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IPERLAB
DOCUMENTO N. 03/2012 PAGG. 42

GLI ANIMALI HANNO UN ANIMA?


ANALISI TECNICA DELLE IMMAGINI RIPRESE DA PAOLA BAROZZI
FOTOGRAFIE: PAOLA BAROZZI ANALISI ELABORAZIONI: D. GULLA (IPERLAB) REVISIONE: L. PEDERZOLI (IPERLAB)

14/08/2012 LUNA LA CAGNOLINA DI PAOLA BAROZZI

FOTOGRAFIE DI PAOLA BAROZZI AL SUO AMATO CANE ANALISI E COMPARAZIONE DEL C.T.U. DANIELE GULLA (IPERLAB)

LE FOTOGRAFIE DI ANIMALI TRAPASSATI

Da quando stata inventata la fotografia, oltre a presenze di esseri umani, sono state riprese, seppur di rado, anche immagini extra-visive di animali. Del resto non c da stupirsi, in letteratura si trovano molte citazioni su fenomeni apparizionali che non riguardano luomo, bens gli animali, e in particolare quelli nei riguardi dei quali c stato in vita un legame affettivo. Tanto per citare un autore, tra i tanti che hanno trattato il problema, basta ricordare Ernesto Bozzano, il quale sullargomento ha scritto un libro dal titolo: Gli animali hanno un anima?, edito da Armenia. Del resto non poi cos strano pensare che anche gli animali, come gli esseri umani, possiedano unessenza non materiale, di qualsiasi natura essa sia. Nella mia esperienza personale, pur non essendomi mai imbattuto in prima persona in casi del genere, ho avuto la fortuna di esaminare fotografie e video in cui erano ritratte immagini indiscutibili di presunti animali non pi viventi. In questi casi non sempre facile entrare in possesso dei fotogrammi originali per dimostrarne lautenticit; non per questo si pu asserire con certezza che si tratti di documentazione falsa e manipolata, ma per fare simili affermazioni, come per autentificare i fotogrammi, occorrono prove certe. Tra i tanti casi esaminati, almeno due hanno attirato la mia attenzione, per la provata autenticit del materiale, che ho potuto constatare di persona. Uno riguarda il caso di una ripresa video effettuata da una telecamera di sorveglianza ad un gatto ed uno la fotografia di un cane, quella presa in esame nel presente studio. Le foto oggetto del presente studio in realt sono due: una scattata poco tempo dopo il decesso dellanimale e laltra parecchi mesi dopo. Entrambe sono opera della Sig.ra Paola Barozzi, la quale mi ha poi contattato per segnalarmi il caso e richiedermi una consulenza. La Sig.ra Paola Barozzi ha fotografato unarea della casa dove la sua cagnolina amava soggiornare, eseguendo il primo scatto dopo due ore dal decesso dellanimale. Il quesito postomi riguardava la possibilit di esaminare e confrontare, con metodi oggettivi di tipo parametrico, una presunta immagine extra-visiva con altre scattate alla sua cagnolina deceduta, di nome Luna. Le tecniche comparative utilizzate sono state sia di tipo ONE-TO-ONE sia ONE-TOMANY. Nel primo caso stato adottato un software comparativo denominato Image Compare; nel secondo un applicativo Face Recognition di Matlab
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sviluppato dal M.I.T. per lU.S. Army Research Laboratory e utilizzante la tecnologia Neural Network. Lalgoritmo di estrazione della stringa di dati biometrici utilizza il PCA (vedere figura sottostante), generando unimmagine a nuvola di punti detta Eigenfaces o Eigenspaces, che rappresenta una ricostruzione in bassorilievo delle caratteristiche salienti dellindividuo in 3D.

