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Riassunto sui tempi dei verbi I verbi ausiliari (essere e avere).

Modo/Tempo Indicativo/Presente Indicativo/Imperfetto Indicativo/Futuro semplice Indicativo/Passato remoto Congiuntivo/Presente Congiuntivo/Imperfetto Participio/Presente Gerundio/Presente Verbo essere sno, si, , site, sno ro, ri, ra, rano sar, sarmo, sarte fsti, fste Verbo avere h, avte avvo, avvi, avva, avvano avr, avrmo, avrte bbi, avsti, bbe, avmmo, avste, bbero

sari, sarsti, sarbbe, avri, avrsti, avrbbe, sarmmo, sarste, sarbbero avrmmo, avrste, avrbbero fssi, fsse, fssimo, fste, fssero -------Essndo avssi, avsse, avste, avssero avnte avndo

Le principali desinenze dei verbi non ausiliari.


Modo/Tempo Indicativo/Presente Indicativo/Imperfetto Indicativo/Futuro semplice Indicativo/Passato remoto Singolare 1^ pers. -----vo - -ci -i -lsi -nni -rsi -si -ssi -----vi ---------sti -------------------------va -----ce - -lse -nne -rse -se -sse Plurale 2^ pers. 3^ pers. 1^ pers. 2^ pers. 3^ pers. ---------mo -----mmo ---------------------te -----te -----ste -------------------------vano -----cero -rono -lsero -nnero -rsero -sero -ssero

Gli omonimi
Nella lingua italiana si presentano casi di omonimie che si differenziano nel loro significato proprio in ragione del diverso tipo di accento fonico che le caratterizza, sebbene, per altro, tale accento non sia mai segnalato dalla grafica. Nelle due tabelle seguenti sono elencati quei casi nei quali occorre prestare particolare attenzione al fine di evitare ambiguit e malintesi. Vocale aperta Acctta (verbo e aggettivo) Afftto (sentimento, colpito da malanno) Arna (circo, anfiteatro) Collga (compagno) Corrsse (verbo correggere) Crdo (preghiera e sostantivo) Crta (isola del mediterraneo) sca (verbo uscire) sse (lettera dell'alfabeto) Lgge (verbo leggere) Mnto (verbo mentire) Msse (raccolto) Ni (macchie della pelle) Psca (frutto) Pste (malattia) R (nota musicale) T (bevanda) Tlo (dardo, freccia) Tma (argomento, componimento) Vnti (plurale di vento) Vocale chiusa Acctta (scure) Afftto (verbo affettare) Arna (sabbia) Collga (verbo collegare) Corrsse (verbo correre) Crdo (verbo credere) Crta (argilla) sca (cibo, richiamo per pesci) sse (pronome) Lgge (norma) Mnto (parte del viso) Msse (funzioni religiose) Ni (preposizione articolata) Psca (verbo pescare) Pste (tracce, orme) R (monarca, regnante) T (pronome) Tlo (tessuto) Trna (verbo temere e sostantivo) Vnti (numero)

Vocale aperta Accrsi (verbo accorgere) Btte (percosse) Clto (verbo cogliere) Cppa (tazza) Crso (abitante della Corsica) Fro (tribunale, piazza) Fsse (buche) Indtto (non dotto, ignorante)

Vocale chiusa Accrsi (verbo accorrere) Btte (recipiente per vini) Clto (istruito, coltivato) Cppa (parte del collo) Crso (sostantivo e verbo correre) Fro (buco passante) Fsse (verbo essere) Indtto (verbo indurre)

Prsi (verbo porgere) Psta (ufficio postale, somma in gioco) Rcca (fortezza) Rsa (fiore) Scpo (fine, obiettivo) Scrsi (verbo scorgere) Srta (specie) Tcco (pezzo, berretto) Trre (verbo togliere) Trta (verbo torcere) Vlto (verbo volgere) Vlgo (verbo volgere) Vto (vuoto)

Prsi (verbo porre) Psta (verbo porre) Rcca (conocchia del filatoio) Rsa (verbo rodere) Scpo (verbo scopare) Scrsi (verbo scorrere) Srta (verbo sorgere) Tcco (sostantivo e verbo toccare) Trre (edificio) Trta (dolce) Vlto (viso) Vlgo (plebe, popolo) Vto (proponimento, desiderio, scelta)

