You are on page 1of 13

370

RivB LX (2012)

Ricerca e ritrovamento del Ges storico. Alcune considerazioni

tinction ne nous conduit-elle pas aussi comprendre la raison meme de cette unite, de la ncessaire communion ecclsiale ? En effet, l'apparente contradiction entre le caractre collectif du verset 2 et le caractre individuel du verset 5, ne s'explique-t-il pas par l'irrductibilit de la cliarge personnelle, qui interdit toute prtention porter seul le ou les frres fautifs ? Les librations opres par la foi, en rduisant l'encombrement entravant de cette charge personnelle, ouvrent un certain espace pour la formation du Christ dans le croyant, qui lui permettra, en communaut, de porter le frre qui tombe. Mais i l ne pourra jamais seul, comme le Christ l'a fait, porter ses frres. C'est dans cette dimension collective, rendue possible par les librations partielles individuelles, inaugures par les kairos personnels, que la loi du Christ pourra ainsi etre pleinement accomplie. ARIANE CHABERT
Institut Theologicum Catholique de Paris

La ormai pi che bicentenaria storia della ricerca sull'effettiva dimensione storica di Ges di Nazaret, che qui suppongo nota e che potremmo etichettare tecnicamente come gesuologia, sta a testimoniare almeno una cosa: che, cio, quel galileo dei primi trent'anni del I secolo non cessa di suscitare interesse. A parte la recente Third Quest, ora c' chi addirittura parla di una Fourth Quest, rivolta a cercare l'intenzione e la motivazione propria delle azioni e delle parole del Ges terreno. Intendiamoci: un interesse analogo viene coltivato anche a pro3

75270 Paris Cedex 06


1

21, me d'Assas

Sommario

La Lettera ai Galati, indirizzata a una c o m u n i t attraversata da divisioni i n terne, non cessa d i interpellare la libert d i ognuno. N e l tentativo d i approfondire i l legame tra libert personale e u n i t ecclesiale, i l presente articolo vuole i n dagare l'apparente opposizione, posta al centro della sezione parenetica della Lettera, tra 6,2a e 6,5. A l l a luce della distinzione d i significato dei termini ppi], che rimanda al peso dell'errore dei fratelli che sono inciampati, e (popxiov che i n vece designa i l bagaglio pesante della tentazione dell'autoreferenzialit, l'articolo propone una interpretazione dei due versetti nel loro legame con le differenti liberazionipersonali operate dalla fede i n Cristo (dal mondo, dalla carne, dal giudizio, clair io, ecc.) alle quali Paolo richiama i galati, cos essi possono comprendersi come condizione e limite della legge di Cristo, come necessit ecclesiale.

oue evidente. A ce sujet, voir l'intervention de R. BURNET, Les ambi^iii'ts du "nous" dans rF.pitrc aux Galatcs, dans Regards croiss sur la Biblc. Etudfs sur le jmhit de vue. Acles du IIlime Colloque International du RRENAB, Paris, H 10 limi .'Oliti (I ,el)iv hors srie), Paris 2007, 467-476.

Oltre a B. WITHERINGTON I I I , The Jesus Quest, The Third Search for the Jew of Nazareth, Dovmers Grove, I L 1995, cf. specialmente G. SEGALLA, Sulle tracce di GesLa terza ricerca, Assisi 2006; ID., La ricerca del Ges storico (GdT 345), Brescia 2010. Per una collocazione pi ampia della figura di Ges nel campo della ricerca, cf. B. CHILTON - C .A. EVANS (edd.), Studying the Historical Jesus. Evaluations of the State of Current Research ( N T T S 19), Leiden-New York 1994; M J . BoRG,/e in Contemporary Scholarship, Valley Forge, PA 1994; D . MARGUERAT - E. NORELLI - J.-M. POFFET (edd.), Jesus de Nazareth. Nouvelles approches d'une nigme, Genve 1998; J. SCHROTER - R. BRUCHER (edd.), Der historische Jesus. Tendenzen und Perspektiven der gegenwrtigen Forschung (BZNW 114), Berlin 2002; J. Ruiz GKKCIK, Jesus el Senor, Valencia 2007; J.H. CHARLESWORTH - P. POKORNY (edd.), Jesus Research: An International Perspective. The First Princeton-Prague Symposium on Jesus Research, Prague 2005, Grand Rapids, M I 2009. Si vedano i recenti 4 volumi (con un totale di 3.652 pagine numerate continuativamente) di T. HOLMN - S.E. PORTER (edd.), Handbook for the Study of The Historical Jesus. I : How to Study the Historical Jesus, I I : The Study of Jesus, I I I : The Historical Jesus, IV: Individuai Studies, Leiden-Boston 2011 (con 110 collaboratori tutti anglosassoni, con appena tre francesi [C .-B. Amphoux, . Nodet, J. Schlosser], un solo spagnolo [A. Puig Trrech] e nessun italiano ma in compenso con un collaboratore di Singapore [Kim Huat Tan]). Per gli anni immediatamente precedenti, la bibliografia tra il 2007 e i l 2010 riempie pi di 50 pagine dell'aggiornamento curato da F. ADINOLFI, Elenco di pubblicazioni sul Ges storico apparse tra il 2007 e il 2010, mSE 27(2010), 22JL286. Cf. E. BAASLAND, Fourth Quest? What did Jesus Really Want?, in HOLMN PORTI'.R (eild.), Handbook for the Study ofThe Historical Jesus, I , 31-36, dove l'autore distintili' ira Agenda Words (cf. Me 1,15; 8,35), The I Sayings (Me 2,17; 10,45; 9,37), Jesus' W,iv <>}' 'l'ftiching (challenges: Me l,15b.'17; qttestons: Me 2,19.25; 3,4), e The Tbcomilri Urietit.tlitm (Me 3,35; 14,36; 8,32).
3

372

RivB LX (2012)

R. Penna, Ricerca e ritrovamento del Ges storico. Alcune considerazioni

373

non tenere in conto gli sviluppi intervenuti dopo, che possono averne cambiato certi connotati. Per quanto argomenter qui di seguito, devo almeno premettere che la specifica definizione di cristianesimo non qualifica certamente n Ges n il primo movimento da lui iniziato in terra d'Israele verso la fine degli anni '30 del I secolo. L'ormai vecchia, se non stantia, questione di chiedersi se Ges sia stato un cristiano, posta da J. Wellhausen (1844-1918) agli inizi del X X secolo, non pu che avere una risposta negativa: certamente, come sosteneva lo stesso autore, Ges non era un cristiano, ma un giudeo. Del resto, ancora Paolo non si definir mai cristiano ma un israelita/giudeo (cf. Rm 11,1; 2Cor 11,22; Fil 3,5; At 22,3) che esprime soltanto i l proprio ideale di guadagnare Cristo ed essere trovato in lui (Fil 3,8-9). Quindi, dovr essere scontato che il Ges recuperato dalla ricerca storica non potr che essere un israelita/giudeo del suo tempo, sapendo comunque che i l giudaismo stesso del momento non era un fenomeno monolitico ma assai sfaccettato, nel quale potevano trovare posto fenomenologie identitarie molto diversificate e a cui appartiene anche l'originale tipologia dell'ebraicit di Ges.
8

posito della sua dimensione meta-storica, cha d corpo invece alla cristologia proclamata gi dalle prime comunit di credenti in lui, consistente in almeno due affermazioni, di cui l'una riguarda la sua identit personale (etichettata come il Cristo quale confessione minimale della fede in lui) e l'altra valuta gli eventi supremi della sua vita come densi di significato (concernenti rispettivamente il senso redentivo della sua morte e il timbro messo sulla sua intera esistenza storica dalla risuscitazione operata da Dio). Dal '700 in poi la tesi illuministica sostiene che in realt il passaggio dal Ges storico al successivo cristianesimo consistette in una frattura insanabile. Ma gi il semplice fatto che si parli di cristianesimo dopo Ges non sicuramente segno di una rigorosa ricerca storica, e ci per il semplice fatto che, propriamente parlando, alla morte-risuscitazione di Ges non segue immediatamente il fenomeno del cristianesimo, sia perch il vocabolo ricorre per la prima volta solo all'inizio del I I secolo in Ignazio di Antiochia (Ai Magnesii 10,1.3), sia perch il vero dato storico post-pasquale non presenta affatto i tratti di una struttura religiosa fissa n dottrinale n organizzativa come affermazione di una nuova identit specifica. In questo senso giusto dire che il significato del vocabolo cristianesimo come concetto maneggiato dallo storico di oggi diverge da quello del I I secolo, dati i mutamenti vistosi verificatisi nel frattempo (sia nella struttura organizzativa sia nel linguaggio della fede). Sicch bisogna guardarsi dal partire con la definizione attuale di cristianesimo per indagare e definire il cristianesimo delle origini. Sarebbe una mossa acritica, oltre che rischiosa, tale da
6

J. WELLHAUSEN, Einleitung in die drei ersten Evangelien, Berlin 1905 (= Charleston, SC 2008), 113, dove l'autore continua con un giudizio restrittivo: Non annunzi una fede nuova bens insegn a fare la volont di Dio. La volont di Dio si trovava, come per il giudaismo, nella Legge e nelle altre Scritture sacre. * Sul tema, oltre a R . PENNA , Che cosa significava essere giudeo al tempo e nella terra di Ges, in ID., Ges di Nazaret nelle culture del suo tempo. Alcuni aspetti del Ges storico, Bologna 2012, 27-56, cf. ultimamente G. BOCCACCINI - P. STEFANI, Dallo stesso grembo. Le origini del cristianesimo e del giudaismo rabbinico, Bologna 2012, 17-37. Pi specificamente sull'ebraicit di Ges, cf. le varie produzioni di L. BAECK, Il Vangelo: un documento ebraico, Firenze 2004 (orig. ted. Berlin 1938); P. LAPIDE, Israelis, Jews and Jesus, Garden City, N Y 1979 (3-34: Jesus in Hebrew Literature); L. VOLKEN, Jesus der Jude und das Jttdische im Christentum, Dusseldorf 1983; H . FALK, Jesus the Pharisee. A New Look at the Jewishness of Jesus, New York-Mahwah, N Y 1985; B.J. LEE, The Galilean Jewishness of Jesus. Retrieving the Jewish Orgins of Christianity, New YorkMahwah, N Y 1988; G. VERMES, La religione di Ges ebreo, Assisi 1993; B .FI. YOUNG, Jesus the Jewish Theologian, Peabody, M A 1995; J.H. CHARLESWORTH (ed.), L'ebraicit di Ges, Torino 2002; M . REMAUD, Vangelo e tradizione rabbinica, Bologna 2003; D . H . STERN, Ristabilire l'ebraicit del Vangelo. Compendio del Messianic Jewish Manifesto, Como 2004; S. FREYNE, Ges ebreo di Galilea, Cinisello Balsamo 2006; F. TESTAFERRI, Ripensare Ges. L'interpretazione ebraica contemporanea di Ges, Assisi 2006; P.