Senza entrare troppo nello specifico, si pu dire che il programma opera con la seguente modalit: 1) Lalgoritmo Eigenfaces (basato sullanalisi delle componenti principali) serve solo per surrogare il data-set di immagini contenuto nel data-base, al fine di consentire una rapida ricerca dei volti verosimiglianti. Il risultato una serie dimmagini surrogate che appare come una sorta di sovrapposizione fra varie immagini del data-base. 2) Lanalisi comparativa fra ciascuna nuova immagine campione e le immagini contenute nel data-base viene realizzata generando un diagramma di contorno dellimmagine ed effettuando in modo automatico delle misure di distanza fra n punti nodali - circa 80 - dei contorni medi. Queste misure sono poi confrontate con quelle corrispondenti prese sulle immagini surrogate tratte da un data-base contenente una serie di oltre 10.000 di matrici multidimensionali ricavate da differenti immagini di esseri umani, animali ed altro. 3) Il software prevede anche lopzione (reconstruct face) che consente la ricostruzione, attraverso lalgoritmo eigenfaces, delle immagini originali partendo dai dati surrogati.
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4) Il sistema elabora i dati ricavati dallalgoritmo eigenfaces e quelli estrapolati dalla rappresentazione in NNs (Neural Networks - Reti Neurali). Questi ultimi descrivono limmagine come una sorta di gabbia strutturale a contorni, simulando la trama dei movimenti oculari delluomo. Questo sistema di localizzazione meno sensibile al rumore e pu enfatizzare dettagli che non sono emersi con il metodo eigenfaces. Il risultato una stringa biometrica di dati binari che viene confrontata statisticamente con il campione di immagini contenute nel database. La combinazione del metodo eigenfaces con quello NNs fornisce il dato finale dellavvenuto o mancato riconoscimento. Il vantaggio che ogni metodologia, per quanto simile, fornisce un tasso di errore differente. Utilizzando la combinazione di due o pi metodi analitici, statisticamente lerrore si riduce significativamente. In coda alla relazione vengono confrontati i dati emersi dalla suddetta elaborazione con il cosiddetto ritratto parlato, metodo mediante il quale si cerca di mettere in evidenza aspetti comuni tra le immagini. Questo non lunico caso in cui si avuto un riscontro oggettivo della somiglianza di unimmagine extra-visiva con quella di un essere non pi vivente. Le interpretazioni a questo punto potrebbero essere molteplici ed esulano dallo scopo di questo lavoro, che solo una mera presentazione di dati oggettivi. Ognuno trarr poi le proprie conclusioni sul caso.

Un doveroso ringraziamento va alla Sig.ra Paola Barozzi e al marito per il materiale fornito e per lesclusivit delle immagini, che stato un vero piacere potere analizzare e comparare.

Daniele Gull - IPERLAB https://www.facebook.com/Iperlab

ANALISI STORICO - FOTOGRAFICHE DEL FENOMENO E TECNICHE / ANTROPOMETRICHE DELLE FOTOGRAFIE RIPRESE DA PAOLA BAROZZI

C.T.U. DANIELE GULLA IPERLAB TEAM

ALCUNI NOTI SCATTI DEPOCA CHE TESTIMONIANO LA PRESENZA DI ANIMALI EXTRA-VISIVI NELLA STORIA DELLA FOTOGRAFIA

Famosa fotografia di un Pony fantasma del 1924. Autore, William Hope (Ciryl Permutt Beyond the spectrum, 1983).

Fotografia di un cane fantasma senza testa del 1916.


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Probabile gatto fantasma ripreso negli Stati Uniti.

Fotografia ed elaborazione di un video1 che ho eseguito personalmente, in cui compare chiaramente un gatto fantasma in movimento. Si evidenza un assorbimento spettrale nella riga dellidrogeno.

Questa una mia elaborazione di un frame tratto da un video originale trasmesso dal programma Mistero (Rete4 Mediaset) in una puntata in cui si parlava dellanima degli animali. Per volont del proprietario del video, esso stato rimosso successivamente dalla registrazione della puntata e, senza autorizzazione scritta, non pu essere mostrato. Essendo in possesso dei file originali, pur non potendoli mostrare pubblicamente, posso garantire in modo assoluto la genuinit dei reperti video e del fenomeno apparizionale stesso, ripetutosi pi volte nellarco di alcuni mesi.

Altri casi (da sinistra a destra e dallalto al basso): Gatto fantasma ripreso in IR da Antonio Maria Dettori; Lo stesso gatto da vivo; Cavaliere fantasma ripreso al Castello della Rotta (A. Fenoglio); Cavallo fantasma cavalcato dal suo padrone. Foto scattata negli Stati Uniti negli anni 30; Fotografia scattata dal sottoscritto nel 1991 al Castello della Rotta (TO); Foto scattata poche ore dopo la morte della gattina di Gloria (in arte Cecily Wilde) (da Mistero 2011 D.G.).