I nomi propri
I nomi propri non seguono le regole esposte precedentemente. Occorre quindi conoscerne l'esatta pronuncia imparando a memoria quelli pi comuni. Eccone un elenco: Able, Adlchi, Adle, Adlfo, Adne, Albrto, Agnse, Alssio, Alfrdo, Alighiro, Ambrgio, Amedo, Amlia, Amlto, Anaclto, Andra, Anglica, Antnio, Antonllo, Anslmo, Arnldo, Aurra Benedtto, Brta, Bris Carltta, Carmlo, Celste, Csare, Cllia, Clemnte, Cornlio, Csimo, Cristforo, Danile, Demtrio, Desidrio, Digo, Domnico, Dra, Donatlla, be, Edmndo, gle, lena, Eleonra, Elttra, lio, Elisabtta, Eliso, lsa, Emanule, mma, nnio, nzo, Ernsto, ster, ttore, Eugnio, Eusbio, va, Fedle, Fedra, Filibrto, Fiornzo, Francsco, Fulgnzio, Gabrile, Gabrilla, Galilo, Gaudnzio, Gastne, Gmma, Gensio, Genovffa, Gilbrto, Ginvra, Giglila, Girgio, Giosu, Girlamo, Gislla, Giusppe, Goffrdo, Gregrio, Gualtiro, Guglilmo, Innocnzo, Irne, Isablla, Istta, Ipplito, Leopldo, Lambrto, Lornzo, Maddalena, Marcllo, Matto, Michle, Milna, Mirlla, Mnica, Nicla, Nra, Nrma, Oflia, Oliviro, lga, Omro, Orste, Ornlla, rsola, scar, Otllo, Perptua, Pitro, Pompo, Rachle, Raffale, Raimndo, Rebcca, Rmo, Robrto, Romo, Rcco, Rmolo, Rsa, Ruggro, Salvatre, Secndo, Srgio, Ssto, Sttimo, Sevro, Silvstro, Simne, Simontta, Stfano, Snia, Taddo, Telmaco, Teodro, Ternzio, Tersa, Teso, Umbrto, Valrio, Vernica, Vincnzo, Vittrio

I numeri cardinali.
no de tr quttro cnque si stte tto nve dici ndici Ddici Trdici quattrdici qundici sdici diciasstte dicitto diciannve vnti trnta ----cnto ----miline

I numeri ordinali.
prmo secndo trzo qurto qunto ssto sttimo ottvo nno dcimo undicsimo dodicsimo tredicsimo quattordicsimo quindicsimo sedicsimo diciassettsimo diciottsimo diciannovsimo ventsimo

I mesi dell'anno.
gennio mggio settmbre febbrio gigno ottbre mrzo lglio novmbre aprle agsto dicmbre

I giorni della settimana.


luned marted mercoled gioved venerd sbato domnica

Il rafforzamento
La regola del rafforzamento sintattico, in genere ignorata (al nord) o malamente utilizzata (al sud), impone di pronunciare alcune consonanti semplici, poste ad inizio di parola, come se fossero doppie. Questo raddoppiamento pronunciato, e non scritto, deve essere effettuato nei seguenti casi: 1. Dopo tutte le parole polisillabe tronche Esempi: perch no --> perch-nn

citt santa --> citt-ssanta sar tua --> sar-ttua 2. Dopo i monosillabi accentati o tonici n, gi, qu, l, fa, pi, s, ma, sa, fra, se, a, e, o,ecc.. Esempi: gi detto --> gi-ddetto l sotto -->l-ssotto fra noi --> fra-nnoi se dici --> se-ddici e poi --> e-ppoi a noi --> a-nnoi 3. Dopo la forma del verbo essere Esempi: vero --> -vvero falso --> -ffalso

La Z dolce o sonora
La "z" dolce o sonora italiana quella usata per pronunciare il vocabolo zero e deriva spesso dalla "-di-" seguita da vocale del latino classico. Esempi: prandium --> pranzo, radius --> razzo.

La lettera "z" ha suono dolce o sonoro nei seguenti casi: 1. Nei suffissi dei verbi in "-izzare" Esempi: organizzare, penalizzare, coalizzare, concretizzare, carbonizzare, sinterizzare, sintetizzare 2. Quando lettera iniziale di un vocabolo ed seguita da due vocali Esempi: zaino, zuavo, zoologo Eccezioni ("z" aspra o sorda): nel vocabolo zio e suoi derivati che rientrano nella regola della zeta aspra o sorda perch presentano la vocale "i" seguita da un'altra vocale. 4. Quando lettera iniziale di un vocabolo e la seconda sillaba inizia con una delle consonanti cosiddette sonore "b", "d", "g", "l", "m", "n", "r", "v" Esempi: zebra, zodiaco, zigote, zelante, zummare, zenzero, zero, zavorra Eccezioni ("z" aspra o sorda): nei vocaboli zanna e zazzera nel vocabolo zigano perch in realt deriva dal termine caucasico "tzigan".

