Stanislav Grof - discorso sulle “Crisi Spirituali” Ero molto molto scontento col fatto che gli psichiatri

tradizionali li chiamassero stati alterati. Lo vedo come un termine peggiorativo che non riflette tutto il rispetto che ho per loro. Sottintende che abbiamo alcuni modi corretti di percepire noi stessi e il mondo – e che questi invece sono dei modi distorti, alquanto impropri, di percepire noi stessi e il mondo. Allora io li stavo chiamando stati non-ordinari insieme a molti miei colleghi che hanno fatto ricerca della coscienza. Ma ero particolarmente interessato negli stati non-ordinari che portano guarigione, che trasformano, che hanno un potenziale evolutivo, e che hanno anche quello che viene chiamato un valore euristico: possono portare informazioni assolutamente nuove sulla psiche, sulla natura umana, sulla natura della realtà. Questi sono gli stati che vivono per esempio gli sciamani come parte della loro crisi di iniziazione, o stati che vivono le culture indigene nei riti di passaggio o altri riti potenti. Il tipo di stati che gli iniziati vivono nei Misteri Antichi di morte e rinascita in Egitto, in Grecia e altri posti. Le esperienze di persone in diverse forme di Yoga, in diverse forme di Buddismo, che vivono i Sufi, i Mistici Cristiani, i Kabbalisti e così via. Ed era inconcepibile per me non avere un termine speciale per tutto ciò; mettiamo tutto in un unico sacco (unica scatola) di stati alterati, e l’implicazione è che siano tutti patologici. Vedete, non abbiamo una categoria di esperienze spirituali, esperienze mistiche – quindi chiunque abbia un qualsiasi tipo di affioramento di stati non-ordinari viene etichettato come malato di mente e provvisto di medicine, una diagnosi e così via. Quindi quando abbiamo fatto molto lavoro con questi stati e abbiamo scoperto il potenziale di guarigione, di trasformazione, abbiamo cominciato a chiamare questi stati spontanei “emergenze spirituali” o “crisi psicospirituali”. Molto del nostro lavoro è stato effettivamente di sostenere persone che hanno avuto degli episodi spontanei - invece di sopprimere l’esperienza, di incoraggiare la gente a entrarci dentro e attraversarla.

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