ALCUNI SCATTI STORICI TRATTI DAL LIBRO BEYOND THE SPECTRUM DI CYRIL PERMUTT

Sopra, il gattino quando era in vita, quindici giorni prima dello scatto extra che si vede a sinistra.
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Comparazione delle immagini del gattino tramite reti neurali

Ho provato ad eseguire unanalisi comparativa tra le immagini del gattino del 1925 tramite reti neurali. Lesito, probabilmente a causa della bassa qualit delle immagini, solo parzialmente positivo. Anche se ad occhio non ho alcun dubbio sulla somiglianza dei due animali, con il calcolo computazionale stato possibile identificare solo 4 punti significativi, pertanto le Immagini risultano compatibili, ma non si ha certezza assoluta che si tratti dello stesso gattino.

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Storica sequenza ripresa durante le sedute di Fulvio Rendhell nel Circolo Navona 2000, dove si manifest, in forma ectoplasmatica, la sua gattina Iside. In basso a destra Rendhell fotografato con i suoi amati animali, Plato e Iside.
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Storica apparizione di Zeitoun (Egitto) 1970: Colombe fantasma?

Fenomeno apparizionale ripreso in Egitto nel 2011, nel quale apparirebbe il fantasma di un soldato a cavallo che si muove tra la folla.
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ALTRE IMMAGINI FANTASMI ANIMALI REPERIBILI DA SITI WEB DI DUBBIA AUTENTICITA CLASSIFICABILI COME PROBABILI FALSI

Fantasma di un gatto (nel riquadro a destra) e sua immagine vivente, ripresa in un sito di Ghost hunter statunitense. A loro dire, sarebbe autentica e non contraffatta.

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Da sinistra a destra, dallalto in basso: gatto fantasma che sarebbe stato ripreso in Inghilterra; cane fantasma ripreso vicino ad una tomba; felino fantasma (ripreso in video?) Personalmente ho seri dubbi che si tratti di reali immagini fantasma: questi effetti si possono riprodurre abbastanza facilmente con accorgimenti tecnici.

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La fantasia umana esplosa, sbizzarrendosi con immagini di cavalli fantasma come in queste fotografie raccolte sul web. Cosa differenzia queste immagini da quelle ritenute buone mostrate in precedenza? La particolarit positiva delle immagini antiche, consiste nel fatto che sono tutte impresse su pellicola e stampate su carta; di alcune esiste il negativo originale, che non sembra contraffatto. Le immagini mostrate in queste ultime pagine invece, oltre ad essere facilmente ripetibili, anche in modo tecnicamente banale, sono tutte digitali in formati standard e quindi facilmente manipolabili; in altre parole non offrono nessun tipo di garanzia.

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PRESENTAZIONE DELLE FOTOGRAFIE DEL CASO LUNA DI PAOLA BAROZZI

ELABORAZIONI ED ANALISI TECNICHE C.T.U. DANIELE GULLA

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FOTO ORIGINALI DI PAOLA BAROZZI

Luna, la cagnolina di famiglia Barozzi, quando era in vita

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Fotografia n. 1 - Questo scatto stato effettuato due ore dopo la morte della cagnolina, riprendendo larea dove essa soggiornava abitualmente

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METADATI DELLA FOTOGRAFIA N. 1


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Fotografia n. 2 - La stessa area della fotografia n 1 ritratta circa sette mesi dopo.

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METADATI DELLA FOTOGRAFIA N. 2


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EXIF MakerIFD @ Absolute 0x0000123C Makernotes not yet supported for [Nokia]

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ELABORAZIONE DI COLORE E CONTRASTO DELLA FOTOGRAFIA N. 1 E CONVERSIONE IN BIANCO E NERO

Fotografia n.1 - Enhancing e ingrandimento

Immagini evidenziate da Paola Barozzi. Si noti linformazione in alta frequenza emersa dopo lapplicazione della FFT. Si notano bene le orbite oculari e il naso.
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Fotografia n.2 - Enhancing, ingrandimento e image restoring. Si vede bene il muso del cane, che appoggiato sul pavimento.

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Applicazione del filtro HDR

Tentativo di elaborazione in 3D a bassorilievo: aumentando lelevazione dei pixel limmagine perde inevitabilmente definizione a causa del rumore di fondo.

