Paolo Di Sacco

Viaggio nella storia antica
Facciamo
STORIA
LIBRO MISTO
Coordinamento editoriale: Anna Maria Battaglini
Progetto editoriale: Gianluca Tarabbia
Redazione: Maria Letizia Minsenti, Gianluca Tarabbia
Ricerca iconografica ed elaborazione immagini: Egidio Bonanno, Mario Morello, Gianluca Tarabbia
Consulenza didattica: Fabio Cioffi
Coordinamento tecnico: Francesco Stacchino
Progetto grafico: Piergiuseppe Anselmo
Impaginazione: Puntografica
Coordinamento tecnico iconografia: Mario Macchiorlatti
Disegni: Bluedit, Damiano Nembrini
Cartografia: Bluedit
Copertina: Piergiuseppe Anselmo
Foto in copertina: Alessandro Magno nella battaglia di Isso, particolare di un mosaico del II seco-
lo a.C. (Napoli, Museo Archeologico Nazionale)
Le immagini provengono dall’archivio SEI
© 2011 by SEI - Società Editrice Internazionale - Torino
www.seieditrice.com
Prima edizione: 2011
Ristampa
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Vincenzo Bona - Torino
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
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Dalla preistoria al tardo impero 5
CAPITOLO 1: LA PREISTORIA 6
lezione 1: Le origini della vita 6
All’inizio, il big bang, 6 – I tempi della preistoria, 6
lezione 2: L’evoluzione umana 8
La teoria dell’evoluzione, 8 – Dagli omìnidi all’uomo di Neandertal, 8 – L’uomo
moderno, 9 – L’Homo sapiens popola la Terra, 10 – LA STORIA INSEGNA Le raz-
ze umane non esistono, 10
RIFLETTI E RISPONDI 11
CAPITOLO 2: IL NEOLITICO 12
lezione 3: I progressi tecnici: l’agricoltura e i metalli 12
L’agricoltura nella “Mezzaluna fertile”, 12 – Strumenti di metallo, 12
lezione 4: L’inizio della società 13
Nomadi e sedentari, 13 – La nascita delle città, 13 – L’invenzione della scrittu-
ra, 14
RIFLETTI E RISPONDI 15
CAPITOLO 3: LE ANTICHE CIVILTÀ 16
lezione 5: Le civiltà dei grandi fiumi 16
Agricoltura e civiltà, 16 – I popoli della Mesopotamia, 17 – LA STORIA INSEGNA
L’origine della società: insieme si progredisce, 17 – La storia millenaria dell’Egitto, 18
lezione 6: Le civiltà di terra 20
Gli Ebrei, il popolo del Dio unico, 20 – Assiri e Persiani, 21
lezione 7: Le civiltà di mare 22
I Fenici, 22 – Cretesi ed Achei, 22
RIFLETTI E RISPONDI 23
CAPITOLO 4: LA GRECIA ANTICA 24
lezione 8: La civiltà greca 24
La Grecia: un dono per la cultura europea, 24 – Un inizio difficile, 25 – L’espe-
rienza della pólis, la città-stato, 25 – Sparta e Atene, 26 – Le colonie greche, 26
– L’età “classica”, 27 – LA STORIA INSEGNA L’ideale della democrazia giorno per
giorno, 27
INDICE
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
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INDICE
lezione 9: L’ellenismo 28
L’egemonia della Macedonia, 28 – L’avventura di Alessandro Magno, 28 – Le
monarchie ellenistiche, 29
RIFLETTI E RISPONDI 30
CAPITOLO 5: I PRIMI SECOLI DI ROMA 31
lezione 10: Le origini di Roma 31
L’Italia prima di Roma, 31 – Gli Etruschi, 31 – La nascita sui sette colli, 32 – L’età
dei re, 32
lezione 11: L’età della repubblica 33
Il passaggio alla repubblica, 33 – Le lotte sociali, 34 – Le vittorie di Roma e il
suo dominio, 35 – Alle radici dell’Europa, 35 – LA STORIA INSEGNA Roma, pa-
tria della cittadinanza, 36
RIFLETTI E RISPONDI 37
CAPITOLO 6: L’IMPERO ROMANO 38
lezione 12: Il tempo della “pace romana” 38
La svolta di Augusto: dalla repubblica al principato, 38 – I successori di Augu-
sto, 39 – L’impero si allarga ancora, 39 – La forza delle armi e quella delle leg-
gi, 40 – Luci e ombre della “pace romana”, 41 – LA STORIA INSEGNA Le leggi, la
vera forza di Roma, 41
lezione 13: Le origini del cristianesimo 42
Il bisogno di religione e le risposte di una nuova fede, 42 – LA STORIA INSEGNA
La rivoluzione del cristianesimo, 42 – Gli imperatori e i cristiani, 43
lezione 14: Il tardo impero 44
La fase dell’”anarchia militare”, 44 – Diocleziano e la tetrarchia, 45 – L’impero
cristiano da Costantino a Teodosio, 45
RIFLETTI E RISPONDI 46
Indice delle carte e dei glossari 47
Preistoria
Dalla preistoria
al tardo impero
Regno di Augusto: fine
della repubblica a Roma
Regno di Traiano: massima
espansione dell’impero romano
Sorge
la civiltà egizia
LINEA DEL TEMPO
da 2 milioni
di anni fa
al 4000 a.C. ca.
Costantino porta a Bisanzio
la capitale dell’impero romano
31 a.C.-
14 d.C.
98 d.C.-
114 d.C.
313 d.C.
3000 a.C. ca.
I Fenici inventano
la scrittura alfabetica
1200 a.C. ca.
Fondazione
di Roma
753 a.C.
Nascita delle póleis
in Grecia
700-600 a.C. ca.
Inizio del periodo
repubblicano a Roma
509 a.C.
Anni di regno di
Alessandro Magno
336-323 a.C.
Ottaviano Augusto, scultura
in marmo del I secolo d.C
(Città del Vaticano, Museo
Chiaromonti).
Le origini della vita
LA PREISTORIA 1
All’inizio, il big bang
Le teorie scientifiche più accreditate di-
cono che all’inizio di tutto vi fu il big
bang (“grande scoppio”): una grande
esplosione di energia e materia. Il big
bang avvenne in un’epoca imprecisata,
tra i 20 e i 10 miliardi di anni fa.
Lentamente i materiali lanciati nello
spazio si raffreddarono, dando vita alle
stelle e ai pianeti. Tra questi la Terra,
che è vecchia 5 miliardi di anni.
L’uomo apparve tra 1,5 e 2 milioni
di anni fa. Non l’uomo moderno, però,
ma i suoi antenati, gli antichi omìnidi.
L’uomo moderno, come vedremo, com-
parve sul pianeta 150-100 mila anni fa.
I tempi della preistoria
Con la comparsa dell’uomo cominciò la
preistoria (“prima della Storia”): un
periodo lunghissimo, chiamato anche
età della pietra. Gli uomini infatti non
conoscevano ancora l’uso dei metalli e
potevano utilizzare solo la pietra o il le-
gno per fabbricare i propri strumenti.
Nella preistoria possiamo distinguere
tre grandi epoche.
• Il Paleolitico, o età della pietra
antica: da 2 milioni di anni fa, essa
giunge fino a 12 mila anni fa. In que-
sto lunghissimo periodo, l’uomo im-
parò via via a raccogliersi in comunità
con i propri simili; cacciava i grandi
6
DALLA PREISTORIA AL TARDO IMPERO
1
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e
In alcune grotte preistoriche della Fran-
cia e della Spagna sono stati ritro-
vati dipinti con scene di caccia. In
particolare va ricordata la grot-
ta di Lascaux, in Francia,
chiamata anche “la Cappella
Sistina della preistoria” (ri-
facendosi alla famosa cap-
pella affrescata a Roma da
Michelangelo e da altri
grandi artisti), perché sulle
pareti rocciose sono raffi-
gurate straordinarie figure
di animali (bufali, cervi, renne
e cavalli), realizzate circa
35000 anni fa. L’immagine a
fianco ne è un esempio.
Lascaux, la Cappella Sistina della preistoria
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
animali, viveva al riparo di caverne o
di capanne fabbricate con frasche,
seppelliva i morti. Il suo strumento
principale erano pietre scheggiate.
Sul finire del Paleolitico, intorno a 25
mila anni fa, nacque l’arte rupestre,
pitture eseguite su rocce (rupi), spesso
a grandi profondità, per ritrarre scene
di vita e di caccia.
• Il Mesolitico, o età della pietra di
mezzo: essa va, all’incirca, da 12
mila a 10 mila anni fa. Le pietre
non erano più solo scheggiate, ma
levigate: gli uomini potevano così
praticare la pesca con la fiocina,
cacciare gli uccelli con i primi ar-
chi e raccogliere cereali selvatici.
• Il Neolitico, o età della pietra
nuova: iniziata circa 10 mila anni
fa, dura circa fino al 4000 a.C.
La pietra e l’osso venivano lavorati
ormai con grande maestria; si fabbri-
cavano ami, aghi, lame per tagliare,
recipienti ecc.; si cominciavano a rea-
lizzare vasi d’argilla. Numerose comu-
nità umane si insediarono in villaggi
stabili e cominciarono a praticare le
prime forme di agricoltura. Cominciò
insomma nel Neolitico quella trasfor-
mazione che, come vedremo, darà ori-
gine alle più antiche civiltà.
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
IL RACCONTO STORICO 1. LA PREISTORIA
7
TRE GRANDI EPOCHE “PRIMA DELLA STORIA”
da 2 milioni
di anni fa a 12
mila anni fa
età della pietra
antica
strumenti:
pietre
scheggiate
Paleolitico
da 12 mila
a 10 mila
anni fa
età della pietra
di mezzo
strumenti:
pietre levigate
Mesolitico
da 10 mila
a 6 mila anni fa
(4000 a.C.)
età della pietra
nuova
strumenti: pietre
lavorate con
grande maestria
Neolitico
Il disegno ri-
costruisce un
villaggio dell’epo-
ca neolitica.
L’evoluzione umana
La teoria
dell’evoluzione
Lo scienziato inglese Charles Darwin
(1809-1892) elaborò, oltre un secolo fa,
la teoria dell’evoluzione. Secondo tale
teoria, ogni specie animale e vegetale si
trasforma gradualmente, dalla forma
più semplice a una forma più comples-
sa. Tale trasformazione è necessaria per
adattarsi ai mutamenti dell’ambiente di
vita sulla Terra.
Anche l’uomo, secondo Darwin, co-
nobbe tale evoluzione. Prima dell’uomo
moderno, come lo conosciamo noi, esi-
steva un mammifero, antenato comune
dell’uomo e della scimmia. Poi le fami-
glie di scimmie rimasero scimmie, men-
tre l’uomo si è evoluto: è cioè profon-
damente cambiato nel corso dei millen-
ni. L’ultimo gradino di questa evoluzio-
ne, secondo Darwin, siamo noi, appar-
tenenti alla specie chiamata Homo
sapiens (in latino: “uomo intelligente”).
Dagli omìnidi all’uomo
di Neandertal
Secondo la teoria di Darwin, prima del-
l’Homo sapiens la specie umana aveva
conosciuto altri livelli.
• Il primo fu l’australopitèco, un omì-
nide vissuto circa 3 milioni di anni fa,
con un cervello molto piccolo: sa-
rebbe lui il nostro più antico antenato.
Visse nell’Africa orientale, nella zona
chiamata Rift Valley.
• Gli australopitèchi si estinsero lenta-
mente. Intanto nell’Africa orientale ap-
parve, 2 milioni circa di anni fa, un ge-
nere diverso: l’Homo (“uomo” in
latino). La specie più antica di cui siano
state trovate tracce fu l’Homo habi-
lis, l’uomo “abile” a lavorare la pietra
e capace di costruire utensili per vivere.
Egli però aveva il cervello ancora pic-
colo e non dominava il fuoco.
• Comparve quindi l’Homo erectus
(eretto), che visse da 1,5 milioni di
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
8
DALLA PREISTORIA AL TARDO IMPERO
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n
e
1 2
I nostri antenati
I disegni in queste due pagi-
ne ricostruiscono il possibi-
le aspetto di alcuni nostri
antenati. In ordine sono raf-
figurati l’australopitèco (1),
l’Homo habilis (2), con un
utensile di pietra da lui pro-
dotto, l’Homo erectus (3) e
l’uomo di Neandertal (4).
Nella fotografia (5), in-
vece, il fotografo tedesco
Thomas Ernsting posa in
mezzo alla ricostruzione di
alcuni antenati dell’uomo
moderno.
anni fa fino a circa 200 mila anni fa;
conosceva già l’uso del fuoco. Ap-
parve in Africa, ma alcuni gruppi emi-
grarono dal continente, occupando
alcune zone temperate in Asia e in
Europa.
• Dall’Homo erectus derivarono due
specie, l’Homo neanderthalen-
sis e l’Homo sapiens. La prima fu
l’uomo di Neandertal (così si
chiama la località tedesca dove fu-
rono ritrovati i primi fossili); i nean-
dertaliani vissero in Europa da 200
mila a 30 mila anni fa circa. Erano
un po’ più bassi e robusti degli uo-
mini moderni, con il cranio schiac-
ciato e allungato e l’arcata sopracci-
gliare sporgente. Cacciavano in
gruppo, spostandosi sul territorio
(erano dunque nomadi), e si ritrova-
vano intorno al focolare; seppelli-
vano inoltre i loro morti.
• Circa 150-100 mila anni fa comparve
l’Homo sapiens, l’uomo moderno,
che per un po’ convisse con i nean-
dertaliani. Seppelliva i morti, lavorava
le pelli e l’osso, raccoglieva vegetali
commestibili e decorava le pareti delle
grotte con belle pitture murali.
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
IL RACCONTO STORICO 1. LA PREISTORIA
9
nomadi
Il nomadismo è l’a-
bitudine a spostarsi,
senza stanziarsi in
un territorio fisso.
glaciazione
Lo sviluppo e l’e-
spansione delle mas-
se di ghiaccio sulla
superficie terrestre.
La prima glaciazione
si verificò circa 1 mi-
lione di anni fa, per
un raffreddamento
del clima.