Sui predecessori di Reimarus (bench i i celebre lavoro di A . SCHAVEITZER, Storia della ricerca sulla vita di Ges, Brescia 1986 [ediz. ted. orig. Tbingen 1906], sostenesse che nulla aveva preparato i l mondo ad accogliere l'opera poderosa di Reimarus), cf. l'interessante studio di M . PESCE, Per una ricerca storica su Ges nei secoli X V I - X V I I I : prima di H . S . Reimarus, in AS 28(2011), 433-464; tra di essi spiccano particolarmente i nomi di Isaac ben Abraham di Troki (1533-1594, un ebreo lituano con il suo libro II rafforzamento della fede, in cui si recupera l'ebraicit di Ges come osservante della Legge) e di John Toland (1670-1722, un irlandese dell'Ulster passato dal cattolicesimo al protestantesimo, con due suoi libri: Nazarenus, or Jewish, Gentile, or Mahometan Christianly del 1718, e soprattutto The Primitive Constitution of the Christian Church del 1720, in cui si sostiene la discontinuit tra Ges e il successivo dogma cristologico). Cos invece era i l caso per i l ioudaisms, un vocabolo gi attestato in 2Mac 2,21; 8,1; 14,38; e poi in 4Mac 4,26 (in contrasto con lo hellnisms). '' Si veda la saggia messa in guardia di M . PESCE, Da Ges al cristianesimo, Brescia 2011, 139-143.

Sci-IFKR, Jesus im Talmud, Tbingen 2007, 2 2010; A . MELLO, L'ebraicit di Ges e dei
Vangeli, Bologna 2 0 1 1 .

RivB LX (2012)

R. Penna, Ricerca e ritrovamento del Ges storico. Alcune considerazioni

375

Fatta questa premessa, propongo di sviluppare una doppia riflessione: la prima sul tipo di passaggio dal cosiddetto Cristo della fede al Ges della storia; la seconda sull'identit propria che si pu rinvenire di quel Nazareno.

12

La risalita dalla fede pasquale all'uomo Ges di Nazaret

13

14

ne e la trasmissione della memoria del Ges storico non avvennero al di fuori di una genuina, sia pur variegata fede nella sua identit di uomo fuori del comune. E questa constatazione non riducibile a un semplice truismo, come qualcuno vorrebbe, o, se lo in quanto dato indiscutibile, bisogna almeno chiedersi perch i primi documenti su Ges siano prodotti di fede e in pi quale sia il senso di questo fatto. secondario constatare che questa fede ebbe formulazioni diverse (cf. sotto). Ma avr pure un suo significato il fatto che stata appunto la fede ad assicurare Ges alla storia, dato che nessuno che non fosse stato suo discepolo si interess minimamente a lui e tantomeno a tramandarne la memoria. Questo fatto, a volte etichettato come non neutrale o di parte, costituisce in realt il dato pi sorprendente e quanto mai sintomatico. Infatti, non Erode, non Caifa, non Pilato, e pure nessuno dei farisei o degli scribi che ebbero spesso a che fare e discutere con lui (di grammateis si parla una ventina di volte nel solo Me) lo ritennero affatto degno di attenzione n narrativa n teoretica. Se poi si riuscisse a dimostrare che la motivazione di questa congiura del silenzio fosse materiata di motivi polemici, il dato sarebbe ancora pi interessante. Comunque, l'interrogativo inevitabile che ci si deve porre questo: come mai un ebreo davvero marginale nel mondo mediterraneo del tempo, cio del tutto ignorato fuori di Israele, proveniente da un villaggio come Nazaret, da cui a quanto pare non veniva niente di buono
15

10

11

12

Ogni illuminista dovrebbe convenire sull'ovvia constatazione che, se non l'oggetto della fede cristiana, certamente il dato stesso della fede in Ges, dichiarata dalle prime comunit post-pasquali, altrettanto storico quanto lo fu la vita di lui! Questa fede potr anche essere giudicata indebita e sproporzionata, magari una sovrastruttura, ma non solo essa appartiene comunque allo zoccolo duro della storia, bens soprattutto essa va spiegata, tanto pi perch segue appena a mezza ruota, e non di pi, alla fine tragica di quel Nazareno. Ebbene, a mio parere la spiegazione della fede pasquale non consiste solo negli incontri con il Risorto/Risuscitato, che in realt risultano essere stati solo la scintilla che fece scoppiare l'incendio. Quella scintilla semplicemente si innest sulla conoscenza del Ges terreno, su ci che egli aveva rappresentato di nuovo e di grande agli occhi dei suoi discepoli. Con quella concreta conoscenza la nuova fede si coniug inscindibilmente, anzi essa rimanda inequivocabilmente alla dimensione storica di lui, per non dire che fu la stessa fede in lui a permettere il suo recupero storico quasi fosse necessario credere per vedere. Orbene, la risalita dalla fede pasquale al Ges terreno, pur tacendo sull'ormai abusato discorso circa i criteri di storicit, deve tenere conto sostanzialmente di tre fattori diversi. 1. Il primo consiste semplicemente nel constatare che a interessarsi ili Ges, della sua vicenda e della sua persona storica, sono stati soltanto i suoi discepoli, cio dei credenti in lui. In effetti, il dato sempre sorprendente, per una mentalit cosiddetta laica, che la coltivazio-

13

(;

14

10

1 5

Cf. R. PENNA, Le prime comunit cristiane. Persone, tempi, luoghi, forme, credenze, Roma 2011. Proprio questo del resto i l titolo dell'ultimo libro del filosofo francese docente alla Sorbona J . - L . MARION, Credere per vedere. Riflessioni sulla razionalit della Rivelazione e l'irrazionalit di alcuni credenti, Torino 2012. Vedi l'ampia esposizione che ne fa J.P. MEIER, Un ebreo marginale. Ripensare il Ges storico, 4 v o l i , Brescia 2001-2009,1, 157-184.
11

Cos infatti M . PESCE, Alla ricerca della figura storica di Ges, i n C. GIANOTTO - E . NORELLI - M . PESCE, L'enigma Ges. Fonti e metodi della ricerca storica, a cura di E. PRINZIVALLI, Roma 2008, 94-127, qui 118. Cf. per la memoria di Ges, velata o esplicita, in p.Ta'anit 11,1 (65b) e b.Abod Zara 16b (testi in R. PENNA, L'ambiente storico-culturale delle origini cristiane. Una documentazione ragionata, Bologna 2012, 263-264). I n pi, si deve precisare che le testimonianze pagane di Plinio il Giovane, Svetonio e Tacito, risalenti agli inizi del I I secolo (cf. ibid., 270-279), non riguardano direttamente Ges, essendo i n prima battuta soltanto notizie sui cristiani, dal cui fenomeno quegli scrittori risalgono a colui al quale essi si richiamano. Questa qualifica deriva dai 4 volumi di MEIER, Un ebreo marginale (cf. la molteplice spiegazione dell'aggettivo i n 1,14-18), su cui si veda la recensione di G. JOSSA in Henoch 33(2011), 316-330. I grtci/hllnes che secondo Gv 12,20 chiedono di vedere Ges non sono certamente dei gentili mossi dalla curiosit di incontrare un personaggio famoso, ma almeno dei timorati di Dio/proseliti, se non proprio giudei della diaspora ellenistica (cf. i Commenti).

376

RivB LX (2012)
16

R. Penna, Ricerca e ritrovamento del Ges storico. Alcune considcra'/iom


19

17

20

21

22

23

24

(cf. Gv 1,46), e condannato dalle autorit giudaiche del suo stesso Paese (da cui dipese poi la condanna da parte del rappresentante romano Pilato), passato poi al centro dell'attenzione? E di quale attenzione! Certo questo interesse fu esclusivo di quelli del suo gruppo, i quali, nonostante l'ignominiosa fuga del primo momento (cf. Me 14,50 / / Mt 26,56b), giunsero inopinatamente a proclamarlo persino Kyrios (per non dire dell'intera sua nuova titolatura). Evidentemente essi avevano conservato di lui una memoria viva, che fu poi attivata e stratificata in varie tradizioni orali prima di sedimentarsi nei diversi scritti (canonici e apocrifi). Proprio il motivo della memoria dei discepoli, fondato sulla teoria della memoria collettiva o social memory theory, stato particolarmente sottolineato da vari studi, tra cui ricordiamo, soprattutto negli scorsi anni '60, quelli di Birger Gerhardssohn, che aveva attirato l'attenzione sul fattore-memorizzaS

zione in parallelo con la prassi della tradizione rabbinica, di Heinz Schrmann, che colleg la tradizione dei logia gesuani con gli inizi prepasquali, e pi recentemente in modo particolare di James Dunn, ol tre che da altri interessanti studi sull'oralit di Ges stesso. 2. Un secondo punto di forza, come ho sostenuto altrove, consiste nel prendere atto che nessun personaggio israelitico del I secolo godette di una documentazione tanto precoce e tanto copiosa come quella che riguarda Ges di Nazaret. I nomi da paragonare, a parte alcuni omonimi come Yehoshua ben Hananyah, sono essenzialmente quelli di vari Maestri, e cio il qumraniano ma anonimo Maestro di Giustizia, r. Hillel (con il suo discordante r. Shammai), r. Hanina ben Dosa, r. Gamaliele il Vecchio, e r. Yochanan ben Zakkai, per non dire poi del pur celebre r. Aqib (cf. anche infra, nota 32). Anzitutto va considerato il fatto in s, poich se volessimo confrontare tutti questi personaggi con Ges di Nazaret (propriamente

19

2 0

1 7

Cf. B. GERHARDSSOHN, Memory and Manuscript. Orai Tradition and Written Transmission in Rabbinic Judaism and Early Christianity, Lund 1961. Cf. H . SCHRMANN, Die vorsterlichen Anfnge der Logientradition. Versuche eines formgeschichtlichen Zugangs zum Leben Jesu, i n H . RiSTOW - K. MATTHIAE (edd.), Der historische Jesus una der kerygmatische Christus, Berlin 1961, 342-370. L'ipotesi che, mancando i n Q un racconto della passione e ogni riferimento alla risurrezione, il nocciolo di questa fonte sia di provenienza galilaica e anteriore alla morte di Ges, pur dovendo calcolare successivi strati redazionali (cf. anche J.S. KLOPPENBORG VERBIN, Excavating Q. The History and Setting of the Sayings Gospel, Edinburgh 2000). Cf. J.D.G. DUNN, Gli albori del cristianesimo - I. La memoria di Ges - 1. Fede e Ges storico, Brescia 2006, spec. 207-270; cf. p. 144: La tradizione stessa nella sua forma pi antica , nel senso pi concreto, creazione della fede ... Per noi il punto che i l detto o il racconto mostra l'influenza (impact) avuta da Ges. Sulla memoria dei testimoni oculari insiste R. BAUCKHAM, Ges e i testimoni oculari, Chieti-Roma 2010, spec.
2 1