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Particolare della Fotografia n. 1: analisi dei vettori di movimento

Particolare della Fotografia n. 2: analisi dei vettori di movimento In ambedue i casi, confrontando i pixel adiacenti nellarea interessata, si nota un movimento.

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SPETTRO E MATRICE DELLA FOTOGRAFI N. 1

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SPETTRO E MATRICE DELLA FOTOGRAFIA N. 2

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ANALISI DELLE IMMAGINI

Le immagini, secondo i metadati Exif, sembrano essere genuine, anche se sono in formato JPG e non in RAW e questo non pu rappresentare una garanzia assoluta di autenticit. Tuttavia, sono convinto che le immagini non siano state ritoccate in alcun modo, in quanto non si evincono dati sospetti in tal senso. Entrambe le immagini sono caratterizzate da un SNR (rapporto segnale/rumore) basso, in parte dovuto alle caratteristiche del sensore di ripresa e in parte alla compressione JPG. Il rumore elevato del sensore laspetto pi interessante, in quanto, come succede sovente in questa tipo di immagini, proprio dal noise che sembrano prendere corpo immagini latenti e di scarso contrasto che potrebbero essere generate o da una interazione PSI (modulazione del rumore) o da una informazione quantistica locale a scarsa dinamica informazionale. Linformazione anomala sembra preponderante nei canali blu e rosso, notoriamente sensibili anche allIR e allUV molto prossimo al visibile. Qui sotto mostrato un esempio del rumore evidenziato nella foto n.1, dove la STD (deviazione standard) del rumore molto elevata.
Image name: paolabarozzi3bn-2.jpg Type of Control: Dark image Analysis Sector Mean +/- Standard Deviation Center 84.6115 +/- 66.7419 I Sector 14.1734 +/- 47.8092 II Sector 12.2229 +/- 41.2660 III Sector 7.8272 +/- 28.4336 IV Sector 9.2401 +/- 33.9364

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Analisi con 100 nodi di mezza immagine anomala con parte neutra (sfondo), zona del naso della fotografia n. 1. Si evidenziano errori nel tentativo di caricare e classificare soprattutto i pixel compresi nei primi 40 nodi. abbastanza inconsueto il fatto che dove c pi informazione lerrore aumenti rispetto allo sfondo, dove il rumore pi caotico. Questo dimostra che limmagine stata catturata al limite dalla dinamica del sensore CCD, che non credo superi gli 8 bit reali.

ANALISI ANTROPOLOGICA VISIVA - METODO DEL RITRATTO PARLATO

Si noti la grande somiglianza delle orbite oculari e della punta del naso.
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ANALISI COMPARATIVA DELLE IMMAGINI TRAMITE RETI NEURALI

Comparazione di Luna viva con fotografia n. 1: 25 punti somiglianti e 4 identificati

Comparazione di Luna viva con fotografia n. 2: 20 punti somiglianti e 16 identificati


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2 test di comparazione di Luna viva con fotografia n. 2 (enhanced): Restringendo le soglie di F.A.R. ed F.R.R. da 0.09 a 0.05, sono stati identificati 20 punti somiglianti su 40, in corrispondenza della zona nasale

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UN PARTICOLARE CURIOSO

Un particolare curioso emerso durante la revisione di questo lavoro appare al di sopra delle frecce nelle due immagini in alto: si nota il muso di un altro cane pi piccolo, apparentemente un Volpino, e inizialmente abbiamo pensato ad un effetto pareidolico. Per scrupolo abbiamo segnalato la questione alla Sig.ra Paola Barozzi, la quale ci ha detto, testualmente: Luna amava giocare con una cagnolina di piccola taglia (un Volpino) di una mia collega di lavoro. Lilly, cos si chiamava la volpina, deceduta tre mesi prima di Luna. Mi ero accorta anchio, osservando la fotografia, di
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quella piccola forma oltre alla mia Luna, e lavevo mostrata anche alla mia collega, la quale riconobbe la sua Lilly. Convenimmo tuttavia, per la scarsa chiarezza dellimmagine, che potesse trattarsi di unillusione ottica. Mi conforta e mi sorprende che anche voi labbiate notata, senza esserne informati. Si tratta quindi di qualche proiezione inconscia della Sig.ra Paola o della cagnetta Luna, oppure di un effetto pareidolico? Le reti neurali non riconoscono feature nellimmagine e questo fa propendere al 95% per la pareidolia. stato comunque interessante notare come, attorno ad un particolare probabilmente insignificante, sia emerso, parlandone, un correlato storico molto suggestivo che ignoravamo.