L’uomo moderno
I neandertaliani si estinsero 30 mila an-
ni fa, al tempo dell’ultima grande gla-
ciazione. Causata da un brusco calo di
temperatura sul globo terrestre, essa
aveva profondamente trasformato la flo-
ra e la fauna. Anche l’uomo, così come
tutte le altre specie viventi, dovette adat-
tarsi alle nuove condizioni ambientali.
Quando infine i ghiacci si ritirarono,
rimase solo l’uomo moderno, o Homo
sapiens, l’unico che aveva saputo at-
traversare il grande freddo e progettare
strategie per vincerlo.
Gli studi recenti sul DNA, resi possibili
dallo sviluppo della genetica molecolare e
cominciati verso il 1995, ci dicono che
l’Homo sapiens nacque circa 130 mila
anni fa. Era fisicamente più gracile ri-
spetto all’uomo di Neandertal, ma assai
più intelligente: la fronte elevata e il
cranio alto, infatti, rendevano possibili
forme di pensiero e di cultura molto più
elevate. Poiché i resti più importanti del-
l’Homo sapiens vennero ritrovati (nel
1868) nella grotta di Crô-Magnon, in
Francia, esso è anche conosciuto come
“uomo di Crô-Magnon”.
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P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
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DALLA PREISTORIA AL TARDO IMPERO
25000
OCEANO
ATLANTI CO
OCEANO
PACI FI CO
OCEANO
PACI FI CO
OCEANO
INDI ANO
OCEANIA
ASIA
AFRICA
EUROPA
60 000
40 000
30 000
30 000
50 000-35 000
25 000
100 000
Rift
Valley
15 000
AMERICA
MERIDIONALE
AMERICA
SETTENTRIONALE
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0
0
0-4
0
0
0
0
Linea di costa durante
le glaciazioni
Linea di costa attuale
Direttrici e periodo
presunto delle migrazioni
25000
Homo_sapiens.eps
LA STORIA INSEGNA
Le razze umane non esistono
Gli studi sul DNA ci rivelano una grande verità: noi tutti deriviamo da
un’unica popolazione umana di Homo sapiens, che partì dall’Africa
e nel giro di 100 mila anni circa colonizzò il pianeta. Oggi lo sappia-
mo con certezza: il nostro DNA, cioè il nostro codice genetico, è iden-
tico a quello dei nostri antichi progenitori.
Certo, gli uomini non sono tutti uguali. Alcuni hanno la pelle scura,
altri chiara; alcuni hanno gli occhi a mandorla e altri no: ma queste
sono solo differenze fisiche, risultato di una vita vissuta in luoghi e
ambienti diversi.
Per il resto non vi sono diversità tra gli uomini che popolano oggi
la Terra. Noi siamo un’unica “razza”. Abbiamo caratteri somati-
ci diversi, ma un unico patrimonio genetico.
Il razzismo, dunque, è un inganno: non solo non c’è una
razza migliore o più intelligente di un’altra, ma le “razze”
umane… non esistono proprio!
L’Homo sapiens
popola la Terra
La culla dell’Homo sapiens fu però l’A-
frica, dove già erano apparsi i primi omì-
nidi. Da qui, l’uomo moderno giunse, nel-
l’arco di circa 100 mila anni, a popolare
la Terra: si insediò via via in Europa, in
Asia, nelle Americhe e nell’Oceania.
Alla fine di questa marcia, conclusasi
circa 15 mila anni fa, cominciò una fa-
se nuova nella storia umana.
Il popolamento della Terra da parte dell’Homo sapiens
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
IL RACCONTO STORICO 1. LA PREISTORIA
11
1. Gli scienziati parlano di big bang.
a) Che cosa si intende con questa espressione?
..................................................................................................................
b) Quando si verificò?
..................................................................................................................
2. Si distinguono tre grandi epoche nella preistoria.
a) Il Paleolitico va da .................................................. di anni
fa a .................................................. di anni fa.
b) Il Mesolitico va da ................................................... di anni
fa a .................................................. di anni fa.
c) Il Neolitico va da ..................................................... di anni
fa a .................................................. di anni fa.
3. Quanto tempo fa comparvero i primi omìnidi?
.........................................................................................................................
4. Quando invece apparve l’uomo moderno?
.........................................................................................................................
5. Riassumi la teoria dell’evoluzione, rispondendo al-
le seguenti domande.
a) Quale scienziato la elaborò e quando?
......................................................................................................................
b) Che cosa afferma tale teoria riguardo alle varie
specie animali e vegetali?
......................................................................................................................
......................................................................................................................
c) Che cos’è l’adattamento?
......................................................................................................................
......................................................................................................................
d) Anche l’uomo, secondo questa teoria, si è evo-
luto? E come?
......................................................................................................................
......................................................................................................................
6. Descrivi in breve le caratteristiche delle tre specie
di Homo.
a) L’Homo habilis era in grado di .......................................
......................................................................................................................
......................................................................................................................
b) L’Homo erectus conosceva ..................................................
......................................................................................................................
......................................................................................................................
Apparve in ................................................................................ ma
...................................................................................................... .
c) L’Homo sapiens (prosegui tu) ........................................
......................................................................................................................
......................................................................................................................
7. Illustra ora in breve le abitudini di vita dell’uomo
di Neandertal.
.........................................................................................................................
.........................................................................................................................
.........................................................................................................................
.........................................................................................................................
............. ............................................................................................................
.........................................................................................................................
.........................................................................................................................
8. Rifletti sulle glaciazioni.
a) Che cos’è una glaciazione?
......................................................................................................................
......................................................................................................................
b) Quali effetti ebbero le glaciazioni sulla vita del
nostro pianeta?
......................................................................................................................
......................................................................................................................
c) Quali conseguenze arrecò l’ultima glaciazione
nella vita degli uomini?
......................................................................................................................
......................................................................................................................
9. Esamina il fenomeno del popolamento della Terra
da parte di Homo sapiens.
a) Da dove partì?
......................................................................................................................
b) Quando cominciò questo processo?
......................................................................................................................
c) Secondo te, si può dire che sia terminato?
E quando?
......................................................................................................................
......................................................................................................................
............................................................................................... .......................
RIFLETTI E RISPONDI
I progressi tecnici:
l’agricoltura e i metalli
IL NEOLITICO 2
L’agricoltura nella
“Mezzaluna fertile”
Una delle invenzioni più importanti per
la storia dell’umanità fu l’agricoltura: gra-
zie a essa, il cibo necessario a sopravvi-
vere poteva essere prodotto, non solo
raccolto nella foresta. In tal modo gli uo-
mini, da semplici raccoglitori, comincia-
rono a diventare agricoltori e quindi
produttori di cibo.
L’agricoltura nacque circa 12 mila
anni fa nel Vicino Oriente, nella zona
detta della “Mezzaluna fertile” (tra Me-
sopotamia, Palestina ed Egitto); da qui,
poi, si diffuse nelle aree circostanti. Po-
co dopo l’agricoltura si sviluppò in India
e Cina e, in modo autonomo, anche
nell’America centro-meridionale.
Già da molto tempo gli uomini primiti-
vi conoscevano bacche e radici e il loro
valore nutritivo, e sapevano quanto tem-
po era necessario perché crescesse una
pianta con i frutti maturi. Tali preziose
informazioni venivano quindi trasmesse
di generazione in generazione. Un ulte-
riore passo in avanti venne fatto quando
si cominciò a procurare la crescita di
queste piante nei terreni vicini ai villaggi,
coltivati e seminati opportunamente.
Assieme alla domesticazione delle
piante (grano, orzo, miglio, più avanti
sesamo e ulivo) procedeva quella degli
animali (asini, pecore, capre, cammelli).
L’inizio dell’agricoltura segna l’in-
gresso degli uomini nella fase storica
chiamata dagli studiosi Neolitico, che
sarebbe durata circa 8 millenni, fino al
4000 a.C. (cioè seimila anni fa).
Strumenti di metallo
Alle necessità dell’agricoltura risultò uti-
lissima una nuova tecnologia: la lavo-
razione dei metalli. Fino ad allora gli
uomini primitivi avevano scheggiato le
pietre; poi, verso il 5000 a.C. (settemi-
la anni fa) si cominciarono a lavorare a
caldo lo stagno, il rame e gli altri me-
talli, che venivano trovati nelle pietre,
sui fianchi delle montagne, nelle caver-
ne. I metalli venivano portati, nei forni,
a temperature molto alte, quindi pla-
smati e infine raffreddati.
In tal modo ai vecchi arnesi in legno
e selce (zappe, aratri ecc.) si sostituirono
strumenti molto più resistenti, utilissi-
mi per lavorare la terra, e anche per
combattere.
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
DALLA PREISTORIA AL TARDO IMPERO
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12
Le prime aree di sviluppo dell’agricoltura
Area della Mezzaluna fertile
Area all’epoca ancora sommersa dal mare
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IL RACCONTO STORICO 2. IL NEOLITICO
13
Nomadi e sedentari
Gli agricoltori furono i primi gruppi
umani a vivere da sedentari. Abitava-
no in villaggi, costruiti con pietre, le-
gna e mattoni d’argilla situati vicino a
fiumi e laghi. In essi si attuò una prima
forma di governo: a prendere le deci-
sioni era un’assemblea, o consiglio, di
capifamiglia.
Altri gruppi umani invece rimaneva-
no nomadi e si occupavano di pasto-
rizia; le loro dimore erano tende di pel-
li, che si potevano facilmente smontare
e spostare altrove.
La storia dell’età primitiva è segnata
dalla rivalità tra nomadi e seden-
tari:
• i primi si spostavano in cerca di pa-
scoli e terre migliori;
• i secondi difendevano le loro col-
tivazioni e il loro spazio vitale.
I contrasti fra i due gruppi erano
frequenti e portavano anche a
conflitti sanguinosi.
4
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e
L’inizio della società
sedentari
Si dicono sedentarie
quelle popolazioni
che hanno una di-
mora stabile.
commercio
L’attività di comprare
e vendere merci, che
vengono così trasfe-
rite da chi le produce
a chi le consuma.
La nascita delle città
Un passaggio decisivo nella storia uma-
na fu segnato dalla nascita delle città. Le
prime sorsero circa settemila anni fa: tra
le più antiche ricordiamo Çatal Hüyük,
nell’attuale Turchia, e Gerico, tuttora
esistente in Palestina.
Prima delle città vi erano solo villaggi
agricoli, sparsi nel vasto territorio e qua-
si senza rapporti fra loro. Man mano si
svilupparono centri più grandi, spesso
nelle vicinanze di fiumi o mari, che faci-
litavano il trasporto di persone e cose.
In città si scambiavano le merci prove-
nienti dalla campagna: l’ambiente citta-
dino incoraggiò dunque le prime forme
di commercio.
La città
senza strade
Il disegno raffigura la
città di Çatal Hüyük,
una delle più antiche
del mondo.
Questa città aveva una
caratteristica che la ren-
deva unica: non esisteva-
no, infatti, le strade e ogni
spostamento avveniva sui
tetti della città, a cui era pos-
sibile accedere tramite apposite
scale.
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
Per regolare la vita in città, nacquero
le prime forme di gerarchia sociale: ad
alcuni era riconosciuta un’autorità, e co-
storo la esercitavano governando la
massa dei cittadini.
L’invenzione
della scrittura
La scrittura nacque per necessità pra-
tiche (registrare i raccolti, le merci ecc.).
All’inizio, si utilizzavano disegni molto
approssimativi. Man mano, nel corso
dei millenni, nacque in Mesopotamia la
prima forma di scrittura, quella cu-
neiforme, così chiamata perché utiliz-
zava segni a forma di cuneo.
Con i simboli della scrittura cuneifor-
me si potevano indicare oggetti o cose e
la loro quantità. Più tardi, con gli ideo-
grammi, diverrà possibile indicare i con-
cetti astratti: gli ideogrammi più noti so-
no i geroglifici egizi. La scrittura che
usiamo noi, quella alfabetica, sarà in-
ventata molti secoli dopo dai Fenici, ver-
so il 1200 a.C.
L’invenzione della scrittura segnò l’in-
gresso degli uomini nella Storia vera
e propria:
• prima della scrittura tutto si traman-
dava a voce (oralmente);
• poi, grazie alla scrittura, i fatti del
passato cominciarono a essere scritti
e quindi ricordati per le generazioni
future.
Nacque anche una nuova figura, mol-
to prestigiosa: lo scriba, il professioni-
sta della scrittura.
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
DALLA PREISTORIA AL TARDO IMPERO
14
gerarchia
sociale
È il rapporto che, in
una comunità, lega
individui e gruppi,
dal più importante
al meno importante.
Chi sta in alto, nella
gerarchia, ha il com-
pito di guidare chi
sta più in basso.
ideogramma
Segno, a cui corri-
sponde una parola,
che può indicare un
oggetto o un con-
cetto astratto.
scrittura
alfabetica
Si basa sul fonema
(“suono”): a ogni se-
gno grafico (le lette-
re dell’alfabeto) cor-
risponde un suono.
NOMADI E SEDENTARI, DUE MODI DIFFERENTI DI VITA
pastori che si spostano
con le greggi
tendono a invadere
gli spazi agricoli
NOMADI
alcuni villaggi
diventano CITTÀ
difendono i propri spazi
dai nomadi
SEDENTARI
agricoltori che abitano
in villaggi
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
IL RACCONTO STORICO 2. IL NEOLITICO
1. Il Neolitico cominciò con l’invenzione dell’agricol-
tura.
a) Quando e dove nacque l’agricoltura?
..................................................................................................................
..................................................................................................................
b) Rifletti sul termine “invenzione”: che cosa c’era
prima dell’agricoltura? E quali novità comincia-
rono con essa?
..................................................................................................................
..................................................................................................................
c) Secondo te, che cosa può voler dire domesti-
cazione degli animali?
..................................................................................................................
..................................................................................................................
2. Illustra con parole tue come avveniva la lavora-
zione dei metalli.
.........................................................................................................................
.........................................................................................................................
.........................................................................................................................
.........................................................................................................................
...................................................................................... ...................................
.........................................................................................................................
.........................................................................................................................
.........................................................................................................................
.. .......................................................................................................................
.........................................................................................................................