18

323-478.
2 2

23

1 6 II nome stesso non mai menzionato n nelle Scritture n in Flavio Giuseppe n nei pi antichi scritti rabbinici,' la sua prima menzione (n$rt) si trova i n un'iscrizione ebraica rinvenuta dall'archeologo Avi-Jonah, dell'Universit di Gerusalemme, nel 1962 a Cesarea Marittima e datata tra i l I I I - I V secolo d . C . (contenente un elenco di citt i n cui abitavano le classi sacerdotali dopo l'armo 70); cf. M . AVI-YONAH, A list of Priestly Courses from Cesarea, in IEJ 12(1962), 137-139. Cf. FLAVIO GIUSEPPE, Ant. 18,64: Pilato, dietro indicazione/denuncia dei maggiori responsabili tra noi (endelxei tonprton andron par'hemiri), lo condann alla croce; in merito, cf. F.W. HORN , Das Testimonium Flavianum aus neutestamentlicher Perspektive, i n C . BTTRiCH - J. HERZER (edd.), Josephus und das Neue Testament. Wechselseitige Wabrnehmungen ( W U N T 209), Tbingen 2007, 117-136, spec. 132s; vedi anche A. WHEALEY, Josephus on Jesus. The Testimonium Flavianum Controversy from Late Antiquity to Modem Times (Studies in Biblical Literature 36), New York 2003. D i una morte sfigurata parla H . COUSIN, Leprophte assassine, Paris 1976, 230. Cf. in merito gli studi di M . HALBWACHS, I quadri sociali della memoria, S. Angelo in Formis 1997 (orig. frane. 1925); ID., La memoria collettiva, Milano 2001 (orig. frane. 1949); T. FENTRESS - C WICKHAM, Social memory, Oxford 1992; J.K. OLICK - J. ROBBINS, Social memory studies. From "collective memory" to the historical sociology of mnemonic practices, in Annual review of Sociology 24(1998), 105-140; K . L . KLEIN , On the emergence of "memory" in historical discourse, in Representations 69(2000), 127-150; A. GREEN , Individuai Remembering and "Collective Memory": Theoretical and Presuppositions and Contemporary Debates, i n OraiHistory 32(2004), 35-43; A. ERLL, Kollektives Gedachtnis und Erinnerungskulturen. Eine Einfhrung, Stuttgart-Weimar 2005; K . E . TILL , Memory stud ies, in History Workshop Journal 62(2006), 325-341; A . LE DONNE, The Flistoriographical Jesus. Memory, Typology, and the Son of David, Waco, T X 2009 (intendendo la memoria come un processo di rifrazione, cf. p. 268: Lo storico non trova Ges a dispetto delle rifrazioni degli evangelisti. Piuttosto lo storico discern la sua presenza e il suo impatto storico proprio sulla base di queste rifrazioni).

Cf. C. KEITH, Jesus' Literacy. Scribal Culture and the Teacher from Galilee (LNTS 413), London 2011, che attira l'attenzione sul fatto che Ges, bench probabilmente sapesse leggere e scrivere, tuttavia non aveva capacit di tipo scribale e, anche se molti suoi ascoltatori credevano che le avesse, si affid alla semplice oralit. ' Oltre a R. PENNA , Comparazione documentaristica tra Ges di Nazaret e i maggiori personaggi israelitici del I secolo, i n ID., Ges di Nazaret nelle culture del suo tempo, 57-77, cf. anche F. MANNS, Leggere la Miinah (StBi 78), Brescia 1987, spec. 41-87. Purtroppo non abbiamo analoghe figure di apocalittici, con cui Ges potrebbe essere anche e forse meglio comparato, poich la letteratura apocalittica del tempo, pur essendo ben attestata, per anonima o pseudepigrafica (cf. perlomeno gli apocrifi 4Esdra, IBaruc, Apocalisse di Abramo); cf. R. PENNA (ed.), Apocalittica e origini cristiane. Atti del V Convegno di Studi Neotestamentari (Seiano, 15-18 settembre 1993) Bologna 1995 (=RStB 7[1995]).
2 4

378

RivB LX (2012)
25

R. Penna, Ricerca e ritrovamento del Ges storico. Alcune considerazioni

379

26

28

Yehoshua ben Yosef, Ges figlio di Giuseppe, come del resto egli chiamato nel Quarto Vangelo: cf. Gv 1,45; 6,48), dovremmo notare alcune differenze quanto mai eloquenti. La prima che l'antichit e l'abbondanza della documentazione sul Nazareno non hanno confronti con quella molto pi scarsa sui vari Maestri appena elencati sopra, la cui menzione peraltro si trova solo nella tardiva letteratura rabbinica non anteriore all'anno 200 (per non dire della sua tradizione manoscritta). La seconda differenza riguarda la forma dell'interesse per
27

29

30

31

32

2 5

le varie figure menzionate: mentre a Ges di Nazaret riservato un interesse narrativo che concerne la sua vicenda storico-terrena in quanto tale, i Maestri ebrei vengono menzionati nella Mishnah e nel Talmud solo nell'ambito dell'interpretazione di un passo della Torah, alla cui preminenza perci sono letteralmente piegati. In terzo luogo i l Nazareno, bench nei Vangeli venga spesso chiamato rabbi (cf. Me 9,5; 11,21; 14,45; Mt 23,7-8; 26,25.49; Gv 1,39.50; 3,2.26; 4,31; 6,25; 9,3; 11,8) e bench goda di una documentazione senza pari, non stato computato dal rabbinismo nella serie dei Maestri, cio dei grandi dottori di Israele, e le due (forse tre) menzioni che abbiamo di lui nel Talmud non lo riguardano come Maestro (forse con l'eccezione di una). E come se ci fosse stata una specie di damnatio memoriae a prescindere semmai dalle tardive e denigranti Toledt Yeshu? Solo a partire dagli anni '20 del X X secolo, da parte ebraica (prima della cosiddetta terza ricerca sul Ges storico!), si iniziato a recuperare l ' i 3

2 6

2 8

2 9

3 0

3 1

3 2

2 7

Tralascio il riferimento alla cosiddetta Tomba di Talpiot, scoperta nel 1980, dove su di un ossuario stato trovato i l nome Yeshua bar Yehosef su cui si pu vedere i l sito internet di Ben Witherington I I I (professore alla St. Andrews University in Scozia), The Jesus Tomb? Titanio Talpiot tomb theory sunk from the start (http://benwitherington.blogspot.it/2007/02/jesus-tomb-utamc-tdpiot-tomb-dieory.htrnl)! Occorre distinguere almeno una doppia tipologia di fonti comprese tra la met del I e la met del I I secolo. (1) La prima e pi importante documentazione di matrice cristiana, sia canonica sia apocrifa, ed variamente computabile: volendosi limitare ai soli testi narrativi si calcola una decina di scritti (i 4 Vangeli canonici, i l Vangelo degli Ebioniti, i l Vangelo degli Ebrei, i l Vangelo dei Nazarei, i l Vangelo di Pietro e il Vangelo di Tommaso), per non dire delle molte parole di Ges contenute nei numerosi Agrapha (cf. F. BLANCHETIRE, Enqute sur les racines juives du mouvement chrtien [30-135], Paris 2001, 94-116; vedi anche M . PESCE [ed.], Le parole dimenticate di Ges, Milano 2004; C. GiANOTTO, / vangeli apocrifi, Bologna 2009); computando invece l'insieme degli scritti che s'interessano a Ges, si arriva a una quarantina di scritti eterogenei scaglionati tra la morte di Ges e la met del I I secolo (cf. F. VOUGA, Il cristianesimo delle origini Scritti, protagonisti, dibattiti, Torino 2001, 16-21). (2) Per la documentazione extra-cristiana, rimando a R.E. VAN.VOORST, Ges nelle fonti extrabibliche. Le antiche testimonianze sul Maestro di Galilea, Cinisello Balsamo (MI) 2004 (33-92: nella letteratura pagana; 93-156: nella letteratura ebraica); E. NORELLI , La presenza di Ges nella letteratura gentile dei primi due secoli, in A. PITTA (ed.), Il Ges storico nelle fonti del I II secolo. Atti del X Convegno di studi neotestamentari (Foligno, 11-13 settembre 2003), Bologna 2005, 175-215 (= RStB 17[2005]), pur precisando che le fonti pagane riguardano direttamente i cristiani e solo indirettamente Ges. Sull'insieme, vedi anche G. TlIl'.ISSEN - A. MERZ, i7 Ges storico. Un manuale, Brescia 1999, 33-86 (Le fonti cristiane su Ges) e 87-118 (Le fonti non cristiane su Ges); da un punto di vista essenzialmente metodologico, cf. GIANOTTO - NORELLI - PESCE, L'enigma Ges. I n pi, considerando la quantit di documentazione prodotta nei soli primi cento anni seguiti alla loro morte, bisognerebbe precisare che tra tutti i personaggi dell'antichit soltanto Alessandro Magno pu reggere i l paragone con Ges di Nazaret: cf. R. PENNA , Ges interpretato. Una comparazione con Alessandro Magno, in ID., Ges di Nazaret nelle culture del suo tempo, 153-176, spec. 164-172. L'unica eccezione di una menzione gi nel I secolo riguarda r. Gamaliele, menzionato in FLAVIO GIUSEPPE ma solo come padre di due suoi figli (Simone, per gli anni della guerra giudaica: Bell. 4,159; Vit. 190, e Ges che fu sommo sacerdote negli anni 63-65: Ant. 20,213.223; Vit. 193.204), mentre solo la fonte cristiana di A t 5,34 lo qualifica espressamente come maestro della Legge,-nomodiddskalos.