6. Quando semplice in mezzo a due vocali semplici Esempi: azalea, azoto, ozono, Ezechiele, Azeglio, nazareno Eccezioni ("z" aspra o sorda): nel vocabolo nazismo.

La Z aspra o sorda
La "z" aspra o sorda italiana quella usata per pronunciare il vocabolo calza e deriva spesso dalla "-ti-" seguita da vocale del latino classico. Esempi: pretium --> prezzo tertium --> terzo facetia --> facezia La lettera "z" ha suono aspro o sordo nei seguenti casi: 1. Quando preceduta dalla lettera "L" Esempi: alzare, sfilza, calza, milza, innalzare, scalzare, colza, balzano, filza, calzolaio Eccezioni ("z" dolce o sonora): nei vocaboli elzeviro e belzeb. 3. Quando lettera iniziale di un vocabolo e la seconda sillaba inizia con una delle consonanti cosiddette mute "c", "f", "p", "q", "t" Esempi: zampa, zoccolo, zoppo, zappa, zattera, zufolo, zinco, zucchero, zitto, zolfo, zecca Eccezioni ("z" dolce o sonora): nei vocaboli zaffiro, zefiro, zotico, zeta, zafferano, Zacinto. 5. Quando seguita dalla vocale "i" seguita a sua volta da un'altra vocale Esempi: zio, agenzia, polizia, grazia, ospizio, silenzio, vizio Eccezioni ("z" dolce o sonora): nel vocabolo azienda in tutti quei vocaboli derivati da altri vocaboli che seguono la regola della zeta dolce o sonora (Es.: romanziere che deriva da romanzo, ecc.). 7. Nei vocaboli con terminazioni in "-ezza", "-ozza", "-uzzo" Esempi: grandezza, tinozza, spruzzo, carrozza, puzzo, pozzo, olezzo, piccozza, piccolezza Eccezioni ("z" dolce o sonora): nel vocabolo brezza. 9. Nelle desinenze dell'Infinito in "-azzare" Esempi: ammazzare, strapazzare, sghignazzare, cozzare, insozzare, sminuzzare 10. Nei suffissi in "-anza", "-enza"

Esempi: speranza, usanza, credenza, assenza, prudenza, portanza, vicinanza, incompetenza, impazienza, tolleranza, tracotanza, presenza 11. Nei suffissi in "-onzolo" Esempi: ballonzolo, pretonzolo, mediconzolo

La S dolce o sonora
La "s" dolce o sonora italiana quella usata per pronunciare il vocabolo asma e si presenta nei seguenti casi: 1. Quando si trova tra due vocali Esempi: viso, rosa, chiesa, bisogno, uso, coeso, difeso, contuso, colluso, reso, steso, bleso, blusa Eccezioni ("s" aspra o sorda): In alcuni vocaboli come preside, presidente, trasecolare, disegno. Questi vocaboli, in realt, sono vocaboli composti anche se questa caratteristica non immediatamente evidente. 3. Quando seguita dalle consonanti cosiddette sonore "b", "d", "g", "l", "m", "n", "r", "v" Esempi: sbarco, sdegno, sdoppiare, sgarbo, sgridare, slitta, slegare, smania, sminuzzare, sniffare, snaturare, sradicare, svelto, sventare

La S aspra o sorda
La "S" aspra o sorda italiana quella usata per pronunciare il vocabolo sale e si presenta nei seguenti casi: 1. Quando si trova in principio di vocabolo ed seguita da vocale Esempi: sole, sale, sapere, sedano, sorpresa, sabato, sicuro, solluchero, sedurre, sospetto, situazione, secessione, superiore, sultano 2. Quando iniziale del secondo componente di un vocabolo composto Esempi: affittasi, disotto, girasole, prosegue, risapere, unisono, preservare, riservare, reggiseno, pluristrato, multistrato 3. Quando doppia Esempi: essere, asso, tosse, dissidio, tessera, rissa, fossa, riscossa, affossare, arrossare, assistente, intossicante 4. Quando preceduta da consonante Esempi: arso, polso, comprensione, corso, ascensore, censore, pulsore, arsura,

tonsura, censo, incenso Eccezioni ("s" dolce o sonora): nei vocaboli con prefisso "trans-" (Es.: transalpino, transatlantico, transigere, transitare, translucido, transoceanico). 6. Quando seguita dalle consonanti cosiddette sorde "c", "f", "p", "q", "t" Esempi: scala, sfera, spola, squadra, storta, ascolto, aspetto