3. Spiega inoltre:
a) che cosa sono le leghe di metalli?
..................................................................................................................
..................................................................................................................
b) quale utilità pratica ebbe la lavorazione dei me-
talli?
..................................................................................................................
............................................................................................................. .....
4. Chiarisci con parole tue:
a) i nomadi erano soprattutto ............................................ ,
i quali vivevano (dove?) .......................................................
............................................................................................................... .
b) i sedentari erano soprattutto ......................................... ,
i quali vivevano (dove?) .......................................................
............................................................................................................... .
c) Perché i due gruppi spesso entravano in con-
flitto?
..................................................................................................................
................................................................. .................................................
5. Un momento decisivo fu la nascita delle città.
a) Dove nacquero le prime città e quando?
..................................................................................................................
..................................................................................................................
b) Quale nuova attività si praticava in città?
..................................................................................................................
..................................................................................................................
c) Com’era regolata la vita in città?
..................................................................................................................
............ ......................................................................................................
6. Quando e perché nacque la scrittura?
.........................................................................................................................
.........................................................................................................................
.........................................................................................................................
.........................................................................................................................
7. Descrivi le forme di scrittura più antiche.
.........................................................................................................................
.........................................................................................................................
.........................................................................................................................
.........................................................................................................................
............................................... ..........................................................................
.........................................................................................................................
.........................................................................................................................
.................................................................................... .....................................
.........................................................................................................................
.........................................................................................................................
.........................................................................................................................
.........................................................................................................................
.........................................................................................................................
.........................................................................................................................
..................................... ....................................................................................
RIFLETTI E RISPONDI
15
Le civiltà dei grandi fiumi
LE ANTICHE CIVILTÀ 3
Agricoltura e civiltà
L’agricoltura poté cominciare a svilup-
parsi su larga scala intorno al 4500-
4000 a.C. A quell’epoca, infatti, si per-
fezionarono le grandi opere d’irriga-
zione create dall’uomo. Bacini, dighe,
canali servivano a non disperdere le ac-
que e il prezioso limo, cioè lo strato fer-
tile di detriti e argilla fangosa che le ac-
que dei fiumi lasciavano quando si
ritiravano e che costituivano un prezioso
concime per i terreni.
Le prime civiltà sorsero proprio vi-
cino ai grandi fiumi:
• presso il Tigri e l’Eufrate, in Meso-
potamia;
• sulle sponde del Nilo, in Egitto;
• nella valle dell’Indo, tra India e Paki-
stan;
• lungo il Fiume Giallo, in Cina.
L’agricoltura praticata in queste re-
gioni garantiva una produzione assai
superiore a quella di altre zone. La mag-
giore ricchezza economica rese possi-
bile la crescita della popolazione e il suo
benessere materiale.
Il sistema agricolo fondato sull’irri-
gazione esigeva, inoltre, che sorgesse
un’autorità riconosciuta, in grado di di-
rigere i lavori per le acque. Nacquero
così le prime società organizzate, fon-
date su una precisa gerarchia:
• il re comandava, con l’aiuto dei sa-
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
16
DALLA PREISTORIA AL TARDO IMPERO
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Le civiltà dei grandi fiumi
OCEANO
ATLANTI CO
VALLE
DEL NILO
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MESOPOTAMIA
VALLE
DELL’INDO
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Ur
Lagash
Uruk
Civilta_dei_fiumi.eps
cerdoti, che tenevano i rapporti con
la divinità;
• vi erano poi i nobili, possessori di ter-
re, e i soldati, difensori della comunità;
• infine gli artigiani, che fabbricavano
gli strumenti utili alla vita quotidiana,
i mercanti e i contadini, che lavo-
ravano la terra.
I popoli
della Mesopotamia
La più antica civiltà conosciuta nacque
in Mesopotamia, la “terra tra i due fiu-
mi” (il Tigri e l’Eufrate), corrispondente
in parte all’odierno Iraq. Qui si stanzia-
rono, verso il 4000 a.C., i Sumeri, il
primo popolo civile della storia. A loro si
deve l’invenzione della ruota e della
scrittura cuneiforme, e l’elaborazio-
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
IL RACCONTO STORICO 3. LE ANTICHE CIVILTÀ
17
mitologia
Insieme di leggende
(miti, da una parola
greca che significa “di-
scorso”, “racconto”)
relative a dèi ed eroi.
All’inizio tali leggende
si tramandano oral-
mente, poi vengono
messe per iscritto.
città-stato
Centri autonomi e
indipendenti; ogni
città-stato è gover-
nata da una propria
autorità, emette leg-
gi proprie ecc.
codice di leggi
Una raccolta di leggi
e norme emanate da
chi ha autorità (per
esempio il sovrano).
LA STORIA INSEGNA
L’origine della società:
insieme si progredisce
Le prime città nacquero intorno ai grandi fiumi:
il Nilo, il Tigri e l’Eufrate, l’Indo, il Fiume Giallo.
La loro acqua dolce costituiva una preziosa ri-
sorsa, a patto che le acque fossero conservate
e si evitassero le piene distruttive. Bisognava
cioè costruire un complesso sistema di canali,
argini e dighe.
A tale scopo non poteva bastare la piccola co-
munità dei contadini del villaggio, in cui cia-
scuno faceva per sé. I lavori di canalizzazione
erano infatti lunghi e impegnativi: andavano
quindi diretti da veri specialisti e svolti da un
numero elevato di lavoratori; ma come con-
vincerli ad abbandonare i loro campi, come in-
quadrarli in squadre di lavoro, guidarli nello
scavo ecc.? Occorreva un’organizzazione ben
precisa ed efficiente; scavare canali, infatti, po-
teva anche essere semplice, il difficile veniva
dopo: conservarli in uso, tenerli sgombri dal
Due funzionari su-
meri, rilievo in ma-
dreperla del III mil-
lennio a.C.: a loro
era affidato il con-
trollo dell’organizza-
zione lavorativa nel-
la realizzazione delle
opere pubbliche.
ne dei primi racconti mitologici sulle
origini del mondo.
I Sumeri non erano organizzati in un
regno, ma in una serie di città-stato,
l’una indipendente dalle altre, rette cia-
scuna da un re-sacerdote. Le principali
città sumere erano Ur, Uruk, Lagash.
La regione mesopotamica fu poi abi-
tata da altri popoli:
• prima dagli Accadi, tra il 2500 e il
2000 a.C.;
• poi dai Babilonesi: a loro si deve il
primo codice di leggi, elaborato dal
re Hammurabi (che regnò su Babilo-
nia tra il 1792 e il 1750 a.C. circa);
• infine dagli Hittiti, che provenivano
dall’Anatolia (la Turchia di oggi). Gli
Hittiti erano invincibili in battaglia gra-
zie alle armi di ferro, il nuovo metallo
che essi lavorarono per primi intorno
al 1800 a.C.
fango e dalle erbe, sorve-
gliare che l’acqua fosse
distribuita a tutti gli agri-
coltori…
In sostanza, c’era bisogno
di qualcuno in grado di
dirigere i lavori, di fornire
agli operai cibo, vestiti,
abitazioni, strumenti ecc.
Occorreva un’organizza-
zione apposita, diretta dal
re e dai suoi funzionari.
Essa rappresentò un pas-
so decisivo nella storia
umana. Gli uomini impa-
rarono che quanto non
potevano fare singolar-
mente, diventava invece
possibile cooperando tra
loro e perseguendo in
modo armonico un uni-
co scopo.
La storia millenaria
dell’Egitto
Intanto, verso il 3000 a.C., sorse, pres-
so il delta del fiume Nilo, la civiltà del-
l’Egitto. La sua prosperità fu dovuta al
grande fiume: i depositi di limo e fan-
go fertile lungo le rive del Nilo con-
sentivano infatti, per tutto l’anno, di pra-
ticare un’agricoltura molto produttiva.
Gli Egizi furono il primo popolo a
strutturarsi come un vero e proprio Sta-
to: l’autorità centrale aveva potere su
tutto il vasto territorio. Al vertice vi era
il faraone, ritenuto l’incarnazione del
dio Horus. Sotto di lui una gerarchia
di funzionari e sacerdoti assicurava l’ob-
bedienza del popolo, in gran parte com-
posto da contadini.
La storia egizia durò circa 3000 an-
ni, fino alla conquista di Roma, avvenu-
ta nel 30 a.C. I faraoni si trasmettevano
il potere di padre in figlio; si succedette-
ro ben 31 dinastie o famiglie regnanti.
Il momento di maggior splendore fu sot-
to il regno del faraone Ramses II, in-
torno al 1250 a.C.
L’Egitto conobbe, talora, anche crisi e
dominazioni straniere: fu invaso verso il
1700 a.C. dagli Hyksos (“re pastori”) e
nel 1200 a.C. circa dai cosiddetti “po-
poli del mare”.
Escludendo però queste parentesi, i
30 secoli della storia egizia sono carat-
terizzati da una civiltà unitaria, resa
tale da:
• una struttura politica costante, cioè
l’autorità monarchica del faraone;
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
18
DALLA PREISTORIA AL TARDO IMPERO
dinastia
Serie di re o princi-
pi, provenienti da
una stessa famiglia,
che si succedono al
governo di un pae-
se. Di solito il potere
viene trasmesso di
padre in figlio.
popoli
del mare
Popolazioni prove-
nienti dal mare, pre-
sumibilmente dall’a-
rea dell’Egeo, le
quali, verso il 1200
a.C. dilagarono nel
Mediterraneo orien-
tale, mettendo in
crisi il regno egizio.
L’antico Egitto

Sahara
Tebe
Luxor
Menfi
BASSO
EGITTO
ALTO
EGITTO
POPOLI
DEL MARE
HYKSOS
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Mar Me di t e rane o
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Piramidi di
Giza
Invasione degli Hyksos
(1700 a.C. circa)
Incursioni dei popoli del mare
(1200 a.C. circa)
Antico_egitto.eps
• una sola lingua, rappresentata per
iscritto da segni-parole, detti gerogli-
fici;
• una sola religione, politeista,
perché gli Egizi veneravano
molti dèi, tra i quali ricordiamo
il dio-Sole, Amon-Ra;
• una ricca cultura, che ela-
borò importanti conoscenze
di matematica, astronomia,
medicina, e fu alla base di
grandi opere di architettura,
tra cui le più note sono sicu-
ramente le piramidi.
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
IL RACCONTO STORICO 3. LE ANTICHE CIVILTÀ
19
Il disegno raffigura le tre imponenti pirami-
di di Cheope, Chefren e Micerino erette a Giza.
LA CIVILTÀ EGIZIA
30 secoli di storia
per struttura
politica
per lingua per religione per cultura
il faraone regna i geroglifici
il culto
di molti dèi
conoscenze
scientifiche, opere
di architettura ecc.
con varie fasi
L’EGITTO
MA con una civiltà unitaria:
Le civiltà di terra
Gli Ebrei, il popolo
del Dio unico
Gli Ebrei erano un piccolo popolo di
pastori nomadi, divisi in tribù; ciascu-
na tribù obbediva a un capo anziano o
“patriarca”.
Gli Ebrei rivestono grande importan-
za nella storia dell’umanità perché furo-
no il primo popolo a elaborare una re-
ligione monoteistica, basata cioè
sulla fede in un Dio unico: il suo nome
era YHWH (si pronuncia Jahvè).
Nella Bibbia, il libro sacro degli
Ebrei, si legge che intorno al 2000 a.C.
la tribù di Abramo, il primo patriarca, si
insediò in Palestina, la “terra promes-
sa” da Dio agli Ebrei. Dalla Palestina al-
cune tribù si spostarono in Egitto, dove
rimasero per circa cinque secoli vivendo
in condizioni di schiavitù.
Verso il 1250, all’incirca al tempo del
faraone Ramses II, gli Ebrei ritornarono
in Palestina; a guidarli fu Dio, per mezzo
di Mosè. Durante tale cammino o esodo
(“uscita”) dall’Egitto, Dio diede al popolo
ebraico i Comandamenti della sua Legge.
Giunti in Palestina (all’epoca chiama-
ta “terra di Canaan”), gli Ebrei sconfis-
sero le popolazioni locali e fondarono il
regno di Israele. Il suo massimo splen-
dore si ebbe tra il 1000 e il 900 a.C.,
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
DALLA PREISTORIA AL TARDO IMPERO
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20
Gli Ebrei in Palestina
Gli Ebrei in Palestina
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Mar Ro so
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Gerico
M. Sinai
Gerusalemme
Samaria
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Tiro
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Morto
EGITTO
Regno di Israele
Percorso degli Ebrei
durante l’esodo
Massima estensione
del regno
Ebrei_in_palestina.eps
Una ricostruzione del
Tempio di Salomone a
Gerusalemme.
con i re Saul, Davide e Salomone. Cen-
tro del regno ebraico era il Tempio di
Jahvè, eretto sulla collina sacra della ca-
pitale Gerusalemme.
Assiri e Persiani
In seguito il piccolo regno d’Israele si di-
vise in due parti, nord e sud, e venne
conquistato dai suoi potenti vicini. Nel
722 a.C. Israele cadde in mano agli
Assiri, un popolo di guerrieri prove-
niente dalla Mesopotamia, che fondò un
impero di breve durata ma molto vasto.
Più avanti (nel 587 a.C.) Israele fu in-
vaso dai Babilonesi. Da questa domi-
nazione fu liberato nel 539 a.C. dai
Persiani, i quali, partendo dagli alto-
piani dell’odierno Iran, costituirono il
primo impero “universale”, esteso su
buona parte del mondo di allora.
I Persiani diedero vita, infatti, a un im-
pero multinazionale, capace cioè di
integrare popoli e culture differenti in mo-
do abbastanza pacifico. Il “Gran Re” (il ti-
tolo attribuito al sovrano persiano) gover-
nava appoggiandosi sui nobili e sulla forza
dell’esercito. Un sistema molto efficiente
di strade collegava le province (o satra-
pie) dell’impero. Dal punto di vista reli-
gioso i sacerdoti persiani, o Magi, vene-
ravano un dio del bene, Ahura-Mazda,
che esortava gli uomini a essere giusti e
generosi, opponendosi al male.