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ESITI PERITALI
In risposta al quesito postomi dalla sig.ra Paola Barozzi in merito al possibile riconoscimento della sua cagnolina Luna non pi vivente nelle immagini extravisive ritenute anomale, scattate dalla stessa sig.ra Paola Barozzi, in cui quali comparirebbe leffige della stessa Luna, preciso quanto segue: IN BASE ALLE ANALISI CONDOTTE CON METODI PARAMETRICO OGGETIVI E STATISTICI, OLTRE CHE STRUMENTALI E OSSERVATIVI, RITENGO DI POTER CLASSIFICARE SENZA INCERTEZZA LE IMMAGINI OGGETTO DELLA COMPARAZIONE COME ALTAMENTE COMPATIBILI. Dal confronto sono emersi elementi molto significativi: in particolare il chiarore intorno alle orbite oculari e la forma della punta del naso possono considerarsi forti indizi di identit. Lidentificazione pura molto difficile da conseguire in immagini con questo livello di qualit, e il giudizio espresso da considerarsi comunque, a maggior ragione, altamente significativo e probatorio.

Daniele Gull

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CONCLUSIONI
Da un punto di vista pi generale possiamo concludere osservando quanto segue. Da quando esiste memoria, luomo oltre a narrare e a documentare storie e vicende apparizionali proprie, ha riportato in letteratura numerosi casi che coinvolgono il rapporto che cera, oltre che con altri esseri della stessa specie, anche con gli animali. In genere si tratta di rapporti molto affettivi, talvolta morbosi, che portavano luomo a non accettare la perdita del compagno animale. Ci sono anche per casi di infestazione, cos come vengono definiti in ambito biopsicocibernetico (parapsicologico). Ricordo una casa nello Yorkshire, famosa per linfestazione di un lupo che compariva, con una certa frequenza, in un angolo della casa vicino al caminetto, preoccupando gli abitanti. I fenomeni cessarono nellabitazione solo dopo aver letteralmente segato ovvero, tagliato fisicamente un pezzo di muro, piccola porzione di casa, in modo da eliminare quellangolo di spazio. In pratica, il fenomeno continu per qualche tempo, ma al di fuori dellabitazione stessa, come se il canale dellinformazione mnestica fosse strettamente collegato ad una linea spaziale ben definita che passava l. Di recente, poi, ho avuto altre conferme da conoscenti di fenomeni apparizionali correlati agli animali. Una mia cara amica di Modena, Daniela Vandelli, riferisce di avere sentito in pi occasioni il rumore delle unghie delle zampette della sua gatta che si aggirava in casa per un po di tempo dopo la sua scomparsa. Gli animali stessi sono stati testimoni diretti di visione di cose sfuggenti ai nostri sensi, come ad esempio, i casi innumerevoli in cui cani o gatti hanno manifestato irrequietezza, fissando e guardando direttamente un punto, abbaiando o rizzando il pelo in una direzione ben precisa, per noi inspiegabile. Cosa vedono? Possono percepire o sentire realt diverse? Anche se difficile rispondere a questa domanda, nota a tutti la diversa sensibilit degli animali rispetto a noi per quanto riguarda lo spettro elettromagnetico. Ad esempio i cani vedono bene in penombra e al crepuscolo, ma con pochi colori: un esempio riportato di seguito.

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Cane

Uomo

Visione delle api Gli uccelli, rispetto a noi, vedono pi sfumature di colori, i delfini vedono con gli ultrasuoni, le mosche vedono sfuocato, ma in 1/200 di secondo, mentre la visione umana impiega circa 1/18 di secondo. Il gatto, di giorno, vede pressappoco come il cane, ma molto meglio al buio. I serpenti vedono il calore emesso dai corpi, le api lultravioletto dei fiori, e le renne lultravioletto fino a 320nm per distinguere fogliame di cui si cibano mescolato al manto nevoso.

