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Morfologia Delle Comete

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Morfologia delle Comete

Il modello di Whipple

Il modello comunemente accettato all'inizio del secolo prevedeva che le comete fossero
costituite da un insieme di particelle di materiale meteoritico, di natura estremamente porosa, contenenti una notevole quantità di gas molecolare che, liberato dall'azione del Sole, originava la chioma. Tale modello, denominato a mucchio di ghiaia, trovava la sua ragione d'esistere nell'analisi spettroscopica della chioma ed in quella chimica e morfologica del materiale meteoritico (la cui provenienza era da tempo associata a comete ormai distrutte); il problema della stabilità gravitazionale (considerato cruciale per garantire la sopravvivenza all'azione del Sole) fu risolto nel !"# da $. %allandreau che dimostr& come già per un agglomerato di " 'm di raggio e " (g di massa la stabilità gravitazionale era garantita. Si possono, a proposito di questo modello, fare le seguenti considerazioni (Tempesti, !)*)+ 1. il numero di molecole di %# della chioma , stimabile (indicazione tratta dallo studio degli spettrogrammi) in "-*. "-(, e la loro vita media , inferiore a un giorno (il che comporta che la chioma venga quotidianamente rinnovata completamente); 2. analisi di laboratorio indicano che il materiale meteoritico , in grado, mediamente, di assorbire " ! molecole di gas per grammo, e questo porta ad ipotizzare, considerando un nucleo di " ) g, la presenza di un totale di "-( molecole assorbite; 3. a questo punto i conti non tornano+ assumendo, infatti, che il numero complessivo di molecole della chioma sia " volte quello di %#, si pu& subito notare che la chioma cometaria prodotta secondo il modello del mucchio di ghiaia potrebbe essere alimentata per un giorno soltanto... /el !*" 0.1. 2hipple mise in discussione tale modello e ne propose uno nuovo+ la palla di neve sporca. 2hipple, in sostanza, scartava il concetto di nucleo cometario come aggregato di materiale meteoritico legato dalla gravità introducendo, al suo posto, un nucleo compatto composto di ghiaccio e di materiale non volatile. /el modello di 2hipple grammo di ghiaccio pu& produrre da "## a "#- molecole, il che comporta una disponibilità teorica di "3". "3 molecole e dunque, rispetto al modello precedente, una possibile attività cometaria per un tempo da "- a "3 volte pi4 lungo. /el delineare le caratteristiche del suo modello, 2hipple inizia dall'analisi delle temperature di fusione ed ebollizione delle molecole ritenute responsabili della formazione della chioma, vale a dire %53, %$#, /5-, %#/# e 5#$. /on appena, infatti, il nucleo si avvicina al perielio, l'aumento dellirraggiamento solare innalza la temperatura superficiale delle zone esposte al sole provocando in tal modo la vaporizzazione dei ghiacci e la loro dispersione nello spazio circostante. 6nche il materiale meteoritico con dimensioni al di sotto di un certo limite viene espulso a causa della bassa attrazione gravitazionale del nucleo e da' origine alla formazione della coda di polveri. Si pu& verificare che alcune particelle pi4 grandi o di maggiore densità possano essere rimosse dallo shoc' termico, ma normalmente esse resteranno sulla superficie producendo in tal modo uno strato isolante+ questo guscio sarebbe il responsabile della sostanziale riduzione della perdita di gas del nucleo nei passaggi successivi della cometa. Se tutta la radiazione solare venisse assorbita, un oggetto sferico posto ad 7.6. dal Sole perderebbe in un anno, per vaporizzazione dalla sua superficie, uno strato di ghiaccio di