Nel V secolo a.C. il grande impero per-
siano cercò, come vedremo, di assogget-
tare le città greche, ma
senza successo. In segui-
to, come studieremo più
avanti, tutta questa re-
gione cadrà nelle mani
di Alessandro Magno.
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
IL RACCONTO STORICO 3. LE ANTICHE CIVILTÀ
21
impero
Un territorio esteso,
costituito da zone, re-
gni e città differenti,
ma unificato (spesso
grazie a una conqui-
sta militare) sotto
un’unica autorità.
L’impero persiano
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SOGDIANA
BATTRIANA
ARACOSIA
PERSIA
MEDIA
PALESTINA
ASSIRIA
CILICIA
LIDIA
IONIA
TRACIA
ARMENIA
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Atene
Sparta
Gerusalemme
Tiro
Sidone
Sardi
Mileto
Babilonia
Ninive
Susa
Persepoli
Territorio d’origine
dei Persiani
Impero_persiano.eps
Il disegno raffigura il
palazzo di Persepoli, la
cui costruzione iniziò
sotto il Gran Re Dario I
tra il 519 e il 515 a.C.
Le civiltà di mare
I Fenici
Nel frattempo, sulle sponde del Mar Me-
diterraneo, fiorivano diverse civiltà ma-
rinare, che prosperavano grazie ai com-
merci a lunga distanza.
La prima di queste civiltà, sorta nella
terra di Canaan, cioè tra l’attuale Liba-
no e la Palestina, fu quella dei Fenici. Le
loro città, tra cui Tiro, Sidone e Biblos,
non costituirono mai uno Stato unitario e
furono perciò politicamente deboli.
I Fenici erano i più abili navigatori del
mondo antico; la loro rete commerciale
si estendeva su tutto il Mediterraneo. Qui,
lungo le coste, fondarono numerose co-
lonie, città nate come approdi per il
commercio e che in seguito si sviluppa-
rono autonomamente. La colonia fenicia
più famosa fu Cartagine, fondata intor-
no all’800 a.C., che in seguito sarebbe di-
venuta la grande rivale di Roma.
Furono i Fenici a inventare verso il
1200 a.C. la prima scrittura alfabe-
tica, poi perfezionata dai Greci. A ogni
suono corrisponde un segno, cioè una
lettera dell’alfabeto: combinando questi
segni si possono formare infinite paro-
le. L’alfabeto fenicio comprendeva 22
lettere, tutte consonanti; in seguito sarà
ripreso e perfezionato dai Greci.
Cretesi ed Achei
Parallelamente, sull’isola di Creta, pon-
te in mezzo al Mediterraneo fra Europa
e Asia, si sviluppava la raffinata civiltà
cretese (o minoica, dal nome di Mi-
nosse, mitico re dell’isola). Anche i Cre-
tesi erano abili navigatori e commer-
cianti. La loro civiltà crollò verso il 1400
a.C., forse a causa di un disastroso ter-
remoto. Poco dopo, da nord, Creta fu
invasa dagli Achei (chiamati anche Mi-
cenèi, dal nome della loro città-fortezza
principale, Micene).
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
DALLA PREISTORIA AL TARDO IMPERO
7
le
z
io
n
e
22
colonia
Centro fondato da
un gruppo, di solito
proveniente da un’al-
tra città o madrepa-
tria. Le colonie ven-
gono fondate per
creare nuovi inse-
diamenti e per sfrut-
tare le risorse del
nuovo territorio.
Le civiltà del Mediterraneo
Mar
Cadice
Cartagine
Tharros
Baleari
Sardegna
Sicilia
B
a
l
c
a
n
i
Creta
Cipro Rodi
Sulcis Mozia
Micene
Troia
Cnosso
Ugarit
Biblos
Sidone
Tiro
EGITTO
ARABIA
ASIA MINORE
ITALIA
GRECIA
SPAGNA
Me di t e rane o
Mar
Ege o
Mar Ne r o
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OCEANO
ATLANTICO
Espansione e colonie
dei Fenici
Rotte cretesi
Rotte dei Micenei
Rotte dei Fenici
Territori cretesi
Territori micenei
Cretesi_micenei_Fenici.eps
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
IL RACCONTO STORICO 3. LE ANTICHE CIVILTÀ
23
1. Considera questi tre fenomeni:
a) lo sviluppo dell’agricoltura su larga scala;
b) la nascita delle prime civiltà;
c) l’origine di una gerarchia sociale.
Spiega con parole tue il perché essi si collegano
l’uno all’altro.
..........................................................................................................................
................................................................ ..........................................................
..........................................................................................................................
2. Elenca in ordine i nomi delle civiltà:
a) di fiume
..................................................................................................................
b) di terra
..................................................................................................................
c) di mare
..................................................................................................................
3. Dov’è la Mesopotamia e perché si chiama così?
..........................................................................................................................
..........................................................................................................................
..........................................................................................................................
4. Quale fu il primo popolo della storia a costruire
città? Illustra in breve le caratteristiche di questa
civiltà.
..........................................................................................................................
..........................................................................................................................
..........................................................................................................................
5. Quali popoli si succedettero nel controllo della re-
gione mesopotamica?
..........................................................................................................................
..........................................................................................................................
..........................................................................................................................
16. Quale legame esiste tra la storia egizia e il
Nilo?
...............................................................................................................
...............................................................................................................
...............................................................................................................
17. Illustra la civiltà egizia nei seguenti aspetti:
a) struttura politica e sociale
...............................................................................................................
...............................................................................................................
b) elementi culturali
...............................................................................................................
...............................................................................................................
c) religione
...............................................................................................................
...............................................................................................................
18. Quale grande novità portò il popolo ebraico nel-
la Storia antica?
......................................................................................................................
..........................................................................................................................
19. Riassumi brevemente le vicende storiche del re-
gno d’Israele.
......................................................................................................................
..........................................................................................................................
10. Considera adesso l’impero persiano. Illustra con
parole tue:
a) perché fu un impero multinazionale
...............................................................................................................
...............................................................................................................
b) la religione persiana
...............................................................................................................
...............................................................................................................
c) il suo incontro/scontro con la Grecia
...............................................................................................................
...............................................................................................................
RIFLETTI E RISPONDI
Gli Achei diedero vita a una civiltà guerriera,
anche se aperta agli scambi commerciali. Ver-
so il 1230 a.C. essi distrussero la città rivale di
Troia.
Intorno al 1200 a.C., i Micenei vennero
però spazzati via dai Dori, un popolo prove-
niente dai Balcani, che s’insediò nella peniso-
la ellenica.
La civiltà greca
LA GRECIA ANTICA 4
La Grecia: un dono
per la cultura europea
I Greci erano uno dei tanti popoli stan-
ziati sulle sponde del Mediterraneo. Abi-
tavano la penisola ellenica, una piccola
area periferica nel grande mare, non
particolarmente ricca. Eppure, in pochi
secoli, riuscirono a dar vita a una splen-
dida civiltà, la cui eredità è ancora og-
gi viva intorno a noi.
I Greci infatti recarono al mondo oc-
cidentale alcune straordinarie novità.
Ne ricordiamo cinque, in particolare:
• la partecipazione politica dei cit-
tadini alla vita dello Stato (la demo-
crazia);
• la filosofia, cioè l’arte di ragionare
alla ricerca delle cause;
• una letteratura, cioè una serie di testi
scritti da grandi autori e incentrati sui
temi universali della vita umana (l’a-
more, il destino, la paura della fine
ecc.);
• lo stile “classico”, fatto di equili-
brio, misura, senso delle proporzioni,
sia in scultura sia in architettura;
• l’invenzione del teatro, lo spazio su
cui rappresentare le vicende del mito
antico o le grandi questioni civili.
Queste cose, tutte ben vive nella cultura
europea, sono il dono che ci proviene
dalla Grecia antica (l’Ellade, come la
chiamavano i suoi abitanti) e dal suo pic-
colo, grande popolo.
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
DALLA PREISTORIA AL TARDO IMPERO
8
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24
Il tempio greco
Per i Greci il tempio era la casa
degli dèi. Ogni tempio era dedi-
cato a un dio e aveva una cella
interna, chiamata naos, alla
quale potevano accedere solo i
sacerdoti incaricati del culto.
In questa cella si trovava an-
che la statua della divinità.
Le persone invece si raccoglie-
vano all’esterno del tempio
dove si tenevano le funzioni
religiose.
L’elemento più caratteristico
del tempio era il colonnato,
che circondava tutto l’edificio.
La facciata era dominata dal
frontone, generalmente ab-
bellito con sculture.
Un inizio difficile
Prima che nascesse la sua straordinaria
civiltà, la Grecia passò attraverso un pe-
riodo “buio”: alcuni secoli di difficoltà
e di confusione, chiamati “Medioevo el-
lenico”. Fu la fase che seguì il crollo dei
Micenei e l’invasione dei Dori e che
durò, all’incirca, dal 1200 all’800 a.C.
Quella vita, primitiva e guerriera, viene
raccontata nell’Iliade e nell’Odissea,
i due poemi di Omero, punto di parten-
za della letteratura europea.
A dominare la società dorica, in que-
sta fase, erano le famiglie di aristocra-
tici, i grandi proprietari terrieri, che vi-
vevano raggruppati in clan, o ghénoi.
Mancava una figura forte di re: ciò co-
stituiva una netta differenza rispetto agli
altri popoli del mondo di allora.
L’esperienza della pólis,
la città-stato
Intorno al 700-600 a.C. cominciò a
emergere l’elemento più caratteristico
del mondo greco: la pólis, cioè la
“città”. La Grecia non fu infatti mai
organizzata in uno Stato unitario: ogni
città era sovrana sul proprio territorio,
che includeva anche la campagna cir-
costante. Aveva inoltre leggi proprie,
un suo esercito ecc., ed era gelosis-
sima dell’autonomia raggiunta: ecco
perché le città greche erano città-
stato.
Tale divisione in tante città-stato ri-
vali incoraggiò la competizione cultu-
rale e artistica tra i vari centri del mon-
do ellenico. Fu però sempre causa di
lotte interne alla Grecia e si tra-
sformò, alla lunga, in debolezza po-
litica.
Tuttavia, in alcuni momenti, i Greci
seppero trovare la loro unità e salva-
guardare così l’indipendenza dell’Ellade.
In particolare, tra il 480 e il 479 a.C., le
città greche, capeggiate da Atene, si al-
learono contro il potente invasore per-
siano e gli inflissero due memorabili
sconfitte rispettivamente a Salamina e a
Platea (in Grecia).
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
IL RACCONTO STORICO 4. LA GRECIA ANTICA
25
aristocrazia
La parola deriva dal
greco áristoi, “i mi-
gliori”: indica la clas-
se sociale dei cittadi-
ni più nobili, quasi
sempre anche i più
ricchi.
UN MONDO DI CITTÀ-STATO
grande splendore
culturale
è un piccolo mondo a sé
MA: continue LOTTE
con le altre città
debolezza politica
della Grecia
la PÓLIS
geloso della propria
autonomia
Sparta e Atene
Le due maggiori città-stato (al plurale
póleis) furono Sparta e Atene.
Sparta era sede di un governo ari-
stocratico: una minoranza di nobili (gli
spartiati) dominava la massa dei perie-
ci e degli iloti.
I perieci erano soprattutto artigiani e
abitavano nei villaggi intorno a Sparta.
Non godevano di alcun diritto politico:
non potevano votare, essere eletti ecc.
Ancora peggio stavano gli iloti, che la-
voravano la terra in una condizione di
schiavitù.
L’altra grande pólis greca era Atene,
considerata la culla della democrazia,
cioè di un governo in cui le decisioni era-
no prese dall’assemblea (in greco eccle-
sía) dei liberi cittadini. Dall’assemblea, a
dire il vero, erano esclusi le donne, gli
stranieri, gli schiavi. In ogni caso la de-
mocrazia ateniese rappresentò per il
mondo antico un’enorme novità, tale da
imprimere un’orma profonda nella storia.
Le colonie greche
L’esperienza della città-stato fu esporta-
ta dai Greci anche in molte colonie, sor-
te sulle rive del Mediterraneo, sia a
Oriente sia a Occidente.
Le più antiche colonie greche venne-
ro fondate in Asia Minore, sulle coste
dell’attuale Turchia: qui nacquero città
importanti, come Efeso e Mileto.
Altre colonie sorsero in Italia meri-
dionale (Napoli e Crotone per esem-
pio) e in Sicilia (Siracusa e Agrigento
fra le altre). In quest’area si sviluppò la
civiltà della Magna Grecia (“grande
Grecia”), considerata dagli antichi im-
portante come la madrepatria greca, sia
per la sua ricchezza sia per la cultura.
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
26
DALLA PREISTORIA AL TARDO IMPERO
Le regioni della Grecia, le póleis e la Magna Grecia
Mar Ege o
Mar
I o ni o
Mar Me di t e rane o
Cnosso
Atene
Mileto
Sparta
Efeso
MACEDONIA
EPIRO
TESSAGLIA
ETOLIA
FOCIDE
EUBEA
ATTICA
BEOZIA
ARCADIA
ARGOLIDE
MESSENIA
LACONIA
EOLIDE
IONIA
DORIDE
ACAIA
ELIDE
Creta
Rodi
ATTICA Regioni storiche
Regioni_della_Grecia.eps
Mar
Ti re no
Mar
I o ni o
Panormos
Cuma
Napoli
Taranto
Metaponto
Sibari
Crotone
Locri
Reggio
Messina
Tyndaris
Siracusa
Gela
Agrigento
Selinunte
Segesta
Poseidonia
(Paestum)
Mar Ege o
Mar
I o ni o
Mar Me di t e rane o
Cnosso
Atene
Mileto
Sparta
Efeso
MACEDONIA
EPIRO
TESSAGLIA
ETOLIA
FOCIDE
EUBEA
ATTICA
BEOZIA
ARCADIA
ARGOLIDE
MESSENIA
LACONIA
EOLIDE
IONIA
DORIDE
ACAIA
ELIDE
Creta
Rodi
ATTICA Regioni storiche
Regioni_della_Grecia.eps
Mar
Ti re no
Mar
I o ni o
Panormos
Cuma
Napoli
Taranto
Metaponto
Sibari
Crotone
Locri
Reggio
Messina
Tyndaris
Siracusa
Gela
Agrigento
Selinunte
Segesta
Poseidonia
(Paestum)
L’età “classica”
L’“età classica” per la Grecia, e in par-
ticolare per Atene, fu il V secolo a.C.
