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Papa Callisto I - Wikipedia

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Papa Callisto I
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Callisto I, (conosciuto in latino col nome di Callixtus o Calixtus ) (... Roma, 222), fu il 16 vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Fu papa all'incirca dal 217 al 222.
Indice 1 Biografia 1.1 Pontificato 1.1.1 Tesi avversa a Callisto 1.1.2 Antitesi 1.2 La dottrina di San Callisto 1.3 Morte e sepoltura 2 Culto 3 Iconografia 4 Note 5 Bibliografia 6 Collegamenti esterni 7 Altri progetti

Papa Callisto I

Biografia
Pontificato
Quattro cose resero in maniera particolare glorioso il pontificato di S. Callisto: la Basilica di Santa Maria in Trastevere, il digiuno delle quattro tempora , il Cimitero detto di S. Callisto nella porta Appia, oggid porta San Sebastiano, ed il luminoso di lui martirio.
[1]

16 papa della Chiesa cattolica Elezione 217 Fine pontificato 222 Predecessore Papa Zefirino Successore Papa Urbano I Nascita Roma, ? Morte Roma, 222 Sepoltura Catacomba di Calepodio

Nonostante si faccia iniziare il suo regno nel 217, il suo contemporaneo, Giulio Africano, indicava la data della sua ascesa al soglio di Pietro nel primo (o secondo?) anno del regno di Eliogabalo, 218 o 219. Comunque, sia Eusebio di Cesarea che il Catalogo Liberiano concordavano nel riconoscergli cinque anni di episcopato. La sua elezione provoc lo scisma di Ippolito di Roma, considerato antipapa. L'Historia Augusta afferma che un luogo su cui fece erigere un oratorio fu rivendicato da dei tavernai (popinarii), ma l'imperatore decise che un luogo per l'adorazione di qualsiasi dio era meglio di qualunque taverna. Si dice che questa sia stata l'origine della basilica di Santa Maria in Trastevere. Tuttavia, secondo quanto affermato nel Catalogo Liberiano, questa basilica fu fatta costruire da papa Giulio I. Forse l'intervento

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costruttivo di papa Callisto da ricercarsi nella vicina chiesa di San Callisto. Essa, inoltre, contiene un pozzo in cui la leggenda dice che fu gettato il corpo del papa. questa, con molte pi probabilit, la chiesa fatta edificare da Callisto. Quasi tutto quello che sappiamo di questo papa proviene dagli scritti dei suoi acerrimi nemici, Quinto Settimio Fiorente Tertulliano e l'autore del Philosophumena, l'antipapa Ippolito. Si tratta, perci, di notizie tendenziose, che cercano di farlo apparire una persona riprovevole e odiosa. Tesi avversa a Callisto Secondo il Philosophumena, che lo definiva "uomo industrioso per il male e pieno di risorse per l'errore", Callisto era lo schiavo di un certo Carpoforo, un cristiano della famiglia imperiale. Costui affid grandi somme di denaro a Callisto, che cre una banca in cui orfani e vedove potevano portare i loro soldi. Callisto, per, perse tutto e scapp. Carpoforo lo segu fino a Porto, dove Callisto si stava imbarcando su una nave. Vedendo il suo padrone avvicinarsi su una barca, lo schiavo si gett in mare per suicidarsi, ma fu salvato, trascinato a riva, e consegnato al padrone affinch lo punisse. I creditori, credendo che avesse ancora i loro soldi, implorarono affinch fosse rilasciato: Callisto per non li aveva pi, cos cerc di nuovo la morte attaccando e insultando gli ebrei nella loro sinagoga. Gli ebrei lo trascinarono di fronte al prefetto Fusciano, dove Carpoforo dichiar che Callisto non doveva essere considerato come un cristiano, ma il prefetto, pensando che il padrone stesse tentando di salvare il suo schiavo, condann Callisto ai lavori forzati nelle miniere in Sardegna (ad metalla). Qualche tempo dopo, Marcia, l'amante di Commodo, convoc papa Vittore I e gli chiese se c'erano cristiani in Sardegna[2]. Questi le diede un elenco, senza includere Callisto. Marcia sped allora un emissario con l'incarico di far rilasciare i prigionieri. Callisto si gett ai suoi piedi, e lo implor di portarlo con s. Vittore si risent dell'accaduto, ma essendo un uomo compassionevole, lasci Callisto ad Anzio con una sovvenzione mensile. Quando Zefirino divenne papa, Callisto fu richiamato e organizz il primo cimitero della Chiesa, con una catacomba privata, che fin da allora si chiama "catacombe di Callisto". Callisto ebbe grande influenza sull'ignorante, analfabeta ed avido Zefirino. Comunque, non ci sono testimonianze su come lo schiavo fuggitivo (per la legge romana, libero dal suo padrone, che aveva perso tutti i diritti quando Callisto venne condannato ai lavori forzati) divenne prima arcidiacono e poi papa. Antitesi Dllinger e de Rossi hanno per demolito questa tesi. Tanto per cominciare, Ippolito non affermava che Callisto perse i soldi depositati presso di lui per sua colpa. Questi poi, evidentemente, si gett dalla nave pi per scappare che per commettere suicidio. Quel Carpoforo, un cristiano, avrebbe dovuto evitare ad un suo schiavo cristiano una punizione orribile e ci non depone bene sul carattere del padrone, mentre l'intercessione dei cristiani per Callisto depone a favore di quest'ultimo. assurdo, inoltre, sostenere che corteggi la morte attaccando una sinagoga; ne consegue che chiese ai debitori ebrei di rimborsargli ci che gli dovevano. La dichiarazione stessa che Carpoforo rilasci dinanzi al prefetto sulla non cristianit di Callisto era falsa. Ippolito stesso, infatti, diceva che era proprio in qualit di cristiano che Callisto fu spedito alle miniere, e che in qualit di cristiano fu rilasciato. Se papa Vittore accord a Callisto una sovvenzione mensile, evidente che non si pent della sua liberazione. , inoltre, molto improbabile che Zefirino fosse ignorante e avido. Callisto non si sarebbe potuto elevare cos in alto senza considerevoli doti, e lo spirito vendicativo dimostrato da Ippolito insieme alla sua teologia non ortodossa spiega perch Zefirino ripose la sua fiducia in Callisto piuttosto che nel dotto discepolo Ireneo.

