Il CIS della Calabria ha promosso “Corrado Alvaro e il suo incontro con Luigi Pirandello” Nello spazio della libreria

Culture di Reggio Calabria, Loreley Rosita Borruto, presidente del Centro Internazionale Scrittori della Calabria, nel contesto del ciclo “Miti e suggestioni nelle grandi voci del Sud del mondo - sezione Antonio Piromalli“ ha organizzato il quinto incontro dal titolo “Corrado Alvaro e il suo incontro con Luigi Pirandello”. La relatrice, prof.ssa Mila Lucisano, docente di Italiano e Latino presso il Liceo Scientifico “L. Da Vinci” di Reggio Calabria, critico letterario, componente il Comitato Scientifico del CIS della Calabria, ha iniziato il suo intervento affermando che non è mai abbastanza quanto si possa scoprire dei grandi, delle nostre più importanti voci della letteratura. Aver voluto da parte del CIS offrire l'occasione di ripercorrere le due vite parallele di Corrado Alvaro e Luigi Pirandello è veramente cosa molto meritevole. Una vera amicizia legò il giovane Alvaro al ben più maturato ed onorato Pirandello; ciò è emerso dalla relazione tenuta dalla Prof.ssa Mila Lucisano. Si è ripercorso una straordinario testo scritto dal Calabrese nel 1946 sul Corriere della Sera, divenuto in seguito la prefazione alle Novelle per un anno. Pagine intensissime in cui si raccontano gli ultimi anni di Luigi Pirandello, la sua quotidianità di letterato del Ventennio, i suoi umori nei confronti degli ambienti ufficiali e le sue esequie, presentate attraverso le sue ultime volontà. Alvaro scrive : Autore appena perdonato di un racconto allusivo col titolo “C’è qualcuno che ride”, annunciava il nulla a tutta la gloria e a tutta la potenza, ed era lui che rideva. Pirandello, nel punto supremo del suo destino terreno, affermava di essere libero e solo. Affermò di essere libero soltanto nella morte. Fu un fatto che tutti sentirono, anche se non se ne spiegarono il valore di riparazione di ogni possibile errore o debolezza.' Pirandello sbatté la porta andandosene, al cospetto di chi attendeva di poterlo salutare come un grande uomo organico al sistema. Alvaro avvertì su di sé la grande responsabilità di chi è stato scelto quale depositario di intime confidenze. Egli riuscì ad eternare l'unicità della figura pirandelliana, quel suo profilo greco, così simile a quel vaso, che poi ne custodì le sue misere ceneri nella sua brulla valle del Caos di Girgenti. Uomini del Sud, con l'eredità verghiana da assolvere, entrambi furono liberi d'essere VERI, di quella verità scomoda, che, per come si palesa, accusa coloro che mascherano le loro debolezze con orpelli. La lettura

critica offerta dalla Prof.ssa Lucisano ha condensato le verità universalmente note sul grande drammaturgo, con le note personali ed il sensibile acume di Corrado Alvaro, che sul Siciliano elaborò una vivacissima analisi dell'opera e della vita stessa. La serata ha goduto anche della sapiente lettura di brani tratti dagli scritti di Corrado Alvaro a cura degli allievi del Liceo Scientifico Leonardo da Vinci. Molti gli interventi da parte del pubblico, molto interessato dalla chiave interpretativa dell'opera e della vita di entrambi gli autori su cui si è focalizzata l'attenzione della relazione. 'Un povero cavallo attaccato al carro dei poveri era fermo sulla strada bagnata, tutto puntato in avanti per non sdrucciolare. Veniva fatto di scorgere ogni cosa come il caro maestro l’avrebbe guardata. ' Salutava così il mondo Luigi Pirandello, liberatosi da una società che rifiutava nella sua vacuità di prospettive, povero per scelta. Alvaro, con il suo canto del Sud, gli fu fedele fino all'ultimo dei suoi giorni.

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