Sotto l’illuminato governo di Pericle, ri-
spettoso della democrazia e dell’assem-
blea, si sviluppò enormemente la vita
culturale, in particolar modo le arti, il
teatro e la filosofia.
Tuttavia la rivalità tra Atene e
Sparta indebolì la Grecia. Le due città
si combatterono nella “guerra del Pe-
loponneso” (430-404 a.C.): Sparta
prevalse, ma a duro prezzo e solo con
l’aiuto della Persia.
Poco dopo, fra il 371 e il 362 a.C., si
ebbe un breve periodo di egemonìa, cioè
di prevalenza, della città-stato di Tebe.
Sebbene la Grecia fosse ormai politi-
camente debole, la fioritura di arte, filo-
sofia, letteratura e teatro ne facevano l’e-
picentro culturale del mondo di allora.
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
IL RACCONTO STORICO 4. LA GRECIA ANTICA
27
LA STORIA INSEGNA
L’ideale della democrazia giorno
per giorno
La culla della civiltà greca fu Atene, la grande città che aveva, di fatto,
sconfitto i Persiani. Fu qui, ad Atene, che maturò l’esperienza della de-
mocrazia: una realtà nuova per il mondo antico e destinata a rimanere
irripetibile per molti secoli.
Il culmine della democrazia ateniese fu raggiunto al tempo di Pe-
ricle, che governò la città fra il 461 e il 426 a.C., senza mai esser-
ne il re: non si può avere un re, in democrazia!
Le varie cariche pubbliche erano sorteggiate fra tutti i cittadini,
purché fossero maschi, liberi, nati da madre ateniese. Solo la ca-
rica di stratego, il supremo comandante militare, non veniva sor-
teggiata. Inoltre, poiché l’arte di governo richiede tempo, s’intro-
dusse un salario giornaliero, che spettava agli eletti per tutto il
tempo della loro carica. Infine, ognuno poteva intervenire nel-
l’assemblea, l’ekklesía, che si radunava sulla collina della Pníce.
Pericle riuscì a rendere i suoi concittadini orgogliosi di questa
straordinaria esperienza. Tutti gli Ateniesi si sentivano coinvolti in
un grande progetto, fieri di appartenere alla città.
E come in una vera democrazia, neppure ad Atene mancava-
no le critiche. Pericle e gli altri governanti venivano presi in
giro soprattutto nelle commedie, recitate a teatro davanti al-
la folla che giungeva ad Atene da tutta l’Attica, nei giorni di fe-
sta e di mercato. A teatro ognuno poteva riconoscersi parte vi-
va della città, protagonista del suo vivere civile.
Il disegno raffigura una seduta dell’assemblea, l’ekklesía. Le vo-
tazioni erano di solito precedute da una discussione.
L’ellenismo
L’egemonia
della Macedonia
Nel IV secolo a. C. stava già emergendo
la potenza della Macedonia: questo era
uno Stato periferico, in cui si parlava la
lingua greca, ma che i Greci disprezza-
vano.
Nell’anno 340 a.C. il re Filippo di
Macedonia sconfisse i Greci a Cheronea
e pose fine per sempre alla libertà delle
loro città-stato: esse vennero, di fatto,
poste sotto il controllo macedone.
L’avventura
di Alessandro Magno
Il figlio di Filippo, Alessandro detto
“Magno”, cioè “il Grande”, si rese pro-
tagonista di una memorabile impresa.
Divenuto re nel 336 a.C., a soli vent’an-
ni, nel 334 a.C. decise di dichiarare
guerra al grande impero persiano. Il
suo scopo, diceva, era vendicare l’ag-
gressione subita dai Greci al tempo del-
le guerre persiane. In realtà Alessandro
era mosso da spirito d’avventura, da de-
siderio di conquista, da una straordina-
ria curiosità verso il nuovo.
Nel giro di pochi anni, con una leg-
gendaria avanzata dalle coste mediter-
ranee fino al cuore dell’Asia, Alessandro
sconfisse il “Gran Re” persiano, Dario:
la battaglia decisiva si svolse a Gauga-
mela, sul fiume Tigri, nel 331 a.C. Il re
macedone si ritrovò in tal modo padro-
ne dell’intero mondo medio-orientale, fi-
no all’Iran e all’India attuali.
Alessandro non si ricorda solo per le
vittorie militari. Altrettanto memorabile
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
DALLA PREISTORIA AL TARDO IMPERO
9
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n
e
28
La falange macedone
Uno dei motivi dei successi mili-
tari di Alessandro fu la falange
macedone. Questa era un blocco
compatto di fanti corazzati, ognu-
no dei quali era armato con una
lancia lunga più di quattro metri,
detta sarissa.
Gli uomini disposti nelle prime file
tenevano in avanti le lance, che
formavano così una barriera quasi
impenetrabile. I fanti disposti al
centro e in fondo allo schieramen-
to, invece, alzavano le sarisse,
pronti comunque ad abbassarle
qualora i compagni nelle prime fi-
la avessero avuto la peggio. I fian-
chi della formazione erano invece
protetti dalla cavalleria.
fu il suo governo, improntato a tolle-
ranza e integrazione tra i diversi po-
poli del suo immenso regno.
Le monarchie
ellenistiche
Alessandro Magno morì però giovane, nel
323 a.C. A quel punto scoppiarono lotte
tra i suoi generali e governatori; alla fine
sorsero diversi regni, detti ellenistici:
• il regno di Macedonia;
• il regno di Pergamo;
• il regno d’Egitto, retto da Tolomeo,
uno dei generali di Alessandro;
• il regno d’Asia, che comprendeva
la Mesopotamia e la Persia;
• il regno della Battriana, il più
orientale.
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
IL RACCONTO STORICO 4. LA GRECIA ANTICA
29
I regni ellenistici
Pella
Atene
Pergamo
Antiochia
REGNO
D’EGITTO
REGNO
D’ASIA
REGNO
DELLA
BATTRIANA
REGNO
DI PERGAMO
Regni_Ellenistici.eps
REGNO
DI MACEDONIA
Alessandria
Persepoli
Battra
Mar Ne r o
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Mar Me di t e rane o
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E
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d
o
Alessandro Magno, particolare de La
battaglia di Isso, mosaico del III-II secolo
a.C. (Pompei, Museo archeologico nazionale).
ellenismo
Il termine (da elle-
nikós, “greco”) indi-
ca la diffusione della
civiltà greca in tutto
il mondo mediter-
raneo, resa possibi-
le dalla conquista di
Alessandro Magno.
In tutti questi regni si parlava il greco
(la koiné, cioè “lingua comune”); le leg-
gi erano greche, così come greci erano
i modi di vita. La piccola Grecia, in-
somma, aveva unificato con la propria
cultura il mondo orientale.
Sarà con questo mondo “ellenizzato”
che si confronterà Roma, la futura do-
minatrice di tutta l’area mediterranea.
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
DALLA PREISTORIA AL TARDO IMPERO
1. Elenca le cinque importanti novità che caratteriz-
zarono la civiltà greca.
a) ..................................................................................................................
b) ..................................................................................................................
c) ..................................................................................................................
d) ..................................................................................................................
e) ..................................................................................................................
2. Che cosa fu il “Medioevo ellenico”? In che periodo
si verificò?
..........................................................................................................................
..........................................................................................................................
3. Descrivi con parole tue che cosa si intende con il
termine pólis.
..........................................................................................................................
..........................................................................................................................
4. Ora riassumi:
a) i vantaggi che la pólis recò alla Grecia
.......................................................................................................... .........
.......................................................................................................... .........
b) gli svantaggi
.......................................................................................................... .........
.......................................................................................................... .........
5. Le due maggiori città-stato greche erano Sparta e
Atene.
a) Sparta era sede di un governo di tipo . . . . . . . . . . . . . . . .
.................................................................... , in cui ............................
.......................................................................................................... .........
b) Atene era sede di un governo di tipo . . . . . . . . . . . . . . .
.................................................................... , in cui ............................
.......................................................................................................... .........
6. A un certo punto Atene e Sparta si fecero guerra.
a) Quando avvenne?
........................................................................................................... ........
b) Quali conseguenze derivarono alla Grecia?
.......................................................................................................... .........
.......................................................................................................... .........
17. Molte città greche, le cosiddette colonie, sorsero
anche al di fuori dei confini della Grecia.
a) In quali zone vennero fondate?
...................................................................................................................
...................................................................................................................
b) Elenca le colonie principali.
...................................................................................................................
...................................................................................................................
18. Quale importanza ebbe la Macedonia nella sto-
ria della Grecia?
..........................................................................................................................
..........................................................................................................................
..........................................................................................................................
19. Rifletti ora sull’impresa di Alessandro Magno.
a) Quali territori conquistò?
...................................................................................................................
...................................................................................................................
...................................................................................................................
b) Nel giro di quanti anni si compì?
...................................................................................................................
...................................................................................................................
c) Da quale scopo era mosso Alessandro?
...................................................................................................................
...................................................................................................................
...................................................................................................................
d) Infine: come governò il suo regno?
...................................................................................................................
...................................................................................................................
...................................................................................................................
10. Dopo la morte di Alessandro Magno sorsero al-
cuni regni. Come sono chiamati?
..........................................................................................................................
................... .......................................................................................................
11. Che cos’è l’ellenismo?
..........................................................................................................................
..........................................................................................................................
............................ ..............................................................................................
RIFLETTI E RISPONDI
30
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
IL RACCONTO STORICO 5. I PRIMI SECOLI DI ROMA
L’Italia prima di Roma
Nel II millennio a.C. l’Italia era abitata da
popoli di svariate origini. Nel Nord del-
la penisola vi erano i Liguri e i Veneti; al
centro si trovavano diversi popoli, tra
cui ricordiamo gli Etruschi, i Latini, i
Sanniti. Al Sud invece vanno menzio-
nati i Messapi, i Lucani e i Bruzi.
Nelle isole maggiori risiedevano inve-
ce i Siculi (Sicilia) e i Sardi (Sardegna).
Questi ultimi in particolare diedero vita
a una civiltà, la cosiddetta cultura nu-
ragica, così chiamata perché al centro
dei loro villaggi gli abitanti costruivano i
nuraghi, torre circolari formate da
grandi pietre.
Gli Etruschi
Gli Etruschi furono un popolo che se-
gnò profondamente la storia della no-
stra penisola. Tra l’VIII e il VI secolo a.C.
la civiltà etrusca si diffuse in diversi ter-
ritori della penisola italica (Emilia Ro-
magna, Toscana, Lazio, Umbria e par-
te della Campania).
Abili lavoratori di metalli, gli Etru-
schi intrattennero rapporti commerciali
con i Greci e i Fenici; le testimonianze li
accreditano anche come ottimi artigia-
ni, contadini e ingegneri idraulici. Fon-
darono le prime città italiche, solida-
mente costruite e difese da mura
possenti.
Dal punto di vista politico, ogni città
era autonoma e governata da un re-sa-
cerdote (lucumone); i legami tra le città
erano prevalentemente di tipo religioso.
Timorosi dei propri dèi, praticarono le
arti divinatorie e il culto dei morti, che
trovò una splendida manifestazione nel-
la costruzione di tombe a cupola.
Dal punto di vista sociale va rilevata
l’importanza del ruolo delle donne: in
molte sculture funerarie, infatti, marito
e moglie sono rappresentati come per-
sone di pari dignità.
La mancanza di un’unità politica alla
lunga indebolì le città etrusche, che ini-
ziarono a decadere, soprattutto a causa
dell’espansione di Roma. Tuttavia la ci-
viltà etrusca non sparì: venne ingloba-
ta in quella romana, che conservò alcu-
ni suoi aspetti caratteristici, come l’uso
dell’arco a volta in architettura.
I PRIMI SECOLI DI ROMA 5
1
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z
io
n
e
Le origini di Roma
31
I popoli italici
Insediamenti fenici
Etruschi e loro aree di espansione
Area della colonizzazione greca
Insediamenti delle popolazioni italiche
LIGURI
VENETI
SARDI
SICULI
LUCANI
MESSAPI
SANNITI
LATINI
ETRUSCHI
BRUZI
Crotone
Taranto
Napoli
Roma
Velo Tarquinia
Arezzo
Bologna
Villanova
Populonia
Elba
Capua
Cuma
Reggio Calabria
Siracusa
Agrigento
Messina
M
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A
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a
t
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c
o
Mar
Ti re no
Mar
I o ni o
Popoli_italici.eps
La nascita sui sette colli
Roma fu la civiltà più duratura del mon-
do antico.
Secondo la tradizione, la città (l’“Urbe”,
dalla parola latina urbs) fu fondata nel
753 a.C., in una felice posizione sul fiu-
me Tevere, quasi alla foce sul mare. Poi-
ché il fondovalle era acquitrinoso, i primi
villaggi sorsero su alture, i cosiddetti sette
colli (il nucleo originario della città sorse
sul colle Palatino). Tale posizione facilita-
va inoltre i traffici commerciali di Roma.
Fu così che ben presto Roma si tra-
sformò da un piccolo villaggio in una ve-
ra e propria città; nessuno, però, avreb-
be potuto prevedere che quella piccola
città-stato laziale era destinata a domi-
nare l’intero mondo allora conosciuto,
né che sarebbe durata, in quella posi-
zione preminente, per oltre 10 secoli.
L’età dei re
All’inizio Roma fu retta dai re: sette, se-
condo la leggenda. Il primo fu Romolo.
A lui seguirono Numa Pompilio, Tullo
Ostilio, Anco Marzio, Tarquinio Prisco,
Servio Tullio; l’ultimo re fu Tarquinio
detto “il Superbo”. Quest’ultimo ven-
ne cacciato in quanto sovrano etrusco;
apparteneva cioè a quel misterioso po-
polo che aveva a lungo dominato l’Italia
centrale.