!*"). Se il nucleo . anticipa mediamente ogni suo ritorno di # ore e mezza rispetto all'istante calcolato tenendo conto di tutte le possibili perturbazioni gravitazionali.razzo. il calore disponibile . sublimando. Il moto talvolta "non gravitazionale" delle comete. nella cometa di 5alle. ma solamente in un sottile guscio esterno. 7n corpo compatto con le dimensioni di un nucleo cometario riesce a passare nelle vicinanze del Sole senza volatilizzare del tutto.a. in ritardo di circa 3 giorni. per esempio. la :nc'e. 9l meccanismo pi4 efficiente per il trasferimento del calore solare dalla superficie del nucleo al suo interno sembra identificabile con la modalità dell'irraggiamento. inoltre le forze mareali disperderebbero facilmente i piccoli corpi componenti il nucleo. mentre la 5alle. abbondantemente rendere ragione dei numerosi passaggi delle comete periodiche. infatti. un meccanismo estremamente efficace di refrigerazione nel vuoto. 2. non solo per la descritta bassa conduttività termica. lo ritardassero.fatti cruciali per i quali il modello precedente era inadeguato+ 1. 3. 2. ad ogni ritorno . rendendo poco efficace questa modalità di trasferimento del calore. composto principalmente di ghiacci. e dunque sarebbe impossibile per una cometa ripresentarsi pi4 volte allappuntamento con il necessario contenuto di sostanze volatili. vi erano altri . non ha la necessità di dover rimpiazzare lungo l'orbita il materiale che. ha dato origine alla chioma in quanto la massa stimata di un nucleo cometario compatto pu&. 8isogna tener presente. La presenza di comete periodiche. sono stati rilevati dalla sonda >iotto veri e propri getti di gas e polveri uscenti da fessure presenti nella crosta . 9l calore estremamente elevato dovrebbe far sublimare tutte le sostanze assorbite e gran parte dello stesso materiale meteoritico che le compone. 9l modello proposto da 2hipple superava brillantemente tutti e tre questi ostacoli+ 1. ma i calcoli escludevano che i gas liberati nel modello a mucchio di ghiaia potessero avere intensità sufficiente. invece. ma non la sua completa dispersione. ma anche perch. data la bassissima disponibilità offerta dallo spazio interplanetario. 1a struttura a mucchio di ghiaia non potrebbe assorbire nuovo materiale per rimpiazzare quello espulso nel passaggio precedente.circa 3 metri (2hipple. una aggregazione a grana grossa e debolmente cementata. 3. le velocità termiche di espulsione delle molecole dal nucleo a seguito della sublimazione di ghiacci (con valori dell'ordine di decine di m=sec) possono giustificare la presenza di un effetto. per&. invece. vale a dire l'emissione di radiazione a bassa temperatura assorbita dalle particelle meteoritiche. /el modello di 2hipple. stato impiegato nella vaporizzazione. 1a parte pi4 interna del nucleo cometario sarà pertanto sempre estremamente fredda.grazer) che si avvicinano moltissimo al Sole e non vengono completamente disintegrate. che se il materiale meteorico . La presenza di comete (solitamente indicate con il termine di Sun. la conduzione del calore sarà bassissima a causa della ridotta superficie di contatto tra le particelle che costituiscono lo strato superficiale del nucleo e questo comporta una riduzione del coefficiente di trasmissione del calore di un fattore "3 rispetto a quello di un corpo solido compatto. 9l modello ritenuto valido prima di 2hipple non consentiva di spiegare come mai alcune comete anticipassero il ritorno al perielio ed altre.Se'i). :' certamente possibile che si possano verificare delle fratture del nucleo (fatto avvenuto per la cometa 9'e. %he la causa del moto <non gravitazionale< delle comete potesse essere identificata con una forza di reazione conseguente alla espulsione di gas dal nucleo era stato proposto da 8essel nella prima metà del secolo scorso (si contrapponeva all'ipotesi che proponeva l'esistenza di un mezzo resistente interplanetario). $ltre alla produzione e al mantenimento della chioma nel corso di un passaggio.

La natura delle comete.superficiale del nucleo nel lato rivolto verso il Sole. 1'interazione di questa struttura con il campo magnetico interplanetario e con il vento solare origina una scia visibile denominata coda. riprodotta da+ 5amilton.htm maggio .gov=solars. allargandola. la reazione del getto spingerà la cometa in avanti sull'orbita. dunque sostanzialmente composta da un nucleo. Figura 15 Spiegazione dell'effetto. orbitante intorno al Sole.razzo ed alla presenza di una rotazione del nucleo (Figura 15 .vento in direzione opposta al sole (vedi 0igura ? . 1'anticipo o il ritardo del ritorno al perielio di una cometa pu& essere spiegato proprio ricorrendo a questo effetto. l'effetto. pag. http+==bang. concorde con il moto di rivoluzione. con la conseguente diminuzione del periodo (anticipo al passaggio successivo). costituito da un agglomerato di ghiacci e polveri la cui struttura interna ci . 2hipple.s=comet. l'innalzamento della temperatura incontrato nel moto di avvicinamento al perielio provoca l'evaporazione dei ghiacci e la conseguente espulsione dal nucleo di materiale volatile e polvere che va a costituire la chioma. B se il nucleo ruota in direzione opposta al suo moto orbitale intorno al Sole. facendo in tal modo aumentare il periodo (ritardo al passaggio successivo). sconosciuta. razzo+ 6 se la rotazione del nucleo . 7na cometa . rivolta sempre.razzo causerà una forza frenante che spingerà la cometa verso l'interno in direzione del Sole. come una banderuola segna.lanl.#)*).