Serpente

Uomo / Ape

Per non parlare poi delludito: i cani e i delfini percepiscono gli ultrasuoni, gli elefanti gli infrasuoni. A tale proposito riporto uninteressante elencazione generale su come vedono gli animali reperibile dal sito Zampa.it: Oggi siamo in grado di interpretare con una sufficiente precisione come vedono gli animali grazie allimpegno di molti ricercatori che si sono avvalsi di studi elettrofisiologici, anatomici e comportamentali. Il cane ed il gatto hanno una funzione visiva molto diversa da quella delluomo, dato che in natura avrebbero la
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necessit di vedere meglio in condizioni di luce crepuscolare o quasi assente, essendo dei predatori notturni. Per questo motivo nella loro retina vi sono moltissimi bastoncelli, recettori sensibili alla luce di minore intensit e sul fondo dellocchio esiste una struttura, il tappeto lucido, che riflette la poca luce che presente anche nella notte pi buia. Al buio come di giorno: E stato calcolato che il riflesso del fondo dellocchio nel gatto 130 volte superiore a quello delluomo; per questo motivo esso vede ancora con unintensit luminosa 6 volte inferiore alla minima che noi possiamo percepire. Il cane ha caratteristiche simili, anche se pare necessiti di intensit lievemente superiori, comunque ha una percezione tale che i ricercatori, per osservarne il comportamento, devono utilizzare strumenti sofisticati: la loro vista non basta. Lamplificazione della luminosit notturna consente di mettere in risalto le potenziali prede su uno sfondo parzialmente luminoso e di cacciarle. Inoltre i bastoncelli sono finalizzati alla percezione dei movimenti e, se la preda si muove, non pu sfuggire. In uno studio del 1936 negli Stati Uniti stato dimostrato che pastori tedeschi della Polizia erano in grado di percepire oggetti in movimento ad una distanza variabile tra 810 e 900 metri, mentre oggetti fermi erano percepiti a 585 metri o meno. Una vista cos specializzata per non consente di vedere bene i dettagli, ma solo linsieme del campo visivo. In effetti il cane e il gatto, come la maggior parte degli animali, non hanno la macula, settore del fondo dellocchio che consente la visione fine indispensabile alluomo per leggere e svolgere le proprie attivit. Anche il campo visivo, cio larea che un occhio in grado di osservare, nei nostri animali ha unampiezza variabile con la loro funzione e quindi non solo con la specie ma anche con la razza. Nei brachicefali, cio nei soggetti con muso appiattito, come ad esempio il cane Bulldog o il gatto Persiano, gli occhi sono diretti un po lateralmente; nei mesocefali, che hanno un muso pi allungato, sono disposti verso lavanti. Visione a 250 gradi: In media nei cani gli occhi deviano di 20 lateralmente mentre nelluomo sono diretti in avanti senza alcuna deviazione; per questo motivo il campo visivo totale del cane di circa 250, mentre quello delluomo di 180/190. Poco, comunque, se confrontato con quello del cavallo, pari a circa 357, il quale, essendo un potenziale predato, ha necessit di vedere tuttattorno a s per sopravvivere. Un importante fattore che differenzia la capacit visiva degli animali anche la loro altezza rispetto al terreno, che condiziona la prospettiva: immaginiamo cosa possono vedere un piccolo Yorkshire Terrier o un gatto che entrano in un prato d erba non tagliata rispetto ad un Alano. I piccoletti penetrano in una fitta foresta, il colosso passeggia sul prato.