Le consonanti sibilanti dentali


Una distinzione simile a quella fatta per le vocali anche individuabile per le Consonanti Sibilanti Dentali che sono la "S" e la "Z". Pertanto avremo:

Consonanti sibilanti dentali alfabetiche sono in numero di DUE: "S", "Z" Consonanti sibilanti dentali fonetiche sono in numero di QUATTRO: "S" aspra, "Z" aspra (dette anche sorde) "S" dolce, "Z" dolce (dette anche sonore) La pronuncia fonetica di queste consonanti sar: "S" sorda o aspra, come nelle parole sole, rosso, cascare "S" sonora o dolce, come nelle parole rosa, asilo, vaso "Z" sorda o aspra, come nelle parole zucchero, bellezza, stanza "Z" sonora o dolce, come nelle parole zanzara, azalea, dozzina

La chiusa
La "o" fonica chiusa italiana () deriva spesso dalla "o" lunga e dalla "u" breve del latino classico. Esempi: nomen --> nme cognosco --> consco fuga --> fga supra --> spra

La lettera "o" ha suono chiuso nei seguenti casi:


1. Nei monosillabi che terminano con consonante Esempi: cn, nn, cl Eccezioni ("o" aperta): nei vocaboli sl (nota musicale) e dn.

3. Nelle terminazioni in "-oce" Esempi: crce, ferce, atrce, fce, nce Eccezioni ("o" aperta): nei casi in cui la "o" sia preceduta dalla vocale "u" formando il dittongo "-uo-" (Es.: nuce, cuce, ecc.) nel vocabolo precce 5. Nelle terminazioni in "-ogno", "-ogna" Esempi: bisgno, cargna, sgno, cicgna, zampgna, rampgna 6. Nei suffissi di aggettivi in "-ognolo" Esempi: amargnolo, giallgnolo 7. Nelle terminazioni in "-one" Esempi: missine, ottne, nasne, calzne, coccolne, briccne, mascalzne, pantalne, giaccne, vegline, torrine, bastine 8. Nelle terminazioni in "-zione" Esempi: azine, creazine, dizine, lezine, situazine 9. Nei suffissi di sostantivi e aggettivi in "-oio", "-oia" Esempi: abbeveratio, galoppatio, mangiatia, mattatio, corridio, feritia, cesia, tettia Eccezioni ("o" aperta): nei vocaboli sia, salamia, 11. Nelle terminazioni in "-ondo", "-onda" Esempi: fndo, mndo, secndo, snda, nda 12. Nelle terminazioni in "-onto", "-onte", "-onta" Esempi: frnte, cnto, nta, mnte, scnto, accnto, viscnte 13. Nei suffissi di sostantivi in "-onzolo" Esempi: medicnzolo, pretnzolo, girnzolo, frnzolo 14. Nelle terminazioni in "-ore", "-ora" Esempi: dolre, amre, ra, ancra, finra, attre, candre, tenre, fattre, corridre, calre, livre, fervre, colre, nuotatre, pescatre Eccezioni ("o" aperta): nei casi in cui la "o" sia preceduta dalla vocale "u" formando il dittongo "-uo-" (Es.: nura, cure, ecc.). 16. Nelle terminazioni in "-orno", "-orna"

Esempi: girno, contrno, frno, adrna, ritrna, ritrno Eccezioni ("o" aperta): nel vocabolo crno, crna, prno 18. Nei suffissi di sostantivi e aggettivi in "-oso", "-osa" Esempi: affettuso, afso, erbsa, gioiso, dolorsa, ambiziso, contenziso, collsa, medicamentsa, curiso, pallsa, sedizisa, calorso, stizzso, baldanzsa, boriso Eccezioni ("o" aperta): nei vocaboli rsa (fiore e colore), csa, isa, spsa 20. Nei pronomi personali Esempi: ni, vi, lro, costro, colro

La aperta
La "o" fonica aperta italiana () deriva spesso dalla "o" breve e dal dittongo "au" del latino classico. Esempi: focus --> fuco locus--> lugo aurum --> ro paucus --> pco

La lettera "o" ha suono aperto nei seguenti casi:


1. Nel dittongo "-uo" Esempi: tuno, scula, umo, sui, tui, bui, vui, sucera, nura, sura, cure Eccezioni ("o" chiusa): quando il dittongo fa parte dei suffissi di sostantivi in "-uosa", "-uoso" (Es.: affettuso, sinuso, flessusa, lussusa, fruttuso, acqusa, ecc.) nei vocaboli liqure, langure. 3. Nei vocaboli tronchi terminanti in "-o" comprese le forme verbali del futuro e del passato remoto Esempi: per, fal, andr, arriv, cerc, sogn, pedal, ritir, acquist 4. Nei vocaboli in cui la "o" sia seguita da una consonante dopo la quale vengono due vocali Esempi: negzio, scio, petrlio Eccezioni ("o" chiusa): nel vocabolo incrcio. 6. Nelle terminazioni in "-orio", "-oria" Esempi: stria, glria, dormitrio, conservatrio

7. Nei vocaboli di origine straniera entrati a far parte del linguaggio comune Esempi: bxe, gng, ygurt, lden, lrd, pster 8. Nelle terminazioni in "-occio", "-occia" Esempi: cartccio, saccccia, bccia, grassccio, rccia, figliccio Eccezioni ("o" chiusa): nei vocaboli dccia e gccia. 10. Nelle terminazioni in "-odo", "-oda", "-ode" Esempi: brdo, chido, sda, mda, pagda, chido, ldo, do, frdo, frde Eccezioni ("o" chiusa): nel verbo rdere e nei suoi composti (Es.: rdo, erdo, corrdo, ecc.) nel vocabolo cda. 12. Nelle terminazioni in "-oge", "-ogia", "-ogio", "-oggia", "-oggio", "-oggi" Esempi: dge, fggia, ggi, piggia, barbgio, allggio, frge, appggia, appggio 13. Nei suffissi di sostantivi e aggettivi in "-oide" Esempi: tiride, mattide, collide, steride, pazzide 14. Nei suffissi di sostantivi in "-olo", "-ola" Esempi: carrila, tritlo, stagnla, taglila, bagnarla, mariulo, mentlo Eccezioni ("o" chiusa): i vocaboli slo, vlo le voci del verbo colare e i suoi derivati (Es.: clo, sclo, ecc.) 16. Nelle terminazioni in "-osi", "-osio" in sostantivi usati in campo scientifico e medico Esempi: calcolsi, fibrsi, tubercolsi, artrsi, ipnsi, lattsio, destrsio, maltsio, saccarsio, glucsio 17. Nei suffissi di sostantivi e aggettivi in "-otto" e in generale nelle terminazioni in "otto", "-otta" Esempi: semplicitto, bamboltto, ltto, btta, ctto, ctta, saltto, dtto, dectto Eccezioni ("o" chiusa): nei verbi derivati dal latino "ducere" (Es.: indtto, condtto, ridtto, tradtto, ecc.) nei vocaboli ghitto, rtto, stto 19. Nei suffissi di sostantivi in "-ottola", "-ottolo" Esempi: vittolo, collttola, nanerttolo, pallttola 20. Nei suffissi di sostantivi in "-ozzo", "-ozza" Esempi: tinzza, tavolzza, czzo, tzzo, czza, picczza Eccezioni ("o" chiusa):

i vocaboli gzzo, pzzo, singhizzo, rzzo, szzo 22. Nelle terminazioni in "-olgia", "-orgia" Esempi: blgia, frgia, rgia 23. Nelle desinenze "-olsi", "-olse", "-olsero" del Passato Remoto Esempi: clsi, tlsero, sconvlsero, vlsero, vlsi, avvlsero, racclsi 24. Nel Participio Passato in "-osso" Esempi: msso, scssa, percsso 25. Nei suffissi di derivazione greca: "-ologo", "-ogico", "-ografo", "-omico" Esempi: prlogo, psicolgico, fotgrafo, cmico

La chiusa
La "e" fonica chiusa italiana () deriva spesso dalla "e" lunga e dalla "i" breve del latino classico. Esempi: cera --> cra semen --> sme vitrum --> vtro capillus --> capllo

La lettera "e" ha suono chiuso nei seguenti casi:


1. Nei monosillabi atoni Esempi: (congiunzione), m, n, t, s, r (monarca), v, pr Eccezioni: ("e" aperta) il vocabolo r (nota musicale) 3. Nei suffissi di avverbi in "-mente" Esempi: sinceramnte, inutilmnte, praticamnte, segretamnte, popolarmnte, frugalmnte, correttamnte 4. Nelle terminazioni in "-mento" e "-menta" Esempi: sentimnto, proponimnto, momnto, mnta, strumnto, tormnto, godimnto, struggimnto, fallimnto Eccezioni ("e" aperta): le voci del verbo mentire: io mnto, tu mnti, egli mnte, che tu mnta, ecc. 6. Nei vocaboli tronchi in "-ch" Esempi: perch, giacch, anzich, poich, fuorch, sicch, macch