Quindi, i re governarono Roma fino
al 509 (o 510) a.C, che a quell’epoca
era divenuta una città-stato forte e
temibile per i suoi vicini: una città con
sue leggi, un suo esercito, una sua mo-
neta ecc. Era in tutto simile, dunque,
alle póleis che, proprio in quei decen-
ni, si stavano affermando nella peniso-
la greca.
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
DALLA PREISTORIA AL TARDO IMPERO
L’inizio di Roma
La carta qui a fianco (1) mostra l’u-
bicazione dei sette colli di Roma,
mentre l’immagine (2) raffigura
un’urna cineraria a forma di capan-
na, simile alle prime abitazioni sor-
te sul colle Palatino.
32
1
2
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
IL RACCONTO STORICO 5. I PRIMI SECOLI DI ROMA
Il passaggio
alla repubblica
Allontanati gli Etruschi, i Romani si
diedero un nuovo sistema di governo:
dalla monarchia passarono alla repub-
blica. L’assemblea dei cittadini (o
cives, in latino) eleggeva sia i consoli (i
magistrati più importanti, a cui spet-
tava anche il comando militare) sia gli
altri magistrati (pretori, questori, tri-
buni). Ciascun magistrato rimaneva in
carica solo per un tempo prestabi-
lito (normalmente un anno). Inoltre
tutte le magistrature erano collegiali,
a partire dai consoli che erano sempre
due: ciò serviva a impedire che qual-
cuno di loro avesse la tentazione di
diventare re.
La repubblica a Roma non era un
vero e proprio sistema democratico:
dobbiamo però considerare che la de-
mocrazia, così come la conosciamo
noi, era un bene sconosciuto nel mon-
do antico.
Donne, schiavi, stranieri erano esclu-
si dal voto; a detenere i diritti politici era
solo una minoranza di cittadini, i più no-
bili, coloro cioè che discendevano dai
patrizi fondatori della città.
1
1
le
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io
n
e
L’età della repubblica
La toga
L’indumento che identificava
il cittadino romano era la to-
ga, una grande pezza di lana
grezza che copriva dalle spal-
le ai piedi e che si indossava
sopra una tunica in cotone, li-
no o seta.
Indossarla non era semplice:
solitamente bisognava farsi
aiutare. Era necessario, infat-
ti, piegarla in due, adagiarla
sulle spalle, e lasciare che il
lembo appoggiato sulla de-
stra fosse lungo almeno il
doppio dell’altro, in modo da
farlo passare sotto il braccio
destro e poi farlo ricadere
sulla spalla sinistra.
33
repubblica
Il termine deriva dal
latino res publica,
“Stato”, nel senso di
“cosa che appartie-
ne a tutti”, “cosa co-
mune”. Il potere vie-
ne esercitato non da
un sovrano, ma dal
popolo, attraverso
funzionari eletti dal
popolo stesso.
magistrati
Funzionari pubblici
(a Roma erano elet-
ti dal popolo), a cui
spetta il compito di
fare rispettare e ap-
plicare le leggi.
patrizi
Dal latino patres,
“padri”, nel senso di
antenati, fondatori.
Indicava i cittadini
più importanti della
Roma antica, pro-
prietari di terre. È un
sinonimo di nobili.
Le lotte sociali
All’inizio i patrizi erano gli unici a se-
dere in senato, l’assemblea che pren-
deva ogni decisione (fare le leggi, di-
chiarare guerra, giudicare i reati ecc.).
Man mano che la città cresceva, au-
mentava però anche la forza dei plebei
(cioè i non nobili), molti dei quali si sta-
vano arricchendo con i commerci.
I plebei, gradualmente, cominciaro-
no a reclamare gli stessi diritti dei pa-
trizi: chiedevano la possibilità di votare
per eleggere i magistrati, di essere elet-
ti ecc.
Iniziarono quindi dure lotte civili e so-
ciali; verso l’anno 300 a.C., i plebei ot-
tennero il riconoscimento dei loro dirit-
ti e poterono entrare in senato e nelle
altre magistrature.
A quel punto, i patrizi e i plebei ricchi
si allearono. Insieme, essi formarono
un’oligarchia: il potere rimaneva in ma-
no a poche persone, non più solo i no-
bili ma anche i plebei più facoltosi.
Costituivano quindi un blocco sociale
fortissimo: dominavano le assemblee
che eleggevano i magistrati e si tra-
smettevano, così, il potere politico da
una generazione all’altra.
La maggioranza della popolazione
era esclusa da questi privilegi; molti si ri-
ducevano a essere clienti dei patrizi e
dei plebei ricchi, si ponevano cioè al lo-
ro servizio, ricavandone il necessario
per vivere.
Tuttavia l’oligarchia romana, compo-
sta da patrizi e plebei ricchi, seppe
esprimere uomini capaci di governare.
La città, così, si ingrandì e prosperò sia
sul piano militare sia su quello econo-
mico e culturale.
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
34
DALLA PREISTORIA AL TARDO IMPERO
oligarchia
In greco “governo di
pochi”. Essa si diffe-
renzia dall’aristocra-
zia perché non tutti
coloro che fanno
parte dell’oligarchia
sono nobili.
blocco
sociale
Alleanza di gruppi
sociali diversi, ma
che perseguono le
stesse finalità; essi
premono con forza
per difendere i loro
interessi.
LA SOCIETÀ ROMANA
dominio dei patrizi
patrizi =
nobili proprietari di terre
dure lotte sociali: i plebei
reclamano i diritti politici
plebei: i non nobili
le leggi riconoscono pari diritti
politici a patrizi e plebei
in teoria è il popolo
a governare la repubblica
Roma NON è una vera
democrazia:
infatti il potere
è nelle mani di un’oligarchia
oligarchia: gruppo ristretto,
composto da nobili patrizi
alleati ai plebei ricchi
all’inizio
poi
infine
MA
Le vittorie di Roma
e il suo dominio
Inizialmente Roma conquistò il Lazio, a
danno dei popoli confinanti (Etruschi,
Volsci, Equi). Poi il dominio romano si
allargò su tutta l’Italia meridionale,
grazie alle vittorie prima sui Sanniti, e
poi sulle città della Magna Grecia, come
Taranto (sconfitta nel 275 a.C.) e Sira-
cusa (sconfitta nel 212 a.C.).
Infine, uno dopo l’altro, Roma scon-
fisse le popolazioni che si affacciavano
sul mondo mediterraneo, dalla Spa-
gna alla Siria: queste vennero così in-
globate tra i possedimenti romani.
Le guerre più dure vennero combat-
tute contro Cartagine. Quest’ultima
città, fondata anticamente dai Fenici
nell’attuale Tunisia, era abitata dai Pu-
ni, come li chiamavano i Latini: perciò
sono dette “puniche” le tre guerre tra
Roma e Cartagine. La prima iniziò nel
264 a.C., l’ultima terminò nel 146 a.C.;
tutte si conclusero con la vittoria di Ro-
ma.
Memorabile fu anche la conquista del-
la Gallia (la Francia di oggi), portata a
termine da Giulio Cesare tra il 58 e il
52 a.C.
Alle radici dell’Europa
Come mai Roma ebbe tanto successo?
Come spiegarci la rapidità e la solidità
delle sue conquiste?
La ragione principale fu questa: quan-
do i diversi popoli venivano conquista-
ti, essi entravano a far parte del sistema
romano: venivano cioè integrati.
Roma stabiliva con gli ex nemici dei
patti, spesso diversi da popolo a popo-
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
IL RACCONTO STORICO 5. I PRIMI SECOLI DI ROMA
35
L’espansione di Roma
OCEANO
ATLANTICO
Roma
Cartagine
Bisanzio
Alessandria
Creta
Cipro
Tarso
Antiochia
M
a
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Mar Ne r o
Mar Me di t e rane o
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Danubio
Rubicone
R
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n
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GALLIA
CISALPINA
GALLIA
NARBONENSE
GALLIA
SPAGNA
CITERIORE
NUMIDIA
MACEDONIA
ASIA
ACAIA
SIRIA
EGITTO
SPAGNA
ULTERIORE
ILLIRIA
B
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T
I
N
I
A

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P
O
N
TO
Impero romano
Espansione_di_Roma.eps
lo. Lasciava libere le varie popolazioni
di seguire la loro religione e le loro usan-
ze. Esigeva però che i popoli sottomes-
si fornissero i soldati richiesti in caso di
guerra e pagassero regolarmente i tri-
buti, cioè le tasse. Guai a ribellarsi: Ro-
ma premiava la fedeltà e puniva dura-
mente la ribellione e l’infedeltà.
Furono soprattutto i Galli (gli attuali
Francesi e i Belgi) e gli Ìberi (gli attuali
Spagnoli) a “romanizzarsi”: la loro
cultura si fuse cioè, gradualmente, con
quella di Roma.
A tali popoli vanno aggiunti i Greci.
I Romani se li trovarono all’inizio come
avversari, quando combatterono contro
Taranto, Siracusa e le altre città della
Magna Grecia. Poi Roma si allargò sul
Mediterraneo, occupando la Grecia e
tutto il vasto mondo ellenistico, in pre-
cedenza conquistato da Alessandro Ma-
gno. A quel punto i Greci, per Roma,
divennero maestri di cultura e di civiltà.
Tale integrazione di popoli realizzata
da Roma costituisce la lontana base del-
la nostra Europa.
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
36
DALLA PREISTORIA AL TARDO IMPERO
LA STORIA INSEGNA
Roma, patria
della cittadinanza
Come poté una piccola città-stato del Lazio non
solo conquistare, ma anche tenere unito e con-
servare un dominio tanto esteso?
Ci riuscì in parte con le armi, in parte con un
ideale nuovo, quello della cittadinanza.
Diversamente dalle al-
tre realtà antiche, a
Roma la cittadi-
nanza, ovvero il
diritto di esse-
re considerato
cittadino ro-
mano, non di-
pendeva dal-
l’essere nati o
Busto che raffigura l’imperatore Caracalla: a lui si deve
l’estensione della cittadinanza a tutti gli abitanti del-
l’impero romano.
meno da madre o padre romano, né dal colo-
re della pelle. Ad Atene, per esempio, era citta-
dino solo chi fosse nato da madre ateniese; in
Grecia vigeva dunque una concezione biologi-
ca della cittadinanza. Non a caso Atene non riu-
scì a costruire uno Stato che andasse oltre le
mura cittadine. A Roma, invece, per essere cit-
tadini romani bisognava obbedire alle leggi.
All’inizio i Romani concessero la cittadinanza
solo a poche città, o ai più ricchi e nobili al lo-
ro interno. Poi però la allargarono: prima (89
a.C.) a tutti gli abitanti della penisola, poi, nel
212 d.C., con un editto dell’imperatore Cara-
calla, a tutti gli abitanti dell’impero, senza di-
stinzioni.
Divenire cittadini romani era un buon affare: si
partecipava alla spartizione delle terre conqui-
state o degli schiavi, si entrava in un mondo di
doveri, ma anche di diritti politici.
Era la vittoria di un’idea nuova di cittadinanza,
un’idea giuridica e non più biologica. È la stes-
sa idea che, ancora oggi, ispira la nostra civiltà
occidentale.
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
IL RACCONTO STORICO 5. I PRIMI SECOLI DI ROMA
1. Quali fatti storici si collegano a ciascuna di queste
date?
a) 509 a.C.
...................................................................................................................
b) 753 a.C.
...................................................................................................................
c) 300 a.C. circa
...................................................................................................................
d) 146 a.C.
...................................................................................................................
e) 52 a.C.
...................................................................................................................
2. Spiega con parole tue che cosa significò, per Ro-
ma, il passaggio dalla monarchia alla repubblica.
..........................................................................................................................
..........................................................................................................................
..........................................................................................................................
............................................ ..............................................................................
..........................................................................................................................
3. Illustra le caratteristiche delle magistrature ro-
mane:
a) erano temporanee, cioè ..................................................... ,
allo scopo di ...................................................... .
b) erano collegiali, cioè ............................................................ ,
allo scopo di ...................................................... .
4. Definisci in breve le varie classi sociali dell’antica
Roma.
a) i patrizi erano
...................................................................................................................
b) i plebei erano
...................................................................................................................
c) l’oligarchia al potere era composta da
...................................................................................................................
d) i clienti erano
...................................................................................................................
5. L’antica Roma presentava
a) alcuni aspetti democratici: infatti
...................................................................................................................
...................................................................................................................
b) altri aspetti non democratici: infatti
...................................................................................................................
...................................................................................................................
6. Le vittorie militari di Roma furono conseguite in
diverse aree, cioè:
a) nella penisola italica: contro chi furono ottenute?
...................................................................................................................
...................................................................................................................
b) nel mondo mediterraneo: contro chi furono ot-
tenute?
...................................................................................................................
...................................................................................................................
7. Rifletti ora sull’integrazione dei vari popoli realiz-
zata da Roma:
a) Che cosa richiedeva Roma e che cosa invece
permetteva ai popoli vinti?
...................................................................................................................
...................................................................................................................
...................................................................................................................
b) Quali popoli, soprattutto, si “romanizzarono”?
...................................................................................................................
...................................................................................................................
...................................................................................................................
8. Rileggi con attenzione la scheda Roma, patria della
cittadinanza. Riassumila poi in 5 righe al massimo.
..........................................................................................................................
..........................................................................................................................
. .........................................................................................................................
..........................................................................................................................
..........................................................................................................................
RIFLETTI E RISPONDI
37
Il tempo della “pace romana”
L’IMPERO ROMANO 6
La svolta di Augusto:
dalla repubblica
al principato
Il I secolo a.C., l’ultimo della repubblica,
era stato funestato dalle guerre civili.
In breve tempo, infatti, ne furono com-
battute tre:
• la prima fra i due generali Mario e
Silla (85-82 a.C.);
• la seconda fra altri due generali, Pom-
peo e Cesare (49-48 a.C.);
• la terza fra Ottaviano e Antonio, i
due eredi politici di Cesare.
Infine, nel 31 a.C., con la battaglia navale
di Azio, Ottaviano sconfisse Antonio e la
sua alleata, la regina egiziana Cleopatra,
rimanendo l’unico padrone di Roma.
