NELLA SALA “MONS.

FERRO” NEL 177° ANNIVERSARIO DELLA MORTE E’ STATO RICORDATO IL CARDINALE LUIGI TRIPEPI

Il giorno 21 ottobre 2013 alle ore 1700 nella “Sala Mons. Giovanni FERRO” dell’Arcidiocesi di Reggio Calabria – Bova, presente un pubblico qualificato, nel “Ciclo di incontri Storia della Chiesa Anno di Fede indetto da S.S. Papa Benedetto XVI” a cura del “Centro Nazionale Scrittori della Calabria”di cui è Presidente la D/ssa Loreley Rosita BORRUTO coadiuvata dal Dr. Stefano FAVA, è stata ricordata la figura del Cardinale Luigi TRIPEPI relatore il Prof. Avv. Alberto PANUCCIO (Presidente dell’ordine forense di Reggio Calabria) nel 177° anniversario della nascita del Cardinale TRIPEPI, nato a Cardeto il 21 giugno 1836 dal conte Don Antonino Tripepi e da Donna Margherita MANUARDI. L’ Avv. Alberto Panuccio ha iniziato la sua relazione tracciando la vita di Luigi Tripepi; le finalità direttrici delle sue opere; i valori fondamentali che le sue opere proclamano e tutelano; ed infine alcuni cenni sulle iniziative, che sono state programmate e che si è augurato che possano essere realizzate con l’aiuto delle associazioni, e delle pubbliche amministrazioni della Regione, di Cardeto e di Reggio Calabria. Il Prof. Alberto Panuccio ha continuato tracciando la vita di Luigi Tripepi, che, nonostante la sua umiltà, si è imposto da solo con la sua enorme poliedrica cultura, il suo ingegno, la sua instancabile attività, la forza della sua continua scrittura, della sua parola facile e della sua eloquenza. A soli 11 anni, nel reale Collegio di Reggio Calabria, discepolo del noto letterato e latinista, Diego Vitrioli, fa le prime lodate prove; “ a 15 anni nel 1851, quando l’educazione e l’istruzione della gioventù nel detto collegio furono affidate ai padri Gesuiti, il giovinetto Tripepi dalla facile vena poetica il giorno della prova l’affrontò con lusinghieri risultati. Successivamente consigliato dai Padri Gesuiti si trasferisce a Napoli dove studia filosofia e letteratura per tre anni. A 17 anni presiedeva i circoli di matematica a Napoli ed a 20 anni insegnava retorica ed eloquenza greca, latina ed italiana nel Collegio Tulliano di Arpino e poi in quello di Veroli”. Nel 1861 diffuse la sua sacra eloquenza a Marsiglia ed a Lione in Francia continuando a studiare teologia dogmatica. Poi il trasferimento a Roma, quando non era ancora sacerdote, ed ove fu consacrato nel 1862. Proseguì gli studi all’Università Gregoriana conseguendo con brillanti risultati la Laurea in Scienze Sacre ed Ecclesiastiche, e successivamente completò gli studi giuridici all’Università Sant’Apollinare laureandosi in diritto civile ed in diritto canonico. Nel 1867 fu chiamato da Mons. Mariano RICCIARDI Arcivescovo di Reggio Calabria (1855-1871) ad insegnare nel

Seminario di Reggio Calabria teologia, filosofia e storia ecclesiastica, ma prima che finisse l’anno tornò a Roma continuando a studiare e scrivere, e verso i primi anni del 1869 fu presentato a Papa Pio IX (1846-1878). A trentatre anni predicava per la terza volta il Quaresimale nella Basilica Lateranense, ed in quel periodo il Segretario della Congregazione dei Riti, mons. Domenico BARTOLINI, parlando a nome del Papa gli offrì un vescovado in Calabria, ma egli con umiltà lo rifiutò pregando che fosse lasciato ai suoi studi. Successivamente vennero uno dopo l’altro gli incarichi e le nomine: Cappellano Comune pontificio, Innografo di santa Chiesa, Canonico di S. Lorenzo in Damaso. Nel 1875 iniziò la pubblicazione del Papato, pubblicazione di Scienza Cattolica. Nel 1878 morì il Papa Pio IX. Per il suo successore, Leone XIII (1878-1903), nel 1879, organizzò adunanze internazionali sulla riforma della cultura filosofica e sull’Enciclica Aeternis Patris; un evento di eccezionale portata fu il convegno (il primo in assoluto nella storia vaticana) di migliaia di giornalisti e pubblicisti cattolici di tutto il mondo, ed egli stesso fu autorevole pubblicista dell’Osservatore Romano. Il Papa Leone XIII gli conferì incarichi prestigiosi, di crescente e somma importanza: Canonico della basilica di San Giovanni in Laterano, Segretario della Congregazione degli Studi Storici, Prefetto agli Archivi Vaticani, Segretario della sacra Congregazione dei Riti, e nel 1896 Sostituto della Segreteria di Stato (Segretario di Stato il Card. Mariano Rampolla del Tindaro 1843-1913) , funzione politico-diplomatica di alto livello, che lo colse di sorpresa, di difficile gestione in quel periodo, successivo alla Breccia di Porta Pia. In quella qualità il Papa lo incaricò di portare il beretto cardinalizio ad Americo Ferriera dos Santos Silva Vescovo di Oporto, Primate di Portogallo. Durante il viaggio la Regina Maria Cristina d’Austria gli fece dono di un prezioso calice d’oro con pietre preziose e miniature in porcellana, che egli donò alla chiesa parrocchiale di Cardeto e che adesso è esposto presso il “Museo Diocesano “Mons. Aurelio SORRENTINO” di Reggio Calabria. Il 15 aprile 1901 Papa Leone XIII creò Luigi Tripepi Cardinale dell’Ordine dei Diaconi, titolare di S. Maria Domnica, il suo sigillo era costituito da una composizione dei due cognomi , quello paterno “Tripepi”, e quello materno “Manuardi”: un albero con tre pepi, ed un braccio ed una mano che arde al fuoco, contornati da una fascia bianca e gialla. Morì a Roma il 29 dicembre 1906 nel Palazzo Sacchetti per ictus cerebrale (probabile causa della morte, fu l’uscita per Roma il giorno precedente ancora convalescente da una sindrome influenzale), certificato dal Prof. Rossoni, il medico che tre anni prima lo stesso Tripepi aveva chiamato al capezzale del papa Leone XIII.