7. Nelle terminazioni in "-eccio", "-eccia" Esempi: frccia, fccia, trccia, libccio, villerccio, intrccio, cicalccio 8. Nei sostantivi con terminazione in "-efice" Esempi: orfice, carnfice, artfice, pontfice 9. Nei suffissi di sostantivi e verbi in "-eggio", "-eggia", "-egge", "-eggi" Esempi: campggio, manggio, postggio, pontggio, alpggio, cartggio, lgge (sostantivo), pulggia Eccezioni ("e" aperta): I vocaboli: ggia, sggio, pggio le forme del verbo lggere: tu lggi, egli lgge 11. Nei suffissi di aggettivi in "-esco" Esempi: pazzsco, burlsco, guerrsco, goliardsco, principsco, farssco, mansco 12. Nelle terminazioni in "-ese", "-esa", "-eso", "-esi" Esempi: arnse, frsa, sospso, pase, francse, imprsa, pso, illso Eccezioni ("e" aperta): nei vocaboli nei quali la "e" fonica forma dittongo con la "i" (Es.: chisa) nei vocaboli blso, obso, tsi(sostantivo), catechsi, esegsi 14. Nei suffissi di sostantivi in "-esimo" Esempi: battsimo, umansimo, cristiansimo, pagansimo Eccezioni ("e" aperta): nel vocabolo infinitsimo i numerali ordinali (Es.: centsimo, millsimo, ecc...) 16. Nei suffissi di sostantivi femminili in "-essa" Esempi: dottorssa, principssa, contssa, elefantssa, badssa 17. Nei suffissi di sostantivi collettivi in "-eto", "-eta" Esempi: fruttto, melto, pinta, agrumto, rosto 18. Nei suffissi di sostantivi e aggettivi diminutivi e collettivi in "-etto", "-etta" Esempi: librtto, castta, chiestta, pezztto, navtta, terztto, quinttto, palchtto, porchtta, forchtta, carrtta, colltto 19. Nelle terminazioni in "-eguo", "-egua" Esempi: sguo, adguo, trgua, dilguo, ecc. 20. Nei suffissi di aggettivi che al singolare terminano in "-evole"

Esempi: lodvole, incantvole, ammirvole, caritatvole, deplorvole, cedvole, arrendvole 21. Nei suffissi di sostantivi in "-ezza" Esempi: bellzza, debolzza, chiarzza, salvzza, dolczza, mitzza, arrendevolzza, segretzza Eccezioni ("e" aperta): nel vocabolo mzza 23. Nelle preposizioni articolate Esempi: dl, dlla, dllo, dgli, dlle, di, nl, nllo, nlla, ngli, nlle, ni, pi 24. Nei pronomi personali Esempi: gli, lla, sso, ssa, ssi, sse 25. Negli aggettivi dimostrativi Esempi: qusto, qusta, quste, qusti, qullo, qulla, qugli, qulli, qulle, codsto, codsta, codsti, codste 26. Nelle desinenze del Passato Remoto in "-ei", "-esti", "-e", "-emmo", "-este", "-ettero" Esempi: credi, credste, credttero, pot, potmmo, dicmmo, volsti 27. Nelle desinenze del Futuro in "-remo, "-rete" Esempi: vedrmo, dirte, cadrte, volermo, filerte, carichermo, toccherte, calcolermo 28. Nelle desinenze dell'Infinito della seconda coniugazione Esempi: cadre, avre, volre, bre, sedre, potre, godre 29. Nelle desinenze del Congiuntivo Imperfetto in "-essi", "-esse", "-essimo", "-este", "essero" Esempi: dovssi, volsse, prendssimo, cadste, godssero 30. Nelle desinenze del Condizionale Presente in "-resti", "-remmo", "-reste" Esempi: farmmo, vedrste, cadrsti, potrsti, vorrmmo 31. Nelle desinenze del Indicativo Presente e dell'Imperativo in "-ete" Esempi: prendte, cadte, rompte, volte, potte, dovte 32. Nelle desinenze dell'Indicativo Imperfetto in "-evo", "-eva", "-evano" Esempi: dicvo, facvano, mettvo, volvano, potvo, dovvano

La aperta
La "e" fonica aperta italiana () deriva spesso dalla "e" breve e dal dittongo "ae" del latino classico. Esempi: decem --> dici, ferrum --> frro, laetus --> lito, praesto --> prsto.