Cf. in merito P.S. ALEXANDER, Rabbinic Biography and the Biography of Jesus. A Survey of die Evidence, in C.M. TUCKETT (ed.), Synoptic Studies. The Ampleforth Conference of 1982 and 1983 QSNT.S 7), Sheffield 1984, 19-50. Cf. anche l'aramaico rabbun in Me 10,51; Gv 20,16 e i corrispettivi greci epistdts (Le 5,5; 8,24.45; 9,33.49; 17,13) e didaskalos (Me 4,38; M t 8,19; Gv 1,38; ecc.). E questo, bench ci siano stati dei rabbi con lo stesso nome Yehoshua (cf. il dizionario curato da D . COHN-SHERBOK, Ebraismo, ed. it. a cura di ELENA LOEWENTHAL, Cinisello Balsamo [ M I ] 2000, 588-589). Per esempio, vedi i l detto di rabbi Yehoshuah ben Levi (met del I I I secolo): Se gli Israeliti ne sono degni, il Messia viene con le nuvole del cielo (cf. D n 7,13 = il Figlio dell'uomo); se essi non ne sono degni, egli viene povero a cavallo di un asino (cf. Zc 9,9 = il re di Gerusalemme) (b.Sanh 98a)! Cf. i testi in PENNA, L'ambiente storico-culturale delle origini cristiane, 261-265. Da questo punto di vista, la damnatio di Ges (qualificato come mest, induttore all'idolatria, in b.Sanh 43a; ma alcuni ritengono che si tratti di un Ges ben Perachia del 100 a.C, su cui cf. J. JEREMIAS, Le parole dell'Ultima Cena, Brescia 1973,14s nota 20) paragonabile a quella che pure tocc a r. Elisha ben Abuya (a cavallo tra I e I I secolo), il quale fu denominato Achr, l'Altro, perch accusato di apostasia avendo negato la giustizia divina (cf. E.P. SANDERS, La rupture de Jesus avec le judai'sme, in MARGUERAT - NORELLI - POFFET [edd.], Jesus de Nazareth, 209-222, spec. 210-211; G. STEMBERGER, 77 giudaismo classico. Cultura e storia del tempo rabbinico (dal 70 al 1040), Roma 1991, 219.236.266-267; su di lui si dovrebbe vedere in particolare b.Hagiga 15a, 77b). Per una serie di Jewish Apostates (documentati i n testimonianze letterarie ed epigrafiche), cf. S.G. WILSON, Leaving the Fold. Apostates and Defectors in Antiquity, Minneapolis, M N 2004, 23-65. Si tratta di un'opera scritta in ambito giudaico altomedievale per denigrare Ges. Se ne veda l'eccellente edizione italiana a cura del rabbino-capo di Roma R. D i SEGNI, II Vangelo del Ghetto, Roma 1985 (cf. per la sua ammissione a p. 12: certo errato pretendere di trovare la verit su Ges nelle pagine delle Toledt\).
3 3

380
34

RivB LX (2012)

R. Penna, Ricerca e ritrovamento del Ges storico. Alcune considerazioni

381

36

35

dentiti giudaica di Ges. Ma n r. Hillel n r. Hanina ben Dosa n r. Yochanan ben Zakkai sono morti crocifissi, mentre r. Aqiba morto martire per mano dei romani e non per un processo giudaico (che invece nel caso di Ges di Nazaret precedette quello romano). Comunque, di nessun altro in Israele, come per Ges di Nazaret, si mai cercato di narrare cos ampiamente la vita (almeno quella pubblica) e ancor meno la morte, tanto pi che questa era stata obbrobriosa! Queste considerazioni costituiscono inevitabilmente un argomento molto forte per rendersi conto della straordinariet di quel Ges che, nonostante sia stato cos defilato dai grandi d'Israele, suscit, gi nel I secolo (per non parlare della successiva Wirkungsgeschichte), un interesse non verificabile per nessun altro suo connazionale. Perci, come si dice in sana filosofia, se ogni effetto deve avere una causa proporzionata, l'effetto avuto da Ges, anche solo giudicato sul piano oggettivo della documentazione che letteralmente incomparabile (pur senza tirare in causa la successiva forte fede cristologica), deve avere una causa omogenea e cio essa stessa ineguagliabile! E solo la persona del Ges storico che ha suscitato quella sorta di interesse, e ci segno evidente della sua personale straordinariet. Sicch giusto dire che la percezione che Ges suscit di s parte di colui che Ges era. La mia impressione che in genere non si rifletta abbastanza su questo dato; esso invece fondamentale, se non altro perch resta sul piano concreto e incontrovertibile della documentazione storico-narrativa, dove il solo fatto in quanto tale (prima ancora di giudicarne i dettagli) non ha paragoni con nessun altro nell'Israele del suo tempo.

comunque importante ribadire che l'interesse narrativo da lui suscitato stato coltivato soltanto da persone che erano credenti in lui. Ma va tenuto ben presente che pure l'interesse per i rabbi citati sopra un fenomeno solo interno al rabbinismo, visto che nessun altro si interessato a loro al di fuori del giudaismo stesso. Ma proprio qui si coglie una differenza fondamentale, gi osservata, ed che, mentre essi sono ricordati in funzione dell'osservanza della Torah, Ges di Nazaret invece ricordato per se stesso: non solo per quello che egli ha fatto e ha detto, ma ancor pi per quello che egli significa per la vita dei suoi seguaci, cio non solo come modello da seguire (cos all'ingrosso il giudeo-cristianesimo) ma ancor pi come fondamento e costitutivo di una nuova identit (cos Paolo e i l paolinismo, per non dire del giovannismo). Ci porta a formulare un'osservazione di prim'ordine, ed che fin dalle origini la. fede cristiana, in quanto tale, noriJia^qtut _O pj^ci^ deJnEHaTllL^ e fede sono e restano inscindibilmente intrecciate? "Dunque, a livello^ill^mhtzione lo storico deve riconoscere che non si mai computato un Ges a prescindere dalla fede in lui. Anche tutti gli apocrifi dei primi secoli sono scritti di fede. Si potr discutere su quale fede essi testimonino, ma la triplice distinzione che correntemente si fa tra i vari tipi di vangeli apocrifi (giudeo-cristiani, gnostici, e leggendari) conferma i l fatto che tutti partorl^^a'u'n pnto lli^sTa
38

3 6

Vl

3 7

3 8

II primo libro di un ebreo su Ges, se si prescinde da Isaac ben Abraham di Troki (citato supra, nota 4), fu quello di J. YLLAVSNVR, Jesus of Nazareth. His life, times, and teaching, New York 1925 (uscito prima in ebraico a Gerusalemme nel 1922). E interessante la recente testimonianza offerta dal nipote di Klausner, il romanziere israeliano AMOS O/., che nel suo libro Una storia di amore e di tenebra, Milano 2003, 88 riferisce queste parole dello zio: Quando sarai grande, mio caro, avrai spero la compiacenza di mettere sotto il naso infuriato dei tuoi mentori il Nuovo Testamento, s da dimostrare loro che quest'uomo era carne della lro carne e sangue del loro sangue, nient'altro che un "giusto" o un "taumaturgo"; era s un sognatore, totalmente privo di prospettiva politica, e tuttavia gli andrebbe riconosciuto un posto nel pantheon dei grandi d'Israele, accanto a Baruch Spinoza, anche lui scomunicato e bandito... Sappi dunque che quei loro detrattori non erano altro che ebrei del passato, dagli angusti orizzonti e dalla scarsa intelligenza, come i vermi nella rapa.

Sicch diventa irrilevante l'obiezione, secondo cui la storicit di Ges sarebbe a r i schio per il fatto che le fonti sono sostanzialmente tutte cristiane. I l fatto che, non solo di nessuno dei rabbi citati abbiamo una documentazione esterna al giudaismo o al cristianesimo, ma di alcuni rabbi non si ha alcuna documentazione neppure i n altri scritti giudaici (cf. i l qumraniano Maestro di Giustizia, e persino lo storico Flavio Giuseppe), mentre di almeno uno la prima documentazione addirittura cristiana (cf. r. Gamliel i l Vecchio), e i n ogni caso la maggior parte di essi gode di una documentazione non anteriore a circa due secoli dopo la loro morte! Vedi quanto pur giustamente scriveva H . S . FIEIMARUS: Se la dottrina non costruita sulla storia, ma la storia che deve essere costruita sulla dottrina, ecco che ambedue le cose, dottrina e storia, risultano prive di fondamento (Sullo scopo di Ges e dei suoi discepoli, i n ID., I frammenti dell'Anonimo di Wolfenbiittel, pubblicati da G.E. Lessing [1774-1778], a cura di F. PARENTE, Napoli 1977, 434). Questo tipo di classificazione dei vangeli apocrifi propria di W. SCHNEEMELCHER, Neutestamentliche Apokryphen in deutscher Ubersetzung, Tbingen 1959,1, 1990,48ss; essa si ritrova di fatto in G. JOSSA, Un altro Ges? I vangeli apocrifi e il Ges storico, in A . GUIDA - E . NORELLI (edd.), Un altro Ges? I vangeli apocrifi, il Ges storico e il cristianesimo delle orgini, Trapani 2009, 25-37, spec. 32-36 (la denominazione discutibile: e q u i v o c a c ritenuta la denominazione di vangeli giudeo-cristiani da E . Norelli
6

382

RivB

LX(2012)

R. Penna, Ricerca e ritrovamento del Ges storico. Alcune considerazioni

383

A2

43

4 4

40

45

41

Sicch quando apriamo un vangelo qualunque, i l primo personaggio che incontriamo non Ges ma lo scrittore/evangelista, che svolge un ruolo di testimone. Un approccio critico al Ges storico, dunque, non deve dimenticare che i ritratti storici, sia quelli degli antichi sia quelli di una coscienza storiografica, non sono il passato ma solo una sua rappresentazione . Questo dato ormai pacifico tra gli studiosi, ma sempre necessario ribadirlo perch ho l'impressione che, da una parte, un'ingenua lettura fondamentalista dei testi lo oltrepassi allegramente, mentre, dall'altra, un'esclusiva lettura critica di tipo illuministico ritenga di poter impunemente setacciare i testi per distinguere i l grano dell'effettivo piano storico dalla pula delle presunte aggiunte di impiastri cristologici, senza rendersi conto (o comunque sottovalutando il fatto che) la testimonianza fa,un tutt'uno con i l Testimoniato Come dice bene Dunn, l'errorejn cui incorre pi o meno coscientemente una certari cerca__jJhprempp-a^ storicoHoveva essere di^prente da Ges che suscitava la fede . ~ ~ _ ] In sc >staTr^^ teorizzato i l filosofo torines Luigi Pareyson, non si d_ventl s ^^ojq._in quanto mterpretata L'interpretazione infattlchiaina in causa l'autore stesso di un qualun que testo, sia esso di tipo teorico o storico, e comprende anche un istanza soggettiva che prende corpo come attualizzazione del testo del suo messaggio, inevitabilmente condizionato dalla situazione e dal la percezione dello scrittore (sia antico che moderno!). Il paragone mi

credente. I l giudeo-cristianesimo, certo, non confessa la divinit di Ges ma confessa la sua messianicit, ed questo il primo scandalo: dichiarare come Messia un crocifisso. Eppure proprio questa fede in Ges, peraltro confessata all'inizio solo da giudei (!), ha stimolato i primi credenti a recuperare le sue vicende terrene in varie composizioni narrative, ma non solo. Come scrive James Dunn nella sua opera intitolata nell'originale inglese Jesus remembered, l'idea che si possa guardare attraversoja.prospettiva di fede degli scri!rTHHT^TT~v^errun ^ ^ J^^.9113bh^iL^^S}^^ fede o cnTapHalspJHtoTede in modo di^rso_hj^[^^o^._ Un simile G w t n i o O s t e ? C ' i significa che tra il Ges terreno e il Ges pasquale c' una continuit sostanzialmente omogenea, anche se il passaggio in parte ci sfugge (cf. anche infra). Del resto, la continuit non abolisce la differenza, anzi non si d che nella differenza. Una continuit meccanicamente operante nella storia sarebbe una continuit naturale, non storica. Resta il fatto innegabile e assolutamente significativo che nessuno nell'Israele del I secolo, oltre al solo Yehoshua ben Yosef dell'oscuro villaggio di Nazaret, scaten un interesse documentaristico cos ampio e variegato come quello di cui disponiamo su di lui, tanto pi stupefacente se pensiamo a quanto insignificante sia stata la maggior parte della sua vita terrena. 3. U-n-tex^oJattore_ indispensabile nell'impresa del rintracciamento del Ges storico. Esso consiste nella necessit di considerare i racconti su di lui come elaborazioni ermeneutiche, almeno parziali, della sua vicenda e della sua identit. Si tratta cio di prendere coscienza che occorre calcolare la portata di un'inevitabile interpretazione, che ha accompagnato quelle narrazioni e che anzi le impregna di s. Dico inevitabile, poich in definitiva chiaro che tra il lettore odierno (sia questi illuminista o credente) e i fatti narrati su Ges o le parole dette/attribuite a lui c' i l testo scritto che funge da ineliminabile mediatore.