." * tracce ". l'impossibilità di una sua osservazione diretta. Duando la distanza da noi . e questo fenomeno interessa preferenzialmente l'idrogeno normale.""#* .!! tracce ". nel senso l'intensa fotodissociazione dell'acqua produce la liberazione di enormi quantità di idrogeno. volatili (ghiacci) e non volatili (alla temperatura terrestre ordinaria) nei corpi del Sistema Solare verificando in tal modo la consistenza delle teorie che identificano la zona di 7rano e /ettuno quale zona principale di formazione dei corpi cometari. Giornale di Astronomia vol. pi4 leggero rispetto al deuterio.3 )"C#" #*"C "" ". la discordanza nel caso del rapporto deuterio=idrogeno pu& essere interpretata in termini evolutivi.!!?).2. azoto e zolfo non pu& che confermare l'origine <solare< del materiale cometario. @itengo molto interessante. *+. " (Aa+ Tempesti . si voglia affrontare l'analisi di un nucleo cometario ."3*C". * "." " -3 % " -# (Aa+ L'Astronomia. B. !!"). con quelli riferiti al Sistema Solare per carbonio. 3*.! tracce tracce Volatili ". Tale raffronto consente di esprimere due considerazioni+ &. Gassose "ole #ia eti terrestri Gio!e $ra o%Nettu o Comete ". la sostanziale concordanza dei parametri della 5alle. !!") Il ucleo Ci& che stupisce maggiormente allorch. n. ".) permette un ulteriore confronto tra il materiale cometario ed i valori tipici del Sistema Solare analizzando i rapporti isotopici di alcuni elementi. -".!" No !olatili ". !)*) 7na seconda tabella (desunta dai dati ottenuti dall'esplorazione ravvicinata della cometa 5alle." tracce ". prima di passare ad analizzare la morfologia delle parti che compongono una cometa (nucleo.* )! #(" ". chioma e coda) presentare una tabella che riporta le abbondanze relative delle sostanze gassose."33 *B ". 'alle( )%' C #%C N 3% N * "istema "olare ". da qui l'incremento della quantità relativa di quest'ultimo (>uaita.)* ".

anche in questo caso. al contrario. nel marzo !)? ha reso possibile determinarne le misure in * B (. per&. la struttura interna dei nuclei cometari . da questi dati si pu& desumere che ogni passaggio nei pressi del Sole comporta per questa cometa una perdita di circa " 3 g e. in linea con le ipotesi della struttura di alcuni asteroidi (rubble-pile) e potrebbe efficacemente rendere ragione dello sbriciolamento del nucleo che . #3. Tale descrizione .lor. infatti in grado di riflettere solamente il 3J della luce solare incidente. :' pertanto preferibile ipotizzare che la cometa sia nata già di forma irregolare come un agglomerato di frammenti (Geller e Thomas. fig. (rilevato sia dalla >iotto che dalle sonde Fega) proprio agli estremi dell'ellissoide consente di escludere che la forma irregolare del nucleo possa dipendere da un meccanismo di sublimazione preferenziale in certe zone. allo stato attuale. Solar System Evolution."B "( g=sec. ) schematizza la sua struttura in modo molto significativo e trova sostanziali conferme nelle immagini inviate a Terra dalla sonda >iotto. !)!). :d il modello pi4 recentemente proposto per i nuclei cometari prevede proprio non una struttura compatta quale quella suggerita da 2hipple. che analizzerà in loco il nucleo della cometa 2irtanen. ancora un mistero. bensE un aggregato di frammenti con i ghiacci che agirebbero da collante (Hc SIeen e 2eissman. il nucleo cometario si trova già ad una distanza tale da non poter essere rilevato a causa delle sue ridotte dimensioni. la sua spiegazione in un oggetto celeste che. (Ta. i contributi delle sonde. %ontinuando nell'analisi del nucleo cometario. allorigine dei fenomeni meteoritici associati alla dispersione di materiale cometario nello spazio. minuziosamente segnalati dalle cronache storiche. :ssa ha permesso di misurare le emissioni del nucleo della 5alle. ottime prospettive per svelarlo sono riposte nella futura missione spaziale @osetta.potrebbe essere favorevole per una sua agevole osservazione. la stima della massa totale suggerisce un valore di " ( g. !)!). a ben guardare.# B (. . assente. il suo colore scuro+ . tale chioma . -. infatti. quando. completamente avvolto e nascosto dalla chioma che esso stesso ha originato. prima fra tutte la sonda >iotto. dunque. ". . pag.lor ( !!#) che. quantificando quella dei gas in #B "( g=sec e quella delle polveri in ". 7n fenomeno cosE maestoso qual . . possiamo in tutta sicurezza riconoscere molto pi4 che plausibili i suoi numerosi passaggi (una trentina) nei secoli scorsi. . 1e dimensioni attualmente stimate per i nuclei cometari vanno da alcune centinaia di metri a poche decine di 'm+ l'analisi ravvicinata compiuta dalla sonda >iotto del nucleo della 5alle.# 'm evidenziando anche una forma fortemente irregolare. 9nevitabilmente. la Figura 1. l'apparizione di una cometa trova. poich. 9mportantissimi per la determinazione dei parametri fisici delle comete sono stati. bisogna convenire con Ta.7n altro dato estremamente significativo procurato dall'osservazione ravvicinata del nucleo della 5alle. 1a localizzazione del massimo di attività nel nucleo della 5alle... non pu& che risultare deludente.-.