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Studi comportamentali hanno evidenziato che il cane e il gatto hanno una buona capacit di percepire la forma, mentre la particolare costituzione della retina ne limita la percezione dei colori, privilegiando le necessit notturne quando i colori scompaiono. Percepiscono quindi dal blu al giallo, ma le altre lunghezze donda vengono interpretate come sfumature dal bianco al grigio. Il cane non in grado di distinguere come tali il rosso ed il verde: se ha la funzione di guida per ciechi, impara a rispettare il semaforo in rapporto alla luminosit ed alla posizione del settore acceso; per percepisce una scala di grigi che noi non possiamo nemmeno immaginare. In sintesi estrema possiamo affermare che la funzione visiva del cane e del gatto inferiore a quella delluomo per quanto riguarda la visione binoculare, la percezione dei colori, le capacit di focalizzazione e lacutezza visiva. per migliore in condizioni di luce attenuata, consente la percezione veloce di nuove immagini e dei movimenti in un campo visivo particolarmente ampio e con una percezione di una scala di grigi a noi sconosciuta. Sono quindi animali che dovrebbero vivere in una nicchia ecologica in cui luomo si troverebbe in forti difficolt. Ci nonostante si sono adattati molto bene alle nostre esigenze e convivono con noi condividendo a volte le stesse passioni, ad esempio per la televisione. Attenti alla televisione A questo proposito attenzione ai possibili problemi: le immagini televisive sono composte da pi fotogrammi che si susseguono in sequenza rapida (di solito 50 al secondo) che noi vediamo come un filmato perch siamo in grado al massimo di vedere separate poco pi di 10 immagini al secondo. I cani arrivano a percepire fino a 60 sequenze al secondo, per cui molti di loro vedono singoli fotogrammi in sequenza rapida ed alcuni, in condizioni patologiche, per questo stimolo possono presentare crisi convulsive. Insomma ogni essere vivente vede a suo modo, adattandosi alla propria realt percettiva. Quindi non c da meravigliarsi, se in qualche essere vivente siano presenti iperestesie, anche temporanee, di qualche organo sensoriale, come vista, udito, olfatto, o capacit di visualizzare sfumature o frequenze differenti, che possa consentirgli di percepire realt per noi invisibili, ma diversamente registrabili con la visione artificiale di appropriati strumenti tecnologici. Anche una normale fotocamera elettronica di un cellulare o una macchina fotografica digitale possiedono loro peculiarit che la distinguono dalla visione umana: la prima ha una scarsa resa cromatica, ma sensibile al vicino infrarosso. Una fotocamera digitale professionale ha una maggiore profondit di colore rispetto alla prima, ma soprattutto una efficienza quantica in luce diurna pari a circa il 3040% rispetto l1-2% delluomo.
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In alcuni rari casi come quelli esposti possibile, teoricamente, che rimangano impresse immagini non visualizzate dallocchio umano. Non c quindi da meravigliarsi se tanti indizi portano ad ipotizzare la possibilit dellesistenza del trascendente anche nel regno animale, come per quanto riguarda luomo. Del resto, cos come lessere umano possiede una sua energia di campo (energia che in oriente viene denominata Aura), anche gli animali e tutti gli altri esseri viventi, possiedono una propria energia di campo, energia resa visibile con tecniche appropriate2. Qui sotto porto un esempio visivo di fotografia del campo energetico animale. Lo stesso campo presente in un essere umano. Ne consegue che, se da una parte per luomo si ipotizza che tale campo di forza possa in qualche modo, trasformandosi, sopravvivere come campo energetico o come spazio di coscienza dopo la morte fisica, lo stesso, anche se in forma pi semplice o elementare, si pu supporre possa accadere anche nel regno animale.