4 2

4 3

zjone tra vangeli senza cornice narrativa, vangeli con cornice narrativa e vangeli gnostici (cf. GlANOTTO, / vangeli apocrifi, dove si ricalca sostanzialmente quella di H . KOESTER, Ancienl Christian Gospels: Their History and Development, London 1990). Una classificazione ancora pi formale offerta da SJ. PATTERSON, Gospels, Apocrypnal, in ABD, 2, 1079-1081. 39 DUNN, Gli albori del cristianesimo -1. La memoria di Ges - 1. Fede e Ges storico, 142.
40

4 4

'" Cf. anche

F. DONADIO, Elogio della storicit, Milano 1999, 51. le buone pagine eli P.R. EDDY - G.A. BOY, The Jesus l.cp nid. A Case
t

Ks.mi, Jesus' Literacy, 69, con rimando a J. SCHROTER, Von der Historizitat de Evangelien. Ein Beitrag zur gegenwartigen Diskussion um den historischen Jesus, in J SCHROTER - R. BRUCKER (edd.), Der historische Jesus. Tendenzen und Perspektiven de gegenwartigen Forschung (BZNW 114), Berlin 2003, 163-212. Vedi anche S. BYRSKOG, Story as History - History as Story. The Gospel Traditio in the Context of Ancient Orai History ( W U N T 123), Tbingen 2000. I l fatto che the re is no Jesus we can know apart from responses to him (W. MEEKS, Asking Back t Jesus' Identity, in M . C . DE BOER [ed.], From Jesus to John, essays on Jesus and Ne Testament Christology in Honour of Marinus de Jonge QSNT.S 84], Sheffield 1993, 38 50, qui 49). I n questo senso interessante il tentativo compiuto da J. RATZINGER (BENEDETT X V I ) , Ges di Nazaret, I - I I , Citt del Vaticano 2007-2011. I n breve si veda anche GIAVINI, Credere ai vangeli? Perch? Per un orientamento tra i moderni dibattiti su Vangeli, Leumann (TO) 2010. Una rilettura di Ges in base alle fonti canoniche con dotta ila N . BONIFAZI, Ges il Messia. Dal messianismo giudaico alla cristologia apostoli

384

RivB LX (2012)

R. Penna, Ricerca e ritrovamento del Ges storico. Alcune considerazioni

385

Il recupero pieno del Ges storico

49

L'approdo al Ges della storia, per quanto intrigante sia il percorso per giungervi, anzi proprio in base alla peculiarit di questo percorso, non pu che rinvenire una personalit complessa. E, come qualcuno ha detto, ci che non complesso semplicemente falso! I l mio intento nelle pagine che seguono non n di ricostruire il profilo completo di quell'insolito ebreo di Nazaret, i cui lineamenti anche solo nell'ultimo decennio sono stati oggetto di varie pubblicazioni, tutte interessanti, n di riprendere i l discorso sulla documentazione concernente la sua ambientazione culturale, altrettanto ben studiata, compresa la sua ebraicit (cf. supra, nota 8). TI miojgunto di partenza una preziosa dichiarazione fatta gi nel 1906 da Albert Schweitzer nel suo celebre bilancio sulla precedente
50

46

47

4 9

gliore che si possa addurre, per spiegare le cose, quello dello spartito musicale. Se un pezzo di Mozart o di Beethoven rimane confinato alla sua scrittura, dice appena qualcosa soltanto a quei pochi che ne sono studiosi in senso tecnico; ma la sua fruizione vera e piena si ha solo nella sua effettiva esecuzione orchestrale, dove determinante e distintivo l'apporto ermeneutico dei vari maestri, siano essi Herbert von Karajan, Lorin Maazel o Claudio Abbado. L'esempio era portato gi titillo stesso Pareyson, che si esprimeva cos: L'esistenza dell'opera musicale non quella inerte e muta dello spartito, ma quella viva e sonora dell'esecuzione, la quale tuttavia, per i l suo carattere necessariamente personale e quindi interpretativo, sempre nuova e diversa, cio molteplice. Ma la sua molteplicit non pregiudica per nulla l'unicit dell'opera musicale: anzi l'esecuzione mira appunto a mantenere l'opera nella sua individualit e unicit... L'esecuzione non copia o riflesso, ma vita e possesso dell'opera. Ebbene, ci che si pu dire di una scrittura musicale si pu dire altrettanto di una qualunque persona, soprattutto del passato, la cui conoscenza ci perviene attraverso inevitabili filtri ermeneutici La vita storica del Nazareno come uno spartito, e gli evangelisti sono i suoi interpreti. _ Tutto ci non significa affatto che si debba rinunciare a un vaglio critico dei testi stessi, ma si deve almeno ammettere che tanto pregiudizievole una lettura credulona quanto lo una lettura che presuma tli stabilire matematicamente l'esatta verit storica, come tendeva a fare negli anni scorsi lo statunitense Jesus Seminar con le sue votazioni a palline colorate.
48

,|f

ro

4 7 4

' L. PAREYSON, Verit e interpretazione, Milano 4 1971, 69 e 68. Si veda i l citato PENNA , Ges interpretato (supra, nota 26). " Era un gruppodi circa 150 persone, che per stabilire l'autenticit delle parole di C Jcs ha adottato un sistema di votazione con palline di vario colore a seconda della magl'.iorc (> minore attendibilit in discussione, e i cui esiti sono confluiti nel volume di R . W . l ' i INK R.W. I li wi'.u, The Pive Gospels: What Did Jesus Really Say? The Searchfor the Aiilbeiilie Wimh of Jesus, San IVanrisco, CA 1993 (compreso i l Vangelo di Tommaso,

lUI
1

Whnt Art l'foy

Alnnit the

Irsiis?,

nunciato nel 2 0 0 7 (fondato da un Committee for the Scientific Examination of Religion e costituito da un gruppo di 3 2 professori di varie discipline) come un'impresa quinquennale per studiare addirittura se Ges fosse esistito come figura storica; ma nel 2009 esso si ferm dopo che lo storico della religione R.J. Hoffmann, presidente del Comitato, annunci che the project was not produttive (cf. hii://w^m.bMemte^.cqm/ opeds/hoffmanl 044 .shtml). Si veda i l lavoro di E Adinolfi citato supra, nota 2. I n particolare, oltre ai 4 volumi di J.P. Meier, gi ricordati, cf. i n specie J. SCHLOSSER, Ges di Nazareth, Roma 2002; G. BARBAGLIO, Ges ebreo di Galilea. Indagine storica, Bologna 2002; P. SACCHI, Ges e la sua gente, Cinisello Balsamo (MI) 2003; A . PuiG 1 TARRECH, Ges: la risposta agli enigmi, Cinisello Balsamo (MI) 2007; C.S. KEENRE, The Historical Jesus of the Gospels, Grand Rapids, M I 2009; A.J. PAGOLA, Ges, un approccio storico, Roma 2009; R. AGUIRRE - C . BERNAB - C . GIL, Cosa sappiamo di Ges di Nazaret? Il punto sulla ricerca attuale, Cinisello Balsamo (MI) 2010; M . Chsm, Jesus of Nazareth. An independent historian's account of bis life and teaching, London 2010; G. JOSSA^ Ges._Storia di un uomo, Roma 2010; R. FABRIS, Ges il Nazareno. Indagine storica, Assisi 201T ~Cfrp-lTCHARLESWORTH, Ges nel giudaismo del suo tempo alla luce delle pi recenti scoperte, Torino 1994; A . HOUZIAUX (ed.), Jesus de Qumrn l'vangile de Thomas. Les judasmes et la gense du christianisme, Paris 1999; A.-J. LEVINE - D . C . ALLISON JR. - J . D . CROSSAN (edd.), The Historical Jesus in Context, Princeton 2006 (compresi i possibili rapporti/parallelismi con i l mondo greco); J . H . CHARLESWORTH (ed.), Jesus and Archaeology, Grand Rapids, M I 2006. U n capitolo particolare degli studi sul Ges storico riguarda la situazione socio-culturale della Galilea del tempo, su cui cf. M . A . CHANCEY, The Myth of a Gentile Galilee, Cambridge 2002; ID., Greco-Roman Culture and the Galilee ofJesus, Cambridge 2 0 0 5 , 3 2 0 0 7 ; R . A . HORSLEY, Galilea. Storia, politica, popolazione, Brescia 2006; J. REED, Archaeology and the Galilean Jesus. A ReExamination of the Evidence, Harrisburg, PA 2000; J. ZANGENBERG - H . W . ATTRIDGE D .B. MARTIN (edd.), Religion, Ethnicity, and Idcntity in Ancienl Galilee (WUNT 210), Ci, 'T'IIIISSIN, Ges e t suo movimento, T u r i m i 2 0 0 7 . S c i u p i ' t u ile* i v s l i i

U H I le p a l l i l i ' i l i ( i r m i m , i i i i | u l i ' iii-i l ' u l i i r i r o s s o , rosa, grigio, nero, cio rispettivamente n i i i M i n i i i iti m u l i n i l i i l i i i l l i ' i n l l i i l i u ) , T i . i le varii" i-ontrapposizioni critiche, cf. D.B. l i u t i l<K, VV"JI Ilislinii.il New York-Mahwah, N Y C " ' ' I ' '. A I . . . ' >!> <"*'<: / >> ' M i n i v i n Sihuhirs Distnrt the Gospels, li>>< n . i . i H ' " " . i> il i.>Minl.ni.. Il; I, ... Sfintihii Seleil Yuur Own Jesus, (i>uiil.il. mi ini.imi lui). > > l ' i l ' l . t y M C J ^ n i u / t > i l u ' i Mi'lii'lN/Skcpdcs/ H i t H|ilt..ii.. i l . l / . . . \ H -I Il /itin l'ioject an|MI'I, n i n n i l u m i

WHililtMitit'

Tubinoli
Ci.