La lettera "e" ha suono aperto nei seguenti casi:


1. Nel dittongo "-ie-" Esempi: bandira, iri, cavalire, lito, ditro Eccezioni ("e" chiusa): nei suffissi dei vocaboli di derivazione etnica (Es.: atenise, puglise, marsiglise, ecc.), nei suffissi dei diminutivi in "-ietto" (Es.: maglitta, foglitto, vecchitto,ecc.) nei suffissi dei sostantivi in "-iezzo" (Es.: ampizza) nei vocaboli chirico e biglitto. 2. Quand' seguita da vocale Esempi: coli, costi, fudo, ida, li Eccezioni ("e" chiusa): nella desinenza "-ei" del passato remoto (Es.: credi, ecc.), nelle preposizioni articolate (Es.: d&eacutei, pi, ni, ecc.), nell'aggettivo dimostrativo qui. 3. Quand' seguita da una consonante dopo la quale vengono due vocali Esempi: assdio, gnio, egrgio, prmio Eccezioni ("e" chiusa): quando seguita dalle sillabe "-gui-", "-gua-", "-guo-" (Es.: dilguo, persguo, sguito, trgua, ecc.), nei vocaboli frgio, sfrgio. 4. Nei vocaboli di origine straniera che terminano con una consonante Esempi: hotl, rcord, rbus, sxy, prmier, sltz, ngus

5. Nei vocaboli tronchi di origine straniera Esempi: caff, bign, t (bevanda), gil 6. Nelle desinenze del condizionale in "-ei", "-ebbe", "-ebbero" Esempi: vorri, fari, farbbe, crederbbero, dirbbe, marcerbbe, marcirbbero, circolerbbero, fraintenderbbero, comprerbbe, accetterbbero, colpirbbe, tradurrbbero 7. Nelle terminazioni in "-eda", "-ede", "-edo", "-edi" Esempi: cdo, corrdo, erde, prda, schda, arrdo, sde, sdi Eccezioni ("e" chiusa): nelle forme verbali di crdere e vedre (Es.: crdo, vdo, crdi, vdi, ecc.) nelle forme verbali derivate dalla precedenti (Es.: provvdo, ricrdo, miscrdo, ravvdo, intravdo, rivdo, ecc.) nel vocabolo fde. 8. Nelle terminazioni in "-eca", "-eco", "-eche", "-echi" Esempi: tca, co, gco, cortco, trichchi, discotche, enotca, bibliotca, paninotca, videotca, comprendendo anche i nomi di popolo come Grco, Guatemaltco, Aztco, Zapotco, Toltco, Uzbco 9. Nei suffissi in "-edine" Esempi: salsdine, pingudine, raucdine, torpdine, intercapdine, acrdine 10. Nelle terminazioni in "-ello", "-ella" Esempi: paglla, mastllo, llo, sorlla, fratllo, fardllo, spinllo, porcllo, padlla, caramlla, lavllo, manovlla spesso usate anche come suffissi di diminutivi e/o vezzeggiativi come asinllo, torllo, praticllo, bricconclla, cattivlla, orticllo Eccezioni ("e" chiusa): nelle preposizioni articolate (Es.: dl, dllo, dlla, di, dgli, dlle, nl, nlla, ecc.), negli aggettivi dimostrativi (Es.: qul, qullo, qulla, qui, qulle, ecc.) nei vocaboli stlla e capllo 12. Nei suffissi di sostantivi in "-emo", "-ema", "-eno", "-ena" Esempi: teorma, anatma, problma, apotma, crisantmo, Polifmo, eritma, Trasimno, falna, altalna, cantilna, trno 13. Nelle terminazioni in "-enda", "-endo" e in tutte le desinenze del gerundio Esempi: agnda, bnda, tremndo, orrnda, corrndo, temndo, cuocndo, aprndo, leggndo, facndo, morndo, starnutndo, ferndo, mettndo Eccezioni ("e" chiusa): nei verbi scndo e vndo. 15. Nelle desinenze dell'infinito in "-endere"