dall'analisi del profilo di luminosità della chioma dal quale si .a'uta'e dalle quali . data l'intensa attività manifestata. accennato al fatto che. fondamentale per interpretare i movimenti cosiddetti <non gravitazionali< (anticipi e ritardi nei ritorni al perielio) delle comete. rappresentato dall'analisi della sua rotazione. il che fa supporre. :Bplorer (9%:) l' settembre !)* con la cometa >iacobini. si . sia. /ella descrizione del modello di 2hipple si . . invece. che la porzione di superficie nucleare attiva fosse ben superiore al "J rilevato per la 5alle. risultato un nucleo di soli .b.8opp per la quale.. la localizzazione delle zone di sublimazione dei gas+ queste appaiono ben delimitate localmente e corrispondono ad una superficie attiva valutabile in circa il "J della superficie nucleare. giunti a stimare un nucleo di -". Kinner. Fi si possono notare i vari processi che ne hanno modificato la morfologia iniziale+ i pi4 importanti dal punto di vista osservativo sono certamente le fratture che lasciano fuoruscire i gas e le polveri destinate ad alimentare la struttura della chioma e della coda. ipotizzando una frazione del ". dunque.Figura 17 . #"J della superficie quale zona attiva. 7na ulteriore importante informazione ottenuta dal fl. l'aspetto del nucleo non sarà molto dissimile da quello di un asteroide e la discriminazione tra oggetti appartenenti alle due classi sarà praticamente impossibile (2etherill e Shoema'er. il caso della 5ale.3" 'm. che il primo incontro di una sonda spaziale con una cometa . (%remonese. transitata ad una distanza di circa ?"" 'm dal nucleo della 5alle. risaliti all'entità della luce riflessa dal nucleo e. stato quello dell'9nternational %ometar. una volta esaurita la riserva interna di ghiacci.) . >ià si . oppure nell'impossibilità di fuoruscita di materiale sublimato a causa della presenza di una sorta di crosta protettiva. . per dovere di precisione.razzo. Aifferente. 1e modeste dimensioni dei nuclei cometari trovano conferma anche da osservazioni radar come nel caso delle rilevazioni (/6S6. misura confermata sia dall'analisi dell'intensità della radiazione termica emessa dal nucleo. già evidenziato che la rotazione del nucleo. 7n ultimo aspetto da sottolineare riguardo al nucleo di una cometa . ..LM1) effettuate sulla cometa 5. !)#). associata all'effetto. della >iotto (la sonda . Aopo aver pi4 volte citato la missione >iotto ricordiamo.'m. alle sue dimensioni. !!?).@appresentazione di un nucleo cometario. infine. sia da immagini infrarosse riprese dal satellite europeo 9S$.