2007;

|I ISSA, (VW> e

i movimenti

i/i

hl*riiumv Uvllit MPMHM, Hrvwl*

IVM0,

386

RivB

LX(2012)

R. Penna, Ricerca e ritrovamento del Ges storico. Alcune

considerazioni

387

Leben-JesuForschung. Egli cos constatava: L' indagine storica sulla vita di Ges non partita dal puro interesse storico, ma ha cercato il Ges della storia come colui che poteva aiutarla nella lotta di liberazione dal dogma. Poi, una volta liberata dal pthos, ha cercato il Ges storico cos come era comprensibile al proprio tempo.51 Personalmente non userei il vocabolo d o g m a , perch richiama piuttosto le definizioni cristologiche dei posteriori concili di Nicea, Costantinopoli, Efeso e Calced onia; infatti le dichiarazioni decisive su Ges, pur senza la terminologia di quei concili, le fecero gi le prime comunit cristiane all'indomani della Pasqua dell'anno 30 e a partire da essa, rimanendo comunque nell'ambito del solo I secolo.52 A parte questa precisazione, mi sento di condividere l'osservazione di Schweitzer in quanto la ritengo tuttora attuale, poich vedo che la ricostruzione di un Ges liberato dalla cristologia post-pasquale ancora praticata, e non solo da parte dei nostri fratelli ebrei.53 Il guaio metodologico di una ricostruzione del genere consiste nell'accantonare come superflui e anzi svianti gli apporti della fede propria gi della prima generazione cristiana. E parlo di apporti al plurale, poich di varie e diversificate ermeneutiche si tratt. Gi sarebbe tanto, perci, prendere atto che parlare di fede post-pasquale comporta inevitabilmente il riconoscere che il giudizio di fede su quel Ges stato quanto mai sfaccettato ed espresso^ su una scala che va da un minimo di professione messianico/adozionista (cf. il testo pre-paolino in Rm l,4a) a un massimo di affermazione della sua piena divinit (cf. Col 2,9). Ma non questo il

luogo per parlare della fede cristologica post-pasquale.54 Concentro invece la mia attenzione su due aspetti della questione: i fondamenti^gesuani della exLsjtologia post-pasquale e l'identit complessiva di quel Nazareno secondo la ricerca attuale.,..,.,.. * 1. Daflnio"punt di~vista"" importante riconoscere e ammettere onestamente che la Chiesa e la sua cristologia non furono create dal nulla.55 Addirittura alcuni autori ritengono inopportuno e deyiante distinguere il Cristo della fede dal Ges della storia, al punto da invertire i termini parlando nientemeno che del Cristo storico e del Ges della fede.56 Certo che, come osservano giustamente Theissen e Merz, n e s s u n o diventa messia, o FigJwjhJL^o^i^^^ ge dai morti. La nascita^elTa cristologia comprensibile soltanto partncl^HaTp^ d Pasqua fosse ^oggetto d discussione"una rivenda evocata o esplicita),57 eventualmente confermata e legittimata dopo la Pasqua. Perci non capisco il giudizio critico che l'amico Mauro Pesce, a cui va comunque la mia stima per i molti suoi studi di prim'ordine, esprime a proposito del mio lavoro su I ritratti originali^^ e precisamente sul primo volume (I. 'Gli inizi). A parte l'elogio sommario che benevolmente fa di questa pubblicazione, egli polemizza soprattutto col fatto che cercherei di rintracciare nel Ges storico le origini della cristologia della chiesa primitiva (e su ci non ho nulla da dire) e che di questa impresa la debolezza metodologica sta nel fatto che, per cercare gli agganci nel Ges storico e nella cristologia proto58

54

1,1

5 6

j " SCHWEITZER, Storia, della ricerca sulla vita di Ges, 74.._. . I n f a K J . come osservava M . HENGEL , nel giro di neanche due decenni i l fenomeni crislologico andato incontro a un processo le cui proporzioni sono maggiori di incile pi tardi raggiunte durante i successivi sette secoli (Il figlio di Dio. L'origine delti (Tisiologia e la storia della religione giudeo-ellenistica [StBi 67], Brescia 1984, 18). Sulla lettura giudaica della figura di Ges, oltre al citato KLAUSNER, Jesus of Va/arcM del 1925, cf. S. SANDMEL, We Jews and Jesus: Exploring Theological Differences or Mutual Understanding, Oxford 1965; J. ISAAC, Ges e Israele, Firenze 1976; P. LAPIDE, 'si das nichtjosephs Sohn? Jesus im heutigenjudentum, Mnchen 1976; G. VERMES, Ges 'ebreo, Roma 1983; H . FALK, Jesus the Pharisee. A New Look at the Jewishness of Jesus, ^low York 1985; S. BEN-CHORIN, Fratello Ges. Un punto divista ebraico sul Nazareno, trescia 1985; D . FLUSSER, Ges, Brescia 1997, 2008 (l'edizione italiana purtroppo non r i lutta l'abbondante e utile documentazione fotografica dell'originale tedesco, Hamburg 968); R. CALMAMI, Ges ebreo, Milano 1998; J. NEUSNER, A Rabbi Talks with Jesus: An nlermillennial Interfaith Exchange, New York 1993 (trad. ital. Un rabbino parla con lust, Cinisello Balsamo [ M I ] 2007). Vedi in generale J. SIEVERS, Ges di Nazareth visto a scrittori ebrei del X X secolo, in Tertium Millennium 1,5 (1997), 48-53.

I n merito cf. R. PENNA, / ritratti originali di Ges il Cristo - I I . Gli sviluppi, Cinisello Balsamo (MI) 2011. Inoltre: M . KARRER, Ges Cristo nel Nuovo Testamento, Brescia 2011 (orig. ted. Gottingen 1998); B. WITHERINGTON I I I , The Many Faces ofthe Christ. The Christologies of the New Testament and Beyond, New York 1998, e pi re. centemente R.N. LONGENECKER (ed.), Contours of Christology in the New Testament, Grand Rapids, M I 2005; K. WARRINGTON, Discovering Jesus in the New Testament, Peabody, M A 2009; e S .E. MEYERS (ed.), Portraits of Jesus. Studies in Christology ( W U N T 2.321), Tbingen 2012 (con la collaborazione di 19 autori diversi). 55 WITHERINGTON I I I , The Jesus Quest, 232. Cf. C.S. EVANS, The Historical Christ and the Jesus ofFaith. The Incarnational Narrative as History, Oxford 1996; P. BARNETT, Finding the Historical Christ, Grand Rapids, M I 2009. 57 THEISSEN - MERZ , 17 Ges storico, 671. I n ogni caso, i l mimmo che si possa dire e che di fronte a Ges si deve conservare una open mind perch lo scetticismo non affatto pi neutrale o oggettivo della fede (cf. N.T. WRIGHT, Simply Jesus, New York 2011, 59). Poco conca il fatto che q^li si riferisca alla prima edizione del 1996, mentre ne poi UNiil.i iin.i iieili/imic rivrilnu r .iniiwiil.il,. uri .'010.
s s

cristiana, necessario leggere ci che avvenuto prima alla luce di ci che avvenuto dopo.59 Purtroppo vengono cos pregiudizialmente fraintesi e ribaltati, non solo la mia intenzione, ma anche il mio modo di procedere, oltre al fatto di ignorare l'ormai estesa produzione bibliografica in materia. vero infatti che cerco (e anzi legittimo, se non anche necessario, cercare) nel Ges storico i fondamenti della cristologia post-pasquale, ma non affatto vero che questa ricerca sia condizionata dagli sviluppi cristologici posteriori. Come preciso nelle mie Premesse, l'impresa importante e necessaria di studiare il Ges terreno, non solo sine ira et studio, ma riconoscendo e mettendo sul piatto della sua identit, oltre alla sua dimensione umana rintracciata sul piano meramente socio-antropologico, di cui dire che imprescindibile dire poco,60 anche gli aspetti in-comparabili che, semmai, della sua identit emergono con sufficiente chiarezza e in termini originali tanto sul piano del suo ethos quanto sul piano delle sue parole. E la ricostruzione di quell'ethos e di quelle parole non (e non va) condizionata da nessuna delle cristologie post-pasquali e tantomeno dalla f* de cristiana attuale.61 Che poi la fede in lui si sia espressa in forme diverse, poco importa, per non dire che ci semmai segno dell'irriducibilit di lui a un solo schema ermeneutico. Importa invece rendersi conto che l'esito di una tale ricerca porta appunto a reperire un Ges che suscit comunque una fede in lui tale che non si ferm alla sola sua comune dimensione umana, anche se le formulazioni credenti furono molteplici e a volte persino tra loro discordanti. Il fatto che egli fu all'origine non tanto della cristologia (che si pu comunque intendere

Rivi) LX (2012)

R. Penna, Ricerca e ritrovamento del Ges storico. Alcune considerazioni

389

come un singolare collettivo), ma di cristologie plurali diverse, dove per sempre di fede si tratta! Resta poi pi che legittima la scelta di esaminare queste cristologie nei soli scritti canonici del Nuovo Testamento, cos come si pu onorare la possibilit di operare una simile ricerca anche solo nella variegata letteratura apocrifa, come dimostra Lina recente voluminosa pubblicazione in materia.62 Certamente Ges di Nazaret, per echeggiare il titolo di un celebre libro di H. Marcuse, non fu un uomo a una sola dimensione, e qtiesto gi nella percezione che ne ebbero coloro che gli furono vicini a titoli diversi, qualificandolo di volta in volta sia come rabbi (cf. Me 10,51; Gv 3,2) sia come profeta (cf. Mt 14,5; Le 7,16) sia addirittura come m e s s i a (cf. Mt 11,2; Me 8,29; Gv 7,26-27). Non solo, ma diversi fattori inducono onestamente a pensare che egli stesso abbia lasciato trapelare la coscienza di un'identit perlomeno forte e comunque irriducibile ai comuni canoni giudaici del tempo, pur senza necessariamente condividere subito la tesi che fosse tout court uguale a Dio come sostiene uno studio recente.63 Accenniamo appena ad alcuni di questi fattori. Bisogna infatti prendere sul serio queste dimensioni generali ma fondamentali della sua identit storica: (1) l'insistente predicazione della basileiaJjXnAZ^i_^ Dio, compresala sua compoh^iite~di presenzialit in Ges stesso; (2)~il suo concomitante comportamento pratco~(come la prafilzione per i poveri/piccoli/peccatori; l'atteggiamento critico contro i giusti presuntuosi; il gesto anti-sacerdotale compiuto nel tempio di Gerusalemme); (3) l'individuazione di varie sue dichiarazioni autoreferenziali, appartenenti a un materiale sia pure minimale criticamente ricostruibile che lo distingue dai suoi contemporanei (come gli epiteti indiretti di s p o s o [Me 2,19-20], seminatore [Me 4,3-9], e persino chioccia [Le 13,34; cf. Dt 32,11], per non dire del figlio del proprietario della vigna/Israele, distinto dai servi [Me 12,1-12; cf. Is 5,1-7], e ancor pi dell'intrigante autoqualifica sicuramente gesuana di figlio dell'uomo); (4) il suo personale rapporto con Dio (ritenuto suo PadreM^t); (5) in generale il suo pensiero sul62