A sinistra la foto del cane del mio amico Luigi Zumpano e a destra il gatto della mia amica Hortensia, ripresi con tecnica descritta nellarticolo riferito nelle note a pi di pagina. Pare che anche gli animali, come lessere umano, abbiano una propria atmosfera o energia di campo; forse questa il campo energetico che a volte si ripresenta in determinate circostanze, per lo pi ancora sconosciute?
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Vedi articolo sul web UNA TECNICA INNOVATIVA PER LA FOTOGRAFIA DELLAURA UMANA, di Luciano Pederzoli, Daniele Gull, Florentina Richeldi.

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Non saprei rispondere al momento a questo quesito; certo che, come nel caso degli scatti fotografici effettuati dalla Sig.ra Paola Barozzi e negli altri casi presenti in letteratura, a volte sembra possibile registrare queste tracce che io definirei mnestiche, ovvero memorie del passato, che rimangono impresse su materiali fotosensibili. mio personale parere che questi eventi possano accadere con tutti quei soggetti viventi che in qualche forma, complessa o semplice che sia, conservano una memoria intesa come consapevolezza delle esperienze vissute, pi che del s, una memoria che, forse, sopravvive in altre realt. Nel caso di Paola Barozzi linformazione in origine pu presentarsi anche sporca o poco evidente (energia debole) ad un primo sguardo, ma il fatto che, processando il segnale, linformazione mantenga la sua coerenza emergendo - tra laltro con tutto il suo contenuto informativo - dal rumore di fondo, mi lascia supporre, a ragion di logica, che non si tratti di un effetto per cos dire spurio o pareidolico, ma piuttosto di una informazione latente localizzabile in quel preciso spazio spazio che era stato in passato, in un altro tempo, lo spazio della cagnolina Luna. Sicuramente lattivit umana, intesa anche solo come presenza attiva dellosservatore o come pensiero inconscio, pu essere determinante in un contesto simile. Contesto che molti ricercatori americani ed anglosassoni, che preferiscono fornire interpretazioni in chiave psico-dinamica, definiscono come funzione di interazione PSI-MATTER. Esistono tuttavia altre chiavi di lettura, oltre a quella psicodinamica, che rimane pur sempre la pi probabile. Una di queste ad esempio pu essere quella della traccia mnestica locale, ipotesi che pu tranquillamente coesistere con quella psicodinamica. Se si prendono in considerazione le teorie formulate dal fisico Borello, ad esempio, si possono trovare spiegazioni alternative. Due capisaldi della sua teoria sono il concetto di campo ed il concetto di spazio. Grazie alla formula di Einstein, diceva Borello, sappiamo che la materia rappresenta grandi riserve di energia e lenergia rappresenta la materia. Di conseguenza non pu esserci una distinzione qualitativa fra materia e campo; si ha materia ove la concentrazione dellenergia grande; si ha campo ove la concentrazione dellenergia debole. Da unidea di Albert Einstein, ampiamente recepita dal fisico italiano Cesare Colangeli nella sua Teoria Neutrinica - ampiamente condivisa da Borello - si pu affermare che anche la materia inanimata possiede la capacit di memorizzare. Quando una qualsiasi forma di energia (luce, suono, calore o altro) colpisce un agglomerato di materia, si produce un fotone, che dotato di una polarizzazione dinamica (e quindi evanescente, in un certo senso) ed una statica (che rimane insita nella materia stessa). Questa costituisce la traccia mnestica (o memoria) di ogni evento in cui c stata la produzione di energia. Ogni porzione di materia, dunque, memorizza gli eventi, esattamente cos come un essere vivente ha la capacit di memorizzare, e con la
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sola differenza, rispetto a questultimo, di non disporre di un organo per comunicarne i contenuti. In sostanza, come la luce impressiona la pellicola fotografica, cos lenergia impressiona la materia. Sembra che Borello avesse trovato il modo, prendendo spunto dalla Teoria Neutrinica di Colangeli, di riascoltare queste registrazioni impresse nella memoria materiale cos, come si farebbe, sviluppando il rullino fotografico impressionato dalla luce, per vederne le immagini. Non abbiamo ancora una spiegazione completa di questi fenomeni, per ora difficili da rilevare quindi piuttosto rari, tuttavia, insieme allIng, Luciano Pederzoli e agli altri membri di IPERLAB, stiamo raccogliendo dati utili per sviluppare un possibile modello interpretativo sul piano fisico-matematico che si basi sullosservazione diretta di questi fenomeni e sulla sperimentazione condotta da altri nellultimo cinquantennio e che tenga conto anche delle interpretazioni esposte dai suddetti fisici italiani Colangeli e Borello. Sul piano fisico, riguardo alla possibilit di riprodurli con una certa ripetibilit, io stesso, contemporaneamente gli studi teorici condotti dalling. Pederzoli e poi in collaborazione con lui, ho elaborato un modello sperimentale fin dalla fine degli anni ottanta, infatti gi nel 1991 esposi in un convegno ad Arezzo la teoria dellultravioletto come chiave interpretativa del fenomeno di impressione delle pellicole.

Bologna, 02/09/2012

DanieleGull
IPERLAB https://www.facebook.com/Iperlab

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BIBLIOGRAFIA
1. Ernesto Bozzano, Gli animali hanno unanima?, Armenia Edizioni; 2. Jean Prieur, Gli Animali hanno un'Anima - Sensibilit ed intelligenza degli amici dell'uomo, Edizioni Mediterranee, 1990; 3. Richard Webster, Il tuo amico animale sensitivo? Amrita Edizioni, 2003; 4. Rupert Sheldrake, La Mente Estesa, Urra Edizioni, 2006.

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