:' costituita dai gas espulsi dal nucleo e le variazioni delle sue dimensioni nell'avvicinamento al Sole dipendono da due meccanismi tra loro contrastanti+ da un lato vi . per essa. pag. notiamo comunque che i valori riportati sono indicativi ed estremamente variabili da una cometa all'altra..a'uta'e. 1a struttura e le dimensioni tipiche di una chioma sono schematicamente indicate nella Figura 1+ (adattata da+ Tempesti. -a chioma . fig.. infatti. dimensioni tipiche comprese tra -" mila e "" mila 'm. al momento del massimo sviluppo. l'innalzamento della temperatura. con il periodo stimato in ?. Mermangono talvolta alcuni dubbi nel quantificare con precisione il periodo di rotazione. #). 1a 5.) ore. ma questo dipende dalle evidenti difficoltà osservative legate alle ridotte dimensioni del nucleo. 9l primo aspetto da evidenziare riguardo la chioma . al contrario. ad esempio. vi sono indicazioni contraddittorie tra la periodicità di *. tende ad estenderla. si possono ipotizzare.1'ipotesi della rotazione del nucleo si basava inizialmente solo su argomentazioni di tipo statistico (non si conosce nessun corpo celeste che non sia dotato di rotazione). aumentando la produzione di gas. :d . Giornale di Astronomia. che. la sua enorme estensione rispetto al nucleo. 1a chioma di una cometa . !!?).man. successivamente la chioma i termedia (o chioma dei radicali) ed infine un enorme guscio chiamato chioma di idroge o. pur nella impossibilità di effettuare una misura univoca.3 giorni rilevata da misure fotometriche nelle bande del %#. dall'altro la maggiore pressione della radiazione solare.ore suggerita dall'osservazione della riga 1. questa elevata velocità di rotazione. ha mostrato una rotazione decisamente pi4 rapida. *#. Mer la 5alle. formata da tre gusci concentrici+ procedendo dal nucleo verso l'esterno incontriamo un primo ridotto involucro chiamato chioma i ter a (o chioma molecolare)./ l'elemento morfologico che dà il nome a questi corpi celesti. del %/ e dell'$5). che tende a ridurla. unita alle piccole dimensioni del nucleo ed all'intensa attività (interpretata come conseguenza di una superficie giovane e non ancora ricoperta da alcuna crosta protettiva) che suggerisce l'ipotesi che questa cometa sia un frammento staccatosi <recentemente< (sempre rapportato ai tempi cosmiciN) da un corpo cometario molto pi4 grande (%rippa et al. ma l'affinarsi delle tecniche fotometriche (studio delle curve di luce) ha contribuito non poco a confermare i dati teorici. alfa dell'5 (confermata dalle immagini ottiche riprese dalla >iotto). alla sua forma spesso fortemente irregolare ed alla possibile imprevedibilità del meccanismo di emissione di gas e polveri in seguito ad una variazione di reattività al calore solare. e la periodicità di (. come si pu& evincere anche dalla seguente tabella (i valori riportati sono i .