6 0

Y> PESCE, Da Ges al cristianesimo, 144-145. Egli si aggancia a M . SACHOT, La predica/, ione del Cristo. Genesi di una religione, Torino 1999, X (Il cristianesimo non preesijiteva al processo attraverso cui scaturito), i l quale fa anche riferimento a un'affermazione analoga di R. Debray del 1997; per quest'ultimo (gi compagno di Che Guevara e poi consigliere del presidente francese socialista Francois Mitterand) in una sua pubblicazione successiva riconosce sorprendentemente che negli ambienti laici o atei prevale una inerzia passatista... a cui si condotti da una laicit malintesa, votata al suicidio (R. DlUiRAY, Dio, un itinerario. Per una storia dell'Eterno in Occidente, Milano 2002, 13)! A questo proposito molto utile i l libro di A. DESTRO - M . PESCE, Ges uomo. Giorni, luoghi, incontri di una vita, Milano 2008, anche se intenzionalmente non prende in considerazione la domanda: Chi pensava Ges stesso di essere (188). In questo senso posso anche concordare sul fatto che, come scrive lo stesso M . Pl'.SOK, la Tede non porta alcuno strumento al lavoro storico ed esegetico che usa procedimenti letterari e storici in cui la fede non offre documenti e modelli di analisi (Uno storico deve avere fede se studia Ges?, in GIANOTTO - NORELLI - PESCE, L'enigma Ges, 120).

_ Cf. J. FREY - T. SCHROTER (edd.), Jesus in apokryphen Evangelienuberlieferungen. Beitrdge zu ausserkanonischen Jesusberlieferungen aus verschiedenen Sprach- und Kulturtraditionen ( W U N T 254), Tbingen 2010. Una mera, ridotta antologia di testi offerta da J .K. ELLIOTT, The Apokryphal Jesus. Legends of the Early Church, Oxford 1996. Cf. S. GRINDHEIM, God's Equal. What Can We Know about Jesus' SelfDdvrslanding? (LNS 446), London 2011; cf. p. 219: Jesus spoke and acted witli an imi hi > ) il y l i n i !>nly Goti wns thought to have.
6 3

390

RivB LX(2012)
64 65

R. Penna, Ricerca e ritrovamento del Ges storico. Alcune considerazioni


68

391

66

69

70

la Legge, sul sabato, sul puro e l'impuro, ecc. Tutto questo materiale ci confronta con un'identit fortemente originale, tale che fin per non essere sopportabile da una istituzione, come quella giudaica del tempo, che pur nella sua variegazione non ammetteva infrazioni della Torah e tantomeno che qualcuno avesse delle pretese al di l di quelle semplicemente messianiche. Questa elementare constatazione ci porta a parlare necessariamente e correttamente di una possibile cristologia di Ges stesso: non tanto nel senso solamente giudaico di una sua propria messianologia, ma in i-apporto alla sua personale non comune autoconsapevolezza commisurabile sull'ambiente a cui appartiene. Pur concedendo che l'impiego del termine cristologia applicato a Ges sia lessicalmente anacronistico, non si pu evitare di affrontare e trattare la questione che esso indica. La storia della ricerca, a partire dalla cosiddetta New Quest, parla comunque di cristologia implicita o indiretta, di cui i l kerygma post-pasquale rappresenta solo un'esplicitazione.
67

Ma proprio questo capitolo dell'indagine su Ges che suscita sospetti e rifiuti da parte di una certa critica di tipo illuministico, poich proprio questo settore della ricerca pu stabilire un trait-d'union tra la fase gesuana e la cristologia post-pasquale, superandone la separazione consistente nel presunto orribile largo fossato di lessinghiana memoria. Non che il fossato si possa saltare a piedi asciutti, poich, come scrivono Theissen e Winter con intelligente umorismo, nonostante le varie rincorse tutti hanno fallito. Anche i migliori saltatori in lungo sono caduti in mezzo al fossato. Qui per si fa una importante scoperta: il fossato pieno d'acqua, ed piacevole nuotare in esso... Non come saltatori in lungo, ma come nuotatori raggiungiamo l'altra sponda, anche se forse abbiamo bisogno di qualcuno che ci trascini sull'asciutto. In ogni caso ritengo fortemente insufficiente e riduttivo pensare che i seguaci post-pasquali di Ges abbiano soltanto mantenuto il punto fondamentale della azione e della predicazione di Ges: la certezza che Dio stesse per intervenire.
71

6 8

,A

6 9

7 0

5 6

6 7

Si veda HOLMN - PORTER (edd.), Handbook for the Study ofthe Historical Jesus, I I I , Pare 3. Jesus and the Legacy of Israel, 2573-2909, dove si fanno interessanti confronti tra Ges e i temi di Dio (M. Meye Thompson),' del sabato (S.O. Back), del tempio (I. Adna), dello Shem (K. Huat Tan), del puro (T. Holmn), della Legge (W. Loader), della Terra Santa (K.J. Wenell), dei peccatori ed emarginati (B. Chilton), della costituzione escatologica di Israele (S.B. Bryan), di Satana (B. Bock), e dell'apocalittica (C. l'ieteher-Louis). In pi si veda anche il contributo di E . Baasland, citato supra, nota 3. Persino uno studioso ebreo come D . FLUSSER, comparando alcuni detti di Hillel Milhi propria autoconsapevolezza (cf. t.Suk. 4,3; b.Suk. 53a; Lev.Rab. 1) con altri analol'Iu di Ges_(cf. Le 11,20-23; M t 12,28-30), riconosce che la coscienza che Hillel ha di se non Timitata alla propria personalit, ma paradigmatica per ciascuno. La coscienza ehe Ges ha del proprio elevato valore... era tutt'uno con la certezza che la sua persona non era intercambiabile con qualunque altro uomo (Il Giudaismo e le origini del Cristianesimo, Genova 1995, 157-162, qui 162). Cf. M.F. BIRD , Jesus and the "Parting of the Ways", in HOLMN - PORTER (edd.), Handbook for the Study ofthe Historical Jesus, I I , 1183-1215. In ogni caso non ci dovrebbero essere dubbi che la condanna romana di Ges fu soltanto seconda rispetto a quella giudaica, che nel potere romano (a cui le specifiche accuse giudaiche non interessavano) cerc solo una convalida e una pratica esecuzione (cf. supra, nota 17). Senza dire di G. Bornkamm e H . Braun, cf. i n particolare E . KSEMANN, Il problema del Ges storico, in ID., Saggi esegetici, Casale Monferrato (AL) 1985, 30-57 (il saggio tedesco originale del 1953): La fede pasquale... si resa conto che l'azione di Dioviene prima della nostra fede, e attesta ci incorporando nella sua predicazione la storia terrena di Ges (46).

A puro titolo di esempio, cf. A . NOLAN, Jesus before Christianity, New York 1976, 2001; J.-L. MAISONNEUVE, Jesus sans l'glise, Paris 2000; SACHOT, La predicazione del Cristo. Una critica alla cristologia implicita condotta da E.K. BROADHEAD , Imphcit Christology and the Historical Jesus, i n HOLMN - PORTER (edd.), Handbook for the Study ofthe Historical Jesus, I I , 1169-1182, per questi motivi un po' speciosi: essa suppone i l solo criterio della dissomiglianza, non si sa se risalga^ Ges o alla tradizione o al redattore, costruisce un ritratto di Ges come quelli liberali criticati da A. Schweitzer, combina insieme i due problemi dell'assenza di materiale esplicito e dell'inserimento di interessi redazionali. Cf. ANONIMO (= G.E. LESSING), Ueber den Beweis des Geistes und der Kraft, 1777 = Sul cosiddetto "argomento dello spirito e della forza", in G.E. LESSING, La religione dell'umanit, Bari 1991, 65-71, qui 70. G. THEISSEN - D . WINTER, Die Kriterienfrage in der Jesusforschung. Vom Differenzkriterium zum Plausibilittskriterium ( N T O A 34), Freiburg Schweiz-Gottingen 1997,236 (ma bisognerebbe leggere tutte le.pagjne 231-240).. 71 ?^scErDTGel~MTfislMnesimo, 221, dove cos si prosegue: Essi impararono da Ges una fortissima concentrazione teo-logica. La continuit tra i gruppi di seguaci di Ges e Ges non primariamente cristologica, ma teo-logica (come si vede per esempio dal Padre nostro, tutto concentrato su Dio con una totale assenza di cristologia). I l punto che la spiritualit di Ges non si misura solo suPadre nostro, pur concedendo che q u s ^ S i g E e K u i p p l "s^ixmxs^S^d^^rpMte il fatto che qualcuno vi collega addirittura una cristologia implicita "(cf: H . SCHRMANN, Padre nostro, la preghiera del Signore, Milano 1982, 192-194).