La sua produzione letteraria si compone di circa 200 opere, ricomposta e pubblicata in due volumi (prima della sua morte), ha recuperato una importante delle sue “Memorie inedite” assegnate per testamento al suo amico Mons. Rocco COTRONEO (che nell’elogio funebre riferisce:”Moriva sul letto abituale, un materasso disteso sopra un canapè pieno di paglia, con accanto la scritta “Morituro satis”), e che andarono perse col terremoto del 1908. La perdita di queste memorie venne a cancellare la sua autobiografia che intendeva pubblicare per far conoscere la sua storia, quella di un cardinale che ha avuto un ruolo di primaria importanza nella Chiesa del suo tempo (il suo fiore all’occhiello rimane “La madre di Dio nella vita e negli scritti di Torquato Tasso”). La prima sua opera importante che pubblicò da giovane sacerdote fu “L’Arpa d’un calabro” una raccolta di 313 sonetti di contenuto religioso, storico e letterario dedicati alla sua terra natia lontana, e tradotta in trenta lingue. Egli non cessò mai di manifestare un grande affetto per “Cardeto mia Patria” al quale dedicò molti dei suoi scritti e dedicò ai bisognosi molti dei suoi averi. Nel suo testamento ha lasciato anche il necessario per l’acquisto di un loculo nella Cappella del capitolo di San Pietro, nel cimitero del Verano a Roma.

E’ seguito l’intervento del Prof. Avv. Vincenzo Panuccio (fratello del relatore e discendenti da parte materna dal Cardinale Tripepi) Emerito dell’Università di Messina già Vice Presidente Nazionale dell’Ordine Forense il quale, anche lui ha ricordato la figura di questo illustre prelato che ha lasciato alla loro famiglia un’eredità morale e spirituale da seguire che è quella della fede, della verità, della ragione e dell’amore. E’ seguito l’intervento di Mons. Antonino IACHINO Vicario generale dell’Arcidiocesi di Reggio Calabria – Bova, il quale ha detto che è venuto il momento di far conoscere alle nuove generazioni la stoiria e le opere di questo illustre figlio della Calabria.

Come ebbe a dire il relatore Alberto Panuccio, La comunità di Cardeto, rivendicando per il suo figlio il titolo di “cardetese” e l’amore che quel figlio ha mantenuto vivo nel suo cuore per la sua terra, il 15 ottobre 1993, a 87 anni dalla sua morte, nella cerimonia di traslazione delle sue sacre spoglie dalla sepoltura di Roma al Mausoleo costruito a Cardeto in contrada Mallamace, vicino alla Madonna Assunta e vicino alla madre, che giace accanto all’altare del piccolo santuario. Il sindaco Giuseppe RODA’ in quella occasione dichiarava finalmente concluso un periodo di collettive

negligenze, ed affidava a “veri e propri studiosi il compito di farci conoscere il Cardinale sotto diversi angolazioni attraverso una serie di convegni”. La dottoressa Pia MAZZITELLI direttore dell’Archivio Storico Diocesano ha comunicato che l’Ufficio Beni Culturali della Diocesi è determinato all’apertura ufficiale di un programma dedicato allo studio e all’approfondimento della storia e all’acquisizione, raccolta e custodia delle pubblicazioni e dei testi del Cardinale Tripepi sparsi nel mondo, di questo eminente prelato che ha fatto onore alla Chiesa, a Cardeto e alla Calabria.

Reggio di Calabria, 21 ottobre 2013 Domenico Cambareri