7. una figura pi4 che mai attuale. costituita da composti del carbonio. vol. Aonati e 2. stata individuata il . nel momento di massima luminosità.!? da un fotoincisore giapponese. !)*) (Aati desunti da+ Tempesti.6.a'uta'e. provenienti certamente dalla vaporizzazione del materiale meteoritico del nucleo. invece. /. l'elemento che consente di individuare le comete tramite osservazione visuale quando ancora si trovano in media a circa . :. 3*. 1a formazione della chioma .* e . 0in dalle prime osservazioni spettroscopiche (ad opera di >. anche per una stessa cometa. situato solamente a "." . compreso tra #. Hn. opportuno fare una breve considerazione sulla luminosità di questi corpi celesti. del tipo rn. suggerito che le molecole .Gosa'a ( !?! 9O) 8ennett ( !(" 99) :nc'e Chioma Visi0ile *"" mila !"" mila 3"" mila Chioma di ' * milioni # milioni milione . suggerendo una relazione del tipo m 1 mo 2 5 log 3)elta4 2 5 log 3r4 Ha il nucleo . 1'analisi dettagliata delle sostanze rilevate nelle chiome delle comete ha. /elle chiome di comete che si portano molto vicino al Sole sono state inoltre rilevate le righe di emissione di metalli allo stato atomico quali /a. /ella maggior parte dei casi il valore di n . O99) per la quale il valore di n stimato inizialmente (3. dunque molto variabile da una cometa all'altra e.*.8. diminuE fino al valore #. PuQi 5.Sato. dal Sole. Marlando della individuazione visiva delle comete . dell'idrogeno. Giornale di Astronomia.memoria< per non considerare erroneamente come cometa una nebulosa o un ammasso stellare.diametri espressi in 'm)+ Nome della cometa Tago.") avrebbe dovuto portarla alla magnitudine apparente . dell'ossigeno e dell'azoto. come conferma la circostanza che la recentissima cometa !!? 8# (una delle ultime scoperte in ordine di tempo) . 6 questo proposito basterà ricordare la forte delusione associata alla cometa Gohoute' ( !(-. Se il nucleo fosse un oggetto inattivo alla luce solare. soltanto alla 3a magnitudine..2. %u. :' alla individuazione della nebulosità della chioma che volge la sua attenzione il cercatore di comete. . spesso. 1a coppia di righe gialle del /a fu rilevata per la prima volta analizzando la cometa ))# 99 in prossimità del perielio. 0e.-.5 log 3r4 nella quale la dipendenza ." e ci& port& la cometa. %o e /i."? 7. 5uggins nel )?3) risult& che la chioma . il parametro n. G. dal Sole. ritengo interessante annotare che il atalogo di !essier del ()3 (la prima raccolta di oggetti galattici ed eBtragalattici di particolare evidenza ottica) sia nato proprio come <pro.6. fin dall'inizio. fortemente reattivo alla radiazione solare e dunque la relazione dovrà essere sostituita da m 1 mo 2 5 log 3)elta4 2 2. la sua magnitudine dipenderebbe dalla distanza dal Sole (r) e dell'osservatore (Aelta) secondo una proporzionalità quadratica. sempre a proposito dei cercatori di comete.

il carbonio bimolecolare (%#) che origina le bande di S"an. la scoperta (#(.6. non pu& che confermare come vi siano ancora molti punti oscuri nella piena comprensione di questi oggetti celesti. Aall'analisi dei dati relativi a varie comete."-.figlie sono principalmente.7. si pu& desumere che l'acqua costituisca circa )"J delle molecole emanate dal nucleo. (distanza alla quale si raggiunge una temperatura che consente l'evaporazione del ghiaccio d'acqua) induceva a concludere che proprio il ghiaccio d'acqua fosse quello prevalente tra i ghiacci cometari. 1a rilevazione dellabbondanza relativa dellacido isocianidrico (5/%) rispetto allacido cianidrico (5%/) osservata nella cometa 5.a'uta'e hanno portato 2. le cosiddette molecole5figlie che costituiscono l'involucro intermedio o chioma visibile. rilevati anche grazie ai satelliti. 9O) un enorme involucro di idrogeno. suggerita dai ricercatori dell7niversità del Hichigan. in seguito alla dissociazione provocata dalla radiazione solare.madre e non prodotto di dissociazione (%remonese. Aa osservazioni radio della stessa cometa .H.a'uta'e rilevata dal satellite orbitante tedesco @$S6T (967% ?-(-). era la prima volta in assoluto che ci& si verificava. per mezzo di osservazioni nellultravioletto. struttura non direttamente accessibile alle osservazioni.#B "#? molecole=sec) di etano (%#5?) con il picco sulla regione nucleare. 5a destato qualche perplessità. inosservabile da Terra. 9rvine e collaboratori ( !!?) a constatare come tale rapporto sia molto simile a quello osservato nelle nubi molecolari interstellari e piuttosto differente dal rapporto di equilibrio che ci si aspetterebbe nelle zone pi4 esterne della nebulosa solare.madri si ha.madri originano. 1'abbondanza spettroscopica dell'ossidrile $5R ed il fatto che venisse rilevato un forte aumento di luminosità e di estensione della chioma a distanze inferiori a . emersa la presenza di abbondante emissione (#.Gosa'a ( !?!.Sato. 1e molecole. fra le molecole. ma suggeriva anche la presenza sicura di 9drogeno. in quantità per& decisamente minore. una seconda ipotesi spiega il fenomeno ricorrendo a meccanismi di riflessione di raggi O di origine solare ad opera di grani sub. di cui vengono proposte varie spiegazioni. il che comporta che le molecole espulse dal nucleo debbano essere pi4 complesse (vengono dette anche molecole5madri). %remonese. rilev& attorno alla chioma della Tago. stato osservato in altre otto o nove comete e sono già state avanzate alcune ipotesi in grado di rendere ragione dell'emissione.microscopici di polvere espulsi dal nucleo (%aprara. anche perch. situazione che porterebbe alla cattura di elettroni il cui successivo decadimento a livelli energetici inferiori avrebbe come risultato . 6ttualmente tale fenomeno . il cianuro di metile (%5-%/) ed il metano (%53). localizzazione che induce a considerare l'etano come molecola. l'acido isocianidrico (5/%). Ha l'ipotesi al momento ritenuta pi4 plausibile. l'anidride carbonica (%$#). oltre al radicale $5. il cianogeno (%/) e l'ossido di carbonio ionizzato (%$R). 1a conferma venne nel !(" quando il satellite $6$#. 7na prima ipotesi prevede un meccanismo di cattura di raggi O di origine solare da parte di una nuvola di molecole di acqua e successiva riemissione in un processo di fluorescenza. esse costituiscono la chioma interna. Dueste molecole. !!?) di emissione di raggi O di bassa energia dalla cometa 5. !!?. $ltre all'acqua. !!?). . !!?).osservate non sono quelle fuoruscite dal nucleo. dove si pensa che le comete si siano formate e questo fatto. che il fenomeno possa essere ricondotto alla violenta interazione tra gli atomi e le molecole della chioma con il vento solare. dell'importanza di questa abbondante produzione (e della sua interpretazione) abbiamo già parlato affrontando il tema dellorigine delle comete. l'ammoniaca (/5-).