Rivi! LX (2012)
72

R. Penna, Ricerca e ritrovamento del Ges storico. Alcune considerazioni


75

393

76

77

78

79

80

81

82

72

83

84

sola formula bens presenta aspetti e dimensioni molteplici. Proprio questa poliedricit messa bene in luce da varie pubblicazioni uscite in questi amai: si va dalla figura di un theos aner inteso come mago fino alla sua semplice identit con Dio, passando attraverso le figure di un contadino ebreo filosofo e cinico itinerante, di un profeta della Sophia in ottica femminista, di un profeta riformatore sociale, di un rivoluzionario davidico antiromano, di un maestro della Legge, di un carismatico hasid galileo, di un profeta apocalittico o profeta escatologico del Regno (futuro ma reso presente con i miracoli) simile a Elia, di
85

In ogni caso, la bibliografia che negli ultimi anni si sviluppata sul tema piuttosto ampia e non la si pu ignorare. C' persino chi, come nientemeno Martin Hengel, afferma con forza una continuit dimostrabile in molti punti tra l'operosit di Ges in atti e parole e la predicazione della Chiesa primitiva, tanto da ritenere che la risposta di Ges agli inviati del Battista, tenuto conto del parallelo 4Q521, contiene non solo una cristologia implicita ma gi in linea di principio una cristologia esplicita (eine im Ansatz bereits explizite Christologie)] ' Non c' quindi da sloipirsi se'qualcuno ritiene che we should hod a funeral for the view that Jesus entertained no exalted thoughts about himself! 2. L'esito della ricerca approda comunque al ritrovamento di un Ges, dai molti volti: non nel senso che egli sia una sorta di Giano bitri-pluri-fronte, ma in quanto la sua identit non racchiudibile in una
74

7 5

7 2

7 6

Cf. C. DEN HEYER , Historic Jesuses, in HOLMN - PORTER (edd.), Handbook for the Study ofthe Historical Jesus, I I , 1079-1101 (da una parte Ges pu essere definito un apocalittico, ma dall'altra egli ha pure ispirato dei pensatori gnostici); C.A. EVANS, Prophet, Sage, Healer, Messiah and Martyr: Types and Identities of Jesus, ibid., 12171243. U n variegato e utile quadro identitario offerto anche da P. BERTALOTTO, Il Ges storico. Guida alla ricerca contemporanea, Roma 2010. M . SMITH, Ges mago, Roma 1990 (orig. ingl. San Francisco, C A 1978). L'autore lo stesso che nel 1958 ritenne di scoprire un Vangelo segreto di Marco (con presunti tratti sull'omosessualit di Ges), su cui cf. S .C. CARLSON, The Gospel Hoax. Morton Smith's Invention of Secret Mark, Waco, T X 2005. Sulla categoria di uomo divino, cf. R. PENNA , Ges di Nazaret, "uomo divino"? Verifica critica di una categoria ermeneutica, in ID., Ges di Nazaret nelle culture del suo tempo, 131-152. 77 GRINDHEIM, God's Equal. J.D. CROSSAN, II Ges storico. La vita di un contadino ebreo mediterraneo, Firenze 1991; cos il Jesus Seminar. 79 E . SCHSSLER FIORENZA, Ges figlio di Miriam, profeta di Sophia, Torino 1996.
7 8 8 0

81

7 3

Gli studi pi rilevanti sono i seguenti: G. EBELING, Die Frage nach dem histbrischen Jesus und das Problem der Christologie, in ZNW 56(1959), 14-30; H . K . McARTHUR, From the Historical Jesus to Christology, in Interpretation '23(1969), 190-206; J. ERNST, Anfange der Christologie (SBS 57), Stuttgart 1972; I . H . MARSHALL, The Origins ofNew Testament Christology, Downers Grove, I L 1976; C.F.D. MOULE, 'The Origins of Christology, Cambridge 1977; M . L . CooK, The Jesus of Faith: A Study in Christology, New York 1981; J. DUPONT (ed.), Jesus aux origines de la christologie (BEThL 40), Gembloux-Leuven 1989 (= 1975); B. WITHERINGTON I I I , The Christology of Jesus, Minneapolis, M N 1990; R.E. BROWN, An Iritroduction to New Testament Christology, London 1994, 17-102 (The Christology of Jesus); THEISSEN - MERZ, II desi storico, 623-688 (16. I l Ges storico e gli inizi della cristologia); J. SCHLOSSER, Q et la christologie implicite, in A. LINDEMANN (ed.), The Sayings Source Q and the Historical Jesus (BEThL 158), Leuven 2001,289-316; J. ScHRTER,/esw5 und die Anfange der Christologie. Methodologische und exegetische Studien zu den Urspriingen des christlichen Glaubens, Neukirchen-Vluyn 2001; A .J.M. WEDDERBURN, Jesus and the llistorians ( W U N T 269), Tbingen 2010,275-329; D.C. ALLISONJR., ConstructingJesus. Memory, Imagination, and History, Grand Rapids, MI 2010,221-304: The Christology of Jesus. In specie, sulla portata cristologica delle parabole gesuane, cf. in sintesi V. Fusco, Oltre la parabola, Roma 1983, 158-161; e soprattutto M . WOLTER, O n Jesus' Self-Interpretation in His Parables, in CHARLESWORTH - POKORNY (edd.), Jesus Research: An International Perspective, 123-139. M . HENGEL - A .M. SCHXVEMER, Jesus und das Judentum, Tbingen 2007, rispettivamente 654 e 333; cf. 174: L'attivit e la passione di Ges non costituiscono soltanto la "premessa", ma sono radice e fondamento e si potrebbe dire anche l'origine storica e teologica (der hstorsebe linci theologische Ursprung) del primo cristianesimo. Per una specifica analisi ili 4Q521, si vedaj. ZIMMERMANN, Messianische Texte aus Qumran. Konigliche, pricsterliche inni prophelische Mcssiasvorstellungen in den Schriftfunden von qumran ( W U N T 104), Tiibingcn 1998, 343 389. N AI.I.ISON ,]., ( loMtritcling Jesus, 30*1.

G. THEISSEN, Ges e il suo movimento. Storia sociale di una rivoluzione di valori, Torino 2007. Oltre a S. BRANDON, Ges e gli Zeloti, Milano 1982 (con le precisazioni critiche di M . HENGEL, Gli zeloti. Ricerche sul movimento di liberazione giudaico dai tempi di Erode I al 70 d. C , Brescia 1996), cf. anche J.D. TABOR, La dinastia di Ges. La storia segreta di Ges, della sua famiglia reale e la nascita del cristianesimo, Casale Monferrato (AL) 2006 (= London 2006). 82 FLUSSER, Ges; CALIMANI, Ges ebreo. I n particolare Ges ridotto a uno scriba di villaggio da W .E. ARNAL, Jesus and the Village Scribes. Galilean Settings and the Setting ofQ, Minneapolis, M N 2001. 33 VERMES, Ges l'ebreo (confronto con r. Hanina ben Dosa). 84 E.P. SANDERS, Ges, la verit storica, Milano 1995, 242 (cf. 252: La concezione che Ges aveva di se stesso "vicer". Dio era re, e Ges lo rappresentava); D.C. ALLISON, Jesus of Nazareth: Millenarian Prophet, Minneapolis, M N 1998. J.P. MEIER, A marginai Jew. Rethinking the historical Jesus, New York-London 1994, I I , 1045. Ma lo stesso Meier afferma poi che le frasi con cui Ges si riferiva a se stesso erano fatte per stimolare un lavorio mentale dei suoi ascoltatori ponendo domaitilc M'umilile invece di fornire risposte appropriate ( I I I , 646).
85

394
86

RivB
87

LX(2012)

R. Penna, Ricerca e ritrovamento del Ges storico. Alcune considerazioni

395

88

nel suo passato, come non succede per nessun altro, resta vivo nelle comunit di coloro che a tutt'oggi si professano suoi discepoli e in lui riconoscono nientemeno che la ragione della propria vita. Ci che conta dunque non una sua evaporazione nel mito, ma la storia che egli porta con s: non la storia come dimensione comune a tutti gli uomini, ma semplicemente e precisamente la personale storia sua. ROMANO PENNA
Via Amelia Antica, 284 00165 Roma

un saggio che anche un profeta, o anche di un messia enochico (per i connessi concetti di peccato, Legge, tempio). Ci si potrebbe chiedere come mai la ricerca approdi a esiti cos disparati. La ragione che gli stessi racconti evangelici su Ges, cio le nostre fonti primarie su di lui, sono molto discreti e soprattutto registrano un'inattesa riserva di Ges stesso ad autodefinirsi. Se non altro, per esempio, essi non retroproiettano nella fase del Ges terreno la tipica qualifica post-pasquale che verr fatta di lui come Kyrios, e persino quella di Christs a livello gesuano resta problematica. Dai racconti emerge invece una sorprendente sfaccettatura, che non calca la mano su nessuna delle possibili definizioni della sua identit storica. La quale resta inclassificabile. Sicch si tratta piuttosto di indovinare, al di l dei testi, una figura che in qualche modo renda ragione dell'insospettata statura, anch'essa sfaccettata, acquisita dopo la sua morte.

Summary

Conclusione

Probabilmente aveva ragione l'antico apocrifo Vangelo di Filippo (databile al I I I secolo): Yeshua non si rivelato cos come era in lealt, ma si rivelato a seconda della capacit di coloro che vogliono vederLo. Egli lo Stesso per tutti, ma appare grande ai grandi, piccolo ai piccoli, agli angeli appare come un angelo, agli uomini come n uomo... Ha quindi reso i suoi discepoli grandi affinch fossero capaci di vederLo nella Sua grandezza. , Resta la necessit affascinante dell'impresa di una ricerca che non ha paragoni per altri personaggi dell'antichit, e che pu comunque approdare a ritrovare almeno i tratti essenziali, sia pur complessi, di quella figura. In ogni caso resta vero che quel Ges, tutt'altro che chiuso
89

This study concerns the recent proposai of a Fourth Quest, intended to investigate the exact aims and motivation of t'He actions~and d'ds of the earthly Jesus and recalls the timeliness of the distinction between J e s u o l o g y and Christology. In the first place, it is laid down that the journey back from the Easter faith to the earthly Jesus must take methodological account of three factors: interest in the historical Jesus has been exclusive to those who believe in him; the fact that no Jewish figure of the first century enjoys sucri early and abundant documentation as that relating to him; and an inevitable and pluralistic hermeneutic of that documentation. Secondly, attention is drawn to the complexity of the figure of the historical Jesus which is found after the research has been compieteci. That takes place through the emphasising of two aspeets of the questioni the confirmation of the faets that (1) in any case the post-Easter Christology has foundations in the historical Jesus which cannot be eliminated and that (2) the identity of that man from Nazareth which can be drawn from the various studies in rather mixed terms certainly remains unclassifiable historically.

88

8(' D . MARGUERAT, J e s u s le sage et Jesus le prophte, in MARGUERAT - NORELLI POPFET (edd.), Jesus de Nazareth, 293-317. 87 SACCHI, Ges e la sua gente; BOCCACCINI - STEFANI, Dallo stesso grembo, 17-37. _ La persona di Ges resta un enigma, e lo storico non pu che constatare le doti eccezionali eli questo capo religioso, i cui tratti gli sfuggono nel momento in cui credeva di averli colti, come succede con le matrioske, le bambole russe chiuse l'una dentro l'altra, in cui ogni figura rinvia a un'altra, dando nuovi spunti alla ricerca ( D . MARGUERAT, L'uomo che veniva da Nazaret, Torino 2005, 101). Vedi anche T. SODING, Die Vcrkndigung Jesu - Ereignis und Erinnerung, Freiburg i .B. 2 0 1 1 , 606. // Vangelo di Filippo, con testo copto, a cura di J.-Y. LELOUP , Roma 2004, 77-78.
89