1976. 69 ss.M. in Numen 32. 10] Urbino 1970. cit. 42 ss. R. 106 ss. D. F. La chute des Tarquins et les débuts de la République romaine.

. 1873-79. 1979. K. Opem et Fatuam pontificum libris indigitari: Bonam quod omnium nobis ad victum bonorum causa est. che questo frammento dei Fastorum libri di Cornelio Labeone possa essere di derivazione varroniana P. MASTANDREA. TURCHI. 44 s. 222 ss. Un neoplatonico latino. ut supra diximus.. [= La religione romana arcaica. 66 ss. cit. a cura di L.[140] Contrari alla determinazione dei generi di documenti sacerdotali. Per quanto riguarda invece gli studi lessicografici. REGELL. cfr. Die Kultsatzungen der römischen Pontifíces. LANTELLA..). N. nonché per la definizione più generale di fonti primarie e secondarie. VOIGT. WISSOWA. Quellenkunde... Sources and Methods.12... in Bulletin de l’Association G. La philologie latine au service de l’histoire de la religion romaine. L. 289. (Leipzig) 1898. R. SINI. BOUCHÉLECLERCQ. cit. cit. München 1960. C. Lezioni di esegesi delle fonti del diritto romano.. BONGHI. 1970 [= Annales I Colloqui Internationalis de iure Romano lingua litterisque Latinis]. Einführung. cit. cit. Über die Leges regiae. Le opere della giurisprudenza romana nella storiografia. Leiden 1979. di una sistematica delle opere letterarie in campo giuridico». Römische Religionsgeschichte.W. entro la cultura giuridica romana. V. 17 ss.. Libri I XIV XV XVI.. Documenti sacerdotali di Roma antica. 113 ss. Opem quod ipsius auxilio vita constat. La religion romaine archaïque. Cfr. 19 ss. cit. infantes partu editi non prius vocem edunt quam attigerint terram. vedi Atti del Convegno sulla lessicografia politica e giuridica nel campo delle scienze dell’antichità. Cornelio Labeone (testimonianze e frammenti). in Romanitas 9. 4 ss. 99 ss.. IV e V. ROSENBERG. La religione romana. Nega. 337 ss. Praemissae sunt quaestiones varronianae. II. ROHDE. A.. seguo A. cit. 389 ss. Hanc eandem Bonam Faunamque. LE BONNIEC. soprattutto. particolarmente stimolante la relazione di C. 27 ss. [146] Sull’apporto specialistico della filologia. G. Einleitung und Quellenkunde zur römischen Geschichte. [141] Per quanto riguarda «l’assenza. 1. Die Quellen des römischen Rechts. Supplementband 24... WESTRUP. 46. Lexicographie politique et histoire romaine: problèmes de méthode et directions de recherches (19 ss.63. Budé. 35 ss.. DUMÉZIL. CHRIST. Catania 1995.B.. cfr. [145] A titolo esemplificativo. G. Introduction to Early Roman Law. cit. Römische Geschichte. De augurum publicorum libris. La religione di Roma antica. 111 ss... II. Die Kultsatzungen der römischen Pontifíces.]. fra gli altri. GUARINO. Fatuam a fando quod. De re publ. Napoli 1968. PASCUCCI. Ristampa riveduta. ROHDE. 116 s. vedi L. Storia di Roma. 51: «La fonte cui ricorreva Labeone in questa circostanza erano dunque i Libri pontificales. NICOLET. IV. H. M. attribuiva il passo al XVI libro delle Antiquitates di Varrone. Labruna. 30 ss. 1 ss. Sat. Religion und Kultus der Römer.. Darmstad 1980. cit. 3 s.21-22: Auctor est Cornelius Labeo huic Maiae id est terrae aedem kalendis Maiis dedicatam sub nomine Bonae Deae et eandem esse Bonam Deam et terram ex ipso ritu occultiore sacrorum doceri posse confirmat. WENGER. P.. Bibliographie. Quellen und Authentie der Leges regiae. invece. 9 ss. in Abhandlungen der philologisch-historischen Classe der königlich sächsischen Gesellschaft der Wissenschaften VII. R. cit.. . LATTE. LATTE. gli archivi dei pontefici romani ove si conservavano gelosamente le norme e gli ordinamenti del rito e del culto». 4 ss. London-Copenhagen 19501954. Wien 1953. cit. cit. 63 ss. [144] Per le fonti letterarie si vedano: G. C.. in Jahrbücher für classische Philologie. Milano 1888.. 1. K.).. PIGHI. Esegesi delle fonti del diritto romano. vedi anche Macrobio. Torino 1979. Berlin 1921. COSENTINO.. vedi G. K. Les pontifes de l’ancienne Rome. Antiquitates rerum divinarum. 111 ss. oltre il già citato Cicerone.. AGAHD. Faunam quod omni usui animantium favet. 647 ss. 3ª ed. Römische Religionsgeschichte. inoltre G.. A. che menzionano testualmente libri e commentarii sacerdotali. sono state discusse da F.. Diritto e filologia.. 53 ss. [143] Le fonti epigrafiche. 41 ss. 1. 16 ss. [142] Per la terminologia. anche G..

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