dunque. per la quale vale la terza legge di Geplero. Duesta duplice natura diventa evidentissima in alcuni casi (ad esempio la cometa Hr'os. in secondo luogo. ma coinvolgono processi di assorbimento e riemissione della radiazione che solamente lo sviluppo della Heccanica Duantistica ha potuto definire. una cometa la cui coda ha raggiunto l'eccezionale lunghezza di quasi 7. >ià alla fine del )"" Svante 6rrhenius identificava questa forza con la pressione esercitata dalla radiazione elettromagnetica.6.0. :' in ogni caso molto raro. per tradizione. 9n questa ottica si riescono a spiegare le repentine disconnessioni e . non hanno nei confronti della radiazione il comportamento puramente meccanico del pulviscolo. il tratto caratteristico (e certamente pi4 spettacolare) di una cometa. 9l rapporto tra le ultime due rimane praticamente costante. che essa giunga a proporzioni cosE ragguardevoli come nel caso della 9'e. non sempre la coda accompagna l'apparizione di questi corpi celesti. %he la coda fosse in qualche modo collegata con l'emissione di materia dal nucleo sospinta da generiche forze repulsive solari era stato ipotizzato fin dall'inizio del secolo scorso (da $lbers e 8essel) anche in forza del dato osservativo che suggeriva sempre per la coda un orientamento volto in direzione opposta al Sole. a qualunque distanza dal Sole poich. sia uno spettro continuo di tipo solare. la velocità della cometa nella sua orbita. 1a tipica forma arcuata della coda di polveri si spiega grazie all'azione di tre componenti+ la velocità della cometa nel suo moto orbitale. mentre quello in emissione sia causato da gas eccitato dalla radiazione solare.Se'i ( !?* F999). le molecole. mentre la coda di plasma . tentato di applicare lo stesso meccanismo per spiegare le code di plasma. furono proprio i fenomeni osservati in queste code a dare indicazioni e fornire prove sull'esistenza di una radiazione solare di tipo corpuscolare. invece. 0in verso la metà del secolo si . poi. infatti. e. -a coda #ur essendo. sia uno spettro a bande luminose. anche l'osservazione visuale permette di identificare la tipologia della coda+ nel caso della coda di polveri si pu& notare una struttura ad arco. che il continuo sia dovuto a riflessione della luce solare ad opera del pulviscolo (espulso dal nucleo assieme ai gas). 1'analisi spettroscopica delle code cometarie mostra la presenza di due componenti distinte+ coesistono. potuto notare una vera e propria biforcazione della coda cometaria. giudicata valida ancora oggi. il che comporta che la coda segua il nucleo durante l'avvicinamento al perielio. fu formulata negli anni '*" da 1.il rilascio energetico nella regione O dello spettro. 1a soluzione del problema. la maggiore evidenza del fenomeno della curvatura della coda di polveri. a pari dimensioni delle particelle. $ltre che l'analisi spettroscopica. costante.cometa. ma lo preceda nella fase di allontanamento dal Sole. Duesto comporta essenzialmente due conseguenze per la coda di una cometa in avvicinamento al Sole+ anzitutto un aumento delle sue dimensioni. !*( F) in cui si . caratterizzata da una struttura rettilinea disposta lungo la congiungente Sole.a. 1'interpretazione che ne deriva . 8iermann che identific& il vento solare (fondamentalmente composto da protoni ed elettroni emessi dal Sole con una velocità di *"" 'm=sec) quale responsabile dell'origine delle code di plasma delle comete. entrambe variano con l'inverso del quadrato della distanza. la forza gravitazionale (attrattiva) che si esercita sui granuli di polvere e la pressione di radiazione (repulsiva). per&. che prevede un progressivo aumento della velocità avvicinandosi al perielio. /on .