La dottrina di San Callisto


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Ippolito e Tertulliano sfidarono l'ortodossia di Callisto, sul campo di un famoso editto in cui il papa garantiva la Comunione, dopo la giusta penitenza, a coloro che avevano commesso adulterio e fornicazione. chiaro che Callisto si bas sul potere di rimettere e perdonare concesso a san Pietro, ai suoi successori ed a chi era in comunione con loro. Si lamentava il montanista Tertulliano: "Come giungesti a questa decisione, io mi chiedo, da dove usurpi questo diritto della Chiesa? Se perch Dio disse a Pietro: 'Su questa pietra io costruir la Mia Chiesa, io dar a te le chiavi del regno dei cieli', o sull'affermazione che 'qualsiasi peccato rimetterai o non rimetterai sulla terra sar rimesso o non rimesso in paradiso'? Forse tu presumi che questo potere di rimettere o non rimettere ti stato trasmesso e con te ad ognuno in comunione con la Chiesa di Pietro (ad omnem ecclesiam Petri propinquam), chi sei tu per alterare la manifesta intenzione di Dio di conferire questa facolt personalmente e solo a Pietro?" (De Pudicitia, XXI). L'editto era un ordine per l'intera Chiesa. Commentava Ippolito: "Ho udito della pubblicazione di un editto perentorio; il vescovo dei vescovi, ovvero il Pontifex Maximus proclama: Io rimetto i peccati di adulterio e di fornicazione a coloro che avranno fatto la dovuta penitenza. E dove si affigger questo editto cos liberale? Sulle porte dei postriboli?" Gli altri attacchi di Ippolito riguardavano il fatto che Callisto non faceva fare pubblica penitenza per i peccati commessi fuori dalla Chiesa ai convertiti dalle eresie (questa mitezza era consueta ai tempi di sant'Agostino d'Ippona); che il papa aveva ammesso nella sua "scuola" (La Chiesa cattolica) quelli che Ippolito aveva scomunicato da "La Chiesa" (la sua setta); che Callisto aveva dichiarato che un peccato mortale non era ("sempre", si pu aggiungere) una ragione sufficiente per deporre un vescovo. Tertulliano (De Exhortatione Castitatis, VII) parlava con ripugnanza dei vescovi che si erano sposati pi di una volta, e Ippolito additava Callisto come il primo a permettere queste cose, in contrasto con gli insegnamenti di San Paolo. Callisto permise al basso clero di sposarsi, e permise alle nobili di sposare persone di basso rango e schiavi, cosa impedita dalla legge romana; in questo modo, secondo i suoi oppositori, Callisto cre i presupposti per commettere infanticidi. Callisto insisteva anche sulla differenza tra la legge ecclesiastica e la legge civile sui matrimoni. In ogni caso, risulta evidente che la chiesa cattolica parteggiava per Callisto contro lo scismatico Ippolito e l'eretico Tertulliano. Nelle loro opere, inoltre, non veniva pronunciata alcuna parola contro la persona di Callisto dal momento della sua elezione, n contro la validit della sua consacrazione. Ippolito considerava Callisto un eretico quando proprio la sua Cristologia era cos imperfetta, e scrisse che Callisto lo accus di Diteismo (forma di teismo che crede in due grandi di al posto di un solo Dio). Non c' da meravigliarsi, poi, se Ippolito definiva Callisto l'inventore di un qualche genere di Sabellianesimo. In realt storicamente provato che sia Zefirino che Callisto condannarono vari Monarchianisti e Sabellio stesso, cos come l'errore opposto commesso da Ippolito. Ci abbastanza per poter affermare che Callisto difese la Fede cattolica e la dottrina trinitaria dell'ortodossia cattolica.
Papa Callisto insegna la dottrina cristiana ai giovani