La repubblica, a quel punto, era fi-
nita. Troppo esteso il dominio (in latino
imperium) di Roma, troppi i problemi da
affrontare per organismi politici (il senato
e le magistrature) pensati per una città-
stato del Lazio. Enormi erano anche gli
interessi economici in gioco per il gover-
no (e lo sfruttamento) delle province.
Occorreva adesso un’autorità capace
di impedire nuove guerre civili e di coor-
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
38
DALLA PREISTORIA AL TARDO IMPERO
1
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e
DALLA REPUBBLICA AL PRINCIPATO
ma Augusto si fa chiamare prìncipe
(= “il primo”)
nasce il PRINCIPATO
governo
monarchico
= di uno solo
durante la repubblica dopo il 31 a.C.
le cariche politiche le cariche politiche
erano attribuite
dal voto dei
cittadini
duravano
un anno
soltanto
sono riunite nelle
mani di Augusto
non hanno
scadenza
governo collegiale
= esercitato
da molti
dinare in modo efficiente l’azione di go-
verno. Ottaviano detto “Augusto” as-
sicurò a Roma tale autorità. Fu lui a fon-
dare l’impero, anche se i suoi contem-
poranei quasi non se ne accorsero. Ge-
losi della loro repubblica non avrebbero
mai accettato un re. Perciò lo chiama-
vano prìncipe, parola che, in latino, si-
gnifica solo “il primo, il cittadino più au-
torevole”. Ottaviano regnò da semplice
cittadino: si limitò a riunire nelle proprie
mani le funzioni principali dei magistra-
ti repubblicani. Assunse un potere asso-
luto, ma lo fece con grande discrezione;
seppe riorganizzare Roma e il suo do-
minio, dandogli basi solidissime.
Sotto Augusto la cultura e l’arte
raggiunsero vertici altissimi, anche per-
ché il prìncipe proteggeva e ricompen-
sava letterati e artisti. Simbolo della ci-
viltà augustea è l’Eneide, il poema di
Virgilio, che narra le lontane origini del-
la città al tempo dell’eroe troiano Enea.
I successori di Augusto
Augusto morì nel 14 d.C. I suoi primi
successori erano membri della sua fa-
miglia o imparentati con essa: da Tibe-
rio a Caligola, da Claudio a Nerone.
Quest’ultimo nel 68 d.C. si uccise du-
rante una rivolta.
Dopo un periodo di grande confusio-
ne, salirono al governo tre prìncipi del-
la famiglia Flavia: Vespasiano, Tito e
Domiziano, che governarono, uno do-
po l’altro, tra il 69 e il 96 d.C. Il loro ti-
tolo era e rimaneva quello di prìncipe;
meno utilizzato era il termine impera-
tor, parola che in latino significava “co-
mandante, generale”.
L’impero si allarga ancora
Poco alla volta, però, il “principato” co-
minciava ad assomigliare a una vera mo-
narchia. Ciò divenne chiaro al tempo di
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
IL RACCONTO STORICO 6. L’IMPERO ROMANO
39
Il disegno ricostruisce
una zona della Roma
imperiale, quella dei
Fori.
40
DALLA PREISTORIA AL TARDO IMPERO
legione
L’unità maggiore del-
l’esercito romano.
Contava circa 6000
uomini perfettamen-
te armati e addestra-
ti. La legione, co-
mandata dal tribuno,
si suddivideva a sua
volta in 10 coorti.
era indispensabile: solo la forza delle ar-
mi poteva mantenere l’ordine, garantire
l’obbedienza alle leggi, reprimere le ri-
volte che talvolta scoppiavano, o re-
spingere i nemici, come i bellicosi Parti
(Persiani) o i Germani, che cominciava-
no a premere sui confini dell’impero. Le
legioni, però, organizzate, disciplinate
ed efficienti, erano perfettamente in
grado di controllare la situazione.
Tuttavia l’impero di Roma non si reg-
geva solo sulle armi. Ai popoli e alle
città del suo dominio, Roma imponeva
le proprie leggi, uguali per tutti. Grazie
a esse, quei popoli potevano godere di
una giustizia che non avevano mai co-
nosciuto prima di allora. L’impero era
quindi un mosaico di popoli governato
con equità e tolleranza: grazie a ciò poté
rimanere unito per altri tre secoli e mez-
zo. I veri problemi, per lo Stato, non ve-
nivano da lontano, dalle province, ma
dalla capitale, dove spesso si scatenava-
no lotte per il potere.
Traiano, che governò dal 98 al 114 d.C.
Traiano fu il primo imperatore provin-
ciale: proveniva infatti non dall’Italia, ma
dalla Spagna, che era una delle “provin-
ce” dell’impero, insieme alla Gallia (l’attuale
Francia), all’Acaia (Grecia), all’Asia Mino-
re, alla Giudea (Palestina), all’Egitto, all’A-
frica (Mauritania, Numidia) ecc.
Con Traiano l’impero raggiunse la sua
massima estensione. In particolare egli
conquistò la Dacia, l’attuale Romania. I
Rumeni parlano ancora oggi una lingua
derivata dal latino, il rumeno che, come
l’italiano, il francese, lo spagnolo ecc., è
infatti una lingua neolatina o roman-
za. È un altro segno dell’impronta lascia-
ta da Roma sul presente in cui viviamo.
La forza delle armi
e quella delle leggi
Traiano era un generale: ormai l’eser-
cito decideva su chi, a Roma, dovesse
comandare. Del resto, un esercito forte
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
L’impero romano al tempo di Traiano
OCEANO
ATLANTICO
Territorio romano
alla morte di Augusto
Conquiste di Tiberio
Conquiste di Vespasiano
e Domiziano
Conquiste di Traiano
Conquiste di Claudio
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SPAGNA
GALLIA
MAURITANIA
NUMIDIA
CIRENAICA
EGITTO
GIUDEA
ACAIA
MACEDONIA
TRACIA
ILLIRIA
Roma
REZIA
NORICO
PANNONIA
DACIA
MESIA
SIRIA
ASSIRIA
CAPPADOCIA
ASIA
MINORE
MESOPOTAMIA
ARMENIA
ARABIA
PETREIA
Massima_espansione_impero.eps
Luci e ombre
della “pace romana”
I primi due secoli dell’impero, quel-
li che giungono fino a Marco Aurelio
(morto nel 180), furono, nel complesso,
i più prosperi e felici della lunga sto-
ria di Roma. I Romani si erano abituati
a obbedire a un uomo solo, anche se
non rinunciarono mai al senato, alle as-
semblee e agli altri segni dell’antica re-
pubblica. Gli imperatori, però, governa-
vano con un’autorità forte e stabile, e
ciò rendeva saldo il dominio di Roma
anche nelle province.
Questa fu l’epoca della pax Romana,
la “pace di Roma”. La vita economica
prosperava: Roma e l’Italia erano al
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
IL RACCONTO STORICO 6. L’IMPERO ROMANO
41
LA STORIA INSEGNA
Le leggi, la vera forza di Roma
Roma è nota come la patria, o la culla, del diritto: ed
è una fama meritata. Le leggi, è vero, esistevano an-
che prima dei Romani: i Greci le avevano e, prima an-
cora, i Babilonesi e gli Hittiti avevano inventato i codici,
cioè delle raccolte di leggi.
Il merito di Roma però consiste in questo: mentre le leggi ba-
bilonesi o greche valevano solo per i Babilonesi o i Greci, le leggi
romane regolavano una realtà molto più vasta. Era tutto il mondo
romano a essere regolato dal diritto.
Il diritto romano crebbe nel tempo, si modificò, ma su un punto non cambiò
mai: chi riceve un torto, può appellarsi alla legge; e lo Stato interviene, con i suoi
magistrati, assegnando i torti e le ragioni sulla base appunto delle leggi.
Mentre le società primitive erano regolate dalla forza (il più forte prevale), il mondo romano era
regolato dal diritto. La prepotenza e l’arbitrio potevano essere puniti, a Roma così come nel più
sperduto angolo del suo dominio. Ovunque c’erano magistrati che giudicavano nel nome di Ro-
ma. Chiunque poteva appellarsi alla legge e tutti erano soggetti a essa.
Naturalmente anche nella storia romana si ebbero casi di soprusi e di disobbedienza alla legge.
Roma però ha insegnato all’Europa che:
• esiste un principio di uguaglianza (tutti siamo uguali di fronte alla legge);
• esso vale sempre.
Frammento di ta-
vola in bronzo su
cui è incisa una
legge risalente al
II secolo a.C. (Na-
poli, Museo Ar-
cheologico nazio-
nale).
centro di una ricca rete di rapporti com-
merciali con le province. In tale conte-
sto, anche la cultura fiorì. Non tutti
sapevano leggere e scrivere, ma l’alfa-
betizzazione era comunque assai diffusa
e questo rappresentava un grande se-
gno di civiltà. L’arte, la letteratura, la fi-
losofia di quei secoli costituiranno la ba-
se del sapere insegnato nelle scuole per
i secoli successivi.
A dire il vero, difficoltà e ombre non
mancavano. Nell’impero vi erano anco-
ra molti poveri; non sempre i contadi-
ni evitavano carestie, debiti ecc. Gli
schiavi, infine, sebbene fossero dimi-
nuiti di numero, rimanevano sempre
moltissimi: l’agricoltura, infatti, conti-
nuava a reggersi sul loro duro lavoro.
Le origini del cristianesimo
Il bisogno di religione
e le risposte
di una nuova fede
Gesù di Nazareth, il fondatore del
cristianesimo, morì in croce, a Gerusa-
lemme sotto il regno dell’imperatore
Tiberio.
Gesù (in ebraico Yeshua) visse in una
regione piccola e marginale del grande
impero romano, la Palestina (all’epoca
chiamata Giudea). Era ebreo di nascita,
ma predicò una dottrina in gran parte
nuova: Dio è amore, e gli uomini sono
chiamati ad amarsi gli uni gli altri.
Il suo messaggio attecchì in un’epoca
in cui uomini e donne di tutte le classi
sociali erano in cerca di risposte ai gran-
di interrogativi dell’esistenza: perché
siamo al mondo? Da dove viene la vita?
Che cosa c’è oltre la morte?
A queste domande la religione uffi-
ciale di Roma, con i suoi culti e riti
pubblici, non dava risposte adeguate. Le
dottrine filosofiche, come lo stoici-
smo, potevano dare serenità ai dotti,
ma non riuscivano a soddisfare quegli
interrogativi. Non ci riuscivano neppure
i misteri, cioè i culti orientali (in onore
della dea egizia Iside, del dio persiano
Mitra ecc.), all’epoca molto diffusi a Ro-
ma e in tutto l’impero: i loro riti celebrati
in segreto promettevano la salvezza so-
lo a pochi fedeli iniziati.
Fra tutte le religioni diffuse nel gran-
de impero, solo il cristianesimo pote-
va rispondere al bisogno, così diffuso, di
spiritualità e di salvezza individuale. Il
messaggio di Gesù di Nazareth non si li-
mitava a predicare l’amore; offriva an-
che speranze di giustizia, verità e libertà,
e parlava, infine, di vita dopo la morte.
Inoltre, il cristianesimo non faceva alcu-
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
DALLA PREISTORIA AL TARDO IMPERO
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42
LA STORIA INSEGNA
Gesù buon Pastore, mosaico del V secolo
(Ravenna, Mausoleo di Galla Placidia).
La rivoluzione del cristianesimo
Gesù era un predicatore particolare: rifiutava gli onori, si ri-
volgeva agli umili invece che ai potenti, annunciava amore
e perdono senza limiti. Anche la sua morte avvenne in mo-
do strano: accusato, rinunciò a difendersi davanti al prefet-
to romano, Ponzio Pilato, l’unico che avrebbe potuto ri-
mandarlo libero.
La nuova fede, inoltre, era nata in un angolo sper-
duto del grande impero, in un ambiente ostile (l’e-
braismo era severo con quelli che giudicava falsi
profeti) e fu accompagnata all’inizio da segni ne-
gativi: Gesù morì crocifisso, un supplizio che i Romani ri-
servavano ai banditi di strada e agli schiavi fuggitivi. Infine i
suoi seguaci non avevano potenza, ricchezze, cultura.
na distinzione tra uomini e donne, tra
individui di diverse nazioni, nascita e
condizione: il suo messaggio era dav-
vero rivoluzionario.
Per tutti questi motivi la nuova fede si
diffuse rapidamente: raggiunse an-
che le persone colte e socialmente im-
portanti, ma prima di tutto conquistò i
semplici, i poveri, gli schiavi.
Gli imperatori
e i cristiani
Inizialmente i cristiani non vennero per-
seguitati: il dominio di Roma si era
sempre caratterizzato per la sua tolle-
ranza religiosa. Roma aveva la sua re-
ligione di Stato, ma rispettava i culti dei
popoli vinti e consentiva loro di aprire
templi persino nella stessa capitale del-
l’impero.
La situazione cambiò sul finire del I
secolo, prima con Nerone (nel 65 d.C.),
e poi, soprattutto, con l’imperatore Do-
miziano. A quel tempo, ormai, gli im-
peratori avevano cessato di presentar-
si (come aveva fatto Augusto) quali sem-
plici cittadini. Esigevano culti e riti in
proprio onore: si presentavano insom-
ma come divinità, e i cristiani non era-
no disposti ad adorare come un dio
l’imperatore romano. Professavano ob-
bedienza all’imperatore, ma in quanto
uomo: la fede in Gesù riconosce infatti
un solo Dio.
Domiziano lanciò nel 95 d.C. una
persecuzione contro i cristiani. In segui-
to ne furono scatenate altre, le più gravi
dall’imperatore Decio, nel 250 d.C., e
poi da Diocleziano (303 d.C.). Questa
però fu l’ultima, perché una grande svol-
ta si stava preparando.
Nel 313 d.C., infatti, l’imperatore
Costantino concesse libertà di culto
ai cristiani in tutto l’impero. Trascorso
qualche decennio, nel 380 d.C. l’impe-
ratore Teodosio dichiarò il cristianesi-
mo, fino a poco prima religione proibi-
ta o tollerata, “religione di Stato”,
cioè religione ufficiale dell’impero ro-
mano. Si apriva un’era nuova per la sto-
ria della fede cristiana.