essendo costituito da nubi disomogenee di cariche elettriche in moto. anche gli ultimi segreti di questi corpi . genera campi magnetici rapidamente variabili nel tempo. secondo i modelli standard. >razie alle rilevazioni della sonda S$5$ . mentre l'impiego di particolari filtri nelle osservazioni della cometa 5ale. Duesta struttura traeva origine dallinterazione della ionosfera cometaria con le linee del campo magnetico interplanetario. si sono raccolti dati che hanno reso possibile ipotizzare la struttura della coda. il vento solare. 9. hanno consentito di dimostrare che tale coda non ha nulla a che vedere con la tradizionale coda di plasma.). 6llo stato attuale non . ma a quel punto.Kinner (9nternational %ometar. limportante . ben distinta dalle altre due code e spostata angolarmente di alcune decine di gradi rispetto ad esse. spiegabile ricorrendo unicamente all'azione del vento solare. per&. ognuno di essi composto da linee di campo magnetico che si estendevano dalla chioma. pag. Duestultima coda .FF. non disperare di riuscire a strappare. ed il lettore se ne sarà certamente reso conto. 1'azione del vento solare sulla superficie esterna generava poi una struttura complessa. ed in essi si muovono lungo traiettorie non sempre lineari le particelle costituenti le code. si dovrebbe già essere ionizzato e dunque non dovrebbe pi4 lasciare traccia. non . poi. 9. 1e osservazioni intraprese in occasione del passaggio delle due ultime spettacolari comete (la 5. !)?). l'enorme accelerazione cui sono soggetti gli atomi di /a (la loro velocità . :Bplorer) durante il suo passaggio del !)*.). 66.successivi ricongiungimenti (pi4 volte osservati) della coda di plasma dal nucleo.a'uta'e e la 5ale.a'uta'e una terza coda (oltre alle due tradizionali) formata da ioni pesanti. :ssa era formata da due lobi distinti. 8opp ha evidenziato una coda costituita da atomi di /a neutro fino ad allora sfuggita ad ogni rilevazione (967% ??. 9n seguito alla missione spaziale destinata allo studio della cometa >iacobini. stata individuata alcuna onda durto di prua o "bo"-shoc%< nelle vicinanze del nucleo). di *) 'm=sec ad una distanza di * milioni di 'm dal nucleo e ben !* 'm=sec ad una distanza doppia). stato possibile. si spera in un giorno non lontano. #he Giacobini-$inner handboo%.8opp) hanno portato nuove importanti conoscenze in merito alle code cometarie.. osservazioni specifiche. ancora ben chiaro il meccanismo che sta allorigine di questa coda+ le perplessità maggiori stanno nel fatto che il /a si trova a grandi distanze dal nucleo.. accelerazione che non . individuare nella cometa 5. infatti. i due lobi erano dotati di opposta polarità e tra di essi vi era un <divisorio< di corrente elettrica (Figura 1* . : molto facile a questo punto. infatti. fig. 7n secondo aspetto problematico .3 %ontrariamente a quanto rappresentato. risultata lunga *" milioni di 'm e larga circa *"" mila 'm. concludere il discorso relativo alle comete sottolineando come siano ancora molti i punti oscuri nella comprensione di questi fenomeni celesti. un avvolgimento delle linee di campo intorno al nucleo <come di spaghetti su una &orchetta< (Fon @osenvinge et al.

ghiacciati. . autentici <vagabondi dello spazio< (1ang e 2hitne. !!3)..

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