Morte e sepoltura
Callisto fu il primo papa iscritto nel Depositio martyrum del IV secolo, fonte che riporta il suo martirio.
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Fu martirizzato attorno al 222, forse durante una sollevazione popolare. La leggenda secondo la quale venne gettato nel pozzo non ha riscontri storici. Fu sepolto nella Catacomba di Calepodio sulla Via Aurelia. Nel 790 papa Adriano I fece traslare le sue reliquie nella Basilica di Santa Maria in Trastevere. Papa Gregorio IV (827-843) ritrov il suo corpo e quello di san Calepodio sotto l'ingresso della basilica e li fece deporre sotto laltare maggiore.

Culto
Il suo ricordo liturgico, secondo il Depositio martyrum (Callisti in vi Aureli miliario III) e i martirologi seguenti, ricorre il 14 ottobre. Dal Martirologio Romano (ed. 2004):
14 ottobre - San Callisto I, papa, martire: da diacono, dopo un lungo esilio in Sardegna, si prese cura del cimitero sulla via Appia noto sotto il suo nome, dove raccolse le vestigia dei martiri a futura venerazione dei posteri; eletto poi papa promosse la retta dottrina e riconcili con benevolenza i lapsi, coronando infine il suo operoso episcopato con un luminoso martirio. In questo giorno si commemaora la deposizione del suo corpo nel cimitero di Calepodio a Roma sulla via Aurelia.

venerato come patrono di coloro che lavorano nei cimiteri.

Statua di papa Callisto I, Cattedrale di Reims

Iconografia
San Callisto viene rappresentato con indosso una veste rossa e una tiara (simbolo del papa); o mentre viene gettato in un pozzo con una pietra al collo; spesso vicino a lui c' una fontana. Dal Martirologio Romano:
14 ottobre - A Roma, sulla via Aurelia, il natale del beato Callisto primo, Papa e Martire, il quale per ordine dell'Imperatore Alessandro, dopo essere stato lungamente tormentato nel carcere colla fame, ed ogni giorno percosso con bastoni, finalmente fu precipitato da una finestra della casa in cui era custodito, e sommerso in un pozzo, e cos merit il trionfo della vittoria.

Note
1. ^ Versione di Don Bosco (http://www.donboscosanto.eu/oe/vita_del_sommo_pontefice_s._callisto_i.php) 2. ^ Si veda, su questo episodio, anche la biografia di papa Vittore I.

Bibliografia
Catholic Encyclopedia, Volume III, Robert Appleton Company, New York, 1908 Nihil obstat, 1 novembre 1908. Remy Lafort, S.T.D., Censor. Imprimatur +Cardinale John Murphy Farley, Arcivescovo di New York;
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Giovanni Sicari, Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma, 1998, collana Monografie Romane a cura dell'Alma Roma. Claudio Rendina, I Papi. Storia e segreti, Newton & Compton, Roma, 1983.

Collegamenti esterni
Callisto I (http://www.treccani.it/enciclopedia/callisto-i_%28Enciclopedia_dei_Papi%29/) nell'Enciclopedia dei Papi della Treccani Scheda su Papa Callisto I (http://www.santiebeati.it/dettaglio/29550) in Santi, beati e testimoni Enciclopedia dei santi, santiebeati.it. Opera omnia in latino (http://www.documentacatholicaomnia.eu/01_01_0217-0222_Callixtus_I,_Sanctus.html) La biografia di Callisto secondo Don Bosco (http://www.donboscosanto.eu/oe/vita_del_sommo_pontefice_s._callisto_i.php)

Altri progetti
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Predecessore
Zefirino

Papa della Chiesa cattolica


217 - 222

Successore
Urbano I

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Categorie: Morti nel 222 Morti a Roma Martiri cattolici Papi canonizzati Papi della Chiesa cattolica Personaggi citati nella Divina Commedia (Paradiso) Santi del III secolo Santi per nome Santi romani del III secolo | [altre] Questa pagina stata modificata per l'ultima volta il 14 ott 2013 alle 07:58. Il testo disponibile secondo la licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo; possono applicarsi condizioni ulteriori. Vedi le Condizioni d'uso per i dettagli. Wikipedia un marchio registrato della Wikimedia Foundation, Inc.

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