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
IL RACCONTO STORICO 6. L’IMPERO ROMANO
43
religione
di Stato
La religione che uno
Stato riconosce co-
me propria, pratica-
ta da tutti i cittadini
(a volte obbligati
con la forza).
persecuzione
Ricerca organizzata e
punizione di indivi-
dui e gruppi che lo
Stato giudica perico-
losi. Tra le persecu-
zioni, vi sono anche
quelle contro coloro
che professano una
religione non gradita.
libertà
di culto
La possibilità di pro-
fessare liberamente
una religione, di ce-
lebrare i suoi riti
ecc., senza essere
puniti dalle autorità.
Come poté, allora, il cristianesimo diffondersi in po-
chi anni in tutto il Mediterraneo, per diventare poi
protagonista nel futuro dell’Europa e del mondo?
Una risposta è che il tempo in cui il cristianesimo
attecchì aveva un gran bisogno di interiorità e profon-
dità di vita. Nel messaggio di Gesù trovò risposte adeguate.
La nuova fede, però, non dava risposte solo spirituali. Da-
va voce alle attese di riscatto dei poveri, dei semplici, de-
gli schiavi. Per la prima volta nel mondo antico, una dot-
trina predicava che gli umili, i poveri, i lebbrosi sono
preziosi agli occhi di Dio. Affermava che Dio non ha ver-
gogna di loro, anzi, si è fatto uno di loro.
Gesù con gli Apostoli, pittura murale del IV secolo
(Roma, Catacomba di Domitilla).
Un messaggio rivoluzionario, in un mondo abituato ad ascol-
tare solo i potenti, i ricchi, e dove la povertà e la sconfitta
erano vergogne da fuggire.
La lezione che ci viene dalla Storia è che talvolta i grandi
ideali riescono a imporsi, ribaltando gerarchie e previsioni.
Smuovono il mondo, senza usare le armi o il denaro.
Il tardo impero
dalle truppe che li avevano eletti. Inol-
tre, poiché il candidato proposto da una
legione spesso veniva rifiutato dalle al-
tre, nascevano frequenti rivolte, sia al-
l’interno dell’esercito sia con il senato.
Per tale motivo si dice che questo fu
il periodo dell’anarchia militare.
Approfittando della debolezza dello
Stato, alcune regioni e città cercarono
in più momenti di staccarsi dall’impero;
tali rivolte furono represse a gran fati-
ca dall’esercito. Quest’ultimo doveva
inoltre tenere a bada la pressione dei
popoli germanici sul Reno e sul Danu-
bio; da sud-est, invece, premevano i
Parti, discendenti degli antichi Persiani.
La crisi, però, non fu solo politica e
militare: fu anche una crisi economi-
ca, che colpì i contadini e le città. La
moneta cominciò a circolare sempre di
meno e i prezzi delle merci salirono:
pian piano finirono per impoverirsi an-
che i ceti benestanti dell’impero.
DALLA PREISTORIA AL TARDO IMPERO
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44
anarchia
Dal greco anarkía,
che significa “senza
comando”.
Il palazzo di Diocleziano
Il disegno ricostruisce il pa-
lazzo-fortezza dell’impera-
tore Diocleziano a Spala-
to, dove si ritirò negli
ultimi anni della sua vita.
Più che un palazzo era
una vera e propria for-
tezza: era infatti delimi-
tata da una cinta di mura,
munita di torri. Il palazzo
comprendeva gli edifici più
diversi: un tempio dedicato a
Giove, le terme, gli appartamen-
ti imperiali, ambienti per le ceri-
monie ufficiali ecc.
La fase
dell’“anarchia militare”
Dopo la morte dell’imperatore Marco
Aurelio, avvenuta nel 180 d.C., Roma
cominciò ad attraversare una grave cri-
si storica e politica. Erano infatti co-
minciate le prime, insistenti invasioni
di popoli germanici oltre il confine
dell’impero, stabilito sui fiumi Reno e
Danubio.
Nel III secolo d.C., per cinquant’an-
ni si susseguirono continue lotte per il
potere. In questo periodo salirono sul
trono ben 28 imperatori: tutti proveni-
vano dalle file dell’esercito, e tutti, in
pratica, vennero nominati dalle legioni.
L’elezione imperiale (ufficialmente,
era il senato a designare il prìncipe) di-
pendeva, nella maggioranza dei casi, dai
benefici che i soldati strappavano ai
nuovi imperatori; molto spesso questi ul-
timi finivano per essere uccisi proprio
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
Diocleziano
e la tetrarchia
Questo periodo di anarchia militare si
concluse nel 284 d.C., quando salì sul
trono di Roma un imperatore molto
energico e capace, Diocleziano. Co-
stui era un generale originario della
Dalmazia e riportò l’ordine nell’impe-
ro, alleandosi con altri ufficiali. Re-
spinse le rivolte sui confini e prese im-
portanti provvedimenti economici per
fronteggiare la crisi in atto.
Per rendere più stabile il potere cen-
trale, Diocleziano associò al governo un
secondo imperatore, Massimiano, a cui
assegnò il governo della parte occiden-
tale dell’impero. Diocleziano tenne per
sé l’Oriente. Fu anche stabilito un si-
stema di successione al trono: i due
imperatori, chiamati “augusti”, veniva-
no affiancati da due “cesari”, i quali, al-
la morte dei primi, avrebbero ereditato
pacificamente il trono.
Era un sistema complesso, chiamato
tetrarchia (“governo dei quattro”).
Purtroppo non resse alla prova dei fat-
ti: prima ancora che Diocleziano moris-
se si scatenarono violente lotte per suc-
cedergli al potere. Ne emerse come
vincitore il giovane Costantino, figlio
di uno dei due “cesari”.
L’impero cristiano
da Costantino
a Teodosio
Costantino nell’anno 313 si rese pro-
tagonista di una svolta davvero storica:
come abbiamo visto, concesse libertà
di culto ai cristiani, facendo così cessa-
re le persecuzioni. In seguito Costanti-
no fondò una nuova capitale per l’im-
pero, Bisanzio (l’odierna Istanbul),
sulle rive del Bosforo, spodestando Ro-
ma da questo ruolo.
Proseguendo sulla linea di Costanti-
no, pochi decenni dopo (nel 380 d.C.)
l’imperatore Teodosio dichiarò il cri-
stianesimo religione di Stato: nasceva,
di fatto, l’impero cristiano.
La fase tra Costantino e Teodosio
(praticamente, l’intero IV secolo) fu per
Roma un periodo ancora prospero. La
cultura cristiana diede nuovo impulso
alle ricerche di scrittori e intellettuali,
tra i quali sant’Agostino, primo gran-
de filosofo e teologo del cristianesimo
in Occidente.
L’esercito riusciva ancora a conte-
nere le minacce portate sui confini dagli
invasori (Germani e Parti, come abbia-
mo visto). Gran parte delle risorse sta-
tali erano impegnate nella difesa milita-
re, ma Roma seppe reggere l’urto dei
“barbari” ancora per alcuni decenni.
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
IL RACCONTO STORICO 6. L’IMPERO ROMANO
45
teologia
È la scienza che stu-
dia Dio; da una pa-
rola greca che signi-
fica “discorso su
Dio”.
CRISI E RIPRESA DI ROMA
debolezza politica,
anarchia militare
arresta la crisi,
restituisce forza
a Roma
nuova fioritura
culturale e civile
III secolo d.C.
284 d.C.:
Diocleziano
imperatore
IV secolo d.C.:
Costantino e
Teodosio
l’impero
diviene cristiano
e si rinvigorisce
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
DALLA PREISTORIA AL TARDO IMPERO
1. Nell’ultimo periodo della repubblica vennero com-
battute tre guerre civili:
a) la prima fra ........................................ e ........................................
b) la seconda fra ..................................... e .....................................
c) la terza fra ........................................ e ........................................
2. La repubblica romana non poteva non finire, a un
certo punto: spiega perché con parole tue.
3. Ottaviano detto “Augusto” pose fine alla repubblica
e fondò l’impero usando un modo particolare.
a) Quale modo?
.......................................................................................................... .........
b) Per quale motivo scelse questa linea?
.......................................................................................................... .........
4. Elenca i successori di Augusto, fino a Traiano.
..........................................................................................................................
5. Metti a confronto la cartina di p. 40 con un atlan-
te moderno; elenca quali Stati attuali coprono l’a-
rea dell’antico impero romano.
..........................................................................................................................
..........................................................................................................................
6. Spiega in breve il significato delle seguenti espres-
sioni:
a) prìncipe: ..............................................................................................
b) lingue romanze: .........................................................................
c) pax romana: ..................................................................................
d) anarchia militare: .......................................................................
e) tetrarchia: .........................................................................................
7. Quando visse Gesù e in quale regione?
..........................................................................................................................
8. Il cristianesimo ebbe fortuna e diffusione nella sua
epoca.
a) A quali esigenze rispondeva la nuova fede?
.......................................................................................................... .........
b) Quali classi sociali raggiunse?
.......................................................................................................... .........
9. Riassumi il messaggio del cristianesimo:
a) sul piano religioso:
...............................................................................................................
b) sul piano sociale:
...............................................................................................................
10. La forza di Roma, nell’età imperiale, si reggeva:
a) sulle armi: in che senso?
...............................................................................................................
b) sulle leggi: in che senso?
...............................................................................................................
11. Nei primi due secoli dell’impero la civiltà roma-
na conobbe la sua massima fioritura. La situa-
zione, tuttavia, presentava luci e ombre:
a) le luci erano costituite da
...............................................................................................................
b) le ombre erano costituite da
...............................................................................................................
12. Inizialmente i cristiani non furono perseguitati
dagli imperatori: perché?
...................................................................................................................
13. Poi però la situazione cambiò.
a) Perché?
...............................................................................................................
b) Quali imperatori perseguitarono i cristiani?
...............................................................................................................
c) Quando cessarono le persecuzioni?
...............................................................................................................
14. Spiega la differenza tra “libertà di culto” e “reli-
gione di Stato”. ...................................................................................
a) Ora rispondi: quale imperatore concesse la li-
bertà di culto ai cristiani, e quando?
...............................................................................................................
b) Quale imperatore proclamò il cristianesimo
religione di Stato, e quando?
...............................................................................................................
15. La fase dell’anarchia militare costituì un periodo:
a) di debolezza politica, perché
...............................................................................................................
b) di debolezza militare, perché
...............................................................................................................
c) di debolezza economica, perché
...............................................................................................................
16. Riassumi gli interventi di Diocleziano.
...................................................................................................................
RIFLETTI E RISPONDI
46
P. Di Sacco, Facciamo Storia © SEI, 2011
INDICE DELLE CARTE E DEI GLOSSARI
47
I
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Mar Ne r o
Mar Me di t e rane o
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Danu
b
io
D
o
n
SOGDIANA
BATTRIANA
ARACOSIA
PERSIA
MEDIA
PALESTINA
ASSIRIA
CILICIA
LIDIA
IONIA
TRACIA
ARMENIA
M
E
S
O
P
O
T
A
M
IA
Atene
Sparta
Gerusalemme
Tiro
Sidone
Sardi
Mileto
Babilonia
Ninive
Susa
Persepoli
Territorio d’origine
dei Persiani
Impero_persiano.eps
1 Il popolamento della Terra da parte dell’Homo sapiens 10
2 Le prime aree di sviluppo dell’agricoltura 12
3 Le civiltà dei grandi fiumi 16
4 L’antico Egitto 18
5 Gli Ebrei in Palestina 20
6 L’impero persiano 21
7 Le civiltà del Mediterraneo 22
8 Le regioni della Grecia, le póleis e la Magna Grecia 26
9 I regni ellenistici 29
10 I popoli italici 31
11 I sette colli di Roma 32
12 L’espansione di Roma 35
13 L’impero romano al tempo di Traiano 40
INDICE DELLE CARTE
A
anarchia, 44
aristocrazia, 25
B
blocco sociale, 34
C
città-stato, 17
codice di leggi, 17
colonia, 22
commercio, 13
D
dinastia, 18
E
ellenismo, 29
G
gerarchia sociale, 14
glaciazione, 9
I
ideogramma, 14
impero, 21
L
legione, 40
libertà di culto, 43
M
magistrati, 33
mitologia, 17
N
nomadi, 9
O
oligarchia, 34
P
patrizi, 33
persecuzione, 43
popoli del mare, 18
R
religione di Stato, 43
repubblica, 33
S
scrittura alfabetica, 14
sedentari, 13
T
teologia, 45
INDICE DEI GLOSSARI
Facciamo Storia è un testo che rende coinvolgenti l’attività didatica e l’apprendimento della Storia.
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º Cartine interattive
º Faso|oo|o d| Storia Antica
Paolo Di Sacco
Facciamo
STORIA
volume 1
Unità 1 L’inizio del Medioevo
Unità 2 L’islam
Unità 3 L’alto Medioevo
Unità 4 Il feudalesimo
Unità 5 L’Europa dopo il Mille
Unità 6 La Chiesa e l’impero, i regni
e le città
Unità 7 L’apogeo del mondo
medievale
Unità 8 Dal Medioevo all’Umanesimo
978-88-05-07111-1 vol. 2 978-88-05-07112-8 vol. 3 978-88-05-07110-4
vol. 1 + Cittadinanza e Costituzione
in alternativa:
978-88-05-07229-3 vol. 1
volume 2
Unità 1 Il mondo si allarga
Unità 2 Il Cinquecento
Unità 3 L’età dell’assolutismo
Unità 4 Riforme e rivoluzioni
Unità 5 La Rivoluzione francese
e Napoleone
Unità 6 L’età della Restaurazione
Unità 7 Il Risorgimento italiano
Unità 8 L’Italia, l’Europa e il mondo
intorno al 1860
volume 3
Unità 1 I fragili equilibri di fine
Ottocento
Unità 2 Un difficile avvio per il XX secolo
Unità 3 La Prima guerra mondiale
Unità 4 Il primo dopoguerra
Unità 5 Il tempo dei totalitarismi
Unità 6 La Seconda guerra mondiale
Unità 7 Europa, USA e URSS
Unità 8 L’Italia contemporanea
Unità 9 Il mondo attuale
Cittadinanza e Costituzione
è disponibile anche autonomamente:
codice per l’adozione
978-88-05-07230-9
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