Esempi: appndere, sorprndere, attndere, intndere Eccezioni ("e" chiusa): nei verbi scndere e vndere. 17. Nei suffissi di sostantivi e aggettivi derivati dai numerali in "-enne" Esempi: decnne, ventnne, tredicnne, sessantnne, quarantaquattrnne 18. Nei suffissi di sostantivi e aggettivi derivati dai numerali in "-ennio" Esempi: binnio, trinnio, millnio, cinquantnnio 19. Nei suffissi di nomi etnici in "-eno" Esempi: madrilno, cilno, nazarno 20. Nelle terminazioni in "-ensa", "-ense", "-enso" Esempi: snso, intnso, fornse, dispnsa, mnsa, melnso, parmnse, pnso, ripnso 21. Nelle terminazioni in "-enta", "-ente", "-ento", "-enti" comprese tutte le desinenze del participio presente in "-ente" Esempi: lnte, gnte, accidnte, sovnte, corrnte, silnte, consulnte, sedicnte, seducnte, mittnte, ponnte, avnte, dorminte, perdnte, spingnte, cednte, contrante, adernte, facnte, bevnte, taglinte Eccezioni ("e" chiusa): tutti gli avverbi in "-mente" (Es.: abilmnte, benevolmnte, incessantemnte, correttamnte, generalmnte, scioccamnte, duramnte, simpaticamnte, facilmnte, inopinatamnte, assurdamnte, esattamnte) nei vocaboli vnti (numero), trnta nei vocaboli in "-mento", "-mente", "-menta", "-menti" (Es.: lamnto, pavimnto, momnti, tormnto, mnta, semnte) 23. Nelle terminazioni in "-enza" Esempi: adernza, snza, partnza, urgnza, lnza, licnza, ricorrnza, invadnza, maldicnza 24. Nelle terminazioni in "-erbo", "-erba" Esempi: risrbo, acrbo, srbo, suprbo, rba, srba 25. Nelle terminazioni in "-erbia" Esempi: suprbia 26. Nelle terminazioni in "-erio", "-eria" Esempi: misria, srio, putifrio 27. Nelle terminazioni in "-erno", "-erna"

Esempi: etrno, quadrno, lucrna, invrno, matrno, tavrna, govrno, lantrna Eccezioni ("e" chiusa): nel vocabolo schrno. 29. Nelle terminazioni in "-erro", "-erra" Esempi: trra, frro, gurra, affrro, sottrro, srra, vrro, sottrra 30. Nelle terminazioni in "-erso", "-ersa" Esempi: prso, emrso, vrso, trso, sommrso, disprsa, detrsa, rivrsa 31. Nelle terminazioni in "-erto", "-erta", "-erte" Esempi: aprto, coprta, incrto, soffrto, consrte, crto Eccezioni ("e" chiusa): nei vocaboli rta (salita), rto (scosceso) nell'espressione "all'rta". 33. Nelle terminazioni in "-ervo", "-erva" Esempi: srvo, crvo, risrva, nrvo 34. Nelle terminazioni in "-ervia" Esempi: protrvia 35. Nei suffissi dei superlativi in "-errimo" Esempi: integrrimo, asprrimo, acrrimo 36. Nei suffissi dei numerali ordinali in "-esimo" Esempi: centsimo, millsimo, milionsimo, ventsimo, trentsimo 37. Nelle terminazioni in "-estre", "-estra", "-estro", "-estri" Esempi: alpstre, terrstre, palstra, canstro, finstra, pedstre, maldstro, ambidstro, dstra 38. Nelle desinenze del passato remoto in "-etti", "-ette", "-ettero" Esempi: credtti, dovttero, stttero, cedtte 39. Nei vocaboli terminanti in "-ezio", "-ezia" Esempi: inzia, scrzio, faczia

APPUNTI DI DIZIONE

Regola principale
Quando su una sillaba contente una e o una o non cade l'accento tonico, la e o la o si deve pronunciare sempre chiusa. Esempio: tvolo, lbro, volnte, dsco, bottglia

Tutta la nostra attenzione sar perci ora rivolta alle parole che contengono una sillaba con e o con o sulla quale cade l'accento tonico. In questo caso dovremo chiederci se la vocale e o o si deve pronunciare aperta o chiusa.
Nella lingua italiana le Vocali vanno distinte fra:

Vocali alfabetiche, in numero di CINQUE:

a, e, i, o, u
Vocali fonetiche, in numero di SETTE:

a, (aperta), (chiusa), i, (aperta), (chiusa), u


Come si pu notare nella categoria delle Vocali fonetiche sono annoverati due tipi di e e due tipi di o, infatti su queste due vocali che incide la distinzione fonetica di pronuncia. Altra distinzione necessaria per pronunciare correttamente le parole italiane quella tra accento tonico e accento fonico. Accento tonico la forza che viene data ad una sillaba in particolare tra quelle che compongono la parola (Es.: tvolo, perch, tastira) Accento fonico indica la distinzioni tra suoni aperti e chiusi per le vocali e ed o. Per indicare quali vocali vanno pronunciate aperte e quali chiuse si usano due tipi di accento fonico: Accento grave:

per indicare le vocali da pronunciare aperte (Es.: pdio, sdia)


Accento acuto:

per indicare le vocali da pronunciare chiuse (Es.: brsa, perch)